10 maggio 2012

Sarà ora? Potrò dirlo?

Ieri avevo il mio colloquio all'azienda finale, uno di due, dato che per la stessa azienda avevo il colloquio piazzato anche per venerdì.
La cosa positiva è che il bus ci mette 10 minuti a portarmici. La cosa negativa è che passa ogni mezzora. E arriva lì un minuto dopo l'appuntamento. Per dire, avevo il colloquio alle 11, il bus passava alle 11.01. Per evitare il ritardo e permettermi il mio graziosissimo anticipo di 5 minuti, quel tanto che basta a non apparire ansiosa e quel minimo che serve loro per capire che sono una persona puntuale e seria, sono arrivata alle 10.31. "Tanto c'è un bar lì davanti", lo avevo visto con street view. Peccato che sia chiuso e lì intorno non ci sia niente. Così faccio due passi nel niente perché davvero, a parte il palazzone colorato di fronte e un discount in cui non ho intenzione di entrare, non c'è davvero nulla. Faccio un giro attorno al cancellone e noto questi cartelli rassicuranti:


Meno male che ci sono tanti papaveri lì attorno. I papaveri mi mettono serenità perché sono fiori stupendi, che crescono ovunque, e accendono di colore la primavera.
Penso potrei stare lì a guardarli per ore.


Non è che abbia tutto questo tempo, ormai è ora di entrare ma non capisco esattamente dove sia il cancello principale finché non vedo entrare un furgone in un cancello comandato elettronicamente. Sul cancello si trova una scritta che fa pressappoco così: "Scendere dal veicolo, citofonare e presentarsi. Zona protetta da guardia armata".
Cavoli.
Citofono e mi risponde la guardia che mi chiede chi sono, nome e cognome, e perché sono lì.
Apre il primo cancello e arrivo a un secondo cancello con una seconda recinzione in metallo e il filo spinato tutto attorno. Manca la scritta "Arbeit macht frei" e ci siamo.

Arrivo al gabbiotto della guardia che mi dice di salire al primo piano. Trovo una sala d'attesa con un divanetto, tre macchinette per caffè e snack vari. Vedo arrivare verso di me una ragazza dal corridoio, probabilmente un'altra candidata, scendere le scale e andare via. Arriva una signora che mi chiama e mi dice di seguirla. Ci presentiamo, mi siedo e la primissima cosa che mi dice è: "Curriculum lunghissimo e molto interessante". Sorrido compiaciuta, è la prima volta che mi dicono una cosa del genere. Anzi no, ma la persona che me l'aveva detto in precedenza era l'insegnante di comunicazione del corso Java.
"Sei un'artista!", continua. Sorrido imbarazzata "bhe sì" cercando dentro di me la definizione corretta di artista e cercando nei suoi occhi un segno di approvazione perché questa definizione sia una cosa buona per lei. Sorride. Mi tranquillizzo.

"Coltivi piante carnivore, come mio figlio!". Bene, penso, questa cosa mi farà ottenere il lavoro. E comincio a parlare delle piante carnivore. "Hai allevato insetti stecco, hai proprio tante passioni. Sìsì andresti proprio d'accordo con mio figlio". Attacco con la pippola della passione per la natura e gli animali. "Ti piace anche la fotografia" e attacco con la pippola della mia recente collezione di macchine fotografiche analogiche. "Parlami delle tue esperienze lavorative". So che questo lavoro è di customer care e il problem solving è una caratteristica ricercata. Quindi racconto di quando lavoravo all'892424 e sono riuscita a trovare una renna finta in dimensioni naturali a un cliente. "Com'è che non l'avevo vista questa esperienza dell'892424 nel tuo curriculum? In che pagina è?" ride, facendo riferimento al mio lungo curriculum. Racconto di come a Firenze gestivamo il cliente e come funzionava il back office.
Credo mi abbia presa in simpatia.

"Ah sei di Torino, sai che abbiamo anche una sede lassù?" Sì, a Rivoli, rispondo. L'ho visto sul vostro sito, sono andata a curiosare "Hai fatto bene!".
E mi spiega il lavoro, è un customer care, inserimento ordini di farmaci per le farmacie. L'orario è l'unica pecca 9-13, 16-20 e lavorerei due sabati mattina al mese. Però ho il bus che in 10 minuti mi porta a casa e c'è anche la mensa interna, quindi non dovrebbe essere malaccio. Devo riorganizzare il mio tempo, tutto qui.
"Cosa vuoi fare da grande?"
Penso che mi ha preso in simpatia, che mi ritiene un'artista, allora esclamo "l'astronauta!". Ride e commenta con un "Sì, saresti il tipo".
Ma incalza subito dopo perché, e questo me lo dicono a tutti i colloqui, non vogliono impiegare del tempo con una persona che poi magari li molla per andare a fare qualcos'altro, "chessò, la fotografa ad esempio".
Mi porta a vedere il call center ma appena ci alziamo chiedo info sul contratto "Ah giusto, risediamoci".

Finita la spiegazione mi porta a vedere il call center, vedo le postazioni vuote dove andranno i nuovi computer e mi specifica che anche se sarò interinale per un po' la loro intenzione è un ampliamento del personale perché avranno più negozi da gestire. Quindi se me la gioco bene posso anche lavorarci tranquillamente. Mi porta a vedere il magazzino che è interamente automatizzato.

Mi ricordo del doppio colloquio di venerdì e dice di essersi accorta di aver ricevuto i miei due curricula, ovviamente mi dice anche di non ripresentarmi venerdì.
Quindi ci avviamo verso il corridoio che porta alle scale e mi dice una cosa che mi lascia molto bene "di solito alla fine del colloquio dico che devo sentire altre persone ma tu mi hai fatto un'ottima impressione e mi sento tranquilla nel dirti di tenerti libera, ok?"
Bhe sono molto contenta inutile dirlo.
Quindi esco e chiamo l'agenzia interinale perché mi aveva chiesto un feedback e racconto del colloquio andato bene e di quest'ultima frase. La ragazza mi dice che chiamerà l'azienda per avere anche un loro feedback e poi mi ricontatta. Mi richiama nel pomeriggio per dirmi che comincio il 4. "Davvero? Se mi dici così non cerco altro lavoro, posso stare tranquilla?" - "Sì stai tranquilla, ci sentiamo poi per la firma del contratto".

Ora sono in fibrillazione perché non sapendo se avremo ferie quest'estate, vorrei partire a fine maggio per Berlino. Ma è ancora da vedere, solo non so se ci resisto con l'idea di non poter andare a fare una vacanza.
Per cui sono in fase di stallo, contenta da una parte, angosciata dall'altra. Depressa ed euforica. Stanca e galvanizzata.
Che palle di periodo.

3 commenti:

Nega Fink-Nottle ha detto...

Ma diciamoloooooo!!!Evvivaaaaaa!!!!
Sul serio hai allevato insetti stecco? *____* Io li adoro!!!! *___*
Cmq sei stata ganzissima al colloquio, altrochè!!
SOno così felice per te!!!! :*:*:*:*
P.s. Se inizi alle 9 puoi dormire fino a tardi!! :D

Carla ha detto...

Sì, avevo un Extatosoma tiaratum, peccato aver perso la foto dove mi camminava sulla mano, va bhe. Se sapessi dove trovare rovi tutto l'anno riprenderei volentieri. Con il Phyllium giganteum però :D

Zion ha detto...

lo sai che cosa ne penso e cioè che sono contentissima per teeee!
Spero che il lavoro sia abbastanza vario da farti passare in un baleno le ore durante il giorno!
Quella della renna a grandezza naturale non la sapevo :D divertentissima!!!