Al quinto giorno sono perfettamente ambientata con la mia mooncup.
Con questo aggeggio ci si deve sicuramente alzare 10 minuti prima ogni mattina perché bisogna aggeggiare un po’ per levarla, lavarla e rimetterla. Poi a partire da ieri ho notato una cosa fastidiosa: quando si rimette, nel momento in cui la coppetta all’interno si apre e aderisce alle pareti, fa un effetto ventosa e ci si sente risucchiare l’interno. Dura mezzo secondo ma fa un po’ sobbalzare: se non altro così si è sicuri di averla inserita per bene. Dei due modi per piegarla prima dell’inserimento (vedere libretto di istruzioni o sito internet dedicato o video su youtube) io preferisco il secondo. Mi sembra più “aerodinamico” (io avrei scritto aereodinamico ma il correttore automatico di Word me lo ha bocciato, mi devo fidare? Boh..) e scivola meglio.
Sto pensando a come tenerla tra un ciclo e l’altro e Zion mi ha proposto di chiedere in farmacia un contenitore sterile. Non male come idea. Lo sterilizzo dopo il ciclo, lo risterilizzo poco prima del ciclo successivo, lo asciugo bene e lo metto in un contenitore per le urine, sterile.
No?
Per ora, comunque, promossa.
Ieri sera siamo andati a vedere Parnassus, l’ho trovato molto carino. A me i film onirici piacciono molto. Lo vorrei anch’io uno specchio così!
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05 novembre 2009
03 novembre 2009
Il 2° giorno (o il 3°?)
Il secondo giorno di mooncup è più rilassato del primo. Ammetto che bisogna avere parecchia confidenza col proprio corpo, non è decisamente indicato per donne pudiche che hanno pausa di sporcarsi le mani. Però lo trovo piuttosto comodo. Una volta presa l’abitudine non lo senti proprio, se non si hanno perdite a valanga si può tenere anche 8 ore o più.
Pro e contro ci sono, ovvio, se la giocano parecchio.
I contro sono dovuti ai cambi. Se ci si trova in giro non sempre è possibile dargli una sciacquata, bisogna munirsi di salviette o bottiglina d’acqua. Poi i primi giorni c’è un po’ di paranoia e la voglia di andare in bagno a controllare ogni due minuti e se non c’è la possibilità si finisce per entrare in una dimensione parallela in cui si cerca di intuire i movimenti dei fluidi all’interno del nostro corpo. Una dimensione allucinatoria.
Devo dire che, se inserito bene, è come non averlo. Non è ruvido come l’assorbente interno che quando viene tolto asciuga tutto l’asciugabile. Stamattina ho trovato la mia posizione ideale per inserirlo ed è scivolato senza problemi. Blup.
Se qualcuno si schifa all’idea posso assicurare che non è così schifoso come ci si può immaginare.
I pro sono altri. Innanzitutto non si deve più girare con mille pacchettini quadrati violacei che lasciano poco spazio all’immaginazione (non so se capita anche a voi: io ho una borsa incasinatissima e ogni volta che tiro fuori qualcosa spunta un assorbente), non ci sono cattivi odori, si può girare nude per casa senza fili che penzolano (assorbente interno), non c’è spazzatura perché se tenuto bene dura 10 anni.
Altri contro: tra un ciclo e l’altro va sterilizzato. I metodi sono: bollitura per 10 minuti in un pentolino apposito, oppure lavaggio in acqua e amuchina. Io posso anche sterilizzarlo appena finito il ciclo, solo che una volta riposto nel suo sacchettino di cotone non è giù più sterile. Come funziona la cosa? Lo sciacquo e via? Boh? In ogni caso non si può fare altrimenti, perché non siamo sempre a casa quando arrivano. E quando arrivano, arrivano.
A tirare le somme la bilancia pende a favore. E’ molto scomodo all’inizio, perché non si è abituate all’idea di una cosa “riutilizzabile” da inserire all’interno, ma forse a lungo andare ci si fa l’abitudine. Del resto l’uomo è fatto per adattarsi.
Canzone del giorno: Il Volo Zucchero
Pro e contro ci sono, ovvio, se la giocano parecchio.
I contro sono dovuti ai cambi. Se ci si trova in giro non sempre è possibile dargli una sciacquata, bisogna munirsi di salviette o bottiglina d’acqua. Poi i primi giorni c’è un po’ di paranoia e la voglia di andare in bagno a controllare ogni due minuti e se non c’è la possibilità si finisce per entrare in una dimensione parallela in cui si cerca di intuire i movimenti dei fluidi all’interno del nostro corpo. Una dimensione allucinatoria.
Devo dire che, se inserito bene, è come non averlo. Non è ruvido come l’assorbente interno che quando viene tolto asciuga tutto l’asciugabile. Stamattina ho trovato la mia posizione ideale per inserirlo ed è scivolato senza problemi. Blup.
Se qualcuno si schifa all’idea posso assicurare che non è così schifoso come ci si può immaginare.
I pro sono altri. Innanzitutto non si deve più girare con mille pacchettini quadrati violacei che lasciano poco spazio all’immaginazione (non so se capita anche a voi: io ho una borsa incasinatissima e ogni volta che tiro fuori qualcosa spunta un assorbente), non ci sono cattivi odori, si può girare nude per casa senza fili che penzolano (assorbente interno), non c’è spazzatura perché se tenuto bene dura 10 anni.
Altri contro: tra un ciclo e l’altro va sterilizzato. I metodi sono: bollitura per 10 minuti in un pentolino apposito, oppure lavaggio in acqua e amuchina. Io posso anche sterilizzarlo appena finito il ciclo, solo che una volta riposto nel suo sacchettino di cotone non è giù più sterile. Come funziona la cosa? Lo sciacquo e via? Boh? In ogni caso non si può fare altrimenti, perché non siamo sempre a casa quando arrivano. E quando arrivano, arrivano.
A tirare le somme la bilancia pende a favore. E’ molto scomodo all’inizio, perché non si è abituate all’idea di una cosa “riutilizzabile” da inserire all’interno, ma forse a lungo andare ci si fa l’abitudine. Del resto l’uomo è fatto per adattarsi.
Canzone del giorno: Il Volo Zucchero
01 novembre 2009
Samhain e mooncup
da wikipedia:
Non ci era mai capitato, ieri sera dei bimbi hanno bussato alla nostra porta chiedendo "dolcetto o scherzetto?". Noi avevamo, non per l'occasione, un sacchetto con dei cioccolatini che hanno gradito molto.
Io volevo truccarmi da una sorta di geisha morta, ma alla fine il risultato è stato molto bambolesco, mi mancavano le gotine rosse e potevano mettermi in una vetrina di un negozio per bambini.
Foto:



Comunque è stato molto divertente, anche se ero l'unica truccata. Siamo andati a sentire i Sovrappeso, mitica rock komic band (quest'anno hanno cercato di sfondare andando a "x factor" e diciamo che si sono fatti grasse risate ma non li hanno presi) a Pontedera.
Oggi, con un ritardo di 9 giorni, si sono presentate le "mie cose". Ieri ho comprato la mooncup. Prime impressioni: funziona, questo sì. E' scomodissima da mettere e da levare, bisogna fare un gran maneggio e la prima volta che l'ho tolta ho faticato parecchio e già mi immaginavo i titoli dei giornali locali "ragazza al pronto soccorso per coppetta incastrata in vagina".
Altra scomodità: sarebbe necessario pulirla bene ogni volta con un po' di sapone neutro, ma voi vi immaginate se uno va a fare due passi e sta via una giornata come la pulisce? Mi sono attrezzata oggi comprando l'amuchina, mi farò una bottiglietta con acqua e amuchina da usare per disinfettare. Altra scomodità, da' un po' fastidio: non è come l'assorbente interno che davvero non senti più dopo due minuti. Questo ha una presenza che un po' si fa sentire: forse è colpa del gambo, magari mi tocca tagliarlo un altro po'.
Per altre info devo aspettare un po', usarlo per diversi cicli e vedere se è davvero un rompimento o si può instaurare una sorta di nuova abitudine, per cui alla fine diventerebbe scomodo girare con gli assorbenti. Vedremo.
Canzone del giorno: Ho pulito il bagno Sovrappeso
Benché nel Calendario di Coligny, l'unica fonte archeologica che fa riferimento al computo del tempo presso i celti, l'unica festa chiaramente indicata sia Trinuxtion Samoni (Samonios), tradizionalmente si ritiene che dividessero l'anno in due parti: inverno (il cui inizio era segnato dalla festa di Samhain) ed estate (di cui l'inizio era segnato da Beltane). I Celti erano influenzati principalmente dai cicli lunari e delle stelle che segnavano lo scorrere dell'anno agricolo che iniziava con Samhain (in novembre), alla fine dei raccolti, quando il terreno veniva preparato per l'inverno.
La vigilia di Samhain (in irlandese Oidhche Shamhna) era la festività principali del calendario celtico, probabilmente celebrata il 31 ottobre, rappresentava l'ultimo raccolto. Oggi in Irlanda Oíche Shamhna indica la notte di Halloween. I falò hanno sempre avuto un ruolo importante in questa festa. Anche in epoca cristiana i villici erano usi lanciare nel fuoco le ossa del bestiame macellato (il bestiame aveva un ruolo prominente nel mondo gaelico pre-cristiano). Una volta che i falò erano stati accesi, tutti gli altri fuochi venivano spenti ed ogni famiglia prendeva solennemente il nuovo fuoco dal falò.
Come molte feste celtiche, veniva celebrata a più livelli: dal punto di vista materiale era il tempo della raccolta e dell'immagazzinamento del cibo per i lunghi mesi invernali. Essere soli in questa occasione significava esporre sé stessi ed il proprio spirito ai pericoli dei rigori invernali. Naturalmente, questo aspetto della festa ha perso in epoca moderna gran parte del suo significato, visto che oggi le carestie fortunatamente non costituiscono più un problema come presso le antiche società rurali.
Spiritualmente parlando, la festa era un momento di contemplazione. Per i Celti morire con onore, vivere nella memoria della tribù ed essere ricordati nella grande festa che si sarebbe svolta la vigilia di Samhain era una cosa molto importante (in Irlanda questa sarebbe stata Fleadh nan Mairbh ("Festa dei Morti"). Questo era il periodo più magico dell'anno: il giorno che non esisteva. Durante la notte il grande scudo di Skathach veniva abbassato, eliminando le barriere fra i mondi e permettendo alle forze del caos di invadere i reami dell'ordine ed al mondo dei morti di entrare in contatto con quello dei vivi. I morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita, e celebrazioni gioiose erano tenute in loro onore. Da questo punto di vista le tribù erano un tutt'uno col loro passato ed il loro futuro. Questo aspetto della festa non fu mai eliminato pienamente, nemmeno con l'avvento del Cristianesimo.
Infine, dal punto di vista dell'ordine cosmico, il sorgere delle Pleiadi, le stelle dell'inverno, segna la supremazia della notte sul giorno. In alcune parti della Bretagna occidentale, si usa cucinare le kornigou, torte a forma di corna di cervo, a simboleggiare il Dio cornuto che perde le corna prima di ritornare nel suo regno nell'Aldilà.
La festa in Italia [modifica]
Quando i Romani entrarono in contatto coi Celti, identificarono Samhain con la loro festa dei morti (Lemuria) che era però celebrata nei giorni 9, 11 e 13 maggio. Con la cristianizzazione venne istituita la festa di Ognissanti (1 novembre), mentre il 2 novembre si celebra il Giorno dei morti. Attualmente nei paesi di cultura anglosassone si celebra invece la festa di Halloween.
Non ci era mai capitato, ieri sera dei bimbi hanno bussato alla nostra porta chiedendo "dolcetto o scherzetto?". Noi avevamo, non per l'occasione, un sacchetto con dei cioccolatini che hanno gradito molto.
Io volevo truccarmi da una sorta di geisha morta, ma alla fine il risultato è stato molto bambolesco, mi mancavano le gotine rosse e potevano mettermi in una vetrina di un negozio per bambini.
Foto:



Comunque è stato molto divertente, anche se ero l'unica truccata. Siamo andati a sentire i Sovrappeso, mitica rock komic band (quest'anno hanno cercato di sfondare andando a "x factor" e diciamo che si sono fatti grasse risate ma non li hanno presi) a Pontedera.
Oggi, con un ritardo di 9 giorni, si sono presentate le "mie cose". Ieri ho comprato la mooncup. Prime impressioni: funziona, questo sì. E' scomodissima da mettere e da levare, bisogna fare un gran maneggio e la prima volta che l'ho tolta ho faticato parecchio e già mi immaginavo i titoli dei giornali locali "ragazza al pronto soccorso per coppetta incastrata in vagina".
Altra scomodità: sarebbe necessario pulirla bene ogni volta con un po' di sapone neutro, ma voi vi immaginate se uno va a fare due passi e sta via una giornata come la pulisce? Mi sono attrezzata oggi comprando l'amuchina, mi farò una bottiglietta con acqua e amuchina da usare per disinfettare. Altra scomodità, da' un po' fastidio: non è come l'assorbente interno che davvero non senti più dopo due minuti. Questo ha una presenza che un po' si fa sentire: forse è colpa del gambo, magari mi tocca tagliarlo un altro po'.
Per altre info devo aspettare un po', usarlo per diversi cicli e vedere se è davvero un rompimento o si può instaurare una sorta di nuova abitudine, per cui alla fine diventerebbe scomodo girare con gli assorbenti. Vedremo.
Canzone del giorno: Ho pulito il bagno Sovrappeso
26 ottobre 2009
Sabato e Domenica
Il risparmio energetico a casa di mia mamma non esiste moltissimo, quindi mi sono chiusa gli occhi e ho fatto finta di nulla. Io continuo, qui a Firenze, a prendere il bus per andare al lavoro, a fare la lavastoviglie ogni 2-3 giorni, a usare tovaglioli di stoffa (mitici, davvero). Intanto mi sono costruita un piccolo bozzolo dove mi rintano quando la realtà mi ferisce abbastanza da farmi sanguinare dentro. Il mio bozzolo è di plastica (riciclata) e ha una zip che mi permette un facile accesso. E’ grande abbastanza per farmici stare dentro rintanata in posizione fetale, ma comunque elastica per permettermi di stirare le braccia e non farmi venire i crampi. Il bozzolo mi isola dai rumori ma mi permette di capire se c’è un interlocutore che mi sta rivolgendo qualche domanda per annuire o rispondere. Ma è sempre la persona che sta fuori di me che risponde e non io, che riposo felice nel bozzolo. Nonostante sia trasparente ed elastico è molto resistente e ho deciso che non può essere rotto, solo io posso aprire la zip per uscire quando voglio. Ma ora è un posto che mi piace, non avevo mai inventato un luogo dove potermi riposare, lo trovo grandioso.
Ci sono, purtroppo, alcuni rumori fastidiosi che filtrano. Per esempio il rumore della tv. Voglio annullarlo ma passa e rompe la mia pace. Un altro rumore che passa è la sveglia, e questo è un bene in un certo senso. E sono sicura che in situazione di emergenza i suoni passino, anche se non ho ancora testato.
Credo di essere in grado di inventare mille posti piacevoli in cui stare nell’attesa che passi la tempesta. Per esempio in un prato isolato dal mondo, o su una spiaggia dove il vento soffia forte. Ma il bozzolo è un luogo del nulla, entrando lì mi cancello e non esiste nulla che possa scalfirmi.
Salvo emergenze, ovvio.
Canzone del giorno: Valentina Max Gazzè
Ci sono, purtroppo, alcuni rumori fastidiosi che filtrano. Per esempio il rumore della tv. Voglio annullarlo ma passa e rompe la mia pace. Un altro rumore che passa è la sveglia, e questo è un bene in un certo senso. E sono sicura che in situazione di emergenza i suoni passino, anche se non ho ancora testato.
Credo di essere in grado di inventare mille posti piacevoli in cui stare nell’attesa che passi la tempesta. Per esempio in un prato isolato dal mondo, o su una spiaggia dove il vento soffia forte. Ma il bozzolo è un luogo del nulla, entrando lì mi cancello e non esiste nulla che possa scalfirmi.
Salvo emergenze, ovvio.
Canzone del giorno: Valentina Max Gazzè
Sezione:
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paranoie
23 ottobre 2009
Venerdì
Vivere a basso impatto non modifica di molto la nostra vita. Oggi è la giornata dell’acqua. Come evitare di consumare tanta tanta acqua?
Qui ci possono essere diverse regole, quasi tutti le conosciamo: lavarsi i denti chiudendo il rubinetto, insaponarsi sotto la doccia chiudendo il rubinetto, lavare i piatti a rubinetto chiuso, ecc ecc.
Altre possono essere non esagerare con lo sciacquone: già installare uno sciacquone che preveda due getti, uno più piccino e uno più grande è una gran cosa. Ancora meglio è la regola: “Se è marrone tira lo sciacquone”, evitare di tirare l’acqua a ogni pipì, basta chiudere il coperchio del water per non sentire odori e tirare l’acqua 2 volte al giorno invece che 5-6 è una gran cosa (visto che vengono “buttati” più di 10 litri d’acqua a ogni getto).
Installare dei miscelatori aria acqua è una soluzione. In cucina non siamo riusciti a svitare il cosillo (io e i termini siamo due cose differenti) e quindi ciccia.
Ogni 2-3 giorni usiamo la lavastoviglie, anche per le pentole con il programma supereconomico (basso consumo di acqua e corrente) e abbiamo visto che basta che non si mettano incrostate e vengono fuori bene.
La lavatrice solo a pieno carico, senza separare colorati dal bianco. Usiamo il foglio che cattura i colori e funziona piuttosto bene. Laviamo tutto a freddo con un detersivo ecologico certificato ecolabel e facciamo circa una lavatrice a settimana.
Per bere usiamo la caraffa Brita ormai da qualche mese e ci troviamo piuttosto bene. Purtroppo qualche bottiglia di plastica la compriamo, più che altro per quando saliamo a Torino, ma ci durano davvero un’infinità. La doccia ha bassa pressione e comprando un apparecchio speciale riusciamo a risparmiare e ad avere un getto decente (l’ho ordinato ieri ci deve ancora arrivare). Questo aggeggio, oltre a miscelare aria e acqua, ha una pallina al suo interno che ruota veloce aumentando la pressione del getto.
Me l’ha consigliato una collega che prima aveva davvero solo un pisciolino e ora ha una pressione altissima. Spero che funzioni perché finora mi sono fatta la doccia nella vasca da bagno, da seduta, in modalità “scomoda”, ma almeno con un getto decente. Roccio ha preferito la doccia ma con grande fatica.
Ah, cosa buffa. Non so come mai da qualche giorno ci siamo convinti di avere l’impianto di riscaldamento centralizzato. Visto che nei giorni passati c’era freddino abbiamo quindi acceso i termosifoni e avviato la caldaia. “Tanto” pensavamo “se è centralizzato lo spengono loro, lo abbassano loro, ecc ecc”:
Faceva piuttosto caldo in questi giorni così stamattina mi si è accesa la lampadina. Se fosse stato davvero centralizzato l’impianto, non si sarebbe acceso il riscaldamento dalla caldaia, che a quel punto sarebbe stato solo uno scaldabagno. Stamattina cerco il contratto di affitto, effettivamente il nostro impianto è autonomo! La prima cosa che ho fatto è stata rispegnere tutto, dopo due giorni di riscaldamento acceso giorno e notte è il minimo.
Quello che ci ha tratti in inganno è stato il termostato che non è temporizzato, quindi non possiamo programmare l’orario di accensione. Questo vuol dire che quando la sera torneremo a casa farà piuttosto freddino e dovremo aspettare che si scaldi tutto.
Del resto un termostato programmabile non costa molto, quindi potremmo anche installarlo. Semplificherebbe molto la vita.
Qui ci possono essere diverse regole, quasi tutti le conosciamo: lavarsi i denti chiudendo il rubinetto, insaponarsi sotto la doccia chiudendo il rubinetto, lavare i piatti a rubinetto chiuso, ecc ecc.
Altre possono essere non esagerare con lo sciacquone: già installare uno sciacquone che preveda due getti, uno più piccino e uno più grande è una gran cosa. Ancora meglio è la regola: “Se è marrone tira lo sciacquone”, evitare di tirare l’acqua a ogni pipì, basta chiudere il coperchio del water per non sentire odori e tirare l’acqua 2 volte al giorno invece che 5-6 è una gran cosa (visto che vengono “buttati” più di 10 litri d’acqua a ogni getto).
Installare dei miscelatori aria acqua è una soluzione. In cucina non siamo riusciti a svitare il cosillo (io e i termini siamo due cose differenti) e quindi ciccia.
Ogni 2-3 giorni usiamo la lavastoviglie, anche per le pentole con il programma supereconomico (basso consumo di acqua e corrente) e abbiamo visto che basta che non si mettano incrostate e vengono fuori bene.
La lavatrice solo a pieno carico, senza separare colorati dal bianco. Usiamo il foglio che cattura i colori e funziona piuttosto bene. Laviamo tutto a freddo con un detersivo ecologico certificato ecolabel e facciamo circa una lavatrice a settimana.
Per bere usiamo la caraffa Brita ormai da qualche mese e ci troviamo piuttosto bene. Purtroppo qualche bottiglia di plastica la compriamo, più che altro per quando saliamo a Torino, ma ci durano davvero un’infinità. La doccia ha bassa pressione e comprando un apparecchio speciale riusciamo a risparmiare e ad avere un getto decente (l’ho ordinato ieri ci deve ancora arrivare). Questo aggeggio, oltre a miscelare aria e acqua, ha una pallina al suo interno che ruota veloce aumentando la pressione del getto.
Me l’ha consigliato una collega che prima aveva davvero solo un pisciolino e ora ha una pressione altissima. Spero che funzioni perché finora mi sono fatta la doccia nella vasca da bagno, da seduta, in modalità “scomoda”, ma almeno con un getto decente. Roccio ha preferito la doccia ma con grande fatica.
Ah, cosa buffa. Non so come mai da qualche giorno ci siamo convinti di avere l’impianto di riscaldamento centralizzato. Visto che nei giorni passati c’era freddino abbiamo quindi acceso i termosifoni e avviato la caldaia. “Tanto” pensavamo “se è centralizzato lo spengono loro, lo abbassano loro, ecc ecc”:
Faceva piuttosto caldo in questi giorni così stamattina mi si è accesa la lampadina. Se fosse stato davvero centralizzato l’impianto, non si sarebbe acceso il riscaldamento dalla caldaia, che a quel punto sarebbe stato solo uno scaldabagno. Stamattina cerco il contratto di affitto, effettivamente il nostro impianto è autonomo! La prima cosa che ho fatto è stata rispegnere tutto, dopo due giorni di riscaldamento acceso giorno e notte è il minimo.
Quello che ci ha tratti in inganno è stato il termostato che non è temporizzato, quindi non possiamo programmare l’orario di accensione. Questo vuol dire che quando la sera torneremo a casa farà piuttosto freddino e dovremo aspettare che si scaldi tutto.
Del resto un termostato programmabile non costa molto, quindi potremmo anche installarlo. Semplificherebbe molto la vita.
22 ottobre 2009
Giovedì
Oggi giornata ecologica. Accendere solo luci necessarie (bhe a dirla tutta il progetto chiede di non usare apparecchi elettronici). Cosa molto difficile perché mentre io aderisco al progetto (e scrivo al pc, che già non dovrei) Roccio no, quindi la tv è accesa, la luce della sala è accesa, la lucina della lampada che usa per fare gli aeroplanini è accesa.
Diciamo che di questa settimana ecologica sono stata brava solo a usare i trasporti pubblici (e venerdì c'è già sciopero, sigh...).
Però mi trovo piuttosto bene, anzi, per la prima volta in vita mia il bus che prendo ha sempre posto e fa pochissime fermate, inoltre fa una scorciatoia che mi permette di essere al lavoro puntualissima! Decisamente non male.
Ah e i tovaglioli di stoffa. Quelli nemmeno sono male. Mi ci trovo bene e poi sono enormi, piegati un mucchio di volte, regà, c'è sempre un angolo pulito dove sbavare!
Poi, sto leggendo penso uno dei libri più belli che io abbia mai letto, speriamo che alla fine non si sciupi.
Si intitola "Molto forte, incredibilmente vicino", quando lo finirò inserirò il mio commento su anobii. Ci sono dei libri che non possono essere letti ma, inevitabilmente, vissuti. Protagonisti che riesci quasi a vedere, personaggi che ami al primo istante e altri no. Il libro mi chiude in un mondo meraviglioso e l'odore delle pagine sfogliate è un aroma che mi da' dipendenza.
Diciamo che di questa settimana ecologica sono stata brava solo a usare i trasporti pubblici (e venerdì c'è già sciopero, sigh...).
Però mi trovo piuttosto bene, anzi, per la prima volta in vita mia il bus che prendo ha sempre posto e fa pochissime fermate, inoltre fa una scorciatoia che mi permette di essere al lavoro puntualissima! Decisamente non male.
Ah e i tovaglioli di stoffa. Quelli nemmeno sono male. Mi ci trovo bene e poi sono enormi, piegati un mucchio di volte, regà, c'è sempre un angolo pulito dove sbavare!
Poi, sto leggendo penso uno dei libri più belli che io abbia mai letto, speriamo che alla fine non si sciupi.
Si intitola "Molto forte, incredibilmente vicino", quando lo finirò inserirò il mio commento su anobii. Ci sono dei libri che non possono essere letti ma, inevitabilmente, vissuti. Protagonisti che riesci quasi a vedere, personaggi che ami al primo istante e altri no. Il libro mi chiude in un mondo meraviglioso e l'odore delle pagine sfogliate è un aroma che mi da' dipendenza.
21 ottobre 2009
Mercoledì
Oggi giornata della spesa ecologica. Purtroppo non ce l'abbiamo fatta ad andare dal verduriere a comprare frutta e verdura di qui (prodotta entro 250 miglia, suggerivano loro).
Abbiamo avuto altre incombenze, come riportare di nuovo l'iphone in assistenza. Speriamo.
Abbiamo avuto altre incombenze, come riportare di nuovo l'iphone in assistenza. Speriamo.
20 ottobre 2009
Martedì
Oggi è la giornata dei trasporti. Prendere il bus non è così faticoso perché ci metto lo stesso tempo. Ma è faticoso alzarsi un po' prima e aspettare al freddo. Devo dire che una cosa positiva c'è: il bus è sotto casa e gli orari mi permettono di entrare a un'ora decente e a tornare a casa a un'ora altrettanto decente. Quindi non lo disdegno (anche se le mie colleghe mi danno tempo fino a giovedì prima di riprendere la mia comodissima macchinina).
Ma conoscendomi ho fatto di più: ho lasciato la macchina in riserva così se voglio prenderla devo comunque andare a fare benzina e svegliarmi prima. Per cui va bene così, vediamo come va questa settimana e come sarà la prossima settimana. E ora leggiamo il nostro compitino di domani!
Ma conoscendomi ho fatto di più: ho lasciato la macchina in riserva così se voglio prenderla devo comunque andare a fare benzina e svegliarmi prima. Per cui va bene così, vediamo come va questa settimana e come sarà la prossima settimana. E ora leggiamo il nostro compitino di domani!
19 ottobre 2009
Lunedì
Il mio compito di oggi è separare la spazzatura e riutilizzare il riutilizzabile. Difficile, dato che si tratta di scatolette di tonno, confezioni di shampoo esaurito, sacchetti di plastica di vario genere. Dovrei riflettere su quanta spazzatura si produce per fare un elenco di ciò di cui si può fare a meno.
Domani dovrò usare i mezzi pubblici. Quando vivevo a Torino usavo quasi sempre il bus. Un po' per mia personale avversità alla macchina, un po' perché su i bus funzionano abbastanza bene. Domani invece dovrò svegliarmi prestissimo per prendere il bus, speriamo bene.
Domani dovrò usare i mezzi pubblici. Quando vivevo a Torino usavo quasi sempre il bus. Un po' per mia personale avversità alla macchina, un po' perché su i bus funzionano abbastanza bene. Domani invece dovrò svegliarmi prestissimo per prendere il bus, speriamo bene.
18 ottobre 2009
Domenica
Questo è il primo giorno dell'esperimento "noimpactweek" che ti propone, passo passo, un esperimento della durata di una settimana dove si cercherà di essere il più "ecologici" possibile. Quindi a bassissimo impatto ambientale. Ogni giorno si dovranno eliminare o modificare delle cose e queste si aggiungeranno alle modifiche dei giorni precedenti.
Oggi il lavoro è semplice e riguarda i consumi. Bisogna fare una semplice lista delle cose che si desiderano comprare e controllare se è possibile riciclare cose già possedute, noleggiare o costruirle da sè.
Poi il secondo consiglio riguarda la spazzatura, ogni persona deve avere il suo sacchetto di spazzatura riciclabile. Questo lo saltiamo, giusto perché noi produciamo poca spazzatura (un sacchetto a settimana di organico, plastica e indifferenziato) e dividere ulteriormente questo poco consumo aumenta il numero dei sacchettini e rende tutto un po' meno "a basso impatto".
Nei giorni successivi ci saranno nuove cose (temo per il martedì in cui dovrò cominciare a rinunciare alla macchina!) e vi terrò aggiornati!
Oggi il lavoro è semplice e riguarda i consumi. Bisogna fare una semplice lista delle cose che si desiderano comprare e controllare se è possibile riciclare cose già possedute, noleggiare o costruirle da sè.
Poi il secondo consiglio riguarda la spazzatura, ogni persona deve avere il suo sacchetto di spazzatura riciclabile. Questo lo saltiamo, giusto perché noi produciamo poca spazzatura (un sacchetto a settimana di organico, plastica e indifferenziato) e dividere ulteriormente questo poco consumo aumenta il numero dei sacchettini e rende tutto un po' meno "a basso impatto".
Nei giorni successivi ci saranno nuove cose (temo per il martedì in cui dovrò cominciare a rinunciare alla macchina!) e vi terrò aggiornati!
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