Ho letto da qualche parte, in questi giorni, non ricordo dove, che per cambiare basta fingere. E a forza di fingere presto o tardi viene spontaneo. Non fingere, ma essere come stai cercando di essere.
Non sono brava a fingere. Forse avrò finto un paio di orgasmi, qualche volta, ma da piccola.
Quando mi rendevo conto che non sarebbe mai finita se non avessi portato a termine la mia piccola corsa verso il piacere, rendendo orgoglioso di sé il maschio alpha che accesosi la sigaretta poteva dirsi "Che bravo che sono".
Per poi girarsi e dormire come se avesse sconfitto un drago o avesse aiutato Ercole nelle 12 fatiche. O Asterix. O che ne so.
Il mio atto di ribellione è sempre stato la sincerità. Non ridete.
Madre mentiva in continuazione a Padre, lo faceva per il bene di tutti. Lui non sapeva mai bene cosa accadeva, Madre non lo diceva e gli mentiva perché Padre si arrabbiava spesso per un nonnulla.
Madre mi consigliava di dire sempre che non ero stata io, se accusata di qualcosa, anche se le accuse erano fondate (però quando rubavo i giocattoli all'asilo e se ne accorgeva - poche volte - mi costringeva a riportarli indietro).
Non è educativo, lo so. Ma lei non aveva letto quei libri merdosi che ora leggono tutte le neomamme: "Come crescere un perfetto Milord" o "I no che aiutano a crescere" (sbaglio o esiste davvero questo libro?).
Madre non poteva fare che il meglio che già sapeva fare e lei aveva imparato che mentire era la sopravvivenza.
Io no.
Il mio atto di ribellione era la sincerità.
Come quando venni sgridata per le 2000 lire perse a un'amichetta. Non erano molti soldi, e io ero certa di averglieli ridati. Padre mi mise in castigo e disse che per una settimana non potevo più vedere i miei amici di via Exilles. Avevo 12 anni.
Però Padre era al lavoro tutto il giorno, e Madre mi diceva "Esci, tanto non glielo dico".
Mi rifiutavo. La punizione era giusta e l'avrei rispettata.
Imparai presto che piccole bugie potevano essere un'escamotage per uscire da situazioni imbarazzanti.
"Come mi sta il vestito?"
"Benissssimo"
Ma quelle esse di troppo, sul mio ghigno contratto, avevano l'effetto contrario.
Si vede quando mento.
Esisterà un altro modo di essere diversi da come si è? Essere più coraggiosi, più ironici, più versatili, più sportivi, più abili, più belli, più affascinanti?
Se mi tocca fingerlo, finirà che non riuscirò mai.
Se mi tocca esserlo, forse avrò speranze.
Canzone del giorno: 21st Century Schizoid Man King Crimson
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15 gennaio 2019
19 gennaio 2018
Quando ero piccola
Quando ero piccola il mio libro preferito era "il grande atlante del mondo" del Reader's Digest. Un paio di anni fa ho comprato un atlante nuovo di zecca ma non era la stessa cosa. Quelle belle pagine lucide con le immagini dai contrasti forti non mi trasmettevano la stessa emozione di quel volume che sfogliavo per ore e ore. Il mio pianeta preferito? Giove. Lo chiamavano "Il gigante buono" e scrivevano che la sua enorme massa deviava gli asteroidi che passavano per quella traiettoria. Che bello, Giove. Che inconsapevolmente buono, Giove. Che meraviglia quel ciclone, quella macchia rossa. E poi un pianeta gassoso. Riuscite a immaginare un luogo in cui non si possono poggiare i piedi?
Quando ero piccola cercavo di capire se la vita che stavo vivendo fosse un sogno e se i miei sogni fossero la mia vera vita. Ho finito col diventare insonne. Dormivo molto poco e spesso mi svegliavo e giocavo col mio criceto.
Volevo bene a quel topo senza coda, mi avrà morso non so quante volte ma gli volevo bene.
Quando ero piccola non è vero che fosse tutto più semplice. Ero solo piccola di statura, ma comprendevo tante cose.
Magari avrei preferito non capirle.
Ora che sto diventando grande, perché proprio grande grande non sarò mai, mi piacerebbe essere piccola e occuparmi solo delle cose importanti. Di Giove, del mio criceto, e dei miei sogni che potrebbero essere veri.
Canzone del giorno: Wicked Game Chris Isaak
Quando ero piccola cercavo di capire se la vita che stavo vivendo fosse un sogno e se i miei sogni fossero la mia vera vita. Ho finito col diventare insonne. Dormivo molto poco e spesso mi svegliavo e giocavo col mio criceto.
Volevo bene a quel topo senza coda, mi avrà morso non so quante volte ma gli volevo bene.
Quando ero piccola non è vero che fosse tutto più semplice. Ero solo piccola di statura, ma comprendevo tante cose.
Magari avrei preferito non capirle.
Ora che sto diventando grande, perché proprio grande grande non sarò mai, mi piacerebbe essere piccola e occuparmi solo delle cose importanti. Di Giove, del mio criceto, e dei miei sogni che potrebbero essere veri.
Canzone del giorno: Wicked Game Chris Isaak
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