Una serata da amici
Ogni tanto ci vuole. Dico, rispolverare avvenimenti accaduti anni prima. E come farlo meglio se non in una serata tra vecchi amici? Vi presento i miei vecchi amici, almeno quelli di ieri sera. Gianluca, Nicole e Ivano. Ci siamo conosciuti tutti nel nostro passato, che sto cercando di rimuovere, di assidui frequentatori di parrocchia e oratorio. Li ho conosciuti nella mia estate della seconda media. Ero davvero piccola, già una rompipalle di professione però. Ieri sera, nella migliore delle tradizioni, ci siamo visti un filmino di 9 anni fa (precisamente 9 anni e una settimana fa). Era il 1997, ed era la festa del compleanno di Gianluca, il 18esimo per la precisione. Vedere quelle immagini mi riporta alla mente diverse cose. In primis come mai mi sentissi tanto brutta. Non ero brutta: ero inguardabile. Oltretutto ero appena stata lasciata da un ragazzo tanto bello quanto stupido, e per dimostrare la mia depressione, ero diventata stupida anch'io. Senza contare poi che ho poco da vergognarmi, ormai. Questo filmino ha fatto il giro del mondo. Lo hanno visto tutte le morose/ex-morose di Gianluca, nonché gli amici, le amiche sue o delle ex. Idem per Ivano. Includiamoci anche amici e parenti di tutte queste persone. Le copie che sono state fatte. Se è vero che bastano 5 persone per collegare due persone in due posti diversi del globo terrestre, si può dire che questo filmino ha fatto il giro del mondo almeno 5 volte. Mi basta solo trovarmi in mezzo alla strada e sentirmi dire: "Ma tu sei quella deficiente del video del 18esimo compleanno di Gianluca!". Ecco, credo che mi sotterrerei da sola per la vergogna. E badate bene, non solo ero particolarmente cretina quel giorno memorabile, ma ero assolutamente inguardabile. Per diverse ragioni che ora elencherò.
- Portavo dei tremendissimi pantaloni fucsia. Che oltretutto non erano pantaloni ma era una salopette tenuta con le bretelle giù. Quindi ancora peggio.
- Grazie a Dio almeno le scarpe erano decenti. Però non sono riuscita a vederle bene. Erano decenti se, come mi pare di aver notato, erano le mie reebok preferite nere e viola. Se invece erano anfibi, cancellate questo punto.
- Indossavo un maglione con scritta in greco/cirillico/boh che una volta il mio professore di italiano delle superiori aveva tradotto. Secondo lui, davanti troneggiava questa domanda "Vuoi del dolce?" e dietro la risposta affermava "Sì, cioccolata". Ma devo dirlo, ci credo ben poco.
- Ero un monociglio. Così almeno mi definisce Gianluca. Una di quelle persone che hanno sopracciglia talmente folte e scure che ci puoi allevare i bachi da seta in mezzo. Ma soprattutto che non hanno il classico separè di pelle tra il sopracciglio sinistro e quello destro. Un unico sopracciglio. Monociglio appunto. Tralaltro non ero nemmeno truccata, questo a dimostrare quanto ormai fossi disperata dal cercare di trovarmi almeno un po' carina.
- Mi si vede e mi si "sente" fuori campo di continuo. Io mi sarei uccisa. Mi domando come Gianluca abbia potuto sopportarmi quel giorno.
Tornando a casa Gianluca ha commentato "Certo che nessuno di noi è cambiato eh? No, aspetta, tu Carla sei migliorata, adesso sei una bella gnocchetta".
Meno male. Se avessi avuto sentore del monociglio mi sarei strappata i peli con le dita. Beate pinzette..





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