23 febbraio 2009

Tac tac tac

Sono una brava ragazza, lo so. Stasera mi sono anche rammendata un pantalone. Bucato proprio là. L'ho messo perché immaginavo non si vedesse, ma in verità al posto di un buco avevo una voragine. Un buco nero. Anzi arancione. Come le mie mutande.

La fortuna di abitare a un piano terra è che puoi provare le scarpe con il tacco senza rompere le balle a nessuno. Stasera ho cucinato con i tacchi a spillo ma sono riuscita a tenere le scarpe solo un paio d'ore. Effettivamente per una che è abituata a mettere solo scarpe da ginnastica è una prova da "l'isola dei famosi". Altro che saltare nel cerchio di fuoco: passare una giornata con i tacchi a spillo è decisamente peggio.

Poi quel suono snervante: tac tac tac tac tac (silenzio) tactactac tac tac.

Però. Le scarpe alte.

La mia femminilità si riconosce in tre mosse: mi piacciono le scarpe, mi piacciono le borse e mi piacciono i trucchi.

Per il resto potrei tranquillamente sembrare uno scaricatore di porto.

1 commento:

Chiara ha detto...

Come ti capisco per la storia delle scarpe coi tacchi!
Mi piacciono molto, ma sembra che i miei piedi abbiano una specie di rifiuto...
Me la cavo con la scusa che sono alta e che non ho bisogno di centimetri in più.

Quanto mi piacerebbe essere come quelle ragazze che saltellano aggraziate su un tacco 12 la mattina alle 8...