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06 febbraio 2017
Golem - chi ben comincia.
Riassunto della mattinata: mi sveglio all'alba, vado lì, lo aspetto mezz'ora, lo chiamo
"ah scusa non me l'ero segnato, devo andare a una visita medica, oggi". A questo punto penso sia un problema mio dato che la gente fraintende spesso i miei appuntamenti (eppure sono certa di avergli detto "cominciamo lunedì, alle 9.30, vero?" - forse dovevo specificare giorno, mese e anno). Confermato inizio per domani (bestemmie volanti), ho trovato il bar (bar vintage, molto peso) più bello del mondo con una cliente settantenne con i capelli rosa ("vorrei un mondo fatto di gente con i capelli colorati" - parole sue), il gestore che cantava con me pezzi italiani anni '70 ("ma sei giovane come fai a conoscerli?"), che ha messo il vinile de "le orme" dietro mia richiesta e nel quale, dice, i clienti possono stare da lui quanto vogliono, anche a leggere o ascoltare musica. E sono felice che sia lì vicino. ora sono a casa, sonno della madonna. ho solo voglia di svaccarmi e andare a danza stasera, indossando la mia canotta di YouPorn.
Sezione:
Bar Peso,
Danza del Ventre,
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Musica,
Stage
21 dicembre 2016
La festa del solstizio d'inverno
Stasera vado alla festa del solstizio d'inverno a danza del ventre. Una cosa molto da streghe, bellissima. Candele al centro, noi che danzavamo in cerchio, tutte insieme. Occhi fissi sul fuoco, respirazione, rilassamento.
Una cinquantenne (modestamente figa, magra, tacco altissimo, supertruccata) che fa la PR per i locali a Milano e che si è ubriacata dopo due dita di spumante (in due bicchieri diversi, così spartiti: mezzo dito in uno, un dito e mezzo nell'altro) mi attacca la pezza e mi fa
"ma io ti ho già vista da qualche parte"
io: "qui a danza, penso" (frequentiamo classi diverse però sai, mi si vede, non sono invisibile)
lei: "no no in qualche locale! a Milano, vieni mai a Milano?"
io: "bhe per mostre ogni tanto"
lei: "no per locali. dai sei mai venuta al locale xxx?"
"no"
"e al zzz?"
"no"
"e al zxw?"
"no guarda non frequento locali..."
lei: "ma no io ti ho vista...sono sicura, hai dei capelli stupendi, sono bellissimi"
E VIA COSÌ ALL'INFINITO... ennamiseria
c'è una mia sosia che ha rotto le palle in giro. per concerti a Lugano, per locali a Milano, a ubriacarsi per Firenze per concerti, ma anche giracchia sempre attorno alla stazione di Firenze, perché, anche lì:
"oggi è tutto il giorno che ti vedo"
io: "ehm no sono appena arrivata da Como, col treno."
"nono impossibile eri proprio tu"
io: "ah già è vero"
Certe pazzie vanno assecondate.
Risate a parte, voglio concentrarmi sulle sensazioni che mi danno questi incontri di sole donne, in cui mi sento legata alla terra, in cui vorrei andare in un bosco e danzare sotto la luna. In cui mi sento tutt'uno con l'universo (ah-ah sì ridete).
Abbiamo iniziato accendendo ognuno la candela che aveva portato da casa e le abbiamo messe in un piatto molto grande di rame al centro della sala di ballo. Lily, la nostra insegnante, aveva già bruciato della salvia che serve a purificare l'ambiente. Ci ha consegnato un foglio di carta ciascuno. Nel mio era scritto: "LEI - Apprezzamento. Mi sento benedetto e onorato. Il divino in me ama e rispetta il divino in te." Poi, nel libro da cui aveva preso queste frasi leggerò anche che "Gli incontri affettuosi arricchiscono la nostra vita e nei periodi difficili ci donano forza, amore, speranza e consolazione. Il "lei" sta per amore e simpatia. "Lei" significa "creatura amata". Hai meritato di essere amato, festeggiato e felice."
Ci siamo sdraiate e abbiamo fatto un po' di rilassamento, pensando alla frase di cui sopra e al significato che poteva avere per noi.
Infinite, ci siamo sistemate per danzare (con la musica qui sotto) e poi per danzare in cerchio, e una spirale.
Una danza a spirale per accogliere l'inverno che arriva. Arrivate al centro ho sentito il calore delle fiamme delle candele e lì la danza è diventata una frenetica corsa in cui, tutte per mano, ci siamo sentite vicine.
Donne e immense, e potenti, e uniche. E belle.
Alla fine di tutto, ovviamente il brindisi. Una festa di Natale tanto bella e pagana non l'avevo mai fatta. C'è stato un momento, o forse più di uno, in cui mi sono davvero sentita legata a tutto quello che mi circonda e in quel brevissimo istante mi sono sentita serena e ho capito.
Ho compreso ogni cosa. E ho compreso perché è accaduto cosa è accaduto.
Avevo portato la mia Pentax Spotmatic a pellicola per delle foto, ma l'ambiente era troppo buio e se avessi scattato non avrei portato via questa cosa, che sto tenendo stretta al cuore.
E infine brindisi e rileggere quanto scritto prima della PR milanese.
Ma prima ancora, Lily ci regala un pacchettino con un pensiero. Una marmellatina, una candela e un tarocco. E indovinate? Il mio, scelto nel mucchio, era il papa.
Il papa è un grande maestro, un iniziatore, una guida che ci indica un obiettivo nella vita. Ma il papa, come tutti gli arcani, ha il suo lato oscuro. Mi ci rivedo molto, anche per l'energia maschile che è in me e che mi rende così: quella che sono.
Infine, meno romantico, oggi è stato il primo giorno della nostra donna delle pulizie. L'avevamo scelta da un annuncio perché amante degli animali, ed era la nostra priorità. Ovviamente non lo potevamo sapere prima ma la signora sta facendo la chemio: non c'è verso che io allontani da me questo male. Ci provo ma è sempre accanto a ricordarmi che.
Comunque ammetto che, nonostante la mia reticenza iniziale, è una benedizione levarsi di culo questo impiccio delle pulizie.
Ecco alcune foto fatte col cellulare della serata.
Una cinquantenne (modestamente figa, magra, tacco altissimo, supertruccata) che fa la PR per i locali a Milano e che si è ubriacata dopo due dita di spumante (in due bicchieri diversi, così spartiti: mezzo dito in uno, un dito e mezzo nell'altro) mi attacca la pezza e mi fa
"ma io ti ho già vista da qualche parte"
io: "qui a danza, penso" (frequentiamo classi diverse però sai, mi si vede, non sono invisibile)
lei: "no no in qualche locale! a Milano, vieni mai a Milano?"
io: "bhe per mostre ogni tanto"
lei: "no per locali. dai sei mai venuta al locale xxx?"
"no"
"e al zzz?"
"no"
"e al zxw?"
"no guarda non frequento locali..."
lei: "ma no io ti ho vista...sono sicura, hai dei capelli stupendi, sono bellissimi"
E VIA COSÌ ALL'INFINITO... ennamiseria
c'è una mia sosia che ha rotto le palle in giro. per concerti a Lugano, per locali a Milano, a ubriacarsi per Firenze per concerti, ma anche giracchia sempre attorno alla stazione di Firenze, perché, anche lì:
"oggi è tutto il giorno che ti vedo"
io: "ehm no sono appena arrivata da Como, col treno."
"nono impossibile eri proprio tu"
io: "ah già è vero"
Certe pazzie vanno assecondate.
Risate a parte, voglio concentrarmi sulle sensazioni che mi danno questi incontri di sole donne, in cui mi sento legata alla terra, in cui vorrei andare in un bosco e danzare sotto la luna. In cui mi sento tutt'uno con l'universo (ah-ah sì ridete).
Abbiamo iniziato accendendo ognuno la candela che aveva portato da casa e le abbiamo messe in un piatto molto grande di rame al centro della sala di ballo. Lily, la nostra insegnante, aveva già bruciato della salvia che serve a purificare l'ambiente. Ci ha consegnato un foglio di carta ciascuno. Nel mio era scritto: "LEI - Apprezzamento. Mi sento benedetto e onorato. Il divino in me ama e rispetta il divino in te." Poi, nel libro da cui aveva preso queste frasi leggerò anche che "Gli incontri affettuosi arricchiscono la nostra vita e nei periodi difficili ci donano forza, amore, speranza e consolazione. Il "lei" sta per amore e simpatia. "Lei" significa "creatura amata". Hai meritato di essere amato, festeggiato e felice."
Ci siamo sdraiate e abbiamo fatto un po' di rilassamento, pensando alla frase di cui sopra e al significato che poteva avere per noi.
Infinite, ci siamo sistemate per danzare (con la musica qui sotto) e poi per danzare in cerchio, e una spirale.
Una danza a spirale per accogliere l'inverno che arriva. Arrivate al centro ho sentito il calore delle fiamme delle candele e lì la danza è diventata una frenetica corsa in cui, tutte per mano, ci siamo sentite vicine.
Donne e immense, e potenti, e uniche. E belle.
Alla fine di tutto, ovviamente il brindisi. Una festa di Natale tanto bella e pagana non l'avevo mai fatta. C'è stato un momento, o forse più di uno, in cui mi sono davvero sentita legata a tutto quello che mi circonda e in quel brevissimo istante mi sono sentita serena e ho capito.
Ho compreso ogni cosa. E ho compreso perché è accaduto cosa è accaduto.
Avevo portato la mia Pentax Spotmatic a pellicola per delle foto, ma l'ambiente era troppo buio e se avessi scattato non avrei portato via questa cosa, che sto tenendo stretta al cuore.
E infine brindisi e rileggere quanto scritto prima della PR milanese.
Ma prima ancora, Lily ci regala un pacchettino con un pensiero. Una marmellatina, una candela e un tarocco. E indovinate? Il mio, scelto nel mucchio, era il papa.
Il papa è un grande maestro, un iniziatore, una guida che ci indica un obiettivo nella vita. Ma il papa, come tutti gli arcani, ha il suo lato oscuro. Mi ci rivedo molto, anche per l'energia maschile che è in me e che mi rende così: quella che sono.
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| The pope |
Comunque ammetto che, nonostante la mia reticenza iniziale, è una benedizione levarsi di culo questo impiccio delle pulizie.
Ecco alcune foto fatte col cellulare della serata.
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Stregoneria
20 dicembre 2016
La mia esse
A 23 anni le prime fitte continue.
Non si sentenzia con la lombosciatalgia, è così e basta.
Ero convinta, ai tempi, di avere fatto qualche movimento brusco in mare: ero stata pochi giorni prima in Liguria e avevo sguazzato con il mio sensualissimo stile del cagnolino.
Ma il dolore non passava facilmente, stava lì giorni e poi tornava.
Solo l'anno dopo mi sono convinta a farmi fare delle lastre alla schiena.
Queste (che ho ritrovato a casa di mia mamma):
Su indicazione della dottoressa, ai tempi, sono andata in un centro fisioterapico convenzionato con l'Asl dove il fisioterapista, guardando le mie lastre, ha subito chiamato un collega dichiarando a gran voce "OH VIENI A VEDERE LA SCHIENA DI QUESTA RAGAZZA!". Delicatezza prima di tutto.
La sentenza è micidiale: ho due vertebre (quasi) fuse, la schiena parecchio torta, il bacino ruotato. E non posso fare nulla.
Solo ginnastica correttiva, e nuoto.
Così comincio a fare ginnastica correttiva coi vecchi (sul serio) e funziona per un periodo, un periodo lunghissimo durato fino a qualche mese fa. Ora ogni mattina mi alzo con fatica, il dolore è abbastanza forte. Danza del ventre non aiuta, e la prima lezione di Yoga ieri mi ha letteralmente ammazzata.
Quindi vivo con questo dolore di fondo costante, che si acuisce al mattino, se mi piego in certi modi, dopo danza e dopoduranteancheprima di Yoga.
Tutto questo perché ho una mamma fin troppo buona e quando le consigliarono, durante il periodo delle mie medie, di farmi mettere il busto, io dissi di no. E alzo il dito medio a chi mi dice che è stata una fortuna vivere scialli e liberi senza che i genitori stessero troppo addosso: ecco la conseguenza.
Poi miliardi di altre conseguenze positive eh?
Se mi avesse tirato un ceffone ci sarei rimasta di merda ma ora avrei una schiena usabile!
Una parte di me sa che probabilmente dovrò reiscrivermi a nuoto e la cosa mi farebbe cristonare se solo non avessi promesso di non bestemmiare più.
Forse.
Non si sentenzia con la lombosciatalgia, è così e basta.
Ero convinta, ai tempi, di avere fatto qualche movimento brusco in mare: ero stata pochi giorni prima in Liguria e avevo sguazzato con il mio sensualissimo stile del cagnolino.
Ma il dolore non passava facilmente, stava lì giorni e poi tornava.
Solo l'anno dopo mi sono convinta a farmi fare delle lastre alla schiena.
Queste (che ho ritrovato a casa di mia mamma):
Su indicazione della dottoressa, ai tempi, sono andata in un centro fisioterapico convenzionato con l'Asl dove il fisioterapista, guardando le mie lastre, ha subito chiamato un collega dichiarando a gran voce "OH VIENI A VEDERE LA SCHIENA DI QUESTA RAGAZZA!". Delicatezza prima di tutto.
La sentenza è micidiale: ho due vertebre (quasi) fuse, la schiena parecchio torta, il bacino ruotato. E non posso fare nulla.
Solo ginnastica correttiva, e nuoto.
Così comincio a fare ginnastica correttiva coi vecchi (sul serio) e funziona per un periodo, un periodo lunghissimo durato fino a qualche mese fa. Ora ogni mattina mi alzo con fatica, il dolore è abbastanza forte. Danza del ventre non aiuta, e la prima lezione di Yoga ieri mi ha letteralmente ammazzata.
Quindi vivo con questo dolore di fondo costante, che si acuisce al mattino, se mi piego in certi modi, dopo danza e dopoduranteancheprima di Yoga.
Tutto questo perché ho una mamma fin troppo buona e quando le consigliarono, durante il periodo delle mie medie, di farmi mettere il busto, io dissi di no. E alzo il dito medio a chi mi dice che è stata una fortuna vivere scialli e liberi senza che i genitori stessero troppo addosso: ecco la conseguenza.
Poi miliardi di altre conseguenze positive eh?
Se mi avesse tirato un ceffone ci sarei rimasta di merda ma ora avrei una schiena usabile!
Una parte di me sa che probabilmente dovrò reiscrivermi a nuoto e la cosa mi farebbe cristonare se solo non avessi promesso di non bestemmiare più.
Forse.
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Salute,
Yoga
29 novembre 2016
Il tempo che serve
Tutte le mie storie cominciano (o finiscono) su un treno o in una stazione. Sono legata ai viaggi come all'aria che respiro.
Danza del ventre è nata su un treno tanti anni fa, potrebbero essere passati 10 anni circa.
Quando facevo la spola tra Torino e Firenze alla fine avevo fatto conoscenza (nonostante si fosse nei nuovi treni veloci che ancora non si chiamavano Frecciaminchia ma qualcosa come Eurostar e la socializzazione era impossibile) con un gruppo di persone che facevano spola anch'esse. Se non tutti i weekend, almeno uno ogni due ci si incontrava.
Sapete quelle conoscenze senza nome? Non ci eravamo presentati, però ci vedevamo sempre: era quasi rassicurante. E se non stavamo nello stesso vagone spesso capitava che si incrociava ai bagni. "Ciao, come va?". "Oh bene grazie, sempre su e giù, eh?".
C'era una ragazza di Torino con il fidanzato a Napoli, quindi faceva la mia stessa tratta. Un giorno spiegava agli altri ragazzi della compagnia di viaggio di come danza del ventre le avesse fatto scoprire dei muscoli che non pensava esistessero.
Allungai il collo e tesi l'orecchio per sentire meglio.
Mi intromisi: "Sono curiosa! Dimmi di più"
Ma se per tante cose reagisco nell'immediato, quelle che coinvolgono la mia timidezza hanno bisogno di tempo, tanto tempo.
Questa è la risposta a chi mi dice che sono impulsiva: non per tutto. Ci sono voluti anni, è dovuta riaffiorare a galla questa idea. Era rimasta sepolta lì, in un angolino del mio cervello.
Ci sono anche decisioni non prive di responsabilità che impiegano tempo a maturare. Ho impiegato 1 anno prima di prendere un camaleonte (che poi sono diventati due), non ero sicura di potermene prendere cura.
Scoprire la pancia (che delirio, non immaginate, mettermi in costume - preferirei stare in una spiaggia naturista), provare a muovermi davanti ad altre persone, inizialmente perfetti sconosciuti è stato uno scoglio enorme che sono stata ben contenta di superare.
Come quando feci quel corso scolastico di improvvisazione teatrale. Fu a tratti doloroso ma mi aiutò da matti.
C'è una cosa che non ho mai fatto ma che mi piacerebbe fare. Un viaggio all'estero. Da sola.
Perché penso vada fatto, perché voglio farlo, perché potrebbe anche essere una bella esperienza fotografica.
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30 maggio 2015
Silenzi (senza assensi)
Non ricordo se l'ho già scritto ma sia il volo che la guida sono prenotati.
Gaby, la nostra guida malgascia che parla italiano, si è occupato di prenotare gli alberghi secondo le mie indicazioni di tragitto. Se tutto va bene finiremo la vacanza con 4 giorni di splendido mare. E quando dico splendido non scherzo. Bungalow sulla spiaggia (senza acqua calda, al sud del Madagascar è così): secchio di acqua salata per il water e acqua scaldata al sole per la doccia.
il 24/5 invece ho avuto le prove generali per il saggio di danza del ventre. Dico solo che è davvero meraviglioso, siamo state lì dal mattino alle 9, dato che noi però siamo alla fine abbiamo atteso col costume del saggio dal mattino. Durante la pausa tra primo e secondo tempo, prendendo un paio di merendine dal mio zaino, sono andata nella saletta accanto a dove facevamo le prove, separata dalla prima solo attraverso una decina di scalini.
Peccato che il pantalone del mio costume è davvero devastante, rischi di inciampare ogni tre per due. Ultime parole famose.
Il piede destro mi si incastra tra le losanghe della gamba sinistra e cado giù come una pera. Nonostante cercassi di reggermi alla balaustra sono caduta rovinosamente andando a sbattere fortissimo la testa.
Ho visto davvero le stelle!
Le altre ragazze sono accorse subito, portandomi ghiaccio e conforto ma in tempo zero avevo un bernoccolo grande come il mio pugno!
Era davvero impressionante.
Sono rimasta lì in un angolo col ghiaccio sulla testa mentre nell'altra sala le prove continuavano finché ho optato per andare a casa. Il dolore era forte e ho deciso di farmi tornare a prendere da Fry (ascoltando con dosi di megaparanoia le ragazze che continuavano a dirmi di andare al pronto soccorso se vedevo strano e di non addormentarmi *MAI*).
Mi è spiaciuto tanto essere caduta così goffamente, non aver fatto le prove alle quali tenevo, come tengo al saggio.
Oggi, se mi tocco la nuca, provo ancora dolore. Come provo dolore allo stinco sinistro.
Si può essere più imbranati?
Martedì invece è successo qualcosa che non ho capito e ancora non riesco a capire. Seguono a ruota pianti (nel mio caso lucciconi, io a piangere non sono brava), scleri coi colleghi, richieste di scuse perché odio sclerare soprattutto al lavoro, rimuginii, elucubrazioni mentali.
Infine ho zittito il cervello.
Proseguo sulla linea di non dovere e potere piacere a tutti. Mi dedico a progetti, mi impongo obiettivi.
Quest'anno è stato molto proficuo, forse l'anno più proficuo da che ricordi per la conclusione di progetti personali. Finalmente andrò in Madagascar, ho portato a termine due corsi senza mollarli (basso e danza del ventre), ho trovato un lavoro ben pagato, ma fermarsi non si può.
Entro il 2016 voglio, in qualche modo e non ho ancora deciso come, imparare l'inglese non bene, ma a un livello che mi permetta di non segregarmi in un angolino quando sono circondata da persone che non parlano la mia lingua. Per fare questo c'è un blocco che devo ancora superare, ovvero la paura di sbagliare e di passare come cretina. Nonostante le numerose persone che vogliono darmi una mano (miei amici, amici di Fry, ecc) temo davvero di poterli deludere e di essere giudicata.
Ho un caro amico che parla un italiano sgrammaticato ma è tutto fuorché timido e parla inglese (a modo suo) e tedesco (a dire da chi l'ha studiato lo parla anche abbastanza bene!). Il trucco è non chiudere il cervello e buttarsi.
Fatto questo posso fare qualunque cosa.
Ma ora mi chiedo, come si fa?
Qui alcune foto della giornata delle prove. Siamo o non siamo bellissime?
AH! Importante. Forse cambio colore di capelli. Con un colore quasi normale...
Cose sparse: Fry ha fatto la prima lezione di guida con l'idrovolante e ci è rimasto sotto! Mi piacerebbe se facesse il corso per il brevetto di pilota, perché so che gli piace! Speriamo!
Cose sparse: Fry ha fatto la prima lezione di guida con l'idrovolante e ci è rimasto sotto! Mi piacerebbe se facesse il corso per il brevetto di pilota, perché so che gli piace! Speriamo!
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15 aprile 2015
Succede che Succede
Succede che succede.
Domenica sono stata alla comunione/cresima di Carlotta, lei sempre bellissima, tutti bellissimi, Leonardo con il cravattino, Fry con il suo abbigliamento finto sportivo ma studiato, persino il pretino di colore aveva un viso angelico (ma sicuri davvero che vuole fare il prete?). Io che sono stata sgridata in chiesa da una pedante signora in tailleur celeste, terrorizzata all'idea di passare quasi un'intera giornata in famiglia tra zii zie, cugini e cugine che tutto sommato non è stato così male, anzi, direi quasi piacevole.
Succede che mio zio, il fratello di mia mamma mi ha portato due litri d'olio molisano e ovviamente gli immancabili salumi comprati dal macellaio di fiducia,
Succede che succede, che dopo aver guidato da casa di mia mamma e casa nostra (ed erano 4 anni che non guidavo se non un paio di volte su piccolissimi tratti) e aver trovato due incidenti e quindi averci messo almeno un'ora e mezza in più del dovuto ci siamo finalmente seduti a tavola. E bhe, lo sapete no? Sono due anni che non mangio carne.
Ma ho fatto un patto con me stessa, da quando ho iniziato non mi sono mai imposta degli obblighi. E' per questo che ho ricominciato a bere latte, lo volevo. Dopo la nostra prima reunion, piuttosto drammatica ora va meglio. Così quando ho visto quelle salamelle che per Fry sono solo delle gustosissime salamelle non ho potuto resistere. Per me sono un legame con l'infanzia, le estati al mare, quel periodo senza preoccupazioni, quel certo grado di indipendenza che mi davano i miei, dovuta alla sicurezza del paesino.
Così ho mangiato carne.
Quel salame.
E non mi sono pentita affatto. In fondo posso essere quasi certa che quella carne non provenga da allevamenti intensivi.
Il mio stomaco però si è pentito eccome!
Non ho digerito, ho avuto allucinazioni ipnagoghe di tipo uditivo (sentivo la voce di mia mamma in folle ansia pre-comunione di Carlotta), fortissimo senso di nausea. Tant'è che il giorno dopo non sono andata al lavoro. Ho chiesto anche alla dottoressa se il tutto fosse dovuto al fatto che non mangio carne da due anni ma mi ha detto che probabilmente le salamelle forse erano solo troppo grasse. In effetti anche Fry non aveva digerito.
Così alle 19 sono andata in centro a procacciare un po' di cibo per la cena e in via Lecco, all'incrocio con la strada che costeggia le mura del centro di Como, mi si avvicina un ragazzo di colore. Mi dice qualcosa quindi mi tolgo le mie mega cuffie Sennheiser per sentirlo. Non capisco cosa dice e si solleva la maglietta. Abbasso lo sguardo e vedo che dalla patta aperta dei pantaloni esce tutto. Pene e testicoli, insomma tutto l'apparato riproduttore maschile. Spaventata dico qualcosa come "Ohmioddio" (e no, non per la grandezza del tutto, anzi, mi ha sfatato un mito), giro i tacchi e me ne vado. Poco dopo mi volto per vedere se mi stava seguendo ma no. Non è una cosa normale.
Però ammetto di essermi spaventata, in centro, a Como, col sole. Bha.
Poco più tardi (dev'essere l'ora in cui non è sicuro uscire dalla propria magione) incontro una giovane coppia di ragazzi. Lui boh? Lei molto carina, età intorno ai 20 anni forse meno. Pantaloni coloratissimi alla turca, bionda coi dred (i dred non ne sono sicura). Mi ferma e mi dice "Tu che hai dei capelli fighissimi (pausa) sai mica dove possiamo trovare della roba?"
Sgrano gli occhi e per non fare la figura della poco giovane rispondo così "Io, ehm, no guarda, ehm, vivo qui da un anno e non ho ancora trovato.. ecco, non so"
Lei mi guarda con aria tristissima e mi dice "Ohhh" e poggiandomi una mano sulla spalla in un gesto universalmente consolatorio, continua "Mi dispiace tanto che tu sia rimasta senza, se vuoi ti do' qualche numero di telefono"
Risgrano gli occhi "No, no, gentilissima grazie, non c'è bisogno"
Lei si volta per andare via, mi saluta e ridendo si gira ancora una volta verso di me facendomi il gesto con le dita della vittoria esclamando "una di noi!"
Basita, assolutamente basita.
Altre news. Continuo basso. Continuo danza del ventre anche se ho saltato le ultime due lezioni perché stavo poco bene, una per l'indigestione da salsiccia (penso che potrei interrompere la mia dieta vegetariana solo per questi salamini e per la bistecca alla fiorentina) e un'altra perché avevo mal di testa fortissimo al lavoro che mi è passata solo dopo 5 ore dall'ora in cui avevo preso la mia miracolosa pastiglia. E uscita non ero proprio in forma.
Non so poi se l'avevo scritto, a dicembre avevo preso appuntamento per un nuovo tatuaggio a Bologna. Il ragazzotto che mi ha fatto quel meraviglioso papavero!
Appuntamento a maggio: sì avete capito. 5 mesi di attesa.
Ormai la data si avvicina, se non altro lui pubblica su fb la sua entusiasta partecipazione al convegno tatto di Roma. Indovinate in che date? Bravi esatto! Proprio in quel weekend!
Sangue dagli occhi.
Mi scrive in privato dicendomi che purtroppo in quel weekend non può ma mi sposta alla settimana successiva.
"Bene" penso "Quando puoi?" mi chiede. Sabato e domenica. Ovvio.
"Potete tutti di sabato!"
Sììììì, caspita lavoro, in un'altra città, arrivo apposta! AAAAAH.
"Sabato ho un altro appuntamento, vediamo se riesco a inserirti"
Risbotto. "Senti dimmi se puoi o no, se no disdico e basta"
"Va bhe ti faccio sabato a costo di fare notte"
"Va bhe ti faccio sabato a costo di fare notte"
Benone, penso.
Poi però ci rimugino su e mi sono ricordata che il 14 è festa in Svizzera, quindi non lavoro, quindi glielo dico. Specificando che non posso finire oltre le 18-19 perché poi devo tornare a Como che il giorno successivo lavoro.
"Bene", mi dice. Ma ancora non so l'orario.
Argh.
Stasera ho basso, porterò la primissima parte di "Little Green Bag". Purtroppo non ho avuto molto tempo di studiare.
Succede che succede,
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22 marzo 2015
Di nuove e vecchie scimmie
L'esperienza della vasca di deprivazione sensoriale è stata un po' una merda.
Ma spiego meglio.
Ero molto agitata quella mattina, non sapevo cosa aspettarmi. Agitata però non è forse il termine giusto, direi più... emozionata, eccitata.
Insomma, era una sensazione tutto sommato bella, come quando progetti di andare dall'altra parte del mondo e non sai cosa aspettarti e c'è quella piacevolissima paura del nuovo e dello sconosciuto.
Mi presento venti minuti prima delle 9 nel posto X, suono ma non aprono. Da bravi svizzeri aprono alle 9 in punto.
E quando entro sento il rumore dell'acqua della mia vasca che si sta riempiendo.
E l'emozione sale.
Mi spiegano come funziona.
A destra della stanzetta c'è una doccia, mi lavo come prima cosa, mi chiedono se voglio fare cromoterapia o proprio usarla come vasca di deprivazione sensoriale. Scelgo la seconda opzione. Non voglio luci né suoni e chiedo di disattivare anche il pulsante di emergenza. Mi spiega che prima di entrare in vasca dovrò solo premere su "Avvia" sul display nella torretta accanto alla vasca. Ci saranno le luci a led attorno alla vasca e la musica new age che si propaga solo nell'acqua (dall'esterno non si sente nulla) che mi terranno compagnia per qualche minuto. Poi piano piano si affievolità tutto e io rimarrò da sola. Al buio. Al chiuso (la vasca è provvista di coperchio che si può chiudere o lasciare semiaperta, a scelta). Senza suoni.
Sono sempre più emozionata.
Mi chiudo dentro la stanzetta, mi faccio la doccia. Mi asciugo poco con l'asciugamano per non gocciolare ovunque.
Premo "Avvio"
Mi immergo nell'acqua. L'acqua è densa (piena di sali Epsom) e calda (temperatura 37 gradi). Mi chiudo.
Galleggio. La musica new age mi risuona un po' fastidiosa e non vedo l'ora vada via. Le luci sono invece piacevoli. In quel galleggiare sento che potrei addormentarmi. Poi la musica va via, le luci anche. Rimane la luce della stanza che io vedo un po' perché il guscio non si chiude perfettamente. Sono infastidita da questa cosa, avevo espressamente chiesto il buio.
Poi si spegne anche la luce nella stanza.
Galleggio.
Sento il battito del cuore e il suono del respiro.
Però mi infastidisco, non capisco la posizione del mio corpo nella vasca, ed essendo quest'ultima non proprio enorme, in breve comincio a toccare coi piedi il bordo inferiore nella vasca.
Questa non è deprivazione sensoriale. C'è il tatto, che oggi è mio acerrimo nemico.
Così cerco i maniglioni presenti attorno a me per rimettermi nella corretta posizione, ma appena mi spingo un pochetto, continuo a galleggiare verso quella direzione, toccando nuovamente i bordi della vasca.
Piano piano riesco a trovare una posizione che dovrebbe essere quella ideale e provo a rilassarmi.
Ci riesco quasi, vedo i famosi lampi di luce di cui tutti parlano in questa esperienza. Ma presto accade l'imprevisto. L'umidità!
All'interno della vasca di produce un'umidità tale per cui l'aria diventa irrespirabile.
Cerco di resistere, ma comincio a respirare sempre più affannosamente e ben presto riesco a concentrarmi solo sul mio affaticato respiro e comincio ad agitarmi.
Allora mi tiro su e mi siedo per calmarmi, ma l'aria è davvero irrespirabile.
Decido con grande dispiacere di aprire il guscio della vasca.
A fatica trovo il maniglione e lo apro. Mi rimetto sdraiata ma forse per la colazione che ho fatto e l'immersione, non so come mai insomma, mi prende la nausea. Comincio a sentire odori fortissimi, probabilmente inesistenti e sono parecchio infastidita dalla cosa e non vedo l'ora che i miei 50 minuti di "rilassantissima" esperienza passino.
Peccato che a causa del guscio aperto cominci a sentire freddo nelle zone esposte all'aria. Cerco di resistere ancora un po'. Mi danno perché non so quanto manchi, non riesco a capire come stia passando il tempo e la cosa non mi mette bene.
Finalmente le lucine della vasca si riaccendono, riparte la fastidiosissima musica new age e io mi alzo e mi faccio la doccia. Manca poco per il treno per andare al lavoro e quando esco nessuno è lì per farmi pagare la mia meravigliosa esperienza.
Finalmente trovo un tizio e gli chiedo se posso pagare perché altrimenti perdo il treno, mi guarda interdetto, ma mi fa pagare.
Mi chiede se mi sono rilassata. "No, per niente", rispondo ma non sono stizzita. Sono sicura di aver sbagliato qualcosa io e vorrò riprovarci anche se a più di una settimana ho l'orecchio destro ancora pieno d'acqua (mi sa che mi toccherà andare dalla dottoressa) e tutto sommato il ricordo non è piacevole.
La cosa assolutamente buffa è che uscita da lì ero davvero più rilassata. Ma so per certo che l'esperienza avrebbe dovuto essere diversa e non demordo. La prossima volta farò una colazione più leggera o la farò dopo essere uscita da lì e non chiuderò subito la vasca, ma lascerò quei 10 cm che permettano di non farmi sentire freddo e di avere un leggero ricambio d'aria.
Per quanto riguarda tutto il resto, ci sto più o meno dentro.
Al lavoro è tutto più faticoso, ma reggo bene per quel che mi pagano è ok. Il ritmo è aumentato ma tutto sommato non mi lamento.
A Danza del ventre stiamo provando la coreografia. Siete tutti invitati sabato 14/6 alle ore 21 al Teatro Sociale di Como. Il tema è "Alice nel Paese delle Meraviglie" e noi principianti faremo le carte incazzate che rincorrono Alice.
Il pezzo da ballare è questo:
Questo il pezzo che usiamo per il riscaldamento (taaanto relax, magari me lo metto come musica iniziale la prossima volta che faccio l'esperienza di deprivazione sensoriale).
A basso le cose sono andate a rilento. Ieri ho fatto lezione e oggi sono stata tutto sommato brava, ho studiato e penso che continuerò oggi pomeriggio. Più che altro mi spiace, sono proprio peggiorata rispetto alle lezioni iniziali. Ho ancora difficoltà enormi a leggere la chiave di basso ed è ancora peggio ricordarmi la posizione delle note nella tastiera del basso. No, non ci siamo proprio.
Per sabato dovrò portare le intro di questi pezzi.
Cerco davvero di mettermi d'impegno. Sono certa di non fare il saggio della scuola di musica (un po' perché mi rendo conto di non essere in grado, ma comunque per scelta non lo farei).
Mi rendo conto di essere molto impegnata e vorrei fare anche un corso di Yoga ma il tempo libero scarseggia e così proseguo solo con queste due cose che tutto sommato mi rendono felice. Mi piace sapere che ora posso permettermi di iscrivermi a dei corsi, di usare quel poco tempo libero per qualcosa.
Inoltre stiamo facendo un mezzo progetto per il viaggio in Madagascar e quindi non posso davvero proprio lamentarmi.
Ho una nuova scimmia che non è nuova. Tempo addietro mi ero presa per una macchina analogica usata anche dalla bravissima Diane Arbus, ovvero la bellissima Pentax 6x7. Costa un po' ma magari me la regalo per il compleanno. O per Natale. O per uno qualsiasi dei miei Non Compleanni (rimanendo in tema Alice)...
P.s. Sono in fase di stacco da Facebook, questo è molto positivo. Ed è anche per questo che ho trovato il tempo di scrivere un post lunghino nel mio (quasi) abbandonato blog.
Stay tuned...
Ma spiego meglio.
Ero molto agitata quella mattina, non sapevo cosa aspettarmi. Agitata però non è forse il termine giusto, direi più... emozionata, eccitata.
Insomma, era una sensazione tutto sommato bella, come quando progetti di andare dall'altra parte del mondo e non sai cosa aspettarti e c'è quella piacevolissima paura del nuovo e dello sconosciuto.
Mi presento venti minuti prima delle 9 nel posto X, suono ma non aprono. Da bravi svizzeri aprono alle 9 in punto.
E quando entro sento il rumore dell'acqua della mia vasca che si sta riempiendo.
E l'emozione sale.
Mi spiegano come funziona.
A destra della stanzetta c'è una doccia, mi lavo come prima cosa, mi chiedono se voglio fare cromoterapia o proprio usarla come vasca di deprivazione sensoriale. Scelgo la seconda opzione. Non voglio luci né suoni e chiedo di disattivare anche il pulsante di emergenza. Mi spiega che prima di entrare in vasca dovrò solo premere su "Avvia" sul display nella torretta accanto alla vasca. Ci saranno le luci a led attorno alla vasca e la musica new age che si propaga solo nell'acqua (dall'esterno non si sente nulla) che mi terranno compagnia per qualche minuto. Poi piano piano si affievolità tutto e io rimarrò da sola. Al buio. Al chiuso (la vasca è provvista di coperchio che si può chiudere o lasciare semiaperta, a scelta). Senza suoni.
Sono sempre più emozionata.
Mi chiudo dentro la stanzetta, mi faccio la doccia. Mi asciugo poco con l'asciugamano per non gocciolare ovunque.
Premo "Avvio"
Mi immergo nell'acqua. L'acqua è densa (piena di sali Epsom) e calda (temperatura 37 gradi). Mi chiudo.
Galleggio. La musica new age mi risuona un po' fastidiosa e non vedo l'ora vada via. Le luci sono invece piacevoli. In quel galleggiare sento che potrei addormentarmi. Poi la musica va via, le luci anche. Rimane la luce della stanza che io vedo un po' perché il guscio non si chiude perfettamente. Sono infastidita da questa cosa, avevo espressamente chiesto il buio.
Poi si spegne anche la luce nella stanza.
Galleggio.
Sento il battito del cuore e il suono del respiro.
Però mi infastidisco, non capisco la posizione del mio corpo nella vasca, ed essendo quest'ultima non proprio enorme, in breve comincio a toccare coi piedi il bordo inferiore nella vasca.
Questa non è deprivazione sensoriale. C'è il tatto, che oggi è mio acerrimo nemico.
Così cerco i maniglioni presenti attorno a me per rimettermi nella corretta posizione, ma appena mi spingo un pochetto, continuo a galleggiare verso quella direzione, toccando nuovamente i bordi della vasca.
Piano piano riesco a trovare una posizione che dovrebbe essere quella ideale e provo a rilassarmi.
Ci riesco quasi, vedo i famosi lampi di luce di cui tutti parlano in questa esperienza. Ma presto accade l'imprevisto. L'umidità!
All'interno della vasca di produce un'umidità tale per cui l'aria diventa irrespirabile.
Cerco di resistere, ma comincio a respirare sempre più affannosamente e ben presto riesco a concentrarmi solo sul mio affaticato respiro e comincio ad agitarmi.
Allora mi tiro su e mi siedo per calmarmi, ma l'aria è davvero irrespirabile.
Decido con grande dispiacere di aprire il guscio della vasca.
A fatica trovo il maniglione e lo apro. Mi rimetto sdraiata ma forse per la colazione che ho fatto e l'immersione, non so come mai insomma, mi prende la nausea. Comincio a sentire odori fortissimi, probabilmente inesistenti e sono parecchio infastidita dalla cosa e non vedo l'ora che i miei 50 minuti di "rilassantissima" esperienza passino.
Peccato che a causa del guscio aperto cominci a sentire freddo nelle zone esposte all'aria. Cerco di resistere ancora un po'. Mi danno perché non so quanto manchi, non riesco a capire come stia passando il tempo e la cosa non mi mette bene.
Finalmente le lucine della vasca si riaccendono, riparte la fastidiosissima musica new age e io mi alzo e mi faccio la doccia. Manca poco per il treno per andare al lavoro e quando esco nessuno è lì per farmi pagare la mia meravigliosa esperienza.
Finalmente trovo un tizio e gli chiedo se posso pagare perché altrimenti perdo il treno, mi guarda interdetto, ma mi fa pagare.
Mi chiede se mi sono rilassata. "No, per niente", rispondo ma non sono stizzita. Sono sicura di aver sbagliato qualcosa io e vorrò riprovarci anche se a più di una settimana ho l'orecchio destro ancora pieno d'acqua (mi sa che mi toccherà andare dalla dottoressa) e tutto sommato il ricordo non è piacevole.
La cosa assolutamente buffa è che uscita da lì ero davvero più rilassata. Ma so per certo che l'esperienza avrebbe dovuto essere diversa e non demordo. La prossima volta farò una colazione più leggera o la farò dopo essere uscita da lì e non chiuderò subito la vasca, ma lascerò quei 10 cm che permettano di non farmi sentire freddo e di avere un leggero ricambio d'aria.
Per quanto riguarda tutto il resto, ci sto più o meno dentro.
Al lavoro è tutto più faticoso, ma reggo bene per quel che mi pagano è ok. Il ritmo è aumentato ma tutto sommato non mi lamento.
A Danza del ventre stiamo provando la coreografia. Siete tutti invitati sabato 14/6 alle ore 21 al Teatro Sociale di Como. Il tema è "Alice nel Paese delle Meraviglie" e noi principianti faremo le carte incazzate che rincorrono Alice.
Il pezzo da ballare è questo:
Questo il pezzo che usiamo per il riscaldamento (taaanto relax, magari me lo metto come musica iniziale la prossima volta che faccio l'esperienza di deprivazione sensoriale).
A basso le cose sono andate a rilento. Ieri ho fatto lezione e oggi sono stata tutto sommato brava, ho studiato e penso che continuerò oggi pomeriggio. Più che altro mi spiace, sono proprio peggiorata rispetto alle lezioni iniziali. Ho ancora difficoltà enormi a leggere la chiave di basso ed è ancora peggio ricordarmi la posizione delle note nella tastiera del basso. No, non ci siamo proprio.
Per sabato dovrò portare le intro di questi pezzi.
Cerco davvero di mettermi d'impegno. Sono certa di non fare il saggio della scuola di musica (un po' perché mi rendo conto di non essere in grado, ma comunque per scelta non lo farei).
Mi rendo conto di essere molto impegnata e vorrei fare anche un corso di Yoga ma il tempo libero scarseggia e così proseguo solo con queste due cose che tutto sommato mi rendono felice. Mi piace sapere che ora posso permettermi di iscrivermi a dei corsi, di usare quel poco tempo libero per qualcosa.
Inoltre stiamo facendo un mezzo progetto per il viaggio in Madagascar e quindi non posso davvero proprio lamentarmi.
Ho una nuova scimmia che non è nuova. Tempo addietro mi ero presa per una macchina analogica usata anche dalla bravissima Diane Arbus, ovvero la bellissima Pentax 6x7. Costa un po' ma magari me la regalo per il compleanno. O per Natale. O per uno qualsiasi dei miei Non Compleanni (rimanendo in tema Alice)...
P.s. Sono in fase di stacco da Facebook, questo è molto positivo. Ed è anche per questo che ho trovato il tempo di scrivere un post lunghino nel mio (quasi) abbandonato blog.
Stay tuned...
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05 marzo 2015
Un vero riassunto degli ultimi due mesi - e la promessa di tornare
Quanto silenzio.
E' stato un periodo un po' così. Abbiamo avuto un lutto importante molto recentemente. Meno recentemente stavo per andare via da casa, in mezzo a una crisi. Non lo sapevate? Non ne ho parlato con nessuno se non con Fry.
Ora sono tranquilla, anche se mi sono rassegnata a non esserlo mai al 100%. E' quello che sono, incostante, instabile, bisogna godersi la vita con me finché ci siamo, non aspettarsi troppo, vivere alla giornata.
In questo periodo sono successe cose, ad esempio so che il 14/6 ci sarà il saggio di Danza del Ventre al teatro sociale di Como. Ore 21. Ma io sarò alla fine insieme alle care mie novelline compagne di corso.
Il basso è il mio patema. Voglio andare avanti ma devo studiare a casa e a casa in genere preferisco fare quello che mi riesce meglio, ovvero poltrire.
Stasera con dei colleghi ci si magna una pizza. Uno dei ragazzi che lavorava con noi è stato licenziato, così lo salutiamo. Hanno licenziato ben 5 persone da due settimane a questa parte, Divertente vero?
Il viaggio a Cracovia - Varsavia - (ma soprattutto) Auschwitz/Birkenau è stato toccante. Le foto non sono troppe ma esprimono quello che ho provato. Le ho messe qui.
E qui sotto un po' di anteprime.
Canzone del giorno: Generale Francesco De Gregori
E' stato un periodo un po' così. Abbiamo avuto un lutto importante molto recentemente. Meno recentemente stavo per andare via da casa, in mezzo a una crisi. Non lo sapevate? Non ne ho parlato con nessuno se non con Fry.
Ora sono tranquilla, anche se mi sono rassegnata a non esserlo mai al 100%. E' quello che sono, incostante, instabile, bisogna godersi la vita con me finché ci siamo, non aspettarsi troppo, vivere alla giornata.
In questo periodo sono successe cose, ad esempio so che il 14/6 ci sarà il saggio di Danza del Ventre al teatro sociale di Como. Ore 21. Ma io sarò alla fine insieme alle care mie novelline compagne di corso.
Il basso è il mio patema. Voglio andare avanti ma devo studiare a casa e a casa in genere preferisco fare quello che mi riesce meglio, ovvero poltrire.
Stasera con dei colleghi ci si magna una pizza. Uno dei ragazzi che lavorava con noi è stato licenziato, così lo salutiamo. Hanno licenziato ben 5 persone da due settimane a questa parte, Divertente vero?
Il viaggio a Cracovia - Varsavia - (ma soprattutto) Auschwitz/Birkenau è stato toccante. Le foto non sono troppe ma esprimono quello che ho provato. Le ho messe qui.
E qui sotto un po' di anteprime.
![]() |
| Il museo di Schindler |
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| Il gruppetto |
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| Il resto del muro del ghetto di Varsavia |
Canzone del giorno: Generale Francesco De Gregori
31 dicembre 2014
La quiete e la tempesta dentro
Che poi lo so, non scrivo da tanto. Ho voluto prendermi del tempo.
Non è che l'ho fatto apposta. Ci sono delle cose che vengono da sé, e non scrivere sul blog è una cosa venuta spontanea: dopotutto, in fondo, dal 2006 non ho quasi mai smesso di scrivere.
Danza del ventre stranamente prosegue, credo però di essere arrivata al punto o prosegui o molli. Vedo che le altre ragazze sono più brave e questo mi sconforta. D'altra parte vedo che mi fa bene, soprattutto a livello muscolare e per la schiena. Non sembrerà vero ma addominali e glutei lavorano un sacco. Le spalle finalmente si rilassano, la schiena fa movimenti "diversi" e mi permette di svilupparne piano piano la muscolatura.
E poi ho cominciato ad andare a lezione di basso.
Il mio insegnate è bravo e molto paziente e riesce sempre a incastrarmi in nuovi orari per permettermi di non perdere troppe lezioni.
Per ora sto suonando Hey Joe di Jimy Hendrix e dovrò fare il saggio di fine anno (quello di danza del ventre è, per fortuna, facoltativo). Dato che Fry sta suonando chitarra nella stessa scuola possiamo fare il saggio insieme scegliendo un pezzo, io sono già in panico ma vedremo.
Qui in Svizzera e a Como c'è il sole. Adoro il sole d'inverno. Il freddo che pizzica le guance e le chiappe ma il cielo terso, sto bene qui. Ritaglio la mia dimensione con tutta la calma che posso, nonostante mi manchi il tempo per accendere il pc, ad esempio. Ormai gioco solo sul mio cellularone (OnePlus One - comprato a fine novembre online, ne scriverò qualcosa a breve se mi riesce. E' gigante, tipo 5,5" di schermo!): la sera suono un po' se riesco, poi gioco se riesco, ma in genere dormo (e in quello riesco!). Leggere è un lusso, purtroppo, e scrivere sul blog è impossibile.
Ma sono qui, sorrido, vivo e, tutto sommato, sono serena.
Ho cominciato il percorso con una psicologa che però non mi piace per cui cambierò.
I miei capelli si sono stinti ma non sto troppo male, posto una foto in cui sembro figa ma non fatevi ingannare: prima di scegliere questa ne ho fatte altre 20.
Non è che l'ho fatto apposta. Ci sono delle cose che vengono da sé, e non scrivere sul blog è una cosa venuta spontanea: dopotutto, in fondo, dal 2006 non ho quasi mai smesso di scrivere.
Danza del ventre stranamente prosegue, credo però di essere arrivata al punto o prosegui o molli. Vedo che le altre ragazze sono più brave e questo mi sconforta. D'altra parte vedo che mi fa bene, soprattutto a livello muscolare e per la schiena. Non sembrerà vero ma addominali e glutei lavorano un sacco. Le spalle finalmente si rilassano, la schiena fa movimenti "diversi" e mi permette di svilupparne piano piano la muscolatura.
E poi ho cominciato ad andare a lezione di basso.
Il mio insegnate è bravo e molto paziente e riesce sempre a incastrarmi in nuovi orari per permettermi di non perdere troppe lezioni.
Per ora sto suonando Hey Joe di Jimy Hendrix e dovrò fare il saggio di fine anno (quello di danza del ventre è, per fortuna, facoltativo). Dato che Fry sta suonando chitarra nella stessa scuola possiamo fare il saggio insieme scegliendo un pezzo, io sono già in panico ma vedremo.
Qui in Svizzera e a Como c'è il sole. Adoro il sole d'inverno. Il freddo che pizzica le guance e le chiappe ma il cielo terso, sto bene qui. Ritaglio la mia dimensione con tutta la calma che posso, nonostante mi manchi il tempo per accendere il pc, ad esempio. Ormai gioco solo sul mio cellularone (OnePlus One - comprato a fine novembre online, ne scriverò qualcosa a breve se mi riesce. E' gigante, tipo 5,5" di schermo!): la sera suono un po' se riesco, poi gioco se riesco, ma in genere dormo (e in quello riesco!). Leggere è un lusso, purtroppo, e scrivere sul blog è impossibile.
Ma sono qui, sorrido, vivo e, tutto sommato, sono serena.
Ho cominciato il percorso con una psicologa che però non mi piace per cui cambierò.
I miei capelli si sono stinti ma non sto troppo male, posto una foto in cui sembro figa ma non fatevi ingannare: prima di scegliere questa ne ho fatte altre 20.
06 ottobre 2014
Belly Dance
Cose sparse: ho ripassato questo sabato il tatuaggio del teschio. Oltre ad averlo ripassato la tatuatrice lo ha rifinito con altre ombre e chiaroscuri. Ora è realistico e molto più bello, per quanto fosse possibile.
Lo scorso weekend sono andata alla mia visita annuale, tutto bene, sono in salute. Sono dimagrita e il medico è un po' preoccupato, ma è un periodo in cui fatico a mangiare, sono molto agitata, dormo sempre e mangio poco. Non preoccupatevi comunque, non tenderò a sparire, ci tengo alla mia salute.
Mercoledì ho la mia terza lezione di danza del ventre. Mi vergognavo ad andare da sola ma alla fine ho preso coraggio e ho fatto bene: mi diverte un sacco anche se non sono capace a muovermi.
E poi altre cose di cui non mi va di parlare.
Tante altre cose.
Lo scorso weekend sono andata alla mia visita annuale, tutto bene, sono in salute. Sono dimagrita e il medico è un po' preoccupato, ma è un periodo in cui fatico a mangiare, sono molto agitata, dormo sempre e mangio poco. Non preoccupatevi comunque, non tenderò a sparire, ci tengo alla mia salute.
Mercoledì ho la mia terza lezione di danza del ventre. Mi vergognavo ad andare da sola ma alla fine ho preso coraggio e ho fatto bene: mi diverte un sacco anche se non sono capace a muovermi.
E poi altre cose di cui non mi va di parlare.
Tante altre cose.
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