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16 agosto 2022

Giorno 4: Ricordati che devi morire (e che sei più in Italia qui che altrove) - 15 Agosto 2022

 Il cielo nuvoloso mi rasserena, no davvero. Fuori ci sono 26 gradi, una gran conquista visti i 32 dei giorni scorsi. Felice come una Pasqua scendo a fare colazione e prendo il mio solito piatto salato con l'aggiunta di un dolcetto. Una colazione molto potente, come direbbe Jova-mangia-glicine mi permette di restare sazia ben oltre le 13 e mi fa fare uno pseudo pasto che un po' è merenda, un po' cena. Su uno dei tavoli vicini al mio un ragazzo, poco più alto di me e magro la metà, prende da mangiare per tre persone. Magari aspetta qualcuno. Osservo. Nada, è da solo, e mangia tutto. Finisco anche io, perché prima di partire per il Melaten-Friedhof provo a lavare maglietta e vestitino macchiati dallo zainetto rosso, con scarsi risultati. Ieri nonostante abbia chiesto di pulire la stanza, nulla. 

Come a Copenaghen l'anno scorso dove sono stata 6 giorni in cui nessuno è mai passato nemmeno a toccare la stanza, qui c'è una parvenza minima di passaggio (hanno cambiato gli asciugamani che è la cosa che mi interessa meno - dimenticandosi però il tappetino della doccia) la il cerotto è ancora lì che mi guarda. Un pesciolino d'argento oggi si aggirava sul piatto della doccia cercando di uscire. Capisco, amico mio, capisco.

Le stanze riservate a booking, del resto più economiche rispetto a quelle sul sito ufficiale dell'albergo, sono un po' delle ciofeche annunciate. Fottesega, sia chiaro. Era l'albergo più economico, decisamente centrale, rimasto.

Please.

Una volta cercato di pulire alla meno peggio (no le macchie non sono andate via) il vestiario mi attrezzo. Dovrò svuotare quello che è rimasto nello zaino da 20 litri non potendo portarmi lo zainetto macchiatutto, anche perché oltre a macchina fotografica e obiettivo mi porto l'impermeabile che non si sa mai. Come prima cosa vado a rendere il vuoto e recupero ben 75 centesimi che posso usare nei prossimi acquisti. Poi parto alla volta del cimitero, Melaten-Friedhof. Dovrebbe essere a poco più di 20 minuti di cammino, e mentre mando un vocale a Cliff due aerei militari solcano i cieli.

Il cimitero è molto carino, noto che qui, come in altri paesi, non ci sono foto sulle lapidi. Qualcuno ha stampato delle foto che ha plastificato e poggiato sopra, ma non sono incluse. In più vengono usati font strani. È come se per una lapide usate il Comic Sans (no, non era Comic Sans ma ci siamo capiti).

È un parco grosso, pieno di panchine. Se non stessero tagliando l'erba e facendo dei lavori ci sarebbe il silenzio più assoluto. Rispetto ad altri cimiteri in cui non ho notato questa sezione, sicuramente la parte più triste della visita è stato quello dedicato ai neonati. Pochi giorni di vita, a volte nemmeno uno, a volte non era presente nemmeno il cognome. Su alcune lapidine, palloncini a forma di numero per indicare gli anni passati, e quindi il compleanno.

Vado a visitare il simbolo del cimitero. Una lapide sormontata da una scultura macabra ma bella.


 Io voglio quello che han preso loro


La scultura simbolo del cimitero

Mi incammino verso il Lindenthaler Tierpark. L'ingresso al parco è libero e gratuito. Basta aprire la maniglia e accedere (e fare attenzione che la porta sia chiusa).


Inutile dire che mi ci sarei trasferita seduta stante. Anche quando poi ha cominciato a piovere, essendoci strutture riparate, sarei assolutamente rimasta.



Già mi schifa tantissimo. Lo amo.



Like a boss


La domanda sorge spontanea.

Alberi porcellosi.

Due gocce di pioggia non mi fermano, ma devo rientrare. Ci metterò quasi un'ora e devo anche mangiare se no mi incattivisco, ma pure parecchio. Nel tornare rifletto su come la maggior parte della ristorazione sia italiana o pseudotale. Ristorante pizzeria, "La mediterranea", Pizzeria "da Bepi", Il caffè di Alfredo e così via.

Non sembra Brunetta?

Brunetta che guarda bici. "Va' tranquillo, qui ci penso io!"





Non trovando molto da mangiare al rientro (Colonia è un po' cara, niente di più rispetto all'Italia, diciamo che se non vuoi mangiare dal Mc Donalds la spesa si aggira sui 15 euro. Sempre che non si voglia fare il pieno di currywurst) prendo del sushi al mio caro REWE, con una lattina di birra Kölsch e mangio in uno dei tavolini del supermercato.

Voi a grigliare, io a sushiare.

Un po' cotta vado in albergo, constatando che anche oggi non hanno pulito la stanza (ma lo immaginavo). In più noto che la finestra, che si apre anche a vasistas, in realtà è rotta. Se si posiziona la maniglia per aprirla a vasistas, sì, si apre in alto, ma comunque si spalanca. Niente, la mia stanza è rotta.


Mi riposo per fare un passaggio da Primark, mi piacerebbe prendere un altro vestitino. Chiamata con Cliff che mi racconta la sua giornata, tra amici e Rohan e grigliate.

Un Cliff e un Rohan in partenza per una grigliata

Purtroppo da Primark trovo un solo vestitino che mi piace, sono anche in chiusura, lo provo ma non mi sta bene, sono diventata un barilotto di birra. Scappo a cercare di capire se mangiare qualcosa (dato che ho pranzato verso le 15.30) e decido di prendere un salamino e altra acqua da tenere in stanza. Doccia e via, domani si parte per la mia amata Berlino.


Cose che mi stavo dimenticando. Ovviamente nel cercare di avvicinarmi alle bestie devo aver calpestato la cacca di qualcosa (più che degli asinelli, di un brontosauro) sporcandomi non solo la base della suola ma anche la plastica di lato. Tornata in albergo e prima del riposo, l'arduo lavoro è stato quello di ripulire tutto perché né la poca erba rimasta a disposizione da questa infinito periodo di siccità, né i vari rametti incrociati per strada, hanno avuto il potere di eliminare lo sporco tra le fessure (e per fortuna che non hanno quasi carrarmato se no mi avreste sentita pronunciare blasfemie da qui all'infinito).

15 agosto 2022

Giorno 3: Brühl è davvero brulla. Ma bella. 14 Agosto 2022

 Questa mattina vorrei scendere presto a far colazione ed evitare il tedesco-che-non-parla ma come al solito mi sveglio alle 4 per riaddormentarmi e farmi viva solo alle 7.30 circa. Poco male, mi scaravento giù dal letto e scendo a far colazione. Bretzel, uova strapazzate e salsicciotti. Poi succhi vari (arancia e ACE) e caffè. Devo affrontare un caldo disumano e una camminata non da poco, voglio essere in forma.


La mancanza del bidet rende di fatto necessaria una nuova doccia (col cerotto che mi guarda e il guazzetto ai piedi) nonché trucco senza parrucco (l'anno scorso avevi i capelli corti e non necessitavo di piastra, quest'anno necessiterei però per evitare di portarmi tutto dietro ho lasciato perdere). Ma anche senza parrucco siam degne di nota quindi proseguiamo in stazione per prendere il treno verso Brühl. Decido di non usare l'app per acquistare il biglietto, forse per evitare di mettere altra carne al fuoco sulla carta di credito e scopro che nelle macchinette in stazione il biglietto costa un terzo. Ottimo, non so come mai, come si suol dire prendo e porto a casa. C'è un treno delle 10:32 ma è in ritardo di 20 minuti, così decido di prendere il treno delle 10:36 che però presto viene dichiarato in ritardo di ben 30 minuti. Mi consolo, FORSE il treno delle 10:56 è puntuale (grazie Colonia, mi fai sentire davvero a casa).

Vado allora a cercare una bottiglia d'acqua (e ho fatto bene, a Brühl non ci sarà nulla) ma nei vari chioschetti l'acqua costa uno stonfo, quindi cerco una sorta di market. Trovo il REWE To Go, la versione piccina del supermercato immenso del video di ieri. Ma malgrado i miei sforzi non trovo l'acqua da nessuna parte. Mi ripeto di aver cercato male anche se ho percorso gli scaffali più e più volte ma nonostante ciò trovo solo bibite (gassate, per il reintegro dei minerali, addizionate di ogni cosa, birre e spumanti di vari tipi e gusti, vodke, the ma niente acqua). Ci rinuncio, ormai il treno è quasi arrivato, compro una Coca Zero, così almeno mi aiuta anche a mantenermi sveglia e corro al binario 9. Secondo il tabellone, il treno occuperà sul binario i settori E, F e G ma ovviamente stanno tutti attendendo al settore C. Prevedo assembramenti sull'ultima carrozza, per fortuna io, in attesa sul settore G, prendo posto e mi godo un po' di aria condizionata (per fortuna mi sono portata lo stick solare, il braccio ieri stava prendendo fuoco!). 


In soli 15 minuti arrivo a Brühl. E una volta scesi ci si trova questo davanti. Proprio davanti alla stazione.


Praticamente Versailles ma senza turisti che sgomitano e soprattutto senza francesi (sì, lo so, scusate, non amo tanto i francesi e la lingua francese ma non è un segreto).

La villa è un tripudio di magnificenza e il giardino un tripudio di colori e odori. Decido di fare qualche foto e riposarmi su una delle panchine all'ombra per leggere un altro capitolo di "Addio a Berlino" (ve lo consiglio).

Lo Schlösser Brühl in tutta la sua bellezza. Io a bocca aperta.

Pure nei bagni divanetti d'epoca

Ciao ciao in veste da turista





Il giardino




Io che mi riposo e faccio la figa (dietro di me un povero fotografo di matrimonio cerca di immortalare le nozze di due figliuoli).


Panchine all'ombra, puro relax

Quando decido di muovermi mi aggiro furtiva lì attorno, trovando altri angoli gradevolissimi. 



A questo punto decido di incamminarmi per lo Schloss Falkenlust. In un posto così piccolo due posticini tanto graziosi. Praticamente (come direbbero le Santexuperine scalze) un concentrato di bellezza.


La strada che porta al secondo palazzo costeggia per un tratto i binari. Al guardare i binari e il ponte non può venire in mente QUELLA scena di Stand By Me. Inutile dirvi quale.

Il secondo palazzo sarà anche magnifico all'interno ma all'esterno e rispetto al primo, è meh. Visto che ho optato per essere sempre gentile con (quasi) tutti, vista una mamma con figliola che si facevano foto davanti al palazzo mi offro per fare loro una foto insieme.

Ringraziano, fotografo anche io il palazzo, mi aggiro lì accanto (c'è una cappella fatta con sassi e conchiglie, chiusa) e poi rientro. Ormai sono quasi le 14, devo decidere se mangiare in loco o incattivirmi e attendere il rientro a Colonia.


Meh.




Arrivata al paese trovo una chiesa. Sento il suono maestoso di un organo ed entro.


L'organista è giovane. Dopo il video, accortosi di me, saluta e si chiude la camicia. Fuori dalla chiesa ci sono manifesti informativi di un concerto per il primo settembre, forse stanno provando.




La ridente Brühl 


Stradine e pub

Torno in stazione, sempre per restare in tema gentilezza, aiuto un bus a fare manovra nel piazzale davanti alla stazione (penso non mi abbia cagata, ha fatto bene, sono un disastro in queste cose ma l'importante è il pensiero). Faccio il biglietto e prendo il treno delle 15.14 al volo.

Non avendo trovato niente di soddisfacente da mangiare a Brühl (anche qui come a Colonia va un sacco la cucina italiana. Ma non voglio cucina italiana. Tirate fuori ciccia e patate!) vado al Gaffel am Dom. È palesemente turistico ma non mi importa, fanno le frittelle di patate e io ho famissima. In più appena entro (penso di essere davvero l'unica che mette la mascherina in ogni luogo chiuso) il cameriere mi guarda male e mi fa intendere che devo toglierla che lì nessuno la mette. Ok va bene stai calmo. Ho solo fame, dammi cibo e birra.

Prendo frittelle di patate con salmone affumicato, panna acida, pane nero di segale, burro e cetriolo. Il tutto annaffiato da tre Kölsch. Fa caldissimo, praticamente tutto quello che bevo lo sudo.

Sono due pasti, almeno per me. Digerirò dopodoMai, e sicuro non cenerò.

Penso che esista un karma culinario. Avendo preso spesso per il culo i tedeschi in Italia, che bevono l'amaro trangugiandolo in un unico sorso, tipo shottino, mi trovo con questa roba che non so come affrontare. Il salmone andrà mangiato con il pane nero imburrato? O va sulle frittelle di patate spalmate di panna acida? Noncurante di chi mi sta fissando provo entrambe le versioni e le promuovo a parimerito. Alla terza Kölsch mi dirigo in albergo, son cotta. Più che altro mi han sfiancato il sole e il caldo. La camminata è stata assolutamente meno impegnativa di ieri.


Avrei voluto andare al cimitero, ma penso che lo farò domani, pioggia permettendo. Mi sono però dovuta incamminare verso il REWE To Go più vicino per recuperare dell'acqua. Il caldo mi massacra e bevo tantissimo. 

Domani vorrei vedere due posti, uno è il cimitero, l'altro un parco pieno di animaletti. Ma vediamo come va e come muoversi visto che sono distanti e avrei evitato i bus.

Anche il vestitino ha risentito della perdita di colore dello zainetto. Spero solo vada via tutto, una volta messo in lavatrice.

Quando andrò a Berlino proverò un passaggio in una lavanderia a gettoni e se non va via, lo getterò. Del resto era stato comprato a Berlino, è giusto che venga seppellito qui.

Alla stazione ho visto due coppie di ebrei ortodossi. Lui con i Payot, lei con velo sulla testa e parrucca. Ricordo che l'anno scorso in viaggio ho visto Shtisel e mi era piaciuta molto. E poi mi è anche venuto in mente che in Italia non ho mai visto ebrei ortodossi.

14 agosto 2022

Giorno 2: il disagio - 13 Agosto 2022 - Colonia

 Il mal di testa questa mattina era davvero pesante. Ho dovuto prendere un'altra pastiglia e dannarmi per questa maledizione. Il mal di testa mi arriva a ogni cambio abitudine. Fa troppo freddo o troppo caldo, c'è troppa luce o troppo buio, faccio troppo o troppo poco, dormo tanto o dormo poco.

Insomma lo prevedo. E sono ormai una farmacia ambulante. Vuoi o non vuoi le pastiglie per la tiroide me le devo portare. In caso di emicrania mi porto anche il momentact. Che però posso prendere solo insieme ai gastroprotettori, quindi porta anche quelli. Dopo l'antibiotico per la cistite che, non ti vuoi portare anche i fermenti lattici? Poi se non è emicrania mica voglio spaccarmi lo stomaco, quindi mi porto anche la tachipirina 1000. E gli integratori per la menopausa? Che, li lasci a casa? Ok allora ci si porta anche il robo contro la gastrite che andrò avanti a currywurst e già mi vedo piegata in due al decimo piatto.

Finite le lagne da quarantenne, vado a fare colazione. Ogni volta che arrivo in un nuovo albergo non so bene come funziona, quindi mi aggiro come una disagiata tra i tavoli per imitare gli altri. Ma non ho molta voglia di ingozzarmi, anche se alla fine lo faccio. Vuoi non mangiare un brezel? Poi prendo cose dolci a caso, una fetta di una specie di torta, due dolcini, un caffè, un succo di una roba arancione (succo ACE? Non so non ci sono scritte, la telepatia non mi è stata fornita in dotazione). Comincio a scrivere il diario del giorno precedente.

Cose a caso

Si scrive qualcosa

Quando un gruppo scende per colazione tuttavia ci si rende conto che non c'è posto per tutti. Così fanno sedere un tedescone di fronte a me. Dopo avergli augurato buona colazione ci si rassegna entrambi al mutismo più assoluto. Che poi non so cosa accada ai tedeschi, fino ai 25 anni sono bellissimi. Alti e snelli. Poi si gonfiano, irrimediabilmente. Donne e uomini.

Poi arriva un tedescone con più tette di me, anche se ci va poco. Ha una maglietta bellissima, chiedo se posso fotografarla. Mi spiega che è di un gruppo, mi riprometto di ascoltarli ma in effetti non so quanto tempo avrò oggi.


E via, si va. Devo comprare una bottiglietta d'acqua da portarmi in giro quindi torno al supermercato dove, ieri sera, ho preso la bottiglia cicciona. Mi addentro al piano di sotto e scopro che c'è un mondo fatto di liquidi, per lo più alcolici e che di certo, comunque andrà qui, non morirò né di fame né di sete.

A sinistra nelle foto, ben sfuocate, le pastiglie



Una volta acquistata l'acqua e compreso, forse, come funziona il reso di plastica, vetro e lattine, vado verso la cattedrale. Che dire: è immensa e nessuna foto può rendere. Immensa e bellissima. Ci giro attorno più volte (ancora non mi spiego che me la porto a fare la macchina fotografica, peso inutile) per cercare di fotografarla ma niente, non ha senso. Entro dentro, faccio un giro e accendo un lumino. Anche qui come a Copenaghen si sono attrezzati per le donazioni con il bancomat. A me fa sorridere, forse ci sarebbe da piangere. Qualcuno prima di me ha donato 10 euro. A me 10 euro devono bastare per il cibo. Infilo un euro nell'apposita fessura e accendo un lumino per lo zio di Cliff.


Sì lo so fan cagare ma ci sono altre 1500 foto fatte con la macchina fotografica altrettanto brutte, non temete.






Quindi vado dall'altra parte del fiume. Mi piacciono un sacco i ponti. Questo in particolare si attraversa con il treno quando si arriva a Colonia (ed è anche un sacco bello). Anche qui sono arrivati i noiosissimo lucchetti, che davvero prendono tutto lo spazio disponibile su tutto il ponte.





Purtroppo prima di attraversare il ponte apprendo con grande tristezza che Piero Angela ci ha lasciati. Che ve lo dico a fare, una lacrimuccia è scesa. Per noi, figli degli anni '80, la sua trasmissione ci aveva appassionati, aveva reso interessante qualsiasi cosa a prima apparenza noiosa. Sapevo che sarebbe accaduto, ma è come se i grandi divulgatori ci stessero abbandonando. I ragazzi ora chi hanno che li appassioni davvero a qualcosa?

Mi siedo per riposare un po'. Mentre mi avvicino a una panchina all'ombra sento un toscano che si lamenta al telefono di quanto costa un espresso e di quanto faccia cagare. Ci vorrebbe un appello per gli italiani che vogliono riscoprire i sapori di casa all'estero e allo stesso prezzo: state a casa. Non mi pare che i tedeschi si lamentino della birra media venduta dietro piazza Santa Croce alla modica cifra di 7 euro.



Un chiaro esempio di civiltà: canaline per portare le bici sulle scale.




Pietre d'inciampo

Decido di mangiare un currywurst e torno verso la stazione. Qui purtroppo assisto a una sorta di manifestazione ma non capisco che dicono. Ci sono degli antifascisti che danno contro a un gruppetto più ricco di persone. Queste ultime vengono anche applaudite. Mi assistono persone che sanno meglio di me il tedesco (ci va poco, capisco due parole in croce).



Purtroppo è come temevo.


È bizzarro, dalla Germania. Un paese che ha fatto di tutto per non dimenticare e che ora si trova sempre nello stesso punto. Vero che i periodi storici di incertezza hanno creato mostri, speriamo non ricapiti, ecco.
Vicino alla stazione prendo un currywurst e una birra, ci sono dei microtavolini davanti al chiosco ma sono tutti occupati, quindi resto un po' in piedi indecisa sul da farsi finché due gentili signori, prima di liberare il tavolo, mi chiamano e mi fanno accomodare.

Un signore si avvicina: qui molti senzatetto raccolgono bottiglie e lattine, restituendoli in appositi punti forse viene restituito qualcosa (e domani proverò anche io) dopo aver ravanato nella spazzatura mi indica la lattina, e gli faccio capire che una volta finta la birra gli renderò il vuoto. Intanto fa il giro dei tavolini finché una signora non lo richiama per portarlo, penso, nel paradiso delle lattine, perché gli si illuminano gli occhi e la segue con il suo trolley da spesa, sparendo letteralmente dalla circolazione.
Mentre seguo la scena un altro signore, con barba notevole e vistose macchie di vino sulla maglia mi guarda e mi dice qualcosa in tedesco. Mi pare di essere tornata in Polonia dove tutti mi parlano in Polacco e io non capisco una sega.
Gli dico che non capisco e mi dice qualcosa in tedesco finto inglese di cui riconosco solo la parola hamburger. Ok ce la posso fare: lì di fronte c'è il Mc Donald's, forse vuole mangiare qualcosa. Gli do' due euro e sparisce dalla mia vista.

L'attrezzo dove mettere bottiglie e lattine

Mi mancava il currywurst



Il pos delle offerte dentro la cattedrale.


Decido di andare alla Farina Haus. Insomma pare che la famosa acqua di Colonia sia stata inventata da un italiano, un certo sig. Farina. E che oltre al negozio ci sia una specie di museo (che non ho intenzione di visitare). Non so come sia fatta l'acqua di Colonia così entro e provo qualche tester. Bhe un profumo delicato, non male. Per continuare il tour degli odori vado anche al negozio 4711 che vanta di vendere la vera acqua di Colonia. Sono confusa: le confezioni sono diverse, gli odori simili. Mi pare la guerra del tortellino in Emilia. È bolognese? È modenese? Bha, è buono.

Decido di farmi il lungo fiume e godermi il colore delle cassettine che si affacciano sul Reno.

Ma io le adoro tantissimo.

Mentre girovago come una Flâneur per le stradine interne incontro un uomo con un costume, stile Duffman dei Simpson. Gli faccio qualche foto col telefono e mi dice che se voglio fotografarlo basta solo chiedere. Dopo il suo permesso (eccessivamente entusiasta) uno spettatore si offre volontario per farci una foto insieme et voilà. Addio dignità per entrambi.


È una legge conosciuta. I passanti anonimi che si offrono di farti foto devono per forza tagliarti i piedi.

Vado a riposare in una chiesa dove incontro il Cristo dei lunedì. Esso replica la mia esatta espressione di rientro al lavoro dopo un weekend.






Continuando il mio girovagare senza meta incontro gente palesemente ubriaca dai costumi discutibili.



Il museo della Birra


E decido di farmi un paio di birrette nella birreria di fronte.


Sotto lo sguardo attento di un tizio sconosciuto.

Sono un po' stanca, il mio girellovago segna qualcosa come 15 km e decido di tornare in stanza a scrivere. Peccato che poi si faccia ora di cena. Vado a procacciare un bratwurst alla stazione.



Bellissima la cattedrale con le luci della sera

Mappe per chi si perde

Piccione che attende di essere investito

Warum?


... per poi tornare al pub di ieri sera che con mio grande sgomento è chiuso. No problem, vado al supermercato fornitissimo vicino all'albergo, aperto fino alle 22, e compro una lattina di kölsch.

Ormai si beve solo più questa

Ora devo decidere cosa fare nei prossimi giorni. Mi piacerebbe andare in qualche parco a leggere, ma sono tentata di fare una gita fuori porta a Brühl (che suona come brullo, quindi chissà quante belle cose). Brühl è a 15 minuti di treno, quindi davvero a portata di mano. In più confermo che per tutti i treni regionali tedeschi è stato fissato il prezzo di 9 euro. Ci penso, magari stasera, aiutata dalla guida, controllo cosa vedere, se la domenica c'è la Morte totale e in base a quello, decido. Ma il 15 qui è festa? (Google dice di sì). 

Quasi in fase di morte mi faccio una doccia, confermando il mio dubbio del giorno precedente sul fatto che il bagno non venga pulito dal 1998.

Gli invidiosi diranno che le macchie sono in realtà un disegno kitsch delle piastrelle. Mi scuso per la mia ignoranza.

Questo cerotto in doccia probabilmente darebbe qualche risposta sul DNA dei nostri antenati.

Va bhe mi tiene compagnia, che vi devo dire.

Come se non bastasse ovviamente lo scarico della doccia è otturato. In meno di due minuti oltre alla doccia vengo omaggiata di un bel pediluvio. Meno male che mi sono portata le ciabatte, che non porto mai, ma stavolta non so che intuito mi ha fatto dire "Va bhe le schiaccio sul fondo dello zaino, che sarà mai".

Le stanze riservate a booking hanno sempre qualche sorpresa. Per dire, questa, oltre al bagno di cui ho già mostrato fattezze e sporcizia, ha anche la porta di un colore e di una fattura diversa rispetto alle altre. Insomma è una porta vecchia. Fuori dalla finestra c'è una piattaforma tipo scale antincendio americane, insomma, non posso tenere la finestra aperta se esco che chiunque potrebbe entrare.
E c'è un caldo che non vi dico.
Comunque ho trottato un po', consumato diverse centinaia di calorie, e domani forse Brühl. 

Ah il mio fantastico zainetto, quello che mi porto in giro, perde colore. Così la maglietta ha una bellissima chiazza rossastra sulla schiena.



I miei giri senza senso.