08 ottobre 2009

La mia paura

Ho capito cos'è che mi fa una terribile paura. Sin da piccina (e parlo di un'età davvero tenera, attorno ai 4 anni) guardavo i film horror con mia mamma, che è una superappassionata. Non ho mai avuto grandi paure. L'unico film che mi abbia mai impressionato, e avevo circa 7-8 anni, è stato "Profondo Rosso". L'unica volta che ho dormito con i miei.
Per il resto no, ricordo che mia sorella, di 6 anni più grande, mi svegliava di notte chiedendomi di dormire con lei perché aveva paura.
La cosa però non la tranquillizzava perché la sottoscritta soffriva di leggero sonnambulismo che mi faceva sedere di notte sul letto ad occhi aperti bofonchiando qualcosa. Mia sorella, dormendo con me, era più devastata che riposata.

Sto leggendo molto in questo periodo, qualcosa tipo 2-3 libri al mese. Leggendo persino nella pausa pranzo perché il tempo è poco (già risparmio tantissimo tempo non facendo le pulizie, i rotolini di capelli miei e di Roccio ringraziano perché proliferano a vista d'occhio). Il libro che sto leggendo ora è "Risvegli" di O. Sacks. Adoro i casi clinici, mi immergo totalmente nelle storie personali dei pazienti, e mi ci ritrovo. Forse perché sono stata, sono e sarò paziente e leggendo le storie cliniche riesco a capire cosa vede in me un dottore.
La differenza tra gli altri medici e Oliver Sacks è la sua umanità. Quando capisci che un medico dovrebbe essere, prima di tutto, un essere umano e avere il dono dell'empatia e vedi che spesso non è così, leggere un libro come questo ti apre il cuore.
Su "Risvegli" hanno fatto un bellissimo film con R. Williams e R. De Niro. Se siete minimamente interessati ai casi clinici vi consiglio, dello stesso autore "L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello" (il mio prossimo acquisto sarà la fonte d'ispirazione di O. Sacks, Lurija "Viaggio nella mente di un uomo che non dimenticava nulla").

Ho divagato.
L'altra sera stavo appunto leggendo questo libro, "Risvegli" che parla di gravi pazienti post-encefalitici risvegliati, per un breve periodo, dalla L-Dopa (farmaco usato nel morbo di Parkinson). Le storie di questi pazienti sono tragoche e bellissime. Persone che, fino a pochi giorni prima erano praticamente dormienti, assenti, ora si risvegliano, apprezzano la vita, scrivono diari. Ben presto la malattia torna nella forma più estrema e la L-Dopa nulla può più. Si manifestano allucinazioni, psicosi, acinesia, crisi oculogire, tremori parkinsoniani e molti di quei pazienti tornano nel loro stato precedente. La risposta al farmaco è, però, del tutto personale e imprevedibile. Capita che alcuni pazienti non rispondano molto bene, ma fuori dall'ospedale e in ambiti più tranquilli, riescano a vivere senza alcun problema di sorta.
Mentre leggevo le loro storie ho avuto un piccolo attacco di ansia. Il respiro mozzato, la deglutizione frequente, lievi allucinazioni visive. La cosa mi ha inquietato e presto ho capito. Ho il terrore delle malattie croniche. Nè mostri, nè demoni, nè spiriti mi inquietano tanto. Ho il terrore di non essere più me stessa, di impazzire, di non essere più Carla, ma la persona affetta da tale sindrome.
Questa non è una paura che termina spegnendo la tv o chiudendo il mio bel libro. E' una paura ancestrale dell'essere umano.
Posso scriverlo? Va bene.
Ho come l'impressione a volte di sentire le mie cellule invecchiare, o moltiplicarsi senza sosta. Piccole microscopiche formiche che scorrono nel FormiCarla. Pazzia?
Forse.
Ma questo blog, non a caso, si chiama bambina borderline.

P.s. visitate la mia libreria.

07 ottobre 2009

Lodo Alfano illegittimo! E' festa!

Le solite parole del pazzo psicotico paranoico: è sempre colpa della sinistra.
Questo video è decisamente "didattico".

05 ottobre 2009

Matrimonio celtico sotto le stelle

Forse non ne ho mai parlato in questo blog, ma S è stata la mia migliore amica per un sacco di anni durante quel periodo intricato che è l'adolescenza. Ci siamo poi perse di vista, capita, una volta entrambe seriamente fidanzate.
Io e lei eravamo inseparabili, una cosa mai vista per me che sono una specie di essere antisociale. Andavamo in vacanza insieme, i weekend insieme, in Molise insieme e non avevamo grosse gelosie. Se ci piaceva lo stesso ragazzo finiva che una delle due cedeva e dice "ok, questo è tuo". Ovviamente non con queste parole.
Io dopo cena passavo a trovarla, facevamo due passi e si parlava di tutto, abbiamo condiviso molte molte cose ma dopo tanti anni alla fine ci siamo perse. Ripeto, capita.
Per questo mi ha fatto ancora più piacere essere stata invitata al suo matrimonio.
Le sue parole al telefono sono state queste: mi sposo il 3 di ottobre in comune, lì se vuoi vieni ma ci tengo di più che tu venga il giorno successivo, mi sposerò con rito celtico.
Io e S avevamo sempre al collo un triskel da cui non ci separavamo mai (il mio purtroppo si ruppe e poi andò perduto. Ma forse perso no, so dove si trova ma non voglio recuperarlo per vari motivi che non sto a spiegare). Ce li portarono sua sorella e suo cognato di ritorno dalla Bretagna. Io e lei, piccole streghe, che ci mettevamo a compiere piccoli riti propiziatori alla luce della luna. Sempre con indosso il nostro inseparabile triskel.
Sapevo in un certo senso che se mai si fosse sposata l'avrebbe fatto così. E' una ragazza coraggiosa, S, non teme ciò che gli altri pensano di lei, va dritta per la sua strada ed è una delle persone più coerenti che conosca. Mi ricordo che da piccina litigò con suo padre perché non voleva cresimarsi.
Ci compravamo libri di magia bianca e stregoneria, quei pochi che le nostre poverissime finanze di allora potevano permetterci. Poi consacrammo dei talismani che ho ancora in un vecchio portafogli. Lei mi regalò un libro dulle divinità celtiche e da allora il mio nick (prima ancora di avere un computer avevo un nickname) passò da Cay a Cleena, la dea celtica che culla le persone che soffrono fino a farle addormentare.

Il rito civile è stato breve e indolore. Note curiose, lo sposo (che appunto conobbi quel giorno) invece di dire "Sì" alla fatidica domanda, rispose "Altroché", suscitando notevole ilarità.
Il giorno dopo, la cerimonia si è svolta in montagna, a mille metri, in una specie di ex convento di monaci. Non posto foto perché mi sembra di rovinare l'incanto di quella sera, di un matrimonio assolutamente non convenzionale ma spiritualmente il più incantevole che io abbia mai visto.
Scoprii solo lì che ero destinata ad essere una delle cinque ancelle (nel matrimonio tradizionale, damigelle) che avrebbe accompagnato la sposa all'interno del cerchio.
Così mentre lo sposo si avviava scalzo seguito dai suoi cinque testimoni e da tutti gli invitati in mezzo al prato, noi, insieme al padre, aspettavamo la sposa.
Intanto si faceva buio, era essenziale, c'era luna piena.
Lo sposo si piazzò al centro del prato e tutti gli invitati si disposero in cerchio, insieme ai cinque testimoni che in mano tenevano una torcia ciascuno.
Una volta arrivata la sposa noi abbiamo seguito lei e suo padre, ognuna di noi aveva in mano una piccola bottiglietta di vetro piena d'acqua e una spilla con fiori di lavanda.
Quando la sposa è arrivata al cerchio noi ancelle ci siamo posizionate tra un testimone e l'altro, ascoltando la loro cerimonia. Sotto la luna si sono scambiati le promesse e gli anelli e, a simbolo del loro amore, hanno piantato un piccolo faggio al centro del cerchio. Faggio che poi noi ancelle abbiamo bagnato con l'acqua delle nostre bottigliette.
S si è commossa leggendo le sue promesse allo sposo e un po' mi sono commossa anch'io.
Sotto la luce della luna tutto aveva un'aria così misteriosa e, nonostante le basse temperature, non sentivo più il freddo. Guardavo il faggio e pensavo che sarà bellissimo per loro tornare di anno in anno a guardare come sarebbe cresciuto. E che magari un giorno avranno un bambino e lo porteranno lì per raccontargli la loro storia. E gli diranno "Vedi quel faggio? Era piccolo una volta come sei piccolo tu, ma ora è grande e anche tu lo diventerai. Questo è stato il simbolo del nostro amore e ora lo sei tu". E mentre fantasticavo su queste romanticherie gli sposi si sono baciati e la sposa ha donato il suo bouquet, ricco di simbologie, allo sposo. Ci siamo riavvicinati al casolare e abbiamo preso posto ai tavoli per mangiare.
Io e Roccio siamo rimasti a dormire lì (erano due ore di tragitto per tornare a casa, di cui almeno 45 minuti su stradine di montagna, strette e a doppio senso di marcia), credendo che rimanesse molta più gente. In realtà alla fine siamo rimasti io e Roccio, sposa e sposo, Claudio, la sorella di S e suo marito. Questo ci ha permesso di fare quattro chiacchiere, ché era molto che non ci si vedeva. E fare quattro chiacchiere davanti ad una immensa scodella di zuppa inglese dentro cui pescavamo col nostro cucchiaio rende tutto più allegro e sincero. Dopo aver chiacchierato un po' siamo andati alle nostre stanze. Faceva abbastanza freddino e io ho dovuto usare anche il sacco a pelo oltre alla coperta per sentirmi a posto.
Quello che mi piace di questa ragazza è che mentre tutti guardano al passato, temendo il giudizio della propria famiglia e cercando in tutti i modi di fare ciò che essa desidera, S pensa al futuro e pensa al fatto che la vita va vissuta come nei propri sogni. Perché se si vivono i sogni degli altri si finisce per rimpiangere tutto.

30 settembre 2009

Gita a San Galgano (Si)

26 settembre 2009

Acquisti cosmetici

Questo è un post per le donnine, dopo i trucchi minerali e le creme eque e solidali ho voluto provare il blush più gettonato del mondo: il famoso orgasm della Nars.
Ovvero questo:

La confezione è più piccina di quanto ci si possa aspettare (almeno per il costo che ha, su hqhair.com, ben 18,50 £), però ben curata. Scatolina di cartone e all'interno questo contenitore di gomma nera opaca. Il blush ha incorporato anche uno specchiettino comodo comodo che (con un pennellino ricavato da una trousse di trucchini che non si usa più) diventa un ottimo necessaire per darsi una rinfrescata chimica. Il colore penso che sia la cosa che l'ha reso più famoso. Nè rosa nè arancio. Il rosa pesca dell'orgasm si adatta a tutte le pelli. I brillantini piccini lo rendono un illuminante perfetto per la sera (ma con una mano più leggera anche di giorno fa la sua porca figura). I blush Nars sono ben pigmentati quindi basta un lieve tocco di pennello per avere delle guanciotte belle vive.
Unica pecca, appunto, il costo. Probabilmente Sephora ha un colore simile, magari meno pigmentato e con brillini meno evidenti però se per voi Nars è irraggiungibile, di sicuro ci sono altre alternative. E per le makeupdipendenti che ancora non se la sentono di andare da MAC perché lo trovano irraggiungibile a costi, oggi passando in via de' Cerretani per tornare alla stazione di Santa Maria Novella dal Duomo abbiamo visto un negozio kiko in prossima apertura. Kiko è una marca italiana di makeup che fa robina piuttosto carina e poco costosa (un ombretto, per dirla tutta, costa 2 euro contro i 17 euro degli ombretti MAC). Certo i colori non sono pigmentati come, nè si stendono come quelli MAC ma sono ottimi abbinati a una buona base per ombretto (io uso la base Art Decò che si trova nelle profumerie Douglas - mi sembra che a Firenze non ci siano Douglas però). Sicuramente kiko avrà blush per tutte le tasche.
Dopo aver scritto tutte queste minchiate posso tornare a cucinare la mia pizza surgelata. Ahhh, l'ho detto. No scherzi a parte, oggi abbiamo comprato 3 ombretti MAC, 2 rossetti di The Body Shop e una minitrousse di minipennellini (da portare su a Torino) sempre da The Body Shop. Se non mi do' una regolata tra poco lo apro io un negozio di trucchi (e sarò già in rosso, credo).
The Body Shop ha dei rossetti fantastici e i pennellini non sono male. Appena finisco la mia crema corpo vorrei provare la loro (hanno degli odori fantastici).
Ah, la pizza.
Bye bye.
Non mi sono drogata.
Giuro.

Canzone del giorno: Mi son comprato la Duna, Sovrappeso
Per darvi un'idea di questo "fantastico" gruppo (di cui sono già fan sfegatata - gli ho già comprato maglietta e cd):

14 settembre 2009

Videocracy

E’ arrivato l’autunno, quello ufficiale che di solito si affacciava già a metà agosto. Ora piove, anche piuttosto forte, il che vuol dire che ci vorrà un po’ per tornare a casa. Gli automobilisti si scordano le lezioni di scuola guida più del solito con pioggia o con minaccia di pioggia.
Sabato sera siamo andati al cinema. Sì sì lo so, che cosa terribile andare al cine di sabato e blabla, però eravamo curiosi di vedere il nuovo film stracensurato “videocracy” così abbiamo cercato e a Torino e provincia solo due cinema lo trasmettevano. Alla fine siamo andati al cine di Moncalieri (che non mi piace tanto ma vabbhè) non ricordo nemmeno il nome, forse 45° nord? Non ricordo. Lo spettacolo cominciava a mezzanotte e trenta, quindi tardino, è vero. Ma in sala eravamo 4 gatti. Ma non per dire. Eravamo davvero 4!
Questo non mi stupisce, nessun trailer, nessuna pubblicità, le nostre televisioni non hanno voluto mandarlo in onda e ben pochi ne conoscevano l’esistenza. In ogni caso è stato un documentario illuminante: sono cose che tutti conosciamo ma averle così sbattute in faccia fa un po’ paura. Regista coraggioso, persone coraggiose, da vedere: almeno per supportare economicamente il regista.

10 settembre 2009

Principi di coerenza

Da quando ci siamo trasferiti nella nostra nuova casetta al mattino non mi sono più truccata. Un peccato, visto che mi piace tanto. Ma mi piace tanto anche dormire.
Dopo averci pensato un po’ mi sono appellata a quello che in pissicologia viene definito “principio di coerenza” (magari non in pissicologia ma in qualcosa di pissicologico) che tra le altre cose si può così riassumere: quando prometti qualcosa a qualcuno, o lo metti per iscritto, o lo ripeti a più persone non puoi non farlo perché non saresti coerente. Questo cozza col desiderio di ogni persona di essere coerente. Così ho detto alle mie colleghe (per quanto gliene potesse fregare) che l’indomani mi sarei truccata e voilà (come sono padrona della lingua francese, eh?).
Tralaltro, piccoli consigli, per quanto possiate essere motivati, firmare petizioni contro questo o quello o a favore di questo o quello si basa sul principio di coerenza. Esempio, se firmate a un banchino del wwf, lasciando anche un vostro recapito come spesso succede, sappiate che se verrete ricontattati potrete dire di no solo con molta difficoltà. Dovrete lottare con il vostro desiderio di essere coerenti (almeno agli occhi degli altri!). Con questo non dico che non bisogna firmare ai banchetti del wwf o simili, però sappiate che questa cosa potrebbe coinvolgervi più di quanto pensiate. Anche perché è facile lasciare una firma ma è difficile scrollarsi di dosso la nuova immagine di sé che poi vi siete costruiti.
Come sono pissicologica oggi.
Comunque questo principio funziona: in queste ultime tre mattine non sono uscita di casa se non bella truccata.
Ieri sera io e Roccio siamo andati ai kart perché un suo collega aveva organizzato una super gara (tipo che siamo entrati alle 19.30 e siamo usciti alle 22!). Io non ho corso così sono rimasta con una sua collega a chiacchiera e finalmente ho conosciuto mr. Pasquini, compagno di università di Roccio, che si trovava casualmente lì per un’altra gara con suoi amici. Io ero convinta durasse poco, in verità hanno fatto un monte di giri. Avevamo una fame terribile così qualcuno ha ceduto al cibo (ed è stato male: devono essere peggio delle montagne russe questi go kart). Però alla fine è stato carino perché il vincitore ha stappato una bottiglia di spumante, portata appositamente da chi aveva organizzato il tutto, e i primi tre sono saliti su un podio. Insomma, davvero fatto bene.
Alla fine della gara, sudati e contenti, i nostri eroi avevano una qualcerta fame. Si era deciso per la pizzeria FirenzeNova, pubblicizzata come molto buona. Io però ho preso degli gnocchi tartufati (gnam, buoni buoni). La serata è stata davvero carina, i colleghi di Roccio sono simpatici e alla mano e giovedì prossimo vado con la collega di Roccio a vedere Mapplethorpe alla galleria dell’accademia. Alla mia domanda “vieni anche tu?”, Roccio ha risposto: “Certo che no, io vi accompagno e vado a bere una birra”.
Il mio troglo. Proprio qualche giorno fa una mia collega mi disse che lo dipingo diverso da com’è perché Roccio è una persona intelligente e simpatica e io lo dipingo come un troglodita (ovviamente si diceva scherzando). Quando l’ho raccontato a Roccio si è fatto una grassa risata e mi ha risposto “Io SONO un troglodita”. Non fa una piega, eheh.

06 settembre 2009

Lisboa mon amour

Miseria, è quasi un mese che non scrivo. Anzi avessi scritto domani avremmo festeggiato il mio mese di silenzio. Agosto è un periodo particolare: quest'anno poi, per la prima volta dopo un monte di anni, sono andata in ferie (consideriamo che sono le prime ferie che abbiamo fatto insieme io e Roccio, dato che prima al massimo ci siamo concessi due giorni a Roma e due giorni a Venezia. In un primo momento avevo pensato di riscrivere un bel diario di viaggio sul blog ma data la mia pigrizia vi lascio solo le foto!
Lisbona è bella, molto, e gli abitanti sono gentili come pochi.
Piccole notizie degli ultimi giorni: ho fatto la tessera della biblioteca e mi sono sentita tornare un po' indietro negli anni. La biblioteca invece è andata avanti, ora noleggia anche dvd (aggratis) che devi riportare entro una settimana e non esiste più il catalogo cartaceo dove ti ci arrovellavi per trovare il titolo che ti serviva.
Sto prendendo lezioni di francese con assimil, no, non sono diventata pazza: già l'anno scorso avevo detto che quest'anno saremmo andati in vacanza in madagascar poi il tempo è passato e ho lasciato correre. Il prossimo anno ci vorrei davvero andare, così parto da lontano, imparando un po' di lingua (il francese è la seconda lingua parlata) e informandomi (ho preso una guida in biblioteca e sto raccogliendo qualche appunto sui viaggi fatti da altri). Come vacanza è un po' più complessa, hai bisogno quasi sempre di una guida, in alcuni parchi nazionali ci sono percorsi che possono durare più giorni e dove le sanguisughe non vedono l'ora di nutrirsi di te. In compenso ci saranno molte specie di camaleonti (alcuni dicono che in Madagascar ci sono i due terzi dei camaleonti presenti sulla Terra, altri dicono la metà... Sicuramente la metà delle specie). Per ora so ben poco, ho annotato qualche nome di parco consigliato da chi era andato lì per camaleonti, ma l'isola è molto grande e i parchi sono distanti: sarà necessario progettare una vacanza lunga con uno o più voli interni. Per il resto... si accettano consigli!

P.s. ecco le foto di Lisboa!

07 agosto 2009

Alice nel paese delle mer(d)aviglie

Porca miseriaccia: è passato quasi un mese senza nessun mio post! E siamo tutti sopravvissuti? Bene.
La verità è che tiscali, al quale ero molto affezionata, ha fatto un bel pasticcio. Poco dopo aver inviato la mia richiesta di una loro linea telefonica più ADSL mi contattano ma, sfortuna vuole, in quel momento non posso rispondere. Così aspetto un paio di giorni e nulla, quindi richiamo. Dicono che c'è un problema per attivare la linea, ma la ragazza al telefono tituba e mi dice che "è meglio se aspetto la chiamata del tecnico". Intanto è quasi passato un mese, decidiamo di provare con qualche altro gestore, ovvero infostrada. Sono piuttosto veloci e a parte qualche intoppo iniziale, internet arriva. Arriva?
Sì ma leeeentissimo. Non riesco a caricare i video su youtube dalla lentezza.
Detto questo.
Ora abbiamo internet anche se lentissimo e mi permetto di riprendere in mano il mio blog. Siamo a casina nuova e ci rilassiamo sul terrazzo mentre un pipistrellino mangia le zanzare per noi. Le vespe sull'altro terrazzo stanno bene, grazie. Non ho il coraggio di ucciderle e quindi ho delegato Roccio che però è più bradipo di me e ho come l'impressione che una volta tornati da Lisbona non potremo più rientrare in casa perché le vespe avranno fatto cambiare le serrature e ci lasceranno fuori.
Questa è un'estate di innovazioni. A parte la lettura compulsiva, che più che innovazione è una piacevole scoperta, ho tenuto i piedi totalmente scoperti fregandomene di ogni tabù che avevo. Ora mi rimane non avere più i conati di vomito quando qualcuno sputa e sono abbastanza a posto (cercare di non piangere per ogni minima cosa è impossibile: sono le pastiglie!).
A proposito di pastiglie, so che fa schifo parlarne per tanti, comunque tra i suoi effetti collaterali c'è anche la possibile sparizione delle mestruazioni. Ne sto provando l'ebbrezza solo in questo mese in quanto emetto una goccia al giorno.
Questo mi porta a parlare di un nuovo punto, la mooncup. Fa un po' strano sapere di avere una coppetta dentro che raccoglie sangue però, dato la mia nuova anima quasi ecologista, ho fatto qualche ricerca in rete e ho scoperto che se usato correttamente dura 10 anni, non è più fastidioso di un assorbente interno, le opinioni lette su ciao.it lo promuovono con il massimo delle stelline, tutte le donne che l'hanno usato ne sono entusiaste, lo consiglia anche qualhe ginecologo/ostetrico e (questa è parte un po' più ribrezzosa) il sangue raccolto può essere usato per concimare le piante. Sembra strano ma non lo è: infatti uno dei migliori concimi per le piante è il sangue di bue che si chiama così non a caso.
Solo che se mi ritrovo con una sola goccia al giorno non so quanto possa servirmi.
Capitolo lavoro: si lavora si lavora. Con i colleghi mi trovo bene e spero che mi rinnovino il contratto, magari in modalità definitiva. Ma non penso.
Oggi è stato l'ultimo giorno di lavoro prima delle vacanze, mi sentivo come se fossi stata all'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze estive, con la sola differenza che a scuola le vacanze erano di 3 mesi e qui di due settimane. Ma non ci si lamenta.
Il mio nuovo animo ecologico ha anche scoperto che esistono delle tinte naturali. Hennè a parte è una scoperta grandiosa: c'era infatti uno studio sulla correlazione tra tinte per capelli e tumore alla vescica. L'idea di una tinta naturale mi incuriosisce parecchio. Ovviamente non avrà la stessa resa della roba chimica ma volete mettere? Niente puzzo di ammoniaca, non danno al capello o cute. E il costo? Di solito il costo quando si parla di queste cose si alza sensibilmente per il bio o etico, naturale, ecc ecc. In verità le tinte non costano molto. Si parla di 6,50 euro a flacone, nella media, se non più basso, del costo delle tinte chimiche in vendita al centro commerciale. Il sito di tutta questa robina bella è questo. Passata l'estate mi rifarei volentieri una tinta scura, sul nero. Opterò per queste. E l'ordine non mancherà di tante altre belle cosine.

Canzone del giorno: Child In Time Deep Purple

20 luglio 2009

Smoccia!

Ho scoperto con orrore che Moccia, dopo il successone di “Scusa ma ti chiamo amore” ha scritto un proseguo dall’originalissimo titolo “Scusa ma ti voglio sposare”.
Moccia? Una parolina una.
Scusa ma ci hai rotto i coglioni!
Dopo questo minimo sfogo (minimissimo) un po’ di piccole perle.
Avevo descritto il nostro palazzo come verde oliva, in realtà è grigio-verde, più grigio che verde, non so come mai ho avuto quell’attimo di daltonismo che mi ha impedito, anche nelle settimane seguenti, di carpire il vero colore dei muri esterni.
Lo scorso weekend, passeggiando in montagna con amici, ci siamo beccati un bel po’ di zecche. Tornati a casa ci siamo separati per poterci visionare con più calma, centimetro per centimetro. Io avevo 3 zecche. Ma non ho vinto.
Cosimo ha scoperto, inoltre, che sul terrazzino della camera da letto c’è un nido di vespe. Un nidino piccino piccino, in cui 7-8 vespe lavorano incessantemente. Ho letto che questo è il periodo in cui si sbattono per trovare cibo alle proprie larve e quindi non danno noia. Io mi apposto ogni tanto a guardarle e rimango totalmente affascinata. Di notte poi 4 vespe rimangono di guardia appostate sul nido (presto farò delle foto). Più che di guardia stanno lì in atteggiamento da riposo. Entro settembre dovrò trovare una soluzione altrimenti cominceranno a disperdersi e cercheranno un altro posto per nidificare (possibilmente dentro casa per superare l’inverno). Il problema è riuscire a togliere un nido di vespe senza ucciderle. Suggerimenti?
Giovedì sera, alla bancarella di un nostro amico, abbiamo comprato del polline. Fa un po’ schifo come sapore, ma sembra un toccasana per qualsiasi cosa. Uno o due cucchiaini al giorno e ti senti un leone.
Altra news, nostri amici hanno comprato delle scarpe su internet. Appena saputo ho sbatacchiato un po’ gli occhi perché l’idea di comprare scarpe su internet mi faceva un po’ specie. Ma quando mi hanno detto che sono comodissime ci ho ripensato e perché no? Magari ci faccio un pensiero. Il sito in questione è questo.
Abbiamo comprato la caraffa Brita. Era un po’ che se ne parlava ma ora ne abbiamo approfittato perché all’ipercoop di Sesto Fiorentino era in offerta a 9 euroequalcosa + 400 punti. Dato che il prezzo pieno è sui 21 euro non ci abbiamo pensato due volte. L’acqua è insapore e inodore, ci sembra di aver fatto un ottimo acquisto non tanto per il risparmio, ma quanto per evitare di riempirsi di bottiglie di plastica vuote e per la comodità di non doversi trascinare casse d’acqua a casa.
Quante novità.
Ci è arrivata la lavatrice, una LG. Sì la LG fa anche elettrodomestici: ci siamo trovati bene con il forno a microonde che ci hanno regalato i genitori di Roccio quindi perché no? Proviamo anche la lavatrice.
E’ stata decisamente promossa. Anche a freddo ha lavato benissimo e sembra essere silenziosissima. Dovessi specificare il modello avrei notevoli difficoltà.
Stiamo disperatamente cercando di attivare una linea voce + adsl nella casa fintaverdeoliva. Abbiamo chiamato inizialmente Tiscali, che avevamo anche alla casa vecchia e con cui mi sono sempre trovata molto molto bene. Solo che non si sono più fatti sentire. A una mia nuova chiamata mi hanno detto che c’erano problemi sulla nostra linea telefonica e che il tecnico ci avrebbe ricontattati. Mai più sentito nessuno (la richiesta iniziale era stata fatta il 29 giugno).
Ora lo stiamo facendo con Infostrada, stessi costi, speriamo in un servizio migliore. E’ da quando ho messo l’adsl, nel lontano 2001, che non sto così tanto senza internet.
Comincio ad avere le allucinazioni.

14 luglio 2009

Oggi Sciopero!



Adesione all'appello di Diritto alla Rete contro il DDl alfano che imbavaglia la Internet italiana.

10 luglio 2009

Nuove e vecchie passioni

La casa nuova è uno sballo, e ringrazio di cuore chi ci ha aiutati a portare via la roba dalla nostra vecchia casina. Peccato non avere ancora internet e quindi dover scrivere di corsa nei ritagli di tempo. Dalla nostra terrazza c’è un bel freschino e poche zanzare, finalmente abbiamo un bagno con vasca e finestra e mercoledì ci arriva la lavatrice (ieri ho lavato due panni a mano e ci ho messo molto, molto tempo!). Non appena abbiamo internet a disposizione scriverò qualcosa di più. Ora sto leggendo due piccole guide di Lisbona (nostra meta per le ferie di agosto) e quindi mi è venuta voglia di partire e di vedere tutto.
Mi piacerebbe, ora che abbiamo una casa più grande, avere qualche bestiola. Ho tralaltro scovato un gatto (il gatto siberiano) naturalmente ipoallergenico. Produce poca, pochissima quantità di proteina che causa allergie all’uomo. Inoltre è proprio un bel gattone.
Poi ci sono un po’ di insetti mimetici, foglia e stecco, che non mi dispiacerebbero. Dopo aver messo a posto gli scatoloni potrei cominciare a costruire una bella teca per i futuri insetti e poi chissà, magari un bel Phyllium giganteum, o un Extatosoma tiaratum, o entrambi…

01 luglio 2009

Per BadGuy: volevo prendere il libro che mi hai consigliato, ma l'ho confuso con un altro libro col titolo simile. Ho comprato infatti, sempre di Durrel, "Storie di animali e di altre persone di famiglia". Mi sono accorta dell'errore perché c'era solo una storia su Corfù. Allora ho preso il libro che mi hai consigliato ma mi sono lasciata trascinare da un'altra lettura, Oliver Sacks "L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello". Se ti piacciono i casi clinici.

Io Odio Tutti (tranne Roccio)

Voglio una fruit of the loom bianca su cui scrivere “Io odio tutti”. Per gli amici I.O.T.
Quanto tempo che non scrivo, sono capitate tante cose. Tra cui: i “fochi” del 24 giugno sono stati meravigliosi e mi hanno ricordato, per atmosfera, i fochi che ho visto la prima volta con Roccio. Ricordo i nostri sorrisi sporchi di cenere esattamente come questi, e tutti quegli “ahhh” e “ohhh” e i bimbi che ridono e i volti illuminati a giorno di persone felici.
Abbiamo firmato il contratto e ci hanno consegnato le chiavi. Stiamo portando tutte le cose alla nuova casa (vedasi la voce “trasloco”) e ci stanno dando una enorme mano i nostri amici (ma tipo che ieri sera si è riempito 3 macchinate di roba). Mi chiedo dove fossero stipate tutte quelle cose in quella casina.
Chi mi conosce da circa 5 minuti sa quanto è difficile per me chiedere aiuto, quindi mi ritengo soddisfatta almeno di provare a superare questo scoglio.
Comunque. Spostare mobili e cose mi ha mostrato un mondo nuovo fatto di parrucchini di capelli che rotolano per casa, ragnatele giganti (con ragni giganti) e cose che ormai credevo perdute per sempre.
Ieri sera poi, tornando a casa, ho aperto al cassettina della posta che non guardavo da un po’, e ci ho trovato un monte di cose, tra cui una lettera dell’amministratore del condominio (indirizzato agli “inquilini della sig.ra X” in cui X è ovviamente la proprietaria) che ci comunica che all’ultima riunione di condominio i condomini si sono lamentati (aridaje) del disordine del giardino. Ma stavolta sono andati più nello specifico perché, nonostante il giardino sia di proprietà privata, lo considerano uno spazio di passaggio condominiale. Per esempio: si sono lamentati dello stendino che teniamo in giardino appoggiato al muro e chiuso perché, dicono, lo stendino va tenuto all’esterno solo nell’arco di tempo in cui lo si utilizza. Si lamentano del cestino dell’umido che è davvero minuscolo, si lamentano della bicicletta appoggiata al muro. Ora: se ho una bici e un cortiletto privato all’aperto non sarò libera di tenerla lì? E lo stendino: se voglio tenerlo all’esterno? L’umido fa il suo lavoro e lo fa bene all’esterno di casa. Ieri sera mi è preso un nervoso, ma in un certo senso così sono più felice di andare via, non danno proprio tregua. Se siamo disordinati a casa nostra, ma che gliene frega?

16 giugno 2009

Principio di coerenza

Sono delusa dal mondo che mi circonda. La gente mi prende in giro più o meno consapevolmente, difficile dire se si tratta solo di un’impressione oppure è davvero così.
Ieri mattina sono andata a fare la visita per l’invalidità all’asl. I miei precedenti (e attuali) clinici sono chiari: sono un linfoma di Hodgkin in remissione completa con ipotiroidismo iatrogeno, conseguente ovvero alla radioterapia e un tumore al seno in situ recentemente asportato.
Sì perché alla medicina legale io non sono Carla, ma sono un linfoma di Hodgkin in remissione.
Andare alla visita con un medico legale privato non è servito a molto. Anzi. Mi sono sentita ancora di più presa in giro.
Scena prima di entrate, io guardo il medico legale e gli dico “Secondo lei c’è qualche possibilità?...”
“Assolutamente sì, si figuri! Con questa documentazione alla mano non ci sono problemi, si figuri!”
Io mi tranquillizzo, penso che lui sappia bene come vanno queste cose. Poi entriamo e mi smontano tutto, lo chiamano per nome (quindi lo conoscono) e dicono “Lo sai benissimo anche tu, (nome del dottore), che le patologie oncologiche non passano poi alla visita per il riaccertamento, quindi io posso darle anche l’invalidità ma poi tra un anno gliela levano”.
Io sto zitta, non parlo, parlano tra loro. Tanto che poi mi fanno uscire e chissà che si sono detti. Però la cosa mi deprime particolarmente, soprattutto quel “lo sai benissimo anche tu..” e la sua risposta di conferma “sì questo problema lo abbiamo anche noi”, mi fa sentire presa in giro perché non è coerente con il suo “Sìsì ce la facciamo assolutamente!”. Tant’è che ci tocca pagargli la salatissima parcella, che mi sembra ancora più salata dopo questa penosa sconfitta in cui mi dice “Sono stati un po’ rigidi ma se non accettano faremo ricorso!”. Io non ho né tempo né soldi per rincorrere qualcosa che non posso ottenere. Vorrei che la gente fosse chiara con me, io non voglio favoritismi e null’altro. Voglio che mi si dica “Si può fare” oppure “Non si può fare”, voglio che mi si dica “ci proviamo” se l’esito è in forse. Voglio chiarezza. Perché se no davvero mi sembra che sia tutto inutile, il mondo sa che è tutto inutile ma mi dice che invece sì “we can”, noi possiamo, e quindi io giustamente ci investo soldi, tempo ed energia. Invece non possiamo un cazzo e a me sembra che tu lo sai.
Mi sento come quando a 15 anni c’era un ragazzotto che stava con me ma non gli interessavo un grandechè, e tutti lo sapevano che mi stava prendendo per i fondelli ma io no. Il nostro amico comune lo sapeva benissimo ma era interessato più alla sua amicizia che alla mia quindi mi teneva nascosto tutto. Così quando mi lasciò, tutti sapevano e io chiamai in lacrime il nostro amico comune elemosinando 200 lire alla stazione e lui ebbe anche il coraggio di consolarmi fingendosi sorpreso.
Però “we can” e quindi offriamo prestazioni che non possono essere offerte, ma lo facciamo giusto per guadagnare.
C’è una parte di me che si sente troppo critica nell’affermare queste cose, anche perché lo vedo tutti i giorni col mio lavoro dove spesso mi si accusa di “fregare” gli altri, cosa che non è assolutamente corrispondente al vero. E’ che sul piatto della bilancia c’è da tenere in considerazione anche il peso della nostra sfiducia verso gli altri che sussiste unicamente per il fatto che ognuno di noi, nel proprio piccolo, si sente inaffidabile e che ognuno cerca di pensare al proprio piccolo giardino senza pensare al bene comune, “anche se mi costa un po’ di più”. La difficoltà si presenta ogni giorno, quando lo specialista ti fa degli sconti enormi se non vuoi la fattura e te, che sei già in condizioni di difficoltà, ti trovi all’interno di un conflitto di coerenza per cui dici “vorrei che le regole fossero rispettate” ma in quel caso “potrei anche chiudere un occhio”. Però il dramma è proprio quello: dovremmo chiedere tutti la fattura, così tutti paghiamo le tasse su ciò che guadagniamo, anche se ci tocca sborsare di più. Quanto è difficile essere coerenti? Quanto è affidabile un ragazzotto che mi parla di salvare lo gnu africano e utilizza un gel di marca famosa testato sugli animali? Molto poco.

Meno male che in tutto questo marasma c'è sempre Roccio con me.

Canzone del giorno: I’ll never grow up Twisted Sister

11 giugno 2009

Le nuove regole sulle intercettazioni vanno incontro a una vera ossessione del Cavaliere
Vietato trascrivere anche se un capo Rai chiede silenzio su dati elettorali non graditi al Capo
Quello che sui giornali
non leggerete più
di GIUSEPPE D'AVANZO


"Se escono fuori registrazioni lascio questo Paese". Lo disse Berlusconi l'anno scorso, ad Ancona, e così annunciò la sua offensiva contro le intercettazioni. Più che un'offensiva, la distruzione risolutiva di uno strumento d'indagine essenziale per la sicurezza del Paese e del cittadino. "Permetteremo le intercettazioni - disse nelle Marche quel giorno, era aprile - soltanto per reati di terrorismo e criminalità organizzata e ci saranno cinque anni di carcere per chi le ordina, per chi le fa, per chi le diffonde, oltre a multe salatissime per gli editori che le pubblicano".

Come d'abitudine, il Cavaliere la spara grossa, grossissima, consapevole che quel che ha in mente è un obiettivo più ridotto, ma tuttavia adeguato alla volontà di togliere dalla cassetta degli attrezzi della magistratura e delle polizie un arnese essenziale al lavoro. E, dagli strumenti dell'informazione, un utensile che, maneggiato con cura (e non sempre lo è stato), si è dimostrato molto efficace per raccontare le ombre del potere. La possibilità di essere ascoltato nelle sue conversazioni - magari perché il suo interlocutore era sott'inchiesta, come gli è accaduto nei colloqui con Agostino Saccà o, in passato, con Marcello Dell'Utri - è per il Cavaliere un'ossessione, un'ansia, una fobia. Ci è incappato più d'una volta.

Nel Capodanno 1987, alle ore 20,52 dalla villa di Arcore (Berlusconi festeggia con Fedele Confalonieri e Bettino Craxi).
Berlusconi. Iniziamo male l'anno!
Dell'Utri. Perché male?
Berlusconi. Perché dovevano venire due [ragazze] di Drive In che ci hanno fatto il bidone! E anche Craxi è fuori dalla grazia di Dio!

Dell'Utri. Ah! Ma che te ne frega di Drive In?
Berlusconi. Che me ne frega? Poi finisce che non scopiamo più! Se non comincia così l'anno, non si scopa più!
Dell'Utri. Va bene, insomma, che vada a scopare in un altro posto!
La conversazione racconta la familiarità tra il tycoon e un presidente del consiglio allora in carica che gli confeziona, per i suoi network televisivi, un decreto legge su misura, poi bocciato dalla Corte Costituzionale.
Già l'anno prima, il giorno di Natale del 1986, il nome di Berlusconi era saltato fuori in un'intercettazione tra un mafioso, Gaetano Cinà, e il fratello di Marcello Dell'Utri, Alberto.
Cinà. Lo sai quanto pesava la cassata del Cavaliere?
Dell'Utri. No, quanto pesava, quattro chili?
Cinà. Sì, va be'! Undici chili e ottocento!
Dell'Utri. Minchione! E che gli arrivò, un camion gli arrivò?
Cinà. Certo, ho dovuto far fare una cassa dal falegname, altrimenti si rompeva!
Perché un mafioso di primo piano come Cinà si prendesse il disturbo di regalare un monumento di glassa al Cavaliere rimane ancora un enigma, ma documenta quanto meno il tentativo di Cosa Nostra di ingraziarselo.
Al contrario, è Berlusconi che sembra promettere un beneficio ad Agostino Saccà, direttore di RaiFiction quando, il 6 luglio 2007, gli dice: "Io sai che poi ti ricambierò dall'altra parte, quando tu sarai un libero imprenditore, mi impegno a ... eh! A darti un grande sostegno". Che cosa chiedeva il premier? Il favore di un ingaggio per una soubrette utile a conquistare un senatore e mettere sotto il governo Prodi. O magari...
Ancora uno stralcio:
Saccà. Lei è l'unica persona che non mi ha mai chiesto niente, voglio dire...
Berlusconi. Io qualche volta di donne... e ti chiedo... per sollevare il morale del Capo (ridendo).
E in effetti, con molto tatto, Berlusconi chiede di sistemare o per lo meno di prendere in considerazione questa o quella attrice. Qualcuna "perché sta diventando pericolosa".

È l'ascolto di queste conversazioni, disvelatrici dei rapporti con una politica corrotta, con il servizio pubblico televisivo in teoria concorrente, addirittura con poteri criminali, che il premier vuole rendere da oggi irrealizzabile per la magistratura e vietato alla pubblicazione, anche la più rispettosa della privacy.
Per scardinare, nell'opinione pubblica, la convinzione che gli ascolti telefonici, ambientali, telematici servano e non siano soltanto una capricciosa bizzarria di toghe intriganti e sollazzo indecente per cronisti ficcanaso, Berlusconi ha costruito nel tempo una narrazione dove si sprecano numeri iperbolici ed elaborate leggende. Dice: "Si parla di 350 mila intercettazioni, è un fatto allucinante, inaccettabile in una democrazia". Fa dire al suo ministro di Giustizia che gli italiani intercettati sono addirittura "30 milioni" mentre sono 125 mila le utenze sotto ascolto (le utenze telefoniche, non gli italiani intercettati). Alla procura di Milano, per fare un esempio, su 200 mila fascicoli penali all'anno, le indagini con intercettazioni restano sotto il 3 per cento (6136).

Altra bubbola del ministro è che gli ascolti si "mangiano" il 33 per cento del bilancio della giustizia mentre invece sfiorano soltanto il 3 per cento di quel bilancio (per la precisione il 2,9 per cento, 225 milioni di costo contro i 7 miliardi e mezzo del bilancio annuale della giustizia). Senza dire che, per inerzia del governo, lo Stato paga al gestore telefonico 26 euro per ogni tabulato, 1,6 euro al giorno per intercettare un telefono fisso, 2 euro al giorno per in cellulare e 12 per un satellitare e l'esecutivo non ha tentato nemmeno di ottenere dalle compagnie telefoniche un pagamento a forfait o tariffe agevolate in cambio della concessione pubblica (accade all'estero).

Nonostante questa inerzia, le intercettazioni si pagano da sole, anche con una sola indagine. Il caso di scuola è l'inchiesta Antonveneta. Costo dell'indagine, 8 milioni di euro. Denaro incassato dallo Stato con il patteggiamento dei 64 indagati, 340 milioni. Il costo di un anno di intercettazioni e avanza qualche decina di milioni da collocare a bilancio, come è avvenuto, per la costruzione di nuovi asili.

Comunque la si giri e la si volti, questa legge serve soltanto a contenere le angosce del premier e dei suoi amici, a proteggere le loro relazioni e i loro passi, a salvaguardare il malaffare dovunque sia diffuso e radicato. Per il cittadino che chiede sicurezza e vuole essere informato di quel accade nel Paese è soltanto una sconfitta che lo rende più debole, più indifeso, più smarrito.

Se la legge dovesse essere confermata così com'è al Senato, i pubblici ministeri potranno chiedere di intercettare un indagato soltanto quando hanno già ottenuto quei "gravi indizi di colpevolezza" che giustificherebbero il suo arresto. E allora che bisogno c'è delle intercettazioni? Forse è davvero la morte della giustizia penale, come scrive l'associazione magistrati. Certo, è l'eclissi di un segmento rilevante dell'informazione. Da oggi si potranno soltanto proporre dei "riassuntini" dell'inchiesta e delle prove raccolte. Non si potrà pubblicare più alcun documento, nessun testo di intercettazione.
La cronaca, queste cronache del potere, però, non sono soltanto il racconto di imprese delittuose. Non deve esserci necessariamente un delitto, una responsabilità penale in questi affreschi. Spesso al contrario possono rendere manifesto e pubblico soltanto un disordine sociale, un dispositivo storto che merita di essere raccontato quanto e più di un delitto perché, più di un delitto, attossica l'ordinato vivere civile.

Immaginate che ci sia un dirigente della Rai che, in una sera elettorale, chiama al telefono un famoso conduttore e gli chiede di lasciar perdere con gli exit poll che danno un risultato molesto per "il Capo". Immaginate che il dirigente Rai per essere più convincente con il conduttore spiega che quello è "un ordine del Capo". Non c'è nulla di penale, è vero, ma davvero è inutile, irrilevante raccontare ai telespettatori che la scena somministrata loro, quella sera, era truccata?
Bene, ammesso che questa sia stata una conversazione intercettata recentemente in un'inchiesta giudiziaria, non la leggerete più perché l'ossessione del premier, diventata oggi legge dello Stato, la vieta. Chi ci guadagna è soltanto chi ha il potere. Chi deve giudicarlo non ne avrà più né gli strumenti né l'occasione.


Fonte: La Repubblica

Renatone

Ieri sera al centro commerciale “I Gigli” appena fuori Firenze c’era un ospite speciale: Renato Zero.
I Gigli erano il centro commerciale più grande d’Italia una volta costruito, e il loro “spam” era “centro commerciale ‘I Gigli’, il più grande d’Italia”. Ma la ipercostruzione di centri commerciali ovunque ha fatto sì di essere immediatamente superato e la canzoncina si trasformò in “…il più amato d’Italia”. Come dice lo scrittore Culicchia, inoltre, Torino ama i primati. E ben presto ha costruito il suo centro commerciale più grande d’Italia, poco fuori città a Grugliasco, col nome “Le Gru”.
Ma anche questo primato è durato pochissimo e ora se sono aggiornata il centro commerciale più grande d’Italia si trova a Roma vicino all’aereoporto. Il Piemonte, offeso da questa iniziativa, sta costruendo un megacentrocommercialeoutlet a Mondovì in provincia di Cuneo, a cui si accede direttamente dall’uscita dell’autostrada. Comprende outlet, centro commerciale, palestra e piscina in una corsa sfrenata al consumismo e alla costruzione irresponsabile.
Finita la storia dei centri commerciali parliamo di Renato Zero. All’esterno de “I Gigli” hanno montato un palchetto dove un gruppetto ha suonato prima del suo arrivo. Poi è arrivato, pettinatura molto fashion, occhialini, ha sponsorizzato il concerto che farà il 20 giugno a Roma con altri cantanti per ricostruire l’università de L’Aquila e poi ha promesso a tutti di salutarli uno per uno. Concludendo che a Roma, facendo così, aveva fatto le 6 del mattino.
In realtà non eravamo moltissimi, ma mettersi in coda in queste occasioni è devastante. Per una firma quasi ti avrebbero schiacciato e camminato sopra. In ogni caso ce l’abbiamo fatta alla fine. Autografo, bacino e foto. Da romano qual è ha salutato con “Grazie tesoro”.
Non conosco altri artisti che si mettono a disposizione dei fan solo per firmare autografi e salutare. Grande Renato.
Appena posso metto le foto online. Mia mamma, da brava sorcina, “starà a rosicà”.

Canzone del giorno: Phantom Of The Opera Iron Maiden
(vi aspettavate una canzone di Renato eh? Fregati!)

10 giugno 2009

La mia vita equaesolidale

Siamo proprio delle pecore e le elezioni sono il risultato di questo nostro marciare nel gregge.
I nostri valori sono variati: una volta chi lavorava sodo era rispettato, ora solo chi ha soldi e potere e donnine al seguito. Il nostro modello è diventato una sorta di Rocco Siffredi, un po’ più basso e brutto e con molti più soldi. Un uomo che si costruisce la legge attorno a sé, anche la sua banca è costruita intorno a sé (e non intorno a te come vorrebbe farti credere).
A volte andare a votare mi mette male, come si suol dire, mi sembra che il mio voto non valga un grande che. Poi quando, nonostante tutto, vedo che le cose non cambiano, o cambiano in maniera impercettibile, mi fa ancora più incazzare, perché siamo tutti bravi a lamentarci ma quando si tratta di fare l’unica cosa che abbiamo il potere di fare, ovvero votare, le persone fanno scelte devastanti.

Ma parliamo di cose più allegre. Sono diventata una consumatrice equa e solidale, almeno per alcune cose. Abbiamo comprato le noci di sapone e facciamo il bucato con quelle, una volta usate due volte possono poi essere messe nei vasi e concimano felicemente le piantine all’esterno. Presa dalla foga ho deciso di smettere di usare creme comprate in farmacia (quando si da’ un occhio alla composizione chimica di tali creme ci si mette le mani nei capelli). Promosse le creme dell’Erbolario, bocciate Vichy e La Roche-Posay. Dato che costano comunque molto in entrambi i casi, invece che comprare la crema dall’Erbolario siamo andati in un negozietto di roba equaesolidale dove, guardacaso avevano anche le noci del sapone. La cremina per il viso ha un odore gradevole, ingredienti naturali e va piuttosto bene per la mia pelle grassa. La crema contorno occhi è un po’ dura da stendere rispetto a come dovrebbe essere ma è naturale e sembra fare davvero qualcosa (come del resto tutte le creme).
Considerato che uso piccole quantità di crema e che mi durano davvero tanto, anche il costo (identico a parità di quantità di crema rispetto alla Vichy) non è eccessivo. E poi mi sembra di fare qualcosa di buono. E poi la smesso di introdurre roba chimica attraverso la pelle.

La casa nuova sta arrivando velocemente e noi le corriamo incontro. Ieri mi chiedevo se sotto al palazzo ci fossero tutti i bidoni per la raccolta differenziata. Come controllare senza andare fino a lì? Semplice: c’è street view di google maps. Con due click ho appurato che i bidoni sono tutti presenti e anche la mia coscienza ecologica sta meglio.
Per dirla tutta, ho pulito il lavandino con bicarbonato e aceto invece del solito anticalcare. Ho devastato la casa di puzza di aceto ma il naso si è abituato presto e il risultato è stato discreto.
Per concludere lascio la mia canzone del giorno e un paio di foto fatte da Stephen al matrimonio del primo cavaliere e della principessa nera, foto davvero belline!

Canzone del giorno: Back in Black AC/DC


05 giugno 2009

Case verde oliva

La casa vista ci è piaciuta, ci è piaciuta un sacco, tant’è che ci siamo mossi immediatamente e ieri siamo andati a firmare una proposta (e a lasciare una mensilità). Tutte le case viste precedentemente avevano qualcosa che non andava. Una era gigante e bellissima ma isolata dal mondo (c’era da prendere la macchina per qualsiasi ragione e poi era in mezzo a dei capannoni industriali), una era centralissima ma non aveva balconi, una era graziosa e perfetta ma non c’era parcheggio nemmeno a pagarlo.
Ci siamo mossi immediatamente per questa casa perché stranamente soddisfa tutte le nostre assurde richieste. Da fuori fa schifo, è un casermone verde oliva inguardabile. Però dentro è molto bellina. Ha due ampi balconi (ci si può sistemare un tavolino per mangiare fuori) con vista su Monte Morello chebellochebello, un bagno con vasca, si naviga nel parcheggio, è spaziosa e in centro ci si arriva a piedi (e non c’è pulizia strade). Ci sono dei fondi in cui stanno aprendo parrucchieri e negozi e anche se è obiettivamente cara come casa, è poco cara considerando il comune e la metratura.
Ieri dopo il lavoro siamo andati in agenzia a firmare questa proposta, l’agente immobiliare ha valutato le nostre buste paga e ci ha chiesto che lavoro facciamo. Rivolto verso Roccio dice “Tu sei a tempo indeterminato, ma tu (indicando me) no”. Non pensavo che anche per l’affitto facessero storie sui contratti. Quindi se si deve comprare una casa si fa prima a spacciare o rubare per racimolare soldi.
Ora quello che ci manca da fare è dare il preavviso alla proprietaria della casa che ci deve ancora fare sapere quanto preavviso dare (comunque sia un mesetto, anche perché se il proprietario della nuova casa accetta la nostra proposta il contratto parte dal 1° luglio), altrimenti finiamo per pagare doppie mensilità e non possiamo proprio permettercelo.
Sto leggendo, ma non ricordo se lo avevo già scritto, un libro peso peso, come direbbe Benni: “I medici nazisti”. La classica lettura che concilia il sonno, eh? Però è devastantemente interessante, nonostante mi venga da piangere a ogni pagina letta, un po’ per la mia sensibilità attuale e un po’ perché vi si leggono comportamenti disumani in persone che dovrebbero prestare servizio per la salute del prossimo.
Il tomo è di più di 600 pagine e lo scrittore è uno psicologo (o psichiatra) ebreo che ha compiuto uno studio di 25 anni prima di scriverlo, fatto di interviste e raccolte storiche. E’ impressionante leggere le interviste a ex-medici nazisti che non sembrano pentiti di ciò che hanno fatto ma anzi giustificano il tutto dietro una chiave biologica di alleviamento della sofferenza per persone considerate indegne di vivere. In questa categoria all’inizio erano presenti solo le persone inferme o malate di mente a cui si “concedeva” un’eutanasia attraverso la compilazione di un modulo che più che constatare le effettive condizioni di salute, spesso conteneva commenti su ideologie politiche dei pazienti piuttosto che le nazionalità.
Questa procedura divenne sempre meno complessa fino ad Auschwitz, in cui si decideva la vita e la morte delle persone direttamente sulla banchina del treno. La complessa macchina nazista ha annullato la responsabilità delle singole persone che potevano sempre giustificare le proprie crudeltà dietro la maschera del “sto solo eseguendo gli ordini”.
Ora, a parte questa parentesi pesantissima, penso alla casa nuova e spero vada tutto bene, e sono già pronta a preparare la roba per il trasloco: la nuova casetta è molto luminosa ed è al 4° piano (finalmente posso levare le odiose tende). La differenza di costo ci indurrà a farci meno pizze fuori casa ma chissene, organizzeremo più cene a casa e passeggiate all’aperto senza per forza mangiar fuori.

Canzone del giorno: Goodbye Blue Sky Pink Floyd

29 maggio 2009

Ogni cosa è illuminata

Sto leggendo un libro che fa davvero tenerezza e che consiglio a tutti. Fa tenerezza perché è una ricerca delle radici, fa tenerezza perché parla di una amicizia appena sbocciata, perché fa apprezzare le piccole cose e anche perché usa un linguaggio sgrammaticato e a volte incomprensibile.
Spesso fa ridere, a volte commuove, a volte fa pensare. E’ un libro ideale che si adatta a tutti gli umori.
Ultimamente sono un po’ asociale, ma è abbastanza normale e fa parte del mio carattere.
Per quanto riguarda la palestra è difficile mantenere l’impegno di 3 volte a settimana, soprattutto quando si decide anche di correre una sera e quindi l’impegno al netto diventa di 4 volte a settimana.
Stasera andiamo a vedere una casa in affitto a Sesto Fiorentino, spero che ci piaccia perché mi piace Sesto, è un posto carino, forse più abitabile di Firenze.
In ogni caso: sul mobile accanto alla mia scrivania ho attaccato un foglio con su scritto “Accetto solo buone notizie” (grazie per lo spunto, Zion), e per confermare questa cosa ho attaccato un altro foglio con su disegnato un orologio che segna le 17.29. E’ troppo evidente il mio desiderio di rimanere in ufficio?

28 maggio 2009

Terapia Blu

Stanotte ho fatto un brutto sogno: avevo il tumore al seno e mi stavano inserendo una cannula nella schiena per iniettarmi qualcosa che, dicono, avrebbe reso più sopportabile la terapia. Però la cannula era grossa e faceva male.
Nonostante tutto la dottoressa mi disse che nulla era possibile contro il dolore della "terapia blu".

Oggi sono parecchio giù, mi devono arrivare e, oltre alla sindrome premestruale che già fa il suo, ci sono le pastiglie a rendermi eccessivamente emotiva. Se, nella mia normalità di ora, può commuovermi una stretta di mano, immaginate cosa può provocarmi una minima discussione.

Oddio, non so se sono le pastiglie, sono sempre stata un po' emotiva ma mai così.

Palando di cose più futili, ho comprato le Birkenstock, le "ciantelle" miracolose. Il prossimo che mi dice ancora quanto siano comode se le ritroverà stampate in fronte. Un male! L'infradito è durissimo e mi sta spaccando l'alluce. Per un perverso meccanismo psicologico però continuo a indossarle perché ormai ho speso i soldi e me le becco.
Dicono che una volta abituata non le leverò più. Sarà.
Per ora preferirei camminare a piedi nudi sull'asfalto rovente.

P.s. la palestra continua, è un bello zoo. Mi sono messa anche a dieta, più verdura e carne e meno (molti meno) carboidrati. I risultati si vedranno a lunga scadenza ma la pasta mi manca un sacco. Quanto è difficile essere determinati?

18 maggio 2009

Metti una sera in spiaggia.

Il bello del divertimento è che se non sei troppo rompipalle e se riesci ad adattarti a fare cose che in altri contesti non faresti, è facile da raggiungere.
Metti qualche amico, metti una sera in spiaggia, metti un parco giochi poco illuminato e qualche pazzo esempio di parkour e il gioco è fatto.
Metti che si gioca a lanciare sassi in acqua, che si gioca a centrare una boccia di plastica con i sassi, metti che la stessa boccia di plastica si usa in un calcio balilla, il risultato è semplice.
Metti che si rincorrono lucciole (non quelle sul bordo strada che ammiccano alle persone in macchina) e che ci si arrampica sui giochi per bimbi.
La giornata di ieri ci insegna che basta davvero poco per divertirsi. Il viaggio a Lisbona me lo immagino così.
Perché sì abbiamo prenotato il volo e dato la caparra per l’appartamento e io ho comprato due guide! Non vedo l’ora di andare. E di giocare ogni giorno come abbiamo giocato ieri, e bagnare i piedi nell’oceano, e fare una corsa sul tram 28, e bere un bicchieri di Porto parlando a gesti ogni lingua che non conosco.
Sto per smielare una cosa che non smielerò più perché mi fa fatica.
Ecco lo sapevo, l'ho cancellato. Eheh

Canzone del giorno: Gabriel Lamb

13 maggio 2009

Accende una sigaretta mentre fa benzina, due auto a fuoco
E' stata l'incauta accensione di una sigaretta mentre introduceva benzina nel serbatoio dell'auto di un amico a provocare un incendio che ha avvolto completamente il veicolo, danneggiando gravemente anche un'altra auto parcheggiata vicino. E' successo stamani intorno all'1, a Firenze, in Via Villa Demidoff. Gli agenti delle Volanti, intervenuti sul posto, hanno fermato ed identificato il responsabile, un fiorentino trentenne, denunciandolo per incendio. Le fiamme sono state spente da una squadra dei Vigili del Fuoco.
(13 maggio 2009)


da La Repubblica

Ma, dico io...

Il mio pianto facile

È strano come ci si abitui al proprio corpo e al suo nuovo stato. La mia cicatrice sul seno è ancora un po’ rossa e un po’ blu eppure mi ci sono abituata. Come se quella linea marcata avesse sempre fatto parte di me, come un segno che è venuto fuori ma che era lì latente, in attesa di qualcosa, un evento, un segnale.
Non mi sconvolge più di tanto, le cicatrici fanno parte di quello che sei e, a parte lo sbrago sulla schiena per il neo tolto, fatto da una macellaia, non penso che vorrò levarmele chirurgicamente.
Sto leggendo tre libri contemporaneamente confondendomi le idee. “Il metodo antierrore” che si mescola a “Imparare l’ottimismo” con qualche sprazzo di “Ogni cosa è illuminata”. Comincia a fare caldo e i ragnetti rossi diventano un tappeto colorato sul tavolo in giardino, le drosere brillano sotto il sole di maggio creando piccoli arcobaleni colorati. Le prede si aggirano furtive tra i dolci sapori della mattanza vegetale, nella speranza di assaggiare e di non essere assaggiate. Formiche lavorano instancabili, mungendo afidi nascosti chissà dove per nutrirsi della loro melata.
Il fascino di questa collaborazione non finisce mai di stupirmi. Le formiche allevano letteralmente gli afidi, proteggendoli dai predatori e spostandoli da uno stelo all’altro. Gli afidi così si nutrono della linfa delle piante e secernono melata, una sostanza zuccherina di cui le formiche sono ghiotte. Nonostante qualche lieve invasione in casa di formiche, non riuscirei a ucciderle a meno di non venire totalmente sovrastata.
Se il bradipo è l’animale che più mi somiglia, la formica è il mio alter ego laborioso e collaborativo. Mentre io rimango appesa sull’albero a guardare la muffa che mi cresce sul pelo, le formiche accumulano cibo per l’inverno che le attende, smembrano corpi di altri insetti e trasportano pesi indicibili per la loro stazza.
Io, intanto, non mi muovo.
Vorrei vivere in un bosco lontano dal mondo, sdraiarmi sui prati e ascoltare il vento.
Ecco, l’effetto collaterale più noioso delle pastiglie che prendo è l’eccessiva emotività data dai moti ormonali. Mi commuovo per ogni cosa. Guardando i papaveri, le pecore che pascolano, ascoltando canzoni (ma non solo le canzoni commoventi, anche, tipo “Dynamite” degli Scorpions”). Più noioso delle caldane.
Sniff.

12 maggio 2009



che culo!

Il mio post in mezz'ora

Ho promesso che avrei ripreso a scrivere e quindi lo prendo a mo' di compitino da fare a casa. Scrivo questa mezz'ora prima di schiaffarmi sotto la doccia.
Le piante di fragola che abbiamo comprato crescono ma l'unica fragolina già matura ha un buco, forse un ospite. Per non parlare dei ragnetti rossi che hanno praticamente messo le tende e corrono un po' ovunque. Le piante quindi sono un po' k.o. dato che questi minuscoli ospiti sono parassiti e si nutrono di che non so, ma fanno ammalare le piantine.
Comincia a fare caldo e le piante carnivore ciucciano più acqua di quanta riusciamo a cambiarne. Per fare un esempio, 5 litri mi bastano a malapena per rabboccare i sottovasi ma se torno dopo mezz'ora sono già all'asciutto.
Al lavoro tutto ok, non ho imparato molto di più ma se non altro ho imparato a convincere gli altri di cose di cui non sono così convinta. In compenso mi trovo molto bene con le colleghe. Visto che mi conosco abbastanza bene, salvo qualche sorpresina che mi riserberò per la vecchiaia, posso dirlo sinceramente: è stato difficilissimo socializzare. Io sono un po' chiusa, molto riservata, la classica da "pochi amici ma buoni", non elargisco abbracci, nè confidenze con facilità. Per me è sinonimo di un passo verso la modifica di un atteggiamento un po' negativo, anche se sono sempre convinta che l'amicizia sia sacra e che ci voglia comunque un po' di tempo. Detto questo, la mia mezz'ora è terminata e scappo a farmi un bel doccione.
Ciriciao belli!

08 maggio 2009

Disordinatamente modificata

Devo fare il formattone annuale del portatile. Mi tocca. Io li incasino sempre i computer, è la mia parte femminile che esce allo scoperto. La scrivania al lavoro rappresenta la mia parte maschile, è disordinata da morire. Fogli su fogli su post-it su penne scariche su penne senza tappi su bottiglie di plastica vuote o mezze piene. Anche la casa mi rappresenta abbastanza. Mi sembra la casa della vecchina nel film “Harold e Maude” (consigliatissimo film per chi non l’ha visto), piena di cose, disordinata da morire e vivibile solo per noi.
Io e il disordine abbiamo un rapporto di amore/odio. E’ la culla della mia pigrizia ed è la condizione in cui mi trovo meglio. Ma c’è una parte di me, l’animale sociale che è in me, che osserva dall’esterno e teme il giudizio degli avventori. Questa condizione dura un paio di giorni, in cui mi spremo per ordinare l’ordinabile, dopodiché rientro nella fase cumulatoria, in cui ogni punto d’appoggio deve essere riempito di oggetti. Il mio spazio visivo non deve avere vuoti.
Poi oggettivamente l’ordine mi piace. Ma non riesco a mantenerlo. Sono una ragazza disordinatamente modificata.

Canzone del giorno: Paint it Black The Rolling Stones

07 maggio 2009

Mia mamma ha di nuovo la febbre e uno sfogo sulla pancia, potrebbe essere causato da un'ernia. Le sapranno dire.
Certo che noi tranquille proprio mai, eh?

Neighborhood from hell

Vivere in un condominio vuol dire accettare un sacco di fastidi nella speranza che gli altri accettino le tue pecche. Io sono piuttosto brava, devo dirlo. Non mi lamento mai di nulla.
Né della tizia di sopra che a partire dalle 7.30 del mattino comincia a stampare con una stampante del dopoguerra probabilmente poggiata a terra che fa un casino della madonna. Né dei suoi tacchi, evviva la femminilità anche in casa. Nemmeno del suo bimbo che corre a piedi nudi battendo sul nostro soffitto tanto che pare una casa infestata dai poltergeist.
Ma quando si lamentano gli altri di te è piuttosto fastidioso.
Le lamentele dei condòmini si concentrano sull’amministratore: sarebbe fin troppo semplice venire a bussare alla porta a dirti qualcosa, e poi vorrebbe dire dichiarare apertamente che sei rompiballe.
L’amministratore è un raccoglitore di lamentele che poi sparge ai rispettivi proprietari.
Ci chiama l’altroieri la proprietaria di casa, dicendo che è arrivato il canone RAI, ci chiede se usiamo la televisione perché in caso contrario avrebbe dato disdetta.
Poi ci dice che ha parlato con l’amministratore, il quale le ha detto che alcuni vicini si sono lamentati perché il nostro giardino (di proprietà privata e delimitato da una siepe) è un po’ in disordine. Sapete che quasi non ci ho dormito? A ripensarci bene è come se qualcuno ti entra in casa e ti dice di mettere in ordine perché il disordine è brutto (ecchisene, fatti gli affari tuoi). Hanno detto che, siccome si trova in un punto di passaggio (e non è vero perché la strada è laterale e costeggia la siepe, quindi ci devi proprio guardare per notare il disordine), è un po’ brutto.
Non vi verrebbe da prenderli a martellate? In ogni caso abbiamo risistemato tutto, non sono certo io la rompiballe che, siccome gli altri si sono lamentati, va dall’amministratore a scassare la pannocchia sugli altri.
Si rischia di iniziare una guerra senza senso. Non sopporto le guerre.
Però se posso esprimere un desiderio, mi piacerebbe che la si piantasse con questi atteggiamenti da bravi scolaretti di prima elementare che vanno a lamentarsi dalla maestra. Oramai siamo adulti. O no?

Stiamo cercando di scegliere una meta per le ferie di agosto. Siamo passati dalla Puglia, a Londra, alla Normandia, alla Scozia, e ora siamo in forse tra Lisbona e Parigi. I problemi sono: trovare un posto non troppo caro, non troppo caldo, con un albergo che non sia troppo scomodo dal centro e con il bagno in camera, dove ci sia qualcosa da vedere in una settimana, che possibilmente non si sia già visto. Oggi Baba, la mia collega, ci ha suggerito Siviglia, Granada e Cordoba ma ci annuncia che è un luogo caldissimo. Scartato senza passare dal via.

Canzone del giorno: Pure Morning Placebo

05 maggio 2009

Di unioni e divorzi
di cavalieri e dame

Il 2 maggio siamo stati testimoni di un’unione ufficiale: il matrimonio dei nostri amici principessa nera e primo cavaliere. Non ero mai stata protagonista dell’organizzazione del retroscena di un matrimonio, ovvero dell’addio al nubilato, della scrittura di cartelli messi durante il tragitto che avrebbe dovuto fare la sposa per arrivare in chiesa, alla “sistemazione” di cartelli sull’auto che avrebbe riportato la sposa al ristorante e poi a casa.
La sposa è giunta in chiesa su un furgoncino wolksvagen bianco e rosso, uno spettacolo di vettura.
Io, lo confesso, ho delle idee contrastanti sul matrimonio. Mi piace la festa, mi piace la gioia dell’evento, ma cinicamente spesso riduco tutto alla firma di un contratto dove ci si giura amore eterno. E un contratto d’amore non può esistere.
Diverso è il caso della tutela legale, però a quel punto sceglierei il comune. Sposarmi in chiesa mi sembrerebbe una mancanza di rispetto verso chi crede, dato che io sostanzialmente non credo.
Ma sono le mie idee. Sono sempre felice quando vedo che le persone sono convinte del loro passo e vogliono proprio fare quel passo. Sono felice quando vedo che credono e che sentono dentro questa grande promessa che stanno facendo al loro Dio comunque esso si chiami. Li ho visti piuttosto convinti di questa cosa, hanno fatto un percorso insieme, anche di tipo religioso, e quindi non posso dir loro nulla, ma solo essere sinceramente felice per loro.
Tralaltro erano un bijoux così conciati, e anche noi non eravamo affatto male. Vestiti così carini quasi non ci si riconosceva. Io per la prima volta col tacco a spillo 10 che mi si piantava nella terra ammorbidita dalle piogge dei giorni scorsi e ad ogni passo rimanevano lì piantate.
Nel pomeriggio ci siamo quasi tutti levati le scarpe e abbiamo camminato a piedi nudi sul prato, un po’ di tregua dai trampoli per le donnine e dalle scarpe strette per gli ometti. Roccio era piegato dal mal di schiena (e tutt’oggi mica sta molto meglio) e ad ogni passo sentiva le fitte corrergli giù per la gamba. Stephen è riuscito per errore a staccare la spina della corrente al tizio che suonava, interrompendo per un attimo la musica e dichiarando ad alta voce, con la spina in mano “Non sono stato io!”. Francesca si era data una specie di fondotinta spray sulle gambe perché erano troppo pallide. Io avevo rimediato indossando delle calze color carne ma nemmeno queste potevano fare qualcosa contro il mio pallore. Roccio durante il buffet è sparito tra i tavoli pieni di cibo riempiendosi il piatto di golosità mentre io incespicavo incastrandomi nella terra. Francesca ballando ha preso una storta e la sposa soffriva per le scarpe strette.
E’ stata una bella avventura.
Dopo l'unione di cavaliere e principessa fa strano sentire del divorzio tra il cavaliere e la Veronica. Buffo.
Ecco, lo dovevo dire. Il mio racconto è stato breve perché ho perso un po’ l’ispirazione alla scrittura. Non che non abbia niente da dire: ogni giorno penso “cacchio questa cosa la devo scrivere sul blog”. Poi bum, arrivo a casa, sistemo due cose, mi faccio una doccia, si cucina, si stende, si lavano i piatti si cazzeggia e la giornata è più che terminata.
Ora mi ci devo proprio impegnare, ci sono un sacco di cose da dire, magari cazzate. Però meglio, questo è per me una specie di diario, a volte vado a cercare alcune date importanti sul blog perché altrimenti non le ricorderei.
Ieri, per esempio, ci ha chiamato la proprietaria di casa per dirci, tra le altre cose, che i vicini si lamentano del disordine del giardino. E c'è anche la siepe. Mannaggia a loro quasi non ci ho dormito e stasera dovrò sistemare tutto.
Quindi.

Canzone del giorno: Dynamite Scorpions

28 aprile 2009

Profumo di fiori

Innanzitutto grazie mille a tutti, ho passato un fantastico compleanno. Ho un quarto di secolo e tre anni ormai, e un iphone che Roccio mi ha regalato.
Io, che sono sempre stata così critica sulla Apple e sui suoi prodotti, ora mi sto sorbendo la miriade di gente che su feisbuk mi prende in giro perché sto sposando la causa thinkdifferent. In verità no. E' che l'iphone è proprio una figata.
E' che io con questi aggeggini tecnologici ci vado a nozze.
E non ho mai detto che sono brutti: i prodotti Apple sono bellissimi, ben curati, hanno schermi micidiali. Ma sono costosissimi.
L'iphone è davvero una figata, ma l'ho già scritto.
Ora profumo di fiori, Roccio mi ha regalato una crema corpo all'iris bianco. Sono un bellissimo fiorellino.
Vorrei scrivere un sacco di cose, per esempio ripromettere al mondo che mi iscriverò in palestra (usando la fantastica megaborsa da palestra, il cardiofrequenzimetro e la tuta che mi hanno regalato), cercare di vestirmi ogni tanto un po' meglio prima di ingrassare irrimediabilmente per aver infranto la promessa di cui sopra, lavorare un po' meno e distrarmi di più. Anche scrivere di più, sul blog o su qualsiasi altro accesso virtuale verso il mondo.
Oggi sono un fiorellino, profumo e sono felice. Grazie davvero a tutti.

Canzone del giorno: sigla di "Ransie la strega"

16 aprile 2009

E' un bel po' che non scrivo. Subito dopo il terremoto avrei voluto scrivere qualcosa di sensato ma ero paralizzata da ciò che era successo, dall'indifferenza verso le scosse che duravano da ottobre (e non parlo dell'indifferenza dei cittadini abruzzesi che a dirla tutta erano parecchio preoccupati, ma di chi ha detto a gran voce "non ci sono pericoli" e però ha sgombrato la prefettura poche ore prima del disastro) dai servizi sul dolore dolore e ancora dolore. E i morti, quanti morti, la casa dello studente è venuta giù, si è sbriciolata.
E il nostro premier che afferma che non abbiamo bisogno degli aiuti americani per ricostruire.
E poi sento voci che circolano, ma spero di sbagliarmi, di un papa che dice "recuperiamo le opere d'arte". Recuperiamo le opere d'arte? Quella è proprio l'ultima cosa in questo momento!
Poi Santoro denuncia il ritardo dell'intervento della protezione civile, non per mancanza di persone (anzi, brave persone, volontari da tutta italia che si sono mossi quasi immediatamente) ma dalla mancanza di un piano, di una organizzazione. Le persone erano lì ma non potevano fare nulla perché non c'era niente, tende, acqua, coperte, nulla. E poiché la protezione civile non si tocca Santoro è stato gravemente accusato, Vauro il vignettista è stato censurato e sospeso. Insomma siamo in pieno clima dittatoriale in cui non si può esprimere un proprio pensiero, non si può parlare, non si può criticare. I partiti si danno addosso mentre queste persone dormono in tenda a 1-2 gradi di notte. Il centro sinistra dice al centro destra "fascisti" e il centro destra replica "comunisti" e così via. Ha ragione Beppe Grillo siamo in completo delirio, e il delirio è visibile a tutti. Il TG1 che si vanta degli ascolti a seguito dei servizi sul terremoto. Persone che si stringono intorno a Silvio e piangendo gli dicono "Silvio aiutaci tu" e lui che fa la sua solita battuta agli sfollati che andranno sulla costa "prendetela come una vacanza al mare a spese dello stato".
Se andate su wikipedia trovate la storia di Berlusconi, vi consiglierei di leggerla, al fondo ci sono tutte le gaffe che fa. Il problema è che lui non è un cabarettista o un presentatore o un ospite di paperissima. Lui è il nostro rappresentante nel mondo.

Mi tolgo un attimo da questa polemica e cambio argomento. Sono un po' influenzata e quindi sono un po' stordita oggi. Volevo più che altro raccontare questa mia nuova fantastica avventura con il tamoxifene. Effetti collaterali per ora: vampate di calore che però stanno diminuendo, mal di testa e difficoltà a dormire. Tutte cose passate eliminando il caffè.
Ora faccio colazione e mi rilasso che ho ancora lo stomaco un po' bleah bleah.

Ieri era il nostro anniversario di convivenza, va la' che figata!

25 marzo 2009

La storia insegna

Ieri siamo stati a vedere il match di improvvisazione teatrale. Rispetto alla settimana scorsa erano davvero in forma. Se solo riuscissi a superare questa mia sciocca resistenza mi iscriverei a un corso, anche scrauso, di teatro.
Alle superiori avevo fatto un microcorso di improvvisazione teatrale al liceo. E’ stato molto divertente e alla fine il risultato è che la vergogna sparisce, ma non perché si supera la timidezza. Una persona timida difficilmente diventa sicura di sé con un micro corso di improvvisazione teatrale che-aiuta-ma-non-fa-miracoli.
La vergogna sparisce perché si diventa amici alla fin fine. Quindi non ti vergogni a ballare senza musica davanti agli altri del tuo gruppo, né a cantare canzoni stonando, né a camminare davanti a tutti guardandoli negli occhi. Il palco però, per quanto piccolo, ti terrorizza. Oggi come oggi non so se avrei il coraggio di rifare le stesse cose. Se possibile, sono diventata ancora più timida di allora.
Ieri all’uscita da lavoro siamo andati dal “gommaio”, il ragazzotto, rasato e tutto tatuato, mi guarda come solo un uomo sa fare con una donna quando si tratta di auto&motori e mi dice “Ma ci hai anche camminato sopra?” stringendo a sé la ruota sfatta come un bambino terrebbe un pupazzo di peluche rovinato dalla sorella maggiore.
Ovviamente rispondo di sì, la mia 600 è testata per queste cose. Una volta l’ho riportata a casa con la spia dell’olio accesa e ho avuto il coraggio di spostarla anche dopo per andare dal benzinaio.
Quando la portai dal meccanico lui mi guardò come solo un uomo sa fare con una donna quando si tratta di auto&motori e mi disse “Ma l’hai usata anche con la spia dell’olio accesa?” osservando il filtro dell’olio smontato come un bambino deluso dal regalo di Natale.
La storia insegna, le cose avvengono ciclicamente sempre uguali e la seicento resiste a tutto, persino ai miei maltrattamenti. Se arriva in Italia come prossima auto mi piacerebbe quel rottamino carino che costa 1500 euro. Non ci vai a 100 km/h ma per una città come Firenze dove la velocità massima arriva ai 30 km/h direi che è quasi un bolide.
La cosa buffa è che ne parlavano proprio ad un tg qualche sera fa. Hanno dedicato al servizio esattamente 10 secondi (hanno mostrato un video con le macchinine, stile smart, hanno dichiarato il prezzo di vendita e stop) seguiti da un servizio di qualche minuto sulla nuova Lamborghini (o Maserati?) che fa la bellezza di 300 km/h, brum brum.
In tutta risposta stamattina ho preso il bus, avrei potuto prendere il Peugeot 207 ma ho voluto provare col bus e non è stato malaccio. Solo che non sapevo esattamente la fermata così ho chiesto aiuto all’autista che mi ha fatto scendere all’inizio della via in cui lavoro. Peccato che è uno stradone lunghissimo e ho sbagliato fermata quindi mi sono fatta un bel pezzo a piedi e sono arrivata appena in tempo.
No problem, ho avuto modo di leggere il mio nuovo fantastico libro e di rilassarmi il cervello, prendere un po’ d’aria, fare 4 passi ecc ecc.
Oltretutto c’è un bel sole ed è proprio piacevole andare in giro con questo tempo.
Secondo giorno di pastiglia e ancora nessun effetto collaterale. Sono molto più ottimista.
Canzone del giorno: Kikapoo Tenacious D

24 marzo 2009

dicevo...

La mia collega mi ha consigliato di andare dal carrozziere qui sotto per sistemare la gomma. Pur essendo carrozziere a me l'ha fatto, è stato molto gentile, mi diceva.
Così per non fare la spudorata, in pausa, sono andata da lui dicendo che ho la gomma a terra e di indicarmi un gommista (qua lo chiamano gommaio) in zona. Speravo che mi dicesse "Non preoccuparti, gli do' una mezza sistemata io". Invece mi indica davvero il gommaio più vicino, il che è anche giusto: è quello che gli avevo chiesto.
Visto che il mio messaggio subliminale non aveva raggiunto il mio target gli dico semplicemente "Non è che mi ci daresti una sistemata tu?", lui mi guarda e dice "no io no, devi andare da un gommaio".
Nulla, forse dovevo partire con il messaggio esplicito da principio.
Torno alla macchina e la gomma è proprio a terra. Sembra il taxi di Roger Rabbit quando viene colpito dalla salamoia.
Avanti, mi dico, mettiamo la ruota di scorta, che sarà mai.
Così piglio il crick e cliclackcliclackcliclack sollevo la macchina. Provo a levare i dadi ma non mi riesce e così quasi rinuncio quando arriva un signore e chiede "Ti serve una mano?". Io non mi faccio quasi mai aiutare: la mia risposta di default è "no, grazie", ho sempre avuto la tendenza a voler fare le cose a tutti i costi da sola. Però oggi ho detto "sì grazie".
Il signore arriva di corsa e mi aiuta a levare la ruota e a mettere quella di scorta.
Notiamo che anche la ruota di scorta è un po' depressa: allora me la gonfia e mi fa anche lavare le mani nel bagno del magazzino dove lavora. Che dire: esistono ancora persone gentili.
Quindi ringrazio il signore che mi permette almeno di tornare a casa stasera a portare la seicentina dal gommaio.
Grazie signore grazie.

Resistenze e reattanze

Stamattina ho preso la prima pastiglia di Tamoxifene.
Ho dovuto mandare una email al mio dottore per farmi rassicurare sugli effetti collaterali, proprio io che razionalizzo così tanto.
Le questioni di questa resistenza psicologica, assolutamente inutile visto che non ho alternative, sono diverse.
Dopo tanti anni di ospedali e visite la mia speranza era di andare migliorando e di evitare almeno medicine aggiuntine, in verità di anno in anno scoprono nuovi nodulini, nuove ipofunzionalità, nuovi esami da fare. E a questo si aggiungono nuove terapie. Da qui il Tamoxifene.
Il bugiardino del Tamoxifene è da spararsi anche se conosco farmaci usati per la pelle che hanno controindicazioni più gravi. I forum di donnine che usano questo farmaco sono parecchi e molte donnine confermano gli effetti collaterali. Così ho preso tempo con la scusa di parlare con un senologo, ma poi ho razionalizzato e mi sono resa conto che non sarei mai andata a trovare un senologo per chiedergli informazioni su un farmaco prescritto nel 99% dei casi.
Così ho scritto al mio endocrinologo che mi ha ribadito che è d’accordo sulla scelta dei suoi colleghi e che nel mio caso specifico è la scelta migliore e mettendo sulla bilancia i rischi e i benefici è chiaro che tutto pende a favore del farmaco.
Stamattina ho sognato che prendevo la mia prima pastiglia e provavo a mandarla già con una bottiglia d’acqua ma non riuscivo. La mia gola si serrava e mi venivano i conati di vomito. Ho provato più e più volte finché quasi si è sciolta in bocca e alla fine l’ho sputata.
Però appena mi sono svegliata ce l’ho fatta e l’ho presa. E’ effettivamente grossina, più o meno come una tachipirina e ho dovuto buttare giù parecchia acqua prima di farla scendere.
L’effetto collaterale più grosso è stato la gomma a terra: primo giorno di pastiglia, il tempo è nuvoloso e probabilmente ho bucato perché ho la gomma a terra. Devo avere devastato anche tutto il resto della macchina perché sono arrivata al lavoro tranquilla pur col volante praticamente girato verso sinistra.
Il mio scopo era arrivare a casa in questa condizione ma forse non è il caso: sono quindi costretta in pausa a cercare un gommista in zona e chiedere che mi faccia almeno tornare a casa.
Ieri notte ho fatto uno strano sogno.
Io Roccio abitiamo in una specie di casa comune sottoterra. I muri sono totalmente dipinti di bianco e gli appartamenti dei diversi abitanti del mondo di sotto sono collegati tra loro da arcate altissime e aperte, non ci sono porte e le persone passeggiano come se si trovassero per strada a fare shopping.
L’appartamento dove stiamo noi era di mio zio, che prima di potersi permettere un appartamento nel “mondo di sopra” doveva accontentarsi di quello. Ora che mio zio non ci abitava più ce lo aveva lasciato perché, diceva, “vivere a Milano non è facile e le case sono molto costose”.
Sul pavimento erano presenti delle rotaie, forse a retaggio di una metropolitana che prima passava di lì e la disposizione dei mobili era esattamente quella di ora. Il divano era per cui un po’ nel mezzo.
Gli appartamento erano disposti come se fosse tutto un corridoio e noi eravamo nell’estremità est. Alla nostra destra avevamo un muro chiuso e alla nostra sinistra un arco che ci collegava alle altre abitazioni.
Ad un tratto sentiamo fischiare un treno. Guardiamo alla parete di destra e un vecchio treno sfonda il muro, porta via con sé il divano e passando sotto gli archi percorre tutto il corridoio fino all’estremità ovest. Io e Roccio ci guardiamo sbalorditi ma siamo gli unici sorpresi. Corriamo dietro al treno per cercare di recuperare il divano ma non c’è niente da fare. Lo guardiamo sparire attraverso una specie di bandone alzato attrezzato dall’abitante dell’estremità ovest che, evidentemente, era ben al corrente del passaggio del mezzo.
Buffa e spettacolare la scena del muro bianco che viene giù, mi ricorda “The Wall”.
Ieri tra le altre cose abbiamo messo un po’ in ordine e ci siamo di nuovo impegnati a cercare di mantenere tutto un po’ più ordinato.
Domenica invece siamo andati a un museo di minerali e astronomia e meteore e meteorismo, molto carino. Mi piacciono i sassi grossi che sbrilluccicano, piritoni quadrati ed ematitoni, quarzoni e acquamarinoni. Mi piacciono di più così che intagliati e ristretti all’interno dei gioielli.
Sentendo i signori appassionati che vanno a cercare minerali mi fa quasi impressione sapere che quelle sono cose prodotte dalla natura. Mi immagino a scavare e a trovare pietroni di quel calibro e penso che forse li fotograferei, li ricoprirei alla meno peggio, e me ne andrei. E’ come cogliere un bel fiore raro, messo in vetrina apparirebbe in tutto il suo splendore ma alla fine appassirebbe.

Canzone del giorno: Fatalità Gem Boy

20 marzo 2009

Sarebbero arrivati "loro"

Questo è l'originale:


e questa è la fantastica cover di alcuni ragazzotti in playback:



La canzone di oggi è: Sballi ravvicinati del terzo tipo Vasco Rossi
eccola:

Vasco non mi piace nel 90% dei casi. Ma c'è quel 10% che...

12 marzo 2009

Disordine mentale

Sto diventando sempre più pigra. Al mattino mi alzo in ritardo, arrivo al lavoro in ritardo, penso le cose in ritardo, vivo in ritardo.
Questo fa parte del mio disordine mentale e comprende il non fare il letto, gettare la roba sporca in terra, accumulare roba e libri sul tavolo della cucina, lasciare che nugoli di capelli mi avvolgano e lasciare morire la roba in frigo.
Giuro, vorrei essere più ordinata, ma dovrei prima mettere ordine nella testa.
Capisco che la condizione di ordine fisico genera anche ordine mentale, e viceversa. Per cui sto mentalmente bene quando sistemiamo casa ma sono così pigra che mi trascino il disordine da dentro a fuori, da fuori a dentro.
Buoni propositi: voglio mettere ordine fuori di me e sistemare ogni cosa, però piano piano. Qualcosa del tipo: stasera penso all’ingresso, domani al tavolo, dopodomani alla scrivania, e così via.
Per riprendere il film “Tutte le manie di Bob”, a passi di bimbo. Passi di bimbo per sistemare il corridoio, passi di bimbo per pulire il bagno, passi di bimbo per levare le ragnatele.
P.s. proprio oggi mi hanno prorogato il contratto di lavoro! Evvai! Fino a dicembre almeno si paga l’affitto!

09 marzo 2009

Sentenze

05/03/2009

Il referto è chiaro, carcinoma mammario. Cose positive, l'intervento ha asportato ogni cosa, non dovrò fare nessun tipo di radioterapia in quanto molto probabilmente si tratta di un tumore radioindotto (ovvero causato dalla radioterapia a mantellina fatta quando avevo 13 anni) e quindi è iniutile irradiare una zona in cui c'è stato un tumore col rischio di creare recidive.
Cose negative, dovrò fare una terapia per ora di 3 anni ma molto probabilmente prorogabile a 5, ormonale. Si è scoperto che i tumori alla mammella crescono più velocemente se attivati dagli estrogeni. La pastiglia che dovrò prendere, a base di Tamoxifene
Nel dettaglio:
Quando un tumore del seno viene asportato, viene mandato in laboratorio per studiare la presenza di vari recettori, in particolare dei recettori per gli estrogeni e per il progesterone, due degli ormoni femminili. Le pazienti il cui tumore è positivo per i recettori degli estrogeni possono utilizzare farmaci che bloccano gli estrogeni come il tamossifene, che viene prescritto in pillole per cinque anni dopo l'intervento. Questo farmaco riduce drasticamente le ricadute, ma ha alcuni effetti collaterali dato che induce, di fatto, una menopausa su base chimica. Vengono utilizzati anche altri farmaci con la stessa funzione, chiamati inibitori delle aromatasi, per ora riservati alle donne che sono già in menopausa. Il tumore viene esaminato dall'anatomo patologo anche per individuare la presenza di un recettore chiamato HER-2/neu. Se questo è presente in grandi quantità, è maggiore il rischio di incorrere in una ricaduta. Per questa ragione si propone, da qualche anno, alle donne positive per questo esame, di prendere un farmaco biologico chiamato trastuzumab, una sostanza che blocca i recettori e impedisce al tumore di crescere. Altri farmaci biologici sono allo studio.


Questi farmaci, per intenderci, vengono anche utilizzati sulle persone ad alto rischio di cancro alla mammella perché facendo il rapporto tra benefici e rischi, i primi sono di gran lunga maggiori e non fanno sicuramente pensare agli effetti collaterali.

Pericolo scampato quindi. Torno a ripetere che, buffo, il detto non c'è due senza tre a volte è vero.

06-07-08/03/09
Siamo stati a Venezia. E' sempre bella, una delicata signora che sembra in fase di decadimento e poi ti sorprende con la sua incredibile unicità. L'acqua che ti avvolge, il cielo e il mare, le isole e la solitudine. Il posto dove, in ogni caso ti senti un po' sperduto e solo. E per quanto piccina ti farà perdere tra le viuzze, i ponti e le indicazioni mancanti. E in ogni angolo ti sentirai nello stesso angolo di prima, e ogni ponte sembrerà quello appena attraversato, e solo quando si sbuca sul Canal Grande si avrà modo di capire, ma solo in modo illusorio, dove ci si trova. Quando le case colorate dell'isola di Burano ti inghiottono e quando ti emozioni davanti a un paio di quadri che fin'ora avevi visto stampati in un rettangolo 2x3 cm su un vecchio libro di storia dell'arte ti senti davvero piccino davanti a questa signora un po' in là con gli anni ma sempre stupenda.

E' inutile, mi innamoro dei posti e li difendo con le unghie e con i denti e in ogni luogo ci lascio un po' di me e prendo un po' del posto. E anche se le maschere veneziane non mi piacciono non si può non apprezzare la finezza di alcuni tratti dipinti a mano e della meraviglia degli accostamenti cromatici all'interno dei negozi.

La consiglio, consiglio le isole e consiglio ogni angolo piccolo. Osservate con cura ciò che vi viene donato e fatene tesoro perché ogni luogo ha la sua magia che è crudele spezzare.



Canzone del giorno: Shape Of My Heart Sting

03 marzo 2009

Anonimo Veneziano

Venerdì, all'uscita da lavoro, un anonimo veneziano ha lasciato sulla 600 un rametto di mimose.
Grazie anonimo.

A proposito, venerdì partiamo per Venezia. Io, inutile dirlo, sono entusiasta. Non per Venezia, o meglio, anche per Venezia. Ma soprattutto perché ho proprio bisogno di andare via con Roccio anche se solo per un paio di giorni.

Mi sono segnata le mille cose che voglio vedere.

Spero di vederne almeno la metà.