18 febbraio 2012
La casa dei sogni. O degli incubi.
Mi ero preiscritta a un corso di 6 settimane su a Torino di Web Design, ci stavo ancora pensando (il corso era gratuito ma voleva dire 6 settimane senza fare colloqui) quando mi chiamano e mi dicono che il corso è saltato per gravi problemi tecnici, la sede ora è chiusa e non sanno quando riaprirà. Bhe, mi hanno tolto un pensiero.
Oggi giornatina relax, lunedì ho il test di ammissione a un altro corso. Non so nemmeno per cos'è, mi tengo occupata perché stare a casa o in giro mi creerebbe troppo pensiero. Trovare lavoro sta diventando difficile anche per me, che non ho pretese.
L'altra notte ho fatto un sogno che mi ha un po' inquietato.
Io e Fry stiamo guardando una casa per andarci ad abitare e troviamo questa casa che ci piace tantissimo. E' un open space ma è gigante, sarà tipo 100 mq. Si entra da una sorta di cortiletto (quindi è a piano terra) a mezzo di una porticina-finestra bianca. L'aria all'interno è pesante, polverosa, la luce entrando dalla porticina-finestra crea dei fasci densi. C'è tipo una carta da parati gialla (mi ricorda la carta da parati che c'era nel tinello della prima casa in cui ho abitato fino ai miei 18 anni), un divano in similpelle verde scuro. Le altre finestre sono coperte da pesanti tendoni. La casa è come se facesse un giro, non ci sono porte ma partendo dall'entrata e facendo il giro si finisce con un muro che potrebbe facilmente essere la parete che vedo all'ingresso guardando alla mia destra. E' complicato da spiegare ma farò una piantina.
Inutile dire che la casa ci piace tantissimo e decidiamo di prenderla. Quando poi, una volta firmato il contratto, andiamo a vederla di nuovo, ci rendiamo conto che in cucina manca il pavimento. Non c'è il cemento ma una sorta di pagliericcio. Per intenderci sembra il "riempimento" dei cestini di natale, però con striscioline di legno. I miei piedi affondano in questa roba e penso che è un bel guaio: come si fa a pulire? Non potremo camminare scalzi. Devo chiamare la proprietaria per chiederle informazioni in merito.
Il mio sogno finisce così. Dico che il sogno è brutto perché l'aria era davvero pesante in questa casa. Sembrava vuota da secoli, o meglio, non toccata da secoli. E poi qualcuno una volta mi disse che la casa nei sogni può rappresentare la persona, e svegliandomi ho come avuto l'impressione che quella casa fossi io, grande e vuota (tante potenzialità ma ancora non usata) e che la mancanza del pavimento fosse proprio la mia mancanza di regole, basi, su cui poggiare qualsiasi cosa. Ed ecco la piantina (ovviamente nel sogno la casa non era sempre la stessa, ma si sa, i sogni son così)...
31 gennaio 2012
Sud
Mi chiedo qual è la mia identità su questa Terra, quando nomi e luoghi si confondono, strade e vie, mezzi e stazioni, monumenti e ricordi. Dove finiamo, dove arriviamo, quali luoghi ci portiamo nel cuore?
Ma è davvero così importante? Sono io il luogo in cui sosto? O io sono semplicemente io?
30 gennaio 2012
Il mio narcisismo imperfetto
Mi avrebbero anche detto di essere intelligente, di avere un futuro. Mi avevano umiliata, derisa quando piangevo. Eppure so che nessuna di queste cose è stata fatta con cattiveria.
E allora perché? Perché non riesco a scrollarmi di dosso queste parole? Perché sulle mie spalle grava la responsabilità di essere sempre perfetta, impeccabile?
Perché stare male se l'imperfezione è la norma e la perfezione non esiste?
28 gennaio 2012
Review e terremoti
Le mie speranze per questo corso sono state due: fare amicizia (sì lo so, c'è bisogno anche di questo e io sono una persona purtroppo particolarmente difficile) e imparare qualcosa che potesse essermi professionalmente utile. Mi sono gettata quindi in una materia a me del tutto sconosciuta. E mi ci sto trovando bene, vedremo come andrà. Oggi abbiamo avuto la lezione obbligatoria che prevedeva al mattino quattro ore sulla sicurezza dei lavoratori (abbiamo parlato, non ci crederete, anche di terremoto) e nel pomeriggio un avvocato ci avrebbe spiegato diritti e doveri dei lavoratori. Ecco, verso le 16 sentiamo una lunga scossa di terremoto, non particolarmente intensa, almeno io non l'ho sentita molto, però ecco ho saputo che Roccio a Firenze ha visto diversa gente scendere giù in strada (mentre lui ascoltava i Sepultura e non ha sentito nulla). Idem Chiarina e le altre mie ex colleghe. So che a Parma si è sentita molto, a Milano qualcuno si è spaventato. A Vercelli e a Torino è stata sentita, a Venezia pare sia stata molto forte. Io devo dire, se la mia collega non avesse detto ad alta voce, zittendoci tutti "TERREMOTO!" probabilmente non avrei sentito nulla. Quando l'ha detto però ho sentito la sedia dondolarmi da sotto al sedere.
Mi ricordo di terremoti più forti quando ero piccina, ma capisco che chi non ne ha mai sentito uno intenso, si spaventi abbastanza facilmente. Soprattutto dopo il caso de L'Aquila.
La scena migliore è stata in pausa pranzo.
X: "Ma tu, Carla, quanti anni hai?"Il 20 febbraio comincerà un altro corso a cui mi sono preiscritta e a cui penso di partecipare. Il corso è per Web Designer ed è a Torino. Sono 6 settimane quindi per me è importante sapere prima se mi daranno o meno l'indennità di disoccupazione. Se me la danno sono più tranquilla a stare 6 settimane senza fare colloqui. Altrimenti devo solo muovere il culo a trovare un lavoro. La domanda è: entro il 20 febbraio, avrò notizia della mia posizione? Chi lo sa?
Io: 30
X: "Cavoli, non li dimostri assolutamente"
Y: "No davvero, ne dimostri al massimo 26!"
Io: "Grazie! Tu X quanti anni hai?"
X: "Io 44"
Io: "Cavoli, complimenti, nemmeno tu li dimostri!"
Y: "Io ne ho 36!"
...
....
(canto dei grilli)
....
Per ora mi godo questo corso, è un po' stancante, molta teoria, tanti calcoli, nessuna possibilità di errore. Però inspiegabilmente mi sta piacendo, i miei compagni sono molto carini e potrebbe essere un campo su cui vale la pena investirci del tempo, chissà.
Avevo anche voglia di parlarvi di due prodotti che ormai uso da qualche mese e di un prodotto che ho rovato ora ma di cui sono già innamoratissima.
I primi due prodotti li accorpo e sono il fondotinta liquido e il correttore della Lavera.
Ho deciso per questi due prodotti per due motivi principali: non sono testati sugli animali e hanno un INCI particolarmente buono. Ovviamente quando elimini la paraffina e i siliconi dai cosmetici hai un buon cosmetico per la composizione ma assolutamente poco buono per la coprenza e la resa sulla pelle. Questo è vero in parte. I fondotinta con paraffine e siliconi formano una sorta di patina sulla pelle: credo sia quello a dare l'effetto coprenza. Questo, appena steso (diciamo che comunque la tonalità più chiara è troppo scura per la mia carnagione), si fonde abbastanza bene ma non appena si "asciuga" diventa come polvere che fa uno strano effetto sulla pelle. Soprattutto il correttore finisce nelle pieghe delle rughette e dopo poche ore il risultato finale è che sembra di avere gli occhi più stanchi di prima. Questo è il prezzo da pagare per un fondotinta bio. C'è da dire un'altra cosa però: ho scoperto questo fondotinta della Glominerals e quando ho visto il video di questa ragazza mi sono innamorata. La domanda è: sarà testato sugli animali? L'INCI?
Quindi volevo prima informarmi. Nell'attesa vi lascio col video in questione:
L'altro prodotto di cui vi volevo parlare è uno smalto Top Coat della Orly che fa un effetto matte sulle unghie. Messo su uno smalto lucido fa un effetto non male. L'ho appena messo su uno smalto nero e questo è stato l'effetto finale. Non male, vero? Nell'immagine era stato utilizzato uno smalto nero opaco, mentre io, usando uno smalto nero qualunque e applicando il top coat ho ottenuto lo stesso effetto.
In questo giorno non ho però scritto l'unica vera cosa importante. Ovvero di non dimenticare. E' il giorno della memoria. Vorrei quindi lasciarvi con questo pezzo.
Canzone del giorno: Auschwitz Guccini
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.
(Primo Levi, Se questo è un uomo)
23 gennaio 2012
Mostre e 730
Peccato ma la mostra di quest'anno, su Cezanne, non si avvicinava nemmeno lontanamente alla bellezza dell'anno prima. A parte la tragedia iniziale dell'aver sbagliato fila (e esserci accorti proprio all'ultimo che la fila non c'era, perché noi stavamo seguendo le persone sbagliate), devo ammettere che qualche quadro davvero bellino e degno di nota ci fosse. La cosa più bella per me è stata una giornata fuori porta con Fry, con RagnoB, con Zion che avevo visto una sola volta e che, devo dire, è stata così dolce da portarci dei dolcettini e delle pizzettine per smangiucchiare. E poi è stato davvero piacevole, mi fa un'incredibile piacere quando si sta tutti insieme in armonia, senza aver bisogno di fare niente in particolare: una mostra, 4 chiacchiere, una passeggiata. Mi sono sentita molto rilassata e a mio agio e sono stata davvero contenta.
RagnoB era devastata per una notte passata quasi in bianco, in effetti si è ripresa solo dopo un pranzetto e altri due passi. Io e Fry quando siamo arrivati alla macchina, parcheggiata fuori Milano accanto a una fermata della metro ci siamo poi diretti a Parma. Perché a Parma? Dierete voi. A Parma per andare all'Ikea. Ma come? a Bologna non c'è l'Ikea? Sìsì ma hanno finito gli scaffali che volevamo e che useremo per farci una libreria personalizzata e quindi, controllando sul sito Ikea, dato che Parma era lungo il tragitto per tornare a Bologna... Peccato per la nebbia che ci ha tenuto compagnia per quasi tutto il viaggio: in alcuni tratti si vedeva talmente poco che sembrava di percorrere una linea curva mentre stavamo sempre andando dritti. E' una sensazione orribile che qualche anno fa, mattino presto e io in autostrada da sola, mi ha fatto attraversare un attacco di ansia/panico davvero orribile.
Domenica è stata una giornata relax anche perché oggi è cominciato il mio corso. A dire la verità mi sono preiscritta a tre corsi:
questo che è cominciato oggi che riguarda la compilazione del 730, uno per diventare help desk informatico (per cui ho il colloquio domani) e uno a torino per Web Designer. Ho dovuto scartare il terzo perché, anche se gratuito e interessante, mi terrebbe impegnata fino a marzo, non potrei cercare lavoro qui a Bologna e ancora non so se mi daranno l'indennità di disoccupazione, quindi non posso adagiarmi troppo sugli allori, come si suol dire. Il corso da Help Desk informatico che all'inizio mi era parsa una cosa furba ora non so se lo è più, pertanto mi sa che continuerò il corso cominciato oggi.
I miei compagno sono di tutte le città d'Italia. La cosa è buffa perché si sentono accenti diversi e modi di dire nuovi e la cosa è davvero divertente. Il mio compagno di banco è lucano e parla come Rocco Papaleo (è proprio di Maratea), mi fa schiantare. Il corso è molto interessante, ma 8 ore di teoria sono pesanti, è noioso. Comunque posso farcela ad arrivare alla fine, anche se domani ho un colloquio. Speriamo...
Canzone del giorno: People are strange The Doors
12 gennaio 2012
RLX
Non tutto in un giorno eh? Fossi matta.
Oggi ad esempio sono andata al centro per l'impiego, ieri al patronato per richiedere la disoccupazione e fare l'ISEE. Però l'ISEE non me lo potevano fare (spiegato sopra). Allora oggi vado al centro per l'impiego, mi iscrivo all'asta, torno al patronato per vedere se si è sbloccata sta cosa dell'ISEE ma ciccia. L'è un bell'andare. Nemmeno da dire, ok sto a casa non lavoro ma almeno me la godo un po'.
Spero di finire di fare tutte le cose che devo fare, godermela un paio di giorni e poi sì, ripartire in quarta con curricula e tutto il resto.
Canzone del giorno: 5 secondi Nadàr Solo
04 gennaio 2012
Machecazz
Va bhe ci sta.
Quindi vado nella pagina per richiedere l'indennità di disoccupazione. Ma mi dice che il mio PIN non va bene, va convertito in uno dispositivo. Ok, e come faccio? Ma semplice: mi devo recare all'INPS.
Sapete i topi nel labirinto? Uguale.
Il mio colloquio oggi: non dico com'è andato per scaramanzia. Io non sono superstiziosa ma che sia bene cominciare ad esserlo?
Cose da appuntarsi: dietro porta San Felice c'è un negozio che tratta rettili, portare immediatamente il curriculum.
Libro che sto leggendo: parla del narcisismo. Così scopro che il mio essere accondiscendente è in realtà un modo per manipolare gli altri.
Canzone del giorno: Somebody To Love Jefferson Airplane
03 gennaio 2012
La disoccupazione è un lavoro
Dovete sapere che io avevo già chiesto la settimana prima di avere informazioni: trovare lavoro non è cosa semplice e non è cosa che si fa da un secondo all'altro. E poi ci sono le bollette, e l'affitto, e le spese. E poi c'era quel viaggio a Cracovia con il treno della Memoria che tanto avrei voluto fare e ora diventa un miraggio (questo a dirla tutta è il mio primo pensiero quando ricevo l'email dall'agenzia interinale). Una bella email mattutina, quella. Prima di Natale, tralaltro.
La mia giornata lavorativa è come se fosse annullata. Inoltro la mail di cui sopra a Fry (che in quel momento va in crisi mistica e mi risponde con un messaggio confuso, qualcosa come "siamo nella merda") e al mio responsabile commerciale che, prontamente, mi chiama comunicandomi che purtroppo non possono tenermi perché sono rientrate due maternità e non possono permettersi di tenere una terza persona. Però, mi comunica, *forse* apriranno un nuovo piccolissimo sportello e ovviamente, dato che mi vogliono tenere (dovreste sentire una sorta di beep a ogni presa di culo che percepite e unendo tutti i suoni costruire una sorta di melodia) e stanno lavorando per tenermi (ecco, l'avete sentito?) sarò la prima persona che contatteranno se dovesse verificarsi questa cosa.
In un primo momento ascolto in silenzio, ma qualcosa non mi torna. Saranno tutti quei beep che sentivo man mano che il mio responsabile si arrampicava sugli specchi. C'è qualcosa che non quadra, come disse l'omino tondo al termine della barzelletta.
Mi da' il numero del supercapo, se voglio parlare anche con lui: ovvio che voglio parlare anche con lui. Ma aspetto perché allo sportello siamo solo in due e non voglio rallentare il mio collega, attendo l'arrivo della terza persona e poi lo chiamo.
Lui mi spiega che sì sono tornate due maternità ma che si sono trovati bene con me, per questo vogliono tenermi e dato che probabilmente apriranno un altro sportello sarò la prima a essere contattata però devo avere una macchina.
Lo sapevo che avrebbero tirato fuori la storia della macchina.
Mi comunica che uno dei motivi per cui non mi hanno tenuta è il fatto di non essere automunita e io ho bisogno di un jolly che mi giri tra gli sportelli.
Torno indietro al colloquio, in quel lontano... credo fine luglio.
"Lei ha la macchina?"
No
rivolgendosi al responsabile commerciale: "Abbiamo macchine aziendali da darle?"
"No"
"Oh bhe non importa, noi raramente spostiamo le persone, può capitare ma non è una cosa comune. E poi con un lavoro una macchina può anche pensare di comprarla no?"
Bhe certo - gli avrei invece dovuto rispondere: con un contratto a due mesi chi mi paga le rate? Tua madre?
In ogni caso la storia è stata questa: non avevano bisogno di un jolly, al colloquio mi era stato detto che spostano raramente le persone, e soprattutto nessuno mi aveva comunicato che era per una sostituzione maternità, altrimenti avrei cominciato a cercare da prima. Anzi mi era stato detto che volevano assicurarsi che una volta formata non me ne sarei andata via. Io continuo a sentire dei beep, voi?
Comunque al telefono il supercapo insiste con questa storia della macchina e mi dice "Ma non puoi comprarne una a rate?".
Vi farei vedere la mia busta paga per farvi capire che non è possibile. E poi ripeto, chi concede finanziamenti a una persona con un contratto a due mesi? A modo mio, lo ripeto anche a lui: "Ora una macchina non posso permettermela".
Ma è ovvio che anche questa storia della macchina sia una serie continua di beep. Ecco cosa non mi tornava.
Avevo sentito voci di un rientro maternità ma non ci avevo prestato troppo occhio, anzi orecchio, in quanto non sapevo, non pensavo che la mia assunzione derivasse da questo. Quindi loro sapevano da tempo del rientro di queste maternità e non me lo avevano comunicato. Nessuno aveva scritto una email o alzato la cornetta il mese prima per dirmi "ciccia, non ti rinnoviamo il contratto perché sono rientrate due maternità e non possiamo tenerti". Ci sarebbe stato, anche se al colloquio non mi era stato comunicato. Mettere nell'impasto la storia della macchina è stato da vigliacchi. Da persone che non vogliono prendersi la responsabilità di mandarmi via. Perché? Non rinnovare un contratto non equivale a un licenziamento? Forse anche più subdolo del licenziamento.
Fatto sta che comincia il mio sciopero bianco, non posso incrociare le braccia, non me la sento. Posso però lavorare lentamente. Il mio supercapo paga una penale se i tempi di attesa superano un tot. Io lavoro sì, ma piano. Mando dei curricula tra un cliente e l'altro. Non rispetto al 100% le procedure. Le mie colleghe sono esterrefatte. Proprio il giorno prima della notizia il responsabile commerciale era venuto a farci visita e mi aveva detto, dietro mia specifica domanda, che non sapeva ancora niente.
La melodia si forma pian piano.
Io sono un po' demoralizzata, ottengo solo un paio di colloqui e comprendo che dietro a ciò che scrivono negli annunci si nascondono tipi di lavoro totalmente diversi. Per esempio i famosi annunci farlocchi, già visti quest'estate. Rispondo a un annuncio tipo "cercasi segretaria" e al colloquio mi propongono di fare il venditore porta a porta. Per lo meno questo è stato chiaro. Però glielo devo dire "mi scusi ma se cercava un venditore porta a porta, perché non è specificato nell'annuncio?"
"Eh ma anche le segretarie devono passare prima dal lavoro porta a porta"
"Allora dovevate mettere un annuncio come venditore porta a porta specificando la possibilità di carriera"
"Non li scrivo io gli annunci"
Ecco, questo è.
Oppure annuncio da "Addetta al guardaroba per centro polifuzionale" al colloquio è diventato lavanderia, stireria per una casa di riposo per anziani. Domani ho un altro colloquio, non oso immaginare cosa si nasconde dietro l'annuncio che ho letto.
Fry è molto arrabbiato e come me non certo per il mancato rinnovo. Può capitare che per varie ragioni non si possa rinnovare il contrario ma per legge ci dovrebbe essere un minimo di preavviso, una dicitura su contratto che specifichi esattamente il motivo per cui è a termine. Il lavoratore non è tutelato, nemmeno dai vari beep che avete sentito anche voi.
La cosa meno divertente è stato l'invito alla festa di Natale e regalo natalizio. All'inizio pensavo di non accettarlo ma le mie colleghe mi hanno fatto notare di mangiare tutto alla facciaccia loro (regalo gastronomico, essendo in provincia di Modena).
Le mie colleghe ci sono rimasta male, con una quarta persona loro potevano giostrarsi meglio le ferie, ora in tre faranno sicuramente più fatica. Una mia collega si è commossa quando sono andata via, nonostante abbiamo passato insieme solo quattro mesi.
Io, passata la botta iniziale, sto cercando in questi giorni di ottenere l'indennità di disoccupazione ma è un lavoro anche quello. Per raccontarvi la mia chiamata all'INPS.
"Buongiorno, la chiamo per avere alcune informazioni. Prima di tutto mi servirebbe la seconda parte del mio PIN per accedere ai servizi online" "Per avere la seconda parte del PIN basta andare sul nostro sito e..."
"Sì, mi scusi se la interrompo, ma sul sito mi chiede il numero di tessera sanitaria e dato che al momento non ce l'ho, c'era scritto che in sua assenza dovevo chiamare il numero verde"
"La metto un attimo in attesa"
(... musica diventata famosa per essere la sigla di Quark)
"La ringrazio per l'attesa, dunque mi servirebbe il codice fiscale, data e luogo di nascita, nome e cognome e il numero del tesserino sanitario"
...
Ma non è finita.
"ah mi scusi poi volevo chiederle: per fare la richiesta dell'indennità di disoccupazione cosa devo fare?"
"un attimo in attesa"
(... ancora musica di Quark)
"allora deve essere iscritta al centro per l'impiego, portare le tre ultime buste paga e compilare online il modulo DS21"
...
"sì, ma non avendo il PIN non posso compilarlo online.. ho capito forse è meglio che vada direttamente lì. grazie eh?"
povera stella avrà cominciato a lavorare lì da ieri...
Vado quindi al Centro per l'Impiego, è vero arrivo tardi, verso le 11.30, ma sono aperti fino alle 13 al mattino e poi riaprono il pomeriggio. Trovo la fila all'esterno, e una guardia che non fa entrare. Non solo non fanno più entrare ma è lui a dare i numeri (non nel senso che è impazzito). Dice che ormai è meglio tornare il pomeriggio (io ho il numero 173) perché sono ancora al numero 60 e forse forse nel pomeriggio arrivano a 120. Ma posso sempre tentare. Un po' scoraggiata vado al centro commerciale vicino a dove lavora Fry, per pranzare insieme e poi torno al Centro per l'Impiego. Mi compro anche un libro per essere sicura di non aspettare senza fare niente. E invece appena entro, tocca a me.
L'impiegata dice che non vede nessuna mia posizione lavorativa terminata. Mi chiede in che città lavorassi: "Ero assunta da un'agenzia interinale di Modena". Ah, ecco perché, mi dice. Allora qui non vedo niente, dovresti portarmi il contratto di lavoro dove si vede la scadenza.
Sapete, entrare nel panico? Tornare di nuovo, magari al mattino presto con la coda già fuori?
Oppure, mi dice, mi compili un'autocertificazione del termine del tuo contratto. "Ah, menomale".
Ora ho l'iscrizione al centro per l'impiego. Rimane il problema della disoccupazione. Dovrei andare al CAF ma non trovo gli orari. Ho scritto una email ma non hanno risposto. Sembra che l'INPS accetti solo domande online che non posso fare per il PIN che non ho. Faccio prima a fare richiesta del tesserino sanitario in modo da poter fare ogni cosa online.
Solo richiedere l'indennità di disoccupazione è un altro lavoro.
Canzone di oggi: Ballo in Fa Diesis Minore Branduardi
e anche La Pulce D'Acqua Branduardi
13 dicembre 2011
Amoilmiolavoro
La scena più bella è stata qualche giorno fa in cui un ragazzo viene per chiedermi informazioni sulla bolletta intestata al padre. "Ce l'hai una delega?" No, ma sono suo figlio. "Senza delega non posso darti informazioni".
Lui ci pensa un po' e io sono soddisfatta perché ha capito. Poi se ne esce con un Ma se glielo passo al telefono?
Mio caro, penso, potresti passarmi la madonna e gesù cristo e sarebbe uguale. Non ti viene forse il dubbio che potresti davvero passarmi chiunque al telefono?
"Non posso dargli informazioni al telefono, deve venire lui o tu con una delega"
Mhm, mi dice, ora lo chiamo e glielo spiega lei al telefono perché a me non crede. Credevo di essere finita in un fumetto.
"Pronto buongiorno, sì, dicevo a suo figlio che non posso dargli informazioni perché non ha una delega"
Ah bhe che problemi ci sono, sono qui al telefono, lo autorizzo io.
Era un disco rotto, si intrecciava sempre lì il discorso.
"No guardi, non posso darle informazioni al telefono nè può delegarlo al telefono. O viene lei o suo figlio con una delega".
Ma nemmeno se glielo chiedo io le informazioni al telefono?
"No" Mi saluta scocciato e riattacca, ma non è l'unico. Forse i peggiori sono quelli che si sentono discriminati dalla cosa. Ad esempio i conviventi. "Ce l'ha la delega?"
No, sono la convivente. - notare come viene posto l'accento sulla cosa.
"Mi dispiace, ma senza delega non posso darle informazioni"
Eh, certo. Noi conviventi non siamo proprio niente eh?
Guardi poteva essere anche la moglie o gesù cristo sceso in terra che era uguale. "No, mi spiace, non siamo queste informazioni nemmeno alle mogli".
Per fortuna non è sempre così, oggi è venuta una ragazza esordendo con un Mio fratello mi ha detto di andare da una ragazza viola. C'est moi.
In ogni caso ci sono alcune giornate in cui è davvero tutto molto pesante. Oggi c'erano dei bambini che giocavano a palla. Li avrei strangolati. E avrei accartocciato le mamme. C'era un casino che era impossibile lavorare, in più avevo di fronte a me un cliente sordo.
Mi piacerebbe raccontarvi altre mille cose, ma non è vero che lavorare di meno stanca di meno, soprattutto quando devi alzarti presto e devi fare un lavoro abbastanza devastante (oggi non ho fatto nemmeno la mia pausa di 10 minuti). Però ci sono tratti divertenti non trascurabili e in giornate come questa mi ci appiglio.
Amoilmiolavoro amoilmiolavoro amoilmiolavoro.
Etc.
Canzone del giorno: Via del Campo De Andrè
05 dicembre 2011
Dolcezze
30 novembre 2011
Parafulmine emotivo
22 novembre 2011
Corsi a Distanza (di sicurezza)
21 novembre 2011
18 novembre 2011
Le parole chiave della settimana
Rumori del mattino
Anche io ho dei miei rumori: la caldaia che si accende, l'ascensore che parte. E Maya che gioca con qualsiasi cosa trova in giro. Tovaglioli, pezzi i carta, bicchierini di plastica. Ogni cosa. Mercoledì mattina invece nessun rumore mi ha svegliata. Ho spento la sveglia, impostata sulla vibrazione, dopo averla fatta suonare altre due volte e averla rimandata con la funzione snooze. Chiudo un attimo gli occhi e altre vibrazioni (non il gruppo) mi svegliano. In automatico ho il piano dati che si attiva alle 6.30 del mattino e quindi incominciavano ad arrivarmi le notifiche sul telefono. Peccato che io devo uscire di casa alle 6.35 per evitare di perdere il bus, che ha la ottima frequenza di 1 bus all'ora per andare a Castelfranco Emilia. Come risolvere il dilemma? Mi sono vestita di fretta - ero rimasta con il mascara dal giorno prima (lo so, lo so, non di fa) per cui con un pezzettino di carta igienica mi sono sfregata via le sbavature del mascara - e senza nè prendere il caffé, nè fare pipì, nè lavarmi la faccia o i denti sono uscita, appena in tempo. Mi sono sentita un grosso schifo tutto il giorno, quel luridume psicologico che avresti bisogno di una doccia di tre ore. Inoltre ho beccato un cliente che mi ha urlato in faccia e mi ha trattata malissimo, tanto che il mio responsabile si è alzato per venirmi incontro e dargli una calmata. E io? Non mi stavo mettendo a piangere una volte che lui è uscito dall'ufficio? La verità è che avrei voluto scazzottarlo per bene, ma non potevo, non era il caso, così non si fa, detesto la violenza e altre mille svariate convinzioni che, volente o nolente, mi sono penetrate nel cervello. Se non si era intuito è stata una settimana dura, a volte il mio lavoro è davvero simpatico, a volte è stressante. Più spesso mi dico che non so fare nient'altro, e sempre più spesso invece vorrei dirmi che questa è una distorsione della realtà, perché, come ho scritto nel precedente post, ho le potenzialità per fare qualsiasi cosa. Non so se lo avevo già scritto ma sto leggendo questo libro. Fry ne ha, secondo me, un grosso rifiuto. Ogni volta che gli descrivo, entusiasta, le scoperte riguardo ciò che sono, storce il naso. E io provo quindi resistenza a parlargliene. Anche perché non mi sto autoanalizzando, sarebbe da pazzi. Sto solo scoprendo il perché di alcuni miei atteggiamenti, il perché anche di tanti pregiudizi e azioni. So benissimo che per lavorare in profondità ci vorrebbe uno psicoterapeuta. Ho invece come l'impressione che secondo lui io stia cercando soluzioni semplici a problemi complessi. Non ho nessuna voglia di autoanalizzarmi, e non penso che porterebbe da nessuna parte. Voglio solo rischiarare la strada per sapere, una volta in terapia, dove andare. Per quel che riguarda Bologna, sappiate che il clima di Bologna è purtroppo il peggiore che io abbia mai incontrato. Non è ancora pieno inverno ma fa freddissimo, e d'estate si sviene dal caldo. Non c'è verso di trovarsi bene, il freddo penetra da sotto i vestiti e l'umidità fa scricchiolare le ossa. Ebbene sì. Pensavo che facesse più freddo a Torino. E invece.
15 novembre 2011
Il mio weekend
11 novembre 2011
11.11.11
08 novembre 2011
Bazza sì o bazza no?
Il lavoro che faccio se da una parte è stressante, dall'altra mi permette di migliorare la comunicazione con gli altri, in qualunque situazione. In particolare, come nella vita di tutti i giorni, ogni cliente si ritiene più importante degli altri e il suo problema è più importante e pesante degli altri. Soprattutto un cliente che ha aspettato tanto in coda non vuole assolutamente essere liquidato in pochi minuti.
In alcuni casi però c'è la persona remissiva che ti chiede persino scusa "del disturbo" quando in realtà è un servizio loro offerto, noi siamo lì a lavorare per loro, quindi il "disturbo" non esiste.
Però, oltre i nervosi che cercano in tutti i modi di metterti in difficoltà e le persone che hanno un cattivo odore, in assoluto i più detestabili sono i ragazzotti spocchiosi.
Oggi arriva un ragazzo, giovane, ben pettinato e ben vestito, mi comunica che deve chiudere un contatore, che arriva da un'altra città e che quindi se posso chiamare un tecnico da mandare subito. Per subito intende in giornata. Il discorso è andato pressappoco così.
Doveva venire la scorsa settimana ma ho trovato un incidente per la strada e non ho fatto in tempo, poi mi ha detto che sarebbe ripassato ma non mi ha più richiamato. (Questa procedura è fuori prassi, una persona ha una fascia oraria d'appuntamento e deve rimanere in quel posto, durante la fascia, finché non arriva il tecnico. Non esiste che il tecnico ti chiama perché non ci sei e tu gli dici "sìsì, mo' vengo") Bene, le dovrò prendere un altro appuntamento.
Ma io ho preso ore di permesso, ho un'attività mia che capisce non posso lasciare. Quanto mai ci vorrà a chiamare un tecnico e mandarlo a casa di mia mamma per chiudere il contatore? Lei lo chiama e se è in zona fa un salto, E' una roba di due minuti.
Guardi, mi spiace ma non è la procedura. Mi rendo conto che lei arriva da lontano (come del resto anch'io e ci vado tutti i giorni) ma anche io quando mi sono venuti ad aprire il gas sono rimasta a casa per la fascia oraria richiesta senza muovermi, e ho preso un'ora di permesso.
Ma ha presente dove si trova I**** rispetto a qui? Io ho un attività, mica posso andarmene così, già per venire qui ho dovuto mollare tutto.
Le ripeto, non è la procedura, al massimo posso venirle incontro chiedendo di anticipare l'appuntamento, che di norma va a 5 giorni lavorativi, ma di sicuro non verrà nessuno oggi.
- alzo la cornetta e chiamo la persona che si occupa dei tecnici chiedendo se oggi è disponibile qualcuno - Ciao, scusami, ho qui un signore che viene da I**** e dovrebbe chiudere un contatore, c'è un tecnico in giro che può andarci oggi? Ah capisco, non hai nessuno. Va bene, perfetto, grazie ancora. Ciao.
Mi spiace non c'è nessuno in giro e oltretutto chi si occupa di quella zona oggi è malato.
(in fase quasi paranoide) Li capisco questi giochini qui, sa? Figurarsi se non c'è nessuno che può venire, sarà una roba di due secondi.
Io più che così non posso fare, i tecnici sono impegnati, hanno le agende piene, dovrà prendere un appuntamento.
(sbuffando) No, non verrò di certo io, ho un'attività mica posso prendermi tre ore per venire fino a qui e aspettare il tecnico, e poi mica è colpa mia, ha detto che mi avrebbe richiamato e non mi ha richiamato. Farò chiamare da mia mamma a questo punto. Arrivederci
Certo, ci va pazienza. Era una comunicazione senza sbocco, entrambi bloccati nella stessa posizione. Anche se il suo evidente narcisismo non aiutava (io ho un'attività, io non posso, io vengo da lontano, io io io). Dall'altra io faticavo a comunicare con lui come una persona adulta normale, sicuramente il mio messaggio arrivato a lui è stato "non è che sei migliore di altri, per cui mettiti in coda e stai calmo, soprattutto se anche io ho dovuto attendere che lavoro qui, figurati tu". Io stavo minimizzando il suo enorme ego e lui non faceva che alimentarlo. Un loop senza fine, direi.
05 novembre 2011
Recensina. Piccola recensione.
04 novembre 2011
Avere 12 anni a 30
Il mio Bambino
21 ottobre 2011
Strega maligna e drago cattivo
17 ottobre 2011
Il nostro trasloco è durato il tempo record di una settimana. Mancano 2-3 scatole e altre piccole cosine che porteremo via oggi. La nostra nuova casina ora è un cumulo di scatole anche se ieri, nonostante la stanchezza, siamo riusciti a montare il kullen, il malm e l'expedit (sì, sono mobili ikea... E Fry li chiama tutti col loro nome.
Maya si aggirava curiosa per casa annusando ogni cosa e poi si è acciambellata sul divano e ha deciso che quello è il suo posto (anche se non ha snobbato il letto e le varie poltrone).
La nostra nuova casina è davvero bellissima. Al tramonto si colora di rosa e c'è proprio una bella luce. Ora non abbiamo il gas (ci spiombano il contatore mercoledì) e ieri ho provato l'ebbrezza di lavarmi i capelli scaldando l'acqua col microonde.
La fatica però è stata ampiamente ripagata.
E sono certa che sarà sempre meglio.
Presto le foto. Appena abbiamo la.connessione...
12 ottobre 2011
Sogni e segreti
Maya è tornata ad essere la simpatica rompiscatole di sempre. Corre infilandosi tra le gambe, mentre cammini, attentando ad entrambe le vite, salta sul tavolo facendo cascare i bicchieri e fa gli attentati alle caviglie quando meno te lo aspetti. Ovvio, le zampe posteriori non vengono poggiate bene, ma in ogni caso è un quasi-miracolo.
Io e Fry siamo impegnati nel trasloco perché andremo ad abitare per conto nostro in una casetta molto carina (senza soffitto, senza cucina) e ci sembra di essere abbastanza indietro perché sabato dobbiamo liberare la stanza per il nuovo coinquilino che verrà.
Ieri però ho finalmente avuto risposta dall'associazione "terra del fuoco" e finalmente ho la reale opportunità (è la terza mail che mando) di partecipare al "treno della memoria". Partiranno dei treni in diverse città che porteranno a Cracovia (il viaggio dura 24 ore). Da lì la visita proseguirà ad Auschwitz.
È un percorso diverso rispetto ad andarci da soli. E sicuramente sarà un'esperienza straziante per come sono fatta io, ma necessaria. Perché puoi leggere un'intera biblioteca sull'olocausto ma sentire la voce di chi ci è stato, vedere i luoghi, respirarne l'aria è un'altra cosa. Già quando ho visitato Sachenhausen ero rimasta molto colpita. Questa visita sarà assolutamente devastante ma ripeto, necessaria.
Soprattutto quando custodisci un segreto e senti la necessità di comprenderlo.
08 ottobre 2011
07 ottobre 2011
Io, vittima del marketing.
Ecco il mio nuovo telefono. Non ne avevo assolutamente bisogno, e nonostante la mia attuale lettura "i persuasori occulti" mi sono lasciata convincere che il mio telefono fosse ormai un oggetto obsoleto e che dovesse essere cambiato. Gli aggiornamenti lo rendevano lento, molti programmi non potevano più essere installati perché non compatibili ed eccomi qui col mio samsung galaxy s. Io a dirla tutta puntavo sul nexus s, ma era ancora troppo caro, e quando hanno annunciato la vendita di questo, scontato del 50% sono diventata vittima del marketing!
Però posso dire una cosa? È un oggetto davvero meraviglioso e mi ci trovo molto bene.
Vedremo.
06 ottobre 2011
R.I.P. #SteveJobs
Del resto cosa vogliono? Non solo hanno il mio conto bancario, ma c'è anche mia mamma che fa da garante.
Oggi è morto Steve Jobs. Premetto che non sono un'amante del marchio Apple anzi, ho una resistenza psicologica alla mela morsicata, tant'è che proprio oggi ho acquistato il mio primo telefono Android (e ho progettato di acquistarlo oggi da circa due giorni pertanto non sapevo assolutamente della notizia). Detto questo bisogna un po' separare l'uomo dal logo che tanto lo ha reso famoso. Steve Jobs era, in primo luogo, una persona con grandi idee. In un certo senso una persona che ha anticipato i tempi, almeno nella tecnologia. Un uomo che sapeva guardare al futuro.
Mi spiace, mi spiace a livello umano e mi spiace perché era molto giovane. Sono certa però che quando vivi così la tua vita, davvero la morte non esiste.
Vi lascio con il discorso ai laureandi di Stanford del 2005, di Steve Jobs.
"Stay hungry, stay foolish"
05 ottobre 2011
Spugna emotiva
Così mi spiace e anche se non mi intrometto mai, confesso loro che anche io ho fatto un paio di chemio.
Loro sono sorpresi e quasi confortati dalla cosa. E mi dice la signora che però ora sto bene, che si vede, mentre lui (che intanto aveva tirato fuori un fazzolettino e si asciugava gli occhi), bhe per lui non c'è niente da fare. Quando ho cominciato l'università desideravo diventare medico: aiutare gli altri per liberarmi dal senso di colpa di essere guarita e avere passato tutto, lasciando indietro chi, invece, non ce l'aveva fatta.
Ma non era soltanto questo, quello che secondo me mi avrebbe differenziata dagli altri sarebbe stata la mia empatia. La capacità di entrare in sintonia con gli altri, la capacità di comprendere davvero la sofferenza che può causare una malattia. Sofferenza estesa anche ai familiari del paziente.
Non è la strada che alla fine ho intrapreso, ma posso, nel mio piccolo, comprendere le persone e aiutarle, per quanto in mio potere.
Il signore è andato via e mi ha stretto la mano, seguito dalla sua mamma che intanto mi raccontava alcune situazioni personali che non riporto.
Un po' mi sono turbata, e allora sono tornata indietro al pensiero di diventare medico.
Non sarei stata un ottimo medico. Sarei crollata ogni volta, avrei pianto, sarei caduta in depressione e alla fine avrei mollato.
Sono una spugna emotiva.
01 ottobre 2011
A volte ritornano (e meno male)
21 settembre 2011
Osservatrice di me
Quindi io e Fry dopo la serata terribile del ritorno a casa di Maya in cui prevedevamo il peggio, ora siamo più ottimisti.
Mi vengono in mente anche un paio di cose buffe accadute dal veterinario, quando siamo andati lì giovedì notte. Per esempio che quando mi hanno chiesto le generalità di Fry e io le ho date (Fry era sdraiato fuori perché non si sentiva bene) mi hanno ripetuto "Ma del padrone, non del gatto". Questo perché il nome di Fry è un po' particolare, diciamo che posso essere quasi certa che non conosciate nessuno col suo nome, per cui quando il veterinario l'ha sentito voleva essere certo che fosse il nome giusto.
Poi bene, continuo a lavorare e da lunedì dovrei essere operativa da sola. Il che un po' mi spaventa, perché non mi sento ancora pronta. Poi sono sempre stanca, col fatto che mi alzo presto. E anche se cerco di riposare al pomeriggio non è come pensavo. Diciamo che sta arrivando tutto insieme, un altro trasloco, Maya che sta così e cosà, le visite che ancora devo prenotare (sono in un ritardo imbarazzante e questa cosa dovrebbe avere la priorità assoluta), la fideiussione da richiedere.
Poi al lavoro ogni tanto me lo chiedono "Ma davvero hai la corriera ogni ora?"
Sì che ho la corriera ogni ora e ci metto anche quasi un'ora per tornare a Bologna, per cui no, non mi posso fermare a meno di non fermarmi un'ora in più. Poi ho la banca di Torino che mi chiama perché han fatto casino con la chiavetta per i servizi online (e non posso rispondere), mia mamma che mi chiama perché deve mandare un fax all'agenzia immobiliare ma il fax è errato (e io non riesco a rispondere), l'agente immobiliare che mi manda le email (che non riesco a leggere).
Quando ci penso mi sento come tante di quelle persone che non sopporto e alle quali, mentalmente, dico "Come se tu fossi l'unica persona al mondo a dover fare tutte queste cose". Allora me lo ripeto anch'io, magari la pianto, mi do' fastidio esattamente come tutti gli altri.
Poi ho i contatti smarriti. Nel senso che non riesco più a tenermi in contatto con le persone. Rimando chiamate importanti (essì, le amicizie sono importanti), così sono giorni che voglio chiamare RagnoB ma me ne scordo, mi dimentico di scrivere a MinchiettaUno, voglio aggiornare Chiarina sullo stato di Maya ma mi passa di mente, scrivere ai miei (ex) compagni di corso per sapere come va.
Io che amo tanto vivere intensamente sento che la vita mi sta sfuggendo via, e che sono diventata una semplice osservatrice degli eventi che mi accadono. Mi ripeto che è solo un momento, sono quelle fasi transitorie che non sai bene, ti senti scombussolato, hai troppe cose da gestire e sei troppo orgoglioso per chiedere aiuto.
Così mi siedo, apro un pacchetto di patatine, e osservo un attimo. Riposando.
Canzone del giorno: Bad Day R.E.M.
19 settembre 2011
Vorrei che no
16 settembre 2011
Se si potesse descrivere
Nel tempo di un millisecondo ci siamo ritrovati in macchina in corsa verso la clinica - per fortuna a soli 5 minuti di macchina da casa. Nel metterla dentro il trasportino Maya miagola forte tanto che io e Fry scoppiamo in lacrime, e nello spostarla notiamo che ha perso del sangue. Ci perdiamo d'animo, temiamo il peggio: una lesione agli organi interni.
Il veterinario e il suo assistente sono giovani. La visitano a lungo e a tratti Fry si sente svenire e si sdraia sulle seggiole all'esterno. Maya ogni tanto miagola ed è visibilmente ferita.
Decidono per una serie di analisi e per il ricovero.
Questa notte io e Fry non abbiamo dormito molto: lui è stato male e ha avuto un altro attacco. Inoltre aspettavamo chiamate dalla clinica. Che per fortuna sono arrivate dopo un paio d'ore. Maya non ha lesioni evidenti agli organi interni ma una profonda ferita agli arti posteriori, già suturata. Dalle lastre emerge una frattura dell'ileo e un disallineamento del bacino e il mattino dopo avremmo parlato con l'ortopedico per i dettagli. Per la perdita di sangue e lo shock la temperatura è bassa e l'ematocrito basso.
Non riuscivo a smettere di pensare che lei è cadura ed era da sola e ci ha aspettati per chissà quanto tempo. lei era lì e noi non c'eravamo per soccorrerla subito.
In ogni caso stamane abbiamo parlato con l'ortopedico. Il problema è che questo disallineamento del bacino, questo spostamento in avanti del bacino, va a toccare il nervo sciatico, cosa che le impedisce di muovere la zampetta posteriore sinistra. Non c'è altro che possiamo fare se non aspettare: in genere, ci dice, queste cose vanno a posto da sè, lasciando l'animale a riposo. In rari casi bisogna procedere con un intervento ma, ci comunica, la micia è stata fortunata. E nella fortuna c'è anche il fatto che è piccola e agile. Fosse stata obesa non sarebbe andata così bene.
Ci siamo un po' tranquillizzati a queste parole, soprattutto avendo saputo stasera che cominciava a muovere la zampina e c'è un lieve miglioramento quindi. Ha anche un po' mangiato e bevuto e io sono davvero ottimista.
Certo, ora siamo un po' a pezzi.
15 settembre 2011
La cartellina
le persone che non portano nulla
le persone che portano una o più bollette
le persone con la cartellina.
Quando vedo una persona con la cartellina mi metto le mani nei capelli. Me li immagino puntare la sveglia apposta per andare allo sportello, cercare nel cassetto dei documenti, ordinatissimo, la cartella in questione e uscire da casa. Me li immagino mentre prendono appunti sulle bollette, attaccando post-it ovunque e annotandosi i nomi delle persone con cui hanno parlato.
Oggi uno di questo omini ci ha tenuto compagnia per un'ora e un quarto. Ha scartabellato diverse bollette, piene di appunti, biascicando qualcosa in dialetto, chiedendo informazioni su ogni cosa e su ogni voce in bolletta.
Quando un uomo con la cartellina attraversa la porta è sicuramente una rogna.
Le mie Chobin
14 settembre 2011
Per una buona causa
Credo che gli scriverò.
Canzone del giorno: 5 secondi Nadàr Solo
12 settembre 2011
Mattino #2
10 settembre 2011
05 settembre 2011
HD
High Depression
30 agosto 2011
Il suo piccolo inferno
Ognuno ha il suo piccolo inferno e Fry ne ha uno bello grosso da gestire. Ma non sarà solo.
29 agosto 2011
Io, lui e me e l'ansia.
Quando ho conosciuto Fry, la prima cosa di cui abbiamo parlato (o accennato, diciamo) sono stati gli attacchi d'ansia. Fry ne soffre ma io non ne avevo mai visto uno. Così quando, mentre mangiavamo, vedo che non sta molto bene (mentre mi strafogo di frittura di pesce e vino bianco) gli chiedo se vuole che andiamo via. "Sì" mi dice. Arraffo le ultime cose da trangugiare e ci spostiamo, ha le mani fredde e sudate. Sistemiamo uno stuoino per terra, davanti ai bagni, si mette la felpa e comincia il suo inferno. Non ho mai avuto un attacco d'ansia, o meglio credo di sì, ma è stato breve e non lo ricordo bene, ma credo sia peggiore di un male fisico. Hai la consapevolezza che non è un male fisico ma senti il tuo cervello che cade in una spirale di pensieri negativi inarrestabile. I sensi si mettono all'erta, come se dovessi fuggire, ma da cosa? Non c'è, non esiste, nessuna minaccia imminente. Così rimani angosciato, senza nessuno che ti possa aiutare, senza nessun vero pericolo, però col corpo pronto ad affrontarlo e la mente che cerca di uscire ma non ce la fa. Credo sia successo più o meno questo in quelle ore in cui il traghetto ondeggiava senza sosta (mare grosso e molto vento). Si è sdraiato e mi ha abbracciato stretto e poi si è addormentato. Ma anche al risveglio non era tranquillo.
Così quando siamo arrivati, passata la mezzanotte da un pezzo, per cercare un campeggio che potesse accoglierci, la situazione non era rosea. Eppure ce l'abbiamo fatta, siamo arrivati al camping San Damiano e abbiamo piazzato la tenda. Erano le due di notte.
La mattina seguente ci siamo svegliati presto, forse non abbiamo nemmeno dormito tantissimo, so solo che non c'era caffè ed è l'unica cosa che riesce a ingurgitare Fry quando sta male. Dopo averlo trovato (alle macchinette, impareremo presto che i Corsi vivono senza i nostri ritmi ansiogeni, e prendono le cose con calma, molta calma. Infatti il bar del camping avrebbe aperto i battenti alle 10) siamo stati al mare (stupendo - mio primo bagno dopo un sacco di anni) e poi via, di corsa verso Bonifacio. Fry ancora a digiuno mentre io mangiucchiavo un panino.
Arrivati a Bonifacio troviamo posto allo stesso camping dell'anno scorso, Cavallo Morto e, dopo aver montato la tenda, andiamo a visitare la stupenda Bonifacio. Purtroppo Fry continua a non essere sereno e io non so davvero che fare. Così a orario di cena quando ancora non mangia perché non se la sente, sbotto un po', e a ripensarci mi sento ancora in colpa. Ma ero davvero stanchissima e avevo appena sopportato la scortesia di un cameriere in un ristorante dove l'anno prima io e Mel ci eravamo trovate molto bene. Praticamente chiediamo al cameriere se era possibile che Fry non mangiasse (senza specificare) e lui ha detto "no, desolè" o come cazzo si scrive e avrei voluto dargli un calcio nei maroni ma ci siamo alzati e siamo andati via. Quella sera siamo andati entrambi a dormire con tanti pensieri e molto presto (nonostante una squadra di bimbi rompiscatole avesse deciso di lanciarsi le ciabatte proprio davanti alla nostra tenda, colpendola di tanto in tanto).
Al mattino dopo Fry ha fame, segno che sta meglio. Sono contenta e ci fiondiamo a fare colazione, caffè con latte e brioches e poi mare. Andiamo alla spiaggia di Santa Giulia perché ero sicura fosse la spiaggia incantevole in cui l'anno scorso ho mancato di fare il bagno, ma scopro che non è quella. In realtà la spiaggia dell'anno scorso era Palombaggia, meno frequentata. Ma non importa, le due spiagge sono vicine, il mare è lo stesso ed è stupendo. Secondo bagno e passeggiata in riva al mare.
Decidiamo di passare una seconda notte a Cavallo Morto. Quella sera torniamo a Bonifacio e ci gustiamo la città di sera. L'indomani facciamo un giro a Porto Vecchio. Come l'anno scorso possiamo constatare che non esiste vita a Porto Vecchio, tranne qualche turista che spera di trovarne (infatti nella guida Porto Vecchio è indicata come molto più viva di Bonifacio).
Partiamo quindi alla volta di Ajaccio dove, per strada, troviamo la spiaggia più bella e disabitata della Corsica. Purtroppo durante il viaggio abbiamo mangiato dei famigerato Canistrelli, dolcetti Corsi - o forse Francesi? Per tutta la Corsica qua e là si trovano scritte del tipo "Canistrelli clandestini" - e quindi non possiamo farci il bagno (nelle foto si vede Fry che guarda disperato l'acqua prima di diventare autistico con la sabbia). Devo dire che questa cosa della spiaggia non la ricordo bene, forse è successa dopo Ajaccio. Ecco, riguardando le foto mi accorgo che è successa dopo Ajaccio e che prima di Ajaccio siamo andati a vedere menhir e dolmen, la mia memoria fa davvero cilecchissima. Va bhe in ogni caso, Menhir e Dolmen immersi in natura, tutto molto bello e tanti alberi di sughero molto molto strabelli, poi Ajaccio al camping Les mimosas. Ci manca il Cavallo Morto, qui c'è una sbarra per entrare e dopo una certa ora bisogna lasciare la macchina fuori. Che balotas. In più il campeggio ha i posti suddivisi così non puoi girare a cercare il tuo posto. Ci assegnano quello vicino al posto riservato agli "handicappè", che viene presto occupato da dei giovanotti che non sembrano affatto handicappè (ma come, prima riservi dei posti e poi li dai via?), inoltre è pieno di zanzare e di notte alcuni gatti decidono di darsele di santa ragione. In ogni caso anche ad Ajaccio andiamo al mare ma l'acqua è sporca (o meglio, non lo è, è meno sporca dei nostri mari, ma più sporca delle splendide spiagge viste verso Bonifacio) e decido di non fare il bagno.
La sera facciamo un giro ad Ajaccio, e mangiamo in un posto che sembrerebbe tipico.
Il mattino seguente siamo contenti di andare via da questo campeggio. Andiamo a prendere un caffè (ah ecco ora mi ricordo) e troviamo un bar che fa un caffè molto buono, finalmente. Il gestore parla un italiano, con un accento meridionale. Praticamente l'italiano è il loro dialetto, o meglio il corso, e quasi dappertutto capiscono e parlano perfettamente italiano. Questo signore ci fece tanto ridere perché quando gli abbiamo fatto i complimenti per il caffè, ha esclamato "Sì, è buono, è stretto, come quell' di zi' Mari'". Sembrava più foggiano che corso e a stento abbiamo trattenuto le risate. Partiamo per andare verso un paese che i bolognesi apprezzeranno di certo, e per farlo dobbiamo viaggiare molte ore in stradine piccine e di montagna. Ci fermiamo quindi a comprare i canistrelli e troviamo quella famosa spiaggia di cui parlavo prima. Un vero incanto.
Ci rimettiamo però in viaggio fermandoci di nuovo, per mangiare e per visitare (siamo senza meta a dire il vero e ci siamo spostati un po' come ci girava) un posto che si chiama Propriano (in corso Pruprià). Per mangiare troviamo un ristorantino davanti al porticciolo, con una vista stupenda (ah anche a Santa Giulia abbiamo mangiato in riva al mare, ci siamo proprio viziati!), peccato che anche qui la cortesia non era di casa. Quando Fry ha chiesto un'insalata (che figura negli antipasti) e io una omelette con formaggio (schifosissima) lei ci dice che l'insalata non va bene perché è un ristorante e non uno snack bar. Fry allora ordina degli affettati corsi con i formaggi. Dopo una passeggiata ci rimettiamo in moto, o meglio in macchina, alla volta di Soccia. Soccia è una città minuscola (121 abitanti) ma a Bologna il termine è un intercalare piuttosto comune insieme al suo fratellone socmel. Sì, è vero, abbiamo attraversato le impervie strade delle montagne centrali solo per fotografare il cartello!
Dopo le foto siamo andati subito via e abbiamo attraversato i paesaggi più belli della Corsica, a mio parere. Montagna di viva roccia, foreste di pini altissimi e poi maiali, mucche e pecore, e poi una diga e boschetti e di nuovo roccia brulla. Arrivando fino a 2000 mt di altitudine.
Fry ha guidato per più di 5 ore per arrivare al Cap Corse. Poco dopo Macinaggio troviamo questo camping meraviglioso, U Stazzu, dove decidiamo di passare le ultime due notti. Il camping è a un km dal mare e ci si può arrivare anche a piedi. Il gestore parla italiano, con la erre francese e uno stranissimo, spiccato accento genovese (il Cap Corse è pieno di torri genovesi). Lui è davvero gentilissimo e ci sentiamo di nuovo come al Cavallo Morto, senza contare di fronte ha un centro equestre con un sacco di cavalli. Tutti vivi.
Appena arrivati montiamo alla meno peggio la tenda e andiamo a goderci il mare. Non ricordo se siamo tornati in campeggio per la doccia o siamo andati direttamente a mangiare (di nuovo sul mare), sta di fatto che di questi ultimi due giorni ho uno stupendo ricordo. Abbiamo fatto il bagno insieme, ci siamo rilassati, anche se la macchina ha fatto le bizze il giorno dopo. Decidiamo quindi di cercare un meccanico.
Per fortuna l'omino del distributore ce ne indica uno (a me intanto è venuta un po' di gastrite, cosa che purtroppo mi succede quando mangio un po' di giorni fuori casa). Mentre andiamo verso il meccanico sentiamo "pffffff", inutile dire che ci siamo cagati addosso. Fry accosta e io tendendo l'orecchio gli dico "Ahhh, si vede che si è aperta una bottiglia di acqua frizzante e ha sgasato". Prendo la bottiglia dai sedili posteriori e riprendiamo il cammino. Dopo poco di nuovo "Pffffff". Allora scopro che la bottiglia in questione era un'altra ma quando faccio per prenderla vedo che ha un buchino dal quale schizza via tutta l'acqua. Così sporgo il buchino dal finestrino e "pisciamo" letteralmente acqua frizzante in ogni dove. Arrivati dal meccanico (credo fosse lui perché all'ingresso della villa c'era un furgoncino di un meccanico e diverse macchine) notiamo che c'è un signore sul balcone che ozia e Fry urla "Mechanìc?" - abbiate pazienza ma se non so parlare il francese figuratevi scriverlo - e lui "NO", con voce grossa. Per fortuna tornando indietro sembra che la macchina si riminchi, ci fermiamo in un supermercato a Luri per prendere qualcosa per il mio stomachino ma non troviamo nulla così andiamo in farmacia a prendere delle pasticche effervescenti digestive ma non fanno moltissimo, purtroppo.
Il giorno dopo immenso relax al mare e il mattino seguente lasciamo, con un po' di tristezza perché ci eravamo trovati bene, il camping U Stazzu alla volta di Bastia, abbiamo il traghetto alle 23.30 e un'intera giornata da passare a Bastia e ce la giriamo davvero tutta, scoprendo quartieri molto degradati e viuzze invece ben tenute. Compriamo tre bottiglie di Mirto Corso, una per noi, e due per le nostre famiglie, e ripartiamo. Il mare è tranquillo e anche Fry che ora non sembra più patire. Portiamo i nostri Sleeping Bed sul ponte della nave e dormiamo sotto le stelle.
Ci sveglieranno all'alba con musica improponibile e sarà l'ora di un altro viaggione. Da Livorno andiamo infatti a Bologna a prendere Maya, la nostra micetta (che ora si sta facendo le unghie sul mio collo!) e poi a Fermo, dalla famiglia di Fry a passare gli ultimi giorni di ferie. Le ultime due, tre foto infatti sono state fatte a Fermo.
In questa mappa le nostre tappe:
Visualizzazione ingrandita della mappa
In queste foto la nostra vacanza.
![]() |
| Corsica 2011 |
Da lunedì inoltre lavoro: ma questa è un'altra storia. Pazientate e racconterò ogni cosa.
25 agosto 2011
23 agosto 2011
02 agosto 2011
31 anni fa...
Vittime del terrorismo fascista.
Oggi voglio pensare a tutto il male, consapevole o no, che ho fatto. Alle persone che ho ferito, alle colpe attribuite, ai rinfacci, e voglio solo dire che mi dispiace. Mi dispiace perché a volte si dicono cose senza analizzare le situazioni, e a volte la colpa non c'è.


