14 dicembre 2015

04/10/2015: Il disagio e la meraviglia

Gaby aveva con sé un cartello con su scritto CARLA: per fortuna, dato che non sapevamo nemmeno come era fatto. A Gaby mancano alcuni denti ma scopriremo presto che nell'ambito sanitario ci sono davvero tante difficoltà e forse quello odontoiatrico è il meno importante.
Gaby ha gli occhi che sorridono e ci piace subito: non parla molto bene italiano ma abbastanza per capirsi. Appena ci rechiamo fuori dall'aeroporto di Tana gli chiediamo come va con la mano e a quel punto ci mostra la mano destra, tutta bendata. Solo allora ci rendiamo conto che mancano all'appello due dita. Il suo essersi fatto male alla mano è stata l'amputazione di pollice e indice della mano destra. Rimango basita: per me l'amputazione di due dita non è farsi male alla mano  ma una tragedia apocalittica.
Ci spiegherà dopo in macchina che gli è stato diagnosticato il diabete e anche se non correla le due cose secondo noi l'arto stava andando in cancrena proprio per quello. E' ancora visibilmente spaventato dalla cosa e come potremmo dargli torto?

Andiamo verso la macchina, una 4x4 vecchiotta e a prima vista un po' scascionata. Con poco tempo per le presentazioni incontriamo suo fratello Bruno che farà da autista (dato che lui con quella mano non può guidare) e non parla italiano ma ogni tanto smozzica un "tutto bene? come va?". Temo che rispondere qualsiasi cosa sarebbe stato uguale e un terzo individuo che ci cambierà le somme.
Ci siamo sentiti circondati dato che siamo saliti quasi immediatamente in macchina senza capire esattamente il perché di tutta quella fretta e per un attimo ci siamo spaventati.
Adesso vi posso dire che è tutto perfettamente normale e la fiducia è stata immediatamente riacquistata.

Attraversiamo la periferia di Tana e il paesaggio è composto quasi unicamente di baracche. Ai lati dei fiumi cataste di mattoni sono messe ad asciugare, alcune ordinatamente, altre un po' meno.
I mattoni vengono ricavati dall'argilla del fondo dei fiumi. L'impatto è stato devastante: ma avevo idea che Tana fosse così, ecco perché non mi ci sono voluta fermare nemmeno una notte.
Le tappe prevedevano il viaggio immediato verso Andasibe.
La povertà è dilagante, l'igiene quasi assente. Fry mi dice dopo di aver visto la carcassa di un cane in totale rigor mortis, lasciato lì in mezzo alla strada sotto al sole. Fa caldo, ma quel caldo secco, con aria fresca che si sopporta bene.

Ci fermiamo in un parcheggio e il tizio losco ci cambia i soldi. Non è una procedura standard ma noi ci fidiamo e lo facciamo lo stesso. Cambiamo 300 euro. Tenendo conto che la loro banconota più alta è di 10000 Ariary che corrispondono a circa 3 euro, potete immaginare con quante banconote siamo usciti da quella situazione. 1 milione di Ariary solo per noi, infilati un po' ovunque. Nello zaino, nel portapassaporto, nelle tasche. Ci sentivamo un po' come in quei telefilm polizieschi in cui lo spacciatore riceve una valigetta carica di banconote.
Lasciato il tizio losco procediamo per Andasibe e il parco Mantadia. Nel mio diario definisco la povertà vista come "spietata" ma anche molto dignitosa. Nei fiumi donne lavano i panni che poi stendono a terra, incuranti della sabbia rossa che li risporcherà, nei fiumi le persone si lavano, gli zebù (i veri protagonisti dell'isola rossa) bevono. Il fiume è vita e qui si respira metro per metro.
Mi piacerebbe sapervi dire quanto è durato il viaggio ma non l'ho segnato. Piano piano che procedevamo verso Andasibe le baracche erano meno evidenti. I villaggi più piccoli.
L'atmosfera più tranquilla. Io e Fry forse ci siamo anche addormentati, eravamo stanchi dal viaggio. Siamo arrivati che era tardo pomeriggio.
I bungalow erano in mezzo alla giungla, e lontano, come un sussurro nel vento, si sentono i meravigliosi Indri indri (che si trovano solo in questa zona). Il loro canto è il canto degli spiriti, acuto e dolce sembra provenire dall'aldilà. Mi viene quasi da piangere a scriverlo ma è uno dei suoni più belli che io abbia mai sentito. L'umidità è altissima e i bungalow sono carini, essenziali. Letto, zanzariera e bagno (diviso in due: water da una parte e uno stanzino con lavandino e doccia). Nessun segno di zanzare.
La wifi prende solo dalle 16 in poi se non ricordo male e solo nel ristorante, ma impareremo presto che la wifi è un lusso che troveremo poco in giro. Chiediamo a Gaby se può rimediarci due schede sim malgasce e andiamo a fare un giro. Ma comincia a calare la sera e siamo molto stanchi. Il parco non è molto lontano da qui, gli Indri indri (lemuri alti e pesanti come un bambino di 8 anni, il lemure più grande dell'isola) hanno smesso di cantare. Andiamo a mangiare (per me spezzatino di zebù, please. Molto ma molto buono: il costo del cibo è bassissimo e scopriremo anche che negli alberghi abbiamo pagato caro. Ma meno di 5 euro a pasto quasi sempre). Il mattino dopo ci attende la visita al primo parco, quello di Mantadia.
Di notte un temporale tremendo mi sveglia e mi ricordo che siamo nella foresta pluviale: per quanto sia stagione secca, le piogge non possono mai mancare.
Le parole che sentiremo più spesso, oltre a Vazaha che significa straniero, sono Mora mora (la o si legge u, quindi mura mura), ovvero piano piano. La vita dei malgasci è scandita dal sole, tutti fanno qualcosa ma con i loro tempi. Non ci vedrà mai qualcuno correre, il tempo è prezioso e i malgasci lo sanno bene e prendono tutto il tempo necessario. Già li amo.

Fila di bungalow


la foresta e la lieve umidità



Carina, eh?


13 dicembre 2015

Se sono un po' lunga...

... è solo perché capiate quanta attesa c'è stata. Meravigliosa attesa. Ansiosa attesa.
Attesa.

Volevo mostrarvi le foto degli zaini e del prepartenza. Tra le altre cose abbiamo prenotato il parcheggio all'aeroporto di Malpensa con Ciao Parking per 64 euro. Considerato che stavamo via dal 3/10 al 19/10 non è stata una cosa così tremenda.
L'aeroporto non è raggiungibile a piedi dal parcheggio ma ci sono navette che vi trasporteranno gratuitamente sia all'andata che al ritorno, on demand. Quando arrivate, chiamate e in due minuti sarete alla macchina. Lo abbiamo utilizzato anche per andare ad Alghero (di cui probabilmente devo ancora parlarvi) e ci siamo trovati molto bene. Straconsigliato.

Nello zaino c'è di tutto. Come portare dei chili addosso e non accorgersene quasi.
Vi straconsiglio di portarvi (noi lo abbiamo fatto) gel igienizzante perché non si sa quando potrete lavarmi le mani, salviette intime per la stessa ragione e lucine da minatore (le torcette da mettere in fronte) - in alcuni posti la corrente viene staccata per tutta la notte. Che non vi manchi mai l'acqua in bottiglia: la userete anche per lavarvi i denti, ovviamente!

Prove con lo zaino: ci starà tutto quello che dobbiamo portare?
Attrezzatura fotografica portata:

  • Canon EOS 7D con 24 mm 2.8 pancake, 17-85 mm 4-5.6, 55-250 mm 4-5.6
  • Canon EOS 6D con 24-70 mm 4.0


Abbigliamento:

  • mutande varie
  • calzini vari
  • maglioncino in pile
  • maglia termica
  • 2 paia di pantaloni tecnici (con cerniere che diventano pantaloncini)
  • magliette varie in quantità
  • cappellino per il sole
  • cappellino contienicapelli in caso di disastro nucleare
  • impermeabilino leggero da corsa con cappuccio in caso di pioggia
  • impermeabilone enorme e pesante che copre anche lo zaino
e altre cose (ohi l'elenco è lungo!)


Tutto questo ordine non fa parte di me!



Finalmente è arrivato il 3/10. Dato che il check-in online mi è risultato difficoltoso con air Seychelles partiamo un po' prima da casa, inoltre piove e potete immaginare cosa succede per le strade e nella testa degli automobilisti quando piove. Ecco i nostri voli (per andate e ritorno) - notare le 6 ore di attesa ad Abu Dhabi.

Per il resto tutto bene, emozione a parte all'aeroporto! Meno male sono riusciti a darci dei posti finestrino!

ah-ehm. Lo dicevo che l'ordine non fa parte di me


Felice all'aeroporto Milano Malpensa

in attesa

ah-ehm. Boh?

La vasta scelta di film sull'aereo (che tanto poi te rivedi sempre gli stessi)

Il telecomando

Attrezzatura in dotazione. Avrei voluto fare "l'italiana" e portarmi via la coperta: avrebbe avuto un senso per le 6 ore passate ad abu dhabi.


Pronta per la nanna

Ciao colleghi di Tirana

Sempre meraviglioso


Faccia da "quando scendiamo?"

Era meglio non scendere. Ad Abu Dhabi il caldo è soffocante e appena scesi dall'aereo non si respira. Il volo da Malpens ad Abu Dhabi è durato circa 5 ore.



Una lievissima umidità dell'84%. Pareva di stare sott'acqua!




Ecco *il* posto. Quello che useremo per riposarci. Dopo una mangiata, carichiamo un po' i cellulari e siamo pronti alla nanna. Zaino stretto al corpo e fabbrichiamo le zeta. La copertina mi avrebbe fatto proprio comodo però... E in effetti qualcuno ce l'ha.

Una faccia che pare mi sia passato un tir addosso.

Nonostante 6 ore sembrino tante (che cazzo dico? Sono *realmente* tante) ci tocca prendere l'altro volo per Mahe Island, un paradiso in mezzo alle Seychelles. Altro volo di 4 ore e poi altra coda per riprendere il successivo e ultimo volo.



In coda al transit Gate 
L'aeroporto di Mahe è grande come la stazione di Como San Giovanni. Anzi probabilmente la stazione di Como lo batte. Presto scopriamo che i controlli di sicurezza qui sono l'inferno e dato che l'aeroporto è piccolo, la stessa persona che ti fa il controllo, dopo pochi minuti cambia postazione e ti controlla i passaporti o il biglietto per il prossimo volo.

Ci sono tantissimi indiani che non rispettano le code e sembrano non siano mai passati attraverso un metal detector il quale suona di continuo perché o si sono scordati di levarsi le monete dalla tasca, oppure non si sono tolti la cintura, e nonostante sia per tutti la stessa cosa i successivi viaggiatori non pensano bene di controllarsi e a ogni passaggio devono scansionarli con il sensore portatile.

Insomma non c'è alla fine troppa gente ma rischia di diventare comunque un'affare senza fine. Un consiglio vivissimo: PORTATEVI UNA PENNA. Io ho portato solo il portamine e le mine ma dovrete compilare i moduli per dichiarare che siete in salute, o che dovete proseguire il viaggio, o che dovrete chiedere il visto. Insomma qualcosa da compilare c'è sempre e non fatevi cogliere impreparati! Altro consiglio, anche per un viaggio itinerante portatevi sempre dietro l'elenco degli alberghi, ve lo chiedono!


Un aeroporto su un mare bellissimo

La stanchezza comincia a farsi sentire

Arrivati finalmente ad Antananarivo (ed è ormai il 4/10) dopo altre 2.45 ore e qualche turbolenza specie in atterraggio (secondo Fry il pilota ha effettuato un atterraggio Crosswind) ci misurano quasi immediatamente la temperatura. In Africa (ve lo ricordate? Non ne stanno più parlando ma c'è ancora) c'è emergenza Ebola. E così con il termometro a infrarosso almeno possono capire se qualcuno ha la febbre o meno.

Seguiamo la marea di gente perché non capiamo bene dove richiedere il visto attraverso il modulo che ci hanno consegnato in aereo e dopo averci chiesto dove saremo sistemati (ed ecco l'elenco degli alberghi) prendiamo gli zaini e CI SIAMO. Antananarivo, detta Tana, la capitale del Madagascar nonché della tribù Merina.
Ci sono ben 18 tribù in Madagascar. Differiscono tra di loro in alcuni casi per lingua (ci sono dei dialetti ma molti parlano il dialetto Merina perché è quello più conosciuto dato che viene usato in radio e in televisione), per riti e anche per tratti somatici.
I malgasci sono quasi tutti piccini di statura ma i Merina ad esempio hanno pelle scusa e tratti somatici asiatici mentre i Vezo sono più alti e longilinei. I Bara sono più corpulenti e con tratti molto più africani.

I malgasci non si considerano africani ma malgasci. Ovunque andrete nel mondo gli isolani non si considerano mai parte del continente di cui fanno geopoliticamente parte: è normale ed è ancora più normale in Mada. Qui davvero è tutto un mondo a parte.

Ora rimane solo da prendere gli zaini e incontrare Gaby.
Non perdetevi la prossima puntata!

12 dicembre 2015

Il luogo del cuore e il lungo viaggio per raggiungerlo

Il vero inizio di un viaggio è la realizzazione di poterci andare.
Finora abbiamo sempre viaggiato in Europa e in luoghi molto vicini (massimo un'ora e mezzo di aereo) e la realizzazione di poter andare in quei luoghi è stata una fiamma fugace, qualcosa di velocissimo.
Il Madagascar è stato atteso 10 anni: tanto che quasi prima di partire non ero nemmeno più sicura che fosse IL viaggio. Non ricordavo quasi perché insistevo tanto per andare.
In verità la mia vita è fatta di fissazioni: meno posso fare una cosa, più è impossibile e più mi ci fisso, diventa un tarlo e il mio obiettivo finale.

La realizzazione di poterci andare è stata ad aprile quando dovevamo scegliere di andare negli States o in Madagascar. Nonostante inizialmente la scelta era cascata sugli States (con annesso matrimonio a Las Vegas) presto Fry ha capito che era giusto che cambiassimo meta: per me quel viaggio era più importante. Il matrimonio sarebbe stato un gioco (non abbiamo bisogno di sposarci e non ne sentiamo proprio la necessità).
Dopo la realizzazione (che comprende calcolo metodico delle spese che io, essendo ManiBucate, non ho fatto) inizia la progettazione. I luoghi da vedere, come spostarsi, le zone da saltare. Per il Mada è difficilissimo: i trasporti sono lenti, le strade piene di buche, le guide indicano per percorsi di 200 km anche 4 ore di viaggio.
Se non avete troppo tempo dovrete affidarvi a una guida.
Ma io il nome di una guida ce l'avevo già da quando nel 2004-2005 cominciai a informarmi per sapere più o meno come avrei potuto fare.

Le soluzioni erano due, affidarsi a un tour tipo Avventure nel Mondo, o appunto sentire una guida locale. Coi tour operator non ho mai avuto nessun contatto e preferisco non averne.

La prima soluzione è stata scartata perché Fry non aveva voglia di accollarsi a un gruppo di persone che chissà che ti capita. In effetti aveva ragione ma sarebbe stata la mia soluzione se fossi andata da sola. La seconda è stata la nostra effettiva scelta.

Potevamo scegliere tra due guide: Matteo, un italiano andato a vivere lì e Gaby, un malgascio che parla italiano. Dato che il periodo in cui saremmo dovuti andare era agosto (l'azienda per cui lavoro chiude per una settimana e sarei riuscita ad attaccare un'altra settimana) Gaby purtroppo era già mezzo impegnato. Il biglietto dell'aereo costava tantissimo, però non avevamo altra scelta. O agosto o niente.

In ogni caso se volete contattarli ecco i recapiti:
Matteo: matteo@mymadagascar.net
Gaby: gabiturbo@yahoo.com e se siete intrepidi potete contattarlo al numero di cellulare: 00261320253214

Vi segnalo anche questa giovanissima guida, che alla fine ci ha tenuto compagnia per tutti i giorni a parte i primi due (le vicissitudini sono lunghe, ve le racconterò piano piano): betsytours@yahoo.fr si chiama Eric, parla anche lui italiano, ha 31 anni e fa il cuoco oltre che la guida.

Il costo per un tour di due settimane in Mada cambiava poco da Matteo a Eric: il primo prevedeva dai 3000 ai 4000 euro in totale e il secondo ci ha fatto un preventivo di 2800 euro. Il costo comprende auto e autista, guida, parchi e guide, alberghi a mezza pensione (ovvero un pasto incluso).
Non considerate il pasto gratuito in maniera così rigida, potrebbe capitare di sì, potrebbe capitare di no. Non è un problema perché vi accorgerete che i pasti sono la minore spesa che vi possa capitare in Madagascar.

La "realizzazione"
Appunti sparsi
Dimenticavo, in Madagascar ci sono gli Ariary come moneta. Viaggio a parte capirete che il costo di ogni cosa lì è minimo, fin troppo minimo. E come noi potreste trovarvi in difficoltà nel gestire alcune situazioni.


Agosto però si avvicinava e al lavoro non era stato approvato il mio piano ferie. I biglietti aumentavano sempre di più e la mia ansia cresceva. Non potevo confermare i biglietti, la guida, non potevo fare nulla. Quindi si era reso necessario un cambio di piani.

Ho chiamato il mio capo e gli ho detto che avevo necessità di spostare i giorni perché i biglietti aerei erano raddoppiati e che avrei preso due settimane a ottobre (le prime due per non accavallare i miei giorni di ferie con un'altra collega). I biglietti aerei costavano la metà, la stagione era migliore in Madagascar e tutto sarebbe stato perfetto. Le ferie mi sono state confermate immediatamente e finalmente in data 17/5 ho acquistato i biglietti e una piccola assicurazione del viaggio che in caso di malattia o problemi ci avrebbe assicurato il ritorno a casa senza supplementi. In realtà l'assicurazione copriva anche altre cose, ma in quel momento non mi interessava.

Costo totale, assicurazione compresa: 1743,01 euro.

Intanto abbiamo chiesto i passaporti, la mia foto con i capelli blu ha fatto esclamare all'addetto che negli states non mi avrebbero fatto entrare con altro colore di capelli.
Pazienza: in caso di viaggio negli states me li sarei ritinti.

Vorrei postare le foto dei passaporti ma non le trovo più e sono troppo pigra per rifarle: comunque è stato un bell'obiettivo raggiunto. Ogni piccola cosa ci avvicinava di più al viaggio, quello fisico, vero e proprio.

I vaccini per il Mada non sono obbligatori ma come scrivevo nel precedente post li abbiamo fatti tutti, anche quelli che potevamo evitare: non abbiamo fatto la profilassi antimalarica ma ho già spiegato perché.

A sinistra il possibile tragitto. Le cancellature e le riscrizioni sono state in "corso di viaggio", modifiche che poi racconterò: a destra gli appunti su cosa portare
Appunti sui vaccini
Ne metterò solo una, ma ci sono pagine e pagine di appunti sui vari parchi e sulle specie presenti
Dopo varie trattative io e Fry abbiamo optato per il viaggio con Gaby: non è stata una questione di costo, volevamo che a guidarci fosse una persona del luogo, che conoscesse bene i vari fady (divieti) e che ci potesse raccontare di più di quello che stavamo guardando. Con Gaby ci siamo scambiati varie email e dopo un acconto lasciato di 400 euro mi ha mandato i nomi di tutti gli alberghi. Ho espresso le mie preferenze quando c'era una scelta multipla e siamo rimasti in attesa.

Fatti i vaccini e a due settimane dalla partenza Gaby non si era fatto più sentire: via email non rispondeva e agli sms nemmeno. Eravamo un po' nel panico, non tanto per i 400 euro dati di acconto, ma come avremmo fatto una volta lì senza guida? Non avevamo nessuna idea di come spostarci, non ce ne siamo preoccupati a dirla tutta. Poi arriva una chiamata: era Gaby. Era stato molto tempo in ospedale perché "si era fatto male alla mano". Ma la comunicazione era durata molto poco perché era caduta presto la linea. Il nostro più grande problema era come portargli i soldi, non potevamo fare un bonifico e temevo che avessimo dovuto portare contanti (cosa in effetti poi avvenuta).
Tempo qualche giorno e Gaby ha ricominciato a rispondere alle email con nostro grande sollievo. Ma cosa voleva dire che si era fatto male alla mano? Non ce lo spiegavamo.

Nel frattempo avevamo fatto grandi acquisti: due zaini da 50 lt, vari oggetti per dividere l'abbigliamento (tipo delle "scatoline" di stoffa con cerniere, dato che avremmo cambiato spesso albergo/bungalow era necessario tenere tutto in ordine), sacchetti per la roba sporca, vestiario comodo (da magliettine sintetiche che potevano asciugarsi in poco tempo se lavate a maglioni in pile per gli altopiani centrali dove comunque la sera la temperatura si sarebbe abbassata parecchio), scarpe da trekking, creme solari, autan, igienizzanti, giacchettino impermeabile, ulteriore zainetto per attrezzatura fotografica e cose da portare sempre dietro, fermenti lattici, antibiotici che si sa mai, imodium che si sa mai. La ragazza che viene a dare da mangiare ai gatti era stata allertata. Ormai era tutto pronto. E io emozionata da morire.
E se a Fry non fosse piaciuto? E se fosse capitato qualcosa? E se...

Direi che ho rotto le palle abbastanza: ci sentiamo prossimamente per il viaggio in aereo, problematiche varie incontrate e il primo incontro con il Madagascar e con Gaby.

10 dicembre 2015

Il Mada e i preparativi

Cavoli è da agosto che non scrivo: difficile per me giustificare una così lunga attesa se non scrivendo che avevo bisogno di tempo per metabolizzare diverse cose tra cui, non ultimo, proprio il viaggio in Madagascar. E' stato il viaggio più incredibile, più difficile, più emozionante che io abbia mai fatto. E proprio per questo è difficile parlarne: tornare in Italia e fare colazione piangendo è stato il risultato di questo amore, di questa difficoltà nel descriverlo.
Nessuna parola, nessuna frase, nessun post, nessun diario può descrivere i colori, gli odori, i suoni e le sensazioni viste e provate.
E' tutto inutile: ma mi tocca farlo.
Un po' per tradizione, tengo sempre diari dei miei viaggi, mi piace riscriverli e aggiungere ricordi venuti fuori dopo, un po' perché voglio rendere chi mi legge partecipe di questa meravigliosa avventura.
Qualche piccola indicazione: il Madagascar non è un luogo semplice e noi lo abbiamo affrontato nel modo più comodo che esista.
Quindi non abbiamo viaggiato con i mezzi malgasci, i taxi brousse, zaino in spalla. Avevamo macchina e autista, i bungalow sempre prenotati, e nonostante tutto ci sono stati piacevoli e meno piacevoli inconvenienti. Il nostro tragitto è stato cambiato per problemi di trasporto aereo interno (ma vi racconterò), spesso Fry è stato costretto ad aiutare a spingere la 4x4, abbiamo camminato per ore nel deserto, nella foresta pluviale, sotto la pioggia e sotto al sole. Abbiamo cercato di fare foto controluce, in movimento, cercando di non inciampare nelle radici degli alberi nella giungla. E alla fine nessuna foto rendeva giustizia tanto che, se non fosse stato per il riscontro positivo di Fry, avrei pensato che questo bel Madagascar fosse solo tutto nella mia testa.
Anche ora, solo a pensarci, mi viene da sorridere e da piangere, e nel turbine di queste emozioni faccio fatica a captare quelle giuste per potermi esprimere.
I preparativi sono stati lunghi. Dai vaccini, facoltativi ma che abbiamo fatto tutti: dalla epatite B, alla rabbia, alla polio, al tetano, al tifo.
Non abbiamo fatto profilassi antimalarica, ma sapevamo di viaggiare durante la stagione secca e siamo partiti con le dovute protezioni ma abbastanza tranquilli.

Tutti i vaccini abbiamo cominciato a farli circa un paio di mesi prima di partire, anche perché i richiami dell'antirabbica sono tre.
Il costo è stato abbastanza alto, ma preferivo partire tranquilla e Fry era d'accordo con me. L'antimalarica abbiamo preferito non farla perché in primis partivamo durante la stagione secca e poi perché sapevamo che poteva dare disturbi forti allo stomaco, che era pesante per il fegato e dato che mettevamo già in conto il cagotto abbiamo preferito saltare disturbi di stomaco.
Lo so, sembra da irresponsabili: ma in verità la profilassi antimalarica non copre al 100% ed è meglio prevenire.
I passaporti sono stati richiesti diverso tempo prima in modo da non avere fretta e nell'ultimo mese abbiamo comprato zaini, scarpe e abbigliamento tecnico che ci avrebbe potuto fare comodo.
Gli zaini sono stati una scelta ottima: a meno che non decidiate di andare a Nosy Be in un bel villaggio turistico vantandovi poi di essere stati in Mada, bhe, lo zaino è l'unica scelta possibile.
Spero di elaborare nei giorni a seguire le foto per potervi mostrare qualcosa in più oltre alle mie parole e spero che questo viaggio (anche se scritto, o letto nel vostro caso) possa piacervi almeno un terzo, ma che dico, un decimo di quanto è piaciuto a me. Ne sarei comunque felice.

Il Madagascar è la terra degli zebù ma prima di arrivarci parleremo del nostro lungo e meraviglioso viaggio, fatto di tre terre, di tante lingue e di comodissimi cuscini della Etihad (e Air Seychelles).
A presto.

14 agosto 2015

R.I.P. Guercina...

06 agosto 2015

Puzzo di merda di vita

A giugno, meeting nazionale di piante carnivore a Padova, un mio vecchio amico con cui mi sono chiarita dopo appena 12 anni, mi ha detto "tu puzzi di merda di vita".
No, non c'è da prenderla male.
Gli stavo spiegando del fatto di non volere figli e lui mi stava dicendo che invece sarei una mamma perfetta. Perfetta perché imperfetta, perché tatuata, spettinata, vestita male, perché i bambini hanno bisogno di sporcarsi e di giocare e non (solo) di imparare a stare seduti bene.

Anche se credo non sia del tutto vero perché la mia imperfezione è, per certi versi, studiata, per il resto credo che sia una definizione che mi calza a pennello. Puzzo di merda di vita.

Penso che a volte alcune persone ne sentano l'odore e ne rimangano fortemente attratti. Per certi versi sono quello che alcuni vorrebbero essere: visibilmente casinista, disordinata. imprecisa, distratta.

Penso che la vita non ci regali momenti in cui lasciarci a noi stessi, le pressioni sociali sono forti. Dobbiamo trovare un lavoro, sposarci, avere figli, possibilmente essere vestiti bene, non dare modo agli altri di trovare appigli per poterci attaccare.
Io invece sono diversa.
E non è il coraggio.
E' proprio la merda di vita.

Sì, la gente si volta per la strada quando cammino perché ho i capelli strani, perché ho i tatuaggi, perché non sono vestita bene. No, non mi da' fastidio.

Ma ragazzi, che gusto non doversi vergognare.

E quanto dispiacere nel vedere negli occhi degli altri quel pizzico di "perché io non riesco?".

Guardate, osservate, vogliate essere come siete. E siatelo!
Sporcatevi della vostra vita, cazzo perché, checché ne dicano le varie religioni, avete solo questa chance. Nel dubbio, io non rischierei. E non lo faccio.

05 agosto 2015

Succedono cose.

L'altroieri mi ha chiamato Pinguino per dirmi che la sua mamma è mancata.
Così mentre la vita prende pieghe meravigliose e tutto corre secondo la tua direzione... improvvisamente qualcosa la arresta per un attimo, per permetterti di fermarti e guardarti intorno.
E vedere che non tutto è così bello come credi.

Il treno non si ferma, non c'è modo di fermarlo.

Canzone del giorno Locomotive Breath Jethro Tull

03 agosto 2015

I miei demoni

Questa notte ho sognato demoni nascosti negli armadi. C'erano due armadi in quella che non era la mia camera da letto. Un vecchio armadio di legno scuro e un armadio più moderno, chiaro, forse bianco.
La sostanza è che ogni tanto dall'armadio vecchio si apriva un'anta con demoni/spiriti dal volto terrificante. Spiriti che una volta sconfitti comunque si ripresentavano dal nuovo armadio.

Uno degli spiriti a un certo punto si è tolto la maschera grottesca, mostrando un volto normale.
Credo che il sogno sia estremamente chiaro.


30 luglio 2015

Il matto di Cömo

Mi è successa una cosa strana, di nuovo. Mi ha fermato un vecchino che non c'era tanto con la testa. Mi ha stretto la mano e ha detto qualcosa, un complimento verso i miei tatuaggi. Nel frattempo mi teneva sempre stretta la mano (sinistra). Mi ha chiesto il nome e ha detto che si chiama Carlo. Mi ha salutata con due baci sulla guancia. Poi mi ha chiesto se sono fidanzata e da quanto. Altri due baci sulla guancia. Poi ha detto "ma va bene così eh? Mica vorrà rimanere incinta". Mi ha detto che la prossima volta apriamo un bar. E poi mi ha detto che mi vuole bene e mi ama. E poi di nuovo di non rimanere incinta. O Cömo è piena di gente strana o la trovo tutta io.

29 luglio 2015

AAA aspiranti visionari cercasi

Lunedì sono andata in posta, un avviso mi avvisava di aver qualcosa da ritirare. Ah-ah. Qualcosa da pagare temevo.
Così mi reco (sempre di corsa) alle poste, passando per il centro. Che meraviglia passare per il centro al mattino. C'è una calma surreale, come a Torino alle 5 del mattino, quando il mondo deve ancora svegliarsi. Io, la mia musica, e Como.
E qualcuno che mi parla.
Mi tolgo le cuffie.
Un ragazzone mi chiede se ascolto il punk.
"Ehm, certo, sto ascoltando ora i NOFX ("conosci i nofx? No? fx! Conosci i nofx, no? FX!" e così via)"
"Conosci i Rancid?"
"bhe di nome certo, ora se dovessi ricordare qualche pezzo magari non lo so però.."
"Ah bhe loro secondo me sono i migliori, non trovi?"
"Bhe sì sono ganzi però.."
"Ah ma sai se vengono a fare qualche data qui nei dintorni?"
"Mhm, non penso. Non ho idea"
"Qual è il loro album che ti piace di più?"
"Mha guarda, come ti ho detto prima, non è che li conosca benissimo, sicuramente li ho ascoltati... ma.."
"Eh dai loro sono proprio forti, ciao eh?"

Che dire.
A volte penso che me le cerco.
Ma dire così è come dire che una ragazza in minigonna cerca le palpate di culo, e il mio animo femminista si incazza a morte.

Canzone del giorno (Don't Fear) The Reaper Blue Oyster Cult


27 luglio 2015

I biscottini della verità


Il biscottino della fortuna mi conosce.

Canzone del giorno: Dio è morto Francesco Guccini


Grazie Lorenza, grazie signore della stazione perché la tua email mi ha commosso e spero fortemente di fare parte di una generazione più simile alla tua.

26 luglio 2015

Fry: "Perché stasera non bevi?"

Sarà dura.

25 luglio 2015

Instabilità cerebrale: lotta dura e senza paura (al pelo)

E' notte alta e sono sveglio, sei sempre tu il mio chiodo fisso; insieme a te ci stavo meglio, e più ti penso e più ti voglio cantava Eduardo De Crescenzo nel 1981, anno della mia nascita mentre io, invece, che tanto romantica ormai non sono più, ho tirato giù grandi moccoli perché a tenermi sveglia è stata la pioggia battente di questa notte.

Questo però mi ha dato tempo di riflettere, tra una bestemmia e l'altra, di quanto sia diventato noioso e triste questo blog. Serio!
Così volevo raccontarvi un po' di cose buffe, sempre che buffe siano.
Innanzitutto felicissima di sapere che molte altre persone non andranno alla festa aziendale perché, come me, trovano che non ci sia nulla da festeggiare con questi licenziamenti (fine parentesi seria).
Per quanto invece riguarda il bere di meno mi trovo in seria difficoltà perché il mio dolce Fry ha quasi sbottato quando ieri sera, dopo una birra media di accompagnamento alla pizza (avevo scritto birra di accompagnamento alla birra, va bhe ho sonno. Cercate di capire), ho scelto di non farmi il mirtino per digerire.
"Ma COME, niente mirtino?".

Penso diventerò un'alcolizzata.

Inoltre ieri ho preso una di quelle decisioni importanti della vita, quelle che si prendono quando sei davvero sicuro, quando finalmente hai chiaro cosa vuoi nella vita, quando le hai provate tutte ma capisci che quella è l'unica strada praticabile.
Se mi sposo? No, no, certo.
Se farò un figlio? Ma cazzo dite? Mi conoscete almeno un po'?

No, no, andrò per la primissima volta in vita mia dall'estetista a farmi la ceretta.
Finora i miei tentativi di vana lotta al pelo superfluo sono stati miseri e mi hanno dato come perdente almeno una volta su tre. E le ho provate tutte. Ceretta, lametta, silkepil... Una volta ho comprato persino quella roba che sembra carta vetrata molto fine, che sfreghi sulla pelle e ti porta via sì i peli, ma anche il primo strato di pelle.

Confrontandomi tra colleghe ho scoperto che fanno la ceretta davvero ovunque (bhe alla patonza lo sapevo!) e questo è un bene dato che quando la mia tatuatrice non voleva credere alla mia pelosità e le ho mostrato la pancia, si è fatta seria e ha detto a labbra serrate: "Ma una ceretta?"
L'ho scritto anche varie volte in questo blog ma ora ho deciso di cercare di non vergognarmi e ad andare dall'estetista. Daje di estetista.

La ricerca è stata dura, quando lavori da frontaliere e non hai la macchina e i tuoi collehi vengono da paesini di cui fai anche fatica a pronunciare il nome (Maslianico.. che cazzo di nome è?) e l'unica collega che abita vicino a te ti dice "Io non faccio la cera" ti piglia un po' male.
Ma google risolve ogni problema.
Ah non riesco a ricordare la vita senza Google, non ricordo nemmeno che cazzo di motore di ricerca usavo.
Questa cosa un po' mi solleva (e mi inquieta perché Fry sa più cose sulla ceretta di me), anche perché anni fa la facevo in casa ed era una cosa lunghisssssiiiimaaaaa.

Per prima cosa scaldi la cera, dai 20 ai 30 minuti di attesa (io usavo quella a rullo).
Poi ti spalmavi una striscia e la strappavi, e così via.
Presto la cera si raffreddava e dovevi rimetterla sotto corrente. Ti accorgevi di questo perché il roll non scorreva più bene e ti trovavi dei pezzi di cera semisolida sulle gambe che non si staccava in nessun modo. A fine ceretta le mie gambe erano così appiccicose che qualsiasi cosa incontrassero, vi si attaccava. L'unico modo per eliminare la cera è usare l'olio.
Così dopo essere stato appiccicoso per un po' diventavi anche unto, pronto per la frittura. Ma non tutta la cera andava via, quindi unto e in parte appiccicoso.
A tutta l'operazione seguiva una rinvigorente doccia.

Tempo totale dell'operazione? Difficile stabilirlo, praticamente impossibile.

Ieri sera, uscita da lavoro, Fry si offre di darmi un passaggio a casa a patto di raggiungerlo al Pura Vida, locale aperto solo d'estate (praticamente un chioschetto) dove fanno aperitivi.
Questo per evitarmi la salita micidiale che dovrei fare a piedi per tornare a casa dalla fermata dell'autobus.

Lo raggiungo e lo trovo bellamente seduto al tavolino col suo fidanzato (di cui io sono la copertura). "Ma come? Non andiamo subito a casa?" - non avevo voglia di stare fuori e pensavo andassimo subito a casa anche perché nubi nere minacciavano il nostro domani odierno (semicit).

"Ma no, le nubi sono lontane, il vento tira dall'altra parte, mi prendo una birra piccola e andiamo"
Il fidanzato completa l'opera dicendo "Sì tanto massimo mezz'ora e vado via anche io"

Sbuffo un attimo, mi siedo.
SBRAUMMM
Tuono
SBADASBRAUMMMM
Tuono
"Amò, io non ti voglio dire niente ma qui tra poco viene a piovere e speravo mi dessi un passaggio proprio per evitare la pioggia. Ho il libro nello zaino (non impermeabile) e sai quanto ci tengo ai libri"

"Massì stai tranquilla"

Respiro
SBRAUMMMM
Pioggia.

A volte adoro avere ragione. Non in questo caso. Difatti non mi sono nemmeno esibita nel mio conosciutissimo ballo "Avevo ragione".

P.s. Mio nipote di quasi 8 anni ha una spiegazione scientifica per la mia quasi totale mancanza di memoria.
Sono vegetariana e non mangio pesce.
Teek.
I fanciulli la sanno lunga.

Ieri nuova dimostrazione: osservando una mia collega arrivata al lavoro con un vestitino e pensandoci un attimo, comunico alle mie colleghe che mi piacerebbe un sacco battermene la ciolla e andare anche io al lavoro con un vestitino e chissenefrega.
Silenzio generale.
Due settimane fa ero andata al lavoro con un vestitino.
Non ho speranze.

Canzone del giorno: Pensieri e Parole Lucio Battisti

24 luglio 2015

Anoressia mentale

Mia zia domani comincerà a mangiare. Chiede di me, dice che ha bisogno della mia positività, di me.
Non ricordo la responsabilità di qualcuno che ha bisogno di me.
Dovrò ricordarmelo, entro domani. Mattina.

Canzone del giorno: Sospesi Nell'Incredibile Le Orme

Auguri Babbo

Nella mia vita non sono mai stata così tanto fuori casa. Ogni sera appuntamento fisso al Pura Vida, sul lago.
Le facce non sono sempre le stesse, tra miei colleghi e amici, colleghi di Fry e amici, amici e basta, gente che passa e si aggrega perché conosce uno di noi... Mi sembra di essere in una serie televisiva stile Friends, da cui differiamo solo per il fatto che non viviamo in una grande comune con viavai di gente a casa.

Penso che quando mi vedrà il medico e mi palperà il fegato, dicendomi come al solito "il fegato è palpabile, lei beve?", questa volta dovrò rispondere di sì. Di solito dicevo "bhe no suvvia, una birretta la sera dopo cena che sarà mai".
Ora non saprei dove cominciare.

Considerato che quando è mancato mio padre era giallo... Forse dovrei un attimo darmi una regolata.

Oggi tralaltro sarebbe il suo compleanno. Auguri babbo. Se tu oggi fossi vivo avresti solo 64 anni.

Sono in ansia perché devo prenotare le mie solite visite annuali, e mi sto dilungando davvero tanto. Troppo.

Ah ieri ho ricevuto il DVD promesso dal signore che a Milano suonava il pianoforte, quello del segreto. Insomma andatevi a rileggere il post di qualche giorno fa, "sapessi com'è strano". Ha mantenuto la sua promessa, però non mi ha spedito il suo libro.

Ho ricevuto un altro pacco o raccomandata che devo andare a ritirare in posta, chissà cos'è. Il pensiero è sempre quello: speriamo non sia qualcosa da pagare!

21 luglio 2015

Fino a qui, tutto bene



È la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani... A ogni piano, mentre cade, l'uomo non smette di ripetere: "Fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene". Questo per dire che l'importante non è la caduta ma l'atterraggio.

Attendiamo l'atterraggio. Perché prima o poi si dovrà, in qualche modo, arrivare.

20 luglio 2015

Ottime nuove

Mia zia è stata trasferita dalla rianimazione al reparto. Ieri le ho parlato, era ancora un po' confusa dalla morfina ma parla e risponde a tono. E sembra stare bene.
Le donne della nostra famiglia sono più toste del marmo.

19 luglio 2015

Stelle misteriose

Il post del 17 luglio è stato premonitorio.
Stavo uscendo di casa per andare al lavoro (turno pomeridiano 11.15-20.15) quando mia sorella mi manda un hangout e mi dice che opereranno nostra zia perché le han trovato una massa di 10 cm tra l'intestino e le ovaie. Ma non ha saputo dirmi altro.
Mia zia, la sorella di mia mamma, che vive a Milano.
Sul bus non ci ho pensato molto. Ho scritto al mio capo per dirgli che avevo problemi in famiglia e ho chiesto dove si trovava l'ospedale a mia cugina.
E mi sono trovata alla Multimedica di Sesto San Giovanni.

Mia zia era irriconoscibile: l'avevo vista ad Aprile per la comunione/cresima di mia nipote ed era già magra. Ma lei è sempre stata a dieta un giorno sì e l'altro pure, quindi non ci avevo fatto troppo caso, non ci avevamo dato troppo peso.
Ma sul lettino non era più mia zia, era il suo scheletro.

Scherzando l'ho ringraziata per avermi fatto perdere un noiosissimo giorno di lavoro e alle 12.45 circa l'hanno portata in sala operatoria.
Fino alle 17 non sapevamo ancora nulla quindi ho deciso di riprendere il treno per tornare a casa quando, ormai quasi arrivata alla stazione di sesto san giovanni, mi chiama mia cugina, la figlia di un altro zio, per dirmi che ha sentito nostro cugino e che forse mia zia non supera l'intervento.
Apro Whatsapp e mia cugina mi scrive "Mamma non supera l'intervento".
Mi giro e corro indietro. "Ma come?" penso.

Arrivo e i miei parenti sono ovviamente disperati. Mio zio guarda il vuoto e fa uno strano suono gutturale e vederlo così mi ha spazzato il cuore più di qualsiasi altra cosa.

Mio cugino Mirko mi ragguaglia: è l'unico che ha parlato col medico. La massa tumorale è di quelle "cattive" ed era grossa come un melone. Per asportarla hanno dovuto togliere metà intestino, le ovaie e, abbiamo scoperto dopo, il pancreas. Chissà se anche un pezzo di stomaco. La condizione non è ottima, per evitare il cedimento strutturale degli organi interni hanno riempito i vuoti con protesi mammarie. Inoltre presto o tardi dovrà cominciare la chemioterapia.

L'intervento è stato però superato e possiamo entrare nel reparto di terapia intensiva, uno per volta. Indossando camice e calzari.
Decido di entrare anche io, per ultima, e dato che abbiamo indossato tutti lo stesso camice è stato triste sentire l'umido delle lacrime dei parenti sul camice che stavo indossando.
Entro ed è in coma farmacologico, intubata. Circondata da macchinari che ne seguono le funzioni vitali la osservo per un po'. Non so se percepisce la nostra presenza, ed effettivamente dopo cinque minuti non so cosa fare. Quindi esco.

Parlando con parenti acquisiti decidiamo di prendere la cosa con positività: sì, l'intervento è stato grosso ma è sopravvissuta. Per un momento i medici hanno temuto di perderla perché la temperatura era scesa troppo.
I parametri sono stabili, altra cosa positiva.

Dobbiamo solo aspettare. Convinco mio zio a tornare a casa per dormire, Fry viene a prendermi e torniamo a casa. Chiedo di portarmi a bere qualcosa ma forse esagero perché il mattino dopo mi gira tutto e devo tornare in ospedale. Anche perché stanno arrivando mia sorella e mia mamma da Torino.

Le notizie sono molto buone. Mia zia è sveglia anche se sempre in terapia intensiva. Mia mamma decide di entrare e rimane 40 minuti. Avevano molte cose da dirsi a quanto pare.
Nel primo pomeriggio vado, viene sempre Fry a prendermi. Ci fermiamo a mangiare qualcosa e torniamo a casa. Io crollo a letto e mi sveglio praticamente solo alle 18 perché dovevamo uscire.
Alcol.

Oggi torno, spero di poterle parlare. Voglio solo capire se sapeva. Perché io lo so che sapeva, so che non ha voluto dire niente perché una cosa simile è successa anche a mia mamma. Tumore all'utero, sapeva che c'era qualcosa che non andava e l'ho quasi portata di peso a fare il pap test.

I miei cugini si danno tutte le colpe del mondo perché avrebbero dovuto sapere, capire, insistere.

Ma è sbagliato, è tutto sbagliato. Non puoi mai capire cosa ha dentro una persona, mai convincere qualcuno a fare qualcosa che non vuole.

Ci sono stelle misteriose che illuminano le tue giornate, ma finché non viene sera non puoi vederle.

Canzone del giorno: Heroes David Bowie

17 luglio 2015

E' notte, soffia vento freddo. E' buio, ci sono pochi lampioni e le mie mani tremano.
Indosso un mantello con cappuccio e nessuno deve riconoscermi.

Oggi ho la notte nel cuore.
Oggi ho freddo dentro.

16 luglio 2015

Il dilemma dell'onnivoro (lavorativo)

Da me stanno licenziando a bestia, a grappoli.
Ogni venerdì facciamo il segno della croce (io mi tocco le palle che non ho) e via.
Aspettavo da mesi la festa aziendale perché fottesega, io bevo e mi diverto, ho degli amici lì dentro con cui sfogarmi, ballare, bere e dire cazzate.
Ma ora lo spirito è perso, non c'è nulla da festeggiare. Già da un po' di tempo i reparti sono ben separati, in particolar modo tutti si tengono a distanza dal nostro reparto.
Poi queste "sparizioni": gente che oggi c'è, dopo un'ora non la vedi più e sai che l'hanno mandata via solo perché qualcuno te lo dice. Sottovoce, come se fosse un segreto.
I muri ascoltano tutto e riferiscono, così molto spesso finiamo per non parlare di queste cose, lasciando solo una velata tristezza nei nostri occhi.
Con quale spirito posso andare alla festa aziendale?
Lo scorso anno, appena entrata, non sono andata perché ero nuova. Non mi andava, non conoscevo nessuno e questa cosa mi è stata rimproverata perché "la festa è un'occasione importante di socializzazione" - ma alla fine, tra le righe, socializzare (soprattutto tra reparti diversi) non è un bene.
E' un doppio legame, questo? Secondo me sì.

Comunque ci penso, ma per ora è un forte no.

13 luglio 2015

SBAM

Ti rendi conto un giorno, così per caso, passeggiando nella tua mente, di avere questo grossissimo, enorme deja-vu. 
E' quella sensazione che ti fa passare dall'essere speciale a essere una comune mortale, mediocre anche, simile a mezzo mondo... e lo realizzi solo quando, per un motivo o per l'altro, cadono tutti i castelli che ti eri costruita.
Ohi, io sono bravissima a costruirmi castelli: sono la regina dei castelli costruiti in aria.
Da qualche parte dovrei avere ancora la corona. Di cartone. Colorata in pastelli. Con gemme fatte di pezzi di bottiglia di birra rotti.
Ecco.

E qui, al terzo bicchierino di mirto, mi chiedo che senso abbia ogni cosa.

MA.
Ci sono cose importanti a cui pensare.
Per esempio che questa è la mia vita e la amo così com'è, con le cose sublimi (badate bene, non belle, sublimi) e le cose terrificanti e oscure. Sono più oscura e mi piaccio così, e va bene così.

Va bene sognare sogni orribili, va bene fare pensieri atroci, va bene custodire il mio cuore nero in una custodia blindata.
Va bene anche pensare, ogni tanto, non non fare più ritorno e non svegliarsi più.

Ma non ci spaventate (sorriso inquietante); amo la vita così tanto che non succederà mai, voglio continuare a sognare cose orribili, amo il mio cuore nero. 
Amo la strega che si nasconde dentro di me e mi porta per i boschi a fare sacrifici di sangue e a ballare alla luna.

Amo questo essere lunatico.

E forse non sarò così speciale, ma nessuno è come me.


12 luglio 2015

Sapessi com'è strano

incontrare personaggi così a Milano.

E' così, Milano o la ami o la odi. Ma non è vero, sono una delle poche fortunate che riesce a trovare delle scale di grigio anche in questi casi. E così io Milano la apprezzo per tante cose...

Ma per la stazione di Milano Centrale io ho una sorta di venerazione. Avendo tanti parenti (comunque sempre molisani) che abitano lì, quando ero piccola almeno una volta al mese mi toccava andare. Partivo da Torino Porta Susa che non era la figaggine di oggi, bensì uno sputo di stazione, quasi pari a Como S. Giovanni, da cui partivano solo i treni per Milano. Gli IR, i famosissimi interregionali.
Che mia mamma arrivata a Rho (la stazione prima di Milano Centrale) attaccava a dire "La prossima è la nostra" e mi faceva alzare anche se mancava ancora un quarto d'ora e non avevamo valigie perché andavamo e tornavamo in giornata.

A Milano Centrale (ma ho scoperto al ritorno anche a Torino Porta Nuova) hanno messo un pianoforte. Sta lì da un po'. Ogni tanto qualcuno lo stuzzica senza saperlo suonare e si sente nell'aria quel dlin dlin dlin fastidioso, senza senso.

Ma ieri, uh ieri.

Sono andata a Torino perché oggi io e mia sorella siamo andate a vedere Tamara De Lempicka e invece che farmela in giornata, solo di domenica, sono partita ieri pomeriggio per evitarmi l'ammazzata.
In verità stavo cercando di costringermi a non entrare alla Feltrinelli, dirigendomi proprio verso di essa. E' una prova di coraggio la mia: "Riuscirà la nostra eroina a non acquistare l'ennesimo libro che non leggerà?", quando sento un suono celestiale, anche se giovane.
Sono due ragazzi giapponesi che suonano al piano, lei e lui.
Carini da morire.
Li filmo anche se ogni tanto non sono sincronizzati. Fottesega, donerei una cornea per suonare così.
Mi si avvicina un signore e mi chiede come hanno fatto a portare lì il piano, gli dico che no, il piano è lì a disposizione di tutti. Gli si illuminano gli occhi. "bhe il mio treno parte tra un'ora magari riesco a suonare qualcosa".
Allora gli domando, gli chiedo, cosa suona, cosa fa, da quanto suona. Mi domanda, mi chiede, se suono qualcosa e se mi piace qualche tipo di musica.
Mi comunica di aver suonato col batterista dei Deep Purple (mi da' il biglietto da visita e mi fa andare sul suo sito dal mio cellulare, e sì, non mente in effetti). Gli dico che mi piacciono Le Orme e gli faccio vedere la mia foto con Michi Dei Rossi. Sorride e mi dice di vedere gli altri filmati caricati perché ce n'è uno dove suonano dei pezzi de Le Orme.
E così intanto il piano si libera e si mette a suonare. Poi mi dedica Child In Time e quasi mi commuovo. Poi un ragazzo, che scopro lì essere russo, chiede di suonare insieme a lui.
E insomma c'è un bel concerto. Perché non c'è musica più bella di quella che ti strappa un sorriso.
E quindi poi il ragazzotto si ferma a parlare e si presenta. Mi chiede se suono, mi lascia la mail per mandargli il video. Così con nome e cognome lo aggiungo su facebook. E ora ho anche il video da mostrarvi.

Il signore prima di andare mi rivela un Segreto, che proprio perché rivelato non posso scrivere. Ma mentre me lo dice continuo a sorridere anche se so che per lui è un orribile Segreto. Voglio fargli capire che non lo compatisco ma lo capisco, perché quello che mi ha regalato ieri mi ha riempito il cuore e anche se lui non lo sa, e anche se il mio cuore custodirà un segreto per lui orribile, si renderà presto conto che finché riempirà altri cuori di musica questo grosso peso che si porterà addosso verrà alleggerito, fino quasi a non sentirlo così grave come oggi.

Mi chiede l'indirizzo di casa per spedirmi un DVD dove suona. è anche un giornalista e mi chiede di fargli sapere se mai metterò su una band che ne scriverebbe un articolo e mi dice che insieme al DVD mi manderà anche un libro.
Guardo sul suo sito e scopro che ha scritto un botto di libri. Non faccio in tempo a fermarlo, perché si sa, le persone speciali entrano veloci nella tua vita. Non è detto che debbano rimanervi.
Però lasciano impronte speciali nel tuo cuore.

Sul treno una volta conobbi uno dei musicisti de "Il parto delle nuvole pesanti". Proprio ieri mi ha scritto in privato su facebook per commentare la mia foto insieme a Michi Dei Rossi, gli ho chiesto se si ricordava come ci eravamo conosciuti ma non lo ricordava.
Non è importante: prima dell'avvento di facebook ho conosciuto tante di quelle persone: sceneggiatori, musicisti, scrittori... E di nessuno ho ricordo.

Ora sono in contatto con questo altro pianista, il ragazzotto, e probabilmente avverrà la stessa cosa. Ma i destini sono fatti a volte per intrecciarsi così, senza scopo né futuro.
E si può solo restando aperti, solo parlando con le persone, solo non essendo chiusi come io, una volta, ero.

Quindi grazie, personaggi misteriosi che affollate la mia vita di tutti i giorni: anche voi contribuite a renderla speciale. Ed ecco il video. Scusate la mia voce fastidiosa.


10 luglio 2015

Splendidamente semplice

Vediamo cosa riesco a scrivere da brilla.
Innanzitutto ho preso un mojito a stomaco semivuoto. "Che sarà mai?" sentenzierete.
Nulla, è che è una vita che alleno il mio fegato alle bevute ma non c'è niente da fare. Vince lui.
L'alcol, ovviamente, non il fegato.
Così stasera siamo andati a mangiare fuori, i due fidanzatini e il terzo intruso. I due fidanzatini sono Fry e il suo collega romano/polacco e la terza intrusa sono io. Ma non me la prendo: ogni uomo ha un suo fidanzato a cui una donna presto s'abitua.
E devo dire che tra tutti i fidanzati che poteva scegliere non è così male.

Comunque dopo il mojito a stomaco vuoto siamo andati a mangiare fuori: ho proposto una pizzeria in riva al lago che fa una pizza oblunga e ben cotta, croccante. Insomma un napoletano sverrebbe ma è una pizza ben digeribile e non rompete le palle, la vera pizza non esiste più. E' una specie di assurda chimera.

Quando sfoglio il menù cazzo mi si illumina il volto. Spaghetti aglio, olio e peperoncino.
SPAGHETTI AGLIO, OLIO E PEPERONCINO.
Di solito pronunciati come "spaghetti aglioogliopeperoncino".
Ditemi sinceramente se pronunciate "olio" correttamente; non ci potrò mai credere. La pronuncia corretta sarà anche "olio", ma per ordinarli al cameriere dovrete scandire bene "oglio" e mostrare una certa ignoranza.
Perché scegliere di mangiare un piatto così semplice in un ristorante? Facile, perché le cose semplici sono sempre le più buone e le più belle. E proprio come tutte le cose semplici sono le più difficili da preparare.
Personalmente so fare gli spaghetti aglio e olio più buoni del creato.
Inoltre è un piatto che ricorda sempre cose meravigliose.

Una volta, in campeggio, stavo uscendo in lacrime dalla tenda perché i miei due amici sedicenni, in piena attività ormonale, avevano deciso di lasciarmi sola per fare un giro in paese per rimorchiare qualche ignara ragazzotta. Ma ci stava, l'ho imparato lì: mai andare in vacanza da sola con amici maschi in piena attività ormonale. Se hanno qualche interesse verso di te ci proveranno fino alla morte. Se gli sei cesso fino all'anima ci provano con chiunque fino alla morte e tu gli sarai solo d'intralcio.
Così appena ripresami dalle lacrime sono andata in giro per il campeggio e ho fatto amicizia con una signora che a mezzanotte e buttato l'acqua per gli spaghetti: aglio, oglio e peperoncino.
No, non è un errore. Oglio proprio.

Così mi sono consolata, con quella signora che preparava tanta pasta per conosciuti e sconosciuti e regalava un po' di gioia sotto forma di carboidrati.

Come si può non dare un bel significato a un piatto così semplice?

E poi quando sono andata a trovare Snoopy a Bologna, da Torino.
Dopo una nottata fatta di birra e fumo, cosa c'è di meglio della spaghettata di mezzanotte?
Fosse solo anche oglio senza peperoncino, ma quanto buona è?
Perché non è cibo per lo stomaco ma per l'anima.

Quanto è bello andare a dormire con la pancia piena e il cervello allegro?
Soprattutto dopo oggi, che abbiamo giocato di nuovo a indovina chi. Indovina chi buttano fuori oggi?

Questa cosa mi distruggerà, mi distrugge soprattutto l'idea di avere visto un collega andare via, di essere corsa fuori per salutarlo e sentire le mie colleghe che dicevano "non so se puoi farlo".
NON POSSO COSA?
Forse per quello stasera ho mangiato spaghetti aglio oglio e peperoncino, la mia anima andava nutrita con qualcosa di allegro. Con alcol e spaghetti che sanno di bei ricordi.

Amo le cose semplici, mi ricordano quanto sono splendidamente semplice sotto questa sfera di apparente caos.

09 luglio 2015

Non esiste altro luogo all'infuori di me

Ogni volta mi riprometto di scrivere. E ogni volta puntualmente non riesco a mantenere la promessa. 
Mi piace questo blog perché è il mio diario, ma la mia vita è assorbita da mille cose che mi portano via il tempo che prima gli dedicavo.
E' triste questo? Non so.
So che ho fatto il saggio di danza. Che mi sono stressata e divertita. Che ho pianto, riso, scherzato e reso tutto complicato.
So che questa sono io.

So che se mi chiedessero però "Chi sei?" non saprei rispondere, e probabilmente guarderei il mio interlocutore con sincera curiosità rispondendo con una domanda semplice "e tu chi sei?".
So che questo periodo mi sta regalando gioie e domande, domande a cui non rispondo e mi cullo in questa ingenua incoscienza.
Ignoranza.
Poi, come se niente fosse, riprendo a correre nella mia mente, nei miei paesaggi fatti di campo di grano, di piante carnivore e di esseri di cui non immaginavo l'esistenza.
E allora chi sono io, se non uno di questi esseri perso in un mondo fatato?
Cosa posso dire di più reale della difficoltà nell'incontrare visi da funerale al lavoro e fuggire via da tutto questo, regalandomi dieci minuti di vita vera, e cosa dire invece dell'impossibilità di prenotare quattro cazzo di visite mediche e tornare a casa frustrata ma felice?
Frustrata e felice.
Due parole che non potrebbero esistere nella stessa frase eppure eccole!
Diamoci la libertà di usare parole che non si conoscono tra loro, facciamole conoscere, lasciamole da sole nell'incanto dell'improbabilità di una terra di nessuno. 

In un mondo così rigido e strutturato, la felicità sta nell'incoerenza.

01 luglio 2015

Un botto di cose

Stanchezza, ed è solo mercoledì.
Ma ho affrontato il saggio di danza del ventre. Affronto un botto di cose ogni giorno e non me ne rendo nemmeno conto.

Per esempio oggi sto affrontando un botto di Yerba Mate.

30 maggio 2015

Silenzi (senza assensi)

Non ricordo se l'ho già scritto ma sia il volo che la guida sono prenotati.
Gaby, la nostra guida malgascia che parla italiano, si è occupato di prenotare gli alberghi secondo le mie indicazioni di tragitto. Se tutto va bene finiremo la vacanza con 4 giorni di splendido mare. E quando dico splendido non scherzo. Bungalow sulla spiaggia (senza acqua calda, al sud del Madagascar è così): secchio di acqua salata per il water e acqua scaldata al sole per la doccia.

il 24/5 invece ho avuto le prove generali per il saggio di danza del ventre. Dico solo che è davvero meraviglioso, siamo state lì dal mattino alle 9, dato che noi però siamo alla fine abbiamo atteso col costume del saggio dal mattino. Durante la pausa tra primo e secondo tempo, prendendo un paio di merendine dal mio zaino, sono andata nella saletta accanto a dove facevamo le prove, separata dalla prima solo attraverso una decina di scalini.
Peccato che il pantalone del mio costume è davvero devastante, rischi di inciampare ogni tre per due. Ultime parole famose.
Il piede destro mi si incastra tra le losanghe della gamba sinistra e cado giù come una pera. Nonostante cercassi di reggermi alla balaustra sono caduta rovinosamente andando a sbattere fortissimo la testa.
Ho visto davvero le stelle!
Le altre ragazze sono accorse subito, portandomi ghiaccio e conforto ma in tempo zero avevo un bernoccolo grande come il mio pugno!
Era davvero impressionante.

Sono rimasta lì in un angolo col ghiaccio sulla testa mentre nell'altra sala le prove continuavano finché ho optato per andare a casa. Il dolore era forte e ho deciso di farmi tornare a prendere da Fry (ascoltando con dosi di megaparanoia le ragazze che continuavano a dirmi di andare al pronto soccorso se vedevo strano e di non addormentarmi *MAI*).

Mi è spiaciuto tanto essere caduta così goffamente, non aver fatto le prove alle quali tenevo, come tengo al saggio.

Oggi, se mi tocco la nuca, provo ancora dolore. Come provo dolore allo stinco sinistro.
Si può essere più imbranati?

Martedì invece è successo qualcosa che non ho capito e ancora non riesco a capire. Seguono a ruota pianti (nel mio caso lucciconi, io a piangere non sono brava), scleri coi colleghi, richieste di scuse perché odio sclerare soprattutto al lavoro, rimuginii, elucubrazioni mentali.
Infine ho zittito il cervello.
Proseguo sulla linea di non dovere e potere piacere a tutti. Mi dedico a progetti, mi impongo obiettivi.
Quest'anno è stato molto proficuo, forse l'anno più proficuo da che ricordi per la conclusione di progetti personali. Finalmente andrò in Madagascar, ho portato a termine due corsi senza mollarli (basso e danza del ventre), ho trovato un lavoro ben pagato, ma fermarsi non si può.
Entro il 2016 voglio, in qualche modo e non ho ancora deciso come, imparare l'inglese non bene, ma a un livello che mi permetta di non segregarmi in un angolino quando sono circondata da persone che non parlano la mia lingua. Per fare questo c'è un blocco che devo ancora superare, ovvero la paura di sbagliare e di passare come cretina. Nonostante le numerose persone che vogliono darmi una mano (miei amici, amici di Fry, ecc) temo davvero di poterli deludere e di essere giudicata.
Ho un caro amico che parla un italiano sgrammaticato ma è tutto fuorché timido e parla inglese (a modo suo) e tedesco (a dire da chi l'ha studiato lo parla anche abbastanza bene!). Il trucco è non chiudere il cervello e buttarsi.
Fatto questo posso fare qualunque cosa.
Ma ora mi chiedo, come si fa?

Qui alcune foto della giornata delle prove. Siamo o non siamo bellissime?




AH! Importante. Forse cambio colore di capelli. Con un colore quasi normale...

Cose sparse: Fry ha fatto la prima lezione di guida con l'idrovolante e ci è rimasto sotto! Mi piacerebbe se facesse il corso per il brevetto di pilota, perché so che gli piace! Speriamo! 

22 maggio 2015

Ricordi...

(sospiro). Ricordi Sara quanto tempo passavamo per strada, seguendo il corso delle stagioni? Non facevamo altro che camminare e parlare e non so se oggi avrei più così tante cose da dire. Quando faceva freddo cercavamo riparo nei supermercati, ma quasi non ci fermavamo mai. Mi dicesti un giorno che la libertà è anche prefissarsi un obiettivo e raggiungerlo, e quanto è vero! 
Non ci sentiamo più, le nostre strade si sono divise ma ti voglio sempre bene e in cuor mio so che tu ne vuoi a me. 
Ti dedico questa canzone, perché mi ricorda tanto quel periodo, perché erano bei giorni, perché eravamo noi.


21 maggio 2015

My new tattoo. No Vegan plant!


Grazie a Mirco Campioni, lo potete trovare su facebook sotto il nome di Mirco IsDead. Lo studio è il sundance tattoo a Bologna, in via S. Felice.

Altri sogni

Ieri sera ho guardato la prima puntata di una serie che ricorda un po' twin peaks, si chiama wayward pines. Non sto a raccontare la trama ma è strano.
Così stanotte ho sognato....
Andavo da uno psicologo, uno strano, vestito come l'agente segreto della serie di cui parlavo sopra (giacca nera, cravatta nera, camicia bianca, ecc.). Lui mi porta, dietro mia richiesta, dall'indovina più famosa del posto, una donna di colore che però parla solo inglese.
La donna, dopo essersi concentrata due secondi e in presenza dello psicologo, dice "vedo la neve sui capelli". Dopodiché riscuote la parcella, 243 €. Un po' eccessivo, penso.
La sala d'attesa di indovina e psicologo è sempre piena, molto spesso le persone vanno lì anche solo per utilizzare il bagno perché, stranamente, è aperto anche di sera. Così una sera mi scappa un sacco e decido di andare lì ma la città (o paese) è illuminato solo dalla luce della luna la quale però da piena che è sta diventando nuova. Impossibile nella realtà, ma nei sogni tutto è possibile. Insomma come in una eclissi tutto diventa nero e buio e io corro facendomi luce col pebble. Ricordo anche che una volta in sala d'attesa c'era una donna in un letto ospedaliero... Molte persone erano al suo capezzale come se quella sala d'attesa fosse in realtà una camera d'ospedale.
La neve sui capelli... Nel sogno ho protestato animatamente con lo psicologo perché quella frase poteva dire tutto o niente. Anzi non mi aiutava proprio e il prezzo era davvero eccessivo.
Secondo sogno, in realtà fatto prima di quello dell'indovina. Io e Fry siamo per la strada di un paese che non è Como, ma è molto più piccolo, però è comunque casa nostra, infatti abitiamo in una bella casetta in centro, dalle pareti bianche. Quando passeggiamo incontro Sa**hite**i, un mio collega foggiano simpaticissimo. Ci prendiamo a braccetto e ci diciamo mille cavolate. Dopodiché ci dice che nel bar che sta sotto casa nostra (nel sogno) fanno un torneo di GTA (il gioco preferito di Fry praticamente). Così torniamo a casa, riposino, e poi torniamo al bar. Però mi pare di essere scesa dopo Fry e lui era tutto scocciato da questa cosa. Aveva preso una roba che sembrava margarita ma purtroppo poi non ricordo altro.

20 maggio 2015

Ma che..

Anche stanotte ho sognato. Però che sogno strano. Ero a un comizio di Beppe Grillo, quando era ancora comico e non si faceva di metanfetamina
(conoscendolo se leggesse questa frase mi citerebbe per diffamazione). In ogni caso: lui stava lì a fare i suoi comizi e suonacchiava la chitarra (mi pare acustica). Poi mi dice: "mi presti il basso?"
Gli presto il basso. Poi mi allontano, non ricordo perché, e quando torno lui non c'è più e nemmeno il mio basso. Alla fine l'ho ritrovato ma che paura! Era praticamente da un custode; di cosa non si sa...

19 maggio 2015

Dreaming my dream with you

Questa notte ho dormito 10 ore. Ieri sera ho avuto un mal di testa così aggressivo che non potevo pensare ad altro. In aggiunta forte nausea (mi capita quando ho questi attacchi) e mangiare per prendere la pastiglia è stato difficile. In più ultime prove per il saggio di danza del ventre, quindi musica a tutto volume con gran vociale dalle 19 alle 20.30. Per cui stavo malissimo. Tant'è che non ho sentito il temporale e i tuoni di stanotte, io che di solito sento tutti i rumori del mondo e mi sveglio per ogni cazzata.

Questi i sogni di stanotte:

La malattia tornava ed era più aggressiva ma non ricordo se accettavo di fare la terapia o meno (mi sono svegliata abbastanza bene ma ora i lucciconi. Evidentemente è una paura reale. Forse tutto è partito dal fatto che il fratello di una mia collega ha la leucemia e deve fare il trapianto di midollo e mi era tornato in mente e ogni tanto viene fuori che vorrei donare il midollo ma non posso perché peso meno di 50 kg)

Una mia amica delle elementari medie e superiori era morta, E.M. 
In realtà andavo dai genitori a porgere le mie condoglianze ma poi scoprivo che non era affatto morta. loro si erano arrabbiati per questo equivoco. La incontro ed è molto invecchiata, con evidenti rughe sotto gli occhi, pare avere 60 anni. So che nella realtà ha due figli e penso: "vedi, i figli ti fanno invecchiare, io ho ancora questa pelle perché non ne ho"

Al lavoro nessuno mi considera (anche nella realtà), una mia collega con cui siamo (eravamo?) molto amiche non mi saluta quasi più. Quando vado via da lavoro saluto tutti ma nessuno ricambia il saluto e mi sento molto sola. L'ufficio è in un corridoio stretto e bianco (e piccolo) e l'aria è soffocante, c'è solo una finestra molto grande sul lato più corto del corridoio. Mi ricordo di aprirla.

Sto salendo le scale per andare non so dove, una congrega di ragazzini chiacchiera del più e del meno. Un ragazzo che pare il leader del gruppo afferma a gran voce "Oh se uno mi chiede di succhiarglielo io quasi quasi ci provo, trovo che non ci sia niente di male".
Sorrido all'idea e affermo: "Scusate se ho ascoltato i vostri discorsi e mi intrometto, ma trovo che tu sia molto coraggioso a desiderare di provare, al contrario dei tuoi amici totalmente omofobi".
Poi penso che forse il ragazzo è bisessuale e sta scoprendo nuovi istinti, ma trovo comunque bello che abbia il coraggio di rivelarli

Una mia cara amica, RagnoB, mi confessa di avere un problema alle ghiandole lacrimali, per cui ha un pezzo di ghiaccio perennemente installato nel dotto lacrimale. Me lo mostra (e mi fa un po' ribrezzo). 
Se questo per errore si toglie, i suoi familiari devono accorrere con sacche di ghiaccio per placarle il mal di testa e poi deve rimetterlo in qualche modo. 

Sempre con lei mi reco al supermercato. Io però devo rammendare qualche abito, compresa una maglietta azzurrina che mi è stata regalata (pare che i sogni siano in qualche modo tutti collegati ma non ricordo come) così mi porto ago e filo e cucio mentre cammino. Però ho portato solo filo nero e quando ho finito di rammendare la roba nera mi accorgo di non avere il filo azzurro (e di avere anche buttato il filo nero avanzato). Una signora mi da' un pezzo di filo nero ma è di quelli spessi, cerati, inutili per cucire, più utili per fare braccialetti. la ringrazio e rinuncio.

Mi sono svegliata piena di queste immagini. E' stato bello sognare così tanto. era davvero tanto tempo che non sognavo così.

Abbiamo sterilizzato Diana, giovedì. Ora è col cono e dopo i primi due giorni di apatia è tornata la solita gattina. Tempo qualche giorno e le andremo a levare i punti, finalmente! Nell'ultimo mese andava in calore in continuazione.

Domenica ho comprato i biglietti per il Madagascar. Sono così emozionata, è un sogno che si avvera. Ho preso un libro sui mammiferi del Madagascar e un altro generico sulla fauna. Alla fine ho modificato le mie ferie. Dato che alle mie colleghe ad oggi le ferie di agosto non sono state approvate, ho chiesto di spostarle a ottobre (se avessi atteso ancora un po' avrei dovuto fare un mutuo per comprare i biglietti). Il clima in Madagascar è migliore e i biglietti costano la metà. Ora dobbiamo informarci su visti, vaccini e profilassi antimalarica. Sono in contatto con tre guide che ci accompagneranno lungo il viaggio.
  • Un malgascio (che io preferisco tra tutti) simpaticissimo che parla italiano.
  • Un italiano che vive lì ma ci ha fatto un preventivo stratosferico.
  • Un altro malgascio che è impegnato in quei giorni e ci farebbe andare con suoi familiari che però non parlano italiano.
Seguiranno aggiornamenti.

Canzone del giorno, per l'appunto: Dreaming My Dreams Cranberries

08 maggio 2015

Madagascar e Zombies

Chissà quando avrò di nuovo due settimane di tempo per le ferie. E' per questo che alla fine Fry ha pensato di dirmi di andare in Madagascar, perché sa quanto ci tengo.
Ma proprio ora mi è venuto lo sconforto. I voli aumentano di giorno in giorno e non avrò responso sulle mie ferie fino al 15/5. Se in una settimana sono aumentati di 100 euro a testa non oso immaginare fino al 15/5.
Le guide locali che parlano italiano non sono molte e chissà se saranno ancora libere per quella data. Perché non è un posto dove, almeno la prima volta, ci si possa avventurare così, come viene. I mezzi sono quasi inesistenti, le strade asfaltatate sono poche e per fare 70 km ci voglio in media un paio di ore. Per l'unico treno non va molto meglio. Fa 200 km in circa 10 ore, fermandosi in 17 stazioni, ognuna delle quali è un mercato, una festa.
Ma ogni volta che ci penso, nonostante il rischio malaria, le sanguisughe di terra (sì avete letto bene), gli insetti, i problemi, i rischi, gli inconvenienti che sicuramente ci saranno, la fatica nelle escursioni nei parchi nazionali (alcuni sono foreste quasi incontaminate) questo viaggio mi entusiasma. Mi immagino colori e odori nuovi, animali impossibili da vedere in altri luoghi, popoli poveri ma genuini e cibo sano. O forse no?
Penso che anche in questa occasione mangerò carne. Lo zebù fa parte della vita delle tribù del Madagascar. Lo accompagna dal matrimonio (fa parte della dote nuziale) al lavoro nei campi, al trasporto con carretti lungo le dissestate strade nazionali, e lo accompagna anche nella morte. Il culto dei morti (degli antenati) è fortemente sentito. Gli zebù sono preziosi e non esistono allevamenti intensivi. Esistono per il loro lavoro, per il loro valore, per il loro nutrimento.
Il pesce viene pescato, nella costa ovest, dai pescatori della tribù Vezo che lo vanno a prendere al largo delle coste con le loro piroghe di legno. 
Effettivamente mi sono resa conto di non essere vegetariana ma semplicemente una carnivora (più o meno) responsabile. Del resto i piatti malgasci sono poveri, la maggior parte di loro mangia solo riso. La carne è preziosa.
Spero che mi dicano di sì per le ferie.

Poi ho fatto degli incubi. Zombies, ad esempio. Però confesso di aver cominciato la scrittura di questo post diversi giorni fa, quindi non ricordo esattamente cosa ho sognato.

Vorrei scrivervi di altre meraviglie che sto leggendo e annunciarvi che giovedì 14 maggio sarò a Bologna per un altro tattoo. Seguiranno aggiornamenti.
Stay tuned!