26 giugno 2012

All'emporio delle stronzate

Oggi ho chiesto un permesso di un'ora e mezza per andare dal dottore. Da quando mi sono decolorata i capelli e un po' della mia decolorazione è finita sulla palpebra dell'occhio sinistro, una micromillesima variante di dermatite mi impedisce di truccarmi.
Grave delitto.
Considerate che è una settimana che non mi trucco. L'ho fatto sabato e lunedì e in effetti non ho fatto che peggiorare bruciore e prurito. E' per questo che decido di andare dal doctor Hitler.
Quindi mi appresto ad andare dalla responsabile, mesta mesta, per chiedere il permesso. "Ciao, posso chiedere un'oretta e mezzo di permesso per andare dal dottore?"
Mi guarda con aria indispettita, più o meno lo stesso sguardo che fece ieri quando mi chiese di fermarmi  per leggere meglio la scritta sulla mia maglietta degli Skiantos: Campagna contro la droga, città favorevolissima, per cui un po' mi cago addosso. "Sì, va bene." risponde. Ma poi aggiunge "Prenditi pure tutto il pomeriggio". Sudore freddo, non è che mi sta licenziando? Modalità paranoia mode on. "Tanto è inutile che fai avanti e indietro". Fiuu', non mi lascia a casa ma mi agevola le cose.

Quindi alle 13 esco da lavoro, torno a casa, mangio i miei fantastici cibi precotti (ah, il mondo del precotto e del surgelato), e penso: massì, quasi quasi faccio anche un altro paio di commissioni. E fu così che mi ritrovai in banca a chiedere un preventivo per l'assicurazione di una macchina che ancora non abbiamo, ma non si sa mai.

La ragazzotta lavora probabilmente lì da ieri, ma io sono paziente. Del resto proprio oggi una cliente, riattaccando, ha detto chiaramente al suo collega "questa qui non capisce niente", riferendosi a me. Ecco perché sono così paziente. E poi la ragazzotta è gentile, si vede che sta cercando di fare buona impressione. Intavola un discorso sul lavoro, sui finanziamenti e su quanto sia difficile ottenerli, scherziamo sulla mia precedente assicurazione e mi svirgola due preventivi che dire cari è dire poco.

Mentre ci accingiamo in questa difficoltosa operazione compare una vecchia (le vecchie bolognesi sono un po' come le sciure torinesi. Se le avete viste potete immaginare il genere) con in mano un mazzo di banconote da 50 €, avrà avuto almeno 1000 € in mano, che dice "Siete ancora aperti?"
La ragazzotta fa cenno di sì e la vecchia va a sedersi. Contando i soldi e parlando da sola. Sì sì, parlando da sola. Era una cosa inquietantissima.

Uscita da lì vado dal medico. Non so se vi ricordate il casino che mi aveva fatto con delle impegnative. Praticamente non capiva una sigla che aveva scritto il mio medico per delle analisi del sangue, scritta che ho poi compreso io soltanto digitandola su google.
Bene.
Vado in questo studio medico che non è il solito in cui mi presento. Si trova in un posticino inculatissimo e la sala d'attesa è un corridoio strettissimo. Mi siedo e attendo. Ci sono solo due persone sedute.

Ma ne arrivano altre.

Io sono assorta nella lettura del mio libro finché mi viene difficile non seguire la diarrea verbale espressa da questo individuo informe il quale dopo aver informato una vecchietta, che da ora chiamerò la nonnina, dei progressi sulla sua dieta (progressi tanto vantati quanto invisibili a occhio nudo) cerca di approcciare una bella signora abbronzata venezuelana, che chiameremo la venezuelana. A questo corteo di mere cazzate partecipo io, e altre signore. La silenziosa, che si limita ad annuire, la straniera (perché si dichiara tale) e il vecchio che litiga col medico (il quale gli urla contro, tanto che si sente fuori dallo studio).
L'omino in questione di merita l'appellativo di palletta. Non dovrei, dato che il nomignolo è simpatico e non troppo offensivo, e non rende giustizia a quell'agglomerato di ciccia e cazzate e presunzione che è questo signore. Che poi avrà la mia età.
Dopo il vanto della dieta espresso con la nonnina, arriva la venezuelana. E lui vuole dare sfoggio della sua mascolinità macha tutta italiana. "Straniera? Spagnola?" Dice. La venezuelana, che in cuor suo è molto dolce e carina, vorrebbe mandarlo a cagare, prevedendo l'instradamento che prenderà la conversazione, ma sorride e dice "No, venezuelana".
"Ah" dice lui "ha il fisico da surfista" (sarebbe un complimento? chissà). Peccato che non si ferma e continua: "Ma come fa a stare qui? D'inverno fa tanto freddo". Lei non sa che rispondere, evidentemente imbarazzata dalla sua idiozia. Ma la nonnina lo interrompe "Guarda che anche lì fa freddo, solo che le stagioni sono invertite".
Lui, invece di sprofondare in un vergognoso silenzio, continua.
"Bella l'Italia eh?"
Non sapevo se ridere o piangere. Ma la venezuelana che è così gentile, risponde: "Sì io mi sono trovata bene da subito"
"Eh", incalza lui, "qui ci sono le Alpi, gli Appennini, montagne alte 5000 mt (ve lo giuro ha detto proprio così), il mare, l'Italia è proprio bella. E anche gli italiani!"
Lo osservo. Non è rotondo. Ha il grasso della pancia che scende come un paio di tette scese, coprendogli in parte l'inguine. Ah e ovviamente ha le tette.
Penso che no, gli italiani non sono tutti belli.
La venezuelana sorride imbarazzata.

E poi non so come parte con la pippola delle donne. Sta di fatto che qui ho partecipato alla discussione.
"Perché qui in italia sono le donne a scegliersi gli uomini, vedi io? Vengo sempre rifiutato. Eppure non sono così brutto"
No hai ragione, non sei brutto. Sei un roito.
Cala un silenzio imbarazzato e la nonnina dice "Ma no, quello non c'entra".
"No perché io ci provo ma le ragazze italiane sono così. Invece a Londra, eh a Londra, dopo 10 minuti già ero a letto con una ragazza"
Ho quasi i conati.
"Qui invece, bhe io ce l'avrei anche la fidanzata. Ma ha 48 anni, potrebbe essere mia madre, la voglio anche cambiare".
Mi prudono le mani, e dico "Bhe certo se le tratti così le donne difficilmente ne troverai una"
"Eh ma no che c'entra, io mica le tratto così. Io non mi drogo, non fumo, non bevo, sono un bravo ragazzo ma non trovo nessuna"
Sì ma sei un roito. E pure stupido. E pure arrogante. Cerca, cerca.
"Non ti viene da pensare che forse hai un brutto atteggiamento e la prima impressione che fai non è proprio bella? Mica puoi generalizzare. Non è che le donne italiane sono difficili. Si vede che il tuo approccio non funziona"
La vecchietta incalza: "E' sbagliato"
La silenziosa annuisce.
La straniera commenta "Io sono straniera e mica è vero che le ragazze italiane sono così"
E io "E' ovvio che se esci e chiedi a tutte se ci stanno ti dicono di no"
"Eh ma io cosa devo pensare di una ragazza di 30 anni che si concia come una di 20 ed esce a ballare? Che vuole divertirsi"
Pure maschilista.
"Guarda che magari vuole divertirsi con le amiche, bere e ballare e stare tranquilla. Mica vuole cercarsi l'uomo, scusa!"

Come avrei voluto dirgli che è un cazzone. Ma non ho potuto. Il suo punto di vista è che le donne sono tutte stronze perché lui ci prova ma loro non ci stanno. Senza contare che è impegnato e, cosa più agghiacciante... "La mia ragazza ha una figlia bellissima, ogni tanto ci butto l'occhio eh, non che posso farci qualcosa, però è proprio bella"

Meno male che tocca a me entrare dal dottore perché davvero mi viene da vomitare.

Entro e dico che ho questo fastidio alla palpebra, forse dermatite, che prude, brucia ecc.
Mi guarda.
"Sarà il sudore"
mhm.
"Sì, solo che è lì da una settimana e non è passato"
"Non so cosa dirle"
Ma i medici non dovrebbero darti le medicine per farti stare meglio? Una ricettina no eh?
"Bhe le volte scorse mi era capitato e il dottore mi aveva prescritto un po' di pomata al cortisone"
"Ah, ma un dermatologo?"
"Bhe no, un medico di famiglia"

La sua faccia hitleriana si fa perplessa.
"Bhe sì del resto direi che una pomata al cortisone può andare bene. Poi se l'ha già usata con successo..."
"Ma senta, dice che devo fare attenzione a non farla entrare nell'occhio?"
"Ah bhe no magari ci fa solo attenzione..."
"Mhm, magari uso un cotton fioc"
"Ecco, sì brava, un cotton fioc è l'ideale"
Non ci posso credere.
La prossima volta chiamo il mio ex medico di famiglia, mi faccio dire al telefono cosa è meglio e torno da lui a farmi prescrivere i farmaci. Questo dottore è devastante.

E dopo questo post lunghissimo vi lascerei con una canzone ma in questo periodo le canzoni sono mille. Vi devo aggiornare sul lavoro, e su altre faccende incresciose.
E grazie ancora di leggermi.

10 commenti:

Nega Fink-Nottle ha detto...

O___O
o___O
°________°
Non so come altro esprimermi :-| In merito al cazzone avariato che ci prova con la venezuelana, in merito al medico che sembra solo uno scribacchino (Come il mio!!) e che, se uno cerca su Google, fa pure prima.
Riguardo la farmacista simpatia, ne abbiamo già parlato :)
P.s. E fargli una supercazzola al telefono? :D Così poi vediamo chi non capisce!!!!

roccio ha detto...

dovresti fare cosi' dal dottore eheheh
http://www.youtube.com/watch?v=IoEK2Z3-JH8

Zion ha detto...

mi viene da vomitare, per il roito e per il dottore.
che ingiustizia che al mondo persone così possano influenzare le nostre giornate. O le giornate di chicchessia!

Carla ha detto...

Vi ho risparmiato le cazzate che ha sparato su internet. Perché ora con internet è difficile ancora di più trovare una donna. Santa pasiensa...

Carla ha detto...

Tanto è uguale qualsiasi cosa gli dica. Ha preso la laurea con i punti della coop, te lo dico io!

Carla ha detto...

Io non mi sono fatta troppo influenzare la giornata. Bhe da quella che mi ha insultata a telefono sì, ma quella è un'altra storia che vede come protagonisti la mia autosima e qualche demente che poteva tenere la bocca chiusa!

Carla ha detto...

Vi ho risparmiato le cazzate che ha sparato su internet. Perché ora con internet è difficile ancora di più trovare una donna. Santa pasiensa...

Cris Tallina ha detto...

aaaaaah che fastidio sti sfighi :°)

Carla ha detto...

Peccato non aver avuto il momento di gloria con la domanda diretta "tu ci staresti con un tipo come me?". Peccato.

Carla ha detto...

Peccato non aver avuto il momento di gloria con la domanda diretta "tu ci staresti con un tipo come me?". Peccato.