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02 gennaio 2026

Nella carne David Szalay

 

Nella carneNella carne by David Szalay
My rating: 4 of 5 stars

Quando ho cominciato a leggerlo, un po' mi è venuto in mente (quel piccolo capolavoro che è) Stoner. Ma più proseguivo nella lettura e più era chiaro che l'unica cosa che avessero in comune i due testi, era la storia di una vita. Una vita ordinaria, quella di Stoner, in cui ti immedesimi e che ti finisce a suon di lacrimoni, una vita meno ordinaria ma anche sicuramente meno consapevole quella di István che sembra far fatica ad accettare di prendere una decisione. Sembra che per buona parte del libro lui non faccia scelte consapevoli. Sembra che si lasci trascinare nel flusso delle altre persone. Ma nonostante tutto non possiamo non immedesimarci, non volergli bene anche quando la strada intrapresa sia moralmente discutibile. Tifiamo per lui, per i suoi progetti, piangiamo con lui per le sue perdite. È sicuramente un libro da leggere, probabilmente da regalare. Ma non sono certa lo rileggerei.


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Sono stata molto assente ma sono successe cose carine.

Intanto ho lasciato la mia amata casina. Farò un post ad hoc sulle mie avventure con gli agenti immobiliari perché secondo me merita. Ma ho preso una casa molto più grande a Chivasso, e la ragione è semplice. Il mio Cliff verrà su nella ridente Piemonte e volevamo un posticino un po' fuori dal traffico cittadino, ma comodo coi mezzi (sono molto vicina alla stazione). Il trasloco è stata un'altra avventura degna di nota ma anche questa forse merita un capitolo a parte. Al momento quindi sono in una grande (per me, per lo meno, che non vivevo in un posto così grande da quando stavo a Cömo) casa, fredda, da imbiancare, e mezza ammobiliata (con una cucina usata comprata dai traslocatori e quei pochi mobili che avevo nella vecchia casina).

La ricerca della casa e il trasloco hanno occupato ogni mia risorsa, di tempo e mentale, tanto che ho dovuto lasciare gli esercizi e la dieta, ora non so che dire se non che i pantaloni più larghi che avevo mi entrano a malapena e voglio solo trasformarmi in capitan tuta.

Con la promessa di recuperare (tra tapis roulant e pesi) ho però ricominciato a leggere. Per non perdermi ho fatto una lista dei libri che vorrei leggere, in ordine di lettura, e mi sono ripromessa di non guardare altro finché non finisco questi. Ma sarà dura.

Dopo aver letto "Nella carne" e l'ultimo di Zerocalcare, "Nel nido dei serpenti" in poche ore, mi sono data alla lettura di "Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?" e lo sto amando così tanto che già l'ho quasi finito. In più è ambientato nelle Faroe e io lo leggo con le lacrimucce pensando a che luogo meraviglioso ho avuto la fortuna di vedere con i miei occhi.

Non riesco più a trovare il video (e non ricordo più di quale social) in cui lo hanno consigliato ma non vedo l'ora di finirlo e recensirlo, lo sto amando così tanto che forse quest'anno non ho avuto tale rivelazione (e sempre di questo periodo anche l'anno scorso lessi "Genìe la matta" ed ero a San Pietroburgo e lo amai tantissimo) e già sto cominciando a regalarlo, sempre con la premessa "Sembra lento, ma tieni duro, piangerai le lacrime di una vita ma nessun libro descrive meglio le emozioni umane, manco un trattato di psicologia".

Quindi se mi state leggendo, fatevi un regalo. È iperborea, quindi un marchio di qualità, fatevi questo regalo.

Oltre all'elenco dei libri che voglio leggere, ho un microelenco dei libri mattone, quelli che tanto mi spaventano che però meritano, e sono:

"Il conte di Montecristo"

"Infinite Jest"

"L'idiota"

I libri lunghissimi mi spaventano, e dopo un po' mi annoiano. Ma adotto una semplice tattica: se non mi prendono o se cominciano ad annoiarmi mi forzo di leggere 20 pagine al giorno, cascasse il mondo.

Quindi il mio nuovo anno sarà improntato sul più studio, più camminate (se non riesco a fare esercizi ma ho la fortuna di avere una bella collina a pochi passi dalla nuova casa), più libri e meno serie (a parte Pluribus che però ho finito e se non sapete cosa fare, fatevi questo regalo e godetevela).

10 luglio 2009

Nuove e vecchie passioni

La casa nuova è uno sballo, e ringrazio di cuore chi ci ha aiutati a portare via la roba dalla nostra vecchia casina. Peccato non avere ancora internet e quindi dover scrivere di corsa nei ritagli di tempo. Dalla nostra terrazza c’è un bel freschino e poche zanzare, finalmente abbiamo un bagno con vasca e finestra e mercoledì ci arriva la lavatrice (ieri ho lavato due panni a mano e ci ho messo molto, molto tempo!). Non appena abbiamo internet a disposizione scriverò qualcosa di più. Ora sto leggendo due piccole guide di Lisbona (nostra meta per le ferie di agosto) e quindi mi è venuta voglia di partire e di vedere tutto.
Mi piacerebbe, ora che abbiamo una casa più grande, avere qualche bestiola. Ho tralaltro scovato un gatto (il gatto siberiano) naturalmente ipoallergenico. Produce poca, pochissima quantità di proteina che causa allergie all’uomo. Inoltre è proprio un bel gattone.
Poi ci sono un po’ di insetti mimetici, foglia e stecco, che non mi dispiacerebbero. Dopo aver messo a posto gli scatoloni potrei cominciare a costruire una bella teca per i futuri insetti e poi chissà, magari un bel Phyllium giganteum, o un Extatosoma tiaratum, o entrambi…

10 giugno 2009

La mia vita equaesolidale

Siamo proprio delle pecore e le elezioni sono il risultato di questo nostro marciare nel gregge.
I nostri valori sono variati: una volta chi lavorava sodo era rispettato, ora solo chi ha soldi e potere e donnine al seguito. Il nostro modello è diventato una sorta di Rocco Siffredi, un po’ più basso e brutto e con molti più soldi. Un uomo che si costruisce la legge attorno a sé, anche la sua banca è costruita intorno a sé (e non intorno a te come vorrebbe farti credere).
A volte andare a votare mi mette male, come si suol dire, mi sembra che il mio voto non valga un grande che. Poi quando, nonostante tutto, vedo che le cose non cambiano, o cambiano in maniera impercettibile, mi fa ancora più incazzare, perché siamo tutti bravi a lamentarci ma quando si tratta di fare l’unica cosa che abbiamo il potere di fare, ovvero votare, le persone fanno scelte devastanti.

Ma parliamo di cose più allegre. Sono diventata una consumatrice equa e solidale, almeno per alcune cose. Abbiamo comprato le noci di sapone e facciamo il bucato con quelle, una volta usate due volte possono poi essere messe nei vasi e concimano felicemente le piantine all’esterno. Presa dalla foga ho deciso di smettere di usare creme comprate in farmacia (quando si da’ un occhio alla composizione chimica di tali creme ci si mette le mani nei capelli). Promosse le creme dell’Erbolario, bocciate Vichy e La Roche-Posay. Dato che costano comunque molto in entrambi i casi, invece che comprare la crema dall’Erbolario siamo andati in un negozietto di roba equaesolidale dove, guardacaso avevano anche le noci del sapone. La cremina per il viso ha un odore gradevole, ingredienti naturali e va piuttosto bene per la mia pelle grassa. La crema contorno occhi è un po’ dura da stendere rispetto a come dovrebbe essere ma è naturale e sembra fare davvero qualcosa (come del resto tutte le creme).
Considerato che uso piccole quantità di crema e che mi durano davvero tanto, anche il costo (identico a parità di quantità di crema rispetto alla Vichy) non è eccessivo. E poi mi sembra di fare qualcosa di buono. E poi la smesso di introdurre roba chimica attraverso la pelle.

La casa nuova sta arrivando velocemente e noi le corriamo incontro. Ieri mi chiedevo se sotto al palazzo ci fossero tutti i bidoni per la raccolta differenziata. Come controllare senza andare fino a lì? Semplice: c’è street view di google maps. Con due click ho appurato che i bidoni sono tutti presenti e anche la mia coscienza ecologica sta meglio.
Per dirla tutta, ho pulito il lavandino con bicarbonato e aceto invece del solito anticalcare. Ho devastato la casa di puzza di aceto ma il naso si è abituato presto e il risultato è stato discreto.
Per concludere lascio la mia canzone del giorno e un paio di foto fatte da Stephen al matrimonio del primo cavaliere e della principessa nera, foto davvero belline!

Canzone del giorno: Back in Black AC/DC


29 aprile 2008

Laureati per un sorriso

Quanti giorni che non scrivo! Tante cose troppe cose successe. Siamo partiti alla volta di Torino io, Roccio, Stpn e la sua donna, loro per beppe grillo, noi per beppe grillo, per la mia famiglia, per la festa organizzatami da MinchiettaUno (grazie minchiettì). Il viaggio sotto il sole, gran caldo, ci abbraccia poi all'arrivo a Torino. Accompagnamo loro in albergo e poi passiamo a salutare mia mamma. Ripigliamo la macchina, guido io per la prima volta la 207, sono quasi terrorizzata ma via, si fa. Del resto non è così un dramma. Si va insieme alla fermata della metro e poi con questa a Porta Nuova. Da lì a piedi fino a piazza San Carlo ma, per quel che mi riguarda, non si sente nulla, oppure si sente poco e male. Ci arrabattiamo per trovare un mio collega con famiglia tra la folla e loro si arrabattano a trovare loro. Facciamo mezz'ora di coda per firmare, poi firmiamo anche contro il nuovo inceneritore che vogliono costruire a Settimo Torinese. Vediamo MinchiettaUno e MinchiettaTre (sua sorella). Oh guarda c'è anche Claude.
Alla fine più che a vedere Beppe si è trattato di un incontro tra noi. Bene, meglio.

Torniamo indietro, portiamo Stpn e la sua donna all'albergo e andiamo da mia mamma, torniamo a riprenderli, poi passiamo da RagnoB, da lei c'è anche Claude, andiamo in culo ai lupi da MinchiettaUno e MinchiettaTre che hanno preparato una cenettina con i fiocchi. Le figure di merda si sprecano in quella stanza: Stpn e Roccio sparano a zero sulla presunta intelligenza delle donnine bionde senza contare che MinchiettaTre è bionda naturale. Appaiono le piccole differenze culturali e sociologiche tra nordisti e sudisti per cui i sudisti prendono subito confidenza e i nordisti amano mantenere le distanze. Io sono un piccolo incrocio, faccio differenza ad aprirmi però accetto gli scherzi a patto che non siano pesanti (tipo se mi danno fuoco posso arrabbiarmi parecchio). Anche nonostante questa piccola parentesi la serata è andata avanti senza troppi problemi e anzi molte sono state le risate di accompagnamento. Sono stati poi tutti davvero carini anche per i pensieri che mi sono stati fatti, eyeliner mac e libro fimo da parte Stpn e Fra. MinchiettaUno mi ha preso un fagiolo da piantare la cui prima foglia porterà scritto "Buon compleanno" e una collana fimo fatta da lei e sorella. La serata si conclude tardi e optiamo per andare a nanna. Il mattino dopo ancora giro per Torino e poi andiamo in stazione dove loro prenderanno il treno e noi torniamo a casa (dopo aver fatto incetta di fimo). La sera si preannuncia parecchio pesante (in senso cibario, ovvio). Tutta famiglia riunita e un po' di caos come al solito. Mia sorella e il suo compagno ci hanno regalato delle posate (non ne avevamo ancora di nostre) mentre Roccio mi fa un sorpresone comprando la pedana Wii fit. E perché mi possiate invidiare un po'...


Tornati a Firenze abbiamo ordinato una pizza e poi siamo andati a nanna un po' morti. Ieri ho preso due ore di permesso dal corso per andare a fare un colloquio all'Osmannoro che secondo me è andato piuttosto bene: ho grandi speranze perché proprio non voglio fare questo lavoro per il quale sto facendo il corso. Ma come al solito, se s'ha da fare, si fa. Senza contare che sempre ieri siamo andati a vedere una casa in vendita accanto a casa del Cinghialo davvero bellina. Il mio unico grande pregio, la trasparenza, mi frega con gli agenti immobiliari. Perché loro capiscono quando una casa mi piace o no. Per me è terribile perché non so contenermi, per loro è fantastico perché capiscono quanto ci possono spennare.
In ogni caso si tratterebbe di trovare 235mila euro e quindi dare via le chiappe sui viali.
E' il caso?
Ci vorrebbe un'eredità da uno zio sconosciuto d'america. Perché queste cose accadono solo nei film?

Oggi Stpn si è laureato, ero molto felice per lui. Ma pensavo, guardando la sua famiglia lì presente, che io in quanto famiglia non sono stata un granché. Non sono andata nemmeno alla laurea di mia sorella, così come non ci sono andati i miei. Non ricordo nemmeno della laurea di mia sorella, forse solo che un giorno è tornata a casa e ci ha detto di essersi diplomata con 110 e lode. Credo.
Sto pensando che forse ero stufa di studiare proprio per questo, perché nemmeno un sorriso giustificava le mie fatiche mentre almeno al lavoro le mie fatiche vengono ricompensate con vile denaro e per questo io sono in tutto e per tutto una meretrice.

07 aprile 2008

Grigliate di Wii

Oh, finalmente abbiamo battezzato la casa nuova con una bella grigliata tra amici (e quelche mia crisi mistica). Carla è un animale con bassa tolleranza allo stress. Carla si stressa a traslocare. Carla sfoga lo stress su Roccio.
Questa è una parte, poi ci sono altre cose, altre piccolezze ingigantite dalle situazioni e da noi stessi. E a volte dire ciò che si pensa davvero non aiuta.
Venerdì sera quindi abbiamo discusso e ci siamo tenuti un po' il muso ancora sabato, ma la serata è stata piacevole e ha lasciato indietro tutte le nostre discussioni.
Roccio è stato davvero delizioso, ha cucinato la salsiccia e le patate e io mi sono occupata degli antipasti e della grigliata di verdure. Sono stati tutti molto carini, ci hanno portato un mazzo di fiori e una scatola di sale che porta bene. Io ho avuto un po' di mal di testa altalenante (va e viene, e va e viene, e va e viene, ecc) che in parte ha influito sulle mie capacità masticatorie e ho mangiato pochissimo. Calcolando che alla fine abbiamo giocato alla Wii e ci siamo stancati come dei caimani allupati nei giorni primaverili australi è come se non avessi ingurgitato nulla.
Così, nonostante la mia estrema diffidenza, mi sono sentita tra amici. Cioè ho sempre considerato gli amici di Roccio anche miei amici ma per la prima volta, complice anche la casa, la nostra nuova vita, ho sentito che erano tutti lì anche per me. E' una bella sensazione sentirsi accettati nonostante le proprie turbe psichiche (non per vantarmi ma sto scoprendo in me nuove paranoie: ad esempio l'allergia a qualsiasi simbolo religioso e a qualsiasi minima costrizione diretta o indiretta). Venerdì sera Roccio salirà a Torino e domenica pomeriggio scenderemo insieme, devo preparare gli scatoloni, sistemare le stanze, fare un check di ciò che vorrei portare (sembra strano ma TUTTO). I libri mi piacciono, mi piacciono proprio, vorrei portarli tutti, dalle cazzate alle cose serie. Il basso, come potrei lasciarlo qui? Domani mi tocca comprare rotoli interi di pluriball per imballarlo.
Oggi sono andata in posta a spedire due cosine e ritirare il mio pacco smashbox. Ora mi mancano due pennellini da trucco e poi sono davvero a posto. Ah: e ho portato tutti i trucchi che ho a Firenze quindi oggi sono pallida come un cencio e struccata come Loredana Bertè dopo l'annuncio a Sanremo che la sua non era una canzone originale.

27 marzo 2008

Ieri sera serata fimo, quanto ho mangiato.

Praticamente stanotte non riuscivo a dormire perché ero ancora in fase digestiva e quindi oggi sto dormendo in piedi. A chi mi chiede qualcosa rispondo sempre Uh?.

Oggi sono in fase scazzata più del solito: i miei colleghi hanno ricevuto la paga e io no, per fortuna domani io e Roccio dormiremo per la prima volta a casa nostra (davanti alla quale non possiamo parcheggiare ma almeno ci possiamo dormire dentro).

Mi ha chiamato un call center di Calenzano (FI). Full time su turni però pagano più di quanto prendo qui e in più mi danno i buoni pasto. Contratto di 6 mesi. Se impazzisco almeno ho il sederone parato. Poi mi cercherò altro.

Vorrei scrivere altro ma mi sto scompisciando ascoltando "Gli atroci": me li ha passati Roccio.

Canzone del giorno: Volevo un taglio semplice Gli Atroci

18 marzo 2008

Di liste da aggiornare

Finalmente ce la faccio a scrivere qualcosa.
In questi giorni ho avuto tanto da fare, anche in pausa. Sto cercando di risolvere ogni cosa prima di partire e lo voglio fare in meno tempo possibile. Ieri mi sono informata per l'asl, per le mie visite specialistiche che voglio continuare a fare qui. Ho spedito un auricolare bluetooth che non funziona più all'SBS (ho perso lo scontrino ma me lo riparano ugualmente, gentilissimi). Quindi sono andata in posta a fare mezz'ora di coda per spedire una bustina.
Poi dovevo inviare un fax per il subentro del contratto telecom, che ora sarà intestato alla mia mamma (per poi disdire e fare adsl+voce con tiscali, questo perché voglio che mia mamma impari a usare skype per videochiamarci e non voglio che paghi più il canone).
Altra cosa da fare, attivare l'internet banking sul suo conto. Se ha bisogno di qualche movimento particolare è possibile farla accedere da web (se con calma ci si mette a imparare).
Insomma un po' di roba.

Domenica sono uscita con RagnoB, era parecchio indietro sulle news. Non sapeva del basso, della rimozione del neo (2 grammi in meno, poco male, li ho ripresi tutti con gli interessi del 10000%). Poi mi ha chiesto della casa, è contenta per me anche se le spiace che vado via. Credo che alcuni rapporti possano rinforzarsi quando uno va via.
Noi ad esempio ci conosciamo dalla prima elementare. In quarta elementare, per motivi familiari, la sua famiglia si sposta in Sicilia. Quindi anche lei.
Da quella quarta elementare fino al 2000 circa ci siamo sentite solo per lettera. Ci si scriveva un sacco e a rileggerle adesso chissà che vita, che diari, che storie.
Poi pensando all'università ha deciso di tornare a Torino, città di cui era rimasta innamorata. Ma tornando ha capito che poi non era sto granché, che un po' le mancava Palermo, città dove ha studiato.
Eppure lei è una che si adatta ovunque e non si è fatta problemi. Ha riallacciato i contatti con me e un'altra compagna di classe con cui credo però non si senta più.
Piano piano e con mille cose che fa ha creato una rete fitta di conoscenze, e ora fa mille cose.
Ora chissà che succede, ritorneremo a scriverci molto probabilmente!
La cosa non mi dispiace, le lettere cartacee mi piacciono molto (ricevo ancora qualche lettera e devo dire che fa piacere selezionarle dallo spam quotidiano della mia buca delle lettere).

Oltre a cancellare voci da una lista rimasta troppo tempo in sospeso mando anche un sacco di email. Ogni giorno mi viene in mente qualcuno che vorrei avvisare della mia partenza. E scrivo.
Ho avvisato addirittura un mio professore delle superiori, abbiamo mantenuto un ottimo rapporto e ogni tanto ci sentiamo via mail. L'ho visto l'ultima volta poco prima di conoscere Roccio, ero andata a trovarlo nella struttura dove ora lavora.
Ha scritto una cosa molto bella e cioè che mi ha sempre stimato e continua a farlo.
Questo attaccamento infantile e quasi paterno verso il professore mi ha ricordato di quanto mi piacerebbe avere mio padre vivo oggi perché veda quanto sono felice. E per riappacificarmi un po' con lui.
Ma questa è un'altra storia.
Ieri Roccio è andato a casa nostra a incollare i nostri nomi sul campanello. Manca davvero poco.

P.s. abbiamo comprato l'ultimo libro di Remo Bassini. Forse nessuno se lo ricorda ma tempo fa mi aveva offerto un lavoro di grafica nella sua piccola testata giornalistica locale. Però sarei dovuta recarmi ogni giorno a Vercelli ed era davvero lunghissima, peccato. Era un lavoro che mi piaceva. Scopro così che sto comprando solo libri sulla morte. Sto leggendo un libro che si intitola Un lavoro sporco. Abbiamo comprato questo di Remo Bassini intitolato La donna che parlava con i morti e poi un libro intitolato Le intermittenze della morte. Vanno ad aggiungersi alla mia bellissima Antropologia della morte, testo infinito che ogni tanto apro senza mai davvero leggerlo.
Sapevo di essere un po' macabra ma così è troppo.

Canzone del giorno: Beautiful Stranger Madonna

12 marzo 2008

L'odissea delle nuove dimissioni

Ragazzi, forse non lo sapevate, ma adesso dimettersi è diventato più difficile che trovare lavoro.
Prima c'era la letterina. Ognuno la scriveva come gli pareva, magari ci faceva due cuori sopra. I più romantici la cospargevano di profumo, i più malinconici ci piangevano sopra, i feliciperchémenevado scrivevano insulti al datore di lavoro con inchiostro simpatico.

Ora non più, niente lettere corredate di fiorellini o insulti.
Ora ci pensano direttamente delle strutture che fanno da intermediario.

Comuni, centri per l'impiego e simili sono i fortunati vincitori dell'asta.
Ora esiste una procedura per le dimissioni volontarie. Incredibile come l'Italia riesca a mettere burocrazia dove non c'era, a rendere difficili cose prima semplicisissime, a complicare il Belpaese.

Per dare le dimissioni bisogna andare al centro per l'impiego (e prendere un permesso per farlo! Dato che hanno orari fortunatissimi, almeno per loro che ci lavorano), compilare il modulo informatico e farselo validare. Tornare al lavoro e dare il modulo, compilato e verificato al datore entro 15 giorni. Se no le dimissioni non sono valide.
Mi informo e scrivo al centro per l'impiego più vicino casa. La tizia, tra uno sbuffo e l'altro, mi dice che devo prendere appuntamento via mail.
Scrivo una mail e chiedo di poter prendere appuntamento. Mi rispondono di chiedere a un altro centro per l'impiego, che loro sono pieni fino al 20 marzo. Scrivo all'altro centro per l'impiego dove mi dicono che sono liberi e posso andare quando voglio (ovvero negli orari di apertura).
Dopo due giorni finalmente riesco a dimettermi infatti domani andrò al centro per l'impiego. Oggi parlo con i miei due capi (sono dipendente di un'azienda di Milano ma lavoro qui a Torino e oggi sono presenti entrambi i boss).

Il mio collega qui accanto mi riferisce che proprio quel centro per l'impiego è vicino casa sua però già quando ci passa lui è pieno di gente (lui passa di lì per le 8,15 credo) anche se aprono alle 9.
Sarà una mattinata devastante.

Roccio in queste sere va a pulire la casa e a togliere di mezzo un po' di cose della proprietaria. Sabato facciamo un salto da Ikea e controlliamo tende, mobili per il bagno, ecc ecc.
Io, presa dalla makeup mania, stasera mi sa che faccio un salto in centro a scovare prodotti ARTDECO e Make Up For Ever.

03 marzo 2008

Roma è...

In un'altra occasione avrei forse detto che la nostra gita a Roma è stata dettata dalla sfiga: venerdì e sabato ha fatto nuvoloso e ha piovigginato, domenica quando dovevamo partire era tornato il sole, ho avuto una lieve influenza intestinale ecc ecc. Non posso dirlo per varie ragioni.
In primis eravamo noi. Noi che abbiamo fatto la nostra prima vacanzina insieme, anche se solo per due giorni, anche se a Roma, dietro casa. Poi proprio venerdì ci hanno dato la notiziona: abbiamo casa (habemus casa, dato che siamo passati per San Pietro).
Ci hanno chiamati proprio mentre facevamo le foto di rito alla fontana di Trevi. Che dire! Felicità!

Roma è felicità alla fontana di Trevi quando l'agente immobiliare ti chiama per dire che finalmente avete tetto!
Roma è grandiosità ai fori imperiali e sotto il colosseo.
Roma è coatta e burina e buffa quando il finto centurione tutto tatuato dice Lèvate dar cazzo alla macchina di passaggio.
Roma è incredibilmente romantica perché siamo Noi.
Roma è terribilmente religiosa, davanti alle tombe dei papi.
Roma è antica e moderna.
Roma è bellissima.

Soprattutto perché a Roma c'è un monomarca MAC (e non Macintosh). Sappiate che ho fatto la pazzia di comprare due ombretti MAC che sono quasi una giornata di lavoro (e la tizia voleva ancora vendermi roba!).
Scriverò un post più lungo corredato da foto non appena riesco. Per ora beccatevi il ghigno malefico di chi finalmente inizia una vita di condivisione con la persona che ama. Tiè.

27 febbraio 2008

Ma i capelli color prugna fanno cacare?

La frase della giornata di oggi è: ho i capelli color prugna, infatti fanno cacare.
Presa dalla disperazione dei capelli rossi che ormai non sopportavo più, mi sono fatta i capelli di un colore chiamato "viola prestige". In verità è un prugna un po' più scuro, quasi nero-viola. Per non sbagliare ho preso due confezioni, comincio ad avere i capelli lunghini. Solo che ieri sera ero stanca e farmi la tinta diventa sempre più lungo. Quando il colore è scuro poi riesco a macchiare tutto, vasca da bagno, lavandino, a volte anche il pavimento e c'è da pulire. Insomma, usando due confezioni sono riuscita a lasciare qualche macchia arancione sui capelli, residuo del vecchio colore, e ora sono un po' leopardata.
La prossima volta andrò dal parrucchiere per quanto mi scocci.
Domani sera parto! Dopodomani andiamo a Roma e stasera avrò da fare mille cose. Quindi salto la mia visita dal dottore, dovevo andarci perché è una settimana che mi sveglio con un mal di testa atroce che va via a metà mattina e torna la sera (a tormentarmi). Poi ricomincia il ciclo, al mattimo mal di testa, a metà mattina va via, ecc ecc.

Ieri sera il mio Roccio (insieme al cinghialo Cosimino) è arrivato al terzo posto del torneo di calcio balilla tenuto alla casa del popolo dove pranza quando è al lavoro. Ha vinto una bottiglia di vino e un salamone che inaugureremo nella nostra casina se, toccando ferro, diventa nostra. Venerdì sapremo qualcosa: intanto Roccio è sommerso dalle questioni burocratiche dovute all'affitto.

Ho detto a mia mamma che abbiamo trovato casa: è stata zitta per 5 minuti. Pensavo peggio. Di solito non mi parla per giorni quando si offende.

Canzone del giorno: Du Hast Rammstein

25 febbraio 2008

Sweet Home

Non ci posso credere, abbiamo trovato una casa(in affitto). A un prezzo decente, per essere Firenze, ma soprattutto bellina. Con contratto annuale così possiamo anche cercarne una da comprare, se la troviamo! Chiamatela poi come volete: buco? nido? tetto?
Quel che è ci piace e vogliamo prenderla. La sorte di questo evento verrà decisa anche da un'altra coppia che corre per lo stesso titolo. Il titolo si chiama convivenza.
E' ovvio che un po' di cose sono cambiate. Il colloquio che dovevo fare non mi interessa più e ora, dopo il saltellamento iniziale (sembro un tamagotchi. A proposito, il nostro tamagotchi Adso ha figliato, ha fatto una bella tamagotcha che abbiamo chiamato Besta perché Bestia non ci stava e ora è qui grassa pallata che rotola perché non riesce a saltare), penso a tutte le cose burocratiche che vanno sbrigate. Lavoro, contratti, volture, ecc.
Pensare che in questo momento l'ultima cosa a cui riesco a pensare è il fatto che qui non paghino.
Stasera Roccio andrà a vedere se riusciamo a bloccarla. Piuttosto compiamo atti terroristici nei confronti dell'altra coppia che, vera o no, sta minando i nostri progetti da famiglia mulinobianco.
Sabato sera siamo andati alla Flog. Oltre al fatto che alla chitarra c'era il sosia di Rocco Siffredi, il cantante era un fighetto immobile che faceva musica.. musica.. Oddio musica. Faceva. Boh?
Comunque qualche pazzo sapeva i testi delle sue canzoni e cantava. Cantava.. Parlava. Insomma muoveva le labbra a temop e ritmo del cantante. Cantante.. bhe.. insomma avete capito.

Meno male che poi è arrivato DJ Ariel che ha messo su un po' di rock. Come mai poi lui si chiami come la sirenetta mi è ignoto. Abbiamo ballato e ci siamo scatenati, la Fra è stata docciata con la birra e io ho ripensato a tagliarmi i capelli. Rotearli a suon di metallo è divertente e con i capelli corti non potrei mai farlo!

Vorrei mettere un'immagine aerea della casina ma sono scaramantica e finché non sappiamo...

P.S. La foto fatta alla flog è diventata lo sfondo del Desktop del pc di lavoro. Così non sembro l'unica pazza al mondo.

08 ottobre 2007

Questa nuvolosa giornata non può spazzare via un weekend di sole. Sì, lo so, oggi c'è il sole. Ma qui è sempre nebbia!
Sabato siamo andati a vedere una casa, anzi due. Erano attaccate perché prima facevano parte dello stesso appartamento che è stato poi diviso, appunto, in questi due.
Il palazzo fa angolo, e l'appartamento (parlo di quello intero e non ancora diviso) sta per metà su una via tranquilla e per metà sopra una ferrovia. Posso dire in tutta tranquillità che il treno passa quasi sotto casa. Così tanto che si può giocare a tirare gli sputacchi ai treni che passano.
La cucina del primo appartamento da' sulla via tranquilla, mentre la camera da letto da' sulla ferrovia e il bagno è senza finestra. Il secondo appartamento da' esclusivamente sulla ferrovia ma il bagno ha la finestra. Nonostante il treno, il secondo appartamento ci piace, e vista la nostra propositività siamo convinti a vedere altri appartamenti. Sto mandando email a tutto spiano alle agenzie per prendere altri appuntamenti, solo che spesso loro non rispondono via mail e li capisco. Devono parlare, contrattare, ecc ecc. Ma io al telefono non posso, almeno in orario di lavoro. Rivelerei il mio piano diabolico e segretissimo ovvero stare qui finché resisto, prendere un po' di soldini e poi fuggire via lasciando una scia di falsi sogni e speranze spezzate.
Lo so, avevo promesso di non parlare più di lavoro, ma rivelo solo una piccola chicca a una serie di disgraziati eventi capitati proprio qui. Oggi, ho deciso, è il "contratto day", ovvero il giorno in cui vado dal capo e rompo i coglioni per sapere quando mi farà firmare il contratto. Direi che è una scelta sensata al primo giorno della quarta settimana. Così vado dal mio capo partenopeo, mi siedo e tuono (ma un po' timidamente) informazioni sul suddetto foglio di carta. Lui gnorreggia "Ma non lo aveva già firmato?". Eccolo, lo sapevo. Casca dal pero. Mi dice "Ha ragione, m'aggio scurdato". L'esilarante risultato di questa commedia napoletana è che devo ricordargli io del mio contratto. Io rifarei un altro V-Day: ma solo qui dentro.