Visualizzazione post con etichetta Bologna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bologna. Mostra tutti i post

21 dicembre 2018

Distorta confusione

Stamani accedo a una playlist di Spotify che non ascolto mai perché davvero piena di canzoni, troppo. La playlist si chiama "aereo" e l'avevo tirata su per i viaggi lunghi. Mano a mano è diventata un'accozzaglia di roba mista che passa dai Pantera, ai Megadeth, a Neffa, a Gazzè, a Silvio Rodriguez, ai Propagandhi, ai Carlos Puebla Y Sus Tradicionales.

Poi è arrivata una canzone, una canzone che mi ricorda un preciso istante della mia vita.
Era l'11_02_2011, i nerd comprenderanno bene che si tratta di una data palindroma, ed è la data in cui io e Fry ci siamo incontrati.

Quando ci si conosce e comunque si passa un po' di tempo per la prima volta insieme (ammicca ammicca) si cerca sempre di essere in forma, bellissimi. Si evitano puzzette, si sta a dieta da qualche giorno prima per avere una pancia piatta e perfetta.

Io e Fry eravamo bellissimi, ecco.

Oggi riascoltavo quella canzone che comunque NON È la nostra canzone ma ricorda quei primi giorni.
E pensavo con malinconia che quel primo periodo non ho mai espresso al mondo quanto ci tenessi a lui, perché sapevo che Roccio mi leggeva che avrebbe potuto soffrirci. È stato come soffocare il mio impulso naturale a scrivere di quanto fosse bello quel momento per evitare di far soffrire qualcun altro. E così, probabilmente, ma forse anche no, ho reso infelici entrambi.
Questo è un pensiero molto femminile eh? Nella peggiore delle ipotesi a nessuno dei due importava cosa io scrivessi o no.
Però ci pensavo e ci ripensavo e mi chiedo, oggi, se quel primo momento io lo abbia goduto appieno oppure lo abbia un pochino nascosto.

Non che questo modifichi le cose, assolutamente.

Comunque in quel giorno palindromo io e Fry ci siamo messi insieme e quella domenica mattina abbiamo interrotto, dietro mio preciso ordine, qualsiasi coccola perché un mio amico andava in onda in RAI con questo pezzo e volevo assolutamente vederlo (il mio amico è il tastierista con la cresta e gli occhiali che si vede in controluce. Oggi fotografo, videomaker, ecc ecc).


Sì, lo so, tralaltro è stato lui a iniziarmi al metal e sentirlo fare questi pezzi mi ha letteralmente spezzato il cuore (scherzo Alelè, lo sai). Però per dire, sorridevo del fatto che la sapessi ancora a memoria.

Fry, sappi che ti ho amato tantissimo. E ti chiedo scusa se non sono riuscita a dimostrartelo al meglio. Ecco.
Con quegli otto anni di ritardo che bhe, lo sapete, io sono sempre sul pezzo.
È che a volte la vita si mette di traverso con un sacco di cose e io sono ancora in sindrome premestruale, e via così.

Detto questo, oggi ultimo giorno di lavoro e di contratto per tanti colleghi, non hanno rinnovato due persone del mio settore.

Il regalo aziendale di Natale, devo dirlo, è stato davvero pessimo.

16 luglio 2014

Qualche aggiornamento (legale?) mpf

Sono state due settimane abbastanza impegnative, la formazione più lunga che io abbia mai fatto in un lavoro.

Oltre alla formazione fatta nei tre giorni prima dell'assunzione, ce n'è stata un'altra di una settimana appena entrata. Due ore al mattino e due ore al pomeriggio e nelle altre ore ho fatto ascolto passivo.
Questo significa du' palle in sostanza, sonno abbestia e troppe cose non percepite.
A seguito di questa formazione a singhiozzo (fatta con skype perché il nostro responsabile sta in un'altra città e mille "ti sento a singhiozzo - riavvio la chiamata - mi sentite adesso?") abbiamo proseguito col prendere le chiamate, in doppia cuffia coi colleghi esperti accanto. Disastro e ansia totale.
Da lunedì è arrivato appunto il responsabile ad ascoltarci personalmente e domani ci sarà anche la sua responsabile. Una selezione così lunga e così ansiogena non l'avevo mai conosciuta in vita mia. Ho passato notti insonni, stomaco chiuso, intestino nonvidico, mal di testa a fine giornata, sudori caldi e sudori freddi, tremori.
Finché domenica sera mi sono detta "vaffanculo chi se ne frega" e lunedì per quanto fossi ansiosa almeno godevo di una notte di riposo niente male.
Credo sinceramente che le cose stiano andando bene e vorrei fare alcuni paragoni con il lavoro che mi sono lasciata dietro a Bologna.
Ricordate la faccenda di andare uno per volta in bagno, i pupazzetti attaccati alle porte, piantonare la scrivania perché se perdete le chiamate megalavatadicapo, ecc?
Dimenticatevi tutto.
Per quante chiamate arrivino, sono davvero poche, ma davvero pochissime rispetto a Bologna. Hai tempo di completare un discorso, spiegare delle cose, confessarti col vicino.
C'è la musica. Abbiamo una radiolina nella nostra isola: teniamo la musica di sottofondo e dato che non abbiamo telefoni ma solo auricolari attaccati al pc vi assicuro che non c'è nemmeno lo stress dello squillo dei telefoni di sottofondo (che metteva una tale ansia...).
La paga: prendo, per questo periodo di prova, comunque più di quanto prendevo a Bologna (un quarto in più). Finita la prova prenderò quasi il doppio.
Abbiamo pause obbligate di 10 minuti ogni due ore, basta che ci accordiamo tra di noi per non andare tutti insieme (ed è facile dato che siamo in 6).
Abbiamo due turni: dalle 8 alle 17 e dalle 11 alle 20. Alla fine di ogni mese organizziamo quello successivo in base alle esigenze di ognuno di noi. Su questo siamo indipendenti e non è il responsabile a pensarci (finché non ci sarà quel cagacazzo che ribalterà la situazione ma spero non capiti mai).
Sì, c'è un sabato lavorativo al mese. è vero. Ma solo di 4 ore. In realtà l'azienda è aperta due sabati al mese e per ogni sabato lavorativo tre di noi piantonano l'ufficio. Ma lo gestiamo solo ed esclusivamente noi.
Il lavoro, per come è fatto, sostanzialmente mi piace. Non ho un terminale ma un vero PC (mi fate felice con poco), offro una vera assistenza e ho imparato qualcosa di nuovo (che si sa mai, potrebbe essere utile in futuro).
In aggiunta a tutto questo ero così curiosa di fare la frontaliera che anche se impiego un'ora e mezza ad andare e un'ora e mezza a tornare son contenta. Questo finché non prenderò una macchina - mi chiedo, ma possibile che in un luogo dove il 50% della popolazione lavora oltre il confine abbia un sistema di mezzi pubblici così merdoso?

Per non parlare del fatto che con i nostri due stipendi ora siamo davvero scialli, ma sciallissimi. Tant'è che ho preso appuntamento con la mia tatuatrice di Torino per completare l'opera sul braccio destro (continuando il teschio e aggiungendo altri disegni) per il 4/10.
Dopo aver detto della nostra sciallitudine (e farmi in futuro incantare il malocchio da mia mamma, perché dicendo così attiro le "malelingue" come le chiama lei) aggiungo un acquisto di un oggetto davvero stupendo. E' un po' smartwatch, un po' bracciale, un po' figata allucinante e un po' un oggetto di design.
E' questo
Ne abbiamo ordinati due, arriveranno a gennaio. Per ora costano 188$ ma quando entreranno in commercio ne costeranno 300.

Ora vedo il Madagascar più vicino, e tante altre piccole minchiate che, perché no, mi garberebbe fare.

Altra curiosità.

Nel palazzo in cui lavoro ogni tanto vedo ragazzini entrare con strumenti musicali. Quando ho beccato un signore con due custodie rigide, una marcata Fender e l'altra Gibson, l'ho fermato chiedendo se ci fosse uno studio di musica.
"Vieni vieni, nello scantinato".
Senza pensare che quell'uomo potesse essere un rapitore di finte bionde, ho preso una delle due custodie e l'ho seguito finché mi ha portato in questo corridoio nello scantinato, pieno di porte (stile camerini dei divi). Bussa a una e apre un ragazzotto, e sì, c'è uno studio di registrazione, e questo ragazzo dà anche lezioni di chitarra elettrica (dietro mia specifica richiesta anche di basso, volendo).
Immaginate che figo? Quando esco da lavoro alle 17 scendo al piano di sotto e mi faccio la mia ora di basso. A quel punto Fry sarà uscito (lavora a 15 minuti di distanza di macchina da lì) mi passa a prendere e torniamo a casa. Mi ha lasciato un biglietto da visita ma lo vedo spesso e credo che chiederò i costi delle sue lezioni anche se, essendo un artista internazionale - come l'ha chiamato il signore delle chitarre, senza contare che bastano pochi chilometri per passare da una nazione all'altra - potrebbe avere costi altissimi.

Quindi ho quell'entusiasmo di chi comincia (ed è già a metà dell'opera), quell'entusiasmo che a Bologna mi era mancato sin dall'inizio perché mi spossava stare lì, avere quelle restrizioni, essere ripresa senza motivo, o per motivi futili e non poter nemmeno andare in bagno. Ah dimenticavo, qui usano tutti i cellulari, nessuno se ne lamenta, possiamo persino tenerli sulla scrivania. Se vi sembra una cosa normale non avete mai lavorato dove stavo prima.
Mi piacerebbe mandare una email alla mia ex responsabile per parlarle di come si sta qui, e che si lavora comunque, e si ha voglia di dare il massimo (nelle proprie 8 ore) e che quel fucile che tanto tiene puntato alle sue sottoposte, piccole api operaie al cospetto della regina, prima o poi cambierà bersaglio e si rivelerà un'arma esplosiva in mani improprie. Un'arma che esploderà addosso a lei.

Detto questo, vi comunico che anche se lavoro e ho poco tempo per fare tutto, faccio di più che nella noia di stare a casa (anche se stare a casa non mi dispiaceva affatto). Sabato sarò a Roma in giornata a vedere Frida Kahlo insieme ai miei amici di Bologna e sono contentissima, non vedo l'ora).

Fry a fine mese andrà in Belgio per lavoro, mi spiace tantissimo non poter andare...

Canzone del giorno: Valse di Frida Chichimeca

27 novembre 2012

Sono in attesa di foto che possano dimostrare l'evento ma...

... ce l'abbiamo fatta. Io, Fry, Zion, Nega e consorte ci siamo finalmente incontrati a Bologna. Mi piacerebbe raccontarvi di tre piccoli fumetti che si aggirano furtive per le strade di Bologna e di due consorti preoccupati per la loro vivacità, ma vi lascerò alle foto che caricherà presto la carissima Nega.

E' bello e buffo, incontrate così sul web, prese per gli stessi gusti, la simpatia, il casino, capelli e trucchi. Nonostante io sia una persona dai tempi biblici in fatto di amicizia sono riuscita a stabilire un bel contatto e sì, lo dico, una bella amicizia. Per cui grazie, non vedo l'ora di rifarlo, magari vedere con altri occhi un'altra città, una delle vostre. Mi ci voleva, per staccare, per sentirmi una persona e non un automa casa-lavoro, e so che sono stati contenti anche loro.
E nonostante un piccolo momento di ansia, siamo stati tutti incredibilmente in sintonia.

E Bologna non è mai stata così bella.

Grazie Baffetto e Nega per il pranzo, grazie Zion per le mandorle col miele (mangiate con i formaggi o senza sono così deliziose!), grazie Fry per la pazienza, ma soprattutto grazie a tutti di esserci, e di esserci stati. Vi voglio bene.

12 giugno 2012

Volti da scritturare, pittori e cinema mancati

Domenica, dopo il sabato lavorativo delirante e dopo una rilassante serata tra amici (ci voleva proprio) in cui ho imparato cosa è e come si pronuncia correttamente in pugliese la parola "tratturo" decidiamo di andare al cinema a vedere la trasposizione cinematografica di "Molto forte, incredibilmente vicino". Lo spettacolo delle 16, perché così possiamo poi anche fare due passi o tornare a casa e rilassarci se siamo scazzati.
Prendiamo i bus che ci portano al cinemino in centro ma al momento di scendere l'autista salta letteralmente la nostra fermata facendoci scarpinare un pochetto. Quindi già arriviamo al cinema al pelo.

La ragazzotta alla cassa ci dice che non ha modo di farci pagare col bancomat, per cui ci pensiamo un attimo. Se andiamo a ritirare i soldi facciamo ritardo spaventoso, mi scazza perdermi il primo quarto d'ora...

Quindi optiamo per fare due passi e tornare allo spettacolo successivo tanto c'è tempo. Mentre ci avviamo a piedi verso il centro mi fermo a guardare una vetrina con esposti degli acquerelli. L'artista, al suo interno, tra un fischiettìo e un canticchiamento, ci fa cenno di entrare. Così cominciamo a chiacchierare e mi fa un sacco di complimenti. Dice che è strano che non mi abbiano mai scritturata per un film perché ho un viso molto particolare, un po' etrusco. Va bhe.
Dice che sembro un'artista (e due), perché si vede che ho un occhio estetico e mi fa vedere alcune sue opere. Dopodiché vorrebbe venderci qualcosa ma ho solo 5 euro nel portafogli. Gli dico quindi che di più non posso dargli.

Così ci da' un acquerello, e poi ce ne regala anche un altro. Ci racconta della Puglia, di come è stato difficile emigrare al nord e anche se ha note lievemente razziste, capiamo che il suo è un riflesso. Perché, ci spiega "vedo in loro com'ero io".

Se potete andare a trovarlo sono sicura che potrete fare qualche chiacchiera interessante. Si chiama Matteo Cannarozzi.

Da lì procediamo per il nostro giro. Il centro di Bologna è chiuso al traffico nei weekend, in questo periodo e si può circolare liberamente per le strade. Però c'è poca gente, sono tutti a vedere la partita di calcio, e constatiamo come sia bello girare per il centro semivuoto. Compriamo un sapone da Lush, andiamo in farmacia a prendere le gocce omeopatiche e andiamo al Gamestop. Alla fine saicché? Non importa del cinema, il film me lo posso guardare anche in DVD. E' tanto che non facciamo un giro per Bologna, e questa tranquillità è rara.

Lunedì e oggi sono stati giorni particolarmente complessi al lavoro. Sono un po' stanca, totalmente disabituata al lavoro, dormo poco e male anche se prendo le goccine ValBiaPas per dormire.

Per quel che riguarda la macchina ci siamo messi l'anima in pace. Ho chiesto una mano a Chicco, un mio ex che fa il meccanico a Pescara e forse riesce a trovarci una macchina usata e sa valutarci la nostra. Stiamo guardandoci intanto in giro. Ho anche uno zio meccanico a Cologno Monzese che penso possa darci una mano.

Per quanto riguarda la mia Canon, ordinata il 30/4 e ancora non arrivata perché pare sia stata ritirata da qualcuno, l'austriaco che me l'ha venduta ha ricevuto una lettera dalle poste austriache e italiane che dovrebbe contenere la firma di chi ora possiede il mio gioiellino. Speriamo in bene...

Il terremoto? Ah sì, stanotte un'altra scossa. Ero sveglia, non che mi abbia svegliato, devo ricominciare a dormire meglio e a essere meno preoccupata perché sono stanchissima.

Proprio a causa del fatto che torno alle 20.20 a casa e se mi metto a cucinare si fanno le 21 e rischio di crollare dal sonno con la cena ancora sullo stomaco, io e Fry ci siamo invertiti i ruoli. Provvederà lui alla cucina mentre io laverò i piatti. Stasera mi ha preparato il cous cous ed era buonissimo!

Questa cosa in effetti mi solleva tanto, mi toglie un pensiero e chissà che stanotte non mi aiuti a dormire...

Canzone del giorno: Tomorrow's Dream Black Sabbath

29 maggio 2012

Lo stai facendo nel mondo sbagliato

Avrei voluto scrivere tutt'altro post, ma non posso prevedere cosa capita di giorno in giorno.
Stamattina ho fatto un sogno strano. Premetto che ormai sento i terremoti anche di magnitudo 2.5, e ho una precisione stranissima nell'azzeccare la magnitudo. Dato che il sito dell'INGV viene aggiornato ogni 20 minuti circa (credo) e in ogni caso i terremoti non vengono segnalati all'istante, ogni volta che sento una scossina guardo l'orologio; per poter vedere se ho azzeccato la magnitudo o per vedere se si trattava di un vero terremoto o solo della mia immaginazione.
Stamattina sento il letto tremare. Ho gli occhi chiusi nel letto e la scossa è talmente forte da farmi sbattere i denti, stringo gli occhi nel pensiero che la cosa finirà presto ma poi mi accorgo di una cosa. Non è reale. Sto sognando. Apro gli occhi e guardo l'ora: sono le 6.11. Tengo a mente quell'ora per controllare poi con calma se si trattava di un sogno o se davvero una scossa così forte c'è stata.
Così verso le 8 guardo sul cellulare la app delle scosse (in questi giorni ci sono sempre scosse, non esagero dicendo che è un dondolìo continuo della terra, anche se la maggior parte, almeno qui a Bologna, non sono percepite) e vedo che alle 6.11 o comunque intorno a quell'ora non c'è stata nessuna scossa significativa.
Verso le 8.30 mi sveglio e cerco di alzarmi. Sono ancora nud.. ehm.. in desabillè quando, alle 9 sento che comincia a tremare forte. I mobili si muovono, la libreria si lamenta, il quadro appoggiato sul mobile casca, la scatola delle puntine da disegno pure, il gatto scappa sotto al letto e io rimango così, nud.. ehm in desabillè, a chiedermi se stare lì aspettando che finisca o a fare qualcosa.
Faccio qualcosa.
Che nel mio caso non si traduce con un "mi vesto alla meno peggio e scendo in strada" ma bensì "reggo la TV" che è la cosa che in quel momento trema di più.
La scossa intanto continua e solo quando termina mi accorgo che gli uccelli fuori stanno cinguettando di quel cinguettìo mattutino che si può sentire solo appena si alza il sole. Come se il tempo si fosse fermato d'un botto e il sole fosse rinato.
Fry prova a chiamarmi ma non ci riesce, le linee sono intasate, c'è stata paura e forse forse, lo ammetto, stavolta ho avuto paura anch'io.
Tant'è che leggo le notizie online ma poi mi vesto perché devo andare a firmare il contratto. Maya è ancora sotto al letto e mentre mi trucco squilla il telefono. E' O. da Torino che ha sentito la notizia alla radio ed è preoccupato perché ovviamente la radio e i tg sono catastrofici (il che va bene per le zone disastrate ma a Bologna è tutto ok e nessuno lo dice), quindi gli dico che ogni cosa è ok, mi racconta le ultime news e poi ci salutiamo. Una volta truccata e vestita, mentre controllo gli orari dei bus mi chiama la mamma di Fry, le spiego che è tutto ok ed esco. Quando sono quasi arrivata all'agenzia interinale decido di chiamare mia mamma. Lei non vuole chiamare per non disturbare ma so che è preoccupatissima. Così la tranquillizzo e mi ringrazia "tantissimo" per averla chiamata (essì era proprio preoccupata) e firmo il contratto. Poi vado dall'ottico a comprare le lenti a contatto per Fry e mentre sono lì arrivano due scosse forti quasi come quella di stamani (che alla fine era magnitudo 5.8) ma io non me ne accorgo. Arriva una commessa dal retro quasi in lacrime facendoci notare il dondolìo di uno specchio appeso. Essì c'è il terremoto. Comincia a piangere e va fuori dal negozio mentre le chiedo se ha bisogno di qualcosa (è visibilmente agitata) ma dice, tra le lacrime, di no. Torno a casa (dopo un altro paio di commissioni) e mi chiama C. da Firenze. Le dico che è tutto ok, di non preoccuparsi, ma lo sforzo per mantenermi calma e tranquillizzare tutto deve essere stato atroce perché mi viene un forte mal di testa e per poco non scoppio in lacrime. E' ovvio che un po' mi sono spaventata ma come al solito badando troppo a tranquillizzare gli altri mi sono dimenticata di tranquillizzare me stessa.

Una volta a casa (Maya era ancora sotto il letto) mi sono tranquillizzata, ho guardato una puntata di "The big bang theory" e non volevo più leggere di terremoti. Andando in giro per il centro mi pare si parlasse solo di quello, aggiungendo ansia a una situazione già ansiosa di suo.

Parlarne non li fa smettere. Per niente.

24 maggio 2012

Di zone non sismiche, videogame e musica fichissima

Quando sono venuta a vivere qui qualche volta è venuto fuori il fatto che fosse una zona tranquilla per i terremoti. La verità è una sola, la terra ti colpisce quando meno te lo aspetti.
Così questo sabato notte, ma meglio dire domenica mattina alle 4, una scossa di magnitudo 5.9 ha letteralmente svegliato non solo l'Emilia Romagna, ma anche il Veneto, la Lombardia, il Piemonte. Persino il Friuli.
Io l'ho sentita? Certo che no, dormivo serena come una pasqua. Sentivo un rumore in lontananza, qualcosa che avrebbe potuto fare anche Maya saltando sulla libreria. In realtà era la libreria che dondolava a fare casino. Il dondolìo del letto? Non l'ho sentito. Avevo aperto a malapena gli occhi per il casino fatto dalla libreria e stavo per riaddomentarmi quando la mamma di Fry (in visita da noi quel weekend) si sveglia urlando "terremoto terremoto!". Io dormo nuda, ma questo si sa già, ovvio che non mi sono alzata ma ho sollevato la testa sperando di non dover parlare, sperando di comunicare telepaticamente "sìsì lo so". Invece Fry si agita e si sveglia, si alza e va a vedere fuori dal balcone. Gli allarmi delle macchine suonano. In lontananza una fioca luce ricorda che tra poco albeggerà. Fry viene da me e mi sussurra "vestiti" mentre io mi chiedo se riuscirò a rimettermi giù e dormire. Mi vesto con estrema lentezza, nel frattempo arriva un'altra scossa e la mamma di Fry dice "andiamo in strada" terrorizzata dal fatto che siamo al sesto piano e in caso di emergenza non possiamo scendere troppo celermente.

Io a quel punto capisco che non riprenderò più sonno e ho la faccia di una cernia arrabbiata. Ci vestiamo, prendiamo il gatto, e andiamo vicino casa dove altre persone sono scese in strada. Lancio uno sguardo implorante a Fry del tipo "ma dobbiamo proprio?" e alla fine mi arrendo. Io e Fry facciamo due passi così posso bestemmiare in libertà mentre la mamma di Fry parla con sua cugina che abita di fronte casa nostra.

Passiamo così una mezzoretta, ormai si sono fatte le 5, chiedo se ora possiamo andare a casa e anche gli altri sono d'accordo. Prendere sonno è dura perché la tv rimane accesa, e anche se a bassissimo volume sento le notizie catastrofiche della provincia di Modena e Ferrara e del Bolognese. Dove gente è morta o ha perso la casa e insomma mi sento un po' in colpa per avere minimizzato la scossa.

Il giorno dopo ovviamente in tv non si parla d'altro, penso che in queste situazioni dovrebbero entrare in campo non semplici giornalisti ma comunicatori. Tranquillizzare la gente senza minimizzare il problema, invece di accrescere l'ansia anche in zone dove tutto sommato si può stare relativamente tranquilli, vedi Bologna città.

Altra novità, abbiamo comprato l'Xbox 360. Le finanze scarseggiano ma è stato un acquisto terapeutico. Infatti quando siamo agitati, giocando ci rendiamo conto di rilassarci parecchio. Giocando giocando in questi giorni ho terminato Dead Space (oggi forse compro il 2 perché mi è piaciuto tantissimo).

La macchina si è rotta di nuovo. Dopo un mese e dieci giorni dal meccanico e 1000 euro di fattura, finalmente ci pareva di poter rigirare in macchina e invece si ferma in mezzo alla strada accusando lo stesso problema per cui l'avevamo portata dal meccanico. Lo chiamiamo e lui arriva, raccontandoci anche di come è costretto a dormire in macchina coi figlioli perché il terremoto gli ha devastato la casa.

Ultimo, ma non meno importante, mi arriva il cd dei Sofisticator che mi ha spedito Roccio (di cui è il chitarrista!). Inutile dire che ieri l'ho ascoltato tutto il giorno e mi fa tanto ridere questo pezzo, che è la canzone del giorno (spero di poter caricare presto l'audio su youtube, se il gruppo mi da' il consenso).

Comunque, ragazzi, accattatevillo. Sono in gamba, fiorentini, e bravi ragazzotti. E gli auguro di fare strada perché se lo meritano. Il loro cd potete comprarlo qui (bhe la mia copia è autografata, ovviamente, ma che c'entra).



Canzone del giorno: Mantas (The Trashmaker) Sofisticator


In attesa di caricare questo pezzo, vi lascio però con quest'altro pezzo:

08 maggio 2012

Contesa tra due agenzie interinali

Ieri ho avuto tre colloqui, sì, tre. Sono stata in giro tutto il giorno e sono tornata a casa mezza morta. Per me tutta l'energia impiegata nei colloqui sta non tanto nel pensare a cosa dire (o a non dire cazzate) ma è concentrata nel non sbadigliare. Quando parte la pippola del racconto aziendale (chi siamo, cosa facciamo, perché esistiamo, cosa cerchiamo) il mio cervello cade in uno stato di sonno profondo e parte il meccanismo automatico dello sbadiglio. Credetemi, frenarlo è quasi impossibile, e dopo una mezzoretta di colloquio generalmente sono stanca morta.

Andiamo con ordine. Il primo colloquio era alle 10.15 del mattino ma fuori Bologna. Cerco come arrivarci e il bus più vicino si ferma a 2 km circa dal luogo del colloquio. Le zone industriali sono così, ci passano pochi bus e quelli che passano ci arrivano solo due volte al giorno. Alle 8 del mattino e alle 17, senza contare che le persone che ci lavorano potrebbero fare orari differenti. Va bhe, gambe in spalla e vado. Arrivo alla fermata, nel nulla, troppo presto. Così decido di prendere un caffettino. E mi ritrovo nel bar peso dei bar pesi. Il barista/gestore fuma dentro al locale e sopra la sua testa capeggia una minacciosissima insegna "vietato fumare". Vorrei cazzeggiare un po' ma il gestore/barista sta fermo in piedi davanti a me attendendo la fine del mio caffè (nel bar non c'è nessuno) e mi mette in soggezione. Così finisco il mio caffè e mi avvio per la strada. Dopo un paio di metri percorsi mi accorgo che la strada è chiusa e nel bel mezzo ci passa la ferrovia. Così prendo una strada secondaria percorrendo un micromarciapiede con le macchine che mi sfrecciano accanto. Da quella strada, che è ancora abbastanza decente per un pedone, passo a una specie di statale, dove cammino cercando di non uscire dalla linea bianca che costeggia lo stradone. Cosa positiva, ho visto una bella ghiandaia. Cosa negativa, stavo scivolando sul fango.

Cammina cammina arrivo al posto designato per il colloquio, dove i camion sfrecciano e appunto il marciapiede non esiste, nè attraversamenti pedonali, nè sicurezze per persone a piedi, nè bus che passino a orari decenti. Ho le scarpe sporche di fango e le pulisco alla meno peggio sul praticello lì davanti, sono sudatissima ma non voglio levarmi la maglia a maniche lunghe perché temo si vedano le ascelle pezzate. Mi acconcio un po' per sembrare normale ed entro. Mi fanno accomodare e comincia il colloquio.
Il posto di lavoro è fantastico, mi piace il loro modo di pensare, di essere scialli, mi piace anche il tipo di lavoro. Peccato per il posto, irraggiungibile a piedi (anche se tra qualche mese si trasferiscono qui in città) e per la paga. Essendo un part time di 4 ore mi pagano poco. Il giusto per un part time ma poco per tirare avanti. Ripeto, sarebbe la mia prima scelta ma devo badare anche a questo, non posso cercare un secondo lavoro, è già difficile trovare il primo. Anche vendendo oggettini fatti da me non riuscirei comunque a racimolare quanto mi serve per uno stipendio completo e il contratto che mi offrono è a progetto.

Il colloquio è andato bene, mi sembra di avere competenze e esperienza necessaria. Al tizio è garbato che fossi anche una grafica (nel caso serva qualche volantino) e che mi piacessero tanto gli animali ("se ci fosse qui mia moglie direbbe di assumerla subito").

Esco un po' pensierosa. Mi piace ma con questo stipendio non si tira avanti. Decido di non pensarci finché non arriva il momento di scegliere. Ovviamente se non trovo altro, accetto. E sono ben felice di farlo, ma dovrò ingegnarmi per arrotondare, diciamo raddoppiare, le entrate.

Vado in centro a Bologna, voglio andare in biblioteca e cercare che tipo di volatile ho visto (non sapevo ancora fosse una ghiandaia) ma la sala borsa è chiusa. Per cui giro per librerie sfogliando atlanti ornitologici finché non la trovo. Ah ora sono soddisfatta ma manca un sacco al colloquio. Faccio due passi e poi vado a piedi all'agenzia interinale.

La tipa è vivace e parla in fretta ma mi sembra molto chiara. Il lavoro è di customer care, inserimento ordini ecc. Full time contratto commercio. Interinale rinnovato di tot mesi in tot mesi ma l'azienda ha intenzione di tenere la persona, se valida, almeno 1 anno-1 anno e mezzo. Orario un po' del kaiser (si lavora due sabati al mese, ci sono due ore e mezza di pausa, quindi si esce tardi). Ma la paga è intera e decente, avrei 13esima e 14esima e sarei quasi sicura di lavorare per un po'.
Ovviamente non c'è paragone. Per quanto il primo posto mi piaccia tanto, qui ho una vera paga e un vero contratto. Anche se interinale per un bel po'.

Il colloquio è andato bene, questo è il lavoro che facevo a Firenze e in parte qui a Castelfranco.

Ora il terzo colloquio presso un'altra agenzia interinale. In realtà era alle 17 ma chiedo di anticiparlo perché riesco a essere lì prima.
Dopo circa 5 secondi di colloquio capisco che si tratta dello stesso posto di lavoro del secondo colloquio. Grande imbarazzo.
Chiedo il nome dell'azienda finale: coincide.
Ragiono un attimo e penso che sarebbe parecchio imbarazzante ottenere due colloqui per lo stesso lavoro ma con due agenzie diverse quindi glielo dico. Che ho già un colloquio nell'azienda finale con un'altra agenzia.
Panico.
Mi dice che si informa, fa una chiamata e sento che dice ".. bhe se l'altra agenzia non ha ancora mandato il curriculum la candidata è nostra".
Mi chiamerà l'indomani per farmi sapere se faccio un colloquio con loro o no. Ora mi hanno chiamata e ho due colloqui fissati con l'azienda finale per lo stesso tipo di lavoro. Cosa fare?
Se posso scegliere l'agenzia interinale presso cui stare scelgo la prima. Per cui andrò sicuramente mercoledì al colloquio presso l'azienda e se loro non si sono accorti di avere due nomi (se avessero annullato l'appuntamento di mercoledì la prima agenzia interinale penso mi avrebbe chiamata per chiedermi info) glielo dirò. Del resto non è che andando due volte ho il doppio delle probabilità di essere presa. Anzi farei perdere tempo alla tizia che deve vedermi, col rischio di fare una pessima impressione. E' fantastico perché sì, i due annunci erano simili, ma non avrei immaginato mai si trattasse dello stesso lavoro per la stessa azienda.

Quindi quando esco dal colloquio sono agitata a palla. Ho fatto bene? Ho fatto male? Dovevo stare zitta? E ora cosa devo fare? Chiamare la prima agenzia? Lasciare perdere e presentarmi mercoledì e spiegare la situazione? Mi sono giocata il posto?

Che stress.

Canzone del giorno: Sirius Alan Parsons Project

02 maggio 2012

L'inferno, il purgatorio, il paradiso

L'inferno.
Sabato sera Fry ha avuto un fortissimo attacco di panico, a sentire lui non ne ha mai avuto uno così forte. E' durato più di tre ore. Oltre al forte tremore (l'adrenalina che entra in circolo e attiva i muscoli) questa volta erano presenti anche formicolio delle estremità e difficoltà a parlare (sembrava la classica biascicatura di chi ha bevuto troppo). Gli ho massaggiato gli arti perché il formicolio andasse un po' via, sono stata lì, gli ho dato le gocce alla valeriana finché alla fine, esausto è crollato. In verità ho letto che molte delle cose che abbiamo (ho) fatto sono errate. Quando una persona ha un attacco di panico, prova una forte paura e angoscia, senza una minaccia reale. Il cervello reagisce come a uno stimolo di panico reale, mandando adrenalina in giro per il corpo. Sdraiarsi a letto è sbagliato. Bisogna camminare.
Immaginate di essere aracnofobici. Vi viene gettato in testa un secchio pieno di tarantole (quelle grosse e pelose). Nonostante il primo secondo di paralisi, il cervello comincia a dire ai muscoli di muoversi e vi preparate alla fuga, quindi scappate.
Nell'attacco di panico non c'è nessuna minaccia visibile ma il corpo reagisce così forte che molto spesso le persone, al primo attacco, vanno al pronto soccorso temendo di avere un infarto (dolore al petto e al braccio sinistro sono in effetti tra i sintomi). Rimanendo a letto Fry non ha smaltito tutta quell'adrenalina.
Poi era anche molto caldo, la temperatura in effetti stava arrivando ai 38°. Difficile dire se la febbre sia stata la causa scatenante dell'attacco di panico o se l'attacco di panico abbia scatenato la febbre. Alla fine siamo riusciti ad addormentarci, ma è stato un bell'inferno.

Il purgatorio.
Purtroppo questi attacchi lasciano dietro degli strascichi che durano diversi giorni. Da una parte c'è la paura di un altro attacco, e poi forse emergono i motivi dell'attacco, ma anche il senso di colpa per aver tenuto le altre persone impegnate, la paura di essere abbandonati a causa del proprio male. E' un momento molto delicato in cui purtroppo io non sono in grado di dire le parole giuste, mai.
Sta di fatto che per il primo maggio era in programma un summit di persone che arrivavano a Bologna da Torino e da Firenze (una carovana di ben 6 macchine) e lui era un po' preoccupato.
Volevo che capisse che per me lui ha la priorità, ma anche che mi avrebbe fatto tanto piacere rivedere i miei amici però allo stesso tempo lui doveva fare ciò che si sentiva. Essere presente o no, raggiungerci dopo, oppure non esserci affatto. Ma non forzarsi a fare una cosa che intimamente non voleva fare, questo mai, perché avrebbe peggiorato le cose.
Abbiamo appurato che quando la mente è così confusa, una bella passeggiata, prendere una boccata d'aria aiuta. Così siamo andati, ieri mattina, a fare un paio di foto con la nuova pellicola per la polaroid ee100, al parco dietro casa.


Questo in effetti l'ha un po' rilassato. Ma ancora c'era qualche preoccupazione.
Io purtroppo posso solo immaginare come ci si senta, e in effetti mi rendo conto di non riuscire a fare quanto vorrei in queste situazioni.
Decide di non venire per il pranzo con gli altri ragazzi ma di raggiungerci dopo. Sono contenta che abbia preso una decisione del genere perché molto spesso ci si forza a fare delle cose solo per compiacere gli altri e finisce davvero che si aggiungono ansie e frustrazioni inutili. Inoltre ho scelto un posto raggiungibile a piedi da casa, così che possa raggiungerci quando gli pare.

L'appuntamento è alle 13.30 al chiosco ai pini, in via emilia ponente. Se lo ricorderanno in molti questo indirizzo dato che ho fornito a tutti l'indirizzo che c'era sul sito, ovvero via emilia levante, dall'altra parte della città. Il risultato è stato che tutti, fiorentini e torinesi, alle 13.30 erano dall'altra parte di Bologna. Ho avvisato il ristoratore della gaffe sul loro sito e che ci saremmo radunati con un po' di ritardo. In totale a mangiare eravamo in 16. 9 da Firenze e 6 da Torino.

Il paradiso.
Il pranzo è andato bene, abbiamo mangiato tigelle e crescentine a volontà e tutti hanno gradito. Roccio era tipo ubriaco dalla settimana precedente e ieri sera ha avuto un concerto a Perugia ed era tornato a Firenze solo stamani quindi barcollava un po', ha stretto amicizia col proprietario del locale e ha preso di mira Elisabetta, torinese e vegetariana (ricordo a tutti che il motto di Roccio è: "se non si uccide non si mangia"). Francesca mi ha regalato una sua borsa che avevo comprato anch'io a Berlino e che, disgraziatamente, avevo perso. Sono stata così contenta di riaverla. Mentre Giada e Marco mi han preso una magliettina con uno scheletrino, davvero bellina. Ma il vero regalo è stato averli tutti lì. Non so come è successo ma inizialmente saremmo dovuti scendere noi, poi Giada ha detto "Ma perché non saliamo noi a Bologna?" e l'iniziativa ha preso piede. I Torinesi dovevano andare al mare ma dava brutto tempo e "perché non scendiamo a Bologna?". Così siamo finiti tutti lì, un incrocio di accenti diversi e tutti che parlavano con tutti. Quando sbrano la mia tigella cioccolata bianca e nutella dico a Fry che abbiamo quasi finito di mangiare e di raggiungerci pure. Però comincia a piovere e l'unico ombrello della casa ce l'ho io.
La fortuna di mangiare in un posto dietro casa.
Vado a prenderlo e andiamo insieme al chiosco. Mi ha portato la polaroid e scatto una foto a Gianni (ieri era il suo compleanno) e gli regalo la foto, ma spero che lui la pubblichi in qualche dove perché è davvero carina. Fry sta molto meglio e io lo so che coi ragazzi si trova bene (oddio lui si trova bene con tutti), chiacchiera con Roccio, con Gianni, con Stephen... Peccato continui a piovere.
Allora Mario prende la chitarra, Calogero i bonghi e imrpovvisiamo un festival della musica stonata dentro al chiosco. Non capisco se il ristoratore ci odi o se ci abbia preso in simpatia.

Però rimaniamo lì ancora un bel po', piove forte, ma alla fine riusciamo a schiodare tutti. Che sarà mai una giornata di pioggia con una compagnia così spettacolare e i portici di Bologna? Ci mettiamo nelle macchine, le muoviamo tutte e sei perché ora siamo 17 e ci avviamo verso il centro. Marco apprezza l'andare sempre dritti lungo i viali di Bologna e ci mettiamo poco ad arrivare. Ombrelli e via, verso i portici e verso un caffè. Penso che il barista volesse ucciderci ma poi sentendo l'accento fiorentino si è preso simpatia e nonostante i 4 caffè normali, no facciamo 5, l'orzo, il caffè corretto con stravecchio (per Roccio, of course), il caffè con panna e il caffè macchiato alla fine ci siamo anche fatti una bella chiacchierata. "Dovete venire qui più spesso" ci dice. Lo penso anch'io. Sarebbe bello almeno una volta l'anno incontrarsi in qualche dove e passare una giornata così, con gente semplice, persone vere. Purtroppo dopo il caffè la macchinata di Francesca, Stephen e Carlotta (ragazza conosciuta ieri e molto simpatica) torna a Firenze. Francesca ha una relazione da consegnare l'indomani e poi ora che sta a Roma si vede poco con Stephen e giustamente vogliono stare un po' assieme.

Noi continuiamo il nostro percorso e arriviamo in piazza Maggiore. Il percorso è tortuoso perché si fermano tutti ogni due metri e Roccio tiene un comizio filosofico e finché non finisce non ci si sposta. In piazza Maggiore inoltre c'è un palco striminzito con della musica. Ovviamente Roccio parte per la tangente mentre noi lo aspettiamo sotto ai portici. Aspetta aspetta aspetta, e decido di andare a recuperarlo. Dov'era? Stava andando non so dove con un perfetto conosciuto, sotto l'ombrello insieme, a bere qualcosa. Lo porto via nonostante le sue obiezioni ("mi voleva offrire da bere!") E proseguiamo il giro. Intanto tra una sosta e l'altra si è fatto tardino così li portiamo a vedere "la piccola Venezia". Mentre tutti ammirano e Roccio barcolla cerchiamo di fare delle foto, peccato che proprio lì davanti arriva un signore che, botta davanti e botta dietro, cerca di parcheggiare (sotto le nostre grida "noooo, un pochino più avanti, nooo torna indietroo, noooo hai toccato"). Alla fine non solo ci fa la foto, ma ne facciamo una insieme a lui, che spero di pubblicare non appena mi arriva tra le zampe. Poi faccio anch'io una foto, questa:

Ho sbagliato la messa a fuoco ma non importa, è stupenda lo stesso. Mi piace tantissimo, come la giornata passata insieme. Andiamo tutti alle macchine e vorrei ringraziarli di più di quanto si possa fare a parole, perché si sono tutti sbattuti a muoversi fino a qui, perché sono stati tutti di compagnia, perché hanno scacciato, anche in Fry, i giorni passati tra inferno e purgatorio regalandoci un paradiso che solo nei sorrisi di questa foto può essere immortalato.
Grazie, di cuore.

Canzone al giorno (chissà quante volte l'ho postata): If you want to sing out Cat Stevens





30 marzo 2012

Obiettivo raggiunto

Quando ho cominciato il corso del 730 avevo una mezza speranza. Nemmen tanto trovare lavoro o imparare una cosa nuova, ma socializzare.

Sono contenta di poter scrivere che ho incontrato due deliziose fanciulle con cui mi trovo molto bene. Giovedì sera siamo state a cena insieme da una di loro e giovedì prossimo faremo una bella gita a Ferrara.

08 marzo 2012

Due pazze in centro a Bologna

Chi dice che in rete si incontrano solo maniaci non ha mai girato la rete. La rete è come una grande città, puoi trovare i delinquenti e le persone giuste, bisogna avere buon senso e pazienza e possono nascere amicizie e rapporti incredibili. Ma veniamo ad oggi! Oggi una mia amica, Zion, ha preso un giorno di ferie per venirmi a trovare da Milano e fare acquistini cosmetici, e non. insieme, far quattro chiacchiere, insomma passare un po' di tempo insieme. A me devo dire la cosa mi ha stupito, capita raramente che un'amica prenda un giorno di ferie per me, per questo e perché mi trovo molto bene con lei, ero contenta come una bambina che scarta il regalo di Natale (e Natale poverino è rimasto senza - ahahah miss simpatia lo so!). E indovinate come l'ho conosciuta? Un popò di anni fa, quando nacque il mio blog. Nel lontano 2005-2006.

Per cui arrivo zompettando in stazione, in ritardo perché il mio trenino ha deciso di fare tardi, e intanto mi chiama. Lei è già al binario, le dico dove sono, ma optiamo per vederci all'uscita ma "non quella principale, l'altra". Mi metto su piazzale ovest e aspetto. Mi richiama, è sul mio (ormai ex) binario!

Abbracci, baci, evvai! Si parte. Cominciamo con un bel giretto per via Indipendenza, tappa obbligata da Kiko dove ricompro un mascara, una "tinta per sopracciglia" (sìsì avete capito bene) e un gel per pettinare le sopracciglia. Ce lo avevo ma l'ho perso misteriosamente a casa di Fry le prima volte che sono andata a trovarlo. Lo avrà mangiato Maya.

Passeggiando passeggiando siamo arrivati alla chiesa di S. Petronio che Zion non aveva mai visitato. In effetti quando ha abitato a Bologna non ha avuto molto tempo per visitarla. Così entriamo e in effetti, bhe fa effetto. E' proprio una bella chiesa. Le ho raccontato a grandi linee la storia (perché io purtroppo non ricordo mai niente e copro le mancanze con la fantasia, però potrei non essermi inventata troppo). Dopodichè saltino al museo, all'interno della basilica, dove ha comprato delle caramelle fatte dai frati ghtyauefensi (non ricordo, abbiate pietà. Forse erano camaldolesi...) - approposito com'erano le gnam gnam?

Tappa da Sephora dove constatiamo, purtroppo, che a Bologna non è ancora arrivata la Urban Decay... Peccato perché cercavamo proprio la loro mitica primer potion, ma troviamo una valida alternativa della benefit (o too faced, sono due marche che confondo *sempre*) - ah no era la benefit, perché tra i suoi prodotti aveva la bene-tint, e per assonanza...

Esploriamo il piano di sotto pieno di ombrettini marchiati Sephora ma soprattutto la palette per lo smokey eyes. Totalmente inutile resistere. Scivola in borsa così facilmente!

Quindi succede una cosa buffissima, Zion doveva stampare la mail del biglietto del viaggio di ritorno, così abbiamo anche la fortuna di incontrare un internet point sul nostro cammino. Entriamo e un omino sta fotocopiando un libro. "Salve". Nessuna risposta. Segue uno scambio di battute che definire epico è riduttivo. Per farvela breve il tizio delle fotocopie ci cagava a tratti e rispondendo solo a monosillabi. Farci dare un po' di attenzione è stato davvero difficile (che sudata!) ma alla fine fatto anche questo.

Gli stomaci cominciano un po' a brontolare, volevo fare prima un giro da coin ma camminiamo camminiamo camminiamo e ci perdiamo. Poi Bologna è un gran casino, ci sono portici ovunque, le strade si somigliano un po' tutte. Ci arrendiamo ai mezzi tecnologici, io con il mio Samsung e lei con il Nokia. E nonostante ciò riusciamo a sbagliare di nuovo strada (credo che abbiamo attraversato strada maggiore due o tre volte prima di prendere il verso giusto). Io mi perderei anche dietro casa! Trovato ITIT, mangiato e fatto due saluti a due amici incontrati lì per caso riprendiamo i nostri giri, andando all'OVS e da Orea Malià, un hair stylist in centro a Bologna che in realtà si è rivelato davvero alla mano. Gli abbiamo chiesto quanto costa fare un paio di cose, abbiamo appreso che per essere chi è non è poi così caro e andiamo via soddisfatte, incamminandoci verso la stazione. Che dire, sono stata davvero bene e vorrei davvero ringraziarla per avermi fatto scordare per questo pomeriggio che sono incasinata e che sto cercando un lavoro. Abbiamo parlato tanto e di tutto, soprattutto dei rapporti umani. Ci siamo trovate in accordo su tante cose, stupefacente.

Poi però stasera, bhe stasera m'è rimasta la scimmia dei capelli. Convinco il povero Fry a fare la spesa al centro commerciale "così intanto posso anche tagliarmi i capelli" e dato che se li deve tagliare anche lui, finisce che passiamo la sera dal parrucchello. Quando, dopo avermi lavato i capelli, la parrucchiera guarda dal mio cellulare il taglio, rimane perplessa un attimo e dice "Aspetta, vado a chiamarti la mia collega, che lei questi tagli li sa fare". In effetti, a parte non sputare mai in terra, è molto brava. Solo che sforbicia così tanto che mi chiedo quando mai finirà. Il risultato? Giudicate voi. A me piace molto e devo dire che la parte con i capelli molto corti mi piace talmente tanto che penso che appena arriverà il caldo li taglierò tutti corti definitivamente.

Quindi stupenda giornata, in compagnia di un'amica che ho trovato grazie a queste pagine e che sono proprio contenta di aver conosciuto. Grazie cara Zion.

Canzone del giorno: Casa Mia Spazio Bianco



04 marzo 2012

Ciao Lucio Dalla

Per evitare di scrivere due volte, vi lascio alla lettura dell'altro blog che condivido con Fry, per leggere la nostra giornata di ieri, del nostro incontro con Leo Ortolani e dell'ultimo saluto che Bologna ha dato a Lucio Dalla.

Ciao Lucio, la canzone di oggi, tua, ti è dedicata. E' un pezzo molto bello e spero che la chiesa di San Petronio ci ripensi e la faccia suonare al tuo funerale, oggi, 4/3/2012.

Canzone del giorno: 4/3/43 Lucio Dalla

22 febbraio 2012

Vecchi

Sto facendo il mio bel tagliando. Tutte le mie visitine. Oggi quella che preferisco in assoluto. L'ecocardiogramma.
Stai lì sdraiato in relax e guardi il cuoricino che si muove, lo ascolti mentre batte, e ti chiedi se il segreto della vita è davvero in una robina così piccina...
Partiamo con ordine. Sotto casa mia passa un bus, l'86, che spesso e volentieri è in ritardo. Questa zona è appannaggio di vecchi, che puntualmente stanno alla fermata a lamentarsi del ritardo. Ma dico io, che minchia avete da fare tutto il giorno? Forse il loro lavoro è questo: lamentarsi.
Salgo dunque sul bus in spaventoso ritardo di 10 minuti e, che ve lo dico a fare, anche il bus è pieno di vecchi che, probabilmente, mancano di capacità propriocettiva e finiscono sempre per calpestarti i piedi o venirti addosso.
Comincio a pensare che vorrei avere una macchina solo per non trovarmi più i vecchi sul bus, peccato però che siano anche in strada, che guidino. Insomma sono propri cattiva, eh?

Io tanto non invecchierò, la lettura della mia mano mi dice che morirò a 40 anni per cui me la godo adesso.

Arrivo in questa clinica privata convenzionata con l'Asl (che qui si chiama Usl) e mi metto in coda allo sportello dell'accettazione per farmi registrare. C'era un solo omino ed era al telefono.
Arriva una vecchia impellicciata (ah, a proposito, in nome della mia famosa intolleranza ho deciso che non farò più sedere sul bus donne con pelliccia di vero pelo...) che si piazza dietro di me e sbuffa. "Certo, c'è una persona sola e sta pure al telefono!"
Ok, è troppo, mi giro e sbotto "Forse sta prenotando una visita, sicuramente sta lavorando!"
"Assìsì mica volevo dire niente, sa?"
Ah no? Ma dai.

Comunque la vecchia, sbuffando, è riuscita anche a passarmi avanti andando allo sportello delle prenotazioni, invece che a quello dell'accettazione.

Mi registra, salgo e attendo. Ad un certo punto arriva un omino coi capelli bianchi, alto meno di me, che parla come Ficarra&Picone e mi dice che posso andare: "Si spogli e si stenda sul lettino, io arrivo subito".

Mi tolgo i miei 200 strati di maglie e mi sdraio, lui arriva con un caffé "Mi scusi se non le ho chiesto se ne voleva uno, oggi è stata una giornata molto pesante non ero ancora riuscito a prenderlo!".

Gli dico di non preoccuparsi, ha fatto bene, in ogni caso io il caffè lo avevo già preso.
Comincia l'esame. E succede una cosa straordinaria: mi spiega quello che vede. Cioè pian pianino mi accompagna nel viaggio dentro al mio cuoricino e mi sposta anche il monitor per farmi vedere meglio.
"Ha un lieve prolasso della valvola mitralica, lo sapeva?"
"Sì, mi hanno detto qualcosa del genere, ma so che è una cosa comune e non patologica"
"Diciamo che non le causa niente, non è proprio nulla, vede qui? Questo sportellino dovrebbe fare una conchetta ma rimane piatto..."
Mette i colori e ".. vede qui? questo è il sangue che torna indietro perché la valvola non si chiude bene. Diciamo che non è nulla, è solo un atteggiamento della valvola mitralica."
Quando ha detto "atteggiamento", e ricordate che parla come i due comini, stavo scoppiando a ridere.

Strani modi di dire a parte mi sono trovata molto bene. Mentre stava scrivendo il referto entra un'infermiera, disperata, che dice al dottore "Senti, appena puoi, chiama la prossima signora che è lì che dice che a mezzogiorno deve andare in un altro punto, lei è la ragazza delle 10?" Annuisco. "Ho già detto alla signora di aspettare tranquilla, ma.. " e fa un faccino spazientito come a dire, ma non osa, che la signora in questione è una gran scassaballe. In effetti quando il cardiologo era entrato con il caffè in mano e io stavo già sdraiata con le zinne al vento, sentivo che diceva a una signora "No, non entri ora, la chiamo io, mi attenda fuori", quindi già questa scassaballe voleva entrare. Poi voglio dire, mica colpa mia se il mio esame è durato 45 minuti. Lascia il tempo alla mia valvola mitralica di respirare, suvvia.
E, indovinate? Era una vecchia pure lei.

Canzone del giorno: Morelli Mirko Samuele Bersani



31 gennaio 2012

Sud

Mi chiedono sempre da dove arrivi, perché il mio accento è più del sud che del nord, che non si sente il piemontese ma un misto di qualcosadinonbenspecificato che però arriva da posti caldi, gente amichevole e sorridente, mare. Sud.
Mi chiedo qual è la mia identità su questa Terra, quando nomi e luoghi si confondono, strade e vie, mezzi e stazioni, monumenti e ricordi. Dove finiamo, dove arriviamo, quali luoghi ci portiamo nel cuore?
Ma è davvero così importante? Sono io il luogo in cui sosto? O io sono semplicemente io?

18 novembre 2011

Rumori del mattino

Ognuno di noi ha dei rumori che gli ricordano il mattino, l'ora della sveglia. C'è chi viene svegliato dal cinguettio degli uccelli, chi dal treno delle 7.35 che passa proprio sotto casa, chi dal rumore del traffico, chi dall'ascensore che viene chiamato al piano.
Anche io ho dei miei rumori: la caldaia che si accende, l'ascensore che parte. E Maya che gioca con qualsiasi cosa trova in giro. Tovaglioli, pezzi i carta, bicchierini di plastica. Ogni cosa.

Mercoledì mattina invece nessun rumore mi ha svegliata. Ho spento la sveglia, impostata sulla vibrazione, dopo averla fatta suonare altre due volte e averla rimandata con la funzione snooze. Chiudo un attimo gli occhi e altre vibrazioni (non il gruppo) mi svegliano. In automatico ho il piano dati che si attiva alle 6.30 del mattino e quindi incominciavano ad arrivarmi le notifiche sul telefono.
Peccato che io devo uscire di casa alle 6.35 per evitare di perdere il bus, che ha la ottima frequenza di 1 bus all'ora per andare a Castelfranco Emilia.

Come risolvere il dilemma? Mi sono vestita di fretta - ero rimasta con il mascara dal giorno prima (lo so, lo so, non di fa) per cui con un pezzettino di carta igienica mi sono sfregata via le sbavature del mascara - e senza nè prendere il caffé, nè fare pipì, nè lavarmi la faccia o i denti sono uscita, appena in tempo.
Mi sono sentita un grosso schifo tutto il giorno, quel luridume psicologico che avresti bisogno di una doccia di tre ore. Inoltre ho beccato un cliente che mi ha urlato in faccia e mi ha trattata malissimo, tanto che il mio responsabile si è alzato per venirmi incontro e dargli una calmata.
E io? Non mi stavo mettendo a piangere una volte che lui è uscito dall'ufficio?
La verità è che avrei voluto scazzottarlo per bene, ma non potevo, non era il caso, così non si fa, detesto la violenza e altre mille svariate convinzioni che, volente o nolente, mi sono penetrate nel cervello.
Se non si era intuito è stata una settimana dura, a volte il mio lavoro è davvero simpatico, a volte è stressante. Più spesso mi dico che non so fare nient'altro, e sempre più spesso invece vorrei dirmi che questa è una distorsione della realtà, perché, come ho scritto nel precedente post, ho le potenzialità per fare qualsiasi cosa.

Non so se lo avevo già scritto ma sto leggendo questo libro. Fry ne ha, secondo me, un grosso rifiuto. Ogni volta che gli descrivo, entusiasta, le scoperte riguardo ciò che sono, storce il naso. E io provo quindi resistenza a parlargliene. Anche perché non mi sto autoanalizzando, sarebbe da pazzi. Sto solo scoprendo il perché di alcuni miei atteggiamenti, il perché anche di tanti pregiudizi e azioni. So benissimo che per lavorare in profondità ci vorrebbe uno psicoterapeuta.
Ho invece come l'impressione che secondo lui io stia cercando soluzioni semplici a problemi complessi.
Non ho nessuna voglia di autoanalizzarmi, e non penso che porterebbe da nessuna parte. Voglio solo rischiarare la strada per sapere, una volta in terapia, dove andare.
Per quel che riguarda Bologna, sappiate che il clima di Bologna è purtroppo il peggiore che io abbia mai incontrato. Non è ancora pieno inverno ma fa freddissimo, e d'estate si sviene dal caldo. Non c'è verso di trovarsi bene, il freddo penetra da sotto i vestiti e l'umidità fa scricchiolare le ossa.
Ebbene sì. Pensavo che facesse più freddo a Torino.
E invece.

17 ottobre 2011

Il nostro trasloco è durato il tempo record di una settimana. Mancano 2-3 scatole e altre piccole cosine che porteremo via oggi. La nostra nuova casina ora è un cumulo di scatole anche se ieri, nonostante la stanchezza, siamo riusciti a montare il kullen, il malm e l'expedit (sì, sono mobili ikea... E Fry li chiama tutti col loro nome.
Maya si aggirava curiosa per casa annusando ogni cosa e poi si è acciambellata sul divano e ha deciso che quello è il suo posto (anche se non ha snobbato il letto e le varie poltrone).
La nostra nuova casina è davvero bellissima. Al tramonto si colora di rosa e c'è proprio una bella luce. Ora non abbiamo il gas (ci spiombano il contatore mercoledì) e ieri ho provato l'ebbrezza di lavarmi i capelli scaldando l'acqua col microonde.

La fatica però è stata ampiamente ripagata.
E sono certa che sarà sempre meglio.

Presto le foto. Appena abbiamo la.connessione...

01 ottobre 2011

A volte ritornano (e meno male)

Quando passeggio per Torino mi viene in mente una sola parola: eleganza. Non c'è altra città che secondo me rappresenti meglio questo aggettivo.
Trovo che il colore bianco, i portici puliti, le strade e le piazza immense, conferiscano una certa regalità alla città. Immagino persone con bastone da passeggio che risalgono via Po per andare verso Piazza Vittorio e splendide carrozze trainate da docili cavalli infiocchettati.
La verità è che Torino mi piace. E piace anche a chi non c'è mai stato e la vede per la prima volta. Questo perché su di lei non hai aspettative e quindi rimani sorpreso a vedere quanto può offrirti.
Se non si era compreso, lo scorso weekend sono stata a Torino. Ho staccato un po' da ogni cosa e sono stata bene, anche se ho visto Birba raffreddata (e sempre più invecchiata, sempre più malaticcia col suo cuoricino che non funziona bene).
Mi è presa un po' tristezza e quando stavo andando via e avevo già chiuso la porta d'ingresso che sono tornata indietro di corsa a salutare Poldo e Birba. Ho avuto un brutto presentimento e ho temuto di non rivedere Birba e non potevo sopportare questa cosa.
Il viaggio poi è andato bene, ho letto molto e ho dormito profondamente (tanti anni fa non sarei mai riuscita a dormire sul treno ma da quando ho conosciuto Roccio ho preso l'abitudine a dormirci e ora l'ho associato al sonno, tant'è che appena il treno parte posso leggere ben poche pagine che muoio subito).
Lunedì non è stata una bella giornata al lavoro, è un lavoro molto difficile ed era il mio primo giorno (travirgolette) da sola allo sportello. Credo di essere stata presa dal panico e di esserm sentita male, ma ora non ricordo bene cosa è successo, so solo che la notte non ho dormito e mi sono svegliata con un po' di mal di stomaco (che spesso mi viene quando sono agitata) e temevo di non essere in grado di fare un lavoro simile. Poi piano piano nei giorni successivi è passato, ho ricevuto tanti complimenti per la mia gentilezza e gli occhi e il colore dei capelli (davvero) e penso che in fondo è un lavoro che mi piace.
Mi piace perché posso aiutare gli altri a risolvere i problemi, anche se piccoli, e spesso (non so come) riesco a tranquillizzare le persone agitate.
Maya sta un po' meglio, il veterinario dice che deve fare fisioterapia camminando, quindi ora la lasciamo libera e in pace. Anche se zoppica ancora vistosamente ma è passato poco tempo, bisogna darle tempo. Molto probabilmente tempo.
Poi ieri è successa una cosa buffa, ricevo la richiesta di amicizia su facebook di un tale di cui non ricordavo il nome. Poi guardo le foto e però qualcosa mi dice. E alla terza foto esclamo "Malconcio!".
Per raccontarvi di lui devo andare indietro nel tempo, all'anno 2002 (credo) in cui mi ero appena lasciata con Chicco e passavo molto tempo su IRC sul canale delle #piantecarnivore. In questo canale non eravamo in molti, c'ero io, Malconcio, fonzie82 poi si era unito pesiolino (si chiamava così perché pesciolino non ci stava, era appassionato anche di acquari).
Il mio tempo era scandito dai loro, ero rimasta sola, senza un amico, e cercavo di uscire da un periodo di depressione totale: il gruppo di appassionati di piante carnivore mi ha aiutato molto in quel periodo. Appena c'era un incontro o un meeting prendevo e uscivo, e viaggiavo e giravo. In quel periodo raramente avevo un weekend in cui stavo in casa e in una di queste scorribande, a Padova, ho conosciuto Malconcio di Bolzano. Poi sono andata anche a trovarlo a Bolzano, dove ho preso un'incredibile sbronza e non ricordo molto di che è successo. Insomma, per farla breve: Malconcio ha fatto la specialistica in Agraria qui a Bologna e tra 15 giorni va via (lo avessi saputo prima, in questi mesi che sono stata qui!). Quindi oggi ci siamo beccati.
E' cresciuto, non in altezza perché è sempre stato altissimo, però di testa sì. Ma ovviamente, è passato del tempo, è giusto.
Abbiamo parlato anche del vecchio gruppo di appassionati, di come essere com'eravamo ci ha portati a coltivare le piante in un certo modo e del perché ora non riusciamo più a frequentare lo stesso gruppo: una volta eravamo tutti innamorati della nostra passione, e questo amore comune ci portava a divertirci insieme, a darci consigli, a tenere poche piante e trattarle al meglio. Purtroppo ora si parla molto di "collezione", è una sorta di gara a chi ha la pianta più bella e più rara. I doppioni non si regalano o scambiano come prima, ma si vendono. Il must è avere il clone introvabile comprato all'estero per svariate decine d'euro.
Purtroppo anche le persone che conoscevo non frequentano più il gruppo e anche ad andare agli incontri, negli ultimi anni, mi sono sentita un po' fuori luogo.
Comunque sarebbe bello fare un incontro con noi "di una decina d'anni fa", che non ci fregava se le nostre piante avevano qualche foglia secca, se erano perfette nella loro imperfezione, che quando avevamo una divisione da rizoma la regalavamo (perché è bello regalare una pianta, soprattutto se sappiamo che verrà trattata con cura da un altro appassionato), che non le chiamavamo mai "la nostra collezione" ma "le nostre piantine", che eravamo anche e soprattutto amici e ci divertivamo con poco.
Noi "appassionati". Che la passione è fatta anche e soprattutto dalle persone che riescono a condividerla.
Canzone del giorno: Per un'ora d'amore Subsonica

13 luglio 2011

Il sesto senso dice no.

Che poi mi hanno appena richiamata per farmi un secondo colloquio, stasera.
Ma io ciaociao, sarò a Torino.
Mi richiameranno la settimana del 25. Andrò comunque a sentire per vedere se questa tattica della sincerità estrema ai colloqui funziona, ma ho già deciso che no. Il mio sesto senso ha detto no.

07 luglio 2011

Mi è arrivata ora la password di facebook. Ne vogliamo parlare? Ma anche no. Sono quasi decisa a spostare l'intero account su google+, dato che il 90% delle persone che mi interessano sono lì. Appello pubblico a RagnoB, please, joina su g+ così ho anche te in questo bellissimo calderone.
Ieri ci è successa una cosa buffissima. Eravamo a casa io e Lambo, Pedro (passato a trovarci da Grosseto per dare un esame al conservatorio di Bologna) era appena ripartito e suona alla porta un venditore porta a porta. Noi shhtt, pian pianino cerchiamo di non farci sentire, finché Lambo si indica e mi fa intendere che ci pensa lui. Bene, penso.
Apre e questo signore, con i denti spezzati davanti e la lingua che s'infilava nel mezzo (rendendo incomprensibile qualsiasi parola) attacca col la solita pippola dell'Edison energia, e gli sconti, e conviene, e vuole vedere la bolletta. Alché Lambo gli dice che non gli avrebbe fatto vedere la bolletta e dopo una discussione in cui Lambo, calmissimo, gli spiegava che non era interessato, a un certo punto, d'improvviso, il tizio sbotta e comincia a insultarlo dandogli del tu e del "moccioso sfigato disoccupato" (premesso: Lambo è un supersistemista e ha 24 anni, lavora stabilmente mentre il venditore porta a porta avrà avuto 45 anni portati male). Quando chiudiamo la porta, dopo il suo "e non provare a venire nei nostri uffici che non ti farò il contratto nemmeno se lo vuoi", lo sentiamo ancora borbottare sul pianerottolo.
Inutile dire che abbiamo riso tutta la sera. Certo che i venditori porta a porta sono molto sotto stress, ma da qui a insultare la gente ce ne va.
Il mio tutor ieri mi ha portato la valutazione dello stage. Un voto altissimo ovviamente, ma non perché io sia un genio. Semplicemente non mi ha mai seguita e non sa che cosa io stia combinando (ovvero nulla) quindi è stata una valutazione così. A muzzo. Ma a me va bene eh?
Mi andrebbe meglio domani sentirmi dire "ehi, sei assunta!". Gettare alle ortiche corso e ogni cosa e gettarmi in pasto al lavoro, passare ore in un posto ed essere pagata per farlo. Lo so che è stata una mia scelta ma è tanto che non lavoro e non sono abituata.
Quindi grazie, tutordellostage. Ma speriamo in domani.

Canzone del giorno: Mamma Lillo's Band
Se non li conoscete è normale: sono dei miei amici, e se mi approvano la cosa metterò online qualche loro pezzo, così potete ascoltarli, sono molto molto bravi e i loro pezzi molto molto carini.

04 luglio 2011

Le piccole cose

Questo doveva essere un weekend da passare interamente con amici. Sabato sarebbero dovuti passare a trovarci degli amici di Torino. Purtroppo un equivoco sulle offerte di Trenitalia ha fatto saltare tutto. Mi è spiaciuto e spero che la prossima volta ci possa essere un'offerta decente affinché possano fare andata e ritorno in giornata senza accendere un mutuo (i treni veloci costano mostruosamente tanto e non conviene assolutamente fare andata e ritorno in giornata a quelle condizioni). In ogni caso spero davvero ci si possa organizzare la prossima volta.
Domenica abbiamo festeggiato il compleanno di Stephen ai laghi Bellavalle, a Barberino di Mugello. Non so se vi ricordate, ma siamo stati allo stesso posto anche per la grigliata dell'anno scorso ad agosto. Scelta coraggiosa visto che correvano le moto, proprio quel giorno, proprio a Barberino. Ma non abbiamo trovato tanta gente ad andare, e siamo riusciti anche a fare colazione!
Stavolta alla grigliatona eravamo circa in 23 e abbiamo cucinato e mangiato come dei maiali. Per me la parte più bella della grigliata rimane sempre ciò che c'è prima o dopo la mangiata. Lo stare insieme, le chitarre, il frisbee, il pallone, la cazzate, le risate. Anzi, potessi farei un pomeriggio ai giardini così, senza grigliata. A cantare e raccontarci minchiate.
Ricordo quando ero piccola, avrò avuto 13 anni. Io e la mia vecchia compagnia andavamo spesso alla Pellerina, senza fare un granché. Io avevo una chitarrina piccina che mi entrava nello zaino, portavamo il frisbee e passavamo la giornata così. Per me era il massimo della felicità: non mi servono grandi cose per divertirmi mi basta stare in mezzo alle persone giuste. Così ieri, affumicati e contenti abbiamo festeggiato Stephen. Mi verrebbe quasi da dire: 100 di questi giorni, per tutti però.
Oggi ho un po' di malinconia, mista a nostalgia. Mi mancano i miei amici di Torino ma essendoci vissuta distante per diverso tempo quando stavo a Firenze, sopporto meglio la lontananza. Con i ragazzi di Firenze è diverso, ho impiegato tanto tempo (che sono lenta) a costruire dei legami con loro, a fidarmi, e ora ricominciare di nuovo a stringere rapporti è per me molto faticoso. Anche se non voglio ammetterlo a me stessa, sono diffidente, antisociale. E' davvero esasperante cercare di tirare fuori la vera me da quel guscio che per anni ho alimentato. Per quello quando qualcuno delude questa fiducia io riassemblo pian pianino di pezzi del mio guscio andato in frantumi.
Ieri sono stata molto bene e sono anche contenta di sapere che alla fin fine la distanza tra Bologna e Firenze è minima, felice di sentire che Fry si è trovato bene e che ogni cosa è andata alla perfezione.
A breve, ovviamente, le foto.

Canzone del giorno: L'inno del corpo sciolto Benigni


Quanto ho riso guardando questa immagine:
Share photos on twitter with Twitpic

01 luglio 2011

Google+

Tra ieri e oggi sono stata totalmente presa dal nuovo social di Google: Google Plus. Non è ancora accessibile a tutti, però io mi sto divertendo un mondo. E' molto bellino e spero davvero supererà facebook, così possiamo liberarci una volta per tutte dai giochini e dalle fanpage fastidiose che ha facebook. Detto questo io non lo uso da... quasi un mese ormai e devo dire non mi manca. Poi con questo nuovo giochino. Il blog di Bologna prosegue, che fate, non ci leggete?

Fry ha scovato questo nuovo gruppo (che però fa musiche che sembrano vecchiotte) e mi piace tanto, quindi la canzone del giorno sarà: Pressure & Time Rival Sons