14 settembre 2012

Il mio grande fratello

Non so da quanto tempo non scrivo. Il mio poco tempo libero è stato assorbito dal nulla. Quando torno a casa sono così stanca che non voglio fare altro che niente. Cazzeggiare sui social, guardare un documentario, forse un film, una birra, patatine e via a letto.

La mia vita è stata rubata perché il mio tempo è stato rubato. Mi alzo stanca, torno a letto stanca e nel mezzo c'è il nulla. Una pausa lunghissima che, tolto il tempo per mangiare e per fare avanti e indietro, alla fine è di una sola ora, e la sera in cui muoio cerebralmente.

Ma soprattutto è accaduto un fatto spiacevole che ora vi narrerò.

Una settimana e mezza fa, verso le 19.30 (quindi in fase di uscita) mi arriva una chiamata. Una farmacia aveva bisogno di un farmaco urgente per un ragazzo che stava male (tumore alle ossa) e, indovinate? Si trattava di un composto della morfina.
Per essere sicura che il pacco gli arrivasse l'indomani ho chiamato il magazzino apposito, mi sono accertata che prendessero con le proprie manine i farmaci e sono andata a nanna tranquilla.
Indovinate?
Ebbene sì, il pacco non è arrivato.
La mattina dopo una mia collega (piccola e tostissima) riceve la chiamata di questa farmacia tutta incazzata perché non aveva ricevuto la merce. Essendo prodotti un po' particolari lei non poteva vedere chi aveva fatto la bolla, ma in ogni caso stava seguendo la procedura standard in questi casi. In effetti non si sa esattamente cosa sia successo. Sta di fatto che la farmacia ha chiesto i suoi dati e li ha riferiti alla nostra responsabile la quale ha ripreso la mia collega (in modo molto brusco, come fa con tutti), ma purtroppo questa volta la faccenda non è finita qui.
L'ha esonerata dalla risposta al telefono, e le sta facendo fare tutte cose che non sarebbero di nostra competenza. Accrediti, pinzare circolari, allestire roba nel magazzino.
A fine settembre le scade il contratto, e le prospettive non sono rosee.
Lei in compenso fa tutto quello che le viene chiesto perché, come noi, ha bisogno di lavorare e le piacerebbe davvero rimanere. Ci guardiamo intorno e capiamo che poteva capitare a qualunque di noi e quest'atmosfera tesa che già esisteva prima, ora è pesante e la puoi tagliare col coltello. Ti senti osservato, i passi dietro di te, non ti fidi di nessuno, odi bisbigliare, cominci a chiuderti, a stare lì per portare il pane a casa.
Il grande fratello dell'ufficio ti guarda, ti scruta, una mezza occhiata di solidarietà alla collega che annaspa, ma non puoi fermarti per tirarla su, rischi di annegare anche tu. E via così.

8 commenti:

Zion ha detto...

tremo di rabbia per questa ingiustizia. come mi sento impotente, se potessi andare dalla tua responsabile la prenderei a calci forte, ma forte, ma forte.

Carla ha detto...

Tu pensa come ci sentiamo noi, che le passiamo accanto e possiamo solo dirle di resistere. In ogni caso ha ragione lei, le tocca fare tutto col sorriso e andare avanti. In questo modo dimostra di voler lavorare a ogni costo, e se non dovesse essere rinnovata lei ha fatto il suo "dovere" fino all'ultimo e invece chi sta in alto si rivela per quello che è. Anche perché se avessero voluto mandarla via, perché torturarla fino all'ultimo giorno di contratto? Potevano mandarla via subito. Col contratto a un mese non credo che abbiano problemi a mandare via qualcuno

Anonimo ha detto...

madonna che incubo... ma non esiste davvero un altro straccio di lavoro?

AV

Carla ha detto...

quando hai bisogno di lavorare tieni duro. trovare altro in brevissimo tempo non è facile. per niente :(

rompina ha detto...

ma non ho capito bene...hanno dato la colpa all'ultima della fila, invece di capire chi aveva fatto lo sbaglio? cioe' han sparato nel mucchio e bon? '-.-

Carla ha detto...

in teoria la farmacia ha chiesto i suoi dati, quindi si trattava proprio di questa ragazza, ma non è quello il punto. nessuno le ha chiesto la sua versione dei fatti, l'hanno demansionata a fare cose degradanti e stop. potevano, per esempio, comunicarle cosa era successo, chiederle spiegazioni, affiancarla per vedere come rispondeva e poi rimetterla a lavorare. invece no.

purtroppo le prospettive non sono rosee.

Nega Fink-Nottle ha detto...

Che nervi a leggere queste cose!!!! :((((
Mi è venuto il torcibudella... e se ne approfittano perchè, in tempi come questi, noi non possiamo permetterci di stare senza lavoro!!
M E R D E

Carla ha detto...

no è devastante...