07 marzo 2011

Da non sottovalutare

Comincerò a raccontare questa giornata partendo dall'ultima cosa.
Numero uno: a volte sottovaluto le persone, tipo mia mamma.
M: "Com'è andato il colloquio?"
Io: "Bene, mi hanno presa!"
M: "TI HANNO PRESA?"
Io: "Sì ma è uno stage di due mesi"
M: "Cos'è uno stage?"
Io: "Mhm bhe, hai presente il corso che sto facendo? Bene, per due mesi mi mandano a fare formazione direttamente in un'azienda"
M: "Ah bello"
Io: "Ci sarebbe una sola cosa, lo stage non è a Torino"
M: "E dov'è?"
Io: "Bhe, a Bologna"
M: "Quindi per due mesi starai a Bologna"
Io: "Mah se tutto va bene l'intenzione è di rimanerci"
M: "Bhe, tanto a Bologna hai anche gli amici (eh..), va bhe se hai bisogno di aiuto per l'affitto dimmelo"
O_o"
Da mia mamma mi aspettavo come minimo un "Mha!" aspirato, tanto molisano quanto ansiogeno quanto secco. Il Mha di mia mamma significa "che cazzo" o indifferentemente "che bello", a seconda dei contesti. In alcuni casi può intepretarsi come "'ncul a sorreta" oppure "ho bruciato l'arrosto", ma da che ricordi mia mamma ha sempre commentato qualunque cosa con un secco e aspiratissimo "Mha!"
Nulla.
A parte che ha pronunciato la parola tabù, ovvero "aiutare". Io quando sento quella parola ho uno scoppio di eritemi sul volto e le mie corde vocali riescono a pronunciare solo questa stringa di caratteri "No, grazie faccio da sola".
Ma sono stata zitta per un po'.
Poi le mie corde vocali non hanno resistito e ho detto "Non ce n'è bisogno, per ora, grazie".
Indi poscia la mia più grossa fatica, che non era il colloquio come molti sospettavano, è stata superata.
In realtà è stata una giornata piuttosto angosciante per vari versi.
Innanzitutto in pausa pranzo ho avuto la brillante idea di parlare a Roccio di quanto mi sta sentimentalmente accadendo. Non avrei dovuto? Avrei dovuto? La comunicazione è stata rotta bruscamente dall'arrivo della responsabile del corso, potete immaginare come mi possa essere sentita io, che ho i sensi di colpa solo a tenere le scarpe slacciate. Non potendo chiarire nell'immediato la mia bella ansietta me la sono tenuta lì.
La responsabile ci annuncia che faremo un progetto a coppie. Sono stata associata con uno di cui a malapena conosco il suono della voce perché ci avrò parlato sì e no 5 volte in tutta la durata del corso. Difatti ci guardiamo con aria interrogativa. E lei conferma che siamo la coppia che le crea più dubbi. Sia mai, mettermi in difficoltà mai eh? Ansia numero due.
Peccato che alle 15 devo uscire, tornare a casa a cambiarmi, sono vestita in modo indecente e ho il colloquio con un uomo (sì un uomo, e sì lo so, mi sono abbassata a farmi carina per un colloquio, ma proprio stamani non avevamo "pari opportunità" come materia? Sese ma esistono le pari opportunità? Dovrebbero sì... E invece) e andare al centro Piero della Francesca, un colossale monumento al cemento armato pieno di aziende e senza possibilità alcuna di parcheggiare. Peccato che oggi avevo anche la psicologa. Mi tocca chiamare e spostare.
Arrivo lì e trovo parcheggio davanti al complesso. Io sgrano i miei bellissimi occhioni verdi che non mi pare il vero.
Intanto ero in ansia per tutto fuorché per il colloquio.
Chiamo la psicologa e mi sposta l'appuntamento per lunedì 21 marzo, e va bhe, è un po' in là ma che si deve fare?
Entro nel complesso e c'è anche un punto informazioni, mi spediscono al quinto piano. Ascensore minuscolo, apposta per i claustrofobici credo. Arrivo al quinto piano, corridoio lunghissimo stile albergo di Shining, cammino e guardo le porte sperando di trovare la stanza 237 e vivere finalmente il mio film horror. Ma nulla. Il corridoio è senza vita, non ci sono stanze con chiavette sanguinanti attaccate e cammina cammina trovo la mia azienda colloquiante.
Suono e mi annuncio. Mi fanno sedere. Attendo, attendo, attendo.
Sono scosciata un pochetto. E attendo. Mi sporgo un attimo per prendere una rivista sul tavolino e far finta di leggere ma mi accorgo che la poltroncina su cui sono seduta ha le rotelline e rischio di lanciarmi in avanti con la sedia facendo una meravigliosa figura epocale (sabato ne ho fatte già due, vogliamo parlarne?). Mi rimetto in sesto.
Aspetto.
Arriva un omino, gli sorrido pensando fosse per me. Non è per me ma ricambia il sorriso.
Grazie.
Arriva un altro omino di corsa. Mi lancia la mano al volo che riesco a malapena a stringere, in tutto questo lui ha solo lievemente rallentato ma non si è fermato. Mi precede in una saletta che forse è un ufficio, forse il suo ufficio, forse una sala riunioni, credo di non avere osservato nulla perché il tizio in questione non ha mai levato gli occhi dai miei occhi e non potevo abbassare lo sguardo (la guardia).
Prima domanda: "Ma come mai Bologna?"
Questa l'ho studiata, sono pronta: "Bologna è una città piccina, sarebbe mio interesse andarci a vivere e, nella speranza di una prospettiva di lavoro futura, intanto comincio uno stage lì".
Non abbassa mai gli occhi, è inquietante.
Mi spiega brevemente che lo stage sarà su VBA (penso a cosa sia ma non mi interessa), dico che mi va bene, che va bene anche alla mia responsabile, per quello non ci sono problemi.
"Sì noi saremmo interessati, per noi non ci sono assolutamente problemi, se vuole può fare anche uno stage in Php o Java ma il problema è che ora non abbiamo lavori di quel tipo, per cui starebbe davanti a un pc ma non farebbe nulla di professionalizzante, mentre con VBA abbiamo delle cose reali da farle fare"
A me sta bene, dico. A lui sta bene, a me sta bene, a noi sta bene. Colloquio terminato. Mi lascia il suo biglietto da visita e poco fa gli ho mandato una mail per confermargli l'indirizzo e-mail della mia responsabile. Che dire. E' fatta.
Torno a casa e chiacchiero con Roccio, mi spiace forse non dovevo dirglielo, ma mi rassicura di nuovo. E' che non volevo che lo sapesse da queste pagine, o da facebook, o da twitter, preferivo lo sentisse da me. Poi poteva anche mandarmi a stendere ma penso di aver fatto la cosa giusta.
E ora penso a maggio. Passi di bimbo per maggio.

Oggi nessuna canzone. Sono io musica.

Vi lascio con questa chicca che è uno dei miei film preferiti :D

06 marzo 2011

Al solito, treni

Questo weekend sono stata a Bologna. Ma non sono qui per raccontarvi il weekend, più che altro il viaggio.
Che è stato spettacolare.

Per andare a Bologna ho preso un frecciasminchiola. Ma non era giornata. Il treno è partito in ritardo e si è fermato poco dopo porta Susa. Pare che un omino si sia gettato da un ponte, schiantandosi sul treno. Sono indelicata, lo so.
Ma questo è quanto. Il treno ha atteso la polizia e siamo rimasti fermi per circa tre ore prima di ripartire. Arriviamo quindi a Milano Centrale dove ci annunciano che dovremo cambiare treno, peccato che il treno in questione era appena partito da Torino e sarebbe arrivato a Milano alle 00.15 (sarei dovuta essere a Bologna alle 20.20). Rabbia generale.
Ci mandano all'assistenza clienti che è chiusa e un povero capro espiatorio viene da noi a spiegarci la situazione. Ma c'è poco da spiegare, siamo lì al freddo ad attendere un treno che arriverà da lì a un'ora e mezza.
Uh guarda bravi, ci preparano un sacchettino per la cena. Apro e dentro c'era una bottiglietta d'acqua e una confezione di loacker. Come direbbe un nerd, fail abbestia.
Arriva un senzatetto che approfitta della confusione per portarsi via 4-5 sacchettini. Massimo rispetto ma chissà che non ne rimanga deluso anche lui.
Meno male il treno arriva alle 23.45 e alla fine all'opportunissima ora dell'una di notte arrivo a Bologna.
Ma vogliamo parlare del ritorno?
Al ritorno avevo un IC alle ore 14.46. In ritardo di un'ora. Decidiamo di fare un giro in centro a Bologna ma calcoliamo male i tempi e perdiamo il treno, perdiamo anche quello successivo e prendo il treno delle 16.40. Poco male.
Tempo in più.
Bella Bologna. Il fascino della città piccina senza l'orda di turismo che invade altre città.
La storia dei portici è piuttosto buffa: ecco qui una breve spiegazione.

Run

Come vorrei continuare a vivere senza ferire le persone. Come vorrei.
Ci sarebbero tante cose da raccontare di questo weekend: di un pranzo di compleanno all'Ikea di Bologna, di figure di cacca collezionate, di marce nuziali suonate nella testa, di trentenni che si sentono quindicenni.
Di vite. Vissute.

02 marzo 2011

Nessun Armageddon oggi

Condivido un attimino con voi questa giornata fantastica. Bhe innanzitutto ho ricevuto il *reale* risultato del test di Tecniche di Programmazione, ovvero 100/100 (avevo scritto qualche giorno fa 90/100, poco male, sbagliato di poco). Risultato complessivo della materia 23/25 (penalizzata solo dalle assenze, essendo entrata un mese dopo l'inizio del corso questa cosa pesa abbastanza). La sorpresa più grande è stata il Test di Programmazione a Oggetti che credevo di aver passato solo con la sufficienza tirata e invece si è rivelato essere un brillante 80/100 (valutazione complessiva della materia 25/25). Ragazzi, che dire.
Ma non è finita.
Ricevo risposta da un'azienda di Bologna per lo stage (tralaltro un'azienda con sedi a Torino, Milano e Bologna). Non hanno nulla per me in Java/Oracle ma, se sono interessata, possono propormi dei lavori in Php e VBA. Ne parlo con la responsabile del corso che mi dice che è ok. Sarà più difficile per me perché dovrò imparare il Php ma non mi vede in difficoltà, anzi. Sono un "elemento valido", dice (autostima +1000), e non avrebbe problemi a mandarmi in stage a partire da domani. Che nonostante fossi partita sapendo zero di programmazione, insomma, sono portata.
Ho appena risposto all'azienda e incrociamo le dita. Io sono sempre ottimista e sono sempre più convinta che quando sorridi alla vita, la vita stessa ti sorride. Ingenua? Forse un po'. Ma oggi sto bene così.
Stay hungry, stay foolish. Sempre.

Ora doccia che abbiamo il sushino con alcuni compagni di corso. Un hip hip hurrà per me e un abbraccio a tutto il mondo.

01 marzo 2011

Me and my cose

Ci risiamo. Altre due settimane e mezzo di ritardo e sclero che si sa, più sai che ti devono arrivare, più sei in pensiero. Ma non *il* pensiero, quel pensiero. In pensiero perché in borsa dovrai tenere sempre la Mooncup che comunque ingombra. E dato che usi la Mooncup magari tenerti stretta la speranza di trovare un bagno non dico pulito, ma almeno calpestabile.
Così ho un antichissimo rimedio per accelerare i tempi: il test di gravidanza. Comprare un test di gravidanza e farlo porta, nel 99,9% dei casi, alla risoluzione del problema entro il giorno successivo. Porto le mie belle chiappe all'Auchan dove sgambetto nel reparto farmacia, tra un lubrificante utilizzabile anche come olio per massaggi e mille confezioni di detergenti intimi (tutti con pH diversi eh?). Così trovo i diversi test di gravidanza e scopro che il costo minimo è di 9 euro. Ma siamo matti? Cioè io le scorse volte ho buttato via 9 euri così?
La confezione tralaltro è devastante: rosina con dei fiorellini. E sopra la scritta "Utilizzabile anche prima dell'atteso ciclo".
Ho deciso che non cederò a un altro ricatto delle mie mestruazioni, e che si fanculizzino anche loro. Arriveranno quando vorranno arrivare.
Ieri ho mandato dei curricula in giro per Bologna, cosa che avrei dovuto fare anche oggi ma come potete ben vedere sono qui a cazzeggiare amabilmente sul blog. In ogni caso ho ancora tempo. I curricula erano 23, oggi ricevo una risposta. Che non è una risposta, era un "Oh, noi abbiamo sede a Torino, a Milano, a Bologna e non abbiamo mica capito dove vuoi andare eh?". Ma a me sta bene, vuol dire che non hanno cestinato la mia mail, così ho risposto specificando che la mia richiesta è per la sede di Bologna. Poi ho pensato, ma come cacchio faccio a fare i colloqui? Della serie io penso a ogni minimo dettaglio.
Ci penserò. A me basta avere una risposta in tempi non troppo lunghi, così posso programmare il resto (l'eventuale ricerca di una stanza o di un ponte per esempio sotto cui stare), lo spostamento e tutto.
Problemi che mi sono venuti in mente: senza lavorare (ma lo stage varrà?), posso prendermi un medico per la prescrizione delle mie pastiglie (tipo a Firenze se non studi e non lavori sei un reietto della società e non hai diritto al medico di famiglia, puoi solo sperare che ti arrivi qualcosa di così grave da poter usufruire del pronto soccorso)? Le visite altrimenti come le prenoto? La macchina, la porto? La lascio a marcire qua? La residenza riuscirà ad arrivarmi prima di maggio? A maggio oltretutto ho anche visita dall'endocrinologo e pagamento assicurazione auto.
Possibili soluzioni: fare scorta di pastiglie prima dei due mesi di stage. Spostare la visita a luglio (in modo da poter prenotare ognicosa qui). Organizzarmi con l'assicurazione (che maremmina ve li raccomando, ho cambiato 3 indirizzi negli ultimi 3 anni e hanno sempre sbagliato il domicilio a cui mandare il tagliandino, va bhe).
Ma io sono ottimista. O come direi su twitter: #ottimista.

Canzone del giorno: Everybody Needs Somebody Blues Brothers

28 febbraio 2011

Vorrei scrivere tante cose.
Innanzitutto che c'è sempre da imparare dalla vita. Per ogni minchiata che puntualmente ti fa inciampare ce n'è un'altra che mioddio ti risolleva. Ma ti risolleva tanto e forse ti rende meno incerto il prossimo passo. Vorrei poter esprimere tutte le mie sensazioni, i brividi che provo, i sorrisi e i pianti di commozione. Persone che più o meno inconsapevolmente mi hanno portata a rivoluzionare i miei schemi, situazioni più che fortunate e insperate. Vorrei davvero, ma non ci sono parole. Non esistono.



Che senza musica, che mondo è? Che inferno è?

24 febbraio 2011

Passi silenziosi

Due bacchettate, giuste ma comunque bacchettate.
Roccio mi fa notare che non posso continuare a cazzeggiare così, che sono grandicella anch'io, e devo prendere una strada (ah, endorfine, ma che mi sta capitando? va bhe meglio, mi fanno star bene). Dapprincipio mi ero sfavata come un'anguilla marinata. Cioè. CIOE'. Ne vogliamo parlare?
Ma dopo aver sfogato per iscritto il mio pensiero impulsivo e dopo averlo cancellato, bhe ho capito. Ho capito quanto è stato difficile per lui dirmi ciò che "realmente" pensava. E che non l'ha detto per ferirmi o altro ma perché è così, lo so anche io, lo sa lui, lo sanno tutti che sono una cazzona fancazzista che detesta crescere. Un Peter Pan all'eterna ricerca della sua ombra. E che finora mi sta bene così, eh?
In effetti per come l'ho conosciuto io in questi anni deve essere una cosa devastantemente difficile cercare di approcciarsi in modo totalmente nuovo con il mondo. Quindi, bravo Roccio.
Un po' meno brava Carla, oggi, che aveva un test di OOP e che non ha studiato nulla - ed è per questo che è stata bacchettata da Roccio - , o meglio, ha leggiucchiato qualcosa nelle prime due ore (in cui c'era da preparare il curriculum e il mio è già infiocchettato) e poi potete immaginare come sia andato a finire. Male, penso. Ragazzi ma io dovrei saperlo che in Java non esiste ereditarietà multipla, se no che parlo a fare? Basta, vado a fare la parrucchiera. Non avrò da pensare alla mia testa, ma solo alla testa degli altri.
Domanda inaspettata: "Carla, ma cosa gli fai agli uomini?" Risposta, scontata e stupida "Bhe lo sgambetto". Ma che domande sono?
In ogni caso i miei compagni, che da oggi in poi chiamerò colleghi perché ho deciso per il bene comune di cambiare atteggiamento nei loro riguardi, hanno deciso di chiamarmi zia.
Per il resto, ehy, tutto bene. Come mi diceva un tempo qualcuno, sono stata fabbricata per sorridere (e su questo c'è la garanzia a vita, ragazzi). Pertanto guardo avanti senza dimenticare la strada che ho fatto e ringrazio questa calma piatta che arriva ogni pomeriggio per rilassarmi.
Ah quasi dimenticavo la seconda bacchettata. La nostra prof e responsabile di corso ci fa notare quanto sia pessimo il nostro atteggiamento svaccato e rilassato e quanto sarà complicato poi durante lo stage mantenere la concentrazione se già in 6 ore di corso moriamo cerebralmente. E, ovviamente, lo scazzo che pervade l'aula già dalle prime ore del mattino. In effetti è ora di darsi una svegliata. Ci preannuncia, a partire da tra poco, un test a settimana, e una corsa spietata nelle lezioni.
Mi preannuncio una corsa spietata ai ripari dei buchi di quella enorme ragnatela che chiamo "cervello".

Canzone del giorno: Empty Tankard Tankard

22 febbraio 2011

Calma piatta

Dopo la giornata, che definire grintosa pare un eufemismo, di ieri, oggi calma piatta. Cioè ho le endorfine che sbatacchiano dentro il corpo e quindi oggi sono tornata a essere la felice e saltellante rompicoglioni di sempre. Ho una serenità che in passato ho provato solo con strane sostanze chimiche e una voglia di partire per qualsiasi dove, restarci un attimo, godere del momento, guardare un'alba e tornare. Probabilmente me ne andrei in un posto di mare, solo per stare sola a guardare l'orizzonte, baciare l'aria e sognare.

La canzone del giorno non riflette questo stato, perché purtroppo stamane mi hanno passato questa stupida canzoncina e mi sta galoppando nella testa, non posso fermarla. Per cui post romantico e video cazzone, mi spiace:

21 febbraio 2011

Inferno e Paradiso

Oggi ho sfiorato un livello paranoia abbastanza alto. A dirla tutta ero abbestia nervosa. Avrei preso a schiaffi il mio compagno di banco nerd, avrei pianto di gioia per il mio carissimo Alelè che andrà a convivere con (quella che io sono sicura sia) l'Amore della sua vita, rotto la lavagna perché non capisco le cose. Ecco, questo è il mio inferno. I giorni paranoia sono ingestibili per me e per chi mi sta attorno. Cerco conferme e rompo, quando me le danno non sono abbastanza, e allora più penso a calmarmi e più mi agito. Il cervello corre all'impazzata e arrivano: nausea, sudorazioni, dolori muscolari similinfluenzali. La donna somatizzante.
Come gestire l'inferno? Cercando il paradiso. E se non c'è? Lo costruisco ex novo.
E se l'inferno prova a entrare nel paradiso? Gli faccio un culo così.

20 febbraio 2011

Pioggia e magia

Ieri è stata una giornata meravigliosa. Un mio amico di Milano è venuto a trovarmi e la città era quasi deserta. Il sole intiepidiva e illuminava ogni cosa e Torino era davvero mitica.
Il giro è sempre il solito, quello dei portici, quello del centro, quello che attraversa le piazze, quello che porta alla Mole. Ma il sole, la buona compagnia, il cuore sereno hanno reso tutto incredibile.
Tant'è che abbiamo anche incrociato Paolo Rossi davanti a Palazzo Vecchio. Ovviamente non l'ho fermato né salutato né fotografato, né nulla. Timidezza e massimo rispetto. Regole fondamentali per essere Carla. Così tiro dritto, occhiata di intesa (della serie "So chi sei ma mi faccio i cazzi miei" detta anche in rima), cenno del capo e via.
Io e Alessandro percorriamo le vie principali, incontrando i soliti negozi mitici che vendono le solite magliette mitiche, tipo:




A pranzo il solito ristorante di Chiambretti, un po' di vino e altre quattro chiacchiere. Ho imparato le due frasi chiave per evitare qualsiasi colpa, ovvero "Non sono stata io" ed "Era già così". Le combinazioni sono molteplici. Ma chi ha finito la bottiglia? Non sono stata io. Chi ha rotto il bicchiere? Era già così. Tra una cazzata e l'altra passa il pomeriggio. Ed è l'ora di accompagnare Alessandro in stazione. Grazie Alessandro per la compagnia (e per avermi permesso per la prima volta in vita mia di fare colazione da Baratti e Milano).
La sera stessa sono a cena da mia sorella. I miei nipotini erano contentissimi di avermi lì, e già dal mattino chiedevano quando sarei arrivata. Leonardo mi ha fatto venire i lucciconi perché mi ha preparato una scatolina con dentro i suoi giochi preferiti, come un regalo per me. Cosa ha un bimbo più importante dei suoi giochi preferiti?

Aiuto mia sorella con l'iscrizione a facebook (e la fine del mondo è vicina dato che anche Roccio ci ha degnati della sua presenza nel famoso social network) e con le impostazioni audio del portatile. Poi mando un essemmesse ai miei compagni di corso che sono allo Shamrock a bersi una birra e gli dico che sono ancora lì quindi non ce la faccio forse ad andare. Risposta: "Non preoccuparti, ti aspettiamo."
Carini.
Parto quindi da questa zona per il centro e trovo (che culo) un parcheggio da millemila manovre. Ma ci sta. I miei compagni di corso con rispettivi amici e fidanzate sono tutti lì, e l'orso del gruppo dice che è contento che ci fossi anche io. Ma che succede? Sta arrivando la primavera?

Dopo le consuete quattro chiacchiere, che si fa?
Ok Valentino.
Ed ecco la magia.







Per intenderci: l'orso è quello col chiodo. Mi portano dall'altra parte del Po, passiamo sotto i ponti giocando con l'eco, torno bambina pur avendo trent'anni. E dopo aver finito il nostro giro, ci salutiamo. Eppure c'è qualcosa che non mi torna, un pezzo di me mancante, qualcosa che vorrei. Eppure questa testa deve rimanere sui binari, non posso permettermi di sbagliare, non posso permettermi di essere leggera. Eppure.
Ho deciso che farò lo stage a Bologna. Bel casino, perché la vita tranquilla non mi piace. Casa di mamma, città natale, "finalmenteriescoaguidare". Pertanto partiranno, lunedì, vari curriculum, e la ricerca di una stanza da maggio a luglio. Sì, è un casino. Ma lo faccio volentieri. Se riuscissi a trovare finalmente il *mio* posto non sarebbe male. Che non ho ancora capito se è qui, a Firenze o chissà dove. Ma il posto dove finalmente sentirmi a casa. Dove sentirmi a mio agio.
E poi lo stage sono due mesi. Potrebbe essere che me ne torno via, delusa da Bologna e dalla vita bolognese, potrebbe essere che boh, mi piace. E voglio restarci. Però è questo il momento per provare. Poi sarà tutto complicato. Tutto.

Canzone del giorno: Strange Kind of Woman Deep Purple

17 febbraio 2011

Scimmie di mare - e ancora

Va là come trombano.

15 febbraio 2011

Fidarsi è bene, non fidarsi è peggio

Finalmente ho trovato un metodino per dormire. Anzi due.
Uno trovato da me, uno con un aiuto.
Ma torniamo al succo del discorso. Da quando sono tornata a Torino, dormo poco e male. Faccio brutti sogni (ma questa non è una novità), a volte piccole ansie, ho difficoltà a concentrarmi. Non leggo più, non riesco. Boia, chi mi conosce sa che leggo un sacco, ogni settimana ho un libro nuovo, e diverso per contenuto, stile e genere da quello precedente.
La sera per addormentarmi, un metodo che funge abbastanza è mettere la musica sull'iPhone, bassissima. Mi addormento anche se ci metto un po'.
Seconda soluzione, sperimentata questo weekend, tintura madre di Melissa in soluzione idroalcolica. Appena prese le gocce sono entrata in uno stato di relax che non conoscevo da tempo. E ho dormito una favola.
Quindi ho comprato questa tintura madre che stasera mi cullerà un pochino, in mancanza di coccole reali.
Come va al corso? Perché ve lo state chiedendo, vero? Ma c'è qualcuno ancora collegato a questo pianeta?
Non che ci capisca granché, ma vado avanti. Il rapporto con i miei compagni è stabile. In alcuni casi si sta trasformando in amicizia. Ma posso fidarmi? Seguo il mio istinto. So a chi posso raccontare pezzi di vita e a chi no. Ma solo piccoli pezzettini, è necessario mantenere molto di me stessa dentro di me. Hanno cominciato ad essere affettuosi a modo loro e sono sicura che nessuno di loro ci voglia provare ma che in fondo io faccia loro un po' di tenerezza. Forse per il mio recente passato, il trasloco, lo stato di disordine mentale in cui ovviamente mi trovo. Stato mentale ben visibile tralaltro. Entro tutta sorridente e spesso però fisso il vuoto: è che la mia mente va un po' a fatti suoi.
Ma va bene, va tutto bene.
Ho capito che ho un istinto da favola, che so di chi mi posso fidare e di chi no, anche se spesso non mi do' retta. Ma questo forse lo avevo già realizzato.
So che il mio orgoglio non sempre è negativo e che spesso mi tiene con le orecchie ritte proprio perché strettamente collegato al mio istinto. E poi.
Di quante cose vorrei scrivere, di quante cose ho capito, di quante ne vorrei capire. Di quante persone ho bisogno che mi stiano lontane e quante che invece sono lontane e vorrei vicinissime. Per ora sosto in questo limbo ma non voglio chiudere nessuna porta. Si vedrà.

Canzone del giorno: Purple Haze Jimi Hendrix

14 febbraio 2011

I giorni palindromi sono decisamente interessanti. Puoi scoprire cose nuove, ritrovare cose vecchie, sognare un po'.
Sognare sogni belli.

Canzone del giorno: Saturday Night Misfits

11 febbraio 2011

Giorno palindromo, pieno di sorprese: 11/02/2011.

10 febbraio 2011

Oggi sono energica, e spaccherei il mondo. Per poi ricostruirlo.

Canzone del giorno: Protection Massive Attack

09 febbraio 2011

Benvenuta Vittoria

Oggi mio zio è stato operato, è andata bene, meno male. Gli han levato un calcolone ma sono in attesa dei risultati di altre analisi.
In compenso stanotte è nata la figlia di mia cugina (cioè della figlia di questo mio zio): a 00.40. Si chiama Vittoria Anna e pesa ben 4,120 kg. Considerando che mia cugina è la metà di me non deve essere stato facile.
Per cui auguri cugina. E benvenuta Vittoria. Vorrei farti sapere che questo non è un mondo facile in cui stare, perché è un posto devastato dalle guerre, dalla corruzione e dalla cattiveria. Ma vorrei anche dirti che val la pena di esserci perché in questa fanghiglia spesso riesci a trovare delle ottime persone, persone buone, alcune incredibili. E che anche se incontrerai delle difficoltà, grandi o piccole che siano, queste ti faranno crescere e diventare forte. Ti vorrei dire anche che spesso ti sembrerà di vedere la ruota sempre girare nel senso opposto a quello che tu vorresti. Ma sai, nulla capita a caso, e a volte anche una rovinosa caduta può aiutarti a guardare bene per terra, tesori che non potevi nemmeno immaginare.
Vorrei dirti insomma che, la vita è bella. E non credere a chi ti dice il contrario. Sta mentendo ed è infelice, e vuole che tutti siano infelici. Ma tu sii felice.
Che la vita è bella. E io sono una persona sincera.

Canzone del giorno: Abbandònati Il Grande Omi

08 febbraio 2011

I win!

Ogni tanto due neuroni mi fanno contatto e penso: mioddio ma io sono davvero così?
Prima di tutto ho carenza d'affetto, si vede, è palese. I miei compagni di corso sono abbastanza scocciati dall'onda di affetto che vomito su di loro e tornando a casa oggi ho pensato che, cavoli, ma val davvero la pena umiliarsi così? Cioè elemosinare abbracci?
Mi sono già scordata che devo bastare a me stessa? Che sono io il centro del mio universo?
Detto questo e rielaborato un po' la testolina, da domani proverò a cambiare atteggiamento, a placarlo un po'. Del resto so bene che è una mia necessità dovuta alla mia insicurezza, quella di ricevere attenzioni. Ma so, e lo so, che sono più in gamba di così.
Detto questo sono contenta delle prossime gite fuori porta organizzate. Ad aprile, vacanze di Pasqua a Barcellona, a giugno Sonisphere a Imola (solo un giorno, ammazzata ma val la pena). Luglio meeting di piante carnivore in Inghilterra.
Ora vado a morire sotto la doccia. Giornata devastante con quattro ore di Oracle e due di SQL, è un complotto per vedere il mio cervellino esplodere. Ma vincerò.

Canzone del giorno: Protection Massive Attack

07 febbraio 2011

Sabato con i teletubbies

Weekend mitico.
Ci mettiamo d'accordo per vederci noi, compagni di classe delle superiori (solo in quattro poi diventati tre, in realtà). Facebook aiuta in questo, così io, Alelè il fotografo, LP e GZ cerchiamo una serata per fare qualcosa insieme. Teh, io sabato dovevo andare a Milano ma è saltato tutto quindi sabato sera è perfetto. Peccato che GP ci fa sapere, suonerà a una festa di carnevale. GP suonava il basso anche alle superiori. Mi ricordo che una volta io e Alelè siamo andati a casa sua che aveva appena comprato il basso a 6 corde e siamo andati ad ammirarlo. Aveva i capelli lunghi ai tempi, ora sono rasati, perché i capelli lunghi sono scomodi, dice. Peccato.
Allora io e Alelè decidiamo di andare a Candiolo a questa festa, così lo sentiamo, purtroppo GZ si è smarrito nel frattempo, non ha la macchina e abita a Robassomero, un po' inculatino.
Alelè mi fa sapere (tramite whatsapp, evviva la tecnologia) che c'è anche un suo amico e la sua pseudoragazza. Lui la chiama così ma è proprio la sua ragazza, L, viso di Angelina Jolie, piccina magra, con rasta e tatuaggi. Stupenda (nell'arco della sera mi dice a-che ho un animo buono, b-che sono rasta dentro, c-che anche se non ballo mi piace ballare perché sono una donna, d-che ho bisogno di un uomo e alla mia domanda "perché dici questo?" mi risponde con un "sei una bella donna e noi belle donne sogniamo il principe azzurro". E' vero era brilla ma mi ha detto cose belle quindi le prendo per vere.
Comunque sotto casa di Alelè ci sono 3 persone e suppongo che siamo un po' di più di noi quattro già annunciati. Arrivano altri due e poi andiamo a prendere la pseudoragazza vestita da Cleopatra per dirigerci verso Candiolo. Tre macchine e ci si perde abbastanza. Anche perché ci guida un porsche rumoroso e veloce.
Arrivati lì, ingresso 5 euro con chupito in omaggio (che io piglierò solo dopo), gente vestita in tutti i modi, incontro Supermario, due Teletubbies, varia gente di ogni cartone e luogo inesistente.
Il clou è stato vedere i teletubbies salire sul palco. LP ci confessa poi che una ragazza è salita sul palco e ha cominciato a palparlo.
In ogni caso mi sono divertita, ora dal resoconto sembrerebbe di no, ma sono distratta da questo filmato che metterò qui sotto. Includo anche una foto della serata con me, LP e Alelè. Teletubbies rulez.
Nonostante la brillitudine di L, mi è piaciuta un sacco perché è molto spontanea, è entusiasta per qualsiasi cosa, ha uno spirito artistico e le si perdona qualche svarione.


Canzone del giorno: Questione di sguardi Paola Turci

06 febbraio 2011

Ignavi

« E io ch’avea d’error la testa cinta,
dissi: “Maestro, che è quel ch’i’ odo?
e che gent’è che par nel duol sì vinta?”.

Ed elli a me: “Questo misero modo
tengon l’anime triste di coloro
che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo.

Mischiate sono a quel cattivo coro
de li angeli che non furon ribelli
né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro.

Caccianli i ciel per non esser men belli,
né lo profondo inferno li riceve,
ch’alcuna gloria i rei avrebber d’elli”.

E io: “Maestro, che è tanto greve
a lor che lamentar li fa sì forte?”.
Rispuose: “Dicerolti molto breve.

Questi non hanno speranza di morte,
e la lor cieca vita è tanto bassa,
che ‘nvidïosi son d’ogne altra sorte.

Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:

non ragioniam di lor, ma guarda e passa”. »

02 febbraio 2011

Sarebbe anche ora

Qualche giorno fa il mio prof di sistemi operativi mi disse che sì i miei capelli sono bellini con questi ciuffi rossi (?) ma se fosse stato lui a farmi il colloquio, nisba.
Oggi la prof di comunicazione ci ha spiegato dell'importanza di *non* mettere la foto nel CV. Per esempio, dice indicando me, te stai tanto bene con questi capelli, sono stupendi ma magari una foto può precluderti un colloquio. Ebbasta ragazzi, non giro con la cresta e piena di piercing. Ma anche fosse?
In ogni caso poi mi ha detto che ho buona dialettica e io spocchiosa ho detto "Sì, a me basta ottenere un colloquio e sono tranquilla". Sgrana gli occhioni da cerbiatta e mi dice "Bene, sei anche sicura di te".
No, ma che devo fare? Sembra che a questo mondo esista solo l'estetica e poi mi si viene a chiedere perché sono così insicura e così attenta al peso.

Svarione.
Compagno Uno: "Ma davvero hai fatto l'università? Che facoltà?"
Io: "Biologia, ho sostenuto 11 esami"
Compagno Due "Ah, ma allora ce l'hai la testa!".

Della serie, senza parole. In effetti lo sanno che sono in gamba ma il trucco è sembrare sempre più svampita e mi fa sorridere quando mi guardano e i loro neuroni si scontrano tra loro pensando "ma come? ha capito? ha eseguito gli esercizi? ma è possibile? avrà copiato".

Poi oggi dal medico. Detesto andare dal medico. O meglio no: da una parte mi diverte un sacco. Ascolto discorsi bizzarri e polemiche varie, peccato che poi si finisca sempre con le solite cagate. Ma soprattutto perché dopo un'ora di coda per una ricetta del cavolo, mi tocca andare alla farmacia sotto lo studio medico e ritrovarmi le stesse identiche persone che prima si lagnavano pochi metri più su, ed avere lo stesso posto nella coda, ovvero aspetta e spera.
Per il resto tutto bene, che devo dire. Per come sono lunatica è normale avere alti e bassi, se non altro sorrido sempre e sembra che io abbia una stupenda paresi.
Ah: due ragazzotti in bici mi fischiano dietro dicendo "ma che bella ragazza" che tipo sarà 10 anni che non mi capita. E sono vestita come sempre, ovvero ad minchiam, i jeans ora sono così larghi che quando cammino me li devo tenere con la mano.
Qualcuno ha un lavoro che mi impieghi pochissimo tempo e che paghi piuttosto bene? No eh? Me l'aspettavo.

Canzone del giorno: Dido Thank you