21 agosto 2006

La prima cosa che mi verrebbe da dire è: eccomi a casa. Ma non è esattamente quello che il mio cervello voleva dire. La traduzione letterale è: eccomi nel posto dove solitamente vivo. Ma nemmeno quella è corretta, potremmo dire invece che il mio corpo fisico è costretto in questo luogo da alcune circostanze circostanziali.
Sono seduta sul letto, appena tornata da Firenze. Accanto a me due libri: un manualone su Java e "La caffettiera del masochista. Psicopatologia degli oggetti quotidiani" di Donald A. Norman. Dall'inizio di questo libro ho imparato che il vetro ha due funzioni, guardarci attraverso o romperlo, mentre il legno può essere scritto o intagliato. Questo perché esiste una psicologia anche nei materiali che comunemente vengono usati per costruire gli oggetti. Chissà per quale strana ragione ricordo la cosa meno utile del primo capitolo che ho letto.
Mha.
In queste due settimane ho letto "Margherita Dolcevita" di Benni, praticamente divorato sul treno nel viaggio verso Firenze, e "Guida galattica per gli autostoppisti" di Douglas Adam. Anche se non ho sonno provo ad addormentarmi. Ho tante cose da raccontare.
Devo parlare della birra Birra, della tenda per l'uomo tartaruga, e di tanto altro ancora. La mia estate è finita.
E diluvia. Buonanotte mondo.

6 commenti:

sanchosantoni ha detto...

Un po' di tempo fa Lella Costa faceva un monologo, nei suoi spettacoli, che era incentrato sul ricordare cose inutili ... per lei erano l'intero testo di Quarantaquattro gatti o i nomi dei personaggi di Casablanca o cose così ... e devo dire che anche a me capita di sapere a memoria i nomi di tutti i componenti di gruppi musicali sconosciuti ai più o di attori o registi etc. e invece dimenticare cose più importanti come i nomi delle persone che incontro o cose che riguardano il lavoro. Non sappiamo bene perchè questo succeda ma capita proprio così.

Bentornata a Torino, anche se si capisce perfettamente che molte parti del tuo corpo sono altrove

Carla ha detto...

Io so a memoria un sacco di cose. Ho molta memoria per i numeri e le date (non funzionava però quando studiavo storia.. chissà come mai.. eheh) e ho tantissima memoria visiva. Non ricordo magari i titoli di libri ma ricordo i colori delle copertine. Non ricordo bene dove lascio le cose, ma visualizzo dove le ho viste l'ultima volta. Non ricordo le cose che ho letto o studiato ma ricordo com'era fatta la pagina. La mia memoria insomma non serve a molto.
;)

Diciamo che il mio corpo è qui e la mia testa è altrove. Ma anche il mio corpo vorrebbe essere altrove
Un abbraccio a tutti

Zion ha detto...

Mhhh adoro Benni e la Guida Galattica è un libro che ho torvato divertente. :) Ma la cosa che più mi preme dire è: bentornata. QUesto è solo il primo passo verso la tua rincorsa. Ti trasferirai dove hai sempre voluto. Ora hai solo un ottimo motivo in più per farlo. Se lo vuoi davvero, succederà. Sarai tu a farcela.

Un abbraccio,
Zion

Carla ha detto...

Alla fine lo penso anch'io: quando si vuol fare qualcosa la si fa e basta. Magari mettendoci un po' di tempo ma alla fine, se lo si vuole davvero..

Bentornata anche a te!!!
Un bacio grandissimo.

Cinfa ha detto...

Beeella la caffettiera del masochista! Certe parti sono un po' pesantucce perche' parlano proprio di psicologia, pero' sono grandiose le descrizioni delle cazzate che la gente fa davanti a interfaccie sbagliate, come il classico sbattere nella porta che non sai se tirare o spingere. Gran Libro.

Carla ha detto...

A me piace un monte la psicologia. E mi sto divorando un libro.

Mioddio, come dice Roccio, quel libro sta creando un mostro! Eheh