29 agosto 2014

R.I.P Birba

data indefinita primo trimestre 2000 - 28/12/2014

18 agosto 2014

La mia Birba

Birba sta di nuovo male. E' stata ricoverata il 15/8 ma non ho saputo niente fino al mio rientro dal weekend sulle Alpi Svizzere.
Come al solito mi hanno tenuto all'oscuro. Come al solito mi sono arrabbiata per questo.
Oggi sono riuscita a parlare con la dottoressa che l'ha in cura. Non penso di ricordarmi molto delle cose che mi ha detto: versamento di liquido, trombi, problemi ai reni, creatinina alta, probabilmente una nuova formazione neoplastica. Per la prima volta ho sentito la dottoressa molto realista. Potrebbe lasciarci da un momento all'altro.
L'ha sempre ritenuta una leonessa, perché così desiderosa di vivere che non ha mai voluto mollare nonostante tutti i problemi che ha, alla sua veneranda età. Ma ora sta cedendo, il suo corpo ce lo comunica in tutti i modi.
Tra le lacrime le ho chiesto se fosse il caso di parlare di eutanasia nel caso dovesse soffrire. Mi ha detto che non è sbagliato pensarlo, che se non mangia più potremmo purtroppo prendere in considerazione la dolorosa scelta.
Dolorosa ma lecita: non voglio che soffra, le voglio troppo bene.
Sabato andrò a Torino ma intanto vediamo come va questa settimana. Se non dovesse mangiare potrebbe essere l'ultima volta che la vedo.
La mia Birba.
La mia unica e dolce Birba.








12 agosto 2014

Il mio primo stipendio

Sogni strani a parte, questo mese ho lavorato e mi è arrivato il primo stipendio. Che dire: son contenta.
Tanto contenta che per festeggiare siamo andati a comprare un MacBook Air per Fry (in contanti, così, ciapa lì, senza rate) e questo weekend andremo sulle alpi svizzere a rilassarci: Wengen, vicino Lauterbrunnen, che scopro ora non essere raggiungibile dalle macchine, immaginate quante madonne ho tirato giù.
Prossime vacanze saranno a Dublino, verso fine ottobre e poi Marzo 2015 non ce lo dimentichiamo: Isole Faroe.

Questo giovedì scendo a Roma per vedere la mostra di Frida Kahlo, mostra che avrei già dovuto vedere due post fa ma che purtroppo non ce l'ho fatta.
E venerdì si parte: da una parte son contenta, dall'altra non so cosa farò in questa località minuscola. Dovremo arrivare a Lauterbrunnen in macchina e poi andare a Wengen col trenino.

Prima di arrivare a Lauterbrunnen però andremo a vedere le cascate a Trummelbach




E sabato non so, faremo un salto a Männlichen a goderci il panorama. E poi penso ci sfaremo di cibo e basta. In effetti ci son tante cose da vedere ma vorrei solo riposarmi...

06 agosto 2014

Killing the Joker

Era una ragazza, questo sapevo.
A casa sua la madre dormiva distesa sulla pancia, con una mano ciondoloni fuori dal letto. A vederla bene la mano era infilata nella sua enorme borsa forse a stringere una pistola per difendere la figlia, così ossessionata da una paura irrazionale quanto incomprensibile: la paura per Joker. 
Sì proprio lui, il personaggio nemico di Batman. Forse vi viene da sorridere, e così ho fatto anch'io quando lessi le lettere adesive appiccicate sul parabrezza.
"Killing the Joker" dicevano.
Killing era scritto in verde, forse per intonarsi con il colore dell'auto. Sta di fatto che proprio quell'auto, in cui lei si sentiva più sicura che altrove, tentò la fuga dalla sua paura, una sera, complice il buio. Col suo babbo poi, di cui lei era profondamente innamorata di un sentimento morboso e per nulla candido, pulito.
Glielo aveva appena annunciato, "Papà io ti amo", di quell'amore tutt'altro che ingenuo e non sono sicura che il padre avesse capito completamente la situazione.
Il padre era seduto al posto di guida, lei accanto, con le sue rotondità eccessivamente femminili.
"Partiamo".
Non so cosa accadde, una scintilla, qualcosa successe e l'auto si incendiò.
Entrambi furono avvolti dalle fiamme e poco prima di perdere la vista, gli occhi di lei incrociarono gli occhiali scuri di lui e lei vide quello che non avrebbe mai voluto vedere. Il suo volto sfigurato, quasi sciolto dalle fiamme, aveva deformato le sue labbra. Il suo sorriso era diventato un ghigno largo, una maschera orrenda, così simile, così troppo simile al suo nemico irrazionale: Joker.
Non potè più urlare ma quei secondi che la separarono dal vero buio furono interminabili: l'ultima immagine, l'unica sua vera paura.

Le fiamme avvolsero ogni cosa, e tutto ciò che rimase fu polvere.
E quella strana scritta attaccata al parabrezza.