02 gennaio 2026

Nella carne David Szalay

 

Nella carneNella carne by David Szalay
My rating: 4 of 5 stars

Quando ho cominciato a leggerlo, un po' mi è venuto in mente (quel piccolo capolavoro che è) Stoner. Ma più proseguivo nella lettura e più era chiaro che l'unica cosa che avessero in comune i due testi, era la storia di una vita. Una vita ordinaria, quella di Stoner, in cui ti immedesimi e che ti finisce a suon di lacrimoni, una vita meno ordinaria ma anche sicuramente meno consapevole quella di István che sembra far fatica ad accettare di prendere una decisione. Sembra che per buona parte del libro lui non faccia scelte consapevoli. Sembra che si lasci trascinare nel flusso delle altre persone. Ma nonostante tutto non possiamo non immedesimarci, non volergli bene anche quando la strada intrapresa sia moralmente discutibile. Tifiamo per lui, per i suoi progetti, piangiamo con lui per le sue perdite. È sicuramente un libro da leggere, probabilmente da regalare. Ma non sono certa lo rileggerei.


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Sono stata molto assente ma sono successe cose carine.

Intanto ho lasciato la mia amata casina. Farò un post ad hoc sulle mie avventure con gli agenti immobiliari perché secondo me merita. Ma ho preso una casa molto più grande a Chivasso, e la ragione è semplice. Il mio Cliff verrà su nella ridente Piemonte e volevamo un posticino un po' fuori dal traffico cittadino, ma comodo coi mezzi (sono molto vicina alla stazione). Il trasloco è stata un'altra avventura degna di nota ma anche questa forse merita un capitolo a parte. Al momento quindi sono in una grande (per me, per lo meno, che non vivevo in un posto così grande da quando stavo a Cömo) casa, fredda, da imbiancare, e mezza ammobiliata (con una cucina usata comprata dai traslocatori e quei pochi mobili che avevo nella vecchia casina).

La ricerca della casa e il trasloco hanno occupato ogni mia risorsa, di tempo e mentale, tanto che ho dovuto lasciare gli esercizi e la dieta, ora non so che dire se non che i pantaloni più larghi che avevo mi entrano a malapena e voglio solo trasformarmi in capitan tuta.

Con la promessa di recuperare (tra tapis roulant e pesi) ho però ricominciato a leggere. Per non perdermi ho fatto una lista dei libri che vorrei leggere, in ordine di lettura, e mi sono ripromessa di non guardare altro finché non finisco questi. Ma sarà dura.

Dopo aver letto "Nella carne" e l'ultimo di Zerocalcare, "Nel nido dei serpenti" in poche ore, mi sono data alla lettura di "Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?" e lo sto amando così tanto che già l'ho quasi finito. In più è ambientato nelle Faroe e io lo leggo con le lacrimucce pensando a che luogo meraviglioso ho avuto la fortuna di vedere con i miei occhi.

Non riesco più a trovare il video (e non ricordo più di quale social) in cui lo hanno consigliato ma non vedo l'ora di finirlo e recensirlo, lo sto amando così tanto che forse quest'anno non ho avuto tale rivelazione (e sempre di questo periodo anche l'anno scorso lessi "Genìe la matta" ed ero a San Pietroburgo e lo amai tantissimo) e già sto cominciando a regalarlo, sempre con la premessa "Sembra lento, ma tieni duro, piangerai le lacrime di una vita ma nessun libro descrive meglio le emozioni umane, manco un trattato di psicologia".

Quindi se mi state leggendo, fatevi un regalo. È iperborea, quindi un marchio di qualità, fatevi questo regalo.

Oltre all'elenco dei libri che voglio leggere, ho un microelenco dei libri mattone, quelli che tanto mi spaventano che però meritano, e sono:

"Il conte di Montecristo"

"Infinite Jest"

"L'idiota"

I libri lunghissimi mi spaventano, e dopo un po' mi annoiano. Ma adotto una semplice tattica: se non mi prendono o se cominciano ad annoiarmi mi forzo di leggere 20 pagine al giorno, cascasse il mondo.

Quindi il mio nuovo anno sarà improntato sul più studio, più camminate (se non riesco a fare esercizi ma ho la fortuna di avere una bella collina a pochi passi dalla nuova casa), più libri e meno serie (a parte Pluribus che però ho finito e se non sapete cosa fare, fatevi questo regalo e godetevela).

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