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20 aprile 2015

Di giornate e sere incredibili

Milano è Milano. La mia cara amica Zion la definisce un grande parco giochi. Per me è un po' una bagascia ma di quelle colte o volgari a seconda. Una bagascia attrice, trasformista. Una bagascia che organizza mostre d'arte stupende ma che sa anche sversarsi nei locali, uscendo ubriaca e barcollante. Una bagascia che organizza feste, una donna di compagnia, accompagnatrice elegante.
E fu così che dopo aver partecipato a una svendita di abbigliamento nell'azienda in cui lavora Fry (roba di marca a prezzo di mercatino, quasi, solo su invito - c'erano alcuni miei colleghi che avevo invitato) e avere fatto lieve shopping, essere andata a una mostra di Leonardo da Vinci (bella ma non bellissima) ma la cosa più importante è aver rivisto la mia pulcettina che, dolcissima, mi ha portato una gonna bellissima per il mio prossimo compleanno e la crema solare che non unge che le avevo chiesto, ci siamo ritrovati a una festa di compleanno di un collega di Fry.
Prima ancora della festa, cose da raccontare:
Volevo provare un profumo a base di Iris di una marca particolare, il cui negozio è in via Montenapoleone a Milano. Così dopo aver salutato la mia Pulcetta e Pulcinella siamo andati in questo posto.
Peccato che da fuori fosse evidente di trattasse di un negozio di gioielli. Tutti aggonghindati e sbrilluccicosi, John Coffe in persona ci ha accolti all'interno e ci ha comunicato che ora i commessi (? non so se si possono chiamare così) erano tutti impegnati. Ah-ha, diamo un'occhiata in giro. "Bhe carina questa collana", guardo: 40000 euro. Giuro.
Sbianco (di più di come sono messa in realtà) e noto che i prezzi sono quasi tutti così. Finalmente un omino si libera. Gli dico che sono interessata a un profumo a base di Iris, lui mi dice il nome in francese e annuisco per non apparire ignorante. 
Scendiamo le scale e ci porta a vedere questi unici tre profumi di cui si occupano: ovviamente costano un botto. Online avevo visto circa 168$.
Provo quello all'Iris: inizialmente si sente molto forte l'odore di alcol. Poi buono, buonissimo.
Permane tutta la sera nonostante lo spumante versato addosso e tutta la giornata in giro.
Fry era un po' restio ad andare, così abbiamo deciso di andare solo alla prima parte della festa: l'aperitivo.Gli dico che ci penso, però mi piace ma volevo sentire prima altri profumi di cui avevo preso nota, sempre all'Iris, per vedere se ne trovo uno più buono. Anche se questo lo comprerei solo per la permanenza.
Poi andiamo al negozio Bose di fronte. Giochiamo con qualche cassa, qualche cuffia. Attacca a piovere. Diluvio, pioggia e vento.

Aspettiamo un pochino, magari smette. No, piove più forte.
Con coraggio tiro fuori il mio ombrellino e proviamo a uscire ma veniamo inondati.. Praticamente è come se mi avessero tirato addosso una secchiata d'acqua. Torno dentro al negozio e Fry scappa sul lato opposto della strada, dove i portici possono proteggerlo.
Mi guardo e sono un disastro. Fradicia dal ginocchio in giù e macchiata già sulle cosce. Il titolare del negozio mi dice che un cliente ha dimenticato un ombrello e posso prenderlo se voglio, "Ma no", dico, "Metta che torni.." Mi dice che è lì da una settimana! Esco e quando arrivo dall'altra parte già sta spiovendo: bestemmie.

Così sono costretta a comprare un paio di jeans da H&M a 20 euro. A vita alta (ora vanno di moda di nuovo così, bentornati anni '90) - meno male ho preso l'abitudine di girare con lo zaino e non con la borsa.

Alla fine prendiamo la metro e andiamo: il locale si chiama Noon, vicino al castello sforzesco. Carino, classico locale da aperitivo milanese, immagino. Unica nota positiva, c'era tanto da mangiare, soprattutto pizza per me, che non mangio carne.

Dopodiché ci sarebbe stata la festa sul tram. Avendo appurato che ci sarebbe stata una fermata intermedia nelle due ore di tragitto, Fry decide di partecipare e scendere nella fermata intermedia.
La festa è una figata, uno dei ragazzi aveva un piccolo pc portatile con due casse bose, spumante per tutti, pasticcini quasi ignorati e io che dopo mezz'ora ballo non per la musica ma perché mi scappa la pipì. Difatti non appena si ferma io e iolao scappiamo a cercare un bagno, e nonostante un bar stesse per chiudere, mi fa usare i servizi. E meno male, perché poi, sempre per scelta di Fry, torniamo sul tram a continuare la festa. Si beve: dalla bottiglia, dai bicchieri e via così, fino al capolinea della corsa, dove loro scendono per andare a ballare al Gattopardo, rinomato locale milanese (dove sicuro non mi avrebbero fatta entrare), io e una collega di Iolao cerchiamo un altro posto per fare pipì (ristorante elegantissimo, ma tutti sempre gentilissimi), mentre noi chiamiamo un taxi per tornare alla macchina e diamo fofrfait al resto della serata.
Non troppe news.
Ah: quasi dimentichiamo. Ci sposiamo.

Prima che possiate fare gli increduli, ci sposeremo a modo nostro.
Se mi confermano le due settimane di ferie ad agosto decideremo dove andare. Se in Madagascar (perché la guida Gaby, che parla italiano, è disponibile) ci sposeremo con rito malgascio. Se non possiamo andare in Madagascar faremo due settimane negli States. Una nella zona Los Angeles San Francisco e Las Vegas e una a New York City. In tal caso indovinate dove possiamo sposarci? Bravi, dove Elvis continua a vivere e celebra anche matrimoni.

Non penso che registreremo il matrimonio in Italia, tanto non crediamo (almeno io no) nel matrimonio. Anzi, sarebbe bello sposarsi in ogni parte di mondo in cui andremo.
Addirittura Iolao pensava di registrarlo in Italia e poi divorziare (consensualmente, ovvio). Normali noi, mai.

Canzone del Giorno: Shimbalaiê Maria Gadù

18 aprile 2012

Le mie domande

Ora che sono a Torino prima del lavoro, che da oggi è diventato un forse perché ho scoperto che il Frecciarossa ha solo abbonamenti mensili che partono dal 1° del mese e non ha abbonamenti settimanali, mi dedico a incastrare gli impegni e a fare un po' di public relation. Cosa che mi riesce piuttosto bene infatti, a parte oggi, ho i giorni ben benino impegnati.
Domani sono a pranzo con O, stasera cena con compagni delle elementari, domani sera in teoria cena con i compagni del corso Java che però non ho più sentito, venerdì sera cena con Ivano e mia sorella e sabato sera festa di compleanno anticipata con famiglia. Porta sfiga? Chissenefrega.
Sabato mi vedo con Ondina così facciamo due passetti ed entrerò anche in libreria x dove, udite udite, grazie a facebook ho scoperto ci lavora un ragazzo che era ricoverato con me in ospedale ai tempi della chemioterapia.
Eravamo un gruppetto di ragazzi un po' grandicelli per un ospedale infantile quindi ci conoscevamo abbastanza. C'era Luca, leucemico simpaticone che una volta mise 50000 lire in tasca al medico dicendo "Per il prelievo del midollo, tutto a posto, no?".
C'era una ragazza, di cui purtroppo non ricordo il nome, anzi sì, ma forse non è proprio corretto e quindi non lo scriverò. Tumore alle ossa e forza interiore incredibile. Se fosse stata forza fisica ci avrebbe spaccato i sassi.
C'ero io e c'era questo ragazzotto qua. Una volta non ci si faceva troppi scrupoli per la privacy. Il medico aveva sì il segreto professionale, ma qualche segretaria qua e là poteva raccontarti le ultime news. Così un giorno ero all'ospedale infantile, ormai in fase di remissione completa dalla malattia, per prenotare una visita di controllo. Essendo ancora lì potevo avere al massimo 18 anni. La segretaria da cui prenotai la visita disse di ricordarsi di me. "Tu eri ricoverata insieme ad AI, vero?"
Era proprio così. Mi disse che aveva avuto una brutta ricaduta e che non stava tanto bene. Immaginate che bello sentirlo su facebook e sapere che si ricordava di me. E che lavora alla libreria x.
Tra gli ex dell'ospedale c'è anche I che però non era stato ricoverato con me. Siamo diventati amici dopo che ho letto un suo articolo sul giornale dei volontari dell'ospedale e gli ho scritto per raccontargli la mia esperienza. Da lì ci siamo visti una sola volta ma ci sentiamo su internet. A volte al telefono.
E poi c'è chi non ce l'ha fatta. Un ragazzo di cui non ricordo il nome perché siamo stati per poco tempo, purtroppo, in ospedale insieme, che ogni volta che mi incontrava faceva il baciamano e mi chiedeva sempre come mi chiamavo perché, davvero, non se lo ricordava. Ma dalla notte al mattino seguente non c'era più. Il letto era pulito e rifatto. Non ho chiesto nulla perché non ce n'era bisogno. Sapevo che i familiari avevano cominciato la cura Di Bella da poco, l'ultima spiaggia in quegli anni.

E poi c'era L. Era a letto, non poteva più muoversi nè parlare, poteva solo sbattere gli occhi e con quelli comunicava. Io e lei passavamo molto tempo insieme, con il babbo lì vicino che la muoveva in continuazione quando lei si lamentava e si capiva che cominciava ad avere crampi. Io passavo da lei e giocavo a carte col suo babbo. Perdevo sempre e si faceva grosse risate perché non ero proprio in grado di giocare. Una volta le confessai che io e il mio fidanzatino di allora ci eravamo appena lasciati, ovviamente senza dirle che era un segreto. Sapete? Lo spifferò alla mia mamma. Come fece? Sbattendo gli occhi alle domande che le stavano facendo. Ancora adesso ci rido.
Purtroppo un giorno andai in ospedale a trovarla, non ricordo se ero ancora in terapia ma era il mio periodo di pausa o semplicemente avevo terminato le cure. Sta di fatto che non la trovai. Mi dissero che non c'era più "E' andata a casa?", chiesi. L'infermiera mi fece sedere e mi disse che purtroppo no, non ce l'aveva fatta.

Ma i sopravvissuti...
Quello che più mi incuriosisce è capire come le altre persone hanno affrontato la cosa. Quando ti ammali non è mai bello. Ma quando ti ammali di una malattia del genere in età della crescita i tuoi schemi mentali vengono indiscutibilmente alterati e modificati permanentemente. Come si affronta un peso del genere? L'ospedale, la malattia, la cura che paradossalmente è peggio della malattia, gli esami, il pensiero che non ne uscirai mai fuori completamente, la paura di rientrarci, la paura degli impegni, il terrore di sprecare il tuo preziosissimo tempo, il senso di colpa del sopravvissuto, il compito di essere coraggiosi, il lutto per le persone che non ce l'hanno fatta. E' un peso enorme per un ragazzino. Ma quando sei grande (e io lo sono?) come rivedi tutto questo? Come pensi che sia stato elaborato? Chissà se potrò parlarne o se è un argomento tabù. Conosco persone che hanno rimosso quasi quel periodo.

Vi ho annoiato con questi discorsi?
E' che me lo chiedo spesso, sono tutti come me? Riescono a impegnarsi in qualcosa? O saltellano tra gli impegni cercando di non rimanere mai invischiati?

12 marzo 2012

Il nostro frigorifero

In questi giorni in cui sono a casa da sola, senza lavoro e senza occupazione (a parte tentare di studiare il francese, roba totalmente inutile perché io e le lingue viviamo su due pianeti distinti), qualsiasi cosa mi galvanizza. Organizzare una cena, una grigliata, una festa di compleanno e scegliere un frigorifero per casa.

Quando siamo entrati in questa casa io e Fry abbiamo notato diverse mancanze ma la casetta ci piaceva talmente tanto che abbiamo deciso di soprassedere. "Massì, per ora ci arrangiamo". Sono più io a usare questo termine di uso, fa parte della mia filosofia di "e se un giorno dobbiamo spostarci all'improvviso?". La stessa che non mi fa mai disfare le valigie quando vado in vacanza in qualchedove o la stessa che mi fa essere così disordinata (in modo da avere sempre tutto a portata di mano).
Le mancanze in questione sono:

  • il frigorifero - che ora consta di un minifrigo alto meno di un metro con sportellino congelatore che non congela (ma stranamente produce ghiaccio). Suddetto oggetto più che refrigerare - anche se funziona eh? - produce acqua. Il ghiaccio prodotto nello sportellino frigo fuoriesce dallo sportellino, si sghiaccia in frigo e gocciola al suo interno. Ogni cosa che tiriamo fuori dal frigo è costantemente ricoperta d'acqua e i cassettini in cui andrebbe la verdura sono praticamente dei miniacquari in cui si sono sviluppati ecosistemi a sé.
  • la lavatrice - che c'è, è anche una Candy. Ma come il frigo è mini. Anch'esso molto basso, sportellino piccolo, carico di 3 kg. Se dobbiamo lagare dei jeans ci tocca farlo a più riprese e un set di lenzuola e copripiumone ci entra solo con l'ausilio di gomito/ginocchia.
  • l'armadio - anche quello presente ma basso e scomodo. Per ora per l'armadio ci siamo limitati a usare una libreria Ikea come sostituto di cassettiera, in cui mettere le cose che nell'armadio non ci vanno. Per cui questa mancanza l'abbiamo in parte colmata.

La lavatrice, sì è una scocciatura fare due lavatrici invece che una, però per ora ci va bene questa anche perché essendo piccina l'hanno incassata sotto al tavolo della cucina e una lavatrice di dimensioni standard non sapremmo proprio dove metterla - in quanto ci vorrebbe anche l'attacco dell'acqua.
Lo spazio per il frigorifero invece in teoria ce l'avremmo, così, dopo accese discussioni su quale comprare ma soprattutto dove metterlo ci siamo messi in cerca.
I centri commerciali sono abbastanza per potersi fare un'idea e la cosa buffa è che siamo partiti dall'ipermegafigo frigorifero color silver alto quasi due metri e di marca poi, pensando che il frigo che abbiamo è praticamente il niente del niente, abbiamo accettato il compromesso del frigo non gigante, bianco ma soprattutto di marca sconosciuta. Finché non abbiamo trovato un Ignis in offerta a 329 euro. Gigante, di marca, e color silver.
Nulla, felici come due bambini siamo tornati a casa per prendere le misure. Sì perché sapete, vivendo in una mansarda, non sai mai cosa ti ci sta sulle pareti. Devi tenere conto che l'altezza del soffitto non è sempre la stessa e non puoi piazzare in casa tutti i mobili che vuoi.
Per qualche strano tipo di fortuna il frigo ci sta, e oggi siamo andati a comprarlo. Finalmente possiamo mettere la brita nel frigo, preoccuparci meno delle muffe, e avere un congelatore in cui dimenticarci ogni genere d'alimento.

27 febbraio 2012

La solitudine di un segreto (non svelato)

Forse avevo già scritto di come i segreti ci uniscono, di come le confessioni ci rendano responsabili gli uni degli altri, anche se ora non trovo il post di riferimento. Ricordo di aver scritto una cosa simile, o forse volevo scriverlo e poi niente. Insomma stanotte non ho dormito, avevo gli occhi lucidi pensando a un segreto confessatomi. Credo che questa cosa mi abbia turbata profondamente anche se non so spiegarmi come mai.
Purtroppo non ho saputo dal diretto interessato, ma da un amico comune. Questo mi rende sì responsabile, ma in nessun modo posso aiutare. Forse è questo quello che mi ha resa così fragile, l'essere impotente.
Insomma, mi spiace, spero che un giorno arriverai a fidarti di me per dirmelo.

22 febbraio 2012

Vecchi

Sto facendo il mio bel tagliando. Tutte le mie visitine. Oggi quella che preferisco in assoluto. L'ecocardiogramma.
Stai lì sdraiato in relax e guardi il cuoricino che si muove, lo ascolti mentre batte, e ti chiedi se il segreto della vita è davvero in una robina così piccina...
Partiamo con ordine. Sotto casa mia passa un bus, l'86, che spesso e volentieri è in ritardo. Questa zona è appannaggio di vecchi, che puntualmente stanno alla fermata a lamentarsi del ritardo. Ma dico io, che minchia avete da fare tutto il giorno? Forse il loro lavoro è questo: lamentarsi.
Salgo dunque sul bus in spaventoso ritardo di 10 minuti e, che ve lo dico a fare, anche il bus è pieno di vecchi che, probabilmente, mancano di capacità propriocettiva e finiscono sempre per calpestarti i piedi o venirti addosso.
Comincio a pensare che vorrei avere una macchina solo per non trovarmi più i vecchi sul bus, peccato però che siano anche in strada, che guidino. Insomma sono propri cattiva, eh?

Io tanto non invecchierò, la lettura della mia mano mi dice che morirò a 40 anni per cui me la godo adesso.

Arrivo in questa clinica privata convenzionata con l'Asl (che qui si chiama Usl) e mi metto in coda allo sportello dell'accettazione per farmi registrare. C'era un solo omino ed era al telefono.
Arriva una vecchia impellicciata (ah, a proposito, in nome della mia famosa intolleranza ho deciso che non farò più sedere sul bus donne con pelliccia di vero pelo...) che si piazza dietro di me e sbuffa. "Certo, c'è una persona sola e sta pure al telefono!"
Ok, è troppo, mi giro e sbotto "Forse sta prenotando una visita, sicuramente sta lavorando!"
"Assìsì mica volevo dire niente, sa?"
Ah no? Ma dai.

Comunque la vecchia, sbuffando, è riuscita anche a passarmi avanti andando allo sportello delle prenotazioni, invece che a quello dell'accettazione.

Mi registra, salgo e attendo. Ad un certo punto arriva un omino coi capelli bianchi, alto meno di me, che parla come Ficarra&Picone e mi dice che posso andare: "Si spogli e si stenda sul lettino, io arrivo subito".

Mi tolgo i miei 200 strati di maglie e mi sdraio, lui arriva con un caffé "Mi scusi se non le ho chiesto se ne voleva uno, oggi è stata una giornata molto pesante non ero ancora riuscito a prenderlo!".

Gli dico di non preoccuparsi, ha fatto bene, in ogni caso io il caffè lo avevo già preso.
Comincia l'esame. E succede una cosa straordinaria: mi spiega quello che vede. Cioè pian pianino mi accompagna nel viaggio dentro al mio cuoricino e mi sposta anche il monitor per farmi vedere meglio.
"Ha un lieve prolasso della valvola mitralica, lo sapeva?"
"Sì, mi hanno detto qualcosa del genere, ma so che è una cosa comune e non patologica"
"Diciamo che non le causa niente, non è proprio nulla, vede qui? Questo sportellino dovrebbe fare una conchetta ma rimane piatto..."
Mette i colori e ".. vede qui? questo è il sangue che torna indietro perché la valvola non si chiude bene. Diciamo che non è nulla, è solo un atteggiamento della valvola mitralica."
Quando ha detto "atteggiamento", e ricordate che parla come i due comini, stavo scoppiando a ridere.

Strani modi di dire a parte mi sono trovata molto bene. Mentre stava scrivendo il referto entra un'infermiera, disperata, che dice al dottore "Senti, appena puoi, chiama la prossima signora che è lì che dice che a mezzogiorno deve andare in un altro punto, lei è la ragazza delle 10?" Annuisco. "Ho già detto alla signora di aspettare tranquilla, ma.. " e fa un faccino spazientito come a dire, ma non osa, che la signora in questione è una gran scassaballe. In effetti quando il cardiologo era entrato con il caffè in mano e io stavo già sdraiata con le zinne al vento, sentivo che diceva a una signora "No, non entri ora, la chiamo io, mi attenda fuori", quindi già questa scassaballe voleva entrare. Poi voglio dire, mica colpa mia se il mio esame è durato 45 minuti. Lascia il tempo alla mia valvola mitralica di respirare, suvvia.
E, indovinate? Era una vecchia pure lei.

Canzone del giorno: Morelli Mirko Samuele Bersani



28 gennaio 2012

Review e terremoti

Come forse saprete ho cominciato il corso da addetta alla compilazione del 730. Non credevo di essere così portata per i numeri.
Le mie speranze per questo corso sono state due: fare amicizia (sì lo so, c'è bisogno anche di questo e io sono una persona purtroppo particolarmente difficile) e imparare qualcosa che potesse essermi professionalmente utile. Mi sono gettata quindi in una materia a me del tutto sconosciuta. E mi ci sto trovando bene, vedremo come andrà. Oggi abbiamo avuto la lezione obbligatoria che prevedeva al mattino quattro ore sulla sicurezza dei lavoratori (abbiamo parlato, non ci crederete, anche di terremoto) e nel pomeriggio un avvocato ci avrebbe spiegato diritti e doveri dei lavoratori. Ecco, verso le 16 sentiamo una lunga scossa di terremoto, non particolarmente intensa, almeno io non l'ho sentita molto, però ecco ho saputo che Roccio a Firenze ha visto diversa gente scendere giù in strada (mentre lui ascoltava i Sepultura e non ha sentito nulla). Idem Chiarina e le altre mie ex colleghe. So che a Parma si è sentita molto, a Milano qualcuno si è spaventato. A Vercelli e a Torino è stata sentita, a Venezia pare sia stata molto forte. Io devo dire, se la mia collega non avesse detto ad alta voce, zittendoci tutti "TERREMOTO!" probabilmente non avrei sentito nulla. Quando l'ha detto però ho sentito la sedia dondolarmi da sotto al sedere.
Mi ricordo di terremoti più forti quando ero piccina, ma capisco che chi non ne ha mai sentito uno intenso, si spaventi abbastanza facilmente. Soprattutto dopo il caso de L'Aquila.
La scena migliore è stata in pausa pranzo.

X: "Ma tu, Carla, quanti anni hai?"
Io: 30
X: "Cavoli, non li dimostri assolutamente"
Y: "No davvero, ne dimostri al massimo 26!"
Io: "Grazie! Tu X quanti anni hai?"
X: "Io 44"
Io: "Cavoli, complimenti, nemmeno tu li dimostri!"
Y: "Io ne ho 36!"


...


....

(canto dei grilli)


....
Il 20 febbraio comincerà un altro corso a cui mi sono preiscritta e a cui penso di partecipare. Il corso è per Web Designer ed è a Torino. Sono 6 settimane quindi per me è importante sapere prima se mi daranno o meno l'indennità di disoccupazione. Se me la danno sono più tranquilla a stare 6 settimane senza fare colloqui. Altrimenti devo solo muovere il culo a trovare un lavoro. La domanda è: entro il 20 febbraio, avrò notizia della mia posizione? Chi lo sa?

Per ora mi godo questo corso, è un po' stancante, molta teoria, tanti calcoli, nessuna possibilità di errore. Però inspiegabilmente mi sta piacendo, i miei compagni sono molto carini e potrebbe essere un campo su cui vale la pena investirci del tempo, chissà.

Avevo anche voglia di parlarvi di due prodotti che ormai uso da qualche mese e di un prodotto che ho rovato ora ma di cui sono già innamoratissima.
I primi due prodotti li accorpo e sono il fondotinta liquido e il correttore della Lavera.
Ho deciso per questi due prodotti per due motivi principali: non sono testati sugli animali e hanno un INCI particolarmente buono. Ovviamente quando elimini la paraffina e i siliconi dai cosmetici hai un buon cosmetico per la composizione ma assolutamente poco buono per la coprenza e la resa sulla pelle. Questo è vero in parte. I fondotinta con paraffine e siliconi formano una sorta di patina sulla pelle: credo sia quello a dare l'effetto coprenza. Questo, appena steso (diciamo che comunque la tonalità più chiara è troppo scura per la mia carnagione), si fonde abbastanza bene ma non appena si "asciuga" diventa come polvere che fa uno strano effetto sulla pelle. Soprattutto il correttore finisce nelle pieghe delle rughette e dopo poche ore il risultato finale è che sembra di avere gli occhi più stanchi di prima. Questo è il prezzo da pagare per un fondotinta bio. C'è da dire un'altra cosa però: ho scoperto questo fondotinta della Glominerals e quando ho visto il video di questa ragazza mi sono innamorata. La domanda è: sarà testato sugli animali? L'INCI?
Quindi volevo prima informarmi. Nell'attesa vi lascio col video in questione:



L'altro prodotto di cui vi volevo parlare è uno smalto Top Coat della Orly che fa un effetto matte sulle unghie. Messo su uno smalto lucido fa un effetto non male. L'ho appena messo su uno smalto nero e questo è stato l'effetto finale. Non male, vero? Nell'immagine era stato utilizzato uno smalto nero opaco, mentre io, usando uno smalto nero qualunque e applicando il top coat ho ottenuto lo stesso effetto.

In questo giorno non ho però scritto l'unica vera cosa importante. Ovvero di non dimenticare. E' il giorno della memoria. Vorrei quindi lasciarvi con questo pezzo.

Canzone del giorno: Auschwitz Guccini



Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.
(Primo Levi, Se questo è un uomo)

10 giugno 2011

Mi da' il tiro?

A Bologna aprire la porta al citofono si dice dare il tiro perché una volta per aprire il portone le persone ai piani alti dovevano tirare una corda per aprire il portone. Quindi "dare il tiro" vuol dire aprire la porta.
"Mi da' il tiro?" - mi apre la porta?
Infatti in alcune case, dentro i palazzi, spesso non c'è scritto "luce" e "porta" ma "luce" e "tiro".