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15 dicembre 2016

I Milanesi ti scontrano apposta

È un dato di fatto; di solito ti scontri o rischi di scontrarti con le persone se uno dei due o entrambi non guardano dove vanno, se c'è indecisione e quindi si rimane a fare il balletto del "dove passi tu? dove passo io?".
Oggi sono stata parecchio in giro a Milano, sono andata a vedere la mostra "Gli Americani" (The Americans) di Robert Frank, fotografo, e poi a bighellonare in giro in attesa dell'inaugurazione, alle 19, di Officine Fotografiche.

La mostra di Robert Frank è stata bella, avevo già visto il catalogo ma ero curiosa di passare anche per vedere lo spazio espositivo e per leggere del viaggio che questo fotografo svizzero aveva fatto negli States negli anni '50, per documentare (secondo me al meglio) il popolo americano.
Ovviamente fu criticato per questo, per come li dipinse.
Ma, tant'è.

Alla mostra noto due individui, uno un po' più grande e uno un po' più piccino con due macchine analogiche. Mi incuriosiscono e li osservo. Mi guardano, sono incuriositi.

Mentre attraverso il corridoio che porta da una stanza all'altra, il più giovane mi inquadra. Me ne accorgo ma alla velocità in cui vado sicuramente non riesce a mettere a fuoco, sta ancora armeggiando con l'obiettivo. Così congelo il mio passo per dargli una mano, però guardando in macchina.
Mi ringrazia.

Mi avvicino: gli chiedo se è possibile avere la foto scansionata se gli lascio la email.
"Certo, però ti faccio una foto più bella"

Armeggia nella borsa e tira fuori una rolleiflex, non glielo chiedo ma spero col rullino in bianco e nero: mi fotografa tra due scatti di Robert Frank e mi lascia il biglietto da visita col suo numero di telefono scritto a matita dietro.
No, tranquilli, è un numero che si può reperire tranquillamente online, vi spiego perché.

Ha un laboratorio fotografico a Firenze dove fa anche workshop per lo sviluppo delle pellicole e la stampa. Il biglietto da visita è per quello, ho cercato il laboratorio e ho visto che tra i contatti c'è il suo numero, quindi nulla di trascendentale.

Tralaltro cercando su facebook ho visto che ha fatto il mitico liceo Agnoletti, a Sesto Fiorentino, lo stesso in cui andava Roccio e il mitico posto dove abbiamo fatto, ogni anno e fino a qualche anno fa, i meeting nazionali di piante carnivore. Perché l'assistente al laboratorio di scienze di quella scuola è il miticissimo Sergio Cecchi, presidente onorario dell'AIPC (Associazione Italiana Piante Carnivore) e credo primo coltivatore italiano, nonché genio e nonnino di tutti noi coltivatori, che lo adoriamo e lo veneriamo!

Dopo questa visita faccio un giro al gelo ma ben presto mi rendo conto che è necessario che mi fermi se non voglio morire di freddo. Così mi infilo in un posto a prendere un the caldo e mangiare una cheesecake e perdo un po' di tempo.
Fino a che non decido di farmi quest'altra mezz'ora a piedi per arrivare in via Friuli 60, dove ha aperto questa officina. Spazio per mostre, aule per lezioni, nuovissima sala posa (tutta in ordine). Più piccolo aperitivo. Ma c'è troppa gente, i stresso subito e non passa nemmeno mezz'ora che sono già fuori a camminare per trovare la metro.

Mentre sono sul treno mi arriva una brutta notizia. Il parroco della mia infanzia e adolescenza è mancato.
Trascrivo cosa ho scritto su facebook e sono sicura, Don Enrico, che tu mi abbia sentito, vecchio bisbetico rompiscatole :)


Oggi se n'è andato un pezzo della mia infanzia e della mia adolescenza, è mancato il parroco che ci ha seguito durante il nostro percorso religioso che poi, va bhe, io ho abbandonato. Ho un bellissimo ricordo di quest'uomo che amava il vino e non si faceva mancare qualche parolaccia; ma era sempre con noi. E dato che credeva nel paradiso sono convinta che adesso sia lì ad attenderne l'ingresso, con un bicchiere di vino in mano e borbottando perché sta ancora aspettando. Ciao Don Enrico, bon voyage. E se mi fai sprecare qualche buona parola su un prete si vede che sei stato davvero bravo, e ti immagino mentre te la ridacchi per questa mia pessima battuta.

Stasera alzo il calice per te.

21 maggio 2015

My new tattoo. No Vegan plant!


Grazie a Mirco Campioni, lo potete trovare su facebook sotto il nome di Mirco IsDead. Lo studio è il sundance tattoo a Bologna, in via S. Felice.

15 maggio 2014

Il mio colloquio in Schfizzera, il mio nuovo lavoro temporaneo e la mia inarrestabile fame di libri

Non ricordo più da quanto io non scriva. Ed è ingiustificabile visto che avrei tutto il tempo del mondo, ma non capisco se questo blog sta andando a morire o lo sto lasciando morire. Mi sembra di non avere niente da raccontare, alla fine è la mia vita, a chi interessa leggerla? A me.
A volte mi torna utile per ricordarmi alcune date ("quand'è che ho cominciato a prendere il tamoxifene? famme guardà nel blogghe" - ma l'avevo scritto che l'incubo del tamoxifene è finalmente finito?), a volte è uno sfogo personale, a volte è un impegno preso ormai 8 anni fa e che si trascina a fatica giorno dopo giorno, settimana dopo settimana e ora mi sento ganza se riesco a scrivere una volta al mese.

In questi mesi Birba ha continuato a fare avanti e indietro dalla clinica, finché la veterinaria non le ha prescritto delle iniezioni. Quando ho sentito mia mamma al telefono non ha fatto che lodarsi per avere imparato a fare le iniezioni. Era così contenta che quasi si scordava di dirmi come stava Birba. In una delle ultime chiamate stava per riattaccare bottone: "Te l'ho detto che ho imparato a fare le iniezioni?"

Vinta dal tedio che ultimamente mi accompagna ma soprattutto desiderosa di una minima indipendenza che mi possa permettere di accumulare qualche euro per il Madagascar, piuttosto che per un nuovo tatuaggio, piuttosto che per qualsiasi altra minchiata che mi viene in mente, mi sono messa a cercare lavoro.

Così, durante il ponte del primo maggio, mentre io e Fry eravamo in beata vacanza in Val D'Aosta con Marco e Giada (che piacere immenso rivederli e passare qualche giorno con loro) ricevo una chiamata da un call center di Chiasso. Per un colloquio, dicono. Io sono megaentusiasta, convinta che la paga figa del posto mi faccia dimenticare del lavoro di merda che mi accingerei a fare.
Quanto di più sbagliato.

Innanzitutto per il colloquio di cui sopra mi decoloro i capelli, rovinandoli definitivamente. Ora sono biondo platino in attesa di farli turchese, non appena finisco queste due settimane di lavoro di cui parlerò tra poco (ho comprato turchese e verde, vediamo come diventerò), eccomi:



Vado speranzosa al colloquio e vi trovo altri tre giovanotti, due ragazze e un ragazzotto (che, parlottando, mi dice di fare il falconiere presso lo zoo safari di Pombia. Mi ha lasciato il numero perché a breve partono dei corsi di falconeria, e si sa mai!). Di questi tre giovanotti rimane solo una ragazzotta che fa il colloquio e poi passa alla giornata di prova. Sì avete capito, due ore di affiancamento e poi via, ci mettono al telefono. La gara è spietata, chi fa un contratto vince.  io non l'ho fatto: non ho nessun coraggio di mentire, non ce la faccio per cose importanti, figurarsi per uno stupido contratto. Inoltre sono riuscita ad avere delle informazioni dettagliate su come si sviluppa la paga e l'orario di lavoro e no, non conviene. Sono stata felice di non essere presa. Tempo prima avevo fatto un altro colloquio per un lavoro che poteva piacermi, ma ormai è partito (era da metà maggio) e mi è spiaciuto perché sarei stata perfetta.
Non vi sto nemmeno a raccontare!

Oggi è giovedì, venerdì scorso mi chiamano da Milano per un curriculum che avevo inviato. Cercavano persone per fare delle interviste sulla qualità dei mezzi di trasporto. Hanno bisogno urgentemente di qualcuno a Como e a Erba, da lunedì. Dico che sono disponibile: la paga è 55 euro lorde al giorno, per 9 giorni di lavoro dato che sarei partita martedì.

Ah traparentesi, venerdì sono stata a Orticola, una fiera di piante a Milano. Speravo di non comprare niente e invece sono tornata con due papaveri (molto particolari, uno arancione e uno rosso a macchie nere), due lithops (che io chiamo pianteculo - se cercate le foto su google capirete perché), una Sarracenia flava var rugelii, e un tubero di Amorphophallus bulbifer. Per di più sabato siamo andati a comprare un'allegra lavanda, che mi mancava!)

Lunedì sono andata a ritirare il tablet con cui fare le interviste e a sentire cosa devo fare: 246 interviste in 9 giorni suddivise in una location a Erba e due locations a Como.
Sono al terzo giorni di lavoro e mi sto quasi arrendendo. A parte il freddo e il vento del mattino di questi giorni e il caldo tremendo del pomeriggio, l'indisponibilità dei vecchi mi manda su di giri. I ragazzi sono sempre ben disposti, i vecchi pare gli stai levando via 5 minuti di vita. Suvvia 5 minuti, proprio ora che hai tutto il tempo del mondo, che saranno mai?

Sto però tenendo il ritmo, forte del fatto che questi soldini mi serviranno per il meeting europeo di piante carnivore a settembre in quel di Padova (e arriveranno bene in tempo dato che mi pagheranno a 90 giorni!)

Infine ho ripreso a pieno ritmo a leggere. Sono felice perché oltre ai miei adorati saggi ho preso in mano anche qualche romanzo e trovo che non siano così orribili come pensavo. Alcuni mi portano in mondi lontani, alcuni sembrano parlare di me e della mia famiglia, in generale è una cosa che mi piace fare, allena il mio testone e ora scusatemi ma mi tocca cucinare.

Di solito mi piace ma in questi giorni in cui torno a casa stravolta dalla stanchezza per avere passo 7 ore in piedi, sul bus con la testa che mi ciondola dal sonno, arrivo a casa e l'ultima cosa che voglio è fare qualcosa. Vorrei immergermi fino a tarda sera in un libro e lasciarmi andare così. E invece...

15 aprile 2013

Solitudine e fastidio

Non ricordo più da quanto non scrivo, non ricordo più in generale. Mi sento soffocata sotto un macigno da cui non riesco ad uscire. E se ce la faccio ho tempo solo di tirare un lieve respiro prima di tornare di nuovo in apnea.
Sto passando nuovamente un periodo orrendo al lavoro. Mi sento spenta, vivo in un mondo parallelo, a volte fisso il vuoto e poi mi rendo conto che il telefono squilla, e squilla, e squilla.
Ho tempo per un paio di amici, per Fry, per le mie cose. Solo alcune cose. E basta.
Lo scorso weekend con Chiarina, una sera fantastica (diobenedicagliamici) questo weekend a Entomodena (vivagliamicidellepiantecarnivore). Ho visto un ragazzone conosciuto ormai 10 anni fa, appena cominciato a coltivare, a breve papà, uno dei coltivatori migliori d'Italia. Non lo avrei mai detto ma l'ho visto così sereno che un po' l'ho invidiato. Io non mi vedo mamma da qui a un milione di anni (e che nessuno si azzardi a mettere di mezzo la natura delle cose che me lo sbrano).

Da Entomodena sono venuti via con noi: tre Extatosoma tiaratum (generoso dono del mio "socio" in affari entomologici), un Phyllium philippines, sei larve di Chlorocala africana oertzeni, una formica regina di Lasius emarginatus e un pezzo di rizoma di una Sarracenia divisa lì per lì dai miei amici carnivorofili. Ho passato una bellissima giornata, mi sono ricordata perché mi ero tanto unita a quel gruppo, perché non è solo di piante carnivore ma è proprio il fascino della natura, la curiosità per la margheritina sbocciata, l'amore per le forme di vita (anche gli insetti). E ora sono stanc;, di essere rientrata al lavoro, di fare tutto di corsa, svegliarmi 5 minuti prima per bagnare le piante, controllare gli insetti, dare la pappa a Maya e sapere di cominciare ogni giorno così fino al prossimo weekend sperando di non dover lavorare quel sabato...

01 ottobre 2011

A volte ritornano (e meno male)

Quando passeggio per Torino mi viene in mente una sola parola: eleganza. Non c'è altra città che secondo me rappresenti meglio questo aggettivo.
Trovo che il colore bianco, i portici puliti, le strade e le piazza immense, conferiscano una certa regalità alla città. Immagino persone con bastone da passeggio che risalgono via Po per andare verso Piazza Vittorio e splendide carrozze trainate da docili cavalli infiocchettati.
La verità è che Torino mi piace. E piace anche a chi non c'è mai stato e la vede per la prima volta. Questo perché su di lei non hai aspettative e quindi rimani sorpreso a vedere quanto può offrirti.
Se non si era compreso, lo scorso weekend sono stata a Torino. Ho staccato un po' da ogni cosa e sono stata bene, anche se ho visto Birba raffreddata (e sempre più invecchiata, sempre più malaticcia col suo cuoricino che non funziona bene).
Mi è presa un po' tristezza e quando stavo andando via e avevo già chiuso la porta d'ingresso che sono tornata indietro di corsa a salutare Poldo e Birba. Ho avuto un brutto presentimento e ho temuto di non rivedere Birba e non potevo sopportare questa cosa.
Il viaggio poi è andato bene, ho letto molto e ho dormito profondamente (tanti anni fa non sarei mai riuscita a dormire sul treno ma da quando ho conosciuto Roccio ho preso l'abitudine a dormirci e ora l'ho associato al sonno, tant'è che appena il treno parte posso leggere ben poche pagine che muoio subito).
Lunedì non è stata una bella giornata al lavoro, è un lavoro molto difficile ed era il mio primo giorno (travirgolette) da sola allo sportello. Credo di essere stata presa dal panico e di esserm sentita male, ma ora non ricordo bene cosa è successo, so solo che la notte non ho dormito e mi sono svegliata con un po' di mal di stomaco (che spesso mi viene quando sono agitata) e temevo di non essere in grado di fare un lavoro simile. Poi piano piano nei giorni successivi è passato, ho ricevuto tanti complimenti per la mia gentilezza e gli occhi e il colore dei capelli (davvero) e penso che in fondo è un lavoro che mi piace.
Mi piace perché posso aiutare gli altri a risolvere i problemi, anche se piccoli, e spesso (non so come) riesco a tranquillizzare le persone agitate.
Maya sta un po' meglio, il veterinario dice che deve fare fisioterapia camminando, quindi ora la lasciamo libera e in pace. Anche se zoppica ancora vistosamente ma è passato poco tempo, bisogna darle tempo. Molto probabilmente tempo.
Poi ieri è successa una cosa buffa, ricevo la richiesta di amicizia su facebook di un tale di cui non ricordavo il nome. Poi guardo le foto e però qualcosa mi dice. E alla terza foto esclamo "Malconcio!".
Per raccontarvi di lui devo andare indietro nel tempo, all'anno 2002 (credo) in cui mi ero appena lasciata con Chicco e passavo molto tempo su IRC sul canale delle #piantecarnivore. In questo canale non eravamo in molti, c'ero io, Malconcio, fonzie82 poi si era unito pesiolino (si chiamava così perché pesciolino non ci stava, era appassionato anche di acquari).
Il mio tempo era scandito dai loro, ero rimasta sola, senza un amico, e cercavo di uscire da un periodo di depressione totale: il gruppo di appassionati di piante carnivore mi ha aiutato molto in quel periodo. Appena c'era un incontro o un meeting prendevo e uscivo, e viaggiavo e giravo. In quel periodo raramente avevo un weekend in cui stavo in casa e in una di queste scorribande, a Padova, ho conosciuto Malconcio di Bolzano. Poi sono andata anche a trovarlo a Bolzano, dove ho preso un'incredibile sbronza e non ricordo molto di che è successo. Insomma, per farla breve: Malconcio ha fatto la specialistica in Agraria qui a Bologna e tra 15 giorni va via (lo avessi saputo prima, in questi mesi che sono stata qui!). Quindi oggi ci siamo beccati.
E' cresciuto, non in altezza perché è sempre stato altissimo, però di testa sì. Ma ovviamente, è passato del tempo, è giusto.
Abbiamo parlato anche del vecchio gruppo di appassionati, di come essere com'eravamo ci ha portati a coltivare le piante in un certo modo e del perché ora non riusciamo più a frequentare lo stesso gruppo: una volta eravamo tutti innamorati della nostra passione, e questo amore comune ci portava a divertirci insieme, a darci consigli, a tenere poche piante e trattarle al meglio. Purtroppo ora si parla molto di "collezione", è una sorta di gara a chi ha la pianta più bella e più rara. I doppioni non si regalano o scambiano come prima, ma si vendono. Il must è avere il clone introvabile comprato all'estero per svariate decine d'euro.
Purtroppo anche le persone che conoscevo non frequentano più il gruppo e anche ad andare agli incontri, negli ultimi anni, mi sono sentita un po' fuori luogo.
Comunque sarebbe bello fare un incontro con noi "di una decina d'anni fa", che non ci fregava se le nostre piante avevano qualche foglia secca, se erano perfette nella loro imperfezione, che quando avevamo una divisione da rizoma la regalavamo (perché è bello regalare una pianta, soprattutto se sappiamo che verrà trattata con cura da un altro appassionato), che non le chiamavamo mai "la nostra collezione" ma "le nostre piantine", che eravamo anche e soprattutto amici e ci divertivamo con poco.
Noi "appassionati". Che la passione è fatta anche e soprattutto dalle persone che riescono a condividerla.
Canzone del giorno: Per un'ora d'amore Subsonica

21 dicembre 2010

Post scriptum

Purtroppo ho dovuto eliminare il racconto del post precedente perché non era un estratto dal libro, bensì il libro intero. Mi spiego meglio, per ogni pagina del libro ci sono una o due frasi del racconto che avevo pubblicato, con illustrazioni aggiuntive. Pertanto non mi sembrava corretto aver riportato tutto il testo del libro e quindi ho levato tutto (o come amano dire qui, ho ranzato via tutto). Niente libro intitolato l'abbraccio, dunque. Però sono contenta lo stesso, primo perché ho trovato i biglietti dei Subsonica e poi perché ho comprato la guida suprema del Madagascar. Altro che Lonely Planet. Già quando ho letto le prime righe ho capito che sarebbe stata la mia guida. Più che essere una guida scritta da turisti per turisti, è una guida scritta da appassionati per lo stesso target. Quindi ci sono diversi capitoli scritti da specialisti (anche da specialisti di piante, di rettili, di pappagalli, addirittura, ecc ecc) ed è proprio quello che mi interessava. Pertanto ora me la leggerò, presto riprenderò lo studio del francese, e cacchio ad agosto sarò pronta.
Yeah.
Questa è la guida:


Ho visto che la Bradt fa anche questa guida che deve essere molto interessante:


USA in treno? Dev'essere una figata.

06 settembre 2010

Ho sistemato le ultime piante carnivore comprate a Torino. Sono belle, e danno un sacco di soddisfazioni. Soprattutto la flava cuprea, è diventata un cespuglio di trappole mortali.
Vorrei essere una pianta carnivora.

25 agosto 2010

Corsica mon amour

Roccio non aveva ferie questo agosto e io invece avevo due settimane di ferie obbligate così, un giorno, io e Melania ci siamo chieste: si va da qualche parte? Ok.
E in quattro e quattrotto abbiamo prenotato traghetto con macchina al seguito per la Corsica!

Vacanze piccine ma deliziose, dal 16 al 20 agosto, in campeggi itineranti e a caccia di piante carnivore!

Arrivati il 16 agosto a Bastia all'incirca verso le 13.30, più tutto il tempo per disincastrarci dal parcheggio traghettoso, siamo subito partiti alla volta di Bonifacio: campeggio "cavallo morto". Nome a parte era molto carino anche se l'acqua della doccia era un po', come dire frescolina!
Grazie alla tenda Quetchua ci abbiamo messo proprio poco al montaggio e poi via, giretto a Bonifacio.
Il mattino seguente sempre giretto (anche in barca!) a Bonifacio, cimitero (incontro ravvicinato con un porcellino di S. Antonio - o porcellino di terra) e cunicoli sotterrai dove abbiamo incontrato il famoso progettore. Da quel momento in poi qualunque cosa senza nome è diventata il progettore (oggetto misterioso e affascinante il cui significato non mi soddisfa affatto).
Il pomeriggio giretto a Porto Vecchio che da oggi in poi ha un motto popolare, forse conosciuto anche dal popolo corso: "C'è vita su Marte. Su Marte!" data la densità di gente e divertimenti (un cazzo nulla proprio). Infine bel giretto alla Spiaggia di Santa Giulia, sabbia bianca e un mare da favola, davvero stupendo. Il mattino seguente partiamo per Vico, dove Giorgio ci ha trovato un delizioso campeggio dal nome esplicativo: "la sposata". Nome davvero curioso.
Il campeggio era vuotino vuotino ma il personale simpatico e la doccia calda. Abbiamo solo montato la tenda senza gonfiare i materassini perché ci attende un cammino di circa un'oretta per cercare le nostre belle piantine carnivore. La salita non è facilissima, è piena di mimimmi e ci scontriamo presto con muli, maiali selvatici, asini, pony e cavalli che scendono a valle portando bambini o borsoni.
Ad attenderci vicino al lago glaciale a 1310 mt (il lago di Creno) una fonte d'acqua fresca per riempire le nostre bottiglie e toglierci quella brodaglia calda.
Il lago è molto bello ed è pieno di animali di ogni tipo: maiali selvatici, rane piccine, libellule coloratissime e bipedi umani che ci guardano come se fossimo matte (piegate a metà tra il dire sto facendo cacca e ho perso l'anello). Cerca cerca su bordo lago ma nulla. Io mi stavo intristendo abbestia quando Melania grida "Carla Carla vieni qui presto!". E le ha trovate!
Piccine e lucenti nelle loro gocce di rugiada collosa, erano poche ma bellissime. Dovevano per forza esserci, era pieno di sfagno cicciottoso (uguale a quello di Sibolla, tralaltro) ovunque!

Contente cominciamo a urlare come solo due quindicenni possono fare attirando l'attenzione dei bipedi silenziosi accanto a noi.
Dopo aver fatto mille foto (anche a una ranocchietta che ignara passava di lì) scendiamo belle contente. La macchina parcheggiata era rimasta sola. Ci avviamo verso Vico e prendiamo una pizza d'asporto in un posto allucinante, però la pizza è molto buona, la mangiamo in campeggio. Il mattino seguente ci svegliamo presto, anche perché i picchi sono una cosa tremenda. Non fanno casino solo perché picchiano ma anche per il loro verso che è quasi spaventoso.

Ci dirigiamo a Bastia (dopo un mio incontro ravvicinato con le mucche. Che belle le mucche) dove facciamo un minigiro, pranziamo (sìsì, dico io, mangiamo leggero oggi, dai. - pranzo messicano pesissimo) e saliamo sul traghetto.
Ciaociao Corsica.

A Livorno ci aspettano i nostri mariti, una cena da re (buonissimo ristorante, si chiama l'antica veneziana, consigliatissimo. Il personale è un po' rude ma accetti di buon grado quando mangi così bene) e poi a casa. A sognare bestie e carnivore...


23 maggio 2010

Un po' di foto - villa Demidoff, piante carnivore e animali

Un po' di fotine del meeting tenutosi a ville Demidoff in questo weekend, all'interno dell'esposizione Ruralia.
Piante carnivore e strane bestie (i detentori!)



Ed ecco altre foto, delle bestioline che tanto mi piacciono.



Canzone del giorno: nessuna.

22 aprile 2010

Le mie piantine!

Stasera ho finalmente sistemato le piantine carnivore, come sono contenta! Anche loro stanno bene, e se stanno bene anche loro tutto bene, no?
Sono un po' stanchina. Ho cominciato questa settimana essendo convinta che fosse martedì, rimanendo quindi avanti di un giorno. E oggi sapete che giorno è? Solo giovedì. Il che mi scazza alquanto.
Arrivare a venerdì e sapere che è solo giovedì è una cosa terribile. Un po' come guardare l'orologio al lavoro e scoprire che non sono le 17.30 ma solo le 16.
Hai come l'idea che qualcuno ti metta indietro l'orologio. Spesso al lavoro fantastichiamo di essere in luoghi lontani mentre dalla finestra vediamo allontanarsi gli arei dal vicinissimo aereoporto (aria buona eh? cough cough). Ora vado a farmi una bella doccia che speravo di riuscire a farmi i capelli stasera, dal parrucchiere sotto casa. Entro e c'è una donnina che sistema i capelli a un'altra donnina. Chiedo se è necessario prendere un appuntamento. Mi dice "Sì, sono sola qui". Orcaloca. Io non vado spesso dal parrucchiere, ormai sono 2 anni e passa che non ne vedo uno nemmeno da lontano, però andavo in megasaloni con almeno 5 parrucchieri e un nsalone vuoto con una sola parrucchiera mi fa tristezza. Comunque faremo così: sabato pomeriggio io cerco un parrucchiere su a Torino mentre Roccio va in giro.

Curiosità!

19 aprile 2010

Prelievo, Misfits e quant'altro

E' stata una settimana intensa. Praticamente siamo stati a casa solo lunedì e venerdì, oltre al weekend. Venerdì sera siamo stati alla fiera di primavera a Sesto Fiorentino. Oltre ad avere incontrato Sergio Cecchi e avere fatto due piacevolissime chiacchiere come sempre con lui) sono riuscita a farmi vendere due guanti in microfibra per pulizia di specchi e vetri. Spero funzionino. Non li ho ancora provati ovviamente. Io sono terribile perché comprerei qualsiasi cosa per la casa senza poi doverla mai usare.
Siamo andati a nanna, ma io ero parecchio preoccupata perché l'indomani avrei fatto il mio primo prelievo qui a Firenze. Dietro consiglio di molti sono andata alla piastra dei servizi, dove fanno qualcosa come 400 prelievi al giorno. In effetti sono stati molto efficienti e anche se ero terrorizzata e mi hanno preso il sangue dal polso, almeno mi hanno fatto un buco solo. Quindi promossi, a differenza di quella macellaia che mi ha fatto il prelievo per l'intervento al seno che mi ha bucata due volte e non ha prelevato sangue sufficiente per tutte le analisi cosicchè alla visita successiva mi hanno dovuta ribucare.
Per cui nonostante il sonno ce l'abbiamo fatta e sono molto soddisfatta di non essermi troppo agitata.

Dopo il prelievo supercolazione al Supreme, ve lo consiglio per i pasticcini che al mio palato risultano i più buoni in assoluto. Anche i dolcini sono fantastici.
E infine passeggiata in centro.
Sono diverse volte che passo da mac per cercare questo ombretto della mac. Ci credete che finisce ogni volta? E' questo.
Me lo sono fatta mettere da parte nella speranza che torni e possa comprarlo (anche nel sito inglese è sold out).
Mangiamo al Mac e torniamo a casa perché comincia a piovere e faccio un bel pisolo che sono stanca morta. ZZzzzzz per due ore, che meraviglia!

Una volta sveglia comincio a preparare la cena. Antipasto con sedano e philadelphia, cous cous alla siciliana (mmm buono), pollo impanato con patatine (tipo amica chips) sbriciolate, e una sorta di pasticcio di patate uova e cipolla.
Dopo cena Melania scappa al suo spettacolo a teatro mentre noi andiamo (rullo di tamburi) a vedere il concerto dei Misfits. Leggende del punk (o meglio, horror punk) direttamente dagli anni 70, arrivati alla flog troviamo una coda così composta che se non fosse per i vari punk e metallari avrei giurato di aver sbagliato giorno. In verità i pregiudizi contro il mondo rock sono davvero solo pregiudizi. Il pogo al concerto era da non farsi male, quando qualcuno cascava si faceva capannello per tirarlo su e ributtarlo nel pogo (gentilmente). Ho pogato un po' persino io (che oggi indosso la maglia dei Misfits con orgoglio). Alla fine del concerto il cantante, Jerry Only (il nome ha una storia fichissima) ha firmato autografi a gogò, e nella folla ha tirato su un ragazzino, si è spalmato un dito sulla faccia truccata e l'ha strisciato sul viso del ragazzino (che penso non si laverà mai più).
Giorgio è riuscito a prendermi gli autografi del chitarrista e del cantante e all'uscita dalla flog chi ti becchiamo? Jerry Only che firma ancora autografi. L'ho agguantato per farmi una foto e lui da vera rock star ha sparato un rutto!
Comunque è stato ganzo, mi ha abbracciata e Roccio ha cercato di farmi una foto col cellulare, purtroppo è venuta totalmente buia a parte il mio viso blu. In queste occasioni mi penso abbestia di non avere una macchina fotografica: quando mai ribeccherò Jerry Only?



Ieri dopo pranzo andiamo ad aiutare il Grifo al vivaio. Dopo un rinvaso di altre cento piantine e il regalo di tre dioneine Big Mouth e da parte della Sonia di tre rizomini di Sarracenia rubra black tube (o almeno credo non so dovrei ricontrollare) eravamo belli pimpanti ma oggi ho male ovunque. Come se avessi trasportato abbestia dei pesi, cosa assolutamente non vera!
That's life. E comunque i Misfits potrebbero diventare il mio nuovo gruppo preferito.

Ma abbestia.


Canzone del giorno: American Psycho Misfits

09 marzo 2010

Un weekend tra piante (carnivore, ovvio)

Questo weekend è stato impegnativo, ma molto bellino. Sabato mattina arriva il pacchetto con la palette (o come la chiama la mia collega "la paletta") di Alice in Wonderland made by Urban Decay. Ovviamente la provo subito, i colori sono molto pigmentati, le matitine sono spettacolati e la confezione, bhe è il pezzo meglio. Dopo aver rotto tanto finalmente è arrivata.
Sabato pomeriggio facciamo due passi, anche perché al liceo dove ci sarebbe stato l'incontro di piante non c'è nessuno, quindi scopriamo in un bar lì vicino, una tavoletta di cioccolato spettacolare, marca Amedei.
Appena arriva l'ora x andiamo a casa, ci devono raggiungere amici per andare alla cena al buio.
Cos'è una cena al buio? E' una cena dove usi tutti gli altri sensi perché si mangia al buio totale. E' organizzata da un'associazione di non vedenti, e gli stessi non vedenti ci fanno da camerieri. Si entra in questo stanzone buio accompagnati dai camerieri, stile trenino, che ci portano al tavolo e ci fanno accomodare sulle sedie.
Mangiare al buio ti fa gustare tutti i più piccoli sapori, i rumori diventano preziosissimi, e ogni cosa si presenta in maniera differente. Non ci sono distrazioni visive e si è più concentrati su ciò che dice l'altra persona. Quando Massimiliano, uno dei camerieri, ci fa fare un giro per la stanza, scopriamo che per terra sono sistemati dei cavi che permettono loro di orientarsi, e che all'altezza di ogni tavolo, incollato al pavimento, è presente un cartone. Questo gli serve per capire dove fermarsi quando passano con i carrelli. Il caffè si prende alla luce, questo per evitare che qualcuno si scotti. I commenti successivi sono stati relativi a queste cose, soprattutto versarsi l'acqua è stato molto difficile. Per quanto ci sembrava di inclinare la bottiglia alla fine il bicchiere non si riempiva.
La cosa che più di tutte mi ha commosso è stato il tocco di Massimiliano che non è un tocco di una persona che ti sta prendendo per mano ma che, in qualche modo, ti vede.
Due ore certo non sono una vita. Ma sicuramente hanno un significato.

Domenica mattina mi sveglio presto per farmi la doccia, ci aspetta una giornata carnivora. E' tanto che non vado agli incontri, un po' perché non c'è più nessuno che conosco, un po' perché è cambiato lo spirito e questo mi spiace. Infatti la prima parte dell'incontro riguarda un progetto di conservazione delle piante carnivore in Italia (nello specifico di un particolare tipo di piante che sembra crescere solo in un particolare posto della Toscana). E' una cosa molto bella, ma... non lo so. In ogni caso ho imparato delle cose nuove e ne sono contenta. In più ho comprato una Sarracenia flava var. Cuprea ed ero felice come una bambina che ha un giochino nuovo. Il grandissimo Sergio Cecchi mi ha donato un po' del suo sfagno e una fogliolina di Cephalotus che spero riesca a fare la sua taleina.
E' stata una giornata carina ma confesso di essermi sentita un po' fuori posto. Non lo sento più come un mondo che mi appartiene, per cui continuerò a coltivare ma non so quanto potrò andare agli incontri, se non altro per "incontrare". Se ci andrò sarà per acquistare qualche pianta o per fare una passeggiata e quest'anno spero di non saltare Longarone, più per i rettili che per le piante.

Domenica sera una pizza tra amici è la scusa affinché i nostri ometti possano mettersi d'accordo per preparaci la cenetta per il giorno dopo, festa della donna. L'idea è stata di Melania che ha proposto "ma perché invece di andare a mangiare fuori non ci facciamo preparare una bella cenetta?". L'idea è fantastica e i nostri ometti, il giorno seguente, sono stati davvero eccezionali.
Hanno fatto la spesina e hanno preparato una cena eccezionale.
La tavola era carinissima e al centro tavola era pronto un menù scritto a mano: ogni piatto aveva il nome di una donna famosa. Antipasto in bicchierino di formaggio e aceto balsamico, e rotolini di strisce di zucchine cotte alla piastra ripiene di prosciutto cotto e formaggio frullati, mezze penne con 'nduja e gorgonzola, coscette di pollo impanate nei cornflakes, cotti al forno e contorno di zucchine, torta mimosa.
Decisamente la festa della donna più bella della storia. Qui le foto.
Bravissimi i nostri ometti, ora scusate c'è uno spogliarello che mi aspetta, devo mettere su la
Canzone del giorno: Hot Stuff Donna Summer

P.s. stanotte ho sognato il matrimonio di una mia cara amica. Lei aveva lo stesso vestito del suo vero matrimonio, però era bianco invece che verde. Camminavamo tutti dietro di lei e dello sposo come a una processione per un funerale, in una piazza di una città sconosciuta. C'era tantissimo vento e molto silenzio. Io la vedevo da dietro e i suoi capelli si muovevano in modo convulso. Si gira verso di me e mi dice "Vedi perché? Hanno tagliato tutti i pini. Questo è male".

01 marzo 2010

Una domenica a rinvasar

Cosa fare domenica quando non si sa cosa fare?
Bhe per esempio aiutare qualcuno a rinvasare un centinaio di dioneine. Quando quel qualcuno poi è Il Grifo le risate sono assicurate.
Innanzitutto un po' di pubblicità: se volete acquistare delle piantine carnivore ci metto una parola io, comprate dal grifo, questo è il suo sito. Sembra uno slogan.

Comunque l'idea era di andare al mattino a Pontito (vedere il mio post precedente) e mangiare un panino per strada e poi andare a Pescia dal Grifo per essere lì alle 14.30. Peccato che siamo usciti da casa poco prima delle 12 e Pontito è parecchio inculata, e scusate il francesismo. Poi però in mezzo alle stradine di montagna mi scappava la pipì e ci siamo fermati in un bar, poi ci siamo un po' persi e abbiamo rinunciato. Siamo tornati verso Pescia per mangiare un panino ma era tutto chiuso. Fame a gogò ed erano quasi le 14 (alle 14.30 dovevamo essere al vivaio). Roccio in un attacco di fame devastante imbocca l'autostrada per cercare un autogrill. Torniamo quindi un po' indietro di qualche km e mangiamo un bel paninozzo, intanto si fanno le 15. Per farla breve abbiamo ritardato di circa un'ora! Argh!
Però alla fine ce l'abbiamo fatta e 120 dionee sono pronte nei singoli vasettini!
E dopo il duro lavoro Il Grifo, oltre ad avermi regalato una Sarracenia leucophylla e una Dionea, ci invita a casa a mangiare una pizza fatta da lui. Uno spettacolo.
L'ospitalità di queste due persone, Il Grifo e moglie, che ci hanno invitati senza praticamente conoscerci ci lascia senza parole. Sono stati decisamente deliziosi e ci siamo scompisciati con i loro racconti.
Grandi, continuate così!

E comprate le piantine dal Grifo!!!

12 maggio 2009

Il mio post in mezz'ora

Ho promesso che avrei ripreso a scrivere e quindi lo prendo a mo' di compitino da fare a casa. Scrivo questa mezz'ora prima di schiaffarmi sotto la doccia.
Le piante di fragola che abbiamo comprato crescono ma l'unica fragolina già matura ha un buco, forse un ospite. Per non parlare dei ragnetti rossi che hanno praticamente messo le tende e corrono un po' ovunque. Le piante quindi sono un po' k.o. dato che questi minuscoli ospiti sono parassiti e si nutrono di che non so, ma fanno ammalare le piantine.
Comincia a fare caldo e le piante carnivore ciucciano più acqua di quanta riusciamo a cambiarne. Per fare un esempio, 5 litri mi bastano a malapena per rabboccare i sottovasi ma se torno dopo mezz'ora sono già all'asciutto.
Al lavoro tutto ok, non ho imparato molto di più ma se non altro ho imparato a convincere gli altri di cose di cui non sono così convinta. In compenso mi trovo molto bene con le colleghe. Visto che mi conosco abbastanza bene, salvo qualche sorpresina che mi riserberò per la vecchiaia, posso dirlo sinceramente: è stato difficilissimo socializzare. Io sono un po' chiusa, molto riservata, la classica da "pochi amici ma buoni", non elargisco abbracci, nè confidenze con facilità. Per me è sinonimo di un passo verso la modifica di un atteggiamento un po' negativo, anche se sono sempre convinta che l'amicizia sia sacra e che ci voglia comunque un po' di tempo. Detto questo, la mia mezz'ora è terminata e scappo a farmi un bel doccione.
Ciriciao belli!

09 dicembre 2008

Lavaggio (e non) del cervello

Dopo essermi dedicata appassionatamente alla PNL (dormendoci davvero sopra, un libro così soporifero non l’avevo mai provato) e all’arte della persuasione, ora mi sta appassionando la materia più “bastarda” del Mindfucking. Per chi volesse scoprirne di più c’è un bel libro dal medesimo titolo edito dalla Castelvecchi (eh, lo so, non si può voler tutto dalla vita). E c’è anche il seguito, “Mindfucking 2”. Inutile dire che li abbiamo acquistati entrambi. Una volta finiti pensate che riuscirò a resistere all’impulso di comprare anche “Brainwashing”?
E’ il periodo della comunicazione occulta, della persuasione e della coercizione di pensiero. E, conoscendomi, non farò nessuna delle tre cose. E’ fondamentale la libertà di pensiero, anche e soprattutto la mia, ecco perché mi incazzo enormemente quando le mie ideologie non vengono rispettate.
Il rispetto delle ideologie per me si fonda su diversi presupposti:
- si può e si deve assolutamente favorire il confronto e il dialogo;
- si può e si deve assolutamente scendere a compromessi e trovare un punto di incontro;
- non si può (ma proprio no) a tutti i costi convincere direttamente o indirettamente una persona a subire le proprie ideologie;
- quando il confronto e il dialogo non sono possibili per divergente totali e visioni di vita diametralmente opposte si possono evitare argomenti “pericolosi”;
ogni violazione di uno o più presupposti mi genera ansia e sensazione di soffocamento che sfociano in manifestazioni psicosomatiche più o meno gravi.
La mente umana è davvero strana: quando la resistenza dell’individuo è particolarmente forte, ogni tentativo di maneggiarlo rinforza la resistenza a meno di non farlo regredire a uno stato infantile tale da permettere una totale resa.
Diverse sperimentazioni hanno individuato una componente molto curiosa nel comportamento umano. In alcuni individui (con una percentuale del 33% circa) il pensiero individuale viene totalmente surclassato dall’idea del gruppo. Ovvero: se il gruppo da’ una risposta palesemente sbagliata ad una domanda banale, il 33% delle persone risponderà in maniera errata seguendo il gregge.
Io faccio parte di quel 33%.
Però qualcosa potrebbe essere cambiato negli ultimi anni. Mi rendo conto di avere acquisito sicurezza su alcune cose e, a meno di non toccare argomentazioni di tipo politico, i pilastri non cedono tanto facilmente. Soprattutto se la tesi opposta è avvalorata da tanti “ho sentito dire che”.
Oltre a leggere queste robine interessanti ogni tanto mi dedico alla cucina. Ieri ho fatto il pane e i muffin (che sono venuti particolarmente buonini).
In questa settimana non ho usato cibi precotti e ho cucinato tutto con le mie zampette, triglie alla griglia con aglio e limone, scaloppine di trota salmonata e prosciutto crudo, fagioli alla campagnola, risotto con radicchio e gorgonzola, pasta con sugo alle polpettine. Ci siamo imposti di bere mezzo bicchiere di vino a pranzo e/o a cena (fa così bene, dicono).
Ora ci manca solo tornare a correre ma con questo freddino.
Ieri abbiamo preparato l’alberino di Natale. Io avevo poca voglia però devo dire è venuto bellino.
Dopodomani saliamo a Torino, nel pomeriggio avrò la visita medica dall’endocrinologo e spero di fare in tempo per vedere la lauretta specialistica di MinchiettaUno che proprio quel giorno discute la sua tesi.
In bocca al lupo MinchiettaUno.
Ho seminato le gemmine di drosere pigmee.
Rimango in attesa di una nascita.

27 novembre 2008

Ultimamente il sonno e la fame mi avvolgono. A breve salirò a Torino per delle visite così finalmente il mio endocrinologo potrà dirmi se i miei ormoni stanno impazzendo e questo fa impazzire anche me o se semplicemente sto impazzendo e ho fatto impazzire i miei ormoni.
In compenso il mio lavoro sta diventando un'unica gigantesca pratica. Gli ho anche dato un nome, si chiama Ugo.
Il mondo mi sorprende sempre più: ho trovato della muffa sulla punta di un evidenziatore. Quella roba non ha limiti, prima cerca di prendersi la mia marmellata, e poi anche il pennarello al lavoro.
Sabato sera abbiamo pizzato tra carnivorofili di Torino. E' stato molto carino rivedersi, abbiamo conosciuto due personaggi incredibili che ci hanno promesso un giro turistico a Torino e a Roma: sono appassionati di storia e sentir parlar loro sembra di guardare il figlio di Piero Angela in tv.
A questa cena mi hanno regalato una piccolissima e bellissima Drosera burmannii ed io, ripresa alla grande dal trip delle piante, mi sono portata giù torba, perlite e sabbia silicea. Una ragazza mi ha promesso di spedirmi gemme di Drosere pigmee e voglio che trovino una confortevole casa per poter nascere.
E poi vorrei fare un ordine all'estero di piantine, magari un ordine cumulativo tra appassionati. Ho bisogno di una Sarracenia leucophylla e di una flava. Poi si vedrà.

26 maggio 2008

Questo weekend c'è stato l'incontro annuale a Sesto Fiorentino con tutti i matti amanti delle piante carnivore. Devo dire che la cosa è stata davvero carina, noi contavamo di essere lì solo sabato ma poi domenica ci siamo svegliati tardi e non siamo riusciti ad andare a Pratica di Mare a vedere le frecce tricolori e così siamo tornati al meeting. Pazzi di tutta Italia con piante di tutte le dimensioni che facevano avanti e indietro. Pazzi di tutta Italia senza piante carnivore che facevano avanti e indietro. Pazzi e basta che passeggiavano qua e là per la scuola in cui era stato organizzato l'incontro che parlavano di cose sconosciute ai più.

Sto convincendo Roccio a fare un'incursione in Spagna a vedere i Drosophyllum in natura ma non penso che sia molto convinto, forse perché il suo commento è stato "Ci vai te".

26 marzo 2008

Questa è bella

Roccio stamattina ha avuto un po' di impegni. Il tecnico telecom doveva arrivare a casina nostra per allacciare la linea e l'appuntamento era alle 8.30. Peccato che alle 9.30 non era ancora arrivato nessuno. Così il nostro eroe decide di andare alla Firenze parcheggi. Per chi non abita in quelle zone sappiate che viverci è un dramma. I parcheggi sono a pagamento su quasi tutta Firenze e se vuoi parcheggiare senza pagare devi chiedere un permesso, ti danno un tagliandino e te puoi parcheggiare ma solo nella zona a te riservata. Che se una sera non trovi parcheggio e devi andare due isolati più in là paghi. O ti fanno la multa. E paghi comunque.

In ogni caso già la settimana scorsa entrambi abbiamo provato a chiamare per chiedere informazioni. Ma non c'è essere umano con cui comunicare: solo una voce registrata che prima di annunciarti il menù ti fa stare al telefono mezz'ora a spiegarti che se sei disabile devi fare così, se no devi fare colà, il numero per richiedere questo è quello, ecc ecc.
1 euro di telefonata e non se ne ricava nulla.

Quindi dicevo, alle 9.30 il nostro eroe va alla Firenze parcheggi (nel frattempo lo chiamano i tecnici telecom che "erano arrivati un po' in ritardo", peccato che si trovavano anche al numero civico sbagliato). Mentre con fatica parcheggia prestando attenzione al parcheggiatore abusivo perché non gli righi la macchina dato che non aveva pagato il pizzo, cerca con fatica l'entrata giusta. Come al solito gli uffici comunali (o delle società che lavorano per il comune) non hanno mai indicazioni chiare, giusto per creare ulteriori code solo nel cercare di capire dove si debba andare.

Quando finalmente trova lo sportello, prende il numero e tocca a lui, una commessa gli fa presente che se una persona è residente a Firenze ma in un altro posto, anche se ha domicilio presso la zona di cui sta richiedendo il tagliando, non è fattibile. Deve avere la residenza lì. Ma se una persona ha la residenza fuori dai comuni di Firenze o Prato va bene anche solo il domicilio. Così dico a Roccio "Vengo io a richiedere il permesso. Ho la residenza a Torino, più fuori di così!".
Peccato che ho scritto una mail e mi hanno risposto dicendo che posso richiedere questo benedetto tagliando solo se la macchina è intestata o a me o a un parente di primo grado. Altrimenti ciccia.
E dato che per legge noi poveri conviventi non siamo (e non saremo mai) neppure considerati famiglia, finchè Roccio non cambia residenza non possiamo parcheggiare davanti casa nostra.
Bello, no?

C'è almeno una bella notizia, oggi: il meeting delle piante carnivore si rifarà a Sesto Fiorentino, al liceo Agnoletti, dove Roccio ha studiato e (anche) grazie al quale ci siamo conosciuti.

Stasera riunione Fimo, vediamo che combiniamo!

31 maggio 2007

Un resonto dell'incontro a Villa Vogel (Firenze):

http://www.aipcnet.it/blog?plog=18;entry=350;bl=706c6f673d3138

29 maggio 2007

Non ho scritto in questi giorni. C'è un perché. Giovedì Roccio è andato a ritirare la macchina, ci tenevo un sacco ad esserci anche io, così lunedì ho chiesto ferie per giovedì e venerdì. Mercoledì me le hanno confermate (non ci speravo davvero, sono così fiscali a volte) così ho preparato di corsa ogni cosa che andava preparata per partire il giovedì mattina stesso. Era tutto calcolato, ma ovviamente (badguypt mannaggia a te, forse te lo sapevi!) ci si mette di mezzo trenitalia. Guai a me a prendere un'altra volta un treno della linea Milano - Napoli.
Comunque il treno fino a Milano non ha problemi, ma lì comincia il delirio. Lo cambio e non parte, ha già dei problemi al locomotore. Dopo una ventina di minuti ci concede la grazia di partire e arrancando arrancando (fermandosi in ogni dove) arriva a Bologna, dove c'è quello che si pu definire uno scalo (o cambio) tecnico. Cambia il numero di treno, cambia il capotreno. Da quel poco che ho capito dopo il vecchio capotreno dice al nuovo che il locomotore ha avuto problemi in partenza, però va, eccome se va. Infatti alla stazione dopo siamo fermi, bloccati. Tutti sull'unica banchina dell'unico binario sotto un sole cocente e con l'aria condizionata spenta. Il capotreno dice che non va più, il treno, che provano a spingerlo ancora un po' ma, eh, lui che ne può poverino. Gli avevano detto che il locomotore andava (beata ignoranza).
Invece di fermarsi, dato che eravamo a pochi chilometri da Bologna, decide di proseguire. Con l'assurdo risultato di rimanere ancora bloccati ma questa volta nel nulla. Io comincio a essere bene o male abbastanza disperata: andare con Roccio a comprare la macchina era una cosa a cui tenevo tanto, però gli dico di andare, perché il ritardo comincia a essere considerevole (un'ora e passa) e rischiamo di non fare più nulla. Ho anche la batteria del cellulare che mi sta abbandonando e sono costretta a spegnerlo per tenermi quel briciolo di carica in caso di emergenza.
Dicevo, ci fermiamo, e nel nulla. C'è una casetta con un'orticello da una parte, oltre un binario che non possiamo attraversare (c'è il rischio di rimanere schiacciati da un altro treno, mica pizze e fichi). Così ci spargiamo qua e là sull'altro lato del treno dove c'è il nulla assoluto (una specie di boschetto, un ponte che si affaccia in un altro nulla). Fa caldo, parecchio caldo e dentro il treno spengono l'aria condizionata (ovvio, spegnendo il locomotore). Nuove disposizioni ci dicono che il locomotore non va proprio, e che stiamo aspettando aiuti da Bologna. Qualcuno comincia a sentirsi male, i finestrini sono chiusi e bloccati e il capotreno passa ad aprirli tutti uno per uno. I bagni non funzionano, quindi c'è anche puzza. Ma, udite udite, anche il bar ha finito l'acqua. Siamo nelle peggio condizioni e l'unica cosa che possiamo fare è aspettare (e prendere a testate il capotreno). La cosa strana è che mentre io sto quasi piangendo dal nervoso, nessuno sembra perdere la testa. Un ragazzotto ci prova con una ragazzotta, due signore fanno amicizia, qualcuno ne approfitta per fare qualche chiamata. Intanto il capotreno telefona alla stazione di Bologna per sapere quando arriverà un altro locomotore a trascinarci.
E così, con un ritardo di appena 210 minuti ripartiamo. Roccio ha già preso la macchina e viene a prendermi con la 207. Io sono abbastanza nervosa e agitatina e deliro su una eventuale denuncia contro trenitalia (perché del loro rimborso del 30% del biglietto io non me ne faccio nulla). Ma, meno male, mi calmo quasi subito. Ho accanto a me un calmante a dimensione umana. Facciamo un giro a I Gigli e poi torniamo a casa.
Ora vi lascio con qualche foto del delirio trenitaloso, ricordandomi che sabato e domenica c'è anche stato il meeting primaverile delle piante carnivore a villa Vogel, quartiere Isolotto, Firenze. Piante davvero spettacolari e gente piuttosto vivace (ricordiamoci di Edward mani di forbice che appena ha qualcosa che non va taglia tutto). Un abbraccio forte al formidabile Sergio Cecchi che come lui davvero non ce n'è.
Oggi gioco con la nostra nuova Canon facendo foto a destra e a manca e valutando sulla possibilità di partecipare a Longarone. Che si fa? Si va?