03 marzo 2006

Figura #1

Bene bene. Giusto perché questo è un nuovo lavoro e io ci tengo a tenermelo stretto stretto. Purtroppo per rimanere sana ai miei principi, ogni tanto ho bisogno di compiere qualche errore irreparabile, qualcosa che lasci un segno indelebile della mia presenza sul cammino di qualcun altro.
Ieri il mio capo è uscito dall'ufficio per andare a fare nonsocosa, quindi acchiappo il telefono e chiamo il mio ometto. Si ride si scherza si usano parole toste (io sono una vera camionista quando mi ci metto). Infarcisco i racconti di parole come "cazzo" e "scopare" commentando i racconti di un caro amico. Quand'ecco che sento dei passi vicino alla macchinetta del caffè. Sbianco. La figlia quindicenne del capo. Che non era uscita con lui come pensavo. Sbianco sbianco. Ho raggiunto il colore della tovaglia così bianca che più bianca non si può. Oggi il mio capo non è molto gioviale. Ma io per tirarmi su ho un maglione bianchissimo. Così almeno non sembro tanto smorta.

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