Il post del 17 luglio è stato premonitorio.
Stavo uscendo di casa per andare al lavoro (turno pomeridiano 11.15-20.15) quando mia sorella mi manda un hangout e mi dice che opereranno nostra zia perché le han trovato una massa di 10 cm tra l'intestino e le ovaie. Ma non ha saputo dirmi altro.
Mia zia, la sorella di mia mamma, che vive a Milano.
Sul bus non ci ho pensato molto. Ho scritto al mio capo per dirgli che avevo problemi in famiglia e ho chiesto dove si trovava l'ospedale a mia cugina.
E mi sono trovata alla Multimedica di Sesto San Giovanni.
Mia zia era irriconoscibile: l'avevo vista ad Aprile per la comunione/cresima di mia nipote ed era già magra. Ma lei è sempre stata a dieta un giorno sì e l'altro pure, quindi non ci avevo fatto troppo caso, non ci avevamo dato troppo peso.
Ma sul lettino non era più mia zia, era il suo scheletro.
Scherzando l'ho ringraziata per avermi fatto perdere un noiosissimo giorno di lavoro e alle 12.45 circa l'hanno portata in sala operatoria.
Fino alle 17 non sapevamo ancora nulla quindi ho deciso di riprendere il treno per tornare a casa quando, ormai quasi arrivata alla stazione di sesto san giovanni, mi chiama mia cugina, la figlia di un altro zio, per dirmi che ha sentito nostro cugino e che forse mia zia non supera l'intervento.
Apro Whatsapp e mia cugina mi scrive "Mamma non supera l'intervento".
Mi giro e corro indietro. "Ma come?" penso.
Arrivo e i miei parenti sono ovviamente disperati. Mio zio guarda il vuoto e fa uno strano suono gutturale e vederlo così mi ha spazzato il cuore più di qualsiasi altra cosa.
Mio cugino Mirko mi ragguaglia: è l'unico che ha parlato col medico. La massa tumorale è di quelle "cattive" ed era grossa come un melone. Per asportarla hanno dovuto togliere metà intestino, le ovaie e, abbiamo scoperto dopo, il pancreas. Chissà se anche un pezzo di stomaco. La condizione non è ottima, per evitare il cedimento strutturale degli organi interni hanno riempito i vuoti con protesi mammarie. Inoltre presto o tardi dovrà cominciare la chemioterapia.
L'intervento è stato però superato e possiamo entrare nel reparto di terapia intensiva, uno per volta. Indossando camice e calzari.
Decido di entrare anche io, per ultima, e dato che abbiamo indossato tutti lo stesso camice è stato triste sentire l'umido delle lacrime dei parenti sul camice che stavo indossando.
Entro ed è in coma farmacologico, intubata. Circondata da macchinari che ne seguono le funzioni vitali la osservo per un po'. Non so se percepisce la nostra presenza, ed effettivamente dopo cinque minuti non so cosa fare. Quindi esco.
Parlando con parenti acquisiti decidiamo di prendere la cosa con positività: sì, l'intervento è stato grosso ma è sopravvissuta. Per un momento i medici hanno temuto di perderla perché la temperatura era scesa troppo.
I parametri sono stabili, altra cosa positiva.
Dobbiamo solo aspettare. Convinco mio zio a tornare a casa per dormire, Fry viene a prendermi e torniamo a casa. Chiedo di portarmi a bere qualcosa ma forse esagero perché il mattino dopo mi gira tutto e devo tornare in ospedale. Anche perché stanno arrivando mia sorella e mia mamma da Torino.
Le notizie sono molto buone. Mia zia è sveglia anche se sempre in terapia intensiva. Mia mamma decide di entrare e rimane 40 minuti. Avevano molte cose da dirsi a quanto pare.
Nel primo pomeriggio vado, viene sempre Fry a prendermi. Ci fermiamo a mangiare qualcosa e torniamo a casa. Io crollo a letto e mi sveglio praticamente solo alle 18 perché dovevamo uscire.
Alcol.
Oggi torno, spero di poterle parlare. Voglio solo capire se sapeva. Perché io lo so che sapeva, so che non ha voluto dire niente perché una cosa simile è successa anche a mia mamma. Tumore all'utero, sapeva che c'era qualcosa che non andava e l'ho quasi portata di peso a fare il pap test.
I miei cugini si danno tutte le colpe del mondo perché avrebbero dovuto sapere, capire, insistere.
Ma è sbagliato, è tutto sbagliato. Non puoi mai capire cosa ha dentro una persona, mai convincere qualcuno a fare qualcosa che non vuole.
Ci sono stelle misteriose che illuminano le tue giornate, ma finché non viene sera non puoi vederle.
Canzone del giorno: Heroes David Bowie
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19 luglio 2015
15 aprile 2015
Succede che Succede
Succede che succede.
Domenica sono stata alla comunione/cresima di Carlotta, lei sempre bellissima, tutti bellissimi, Leonardo con il cravattino, Fry con il suo abbigliamento finto sportivo ma studiato, persino il pretino di colore aveva un viso angelico (ma sicuri davvero che vuole fare il prete?). Io che sono stata sgridata in chiesa da una pedante signora in tailleur celeste, terrorizzata all'idea di passare quasi un'intera giornata in famiglia tra zii zie, cugini e cugine che tutto sommato non è stato così male, anzi, direi quasi piacevole.
Succede che mio zio, il fratello di mia mamma mi ha portato due litri d'olio molisano e ovviamente gli immancabili salumi comprati dal macellaio di fiducia,
Succede che succede, che dopo aver guidato da casa di mia mamma e casa nostra (ed erano 4 anni che non guidavo se non un paio di volte su piccolissimi tratti) e aver trovato due incidenti e quindi averci messo almeno un'ora e mezza in più del dovuto ci siamo finalmente seduti a tavola. E bhe, lo sapete no? Sono due anni che non mangio carne.
Ma ho fatto un patto con me stessa, da quando ho iniziato non mi sono mai imposta degli obblighi. E' per questo che ho ricominciato a bere latte, lo volevo. Dopo la nostra prima reunion, piuttosto drammatica ora va meglio. Così quando ho visto quelle salamelle che per Fry sono solo delle gustosissime salamelle non ho potuto resistere. Per me sono un legame con l'infanzia, le estati al mare, quel periodo senza preoccupazioni, quel certo grado di indipendenza che mi davano i miei, dovuta alla sicurezza del paesino.
Così ho mangiato carne.
Quel salame.
E non mi sono pentita affatto. In fondo posso essere quasi certa che quella carne non provenga da allevamenti intensivi.
Il mio stomaco però si è pentito eccome!
Non ho digerito, ho avuto allucinazioni ipnagoghe di tipo uditivo (sentivo la voce di mia mamma in folle ansia pre-comunione di Carlotta), fortissimo senso di nausea. Tant'è che il giorno dopo non sono andata al lavoro. Ho chiesto anche alla dottoressa se il tutto fosse dovuto al fatto che non mangio carne da due anni ma mi ha detto che probabilmente le salamelle forse erano solo troppo grasse. In effetti anche Fry non aveva digerito.
Così alle 19 sono andata in centro a procacciare un po' di cibo per la cena e in via Lecco, all'incrocio con la strada che costeggia le mura del centro di Como, mi si avvicina un ragazzo di colore. Mi dice qualcosa quindi mi tolgo le mie mega cuffie Sennheiser per sentirlo. Non capisco cosa dice e si solleva la maglietta. Abbasso lo sguardo e vedo che dalla patta aperta dei pantaloni esce tutto. Pene e testicoli, insomma tutto l'apparato riproduttore maschile. Spaventata dico qualcosa come "Ohmioddio" (e no, non per la grandezza del tutto, anzi, mi ha sfatato un mito), giro i tacchi e me ne vado. Poco dopo mi volto per vedere se mi stava seguendo ma no. Non è una cosa normale.
Però ammetto di essermi spaventata, in centro, a Como, col sole. Bha.
Poco più tardi (dev'essere l'ora in cui non è sicuro uscire dalla propria magione) incontro una giovane coppia di ragazzi. Lui boh? Lei molto carina, età intorno ai 20 anni forse meno. Pantaloni coloratissimi alla turca, bionda coi dred (i dred non ne sono sicura). Mi ferma e mi dice "Tu che hai dei capelli fighissimi (pausa) sai mica dove possiamo trovare della roba?"
Sgrano gli occhi e per non fare la figura della poco giovane rispondo così "Io, ehm, no guarda, ehm, vivo qui da un anno e non ho ancora trovato.. ecco, non so"
Lei mi guarda con aria tristissima e mi dice "Ohhh" e poggiandomi una mano sulla spalla in un gesto universalmente consolatorio, continua "Mi dispiace tanto che tu sia rimasta senza, se vuoi ti do' qualche numero di telefono"
Risgrano gli occhi "No, no, gentilissima grazie, non c'è bisogno"
Lei si volta per andare via, mi saluta e ridendo si gira ancora una volta verso di me facendomi il gesto con le dita della vittoria esclamando "una di noi!"
Basita, assolutamente basita.
Altre news. Continuo basso. Continuo danza del ventre anche se ho saltato le ultime due lezioni perché stavo poco bene, una per l'indigestione da salsiccia (penso che potrei interrompere la mia dieta vegetariana solo per questi salamini e per la bistecca alla fiorentina) e un'altra perché avevo mal di testa fortissimo al lavoro che mi è passata solo dopo 5 ore dall'ora in cui avevo preso la mia miracolosa pastiglia. E uscita non ero proprio in forma.
Non so poi se l'avevo scritto, a dicembre avevo preso appuntamento per un nuovo tatuaggio a Bologna. Il ragazzotto che mi ha fatto quel meraviglioso papavero!
Appuntamento a maggio: sì avete capito. 5 mesi di attesa.
Ormai la data si avvicina, se non altro lui pubblica su fb la sua entusiasta partecipazione al convegno tatto di Roma. Indovinate in che date? Bravi esatto! Proprio in quel weekend!
Sangue dagli occhi.
Mi scrive in privato dicendomi che purtroppo in quel weekend non può ma mi sposta alla settimana successiva.
"Bene" penso "Quando puoi?" mi chiede. Sabato e domenica. Ovvio.
"Potete tutti di sabato!"
Sììììì, caspita lavoro, in un'altra città, arrivo apposta! AAAAAH.
"Sabato ho un altro appuntamento, vediamo se riesco a inserirti"
Risbotto. "Senti dimmi se puoi o no, se no disdico e basta"
"Va bhe ti faccio sabato a costo di fare notte"
"Va bhe ti faccio sabato a costo di fare notte"
Benone, penso.
Poi però ci rimugino su e mi sono ricordata che il 14 è festa in Svizzera, quindi non lavoro, quindi glielo dico. Specificando che non posso finire oltre le 18-19 perché poi devo tornare a Como che il giorno successivo lavoro.
"Bene", mi dice. Ma ancora non so l'orario.
Argh.
Stasera ho basso, porterò la primissima parte di "Little Green Bag". Purtroppo non ho avuto molto tempo di studiare.
Succede che succede,
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24 aprile 2012
Prima che il ricordo svanisca
La fine della settimana è stata parecchio emozionante. Tanto per cominciare venerdì sera ho passato una meravigliosa serata tra amici. Dopo aver dato di stomaco giovedì ed essere stata male - ed esserci rimasta male perché ero d'accordo coi ragazzi del corso java ma nessuno si è fatto sentire e non solo; non hanno nemmeno risposto ai miei messaggi... il venerdì sera è stata una serata davvero incredibile.
Passa a prendermi la Frappesca appena uscita dal lavoro, poverina è distrutta perché è uscita alle 21 ma mi dice che ci vediamo così poco quindi va bene lo stesso.
Andiamo a casa di Calogero, fratello di RagnoB - ci si conosce da quando siamo piccini ovviamente. Gli è presa la passione della cucina: il che non è un male anche perché è piuttosto bravino. Decide di fare la pizza in casa. Quando arriviamo un AF si sta dedicando al karaoke con "Ricominciamo" di Pappalardo mentre la Frappesca spera arrivino i vicini a terminare quel supplizio che però ci diverte da morire.
Ci sono un sacco di persone che non conosco e dimentico i nomi. Ma ben presto cominciano i giochi. Riproponiamo il gioco delle coppie, trasmissione televisiva degli anni '80, e io ripasso: Nunzio, Mauro, Sara, Paola...
Dopodiché propongo di creare un fotoromanzo. Voglio dire: c'è abbondanza di personaggi, c'è la reflex, ci sono io che sono notoriamente pazza, c'è RagnoB che capisce all'istante le affinità elettive delle coppie che ancora non sanno di esserlo...
Così partiamo con Mario, il fotomodello, conteso dalle fanciulle:
Ma Mario ha una fidanzata che in realtà lo tradisce. Lui le dice che sospetta qualcosa.
Così lei va dall'amante a dirgli che non possono andare avanti così, altrimenti saranno scoperti...
Un amico consola Mario...
... ma un altro amico li osserva. E' geloso perché segretamente innamorato di Mario. E così via...
Devo dire che questa idea ha riscosso così tanto successo che, non essendo riusciti a trovare un finale, penso ci rivedremo per portarlo avanti. Non sto a mettervi tutte le foto, ma devo dire è stata una serata meravigliosa. Tant'è che abbiamo fatto le quattro.
Piccolo assenzio per il salutino e brindisi finale: questa è stata un'occasione speciale. Calogero torna in Sicilia e voleva salutare tutti con una cena. E sono stata davvero bene, ringrazio tutti perché ho trovato persone splendide e sì, mi mancheranno.
E la nostra foto di gruppo:
Torniamo a casa che sono le quattro e mezza, io non ho sonno e mi metto a leggere il mio meraviglioso libro sulla DDR. Penso però che il mattino dopo mi sarebbe piaciuto andare al balon.
Difatti quando la sveglia suona alle 8 tutto vorrei fare tranne alzarmi. Riesco ad alzarmi solo alle diecimenounquarto. Acchiappo mia mamma e andiamo al balon: il mercato delle pulci di Torino, uno dei più grandi d'europa. Il balon non si può descrivere: bisogna andarci. Giuseppe Culicchia, amato scrittore Torinese, ha scritto un libro-guida su Torino intitolato "Torino è casa mia", in cui identifica ogni zona con una parte della casa. L'ingresso è Porta Nuova (la stazione), il salotto è Piazza San Carlo, il ripostiglio è il balon. Quale migliore descrizione! Solo al balon puoi trovare un paio di occhiali con una sola lente, un guanto o un pattino singolo, miriadi di scarpe spaiate, foto vecchie di estranei, filmini vecchissimi, anni '50, di vacanze al mare di chissà chi. Ogni bancarella è un gioiellino.
Io sono lì per una ragione, cercare macchine fotografiche. Ne troviamo quasi subito una, a soffietto, molto vecchia. Ma non sa dirmi se funziona e vuole 70 euro.
E' molto bellina, ha anche la confezione originale, ma spulciando su ebay dal cellulare la trovo a 25 euro, quindi passo oltre. Troviamo, dopo poco, una Yashica FRII a 50 euro, comprensiva di flash. Questo invece era un affare ma al balon la regola d'oro è trattare. Per cui continuiamo a passeggiare in attesa di ritornarci e abbassare ancora di più il prezzo.
Finché, che ridere, non troviamo una bancarella che vende sia la macchinetta che ho ereditato dal mio babbo (vi ho postato delle foto? forse no) a 10 euro, sia una polaroid a 5 euro. Funzionerà? Non importa, penso, costa solo 5 euro.
Le polaroid hanno un valore basso ma chissà come mai su ebay le trovi dai 40 euro in su.
In particolare la macchinetta che abbiamo trovato era questa. Non era messa bene, nel senso che l'ho trovata chiusa e molto molto sporca. Stavo cercando di aprirla senza riuscirci. Anche il ragazzotto che teneva la bancarella (che era in realtà un telo messo a terra) è venuto a darmi una mano ma non riusciva ad aprirla. Così gli dico che per un pezzo di plastica non funzionante non posso spendere 5 euro.
Mi dice allora che me la vende a 2 euro: immaginate, ero contentissima. Poi magari a casa sarei riuscita a combinarci qualcosa. Pochi istanti dopo l'offerta a due euro non solo riesco ad aprirla, ma scatta anche il flash. "Ah allora 5 euro!"
"Ma no dai ormai mi hai detto 2 euro!" - insomma per farvela breve l'ho portata via a 4 euro.
Torniamo indietro verso la bancarella della Yashica FRII:
La macchina è in ottime condizioni. Ma dico comunque che me la porto via se me la fa a 30 euro. La donnina mi guarda poi si rivolge a un omino seduto lì accanto, che scopro essere il marito. Lui guarda per terra, scuote la testa e dice "no 30 euro no". La moglie mi guarda e mi dice che hanno comprato questa macchinetta in giappone. Chiedo loro perché la vendono e la donnina mi risponde che ora hanno una compatta.
Che brutta risposta: è evidente che per l'omino questa macchina è un ricordo. Altrimenti la darebbe via anche a 30 euro. Dico che non sono interessata e proseguo. Non volevo né fargliela svendere né spendere 50 euro.
Decidiamo di andare via e passiamo per Porta Palazzo per andare a prendere il bus. Su una bancarella vedo questo Casio. E' da quando siamo andati a Lisbona e Cosimo l'aveva comprato che mi piacerebbe averne uno. E' l'orologio che usava mio papà e ha la sua confezione originale:
ci penso un attimo ma vogliono 10 euro. E se fosse un capriccio? Sono anni che non indosso un orologio. E' proprio necessario?
In un istante dico di no, che non sono interessata. Viene però visto come un desiderio di contrattazione. Per cui mi dice "8 euro!"
A quel punto non resisto e lo piglio.
Andiamo ancora più avanti e c'è una bancarella cinese che vende trolley. La mia spietata guerra ai trolley sta per terminare. Vado spesso su da sola, in treno, e il borsone è una cosa da suicidio. Ne compro uno, a 20 euro, viola shock. In realtà tutti questi sono stati regali di mia mamma per il compleanno. Devo dire che sono stata molto contenta. L'orologio è sempre al mio polso e, come di consueto per me con gli oggetti nuovi, non gli ho ancora levato la plastichina a protezione del quadrante.
Di corsa a casa per il pranzo e poi ho appuntamento con MinchiettaUno e Ondina. E' tanto che non vedo entrambe e sono contentissima. Si chiacchiera di più e del meno: MinchiettaUno fa shopping e io e Ondina aspettiamo pazientemente fuori dai camerini.
Mi accompagnano alla libreria x, dove lavora il mio amico "detenuto" insieme a me in ospedale. Lo riconosco, è cambiato poco. Mi riconosce e ci si abbraccia a lungo. "Sono contenta di vederti ancora viva!" - è ironico e apprezzo la cosa.
Parlottiamo del passato, del presente, di cose più o meno personali e dell'incapacità di procedere in linea retta. Ha una forza incredibile e mi sorprende. E mi chiedo: "è questo che le altre persone vedono in me?". Un po' questa cosa mi galvanizza. Voglio dire, ho perso in salute ma ho acquistato forse una personalità da urlo. Purtroppo appunto, lui era al lavoro quindi non abbiamo molto tempo. Spero di avere più tempo la prossima volta, in effetti ci sono 15 anni di buio.
E d'improvviso il flashback. Avevamo le stanze comunicanti tramite una porta. Ricordo che un giorno ho sentito strani rumori nella sua stanza. Mi affaccio per chiedere se va tutto bene. Lui però è nella classica posa da vomito "Tutto bene" mi dice "solita routine". In effetti il vomito era parte integrante della nostra vita.
Questo incontro mi ha rigenerata. E' come se non mi sentissi più un'aliena e fossi più pronta ad affrontare il mondo. Quindi grazie AI :) spero potremo prenderci un caffè in tranquillità prossimamente.
Lo saluto e procediamo con il nostro giro, quando accompagno in stazione Ondina (MinchiettaUno è scappata di corsa perché aveva il treno) lei mi da' un pensierino. Questa ragazza mi fa sempre commuovere perché i suoi pensierini sono fatti a mano. Inutile dirlo che hanno un valore affettivo enorme perché siamo tutti capaci di entrare in un negozio e comprare qualcosa. Ma "creare" qualcosa è una roba che va oltre. Mi porta un ovetto di cioccolata e due caramelle tipo mou che arrivano dalla polonia. E poi due bicchierini con disegnini fatti da lei e con su inciso il nome mio e di Fry. E' un regalo splendido e non vedo l'ora di usarlo (ehm ci sono un po' di piatti da lavare.. ehm). Insieme al regalo un biglietto che mi ha chiesto di aprire dopo. E che qui non riporterò ma voglio solo dire: grazie.
La sera c'è la cena in famiglia. Il ristorante dove ogni tanto andiamo è un delirio totale. Di solito offre sempre mia mamma e mi spiace perché cercano di farle spendere tanto. Arriva il cameriere e dice "facciamo tutto pesce?".
Ho già l'embolo. "Ma scusa non ci puoi portare il menù?"
E lui "intanto facciamo degli antipasti?"
Nella mia mente ho una piccozza e lo sto rendendo simile a un impasto al sugo.
Però è una serata in allegria, quindi alla fine si mangia senza troppi pensieri. Arriva a un certo punto la cantante e da lì in poi diventa difficile parlare. Inoltre ho dovuto più volte rifiutare l'offerta di farmi cantare "tanti auguri a te" dalla stessa o comunque di annunciare il compleanno. Almeno ho visto i miei nipotini, ho chiacchierato un po' con mia sorella. Insomma è stata una serata divertente. Mia sorella ora si sta trasferendo in una casa nuova. Io e Fry siamo andati a vederla ed è molto bella.
Domenica riparto, Fry è in ritardo per venirmi a prendere alla stazione per di più c'è sciopero dei treni. Quindi quando arriva sono un po' sfavonchiata ma contenta di vederlo.
Apro il pacco che è arrivato e le foto sviluppate della diana. Le foto sono qualcosa di meravigliose. Potete visionarle qui. Purtroppo la scansione non rende bene, ma vi assicuro che sono fenomenali.
E poi apro il paccone!
Attendevo questa macchina, senza obiettivo (arriverà a breve spero):
E' una macchina della DDR, non vedo l'ora di usarla. M'è partito l'embolo guardando questa foto. Credo sia partita una scimmia inarrestabile.
Oltre al corpo macchina c'è la sua custodia originale (tenuto tutto alla perfezione) e il manuale di istruzioni in tedesco.
Questa macchina fotografica non ha esposimetro e mi sa che ci sarà da lavorarci un po' prima di ottenere foto decenti. Quanto l'ho pagata? 9,80 euro escluse spese di spedizione. Un affare.
Volete sapere del lavoro? Semplicemente hanno preso un'altra ragazza.
Beviamoci su.
P.s. il primo maggio verranno a farci visita gli amici fiorentini. Non potete immaginare quanto ne sono felice. Dovevamo andare noi a Firenze ma poi hanno proposto di venire qui.
E ora cerchiamo lavoro.
Canzone del giorno: United Judas Priest
Dopodiché propongo di creare un fotoromanzo. Voglio dire: c'è abbondanza di personaggi, c'è la reflex, ci sono io che sono notoriamente pazza, c'è RagnoB che capisce all'istante le affinità elettive delle coppie che ancora non sanno di esserlo...
Così partiamo con Mario, il fotomodello, conteso dalle fanciulle:
Ma Mario ha una fidanzata che in realtà lo tradisce. Lui le dice che sospetta qualcosa.
Così lei va dall'amante a dirgli che non possono andare avanti così, altrimenti saranno scoperti...
Un amico consola Mario...
... ma un altro amico li osserva. E' geloso perché segretamente innamorato di Mario. E così via...
Devo dire che questa idea ha riscosso così tanto successo che, non essendo riusciti a trovare un finale, penso ci rivedremo per portarlo avanti. Non sto a mettervi tutte le foto, ma devo dire è stata una serata meravigliosa. Tant'è che abbiamo fatto le quattro.
Piccolo assenzio per il salutino e brindisi finale: questa è stata un'occasione speciale. Calogero torna in Sicilia e voleva salutare tutti con una cena. E sono stata davvero bene, ringrazio tutti perché ho trovato persone splendide e sì, mi mancheranno.
E la nostra foto di gruppo:
Torniamo a casa che sono le quattro e mezza, io non ho sonno e mi metto a leggere il mio meraviglioso libro sulla DDR. Penso però che il mattino dopo mi sarebbe piaciuto andare al balon.
Difatti quando la sveglia suona alle 8 tutto vorrei fare tranne alzarmi. Riesco ad alzarmi solo alle diecimenounquarto. Acchiappo mia mamma e andiamo al balon: il mercato delle pulci di Torino, uno dei più grandi d'europa. Il balon non si può descrivere: bisogna andarci. Giuseppe Culicchia, amato scrittore Torinese, ha scritto un libro-guida su Torino intitolato "Torino è casa mia", in cui identifica ogni zona con una parte della casa. L'ingresso è Porta Nuova (la stazione), il salotto è Piazza San Carlo, il ripostiglio è il balon. Quale migliore descrizione! Solo al balon puoi trovare un paio di occhiali con una sola lente, un guanto o un pattino singolo, miriadi di scarpe spaiate, foto vecchie di estranei, filmini vecchissimi, anni '50, di vacanze al mare di chissà chi. Ogni bancarella è un gioiellino.
Io sono lì per una ragione, cercare macchine fotografiche. Ne troviamo quasi subito una, a soffietto, molto vecchia. Ma non sa dirmi se funziona e vuole 70 euro.
E' molto bellina, ha anche la confezione originale, ma spulciando su ebay dal cellulare la trovo a 25 euro, quindi passo oltre. Troviamo, dopo poco, una Yashica FRII a 50 euro, comprensiva di flash. Questo invece era un affare ma al balon la regola d'oro è trattare. Per cui continuiamo a passeggiare in attesa di ritornarci e abbassare ancora di più il prezzo.
Finché, che ridere, non troviamo una bancarella che vende sia la macchinetta che ho ereditato dal mio babbo (vi ho postato delle foto? forse no) a 10 euro, sia una polaroid a 5 euro. Funzionerà? Non importa, penso, costa solo 5 euro.
Le polaroid hanno un valore basso ma chissà come mai su ebay le trovi dai 40 euro in su.
In particolare la macchinetta che abbiamo trovato era questa. Non era messa bene, nel senso che l'ho trovata chiusa e molto molto sporca. Stavo cercando di aprirla senza riuscirci. Anche il ragazzotto che teneva la bancarella (che era in realtà un telo messo a terra) è venuto a darmi una mano ma non riusciva ad aprirla. Così gli dico che per un pezzo di plastica non funzionante non posso spendere 5 euro.
Mi dice allora che me la vende a 2 euro: immaginate, ero contentissima. Poi magari a casa sarei riuscita a combinarci qualcosa. Pochi istanti dopo l'offerta a due euro non solo riesco ad aprirla, ma scatta anche il flash. "Ah allora 5 euro!"
"Ma no dai ormai mi hai detto 2 euro!" - insomma per farvela breve l'ho portata via a 4 euro.
Torniamo indietro verso la bancarella della Yashica FRII:
La macchina è in ottime condizioni. Ma dico comunque che me la porto via se me la fa a 30 euro. La donnina mi guarda poi si rivolge a un omino seduto lì accanto, che scopro essere il marito. Lui guarda per terra, scuote la testa e dice "no 30 euro no". La moglie mi guarda e mi dice che hanno comprato questa macchinetta in giappone. Chiedo loro perché la vendono e la donnina mi risponde che ora hanno una compatta.
Che brutta risposta: è evidente che per l'omino questa macchina è un ricordo. Altrimenti la darebbe via anche a 30 euro. Dico che non sono interessata e proseguo. Non volevo né fargliela svendere né spendere 50 euro.
Decidiamo di andare via e passiamo per Porta Palazzo per andare a prendere il bus. Su una bancarella vedo questo Casio. E' da quando siamo andati a Lisbona e Cosimo l'aveva comprato che mi piacerebbe averne uno. E' l'orologio che usava mio papà e ha la sua confezione originale:
ci penso un attimo ma vogliono 10 euro. E se fosse un capriccio? Sono anni che non indosso un orologio. E' proprio necessario?
In un istante dico di no, che non sono interessata. Viene però visto come un desiderio di contrattazione. Per cui mi dice "8 euro!"
A quel punto non resisto e lo piglio.
Andiamo ancora più avanti e c'è una bancarella cinese che vende trolley. La mia spietata guerra ai trolley sta per terminare. Vado spesso su da sola, in treno, e il borsone è una cosa da suicidio. Ne compro uno, a 20 euro, viola shock. In realtà tutti questi sono stati regali di mia mamma per il compleanno. Devo dire che sono stata molto contenta. L'orologio è sempre al mio polso e, come di consueto per me con gli oggetti nuovi, non gli ho ancora levato la plastichina a protezione del quadrante.
Di corsa a casa per il pranzo e poi ho appuntamento con MinchiettaUno e Ondina. E' tanto che non vedo entrambe e sono contentissima. Si chiacchiera di più e del meno: MinchiettaUno fa shopping e io e Ondina aspettiamo pazientemente fuori dai camerini.
Mi accompagnano alla libreria x, dove lavora il mio amico "detenuto" insieme a me in ospedale. Lo riconosco, è cambiato poco. Mi riconosce e ci si abbraccia a lungo. "Sono contenta di vederti ancora viva!" - è ironico e apprezzo la cosa.
Parlottiamo del passato, del presente, di cose più o meno personali e dell'incapacità di procedere in linea retta. Ha una forza incredibile e mi sorprende. E mi chiedo: "è questo che le altre persone vedono in me?". Un po' questa cosa mi galvanizza. Voglio dire, ho perso in salute ma ho acquistato forse una personalità da urlo. Purtroppo appunto, lui era al lavoro quindi non abbiamo molto tempo. Spero di avere più tempo la prossima volta, in effetti ci sono 15 anni di buio.
E d'improvviso il flashback. Avevamo le stanze comunicanti tramite una porta. Ricordo che un giorno ho sentito strani rumori nella sua stanza. Mi affaccio per chiedere se va tutto bene. Lui però è nella classica posa da vomito "Tutto bene" mi dice "solita routine". In effetti il vomito era parte integrante della nostra vita.
Questo incontro mi ha rigenerata. E' come se non mi sentissi più un'aliena e fossi più pronta ad affrontare il mondo. Quindi grazie AI :) spero potremo prenderci un caffè in tranquillità prossimamente.
Lo saluto e procediamo con il nostro giro, quando accompagno in stazione Ondina (MinchiettaUno è scappata di corsa perché aveva il treno) lei mi da' un pensierino. Questa ragazza mi fa sempre commuovere perché i suoi pensierini sono fatti a mano. Inutile dirlo che hanno un valore affettivo enorme perché siamo tutti capaci di entrare in un negozio e comprare qualcosa. Ma "creare" qualcosa è una roba che va oltre. Mi porta un ovetto di cioccolata e due caramelle tipo mou che arrivano dalla polonia. E poi due bicchierini con disegnini fatti da lei e con su inciso il nome mio e di Fry. E' un regalo splendido e non vedo l'ora di usarlo (ehm ci sono un po' di piatti da lavare.. ehm). Insieme al regalo un biglietto che mi ha chiesto di aprire dopo. E che qui non riporterò ma voglio solo dire: grazie.
La sera c'è la cena in famiglia. Il ristorante dove ogni tanto andiamo è un delirio totale. Di solito offre sempre mia mamma e mi spiace perché cercano di farle spendere tanto. Arriva il cameriere e dice "facciamo tutto pesce?".
Ho già l'embolo. "Ma scusa non ci puoi portare il menù?"
E lui "intanto facciamo degli antipasti?"
Nella mia mente ho una piccozza e lo sto rendendo simile a un impasto al sugo.
Però è una serata in allegria, quindi alla fine si mangia senza troppi pensieri. Arriva a un certo punto la cantante e da lì in poi diventa difficile parlare. Inoltre ho dovuto più volte rifiutare l'offerta di farmi cantare "tanti auguri a te" dalla stessa o comunque di annunciare il compleanno. Almeno ho visto i miei nipotini, ho chiacchierato un po' con mia sorella. Insomma è stata una serata divertente. Mia sorella ora si sta trasferendo in una casa nuova. Io e Fry siamo andati a vederla ed è molto bella.
Domenica riparto, Fry è in ritardo per venirmi a prendere alla stazione per di più c'è sciopero dei treni. Quindi quando arriva sono un po' sfavonchiata ma contenta di vederlo.
Apro il pacco che è arrivato e le foto sviluppate della diana. Le foto sono qualcosa di meravigliose. Potete visionarle qui. Purtroppo la scansione non rende bene, ma vi assicuro che sono fenomenali.
E poi apro il paccone!
Attendevo questa macchina, senza obiettivo (arriverà a breve spero):
E' una macchina della DDR, non vedo l'ora di usarla. M'è partito l'embolo guardando questa foto. Credo sia partita una scimmia inarrestabile.
Oltre al corpo macchina c'è la sua custodia originale (tenuto tutto alla perfezione) e il manuale di istruzioni in tedesco.
Questa macchina fotografica non ha esposimetro e mi sa che ci sarà da lavorarci un po' prima di ottenere foto decenti. Quanto l'ho pagata? 9,80 euro escluse spese di spedizione. Un affare.
Volete sapere del lavoro? Semplicemente hanno preso un'altra ragazza.
Beviamoci su.
P.s. il primo maggio verranno a farci visita gli amici fiorentini. Non potete immaginare quanto ne sono felice. Dovevamo andare noi a Firenze ma poi hanno proposto di venire qui.
E ora cerchiamo lavoro.
Canzone del giorno: United Judas Priest
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18 aprile 2012
The Last Revision and the big delusion
Oggi ho fatto la mia visita ultima, quella riassuntiva, quella che decide, insomma, quella.
Sono arrivata a Torino alle 14.30, carica come un mulo (prossimo acquisto il trolley. Li ho sempre odiati ma cominciano a essere necessari) e sono andata di corsa a casa di mia mamma. Da mia mamma, che ho incrociato sotto casa con Poldino che mi è corso incontro scodinzolando, abbiamo chiamato un taxi per correre in ospedale e arrivare per tempo (erano già le 15.30 e la mia visita era alle 16.30).
Ho preso tanti taxi in vita mia e sono d'accordo nel dire che sono cari, ma finora hanno sempre "corso" e non hanno mai cercato di fregarmi in modo plateale. Ho anche una certa propensione alla fiducia negli esseri umani quindi difficilmente mi metto a giudicare in male l'operato degli altri. Ma questo tassista ha fatto un giro talmente lungo che non posso nemmeno descriverlo. Per chi conosce Torino, da casa mia agli ospedali basta prendere via Bologna e andare sempre dritto. Ci si mette un po' ma nemmen troppo in un pomeriggio lavorativo come oggi. Lui invece è passato dietro al cimitero monumentale, poi per qualche strana ragione è riuscito ad arrivare in piazza Vittorio, da lì ha preso una viuzza minuscola ed è arrivato, alla fine, in corso Massimo, poi sempre dritto fino al Regina Margherita e poi in via Cherasco...
Questa è la strada che avrebbe dovuto fare (che ha anche la preferenziale, quindi...):
Visualizzazione ingrandita della mappa
Mi dispiace non riuscire a farvi vedere il percorso che ha fatto lui perché è talmente assurdo che non posso ricordarlo.
Comunque non dico niente, ho altro a cui pensare. Arrivati al C.O.E.S ovvero Centro Onco Ematologico Subalpino mi registro per la mia visita. Il mio medico è un endocrinologo. Ormai vado da lui almeno una volta l'anno da 13 anni. Posso dire che è più amico lui di molte persone che conosco da meno tempo e con cui parlo poco. Lui sa come sto, che lavoro faccio, in che città vivo, il mio passato nei minimi dettagli. Lavora in un settore particolare di quell'ospedale, che si occupa delle persone che hanno subito un trattamento radio o chemioterapico in età evolutiva. Le controlla sotto ogni aspetto.
Il medico di ruolo, in casi come il mio, prescriverebbe una radiografia al torace ogni tanto, delle analisi del sangue, forse delle urine. E poi si limiterebbe a guardare. Quello che fa la struttura in cui lavora il mio medico è prendere in esame l'insieme. Carla ha subito due trattamenti chemioterapici e due trattamenti radioterapici? Bene. la chemioterapia che ha fatto è cardiotossica, teniamo d'occhio il cuore con delle ecodoppler ogni tanto. Radioterapia a mantellina in età evolutiva? Facciamo una mammografia che non si sa mai (grazia a questa precoce radioterapia hanno trovato il mio tumorino al seno, e hanno potuto asportarlo senza fare terapie aggiuntive). Teniamo sotto controllo i nei della cute irradiata e controlliamo la tiroide che è ipofunzionale.
Esistono, mi ha detto, pochissime strutture in Italia che fanno una cosa come la loro. E non me ne stupisco.
Comunque quando mi chiama entro con la mia bella cartellina di roba. Dentro ci sono i miei esami del sangue e delle urine, l'esame dei nei, l'ecodoppler, la mammografia e l'ecografia alla tiroide.
Il dottore, insieme a uno studentello della scuola di specializzazione, controlla i miei referti. Guarda il mio esame delle urine e mi chiede "Beve poco, vero? Molto poco. Dovrebbe bere di più". Annuisco perché bevo troppo poco in effetti. Poi controlla gli esami del sangue e mi chiede se sono ingrassata ultimamente. E badate bene, non mi ha squadrata da capo a piedi, ha solo guardato i miei esami del sangue. Rispondo che non dovrei essere ingrassata ma faccio effettivamente fatica a non ingrassare.
Controlla l'ecografia e la scruta, dopodiché l'assistente va a fotografare tutti i referti. Nel frattempo il mio endocrinologo mi visita. Pressione bassa, niente di nuovo. Fegato palpabile "beve?"
"un bicchiere di vino a cena e un po' di birra prima di dormire".
"Allora non è per quello sicuramente, sarà che è così magrina che in lei si sentirebbe anche la colonna vertebrale dalla pancia."
Controlla il collo, controlla i linfonodi.
Torna l'assistente e quel punto mi chiede quanto peso e quanto sono alta. Se glielo so dire per certo. Ma non lo so, sono mesi che non mi peso. Così mi invita sulla bilancia, promettendomi di non farmi guardare il peso. Ovvio che alla fine non è così. Insomma era meglio se non mi pesavo. Ho preso 5 kg (e il primo che dice che è un bene incontrerà presto il mio pugno).
Quindi alla domanda iniziale, ovvero se ero ingrassata, la risposta è sì.
Mi dice anche che sarebbe bene fare un'altra ecografia, magari a fine anno, e mi dice che i valori della tiroide sono un po' altini (forse per quello era interessato a sapere la mia tendenza a ingrassare). COsì mi propone questo gioco. Un giorno eutirox 50 μg e un giorno 75 μg. Come fare a ricordarmelo? Me lo suggerisce lui: nei giorni dispari 75 μg e nei giorni pari 50 μg. Più facile di così!
Mentre appunto mi parla dell'ecografia da fare entra l'ecografo? Ve lo ricordate? Ne parlavo qui, e poi anche qui. Ora non è più così bello, ma ha sempre il suo fascino da dottore. In sintesi ve lo dico senza i giri di parola del dottore. Non è che non si fidano dell'ecografo, ma loro conoscono bene il mio passato e grazie a questa conoscenza hanno scovato per tempo il tumorino alla mammella. Molto probabilmente l'ecografo non ha preso bene le misure o nelle immagini c'è qualcosa che non li convince così a fine anno dovrò fare l'ecografia. Per decidere se propormi un agoaspirato.
A quel punto dico loro "bhe se me lo proponete, no grazie!" - risata.
Però hanno ragione: meglio adesso che tra 10 anni. Se è un minimo sospetto è bene che levino tutto invece che aspettare e poi trovarsi costretti e riprendere una terapia, in caso di "recidiva" (parola che purtroppo oggi ho sentito mentre parlavano tra loro) o di "una cosa nuova".
Il 30/11 sarò di nuovo qui, porterò le analisi del sangue ma solo per gli ormoni tiroidei e farò un'ecografia direttamente al C.O.E.S. per poi parlare di questo eventuale agoaspirato. E' incredibile e l'ho già scritto. Entri una volta in ospedale a 13 anni per un collo un po' gonfio e non ne esci più.
Altro spezzone. Qualcuno sarà curioso di sapere com'è finita la storia del lavoro.
Ho accettato il lavoro a Firenze e la mia responsabile ha già sparso la voce (prima però di rispondere a qualche mia richiesta, cosa che mi ha lasciata un po' basita).
La mia iniziale richiesta di un part-time non è stata accettata, ma va bhe, c'è crisi (è una frase che in questi giorni va un sacco e sta sempre bene). Chiedo almeno un rimborso spese, c'è crisi (vedi sopra) ma ciccia. Nessun rimborso spese per me e il mio costosissimo abbonamento del treno.
Allora tiro fuori la carta fondamentale. Il contratto fino a fine settembre non mi sta bene. Se me lo fanno fino a fine dicembre io poi posso richiedere almeno l'indennità di disoccupazione in caso di mancato rinnovo. Del resto si sa, c'è crisi.
Così oggi la responsabile mi chiama dicendomi che non è possibile nemmeno quello perché c'è crisi per tutti, ora il mio contratto sarebbe di sostituzione maternità e quindi ha degli sgravi fiscali (quindi puoi darmi il rimborso spese? no? nemmeno?) e possono farmelo fino al 21 settembre. Lo ammetto, ci sono rimasta un po' male. Ma mi sono fatta un paio di calcoli e in ogni caso mi conviene andare a lavorare.
E poi oggi pomeriggio passeggiata in centro con mia mamma. Non era mai stata dentro palazzo madama, non aveva mai visto lo scalone di marmo, non aveva mai visto l'entrata del teatro regio "guarda mamma, questo è il teatro regio, qui ci lavora un mio amico, O". Poi abbiamo fatto due passi e siamo tornate a casa mentre stasera siamo andate a mangiare in un allyoucaneat e ci siamo sfondate. Ma per questo racconto vi rimando a domani che ora sono cotta e avendo mangiato come una disgraziata ho una sete della madonna (nel senso che solo la madonna può avere una sete così).
Sono arrivata a Torino alle 14.30, carica come un mulo (prossimo acquisto il trolley. Li ho sempre odiati ma cominciano a essere necessari) e sono andata di corsa a casa di mia mamma. Da mia mamma, che ho incrociato sotto casa con Poldino che mi è corso incontro scodinzolando, abbiamo chiamato un taxi per correre in ospedale e arrivare per tempo (erano già le 15.30 e la mia visita era alle 16.30).
Ho preso tanti taxi in vita mia e sono d'accordo nel dire che sono cari, ma finora hanno sempre "corso" e non hanno mai cercato di fregarmi in modo plateale. Ho anche una certa propensione alla fiducia negli esseri umani quindi difficilmente mi metto a giudicare in male l'operato degli altri. Ma questo tassista ha fatto un giro talmente lungo che non posso nemmeno descriverlo. Per chi conosce Torino, da casa mia agli ospedali basta prendere via Bologna e andare sempre dritto. Ci si mette un po' ma nemmen troppo in un pomeriggio lavorativo come oggi. Lui invece è passato dietro al cimitero monumentale, poi per qualche strana ragione è riuscito ad arrivare in piazza Vittorio, da lì ha preso una viuzza minuscola ed è arrivato, alla fine, in corso Massimo, poi sempre dritto fino al Regina Margherita e poi in via Cherasco...
Questa è la strada che avrebbe dovuto fare (che ha anche la preferenziale, quindi...):
Visualizzazione ingrandita della mappa
Mi dispiace non riuscire a farvi vedere il percorso che ha fatto lui perché è talmente assurdo che non posso ricordarlo.
Comunque non dico niente, ho altro a cui pensare. Arrivati al C.O.E.S ovvero Centro Onco Ematologico Subalpino mi registro per la mia visita. Il mio medico è un endocrinologo. Ormai vado da lui almeno una volta l'anno da 13 anni. Posso dire che è più amico lui di molte persone che conosco da meno tempo e con cui parlo poco. Lui sa come sto, che lavoro faccio, in che città vivo, il mio passato nei minimi dettagli. Lavora in un settore particolare di quell'ospedale, che si occupa delle persone che hanno subito un trattamento radio o chemioterapico in età evolutiva. Le controlla sotto ogni aspetto.
Il medico di ruolo, in casi come il mio, prescriverebbe una radiografia al torace ogni tanto, delle analisi del sangue, forse delle urine. E poi si limiterebbe a guardare. Quello che fa la struttura in cui lavora il mio medico è prendere in esame l'insieme. Carla ha subito due trattamenti chemioterapici e due trattamenti radioterapici? Bene. la chemioterapia che ha fatto è cardiotossica, teniamo d'occhio il cuore con delle ecodoppler ogni tanto. Radioterapia a mantellina in età evolutiva? Facciamo una mammografia che non si sa mai (grazia a questa precoce radioterapia hanno trovato il mio tumorino al seno, e hanno potuto asportarlo senza fare terapie aggiuntive). Teniamo sotto controllo i nei della cute irradiata e controlliamo la tiroide che è ipofunzionale.
Esistono, mi ha detto, pochissime strutture in Italia che fanno una cosa come la loro. E non me ne stupisco.
Comunque quando mi chiama entro con la mia bella cartellina di roba. Dentro ci sono i miei esami del sangue e delle urine, l'esame dei nei, l'ecodoppler, la mammografia e l'ecografia alla tiroide.
Il dottore, insieme a uno studentello della scuola di specializzazione, controlla i miei referti. Guarda il mio esame delle urine e mi chiede "Beve poco, vero? Molto poco. Dovrebbe bere di più". Annuisco perché bevo troppo poco in effetti. Poi controlla gli esami del sangue e mi chiede se sono ingrassata ultimamente. E badate bene, non mi ha squadrata da capo a piedi, ha solo guardato i miei esami del sangue. Rispondo che non dovrei essere ingrassata ma faccio effettivamente fatica a non ingrassare.
Controlla l'ecografia e la scruta, dopodiché l'assistente va a fotografare tutti i referti. Nel frattempo il mio endocrinologo mi visita. Pressione bassa, niente di nuovo. Fegato palpabile "beve?"
"un bicchiere di vino a cena e un po' di birra prima di dormire".
"Allora non è per quello sicuramente, sarà che è così magrina che in lei si sentirebbe anche la colonna vertebrale dalla pancia."
Controlla il collo, controlla i linfonodi.
Torna l'assistente e quel punto mi chiede quanto peso e quanto sono alta. Se glielo so dire per certo. Ma non lo so, sono mesi che non mi peso. Così mi invita sulla bilancia, promettendomi di non farmi guardare il peso. Ovvio che alla fine non è così. Insomma era meglio se non mi pesavo. Ho preso 5 kg (e il primo che dice che è un bene incontrerà presto il mio pugno).
Quindi alla domanda iniziale, ovvero se ero ingrassata, la risposta è sì.
Mi dice anche che sarebbe bene fare un'altra ecografia, magari a fine anno, e mi dice che i valori della tiroide sono un po' altini (forse per quello era interessato a sapere la mia tendenza a ingrassare). COsì mi propone questo gioco. Un giorno eutirox 50 μg e un giorno 75 μg. Come fare a ricordarmelo? Me lo suggerisce lui: nei giorni dispari 75 μg e nei giorni pari 50 μg. Più facile di così!
Mentre appunto mi parla dell'ecografia da fare entra l'ecografo? Ve lo ricordate? Ne parlavo qui, e poi anche qui. Ora non è più così bello, ma ha sempre il suo fascino da dottore. In sintesi ve lo dico senza i giri di parola del dottore. Non è che non si fidano dell'ecografo, ma loro conoscono bene il mio passato e grazie a questa conoscenza hanno scovato per tempo il tumorino alla mammella. Molto probabilmente l'ecografo non ha preso bene le misure o nelle immagini c'è qualcosa che non li convince così a fine anno dovrò fare l'ecografia. Per decidere se propormi un agoaspirato.
A quel punto dico loro "bhe se me lo proponete, no grazie!" - risata.
Però hanno ragione: meglio adesso che tra 10 anni. Se è un minimo sospetto è bene che levino tutto invece che aspettare e poi trovarsi costretti e riprendere una terapia, in caso di "recidiva" (parola che purtroppo oggi ho sentito mentre parlavano tra loro) o di "una cosa nuova".
Il 30/11 sarò di nuovo qui, porterò le analisi del sangue ma solo per gli ormoni tiroidei e farò un'ecografia direttamente al C.O.E.S. per poi parlare di questo eventuale agoaspirato. E' incredibile e l'ho già scritto. Entri una volta in ospedale a 13 anni per un collo un po' gonfio e non ne esci più.
Altro spezzone. Qualcuno sarà curioso di sapere com'è finita la storia del lavoro.
Ho accettato il lavoro a Firenze e la mia responsabile ha già sparso la voce (prima però di rispondere a qualche mia richiesta, cosa che mi ha lasciata un po' basita).
La mia iniziale richiesta di un part-time non è stata accettata, ma va bhe, c'è crisi (è una frase che in questi giorni va un sacco e sta sempre bene). Chiedo almeno un rimborso spese, c'è crisi (vedi sopra) ma ciccia. Nessun rimborso spese per me e il mio costosissimo abbonamento del treno.
Allora tiro fuori la carta fondamentale. Il contratto fino a fine settembre non mi sta bene. Se me lo fanno fino a fine dicembre io poi posso richiedere almeno l'indennità di disoccupazione in caso di mancato rinnovo. Del resto si sa, c'è crisi.
Così oggi la responsabile mi chiama dicendomi che non è possibile nemmeno quello perché c'è crisi per tutti, ora il mio contratto sarebbe di sostituzione maternità e quindi ha degli sgravi fiscali (quindi puoi darmi il rimborso spese? no? nemmeno?) e possono farmelo fino al 21 settembre. Lo ammetto, ci sono rimasta un po' male. Ma mi sono fatta un paio di calcoli e in ogni caso mi conviene andare a lavorare.
E poi oggi pomeriggio passeggiata in centro con mia mamma. Non era mai stata dentro palazzo madama, non aveva mai visto lo scalone di marmo, non aveva mai visto l'entrata del teatro regio "guarda mamma, questo è il teatro regio, qui ci lavora un mio amico, O". Poi abbiamo fatto due passi e siamo tornate a casa mentre stasera siamo andate a mangiare in un allyoucaneat e ci siamo sfondate. Ma per questo racconto vi rimando a domani che ora sono cotta e avendo mangiato come una disgraziata ho una sete della madonna (nel senso che solo la madonna può avere una sete così).
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