28 luglio 2006

Curiosa

All'età di 10 anni ho trovato un opuscolo che ha segnato in modo significativo tutta la mia vita. Mia sorella, assidua lettrice di "Cioè" lo aveva trovato come inserto. Una piccola guida a incantesimi e simili, che comprendeva anche una brevissima guida ai tarocchi, alla lettura della mano, dei fondi del caffè. E chi più ne ha più ne metta.
Non avendo dei soldi per comprare un vero mazzo di tarocchi (che poi andrebbero regalati) ho cominciato a scarabocchiare con una penna su carta i 22 arcani maggiori e a ritagliarli per avere il mio piccolo mazzettino su cui poter sperimentare. Mio padre mi guardava allibita e bofonchiava. Ma io disegnavo. Ecco La Torre, ecco La Morte, ecco Il Diavolo, ecco Il Sole, e così via. Un giorno mi sono trovata in libreria, non a caso, allora come adesso ci passavo molto tempo. Acquistai un libro enorme sui tarocchi, che in regalo offriva un vero mazzo di tarocchi, comprensivo di arcani maggiori e minori. Ovviamente specificava che il mazzo era in regalo, giusto per togliere qualsiasi dubbio. Il libro, enorme, spiegava ogni singola carta e io, essere mononeuronale, ancora oggi se riprendo in mano i tarocchi non posso fare a meno di sfogliarlo. Il terzo occhio, di cui parla il volume, evidentemente non fa parte di me.
Cominciai ad entrare in una spirale fatta di curiosità da cui ancora oggi non esco (gli ultimi libri acquistati un paio di mesi fa riguardano la Wicca, incantesimi celtici, e i viaggi astrali). In particolare un giorno mi trovai in piazza Carlo Felice, quella che abbraccia la stazione di Torino Porta Nuova. Lì ci sono parecchie bancarelle che vendono libri usati e nuovi. C'erano tre volumi enormi, un trattato di Magia, su cui mi si posarono gli occhi. Fu amore a prima vista. Aprii il volume numero uno alla prima pagina. A matita una scritta "1.4.1981 Ecco il problema ed ecco i mezzi: andate avanti". Il fatto che io ricordi a memoria questa frase che a prim'occhio può sembrare stupida e banale, è molto indicativo. Quello che mi colpì fu il fatto che ci fossero scritti il mio mese e il mio anno di nascita. E la frase. Avevo diversi problemi in quel periodo e per quanto possa sembrare stupido, quell' "andate avanti" mi fu notevolmente d'aiuto. Comprai in blocco i tre volumi, anche se, ancora oggi, non ne ho letto nemmeno uno. Forse li ho sfogliucchiati qua e là, e devo dire che oggi mi è venuta una gran voglia di riaprirli. Arrivò il momento dell'I Ching, sempre in una di queste bancarelle (anzi, credo di avere due testi sull'I Ching). Poi veloce come un lampo un altro testo di magia bianca, magia egiziana, un "libro infernale", un manuale di stregoneria. Quest'ultimo fu fantastico perché non ero l'unica ad averlo. Anche la mia migliore amica lo lesse. Decidemmo di fare insieme dei pentacoli con la pergamena, atti a eseguire gli incantesimi che poi erano sul libro. I miei pentacoli sono ancora nel portafogli, e anche loro hanno una storia buffa.
Un giorno sul tram mi rubarono il portafogli. Complice anche il mio zainetto di peluche, di nome "Pellizza" davvero troppo facile da aprire. Dato che all'interno c'erano circa 4000 lire, non le rubarono neppure e il mio portafogli venne ritrovato al Mc Donald's della stazione Torino Porta Susa. Mi chiamò la polizia e andai a ritirarlo. Il poliziotto era giovane e carino e mi fece un mucchio di domande. Ovviamente loro controllarono tutto il contenuto. Lo controllai anch'io e non mancava davvero nulla. Poi però il poliziotto continuava a guardarmi, mi fissava proprio e alla fine attaccò:
"Ma cosa sono quei 'cosi' dentro la bustina gialla?".
Silenzio.
"Sono pentacoli".
"Cosa?"
Gli spiegai ogni cosa.
E lui: "Ma funziona?"
In verità non so se funziona. L'unico incantesimo preso da quel libro che volevo fare alla fine non l'ho più fatto. Dicesi incantesimo d'amore. Ci voleva un limone e non so quanti mila spilli, che io comprai. Con la casa piena di spilli e limoni decisi poi di non farne più nulla.
Idem per la magia egiziana. Dopo aver consacrato un numero di candele pari a quelle che potrebbero illuminare per intero il Duomo di Milano, una settimana sotto la luna crescente, dopo aver consacrato una boccetta di olio e una di sale e messo tutto in una scatola da scarpe ben sigillata (perché non devono assolutamente prendere luce), la suddetta scatola è finita in cantina ed è ancora lì, sigillata.
Poi arrivò la Wicca, già in età universitaria. La Wicca si sposa bene con lo spirito che è in me, quello spirito che si agita e si commuove per ogni cosa. La neve che cade, un fiore che sboccia, il grano maturo, le foglie che cadono.
La Wicca parte da un'idea di base che adoro. Ci sono un Dio e una Dea. E fanno sesso, tra le altre cose. Ecco perché gli ultimi libro che ho preso riguardano proprio la Wicca.
Piccola figura di merda, 14 anni circa. Sempre quell'opuscolo famoso di mia sorella trattava di incantesimi d'amore da fare con la verbena. Ovviamente nè io nè la mia amica sapevamo come cazzo fosse fatta la verbena, quindi di raccoglierla non se ne parlava. Decidemmo di andare in erboristeria. Peccato che la tizia era interessata all'utilizzo che dovevamo farne. Noi sparammo a caso "pediluvio per il babbo", ma non funzionò. All'ennesima richiesta dell'utilizzo che dovevamo farne, la mia amica sganciò e disse "E' per un incantesimo". La tizia, invece di mettersi a ridere, ci cazziò alla brutta maniera e noi uscimmo dal negozio con la coda tra le gambe.
In prima superiore mi avvicinai allo spiritismo e cominciai a fare le classiche sedute spiritiche, ma da sola. Provai la scrittura automatica dalla quale vennero fuori solo sgorbi e ogni tanto ciaciavo con qualche spirito di dubbio nome, ad esempio ricordo "Jim Morte". Ricordo che quando la monetica ha cominciato a viaggiare sulla tavoletta Ouija improvvisata sulla carta, segnando J I M M O R .. per un attimo ho pensato che fosse Jim Morrison, giuro. Poi però le ultime lettere mi fecero ricredere e lì smisi.
Non che io abbia intenzione di fare qualcosa, semplicemente la curiosità mi porta un po' più in là di quanto a volte vorrei.

5 commenti:

Carla ha detto...

Eheheh, almeno ci hai provato dai

Carla ha detto...

Certo :)

Pinella ha detto...

C'è stato un periodo che ci riunivamo diverse amiche e facevamo sedute spiritiche con un bicchiere di plastica in mezzo e lettere dell'alfabeto intorno. Mi sono divertita molto in quanto conoscendo le mie amiche, facevo fermare il bicchiere dove volevo e facevo dare risposte che pensavano di conoscere solo loro!

Anonimo ha detto...

Fai attenzione. Ho sentito di roghe di streghe in piemonte... :-)

Carla ha detto...

Pinella: eheh

Samuele: mi sono già barricata in casa!