24 settembre 2007

La sua storia

Sono felice quando prende la chitarra elettrica e suona. Sento il suo cuore tra quegli accordi che si odono a malapena, senza amplificatore. Adoro quando mi guarda negli occhi e mi dice che vuole stare sempre con me, e adoro rispondergli che anch'io lo voglio e poi stringerlo forte tra le mie braccia. Amo quando parliamo del futuro e quando ci diciamo che prenderemo un appuntamento all'agenzia immobiliare. Poi non è detto che il giorno dopo si chiami subito. Perché lui è proprio come me. Quello che tutti mi hanno sempre accusato di essere: imprecisa, inaffidabile e totalmente sconclusionata. Ma guardandolo mi sono resa conto che è la prospettiva che inganna: perché in Roccio vedo me e vedo un uomo che ha cercato e ha trovato, che non si è mai accontentato. Un uomo che fa mille cose non col desiderio di impararne una sola e a fondo perché consapevole della reale possibilità di diventare un mediocre conoscitore del nulla, tantovale sperimentare e provare, cercare e non mollare e non smettere mai. Perché solo così si può crescere senza mai invecchiare dentro. Lui, il mio uomo.

2 commenti:

roccio ha detto...

Quasi 20 anni fa ho iniziato a suonare e fra 1000 difficolta' ho imparato a farlo. Solo perche' un giorno Tu mi potessi sentire, da 400km, senza amplificatore. Tu, la mia donna.

TI AMO!

Carla ha detto...

Tutta tua