18 luglio 2006

È solo un lunedì

Quando i lunedì sono nient'altro che lunedì. Il primo giorno della settimana lavorativa in cui tutto può accadere: capita ad esempio che la macchina non parta, che sbagli a prendere il pullman, che la giornata al lavoro non cominci proprio bene, che al ritorno il pullman è bloccato per la strada da una serie di tifosi incazzati, e che quando scendi dal pullman numero 1, il pullman numero 2 parte in quell'istante e tu lo perdi.
Non preoccuparti, del resto è solo un lunedì. Sono stati progettati apposta per farti fare le ossa sugli altri lunedì che potrebbero essere peggiori.
Per quel che mi riguarda ieri non ho fatto nulla. Nulla nulla. Ho solo messo da mangiare ai camaleonti, ma non ho bagnato le piante, non sono uscita di casa, non ho letto, non ho fatto nulla. Mi sono riposata.
Del resto a non fare un cazzo ci si stanca.
Quindi ho acceso il pc con windows, quello ormai ammuffito che non accendo mai se non in casi disperati e ho cazzeggiato. Ho giocato (è davvero tanto che non tocco il pc per giocare). Poi ho attaccato il C64DTV e mi sono persa un po' tra i ricordi. Avanti, chi non ha mai avuto un commodore 64?
Io ricordo bene quando il mio babbo l'ha comprato. Dove abitavamo prima, sotto casa c'era un grosso negozio di elettrodomestici e mobili, Audisio. Noi ci abbiamo comprato tutto lì, ma tutto tutto. La tv, il videoregistratore, il frigorifero, il divano, la sorella, il cane, la tappezzeria, i criceti e qualche stronzata in meno di quelle che sto dicendo. Audisio era il negozio di fiducia: io ci andavo a comprare le videocassette vergini, le cassette vergini, le pile, i jack, le cuffie, ogni cosa: davvero. Quando ha chiuso mi è davvero spiaciuto. Mi piaceva un sacco andare da quel signore con i capelli bianchi, faccia conosciuta e familiare, quasi un amico consigliere. Te andavi e chiedevi "Perché questo costa meno di quello? Cosa mi consiglia tra le due cose?" E lui non cercava mai di liquidarti in due secondi, poi con noi era davvero gentile avendogli praticamente acquistato ogni merce possibile e immaginabile in pochi anni. Mio padre era del partito che "Se non funziona si compra nuovo". Così un giorno la tv è morta e lui è sceso da Audisio a prenderne una nuova.
Il commodore è stato un regalo per mia sorella. Noi non si navigava nell'oro ma abbiamo sempre avuto tutto. Anche il videoregistratore quando pochi ce l'avevano. E poi il mio babbo era geniale a comprare le cose giuste alle persone sbagliate. Difatti il commodore mia sorella lo usò davvero poco: ma indovinate chi ci passava intere giornate? Bravi. La sottoscritta.
Io non sapevo e non mi importava assolutamente nulla di cosa capitasse all'interno del grosso tastierone quando lo accendevi. Sapevo solo infilare la cassettina, scrivere "LOAD" e leggere "PRESS PLAY ON TAPE". Ai tempi non sapevo nemmeno che significasse. Io comunque premevo play e aspettavo. Aspettavo. Aspettavo. 8 minuti per caricare un gioco, un'eternità se si pensa che oggi bastano pochi secondi, e anche meno.
Poi la pausa, tornava lo schermo azzurro scuro su azzurro chiaro e te scrivevi "RUN" e magicamente compariva il gioco. Principesse da salvare, uomini in preda all'ira degli dei, palline che devono rimbalzare ovunque, mezzi spaziali che devono sparare a ogni cosa. Io ho dei ricordi molto belli di quel periodo. E questo aggeggino che Roccio ha preso a Firenze è eccezionale. Solo un joystick con dentro i giochi. Lo attacchi alla tv e va. Spaziale.
Poi si ruppe e venne abbandonato.
Qualche anno fa, io e il mio ex ne comprammo uno usato da una coppia che lo vendeva a qualcosa come 100 mila lire con incluse non so quante cassette. Per dirvi la quantità c'era una busta grossa tipo quelle mediaworld, piena di cassette. Ci passammo qualche pomeriggio ma poi lo rivendemmo anche noi. Un po' mi è dispiaciuto: insieme alle loro cassette abbiamo poi rivenduto anche le mie, che anche se ormai non me ne facevo nulla, erano comunque un ricordo.
Perché se il mio babbo era del partito di comprare tutto nuovo, io comunque sono del partito che non butta mai via nulla. Casa mia è un magazzino.
Come la mia testa.

12 commenti:

Anonimo ha detto...

Ricordo i cazzotti al caricatore, quando non partiva, cioè sempre. Ricordo "nemesis", il videogioco dell'astronavina. Le cassette.
Che bei temi, ancora capivo tutto della vita! Bastava un cazzotto e le robe partivano...
Un affarone, praticamente.
Lo so, andare d'accordo in vacanza è pressochè impossibile. Ma io parto da una certezza: andare d'accordo con me è praticamente impossibile sempre, quindi, nemmeno c'è tanto da sforzarsi!
Peccato che non hai dineri: mi sarebbe piaciuto andarmene in giro con una bella ragazza e un paio di camaleonti... hihihih....

Una carezza, ed un sussurro

Carla ha detto...

Perché non riesci ad andare d'accordo con la gente? Non è difficile, sai..

Bella ragazza? E tu come lo sai? Eheh, le voci girano!

Se non sbaglio nemesis è in questo apparecchio, poi controllo

Carla

NuclearBufo ha detto...

Noi della generazione Spectrum Sinclair eravamo ancora più nerd: scendevamo in cortile e non avevamo altri bambini con cui scambiare le nostre cassette, e restavamo a chiederci perchè nostro papà non ci avesse comprato il Commodore....
:)

Carla ha detto...

Ciao nuclear, e pensare che noi commodoristi qualche volta invidiavamo i vostri giochini nell'altro lato delle cassettine comprate in edicola. Mi piace anche esteicamente lo spectrum, tutto nero..
Eheh
Carla

roccio ha detto...

nero...

come batman!

Carla ha detto...

Siamo batman!

drest ha detto...

potevi venderlo a me il c64.
il mio mia madre l'ha regalato alla scuola materna. - -'

Carla ha detto...

Mannaggia: ma io non sapevo nemmeno chi tu fossi!

roccio ha detto...

ma non si puo' vendere batman! si accende il lumino e lui arriva. non si compra.

Carla ha detto...

Io voglio il lumino di batman, però sempre acceso!
batman!

NuclearBufo ha detto...

Stamattina alle 6.20 ero già in strada, distrutto dalla nottata e con gli occhi cartavetrati.
Che mattinata da Residen Evil, Torino sembrava Raccoon City.
CUNEXTTIME

Carla ha detto...

Bella Torino al mattino! Stupenda.