30 settembre 2006

Parto

Parto e vado. Lontaaaaano. Come diceva una vecchia canzone.

Se riesco a superare efficacemente la fase R.E.M. Le mie assurde compagne di corso all'892424 sono già in farfuglio per una birretta giovedì o venerdì sera. Bene.

Ci si rilegge lunedì.

29 settembre 2006

Nono e ultimo giorno di corso

Le chiamate in sala.

Siamo ufficialmente pronti. Lunedì saremo soli a fare da segretarie/segretari a tutta italia. A romperci un po' i maroni ma spero anche a divertirci. Io voglio solo andare a Firenze. Domani sera concerto dei Tankard, gruppo trash metal. Se sono ancora viva dopo quell'avvenimento fatto di pogo e rottura di timpani faccio uno squillo. A chi non so. Al primo numero che ho sulla rubrica del cellulare. Vediamo qual è il primo numero sull'elenco. Ada. Chissà chi cazzo è (nota post concerto: mi è bastato mezzo secondo di ricollegamento neurale per sapere chi è Ada, è che non ricordavo di avere il suo numero).

A pranzo cucina indiana. Questa sera mangiamo una cosa chiamata in dialetto diavulilli (peperoncini rossi non piccanti). Se il mio stomaco sopravvive faccio uno squillo al secondo numero che ho in rubrica. Chi ho in rubrica dopo Ada? Agarulez.

Ora vi saluto che mi sta partendo il neurone per tutte le cose che devo ancora fare. Tipo masterizzare mille cose. Tipo chiamare l'albergo per fissare. Tipo.

Credo che rivaluterò il pensiero di fare la camionista. Se fossi camionista sarei un mito. E non avrei bisogno dell'892424 (che traparentesi, quanta pubblicità gli ho fatto? Dovrei chiedere un compenso extra).
Ieri sera mi è capitata una cosa assurda. O meglio no, conoscendomi. Ieri pomeriggio sono andata in stazione a fare il biglietto per sabato mattina, discutendo un po' con Roccio via sms perché il biglietto di ritorno lo vuole sempre fare lui e io non ho mai voluto che lo facesse. Ieri (e per fortuna) cedo. Così quando ieri sera, in diretta telefonica, lui va alla stazione a fare il biglietto alla biglietteria automatica e mi chiede la data del biglietto di ritorno mi viene un dubbio molto forte.
Ma io il biglietto l'ho fatto per sabato o per domani (ovvero oggi)?

Vado a controllare sul biglietto e da bravissima fava quale sono sì, era per oggi il biglietto. Piccolo problema, con l'Eurostar se non chiedi il bonus o il rimborso prima della partenza del treno ti si inculano il prezzo del biglietto. O magari ti fanno salire sul treno però ti fanno pagare 8 euro e non hai nemmeno la garanzia del posto. Il treno sarebbe partito stamane alle 5.55 e comunque le biglietterie a quell'ora sono chiuse.
Parto col giro di chiamate, ma alla stazione di Porta Nuova già non risponde nessuno. Così chiamo il numero trenitalia che non è più un numero verde ma un 89qualcosa, che quindi costa.
La cosa positiva è che mi hanno cambiato la prenotazione al telefono, io non mi sono mossa da casa. Ma la cosa ancora più positiva è che la stessa cosa si può fare anche online. Non lo sapevo.
Se esiste qualcuno che come me sbaglia la data del biglietto può sempre cambiare la prenotazione online. Deo gratias.

28 settembre 2006

Ottavo giorno di corso

Le mie prime chiamate.

Oggi penultimo giorno di corso. E' il fatidico giorno "X" in cui tutti, a turno, riceveremo alcune chiamate in doppia cuffia con la nostra formatrice. Lei ci aiuterà ovviamente.

Tutte eravamo molto agitate (l'unico maschietto rimasto del corso oggi era assente) ma chi con coraggio prima, e chi un po' pavido dopo, tutte ci siamo fatte avanti. Nuovo login, abbiamo cambiato la password impostata di default, cuffietta all'orecchio e via. La mia prima chiamata.
"...tuuuuu...tiiiiiii.." (suoni di tasti del telefono che vengono pigiati). riattacco.

Seconda chiamata:
"blablablablabla Vecchio Baule blablablablablabla Primo maggio blablablablabla" (il blabla è stato messo in funzione delle cose che non riuscivo a capire). Andato a buon fine, risultato trovato.

Terza chiamata:
"senta Carla blablablabla provincia di brescia - la formatrice mi suggerisce erroneamente di inserire BR nel campo località - blablablabla - e qui vuoto mentale non ricordo cosa mi abbia chiesto -"

Quarta chiamata, voce di un bambino:
"cerco un ristorante"
"in che località?"
"a catania... scusa devo andare"

Vi assicuro che non si capisce una sega nulla. Dall'altra parte loro pagano un sacco e hanno fretta di dirti tutto in un microsecondo, dall'altra tu devi riempire i campi e nel compilarli spesso sbagli perché sei agitato, perché senti che l'altra persona ha fretta, perché te hai fretta di finire e darti un attimo di respiro. Io ho ricevuto i complimento per quanto digito veloce e le bacchettate perché parlo anche veloce. Difficile capirmi quando dico lo script iniziale "Benvenuto in 892424, buongiorno sono Carla, come posso aiutarla?"

Uff, è difficile ricordarsi ogni cosa. Noi che credevamo che 9 giorni fossero eccessivi per imparare ci siamo tutti ricreduti.

Cose positive di oggi:
  • ci si avvicina a sabato
  • mi hanno detto che ho dei begli occhi
  • una ragazza ha esclamato "ma come fai a mangiare così ed essere così magra?"
  • festeggio il superamento dei 10000 accessi
Cose molto negative: un caro amico ha avuto un incidente in moto. Mi ha scritto una mail e spero stia bene. No, non posso contattarlo telefonicamente perché, strano a dirsi, non ho il suo numero. Spero stia bene.

Adesso vado a ri-mangiare (dopo il mio bel panino delle 13 spianata piccante e scamorza affumicata).

27 settembre 2006

Settimo giorno di corso

E il settimo giorno si riposò.

Oggi giornata incredibile. Avremmo dovuto prendere delle chiamate reali ma nessuno se la sentiva e quindi lo faremo domani.
Poi esercizi. Dato che per fare gli esercizi sono in coppia con una ragazza bastardella (ma anch'io sono bastardella con lei) mi capitano sempre domande ovviamente bastarde. Oggi faceva la parte di una vecchina che doveva rismaltare la vasca. Oh, non mi è riuscito aiutarla. Alla fine ho chiesto aiuto alla formatrice e lei mi ha fornito un percorso di ricerca a cui io non sarei mai arrivata.
Nel pomeriggio ci ha spiegato la procedura per la vendita biglietti TicketOne con cui abbiamo delle convenzioni. Un casino.

Per il bene mondiale spero che nessuno chiami me per questa procedura, lunga, complicata e di grande responsabilità.

Verso le ore 12, la formatrice non era in aula per chissà quale ragione, mi arriva una chiamata da un numero di Milano. Pare che mi abbiano chiamata per partecipare al casting di una pubblicità (uno dei mille miliardi di curriculum mandati via). Adesso devo solo ricontrollare per cos'era. Poi decidere se andare.
Insomma, io non ho idea di cosa si porti a un casting. Un book fotografico (che non ho)? Vestiti decenti (che non ho)? Una bella presenza (ahahah)? Tralaltro mi hanno chiamata senza avere mie foto e questa la dice lunga.
Però sono maledettamente curiosa.
Sarà pieno di gnocche incredibili con cosce lunghe tre metri.

Ma magari è solo la pubblicità di un deodorante e basta avere le ascelle fotogeniche, chissà. Per non contare il fatto che il colloquio è sabato mattina a Cologno Monzese.

Controllo un attimo di cosa si tratta tra le email inviate.
Nulla, non trovo niente. Speriamo che non sia uno spot sui preservativi (è il massimo che ci possiamo concedere noi italiani bigotti).
Che sonno. Ieri alla fine ho fatto anche un colloquio per un altro call center. Anzi, lo stesso, nel senso che me l'ha proposto un'agenzia interinale e quando mi ha detto che era per il gruppo seat ho risposto che sì, lo conoscevo e che avevo appena firmato un contratto per loro. Però ho rifiutato.
Ero andata solo per sentire se avevano qualche altro part-time per me, perché di stare 8 ore al telefono per lavoro (l'ho fatto una volta sola e vi assicuro che è devastante) non se ne parla minimamente. Oggi accetteremo alcune chiamate in sala, con cuffietta, e io mi sto già facendo la popo' addosso. Sono stata messa sulla campagna "low", ovvero risponderò agli utenti che chiamano la prima volta. Cambiano lievemente le cose da dire (i ragazzi del marketing ci passano giornate a discutere su queste importanti questioni: prima diciamo il marchio dell'azienda o prima diciamo buongiorno?) ma alla fine il risultato è lo stesso. Pare che abbiamo messo nella campagna "low" le persone più preparate tecnicamente e più veloci ma meno brave sul piano comunicativo, e nella campagna "heavy" le persone molto brave a livello comunicativo ma un po' meno veloci. Non mi sorprende, visto che per dire una cosa ci metto un infinità di tempo, ma anche a scriverla non sono da meno. Per chiedere un favore a Stephen gli ho scritto una mail chilometrica (e mi sono limitata sui grazie).

Grazie.

Canzone del giorno: Section 09 (Reach for the Sun) The Polyphonic Spree

26 settembre 2006

Sesto giorno di corso

Domani chiamiamo la concorrenza.

Un giochino sadico: domani chiamiamo la concorrenza per vedere quanto siamo fighi rispetto a loro. E lo siamo davvero.
Oggi ho firmato il contratto, che a mio parere è una figata allucinante. E' vero, è un merdoso lavoro di call center. Ma come paga non ci sono altri contratti come questo. Dove lavoravo qualche anno fa era delirante come cosa..

Ora vado a fare pappa se non voglio sparire nel nulla.

Vi piaceresse, eh?

25 settembre 2006

Ollè adesso che so che domani ho il proseguo del corso e firmerò il contratto, che oggi ho ricevuto un'altra chiamata per un (altro) lavoro in un call center part-time e che domani andrò a colloquiare (è inutile, ho un destino da centralinista) non ho nient'altro da fare che arrovellarmi per trovare un qualcosa che mi offra una paga decente. Alla fine che m'importa? Voglio solo mettere da parte due soldi per andare a Firenze.

Due secondi di silenzio per riflettere sul fatto che la Hunziker non "fa ciupa" da un anno, come dice la Littizzetto. E che se non riesce lei a fare ciupa ciupa figurati le altre single, tutte senza speranza.
Io sono salva.

Che giornata!

Ieri sera torno a Torino e diluvia, com'è di consueto in questa parte di mondo in autunno.
Stamattina devo fare un monte di documenti per la seat. Entrare lì è come entrare nell'esercito, vogliono sapere persino quanto caghi durante il giorno. Così, senza alcuna voglia, mi metto in macchina per andare al Tribunale a fare il certificato penale.
Mi serve però una marca da bollo da 6,20 euro che al tabaccaio vicino casa non hanno. Decido di andare al tribunale e poi controllare lì. Mentre andavo a far benzina sbatacchio il mio paraurti contro il paraurti di un furgone. Io giravo a sinistra in una strada a doppio senso di marcia, lui che veniva dalla parte opposta voleva farmi passare ma io non avevo spazio di manovra. Così, sicura come uno scarabeo stercoraro, mi scaravento contro di lui, confermando così la mia fama di pessima guidatrice. Lui mi fa cenno di fare retromarcia ma alla fine riesco a passare (rischiando di schiantarmi in retromarcia, ovvio) e a fare benzina. In piazza Statuto c'è il mondo, tutto bloccato lì e io sbaglio strada, costringendomi a fare il giro del mondo per riprendere quella corretta, ovviamente ripassando in piazza Statuto e litigare con lo stesso mondo che avevo lasciato lì. Trovo finalmente la strada ma non ci sono parcheggi quindi decido di mettere la macchina al parcheggio sotterraneo. Peccato che sbaglio parcheggio, stavo entrando in quello dei dipendenti, e sono costretta a fare retromarcia (in una rampa in discesa) per prendere la rampa giusta. Parcheggio e cerco un tabaccaio e lo trovo a due isolati di distanza ma nemmeno lì hanno le marche da bollo. Allora entro nel palazzo di giustizia, al gabbiotto delle informazioni mi dicono che c'è un tabaccaio anche dentro, compro la marca da bollo, e vado a fare sto coso. Ovviamente la macchinetta che da' i numeri si rompe. Incredibile.
Alla fine faccio tutto e torno a casa con in mente un letto tondo e una vita lontano da qui. E mentre scrivo queste cose mi sono appena accorta di essermi macchiata di sugo la maglietta.

Tra parentesi ho scoperto che davvero tante tante tante persone a Firenze mi leggono. E' preoccupante questa cosa.
Riassumendo il weekend. Ho conosciuto Bambù (detto anche Bambuco, Bambuio, Bambuzzo), ho mangiato a una cena dove conoscevo l'1% delle persone, ho portato il bicerin che il Cinfa e Alanise hanno talmente apprezzato da voler quasi portar via, ho comprato una tinta lilla che mi farò presto, delle gommine a forma di pinguino e una borsa a forma di bassotto che regalerò a mia mamma per il compleanno, sogno un futuro che non mi fa paura.

Io non so cosa farò domani, mi è quasi impossibile programmare qualcosa. Ma sognare, bhe, quello possono farlo tutti. E posso farlo anch'io.

Piesse: avrò fatto mille errori ma non ho assolutamente voglia di rileggere, quindi accattatevill.

Canzone del giorno: American Girl Tom Petty

Un caffè con Stallman

E' questo lo strumento?..

22 settembre 2006

Quinto giorno di corso

L'incubo dei turni.

Oggi altre esercitazioni, più la sorpresa di fare esercitazioni in cuffia. Direi proprio simulazioni di chiamata. Una ragazza che ci farà la seconda parte del corso (che comincia martedì per chi lunedì verrà contattato e sarà assunto) chiamava da un'altra sala e chiedeva a ciascuno di noi alcune cose. Porcasossa è abbastanza complicato ricordarsi di dire tutto. Ed è complicato anche ricordarsi le cose che non si devono dire.
Infine ci hanno parlato del contratto. Grafici editoriali, livello C2.
Quello che mi scazza enormemente è che mi avevano avvertita al colloquio che c'erano dei problemi ad avere sia il sabato e la domenica ma io avevo espressamente detto che erano una priorità assoluta. Ho dato per scontato che fossimo tutti d'accordo in merito, in quanto ero stata chiamata per il corso. Se così non fosse stato, non mi avrebbero chiamata. Invece apriti cielo. Deve succedere un miracolo perché io abbia sabato e domenica liberi. Ma anche un miracolo perché ci siano due giorni liberi consecutivi. Insomma, una vera fregatura. Loro sono molto rigidi e chiedono solo elasticità. Quindi sono un po' giù. Ho trovato un lavoro, forse, e ho perso un giorno intero con Roccio. Non immaginate quanto mi possa scazzare questa cosa. Quanto mi scazzi che in ogni caso, se rifiutano la mia proposta di turni, ho perso una settimana di lavoro a Experimenta. Tralaltro lunedì dobbiamo fare una serie di documenti che martedì gli vanno portati tutti, pena la non assunzione. Stanotte poi non ho dormito molto, mi sono svegliata con la luna storta, ero già scazzata di mio. E non ho neppure le mie cose. E non mi devono nemmeno arrivare.

Canzone del giorno: I'm With You Avril Lavigne

21 settembre 2006

Flashback.
Quando ero piccina facevo la raccolta de "Il corpo umano", collana che mi offrì già da piccina una forma di ipocondria, e che regalava pezzo pezzo un modellino di uomo plasticoso in scala ridottissima che te aprivi e dentro aveva scheletro, organi principali, ecc.
Dato che all'esterno si vedeva solo la muscolatura e non era provvisto di vestiti, mia mamma gli fece un bel paio di boxer bianchi di raso. Chic.

Quarto giorno di corso

Speriamo che ci assumano.

Oggi altre prove e altri piccoli particolari sui programmi. La mia gemella solo un po' più piccola vuole fare anche lei la collaudatrice di materassi. A volte la somiglianza mi spaventa...

Uscita di corsa da lì sono andata a prendere una bottiglia d'acqua naturale in un bar e un caffè: la bottiglia d'acqua perché avevo pranzato con il kebab pieno di salse, compresa quella piccante, e non mi ero ancora abbeverata quindi avevo una sete micidiale, il caffè perché già ieri mi ero addormentata sul pullman e oggi sarebbe stato peggio. Corro verso la metropolitana con la musica ad altissimo volume nelle orecchie e prendo la metro. Peccato che quasi al capolinea mi accorgo di averla presa nel senso sbagliato. Non sentivo la vocina che annunciava le fermate e me ne sono accorta solo perché ho sbirciato fuori dalla metro e ho visto il nome di una fermata che non mi convinceva. Porcasossa. Sono uscita di corsa e ho ripreso la metro nell'altro senso.
Alla fine il ritardo non è stato moltissimo. Ho avuto ancora il tempo di andare all'agenzia viaggi per fare il biglietto per Firenze (usando un bonus di 7,11 euro che trenitalia mi ha inviato per un ritardo di 61 minuti di luglio) e per prendere il Bicerin che porterò giù questo weekend.
Sono contenta di tutto oggi. E' una giornata molto positiva. Mia sorella ha fatto l'ecografia al seno e non ha nulla, e il mio dolce Poldo non ha la leishmaniosi.
Oggi pensavo e strapensavo a quanto io sia stata fortunata ad aver incontrato Roccio. Di solito la mia diffidenza naturale per il genere umano non mi porta ad aprirmi così verso un altro essere umano (vivo, se poi è morto posso dirgli qualsiasi cosa). Ho sempre creduto che la mia asocialità fosse un fatto caratteriale, perché sono troppo timida e ho paura delle persone. Sì le persone mi fanno estremamente paura perché a volte nascondono cattiveria e io non riesco mai a riconoscere i bianchi dai neri. La verità è che non ci sono bianchi o neri, ma siamo tutti meravigliosamente colorati. Chi ha colori più cupi e chi più vivaci, ma alla fine non penso di aver mai conosciuto bianchi o neri. E, guardandomi indietro, forse capisco meglio alcuni atteggiamenti che avevo recepito come torti nei miei confronti. E' tanto semplice: chi è molto geloso è solo insicuro e ha bisogno di essere rassicurato, chi non vuole scendere a compromessi con nessuno non ha mai avuto l'opportunità di condividere nulla e va un po' spronato, chi sta troppo sulla difensiva ha solo sofferto molto e non vuole che accada più. Il mio caro Snoopy una volta mi disse che questa cosa della libertà e dei propri spazi è tutta una grande balla. E' ovvio che stare con qualcuno significa rinunciare a qualcosa. Ma questa rinuncia non va vista in negativo. E' come se si investisse su qualcosa. Punti le tue energie in vista di qualcosa in cui credi, perché vedi qualcosa di bello un po' più in là e in verità ti rendi conto che non stai rinunciando. Stai solo mettendo in comune. Ora capisco davvero.

Canzone del giorno: Thank You Dido

20 settembre 2006

Terzo giorno di corso

La chiamata simulata.

"892424 buongiorno, sono Carla, come posso aiutarla, oggi?"

Questa la formula di apertura. Se qualcuno chiama per chiedervi qualcosa di impossibile, noi si deve comunque dargli una risposta.
"Ho urgenza di inviare una mail" che significa? Che non funziona il computer o che il computer non ce l'ha e le occorre un internet point?
"Sto cercando un albergo in centro città immerso nel verde": ma in centro città oppure immerso nel verde?
Il fatto che non si chiamino operatori ma assistenti personali fa di loro un facile bersaglio per qualsiasi richiesta assurda. Cito dalla raccolta delle telefonate più buffe ricevute dagli assistenti personali:
-CLIENTE: Cosa vuol dire "zeugma"? Hanno appena aperto un locale qui che si chiama così­ e si sta discutendo sul significato...
-CLIENTE: Vorrei noleggiare un costume da Pikachu per adulti... sono alto 1,90...
-CLIENTE: Buonasera, sono rimasto in panne, avrei bisogno che qualcuno mi portasse della benzina: sarebbe così­ gentile da portarmela lei? Le dico anche dove mi trovo ovviamente....
-CLIENTE: Può darmi il numero di uno sgocciolatore? OPERATORE: Scusi, si può spiegare meglio? CLIENTE: Lei chi chiama quando il lavandino gocciola?
Eccetera.
Il problema è dare sempre una risposta. Sempre.

La ragazza con cui faccio coppia fissa al corso ha 21anni ed è proprio in gamba. Parla 3 lingue, usa Linux ed è anche molto carina. Scopro che è del mio stesso segno, che conosce una canzone che credevo di essere l'unica a conoscere (anche lei ne è rimasta stupita quando la canticchiavo stamattina), che adora i cani e ha letto lo stesso libro sull'intelligenza dei cani che ho letto io, il suo compleanno è 3 giorni prima del mio. Usa Ubuntu come me, ovvio.

E ora ciucciatevi la canzone del giorno: Dreaming of You The Coral

19 settembre 2006

Seduta sul water mi vengono pensieri profondi. Che mondo di merda.

Piesse: continuo a volere i capelli così. Ho scoperto che non li tingo a tal maniera solo perché non avrei pazienza di decolorarli ancora e tingerli. E poi ridecolorare la base dei capelli quando crescono, e ritingere. Eccetera.

Secondo giorno di corso

L'incubo degli indirizzi fittizi.

Oggi ritardo di 5 minuti (maledetto traffico) ed esercizi di coppia. Partiamo col presupposto che oggi abbiamo fatto un mucchio di cose, ricerche aperte e chiuse, quali sono gli oggetti commerciali che può comprare un cliente, come proporre a chi chiama queste aziende che hanno pagato. Come suggerirgli categorie affini (cercano un albergo? magari vorranno sapere anche l'indirizzo di un ristorante in zona).
E infine il mio incubo: gli indirizzi fittizi.
Ci sono delle attività che svolgono il loro operato per esempio su tutto il territorio nazionale ma hanno una sede fisica ben specifica, magari lontana mille miglia dal luogo in cui si trova il poveraccio che abbiamo al telefono (che, ricordiamolo, intanto paga 1,50 euro al minuto e noi non dovremmo intrattenerlo più di 1 minuto e mezzo). Lui ci chiede un albergo a Torino. Magari vicino a Superga (che ne so, si fa per dire) e a monitor mi appare una catena che si occupa di prenotazione alberghi che ha sede legale a Verona ma prenota su tutto il territorio nazionale. Magari è il mio secondo risultato nella lista e io devo dirgli tutto. Cioè che esiste quella possibilità ma che non ha sede a Torino. Però effettua servizio di prenotazione alberghi in quella città.
Uff. Se io chiamassi mi scoccerebbe un po' una cosa del genere.
Comunque un'altra giornata è passata: mi è arrivato il primo rimborso trenitalia per un vecchio ritardo di 61 minuti e sono contenta. Oggi sono truccata di verde speranza e ho deciso che ogni giorno cambierò colore.

18 settembre 2006

Primo giorno di corso

La mia tastiera con 43 tasti funzione.

Stamattina alle 9 comincia il primo giorno di corso all'892424. Una tastiera con 43 tasti funzione. Incredibile e bellissima.
Mi viene da ridere se penso che se verrò presa, risponderò al telefono con la solita frase "Buongiorno, sono Carla, in cosa posso esserle utile?".
Ho scoperto che il mondo di pronto paginegialle è un bel mondo, e anche se il servizio costa tanto è davvero un bel servizio. Ha pro e contro, ad esempio il programma che gestisce le ricerche non è proprio intuitivissimo, ma ci si adegua. Tralaltro la ragazza seduta accanto a me ha fatto lo stesso mio verso quando il proiettore è stato acceso illuminando la stanza con la schermata di login di windows. Così ho scoperto che anche lei usa Linux. Un piccolo genio ventunenne che parla tre lingue e studia al politecnico. Molto carina. E se qualcuno se lo stesse chiedendo, anche fidanzata.
Prontopagine gialle (e non sto sponsorizzando un servizio che non ha bisogno della mia pubblicità) vi trova qualsiasi posto con qualsiasi specifica. Volete un ristorante che faccia karaoke, vicino a casa vostra, dove si spenda dai 13 ai 20 euro a testa e con l'aria condizionata? Eccolo là.
Volete un albergo a tre stelle con vista mare che accetti anche piccoli animali domestici sul Gargano? Eccolo lì.
Ma anche: desiderate comprare biglietti per qualche concerto o prenotare un biglietto aereo? Ecco fatto.
Insomma, non è malaccio e non sono cose che su internet trovi facilmente (ve lo dice una che a fare le ricerche in rete oramai ci ha fatto il callo).
Naturalmente tanto per cominciare ci siamo tutti presentati tipo alcolisti anonimi, chi siamo, che facciamo, lavori precedenti. Farò che stampare queste cose e portarle a qualsiasi colloquio. Così eviterò l'imbarazzo di parlare in pubblico, visto che oggi ho detto oudbound invece di outbound.
Mi è venuto a metà mattinata un mal di testa spaventoso che il kebab farcito di cipolle e salsa piccante non ha aiutato nella guarigione.
Ci sono state date anche la cartellina e il quaderno 892424, che sul pullman ho cercato di nascondere in ogni dove per evitare che qualcuno mi dicesse qualcosa.
Tra le richieste più strane che sono state fatte agli operatori oggi è venuta fuori la chiamata di una signora che aveva inavvertitamente versato della colla sul tavolo e il suo gatto era rimasto appiccicato. Il bello è che in molte di queste chiamate non viene chiesto qualcosa. Ci si aspetta che sia l'operatore a risolvere il problema. Quindi ci sarà davvero da ridere. E io scriverò ogni cosa, se decideranno di prendermi..

Canzone del giorno: Mago pancione

17 settembre 2006

Lo so che potrebbe sembrare patetico ma è vero: mi manca. Da quando il treno ha chiuso le porte e lo ha inghiottito portandomelo via.
Ricomincia l'attesa.

CI

Quanto sia effettivamente più difficile vederlo andare via invece che andare via è difficile da spiegare.
Venerdì sera Roccio è arrivato a Torino, alla stazione di Porta Nuova. Io ero a cena da Gianlu e mi sono dileguata alle 22 per essere in stazione a un'ora quantomeno decente causa mia personale paranoia sui ritardi.
Prevedendo l'assoluta assenza di parcheggi mi sono rifugiata per la prima volta con la mia topomacchina nel parcheggione sotterraneo di piazza Carlo Felice, totalmente vuoto. Esco in un lampo, avendola rintanata proprio vicino all'uscita pedonale della piazza davanti a cui si trova Porta Nuova e corro in stazione.
Il treno ha un lieve ritardo, ma non importa.
Roccio arriva, con la sua faccia matta, pizzo matto, capelli matti e tutto il resto matto e decidiamo di fare un giro per il centro, già che ci siamo, prima di andare in macchina. Giriamo giriamo e poi torniamo. Peccato che l'entrata pedonale vicino alla quale ho parcheggiato la topocar sia chiusa. Non importa: è aperta un'altra entrata a poche centinaia di metri. Ci dirigiamo lì, scendiamo e paghiamo alla cassa il parcheggio. Ora mi sovviene un dubbio però. Il mio posto era il numero 10, ma dove si deve andare? Così prendiamo a camminare finché non arriviamo all'uscita su piazza Carlo Felice però la macchina non c'era. Usciamo e decidiamo di fregarcene dell'entrata pedonale passando per l'entrata delle auto, da lì è impossibile sbagliare. Ma anche lì c'è un ostacolo. E' tutto chiuso con un cancello. Un altro cartello ci invita ad entrare per l'entrata pedonale di prima. Rifacciamo la strada e però questa volta la seconda entrata pedonale è chiusa. Un cartello dice che digitando sulla tastiera il numero che si trova sul cartoncino del parcheggio il cancello si apre. Forse cominciamo a intuire perché qui sotto non parcheggia nessuno. Stavolta azzecchiamo la strada (non ci sono indicazioni e il parcheggio è enorme) e arriviamo alla macchina. Cerchiamo di uscire ma la macchinetta ci avvisa che dobbiamo pagare ancora 70 centesimi: evidentemente abbiamo girato un bel po' prima di trovare la strada. Ma non ci sono macchinette nei paraggi. Allora faccio inversione e ci tocca un bel po' di strada in contromano per trovare una macchinetta fregasoldi. Alla fine ce la facciamo, ripaghiamo e usciamo.
Un'avventura terribile.
Il giorno dopo è una colazione a Le Gru, l'ex centro commerciale più grande d'Italia e un giro per negozi. Un giro ad experimenta (dove Roccio è rimasto scombussolato dal rotor per le successive tre ore) e infine la festa dell'unità. Salsicce, patatine fritte e birra. Nonché una crepe alla marmellata. Pieni come zampogne siamo poi tornati indietro, che nessuno dei due riusciva più a tenere gli occhi aperti.
Oggi invece siamo stati in centro, abbiamo passeggiato un bel po' e abbiamo fatto un giretto in metro.
Devo ricordarmi la prossima volta di prenotare al tram ristorante. Dev'essere carino.
Ora Roccio è sul treno e io sono qui che, da brava computerdipendente, nemmeno sono entrata in casa e già scaricavo la posta. Potenza del wireless.
Mi piace pensare che si avvicina sempre di più il momento in cui smetteremo di salutarci la domenica per aspettare un'altra settimana. CI.

Canzone del giorno: La descrizione di un attimo Tiromancino

15 settembre 2006

Telefoni e telefonate

Che stress. Blogger non funziona, quindi sto scrivendo su un file txt che poi incollerò sul blog.
Che cosa dire, stamattina è un'altra giornata piena di novità. Sono previste piogge fino a domenica, ovviamente perché questo weekend verrà Roccio e Torino non può mostrare un po' di sole che farà risplendere i miei capelli violacei.
Detto questo stamattina ho ricevuto una chiamata bizzarra. Qualcuno che mi ricordava che oggi era il suo compleanno e si accertava che non lo avessi dimenticato. Confesso di non dimenticare soventemente le date ma questa, lo ammetto, mi era proprio passata di mente. Passata di mente anche perché è una data che riguarda il passato e io sto guardando molto avanti. In ogni caso mi sono state dette cose belle, io invece sono stata glaciale come al solito.
E' una brutta parte questa per me ma essenziale. E' come se qualcuno desiderasse tanto che gli si dicesse qualcosa che non vuoi dire e, anche se vorresti, non puoi. Non puoi perché la tua parte in questo gioco ha una grossa responsabilità. Illudere o no?
L'illusione non credo sia mai troppa colpa di chi illude, ma una buona parte è data da chi si sente illuso, perché dietro una frase banale costruisce su un castello che non ha fondamenta.
Io credo che gli ci voglia tempo, tanto tempo. Ma non perché io sia così speciale da non lasciargli spazio per pensare ad altro. Suvvia, di donne come me (e meglio) è pieno il mondo. Ma perché lui ha una visione idealistica delle cose e delle persone, e tende ad annullare i difetti degli altri se l'interesse è forte. Spero che passi tutto, magari un giorno ci si riderà sopra di fronte a una birra, e mi presenterà la sua donnina che sarà un mago di Linux e mi farà a fette (non può che essere informatica la sua donnina).
Nell'attesa che ogni cosa vada al suo posto, che si rassereni, io rimarrò glaciale, sarò un deserto e non lascerò spiragli.
La miglior cosa? Lasciare che sia il vento (e il tempo) a muovere le pedine. A volte si ottengono risultati sorprendenti, come è accaduto con Gesù con cui sono rimasta molto amica. Non che ci si veda molto, anzi. Ma so bene che lui è un orecchio sempre pronto ad ascoltare.

Stamattina intanto sono andata a comprare un telefono cordless. Siamo di quelle famiglie che non cambiano batterie all'orologio, ma comprano un orologio nuovo. Che non fanno aggiustare la tv ma ne acquistano un'altra. Che non cambiano batteria al cordless (anche se stavolta ho provato a cercare ma è stato impossibile) ma ne prendono un altro. Così adesso devo riaddestrare la mamma a effettuare operazioni come la ricerca in rubrica, oppure la chiamata interna (questo cordless prevede due portatili sulla stessa linea, ci si può chiamare da un portatile all'altro).
Stasera invece sono invitata a cena da Gian, ma dato che mi eclisserò alle 22, al massimo le 22.30 per andare a ciapare Roccio, andrò con la mia topomacchina. Spero che anche loro si decidano a seguirmi così potranno finalmente conoscere Roccino, e Nicole gli spiegherà la sua teoria secondo cui il Chianti è afrodisiaco. Potrei essere più fortunata? Ho l'uomo con viagra incorporato.