Non ricordo più da quanto non scrivo, non ricordo più in generale. Mi sento soffocata sotto un macigno da cui non riesco ad uscire. E se ce la faccio ho tempo solo di tirare un lieve respiro prima di tornare di nuovo in apnea.
Sto passando nuovamente un periodo orrendo al lavoro. Mi sento spenta, vivo in un mondo parallelo, a volte fisso il vuoto e poi mi rendo conto che il telefono squilla, e squilla, e squilla.
Ho tempo per un paio di amici, per Fry, per le mie cose. Solo alcune cose. E basta.
Lo scorso weekend con Chiarina, una sera fantastica (diobenedicagliamici) questo weekend a Entomodena (vivagliamicidellepiantecarnivore). Ho visto un ragazzone conosciuto ormai 10 anni fa, appena cominciato a coltivare, a breve papà, uno dei coltivatori migliori d'Italia. Non lo avrei mai detto ma l'ho visto così sereno che un po' l'ho invidiato. Io non mi vedo mamma da qui a un milione di anni (e che nessuno si azzardi a mettere di mezzo la natura delle cose che me lo sbrano).
Da Entomodena sono venuti via con noi: tre Extatosoma tiaratum (generoso dono del mio "socio" in affari entomologici), un Phyllium philippines, sei larve di Chlorocala africana oertzeni, una formica regina di Lasius emarginatus e un pezzo di rizoma di una Sarracenia divisa lì per lì dai miei amici carnivorofili. Ho passato una bellissima giornata, mi sono ricordata perché mi ero tanto unita a quel gruppo, perché non è solo di piante carnivore ma è proprio il fascino della natura, la curiosità per la margheritina sbocciata, l'amore per le forme di vita (anche gli insetti). E ora sono stanc;, di essere rientrata al lavoro, di fare tutto di corsa, svegliarmi 5 minuti prima per bagnare le piante, controllare gli insetti, dare la pappa a Maya e sapere di cominciare ogni giorno così fino al prossimo weekend sperando di non dover lavorare quel sabato...
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15 aprile 2013
27 marzo 2013
Sweet hawk
Sono passate due settimane e sono capitate tante cose:
in primis, e finalmente, ho cominciato un corso di falconeria. Il corso è di avvicinamento (perché come spiegano anche i falconieri che ci tengono il corso, alla fine di queste tre lezioni non saremo in grado di tenere un falco ma se vogliamo continuare, possiamo fare un anno di affiancamento con un falconiere e solo dopo pensare di prendere un falco), sono 3 lezioni e durano una domenica l'una.
Costo? Elevato. Per la prima lezione abbiamo pagato 120 a testa (la seconda verrà 100 euro e la terza ancora non sappiamo).
Forse non vi ricordate ma i primi post riguardanti la falconeria risalgono al 2007. Vivevo ancora a Torino, ero a una fiera di piante a tenere un banchetto dell'AIPC (Associazione Italiana Piante Carnivore) - la "Tre giorni per il giardino" e pubblicai questa foto:
Essì, quella poiana di Harris mi aveva rubato il cuore.
Mi sono informata per un po' ma non trovando un corso decente ho lasciato perdere. Finché non mi contattano questi ragazzi di Treviso. Avevo fatto la preiscrizione ai loro corsi un paio di anni fa, ma stavano traslocando e non avevano una nuova sede per i corsi e mi avevano annunciato che mi avrebbero fatto sapere.
Quindi ricevere la mail è stata un'emozione. Ovviamente ci sarei andata. Fry è voluto venire anche lui, peccato che ci siamo organizzati male e per andare a Villorba (TV) siamo partiti quel mattino stesso. Il corso durava dalle 8.30 alle 18.30, e siamo partiti prestissimo calcolando due orette circa di viaggio e una piccola pausa per la colazione.
E' stata dura, ma una stupenda giornata. La cosa terribile, per me che sono sempre stata assolutissimamente conto, è avere una nuova visuale della caccia. Molti vanno a caccia col falco. Ovviamente senza fucile.
Io non ci andrei, ovviamente, ma se il falco caccia qualcosa glielo lascerei mangiare.
E, d'altro canto, capisco che la caccia con il falco non è quella devastante che viene praticata a suon di colpi di fucile. Lo stesso ragazzo che ci teneva il corso, che lavora nella polizia - municipale o no, non ho capito - ci ha raccontato di aver fermato un cacciatore e di avergli fatto aprire il bagagliaio e di averci trovato un numero imprecisato di lepri, molte più di quelle che un cacciatore potrebbe cacciare. E che molti cacciatori sparano ai falchi (fauna protetta) perché rubano loro le prede.
In poche ore ho capito chi tra noi era un cacciatore o un appassionato. E tra i cacciatori chi era di quelli stronzi arraffa arraffa uccidi uccidi e chi seguiva le regole.
Devastante no?
La giornata ha previsto anche il richiamo al pugno di Deva, dolcissima poiana di Harris e la conoscenza di Penelope, un Gyrsacro (ibrido tra Gyrfalco e Sacro) che ha dato davvero spettacolo al logoro.
Troppe sarebbero le cose da raccontare. Vi lascio però ad alcune foto e se volete, potete vedere l'album completo qui.
Sono tornata stanca, ma felice. Voglio completare il mio percorso seguendo anche per un anno un falconiere, se necessario. Chissà magari un giorno potrò prendermi un falco, o un rapace notturno, e non voglio farmi cogliere impreparata.
I have new passion.
Canzone del giorno: Ma non ho più la mia città Gerardina Trovato
in primis, e finalmente, ho cominciato un corso di falconeria. Il corso è di avvicinamento (perché come spiegano anche i falconieri che ci tengono il corso, alla fine di queste tre lezioni non saremo in grado di tenere un falco ma se vogliamo continuare, possiamo fare un anno di affiancamento con un falconiere e solo dopo pensare di prendere un falco), sono 3 lezioni e durano una domenica l'una.
Costo? Elevato. Per la prima lezione abbiamo pagato 120 a testa (la seconda verrà 100 euro e la terza ancora non sappiamo).
Forse non vi ricordate ma i primi post riguardanti la falconeria risalgono al 2007. Vivevo ancora a Torino, ero a una fiera di piante a tenere un banchetto dell'AIPC (Associazione Italiana Piante Carnivore) - la "Tre giorni per il giardino" e pubblicai questa foto:
Essì, quella poiana di Harris mi aveva rubato il cuore.
Mi sono informata per un po' ma non trovando un corso decente ho lasciato perdere. Finché non mi contattano questi ragazzi di Treviso. Avevo fatto la preiscrizione ai loro corsi un paio di anni fa, ma stavano traslocando e non avevano una nuova sede per i corsi e mi avevano annunciato che mi avrebbero fatto sapere.
Quindi ricevere la mail è stata un'emozione. Ovviamente ci sarei andata. Fry è voluto venire anche lui, peccato che ci siamo organizzati male e per andare a Villorba (TV) siamo partiti quel mattino stesso. Il corso durava dalle 8.30 alle 18.30, e siamo partiti prestissimo calcolando due orette circa di viaggio e una piccola pausa per la colazione.
E' stata dura, ma una stupenda giornata. La cosa terribile, per me che sono sempre stata assolutissimamente conto, è avere una nuova visuale della caccia. Molti vanno a caccia col falco. Ovviamente senza fucile.
Io non ci andrei, ovviamente, ma se il falco caccia qualcosa glielo lascerei mangiare.
E, d'altro canto, capisco che la caccia con il falco non è quella devastante che viene praticata a suon di colpi di fucile. Lo stesso ragazzo che ci teneva il corso, che lavora nella polizia - municipale o no, non ho capito - ci ha raccontato di aver fermato un cacciatore e di avergli fatto aprire il bagagliaio e di averci trovato un numero imprecisato di lepri, molte più di quelle che un cacciatore potrebbe cacciare. E che molti cacciatori sparano ai falchi (fauna protetta) perché rubano loro le prede.
In poche ore ho capito chi tra noi era un cacciatore o un appassionato. E tra i cacciatori chi era di quelli stronzi arraffa arraffa uccidi uccidi e chi seguiva le regole.
Devastante no?
La giornata ha previsto anche il richiamo al pugno di Deva, dolcissima poiana di Harris e la conoscenza di Penelope, un Gyrsacro (ibrido tra Gyrfalco e Sacro) che ha dato davvero spettacolo al logoro.
Troppe sarebbero le cose da raccontare. Vi lascio però ad alcune foto e se volete, potete vedere l'album completo qui.
Sono tornata stanca, ma felice. Voglio completare il mio percorso seguendo anche per un anno un falconiere, se necessario. Chissà magari un giorno potrò prendermi un falco, o un rapace notturno, e non voglio farmi cogliere impreparata.
I have new passion.
Canzone del giorno: Ma non ho più la mia città Gerardina Trovato
13 dicembre 2012
Ho una nuovissima scimmia...
... che spero passi presto.
http://www.killerinktattoo.it/products/kit-da-tatuaggio/kit-da-tatuaggio-professionale-i-apprendista/
Chi mi fa da cavia?
http://www.killerinktattoo.it/products/kit-da-tatuaggio/kit-da-tatuaggio-professionale-i-apprendista/
Chi mi fa da cavia?
04 dicembre 2012
Da questa lista delle scimmie non portate a termine posso depennare alcune cose:
E ovviamente la canzone di oggi non può essere altro che:
La follia della donna Elio e Le Storie Tese
Che io mi sia rasata lo sapete, che sia stata viola pure. Sabato però ho fatto i miei primi due tatuaggi, a breve un racconto del bellissimo weekend passato a Torino, del tatuaggio fatto sabato mattina (di tatuaggi ne parlo sempre e un po' ovunque ma era arrivata proprio l'ora). E sono davvero contenta. E' come le mie cicatrici, però cercata, voluta, pensata.
- L'acquisto di un paio di scarpe alla schiava con tacco molto molto alto;
- L'apertura di uno studio fotografico (mancanza di soldi);
- L'avvio di un allevamento di bachi da seta (scimmia durata molto tempo);
- L'acquisto di un serpente insettivoro (scimmia durata una settimana a cui ho rinunciato per la difficoltà a reperire gli animali che spesso sono di cattura e deboli, e comunque difficili da far sopravvivere);
Il tatuaggio (sono terrorizzata dal dolore);Rasarmi a zero (scimmia che va e che viene, più o meno ogni mese);Tingermi i capelli di viola (idem come sopra);- Scrivere un libro (eccola! la banalità viene fuori prima o poi. chi non ha mai desiderato scrivere? scimmia non portata a termine per mancanza di idee);
Mettere in ordine la stanza (comincio, poi trovo degli scritti, li leggo, trovo biglietti del treno, li guardo, mi faccio scivolare tra i ricordi e si fa buio);
E ovviamente la canzone di oggi non può essere altro che:
La follia della donna Elio e Le Storie Tese
03 novembre 2012
Don't Stop Believing
E' circa un mese che non scrivo. Di cose ne sono successe. Per esempio siamo saliti a Torino.
Ho visto un po' di persone, ho rivisto la mia famiglia, i miei cani. Ho portato via tante cose.
La telecamera e tutti i miei filmini (che finalmente sto digitalizzando). Dentro ci sono pezzi della mia vita. La mia amata Australia. I miei nipoti da piccini. Poldo da cucciolo. La mia nonna. Un mio vecchio compleanno. Io e le mie amiche che facciamo le sceme.
Ho portato via le mie scarpe, i miei fauna box, ancora altri libri, vecchie foto.
Sabato sono andata a trovare la cugina di un mio ex.
Non so se ne ho mai parlato. Comunque siamo stati insieme quasi 5 anni, dai miei 16 ai 21. E' stata la prima persona per cui ho lasciato il tetto familiare e con cui ho fatto grandi progetti (avevamo comprato casa e io andavo ancora a scuola). Come tutte le prime grandi storie è finita e come tutte le storie che finiscono rimangono qua e là grappoli di tristezza dovuti alla mancanza della persona, delle abitudini, ma anche dell'altra famiglia che, tutto sommato, mi aveva accolto come una figlia. E i dubbi su come poi mi avrebbero vista. Lo so, non si dovrebbe pensare a queste cose, ma è normale.
Così quando ho ritrovato questa ragazza su facebook (insieme alle sue due sorelle, compresa quella piccinissima che io lasciai che aveva 4 anni e si ricordava ancora di me) ero un po' in apprensione nell'aver preso appuntamento per quel sabato. Ma mi sono detta che era una cosa da provare.
Così io e Fry siamo andati da lei.
La sua casa è davvero carina, in centro a Torino (come al solito a Torino ancora si può vivere senza svenarsi) e il suo gatto Ernesto è meraviglioso.
Ma lei è diventata più in gamba di quanto ricordassi.
Presto sono arrivati anche sua mamma, il suo babbo e la sorellina piccola. La mia apprensione aumentava.
Immaginate che sollievo non solo nel sentirsi completamente a proprio agio, ma nel sapere che non c'è stato alcun astio dopo quello che era successo. Che anzi, mi avrebbero voluto ricontattare ma non sapevano come e se era il caso di farlo.
Questo incontro mi ha aperto il cuore.
Ma non voglio approfondirlo del tutto, è stata comunque una cosa bella.
Di altre cose accadute. Il 30 ottobre siamo andati a vedere The Rocky Horror Picture Show al cinema (ridato in occasione di Halloween). Inutile dirvi che c'era un botto di gente travestita. Da Frank'n Furter, da Riff Raff e non ho più contato quante Columbia o Magenta erano sparse per la sala.
Altrettanto inutile è dirvi del caos generato dal pezzo del Time Warp. Si sono alzati tutti e hanno cominciato a ballare e io li guardavo con indignazione mista a invidia perché sapevo bene che anche io avrei voluto unirmi al gruppo ma mi sentivo troppo in imbarazzo per farlo.
Oggi invece dopo il lavoro, siamo andati a comprare un paio di calendari del canile di Calderara di Reno. I volontari mi hanno comunicato che ora il canile è aperto ai volontari anche la domenica. Non sarebbe così male una domenica ogni tanto andare a portare a spasso qualche cagnolone. So già che vorrò adottare tutti i cani che mi leccheranno la mano o che mi faranno lo sguardo tenero o che semplicemente avranno coda e orecchie tali per essere cani.
E dopo ancora siamo andati alla fiera dell'elettronica dove, insieme ad altre cose, per soli 10 euro abbiamo recuperato (guardate e sbavate) questo:
Domani, fiera dei rettili e anfibi a Cesena.
Spero di riuscire a scrivere più spesso ma il tempo è quello che è. Poco e merdoso.
Canzone del giorno: Don't Stop Believin' Journey
Ho visto un po' di persone, ho rivisto la mia famiglia, i miei cani. Ho portato via tante cose.
La telecamera e tutti i miei filmini (che finalmente sto digitalizzando). Dentro ci sono pezzi della mia vita. La mia amata Australia. I miei nipoti da piccini. Poldo da cucciolo. La mia nonna. Un mio vecchio compleanno. Io e le mie amiche che facciamo le sceme.
Ho portato via le mie scarpe, i miei fauna box, ancora altri libri, vecchie foto.
Sabato sono andata a trovare la cugina di un mio ex.
Non so se ne ho mai parlato. Comunque siamo stati insieme quasi 5 anni, dai miei 16 ai 21. E' stata la prima persona per cui ho lasciato il tetto familiare e con cui ho fatto grandi progetti (avevamo comprato casa e io andavo ancora a scuola). Come tutte le prime grandi storie è finita e come tutte le storie che finiscono rimangono qua e là grappoli di tristezza dovuti alla mancanza della persona, delle abitudini, ma anche dell'altra famiglia che, tutto sommato, mi aveva accolto come una figlia. E i dubbi su come poi mi avrebbero vista. Lo so, non si dovrebbe pensare a queste cose, ma è normale.
Così quando ho ritrovato questa ragazza su facebook (insieme alle sue due sorelle, compresa quella piccinissima che io lasciai che aveva 4 anni e si ricordava ancora di me) ero un po' in apprensione nell'aver preso appuntamento per quel sabato. Ma mi sono detta che era una cosa da provare.
Così io e Fry siamo andati da lei.
La sua casa è davvero carina, in centro a Torino (come al solito a Torino ancora si può vivere senza svenarsi) e il suo gatto Ernesto è meraviglioso.
Ma lei è diventata più in gamba di quanto ricordassi.
Presto sono arrivati anche sua mamma, il suo babbo e la sorellina piccola. La mia apprensione aumentava.
Immaginate che sollievo non solo nel sentirsi completamente a proprio agio, ma nel sapere che non c'è stato alcun astio dopo quello che era successo. Che anzi, mi avrebbero voluto ricontattare ma non sapevano come e se era il caso di farlo.
Questo incontro mi ha aperto il cuore.
Ma non voglio approfondirlo del tutto, è stata comunque una cosa bella.
Di altre cose accadute. Il 30 ottobre siamo andati a vedere The Rocky Horror Picture Show al cinema (ridato in occasione di Halloween). Inutile dirvi che c'era un botto di gente travestita. Da Frank'n Furter, da Riff Raff e non ho più contato quante Columbia o Magenta erano sparse per la sala.
Altrettanto inutile è dirvi del caos generato dal pezzo del Time Warp. Si sono alzati tutti e hanno cominciato a ballare e io li guardavo con indignazione mista a invidia perché sapevo bene che anche io avrei voluto unirmi al gruppo ma mi sentivo troppo in imbarazzo per farlo.
Oggi invece dopo il lavoro, siamo andati a comprare un paio di calendari del canile di Calderara di Reno. I volontari mi hanno comunicato che ora il canile è aperto ai volontari anche la domenica. Non sarebbe così male una domenica ogni tanto andare a portare a spasso qualche cagnolone. So già che vorrò adottare tutti i cani che mi leccheranno la mano o che mi faranno lo sguardo tenero o che semplicemente avranno coda e orecchie tali per essere cani.
E dopo ancora siamo andati alla fiera dell'elettronica dove, insieme ad altre cose, per soli 10 euro abbiamo recuperato (guardate e sbavate) questo:
Domani, fiera dei rettili e anfibi a Cesena.
Spero di riuscire a scrivere più spesso ma il tempo è quello che è. Poco e merdoso.
Canzone del giorno: Don't Stop Believin' Journey
18 ottobre 2012
Verona Reptiles
Dimenticavo: domenica 7/10, incuranti della vacanza appena fatta, siamo stati a una fiera di rettili dove ho comprato delle bellerrime camole (che ora stanno dentro un'anta del mobile della sala, in una scatolina)
Ovvio, sono cibo per formiche.
Stavano per convincermi a comprare un serpente di cui mi sono innamorata. Il giorno che ne prenderò uno sarà questo. Pensavo che una volta trasferita a Dublino potrei allevare e vendere rettili.
Lo so, sono sempre stata contraria all'acquisto di serpenti. Mangiano topolini e non ce la posso fare. Ma il serpente in questione mangia solo topi congelati che prima di essere congelati vengono uccisi col monossido di carbonio. Il ragazzo che mi parlava (che tralaltro coltiva piante carnivore) mi ha detto che ti accorgi se un topo è morto con monossido o se è stato congelato vivo. Nel secondo caso infatti i topi sono sporchi, in quanto si fanno pipì addosso.
Certo, ora a parlarne mi vengono i brividi, mi sembra tutto così orribile. Ma le nostre mucche vengono uccise in modo più crudele.
Poi però mi dico che della mucca ci cibiamo mentre il rettile lo tieni perché ti piace. Eh, insomma ho ancora tanti dubbi, però mi piace da matti.
Sono stata contenta di aver incontrato amici vecchi (con alcuni non avevo nemmeno preso accordi, ci siamo incontrati lì, per caso. E venivano da Torino!) e conosciuto amici nuovi. Ma ora bando alle ciance. Vi lascio alle foto e al prossimo appuntamento. Fiera a Cesena, il 3-4 Novembre
Ovvio, sono cibo per formiche.
Stavano per convincermi a comprare un serpente di cui mi sono innamorata. Il giorno che ne prenderò uno sarà questo. Pensavo che una volta trasferita a Dublino potrei allevare e vendere rettili.
Lo so, sono sempre stata contraria all'acquisto di serpenti. Mangiano topolini e non ce la posso fare. Ma il serpente in questione mangia solo topi congelati che prima di essere congelati vengono uccisi col monossido di carbonio. Il ragazzo che mi parlava (che tralaltro coltiva piante carnivore) mi ha detto che ti accorgi se un topo è morto con monossido o se è stato congelato vivo. Nel secondo caso infatti i topi sono sporchi, in quanto si fanno pipì addosso.
Certo, ora a parlarne mi vengono i brividi, mi sembra tutto così orribile. Ma le nostre mucche vengono uccise in modo più crudele.
Poi però mi dico che della mucca ci cibiamo mentre il rettile lo tieni perché ti piace. Eh, insomma ho ancora tanti dubbi, però mi piace da matti.
Sono stata contenta di aver incontrato amici vecchi (con alcuni non avevo nemmeno preso accordi, ci siamo incontrati lì, per caso. E venivano da Torino!) e conosciuto amici nuovi. Ma ora bando alle ciance. Vi lascio alle foto e al prossimo appuntamento. Fiera a Cesena, il 3-4 Novembre
18 luglio 2012
Il mio problema coi legami
In questo post voglio parlare di tante cose.
Yerba Mate.
Innanzitutto la mia nuova scimmia (stavolta non troppo costosa) che riguarda il rito della yerba mate. In Argentina ne bevono un sacco.
Chi può aiutarci a preparare un buon mate? Mio cognato che vive in Argentina.
E che mi ha detto:
"Immagino che abbiate qualche amico argentino che può darvi qualche dritta"
io: "Eh sì ci sarebbe una specie di cognato"
lui: "perfetto! potete chiedere a lui!"
io: "... V****, come si prepara un buon mate?"
Ho trovato un sito che vende tutto a poco. Serve la tazza (ricavata da una zucca), la bombilla (una cannuccia di metallo con filtro apposito per non fare passare le foglie di mate) e, ovviamente la yerba mate. Pare che aumenti la concentrazione come fa il caffè, ma non è così concentrato e non ha gli stessi effetti collaterali. Posso prepararmi una bella tazza di yerba mate prima di entrare al lavoro, per svegliarmi un pochino. E nel weekend con Fry per svegliarci insieme.
Il mio lavoro
E' successo che ieri ho visto un annuncio di lavoro in cui cercavano una figura per un magazzino nel comune in cui lavoro. Non penso che ce ne siano tanti, anzi sono quasi certa che si trattasse dello stesso magazzino. Così ho mandato il curriculum. Ho pensato che se mi avessero chiamata sarei potuta rimanere lì ma facendo un altro tipo di lavoro, pagato anche meglio.
Oggi la responsabile mi si affianca proprio mentre mi arriva una chiamata. Io non sono così impedita, ma quando ho qualcuno accanto mi rincretinisco. Così chiede a tutte le persone che sono accanto a me se sono libere. "Cosa ti serve?" le chiedono.
"Mi serve Carla".
Ecco, penso, ho fatto qualche megacagata e ora mi sbattono fuori. Mi chiudono in una celletta e gettano la chiave.
Il mio collega mi dice di passare a lui la mia chiamata, mi alzo e vado via con lei.
Le dico, in modo scherzoso, cosa ho fatto di tanto grave.
"Niente, il direttore aveva piacere di parlarti"
"Allora l'ho fatta davvero grossa, non farmi stare in pensiero. E' una cosa brutta?" sempre in tono scherzoso.
"Vogliamo rapirti"
La cosa buffa è che la mia responsabile, forse per il tipo di lavoro che fa, sorride raramente. Ma con me lo fa, lo ha fatto anche durante il colloquio. Penso proprio di piacerle molto anche se non so perché. Forse perché le sembro un'artista, come mi disse al colloquio, forse perché a pelle le vado a genio. Tant'è.
So che il direttore del personale non viene molto spesso perché sta in un'altra città. Mi vuole parlare.
Oddio, vuoi vedere che hanno saputo della mia candidatura per quell'altro posto? Ma che strano, era per un'agenzia interinale. Magari ne sono venuti a conoscenza. Ecco lo sapevo, ora mi buttan fuori.
Così arrivo, stringo la mano al direttore. La mia è ghiacciata, un po' per l'agitazione, un po' per l'aria condizionata dell'ufficio.
Mi siedo e attacca a parlare. A parte i segreti aziendali e i "questa conversazione non è mai avvenuta" mi dice che sono molto contenti di me, che hanno intenzione di tenermi e che non accetteranno le mie dimissioni. Non ho dato le dimissioni, ovviamente, ma il tutto è stato per dirmi che vogliono tenermi. Pare che la mia responsabile abbia detto al direttore "Carla non si tocca" e io sono abbastanza lusingata. Hanno chiamato solo me dei nuovi assunti e questa cosa me ne fa intuire altre due. Ci saranno dei cambiamenti, ma io rimarrò lì.
Quando alfine esco e chiedo alla mia responsabile se si parlerà di un'assunzione in azienda, mi risponde con un "bhe, vediamo dai". Non ha detto no. Per cui potrebbe anche essere.
Quando torno un mio collega mi chiede se ho parlato col boss. Faccio cenno di sì con la testa. Mi dice che solo i migliori parlano col boss, che era capitato anche a lui e che si vede che sono brava e spigliata e imparo in fretta.
E succede sempre così, alla fine mi sento legata. E ora con tutta questa dimostrazione di fiducia, per quanto possa sembrare stupido, mi sentirei una traditrice ad andarmene. Così sono tornata, con l'ego gonfiato e un peso nel cuore.
Perché lo so che ora smetterò di cercare, almeno per un po'.
Poco dopo essere tornata, la mia collega tatuata ha annunciato alla responsabile di non lavorare più con noi. Venerdì sarà il suo ultimo giorno. Sono contenta per lei, spero che abbia trovato qualcosa più "terra terra" come si definiva. E spero che la gratifichi tanto.
INPS
Tanto per cambiare in pausa pranzo ho chiamato l'INPS.
E' una lotta contro i mulini a vento. Praticamente il 30 maggio sono andata di persona all'INPS a dichiarare che dal 4 giugno avrei cominciato a lavorare. Ho chiesto mille volte se tutto andava bene e il modello salcazzo56bis era compilato correttamente. Mi hanno dato anche una ricevuta su cui era scritto il numero di protocollo.
Indovinate? Qualche giorno fa ho ricevuto l'assegno di disoccupazione per il mese di giugno.
Oggi li chiamo per comunicare il disguido e mi dicono che devo tornare alla sede di zona.
"Ma come? Sono venuta prima di cominciare a lavorare proprio perché poi non avrei avuto più tempo. Non riesco a venire in sede proprio perché, come ho dichiarato il 30 maggio, sto lavorando".
Mi ha tenuta in attesa un bel po' e poi ha detto che avrebbe aperto una pratica e sarei stata richiamata. Ma sento bruciore di culo anche se ancora l'inculata non c'è stata. Vedrete che mi toccherà andare comunque in sede. E poi parliamone. Di quell'assegno di disoccupazione il 5% veniva trattenuto dal patronato che mi aveva fatto la pratica. Parliamone. Quel 5% da me non lo avranno mai.
Canzone del giorno Immi Ruah Renato Zero
Yerba Mate.
Innanzitutto la mia nuova scimmia (stavolta non troppo costosa) che riguarda il rito della yerba mate. In Argentina ne bevono un sacco.
Chi può aiutarci a preparare un buon mate? Mio cognato che vive in Argentina.
E che mi ha detto:
"Immagino che abbiate qualche amico argentino che può darvi qualche dritta"
io: "Eh sì ci sarebbe una specie di cognato"
lui: "perfetto! potete chiedere a lui!"
io: "... V****, come si prepara un buon mate?"
Ho trovato un sito che vende tutto a poco. Serve la tazza (ricavata da una zucca), la bombilla (una cannuccia di metallo con filtro apposito per non fare passare le foglie di mate) e, ovviamente la yerba mate. Pare che aumenti la concentrazione come fa il caffè, ma non è così concentrato e non ha gli stessi effetti collaterali. Posso prepararmi una bella tazza di yerba mate prima di entrare al lavoro, per svegliarmi un pochino. E nel weekend con Fry per svegliarci insieme.
Il mio lavoro
E' successo che ieri ho visto un annuncio di lavoro in cui cercavano una figura per un magazzino nel comune in cui lavoro. Non penso che ce ne siano tanti, anzi sono quasi certa che si trattasse dello stesso magazzino. Così ho mandato il curriculum. Ho pensato che se mi avessero chiamata sarei potuta rimanere lì ma facendo un altro tipo di lavoro, pagato anche meglio.
Oggi la responsabile mi si affianca proprio mentre mi arriva una chiamata. Io non sono così impedita, ma quando ho qualcuno accanto mi rincretinisco. Così chiede a tutte le persone che sono accanto a me se sono libere. "Cosa ti serve?" le chiedono.
"Mi serve Carla".
Ecco, penso, ho fatto qualche megacagata e ora mi sbattono fuori. Mi chiudono in una celletta e gettano la chiave.
Il mio collega mi dice di passare a lui la mia chiamata, mi alzo e vado via con lei.
Le dico, in modo scherzoso, cosa ho fatto di tanto grave.
"Niente, il direttore aveva piacere di parlarti"
"Allora l'ho fatta davvero grossa, non farmi stare in pensiero. E' una cosa brutta?" sempre in tono scherzoso.
"Vogliamo rapirti"
La cosa buffa è che la mia responsabile, forse per il tipo di lavoro che fa, sorride raramente. Ma con me lo fa, lo ha fatto anche durante il colloquio. Penso proprio di piacerle molto anche se non so perché. Forse perché le sembro un'artista, come mi disse al colloquio, forse perché a pelle le vado a genio. Tant'è.
So che il direttore del personale non viene molto spesso perché sta in un'altra città. Mi vuole parlare.
Oddio, vuoi vedere che hanno saputo della mia candidatura per quell'altro posto? Ma che strano, era per un'agenzia interinale. Magari ne sono venuti a conoscenza. Ecco lo sapevo, ora mi buttan fuori.
Così arrivo, stringo la mano al direttore. La mia è ghiacciata, un po' per l'agitazione, un po' per l'aria condizionata dell'ufficio.
Mi siedo e attacca a parlare. A parte i segreti aziendali e i "questa conversazione non è mai avvenuta" mi dice che sono molto contenti di me, che hanno intenzione di tenermi e che non accetteranno le mie dimissioni. Non ho dato le dimissioni, ovviamente, ma il tutto è stato per dirmi che vogliono tenermi. Pare che la mia responsabile abbia detto al direttore "Carla non si tocca" e io sono abbastanza lusingata. Hanno chiamato solo me dei nuovi assunti e questa cosa me ne fa intuire altre due. Ci saranno dei cambiamenti, ma io rimarrò lì.
Quando alfine esco e chiedo alla mia responsabile se si parlerà di un'assunzione in azienda, mi risponde con un "bhe, vediamo dai". Non ha detto no. Per cui potrebbe anche essere.
Quando torno un mio collega mi chiede se ho parlato col boss. Faccio cenno di sì con la testa. Mi dice che solo i migliori parlano col boss, che era capitato anche a lui e che si vede che sono brava e spigliata e imparo in fretta.
E succede sempre così, alla fine mi sento legata. E ora con tutta questa dimostrazione di fiducia, per quanto possa sembrare stupido, mi sentirei una traditrice ad andarmene. Così sono tornata, con l'ego gonfiato e un peso nel cuore.
Perché lo so che ora smetterò di cercare, almeno per un po'.
Poco dopo essere tornata, la mia collega tatuata ha annunciato alla responsabile di non lavorare più con noi. Venerdì sarà il suo ultimo giorno. Sono contenta per lei, spero che abbia trovato qualcosa più "terra terra" come si definiva. E spero che la gratifichi tanto.
INPS
Tanto per cambiare in pausa pranzo ho chiamato l'INPS.
E' una lotta contro i mulini a vento. Praticamente il 30 maggio sono andata di persona all'INPS a dichiarare che dal 4 giugno avrei cominciato a lavorare. Ho chiesto mille volte se tutto andava bene e il modello salcazzo56bis era compilato correttamente. Mi hanno dato anche una ricevuta su cui era scritto il numero di protocollo.
Indovinate? Qualche giorno fa ho ricevuto l'assegno di disoccupazione per il mese di giugno.
Oggi li chiamo per comunicare il disguido e mi dicono che devo tornare alla sede di zona.
"Ma come? Sono venuta prima di cominciare a lavorare proprio perché poi non avrei avuto più tempo. Non riesco a venire in sede proprio perché, come ho dichiarato il 30 maggio, sto lavorando".
Mi ha tenuta in attesa un bel po' e poi ha detto che avrebbe aperto una pratica e sarei stata richiamata. Ma sento bruciore di culo anche se ancora l'inculata non c'è stata. Vedrete che mi toccherà andare comunque in sede. E poi parliamone. Di quell'assegno di disoccupazione il 5% veniva trattenuto dal patronato che mi aveva fatto la pratica. Parliamone. Quel 5% da me non lo avranno mai.
Canzone del giorno Immi Ruah Renato Zero
24 aprile 2012
Prima che il ricordo svanisca
La fine della settimana è stata parecchio emozionante. Tanto per cominciare venerdì sera ho passato una meravigliosa serata tra amici. Dopo aver dato di stomaco giovedì ed essere stata male - ed esserci rimasta male perché ero d'accordo coi ragazzi del corso java ma nessuno si è fatto sentire e non solo; non hanno nemmeno risposto ai miei messaggi... il venerdì sera è stata una serata davvero incredibile.
Passa a prendermi la Frappesca appena uscita dal lavoro, poverina è distrutta perché è uscita alle 21 ma mi dice che ci vediamo così poco quindi va bene lo stesso.
Andiamo a casa di Calogero, fratello di RagnoB - ci si conosce da quando siamo piccini ovviamente. Gli è presa la passione della cucina: il che non è un male anche perché è piuttosto bravino. Decide di fare la pizza in casa. Quando arriviamo un AF si sta dedicando al karaoke con "Ricominciamo" di Pappalardo mentre la Frappesca spera arrivino i vicini a terminare quel supplizio che però ci diverte da morire.
Ci sono un sacco di persone che non conosco e dimentico i nomi. Ma ben presto cominciano i giochi. Riproponiamo il gioco delle coppie, trasmissione televisiva degli anni '80, e io ripasso: Nunzio, Mauro, Sara, Paola...
Dopodiché propongo di creare un fotoromanzo. Voglio dire: c'è abbondanza di personaggi, c'è la reflex, ci sono io che sono notoriamente pazza, c'è RagnoB che capisce all'istante le affinità elettive delle coppie che ancora non sanno di esserlo...
Così partiamo con Mario, il fotomodello, conteso dalle fanciulle:
Ma Mario ha una fidanzata che in realtà lo tradisce. Lui le dice che sospetta qualcosa.
Così lei va dall'amante a dirgli che non possono andare avanti così, altrimenti saranno scoperti...
Un amico consola Mario...
... ma un altro amico li osserva. E' geloso perché segretamente innamorato di Mario. E così via...
Devo dire che questa idea ha riscosso così tanto successo che, non essendo riusciti a trovare un finale, penso ci rivedremo per portarlo avanti. Non sto a mettervi tutte le foto, ma devo dire è stata una serata meravigliosa. Tant'è che abbiamo fatto le quattro.
Piccolo assenzio per il salutino e brindisi finale: questa è stata un'occasione speciale. Calogero torna in Sicilia e voleva salutare tutti con una cena. E sono stata davvero bene, ringrazio tutti perché ho trovato persone splendide e sì, mi mancheranno.
E la nostra foto di gruppo:
Torniamo a casa che sono le quattro e mezza, io non ho sonno e mi metto a leggere il mio meraviglioso libro sulla DDR. Penso però che il mattino dopo mi sarebbe piaciuto andare al balon.
Difatti quando la sveglia suona alle 8 tutto vorrei fare tranne alzarmi. Riesco ad alzarmi solo alle diecimenounquarto. Acchiappo mia mamma e andiamo al balon: il mercato delle pulci di Torino, uno dei più grandi d'europa. Il balon non si può descrivere: bisogna andarci. Giuseppe Culicchia, amato scrittore Torinese, ha scritto un libro-guida su Torino intitolato "Torino è casa mia", in cui identifica ogni zona con una parte della casa. L'ingresso è Porta Nuova (la stazione), il salotto è Piazza San Carlo, il ripostiglio è il balon. Quale migliore descrizione! Solo al balon puoi trovare un paio di occhiali con una sola lente, un guanto o un pattino singolo, miriadi di scarpe spaiate, foto vecchie di estranei, filmini vecchissimi, anni '50, di vacanze al mare di chissà chi. Ogni bancarella è un gioiellino.
Io sono lì per una ragione, cercare macchine fotografiche. Ne troviamo quasi subito una, a soffietto, molto vecchia. Ma non sa dirmi se funziona e vuole 70 euro.
E' molto bellina, ha anche la confezione originale, ma spulciando su ebay dal cellulare la trovo a 25 euro, quindi passo oltre. Troviamo, dopo poco, una Yashica FRII a 50 euro, comprensiva di flash. Questo invece era un affare ma al balon la regola d'oro è trattare. Per cui continuiamo a passeggiare in attesa di ritornarci e abbassare ancora di più il prezzo.
Finché, che ridere, non troviamo una bancarella che vende sia la macchinetta che ho ereditato dal mio babbo (vi ho postato delle foto? forse no) a 10 euro, sia una polaroid a 5 euro. Funzionerà? Non importa, penso, costa solo 5 euro.
Le polaroid hanno un valore basso ma chissà come mai su ebay le trovi dai 40 euro in su.
In particolare la macchinetta che abbiamo trovato era questa. Non era messa bene, nel senso che l'ho trovata chiusa e molto molto sporca. Stavo cercando di aprirla senza riuscirci. Anche il ragazzotto che teneva la bancarella (che era in realtà un telo messo a terra) è venuto a darmi una mano ma non riusciva ad aprirla. Così gli dico che per un pezzo di plastica non funzionante non posso spendere 5 euro.
Mi dice allora che me la vende a 2 euro: immaginate, ero contentissima. Poi magari a casa sarei riuscita a combinarci qualcosa. Pochi istanti dopo l'offerta a due euro non solo riesco ad aprirla, ma scatta anche il flash. "Ah allora 5 euro!"
"Ma no dai ormai mi hai detto 2 euro!" - insomma per farvela breve l'ho portata via a 4 euro.
Torniamo indietro verso la bancarella della Yashica FRII:
La macchina è in ottime condizioni. Ma dico comunque che me la porto via se me la fa a 30 euro. La donnina mi guarda poi si rivolge a un omino seduto lì accanto, che scopro essere il marito. Lui guarda per terra, scuote la testa e dice "no 30 euro no". La moglie mi guarda e mi dice che hanno comprato questa macchinetta in giappone. Chiedo loro perché la vendono e la donnina mi risponde che ora hanno una compatta.
Che brutta risposta: è evidente che per l'omino questa macchina è un ricordo. Altrimenti la darebbe via anche a 30 euro. Dico che non sono interessata e proseguo. Non volevo né fargliela svendere né spendere 50 euro.
Decidiamo di andare via e passiamo per Porta Palazzo per andare a prendere il bus. Su una bancarella vedo questo Casio. E' da quando siamo andati a Lisbona e Cosimo l'aveva comprato che mi piacerebbe averne uno. E' l'orologio che usava mio papà e ha la sua confezione originale:
ci penso un attimo ma vogliono 10 euro. E se fosse un capriccio? Sono anni che non indosso un orologio. E' proprio necessario?
In un istante dico di no, che non sono interessata. Viene però visto come un desiderio di contrattazione. Per cui mi dice "8 euro!"
A quel punto non resisto e lo piglio.
Andiamo ancora più avanti e c'è una bancarella cinese che vende trolley. La mia spietata guerra ai trolley sta per terminare. Vado spesso su da sola, in treno, e il borsone è una cosa da suicidio. Ne compro uno, a 20 euro, viola shock. In realtà tutti questi sono stati regali di mia mamma per il compleanno. Devo dire che sono stata molto contenta. L'orologio è sempre al mio polso e, come di consueto per me con gli oggetti nuovi, non gli ho ancora levato la plastichina a protezione del quadrante.
Di corsa a casa per il pranzo e poi ho appuntamento con MinchiettaUno e Ondina. E' tanto che non vedo entrambe e sono contentissima. Si chiacchiera di più e del meno: MinchiettaUno fa shopping e io e Ondina aspettiamo pazientemente fuori dai camerini.
Mi accompagnano alla libreria x, dove lavora il mio amico "detenuto" insieme a me in ospedale. Lo riconosco, è cambiato poco. Mi riconosce e ci si abbraccia a lungo. "Sono contenta di vederti ancora viva!" - è ironico e apprezzo la cosa.
Parlottiamo del passato, del presente, di cose più o meno personali e dell'incapacità di procedere in linea retta. Ha una forza incredibile e mi sorprende. E mi chiedo: "è questo che le altre persone vedono in me?". Un po' questa cosa mi galvanizza. Voglio dire, ho perso in salute ma ho acquistato forse una personalità da urlo. Purtroppo appunto, lui era al lavoro quindi non abbiamo molto tempo. Spero di avere più tempo la prossima volta, in effetti ci sono 15 anni di buio.
E d'improvviso il flashback. Avevamo le stanze comunicanti tramite una porta. Ricordo che un giorno ho sentito strani rumori nella sua stanza. Mi affaccio per chiedere se va tutto bene. Lui però è nella classica posa da vomito "Tutto bene" mi dice "solita routine". In effetti il vomito era parte integrante della nostra vita.
Questo incontro mi ha rigenerata. E' come se non mi sentissi più un'aliena e fossi più pronta ad affrontare il mondo. Quindi grazie AI :) spero potremo prenderci un caffè in tranquillità prossimamente.
Lo saluto e procediamo con il nostro giro, quando accompagno in stazione Ondina (MinchiettaUno è scappata di corsa perché aveva il treno) lei mi da' un pensierino. Questa ragazza mi fa sempre commuovere perché i suoi pensierini sono fatti a mano. Inutile dirlo che hanno un valore affettivo enorme perché siamo tutti capaci di entrare in un negozio e comprare qualcosa. Ma "creare" qualcosa è una roba che va oltre. Mi porta un ovetto di cioccolata e due caramelle tipo mou che arrivano dalla polonia. E poi due bicchierini con disegnini fatti da lei e con su inciso il nome mio e di Fry. E' un regalo splendido e non vedo l'ora di usarlo (ehm ci sono un po' di piatti da lavare.. ehm). Insieme al regalo un biglietto che mi ha chiesto di aprire dopo. E che qui non riporterò ma voglio solo dire: grazie.
La sera c'è la cena in famiglia. Il ristorante dove ogni tanto andiamo è un delirio totale. Di solito offre sempre mia mamma e mi spiace perché cercano di farle spendere tanto. Arriva il cameriere e dice "facciamo tutto pesce?".
Ho già l'embolo. "Ma scusa non ci puoi portare il menù?"
E lui "intanto facciamo degli antipasti?"
Nella mia mente ho una piccozza e lo sto rendendo simile a un impasto al sugo.
Però è una serata in allegria, quindi alla fine si mangia senza troppi pensieri. Arriva a un certo punto la cantante e da lì in poi diventa difficile parlare. Inoltre ho dovuto più volte rifiutare l'offerta di farmi cantare "tanti auguri a te" dalla stessa o comunque di annunciare il compleanno. Almeno ho visto i miei nipotini, ho chiacchierato un po' con mia sorella. Insomma è stata una serata divertente. Mia sorella ora si sta trasferendo in una casa nuova. Io e Fry siamo andati a vederla ed è molto bella.
Domenica riparto, Fry è in ritardo per venirmi a prendere alla stazione per di più c'è sciopero dei treni. Quindi quando arriva sono un po' sfavonchiata ma contenta di vederlo.
Apro il pacco che è arrivato e le foto sviluppate della diana. Le foto sono qualcosa di meravigliose. Potete visionarle qui. Purtroppo la scansione non rende bene, ma vi assicuro che sono fenomenali.
E poi apro il paccone!
Attendevo questa macchina, senza obiettivo (arriverà a breve spero):
E' una macchina della DDR, non vedo l'ora di usarla. M'è partito l'embolo guardando questa foto. Credo sia partita una scimmia inarrestabile.
Oltre al corpo macchina c'è la sua custodia originale (tenuto tutto alla perfezione) e il manuale di istruzioni in tedesco.
Questa macchina fotografica non ha esposimetro e mi sa che ci sarà da lavorarci un po' prima di ottenere foto decenti. Quanto l'ho pagata? 9,80 euro escluse spese di spedizione. Un affare.
Volete sapere del lavoro? Semplicemente hanno preso un'altra ragazza.
Beviamoci su.
P.s. il primo maggio verranno a farci visita gli amici fiorentini. Non potete immaginare quanto ne sono felice. Dovevamo andare noi a Firenze ma poi hanno proposto di venire qui.
E ora cerchiamo lavoro.
Canzone del giorno: United Judas Priest
Dopodiché propongo di creare un fotoromanzo. Voglio dire: c'è abbondanza di personaggi, c'è la reflex, ci sono io che sono notoriamente pazza, c'è RagnoB che capisce all'istante le affinità elettive delle coppie che ancora non sanno di esserlo...
Così partiamo con Mario, il fotomodello, conteso dalle fanciulle:
Ma Mario ha una fidanzata che in realtà lo tradisce. Lui le dice che sospetta qualcosa.
Così lei va dall'amante a dirgli che non possono andare avanti così, altrimenti saranno scoperti...
Un amico consola Mario...
... ma un altro amico li osserva. E' geloso perché segretamente innamorato di Mario. E così via...
Devo dire che questa idea ha riscosso così tanto successo che, non essendo riusciti a trovare un finale, penso ci rivedremo per portarlo avanti. Non sto a mettervi tutte le foto, ma devo dire è stata una serata meravigliosa. Tant'è che abbiamo fatto le quattro.
Piccolo assenzio per il salutino e brindisi finale: questa è stata un'occasione speciale. Calogero torna in Sicilia e voleva salutare tutti con una cena. E sono stata davvero bene, ringrazio tutti perché ho trovato persone splendide e sì, mi mancheranno.
E la nostra foto di gruppo:
Torniamo a casa che sono le quattro e mezza, io non ho sonno e mi metto a leggere il mio meraviglioso libro sulla DDR. Penso però che il mattino dopo mi sarebbe piaciuto andare al balon.
Difatti quando la sveglia suona alle 8 tutto vorrei fare tranne alzarmi. Riesco ad alzarmi solo alle diecimenounquarto. Acchiappo mia mamma e andiamo al balon: il mercato delle pulci di Torino, uno dei più grandi d'europa. Il balon non si può descrivere: bisogna andarci. Giuseppe Culicchia, amato scrittore Torinese, ha scritto un libro-guida su Torino intitolato "Torino è casa mia", in cui identifica ogni zona con una parte della casa. L'ingresso è Porta Nuova (la stazione), il salotto è Piazza San Carlo, il ripostiglio è il balon. Quale migliore descrizione! Solo al balon puoi trovare un paio di occhiali con una sola lente, un guanto o un pattino singolo, miriadi di scarpe spaiate, foto vecchie di estranei, filmini vecchissimi, anni '50, di vacanze al mare di chissà chi. Ogni bancarella è un gioiellino.
Io sono lì per una ragione, cercare macchine fotografiche. Ne troviamo quasi subito una, a soffietto, molto vecchia. Ma non sa dirmi se funziona e vuole 70 euro.
E' molto bellina, ha anche la confezione originale, ma spulciando su ebay dal cellulare la trovo a 25 euro, quindi passo oltre. Troviamo, dopo poco, una Yashica FRII a 50 euro, comprensiva di flash. Questo invece era un affare ma al balon la regola d'oro è trattare. Per cui continuiamo a passeggiare in attesa di ritornarci e abbassare ancora di più il prezzo.
Finché, che ridere, non troviamo una bancarella che vende sia la macchinetta che ho ereditato dal mio babbo (vi ho postato delle foto? forse no) a 10 euro, sia una polaroid a 5 euro. Funzionerà? Non importa, penso, costa solo 5 euro.
Le polaroid hanno un valore basso ma chissà come mai su ebay le trovi dai 40 euro in su.
In particolare la macchinetta che abbiamo trovato era questa. Non era messa bene, nel senso che l'ho trovata chiusa e molto molto sporca. Stavo cercando di aprirla senza riuscirci. Anche il ragazzotto che teneva la bancarella (che era in realtà un telo messo a terra) è venuto a darmi una mano ma non riusciva ad aprirla. Così gli dico che per un pezzo di plastica non funzionante non posso spendere 5 euro.
Mi dice allora che me la vende a 2 euro: immaginate, ero contentissima. Poi magari a casa sarei riuscita a combinarci qualcosa. Pochi istanti dopo l'offerta a due euro non solo riesco ad aprirla, ma scatta anche il flash. "Ah allora 5 euro!"
"Ma no dai ormai mi hai detto 2 euro!" - insomma per farvela breve l'ho portata via a 4 euro.
Torniamo indietro verso la bancarella della Yashica FRII:
La macchina è in ottime condizioni. Ma dico comunque che me la porto via se me la fa a 30 euro. La donnina mi guarda poi si rivolge a un omino seduto lì accanto, che scopro essere il marito. Lui guarda per terra, scuote la testa e dice "no 30 euro no". La moglie mi guarda e mi dice che hanno comprato questa macchinetta in giappone. Chiedo loro perché la vendono e la donnina mi risponde che ora hanno una compatta.
Che brutta risposta: è evidente che per l'omino questa macchina è un ricordo. Altrimenti la darebbe via anche a 30 euro. Dico che non sono interessata e proseguo. Non volevo né fargliela svendere né spendere 50 euro.
Decidiamo di andare via e passiamo per Porta Palazzo per andare a prendere il bus. Su una bancarella vedo questo Casio. E' da quando siamo andati a Lisbona e Cosimo l'aveva comprato che mi piacerebbe averne uno. E' l'orologio che usava mio papà e ha la sua confezione originale:
ci penso un attimo ma vogliono 10 euro. E se fosse un capriccio? Sono anni che non indosso un orologio. E' proprio necessario?
In un istante dico di no, che non sono interessata. Viene però visto come un desiderio di contrattazione. Per cui mi dice "8 euro!"
A quel punto non resisto e lo piglio.
Andiamo ancora più avanti e c'è una bancarella cinese che vende trolley. La mia spietata guerra ai trolley sta per terminare. Vado spesso su da sola, in treno, e il borsone è una cosa da suicidio. Ne compro uno, a 20 euro, viola shock. In realtà tutti questi sono stati regali di mia mamma per il compleanno. Devo dire che sono stata molto contenta. L'orologio è sempre al mio polso e, come di consueto per me con gli oggetti nuovi, non gli ho ancora levato la plastichina a protezione del quadrante.
Di corsa a casa per il pranzo e poi ho appuntamento con MinchiettaUno e Ondina. E' tanto che non vedo entrambe e sono contentissima. Si chiacchiera di più e del meno: MinchiettaUno fa shopping e io e Ondina aspettiamo pazientemente fuori dai camerini.
Mi accompagnano alla libreria x, dove lavora il mio amico "detenuto" insieme a me in ospedale. Lo riconosco, è cambiato poco. Mi riconosce e ci si abbraccia a lungo. "Sono contenta di vederti ancora viva!" - è ironico e apprezzo la cosa.
Parlottiamo del passato, del presente, di cose più o meno personali e dell'incapacità di procedere in linea retta. Ha una forza incredibile e mi sorprende. E mi chiedo: "è questo che le altre persone vedono in me?". Un po' questa cosa mi galvanizza. Voglio dire, ho perso in salute ma ho acquistato forse una personalità da urlo. Purtroppo appunto, lui era al lavoro quindi non abbiamo molto tempo. Spero di avere più tempo la prossima volta, in effetti ci sono 15 anni di buio.
E d'improvviso il flashback. Avevamo le stanze comunicanti tramite una porta. Ricordo che un giorno ho sentito strani rumori nella sua stanza. Mi affaccio per chiedere se va tutto bene. Lui però è nella classica posa da vomito "Tutto bene" mi dice "solita routine". In effetti il vomito era parte integrante della nostra vita.
Questo incontro mi ha rigenerata. E' come se non mi sentissi più un'aliena e fossi più pronta ad affrontare il mondo. Quindi grazie AI :) spero potremo prenderci un caffè in tranquillità prossimamente.
Lo saluto e procediamo con il nostro giro, quando accompagno in stazione Ondina (MinchiettaUno è scappata di corsa perché aveva il treno) lei mi da' un pensierino. Questa ragazza mi fa sempre commuovere perché i suoi pensierini sono fatti a mano. Inutile dirlo che hanno un valore affettivo enorme perché siamo tutti capaci di entrare in un negozio e comprare qualcosa. Ma "creare" qualcosa è una roba che va oltre. Mi porta un ovetto di cioccolata e due caramelle tipo mou che arrivano dalla polonia. E poi due bicchierini con disegnini fatti da lei e con su inciso il nome mio e di Fry. E' un regalo splendido e non vedo l'ora di usarlo (ehm ci sono un po' di piatti da lavare.. ehm). Insieme al regalo un biglietto che mi ha chiesto di aprire dopo. E che qui non riporterò ma voglio solo dire: grazie.
La sera c'è la cena in famiglia. Il ristorante dove ogni tanto andiamo è un delirio totale. Di solito offre sempre mia mamma e mi spiace perché cercano di farle spendere tanto. Arriva il cameriere e dice "facciamo tutto pesce?".
Ho già l'embolo. "Ma scusa non ci puoi portare il menù?"
E lui "intanto facciamo degli antipasti?"
Nella mia mente ho una piccozza e lo sto rendendo simile a un impasto al sugo.
Però è una serata in allegria, quindi alla fine si mangia senza troppi pensieri. Arriva a un certo punto la cantante e da lì in poi diventa difficile parlare. Inoltre ho dovuto più volte rifiutare l'offerta di farmi cantare "tanti auguri a te" dalla stessa o comunque di annunciare il compleanno. Almeno ho visto i miei nipotini, ho chiacchierato un po' con mia sorella. Insomma è stata una serata divertente. Mia sorella ora si sta trasferendo in una casa nuova. Io e Fry siamo andati a vederla ed è molto bella.
Domenica riparto, Fry è in ritardo per venirmi a prendere alla stazione per di più c'è sciopero dei treni. Quindi quando arriva sono un po' sfavonchiata ma contenta di vederlo.
Apro il pacco che è arrivato e le foto sviluppate della diana. Le foto sono qualcosa di meravigliose. Potete visionarle qui. Purtroppo la scansione non rende bene, ma vi assicuro che sono fenomenali.
E poi apro il paccone!
Attendevo questa macchina, senza obiettivo (arriverà a breve spero):
E' una macchina della DDR, non vedo l'ora di usarla. M'è partito l'embolo guardando questa foto. Credo sia partita una scimmia inarrestabile.
Oltre al corpo macchina c'è la sua custodia originale (tenuto tutto alla perfezione) e il manuale di istruzioni in tedesco.
Questa macchina fotografica non ha esposimetro e mi sa che ci sarà da lavorarci un po' prima di ottenere foto decenti. Quanto l'ho pagata? 9,80 euro escluse spese di spedizione. Un affare.
Volete sapere del lavoro? Semplicemente hanno preso un'altra ragazza.
Beviamoci su.
P.s. il primo maggio verranno a farci visita gli amici fiorentini. Non potete immaginare quanto ne sono felice. Dovevamo andare noi a Firenze ma poi hanno proposto di venire qui.
E ora cerchiamo lavoro.
Canzone del giorno: United Judas Priest
Sezione:
Amici,
Filmati,
Foto,
Fotografia,
Fry_e_Leela,
Lavoro,
Musica,
Parentado,
scimmie,
T di Umore,
Torino,
video
04 aprile 2012
Un weekend impegnato (ma lavoro trovato!)
Ci siamo un po' stancati. Fry è una persona ordinata, molto più di me, anzi diciamo che sono io a trascinarlo nel baratro del disordine. Sabato però ci siamo messi sotto e abbiamo pulito. In parte.
Faccio presente che il nostro è un loft, o monolocale, una mansarda piccina insomma. Per quanto era in disordine siamo riusciti a sistemare solo la sala/cucina mentre la camera da letto è ancora sottosopra.
Abbiamo buttato tutta la spazzatura, abbiamo passato l'aspirapolvere ovunque, abbiamo tolto quel tappeto bianco che era diventato grigio dal lerciume che vi abitava. Abbiamo liberato uno dei due tavolini, messo a posto i libri rimasti in giro, sistemato il tavolino di vetro davanti al divano. Abbiamo persino comprato un mocio per pulire per terra, dopodiché siamo stramazzati morti sul divano.
E mi sono data a un po' di sano shopping. Quando ero piccina mi sarebbe tanto piaciuto avere una Polaroid. Però era un continuo "le pellicole costano troppo e non conviene", così mi convinsi di no. Ora sono grandicella, se spendo una ventina di euro ogni tanto per una pellicola non succede niente, così mi sono decisa. Galeotta fu anche una puntata di Scrubs in cui, uno dei protagonisti, per intenderci Ben, il fratello di Jordan, usa una Polaroid 450, a soffietto. In effetti io puntavo a qualcosa di simile però poi l'occhio mi è cascato su una Polaroid Land 1000 a soli 19.90 €, corredata di borsina originale. Fry è impazzito "prendila! a quel prezzo, anche se non funziona la teniamo così!". Così mi sono aggiudicata l'asta e ieri è arrivato questo magnifico gioiellino:
ed ecco la pellicola che è fuori produzione ma dei pazzi l'hanno ricreata e rimessa in circolo:
La pellicola è cara, 8 scatti sono 19 euro. Ma voglio dire, una volta ogni tanto si fa.
Le nostre prime due foto sono terribili, ma è ovvio, è un giocattolo e per ora lo prendiamo come tale:
Non contenta ho scovato anche questo gioiellino:
così Fry ha deciso di regalarmela per il compleanno. Questa usa pellicole diverse, ancora prodotte dalla Fujifilm. Qua c'è un video che fa vedere le pellicole utilizzate e anche il tipo di fotocamera (abbastanza grossino). Si tratta di pellicole diverse, a separazione, denominate peel-apart, ecco un video di come funzionano (le usavamo anche a scuola).
Domenica, invece, ci rimettiamo a correre. Avevamo saltato venerdì per via della spesa, sabato per via delle pulizie, ma domenica...
Il problema è che domenica c'era anche la fiera dell'elettronica, un posto dove puoi trovare mille cose a poco prezzo, 999 delle quali assolutamente inutili o funzionanti. Io sono riuscita a trovare una schedina microsd per il mio smartphone e un sigillasacchetti (che pare non funzionare). Fry ha preso una fascia portacellulare da braccio, per quando corre (purtroppo troppo grande per il suo braccio), e un portacellulare da auto che invece pare fungere per benino. Finiti i nostri giri e comprate le nostre cavolatine siamo tornati a casa, per uscire di nuovo a correre e poi doccia e via di corsa che domenica sera c'è stato il LAN party.
Dicesi LAN party un momento nel quale molte persone si incontrano, ognuna col proprio portatile e si gioca tutti insieme a un gioco su rete locale. Vietato non arrabbiarsi, bestemmie ammesse.
Ecco alcune foto:
Il gioco in questione era Call of Duty 4 che mai avevo visto. Indovinate infatti chi è morta 20 miliardi di volte riuscidendo a uccidere solo 4 volte. Esatto. C'est moi.
Ma la notizia più importante l'ho avuta oggi.
Mi ha chiamata la mia ex responsabile (di Firenze) dicendo che per loro è ok se torno a lavorare. Ma mi offrono solo un full time che io inizialmente avevo rifiutato, per via del troppo sbatti.
Però ad agosto termina la bella vita, ovvero l'indennità di disoccupazione. E almeno lì avrei un lavoro sicuramente fino a ottobre.
Per cui ho accettato. Ho chiesto solo se possono venirmi incontro con un minimo rimborso spese, e ora sto aspettando una risposta. Quindi habemus lavoro.
Dall'entusiasmo iniziale ora però sono un po' agitata. Tornerò a casa abbastanza tardi, partirò abbastanza presto. Quanto reggerò lo stress? Si vedrà.
Canzone del giorno: Happy Go Lucky Me Paul Evans
Faccio presente che il nostro è un loft, o monolocale, una mansarda piccina insomma. Per quanto era in disordine siamo riusciti a sistemare solo la sala/cucina mentre la camera da letto è ancora sottosopra.
Abbiamo buttato tutta la spazzatura, abbiamo passato l'aspirapolvere ovunque, abbiamo tolto quel tappeto bianco che era diventato grigio dal lerciume che vi abitava. Abbiamo liberato uno dei due tavolini, messo a posto i libri rimasti in giro, sistemato il tavolino di vetro davanti al divano. Abbiamo persino comprato un mocio per pulire per terra, dopodiché siamo stramazzati morti sul divano.
E mi sono data a un po' di sano shopping. Quando ero piccina mi sarebbe tanto piaciuto avere una Polaroid. Però era un continuo "le pellicole costano troppo e non conviene", così mi convinsi di no. Ora sono grandicella, se spendo una ventina di euro ogni tanto per una pellicola non succede niente, così mi sono decisa. Galeotta fu anche una puntata di Scrubs in cui, uno dei protagonisti, per intenderci Ben, il fratello di Jordan, usa una Polaroid 450, a soffietto. In effetti io puntavo a qualcosa di simile però poi l'occhio mi è cascato su una Polaroid Land 1000 a soli 19.90 €, corredata di borsina originale. Fry è impazzito "prendila! a quel prezzo, anche se non funziona la teniamo così!". Così mi sono aggiudicata l'asta e ieri è arrivato questo magnifico gioiellino:
Ecco la borsina:
La pellicola è cara, 8 scatti sono 19 euro. Ma voglio dire, una volta ogni tanto si fa.
Le nostre prime due foto sono terribili, ma è ovvio, è un giocattolo e per ora lo prendiamo come tale:
Non contenta ho scovato anche questo gioiellino:
Domenica, invece, ci rimettiamo a correre. Avevamo saltato venerdì per via della spesa, sabato per via delle pulizie, ma domenica...
Il problema è che domenica c'era anche la fiera dell'elettronica, un posto dove puoi trovare mille cose a poco prezzo, 999 delle quali assolutamente inutili o funzionanti. Io sono riuscita a trovare una schedina microsd per il mio smartphone e un sigillasacchetti (che pare non funzionare). Fry ha preso una fascia portacellulare da braccio, per quando corre (purtroppo troppo grande per il suo braccio), e un portacellulare da auto che invece pare fungere per benino. Finiti i nostri giri e comprate le nostre cavolatine siamo tornati a casa, per uscire di nuovo a correre e poi doccia e via di corsa che domenica sera c'è stato il LAN party.
Dicesi LAN party un momento nel quale molte persone si incontrano, ognuna col proprio portatile e si gioca tutti insieme a un gioco su rete locale. Vietato non arrabbiarsi, bestemmie ammesse.
Ecco alcune foto:
Il gioco in questione era Call of Duty 4 che mai avevo visto. Indovinate infatti chi è morta 20 miliardi di volte riuscidendo a uccidere solo 4 volte. Esatto. C'est moi.
Ma la notizia più importante l'ho avuta oggi.
Mi ha chiamata la mia ex responsabile (di Firenze) dicendo che per loro è ok se torno a lavorare. Ma mi offrono solo un full time che io inizialmente avevo rifiutato, per via del troppo sbatti.
Però ad agosto termina la bella vita, ovvero l'indennità di disoccupazione. E almeno lì avrei un lavoro sicuramente fino a ottobre.
Per cui ho accettato. Ho chiesto solo se possono venirmi incontro con un minimo rimborso spese, e ora sto aspettando una risposta. Quindi habemus lavoro.
Dall'entusiasmo iniziale ora però sono un po' agitata. Tornerò a casa abbastanza tardi, partirò abbastanza presto. Quanto reggerò lo stress? Si vedrà.
Canzone del giorno: Happy Go Lucky Me Paul Evans
Sezione:
Argh,
Filmati,
Firenze,
Fotografia,
Fry_e_Leela,
Lavoro,
Musica,
scimmie,
video
31 marzo 2012
I miei balìn (le mie scimmie).
Leggevo oggi un testo della Littizetto che reputo sempre veritiero e attuale (infatti mi pareva di averlo già postato). Ovvero questo:
Così ho fatto la pazzia e ho comprato una Polaroid Land Camera 1000 a 19 euro.
Sperando che sia funzionante perché il modello cui aspiravo io è la Polaroid ee100, a soffietto. L'ho trovata ora in vendita in offerta e che fare? Comprare o non comprare?
E se aspetto e non ne trovo altre a questo prezzo in Italia (le ho viste su ebay a prezzi più alti però dagli Stati Uniti... e chissà se ci arrivano in Italia)?
In una coppia che si rispetti prima o poi ci si deve scontrare con l’annoso problema del balin. Il pallino. Cioè quella fissa, quella frenesia, quella smania che a turno invade un componente della coppia costringendolo a comprare. Il balin è una forza sconosciuta che si impossessa di te, disattiva i tuoi circuiti cerebrali e ti obbliga, come in trance a buttare via i soldi. Ma comprando cosa? Di solito qualcosa che non serve ma di colpo diventa indispensabile. Non se ne può più fare a meno. E non vale la sottomarca o ancora peggio il tarocco. La tragedia del balin è che una volta soddisfatto, tempo qualche giorno, si dimentica, si ripone e non si usa più. Passa una settimana e ne parte un altro. Ci sono due forme di balin. Il balin di lei e il balin di lui. Quello di lei è molto meno grave. La testa delle donne è piena di balin. Anzi. Azzarderei l’ipotesi che sia fatta proprio di balin. 10% materia grigia / resto balin. E’ una testa simile alla vasca delle palle colorate dove ci butti dentro i figli prima di entrare alla Ikea. Quindi, essendo milioni, sono piccoli balin. Pacchettini e pacchettini di incensi, forniture millenarie di fanghi del Mar Morto, reggiseni ad aria, olio, energia solare, portacipria in piume di cigno, mollette in corno d’alce, nacchere in madreperla, umidificatori da borsetta. Ciarpami che poi alla fine del mese sommati uno all’altro fanno poi la cifra di mezzo stipendio. Il balin di lui è assai più pericoloso. Perché è sempre costosissimo. Una macchina fotografica digitale, uno scanner per il computer, un trapano multifunzionale. Ogni tanto, a lui e solo a lui, prende anche il Gran Balun. Che non è un comune pallino ma è proprio un grande pallone. Da far tremare il conto in banca. Nella fase Gran Balun il tuo lui è in grado di comprarsi una canoa, una vecchia roulotte, un paio di pini marittimi, un’enorme scacchiera in porfido, un purosangue in prepensionamento, un acquario da 50.000 litri, un camion per andare nel deserto e quando esagera persino una comoda baita sulla cima del Nivolet. Purtroppo il balin è una malattia che cronicizza ed è incurabile. Come l’herpes. Sembri guarito ma poi basta un calo di anticorpi e ti ritorna. E solo il vecchio incatenamente alfieriano, a qualcosa di molto pesante, può dare qualche frutto.Mi fa ridere perché è vero. Verissimo. Io ho avuto Gran Balun degni di nota (vedi il basso Cort e la reflex Canon, per esempio) ma in genere sono gli uomini che hanno la meglio con questo tipo di scimmia. A Fry un paio di settimane fa gli è partito l'embolo per comprare il frigorifero. Ora ha l'embolo di una nuova libreria. I miei balìn sono solo lievemente più piccoli. Ieri mi è venuta la curiosità sulle Polaroid. Sì perché dovete sapere che da piccina ne ero estremamente affascinata.
Così ho fatto la pazzia e ho comprato una Polaroid Land Camera 1000 a 19 euro.
Sperando che sia funzionante perché il modello cui aspiravo io è la Polaroid ee100, a soffietto. L'ho trovata ora in vendita in offerta e che fare? Comprare o non comprare?
E se aspetto e non ne trovo altre a questo prezzo in Italia (le ho viste su ebay a prezzi più alti però dagli Stati Uniti... e chissà se ci arrivano in Italia)?
27 marzo 2012
Ogni volte me lo ridico
... la corsa non fa per me. Ma ci riprovo sempre. Appena vedo che i jeans mi vanno stretti (e meno male che non ho la bilancia a portata di mano) mi rimetto in gioco. Per poco, perché come potete immaginare e come ho ripetuto più e più volte, non sono una che si impegna troppo nelle cose. Per ora sto camminando velocemente. Velocemente nel senso che ho il fiatone, torno a casa sudata, ma cerco di mantenere i miei battiti in un contesto accettabile per bruciare i grassi.
Per dirne una stamattina ho camminato per 18 minuti. Poi mi sono vista con due amiche e abbiamo camminato per arrivare in centro (un'ora di cammino andando belle speditine), stasera sono andata a camminare con Fry per altri 18 minuti. Ho le gambe a pezzi praticamente. Ieri sono andata al centro commerciale a piedi. Domani dopo la camminata ho anche la corsa.
Come faccio? Semplice, ho scaricato la app di MiCoach, dell'adidas. Ho deciso di fare l'allenamento bruciagrassi e lui mi dice per quanto devo camminare o correre, se devo accelerare o rallentare. Una volta deciso il piano, si parte all'avventura. Accendi il GPS, avvii l'applicazione e lui segue il tuo percorso, lo salva su google maps. Puoi registrarti anche delle note (ad esempio "battiti troppo alti"), in modo da vedere gli sviluppi e darti una valutazione. Davvero carino.
Quando avvii l'applicazione ti metti le cuffie e decidi che playlist ascoltare. Lui ti fa sentire la musica e ogni tot ti dice quanto manca e come stai andando. E' davvero davvero carino.
Vi lascio qualche schermata per farvi vedere:
Per dirne una stamattina ho camminato per 18 minuti. Poi mi sono vista con due amiche e abbiamo camminato per arrivare in centro (un'ora di cammino andando belle speditine), stasera sono andata a camminare con Fry per altri 18 minuti. Ho le gambe a pezzi praticamente. Ieri sono andata al centro commerciale a piedi. Domani dopo la camminata ho anche la corsa.
Come faccio? Semplice, ho scaricato la app di MiCoach, dell'adidas. Ho deciso di fare l'allenamento bruciagrassi e lui mi dice per quanto devo camminare o correre, se devo accelerare o rallentare. Una volta deciso il piano, si parte all'avventura. Accendi il GPS, avvii l'applicazione e lui segue il tuo percorso, lo salva su google maps. Puoi registrarti anche delle note (ad esempio "battiti troppo alti"), in modo da vedere gli sviluppi e darti una valutazione. Davvero carino.
Quando avvii l'applicazione ti metti le cuffie e decidi che playlist ascoltare. Lui ti fa sentire la musica e ogni tot ti dice quanto manca e come stai andando. E' davvero davvero carino.
Vi lascio qualche schermata per farvi vedere:
Ovviamente poi la applicazione si sincronizza col sito e viene fuori questa robina qui.
Ecco un esempio di calendario con allenamenti (sono personalizzabili, io ho messo tutti i giorni tranne i weekend perché preferisco così). Ah: il calendario è sincronizzabile con google calendar:
La domanda sorge spontanea. Quando finirà la sorpresa per il nuovo giochino, avrò ancora voglia di correre? Mha.
Per ora, si va.
12 marzo 2012
Il nostro frigorifero
In questi giorni in cui sono a casa da sola, senza lavoro e senza occupazione (a parte tentare di studiare il francese, roba totalmente inutile perché io e le lingue viviamo su due pianeti distinti), qualsiasi cosa mi galvanizza. Organizzare una cena, una grigliata, una festa di compleanno e scegliere un frigorifero per casa.
Quando siamo entrati in questa casa io e Fry abbiamo notato diverse mancanze ma la casetta ci piaceva talmente tanto che abbiamo deciso di soprassedere. "Massì, per ora ci arrangiamo". Sono più io a usare questo termine di uso, fa parte della mia filosofia di "e se un giorno dobbiamo spostarci all'improvviso?". La stessa che non mi fa mai disfare le valigie quando vado in vacanza in qualchedove o la stessa che mi fa essere così disordinata (in modo da avere sempre tutto a portata di mano).
Le mancanze in questione sono:
La lavatrice, sì è una scocciatura fare due lavatrici invece che una, però per ora ci va bene questa anche perché essendo piccina l'hanno incassata sotto al tavolo della cucina e una lavatrice di dimensioni standard non sapremmo proprio dove metterla - in quanto ci vorrebbe anche l'attacco dell'acqua.
Lo spazio per il frigorifero invece in teoria ce l'avremmo, così, dopo accese discussioni su quale comprare ma soprattutto dove metterlo ci siamo messi in cerca.
I centri commerciali sono abbastanza per potersi fare un'idea e la cosa buffa è che siamo partiti dall'ipermegafigo frigorifero color silver alto quasi due metri e di marca poi, pensando che il frigo che abbiamo è praticamente il niente del niente, abbiamo accettato il compromesso del frigo non gigante, bianco ma soprattutto di marca sconosciuta. Finché non abbiamo trovato un Ignis in offerta a 329 euro. Gigante, di marca, e color silver.
Nulla, felici come due bambini siamo tornati a casa per prendere le misure. Sì perché sapete, vivendo in una mansarda, non sai mai cosa ti ci sta sulle pareti. Devi tenere conto che l'altezza del soffitto non è sempre la stessa e non puoi piazzare in casa tutti i mobili che vuoi.
Per qualche strano tipo di fortuna il frigo ci sta, e oggi siamo andati a comprarlo. Finalmente possiamo mettere la brita nel frigo, preoccuparci meno delle muffe, e avere un congelatore in cui dimenticarci ogni genere d'alimento.
Quando siamo entrati in questa casa io e Fry abbiamo notato diverse mancanze ma la casetta ci piaceva talmente tanto che abbiamo deciso di soprassedere. "Massì, per ora ci arrangiamo". Sono più io a usare questo termine di uso, fa parte della mia filosofia di "e se un giorno dobbiamo spostarci all'improvviso?". La stessa che non mi fa mai disfare le valigie quando vado in vacanza in qualchedove o la stessa che mi fa essere così disordinata (in modo da avere sempre tutto a portata di mano).
Le mancanze in questione sono:
- il frigorifero - che ora consta di un minifrigo alto meno di un metro con sportellino congelatore che non congela (ma stranamente produce ghiaccio). Suddetto oggetto più che refrigerare - anche se funziona eh? - produce acqua. Il ghiaccio prodotto nello sportellino frigo fuoriesce dallo sportellino, si sghiaccia in frigo e gocciola al suo interno. Ogni cosa che tiriamo fuori dal frigo è costantemente ricoperta d'acqua e i cassettini in cui andrebbe la verdura sono praticamente dei miniacquari in cui si sono sviluppati ecosistemi a sé.
- la lavatrice - che c'è, è anche una Candy. Ma come il frigo è mini. Anch'esso molto basso, sportellino piccolo, carico di 3 kg. Se dobbiamo lagare dei jeans ci tocca farlo a più riprese e un set di lenzuola e copripiumone ci entra solo con l'ausilio di gomito/ginocchia.
- l'armadio - anche quello presente ma basso e scomodo. Per ora per l'armadio ci siamo limitati a usare una libreria Ikea come sostituto di cassettiera, in cui mettere le cose che nell'armadio non ci vanno. Per cui questa mancanza l'abbiamo in parte colmata.
La lavatrice, sì è una scocciatura fare due lavatrici invece che una, però per ora ci va bene questa anche perché essendo piccina l'hanno incassata sotto al tavolo della cucina e una lavatrice di dimensioni standard non sapremmo proprio dove metterla - in quanto ci vorrebbe anche l'attacco dell'acqua.
Lo spazio per il frigorifero invece in teoria ce l'avremmo, così, dopo accese discussioni su quale comprare ma soprattutto dove metterlo ci siamo messi in cerca.
I centri commerciali sono abbastanza per potersi fare un'idea e la cosa buffa è che siamo partiti dall'ipermegafigo frigorifero color silver alto quasi due metri e di marca poi, pensando che il frigo che abbiamo è praticamente il niente del niente, abbiamo accettato il compromesso del frigo non gigante, bianco ma soprattutto di marca sconosciuta. Finché non abbiamo trovato un Ignis in offerta a 329 euro. Gigante, di marca, e color silver.
Nulla, felici come due bambini siamo tornati a casa per prendere le misure. Sì perché sapete, vivendo in una mansarda, non sai mai cosa ti ci sta sulle pareti. Devi tenere conto che l'altezza del soffitto non è sempre la stessa e non puoi piazzare in casa tutti i mobili che vuoi.
Per qualche strano tipo di fortuna il frigo ci sta, e oggi siamo andati a comprarlo. Finalmente possiamo mettere la brita nel frigo, preoccuparci meno delle muffe, e avere un congelatore in cui dimenticarci ogni genere d'alimento.
Sezione:
Argh,
Cazzate,
Fry_e_Leela,
Sapevatelo,
scimmie,
Siopping
18 novembre 2011
Rumori del mattino
Ognuno di noi ha dei rumori che gli ricordano il mattino, l'ora della sveglia. C'è chi viene svegliato dal cinguettio degli uccelli, chi dal treno delle 7.35 che passa proprio sotto casa, chi dal rumore del traffico, chi dall'ascensore che viene chiamato al piano.
Anche io ho dei miei rumori: la caldaia che si accende, l'ascensore che parte. E Maya che gioca con qualsiasi cosa trova in giro. Tovaglioli, pezzi i carta, bicchierini di plastica. Ogni cosa. Mercoledì mattina invece nessun rumore mi ha svegliata. Ho spento la sveglia, impostata sulla vibrazione, dopo averla fatta suonare altre due volte e averla rimandata con la funzione snooze. Chiudo un attimo gli occhi e altre vibrazioni (non il gruppo) mi svegliano. In automatico ho il piano dati che si attiva alle 6.30 del mattino e quindi incominciavano ad arrivarmi le notifiche sul telefono. Peccato che io devo uscire di casa alle 6.35 per evitare di perdere il bus, che ha la ottima frequenza di 1 bus all'ora per andare a Castelfranco Emilia. Come risolvere il dilemma? Mi sono vestita di fretta - ero rimasta con il mascara dal giorno prima (lo so, lo so, non di fa) per cui con un pezzettino di carta igienica mi sono sfregata via le sbavature del mascara - e senza nè prendere il caffé, nè fare pipì, nè lavarmi la faccia o i denti sono uscita, appena in tempo. Mi sono sentita un grosso schifo tutto il giorno, quel luridume psicologico che avresti bisogno di una doccia di tre ore. Inoltre ho beccato un cliente che mi ha urlato in faccia e mi ha trattata malissimo, tanto che il mio responsabile si è alzato per venirmi incontro e dargli una calmata. E io? Non mi stavo mettendo a piangere una volte che lui è uscito dall'ufficio? La verità è che avrei voluto scazzottarlo per bene, ma non potevo, non era il caso, così non si fa, detesto la violenza e altre mille svariate convinzioni che, volente o nolente, mi sono penetrate nel cervello. Se non si era intuito è stata una settimana dura, a volte il mio lavoro è davvero simpatico, a volte è stressante. Più spesso mi dico che non so fare nient'altro, e sempre più spesso invece vorrei dirmi che questa è una distorsione della realtà, perché, come ho scritto nel precedente post, ho le potenzialità per fare qualsiasi cosa. Non so se lo avevo già scritto ma sto leggendo questo libro. Fry ne ha, secondo me, un grosso rifiuto. Ogni volta che gli descrivo, entusiasta, le scoperte riguardo ciò che sono, storce il naso. E io provo quindi resistenza a parlargliene. Anche perché non mi sto autoanalizzando, sarebbe da pazzi. Sto solo scoprendo il perché di alcuni miei atteggiamenti, il perché anche di tanti pregiudizi e azioni. So benissimo che per lavorare in profondità ci vorrebbe uno psicoterapeuta. Ho invece come l'impressione che secondo lui io stia cercando soluzioni semplici a problemi complessi. Non ho nessuna voglia di autoanalizzarmi, e non penso che porterebbe da nessuna parte. Voglio solo rischiarare la strada per sapere, una volta in terapia, dove andare. Per quel che riguarda Bologna, sappiate che il clima di Bologna è purtroppo il peggiore che io abbia mai incontrato. Non è ancora pieno inverno ma fa freddissimo, e d'estate si sviene dal caldo. Non c'è verso di trovarsi bene, il freddo penetra da sotto i vestiti e l'umidità fa scricchiolare le ossa. Ebbene sì. Pensavo che facesse più freddo a Torino. E invece.
Anche io ho dei miei rumori: la caldaia che si accende, l'ascensore che parte. E Maya che gioca con qualsiasi cosa trova in giro. Tovaglioli, pezzi i carta, bicchierini di plastica. Ogni cosa. Mercoledì mattina invece nessun rumore mi ha svegliata. Ho spento la sveglia, impostata sulla vibrazione, dopo averla fatta suonare altre due volte e averla rimandata con la funzione snooze. Chiudo un attimo gli occhi e altre vibrazioni (non il gruppo) mi svegliano. In automatico ho il piano dati che si attiva alle 6.30 del mattino e quindi incominciavano ad arrivarmi le notifiche sul telefono. Peccato che io devo uscire di casa alle 6.35 per evitare di perdere il bus, che ha la ottima frequenza di 1 bus all'ora per andare a Castelfranco Emilia. Come risolvere il dilemma? Mi sono vestita di fretta - ero rimasta con il mascara dal giorno prima (lo so, lo so, non di fa) per cui con un pezzettino di carta igienica mi sono sfregata via le sbavature del mascara - e senza nè prendere il caffé, nè fare pipì, nè lavarmi la faccia o i denti sono uscita, appena in tempo. Mi sono sentita un grosso schifo tutto il giorno, quel luridume psicologico che avresti bisogno di una doccia di tre ore. Inoltre ho beccato un cliente che mi ha urlato in faccia e mi ha trattata malissimo, tanto che il mio responsabile si è alzato per venirmi incontro e dargli una calmata. E io? Non mi stavo mettendo a piangere una volte che lui è uscito dall'ufficio? La verità è che avrei voluto scazzottarlo per bene, ma non potevo, non era il caso, così non si fa, detesto la violenza e altre mille svariate convinzioni che, volente o nolente, mi sono penetrate nel cervello. Se non si era intuito è stata una settimana dura, a volte il mio lavoro è davvero simpatico, a volte è stressante. Più spesso mi dico che non so fare nient'altro, e sempre più spesso invece vorrei dirmi che questa è una distorsione della realtà, perché, come ho scritto nel precedente post, ho le potenzialità per fare qualsiasi cosa. Non so se lo avevo già scritto ma sto leggendo questo libro. Fry ne ha, secondo me, un grosso rifiuto. Ogni volta che gli descrivo, entusiasta, le scoperte riguardo ciò che sono, storce il naso. E io provo quindi resistenza a parlargliene. Anche perché non mi sto autoanalizzando, sarebbe da pazzi. Sto solo scoprendo il perché di alcuni miei atteggiamenti, il perché anche di tanti pregiudizi e azioni. So benissimo che per lavorare in profondità ci vorrebbe uno psicoterapeuta. Ho invece come l'impressione che secondo lui io stia cercando soluzioni semplici a problemi complessi. Non ho nessuna voglia di autoanalizzarmi, e non penso che porterebbe da nessuna parte. Voglio solo rischiarare la strada per sapere, una volta in terapia, dove andare. Per quel che riguarda Bologna, sappiate che il clima di Bologna è purtroppo il peggiore che io abbia mai incontrato. Non è ancora pieno inverno ma fa freddissimo, e d'estate si sviene dal caldo. Non c'è verso di trovarsi bene, il freddo penetra da sotto i vestiti e l'umidità fa scricchiolare le ossa. Ebbene sì. Pensavo che facesse più freddo a Torino. E invece.
05 novembre 2011
Recensina. Piccola recensione.
La settimana scorsa o forse due settimane fa (non so perché il tempo per me ha assunto una dimensione tutta sua) ho finalmente acquistato Lavera Natural Liquid Foundation (nella colorazione più chiara, la 01, porcelain) e il Lavera Natural Concealer, il correttore anch'esso nella sua colorazione più chiara.
Purtroppo ho notato che il mio fondotinta in polvere, minerale, per l'inverno non va bene perché appena posato sulla pelle fa un effetto seccante anche se poi scaldandosi diventa perfetto ma, soprattutto attorno agli occhi, si infila nelle mie microrughette che diventano quindi più evidenti. Tenendo fede al mio credo verso prodotti naturali mi sono messa a cercare su internet alcune opinioni in merito. Ero indecisa tra il fondotinta di The Body Shop (non così naturale in effetti) e quello della Lavera. Dopo aver letto diverse opinioni negative su quello di The Body Shop (pare che si trasferisca su qualsiasi cosa e basta appoggiarsi un pochino da qualche parte per lasciare le impronte) mi sono decida per la Lavera. Sul web ho letto che è un buon fondotinta anche se non è molto coprente. Premetto che i fondotinta coprenti non mi piacciono, preferisco un effetto più naturale e una volta provato devo dire che questo, per me, è perfetto. Il mio unico problema è che avendo la pelle grassa, dopo qualche ora divento lucida come una bambola di cera ma su questo posso fare ben poco e credo che il problema sia della crema che uso come base, non molto consona alla mia pelle ma ad oggi questa è quella che ho, e che devo finire.
La texture è molto fine e come ho detto prima la copertura è medio-bassa. Il correttore anche, copre poco ma così facendo evita quello strano effetto pandaalcontrario che spesso vedo in giro (contorno occhi chiarissimo). Con una sventolata di cipria (nel mio caso minerale ovviamente) sopra la situazione migliora moltissimo e sono molto soddisfatta del mio acquisto. Appena riesco magari posto delle foto del prima e del dopo per farvi vedere l'effetto. Non ho una pelle orrendissima quindi nel mio caso il fondotinta serve solo a uniformare l'incarnato, ma credo che possa essere utilizzato anche da chi non ha una pelle propriamente stupenda. Penso che sia meglio vedere qualche difettuccio che presentarsi con un viso a mascherone. Io le ho trovate in un negozietto di roba biologica ma se volete potete acquistare i prodotti del marchio Lavera anche qui.
Ho conosciuto Lavera per caso, i suoi burrocacao sono gli unici che fanno qualcosa alle mie stupide labbra e speravo di prendere in futuro anche uno dei suoi deodoranti. Se qualcuno li ha provati me lo faccia sapere.
07 ottobre 2011
Io, vittima del marketing.
Ecco il mio nuovo telefono. Non ne avevo assolutamente bisogno, e nonostante la mia attuale lettura "i persuasori occulti" mi sono lasciata convincere che il mio telefono fosse ormai un oggetto obsoleto e che dovesse essere cambiato. Gli aggiornamenti lo rendevano lento, molti programmi non potevano più essere installati perché non compatibili ed eccomi qui col mio samsung galaxy s. Io a dirla tutta puntavo sul nexus s, ma era ancora troppo caro, e quando hanno annunciato la vendita di questo, scontato del 50% sono diventata vittima del marketing!
Però posso dire una cosa? È un oggetto davvero meraviglioso e mi ci trovo molto bene.
Vedremo.
31 marzo 2011
Lomo e dintorni
Ho una nuova scimmia. Che spero passerà presto. Ma forse anche no. Comunque ieri mi è venuto il trip per questo kit.
Vorrei regalarmelo per il compleanno ma ora ho problemi un po' più urgenti tipo sopravvivere con quello che ho finché non trovo un lavoro. E magari comprarmi il mio terzo paio di pantaloni, tipo.
Giusto per dire, le fotografie fatte con questa macchinetta sono davvero fichissime.
Ci penserò. Per ora mi accontento di alcuni filtri da piazzare sulle foto digitali.
Canzone del giorno: Susie Q Creedence Clearwater Revival
Vorrei regalarmelo per il compleanno ma ora ho problemi un po' più urgenti tipo sopravvivere con quello che ho finché non trovo un lavoro. E magari comprarmi il mio terzo paio di pantaloni, tipo.
Giusto per dire, le fotografie fatte con questa macchinetta sono davvero fichissime.
Ci penserò. Per ora mi accontento di alcuni filtri da piazzare sulle foto digitali.
Canzone del giorno: Susie Q Creedence Clearwater Revival
17 maggio 2010
Tette, culi e mandolino
La mia mattinata è cominciata parecchio male: that's life, odio i lunedì.
Sono rimasta quasi senza pastiglie, non quelle per la tiroide, quell'altre. Che casino, quelle per la tiroide le chiamo, per l'appunto, quelle per la tiroide. Le altre non so come chiamarle e quindi le chiamo quell'altre! Per intenderci, in ogni caso, "le altre" sono le pastiglie che mi fanno sentire da schifo. Presa dal panico venerdì dico a Roccio che ci tocca andare dalla dottora a farci fare la ricetta.
Chiamo venerdì pomeriggio l'ambulatorio, perché c'è questa cosa, te chiami e prenoti l'appuntamento. E loro ti dicono: vieni alle 18, alle 18.30, ecc. Così chiamo e non mi risponde nessuno. Chiamo di nuovo e ancora nulla. Chiamo la terza volta e risponde un omino che mi dice che la mia dottora non fa più il venerdì pomeriggio. "E da quando?" chiedo io "Da inizio anno!" risponde garrulo il signore.
Entro nel panico perché ho pastiglie fino a mercoledì e "le altre pastiglie" vanno ordinate un giorno prima, perché non le ha nessuno lì per lì.
Così penso di andare lunedì mattina, quindi questa mattina, prima di andare al lavoro, sperando che l'orario sia quello giusto. Secondo il mio fogliolino, ormai obsoleto, la dottora c'è dalle 9 in poi. Quindi vado qualche minuto prima delle 9 e scopro che la dottora c'è dalle 9.30 in poi. Un omino che sta aspettando da prima di me, me lo dice. E io, furbescamente "Bhe, speriamo arrivi subito che devo solo fare delle ricette e poi devo correre al lavoro" e sottolineo correre. Lui alza lo sguardo dal libro e invece di dirmi, come speravo "bhe se deve fare solo ricette la faccio passare" mi dice "bhe se deve fare solo delle ricette poteva chiamare".
Azzo.
E sottolineo azzo.
Aspetto, mentre l'omino di cui sopra mi dice che tanto la dottora arriva sempre un po' prima. Si fanno le 9.15, le 9.20, le 9.30 (e i vecchini cominciano a bofonchiare, loro che hanno tutto il tempo del mondo e si sono prenotati da venerdì per passare in tempo! Ma in tempo per cosa?). Arrivano le 9.45, mi prende malissimo perché sto perdendo tempo e decido di tornare al lavoro, farò come dice l'omino, la chiamerò non appena sul bus.
5 minuti dopo sono sul bus e la chiamo, era appena arrivata in ambulatorio.
Come dire: che culo.
Comunque la situazione ricette è a posto, quindi ora sono un po' più tranquilla.
Ieri invece sono andata a trovare Roccio in sala prove e mi sono divertita parecchio in primis perché checchè se ne dica a me il Metal piace. Non tutto tutto, ma molto. E poi perché i metallari sono divertenti (e generosi, mi hanno offerto una birrozza senza nemmeno conoscermi).
Ho deciso di coniare un nuovo termine per le gnocche stratosferiche che fanno politica e non ne sanno nulla: le politichine. Culi, tette e mandolino. That's Italy.
Flashback: alle superiori il mio prof di grafica ci chiese di realizzare un logo per l'Italia come compito in classe (qualcosa come il logo creato per il sito italia.it, ma meno orribile). Un mio compagno non si decideva a fare nulla allora il prof gli suggerì di mettere in versione grafica che cosa l'Italia gli faceva venire in mente; lui si illuminò di improvviso gridando "Tette, culi e mandolino!". Il prof tirò su le spalle, e non perché faceva spallucce, ma perché era un suo tic e disse "Bhe prova a disegnarlo". Lui disegnò un mandolino con il corpo a forma di culo e la paletta del manico a forma di tette. Geniale.
Ho una nuova scimmia...
Canzone del giorno: 2 Minutes To Midnight Iron Maiden
Sono rimasta quasi senza pastiglie, non quelle per la tiroide, quell'altre. Che casino, quelle per la tiroide le chiamo, per l'appunto, quelle per la tiroide. Le altre non so come chiamarle e quindi le chiamo quell'altre! Per intenderci, in ogni caso, "le altre" sono le pastiglie che mi fanno sentire da schifo. Presa dal panico venerdì dico a Roccio che ci tocca andare dalla dottora a farci fare la ricetta.
Chiamo venerdì pomeriggio l'ambulatorio, perché c'è questa cosa, te chiami e prenoti l'appuntamento. E loro ti dicono: vieni alle 18, alle 18.30, ecc. Così chiamo e non mi risponde nessuno. Chiamo di nuovo e ancora nulla. Chiamo la terza volta e risponde un omino che mi dice che la mia dottora non fa più il venerdì pomeriggio. "E da quando?" chiedo io "Da inizio anno!" risponde garrulo il signore.
Entro nel panico perché ho pastiglie fino a mercoledì e "le altre pastiglie" vanno ordinate un giorno prima, perché non le ha nessuno lì per lì.
Così penso di andare lunedì mattina, quindi questa mattina, prima di andare al lavoro, sperando che l'orario sia quello giusto. Secondo il mio fogliolino, ormai obsoleto, la dottora c'è dalle 9 in poi. Quindi vado qualche minuto prima delle 9 e scopro che la dottora c'è dalle 9.30 in poi. Un omino che sta aspettando da prima di me, me lo dice. E io, furbescamente "Bhe, speriamo arrivi subito che devo solo fare delle ricette e poi devo correre al lavoro" e sottolineo correre. Lui alza lo sguardo dal libro e invece di dirmi, come speravo "bhe se deve fare solo ricette la faccio passare" mi dice "bhe se deve fare solo delle ricette poteva chiamare".
Azzo.
E sottolineo azzo.
Aspetto, mentre l'omino di cui sopra mi dice che tanto la dottora arriva sempre un po' prima. Si fanno le 9.15, le 9.20, le 9.30 (e i vecchini cominciano a bofonchiare, loro che hanno tutto il tempo del mondo e si sono prenotati da venerdì per passare in tempo! Ma in tempo per cosa?). Arrivano le 9.45, mi prende malissimo perché sto perdendo tempo e decido di tornare al lavoro, farò come dice l'omino, la chiamerò non appena sul bus.
5 minuti dopo sono sul bus e la chiamo, era appena arrivata in ambulatorio.
Come dire: che culo.
Comunque la situazione ricette è a posto, quindi ora sono un po' più tranquilla.
Ieri invece sono andata a trovare Roccio in sala prove e mi sono divertita parecchio in primis perché checchè se ne dica a me il Metal piace. Non tutto tutto, ma molto. E poi perché i metallari sono divertenti (e generosi, mi hanno offerto una birrozza senza nemmeno conoscermi).
Ho deciso di coniare un nuovo termine per le gnocche stratosferiche che fanno politica e non ne sanno nulla: le politichine. Culi, tette e mandolino. That's Italy.
Flashback: alle superiori il mio prof di grafica ci chiese di realizzare un logo per l'Italia come compito in classe (qualcosa come il logo creato per il sito italia.it, ma meno orribile). Un mio compagno non si decideva a fare nulla allora il prof gli suggerì di mettere in versione grafica che cosa l'Italia gli faceva venire in mente; lui si illuminò di improvviso gridando "Tette, culi e mandolino!". Il prof tirò su le spalle, e non perché faceva spallucce, ma perché era un suo tic e disse "Bhe prova a disegnarlo". Lui disegnò un mandolino con il corpo a forma di culo e la paletta del manico a forma di tette. Geniale.
Ho una nuova scimmia...
Canzone del giorno: 2 Minutes To Midnight Iron Maiden
10 settembre 2008
Ma davvero è solo mercoledì? Ma come si fa a lavorare per una vita intera?
Ieri mi è preso il trip dei tatuaggi all'hennè. Poi controllo bene dove posso prendere un paio di cucchiaiate di hennè e ci provo. Certo, dovrò tatuarmi mentre corriamo perché il tempo è quello che è. O magari il prossimo weekend. Insomma staremo a vedere.
Ma davvero è mercoledì?
Porcamiseriaccia.
Ieri mi è preso il trip dei tatuaggi all'hennè. Poi controllo bene dove posso prendere un paio di cucchiaiate di hennè e ci provo. Certo, dovrò tatuarmi mentre corriamo perché il tempo è quello che è. O magari il prossimo weekend. Insomma staremo a vedere.
Ma davvero è mercoledì?
Porcamiseriaccia.
02 settembre 2008
No mediocrisia
Forse ho sbagliato a giudicare egoista la scelta di una mamma che decide di far nascere un bambino difficile. Forse davvero bisogna trovarcisi.
Fine questione.
Ieri sera siamo andati a vedere Piero Pelù. Mi sento sempre piccina quando vado a vederlo, un po' perché non ho mai avuto un cantante per cui mi sarei strappata i capelli, ma Pelù ci si avvicinava molto, e poi perché quando si parlava di fare una band a 14 anni qualche suo pezzo veniva sempre fuori. Per dirla tutta, quando ho detto a mia sorella che si andava a vedere Pelù ha esclamato "Che figo Pelù!". In effetti è un bell'uomo con una bella presenza scenica.
Ed è un figo, certo.
Come dice Roccio, può anche non piacere la sua musica ma ha energia da vendere, e penso che andare a vedere concerti sia una buona lezione di stile per chi vuole suonare. In questo caso era anche gratis.
Comunque lo abbiamo aspettato per farci una foto con lui, anzi farmi fare una foto con lui, così mia sorella morirà di invidia. Ed ecco com'è che mi sento piccina andando a vedere Pelù.
Gira e rigira siamo andati a dormire alle 2. Tardi? Sì, vero. Ma cazzo siamo giovani. Ci svegliamo al mattino alle 7 ma la sera dobbiamo essere vispi. Dormire al lavoro e non la sera. Vivere.
Mercoledì sera andiamo a vedere Max Gazzè, di sicuro non balleremo come con Pelù ma sono curiosa di vederlo dal vivo. Ogni volta che guardo un gruppo sul palco penso al fatto che potrei esserci io lì sopra: cazzarola il mondo è pieno di gruppi bravi che non fanno roba difficilissima.
E' il momento di fare quel passo in più, quello che distingue una persona mediocre da una persona in gamba. E se finora essere una persona mediocre mi andava bene, ora non più. Voglio impegnarmi e imparare a suonare. Davvero.
Canzone del giorno (ovvio): Lo spettacolo (Ex) Litfiba e anche
Litfiba tornate insieme Elio e le Storie Tese
Ieri qualcuno diceva che hanno annullato il concerto di Elio alla fortezza. Qualcuno sa perché?
Fine questione.
Ieri sera siamo andati a vedere Piero Pelù. Mi sento sempre piccina quando vado a vederlo, un po' perché non ho mai avuto un cantante per cui mi sarei strappata i capelli, ma Pelù ci si avvicinava molto, e poi perché quando si parlava di fare una band a 14 anni qualche suo pezzo veniva sempre fuori. Per dirla tutta, quando ho detto a mia sorella che si andava a vedere Pelù ha esclamato "Che figo Pelù!". In effetti è un bell'uomo con una bella presenza scenica.
Ed è un figo, certo.
Come dice Roccio, può anche non piacere la sua musica ma ha energia da vendere, e penso che andare a vedere concerti sia una buona lezione di stile per chi vuole suonare. In questo caso era anche gratis.
Comunque lo abbiamo aspettato per farci una foto con lui, anzi farmi fare una foto con lui, così mia sorella morirà di invidia. Ed ecco com'è che mi sento piccina andando a vedere Pelù.
Gira e rigira siamo andati a dormire alle 2. Tardi? Sì, vero. Ma cazzo siamo giovani. Ci svegliamo al mattino alle 7 ma la sera dobbiamo essere vispi. Dormire al lavoro e non la sera. Vivere.
Mercoledì sera andiamo a vedere Max Gazzè, di sicuro non balleremo come con Pelù ma sono curiosa di vederlo dal vivo. Ogni volta che guardo un gruppo sul palco penso al fatto che potrei esserci io lì sopra: cazzarola il mondo è pieno di gruppi bravi che non fanno roba difficilissima.
E' il momento di fare quel passo in più, quello che distingue una persona mediocre da una persona in gamba. E se finora essere una persona mediocre mi andava bene, ora non più. Voglio impegnarmi e imparare a suonare. Davvero.
Canzone del giorno (ovvio): Lo spettacolo (Ex) Litfiba e anche
Litfiba tornate insieme Elio e le Storie Tese
Ieri qualcuno diceva che hanno annullato il concerto di Elio alla fortezza. Qualcuno sa perché?
13 agosto 2008
Le passioni sono qualcosa di inspiegabile per me. A volte sono come lievi scimmie che diventano ossessioni e si trasformano in passioni. A volte rimangono sopite dentro di me e poi esplodono all'esterno e improvvisamente mi rendo conto che la cosa mi piace. E mi chiedo perché non l'avessi mai fatta prima.
Vedi il basso.
L'ho conosciuto a 15 anni, mi ero fissata di prenderne uno. Poi le finanze erano quello che erano, mio padre mi regalava gli strumenti che piacevano a lui ("Papà mi compri un violino?" "Certo" e mi prese una chitarra classica) - anzi oggi quasi mi pento di avere messo da parte lo studio del violino. Non sarei diventata qualcuno ma avrei imparato uno strumento che davvero mi piace.
In ogni caso sono felice di aver comprato il basso a gennaio. Sicuramente passeranno dei periodi in cui non lo suonerò. Capita.
Voglio dire: non si può vivere di una sola passione, ce ne sono tante. C'è chi riesce a far convivere le passioni tutte insieme e chi si dedica a una passione per volta. Io sono nel secondo gruppo; passo un periodo a "scolpire" il fimo, ne passo un altro col basso, poi mi metto a disegnare, poi installo cose assurde e difficili su linux solo per il gusto di baloccare.
Mi piacerebbe mettere insieme una lista delle passioni e di come le persone conciliano tempo e cose da fare.
Comunque, sto divagando.
Oggi conoscerò la mia dottoressa, o la sua sostituta. Ho bisogno delle mie pastiglie e speriamo non rompano le scatole facendomi fare altri esami del sangue: ho una mezza cartella clinica con me! Con radiografie e tutto il resto.
Stamattina ho suonicchiato, sempre Sweet Child Of Mine, mi sono messa in testa che devo impararla e impararla bene.
E poi chissà, magari inventare un giro di basso? Troppo presto?
Sì, decisamente.
Canzone del giorno: Kickapoo Tenacious D.
Vedi il basso.
L'ho conosciuto a 15 anni, mi ero fissata di prenderne uno. Poi le finanze erano quello che erano, mio padre mi regalava gli strumenti che piacevano a lui ("Papà mi compri un violino?" "Certo" e mi prese una chitarra classica) - anzi oggi quasi mi pento di avere messo da parte lo studio del violino. Non sarei diventata qualcuno ma avrei imparato uno strumento che davvero mi piace.
In ogni caso sono felice di aver comprato il basso a gennaio. Sicuramente passeranno dei periodi in cui non lo suonerò. Capita.
Voglio dire: non si può vivere di una sola passione, ce ne sono tante. C'è chi riesce a far convivere le passioni tutte insieme e chi si dedica a una passione per volta. Io sono nel secondo gruppo; passo un periodo a "scolpire" il fimo, ne passo un altro col basso, poi mi metto a disegnare, poi installo cose assurde e difficili su linux solo per il gusto di baloccare.
Mi piacerebbe mettere insieme una lista delle passioni e di come le persone conciliano tempo e cose da fare.
Comunque, sto divagando.
Oggi conoscerò la mia dottoressa, o la sua sostituta. Ho bisogno delle mie pastiglie e speriamo non rompano le scatole facendomi fare altri esami del sangue: ho una mezza cartella clinica con me! Con radiografie e tutto il resto.
Stamattina ho suonicchiato, sempre Sweet Child Of Mine, mi sono messa in testa che devo impararla e impararla bene.
E poi chissà, magari inventare un giro di basso? Troppo presto?
Sì, decisamente.
Canzone del giorno: Kickapoo Tenacious D.
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