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08 febbraio 2021

Minuti scritti - esercizio 5: tre parole per una storia

 Formate una breve frase che dica qualcosa di sensato e contenga queste tre parole: 

            cavatappi, mucca, poliziotto

Ci mise poco tempo il saggio poliziotto a esprimere la sua versione dei fatti: il cavatappi usato nell'omicidio era stato ingoiato dalla mucca a chiazze.

Seconda parte:

formate una breve frase che abbia senso, che sia interessante o divertente e che contenga queste tre parole

            vite, mina, sale 

Nuova canzone della celeberrima cantante Mina: Sale la vite (e presto berremo)


10 giugno 2020

Minuti scritti - esercizio 4: e se io non fossi io?

Descrivere cosa c'è attorno a me prima come se fossi un bambino di 5 anni, poi come se fossi un monaco medievale catapultato qui dal 13esimo secolo. Dare un titolo a entrambi i racconti (tempo, 15 minuti).
(tempo di lettura: 2 min)

La stanza dei giochi fragili.
Vedo un divano enorme e morbidissimo, ci hanno sicuramente saltato sopra, si vede dalla forma, lo riconosco. Ci sono sedie bianche altissime, vorrei arrampicarmici anche per il tubo arancione di patatine che c'è sul tavolo alto alto. Lì vicino e davanti al divano per saltare c'è un tavolo basso basso, sembra il figlio del tavolo alto alto. La cosa più bella però è la volpe bianca gigante spigolosa, è certamente il guardiano della stanza. Non ha gli occhi ma sembra buona. Se l'accarezzo, morde? E poi attaccate al muro ci sono due chitarre, una grossa grossa più grande di me, l'altra piccola piccola che sembra proprio fatta per me. Davanti alle chitarre e appoggiato a una grossa scatola di legno c'è un dinosauro fatto con i Lego, bellissimo, di quelli che quando vado al negozio di giocattoli mamma e papà non vogliono comprarmi perché dicono che è troppo difficile per me. Davanti al divano e vicino alle chitarre c'è una TV gigante! La stanza è bella, colorata, piena di giocattoli che però ho paura di rompere.

Il piccolo maniero.
Mi portano quindi in questo loco, piccolo e caldo, così caldo che le mie vesti sembrano prendere foco.

Qui presente noto immediatamente una piastra nera di metallo lucido attaccata al muro, fosse stato uno specchio sarebbe stato ben più riflettente quindi non so cosa sia. E una sorta di lunga sedia imbottita come un lungo trono del colore di un cielo piovoso di maggio.
Seduta a terra un animale finto bianco, un cane il quale compito mi è ignoto.

Bottiglie vuote riempite con fili d'argento decorano delle piccole casse di legno che paiono bare.
Che maledizione è questa? Dove sono capitato?
Un macabro teschio d'uccello a ornamento di una delle due bare, pitture strane attaccate alle pareti ma nessun crocifisso a indicare la via. Questo luogo è maledetto, come maledette le finte bestie che mi osservano da ogni angolo. E' questo, dunque, l'inferno?


27 maggio 2020

Minuti scritti - esercizio 3. Che cos'altro può succedere?

Tempo di lettura: 1.33 minuti

Che cosa succederebbe se i denti degli esseri umani cadessero ogni autunno e ricrescessero ogni primavera? Elencate tutte le conseguenze che vi vengono in mente.
  • I dentisti non esisterebbero, basterebbe un medico che curi i sintomi in attesa della primavera successiva.
  • Poche persone userebbero gli spazzolini, forse solo per l'alito ma non per l'igiene dentale.
  • La caduta dei denti dei bambini non sarebbe più festeggiata. Niente più soldi sotto al cuscino.
  • Non potendo contenere la caduta, che avverrebbe in ogni luogo, le strade sarebbero piene di dentini scricchiolanti e invece di organizzare passeggiate nei viali pieni di foglie secche autunnali, ci sarebbero passeggiate dentali, con i denti che scriocchiolano sotto i piedi.
  • Il cibo sarebbe stagionale, solido d'estate e liquido d'inverno.
  • I complottisti, ritenendo questo un complotto dei potenti dei denti, protesterebbero vivamente cercando di incollarsi i denti che cadono.
  • I paradenti non esisterebbero. Molti combattimenti sarebbero programmati solo in inverno.
  • Esisterebbero diversi modelli di dentiere in vendita, dalle extralusso a quelle usa e getta o stagionali per i meno abbienti.
  • Chi non può permetterselo non indosserebbe dentiere, ma potrebbero esistere ospedali o strutture apposite che ne confezionerebbero e "installerebbero".
  • Esisterebbe un esercizio di scrittura intitolato "Che cosa succerebbe se i denti degli esseri umani non cadessero ogni autunno?".
  • Le diete sarebbero obbligatoriamente invernali in quanto difficile ingrassare col cibo liquido. Anzi, l'obesità sarebbe un metro di ricchezza in quanto solo i più abbienti potrebbero permettersi dentiere buone per mangiare cibi solidi.
  • Esisterebbe un mercato di denti caduti "ancora buoni" e la mafia ci sguazzerebbe dentro.
  • Niente più torroni a Natale.
  • Non esisterebbe l'espressione "battere i denti dal freddo" che sarebbe sostituita da "battere le gengive dal freddo" o "tremolìo di dentiere dal freddo".


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Le prime categorie identificate per distinguere tra le diverse attitudini creative sono quattro:
  1. fluidità: quanto si è scritto
  2. flessibilità: la quantità di campi diversi coinvolti nelle risposte
  3. originalità: quante risposte poco ricorrenti sono state date?
  4. elaborazione: quanto dettagliate sono le risposte?

24 maggio 2020

Minuti scritti - esercizio 2. Che cosa vedete quando guardate?

Non ho avuto una famiglia molto affettuosa.
Quando osservo un'immagine in cui è presente del cibo (soprattutto se si evince che è stato cucinato) penso sempre a una coccola. È così che funzionava a casa. Non c'erano abbracci, o baci, o tenerezze, o premure fisiche. Tutto era correlato al cibo. Questa immagine in me evoca non solo l'idea di una famiglia che si prende cura di un pullo fornendogli del cibo in modo meccanico, è una vera e propria coccola.
Mia madre cucinava tanto, e lo fa tuttora.
Se c'è una riunione familiare la tavola è sempre piena di cibi di ogni tipo. C'è la cucina vegetariana per mia sorella che non mangia carne, le patatine fritte per i nipoti, l'arrosto per il genero, bevande di ogni tipo all'occorrenza.
Questa immagine è ciò che non ho mai visto da piccola. A tavola tutti insieme a prenderci cura l'uno dell'altro.
Ma ora, che mio padre non c'è più da tempo e mia mamma continua a cucinare, so che se c'è qualcosa che non va, e senza che lei faccia domande di alcun tipo posso dire ciò che segue sapendo che sarò capita:
"Farai la pizza quando arrivo?".
Posso chiedere una torta, o un piatto particolare, consapevole del fatto che dirà in questo modo che mi vuole bene, anche se non lo abbiamo mai espresso a parole.
Troverò in tavola il suo affetto.

E dell'affettato.


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I bias cognitivi sono meravigliosi, peccato non averlo capito prima. Guardando l'immagine dei genitori di un volatile imboccare un piccolo pullo non ho osservato bene. E mi sono lasciata prendere dal classico stereotipo del prendersi cura dell'altro, della tenerezza riferita a un'immagine che invece non è propriamente tenera.

Guardandola meglio si nota che il pullo è grande quanto i genitori e che ha un piumaggio diverso (cosa normale nei pulli ma qusto sembra un po' cresciuto). È infatti un cuculo, specie parassita che ha ucciso i veri occupanti del nido e si è sostituito a loro, facendosi imboccare fino a che non raggiunge l'età adulta per lasciare il nido.

Sconcertante.

Fonte: https://rivistanatura.com/lopportunismo-del-cuculo-luccello-parassita/ - foto di Maurizio Bonora


10 maggio 2020

Minuti scritti - esercizio 1. Facile come bere un bicchiere d'acqua.

Non è molto difficile. So che non sai cosa è un bicchiere e cosa è l'acqua. Lascia che ti aiuti. Il bicchiere è un contenitore cavo, ha una base circolare, in genere, e si sviluppa in alto come un cilindro cavo ma aperto sul bordo superiore. Il bordo superiore è sottile ma non tagliente. Può essere fatto di materiali diversi, in genere è di ventro ma anche di plastica. Può avere mille forme ma quella descritta è la più comune. Non è molto grande il diametro inferiore  sarà circa una decina di cm o anche meno, e il cilindro è alto anch'esso 10-15 centrimetri. Può essere trasparente o no. L'importante è che sia solido, perché se fosse troppo morbido non potrebbe contenere nulla, e che non si sciolga con i liquidi sempre per il motivo di cui sopra.
L'acqua è un liquido trasparente ed è la base della vita. Serve a dissetarsi. Ora l'acqua la puoi trovare comodamente, basterebbe aprire un rubinetto, che spero tu sappia cosa sia. O se apri il frigo, quell'oggetto enorme parallepipoidale che si trova in ogni cucina e che serve a fare fresco, potrati trovare delle bottiglie di plastica con dentro l'acqua. Le bottiglie sono cilindri (con forma diversa dal bicchiere ma sembrano comunque dei cilindri, possono avere anche base quadrata e non essere lisce) sempre trasparenti con liquido trasparente all'interno. Ecco, quella è acqua. Puoi aprire la bottiglia svitando il tappo (di solito non è trasparente e si trova in alto) e inclinando piano piano la bottiglia affinché il liquido venga versato dentro il bicchiere. Una volta introdotta l'acqua dentro il bicchiere ecco cosa devi fare. L'acqua dovrà arrivare poco più sotto del bordo, direi un paio di centrimetri. A quel punto porti il bicchiere vicino al viso tenendolo sempre in verticale e appoggi il labbro superiore sulla superficie interna del cilindo aperto e quello inferiore sul bordo esterno. Pronto? Bene. Ora inclini piano piano il bicchiere, pianissimo, verso di te, finché l'acqua non sfiora le tue labbra. Piacevole, vero? A quel punto apri leggermente le labbra in modo che il liquido possa scorrere all'interno della tua bocca. È fresco e non ha sapore.
Se hai ancora sete puoi versarti altra acqua nel bicchiere.
Questo è quanto.


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Un appunto aggiuntivo consiste nell'immaginare la scena, a chi ci stiamo rivolgendo? L'ho fatto anche se non si percepisce. Parlo a un alieno, l'esercizio è descrivere un bicchiere d'acqua a chi non sa cosa è un bicchiere e cosa è l'acqua.
Chissà perché ho immaginato un alieno nella mia cucina, volevo che imparasse da sé a versarsi l'acqua e a berla anche se ho dato per scontato che sapesse cosa è un rubinetto ma non avrei avuto molto tempo per descriverlo (avevo in tutto 10 minuti di tempo). Immaginare una scena lascia che tutto venga naturalmente da sé, immaginare chi, dove, cosa, come, quando.
Devo ricordarmelo le prossime volte.