05 febbraio 2008

Oh. Oggi sono a casa. Come ieri.
Mi sono levata il neo sulla schiena e ora sto seduta tutta storta perché ho i punti. E non riesco a poggiare la schiena allo schienale della sedia.

Sabato sera, torniamo un po' indietro. Siamo andati a vedere Io sono leggenda incuriositi dalle opinioni contrastanti di chi già era andato a vederlo: bellissimo o schifoso. Siamo partiti senza pregiudizio alcuno, ci siamo seduti in seconda fila (ultimi posti centrali rimasti) e abbiamo aspettato.
Premessa: il film mi è piaciuto molto, anche se ho da appuntare mille e mille critiche.
Non c'entra nulla con il libro, ho letto un sunto della trama e davvero il titolo è stato inteso in due modi totalmente diversi. Nel libro Io sono leggenda ha un connotato decisamente negativo. Lui rimane unico sopravvissuto che da' la caccia ai vampiri. I vampiri lo ritengono mostro (e quindi leggenda) perché lui, Robert Neville, da' loro la caccia in maniera spietata. Non sono più i vampiri la leggenda perché tutta la società si è trasformata e solo Robert è rimasto normale, ma in un mondo anormale è lui il diverso, il mostro. Nel film no, ci sono altri sopravvissuti, i mostri non hanno cervello, urlano e succhiano sangue ma non fanno altro. Nel finale ci piazzano Dio, come al solito. E lui diventa leggenda perché trova la cura al virus: io sono leggenda assume quindi il significato di io sono eroe.
Attore incredibile il cane (che nemmeno Rex, davvero!) e Will Smith è davvero bravo ma troppo troppo tragica tutta la vicenda. Me lo avevano presentato come un film di paura e ho pianto dall'inizio alla fine senza saltare dalla sedia nemmeno un istante. I mostri sono fatti in grafica 3d e si vede troppo che sono finti, fintissimi. Luci e ombre non combaciano. E poi, nel film la ragazza salva Robert Neville cacciando i mostri con quella che sembra essere una lampada UV. Uh, e allora perché non usarla attorno alla casa? Perché non illuminarci la casa, i sotteranei? Perché non predisporre una stanza piena di provviste e lampade UV dove rintanarsi in caso di ermegenza? Perché ha ucciso il cane e non lo ha tenuto per provare a curarlo? Insomma, è vero che non bisogna farsi troppe domande con un film di fantascienza, ma certe cose vengono spontanee. E poi perché ci hanno infilato Dio? E chi ha doppiato la ragazza? E il bambino? C'è solo per fare un po' di pena?
Ripeto, mi è piaciuto ma poteva essere fatto meglio, ecco.

Ieri, come dicevo, asportazione del neo sulla schiena. Il mio neo distintivo, di famiglia, che abbiamo io, mia sorella e mia cugina. Tolto.

Non pensavo che tante persone si levassero nei: le sale di attesa erano piene e quando mi chiamano ho un sussulto. Dovete sapere che ho una fifa boia. Degli aghi, dei bisturi, di tutto. Eppure sono stata punzecchiata, tagliuzzata un sacco di volte.
Non è vero quello che si dice: che la paura passa. La paura rimane, ma si impara a razionalizzare. La mia regola d'oro è se si deve fare, si fa. Proprio per quello pensavo a chi si fa fare il lifting o rifare il seno. Scelte non necessarie.
Mi sono sdraiata sul lettino a pancia in giù con la testa verso il lato del chirurgo (una donna, e nemmeno troppo gentile). Sono andata da sola, per varie ragioni. Perché ho paura e non voglio ammorbare nessuno, perché ero in ritardo e con mia mamma sarei arrivata ancora più in ritardo, perché lei è in grado di mettermi più in ansia del dovuto.
Quindi le uniche persone a cui rompo le palle in questi casi sono Roccio e i medici.
L'anestesia locale ha bruciato parecchio ed è stata l'unica parte in cui ha recitato un po' di dolore.
Poi zac zac e cuci cuci.
E le mie domande State tagliando? State cucendo? E ora che fate? ecc ecc.
L'anestesia toglie solo il dolore ma non la sensazione del tatto. Si sente il bisturi che taglia, il filo che tira pelle e carne. La dottoressa mi fa vedere con le dita quanto sarà grossa la cicatrice. 5 cm scarsi. E addio neo.
Torno a casa in taxi ma mi distraggo due secondi e il tassista fa le strade più trafficate del centro per farmi pagare di più. Pazienza.
Tra due settimane tolgo i punti.

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