05 novembre 2011

Recensina. Piccola recensione.

La settimana scorsa o forse due settimane fa (non so perché il tempo per me ha assunto una dimensione tutta sua) ho finalmente acquistato Lavera Natural Liquid Foundation (nella colorazione più chiara, la 01, porcelain) e il Lavera Natural Concealer, il correttore anch'esso nella sua colorazione più chiara.
Purtroppo ho notato che il mio fondotinta in polvere, minerale, per l'inverno non va bene perché appena posato sulla pelle fa un effetto seccante anche se poi scaldandosi diventa perfetto ma, soprattutto attorno agli occhi, si infila nelle mie microrughette che diventano quindi più evidenti. Tenendo fede al mio credo verso prodotti naturali mi sono messa a cercare su internet alcune opinioni in merito. Ero indecisa tra il fondotinta di The Body Shop (non così naturale in effetti) e quello della Lavera. Dopo aver letto diverse opinioni negative su quello di The Body Shop (pare che si trasferisca su qualsiasi cosa e basta appoggiarsi un pochino da qualche parte per lasciare le impronte) mi sono decida per la Lavera. Sul web ho letto che è un buon fondotinta anche se non è molto coprente. Premetto che i fondotinta coprenti non mi piacciono, preferisco un effetto più naturale e una volta provato devo dire che questo, per me, è perfetto. Il mio unico problema è che avendo la pelle grassa, dopo qualche ora divento lucida come una bambola di cera ma su questo posso fare ben poco e credo che il problema sia della crema che uso come base, non molto consona alla mia pelle ma ad oggi questa è quella che ho, e che devo finire.
La texture è molto fine e come ho detto prima la copertura è medio-bassa. Il correttore anche, copre poco ma così facendo evita quello strano effetto pandaalcontrario che spesso vedo in giro (contorno occhi chiarissimo). Con una sventolata di cipria (nel mio caso minerale ovviamente) sopra la situazione migliora moltissimo e sono molto soddisfatta del mio acquisto. Appena riesco magari posto delle foto del prima e del dopo per farvi vedere l'effetto. Non ho una pelle orrendissima quindi nel mio caso il fondotinta serve solo a uniformare l'incarnato, ma credo che possa essere utilizzato anche da chi non ha una pelle propriamente stupenda. Penso che sia meglio vedere qualche difettuccio che presentarsi con un viso a mascherone.
Io le ho trovate in un negozietto di roba biologica ma se volete potete acquistare i prodotti del marchio Lavera anche qui. Ho conosciuto Lavera per caso, i suoi burrocacao sono gli unici che fanno qualcosa alle mie stupide labbra e speravo di prendere in futuro anche uno dei suoi deodoranti. Se qualcuno li ha provati me lo faccia sapere.

04 novembre 2011

Avere 12 anni a 30

Ho trovato la tinta che mi farò in casa le prossime volte. Il parrucchiere mi chiede sempre il triplo di quanto spenderei (e non sono taccagna) per un parrucchiere e alla fine dopo una settimana i capelli mi si stingono.
Anche se, anche se, ho trovato proprio sotto casa un negozio che si chiama "Tutto per i capelli" e indovinate? Ha delle belle ciocche viola in vetrina. In alternativa comprerò online qui la tinta manic panic, pensata per punk e pazzi come me che si sentono ancora dodicenni.

Il mio Bambino

Fry e Leela volevano solo un nido. Preferibilmente caldo, e nulla più.
La conoscenza con la bionda strega maligna è stata un duro colpo per loro. Un concentrato di capelli ossigenati, voce stridula e cattiveria. Aveva da ridire ogni cosa, i loro stipendi, i loro contratti, persino la pensione della mamma di Leela. Sta di fatto che si sentirono trattati come pezzenti. Difatti appena conosciuta, Leela si voltò verso Fry per comunicargli il suo disappunto "Ci ho ripensato, andiamocene!".
Ma la bellezza del nido in questione e la necessità di una casina nuova l'hanno fatta tornare sui suoi passi. In questo Fry le è stata d'aiuto. Sta di fatto che alla fine sono riusciti ad entrare nella loro casina e sapeste... E' molto carina, tutta rivestita in legno, molto piccina e intima. Con uno sgabuzzino enorme dove infilarci ogni cosa.
Altro problema, non c'è il gas. Purtroppo l'attivazione della luce è stata veloce ma il gas, bhe quello, insomma abbiamo passato qualche giorno di freddo in casa a 16°C. Per niente piacevole svegliarsi e scaldarsi l'acqua al microonde per lavarsi la faccia, o i capelli, o le ascelle. Arriva il tecnico e ad accoglierlo c'è Leela con cui fa quattro chiacchiere. Problema. Dice che non può aprire loro il gas perché c'è una perdita. Sconsolatissima Leela chiama la proprietaria che, gentilissima stavolta, la fece chiamare subito dal suo idraulico per la riparazione della perdita. L'idraulico arrivò ma controllò ovunque senza trovare perdita. Le disse che capita spesso e anche degli amici le confermarono la cosa. Lei non ci poteva credere. Peccato che per il seguente appuntamento avrebbero dovuto aspettare altri 9 giorni. Meno male che Leela in qualche modo riuscì ad anticipare l'appuntamento, accorciando l'agonia. Stavolta fu Fry ad accogliere il nuovo tecnico che in realtà fece test più accurati e disse anche lui che la perdita non c'era. Gas collegato.
Peccato che ancora la caldaia non andava anche se avere l'acqua calda non era male.
Poi di punto in bianco la caldaia si mise a funzionare.
Intanto però la bionda strega stava tramando alle loro spalle, e mentre la banca si rifiutava di concedere il fido a Leela e si cercava un'altra strada, la strega trovava nuove strade per complicarci la vita.
No, non è una favola, ma tutto sommato: la bionda strega si è alla fine rivelata più gentile di quanto potevamo sospettare, mentre gli agenti immobiliari si sono macchiati di grave ignoranza. Il tecnico che non ci ha aperto il gas alla fine non credo che abbia colpe ma si trova invischiato in una società che sta macchinando per far uscire più spesso i propri tecnici. La caldaia aveva i cazzi suoi, e ora tiscali che ci sta dando problemi ha ripreso a funzionare. Spesso penso che nessuno è cattivo per davvero, che ci sono situazioni e situazioni che ci portano a volte a fare determinate cose.

Divago. Ci sono così tante cose da raccontare.
Pensate che se tutto va bene a febbraio sarò sul treno della memoria. Dopo anni si letture su Olocausto e Nazismo andro ad Auschwitz.
Questa visita mi sconvolge e mi rende felice e mi rende triste e poi penso che è triste andare a vedere un posto dove sono morte così tante persone e in che modo, un posto trasformato in un museo dove mucchi di ragazzini urlanti mi fanno venire voglia di prender loro la testa e sbattergliela contro un muro gridando "Non capisci che è proprio questo? Indifferenza, sufficienza, non capisci che sta capitando ancora? Non capisci cosa stai facendo?"

Poi altre cose, il lavoro a volte mi fa impazzire a volte mi fa sentire utile. Il libro che sto leggendo sull'Analisi Transazionale mi rende triste nervosa e arrabbiata e questo ha il nome di "consapevolezza". Mi sono tornati alla mente tanti ricordi che non avrei voluto riguardare e tanti miei atteggiamenti che non dovevano essere e parlandomi così, tuttavia, dimostro ancora di non aver capito un cazzo di niente dal libro appena terminato ("Le parole sono finestre"). Penso al passato e ai miei atteggiamenti e anche se mi dico e mi ripeto che in quel momento avevo bisogno di quello e perciò mi sono comportata in tal modo, a volte è difficile riconoscere che i bisogni del passato avevano ragione di esistere in quel momento.
Detesto questi momenti, a volte.
Che poi ho 9 euro e qualcosa in banca mentre Fry è già in rosso e devo anche sentirmi in colpa perché il mio Bambino Adattativo deve andare su a Torino per il compleanno di mio nipote, ma non posso, non posso proprio, e mia mamma è già la quinta volta che mi chiede se vado. E a volte la pazienza si esaurisce.

Canzone del giorno: 2 minutes to midnight Iron Maiden

21 ottobre 2011

Strega maligna e drago cattivo

Scusate se non ho più scritto. La connessione è appena stata messa. Ma non abbiamo ancora nè acqua calda nè riscaldamento.
Il trasloco è finito e manca solo il divano. E per quello aspettiamo un furgone che ci accompagni. Ora non ho molta voglia ma appena avrò tempo vi racconterò del principe Fry e della sua bella Leela, del drago, nemico perenne che ci impedisce di avere un nido caldo e acqua tiepida per ritemprare le membra stanche, di una ricca strega che con i suoi strani poteri cerca di impedire ai nostri eroi di portare a termine la loro missione e di altre mille avventure.

17 ottobre 2011

Il nostro trasloco è durato il tempo record di una settimana. Mancano 2-3 scatole e altre piccole cosine che porteremo via oggi. La nostra nuova casina ora è un cumulo di scatole anche se ieri, nonostante la stanchezza, siamo riusciti a montare il kullen, il malm e l'expedit (sì, sono mobili ikea... E Fry li chiama tutti col loro nome.
Maya si aggirava curiosa per casa annusando ogni cosa e poi si è acciambellata sul divano e ha deciso che quello è il suo posto (anche se non ha snobbato il letto e le varie poltrone).
La nostra nuova casina è davvero bellissima. Al tramonto si colora di rosa e c'è proprio una bella luce. Ora non abbiamo il gas (ci spiombano il contatore mercoledì) e ieri ho provato l'ebbrezza di lavarmi i capelli scaldando l'acqua col microonde.

La fatica però è stata ampiamente ripagata.
E sono certa che sarà sempre meglio.

Presto le foto. Appena abbiamo la.connessione...

12 ottobre 2011

Sogni e segreti

Maya è tornata ad essere la simpatica rompiscatole di sempre. Corre infilandosi tra le gambe, mentre cammini, attentando ad entrambe le vite, salta sul tavolo facendo cascare i bicchieri e fa gli attentati alle caviglie quando meno te lo aspetti. Ovvio, le zampe posteriori non vengono poggiate bene, ma in ogni caso è un quasi-miracolo.
Io e Fry siamo impegnati nel trasloco perché andremo ad abitare per conto nostro in una casetta molto carina (senza soffitto, senza cucina) e ci sembra di essere abbastanza indietro perché sabato dobbiamo liberare la stanza per il nuovo coinquilino che verrà.
Ieri però ho finalmente avuto risposta dall'associazione "terra del fuoco" e finalmente ho la reale opportunità (è la terza mail che mando) di partecipare al "treno della memoria". Partiranno dei treni in diverse città che porteranno a Cracovia (il viaggio dura 24 ore). Da lì la visita proseguirà ad Auschwitz.
È un percorso diverso rispetto ad andarci da soli. E sicuramente sarà un'esperienza straziante per come sono fatta io, ma necessaria. Perché puoi leggere un'intera biblioteca sull'olocausto ma sentire la voce di chi ci è stato, vedere i luoghi, respirarne l'aria è un'altra cosa. Già quando ho visitato Sachenhausen ero rimasta molto colpita. Questa visita sarà assolutamente devastante ma ripeto, necessaria.
Soprattutto quando custodisci un segreto e senti la necessità di comprenderlo.

08 ottobre 2011

Beato te che ci credi.


07 ottobre 2011

Io, vittima del marketing.

Ecco il mio nuovo telefono. Non ne avevo assolutamente bisogno, e nonostante la mia attuale lettura "i persuasori occulti" mi sono lasciata convincere che il mio telefono fosse ormai un oggetto obsoleto e che dovesse essere cambiato. Gli aggiornamenti lo rendevano lento, molti programmi non potevano più essere installati perché non compatibili ed eccomi qui col mio samsung galaxy s. Io a dirla tutta puntavo sul nexus s, ma era ancora troppo caro, e quando hanno annunciato la vendita di questo, scontato del 50% sono diventata vittima del marketing!
Però posso dire una cosa? È un oggetto davvero meraviglioso e mi ci trovo molto bene.
Vedremo.

06 ottobre 2011

R.I.P. #SteveJobs

Capitolo fideiussione quasi chiuso, oso sperare.
Del resto cosa vogliono? Non solo hanno il mio conto bancario, ma c'è anche mia mamma che fa da garante.


Oggi è morto Steve Jobs. Premetto che non sono un'amante del marchio Apple anzi, ho una resistenza psicologica alla mela morsicata, tant'è che proprio oggi ho acquistato il mio primo telefono Android (e ho progettato di acquistarlo oggi da circa due giorni pertanto non sapevo assolutamente della notizia). Detto questo bisogna un po' separare l'uomo dal logo che tanto lo ha reso famoso. Steve Jobs era, in primo luogo, una persona con grandi idee. In un certo senso una persona che ha anticipato i tempi, almeno nella tecnologia. Un uomo che sapeva guardare al futuro.
Mi spiace, mi spiace a livello umano e mi spiace perché era molto giovane. Sono certa però che quando vivi così la tua vita, davvero la morte non esiste.
Vi lascio con il discorso ai laureandi di Stanford del 2005, di Steve Jobs.
"Stay hungry, stay foolish"

05 ottobre 2011

Spugna emotiva

Oggi è venuto allo sportello un signore con la sua mamma, voleva volturare a suo nome delle utenze. La mamma ogni tanto si gira verso di lui e gli chiede di non agitarsi. Poi sento che borbottano tra loro e lei gli chiede a che ora deve fare la chemioterapia.
Così mi spiace e anche se non mi intrometto mai, confesso loro che anche io ho fatto un paio di chemio.
Loro sono sorpresi e quasi confortati dalla cosa. E mi dice la signora che però ora sto bene, che si vede, mentre lui (che intanto aveva tirato fuori un fazzolettino e si asciugava gli occhi), bhe per lui non c'è niente da fare. Quando ho cominciato l'università desideravo diventare medico: aiutare gli altri per liberarmi dal senso di colpa di essere guarita e avere passato tutto, lasciando indietro chi, invece, non ce l'aveva fatta.
Ma non era soltanto questo, quello che secondo me mi avrebbe differenziata dagli altri sarebbe stata la mia empatia. La capacità di entrare in sintonia con gli altri, la capacità di comprendere davvero la sofferenza che può causare una malattia. Sofferenza estesa anche ai familiari del paziente.
Non è la strada che alla fine ho intrapreso, ma posso, nel mio piccolo, comprendere le persone e aiutarle, per quanto in mio potere.
Il signore è andato via e mi ha stretto la mano, seguito dalla sua mamma che intanto mi raccontava alcune situazioni personali che non riporto.
Un po' mi sono turbata, e allora sono tornata indietro al pensiero di diventare medico.
Non sarei stata un ottimo medico. Sarei crollata ogni volta, avrei pianto, sarei caduta in depressione e alla fine avrei mollato.

Sono una spugna emotiva.

01 ottobre 2011

A volte ritornano (e meno male)

Quando passeggio per Torino mi viene in mente una sola parola: eleganza. Non c'è altra città che secondo me rappresenti meglio questo aggettivo.
Trovo che il colore bianco, i portici puliti, le strade e le piazza immense, conferiscano una certa regalità alla città. Immagino persone con bastone da passeggio che risalgono via Po per andare verso Piazza Vittorio e splendide carrozze trainate da docili cavalli infiocchettati.
La verità è che Torino mi piace. E piace anche a chi non c'è mai stato e la vede per la prima volta. Questo perché su di lei non hai aspettative e quindi rimani sorpreso a vedere quanto può offrirti.
Se non si era compreso, lo scorso weekend sono stata a Torino. Ho staccato un po' da ogni cosa e sono stata bene, anche se ho visto Birba raffreddata (e sempre più invecchiata, sempre più malaticcia col suo cuoricino che non funziona bene).
Mi è presa un po' tristezza e quando stavo andando via e avevo già chiuso la porta d'ingresso che sono tornata indietro di corsa a salutare Poldo e Birba. Ho avuto un brutto presentimento e ho temuto di non rivedere Birba e non potevo sopportare questa cosa.
Il viaggio poi è andato bene, ho letto molto e ho dormito profondamente (tanti anni fa non sarei mai riuscita a dormire sul treno ma da quando ho conosciuto Roccio ho preso l'abitudine a dormirci e ora l'ho associato al sonno, tant'è che appena il treno parte posso leggere ben poche pagine che muoio subito).
Lunedì non è stata una bella giornata al lavoro, è un lavoro molto difficile ed era il mio primo giorno (travirgolette) da sola allo sportello. Credo di essere stata presa dal panico e di esserm sentita male, ma ora non ricordo bene cosa è successo, so solo che la notte non ho dormito e mi sono svegliata con un po' di mal di stomaco (che spesso mi viene quando sono agitata) e temevo di non essere in grado di fare un lavoro simile. Poi piano piano nei giorni successivi è passato, ho ricevuto tanti complimenti per la mia gentilezza e gli occhi e il colore dei capelli (davvero) e penso che in fondo è un lavoro che mi piace.
Mi piace perché posso aiutare gli altri a risolvere i problemi, anche se piccoli, e spesso (non so come) riesco a tranquillizzare le persone agitate.
Maya sta un po' meglio, il veterinario dice che deve fare fisioterapia camminando, quindi ora la lasciamo libera e in pace. Anche se zoppica ancora vistosamente ma è passato poco tempo, bisogna darle tempo. Molto probabilmente tempo.
Poi ieri è successa una cosa buffa, ricevo la richiesta di amicizia su facebook di un tale di cui non ricordavo il nome. Poi guardo le foto e però qualcosa mi dice. E alla terza foto esclamo "Malconcio!".
Per raccontarvi di lui devo andare indietro nel tempo, all'anno 2002 (credo) in cui mi ero appena lasciata con Chicco e passavo molto tempo su IRC sul canale delle #piantecarnivore. In questo canale non eravamo in molti, c'ero io, Malconcio, fonzie82 poi si era unito pesiolino (si chiamava così perché pesciolino non ci stava, era appassionato anche di acquari).
Il mio tempo era scandito dai loro, ero rimasta sola, senza un amico, e cercavo di uscire da un periodo di depressione totale: il gruppo di appassionati di piante carnivore mi ha aiutato molto in quel periodo. Appena c'era un incontro o un meeting prendevo e uscivo, e viaggiavo e giravo. In quel periodo raramente avevo un weekend in cui stavo in casa e in una di queste scorribande, a Padova, ho conosciuto Malconcio di Bolzano. Poi sono andata anche a trovarlo a Bolzano, dove ho preso un'incredibile sbronza e non ricordo molto di che è successo. Insomma, per farla breve: Malconcio ha fatto la specialistica in Agraria qui a Bologna e tra 15 giorni va via (lo avessi saputo prima, in questi mesi che sono stata qui!). Quindi oggi ci siamo beccati.
E' cresciuto, non in altezza perché è sempre stato altissimo, però di testa sì. Ma ovviamente, è passato del tempo, è giusto.
Abbiamo parlato anche del vecchio gruppo di appassionati, di come essere com'eravamo ci ha portati a coltivare le piante in un certo modo e del perché ora non riusciamo più a frequentare lo stesso gruppo: una volta eravamo tutti innamorati della nostra passione, e questo amore comune ci portava a divertirci insieme, a darci consigli, a tenere poche piante e trattarle al meglio. Purtroppo ora si parla molto di "collezione", è una sorta di gara a chi ha la pianta più bella e più rara. I doppioni non si regalano o scambiano come prima, ma si vendono. Il must è avere il clone introvabile comprato all'estero per svariate decine d'euro.
Purtroppo anche le persone che conoscevo non frequentano più il gruppo e anche ad andare agli incontri, negli ultimi anni, mi sono sentita un po' fuori luogo.
Comunque sarebbe bello fare un incontro con noi "di una decina d'anni fa", che non ci fregava se le nostre piante avevano qualche foglia secca, se erano perfette nella loro imperfezione, che quando avevamo una divisione da rizoma la regalavamo (perché è bello regalare una pianta, soprattutto se sappiamo che verrà trattata con cura da un altro appassionato), che non le chiamavamo mai "la nostra collezione" ma "le nostre piantine", che eravamo anche e soprattutto amici e ci divertivamo con poco.
Noi "appassionati". Che la passione è fatta anche e soprattutto dalle persone che riescono a condividerla.
Canzone del giorno: Per un'ora d'amore Subsonica

21 settembre 2011

Osservatrice di me

Maya sembra essersi ripresa un pochetto. Cammina, anche se poggia male la zampetta posteriore sinistra che sembra solo avere poca forza ma non essere del tutto inerte.
Quindi io e Fry dopo la serata terribile del ritorno a casa di Maya in cui prevedevamo il peggio, ora siamo più ottimisti.
Mi vengono in mente anche un paio di cose buffe accadute dal veterinario, quando siamo andati lì giovedì notte. Per esempio che quando mi hanno chiesto le generalità di Fry e io le ho date (Fry era sdraiato fuori perché non si sentiva bene) mi hanno ripetuto "Ma del padrone, non del gatto". Questo perché il nome di Fry è un po' particolare, diciamo che posso essere quasi certa che non conosciate nessuno col suo nome, per cui quando il veterinario l'ha sentito voleva essere certo che fosse il nome giusto.

Poi bene, continuo a lavorare e da lunedì dovrei essere operativa da sola. Il che un po' mi spaventa, perché non mi sento ancora pronta. Poi sono sempre stanca, col fatto che mi alzo presto. E anche se cerco di riposare al pomeriggio non è come pensavo. Diciamo che sta arrivando tutto insieme, un altro trasloco, Maya che sta così e cosà, le visite che ancora devo prenotare (sono in un ritardo imbarazzante e questa cosa dovrebbe avere la priorità assoluta), la fideiussione da richiedere.

Poi al lavoro ogni tanto me lo chiedono "Ma davvero hai la corriera ogni ora?"
Sì che ho la corriera ogni ora e ci metto anche quasi un'ora per tornare a Bologna, per cui no, non mi posso fermare a meno di non fermarmi un'ora in più. Poi ho la banca di Torino che mi chiama perché han fatto casino con la chiavetta per i servizi online (e non posso rispondere), mia mamma che mi chiama perché deve mandare un fax all'agenzia immobiliare ma il fax è errato (e io non riesco a rispondere), l'agente immobiliare che mi manda le email (che non riesco a leggere).
Quando ci penso mi sento come tante di quelle persone che non sopporto e alle quali, mentalmente, dico "Come se tu fossi l'unica persona al mondo a dover fare tutte queste cose". Allora me lo ripeto anch'io, magari la pianto, mi do' fastidio esattamente come tutti gli altri.

Poi ho i contatti smarriti. Nel senso che non riesco più a tenermi in contatto con le persone. Rimando chiamate importanti (essì, le amicizie sono importanti), così sono giorni che voglio chiamare RagnoB ma me ne scordo, mi dimentico di scrivere a MinchiettaUno, voglio aggiornare Chiarina sullo stato di Maya ma mi passa di mente, scrivere ai miei (ex) compagni di corso per sapere come va.
Io che amo tanto vivere intensamente sento che la vita mi sta sfuggendo via, e che sono diventata una semplice osservatrice degli eventi che mi accadono. Mi ripeto che è solo un momento, sono quelle fasi transitorie che non sai bene, ti senti scombussolato, hai troppe cose da gestire e sei troppo orgoglioso per chiedere aiuto.
Così mi siedo, apro un pacchetto di patatine, e osservo un attimo. Riposando.

Canzone del giorno: Bad Day R.E.M.

19 settembre 2011

Vorrei che no


Il veterinario dice che bisogna aspettare. Potrebbe riprendere funzionalità ma molto lentamente. Potrebbe non muovere più la zampetta posteriore sinistra e, in caso di dolore per piaghe da decubito, dovergliela amputare. Potrebbe ogni cosa.

Però come vorrei che no.

16 settembre 2011

Se si potesse descrivere

Ieri sera siamo usciti dopo tanto tempo e abbiamo passato una serata allegra, in compagnia di amici. Siamo tornati all'una di notte circa e mentre passeggiavamo sul marciapiede, vicino al portone di casa, vediamo un micino nascosto e accoccolato sul muro del palazzo. Rimaniamo un attimo interdetti io e Fry e lui mi dice "E' Maya". Guardo il micio e non sembra Maya, ma alla fine è lei. La ragione di tutto ciò è una sola, è caduta dal quarto piano. Io e Fry ci guardiamo, Maya ha gli occhi sbarrati, noi siamo spaventati, sicuramente più di lei. Guardo Fry e gli dico "Vai su a prendere il suo trasportino" io intanto mi sono messa a cercare una clinica veterinaria aperta 24h su 24.
Nel tempo di un millisecondo ci siamo ritrovati in macchina in corsa verso la clinica - per fortuna a soli 5 minuti di macchina da casa. Nel metterla dentro il trasportino Maya miagola forte tanto che io e Fry scoppiamo in lacrime, e nello spostarla notiamo che ha perso del sangue. Ci perdiamo d'animo, temiamo il peggio: una lesione agli organi interni.

Il veterinario e il suo assistente sono giovani. La visitano a lungo e a tratti Fry si sente svenire e si sdraia sulle seggiole all'esterno. Maya ogni tanto miagola ed è visibilmente ferita.

Decidono per una serie di analisi e per il ricovero.
Questa notte io e Fry non abbiamo dormito molto: lui è stato male e ha avuto un altro attacco. Inoltre aspettavamo chiamate dalla clinica. Che per fortuna sono arrivate dopo un paio d'ore. Maya non ha lesioni evidenti agli organi interni ma una profonda ferita agli arti posteriori, già suturata. Dalle lastre emerge una frattura dell'ileo e un disallineamento del bacino e il mattino dopo avremmo parlato con l'ortopedico per i dettagli. Per la perdita di sangue e lo shock la temperatura è bassa e l'ematocrito basso.
Non riuscivo a smettere di pensare che lei è cadura ed era da sola e ci ha aspettati per chissà quanto tempo. lei era lì e noi non c'eravamo per soccorrerla subito.

In ogni caso stamane abbiamo parlato con l'ortopedico. Il problema è che questo disallineamento del bacino, questo spostamento in avanti del bacino, va a toccare il nervo sciatico, cosa che le impedisce di muovere la zampetta posteriore sinistra. Non c'è altro che possiamo fare se non aspettare: in genere, ci dice, queste cose vanno a posto da sè, lasciando l'animale a riposo. In rari casi bisogna procedere con un intervento ma, ci comunica, la micia è stata fortunata. E nella fortuna c'è anche il fatto che è piccola e agile. Fosse stata obesa non sarebbe andata così bene.

Ci siamo un po' tranquillizzati a queste parole, soprattutto avendo saputo stasera che cominciava a muovere la zampina e c'è un lieve miglioramento quindi. Ha anche un po' mangiato e bevuto e io sono davvero ottimista.

Certo, ora siamo un po' a pezzi.

15 settembre 2011

La cartellina

Ci sono tre tipologie di clienti che vengono allo sportello:
le persone che non portano nulla
le persone che portano una o più bollette
le persone con la cartellina.

Quando vedo una persona con la cartellina mi metto le mani nei capelli. Me li immagino puntare la sveglia apposta per andare allo sportello, cercare nel cassetto dei documenti, ordinatissimo, la cartella in questione e uscire da casa. Me li immagino mentre prendono appunti sulle bollette, attaccando post-it ovunque e annotandosi i nomi delle persone con cui hanno parlato.
Oggi uno di questo omini ci ha tenuto compagnia per un'ora e un quarto. Ha scartabellato diverse bollette, piene di appunti, biascicando qualcosa in dialetto, chiedendo informazioni su ogni cosa e su ogni voce in bolletta.

Quando un uomo con la cartellina attraversa la porta è sicuramente una rogna.

Le mie Chobin

Oggi, dopo due mesi di ostinato silenzio, finalmente sono arrivate. Sono diventate talmente salterine che Chobin gli fa una pippa.

14 settembre 2011

Per una buona causa

Ogni mattina arrivo a Castelfranco Emilia verso le 7.30. Vado al bar a fare colazione e prendo sempre le stesse cose: una ciambella, un caffè e da portare via, per pranzo, un trancio di pizza rossa e l'acqua. In realtà poi non sarebbe un vero e proprio pranzo ma una pausa di 10 minuti. Ho due bar che giro (ma ce ne sarebbero parecchi, nella via che percorro dalla fermata del bus al posto di lavoro passo accanto a diversi bar) ma negli ultimi giorni vado sempre nello stesso. Accanto alla cassa c'è una scatolina verde con scritto "per il viaggio in giappone del barista" e un foro per mettere le monete. Due giorni fa la signora mi da' il resto: la signora credo sia la proprietaria del bar e io metto 50 centesimi nella scatolina. Lei mi guarda e mi dice "E' per lui" indicandomi il ragazzotto, sicuramente suo figlio. COsì il giorno dopo quando c'è solo lui gli chiedo a che punto è con la raccolta e mi dice che è a buon punto. Ora dopo il disastro di Fukushima andare in Giappone costa poco, mi racconta, e ce la fa a tirare su i soldi. Metto altri 50 centesimi nella scatola. Tanti anni fa viaggiavo tanto. Ma non tanto in termini di tempo, quello ce n'è poco, quello non c'è mai. Ogni tanto qualche weekend andavo via, con una qualsiasi scusa. Il mio professore di matematica delle superiori disse di invidiarmi che anche lui sarebbe partito zaino in spalla per chissà dove. E mi disse, anche, che i soldi per viaggiare non sono mai buttati, che arricchisce anzi, erché quello che vedi ti rimarrà dentro per sempre. Mi piace l'idea di contribuire alla realizzazione di un piccolo sogno. E ci vogliono solo 50 centesimi... Nella ricerca di quella email in cui il mio professore mi diceva tutto ciò, mi sono imbattuta in un'altra email del 2008, in cui gli scrivo che mi sarei trasferita a breve a Firenze. Lui, dopo avermi detto che sarebbe stato sicuro di sapere, ogni tanto, dove mi trovavo, mi scrive "Ti ho sempre stimato e continuo a farlo."
Credo che gli scriverò.

 Canzone del giorno: 5 secondi Nadàr Solo


12 settembre 2011

Mattino #2

Il mattino è un rumore che ti sveglia, la luce dalla finestra, il gatto che ti lecca il collo e la sensazione di aver fatto la cosa giusta.

10 settembre 2011

Mattino

Il mattino è un rumore che ti sveglia, la luce dalla finestra, il gatto che ti lecca il collo e il ronzio incessante dei pensieri che corrono.

05 settembre 2011

HD
High Depression

Mi sono sempre chiesta cosa passasse per la testa delle persone che decidono di suicidarsi. Io credo di saperlo. E' la stanchezza. E dentro questa stanchezza possono esserci mille cose: senso di colpa per la sofferenza causata, inadeguatezza continua, profonda tristezza. Il non sapere chi siamo realmente. La paura del giorno dopo. Il desiderio di rimanere soli.