Mi ha chiamato mia mamma e mi ha detto che birba zompetta un po'. Che tipo l'ha messa sul pannolone a fare pipì e poi si è girata e quando si è rigirata l'ha trovata sul balcone. Oppure che la metteva sul divano in un punto e se la ritrovava in un altro.
Questa è una bella vittoria. Una vittoria della speranza.
15 giugno 2011
Respiro la nebbia, penso a te.
Secondo la neurologa Birba è migliorata. Cerca di mettersi a sedere ed è più mobile, e noi siamo tutti più sollevati. Ora è sotto terapia di cortisone e mia mamma le sta facendo la fisioterapia muovendole le zampette.
Respiro.
Oggi Fry è a Cesena perché tiene un corso su SEO e Web Marketing. Fino a ieri sera sapevo ci sarebbe stato lo streaming, che poi però non è stato concesso. Peccato me lo sarei guardato volentieri. Avevo anche sparso un po' la voce.
Ieri ho avuto la geniale idea di depilarmi le gambe con la lametta e poi spargermi di acido glicolico. La pelle mi bruciava talmente tanto che pensavo mi cascasse a brandelli.
Sono così contenta per il fatto di Birba che ora non riesco a pensare ad altro. Anche se motivi per avere mille preoccupazioni ce ne sarebbero eh? Dovrei studiare per il corso e l'esame, devo cercare lavoro, dovrei riuscire a combinare qualcosa qui allo stage. Eppure il cuore è sollevato, perché so che la mia Birba potrebbe migliorare.
Canzone del giorno: Impressioni di Settembre PRM (Premiata Forneria Marconi)
Respiro.
Oggi Fry è a Cesena perché tiene un corso su SEO e Web Marketing. Fino a ieri sera sapevo ci sarebbe stato lo streaming, che poi però non è stato concesso. Peccato me lo sarei guardato volentieri. Avevo anche sparso un po' la voce.
Ieri ho avuto la geniale idea di depilarmi le gambe con la lametta e poi spargermi di acido glicolico. La pelle mi bruciava talmente tanto che pensavo mi cascasse a brandelli.
Sono così contenta per il fatto di Birba che ora non riesco a pensare ad altro. Anche se motivi per avere mille preoccupazioni ce ne sarebbero eh? Dovrei studiare per il corso e l'esame, devo cercare lavoro, dovrei riuscire a combinare qualcosa qui allo stage. Eppure il cuore è sollevato, perché so che la mia Birba potrebbe migliorare.
Canzone del giorno: Impressioni di Settembre PRM (Premiata Forneria Marconi)
14 giugno 2011
Birba e speranza
Mi ha chiamata la neurologa di Birba che in realtà cercava la mia mamma. Le ho chiesto delle informazioni più specifiche e mi ha confermato che essendo presente il movimento, anche se limitato, alle zampe, c'è anche dolorabilità. Questo mi fa essere ottimista. C'è speranza, insomma. Anche se mi ha detto che ci vuole tempo e il tutto sta nel vedere se in questo periodo migliora anche solo lievemente.
Vaffanquorum
Ieri orgasmi multipli: abbiamo raggiunto il quorum. Il quorum ragazzi.
Niente nucleare, niente acqua privata, niente introiti garantiti alle società che gestiscono l'acqua e niente legittimo impedimento. Significa che la rete ha fatto finalmente il suo.
Per quanto riguarda Birba ancora non si muove.
Stiamo qui ad aspettare.
Il colloquio di lavoro è stato un colloquio farlocco: non ha nemmeno letto il mio curriculum, e dopo una brevissima spiegazione di cosa fa questa azienda (il cui nome ho dovuto chiedere perché non mi è stato riferito) mi ha chiesto di presentarmi oggi per un giorno di prova. Dapprima ho detto di sì, poi mi sono ricordata di aver fatto un colloquio identico anche a Firenze, ho cercato online il nome della ditta e ho trovato la truffa. Stipendio 400 euro al mese, culo indefinito, trasportati di qua e di là a fare contratti enel o simili.
No grazie.
Così ho mandato altri curricula ma sono un pochino, come dire, demoralizzata.
Sto leggendo un libro molto interessante di Daniel Goleman, che si intitola "Intelligenza Emotiva". C'è stato un test effettuato su bambini di 4 anni in cui si chiedeva loro di attendere il ritorno dello sperimentatore per avere due caramelle, altrimenti immediatamente potevano avere una sola caramella. E poi lasciavano il bambino solo in una stanza con una caramella. Alcuni prendevano la caramella, altri attendevano il ritorno dello sperimentatore. Mentre leggevo mi dicevo che io avrei preso subito una caramella, tzè aspettare per averne due.
Insomma una parte dei bambini non aspettò e l'altra sì. Questi ultimi avevano dimostrato di saper quindi tenere a bada l'impulsività (quattro anni eh?) e attendere per ottenere qualcosa di meglio.
Questi bambini sono stati seguiti fino all'adolescenza e hanno notato che i bimbi che avevano saputo aspettare erano diventati dei ragazzi che sapevano raggiungere dei risultati, più sicuri di sè e meno inclini al rinunciare a portare a termine le cose. Il contrario o quasi per gli altri ragazzi.
Io lo dico, avrei preso una sola caramella. E' per quella caramella presa d'impulso che io non riesco a concludere nulla e mi demoralizzo alle prime difficoltà? Nel libro descrive anche come queste persone in effetti non riescano a mettersi a dieta, tra le altre cose.
Io ogni mattina quando andiamo al bar a fare colazione mi dico di prendere solo il caffè. Poi finisce che prendo sempre anche la brioche e mi dico "massì vabbhe se non resisto una volta"...
Teek beccata. Ora scoperta questa cosa, devo andare avanti, per forza. Dare l'esame, almeno provarci e non rinunciare. Mi farò il culo questo mese, studierò, prenderò sta cazzo di qualifica anche se non voglio più fare la programmatrice. Devo farlo essenzialmente per me, e se non passerò l'esame pazienza.
Canzone del giorno: Aqualung Jethro Tull
Niente nucleare, niente acqua privata, niente introiti garantiti alle società che gestiscono l'acqua e niente legittimo impedimento. Significa che la rete ha fatto finalmente il suo.
Per quanto riguarda Birba ancora non si muove.
Stiamo qui ad aspettare.
Il colloquio di lavoro è stato un colloquio farlocco: non ha nemmeno letto il mio curriculum, e dopo una brevissima spiegazione di cosa fa questa azienda (il cui nome ho dovuto chiedere perché non mi è stato riferito) mi ha chiesto di presentarmi oggi per un giorno di prova. Dapprima ho detto di sì, poi mi sono ricordata di aver fatto un colloquio identico anche a Firenze, ho cercato online il nome della ditta e ho trovato la truffa. Stipendio 400 euro al mese, culo indefinito, trasportati di qua e di là a fare contratti enel o simili.
No grazie.
Così ho mandato altri curricula ma sono un pochino, come dire, demoralizzata.
Sto leggendo un libro molto interessante di Daniel Goleman, che si intitola "Intelligenza Emotiva". C'è stato un test effettuato su bambini di 4 anni in cui si chiedeva loro di attendere il ritorno dello sperimentatore per avere due caramelle, altrimenti immediatamente potevano avere una sola caramella. E poi lasciavano il bambino solo in una stanza con una caramella. Alcuni prendevano la caramella, altri attendevano il ritorno dello sperimentatore. Mentre leggevo mi dicevo che io avrei preso subito una caramella, tzè aspettare per averne due.
Insomma una parte dei bambini non aspettò e l'altra sì. Questi ultimi avevano dimostrato di saper quindi tenere a bada l'impulsività (quattro anni eh?) e attendere per ottenere qualcosa di meglio.
Questi bambini sono stati seguiti fino all'adolescenza e hanno notato che i bimbi che avevano saputo aspettare erano diventati dei ragazzi che sapevano raggiungere dei risultati, più sicuri di sè e meno inclini al rinunciare a portare a termine le cose. Il contrario o quasi per gli altri ragazzi.
Io lo dico, avrei preso una sola caramella. E' per quella caramella presa d'impulso che io non riesco a concludere nulla e mi demoralizzo alle prime difficoltà? Nel libro descrive anche come queste persone in effetti non riescano a mettersi a dieta, tra le altre cose.
Io ogni mattina quando andiamo al bar a fare colazione mi dico di prendere solo il caffè. Poi finisce che prendo sempre anche la brioche e mi dico "massì vabbhe se non resisto una volta"...
Teek beccata. Ora scoperta questa cosa, devo andare avanti, per forza. Dare l'esame, almeno provarci e non rinunciare. Mi farò il culo questo mese, studierò, prenderò sta cazzo di qualifica anche se non voglio più fare la programmatrice. Devo farlo essenzialmente per me, e se non passerò l'esame pazienza.
Canzone del giorno: Aqualung Jethro Tull
13 giugno 2011
Embolia fibrocartilaginea
Per quanto riguarda l'embolia ho trovato queste info in rete:
Su un libro di veterinaria: e poi un powerpoint che non so come mettere online. In ogni caso la situazione è questa: mediamente disperata se sente dolore alle zampe, disperatissima se non ne sente. Potrei avere qualche speranza data dal fatto che un po' le zampine le muove, quindi non ha totalmente perso la sensibilità alle zampe. Quindi dovrebbe provare anche dolore (chiederò a mia mamma di punzecchiarla, lo so che è brutto ma è importante capire). In quest'ultimo caso la situazione potrebbe (e dico potrebbe) migliorare, e nella maggior parte dei casi questo avviene in due settimane. Ma può anche avvenire dopo mesi. Non sarà mobile come prima ma non la vedremo costretta nella cuccia. Con un po' di fisioterapia potrebbe riprendere quasi del tutto la funzionalità completa.
Incrociate le dita con me che ne ho proprio bisogno.
E non ho ancora cercato niente sul cuore, se no finisce che mi deprimo davvero.
Canzone del giorno: Sospesi Nell'Incredibile Le Orme
Su un libro di veterinaria: e poi un powerpoint che non so come mettere online. In ogni caso la situazione è questa: mediamente disperata se sente dolore alle zampe, disperatissima se non ne sente. Potrei avere qualche speranza data dal fatto che un po' le zampine le muove, quindi non ha totalmente perso la sensibilità alle zampe. Quindi dovrebbe provare anche dolore (chiederò a mia mamma di punzecchiarla, lo so che è brutto ma è importante capire). In quest'ultimo caso la situazione potrebbe (e dico potrebbe) migliorare, e nella maggior parte dei casi questo avviene in due settimane. Ma può anche avvenire dopo mesi. Non sarà mobile come prima ma non la vedremo costretta nella cuccia. Con un po' di fisioterapia potrebbe riprendere quasi del tutto la funzionalità completa.
Incrociate le dita con me che ne ho proprio bisogno.
E non ho ancora cercato niente sul cuore, se no finisce che mi deprimo davvero.
Canzone del giorno: Sospesi Nell'Incredibile Le Orme
12 giugno 2011
Ingiustizie
Il quadro clinico di Birba è decisamente preoccupante. Persino il veterinario lo dice, la prognosi è riservata, non so se Birba riprenderà a camminare.
I problemi sono due, essenzialmente. Embolia fibrocartilaginea e valvulopatia mitralica degerativa cronica con insufficienza valvolare moderata e possibile rottura recente di corda tendinea nonché lieve insufficienza tricuspidalica associata.
Il primo è un problema neurologico. Alcuni vasi che irroravano il midollo spinale non lo irrorano più all'altezza del collo. Pertanto non essendo irrorato Birba è paralizzata dal collo in giù. Il secondo problema riguarda il cuore e forse, se possibile, è anche più grave del primo. Il cuore tenderà a peggiorare anche se abbiamo cominciato una cura apposita che forse dovrà prendere a vita.
Per la paralisi non si può fare nulla, entro due settimane potrebbe risolversi da sè, ovvero il midollo spinale potrebbe tornare ad essere irrorato da altre venuzze ma mi chiedo come questo possa essere possibile. Ho appena letto su internet che se il dolore non è presente, la situazione è piuttosto tragica. E non mi pare che Birba stia soffrendo dal dolore. Però è lì, sdraiata, mi fa una pena e non riesce nemmeno a scodinzolare.
Mi mette tanta tristezza, una settimana è già passata. Devo sperare nella prossima ma chissà perché oggi, dopo aver parlato col veterinario, non sono più tanto ottimista. Leggevo nei suoi occhi lo sguardo tipico di chi non vuole dare troppe speranze perché sa che non ce ne sono.
I problemi sono due, essenzialmente. Embolia fibrocartilaginea e valvulopatia mitralica degerativa cronica con insufficienza valvolare moderata e possibile rottura recente di corda tendinea nonché lieve insufficienza tricuspidalica associata.
Il primo è un problema neurologico. Alcuni vasi che irroravano il midollo spinale non lo irrorano più all'altezza del collo. Pertanto non essendo irrorato Birba è paralizzata dal collo in giù. Il secondo problema riguarda il cuore e forse, se possibile, è anche più grave del primo. Il cuore tenderà a peggiorare anche se abbiamo cominciato una cura apposita che forse dovrà prendere a vita.
Per la paralisi non si può fare nulla, entro due settimane potrebbe risolversi da sè, ovvero il midollo spinale potrebbe tornare ad essere irrorato da altre venuzze ma mi chiedo come questo possa essere possibile. Ho appena letto su internet che se il dolore non è presente, la situazione è piuttosto tragica. E non mi pare che Birba stia soffrendo dal dolore. Però è lì, sdraiata, mi fa una pena e non riesce nemmeno a scodinzolare.
Mi mette tanta tristezza, una settimana è già passata. Devo sperare nella prossima ma chissà perché oggi, dopo aver parlato col veterinario, non sono più tanto ottimista. Leggevo nei suoi occhi lo sguardo tipico di chi non vuole dare troppe speranze perché sa che non ce ne sono.
La mia scelta
Mi chiedo se la ma storia, quella del tumore, non faccia più bene agli altri che a me.
Stasera io, Ragno B e F, tutte compagne delle elementari (sembriamo le streghe di Eastwick, solo più fighe), andiamo a vedere ML che fa uno spettacolo di teatro comico. Decidiamo prima di fare pappa così andiamo al Mirò qui dietro casa di mia mamma (giusto per comodità così potevo stare un po' con Birba, peccato però che Birba non sia stata dimessa), solo che RagnoB è in ritardo quindi cominciamo a cenare con un po' di ritardo, e la cena arriva ancora dopo perché il locale è pieno di famiglie starnazzanti e ragazzini urlanti. Quando ci alziamo dal tavolo scoppia il diluvio universale e non sappiamo nemmeno come fare per arrivare alla macchina. Così aspettiamo, e per farla breve arriviamo allo spettacolo con un'ora e venti di ritardo. Giusto per vedere gli ultimi 40 minuti. E poi salutare ML, sua sorella che ha partecipato anche lei allo spettacolo, e la sua mamma come spettatrice, che si ricordava bene di tutti noi.
La mamma poi, per salutarci, ci da' un bacio sulla guancia e quando è il mio turno mi abbraccia forte e mi dice "Tu sei proprio coraggiosa e ti meriti un abbraccio". In effetti avevo raccontato al figlio delle mie disgrazie salutari e a quanto pare lui le ha raccontate a sua mamma, così mi chiedo: non è che queste cose che racconto possono risollevare altri morali. Tipo "ma guarda lei cosa ha passato, non mi posso lamentare io"?
In ogni caso vorrei rassicurarvi tutti. Io ho un sacco di normalissime paranoie. Cioè non è che quando sono in crisi penso "ah certo ma in confronto a quello che ho passato...". Penso che quello che ho passato non mi abbia cambiato in questo senso: ho saputo affrontare quella cosa proprio come ora ogni volta che cado mi rialzo, fa parte del mio DNA. Non posso che rialzarmi in fretta quando cado, è l'unica cosa che mi riesce fare bene. Me lo ha detto oggi anche la psicologa: ho questa capacità di ricominciare da zero.
Ma soprattutto oggi ho capito un'altra cosa essenziale. Che qualunque cosa mi vada di fare devo farla per me. Non posso pensare sempre a cosa gli altri si aspettano da me. E se io non voglio dare l'esame a questo corso posso benissimo non darlo. Nessuno potrà dirmi niente perché è una mia scelta. O meglio: ognuno può dire ciò che vuole.
Ma rimane sempre una mia scelta.
Canzone del giorno: Gioco di Bimba Le Orme
Stasera io, Ragno B e F, tutte compagne delle elementari (sembriamo le streghe di Eastwick, solo più fighe), andiamo a vedere ML che fa uno spettacolo di teatro comico. Decidiamo prima di fare pappa così andiamo al Mirò qui dietro casa di mia mamma (giusto per comodità così potevo stare un po' con Birba, peccato però che Birba non sia stata dimessa), solo che RagnoB è in ritardo quindi cominciamo a cenare con un po' di ritardo, e la cena arriva ancora dopo perché il locale è pieno di famiglie starnazzanti e ragazzini urlanti. Quando ci alziamo dal tavolo scoppia il diluvio universale e non sappiamo nemmeno come fare per arrivare alla macchina. Così aspettiamo, e per farla breve arriviamo allo spettacolo con un'ora e venti di ritardo. Giusto per vedere gli ultimi 40 minuti. E poi salutare ML, sua sorella che ha partecipato anche lei allo spettacolo, e la sua mamma come spettatrice, che si ricordava bene di tutti noi.
La mamma poi, per salutarci, ci da' un bacio sulla guancia e quando è il mio turno mi abbraccia forte e mi dice "Tu sei proprio coraggiosa e ti meriti un abbraccio". In effetti avevo raccontato al figlio delle mie disgrazie salutari e a quanto pare lui le ha raccontate a sua mamma, così mi chiedo: non è che queste cose che racconto possono risollevare altri morali. Tipo "ma guarda lei cosa ha passato, non mi posso lamentare io"?
In ogni caso vorrei rassicurarvi tutti. Io ho un sacco di normalissime paranoie. Cioè non è che quando sono in crisi penso "ah certo ma in confronto a quello che ho passato...". Penso che quello che ho passato non mi abbia cambiato in questo senso: ho saputo affrontare quella cosa proprio come ora ogni volta che cado mi rialzo, fa parte del mio DNA. Non posso che rialzarmi in fretta quando cado, è l'unica cosa che mi riesce fare bene. Me lo ha detto oggi anche la psicologa: ho questa capacità di ricominciare da zero.
Ma soprattutto oggi ho capito un'altra cosa essenziale. Che qualunque cosa mi vada di fare devo farla per me. Non posso pensare sempre a cosa gli altri si aspettano da me. E se io non voglio dare l'esame a questo corso posso benissimo non darlo. Nessuno potrà dirmi niente perché è una mia scelta. O meglio: ognuno può dire ciò che vuole.
Ma rimane sempre una mia scelta.
Canzone del giorno: Gioco di Bimba Le Orme
Come d'incanto lei s'alza di notte,
Cammina in silenzio con gli occhi ancor chiusi
Come seguisse un magico canto
E sull'altalena ritorna a sognare.
La lunga vestaglia, il volto di latte,
I raggi di luna sui folti capelli.
La statua di cera s'allunga tra i fiori
Folletti gelosi la stanno a spiare.
Dondola, dondola, il vento la spinge
Cattura le stelle per i suoi desideri.
Un'ombra furtiva si stacca dal muro:
Nel gioco di bimba si perde una donna.
Un grido al mattino in mezzo alla strada,
Un uomo di pezza invoca il suo sarto
Con voce smarrita per sempre ripete
"io non volevo svegliarla così"
"io non volevo svegliarla così"
11 giugno 2011
Ho preso dei rossetti Stargazer, appena mi arrivano vi dirò. Devono essere molto molto belli (e colorati!).
Shopping terapeutico.
Shopping terapeutico.
La mia beerba
Sono tornata ieri sera a Torino sperando di coccolare la mia piccola Birba. Invece tra il casino della stazione e il resto, al telefono non avevo capito molto bene. Birba è ricoverata alla clinica veterinaria e non potrò vederla se non stasera, quando mia mamma andrà a prenderla. Nello stesso orario in cui io sono dalla psicologa. E i mille appuntamenti tra stasera e domani, potrò stare pochissimo con lei. Parlando con mia mamma mi sembra di aver capito che ha un'embolia vascolare. Muove le zampine ma non si regge in piedi, e mangia molto poco. Il veterinario della clinica dice che possiamo solo aspettare: potrebbe migliorare come peggiorare.
E' successo così, da un giorno all'altro Birba non si muoveva più. Mia mamma spaventata l'ha portata subito alla clinica dove le han detto che aveva un po' di artrosi e di lasciarla a riposo due settimane.
Mia mamma intanto ha faxato la cartella clinica al nostro veterinario dove, dopo un po' di titubanza in cui non se la sentiva di "scavalcare" il suo collega con esperienza trentennale, ha chiesto a mia mamma di riportare Birba alla clinica e farle fare una TAC.
Dalla TAC hanno visto questa cosa. Ora è sotto flebo e aspettiamo.
Ma che tristezza, stanotte pensavo davvero a come poteva essersi sentita abbandonata in un posto come quello, dentro un gabbiotto accanto ad altri cani che non conosce e accarezzata da mani sconosciute.
Stanotte ho fatto un sogno strano, ho sognato che ero a cena con Roccio dai suoi genitori nella loro casa nuova (che io non ho mai visto). Tutti chiacchieriamo allegramente, solo il babbo di Roccio mi guarda male (ho già fatto un sogno simile dove lui non proferisce parola e mi guarda malissimo) e sta in silenzio. Succede però una cosa che nell'altro sogno non è successa. In primis nell'altro sogno mi sentivo devastantemente in colpa, mentre in questo no. Nell'altro sogno non reagivo in nessun modo mentre in questo sbotto e gli dico che non sono affari suoi di come sono andate le cose tra me e suo figlio. Che possiamo tranquillamente anche parlare insieme senza problemi perché non ci odiamo e andiamo d'accordo. E questo non lo deve interessare.
Credo di aver risolto, a modo mio, la questione dei sensi di colpa in questa faccenda. Ho metabolizzato che non è colpa mia, e che non potevo comportarmi altrimenti. E che non ero obbligata a salutarli, in nessun modo.
Detto questo, oggi ho la psicologa, poi torno a casa a vedere Birba, poi cena con i compagni delle elementari, poi spettacolo di teatro comico (dove recita sempre un compagno delle elementari) e poi morte a letto, spero. Non ho molta voglia di andare in giro. Domattina voto al referendum e domani pomeriggio si parte. Incrociate le dita per la mia Birbina.
p.s. lunedì ho un colloquio, per un lavoro che non c'entra nulla con l'informatica. mi sa che la programmazione non fa per me, poi se trovo lavoro subito, tra qualche mese potrei davvero finire in Madagascar. E il corso? Ci penserò: per ora posso dire che non me ne frega assolutamente nulla e il discorso del corso e dell'esame mi mette solo ansia?
E' successo così, da un giorno all'altro Birba non si muoveva più. Mia mamma spaventata l'ha portata subito alla clinica dove le han detto che aveva un po' di artrosi e di lasciarla a riposo due settimane.
Mia mamma intanto ha faxato la cartella clinica al nostro veterinario dove, dopo un po' di titubanza in cui non se la sentiva di "scavalcare" il suo collega con esperienza trentennale, ha chiesto a mia mamma di riportare Birba alla clinica e farle fare una TAC.
Dalla TAC hanno visto questa cosa. Ora è sotto flebo e aspettiamo.
Ma che tristezza, stanotte pensavo davvero a come poteva essersi sentita abbandonata in un posto come quello, dentro un gabbiotto accanto ad altri cani che non conosce e accarezzata da mani sconosciute.
Stanotte ho fatto un sogno strano, ho sognato che ero a cena con Roccio dai suoi genitori nella loro casa nuova (che io non ho mai visto). Tutti chiacchieriamo allegramente, solo il babbo di Roccio mi guarda male (ho già fatto un sogno simile dove lui non proferisce parola e mi guarda malissimo) e sta in silenzio. Succede però una cosa che nell'altro sogno non è successa. In primis nell'altro sogno mi sentivo devastantemente in colpa, mentre in questo no. Nell'altro sogno non reagivo in nessun modo mentre in questo sbotto e gli dico che non sono affari suoi di come sono andate le cose tra me e suo figlio. Che possiamo tranquillamente anche parlare insieme senza problemi perché non ci odiamo e andiamo d'accordo. E questo non lo deve interessare.
Credo di aver risolto, a modo mio, la questione dei sensi di colpa in questa faccenda. Ho metabolizzato che non è colpa mia, e che non potevo comportarmi altrimenti. E che non ero obbligata a salutarli, in nessun modo.
Detto questo, oggi ho la psicologa, poi torno a casa a vedere Birba, poi cena con i compagni delle elementari, poi spettacolo di teatro comico (dove recita sempre un compagno delle elementari) e poi morte a letto, spero. Non ho molta voglia di andare in giro. Domattina voto al referendum e domani pomeriggio si parte. Incrociate le dita per la mia Birbina.
p.s. lunedì ho un colloquio, per un lavoro che non c'entra nulla con l'informatica. mi sa che la programmazione non fa per me, poi se trovo lavoro subito, tra qualche mese potrei davvero finire in Madagascar. E il corso? Ci penserò: per ora posso dire che non me ne frega assolutamente nulla e il discorso del corso e dell'esame mi mette solo ansia?
10 giugno 2011
Mi da' il tiro?
A Bologna aprire la porta al citofono si dice dare il tiro perché una volta per aprire il portone le persone ai piani alti dovevano tirare una corda per aprire il portone. Quindi "dare il tiro" vuol dire aprire la porta.
"Mi da' il tiro?" - mi apre la porta?
Infatti in alcune case, dentro i palazzi, spesso non c'è scritto "luce" e "porta" ma "luce" e "tiro".
"Mi da' il tiro?" - mi apre la porta?
Infatti in alcune case, dentro i palazzi, spesso non c'è scritto "luce" e "porta" ma "luce" e "tiro".
No al Nucleare - e vota sì!
LA LETTERA
"Ho lavorato una vita nel nucleare
vi spiego perché voterò sì al referendum"
Oltre due decenni di esperienza nel settore, visitando una sessantina di reattori in tre continenti, con la convinzione che le precauzioni prese negli impianti rendessero impossibile una catastrofe. Poi Three Miles Island, Chernobyl, Fukushima: tre disastri in meno di 30 anni...
di ALBERTO BAROCAS
Dopo essere stato allibito per l'incoscienza delle dichiarazioni di uno scienziato, il professor Battaglia (la pubblicazione di una sua opera scientifica con la prefazione di Silvio Berlusconi parla da sé), su un tema così importante per la sorte dell'umanità, mi sento costretto ad intervenire avendo dedicato tutta la mia vita professionale alla ricerca e sviluppo del nucleare ed essendo stato per lungo tempo "abbastanza" a favore dell'energia nucleare.
Dopo una laurea in Radiochimica presso l'Università di Roma e successivo Corso di Perfezionamento in Fisica e Chimica Nucleare, ho lavorato presso i laboratori di ricerca del plutonio di Fontenay-aux-Roses (Francia) nelle ricerche e tecniche del plutonio per l'impianto di riprocessamento del combustibile nucleare di La Hague. Ritornato in Italia ho partecipato, nei laboratori di ricerca della Casaccia (CNEN, ora ENEA), alla messa a punto degli impianti di separazione del plutonio di Saluggia e successivamente allo studio dei siti nucleari in vista della costruzione di centrali di energia nucleare. Dal 1982 sono stato distaccato dal CNEN presso l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) di Vienna dove mi sono occupato prevalentemente di salvaguardie nucleari, in particolare per i reattori nucleari di potenza e di ricerca nel mondo. Per 22 anni ho avuto la possibilità di visitare ed ispezionare una sessantina di reattori in tre continenti, in particolare in Giappone ed in particolare proprio Fukushima.
Durante l'intera attività ero giunto alla conclusione che le precauzioni utilizzate negli impianti nucleari fossero tali da rendere praticamente impossibile un grosso incidente nucleare. Proprio il Giappone si presentava ai miei occhi come il modello per eccellenza di organizzazione, di perfezione, di attenzione al più piccolo dettaglio: l'energia nucleare o doveva essere realizzata così o non doveva esistere. Ed invece... Three Miles Island, Chernobyl, Fukushima... tre catastrofi in meno di 30 anni.
Oggi sono completamente convinto che i rischi dell'energia nucleari siano tali da consigliarne l'utilizzo solo se non ci fossero sulla Terra altre fonti di energia o dopo una guerra nucleare. Voterò quindi SI al referendum per le seguenti ragioni:
a) la progettazione di una centrale nucleare avviene sulla base di dati statistici puri, cioè su una probabilità estremamente bassa di un grosso incidente, anziché basarsi sul fatto che un incidente anche imprevedibile possa avvenire (per esempio: chi avrebbe mai potuto calcolare statisticamente che otto montanari dell'Afghanistan si potessero impadronire contemporaneamente di quattro jet di linea facendoli convergere sulle Torri di New York, sul Pentagono e sulla Casa Bianca? Chi potrebbe calcolare statisticamente la possibilità dell'impatto di un meteorite?) e quindi progettando nello stesso tempo le soluzioni e le difese: naturalmente questo però aumenterebbe enormemente i costi ed allora bisogna ricordarsi che l'energia nucleare è un'industria come tutte le altre, cioè che vuole fare profitti;
b) gli effetti di un grosso incidente non sono come gli altri: terremoti, inondazioni, incendi fanno un certo numero di vittime e danni incalcolabili, ma tutto questo ha un termine. L'energia nucleare no: gli effetti si propagano per decenni se non secoli, con un disastro anche economico per il Paese colpito. I discendenti delle bombe di Hiroshima e Nagasaki ancora subiscono danni. Altrimenti perché il deterrente di una guerra nucleare funziona talmente? Anche i bombardamenti "classici" causano morti molto elevate, ma non portano a danni simili per generazioni...
c) il blocco dell'energia nucleare in Italia del 1987 ha avuto il torto di fermare di botto non solo le quattro centrali in funzione (Trino Vercellese, Caorso, Latina, Garigliano) e la costruzione di Montalto con spese immani per un pazzesco riadattamento dell'impianto nucleare ad una centrale di tipo classico, ma altresì ogni tipo di ricerca nucleare, anche di eventuali impianti innovativi, creando un pericolo, dato l'impauperamento di una cultura "nucleare": non esistevano più corsi di scienze nucleari, né tecnici, né possibilità di tecnologie di difesa da eventuali incidenti in altre nazioni. E questo non è richiesto dalla rinuncia all'uso di centrali atomiche: la ricerca e lo sviluppo del nucleare dovrebbe poter continuare;
d) la presenza di impianti di produzione di energia nucleare porta ad una militarizzazione delle zone in questione: non c'è trasparenza, ogni dato viene negato all'opinione pubblica. Anche agli ispettori dell'AIEA viene proibito di comunicare con la stampa. Lo dimostra anche quello che è successo a Fukushima: il gestore ha tenuto nascosto per lungo tempo la gravità dell'accaduto. E in un territorio come il Giappone, sottoposto non solo a terremoti ma a tsunami, il costo di una maggiore precauzione per gli impianti di raffreddamento è stato tenuto il più basso possibile senza tenere conto dei rischi solamente per fare più profitto!
e) in tutto il mondo non è stato mai risolto il problema dello smaltimento delle scorie mucleari. Nell'immenso deposito scavato in una montagna di Yucca Mountain in USA si sono dovuti fermare i lavori, il maggiore deposito in miniere di sale della Germania si è dimostrato contaminato con pericoli per le falde acquifere, ecc. Il combustibile nucleare delle nostre centrali fermate è in gran parte ancora lì dopo 25 anni. D'altra parte un Paese come il nostro che non riesce a risolvere il problema dei rifiuti può dare garanzie sui rifiuti nucleari?
f) l'Italia è un paese sismico, dove l'ospedale e la casa dello studente dell'Aquila sono crollate perché al posto del cemento è stata usata sabbia. Può dare garanzie sugli impianti nucleari? E la presenza di criminalità organizzata a livelli preoccupanti può liberarci da particolari preoccupazioni nella scelta e costruzione di centrali atomiche?
g) ultima osservazione: anche se molti minimizzano gli effetti delle radiazioni nucleari, una cosa si può dire con certezza: gli effetti delle radiazioni a bassi livelli ma per tempi estremamente lunghi sugli esseri viventi non sono stati mai chiariti. Non deve essere solo il fumo a preoccupare l'opinione pubblica!
Per tutte queste ragioni penso che in Italia l'uso dell'energia nucleare non sia raccomandabile, perlomeno in questa fase della nostra storia, ed invece un miscuglio di diverse fonti di energia (eolica, solare, idrica, gas, geotermica) potrà sopperire ai nostri bisogni, accompagnato da una maggiore ricerca scientifica ed un diverso modello di vita con maggiore eliminazione degli sprechi. Io voto sì.
(10 giugno 2011)
da La Repubblica.
Frust(r)azioni
Ieri sono andata a fare un po' di spesina. Insalata, due fettine panate, due albicocche, merendine per la colazione, gelatini e i preservativi.
E' sempre imbarazzante comprare i preservativi ma non so perché. Uno dovrebbe essere contento di avere una vita sessuale attiva e regolare (o almeno fare finta in alcuni casi) però mi è preso un po' male quando la vecchina davanti a me mi ha guardata con occhi strani (il che poteva essere solamente per i miei capelli viola e nient'altro). In ogni caso infilo tutto nella mia bustina di plastica (qui a Bologna chiamata "sportina") e mi avvio verso l'uscita.
PE PE PE
Suona l'allarme.
Una signora da un gabbiotto mi richiama indietro e mi chiede se ho comprato cd. No. Allora alcolici. No.
Mi lasci la busta e provi a passare senza.
Non suona.
Torno indietro e lei mi guarda tutta fiera innalzando al cielo il pacco di preservativi e declamando a gran voce "ahhh ma era questo".
Dopodichè chiama un ragazzotto e dice "senti me lo puoi smagnetizzare questo?".
Sorrisini imbarazzati.
Il ragazzotto torna con il pacco dei preservativi (sempre in bella vista) e lei continua "eh, mi scusi sa, a volte capita".
Io rossissima la saluto e vengo via.
Sto leggendo un libro che si chiama Intelligenza emotiva. E' stupendo. Io pensavo fosse il classico libro di auto aiuto (tipo come diventare fighissimi e sicurissimi di sè in 7 giorni, aumenta la tua autostima, credi in te stesso, ecc). Invece è un testo fatto molto bene perché accompagna il profano attraverso nomenclature scientifiche e tesi neurologiche con esempi ben comprensibili e un linguaggio non troppo forbito.
Ieri mi sono di nuovo fatta prendere dallo sconforto ma se non altro ho capito cosa c'è dietro. Lo sconforto non dipende da Fry, perché le cose con lui vanno alla grande. Credo di aver buttato su di lui la frustrazione per una cosa che assolutamente non mi piace fare, ovvero questo stage, questo corso, la programmazione in generale. Ogni mattina vengo qui, mi siedo, cerco di scrivere due righe di codice ma non mi riesce, non so nemmeno cosa sto facendo. Questa cosa mi fa sentire terribilmente inetta. E a nessuno piace sentirsi incapaci.
Lo so che è la condizione naturale per qualunque persona che comincia un nuovo lavoro. Ma da che mondo e mondo io dopo un paio di settimane ero già operativa e a mio agio, ora invece sono qui a perdere tempo, mi sento totalmente inutile, in colpa perché non riesco a combinare nulla, e con mille pensieri.
Non penso proprio che quello della programmazione sia il mio percorso. Per questo ho già cominciato a cercare lavoro. Dove? Qui a Bologna, ovviamente.
Canzone del giorno: Hotblooded Roxette
E' sempre imbarazzante comprare i preservativi ma non so perché. Uno dovrebbe essere contento di avere una vita sessuale attiva e regolare (o almeno fare finta in alcuni casi) però mi è preso un po' male quando la vecchina davanti a me mi ha guardata con occhi strani (il che poteva essere solamente per i miei capelli viola e nient'altro). In ogni caso infilo tutto nella mia bustina di plastica (qui a Bologna chiamata "sportina") e mi avvio verso l'uscita.
PE PE PE
Suona l'allarme.
Una signora da un gabbiotto mi richiama indietro e mi chiede se ho comprato cd. No. Allora alcolici. No.
Mi lasci la busta e provi a passare senza.
Non suona.
Torno indietro e lei mi guarda tutta fiera innalzando al cielo il pacco di preservativi e declamando a gran voce "ahhh ma era questo".
Dopodichè chiama un ragazzotto e dice "senti me lo puoi smagnetizzare questo?".
Sorrisini imbarazzati.
Il ragazzotto torna con il pacco dei preservativi (sempre in bella vista) e lei continua "eh, mi scusi sa, a volte capita".
Io rossissima la saluto e vengo via.
Sto leggendo un libro che si chiama Intelligenza emotiva. E' stupendo. Io pensavo fosse il classico libro di auto aiuto (tipo come diventare fighissimi e sicurissimi di sè in 7 giorni, aumenta la tua autostima, credi in te stesso, ecc). Invece è un testo fatto molto bene perché accompagna il profano attraverso nomenclature scientifiche e tesi neurologiche con esempi ben comprensibili e un linguaggio non troppo forbito.
Ieri mi sono di nuovo fatta prendere dallo sconforto ma se non altro ho capito cosa c'è dietro. Lo sconforto non dipende da Fry, perché le cose con lui vanno alla grande. Credo di aver buttato su di lui la frustrazione per una cosa che assolutamente non mi piace fare, ovvero questo stage, questo corso, la programmazione in generale. Ogni mattina vengo qui, mi siedo, cerco di scrivere due righe di codice ma non mi riesce, non so nemmeno cosa sto facendo. Questa cosa mi fa sentire terribilmente inetta. E a nessuno piace sentirsi incapaci.
Lo so che è la condizione naturale per qualunque persona che comincia un nuovo lavoro. Ma da che mondo e mondo io dopo un paio di settimane ero già operativa e a mio agio, ora invece sono qui a perdere tempo, mi sento totalmente inutile, in colpa perché non riesco a combinare nulla, e con mille pensieri.
Non penso proprio che quello della programmazione sia il mio percorso. Per questo ho già cominciato a cercare lavoro. Dove? Qui a Bologna, ovviamente.
Canzone del giorno: Hotblooded Roxette
09 giugno 2011
Acido Glicolico - assottiglia pelle e portafogli
Piove.
Stamani sono senza trucco e per di più ho ancora tosse e raffreddore. Quindi un rottame. Tra gli occhi che mi si chiudono per il sonno, che dormo davvero poco con questa arsura in gola che mi accompagna sempre, e l'aspetto da Maga Magò, potrei tranquillamente sembrare una derelitta.
Ieri ho fatto delle ricerche in rete e ho trovato il miracoloso rimedio alla lieve follicolite che dall'avvento del silk-epil mi accompagna. Crema all'acido glicolico.
E indovinate chi, tra le tante, la vende? Proprio fitocose, affezionatissima casa cosmetica da cui compro tutte le creme. Il problema è che non volevo ordinarla online. Non ho tempo di andare a ritirare il pacco e comunque con le spese di spedizione per un solo prodotto non mi conviene. Così ho trovato la bioprofumeria, qui a Bologna, che vende anche prodotti fitocose. Ieri quindi vado, compro sia quella crema sia una crema per bimbi all'ossido di zinco (consigliata da mettere dopo l'epilazione) però non mi torna. La crema all'acido glicolico me la fan pagare 22 euro. Ora vado a controllare e, mentre sul sito fitocose la crema costa 16 euro e qualcosa, da bioprofumeria (sul loro sito) la danno a 21 euro. E a me l'han fatta pagare un euro in più. Ci sta un rincaro dal costo del sito fitocose (anche se è un grande rincaro) però addirittura un rincaro dal loro sito mi pare eccessivo. Quindi fitocose sempre promossa, anche se non ho ancora provato la crema in questione (ma ho grande fiducia in loro), peccato invece per la bioprofumeria che vende un sacco di bei prodottini, anche bjobi (altra marca che mi piace parecchio), ma con questo rincaro davvero non ha senso.
Quindi stasera dopo la doccia proverò questa fantastica crema che, dato il costo, userò davvero pochissimo. E' un esfoliante molto potente e proprio perché rende la pelle più sottile e sensibile non va usata se si scoprono le gambe al sole. Della serie: sono millenni che non scopro le gambe. Le mie braccia sono bianchissime ma in confronto alle gambe sono abbronzate: potrei fare ringo boys da sola.
Comincerò stasera e poi vi dirò: purtroppo anche con la ceretta la situazione è simile. Poi la ceretta è devastante perché è un'operazione lunga. Fai scaldare lo scaldacera, fatti la ceretta e imbrattati tutta, pulisciti con l'olio, fatti anche una doccia che se no rimani unta, e mi ci vogliono due ore. Indi silk-epil a vita (è uscito il nuovo modello, è strabiliantissimo, ma costa davvero tanto).
Oggi è il secondo giorno senza facebook, mi chiedo se qualcuno mi sta contattando sul social, così per sicurezza ho mandato una e-mail a chi potrebbe avermi contattato ribadendo loro che per un mese non ci sarò.
Capì?
Stamani sono senza trucco e per di più ho ancora tosse e raffreddore. Quindi un rottame. Tra gli occhi che mi si chiudono per il sonno, che dormo davvero poco con questa arsura in gola che mi accompagna sempre, e l'aspetto da Maga Magò, potrei tranquillamente sembrare una derelitta.
Ieri ho fatto delle ricerche in rete e ho trovato il miracoloso rimedio alla lieve follicolite che dall'avvento del silk-epil mi accompagna. Crema all'acido glicolico.
E indovinate chi, tra le tante, la vende? Proprio fitocose, affezionatissima casa cosmetica da cui compro tutte le creme. Il problema è che non volevo ordinarla online. Non ho tempo di andare a ritirare il pacco e comunque con le spese di spedizione per un solo prodotto non mi conviene. Così ho trovato la bioprofumeria, qui a Bologna, che vende anche prodotti fitocose. Ieri quindi vado, compro sia quella crema sia una crema per bimbi all'ossido di zinco (consigliata da mettere dopo l'epilazione) però non mi torna. La crema all'acido glicolico me la fan pagare 22 euro. Ora vado a controllare e, mentre sul sito fitocose la crema costa 16 euro e qualcosa, da bioprofumeria (sul loro sito) la danno a 21 euro. E a me l'han fatta pagare un euro in più. Ci sta un rincaro dal costo del sito fitocose (anche se è un grande rincaro) però addirittura un rincaro dal loro sito mi pare eccessivo. Quindi fitocose sempre promossa, anche se non ho ancora provato la crema in questione (ma ho grande fiducia in loro), peccato invece per la bioprofumeria che vende un sacco di bei prodottini, anche bjobi (altra marca che mi piace parecchio), ma con questo rincaro davvero non ha senso.
Quindi stasera dopo la doccia proverò questa fantastica crema che, dato il costo, userò davvero pochissimo. E' un esfoliante molto potente e proprio perché rende la pelle più sottile e sensibile non va usata se si scoprono le gambe al sole. Della serie: sono millenni che non scopro le gambe. Le mie braccia sono bianchissime ma in confronto alle gambe sono abbronzate: potrei fare ringo boys da sola.
Comincerò stasera e poi vi dirò: purtroppo anche con la ceretta la situazione è simile. Poi la ceretta è devastante perché è un'operazione lunga. Fai scaldare lo scaldacera, fatti la ceretta e imbrattati tutta, pulisciti con l'olio, fatti anche una doccia che se no rimani unta, e mi ci vogliono due ore. Indi silk-epil a vita (è uscito il nuovo modello, è strabiliantissimo, ma costa davvero tanto).
Oggi è il secondo giorno senza facebook, mi chiedo se qualcuno mi sta contattando sul social, così per sicurezza ho mandato una e-mail a chi potrebbe avermi contattato ribadendo loro che per un mese non ci sarò.
Capì?
08 giugno 2011
Un mio compagno di corso oggi mi manda un file zip con una serie di foto di cuccioli all'interno. La mia risposta è stata "eeeee bellini".
La sua risposta, invece, è alquanto preoccupante:
"sei dolcissima:) non fraintendere non ti lunsingando come farebbe la maggioranza dei ragazzi sto solo esprimendo una verita inconfutabile...sei veramente una persona adorabile...:)
non è che mi stai stregando?"
Non so se è arrivata l'ora di smettere di rispondergli, ma la mia innata educazione me lo impedisce (è scortese non rispondere a una e-mail, a un messaggio, a una domanda in generale). Così la butto sul ridere scrivendo che per dimostrargli il contrario può guardare il video inoltratogli (che è quello del post precedente, dei ragazzotti infoiati per gesù). La sua risposta a questo è stata:
"voleva essere un complimento! continui a rimanere adorabile..."
E' possibile cambiare pianeta? Non sono affatto dolce, almeno con lui non proprio, più di una volta l'ho infamato su twitter, a volte ha un odore così forte che sembra stia marcendo dentro, e questo non fa che portarmi a chiedermi: ma davvero do' questa impressione alla gente? Magari finisce che potrei cacare bestemmie e risulterei lo stesso adorabile e dolce. Ma si può? Quanto è forte l'immagine che ci facciamo degli altri? E quanto ci impedisce di vedere realmente con che persone abbiamo a che fare? In positivo e negativo eh. Pochi giorni fa dicevo a Fry che mi spiace non sentirlo così spesso come vorrei. O meglio.
Fry è una persona dolcissima ma quando siamo distanti lo sento poco perché non è il tipo di persona che manda ennemila messaggi, o mi chiama sempre, o mi scrive mille e-mail. Eppure c'è sempre se ho bisogno. Ma l'immagine che mi ero fatta di lui era totalmente diversa e stavo rischiando di annebbiare le mie idee con cose senza senso.
O è arrivata l'ora di cambiare davvero pianeta, oppure è l'ora di impegnarmi a mostrare quella che davvero sono. Credo che la prima opzione sia impraticabile. Quindi non ho molta scelta.
p.s. aggiornamenti dell'ultimo minuto
"forse mi sto spingendo troppo in là e ti chiedo scusa per questo..ma un po' mi piaci"
La sua risposta, invece, è alquanto preoccupante:
"sei dolcissima:) non fraintendere non ti lunsingando come farebbe la maggioranza dei ragazzi sto solo esprimendo una verita inconfutabile...sei veramente una persona adorabile...:)
non è che mi stai stregando?"
Non so se è arrivata l'ora di smettere di rispondergli, ma la mia innata educazione me lo impedisce (è scortese non rispondere a una e-mail, a un messaggio, a una domanda in generale). Così la butto sul ridere scrivendo che per dimostrargli il contrario può guardare il video inoltratogli (che è quello del post precedente, dei ragazzotti infoiati per gesù). La sua risposta a questo è stata:
"voleva essere un complimento! continui a rimanere adorabile..."
E' possibile cambiare pianeta? Non sono affatto dolce, almeno con lui non proprio, più di una volta l'ho infamato su twitter, a volte ha un odore così forte che sembra stia marcendo dentro, e questo non fa che portarmi a chiedermi: ma davvero do' questa impressione alla gente? Magari finisce che potrei cacare bestemmie e risulterei lo stesso adorabile e dolce. Ma si può? Quanto è forte l'immagine che ci facciamo degli altri? E quanto ci impedisce di vedere realmente con che persone abbiamo a che fare? In positivo e negativo eh. Pochi giorni fa dicevo a Fry che mi spiace non sentirlo così spesso come vorrei. O meglio.
Fry è una persona dolcissima ma quando siamo distanti lo sento poco perché non è il tipo di persona che manda ennemila messaggi, o mi chiama sempre, o mi scrive mille e-mail. Eppure c'è sempre se ho bisogno. Ma l'immagine che mi ero fatta di lui era totalmente diversa e stavo rischiando di annebbiare le mie idee con cose senza senso.
O è arrivata l'ora di cambiare davvero pianeta, oppure è l'ora di impegnarmi a mostrare quella che davvero sono. Credo che la prima opzione sia impraticabile. Quindi non ho molta scelta.
p.s. aggiornamenti dell'ultimo minuto
"forse mi sto spingendo troppo in là e ti chiedo scusa per questo..ma un po' mi piaci"
Primo giorno
Ieri ho messo una password assurda al mio account facebook e mi sono mandata la famosa mail postdatata a un mese. Non ho calcolato che forse anche su facebook esiste la possibilità di recuperare la password se per caso l'hai dimenticata. Ma farò finta di non saperlo.
Anche se il blog è già parzialmente chiuso ribadisco che non ho voluto escludere nessuno. Vorrei, anzi, che i miei cari amici si facessero sentire ogni tanto per chiedermi come va. So che è più faticoso che leggere un blog ma qua non c'è scritto tutto, anzi. Per cui questa è la scelta di oggi, di domani, di chissàperquantotempo.
In questi giorni di diluvio universale mi è esploso il raffreddore. Il mio raffreddore ultimamente prende pieghe strane. Il mio corpo resiste fino all'ultimo all'attacco virulento con leggeri bruciori di gola. E di solito la pianta così, se agisco immediatamente con la propoli. Purtroppo non avevo propoli a Torino e quindi ho lasciato correre e ora sono disastrata. Il mio naso pare un tubo di scarico rotto e respiro come l'assassino di venerdì 13. Mi chiedo se Fry riesca a dormire.
Lui dice che stanotte ha dormito come un sasso, io invece un po' meno. Maya grattava dietro la porta per entrare, la mia gola bruciava, gli occhi mi lacrimavano e... l'ho già detto che detesto il raffreddore?
Birba, la mia bassottina, sono due giorni che non cammina. Non si sposta e non zampetta. Sono un po' preoccupata ma almeno mi rassicura il fatto che non è lo stesso problema alla schiena che Poldo aveva avuto qualche anno fa. Quindi non trascina le zampette ma semplicemente non si muove. Il veterinario dell'ospedale per bestioline in cui è andata mia mamma le ha consigliato di tenerla a riposo per due settimane. A me sembra troppo. Infatti ho chiesto a mia mamma di chiamare il *nostro* veterinario e chiedere un parere a lui. Mi fido così tanto di quel veterinario che se potessi mi farei visitare io stessa.
Ha il fare rassicurante che ci vuole per una persona ansiosa come me.
Ecco, già che ci siamo. Dovesse mai capitarvi di avere a che fare con una persona ansiosa non (e dico non) sminuite mai le sue preoccupazioni, ma prendetela per mano e stringetela forte. Che a nessuno piace sentirsi dire che le proprie preoccupazioni non sono reali. Qualsiasi preoccupazione non reale però può svanire con un bell'abbraccio.
Detto questo, vi lascio con un filmato che mi ha agghiacciato.
Gioventù bruciata... ma come si fa?
Canzone del giorno: Edera Max Gazzè
Anche se il blog è già parzialmente chiuso ribadisco che non ho voluto escludere nessuno. Vorrei, anzi, che i miei cari amici si facessero sentire ogni tanto per chiedermi come va. So che è più faticoso che leggere un blog ma qua non c'è scritto tutto, anzi. Per cui questa è la scelta di oggi, di domani, di chissàperquantotempo.
In questi giorni di diluvio universale mi è esploso il raffreddore. Il mio raffreddore ultimamente prende pieghe strane. Il mio corpo resiste fino all'ultimo all'attacco virulento con leggeri bruciori di gola. E di solito la pianta così, se agisco immediatamente con la propoli. Purtroppo non avevo propoli a Torino e quindi ho lasciato correre e ora sono disastrata. Il mio naso pare un tubo di scarico rotto e respiro come l'assassino di venerdì 13. Mi chiedo se Fry riesca a dormire.
Lui dice che stanotte ha dormito come un sasso, io invece un po' meno. Maya grattava dietro la porta per entrare, la mia gola bruciava, gli occhi mi lacrimavano e... l'ho già detto che detesto il raffreddore?
Birba, la mia bassottina, sono due giorni che non cammina. Non si sposta e non zampetta. Sono un po' preoccupata ma almeno mi rassicura il fatto che non è lo stesso problema alla schiena che Poldo aveva avuto qualche anno fa. Quindi non trascina le zampette ma semplicemente non si muove. Il veterinario dell'ospedale per bestioline in cui è andata mia mamma le ha consigliato di tenerla a riposo per due settimane. A me sembra troppo. Infatti ho chiesto a mia mamma di chiamare il *nostro* veterinario e chiedere un parere a lui. Mi fido così tanto di quel veterinario che se potessi mi farei visitare io stessa.
Ha il fare rassicurante che ci vuole per una persona ansiosa come me.
Ecco, già che ci siamo. Dovesse mai capitarvi di avere a che fare con una persona ansiosa non (e dico non) sminuite mai le sue preoccupazioni, ma prendetela per mano e stringetela forte. Che a nessuno piace sentirsi dire che le proprie preoccupazioni non sono reali. Qualsiasi preoccupazione non reale però può svanire con un bell'abbraccio.
Detto questo, vi lascio con un filmato che mi ha agghiacciato.
Gioventù bruciata... ma come si fa?
Canzone del giorno: Edera Max Gazzè
07 giugno 2011
Sperimentazioni
Entro domani comincerò un paio di sperimentazioni: nella prima chiuderò il blog. Lo so, pare brutto. Ma in verità non sarà più disponibile per la lettura per chiunque.
Qualche tempo fa un mio amico mi annunciò che non avrebbe letto più il mio blog, non per cattiveria, ma perché almeno quando ci si vedeva (che ci si vede poco) avrebbe potuto chiedermi di raccontagli la mia vita senza che lui la sapesse già (e dovesse far finta di non saperla). Ovviamente lascerò il blog aperto a persone come Zion che non hanno altri modi per contattarmi o con cui comunque non riusciremmo a vederci né sentirci.
Questo da domani.
La seconda cosa è stare un po' lontana da facebook. Maledetto facebook. Farò così, utilizzando un servizio chiamato futureme.org mi manderò una mail postdatata con una password impossibile che non terrò in alcun modo sul mio pc. La mail è postdatata a un mese, quindi per un mese io non lo userò, disattiverò le notifiche push sull'iPhone e le notifiche e-mail.
Lo so lo so, che cosa complicata. Non potrei invece smettere di controllarlo per un po'? Eh sarebbe facile, ogni tanto mi capita di cincischiarci per cui per evitare...
Per quello che riguarda il blog ho maturato questa cosa perché mi spiace che con questa scusa nessuno si faccia più sentire. MinchiettaUno a parte, che sento spesso nonostante legga il blog. Quindi chi mi vuole sentire ha la mia e-mail, il mio contatto Skype, il mio contatto Gtalk e ragazzi se non vi va allora ditelo! :)
Lo scrivo perché so che le cose scritte, per il famoso principio di coerenza che mi tiene legata, rendono obbligatori i miei obiettivi.
Canzone del giorno: Preso Blu Subsonica
Qualche tempo fa un mio amico mi annunciò che non avrebbe letto più il mio blog, non per cattiveria, ma perché almeno quando ci si vedeva (che ci si vede poco) avrebbe potuto chiedermi di raccontagli la mia vita senza che lui la sapesse già (e dovesse far finta di non saperla). Ovviamente lascerò il blog aperto a persone come Zion che non hanno altri modi per contattarmi o con cui comunque non riusciremmo a vederci né sentirci.
Questo da domani.
La seconda cosa è stare un po' lontana da facebook. Maledetto facebook. Farò così, utilizzando un servizio chiamato futureme.org mi manderò una mail postdatata con una password impossibile che non terrò in alcun modo sul mio pc. La mail è postdatata a un mese, quindi per un mese io non lo userò, disattiverò le notifiche push sull'iPhone e le notifiche e-mail.
Lo so lo so, che cosa complicata. Non potrei invece smettere di controllarlo per un po'? Eh sarebbe facile, ogni tanto mi capita di cincischiarci per cui per evitare...
Per quello che riguarda il blog ho maturato questa cosa perché mi spiace che con questa scusa nessuno si faccia più sentire. MinchiettaUno a parte, che sento spesso nonostante legga il blog. Quindi chi mi vuole sentire ha la mia e-mail, il mio contatto Skype, il mio contatto Gtalk e ragazzi se non vi va allora ditelo! :)
Lo scrivo perché so che le cose scritte, per il famoso principio di coerenza che mi tiene legata, rendono obbligatori i miei obiettivi.
Canzone del giorno: Preso Blu Subsonica
Ma quanta arroganza si spreca,
per quali mediocri orizzonti,
il senso di vaga impotenza,
di un giorno di pioggia,
al gusto di pioggia,
in giorni di pioggia.
Con quali blindate paure
confonde l' amaro tra i denti,
l'insipido blu polizia,
di un giorno di pioggia,
al gusto di pioggia,
in giorni di pioggia.
ma sai dirmi dove sei,
se ti chiedo dove sei,
ti nascondi dove sei.
Il vuoto delle tue certezze tra le tue pareti che ora
inchiodano il silenzio tra noi due disordine interiore
ma ordine nel paese prigioni tribunali cellulari o
forse chiese, paura della morte, paura della vita
paura che la vita sfuggendo tra le dita,
paura che diversa sarebbe anche possibile,
paura del diverso paura del possibile.
In quali silenzi riecheggia
la rabbia delle tue certezze,
perché non ci provi ad arrenderti
a un giorno di pioggia,
al gusto di pioggia,
in anni di pioggia
06 giugno 2011
La notte dei desideri (etciù)
Passare questi giorni un po' distanti ci ha fatto bene, mi è mancato tanto.
La cosa buffa è che sembra che io mi sia portata dietro il maltempo. Diluviava a Torino e faceva un freddo lassù... Diluvia ora a Bologna e fa un freddo. Per questo mi sono raffreddata. Ho passato miracolosamente l'inverno senza raffreddore e un viaggetto su a Torino mi ha piegata. Colpa di diverse cose: ad esempio sul treno all'andata ero a maniche corte, e c'era aria condizionata a palla. Sono stata costretta e infilare le mani all'interno della maglia, facendo passare le braccia dalle maniche della maglietta (per intenderci: pareva fossi senza braccia), questo per evitare di congelarmi le braccine ma in ogni caso un po' di freschino c'era sempre, soprattutto al collo, mio tallone d'Achille. Sabato mattina mi vedo con RagnoB, per fare due chiacchiere e due passi. Ma quando mi sveglio sento un fortissimo scroscio e c'era praticamente un muro d'acqua. Decido di uscire lo stesso ma le mie scarpettine Puma, in vellutino chicchettoso, si inzuppano nel tempo di arrivare alla fermata e passo tutto il giorno a piedini non bagnati, ma proprio inzuppatissimi. Che camminavo facendo ciaf ciaf.
Poi non avevo con me la propoli. Con la propoli, al minimo accenno di raffreddore, passa tutto. Ma non l'avevo e quindi oggi etcì a non finire, fazzoletti, naso tappato e così via discorrendo. Ho anche un po' di tosse che andrebbe via con la bava di lumaca (ma è a Torino!).
Stasera vedrò una cosa che non ho mai visto prima. Ma vorrei anche non vedere. Io non lo posso vedere Steve Jobs. Comunque fa quello che chiama un keynote. E' una roba in cui ti presenta le ultime novità marchiate Apple e sono circondata da gente che ama Apple o comunque è incuriosita dalla cosa. Dato che Iolao ci tiene a vederlo sarò sul divano anch'io ma sicuramente mi dedicherò alla lettura di questo nuovo libro di Michael Ende (l'autore de "La Storia Infinita") intitolato "La notte dei desideri". Lo leggo e mi dico che tra le righe c'è una poesia che non vien fuori da nemmeno un volume di Harry Potter (ma io il caro Harry lo detesto per ben altri motivi).
Per il resto basta paranoie. Sono stanca dei miei autosabotaggi. E vi lascio col video di questo meraviglioso Gufetto trasformista, anche facile da allevare volendo. Mi sta tornando la scimmia della falconeria? Forse. Ma ci penso e ripenso perché tenere bestie in gabbia (e non stiamo parlando di camaleonti che stanno sempre appollaiati su un ramo muovendosi pochissimo) soprattutto bestie volanti mi provoca un non so che di rigurgito. E finché non ci sarà qualcuno in grado di spiegarmi che così non deve essere preferisco lasciar stare. Il gufo in questione si chiama Ptilopsis leucotis. Con avversari poco più grandi di lui (e qui ci mostrano un barbagianni che è proprio piccino, quindi questo gufetto deve essere proprio minuscolo) si gonfia a sembrar più grosso. Con avversari molto più grandi di lui, si assottiglia per risultare magro e poco appetibile (o solo per risultare meno visibile?).
P.s. sabato metà centro di Torino era chiuso perché pare stessero girando un film (o un cortometraggio, chissà) storico. Per cui c'era un'auto militare d'epoca più tanti finti militari dall'odore di naftalina (chissà dove li han recuperati i costumi!).
Io e RagnoB siamo passate accanto ai loro banchini dove mangiavano e non li abbiamo invidiati per nulla. Era quasi un rancio davvero. Noi invece, noi sushi.
La natura è proprio meravigliosa. A tal punto vi rimando anche a questo link.
La cosa buffa è che sembra che io mi sia portata dietro il maltempo. Diluviava a Torino e faceva un freddo lassù... Diluvia ora a Bologna e fa un freddo. Per questo mi sono raffreddata. Ho passato miracolosamente l'inverno senza raffreddore e un viaggetto su a Torino mi ha piegata. Colpa di diverse cose: ad esempio sul treno all'andata ero a maniche corte, e c'era aria condizionata a palla. Sono stata costretta e infilare le mani all'interno della maglia, facendo passare le braccia dalle maniche della maglietta (per intenderci: pareva fossi senza braccia), questo per evitare di congelarmi le braccine ma in ogni caso un po' di freschino c'era sempre, soprattutto al collo, mio tallone d'Achille. Sabato mattina mi vedo con RagnoB, per fare due chiacchiere e due passi. Ma quando mi sveglio sento un fortissimo scroscio e c'era praticamente un muro d'acqua. Decido di uscire lo stesso ma le mie scarpettine Puma, in vellutino chicchettoso, si inzuppano nel tempo di arrivare alla fermata e passo tutto il giorno a piedini non bagnati, ma proprio inzuppatissimi. Che camminavo facendo ciaf ciaf.
Poi non avevo con me la propoli. Con la propoli, al minimo accenno di raffreddore, passa tutto. Ma non l'avevo e quindi oggi etcì a non finire, fazzoletti, naso tappato e così via discorrendo. Ho anche un po' di tosse che andrebbe via con la bava di lumaca (ma è a Torino!).
Stasera vedrò una cosa che non ho mai visto prima. Ma vorrei anche non vedere. Io non lo posso vedere Steve Jobs. Comunque fa quello che chiama un keynote. E' una roba in cui ti presenta le ultime novità marchiate Apple e sono circondata da gente che ama Apple o comunque è incuriosita dalla cosa. Dato che Iolao ci tiene a vederlo sarò sul divano anch'io ma sicuramente mi dedicherò alla lettura di questo nuovo libro di Michael Ende (l'autore de "La Storia Infinita") intitolato "La notte dei desideri". Lo leggo e mi dico che tra le righe c'è una poesia che non vien fuori da nemmeno un volume di Harry Potter (ma io il caro Harry lo detesto per ben altri motivi).
Per il resto basta paranoie. Sono stanca dei miei autosabotaggi. E vi lascio col video di questo meraviglioso Gufetto trasformista, anche facile da allevare volendo. Mi sta tornando la scimmia della falconeria? Forse. Ma ci penso e ripenso perché tenere bestie in gabbia (e non stiamo parlando di camaleonti che stanno sempre appollaiati su un ramo muovendosi pochissimo) soprattutto bestie volanti mi provoca un non so che di rigurgito. E finché non ci sarà qualcuno in grado di spiegarmi che così non deve essere preferisco lasciar stare. Il gufo in questione si chiama Ptilopsis leucotis. Con avversari poco più grandi di lui (e qui ci mostrano un barbagianni che è proprio piccino, quindi questo gufetto deve essere proprio minuscolo) si gonfia a sembrar più grosso. Con avversari molto più grandi di lui, si assottiglia per risultare magro e poco appetibile (o solo per risultare meno visibile?).
P.s. sabato metà centro di Torino era chiuso perché pare stessero girando un film (o un cortometraggio, chissà) storico. Per cui c'era un'auto militare d'epoca più tanti finti militari dall'odore di naftalina (chissà dove li han recuperati i costumi!).
Io e RagnoB siamo passate accanto ai loro banchini dove mangiavano e non li abbiamo invidiati per nulla. Era quasi un rancio davvero. Noi invece, noi sushi.
La natura è proprio meravigliosa. A tal punto vi rimando anche a questo link.
Iscriviti a:
Post (Atom)
