30 gennaio 2014

E' arrivato l'internet, è arrivato l'internet! Gioiamo insieme fratelli!

Nevica. Stamani pioveva. Per quello e anche per la tempesta emotiva di questo periodo, la canzone di oggi è questa.
Iruben me Zucchero



Prima la canzone e poi i racconti, questa volta.
Come sapete ci siamo trasferiti a Como (con la o chiusa sennò si incazzano), Fry ha cominciato a lavorare in Schfizzera e si trova molto bene. In questi giorni e fino a lunedì è a casa perché ha la faccia gonfissima ma la nuova dottora di Como che sembra più competente di mr. Hitler bolognese, gli ha prescritto antinfiammatori e antibiotici e ora sta già meglio.

Cercherò di descrivere brevemente l'operazione trasloco e il resto. La casa a Bologna è nostra fino al 15 marzo e comunque fino a che non trovano un altro inquilino. Quindi c'è ancora della roba, poca ma c'è.
Mercoledì 22 gennaio ho fatto una cena con colleghi ma anche ex colleghi per salutarli. C'è stata un'adesione che non mi aspettavo. Eravamo in tutto 26, sono stata molto contenta e devo dire non me lo aspettavo.
Il biglietto mi ha commossa




E due regalini entrambi molto molto azzeccati e per niente attesi!


Evvai con le foto di gruppo!


Un gioco che non vedo l'ora di provare!

Menù vegetariano e vegano




Ciao tate!

canottierina Desigual
Loredana mi ha fatto un pensiero a parte (che sto indossando sempre) - se non si vede sappiate che è una bellissima lumachina!
E anche se può sembrare sdolcinato per me il regalo più grosso è che abbiano impiegato la cosa più preziosa che hanno, ovvero il tempo, per salutarmi. Hanno messo da parte progetti, fidanzate/fidanzati o anche solo stare a casa da soli per venire lì.
Siamo andati all'American Graffiti dove si mangiano praticamente solo hamburger ma hanno un menù tutto vegetariano anche per me.

La sera è passata veloce. Eravamo tanti, il tempo era poco, il giorno dopo dovevamo tornare al nostro lavoro grigio e quindi non siamo andati via tardissimo.

Il 24 però, venerdì, è arrivato il momento dei saluti. Vorrei volatilizzarmi all'istante perché non riesco a gestire le emozioni dell'addio. Ero così provata e stanca dal trasloco e dal fatto che Fry fosse già su da due settimane che non vedevo l'ora di andare via. C'era una parte di me che era spiaciuta perché ho conosciuto splendide persone e alcune troppo tardi (non mi lascio avvicinare facilmente e sono inizialmente molto chiusa) solo che la felicità ha preso il sopravvento. E sono ad oggi ancora così indaffarata che non sentirò la botta per un po' di tempo. Ma non ho la capacità di volatilizzarmi così li ho salutati: chi al mattino perché non li avrei rivisti il pomeriggio dato il turno diverso, chi la sera prima di andare a casa. E sono stata una signora: ho salutato anche chi non avrei voluto, ma era una questione di educazione più che di qualsiasi altra cosa.
Ho lasciato questo biglietto sul monitor che in pochi avranno capito.


Mi sono trovata dei bigliettini sul monitor da chi il 24 faceva il turno del mattino e un foglio nel cassetto della scrivania da chi faceva il turno del mattino.

Penso che se il lavoro mi avesse lasciato più spazio e tempo per socializzare sarebbe stato peggio.
Il 25 Fry scende per venirmi a prendere e caricare la macchina con le ultime cose...
La sera usciamo con la mi'Chiarina arrivata da Firenze e Lorenza, andando al macrobiotico. Sì lo so cosa state pensando ma a me piace magiarci (tranne quando mi sgridano perché uso il cellulare perché "quando si mangia si fa il sangue e le onde elettromagnetiche disturbano questo processo" - la scienza qui non è di casa come potete supporre)

montagne innevate quasi all'arrivo!

le mie formichine ben protette

che dire, la macchina era conciata così!
Domenica arriviamo quindi a Como, distrutti e felici.

la vista serale da casa
la vista di giorno col (rarissimo soprattutto in questi giorni) sole
Comincia la fatica numero due. Lunedì viene una mia carissima amica (Zion) ad aiutarmi a fare le pulizie. Io non so da che parte cominciare ma lei è bravissima e molto organizzata. La cucina viene splendida e ordinata!
Passiamo alla sala ma dobbiamo interrompere per l'arrivo dei tecnici fastweb. E alla fine mi insegna a fare delle ottime polpette con le lenticchie (mmmmmm buoneeee) che io e Fry spazzoliamo per bene la sera.

Poi usciamo per andare in stazione ma non capiamo dove ferma il bus così decidiamo di andare a piedi, solo che dobbiamo praticamente volare. E infatti prende il treno al volo.
Non saprei come altro ringraziarla se non dirle ancora grazie!
Mi ha dato una mano enorme e abbiamo passato una bellissima giornata (fatica a parte).

Martedì decido di andare a fare spesa all'esselunga vicino casa. Seeee, vicino casa. Con la busta piena a fare il salitone che porta a casa mia pensavo di non farcela. A 200 mt volevo chiamare un taxi!

Così martedì sera decido di fare la spesa online sul sito Esselunga. Sì lo so ma senza macchina è un delirio.

Mercoledì me l'hanno consegnata, così sono riuscita a prendere anche del vino e delle birre.

La mia missione in questi giorni è esportare (o meglio importare a questo punto) il mascarpone di Bologna. Chiamano mascarpone quella crema appunto al mascarpone usata nel tiramisù. E' solo la crema e nient'altro. Si possono mettere gocce di cioccolato ma è ottima anche così.
Ieri m'è venuta liquida, devo aver trattato male gli albumi montati a neve ma oggi è venuta una delizia.
Teek.


Stamani ci abbiamo fatto colazione. Con un goccio di caffè e non abbiamo avuto fame fino almeno alle 13!

Altre cose: oggi sono andata in posta prendendo il bus. Notare che nevicava.

Prendo il bus e in 9 minuti arrivo (in 20 minuti sarei arrivata a piedi ma con questo tempo...). Dato che lì accanto c'è il Carrefour decido di fermarmi per prendere altro mascarpone.

Intanto l'avventura in posta. Entro, do' i documenti e la delega (il pacco era per Fry) e mi dice "Sì non devi venire qui ma accanto c'è un cortile, entri in quell'ufficio e chiedi a loro"

Esco, vado nel cortile accanto e ci sono diverse porte. A destra una porta con su scritto "E' severamente vietato l'ingresso ai non addetti".

Quando mi dicono che è severamente vietato non posso che prenderne atto.
A sinistra ci sono una serie di porte. Guardando dall'esterno (la parte superiore è in vetro e si vede l'interno) mi pare che solo la prima porta sia praticabile. Entro e ci sono diverse scrivanie ma di persone nemmeno l'ombra. Tralaltro ci sono pacchi e corrispondenza di persone e mi sembra di essere dove non devo.
Chiedo, come nei film, "E' permesso?"

Nessuna risposta

"Permesso?"

Niente

"C'è nessuno?"

Nulla

Decido di percorrere il corridoio tra le scrivanie, magari mi porta in qualche dove. Ma shhtt ecco: c'è un gabbiotto con due persone! E finalmente loro hanno il mio pacco. Maremma sbregola.

Vado al Carrefour e compro ciò che devo comprare in tutta fretta perché poi c'è il bus che mi porta a casa e passa ogni mezz'ora quindi è bene non perderlo!

Così arrivo circa 5 minuti prima e aspetto, aspetto, aspetto. Insomma: passa mezz'ora e il bus ha saltato la corsa! Mega arrabbiata, sotto la neve, con la busta fradicia, non so più che santi tirare giù.

Comunque la giornata è andata bene, la settimana benissimo, ma ora scusatemi tanto. Ho un mascarpone che mi attende.

13 gennaio 2014

La capsula del tempo - gli occhiali di papà

Trovo che essere disordinati non sia una cosa in cui ci si ritrova di botto. Disordinati non ci nasce.
Essere disordinati è una cosa inscritta nei geni.

Prima di cominciare questo post voglio premettere di essere a casa di mia mamma. Casa di mia mamma è abbastanza grossina considerando che ci vive da sola con due bassotti. E' composta di cucina e sala unite e entrambe abitabili, un corridoio a L, una camera matrimoniale, due camerette, un bagno e un ripostiglio.
Lei occupa solo la sala (in cui dorme), la cucina (adora cucinare) e il bagno. Il resto delle stanze sono ricordi.
La cameretta in cui io dormivo, oltre ad avere tutte le cose che ci lasciai nel 2006, ha visto moltiplicarsi gli oggetti al suo interno. Scavando posso trovare il mio diario delle medie dove scrivevo quanto ero depressa e brutta, ma anche le note delle superiori sul registro (che ho pazientemente annotato e mezzo da parte). Le scatole dei vecchi cellulari, libri mai letti, appunti dell'università, il microscopio che ho fortemente desiderato da piccina, bottigliette in vetro contenenti chissà cosa, il vecchio camaleontario in legno mai buttato e usato per contenerci altra roba. Nella cameretta in cui dormo quando torno qui, ci sono oggetti legati all'infanzia. I Walkie Talkie enormi con sopra scritto il codice Morse, altri libri, il pacchetto di sigarette su cui Jerry Only mi aveva fatto l'autografo, scatole dei vari autoradio, rotti rubati o ancora vivi da qualche parte. La scatola del gps a pannellino solare che usavo col nokia N70. Persino sul divano della cameretta è impossibile sedersi. Di solito mia mamma ci poggia i sacchettini coi regali da portarmi via ma comunque anche se non ci fossero loro è pieno di cuscini, pigiami, oggetti. Sto scrivendo da un pc fisso che comprai con la borsa di studio dell'università, un monitor gigante. E sotto al mouse c'è una pila di riviste e un volume de le pagine bianche di Torino.
La camera matrimoniale (che mia mamma non usa) contiene il peluche del panda che un mio fidanzato di tanti anni fa mi regalò, e che è grande quanto un bambino di 8 anni, largo quanto Cartman di SouthPark. In camera c'è un comò dove ho trovato queste cose.




Quel giorno è stato tutto molto difficile. Probabilmente non ho mai ringraziato chi c'è stato e, rileggendone ora i nomi, nemmeno mi ricordo alcuni volti. So di non aver salutato qualcuno, che poi mi ha detto di esserci stato, e questo mi spiace. Comunque anche se con un lieve ritardo di 13 anni "Grazie", nessuno di voi era obbligato eppure c'eravate.

Ho trovato anche gli occhiali di mio padre. Non so, non ricordo che avesse mai cambiato montatura. A dir la verità di mio padre non sapevo quasi niente. So che lavorava, tanto, e spesso faceva straordinari. So che si lavava le mani con la pasta lavamani al limone, ma rimanevano sempre sporche. So che era infelice e arrabbiato ma non so come mai.




Quando entro in queste stanze disabitate mi si stringe il cuore. Ho trovato delle letture I Ching fatte per persone che ora non sono più nella mia vita. Lacrime versate su pagine di diario, ma anche cose che mi fanno sorridere, come l'etichetta della sciarpa in pelo di cammello che mi hanno regalato Marco e Giada qualche anno fa.



Sì, questa non è pigrizia, non è un pacchetto di patatine vuoto lasciato marcire su un tavolo attendendo una mano divina che lo sposti nella spazzatura; è una sorta di memoria fisica degli eventi. Una casa fattasi capsula del tempo. So che un giorno dovremo buttare via tutto quanto e quando accadrà sarà un doppio dolore.

05 gennaio 2014

Como: la città imparcheggiabile.

Sì, siamo residenti a Como. La richiesta di residenza, fatta il 2 gennaio (anno nuovo, vita nuova) non ha subìto particolari intoppi. Nello stesso giorno decidiamo di chiedere il permesso per parcheggiare sotto casa, zona blu (centrale e a pagamento).
In ogni città in cui sono stata la residenza è stata sufficiente a richiedere il permesso per parcheggiare nelle zone blu adiacenti casa.

Ma a Como è diverso. Le domande per le richieste di parcheggio andavano fatte entro il 2/12/2013. Dopodiché per la nostra zona avrebbero estratto 25 nomi di utenti fortunati che potevano permettersi di parcheggiare.
25?
Ma come?

E gli altri? "Eh devono pagare"

Ma come?

Tralaltro il permesso per parcheggiare non è nemmeno gratuito ma costa 167 euro annui, e dato che la nostra domanda parte in ritardo danno priorità a chi ha presentato la domanda in tempo, a nulla vale il fatto che siamo residenti lì da gennaio. A loro fottesega.

Quindi? Parcheggeremo in divieto di sosta come fanno le persone che abitano lì nel nostro palazzo. E' inevitabile.
E ripeto, io una cosa così non l'ho mai vista.

La casa è meravigliosa, un po' freddina ma stupenda. La sera se si spengono le luci in casa c'è una vista spettacolare. La città illuminata, il duomo, il mondo che scorre. Il lago poco più in là. Per andare in centro ci va davvero poco, per tornare è un po' più complicato perché la salita è davvero spezzapolmoni.

Però ne sono contenta, fare due passi significherà davvero mettersi in moto.

23 dicembre 2013

Il dramma del trasloco

Ci siamo fatti un paio di calcoli e le soluzioni erano due, scartata l'ipotesi di fare avanti e indietro con la macchina.
Potevamo noleggiare un furgone, farci il culo, spezzarci la schiena e spendere meno oppure pagare un traslocatore che facesse tutto per noi.

Io ho la schiena a pezzi solo facendo le scatole. Così abbiamo sentito un paio di traslocatori.
Per convenienza economica ho scelto una cooperativa bolognese, la quale mi aveva assicurato una tariffa (molto cheap a dire la verità). Così dico di no al primo e mi fiondo sui secondi.
Ci mettiamo d'accordo per lunedì 13 alle 8 finché stamane non mi arriva una email (tralaltro email scritte tutte con il caps lock, roba da farvi rizzare i peli sotto le ascelle!) in cui mi scrivono che non avevano capito che la merce doveva arrivare a Como, e il prezzo cambia.

Conoscendomi, data la mia pignoleria, gli ho sicuramente scritto la destinazione la prima volta, sul form del loro sito (di cui purtroppo non ho traccia). Li chiamo, con bestemmie scritte a chiare lettere nella mia testa dicendo loro che ero stata precisa nelle mie indicazioni. Non si scusa ma afferma che "non ci siamo capiti bene" e mi dice che mi manderà il nuovo preventivo.
E il nuovo preventivo è ovviamente più alto del preventivo del primo traslocatore.

Bestemmie a go go.

Torno a casa in pausa pranzo e chiamo il primo traslocatore, chiedendo scusa se ho fatto un po' di casino. E' sempre libero e disponibile.

Inoltre chiamo Mercatopoli, un negozio che vende roba usata e che tiene in deposito i tuoi oggetti finché non li vende, dandoti una percentuale sul ricavato, per sapere se potevano venire a ritirare il frigo in caso la proprietaria non lo volesse tenere in casa. Chiamo la proprietaria per sapere quando può passare a vedere se le garba il frigo e la libreria che ha costruito Fry, altrimenti dobbiamo smontarlo.

Chiamo mia mamma. Birba negli ultimi mesi ha avuto sempre delle infezioni all'orecchio che non guarivano. Finché da un esame più approfondito non hanno visto un polipo di cui hanno fatto una biopsia.

E' risultato essere un tumore, e ora devono asportarle il canale uditivo. Però è vecchietta, e ha il cuore che non va, quindi siamo spaventate. Per fortuna il 10/1 sono su a Torino, posso almeno salutarla, comunque vada poi l'intervento.
Spero non le capiti nulla, non ora, non così. Basta tumori. Ho perso due cani per via di un tumore, non posso pensare che tocchi anche a Birba.
No.

22 dicembre 2013

Su quel(l'altro) ramo del lago di Como

Finalmente posso scriverlo, dato che ho avvertito al lavoro e ormai non è più un segreto.
Stiamo per trasferirci in un'altra città.
E' andata così: Iolao è stato contattato da una recruiter che lo ha cercato per un lavoro oltre il confine svizzero, siamo andati al primo colloquio verso inizio ottobre.
Abbiamo aspettato.

Siamo andati al secondo colloquio, a fine ottobre.
Abbiamo aspettato.

Gli è stato chiesto di fare un powerpoint con i loro magheggi nonchiedetemicosa.
Abbiamo aspettato.

Ha fatto un ultimo colloquio telefonico.
Abbiamo aspettato.

Ah, tutti i colloqui erano in inglese.

Finché a inizio dicembre non lo hanno contattato, per un lavoro a tempo indeterminato con uno stipendio che in Italia è una favola, ma per gli Svizzeri del canton ticino è poca roba.

Inutile dirlo, comincia il 15 gennaio e stiamo correndo. Sabato scorso siamo andati a vedere un paio di case, ieri abbiamo firmato il contratto per una casa a parer mio favolosa. Bhe sì, ci sono delle cose da rivedere, ma il palazzo è costruito sulla roccia e abbiamo la vista sul lago e sul duomo.
A Como.

Inizialmente pensavamo di andare a Varese ma dopo aver sentito alcuni pareri ci siamo concentrati su Como. In effetti è carina, il lago è una cosa incredibile, non mi stupisce che Giorgio Clunei abbia deciso di prenderci 3 case (così ci ha detto l'agente immobiliare). Io l'ho detto a qualche collega, poi mi sono decisa a dirlo con dovuto anticipo anche alla mia responsabile. Tanto andrò via a fine gennaio/metà febbraio, ma ha apprezzato il fatto che glielo abbia detto già adesso. Non ve lo dico, sono felicissima.
Ci sono cose che mi fanno paura, Como è molto piccola, ma ci sono altre cose che mi galvanizzano (per esempio cambiare posto! Per esempio lasciare il mio lavoro!).
Sono dispiaciuta per altre cose, andarmene via vuol dire lasciare rapporti che piano piano stavo rinsaldando, nuove conoscenze che sarebbero potute diventare nel tempo ottime amicizie, colleghi a cui voglio bene.
Sono spaventata perché ho paura che non riusciremo a fare tutto entro il 15 gennaio, mi spiace perché starò per un mese da sola qui (per via del preavviso di questa casa).

In attesa di aggiornarvi vi lascio con una foto panoramica del lago!



04 dicembre 2013

Happy birthday

XIII carta delle minchiate fiorentine: La Morte.

Oggi è l'anniversario della morte di mio padre. 13 anni fa, alle 4 del mattino, il telefono squillava in casa Colombo. L'ospedale ci avvisava di andare lì, perché mio padre aveva avuto un altro attacco, e non ce l'aveva fatta.

Ieri i miei colleghi erano presi dall'installazione dei festoni di Natale, io in verità questo mese non lo amo. Un po' per quanto scritto sopra, un po' la famiglia che ti vuole vedere e te non hai voglia quindi ti senti in colpa, un po' per la gente che ti chiede cosa fai a capodanno quando tu vorresti solo stare a casina tua, con una copertina, del buon vino, il tuo fidanzato e un filmetto. E siamo solo a inizio mese!

Oggi visita, ultima visita prima di andare su a Torino dalla senologa. Trattasi di ecografia transvaginale, ovvero mentre fai conversazione con la dottoressa in posizione comoda (con le gambe all'aria e la patata al vento) lei, senza troppi complimenti, infila un gentilbastonediplastica mentre scandaglia l'interno della tua baginga. Tutto bene là sotto e anche se le mie cose sono in ritardo (da almeno una settimana direi) secondo la bagingologa il mio endometrio è ben lontano dal dare segni di vita, quindi tutti gli incazzi di questo ultimo periodo sono solo incazzi, niente sindrome premestruale.

Stanotte inoltre ho fatto un sogno brutto. E strano.

Esco da lavoro, dovrebbe essere sera ma è giorno. La mia collega Lisetta arriva in macchina,nel parcheggio di quell'orrendo capannone, con altra gente per chiedermi se mi va di uscire. Dico che non ho molta voglia (è la mia risposta di default anche al di fuori dal sogno). Prendo la mia macchina (nel sogno ho aggiustato la mia seicento dopo l'incidente mentre nella realtà io e Fry abbiamo una sola macchina) e sono sorpresa. C'è un mezzo ricordo dell'incidente della seicento, non ricordo ma a quanto pare l'ho aggiustata, per cui prendo la strada di casa ma c'è coda per la tangenziale/autostrada/strada così sbaglio uscita e quando ne vedo una esco in velocità ma la macchina non tiene le curve per cui dopo la seconda curva esco fuori strada, passo una sorta di muretto e finisco di sotto "volando" letteralmente giù con la macchina.
Non faccio in tempo a pensare a come fare per tirarmi fuori da quella situazione quand'ecco Fry. E' a torso nudo, probabilmente anche in mutande. Gli occhi rossi. Ha visibilmente freddo, è arrabbiato forse stanco. Chiedo come ha fatto a trovarmi in così breve tempo ma non so se mi risponde. Nello spiazzale dove la macchina è finita precipitando troviamo due turisti, una coppia di anziani signori. Ci chiedono dove possiamo trovare i "bagni oleosi" e io vedo un cartello bianco con scritta nera che indica la direzione per raggiungere i bagni oleosi. Quindi tutti e quattro ci mettiamo in marcia, io sono ancora sotto shock per l'incidente.

Oltre al sogno tante novità: un possibile trasferimento ma ancora non si sa niente, tempeste emotive ma quelle ce le teniamo, noia e devastante noia.

Canzone del giorno: Ballo in fa Diesis Minore Branduardi


23 novembre 2013

... sei nata paperina, che cosa ci vuoi far!

Perché non vorrei fare la spocchiosa, nella maniera più assoluta no. Ma senza falsa modestia, considerando tutte le foto di tattoo di papaveri che ho visto, questo è in assoluto il più bello:


e lo porto addosso con estrema fierezza.

18 novembre 2013

... e tu sei piccolina

E così è passata questa settimana, gli straordinari, il corso di tedesco che va a merda, l'apatia, la noia. Il desiderio di non fare null'altro che niente.
Avevo cominciato un libro, questo.

le mie bellissime formichine
Ma non riesco più a leggere. Ho come un mattone in testa che mi rende tutto più pesante. Lascio che la vita mi scorra addosso e non è da me, sempre presa in mille cose.
Sono molto stanca.

La vita in casa è però rallegrata da Diana, il nostro nuovo micetto. Lei e Maya sono due furie in casa, giocano lottando come dannate per poi dormire per ore.

Diana




Maya

Al lavoro la situazione è, come dire, penosa.

The Wall

Tant'è che mi sono fatta il mio muro del non pensiero. Ovvero ogni tanto ci appiccico su una canzone e me la canto mentalmente tutto il giorno tanto devo ripetere sempre sempre sempre le stesse cose.

Hanno assunto un ragazzotto nuovo, 22 anni, studente di psicologia, sveglio. Troppo sveglio; difatti dopo un mese ha dato forfait, e riprendono i colloqui.

Il corso di tedesco va male, non riesco a studiare, a impegnarmi. E già dalle prime lezioni mi rendo conto di quanto sia difficile, di quanto mi faccia sentire una cretina, ed è quella sensazione che detesto.

Domani vado a tingermi i capelli. Una mia amica mi ha chiesto se avevo voglia di farmi strapazzare il "bulbo" senza pagare, in quanto avrebbero dovuto fare un book fotografico o comunque un paio di foto di capelli fighi. Ho accettato a patto di avere capelli dal colore mattacchioso, e difatti me li faranno blu e verdi. Vedremo come sarà l'effetto finale.

Giovedì invece andrò a farmi un nuovo tatuaggio (sempre che la data mi venga confermata). La scelta è stata quella di un fiore di papavero.
Potrebbero esserci mille e uno motivi per cui ho scelto questo fiore invece della più indicata, almeno per me, pianta carnivora.
Ho viaggiato spesso in questi anni, spesso in treno, tantissimo in treno. Il papavero era il fiore che più spesso vedevo dal finestrino: dolci macchiette rosse che coloravano prati anonimi ai lati della ferrovia. Mi metteva una certa allegria vederli, era come un appuntamento atteso. I papaveri annunciavano l'estate, calzoncini corti (non per me che non scopro mai le gambe), le ferie, il caldo, il bel tempo.
Ma i papaveri sono soprattutto fiori che troppo spesso si danno per scontati, non se ne percepisce la bellezza perché sono un po' sgualciti, quasi sciupati. Eppure a vederli bene non si può non rimanerne affascinati. Crescono nel niente, fioriscono nel niente, e nessuno li guarda. Ma loro sono lì, e ci saranno anche l'anno prossimo.
Mi sento un po' papavero. Assolutamente mediocre, la mia bellezza è nascosta e passa inosservata. Magari sono un po' sgualcita ma mi sento di colorare la vita delle persone che mi circondano. Se anche fosse di poco però è importante.

Una volta scelto l'artista, questa volta non la mia tatuatrice di Torino, ma un ragazzotto di Bologna, sono andata a parlargli.

Quando ero piccola per farti un tatuaggio, almeno da quanto mi hanno raccontato, entravi nello studio di un tatuatore, sfogliavi il loro book di tattoo per lo più tribali e prendevi un appuntamento.
Da che ne so ora, invece, si parte da un'idea che si sviluppa insieme. Quindi ci va del tempo.
Il tatuatore prepara un disegno, te lo mostra, lo riaggiusta in seguito alle indicazioni. Ma in genere quando vai da un artista ci vai perché ti piace il suo stile.
Anche se con un po' di remore vi faccio vedere il disegno che mi ha inviato (me ne ha inviati due e ho scelto questo proprio perché ha i petali più sgualciti e mi rappresenta meglio):

Ho tante altre idee per i prossimi tatuaggi, così tante che forse dovrei fermarmi un attimo. Per esempio mi piacerebbe continuare la storia del teschio sul braccio destro, che non è una storia ma lo diventerà. E allora sì che ci saranno camaleonti, insetti, piante carnivore e altre bestioline. Per ora però basta, è tanto che non scrivo e alla fine le cose da scrivere diventano così tante che non me le ricordo più.


Canzone del giorno: Non portarmi via il nome Samuele Bersani

30 ottobre 2013

A volte ritornano

Ieri mi è arrivato il referto della risonanza magnetica fatta lunedì 21/10 a Monselice (PD). Pare sia tutto ok, ma il tessuto è un po' più concentrato sulla mammella destra, dove ho avuto il tumore.
Questo mi porta comunque un po' di preoccupazione. So che purtroppo sono problemi che tornano. E' difficile averli e passare tutta la vita sereni e tranquilli.
Mi ricordo quando ero piccola e mi ero letta la mano, e ci avevo visto che sarei morta a 40 anni. Sìsì, lo so, ma chi ci crede. Però ho 32 anni e 3 tumori alle spalle, l'ultimo in particolare piccolo e insignificante ma il più rognoso e subdolo.

Questa notte ho sognato di avere molti scarafaggi in casa. A un certo punto ne passa uno gigante, ma grosso proprio, delle dimensioni di un gatto. E, a parte le sei zampe e il culone da formica, in effetti ha la testa da gatto. Lo prendo a bastonate ma non muore. Quando però gli si stacca il culone rimane solo la parte di gatto e mi sento enormemente in colpa perché sento di aver fatto qualcosa di sbagliato.

Ah, da stasera avremo una nuova inquilina in casa: Diana. E' una micetta di due mesi e mezzo che qualche figlio di troia ha abbandonato. Ma con noi e Maya starà bene.

Canzone del giorno: Creep Radiohead

15 ottobre 2013

Mi sono un attimo persa, e mentre mi perdevo tante cose sono accadute.

E' un mese che non scrivo, sono successe tante cose. Roccio si è fidanzato, e da allora l'ho sentito solo un paio di volte. Lo immaginavo, anche se confesso mi dispiace.

Io ho proseguito col secondo livello del corso di falconeria. Sono decisamente in dubbio per quanto riguarda prendere un falco o meno, soprattutto dopo che ho visto eviscerare i pulcini di un giorno. E penso "Mioddio ma se non riesco a pensare a come uccidono le bestie per farne cibo per noi, come posso eviscerare un pulcino anche se già morto?"

Inoltre un gheppio e un barbagianni mi hanno cagato addosso ma si sa, porta bene e poi sono i rischi del mestiere!

Ho cominciato ieri un corso di tedesco, sono abbastanza presa per questa cosa e spero che l'entusiasmo non passi facilmente come per il resto delle cose della mia vita.
A volte ho l'impressione di cominciare così tante cose perché non so cosa mi piaccia realmente e allora le provo tutte, e se non ho portato ancora a termine niente vuol dire che quelle cose non mi interessavano realmente.

Quindi questo weekend sono stata a Treviso. Vi ricordate della mia collega che era arrivata da Treviso sperando in un posto fisso e in tante altre cose? Quella che poi se n'era andata perché hanno fatto di tutto per farla andare via? Bene, le avevo promesso che al prossimo corso di falconeria sarei stata da lei a trovarla. E difatti così è stato: sono salita sabato pomeriggio dopo il lavoro, siamo andati a fare un aperitivo con un botto di gente ed è accaduta una cosa strana, ovvero non mi sono sentita a disagio.

Al lavoro è un continuo andare peggio, hanno preso una ragazza nuova che dopo una settimana e mezza, capito l'andazzo, se n'è andata. Io sono il nuovo oggetto di mira dei pettegolezzi dall'alto, cosa che mi ha fatto rimanere un po' male ma poi, fottesega, ho lasciato che parlassero.

Io spero in una nuova vita, con Fry, con Maya, qualcosa di diverso, magari lontano da qui. Ecco perché ho cominciato questo corso di tedesco. Nessuno mi porterà a Berlino, dovrò andarci io. E se non fosse a Berlino va bene da qualche parte, mi sento già inchiodata in questo posto.

Vi posterò a breve (per i miei nuovi tempi) le foto del corso di falconeria, di Treviso e vi terrò aggiornati.

Dopo una trafila impossibile ho una risonanza magnetica lunedì, in provincia di Padova. Spero di non spaccarmi troppo la minchia.

Canzone del giorno: Somebody to Love Jefferson Airplane


Mi rendo conto di non essere stata molto entusiasta nello scrivere e vorrei riprendere a raccontarvi tutti i miei cazzi e scazzi. con un pochetto più di brio. E' una promessa, soprattutto verso me stessa. Mi piace scrivere in questo blog, è una specie di diario ed è tutto mio.

E ora qualche anteprima del weekend!



club sandwitch vegetariano. mmm buono


e la falconeria!

vi presento Cicero, il maialino (ino ino) vietnamita che ci ha tenuto compagnia tutto il tempo




sì mi sono proprio innamorata!


ecco il gheppio che mi ha regalato gli schizzi bianchi sui pantaloni!

Cico (o Lola) non li distinguo. Lui invece ha fatto cascare il pulcino eviscerato sui miei pantaloni regalandomi succo di pulcino di un giorno spalmato ovunque. E anche la popò, ovviamente :)
Pronta a farmi male per costruire i geti

Ci siamo! E non vedo l'ora che arrivi il terzo livello!

scusate il faccino ma ero stanca. Eccomi con Deva (o Barone? dalla foto non si capisce!)

qui dormo!

ecco Adele, la dolcissima asinella che mi ha masticato la tracolla della borsa della macchina fotografica!