14 marzo 2006

Riflessioni del giorno dopo

Guardo il fango sotto le mie scarpe e non posso fare a meno di pensare che..

noto che i miei cani festeggiano allegramente la loro parentela. il figlio poldo lecca la mamma birba come se nulla fosse. Per loro è tutto molto semplice. Non ci sono condizionamenti di tipo sentimentale. Evviva l'istinto. Invece noi siamo troppo complessi. Ci poniamo mille domande sul "come" e sul "se". Siamo in continuazione prede di mille dubbi e fatichiamo a trovare risposte che non vorremmo mai sentire.

Era più o meno tre anni fa..

conobbi una persona che io credevo speciale. Mi scriveva sul significato della vita e dell'amore. Non condividevo le sue idee, ma trovavo affascinante il suo modo di esprimersi. Una specie di poeta filosofo, che forse, chissà, sarebbe apparso un giorno in calzamaglia sotto casa, presentandosi come il principe azzurro, e mi avrebbe portato via da una vita mediocre, la mia.
Poi la disillusione e le conseguenze. Una persona come tutte, con i suoi pregi e i suoi visibilissimi difetti. E tutto ciò che mi disse crollò nel dimenticatoio insieme a tante altre visioni di vita di altri individui sconosciuti. Finchè proprio ieri qualcosa tornò a galla. Mi disse "tu sei vento", "tu sei erba secca", mi disse che ero una persona viziata e non sensibile. E tutto questo oggi brucia, come una ferita mai chiusa. Perché nonostante i suoi terribili difetti, non era completamente in torto. E mi parlava dell'amore come di qualcosa di lontano e impossibile. Qualcosa che si poteva ammettere di sentire solo dopo molti anni, una complicità tanto rara e preziosa da non poter essere confusa con qualcosa di più effimero, come un brivido provocato da due mani che si sfiorano. Dissentii. Non era così. E oggi brucia tutto. Brucia perché avevo torto. E ancora una volta ho sbagliato. Ancora una volta mi sono illusa e ho illuso, e poi sono precipitata giù, lungo i piani della mia vita.

E poi quel giorno..

Credo ancora che un giorno un principe in calzamaglia si presenti sotto casa su un cavallo bianco, per portarmi via da una vita mediocre, la mia. E' che noi Peter Pan, figuranti della storia i cui protagonisti sono persone che non hanno idea di cosa bramare dalla loro miserabile vita, non vogliamo toccare la terra con i piedi. Vogliamo concederci ancora qualche ora di volo ma sappiamo che non toccheremo forse mai la terraferma.

E quindi..

il mio cuore ha preso un biglietto di sola andata sopra un treno verso il nulla.

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Su Su Carletta... magari è solo un momento.
Rob

DecimoCirenaica ha detto...

Che sia nulla o altro lo saprai una volta arrivata a destinazione...
;)

DC

Carla ha detto...

temo che sia nulla, caro decimo..

Anonimo ha detto...

oggi vado in stazione e chiedo un biglietto di sola andata per il nulla... vediamo che mi dicono....
Rob

Carla ha detto...

Prova. Magari ci si becca sul treno. Ho sempre avuto il terrore di perdere i treni. Arrivo in stazione un'ora prima. Questa sì che è una metafora...

Anonimo ha detto...

Un abbraccio

Carla ha detto...

grazie cara..

Te ha detto...

Uff, temo di essermi perso dentro al blog... volevo lasciare un commento e credo che ci sto riuscendo, ma non ho idea di dove andrà a finire!
Ho rivisto i monti brulli... mi chiedono di te! Han detto che se tornerai avranno diverse altre cose da farti vedere! E che la prossima volta cercheranno di non essere così... scivolosi!! Ah ah!

Carla ha detto...

mannaggia ai monti brulli. ho ancora il cappotto fangoso! no scherzo, w i monti brulli che mi hanno fatto vedere il mondo da un'altra prospettiva.

Carla ha detto...

p.s. e guardo il mondo da un oblò.. mi annoio un po'..

DecimoCirenaica ha detto...

..passo le notti a camminare dentro a un metrò..
taràrarà taràrarà...

Il tempo.

Mi ricorda un campeggio di esattamente 10 anni fa... ceee, sto invecchiando.

DC