21 agosto 2012

La giornata dell'impiegato.

Ore 7: suona la sveglia.
La spengo e la faccio suonare dopo 5 minuti.
Ore 7.05: suona la sveglia.
La spengo e la faccio suonare dopo 5 minuti.
Ore 7.10: suona la sveglia.
Penso seriamente di non andare al lavoro. Sto male? Non mi pare. Ho una visita? Nemmeno. Ho già preso dei giorni di malattia e ciò è sempre malvisto dall'azienda? Ovviamente sì.
Rotolo malamente giù dal letto con la mia solita manovra da acrobata che mi permette di atterrare su tutte e due le zampe.

Ottimizzo i tempi.

Prendo la Brita e riempio il bicchiere di acqua fresca.
Riempio una bottiglietta da mezzo litro di acqua fresca e la metto nel frigo. Questa bottiglietta me la porterò al lavoro e ogni pipì sarà una scusa per controllare un po' il telefono e riposare il cervello.

Riempio di nuovo la Brita con acqua del rubinetto.
Sono le 7.15.
Riempio il bollitore con acqua della Brita.
Apro il cassetto e prendo le pastiglie. Controllo che giorno è.
Dispari? Devo prendere 75 mg di Eutirox quindi rompere la pastiglia da 50 a metà e riporre una metà dentro il blister. Poi prendere un'altra pastiglia da 50 mg intera. Pari? Bastano solo 50 mg.

Prendo il Nolvadex.

Prendo il matero e ci metto dentro la erba mate. Copro con la mano e scuoto. Posiziono la bombilla. Accendo il gas per scaldare l'acqua.

Sono le 7.20.
Vado in bagno a fare pipì o cacca o entrambe. Bidet.
Mi lavo le mani.

L'acqua è pronta, riempio il matero. Mi siedo sul divano e cazzeggio su internet mentre sorseggio la yerba mate. Le riempio tre volte e poi decido che è abbastanza.

Sono le 7.40.
Butto la erba dal matero e lo sciacquo. Sciacquo la bombilla. Vado in bagno. Mi lavo denti, ascelle, faccia.
Mi metto le lenti a contatto.
Mi metto la crema contorno occhi alla rose mosqueta. Poi la crema all'aloe sul viso.
Mi spazzolo, metto crema per capelli mischiata ad acqua.
Mi deodoro e profumo.

Sono le 7.50.
Ormai è tardi per truccarsi. Metto velocemente la matita nella rima interna dell'occhio e il mascara. Se riesco anche il top coat.

Mi vesto velocemente. Mi metto le scarpe. Prendo la bottiglietta d'acqua dal frigo e la metto in borsa.

Sono le 8.05. Vado alla fermata del bus. Il mio collega Salvo passa a prendermi in scooter alle 8.25.

Ho paura del motorino quindi quando ci sto sopra penso a qualsiasi cosa. Leggo tutti i cartelli, le targhe, osservo la gente che passa. Arriviamo al lavoro e sono le 8.35.

Cominciamo alle 8.45.
Alle 8.41 le mie colleghe e i miei colleghi coscienziosi gridano "Andiamo" alla ciurma che attende in saletta d'aspetto.
Io cazzeggio per un altro minuto.

Alle 8.44 mi siedo alla mia scrivania, tolgo la bottiglietta dell'acqua dalla borsa, mi infilo le cuffie e mi collego con mio nome utente e password al terminale.

Arriva la prima chiamata.
Prego perché un tornado scoperchi il capannone.

Arriva la seconda chiamata.
Prego perché un'alluvione ci faccia scappare a gambe levate.

Arriva la terza chiamata.
Prego perché saltino tutte le linee telefoniche e così possiamo andare a casa.

Arriva la quarta chiamata.
Smetto di pregare e mi ricordo che non esiste nessun dio a cui rivolgersi.

E così via, tutti i giorni.

E alle 13, o alle 19.30, sprint finale.

Mi ricorda qualcosa.

2 commenti:

Cris Tallina ha detto...

Ore 7: suona la sveglia.
La spengo e la faccio suonare dopo 5 minuti.
Ore 7.05: suona la sveglia.
La spengo e la faccio suonare dopo 5 minuti.
Ore 7.10: suona la sveglia.
Penso seriamente di non andare al lavoro.

ehssì

Carla ha detto...

e le cose non sono affatto cambiate!