Sapevo che non sarei dovuta tornare su Facebook.
Sono serena come quando ieri ero sotto la neve. Così.
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20 dicembre 2018
05 luglio 2017
La mia fiducia nel mondo
Ieri era lunedì ed era partita già male.
Il lunedì ci sono più chiamate, forse la gente cova rancore di domenica e quindi succede che sei tempestato di cose, richieste, problemi.
Ieri sera sarei dovuta uscire e le opzioni erano andare a piedi o prendere il bus. Avevo scartato l'opzione di "farmi venire a prendere" perché sono orgogliosa e perché non voglio che le persone mi scortino in giro.
Ora fa buio tardi, posso uscire tranquilla alle 20 col sole e godermi la passeggiata. O il bus.
Ho infatti optato per quest'ultimo.
Con il bot su telegram ho visto che il 57 sarebbe passato di lì a poco così vado alla fermata e il 57 in effetti passa, passa sì e non si ferma perché diretto al deposito.
Così cammino a piedi verso un'altra fermata dove passa un altro bus, il 27, che passa ma fa corsa limitata e mi lascia un po' prima di dove dovrei scendere.
In mano ho anche una scatolina di cartone con una torta dentro e quando scendo comincio a camminare, ascoltando musica, col cellulare in mano. Come sempre.
Peccato che quasi arrivata a destinazione un ragazzotto mi strappa di mano il cellulare e comincia a correre. Pare strano ma sono rimasta basita (F4) e sconcertata. Penso anche di aver gridato "Ehi, ma stai scherzando, vero?".
Nel frattempo un ragazzotto di colore dal balcone mi invita a seguirlo verso i giardini, ma poi penso: che faccio una volta trovato, se trovato? Mi faccio rubare anche lo zaino con dentro la macchina fotografica?
Quindi non corro, cammino nella direzione indicata dal ragazzotto ma torno presto indietro. Con il servizio find your phone di Android (per fortuna avevo attivato la geolocalizzazione sul telefono) guardo anche dove è situato ma siamo sempre lì, sono totalmente impotente.
Anche lo denunciassi la polizia non farebbe irruzione in un palazzo per prendere il mio telefono e se andassi di persona probabilmente mi riderebbe in faccia.
Così blocco la SIM, blocco il telefono, da remoto chiedo la cancellazione dei dati e mi accingo all'acquisto di un nuovo telefono.
Peccato, ci ero affezionata. A novembre/dicembre avrebbe compiuto 3 anni, non mi ha quasi mai dato problemi ed era un telefono perfetto.
E non mi sono arrabbiata, ci sono solo rimasta un po' male: è stata una situazione nuova ma penso di averla gestita, comunque, bene.
Oggi o domani dovrebbe arrivarmi il Huawei P9. Ho scelto quello al posto del P9 plus per due ragioni: il costo inferiore (si tratta ormai di un modello non recentissimo, sono usciti il P10 e il P10 plus) e perché non ha lo schermo AMOLED che non amo particolarmente.
Lo puntavo da tempo e anche se questa spesa imprevista non ci voleva (lunedì parto per Berlino con mia nipote, non ho ancora ricevuto il primo stipendio e i soldi del lavoro in Franciacorta chissà quando arriveranno) ho l'occasione di usare questa fantomatica doppia fotocamera Leica (sarà vero? Mha) che ha fatto cambiare sponda anche al mio amico fissato con gli iPhone il quale ha optato per questo modello dopo aver provato tutti gli smartphone della casa Apple.
E ora? Ora ho ripristinato il mio Nokia N70. Uso SMS e chiamate e Telegram da computer. Si sta caricando attaccato alla corrente ed è lentissimo ma ancora funzionale (tranne il riavvio spontaneo ogni tanto ma va bhe, è vecchiotto e ci sta).
La mia fiducia nel mondo non vacilla, certo, mi hanno rimproverato la leggerezza di andare in giro col cellulare in mano ma è una cosa che posso sistemare. Torino non è Cömo, certo, ma non è nemmeno la città più pericolosa al mondo. Al fantomatico Balôn non mi è mai capitato nulla e comunque in 36 anni di vita non ho avuto abbastanza furti da ritenere di poter diventare paranoica.
http://bambinaborderline.blogspot.it/2006/07/ho-portato-la-macchina-far-sostituire.html
nel post precedente scrivo: http://bambinaborderline.blogspot.it/2006/07/quando.html e non ricordo assolutamente di essere mai andata in stazione con i tacchi a spillo.
In ogni caso vedo che la mia filosofia non è cambiata in questi anni, cerco sempre di pensare "meno male che non è capitato questo, tutto sommato è andato bene"
Il lunedì ci sono più chiamate, forse la gente cova rancore di domenica e quindi succede che sei tempestato di cose, richieste, problemi.
Ieri sera sarei dovuta uscire e le opzioni erano andare a piedi o prendere il bus. Avevo scartato l'opzione di "farmi venire a prendere" perché sono orgogliosa e perché non voglio che le persone mi scortino in giro.
Ora fa buio tardi, posso uscire tranquilla alle 20 col sole e godermi la passeggiata. O il bus.
Ho infatti optato per quest'ultimo.
Con il bot su telegram ho visto che il 57 sarebbe passato di lì a poco così vado alla fermata e il 57 in effetti passa, passa sì e non si ferma perché diretto al deposito.
Così cammino a piedi verso un'altra fermata dove passa un altro bus, il 27, che passa ma fa corsa limitata e mi lascia un po' prima di dove dovrei scendere.
In mano ho anche una scatolina di cartone con una torta dentro e quando scendo comincio a camminare, ascoltando musica, col cellulare in mano. Come sempre.
Peccato che quasi arrivata a destinazione un ragazzotto mi strappa di mano il cellulare e comincia a correre. Pare strano ma sono rimasta basita (F4) e sconcertata. Penso anche di aver gridato "Ehi, ma stai scherzando, vero?".
Nel frattempo un ragazzotto di colore dal balcone mi invita a seguirlo verso i giardini, ma poi penso: che faccio una volta trovato, se trovato? Mi faccio rubare anche lo zaino con dentro la macchina fotografica?
Quindi non corro, cammino nella direzione indicata dal ragazzotto ma torno presto indietro. Con il servizio find your phone di Android (per fortuna avevo attivato la geolocalizzazione sul telefono) guardo anche dove è situato ma siamo sempre lì, sono totalmente impotente.
Anche lo denunciassi la polizia non farebbe irruzione in un palazzo per prendere il mio telefono e se andassi di persona probabilmente mi riderebbe in faccia.
Così blocco la SIM, blocco il telefono, da remoto chiedo la cancellazione dei dati e mi accingo all'acquisto di un nuovo telefono.
Peccato, ci ero affezionata. A novembre/dicembre avrebbe compiuto 3 anni, non mi ha quasi mai dato problemi ed era un telefono perfetto.
E non mi sono arrabbiata, ci sono solo rimasta un po' male: è stata una situazione nuova ma penso di averla gestita, comunque, bene.
Oggi o domani dovrebbe arrivarmi il Huawei P9. Ho scelto quello al posto del P9 plus per due ragioni: il costo inferiore (si tratta ormai di un modello non recentissimo, sono usciti il P10 e il P10 plus) e perché non ha lo schermo AMOLED che non amo particolarmente.
Lo puntavo da tempo e anche se questa spesa imprevista non ci voleva (lunedì parto per Berlino con mia nipote, non ho ancora ricevuto il primo stipendio e i soldi del lavoro in Franciacorta chissà quando arriveranno) ho l'occasione di usare questa fantomatica doppia fotocamera Leica (sarà vero? Mha) che ha fatto cambiare sponda anche al mio amico fissato con gli iPhone il quale ha optato per questo modello dopo aver provato tutti gli smartphone della casa Apple.
E ora? Ora ho ripristinato il mio Nokia N70. Uso SMS e chiamate e Telegram da computer. Si sta caricando attaccato alla corrente ed è lentissimo ma ancora funzionale (tranne il riavvio spontaneo ogni tanto ma va bhe, è vecchiotto e ci sta).
La mia fiducia nel mondo non vacilla, certo, mi hanno rimproverato la leggerezza di andare in giro col cellulare in mano ma è una cosa che posso sistemare. Torino non è Cömo, certo, ma non è nemmeno la città più pericolosa al mondo. Al fantomatico Balôn non mi è mai capitato nulla e comunque in 36 anni di vita non ho avuto abbastanza furti da ritenere di poter diventare paranoica.
http://bambinaborderline.blogspot.it/2006/07/ho-portato-la-macchina-far-sostituire.html
nel post precedente scrivo: http://bambinaborderline.blogspot.it/2006/07/quando.html e non ricordo assolutamente di essere mai andata in stazione con i tacchi a spillo.
In ogni caso vedo che la mia filosofia non è cambiata in questi anni, cerco sempre di pensare "meno male che non è capitato questo, tutto sommato è andato bene"
19 dicembre 2016
Tornare a fare cose
Da quando ho avuto l'incidente ho guidato poco. Praticamente niente. È capitato qualche volta, ma si possono contare sulle dita di una mano e l'incidente è stato quasi sei anni fa. Non amavo guidare nemmeno prima: ricordo ancora le prime volte in autostrada, diciamo che ho colto l'occasione dell'incidente per dichiarare apertamente di non volere guidare (avevo ora una scusa senza dover dare troppe spiegazioni: la paura degli insetti, dei ragni, dei luoghi affollati sono paure socialmente accettate).
Per intenderci, non è una fobia, è una cosa che faccio solo se strettamente necessaria.
Però d'altro canto non avendo più guidato diciamo che ho avuto modo di alimentare una sorta di fobia. Mannaggia quanto scrivo male stamane.
Comunque.
Questo weekend siamo stati a Treviso, Cividale del Friuli e Udine con una coppia di amici. Loro sarebbero andati in treno e noi li avremmo raggiunti a Treviso in macchina. Durata del viaggio da Cömo, circa 4 ore.
Fry sbuffa un po', è indeciso, 4 ore non sa.
Gli dico che se vuole me la sento di fare metà viaggio all'andata e metà viaggio al ritorno. Però se faccio storie, di insistere, di avere polso con questa cosa.
"Ma poi dici che sono rompicoglioni"
Se insisti su altre cose sì, ma su questa ti chiedo io di insistere!
Ok.
Partiamo, con moccoli trattenuti (perché il mio impegno per il 2017 è non bestemmiare) ma ce l'ho fatta (senza la necessità di insistere).
Con scleri vari ma ce l'ho fatta, al ritorno abbiamo anche beccato nebbia e ho persino canticchiato.
So che è una piccola cosa, ma per me è una grandissima cosa. Vi faccio un esempio: io adoro ragni e insetti. Ma se chiedessi al 90% delle persone di farsi camminare un insetto addosso, probabilmente sclererebbe e non lo farebbe mai.
Per me è questa sensazione, l'essersi fatta camminare addosso diversi miriapodi senza battere ciglio (io li amo, ma è per fare capire cosa ho provato).
Quindi sono molto orgogliosa di me stessa.
A voi le foto (in elaborazione) della gita. Perdonate se non ho fotografato palazzi storici e piazze turistiche ma mi sto concentrando sulle sensazioni. È difficile avere uno sguardo personale sulle cose.
Se pigiate sulla foto vi si apre l'album di flickr. Molto probabilmente le prime due foto andranno al macero, per ora non è ancora l'album definitivo.
La foto dell'omino illuminato di rosso è quella che preferisco. Ma c'è un motivo. Eravamo dentro questa chiesetta molto semplice, soffitto con travi in legno, buia, piccola. Questo signore (il custode? un prete? chissà) passeggia e ci osserva. D'un tratto si va a sedere sotto una stufetta elettrica a infrarossi e viene illuminato da un raggio di luce rossa.
Era una scena molto simpatica che non sono riuscita a fotografare al meglio. Gli ho chiesto se potevo fargli una foto e lui ha acconsentito. In realtà ho fatto diversi scatti e non sono nemmeno sicura di avere scelto il taglio migliore, ma l'idea di un pretino illuminato col colore del peccato mi garbava abbestia.
Per intenderci, non è una fobia, è una cosa che faccio solo se strettamente necessaria.
Però d'altro canto non avendo più guidato diciamo che ho avuto modo di alimentare una sorta di fobia. Mannaggia quanto scrivo male stamane.
Comunque.
Questo weekend siamo stati a Treviso, Cividale del Friuli e Udine con una coppia di amici. Loro sarebbero andati in treno e noi li avremmo raggiunti a Treviso in macchina. Durata del viaggio da Cömo, circa 4 ore.
Fry sbuffa un po', è indeciso, 4 ore non sa.
Gli dico che se vuole me la sento di fare metà viaggio all'andata e metà viaggio al ritorno. Però se faccio storie, di insistere, di avere polso con questa cosa.
"Ma poi dici che sono rompicoglioni"
Se insisti su altre cose sì, ma su questa ti chiedo io di insistere!
Ok.
Partiamo, con moccoli trattenuti (perché il mio impegno per il 2017 è non bestemmiare) ma ce l'ho fatta (senza la necessità di insistere).
Con scleri vari ma ce l'ho fatta, al ritorno abbiamo anche beccato nebbia e ho persino canticchiato.
So che è una piccola cosa, ma per me è una grandissima cosa. Vi faccio un esempio: io adoro ragni e insetti. Ma se chiedessi al 90% delle persone di farsi camminare un insetto addosso, probabilmente sclererebbe e non lo farebbe mai.
Per me è questa sensazione, l'essersi fatta camminare addosso diversi miriapodi senza battere ciglio (io li amo, ma è per fare capire cosa ho provato).
Quindi sono molto orgogliosa di me stessa.
A voi le foto (in elaborazione) della gita. Perdonate se non ho fotografato palazzi storici e piazze turistiche ma mi sto concentrando sulle sensazioni. È difficile avere uno sguardo personale sulle cose.
Se pigiate sulla foto vi si apre l'album di flickr. Molto probabilmente le prime due foto andranno al macero, per ora non è ancora l'album definitivo.
La foto dell'omino illuminato di rosso è quella che preferisco. Ma c'è un motivo. Eravamo dentro questa chiesetta molto semplice, soffitto con travi in legno, buia, piccola. Questo signore (il custode? un prete? chissà) passeggia e ci osserva. D'un tratto si va a sedere sotto una stufetta elettrica a infrarossi e viene illuminato da un raggio di luce rossa.
Era una scena molto simpatica che non sono riuscita a fotografare al meglio. Gli ho chiesto se potevo fargli una foto e lui ha acconsentito. In realtà ho fatto diversi scatti e non sono nemmeno sicura di avere scelto il taglio migliore, ma l'idea di un pretino illuminato col colore del peccato mi garbava abbestia.
06 dicembre 2016
Incendi rovinosi
Sottotitolo: ogni scusa è buona per non andare in palestra.
Oggi sarei andata a fare una prima lezione di pilates. Sono dimagrita, molto, secondo me 5 kg li ho persi tornando al mio peso forma. Essendo tornata un'acciuga la cosa migliore da fare sarebbe mettere su un po' di massa muscolare dato che sono molliccia come una medusa (e ho anche la pelle trasparente come una medusa, ma quella roba lì mi piace). Così visto che la mia carissima amica T va in un posto dove puoi anche pagare singolarmente le lezioni ed essendo io una che "sìsìsìsìsì pago tutto subito che così me lo levo e faccio 2 anni di iscrizione IMMEDIATA" frequentando poi a malapena 2 settimane, ho pensato nella mia testa da criceto russo drogato "Dai, faccio una lezione, la pago e vedo come la va".
Così di buzzo buono stamane vado a fare due foto di merda al confine (un progetto così brutto non vorrei nemmeno portarlo, mi vergogno) e, gambe in spalla, torno a casa.
Torno a casa e il tempo di mangiucchiare qualcosa si fanno le 15.
Mhm.
Per andare in palestra dovrei uscire almeno alle 16.30 ma ho da seguire dei videotutorial messi a disposizione dalla nostra insegnante di grafica, quindi dai, per oggi salto la palestra, magari domani che è meglio.
Ne approfitto anche per ordinare la spesa che, a questo punto, faccio arrivare alle 18.
Controllo su Youtube e non vedo i videotutorial in alcuna playlist.
Bestemmie.
Erano in una pagina di Facebook da cui mi sono staccata per il mio annuale mese sabbatico.
Bestemmie.
Chiedo ai miei compagni di corso in una chat Whatsapp. Le chat di gruppo di Whatsapp sono la versione 2.0 dell'inferno. Non se sei una spammatrice folle come la sottoscritta.
Nessuna risposta.
Penso, ok dai, vado allora in palestra.
Ah no cazzo deve arrivarmi la spesa, non ci posso andare.
Fanculo, attuo il piano B, recupero la password e accedo. E scopro che proprio 5 minuti prima era stata avviata una chat di gruppo su Messenger per problemi con la scuola.
Bestemmie. Devo tornare su facebook e sorbirmi i "ma comeeeeeehh? sei già tornataaaaah? buongiornissimoooooh!"
Seguo i videotutorial, elaboro le mie foto di merda, e penso che tanto anche domani potrebbe capitare qualcosa. Quindi, perché sbattersi?
Del resto fare attività fisica fa male. Chiedetelo alla mia schiena che dopo 20 minuti di "cammello" (dal minuto 2:58 in poi se non volete beccarvi un ripasso) di ieri, a danza del ventre, sta ancora urlando.
E poi: odio gli incendi.
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