Nella mia vita non sono mai stata così tanto fuori casa. Ogni sera appuntamento fisso al Pura Vida, sul lago.
Le facce non sono sempre le stesse, tra miei colleghi e amici, colleghi di Fry e amici, amici e basta, gente che passa e si aggrega perché conosce uno di noi... Mi sembra di essere in una serie televisiva stile Friends, da cui differiamo solo per il fatto che non viviamo in una grande comune con viavai di gente a casa.
Penso che quando mi vedrà il medico e mi palperà il fegato, dicendomi come al solito "il fegato è palpabile, lei beve?", questa volta dovrò rispondere di sì. Di solito dicevo "bhe no suvvia, una birretta la sera dopo cena che sarà mai".
Ora non saprei dove cominciare.
Considerato che quando è mancato mio padre era giallo... Forse dovrei un attimo darmi una regolata.
Oggi tralaltro sarebbe il suo compleanno. Auguri babbo. Se tu oggi fossi vivo avresti solo 64 anni.
Sono in ansia perché devo prenotare le mie solite visite annuali, e mi sto dilungando davvero tanto. Troppo.
Ah ieri ho ricevuto il DVD promesso dal signore che a Milano suonava il pianoforte, quello del segreto. Insomma andatevi a rileggere il post di qualche giorno fa, "sapessi com'è strano". Ha mantenuto la sua promessa, però non mi ha spedito il suo libro.
Ho ricevuto un altro pacco o raccomandata che devo andare a ritirare in posta, chissà cos'è. Il pensiero è sempre quello: speriamo non sia qualcosa da pagare!
È la storia di un uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani... A ogni piano, mentre cade, l'uomo non smette di ripetere: "Fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene". Questo per dire che l'importante non è la caduta ma l'atterraggio. Attendiamo l'atterraggio. Perché prima o poi si dovrà, in qualche modo, arrivare.
Mia zia è stata trasferita dalla rianimazione al reparto. Ieri le ho parlato, era ancora un po' confusa dalla morfina ma parla e risponde a tono. E sembra stare bene.
Le donne della nostra famiglia sono più toste del marmo.
Il post del 17 luglio è stato premonitorio.
Stavo uscendo di casa per andare al lavoro (turno pomeridiano 11.15-20.15) quando mia sorella mi manda un hangout e mi dice che opereranno nostra zia perché le han trovato una massa di 10 cm tra l'intestino e le ovaie. Ma non ha saputo dirmi altro.
Mia zia, la sorella di mia mamma, che vive a Milano.
Sul bus non ci ho pensato molto. Ho scritto al mio capo per dirgli che avevo problemi in famiglia e ho chiesto dove si trovava l'ospedale a mia cugina.
E mi sono trovata alla Multimedica di Sesto San Giovanni.
Mia zia era irriconoscibile: l'avevo vista ad Aprile per la comunione/cresima di mia nipote ed era già magra. Ma lei è sempre stata a dieta un giorno sì e l'altro pure, quindi non ci avevo fatto troppo caso, non ci avevamo dato troppo peso.
Ma sul lettino non era più mia zia, era il suo scheletro.
Scherzando l'ho ringraziata per avermi fatto perdere un noiosissimo giorno di lavoro e alle 12.45 circa l'hanno portata in sala operatoria.
Fino alle 17 non sapevamo ancora nulla quindi ho deciso di riprendere il treno per tornare a casa quando, ormai quasi arrivata alla stazione di sesto san giovanni, mi chiama mia cugina, la figlia di un altro zio, per dirmi che ha sentito nostro cugino e che forse mia zia non supera l'intervento.
Apro Whatsapp e mia cugina mi scrive "Mamma non supera l'intervento".
Mi giro e corro indietro. "Ma come?" penso.
Arrivo e i miei parenti sono ovviamente disperati. Mio zio guarda il vuoto e fa uno strano suono gutturale e vederlo così mi ha spazzato il cuore più di qualsiasi altra cosa.
Mio cugino Mirko mi ragguaglia: è l'unico che ha parlato col medico. La massa tumorale è di quelle "cattive" ed era grossa come un melone. Per asportarla hanno dovuto togliere metà intestino, le ovaie e, abbiamo scoperto dopo, il pancreas. Chissà se anche un pezzo di stomaco. La condizione non è ottima, per evitare il cedimento strutturale degli organi interni hanno riempito i vuoti con protesi mammarie. Inoltre presto o tardi dovrà cominciare la chemioterapia.
L'intervento è stato però superato e possiamo entrare nel reparto di terapia intensiva, uno per volta. Indossando camice e calzari.
Decido di entrare anche io, per ultima, e dato che abbiamo indossato tutti lo stesso camice è stato triste sentire l'umido delle lacrime dei parenti sul camice che stavo indossando.
Entro ed è in coma farmacologico, intubata. Circondata da macchinari che ne seguono le funzioni vitali la osservo per un po'. Non so se percepisce la nostra presenza, ed effettivamente dopo cinque minuti non so cosa fare. Quindi esco.
Parlando con parenti acquisiti decidiamo di prendere la cosa con positività: sì, l'intervento è stato grosso ma è sopravvissuta. Per un momento i medici hanno temuto di perderla perché la temperatura era scesa troppo.
I parametri sono stabili, altra cosa positiva.
Dobbiamo solo aspettare. Convinco mio zio a tornare a casa per dormire, Fry viene a prendermi e torniamo a casa. Chiedo di portarmi a bere qualcosa ma forse esagero perché il mattino dopo mi gira tutto e devo tornare in ospedale. Anche perché stanno arrivando mia sorella e mia mamma da Torino.
Le notizie sono molto buone. Mia zia è sveglia anche se sempre in terapia intensiva. Mia mamma decide di entrare e rimane 40 minuti. Avevano molte cose da dirsi a quanto pare.
Nel primo pomeriggio vado, viene sempre Fry a prendermi. Ci fermiamo a mangiare qualcosa e torniamo a casa. Io crollo a letto e mi sveglio praticamente solo alle 18 perché dovevamo uscire.
Alcol.
Oggi torno, spero di poterle parlare. Voglio solo capire se sapeva. Perché io lo so che sapeva, so che non ha voluto dire niente perché una cosa simile è successa anche a mia mamma. Tumore all'utero, sapeva che c'era qualcosa che non andava e l'ho quasi portata di peso a fare il pap test.
I miei cugini si danno tutte le colpe del mondo perché avrebbero dovuto sapere, capire, insistere.
Ma è sbagliato, è tutto sbagliato. Non puoi mai capire cosa ha dentro una persona, mai convincere qualcuno a fare qualcosa che non vuole.
Ci sono stelle misteriose che illuminano le tue giornate, ma finché non viene sera non puoi vederle.
Canzone del giorno: HeroesDavid Bowie
17 luglio 2015
E' notte, soffia vento freddo. E' buio, ci sono pochi lampioni e le mie mani tremano.
Indosso un mantello con cappuccio e nessuno deve riconoscermi.
Oggi ho la notte nel cuore.
Oggi ho freddo dentro.
Da me stanno licenziando a bestia, a grappoli.
Ogni venerdì facciamo il segno della croce (io mi tocco le palle che non ho) e via.
Aspettavo da mesi la festa aziendale perché fottesega, io bevo e mi diverto, ho degli amici lì dentro con cui sfogarmi, ballare, bere e dire cazzate.
Ma ora lo spirito è perso, non c'è nulla da festeggiare. Già da un po' di tempo i reparti sono ben separati, in particolar modo tutti si tengono a distanza dal nostro reparto.
Poi queste "sparizioni": gente che oggi c'è, dopo un'ora non la vedi più e sai che l'hanno mandata via solo perché qualcuno te lo dice. Sottovoce, come se fosse un segreto.
I muri ascoltano tutto e riferiscono, così molto spesso finiamo per non parlare di queste cose, lasciando solo una velata tristezza nei nostri occhi.
Con quale spirito posso andare alla festa aziendale?
Lo scorso anno, appena entrata, non sono andata perché ero nuova. Non mi andava, non conoscevo nessuno e questa cosa mi è stata rimproverata perché "la festa è un'occasione importante di socializzazione" - ma alla fine, tra le righe, socializzare (soprattutto tra reparti diversi) non è un bene.
E' un doppio legame, questo? Secondo me sì.
Ti rendi conto un giorno, così per caso, passeggiando nella tua mente, di avere questo grossissimo, enorme deja-vu.
E' quella sensazione che ti fa passare dall'essere speciale a essere una comune mortale, mediocre anche, simile a mezzo mondo... e lo realizzi solo quando, per un motivo o per l'altro, cadono tutti i castelli che ti eri costruita.
Ohi, io sono bravissima a costruirmi castelli: sono la regina dei castelli costruiti in aria.
Da qualche parte dovrei avere ancora la corona. Di cartone. Colorata in pastelli. Con gemme fatte di pezzi di bottiglia di birra rotti.
Ecco.
E qui, al terzo bicchierino di mirto, mi chiedo che senso abbia ogni cosa.
MA.
Ci sono cose importanti a cui pensare.
Per esempio che questa è la mia vita e la amo così com'è, con le cose sublimi (badate bene, non belle, sublimi) e le cose terrificanti e oscure. Sono più oscura e mi piaccio così, e va bene così.
Va bene sognare sogni orribili, va bene fare pensieri atroci, va bene custodire il mio cuore nero in una custodia blindata.
Va bene anche pensare, ogni tanto, non non fare più ritorno e non svegliarsi più.
Ma non ci spaventate (sorriso inquietante); amo la vita così tanto che non succederà mai, voglio continuare a sognare cose orribili, amo il mio cuore nero.
Amo la strega che si nasconde dentro di me e mi porta per i boschi a fare sacrifici di sangue e a ballare alla luna.
Amo questo essere lunatico.
E forse non sarò così speciale, ma nessuno è come me.
E' così, Milano o la ami o la odi. Ma non è vero, sono una delle poche fortunate che riesce a trovare delle scale di grigio anche in questi casi. E così io Milano la apprezzo per tante cose...
Ma per la stazione di Milano Centrale io ho una sorta di venerazione. Avendo tanti parenti (comunque sempre molisani) che abitano lì, quando ero piccola almeno una volta al mese mi toccava andare. Partivo da Torino Porta Susa che non era la figaggine di oggi, bensì uno sputo di stazione, quasi pari a Como S. Giovanni, da cui partivano solo i treni per Milano. Gli IR, i famosissimi interregionali.
Che mia mamma arrivata a Rho (la stazione prima di Milano Centrale) attaccava a dire "La prossima è la nostra" e mi faceva alzare anche se mancava ancora un quarto d'ora e non avevamo valigie perché andavamo e tornavamo in giornata.
A Milano Centrale (ma ho scoperto al ritorno anche a Torino Porta Nuova) hanno messo un pianoforte. Sta lì da un po'. Ogni tanto qualcuno lo stuzzica senza saperlo suonare e si sente nell'aria quel dlin dlin dlin fastidioso, senza senso.
Ma ieri, uh ieri.
Sono andata a Torino perché oggi io e mia sorella siamo andate a vedere Tamara De Lempicka e invece che farmela in giornata, solo di domenica, sono partita ieri pomeriggio per evitarmi l'ammazzata.
In verità stavo cercando di costringermi a non entrare alla Feltrinelli, dirigendomi proprio verso di essa. E' una prova di coraggio la mia: "Riuscirà la nostra eroina a non acquistare l'ennesimo libro che non leggerà?", quando sento un suono celestiale, anche se giovane.
Sono due ragazzi giapponesi che suonano al piano, lei e lui.
Carini da morire.
Li filmo anche se ogni tanto non sono sincronizzati. Fottesega, donerei una cornea per suonare così.
Mi si avvicina un signore e mi chiede come hanno fatto a portare lì il piano, gli dico che no, il piano è lì a disposizione di tutti. Gli si illuminano gli occhi. "bhe il mio treno parte tra un'ora magari riesco a suonare qualcosa".
Allora gli domando, gli chiedo, cosa suona, cosa fa, da quanto suona. Mi domanda, mi chiede, se suono qualcosa e se mi piace qualche tipo di musica.
Mi comunica di aver suonato col batterista dei Deep Purple (mi da' il biglietto da visita e mi fa andare sul suo sito dal mio cellulare, e sì, non mente in effetti). Gli dico che mi piacciono Le Orme e gli faccio vedere la mia foto con Michi Dei Rossi. Sorride e mi dice di vedere gli altri filmati caricati perché ce n'è uno dove suonano dei pezzi de Le Orme.
E così intanto il piano si libera e si mette a suonare. Poi mi dedica Child In Time e quasi mi commuovo. Poi un ragazzo, che scopro lì essere russo, chiede di suonare insieme a lui.
E insomma c'è un bel concerto. Perché non c'è musica più bella di quella che ti strappa un sorriso.
E quindi poi il ragazzotto si ferma a parlare e si presenta. Mi chiede se suono, mi lascia la mail per mandargli il video. Così con nome e cognome lo aggiungo su facebook. E ora ho anche il video da mostrarvi.
Il signore prima di andare mi rivela un Segreto, che proprio perché rivelato non posso scrivere. Ma mentre me lo dice continuo a sorridere anche se so che per lui è un orribile Segreto. Voglio fargli capire che non lo compatisco ma lo capisco, perché quello che mi ha regalato ieri mi ha riempito il cuore e anche se lui non lo sa, e anche se il mio cuore custodirà un segreto per lui orribile, si renderà presto conto che finché riempirà altri cuori di musica questo grosso peso che si porterà addosso verrà alleggerito, fino quasi a non sentirlo così grave come oggi.
Mi chiede l'indirizzo di casa per spedirmi un DVD dove suona. è anche un giornalista e mi chiede di fargli sapere se mai metterò su una band che ne scriverebbe un articolo e mi dice che insieme al DVD mi manderà anche un libro.
Guardo sul suo sito e scopro che ha scritto un botto di libri. Non faccio in tempo a fermarlo, perché si sa, le persone speciali entrano veloci nella tua vita. Non è detto che debbano rimanervi.
Però lasciano impronte speciali nel tuo cuore.
Sul treno una volta conobbi uno dei musicisti de "Il parto delle nuvole pesanti". Proprio ieri mi ha scritto in privato su facebook per commentare la mia foto insieme a Michi Dei Rossi, gli ho chiesto se si ricordava come ci eravamo conosciuti ma non lo ricordava.
Non è importante: prima dell'avvento di facebook ho conosciuto tante di quelle persone: sceneggiatori, musicisti, scrittori... E di nessuno ho ricordo.
Ora sono in contatto con questo altro pianista, il ragazzotto, e probabilmente avverrà la stessa cosa. Ma i destini sono fatti a volte per intrecciarsi così, senza scopo né futuro.
E si può solo restando aperti, solo parlando con le persone, solo non essendo chiusi come io, una volta, ero.
Quindi grazie, personaggi misteriosi che affollate la mia vita di tutti i giorni: anche voi contribuite a renderla speciale. Ed ecco il video. Scusate la mia voce fastidiosa.
Vediamo cosa riesco a scrivere da brilla.
Innanzitutto ho preso un mojito a stomaco semivuoto. "Che sarà mai?" sentenzierete.
Nulla, è che è una vita che alleno il mio fegato alle bevute ma non c'è niente da fare. Vince lui.
L'alcol, ovviamente, non il fegato.
Così stasera siamo andati a mangiare fuori, i due fidanzatini e il terzo intruso. I due fidanzatini sono Fry e il suo collega romano/polacco e la terza intrusa sono io. Ma non me la prendo: ogni uomo ha un suo fidanzato a cui una donna presto s'abitua.
E devo dire che tra tutti i fidanzati che poteva scegliere non è così male.
Comunque dopo il mojito a stomaco vuoto siamo andati a mangiare fuori: ho proposto una pizzeria in riva al lago che fa una pizza oblunga e ben cotta, croccante. Insomma un napoletano sverrebbe ma è una pizza ben digeribile e non rompete le palle, la vera pizza non esiste più. E' una specie di assurda chimera.
Quando sfoglio il menù cazzo mi si illumina il volto. Spaghetti aglio, olio e peperoncino.
SPAGHETTI AGLIO, OLIO E PEPERONCINO.
Di solito pronunciati come "spaghetti aglioogliopeperoncino".
Ditemi sinceramente se pronunciate "olio" correttamente; non ci potrò mai credere. La pronuncia corretta sarà anche "olio", ma per ordinarli al cameriere dovrete scandire bene "oglio" e mostrare una certa ignoranza.
Perché scegliere di mangiare un piatto così semplice in un ristorante? Facile, perché le cose semplici sono sempre le più buone e le più belle. E proprio come tutte le cose semplici sono le più difficili da preparare.
Personalmente so fare gli spaghetti aglio e olio più buoni del creato.
Inoltre è un piatto che ricorda sempre cose meravigliose.
Una volta, in campeggio, stavo uscendo in lacrime dalla tenda perché i miei due amici sedicenni, in piena attività ormonale, avevano deciso di lasciarmi sola per fare un giro in paese per rimorchiare qualche ignara ragazzotta. Ma ci stava, l'ho imparato lì: mai andare in vacanza da sola con amici maschi in piena attività ormonale. Se hanno qualche interesse verso di te ci proveranno fino alla morte. Se gli sei cesso fino all'anima ci provano con chiunque fino alla morte e tu gli sarai solo d'intralcio.
Così appena ripresami dalle lacrime sono andata in giro per il campeggio e ho fatto amicizia con una signora che a mezzanotte e buttato l'acqua per gli spaghetti: aglio, oglio e peperoncino.
No, non è un errore. Oglio proprio.
Così mi sono consolata, con quella signora che preparava tanta pasta per conosciuti e sconosciuti e regalava un po' di gioia sotto forma di carboidrati.
Come si può non dare un bel significato a un piatto così semplice?
E poi quando sono andata a trovare Snoopy a Bologna, da Torino.
Dopo una nottata fatta di birra e fumo, cosa c'è di meglio della spaghettata di mezzanotte?
Fosse solo anche oglio senza peperoncino, ma quanto buona è?
Perché non è cibo per lo stomaco ma per l'anima.
Quanto è bello andare a dormire con la pancia piena e il cervello allegro?
Soprattutto dopo oggi, che abbiamo giocato di nuovo a indovina chi. Indovina chi buttano fuori oggi?
Questa cosa mi distruggerà, mi distrugge soprattutto l'idea di avere visto un collega andare via, di essere corsa fuori per salutarlo e sentire le mie colleghe che dicevano "non so se puoi farlo".
NON POSSO COSA?
Forse per quello stasera ho mangiato spaghetti aglio oglio e peperoncino, la mia anima andava nutrita con qualcosa di allegro. Con alcol e spaghetti che sanno di bei ricordi.
Amo le cose semplici, mi ricordano quanto sono splendidamente semplice sotto questa sfera di apparente caos.
Ogni volta mi riprometto di scrivere. E ogni volta puntualmente non riesco a mantenere la promessa.
Mi piace questo blog perché è il mio diario, ma la mia vita è assorbita da mille cose che mi portano via il tempo che prima gli dedicavo.
E' triste questo? Non so.
So che ho fatto il saggio di danza. Che mi sono stressata e divertita. Che ho pianto, riso, scherzato e reso tutto complicato.
So che questa sono io.
So che se mi chiedessero però "Chi sei?" non saprei rispondere, e probabilmente guarderei il mio interlocutore con sincera curiosità rispondendo con una domanda semplice "e tu chi sei?".
So che questo periodo mi sta regalando gioie e domande, domande a cui non rispondo e mi cullo in questa ingenua incoscienza.
Ignoranza.
Poi, come se niente fosse, riprendo a correre nella mia mente, nei miei paesaggi fatti di campo di grano, di piante carnivore e di esseri di cui non immaginavo l'esistenza.
E allora chi sono io, se non uno di questi esseri perso in un mondo fatato?
Cosa posso dire di più reale della difficoltà nell'incontrare visi da funerale al lavoro e fuggire via da tutto questo, regalandomi dieci minuti di vita vera, e cosa dire invece dell'impossibilità di prenotare quattro cazzo di visite mediche e tornare a casa frustrata ma felice?
Frustrata e felice.
Due parole che non potrebbero esistere nella stessa frase eppure eccole!
Diamoci la libertà di usare parole che non si conoscono tra loro, facciamole conoscere, lasciamole da sole nell'incanto dell'improbabilità di una terra di nessuno.
In un mondo così rigido e strutturato, la felicità sta nell'incoerenza.
Non ricordo se l'ho già scritto ma sia il volo che la guida sono prenotati.
Gaby, la nostra guida malgascia che parla italiano, si è occupato di prenotare gli alberghi secondo le mie indicazioni di tragitto. Se tutto va bene finiremo la vacanza con 4 giorni di splendido mare. E quando dico splendido non scherzo. Bungalow sulla spiaggia (senza acqua calda, al sud del Madagascar è così): secchio di acqua salata per il water e acqua scaldata al sole per la doccia.
il 24/5 invece ho avuto le prove generali per il saggio di danza del ventre. Dico solo che è davvero meraviglioso, siamo state lì dal mattino alle 9, dato che noi però siamo alla fine abbiamo atteso col costume del saggio dal mattino. Durante la pausa tra primo e secondo tempo, prendendo un paio di merendine dal mio zaino, sono andata nella saletta accanto a dove facevamo le prove, separata dalla prima solo attraverso una decina di scalini.
Peccato che il pantalone del mio costume è davvero devastante, rischi di inciampare ogni tre per due. Ultime parole famose.
Il piede destro mi si incastra tra le losanghe della gamba sinistra e cado giù come una pera. Nonostante cercassi di reggermi alla balaustra sono caduta rovinosamente andando a sbattere fortissimo la testa.
Ho visto davvero le stelle!
Le altre ragazze sono accorse subito, portandomi ghiaccio e conforto ma in tempo zero avevo un bernoccolo grande come il mio pugno!
Era davvero impressionante.
Sono rimasta lì in un angolo col ghiaccio sulla testa mentre nell'altra sala le prove continuavano finché ho optato per andare a casa. Il dolore era forte e ho deciso di farmi tornare a prendere da Fry (ascoltando con dosi di megaparanoia le ragazze che continuavano a dirmi di andare al pronto soccorso se vedevo strano e di non addormentarmi *MAI*).
Mi è spiaciuto tanto essere caduta così goffamente, non aver fatto le prove alle quali tenevo, come tengo al saggio.
Oggi, se mi tocco la nuca, provo ancora dolore. Come provo dolore allo stinco sinistro.
Si può essere più imbranati?
Martedì invece è successo qualcosa che non ho capito e ancora non riesco a capire. Seguono a ruota pianti (nel mio caso lucciconi, io a piangere non sono brava), scleri coi colleghi, richieste di scuse perché odio sclerare soprattutto al lavoro, rimuginii, elucubrazioni mentali.
Infine ho zittito il cervello.
Proseguo sulla linea di non dovere e potere piacere a tutti. Mi dedico a progetti, mi impongo obiettivi.
Quest'anno è stato molto proficuo, forse l'anno più proficuo da che ricordi per la conclusione di progetti personali. Finalmente andrò in Madagascar, ho portato a termine due corsi senza mollarli (basso e danza del ventre), ho trovato un lavoro ben pagato, ma fermarsi non si può.
Entro il 2016 voglio, in qualche modo e non ho ancora deciso come, imparare l'inglese non bene, ma a un livello che mi permetta di non segregarmi in un angolino quando sono circondata da persone che non parlano la mia lingua. Per fare questo c'è un blocco che devo ancora superare, ovvero la paura di sbagliare e di passare come cretina. Nonostante le numerose persone che vogliono darmi una mano (miei amici, amici di Fry, ecc) temo davvero di poterli deludere e di essere giudicata.
Ho un caro amico che parla un italiano sgrammaticato ma è tutto fuorché timido e parla inglese (a modo suo) e tedesco (a dire da chi l'ha studiato lo parla anche abbastanza bene!). Il trucco è non chiudere il cervello e buttarsi.
Fatto questo posso fare qualunque cosa.
Ma ora mi chiedo, come si fa?
Qui alcune foto della giornata delle prove. Siamo o non siamo bellissime?
AH! Importante. Forse cambio colore di capelli. Con un colore quasi normale...
Cose sparse: Fry ha fatto la prima lezione di guida con l'idrovolante e ci è rimasto sotto! Mi piacerebbe se facesse il corso per il brevetto di pilota, perché so che gli piace! Speriamo!
(sospiro). Ricordi Sara quanto tempo passavamo per strada, seguendo il corso delle stagioni? Non facevamo altro che camminare e parlare e non so se oggi avrei più così tante cose da dire. Quando faceva freddo cercavamo riparo nei supermercati, ma quasi non ci fermavamo mai. Mi dicesti un giorno che la libertà è anche prefissarsi un obiettivo e raggiungerlo, e quanto è vero! Non ci sentiamo più, le nostre strade si sono divise ma ti voglio sempre bene e in cuor mio so che tu ne vuoi a me. Ti dedico questa canzone, perché mi ricorda tanto quel periodo, perché erano bei giorni, perché eravamo noi.
Ieri sera ho guardato la prima puntata di una serie che ricorda un po' twin peaks, si chiama wayward pines. Non sto a raccontare la trama ma è strano.
Così stanotte ho sognato.... Andavo da uno psicologo, uno strano, vestito come l'agente segreto della serie di cui parlavo sopra (giacca nera, cravatta nera, camicia bianca, ecc.). Lui mi porta, dietro mia richiesta, dall'indovina più famosa del posto, una donna di colore che però parla solo inglese. La donna, dopo essersi concentrata due secondi e in presenza dello psicologo, dice "vedo la neve sui capelli". Dopodiché riscuote la parcella, 243 €. Un po' eccessivo, penso. La sala d'attesa di indovina e psicologo è sempre piena, molto spesso le persone vanno lì anche solo per utilizzare il bagno perché, stranamente, è aperto anche di sera. Così una sera mi scappa un sacco e decido di andare lì ma la città (o paese) è illuminato solo dalla luce della luna la quale però da piena che è sta diventando nuova. Impossibile nella realtà, ma nei sogni tutto è possibile. Insomma come in una eclissi tutto diventa nero e buio e io corro facendomi luce col pebble. Ricordo anche che una volta in sala d'attesa c'era una donna in un letto ospedaliero... Molte persone erano al suo capezzale come se quella sala d'attesa fosse in realtà una camera d'ospedale.
La neve sui capelli... Nel sogno ho protestato animatamente con lo psicologo perché quella frase poteva dire tutto o niente. Anzi non mi aiutava proprio e il prezzo era davvero eccessivo.
Secondo sogno, in realtà fatto prima di quello dell'indovina. Io e Fry siamo per la strada di un paese che non è Como, ma è molto più piccolo, però è comunque casa nostra, infatti abitiamo in una bella casetta in centro, dalle pareti bianche. Quando passeggiamo incontro Sa**hite**i, un mio collega foggiano simpaticissimo. Ci prendiamo a braccetto e ci diciamo mille cavolate. Dopodiché ci dice che nel bar che sta sotto casa nostra (nel sogno) fanno un torneo di GTA (il gioco preferito di Fry praticamente). Così torniamo a casa, riposino, e poi torniamo al bar. Però mi pare di essere scesa dopo Fry e lui era tutto scocciato da questa cosa. Aveva preso una roba che sembrava margarita ma purtroppo poi non ricordo altro.
Anche stanotte ho sognato. Però che sogno strano. Ero a un comizio di Beppe Grillo, quando era ancora comico e non si faceva di metanfetamina
(conoscendolo se leggesse questa frase mi citerebbe per diffamazione). In ogni caso: lui stava lì a fare i suoi comizi e suonacchiava la chitarra (mi pare acustica). Poi mi dice: "mi presti il basso?"
Gli presto il basso. Poi mi allontano, non ricordo perché, e quando torno lui non c'è più e nemmeno il mio basso. Alla fine l'ho ritrovato ma che paura! Era praticamente da un custode; di cosa non si sa...
Questa notte ho dormito 10 ore. Ieri sera ho avuto un mal di testa così aggressivo che non potevo pensare ad altro. In aggiunta forte nausea (mi capita quando ho questi attacchi) e mangiare per prendere la pastiglia è stato difficile. In più ultime prove per il saggio di danza del ventre, quindi musica a tutto volume con gran vociale dalle 19 alle 20.30. Per cui stavo malissimo. Tant'è che non ho sentito il temporale e i tuoni di stanotte, io che di solito sento tutti i rumori del mondo e mi sveglio per ogni cazzata.
Questi i sogni di stanotte:
La malattia tornava ed era più aggressiva ma non ricordo se accettavo di fare la terapia o meno (mi sono svegliata abbastanza bene ma ora i lucciconi. Evidentemente è una paura reale. Forse tutto è partito dal fatto che il fratello di una mia collega ha la leucemia e deve fare il trapianto di midollo e mi era tornato in mente e ogni tanto viene fuori che vorrei donare il midollo ma non posso perché peso meno di 50 kg)
Una mia amica delle elementari medie e superiori era morta, E.M.
In realtà andavo dai genitori a porgere le mie condoglianze ma poi scoprivo che non era affatto morta. loro si erano arrabbiati per questo equivoco. La incontro ed è molto invecchiata, con evidenti rughe sotto gli occhi, pare avere 60 anni. So che nella realtà ha due figli e penso: "vedi, i figli ti fanno invecchiare, io ho ancora questa pelle perché non ne ho"
Al lavoro nessuno mi considera (anche nella realtà), una mia collega con cui siamo (eravamo?) molto amiche non mi saluta quasi più. Quando vado via da lavoro saluto tutti ma nessuno ricambia il saluto e mi sento molto sola. L'ufficio è in un corridoio stretto e bianco (e piccolo) e l'aria è soffocante, c'è solo una finestra molto grande sul lato più corto del corridoio. Mi ricordo di aprirla.
Sto salendo le scale per andare non so dove, una congrega di ragazzini chiacchiera del più e del meno. Un ragazzo che pare il leader del gruppo afferma a gran voce "Oh se uno mi chiede di succhiarglielo io quasi quasi ci provo, trovo che non ci sia niente di male".
Sorrido all'idea e affermo: "Scusate se ho ascoltato i vostri discorsi e mi intrometto, ma trovo che tu sia molto coraggioso a desiderare di provare, al contrario dei tuoi amici totalmente omofobi".
Poi penso che forse il ragazzo è bisessuale e sta scoprendo nuovi istinti, ma trovo comunque bello che abbia il coraggio di rivelarli
Una mia cara amica, RagnoB, mi confessa di avere un problema alle ghiandole lacrimali, per cui ha un pezzo di ghiaccio perennemente installato nel dotto lacrimale. Me lo mostra (e mi fa un po' ribrezzo).
Se questo per errore si toglie, i suoi familiari devono accorrere con sacche di ghiaccio per placarle il mal di testa e poi deve rimetterlo in qualche modo.
Sempre con lei mi reco al supermercato. Io però devo rammendare qualche abito, compresa una maglietta azzurrina che mi è stata regalata (pare che i sogni siano in qualche modo tutti collegati ma non ricordo come) così mi porto ago e filo e cucio mentre cammino. Però ho portato solo filo nero e quando ho finito di rammendare la roba nera mi accorgo di non avere il filo azzurro (e di avere anche buttato il filo nero avanzato). Una signora mi da' un pezzo di filo nero ma è di quelli spessi, cerati, inutili per cucire, più utili per fare braccialetti. la ringrazio e rinuncio.
Mi sono svegliata piena di queste immagini. E' stato bello sognare così tanto. era davvero tanto tempo che non sognavo così.
Abbiamo sterilizzato Diana, giovedì. Ora è col cono e dopo i primi due giorni di apatia è tornata la solita gattina. Tempo qualche giorno e le andremo a levare i punti, finalmente! Nell'ultimo mese andava in calore in continuazione.
Domenica ho comprato i biglietti per il Madagascar. Sono così emozionata, è un sogno che si avvera. Ho preso un libro sui mammiferi del Madagascar e un altro generico sulla fauna. Alla fine ho modificato le mie ferie. Dato che alle mie colleghe ad oggi le ferie di agosto non sono state approvate, ho chiesto di spostarle a ottobre (se avessi atteso ancora un po' avrei dovuto fare un mutuo per comprare i biglietti). Il clima in Madagascar è migliore e i biglietti costano la metà. Ora dobbiamo informarci su visti, vaccini e profilassi antimalarica. Sono in contatto con tre guide che ci accompagneranno lungo il viaggio.
Un malgascio (che io preferisco tra tutti) simpaticissimo che parla italiano.
Un italiano che vive lì ma ci ha fatto un preventivo stratosferico.
Un altro malgascio che è impegnato in quei giorni e ci farebbe andare con suoi familiari che però non parlano italiano.
Seguiranno aggiornamenti.
Canzone del giorno, per l'appunto: Dreaming My DreamsCranberries
Chissà quando avrò di nuovo due settimane di tempo per le ferie. E' per questo che alla fine Fry ha pensato di dirmi di andare in Madagascar, perché sa quanto ci tengo.
Ma proprio ora mi è venuto lo sconforto. I voli aumentano di giorno in giorno e non avrò responso sulle mie ferie fino al 15/5. Se in una settimana sono aumentati di 100 euro a testa non oso immaginare fino al 15/5.
Le guide locali che parlano italiano non sono molte e chissà se saranno ancora libere per quella data. Perché non è un posto dove, almeno la prima volta, ci si possa avventurare così, come viene. I mezzi sono quasi inesistenti, le strade asfaltatate sono poche e per fare 70 km ci voglio in media un paio di ore. Per l'unico treno non va molto meglio. Fa 200 km in circa 10 ore, fermandosi in 17 stazioni, ognuna delle quali è un mercato, una festa.
Ma ogni volta che ci penso, nonostante il rischio malaria, le sanguisughe di terra (sì avete letto bene), gli insetti, i problemi, i rischi, gli inconvenienti che sicuramente ci saranno, la fatica nelle escursioni nei parchi nazionali (alcuni sono foreste quasi incontaminate) questo viaggio mi entusiasma. Mi immagino colori e odori nuovi, animali impossibili da vedere in altri luoghi, popoli poveri ma genuini e cibo sano. O forse no?
Penso che anche in questa occasione mangerò carne. Lo zebù fa parte della vita delle tribù del Madagascar. Lo accompagna dal matrimonio (fa parte della dote nuziale) al lavoro nei campi, al trasporto con carretti lungo le dissestate strade nazionali, e lo accompagna anche nella morte. Il culto dei morti (degli antenati) è fortemente sentito. Gli zebù sono preziosi e non esistono allevamenti intensivi. Esistono per il loro lavoro, per il loro valore, per il loro nutrimento.
Il pesce viene pescato, nella costa ovest, dai pescatori della tribù Vezo che lo vanno a prendere al largo delle coste con le loro piroghe di legno.
Effettivamente mi sono resa conto di non essere vegetariana ma semplicemente una carnivora (più o meno) responsabile. Del resto i piatti malgasci sono poveri, la maggior parte di loro mangia solo riso. La carne è preziosa.
Spero che mi dicano di sì per le ferie.
Poi ho fatto degli incubi. Zombies, ad esempio. Però confesso di aver cominciato la scrittura di questo post diversi giorni fa, quindi non ricordo esattamente cosa ho sognato.
Vorrei scrivervi di altre meraviglie che sto leggendo e annunciarvi che giovedì 14 maggio sarò a Bologna per un altro tattoo. Seguiranno aggiornamenti.
Milano è Milano. La mia cara amica Zion la definisce un grande parco giochi. Per me è un po' una bagascia ma di quelle colte o volgari a seconda. Una bagascia attrice, trasformista. Una bagascia che organizza mostre d'arte stupende ma che sa anche sversarsi nei locali, uscendo ubriaca e barcollante. Una bagascia che organizza feste, una donna di compagnia, accompagnatrice elegante.
E fu così che dopo aver partecipato a una svendita di abbigliamento nell'azienda in cui lavora Fry (roba di marca a prezzo di mercatino, quasi, solo su invito - c'erano alcuni miei colleghi che avevo invitato) e avere fatto lieve shopping, essere andata a una mostra di Leonardo da Vinci (bella ma non bellissima) ma la cosa più importante è aver rivisto la mia pulcettina che, dolcissima, mi ha portato una gonna bellissima per il mio prossimo compleanno e la crema solare che non unge che le avevo chiesto, ci siamo ritrovati a una festa di compleanno di un collega di Fry.
Prima ancora della festa, cose da raccontare:
Volevo provare un profumo a base di Iris di una marca particolare, il cui negozio è in via Montenapoleone a Milano. Così dopo aver salutato la mia Pulcetta e Pulcinella siamo andati in questo posto.
Peccato che da fuori fosse evidente di trattasse di un negozio di gioielli. Tutti aggonghindati e sbrilluccicosi, John Coffe in persona ci ha accolti all'interno e ci ha comunicato che ora i commessi (? non so se si possono chiamare così) erano tutti impegnati. Ah-ha, diamo un'occhiata in giro. "Bhe carina questa collana", guardo: 40000 euro. Giuro.
Sbianco (di più di come sono messa in realtà) e noto che i prezzi sono quasi tutti così. Finalmente un omino si libera. Gli dico che sono interessata a un profumo a base di Iris, lui mi dice il nome in francese e annuisco per non apparire ignorante.
Scendiamo le scale e ci porta a vedere questi unici tre profumi di cui si occupano: ovviamente costano un botto. Online avevo visto circa 168$.
Provo quello all'Iris: inizialmente si sente molto forte l'odore di alcol. Poi buono, buonissimo.
Permane tutta la sera nonostante lo spumante versato addosso e tutta la giornata in giro.
Fry era un po' restio ad andare, così abbiamo deciso di andare solo alla prima parte della festa: l'aperitivo.Gli dico che ci penso, però mi piace ma volevo sentire prima altri profumi di cui avevo preso nota, sempre all'Iris, per vedere se ne trovo uno più buono. Anche se questo lo comprerei solo per la permanenza.
Poi andiamo al negozio Bose di fronte. Giochiamo con qualche cassa, qualche cuffia. Attacca a piovere. Diluvio, pioggia e vento.
Aspettiamo un pochino, magari smette. No, piove più forte.
Con coraggio tiro fuori il mio ombrellino e proviamo a uscire ma veniamo inondati.. Praticamente è come se mi avessero tirato addosso una secchiata d'acqua. Torno dentro al negozio e Fry scappa sul lato opposto della strada, dove i portici possono proteggerlo.
Mi guardo e sono un disastro. Fradicia dal ginocchio in giù e macchiata già sulle cosce. Il titolare del negozio mi dice che un cliente ha dimenticato un ombrello e posso prenderlo se voglio, "Ma no", dico, "Metta che torni.." Mi dice che è lì da una settimana! Esco e quando arrivo dall'altra parte già sta spiovendo: bestemmie.
Così sono costretta a comprare un paio di jeans da H&M a 20 euro. A vita alta (ora vanno di moda di nuovo così, bentornati anni '90) - meno male ho preso l'abitudine di girare con lo zaino e non con la borsa.
Alla fine prendiamo la metro e andiamo: il locale si chiama Noon, vicino al castello sforzesco. Carino, classico locale da aperitivo milanese, immagino. Unica nota positiva, c'era tanto da mangiare, soprattutto pizza per me, che non mangio carne.
Dopodiché ci sarebbe stata la festa sul tram. Avendo appurato che ci sarebbe stata una fermata intermedia nelle due ore di tragitto, Fry decide di partecipare e scendere nella fermata intermedia.
La festa è una figata, uno dei ragazzi aveva un piccolo pc portatile con due casse bose, spumante per tutti, pasticcini quasi ignorati e io che dopo mezz'ora ballo non per la musica ma perché mi scappa la pipì. Difatti non appena si ferma io e iolao scappiamo a cercare un bagno, e nonostante un bar stesse per chiudere, mi fa usare i servizi. E meno male, perché poi, sempre per scelta di Fry, torniamo sul tram a continuare la festa. Si beve: dalla bottiglia, dai bicchieri e via così, fino al capolinea della corsa, dove loro scendono per andare a ballare al Gattopardo, rinomato locale milanese (dove sicuro non mi avrebbero fatta entrare), io e una collega di Iolao cerchiamo un altro posto per fare pipì (ristorante elegantissimo, ma tutti sempre gentilissimi), mentre noi chiamiamo un taxi per tornare alla macchina e diamo fofrfait al resto della serata.
Non troppe news.
Ah: quasi dimentichiamo. Ci sposiamo.
Prima che possiate fare gli increduli, ci sposeremo a modo nostro.
Se mi confermano le due settimane di ferie ad agosto decideremo dove andare. Se in Madagascar (perché la guida Gaby, che parla italiano, è disponibile) ci sposeremo con rito malgascio. Se non possiamo andare in Madagascar faremo due settimane negli States. Una nella zona Los Angeles San Francisco e Las Vegas e una a New York City. In tal caso indovinate dove possiamo sposarci? Bravi, dove Elvis continua a vivere e celebra anche matrimoni.
Non penso che registreremo il matrimonio in Italia, tanto non crediamo (almeno io no) nel matrimonio. Anzi, sarebbe bello sposarsi in ogni parte di mondo in cui andremo.
Addirittura Iolao pensava di registrarlo in Italia e poi divorziare (consensualmente, ovvio). Normali noi, mai.
Domenica sono stata alla comunione/cresima di Carlotta, lei sempre bellissima, tutti bellissimi, Leonardo con il cravattino, Fry con il suo abbigliamento finto sportivo ma studiato, persino il pretino di colore aveva un viso angelico (ma sicuri davvero che vuole fare il prete?). Io che sono stata sgridata in chiesa da una pedante signora in tailleur celeste, terrorizzata all'idea di passare quasi un'intera giornata in famiglia tra zii zie, cugini e cugine che tutto sommato non è stato così male, anzi, direi quasi piacevole.
Succede che mio zio, il fratello di mia mamma mi ha portato due litri d'olio molisano e ovviamente gli immancabili salumi comprati dal macellaio di fiducia,
Succede che succede, che dopo aver guidato da casa di mia mamma e casa nostra (ed erano 4 anni che non guidavo se non un paio di volte su piccolissimi tratti) e aver trovato due incidenti e quindi averci messo almeno un'ora e mezza in più del dovuto ci siamo finalmente seduti a tavola. E bhe, lo sapete no? Sono due anni che non mangio carne.
Ma ho fatto un patto con me stessa, da quando ho iniziato non mi sono mai imposta degli obblighi. E' per questo che ho ricominciato a bere latte, lo volevo. Dopo la nostra prima reunion, piuttosto drammatica ora va meglio. Così quando ho visto quelle salamelle che per Fry sono solo delle gustosissime salamelle non ho potuto resistere. Per me sono un legame con l'infanzia, le estati al mare, quel periodo senza preoccupazioni, quel certo grado di indipendenza che mi davano i miei, dovuta alla sicurezza del paesino.
Così ho mangiato carne.
Quel salame.
E non mi sono pentita affatto. In fondo posso essere quasi certa che quella carne non provenga da allevamenti intensivi.
Il mio stomaco però si è pentito eccome!
Non ho digerito, ho avuto allucinazioni ipnagoghe di tipo uditivo (sentivo la voce di mia mamma in folle ansia pre-comunione di Carlotta), fortissimo senso di nausea. Tant'è che il giorno dopo non sono andata al lavoro. Ho chiesto anche alla dottoressa se il tutto fosse dovuto al fatto che non mangio carne da due anni ma mi ha detto che probabilmente le salamelle forse erano solo troppo grasse. In effetti anche Fry non aveva digerito.
Così alle 19 sono andata in centro a procacciare un po' di cibo per la cena e in via Lecco, all'incrocio con la strada che costeggia le mura del centro di Como, mi si avvicina un ragazzo di colore. Mi dice qualcosa quindi mi tolgo le mie mega cuffie Sennheiser per sentirlo. Non capisco cosa dice e si solleva la maglietta. Abbasso lo sguardo e vedo che dalla patta aperta dei pantaloni esce tutto. Pene e testicoli, insomma tutto l'apparato riproduttore maschile. Spaventata dico qualcosa come "Ohmioddio" (e no, non per la grandezza del tutto, anzi, mi ha sfatato un mito), giro i tacchi e me ne vado. Poco dopo mi volto per vedere se mi stava seguendo ma no. Non è una cosa normale.
Però ammetto di essermi spaventata, in centro, a Como, col sole. Bha.
Poco più tardi (dev'essere l'ora in cui non è sicuro uscire dalla propria magione) incontro una giovane coppia di ragazzi. Lui boh? Lei molto carina, età intorno ai 20 anni forse meno. Pantaloni coloratissimi alla turca, bionda coi dred (i dred non ne sono sicura). Mi ferma e mi dice "Tu che hai dei capelli fighissimi (pausa) sai mica dove possiamo trovare della roba?"
Sgrano gli occhi e per non fare la figura della poco giovane rispondo così "Io, ehm, no guarda, ehm, vivo qui da un anno e non ho ancora trovato.. ecco, non so"
Lei mi guarda con aria tristissima e mi dice "Ohhh" e poggiandomi una mano sulla spalla in un gesto universalmente consolatorio, continua "Mi dispiace tanto che tu sia rimasta senza, se vuoi ti do' qualche numero di telefono"
Risgrano gli occhi "No, no, gentilissima grazie, non c'è bisogno"
Lei si volta per andare via, mi saluta e ridendo si gira ancora una volta verso di me facendomi il gesto con le dita della vittoria esclamando "una di noi!"
Basita, assolutamente basita.
Altre news. Continuo basso. Continuo danza del ventre anche se ho saltato le ultime due lezioni perché stavo poco bene, una per l'indigestione da salsiccia (penso che potrei interrompere la mia dieta vegetariana solo per questi salamini e per la bistecca alla fiorentina) e un'altra perché avevo mal di testa fortissimo al lavoro che mi è passata solo dopo 5 ore dall'ora in cui avevo preso la mia miracolosa pastiglia. E uscita non ero proprio in forma.
Non so poi se l'avevo scritto, a dicembre avevo preso appuntamento per un nuovo tatuaggio a Bologna. Il ragazzotto che mi ha fatto quel meraviglioso papavero!
Appuntamento a maggio: sì avete capito. 5 mesi di attesa.
Ormai la data si avvicina, se non altro lui pubblica su fb la sua entusiasta partecipazione al convegno tatto di Roma. Indovinate in che date? Bravi esatto! Proprio in quel weekend!
Sangue dagli occhi.
Mi scrive in privato dicendomi che purtroppo in quel weekend non può ma mi sposta alla settimana successiva.
"Bene" penso "Quando puoi?" mi chiede. Sabato e domenica. Ovvio.
"Potete tutti di sabato!"
Sììììì, caspita lavoro, in un'altra città, arrivo apposta! AAAAAH.
"Sabato ho un altro appuntamento, vediamo se riesco a inserirti"
Risbotto. "Senti dimmi se puoi o no, se no disdico e basta"
"Va bhe ti faccio sabato a costo di fare notte"
Benone, penso.
Poi però ci rimugino su e mi sono ricordata che il 14 è festa in Svizzera, quindi non lavoro, quindi glielo dico. Specificando che non posso finire oltre le 18-19 perché poi devo tornare a Como che il giorno successivo lavoro.
"Bene", mi dice. Ma ancora non so l'orario.
Argh.
Stasera ho basso, porterò la primissima parte di "Little Green Bag". Purtroppo non ho avuto molto tempo di studiare.