Lunedì sono andata in posta, un avviso mi avvisava di aver qualcosa da ritirare. Ah-ah. Qualcosa da pagare temevo.
Così mi reco (sempre di corsa) alle poste, passando per il centro. Che meraviglia passare per il centro al mattino. C'è una calma surreale, come a Torino alle 5 del mattino, quando il mondo deve ancora svegliarsi. Io, la mia musica, e Como.
E qualcuno che mi parla.
Mi tolgo le cuffie.
Un ragazzone mi chiede se ascolto il punk.
"Ehm, certo, sto ascoltando ora i NOFX ("conosci i nofx? No? fx! Conosci i nofx, no? FX!" e così via)"
"Conosci i Rancid?"
"bhe di nome certo, ora se dovessi ricordare qualche pezzo magari non lo so però.."
"Ah bhe loro secondo me sono i migliori, non trovi?"
"Bhe sì sono ganzi però.."
"Ah ma sai se vengono a fare qualche data qui nei dintorni?"
"Mhm, non penso. Non ho idea"
"Qual è il loro album che ti piace di più?"
"Mha guarda, come ti ho detto prima, non è che li conosca benissimo, sicuramente li ho ascoltati... ma.."
"Eh dai loro sono proprio forti, ciao eh?"
Che dire.
A volte penso che me le cerco.
Ma dire così è come dire che una ragazza in minigonna cerca le palpate di culo, e il mio animo femminista si incazza a morte.
Canzone del giorno (Don't Fear) The Reaper Blue Oyster Cult
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29 luglio 2015
26 febbraio 2012
La musica per me
Vi chiederete cosa ci faccio con un disco dei C.O.V. sconosciuti ai più, acronimo per Church of Violence, gruppo punk attivo negli anni '90 nei centri sociali torinesi.
E' successo che a inizio febbraio spulcio nei negozi di vinili per trovare qualcosa per il mio Fry e trovo questa chicca. Essendo sconosciuti rimango sbalordita. Io li conosco solo perché mia sorella portava le musicassette a casa e io li ascoltavo a ripetizione.
Io e mia sorella sotto questo punto di vista siamo state fortunate. Siamo arrivate ai CD in ritardo rispetto ai nostri coetanei, noi avevamo uno stereo con giradischi e lettore di musicassette. E basta.
Quindi avevamo un po' di vinili e spesso li ascoltavamo. A differenza della nostra generazione io e mia sorella i vinili li abbiamo conosciuti. Ora per molti sono oggetto di culto, per noi era la normalità. Quando ho detto a mia sorella di aver trovato il disco dei C.O.V. inutile dire che mi abbia detto "Compralo!".
Quando ero piccola e fino ai 18 anni io, mia sorella, il mio babbo e mia mamma (più i vari criceti, il cane, il pesce rosso, le cocorite, le tartarughe e ogni sorta di bestiolina che ci stesse accompagnando in quel momento) abbiamo vissuto in un bilocale. Io e mia sorella non avevamo una cameretta ma questo lo avrò ripetuto un miliardo di volte.
Così io non avevo modo per isolarmi fisicamente dal resto del mondo. Non potevo essere triste, nè arrabbiata in uno spazio comune, ed ero costretta a sorbire e assorbire gli umori dell'ambiente. I miei genitori che discutevano, per esempio. Per isolarmi io ricorrevo allo stereo, ai vinili e alle musicassette. Indossavo i miei cuffioni giganti e ascoltavo. Dalla musica che allora mi passava mia sorella a quella che passavano alla radio. E' doveroso quindi dire che io ascoltavo davvero tutta la musica, anche quelle schifezze che passavano alla radio. Non dovevo dare spiegazioni a nessuno, nessuno poteva chiedermi com'era andata a scuola o cosa avessi fatto o chi era al telefono mezzo minuto prima.
In particolare questi C.O.V. li ascoltavo spesso durante la mia prima chemioterapia, era una sorta di colonna sonora, insieme ai Propagandhi e ad altri.
Ecco perché mi commuovo in modo buffo ascoltando una canzone che dice "Sono figo o no, mi vergogno ma non posso farci più di tanto", oppure "sangue di Giuda io voglio bere" perché, per quanto suonata male, cantata peggio, con testi assolutamente senza senso (bhe non tutti dai), questa musica racconta una parte della mia storia. Per cui vi lascio con questa.
Canzone del giorno: Sandrinkemall C.O.V.
E questa che mi piace un sacco.
Postdamsong C.O.V.
16 settembre 2008
AH: quasi dimenticavo. Abbiamo preso un cofanetto di musica punk, 3 cd a 9.90 euro. Roccio si dissocia, da bravo metallaro. Ma a me ha sempre divertito il punk! Mi ricorda le superiori, quando avevo i capelli viola elettrico e giravo con della gente crestata e ho provato a cantare senza successo nel loro gruppetto. Mi ricorda quando mi fermavano per la scuola dicendomi "Oh, fumo buono" e nessuno ci credeva che io non fumassi. Mi ricordano i centri sociali e i vestiti strappati e i concerti dei NOFX visti con mia sorella.
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