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29 novembre 2016

Il tempo che serve

Tutte le mie storie cominciano (o finiscono) su un treno o in una stazione. Sono legata ai viaggi come all'aria che respiro.
Danza del ventre è nata su un treno tanti anni fa, potrebbero essere passati 10 anni circa.

Quando facevo la spola tra Torino e Firenze alla fine avevo fatto conoscenza (nonostante si fosse nei nuovi treni veloci che ancora non si chiamavano Frecciaminchia ma qualcosa come Eurostar e la socializzazione era impossibile) con un gruppo di persone che facevano spola anch'esse. Se non tutti i weekend, almeno uno ogni due ci si incontrava.
Sapete quelle conoscenze senza nome? Non ci eravamo presentati, però ci vedevamo sempre: era quasi rassicurante. E se non stavamo nello stesso vagone spesso capitava che si incrociava ai bagni. "Ciao, come va?". "Oh bene grazie, sempre su e giù, eh?".

C'era una ragazza di Torino con il fidanzato a Napoli, quindi faceva la mia stessa tratta. Un giorno spiegava agli altri ragazzi della compagnia di viaggio di come danza del ventre le avesse fatto scoprire dei muscoli che non pensava esistessero.

Allungai il collo e tesi l'orecchio per sentire meglio.

Mi intromisi: "Sono curiosa! Dimmi di più"

Ma se per tante cose reagisco nell'immediato, quelle che coinvolgono la mia timidezza hanno bisogno di tempo, tanto tempo.
Questa è la risposta a chi mi dice che sono impulsiva: non per tutto. Ci sono voluti anni, è dovuta riaffiorare a galla questa idea. Era rimasta sepolta lì, in un angolino del mio cervello.

Ci sono anche decisioni non prive di responsabilità che impiegano tempo a maturare. Ho impiegato 1 anno prima di prendere un camaleonte (che poi sono diventati due), non ero sicura di potermene prendere cura.

Scoprire la pancia (che delirio, non immaginate, mettermi in costume - preferirei stare in una spiaggia naturista), provare a muovermi davanti ad altre persone, inizialmente perfetti sconosciuti è stato uno scoglio enorme che sono stata ben contenta di superare.

Come quando feci quel corso scolastico di improvvisazione teatrale. Fu a tratti doloroso ma mi aiutò da matti.

C'è una cosa che non ho mai fatto ma che mi piacerebbe fare. Un viaggio all'estero. Da sola.
Perché penso vada fatto, perché voglio farlo, perché potrebbe anche essere una bella esperienza fotografica.

20 gennaio 2016

9/10/2015: a colazione con le blatte [ma anche Ranomafana: il parco dei sogni]

Oggi sveglia alle 7.30 per avviarci verso il parco di Ranomafana. A colazione ci ha tirato la pezza uno statunitense, viaggiatore solitario che per un mese si gira il Madagascar in taxi brousse.


a colazione non siamo soli (blatta volante)!
Ci vuole pazienza e tanto tanto tempo: sai quando parti ma non sai quando arrivi con i taxi brousse!

Anche ieri sera si era accollato e non la smetteva di parlare. E' bello condividere ma ogni 10 minuti si apprezza almeno un minuto di silenzio!
Andiamo al parco dove ci attende Luigi, la nostra guida che parla italiano. Da lì abbiamo fatto una faticosissima passeggiata di 3 ore e mezza: lo so non sembra molto, ma credetemi.. avrei voluto del voltaren per le gambe!
SALITEDISCESESALITEDISCESE era un continuo.
Sono arrivata a non riuscire a sentire più le cosce!
Abbiamo visto un sacco di animaletti, una rana che si chiama Bofisia che ora non riesco a trovare online quindi probabilmente non è il suo vero nome o forse non l'ho capito bene io. Comunque carinissima.

Abbiamo visto anche il tenerissimo Lemure dorato del bambù che vive solo in questo parco, il lemure fulvus che abbiamo già conosciuto all'isola dei lemuri, il prolemure dal naso grande (ha davvero un naso grande!), l'Uroplatus phantasticus, che la guida ha definito satanique. E poi il lemure dalla pancia rossa, il Sifaka di Edward che come comportamento è simile all'Indri indri (è monogamo) e difatti appartiene alla stessa famiglia, una Brookesia (non potete capire la mia felicità nel vederla! E' la specie di camaleonte più piccola del mondo) e due insetti stecco spinoso.

Il lemure del bambù mangia solo la parte tenera delle foglie e butta il resto a terra mentre il lemure dalla pancia rossa mangia anche i tronchi. Insomma quando casca qualcosa dal cielo o è sterco o qualche foglia che cade!

Dato che le foglie del bambù contengono piccole quantità di cianuro, i lemuri ogni tanto scendono a mangiare un po' di terra per pulirsi dal veleno.


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La ranocchietta senza nome

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Lemure del bambù, non siamo riusciti a fargli una foto decente!

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Uroplatus phantasticus, ovvero geco foglia. Perfettamente mimetico e notturno. Ho dovuto fargli la foto col flash perché era davvero molto buio

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Ranocchietta senza nome

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Liane (sì anche io me le immaginavo più piccole...)

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Eulemur fulvus, è proprio un furbacchione!

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prolemure dal naso grande

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altro Uroplatus

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Insetto stecco spinoso
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Sifaka di Edward
Splendida vista della foresta di Ranomafana

e si cammina!


E' stato faticoso ma bellissimo, lo rifarei ora! La giungla è sempre la giungla e vedremo altri parchi bellissimi ma Ranomafana e Mantadia mi sono rimaste nel cuore.
Ci rimettiamo in viaggio per Ambalavao. L'albergo Bouganvillèe è molto carino e Ambalavao mi piace un sacco.

ecco come sono i miei capelli senza stiraggio!


Dopo una pausina in cui sono riuscita anche a lavarmi una maglietta, ci siamo visti con Eric e Mami per fare un giro al mercato e ho finalmente comprato un Lamba.
Il Lamba è un fazzolettone di stoffa che viene usato per qualsiasi cosa: per trasportare cose, come capo di vestiario, come base per poggiare grosse ceste sulla nuca.
Io l'ho usato anche in spiaggia come telo da mare, come pareo... insomma il lamba si usa per qualsiasi cosa. [manca una foto del mio fottutissimo lamba!]


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Ambalavao

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Le onnipresenti galline: le caricano persino sul tettuccio dei taxi brousse dopo averle immobilizzate per bene

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Il mercato: le gonne che si vedono addosso alle donne sono in realtà dei lamba che sono anche pratici trasportabebè

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tipica architettura degli altipiani centrali, della tribù merina
Al mercato tutti ci guardano, guardano i miei tatuaggi e i bambini urlano VAZAHA!
Ovunque sentiamo urlare questa parola, ma soprattutto i bambini la pronunciano.
Non mi da' fastidio, anche se significa straniero, anche se significa bianco, non sempre ha connotati negativi, anzi!

Sempre al mercato Fry ha comprato una tripla a pochissimo prezzo: peccato che tornati in albergo ci siamo accorti che era una scatola vuota con dei buchi, niente componenti all'interno e quindi inutilizzabile. Pazienza!
Dopo una bella cena andiamo a nanna, domani visitiamo la fabbrica della carta Antaimoro, e infine un parco che, nel mio diario ho scritto così, non ho capito come si chiama!

Qui tutte le foto della giornata.

18 ottobre 2012

Verona Reptiles

Dimenticavo: domenica 7/10, incuranti della vacanza appena fatta, siamo stati a una fiera di rettili dove ho comprato delle bellerrime camole (che ora stanno dentro un'anta del mobile della sala, in una scatolina)


Ovvio, sono cibo per formiche.
Stavano per convincermi a comprare un serpente di cui mi sono innamorata. Il giorno che ne prenderò uno sarà questo. Pensavo che una volta trasferita a Dublino potrei allevare e vendere rettili.
Lo so, sono sempre stata contraria all'acquisto di serpenti. Mangiano topolini e non ce la posso fare. Ma il serpente in questione mangia solo topi congelati che prima di essere congelati vengono uccisi col monossido di carbonio. Il ragazzo che mi parlava (che tralaltro coltiva piante carnivore) mi ha detto che ti accorgi se un topo è morto con monossido o se è stato congelato vivo. Nel secondo caso infatti i topi sono sporchi, in quanto si fanno pipì addosso.
Certo, ora a parlarne mi vengono i brividi, mi sembra tutto così orribile. Ma le nostre mucche vengono uccise in modo più crudele.
Poi però mi dico che della mucca ci cibiamo mentre il rettile lo tieni perché ti piace. Eh, insomma ho ancora tanti dubbi, però mi piace da matti.

Sono stata contenta di aver incontrato amici vecchi (con alcuni non avevo nemmeno preso accordi, ci siamo incontrati lì, per caso. E venivano da Torino!) e conosciuto amici nuovi. Ma ora bando alle ciance. Vi lascio alle foto e al prossimo appuntamento. Fiera a Cesena, il 3-4 Novembre

21 dicembre 2010

Post scriptum

Purtroppo ho dovuto eliminare il racconto del post precedente perché non era un estratto dal libro, bensì il libro intero. Mi spiego meglio, per ogni pagina del libro ci sono una o due frasi del racconto che avevo pubblicato, con illustrazioni aggiuntive. Pertanto non mi sembrava corretto aver riportato tutto il testo del libro e quindi ho levato tutto (o come amano dire qui, ho ranzato via tutto). Niente libro intitolato l'abbraccio, dunque. Però sono contenta lo stesso, primo perché ho trovato i biglietti dei Subsonica e poi perché ho comprato la guida suprema del Madagascar. Altro che Lonely Planet. Già quando ho letto le prime righe ho capito che sarebbe stata la mia guida. Più che essere una guida scritta da turisti per turisti, è una guida scritta da appassionati per lo stesso target. Quindi ci sono diversi capitoli scritti da specialisti (anche da specialisti di piante, di rettili, di pappagalli, addirittura, ecc ecc) ed è proprio quello che mi interessava. Pertanto ora me la leggerò, presto riprenderò lo studio del francese, e cacchio ad agosto sarò pronta.
Yeah.
Questa è la guida:


Ho visto che la Bradt fa anche questa guida che deve essere molto interessante:


USA in treno? Dev'essere una figata.

06 settembre 2009

Lisboa mon amour

Miseria, è quasi un mese che non scrivo. Anzi avessi scritto domani avremmo festeggiato il mio mese di silenzio. Agosto è un periodo particolare: quest'anno poi, per la prima volta dopo un monte di anni, sono andata in ferie (consideriamo che sono le prime ferie che abbiamo fatto insieme io e Roccio, dato che prima al massimo ci siamo concessi due giorni a Roma e due giorni a Venezia. In un primo momento avevo pensato di riscrivere un bel diario di viaggio sul blog ma data la mia pigrizia vi lascio solo le foto!
Lisbona è bella, molto, e gli abitanti sono gentili come pochi.
Piccole notizie degli ultimi giorni: ho fatto la tessera della biblioteca e mi sono sentita tornare un po' indietro negli anni. La biblioteca invece è andata avanti, ora noleggia anche dvd (aggratis) che devi riportare entro una settimana e non esiste più il catalogo cartaceo dove ti ci arrovellavi per trovare il titolo che ti serviva.
Sto prendendo lezioni di francese con assimil, no, non sono diventata pazza: già l'anno scorso avevo detto che quest'anno saremmo andati in vacanza in madagascar poi il tempo è passato e ho lasciato correre. Il prossimo anno ci vorrei davvero andare, così parto da lontano, imparando un po' di lingua (il francese è la seconda lingua parlata) e informandomi (ho preso una guida in biblioteca e sto raccogliendo qualche appunto sui viaggi fatti da altri). Come vacanza è un po' più complessa, hai bisogno quasi sempre di una guida, in alcuni parchi nazionali ci sono percorsi che possono durare più giorni e dove le sanguisughe non vedono l'ora di nutrirsi di te. In compenso ci saranno molte specie di camaleonti (alcuni dicono che in Madagascar ci sono i due terzi dei camaleonti presenti sulla Terra, altri dicono la metà... Sicuramente la metà delle specie). Per ora so ben poco, ho annotato qualche nome di parco consigliato da chi era andato lì per camaleonti, ma l'isola è molto grande e i parchi sono distanti: sarà necessario progettare una vacanza lunga con uno o più voli interni. Per il resto... si accettano consigli!

P.s. ecco le foto di Lisboa!

22 novembre 2007

Quello che le donne non dicono (ma vorrebbero tanto)

Ci fanno compagnia certe lettere d'amore: parole che restano con noi... cantava la nostra Fiorellona.
Lei però svelava particolari ormai noti (come dicono gli informatici: è un problema noto. Che vorrà mai dire non so. Sai del problema e non hai voglia di risolverlo?). Quello che gli uomini non sanno è che:
anche noi facciamo la cacca, che puzza generalmente e non profuma di violetta;
questo ci porta a pensare che, ragionevolmente, anche l'intestino della vostra dolce metà sia interamente riempito da gas semitossico che può essere espulso, a volte anche con rumore;
sebbene qualcuno stenti a crederci la donna ha davvero le mestruazioni (e non è una scusa grazie alla quale alcune si sottraggono ai piaceri dell'amore fisico);
e, mettetevelo bene in testa, il sesso piace anche a noi e anche noi abbiamo desideri particolari.

Fatta questa premessa a cui pensavo ieri sera prima di andare a letto (non so perché ma riferita alla canzone in questione) l'altroieri sera mi sono incontrata con MinchiettaUno a Le Gru. Alle 18 non è proprio come al sabato pomeriggio: ho trovato infatti subito parcheggio. Ho svaligiato il negozio kiko e intanto continuo a sperimentare strani accostamenti di colore (che si possono vedere qui). E' stata un'idea geniale andare in un centro commerciale. Tanto alle 22 già sono in stato semicomatoso tantovale vedersi prima, mangiare tranquille, fare un giro e salutarci presto.
Alla Fnac, in cassa, c'era una ragazza dal volto familiare. Tant'è che ho comunicato telepaticamente con MinchiettaUno chiedendole Era una compagnia di Biologia? mentre la guardavo intensamente, ma lei non ha capito e mi ha restituito uno sguardo perplesso. Fino a che la ragazza ha sorriso e mi ha detto 892424?. Ecco dove l'avevo vista.
Dimentico sempre che 892424 è come una grande famiglia, prima o poi ci si rivede tutti. Forse perché la quasi totalità dei ragazzi torinese ha lavorato lì essendo l'unica speranza di un contratto a tempo determinato semi-onesto.
Ieri sera ho forzato il camaleonte a mangiare facendolo arrabbiare e lanciadogli le camole in bocca quando la spalancava per mordermi. Non sta molto bene e, anzi, non sono sicura sopravviverà a lungo. Posso provare a curarlo, ma quando i batteri tornano non è mai una buona cosa.
Confido comunque nelle medicine e nella nostra forza di volontà. Si riprende da capo: disinfettare il camaleontario, cambiare le piante, fare le punture al bestio, acqua e gatorade ogni tanto.
I miei colleghi si stanno interessando e mi chiedono sempre come sta, che dice il veterinario, mangia, non mangia, ecc.
Io ho imparato un'altra grande lezione: anche i rettili sono bestie tanto impegnative e questo non è il momento per me di impegnarmi con loro.

21 novembre 2007

Anubi

Oggi in pausa non ho scritto perché sono andata all'Anubi a prendere una ricetta che il veterinario mi aveva lasciato per il cama. Speriamo che stavolta guarisca in via definitiva.

16 novembre 2007

Oggi è una giornata splendida: c'è il sole ed è venerdì. Cosa potrei volere di più dalla vita?
Giusto per fare qualche cazzata ho scritto sul forum al femminile, nella sezione make-up, postando la foto di un mio trucco e accogliendo un'approvazione quasi imbarazzante (difficile trovare tante donne che fanno complimenti ad altre donne, forse solo ad una festa gay). Però mi ha fatto gran piacere. Tant'è che oggi ho replicato il trucco biancoviolanero.
Roccio voleva vedermi completamente nera: comincio a sospettare che gli piaccia molto lo stile dark. Ama lo smalto nero, il trucco scuro, la pelle bianca, le donne magre. Oggi sarebbe stato audacissimo truccarmi di nero per venire qui. Ma domani... perché no?

Non so che fare qui al lavoro e googleggio, forte anche del fatto che il mio vicino di scrivania non è qui e non può vedere che combino.

Stamattina all'entrata della tangenziale ho visto una sfilata di mezzi militari corazzati bizzarrissimi. Erano almeno 7-8, credo avessero 6 ruote e sembravano carri armati ma senza cingoli e senza cannoncino. Omini completamente coperti (occhialoni, passamontagna) che spuntavano da ogni dove mi facevano cenno di sorpassarli.
Peccato che la digitale era dentro la borsa che si trova dentro lo zaino e in più stavo guidando a una certa velocità se no li avrei fotografati.
E' stato comunque un bello spettacolo... Chissà dove andavano?

Lunedì mi toccherà andare al centro anubi, l'ospedale per animali e lasciare lì il nostro amato Big Joe. Non sta bene, ha tutti e due gli occhi chiusi e ha bisogno di cure che, stando qui tutto il giorno, non riesco a dargli. Speriamo in bene..

23 agosto 2007

Camaleontari vecchi e nuovi

Oggi devo fare l'ultima inizione al camaleonte. Meno male, non ne potevo più, ma perché lui non ne può più. In ogni caso sto sistemando il camaleontario da interno perché col freddo che fa sarà necessario riportarlo in casa.

Piccola nota: ieri giocavo con la sparapunti per mettere una rete metallica al posto della schifosissima rete in plasticaccia sottile che si buca appena la guardi. Noto una macchia nera sul fondo del camaleontario (che è tutto in legno e rete, tranne la parete frontale che è formata da tre vetri scorrevoli). Sembrava sporco, o bruciatura, ma poggiandoci un dito sopra ho appurato che si trattasse di legno marcito. Ma come? Dopo tutto l'impregnante che gli è stato dato! Impregnante a base di cera poi. Va bhe. Vista l'urgenza della situazione per ora sistemo questo alla meno peggio. Ma c'è da progettare un nuovo camaleontario. Ho visto diversi progetti su internet. Io avevo seguito questo progetto, ma mi piace molto anche questo qui. Il primo va bene se non si ha molto spazio e poi è trasportabile, cosa molto comoda se ecco.. si deve portare il camaleontario da una residenza a un'altra. E poi ha il vetro che lo rende esteticamente più gradevole. Il secondo ha dalla sua che è un camaleontario fatto come si deve. Alto, altissimo, solo rete e diverse aperture per regolare diverse zone del camaleontario. Ora si deve pensare un po' a come farlo. Sto chiedendo in giro una mano per un progetto, non sono brava nel fai-da-te (mentre Roccio è tutto contento di fare questa cosa), vediamo chi risponde!

15 agosto 2007

Seconda iniezione

Ieri siamo andati dal veterinario a fare la prima iniezione al camaleonte. Oggi è toccato a noi. povera bestia, gli ho dovuto fare tre buchi prima di riuscire: ed era solo una sottocutanea!

11 agosto 2007

Pseudohontas

Ieri sento il veterinario al telefono. Ormai abbiamo un certo feeling, lo saluto con un “ciao come butta”, e lui risponde con un “tutt'apposto sorella”. E via discorrendo. Sono arrivate le analisi del Ciccio, almeno come lo chiamiamo io e Roccio. Ha lo pseudomonas, un batterio che vive un po' ovunque e attaccabile anche all'uomo. Il collirio che finora gli abbiamo dato non va assolutamente bene, bisogna cambiare cura. Insomma oggi siamo andati io e Roccio da lui che ci ha dato un'altra medicina (oltre al nuovo collirio comprato ieri). Insomma, c'è da fargli le iniezioni. Avete presente quanto è piccola la coscia di un camaleonte? Oggi proviamo a portarlo dal veterinario che c'è qui dietro casa mia, quello bravo bravo che si occupa anche dei cani, guardo le prime iniezioni e poi le faccio io. Ce la possiamo fare. O no?

07 agosto 2007

Ieri secondo colloquio all'agenzia interinale: non è andata bene come al primo. C'era un'altra ragazza che chiedeva sempre perché: perché questo, perché quello, blablabla blablabla. E poi i soliti ma lei cosa vorrebbe fare, come si vede tra 10 anni, ma cos'è che le piace fare di più fare, ma perché ha finito i rapporti di lavori in queste aziende, ecc ecc.
Che palle.
Dovrei avere le palle di scrivere le mie personali faq.
Mi stampo un foglio con le solite 10 domande del cazzo che mi fanno (o meglio magari lo allego al curriculum) con le rispettive risposte, così tutti ci risparmiamo tempo e fatica.
Comunque qualcosa di buono devo averlo detto perché domani ho un colloquio presso l'azienda finale. Oggi invece ho smontato tutto il camaleontario e l'ho pulito con acqua e amuchina. Non vi dico che organismi strani e spaziali si trovavano lì dentro. Almeno 5 millepiedi, grilli di tutte le misure (anche appena nati, quindi qualcuno ha fatto le uova nel terriccio del vasi delle piante), foglie ammuffite, e chissà quanti microbi mi sono saliti sul braccio nel frattempo. Il camaleonte almeno oggi ha mangiato 3-4 grilli. Anche se la procedura per mettergli le gocce oculari è terribile e lui si stressa e mi odia sempre di più.

Prima ancora di fare tutto questo sono stata a viridea. Il percorso era di una banalità incredibile ma mi sono persa. Ho preso la statale e sono uscita dove mi ricordavo ma poi avevo un vuoto. Mi sembrava una strada totalmente sbagliata. Allora rientro (facendo manovre assurde) ed esco a quella successiva, trovandomi in una strada di collina, stretta e brutta. Anche qui faccio inversione rischiando di farmi falciare via dalle macchine che arrivavano dal verso opposto. Esco ancora a quella dopo e mi trovo a Mezzi Po, un posto di cui nemmeno sapevo l'esistenza. Degli omini in riva a un fiume pescano sonnacchiando su sedie pieghevoli. Si girano e mi guardano male e ogni tanto si voltano per vedere se sono ancora lì. Sono ancora lì: ho messo le 4 frecce e scrivo un sms a Roccio per farmi aiutare. Potenza di internet (ma soprattutto di Roccio) trovo la strada. Compro nuove piante per il camaleontario, vitamine e un medicinale che aiuta i rettili a eliminare la pelle vecchia, dei guanti da giardinaggio (per prenderlo, ha delle unghie che passano la carne) e una piccola cesoia per tagliare i vecchi rami dalle piante. Sono stanchissima. E ora vado a dormire al lavoro: come dovrebbe essere giusto, peccato che qui non posso proprio dormire.

05 agosto 2007

Venerdì è venuto il veterinario per il camaleonte, a casa. 40 euro per la visita, e sentirmi dire cose che già so (perché gliele ho suggerite io, perché me le ha suggerite chi mi ha venduto Big Joe, che ne sa un sacco di camaleonti e rettili in genere). Insomma qualcosa come:
Allora mettiamogli dell'epigel sull'occhio..
Mi hanno consigliato il tobral, dicono sia molto efficace.
Sì va bene il tobral, scriviamolo.
Per la disidratazione so che una goccia di gatorade ogni tanto gli fa bene
Sìsì, va bene anche una goccia di gatorade ogni tanto
Finché l'occhio non guarisce pulisco il camaleontario con acqua e amuchina
Sì meglio così non prende infezioni

Il veterinario è quello che dice sempre sì a quello che suggerisco.

Comunque data la mia insistenza per fare un antibiogramma (e sapere quali microorganismi rompono i coglioni a quella povera bestia) il suddetto veterinario ha prescritto a Big Joe una visita in una clinica veterinaria dal nome Anubi. Sì, avete capito bene: si chiama davvero Anubi.
Il giorno dopo, sabato, butto giù dal letto Roccio e metto il camaleonte in un fauna box. Diretti a una ventina di km da qui, a Moncalieri (esattamente dove giovedì ho fatto il colloquio).
Buffo vedere un piccolo ospedale solo per animali. Un gatto esce dalle sale visite e passeggia annoiato nella sala di attesa.
Un bimbo guarda dentro il fauna box e dice "Mamma mamma, guarda, un dinosauro"
Lei lo corregge "No tesoro non è un dinosauro... anche se... in effetti..."
Io e Roccio lo guardiamo bene: in effetti sembra un piccolo stegosauro (anche il cervello, in proporzione, è sempre quello).
Il veterinario che visita Big Joe sembra molto competente: non ha paura a maneggiarlo e ci fa un sacco di domande. Mi da' molta più fiducia di tutti gli altri che hanno cercato di farsi passare per esperti in rettili. Gli parlo dell'antibiogramma, mi dice che ne farà due: uno per gli occhi e uno per la bocca. E così mi consiglia su gocce oculari, ambiente, e tutto quello che dovrebbe dirmi un veterinario. Big Joe è spaventato a morte, è rosso fuoco e tiene tutti e due gli occhi aperti. Ma un segno positivo c'è: non ha ascessi in bocca. Il veterinario intanto mi fa vedere uno dei due occhi alla lente d'ingrandimento: è gonfio.
Alla fine della visita ci avvisa che gli esami di laboratorio costano molto, quindi non sa quanto esattamente viene a costare il tutto. Usciamo e andiamo dalla segretaria.
"Sono 139 euro". Saluto il mio quarto di stipendio mensile e si va via.

Oggi io e Roccio abbiamo maneggiato molto la bestia. Mettergli il collirio non è uno scherzo: tralaltro è tossico per via orale quindi non deve scivolare sulla bocca per nessun motivo. Mi fa piacere che Roccio interagisca con la bestia. Ogni tanto lo tiene lui e lo fa arrampicare sulle mani: mi confessa che gli piace come animale. E' un altro bellissimo e colorato CI.

Facendo un salto indietro di qualche giorno (scusate ma oggi abbiamo rivisto Memento, e non riesco a essere lineare nemmeno un po'). Giovedì ho avuto un colloquio per un lavoro del cazzo. Ma mi sto sinceramente stufando di stare al telefono. Misantropa sì, ma non fino a non volere nemmeno un minimo di contatto sociale con i colleghi. Non c'è modo di avviare un discorso. Se si ha culo di non essere in chiamata, due colleghi vicino, è sicuro che in mezzo secondo uno dei due riceverà una chiamata. Nei momenti migliori si riesce a dire mezza frase. Non si è mai seduti vicino alle stesse persone.
Mi piacerebbe ogni tanto dire un "Piacere sono Carla" seguito da una stretta di mano. E poi le solite cazzate "Tu che fai nella vita, a parte stare chiusa/o qui?". Poi posso stare in silenzio anche per tutt'e quattro le ore, ma ogni tanto ho proprio bisogno di sentire qualche essere umano e vivo attorno a me.

Insomma, vado da quest'altra agenzia interinale. La strada per arrivare è tutta dritta ma riesco comunque a sbagliare. Sono proprio un mito. Ritrovo la strada, parcheggio alla stazione e vado a piedi all'agenzia. Mi riceve una ragazza magra magra che parla con una voce talmente bassa che nemmeno lei riesce a sentirsi. Senza contare che stanno facendo anche i lavori nello stabile quindi quando lei cerca di parlarmi della storia dell'azienda (lo fanno tutte le agenzie interinali: qualcuno dovrebbe avere il coraggio di dire che non interessa a nessuno) io sento solo Frrrrreeeee Frrrrrreeeee Tum Tum RRRRRRRRR Frrrreeeeeeeeeeeeeee Freeeeeeeeeeeeee ecco la storia della nostra azienda. Qualche domanda? No (non avevo sentito nulla ma per nulla al mondo avrei voluto risentirlo). Mi chiede le solite cose: esperienze, passatempi. Mi chiede come mai ho risposto a un annuncio del genere perché sono fin troppo qualificata per quel lavoro. Dico che non spero di trovare il lavoro ideale (e per una volta sono stata sincera a un colloquio). So che non esiste il lavoro perfetto ma ho bisogno di più indipendenza economica (sincera), non voglio più lavorare al call center (sincera) e spero che vengano sfruttate tutte le mie potenzialità anche se il lavoro sembra semplice (un po' meno sincera). Tutta la verità è: voglio un lavoro semplice che mi permetta di avere meno responsabilità possibili. Voglio guadagnare il mio stipendio e tornare a casa e investirlo in ciò che più mi piace, passioni e non. Voglio andare a casa e non avere pensieri su cose lasciate in sospeso al lavoro, ecc.
Sembra contenta, in ogni caso. Mi richiama venerdì: mi vuole rivedere domani, cioè lunedì per un'altra proposta lavorativa. Spero sia la volta buona.

02 agosto 2007

Il camaleonte è peggiorato. Il veterinario dice che probabilmente lo ricovererà. Mi sembra che anche lui stia procedendo a tentoni e io sono totalmente impotente perché non ho alternative ... "mediche". Voi dove portereste un rettile?
Ora ha entrambi gli occhi chiusi, e per questo non mangia nè beve.


Incrociamo le dita.

26 giugno 2007

Venerdì è arrivato il veterinario: dopo un'accurata visita (guardandolo da ben lontano mentre mi camminava sul braccio e con le unghie mi combinava peggio di come avrebbe fatto un micetto) mi ha detto che è uno dei camaleonti più belli che abbia mai visto, ma chissà se ne ha mai visto uno. Mi ha prescritto dei farmaci, ma l'occhio stava bene e quindi non so esattamente se darglieli. Appena il veterinario è andato via il camaleonte ha richiuso l'occhio. Ovvio, no?
In ogni caso più che del camaleonte si è messo a parlare del processo evolutivo che ha portato i rettili fino a noi, di quanto siano antichi, mentre io guardavo l'orologio, che era arrivata l'ora di mangiare per poi scappare al lavoro. Non sapendo come mandarlo via con dolcezza gli ho offerto un caffè: ha accettato e ha continuato a parlare. Fino a che gli ho chiesto quanto venisse la visita (che consisteva praticamente nell'aver scritto due ricette e avermi detto che la ciste che ha sulla coda posso aspirarla io con un ago se si ingrossa). Un totale di ben 50 euro. E non ho ancora comprato gli antibiotici e il multivitaminico. In ogni caso non mi faccio intimorire e chiedo ancora sul forum. E' difficile che io mi fidi di un veterinario. Per i cani sono stata fortunata perché ho trovato un medico eccezionale: se non capisco qualcosa, cioè sempre dato che non sono una veterinaria, lui apre il libro e mi spiega. Le sue visite durano sempre dalla mezz'ora in su perché gli piace spiegare ai padroni dei suoi pazienti come stanno le cose, e non è assolutamente caro. Decisamente onesto.
In ogni caso ho appena chiamato il veterinario dei rettili per chiedere come sono andate le analisi delle feci e pare non ci sia nulla: almeno questa è una cosa positiva.

Il viaggio verso Firenze, sabato, è andato molto bene. Una vicina di posto, chiamata così anche se si trovava dall'altra parte del corridoio, aveva una borsa talmente buffa che ho dovuto chiederle dove l'avesse presa. E dato che è stata acquistata a Torino, nei prossimi giorni farò un salto per vedere se l'hanno ancora. Il mio dolce Roccio era in stazione già quasi un'ora prima del mio arrivo per salvarmi dal mostro sferragliante che invece è sempre in ritardo. Sabato siamo andati un po' in giro per negozi e centri commerciali e domenica siamo andati a vedere i fohi (i fuochi di S. Giovanni). Il mestiere della donna cacapalle è questo: insistere per fare una cosa piuttosto che un'altra, come ad esempio andare su piazzale Michelangelo a vedere i fohi piuttosto che stare tranquilli a vederli sull'arno. Ma ci tenevo. E' una roba da donnine tenere agli anniversari anche quelli che possono sembrare stupidi: ma dato che l'anno scorso eravamo stati lassù a vederli ci tenevo che anche quest'anno fosse così. Il Cavaliere e la sua Dama non ci sono stati ma sono venuti Stephen e Francesca (sfidando le forze dell'ordine). Noi eravamo lì già da qualche ora. Saliti con grande fatica siamo stati cacciati da un'orda di carabinieri che facevano la guardia all'ingresso del piazzale. Incredibile ma vero: una decina di carabinieri per due persone che ogni tanto cercavano di salire lassù. Ci è toccato fare il giro lungo ma alla fine ce l'abbiamo fatta. Cena con un gelato e attesa. Ma quando si è noi l'attesa è sempre breve.
È forse questa la felicità: un sorriso sporco di cenere e il ricordo del rumore degli spari ancora nelle orecchie. Un abbraccio illuminati a giorno sotto un cielo splendente e colorato.
È la tua sorprendente perfezione, la nostra complicità, il mondo che ci circonda: è tutto questo che mi rende felice. E anche se a volte sbarello e sembro impazzire, anche se a volte ti dico cose in maniera tale che possano venir fraintese, anche se a volte sembro isterica ma sono solo in sindrome premestruale sappi che è solo perché mi manchi tanto. E non c'è nulla al mondo che io desideri di più di svegliarmi al mattino ogni giorno e trovarti accanto a me. Negli occhi i tuoi sogni. Nel mio cuore tu.

22 giugno 2007

L'altroieri avevo chiesto un giorno di permesso per oggi pomeriggio. Nella causale avevo scritto chiaramente che il camaleonte stava male e dovevo portarlo da quello che fino a ieri sera credevo essere l'unico veterinario specializzato in rettili a Torino, che si trovava dall'altra parte della città e aveva l'ambulatorio aperto solo il pomeriggio. Secondo me non mi hanno creduto, difatti hanno respinto la mia richiesta e oggi attendo il veterinario che visiterà Big Joe a domicilio.
In ogni caso stamattina il camaleonte ha l'occhio bello aperto, come a dirmi "Io sto bene sai?".
In Seat vogliono rifare un altro libro, dopo il successone di questi, e sono talmente arrabbiata che quasi quasi non gli segnalo le cavolate che ogni giorno accadono durante le mie chiamate.
Questa richiesta bizzarra che ha dato il titolo ai tre libri 892424, quella per l'ambulanza dell'iguana della sorella di chissà chi, è talmente famosa che l'iguana è diventata il simbolo semiufficiale del call center. Sugli schermoni LG sparsi qua e là appesi al soffitto ogni tanto compare il disegno del rettilone.
Ho scoperto che il veterinarione che verrà oggi scrive anche qualche articolo ogni tanto su la Stampa (almeno la versione online) e che è anche il presidente responsabile di qualcosa, insomma è abbastanza conosciuto e famoso. Però ho trovato un veterinario che ha anche un sito e un forum dove gli si possono chiedere info direttamente online, e non dovrebbe essere nemmeno troppo lontano a giudicare dal numero di telefono. Vediamo un po', mi farebbe comodo un veterinario un po' più vicino.

21 giugno 2007

A cosa serve un blog?

Causa il mio particolarissimo egocentrismo, che penso tutti abbiano ma pochi sono disposti a riconoscerlo, che mi porta in continuazione a parlare di me me me me e ancora me, dopo esasperati tentativi col genere umano mi sono buttata sulla carta. Diari diari diari di io io io (sono un po' ripetitiva oggi). Quando poi rileggevo le pagine mi rendevo conto dell'effettiva utilità di tenere memoria delle cose che facevo dato che il mio neurone non ce la fa proprio. Però il diario è una cosa proprio personale, sul diario puoi scarabocchiare, scrivere qualsiasi cosa e poi nasconderlo sotto i vestiti invernali sicuro che nessuno te lo leggerà (a parte tua mamma che scova ogni cosa ovunque). Il blog non ha la stessa valenza. Lo leggono tutti, ci si arriva dai motori di ricerca scrivendo le cose più impensate, oggi ad esempio sono arrivati qui scrivendo su google "centro commerciale le fornaci beinasco+fototessera" e quindi chiunque può leggere.
Ieri mi è arrivata una lettera di trenitalia, i miei carissimi amici mi scrivono circa una volta ogni due settimane per rimborsarmi un ritardo, peccato che appena aperta già notavo il minimo spessore della busta: che si siano dimenticati di inserire l'assegnino del bonus? Difatti il riferimento era ad un treno di un anno fa che aveva ritardato di un'ora. Come posso ricordarmi che cosa è accaduto un anno fa? Io non ricordo con cosa ho fatto colazione stamani. Cerco sul blog ed eccolo qui. E ora leggete la motivazione del mancato rimborso:

"Gentile Cliente,

Le comunichiamo che non è possibile dare corso alla sua richiesta di bonus presentata in data 19/07/2006 e relativa al treno 9413 del giorno 15/07/2006.
Il ritardo di 54 minuti maturato in corso di viaggio è stato infatti determinato da eventi le cui cause non rientrano tra quelle attribuibili a responsabilità dell'impresa ferroviaria.


E, in particolare:
* 31 minuti sono da ascrivere a eventi accidentali
* 4 minuti sono da ascrivere a evento programmato e preventivamente pubblicizzato.

Il residuo di minuti di ritardo accumulato, non raggiungendo il limite previsto dalla Carta dei Servizi, non comporta l'erogazione del bonus."

ecc ecc.

Dato che ci siamo prendetemi anche a sprangate in faccia.

Il camaleonte è fuori e sembra più giocherellone: gli ho dato la pappa e mi è salito sul braccio un paio di volte. Non badate alla mia faccia mattiniera senza capelli stirati e predoccia. Please.


20 giugno 2007

Brutte nuove. Ho trovato anche un bozzo sulla coda del camaleo. Potrebbero essere parassiti. Chiamo il veterinario, perché non voglio attraversare tutta la città per trovare poi chiuso l'ambulatorio. E difatti l'ambulatorio apre solo il pomeriggio, mi dice la segreteria, e mi lascia un numero di cellulare per le visite mattutine. Chiamo questo numero e fissiamo un appuntamento, tutto molto bene, venerdì verso le 12, fino a che non mi chiede l'indirizzo. Come mai? Chiedo. Perché le visite al mattino sono a domicilio.
Sudo un attimo.
Ok, gli dico.
Poi attacco e mi faccio un paio di calcoli. Se lui viene a casa attraversando tutta la città per una visita, mi viene a costare moooolto di più che chiedere una giornata di permesso da lavoro per attraversare io tutta la città per andare da lui. Quindi mi tocca chiedere un giorno di permesso oggi per venerdì. Specificando che si tratta di una visita veterinaria (così magari pensano sia per me). Se mi danno il giorno di permesso disdico l'appuntamento e vado io. Altrimenti stringo il culo e pago.
Ieri ho ritirato la macchinina dal meccanico. Pare che i danni non siano stati tantissimi, più che altro la manodopera per prenderla a martellate e darle una forma quasi automobilistica. La colla per rimettere su i fari. Ecc.
Oggi, invece, ci tocca andare dal veterinario dei rettili che è dall'altra parte del mondo rispetto a dove abito. Il camaleonte ha ancora questa specie di congiuntivite ed è meglio curargliela. La prima volta che il veterinario ha controllato BigJoe non è andata così bene. Quando incontri un veterinario esperto in rettili ti aspetti che riconosca almeno le due specie più famose per tipo di rettile: le specie più riconoscibili tra camaleonti sono il Chamaleo calyptratus e il Furcifer pardalis. Big Joe è un pardalis.
Appena il veterinario lo ha visto ha esclamato "Ma che bel calyptratus" e dopo gli ha infilato un filo di ferro nel sedere (povero). Le prime operazioni del mattino sono: dare da mangiare al bestio, così se nel tragitto fa anche la popo' siamo più contenti, infilarlo in un fauna box e mettergli qualcosa attorno, così magari dorme pure, anche se ne dubito, e via. Verso l'infinito, e oltre.

30 maggio 2007

Il camaleonte, mannaggia mi ha chiuso un occhio.