04 febbraio 2016

10/10/2015: la carta Antaimoro e i sassi, miei acerrimi nemici.

Questa mattina colazione alle 7 perché alle 8 andremo a visitare la fabbrica di carta Antaimoro che è proprio dietro l'albergo.

in stanza
La lavorazione è tutta naturale con le fibre della pianta Avoha di cui usano la corteccia che viene fatta bollire 3-4 ore e ridotta a poltiglia con un martello di legno. La pasta viene diluita con acqua, filtrata e messa in un panno dove viene tagliata e dove gli vengono aggiunti i caratteristici e decorativi fiori. La carta finale è bellissima e ha un naturale colore giallino.

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la separazione dei fogli
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mettiamo due fiori decorativi
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la resa finale. Per me ha un significato stupendo che vi racconterò in un altro post che non parla di Madagascar
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la carta (bellissima) mentre asciuga

Visto che abbiamo terminato presto la visita andiamo a vedere come fanno la seta e compriamo due sciarpe di seta selvatica, cioè da baco non allevato. Certo, sembra cotone e ha tutt'altro aspetto rispetto alla seta industriale cui siamo abituati, ma è totalmente filata a mano.


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la filatura a mano

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non trovate bellissime queste mani?

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anche queste
Terminata la visita andiamo al parco Anja dove fa caldissimo.
Visto il sole Fry acquista un adorabile e caratteristico cappellino di rafia per coprirsi dal caldo ed Eric due birre perché faremo merenda nel parco (e con quel caldo la birra è d'obbligo) e con sé aveva pane, formaggio e banane nonché deliziosissime polpette di zebù, zenzero e aglio. Ops. Ho spoilerato.


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Fry che se la tira dopo aver comprato il cappellino di rafia
Le nostre due guide sono Cedric che parla italiano e lo scovatore di animali (non ricordo il nome) che ci accompagnano all'ingresso del parco dove quasi subito abbiamo visto un Furcifer oustaleti femmina di un bel verde brillante.

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non sono meravigliosi i camaleonti?
Poco dopo, ecco finalmente dei simpaticissimi Lemur catta che ci tengono compagnia e ma soprattutto occupano diversi giga di memoria nella card della reflex. Intanto lo scovatore ci trova anche un oustaleti ma maschio.


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un cucciolo di Lemur catta
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mamma con cucciolo
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non sono tenerissimi?
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Furcifer oustaleti maschio
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altra foto di furcifer
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e tu serpentello, chi mai sei?
Gli insetti più carini sono delle farfalle rosa che, posate sui rami sembrano fiori. Eric mi ha detto che si chiamano Flower Bug ma su internet non li trovo con quel nome (vedo ora che si chiamano Phromnia rosea, i Flower Bug sono una cocciniglia, quindi tutt'altra cosa). Da qui in avanti è cominciato l'inferno!


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sembrano davvero piccoli fiori, sono bellissimi
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zebù
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una discesa nelle grotte
Scalata semplicissima, ma per me complicatissima, su rocce. Ok se dico scalata potreste pensare a corde e picconi ecc, in realtà era una camminata abbastanza tranquilla ma io saltellare da una roccia all'altra sono proprio negata. Per lo stesso motivo odio gli scogli. Inoltre con una mano dovevo reggere la macchina fotografica.
Avete presente la scena di Labyrinth in cui Bubu dice "Sassi... amiciii". Ecco nel mio caso sono i miei nemici giurati.
Mi odiano, mi fanno scivolare, si muovono quando dovrebbero essere fermi. Se non fosse stato per l'aiuto di Cedric che quasi mi teneva per manina non ce l'avrei fatta.
Dopo una pausa splendida a goderci il panorama su una roccia altissima che in realtà non era così alta ma le rocce nel mio caso fanno anche quello, distorcendo lo spazio, siamo scesi con la corda MACHIMEL'HAFATTOFARE e una pausa nella grotta dei lemuri, dove loro vanno a mangiare.

foto panoramica della vista fatta con lo smartphone (apritela per vederla meglio)
no, per farvi capire. Le rocce!


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ciao lucertolina!
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panorama
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lo scovatore a sinistra, Cedric al centro ed Eric a destra. Lo scovatore era velocissimo ad arrampicarsi sulle rocce.
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il meritato riposo

Prima di arrivare in questo punto Cedric mi mostra una tomba e io, dimenticandomi di tutto ciò che ho letto prima di partire, la indico con il dito. E' un fady, ovvero un tabù e non si fa. Per indicare le persone e le tombe bisogna posizionare la mano come se si indicasse ma con l'indice piegato.
Due foto fatte ora per mostrarvi cosa intendo.

NON si indica così, non fate figuracce come me

si indica così.
La tomba si trovava in un incavo della roccia e il mio tempismo magico mi ha fatto indicare la tomba proprio nel momento in cui lui mi stava spiegando che NON si doveva assolutamente fare.
Le cosce hanno cominciato a sentire bisogno del voltaren.

Tornati ad Ambalavao mi sono fatta una bella doccia (allagando il bagno perché mancavano le tendine) e ci siamo riposati. Dopodiché salto al mercato e così Fry ha comprato il costume (si è accorto di averlo scordato a casa all'aeroporto, dove ne aveva trovato uno alla modica cifra di 80 euro! vista la frequenza nulla con cui andiamo al mare l'ho bastonato sulle nocche per evitare lo acquistasse).
Ovviamente ovunque urla VAZAHA e commenti sui miei tatuaggi.
Altro riposo prima della cena. Per domani è prevista la partenza alle 7.30 per Isalo.

Qui le foto della giornata.

Consapevolezza

Per tanti anni mi sono sentita orrenda, per tanti altri ho alternato momenti in cui mi sentivo bellissima a momenti in cui mi sentivo orrenda, portando tante maschere a seconda dell'istante, della situazione, delle persone. Finalmente a 34 anni mi sento io. Ora finalmente mi sento Carla. Sono Carla.

26 gennaio 2016

C'è sempre un'altra strada

Di questo sogno mi ricordo solo un pezzo...
Ero in viaggio e dovevo attraversare una gola abbastanza profonda usando una sorta di carrucola attaccata a un filo, in cui si stava appesi nel vuoto.
Mi sa che c'era anche il babbo di Fry con la sua compagna.
Ma io avevo paura.
E non volevo farlo.
Però lei non aveva paura e io pensavo "ma che cacasotto sono se non riesco a farlo io, e lei sì?"
Poi però ho visto un ragazzino che era riuscito ad andare dall'altra parte senza usare questo sistema.
E allora ci ho provato e quando sono arrivata dall'altra parte tutti a chiedermi come avessi fatto..
La mia testa sta cercando di dirmi forse che anche se ho paura a prendere una strada, per arrivare allo stesso risultato posso usare un'altra strada meno paurosa. Ma quale strada? E quale risultato?

20 gennaio 2016

9/10/2015: a colazione con le blatte [ma anche Ranomafana: il parco dei sogni]

Oggi sveglia alle 7.30 per avviarci verso il parco di Ranomafana. A colazione ci ha tirato la pezza uno statunitense, viaggiatore solitario che per un mese si gira il Madagascar in taxi brousse.


a colazione non siamo soli (blatta volante)!
Ci vuole pazienza e tanto tanto tempo: sai quando parti ma non sai quando arrivi con i taxi brousse!

Anche ieri sera si era accollato e non la smetteva di parlare. E' bello condividere ma ogni 10 minuti si apprezza almeno un minuto di silenzio!
Andiamo al parco dove ci attende Luigi, la nostra guida che parla italiano. Da lì abbiamo fatto una faticosissima passeggiata di 3 ore e mezza: lo so non sembra molto, ma credetemi.. avrei voluto del voltaren per le gambe!
SALITEDISCESESALITEDISCESE era un continuo.
Sono arrivata a non riuscire a sentire più le cosce!
Abbiamo visto un sacco di animaletti, una rana che si chiama Bofisia che ora non riesco a trovare online quindi probabilmente non è il suo vero nome o forse non l'ho capito bene io. Comunque carinissima.

Abbiamo visto anche il tenerissimo Lemure dorato del bambù che vive solo in questo parco, il lemure fulvus che abbiamo già conosciuto all'isola dei lemuri, il prolemure dal naso grande (ha davvero un naso grande!), l'Uroplatus phantasticus, che la guida ha definito satanique. E poi il lemure dalla pancia rossa, il Sifaka di Edward che come comportamento è simile all'Indri indri (è monogamo) e difatti appartiene alla stessa famiglia, una Brookesia (non potete capire la mia felicità nel vederla! E' la specie di camaleonte più piccola del mondo) e due insetti stecco spinoso.

Il lemure del bambù mangia solo la parte tenera delle foglie e butta il resto a terra mentre il lemure dalla pancia rossa mangia anche i tronchi. Insomma quando casca qualcosa dal cielo o è sterco o qualche foglia che cade!

Dato che le foglie del bambù contengono piccole quantità di cianuro, i lemuri ogni tanto scendono a mangiare un po' di terra per pulirsi dal veleno.


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La ranocchietta senza nome

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Lemure del bambù, non siamo riusciti a fargli una foto decente!

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Uroplatus phantasticus, ovvero geco foglia. Perfettamente mimetico e notturno. Ho dovuto fargli la foto col flash perché era davvero molto buio

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Ranocchietta senza nome

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Liane (sì anche io me le immaginavo più piccole...)

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Eulemur fulvus, è proprio un furbacchione!

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prolemure dal naso grande

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altro Uroplatus

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Insetto stecco spinoso
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Sifaka di Edward
Splendida vista della foresta di Ranomafana

e si cammina!


E' stato faticoso ma bellissimo, lo rifarei ora! La giungla è sempre la giungla e vedremo altri parchi bellissimi ma Ranomafana e Mantadia mi sono rimaste nel cuore.
Ci rimettiamo in viaggio per Ambalavao. L'albergo Bouganvillèe è molto carino e Ambalavao mi piace un sacco.

ecco come sono i miei capelli senza stiraggio!


Dopo una pausina in cui sono riuscita anche a lavarmi una maglietta, ci siamo visti con Eric e Mami per fare un giro al mercato e ho finalmente comprato un Lamba.
Il Lamba è un fazzolettone di stoffa che viene usato per qualsiasi cosa: per trasportare cose, come capo di vestiario, come base per poggiare grosse ceste sulla nuca.
Io l'ho usato anche in spiaggia come telo da mare, come pareo... insomma il lamba si usa per qualsiasi cosa. [manca una foto del mio fottutissimo lamba!]


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Ambalavao

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Le onnipresenti galline: le caricano persino sul tettuccio dei taxi brousse dopo averle immobilizzate per bene

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Il mercato: le gonne che si vedono addosso alle donne sono in realtà dei lamba che sono anche pratici trasportabebè

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tipica architettura degli altipiani centrali, della tribù merina
Al mercato tutti ci guardano, guardano i miei tatuaggi e i bambini urlano VAZAHA!
Ovunque sentiamo urlare questa parola, ma soprattutto i bambini la pronunciano.
Non mi da' fastidio, anche se significa straniero, anche se significa bianco, non sempre ha connotati negativi, anzi!

Sempre al mercato Fry ha comprato una tripla a pochissimo prezzo: peccato che tornati in albergo ci siamo accorti che era una scatola vuota con dei buchi, niente componenti all'interno e quindi inutilizzabile. Pazienza!
Dopo una bella cena andiamo a nanna, domani visitiamo la fabbrica della carta Antaimoro, e infine un parco che, nel mio diario ho scritto così, non ho capito come si chiama!

Qui tutte le foto della giornata.

12 gennaio 2016

Stranezze e coincidenze

Che strano. È vero che le persone trovano le coincidenze quando le cercano. Però...

Ieri ho visto un film che si intitola "Magdalene"; è tratto da una storia vera.

Le strutture Magdalene ospitavano ragazze madri, o stuprate, o che avessero fatto sesso prima del matrimonio... O delle quali anche solo si sospettasse mancanza di integrità morale. Ovviamente erano tenute da suore le quali non mancavano di umiliare, picchiare e far lavorare senza compenso le ragazze alla lavanderia. Per non parlare di abusi sessuali attuati dai preti di passaggio alle strutture.

Nel film una di queste ragazze ha un santino appeso al collo, San Cristoforo.

Ecco, è l'unica cosa che ha, perché il suo figliolo è cresciuto dalla sorella e lei non lo può vedere...

Stamani dal panettiere trovo per terra un santino, identico a quello del film. Non guardo bene, non so che santo è. Chissà se è un segnale, chissà di cosa, ma mi ha impressionato.

02 gennaio 2016

8/10/2015: partenze, arrivederci e il primo hotely.

Ieri sera abbiamo cenato con Gaby e famiglia. Loro non parlano né inglese né italiano e non erano abituati a mangiare con i clienti, quindi sono stati in silenzio per la maggior parte del tempo. Spesso Gaby parla di sé come di un "selvaggio" perché non usa il coltello o altre cose. Io non ho mai pensato questo. Ognuno mangia secondo proprie abitudini, è come per noi quando mangiamo al cinese con la forchetta. Chissene, no?
Gaby ci illustra il nuovo programma di viaggio. Lo abbiamo dovuto modificare perché inizialmente a fine viaggio saremmo dovuti tornare all'aeroporto di Antananarivo con un aereo locale da Tulear.
Però Gaby non si fida, spesso gli aerei annullano voli o modificano gli orari senza preavviso e l'ultima volta si era trovato costretto a cambiare programma di viaggio all'ultimo. Così abbiamo annullato un paio di tappe per poter rientrare per tempo in macchina. Ha aggiunto anche un percorso tra i Baobab, a Sud.
Domani partiamo alle 9 per un viaggio di circa 6 ore per Ranomafana: la "o" in malgascio si legge "u", quindi si pronuncia Ranumafana (e mora mora si legge mura mura) e significa "acqua calda" (rano significa acqua, si troverà anche in altre località nel nome) perché c'erano (e ci sono ancora, mi pare) le terme.
Prima di partire Fry si accorge di non trovare più il passaporto. Dopo aver avvisato Gaby che intanto si è messo a controllare nella jeep e dopo il mio incazzo perché abbiamo comprato i portapassaporti non a caso - mentre lui teneva sempre il passaporto in tasca levandolo spesso - per fortuna Gaby lo trova sotto ai sedili e possiamo partire.
Salutiamo Gaby, lo rivedremo il 17, proseguiamo il viaggio con Mami ed Eric.
I paesaggi sono quelli degli altipiani centrali: risaie, zebù, donne e uomini che trasportano immensi carichi, penso per chissà quanti km. La colonna sonora malgascia del viaggio, e infine la sosta per mangiare.
Ci siamo fermati in un villaggio che si chiama Camp Robin e abbiamo assaggiato il nostro primo pasto in un Hotely.

Il nostro primo Hotely

L'hotely è una cucina dove si mangia a poco. E' usata per lo più dai malgasci nelle soste durante i loro lunghissimi viaggi in taxi brousse. La cucina malgascia è composta principalmente da zuppe, o piatti di carne accompagnati da un altro enorme piatto di riso. In questo hotely abbiamo mangiato una sorta di piccolo stufato di zebù (dentro c'erano un po' tutte le parti, Fry ha trovato un pezzo di lingua e l'ho mangiata io perché non se la sentiva - molto buona!) con non so quanto riso.
Il riso scrocchiava perché lo mettono ad asciugare all'aperto e si riempie di sabbia.
L'hotely non ha i nostri standard di pulizia, ma si mangia davvero bene (immaginate tavoli appicicaticci di pasti passati). I malgasci erano incuriositi di vedere due Vazaha seduti lì. Io ho mangiato splendidamente e il nostro piatto è costato solo 3000 Ar (circa 70 centesimi di euro).
Spesso a fine pasto servono il Ranovola, significa "acqua di soldi", è acqua lasciata bollire nella pentola bruciacchiata dal riso cotto prima. Non lo abbiamo assaggiato (ma lo assaggeremo nei prossimi giorni). Eric ci comunica che è utile se ti scappa di andare in bagno!
Noi in queste situazioni beviamo birra, non sappiamo se hanno acqua in bottiglia quindi non rischiamo.

l'interno dell'hotely (sotto al tavolo ci sono montagne di carote)

il menù


Ovviamente prima di ripartire mi tocca andare in bagno anche perché non so quando mi potrò fermare. Il bagno è di fronte all'hotely ed è letteralmente un buco per terra. A volte qualche scarafaggio osserva le mie mosse.
Ma fottesega.

il bagno


 Durante il viaggio Eric ci fa fermare vicino a un ponte crollato. Se non erro era stato fatto crollare dai civili per evitare che i militari raggiungessero il nord (forse nel 2010?).


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Radio Maria everywhere. Purtroppo.
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il ponte crollato
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venditore di vaniglia. penso,

Durante il viaggio siamo stati fermati due volte dai militari che ci hanno chiesto anche i passaporti, secondo Eric era la prima volta che accadeva ma ci accadrà altre volte durante il viaggio.

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chioschetti come questo si trovano sempre lungo le strade. vendono caffè, dolci, ma anche pasti. economici e ottimi per uno spuntino. a destra panni stesi sugli alberi



Arrivati a Ranomafana in albergo sono un po' sfavata perché non è quello che avevamo pattuito, Siamo a Ihaty hotel invece che a Le Grenade che è proprio lì accanto. La stanza è minuscola e l'acqua esce a filo. Ma forse sono in vena di lamentele perché siamo stanchi per il viaggio...
Dopo un riposino facciamo un giro per la città. Scopriamo che il gioco delle bocce esiste anche qui, assaggiamo un frutto simile al melograno (dice Eric che è afrodisiaco), però abbastanza acido.

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il gioco delle bocce
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il frutto misterioso
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una farmacia malgascia

Attraversiamo un ponte quasi a pezzi e riparato con travi di legno. Lo avevano costruito i francesi colonizzatori ma una volta andati via i malgasci non avevano gli strumenti per mantenerlo e hanno dovuto ripararlo alla meno peggio. Abbiamo cenato poi tutti insieme (noi e gli scarafaggi) perché domattina sveglia presto per visitare il meraviglioso parco di Ranomafana.

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il ponte in legno costruito successivamente
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il ponte costruito dai francesi in condizioni devastanti
scarafaggio alato al ristorante

dimensioni
Le foto di tutta la giornata qui.

Canzone del giorno: Soary Sareraka