23 maggio 2007

Di macchine e falchi e carnivore e Noi

Abbiamo comprato la macchina. In circa mezz'ora, sabato, ci siamo decisi. Dopo la sventura che ha visto la mitica ka di Roccio impegnata in un'appuntamento al bowling senza invito ce l'abbiamo fatta. Alla fine la scelta è cascata su una Peugeot 207 nera. Fino all'ultimo eravamo in forse su blu e nera. Ma alla fine abbiamo optato per questo colore.
Domani dovrebbe arrivare e sarei proprio contenta di partecipare anch'io all'evento, infatti ho chiesto ferie che però non mi hanno ancora concesso, vedrò oggi. Invece tutto l'entusiasmo che avevo sulla famosa "giornata del falconiere" è sfumato molto, in quanto è dall'8/5 che scrivo a questi tizi senza ottenere risposta alcuna. Purtroppo io devo sapere entro oggi se la giornata si fa o non si fa, perché nel caso non si faccia c'è un incontro di pianticarnifiorai a Firenze a cui già mi spiaceva non poter partecipare. Dato che dubito di ricevere risposta oggi sui falchi mi prenoto già da ora per l'incontro a villa Vogel dei mitici carnivori. Qui tutte le info se qualcuno volesse spingersi tanto in là da provare l'ebbrezza di conoscere persone abbastanza matte da coltivare piante insettivore.
Ho fretta semplicemente perché per noi vuol dire cambiare rapidamente i nostri piani di viaggio. Un esempio: tempo fa quando prendevo il treno, il biglietto lo facevo in stazione pochi minuti prima della partenza. Ora ci sono tutti questi treni a prenotazione obbligatoria che sono già pieni pochi giorni prima di partire. Se non trovi posto devi prendere il treno dopo, e capita molto molto spesso. Quindi il biglietto va fatto con almeno qualche giorno di anticipo. Poi Roccio aveva già il biglietto per venire qui. Perché non vada perduto deve richiedere un bonus del valore del biglietto, oppure cambiarlo con un altro biglietto prima del viaggio che sarebbe venerdì sera, ovvio. Di contro io devo fare il biglietto. Oggi saprò se mi hanno concesso giorni di ferie anche se ne dubito.
Sono fortunata perché non penso che giovedì si spostino tante persone, quindi quel biglietto posso tranquillamente farlo entro domattina. Cos'altro capita in questo pianeta? Ah sto studiando java. E mando curriculum, al solito.
Tralaltro mi sembra che il gioco preferito dalle agenzie di lavoro interinali sia "Vince l'agenzia più stupida". E due settimane fa mi aveva contattato una tizia che, giuro, poteva concorrere al titolo mondiale. Mi chiede se sono interessata a un lavoro di assistenza tecnica telefonica, rispondo che sì, va bene, è più o meno quello che faccio ora. Però, appunto, sto lavorando e posso dare disdetta senza preavviso solo entro un mese dall'inizio del contratto, altrimenti devo dare un mese di preavviso. Bene, mi dice lei. Bene, dico io e chiedo se il contratto è full o part time. Silenzio. Dice imbarazzata che non lo sa e attenda in linea. Torna e afferma che potrebbe anche essere un full time (cosa significa potrebbe anche essere?). Va bene, mi interessa. Le chiedo quali sono i giorni lavorativi (se da lunedì a venerdì oppure su turni a rotazione o cose simili chessò) e mi dice che non lo sa. Allora le chiedo più o meno a quanto ammonta la paga e non lo sa. Alché fa la cosa più geniale del mondo, mi dice "Va bene. Io le lascio un po' di tempo per pensarci, magari vuole rifletterci un po' prima di lasciare un lavoro per un altro". E lì mi sento un po' presa per il culo. Le dico "Sì, io ci penserei anche. Però non so a cosa dato che non ho elementi su cui pensare, non sapendo paga, orari, giorni lavorativi. Facciamo così: si informi e poi mi richiami". E' inutile dirlo che ha salutato imbarazzata e non l'ho mai più sentita.

22 maggio 2007

Vedere un mondo in un grano di sabbia
e un universo in un fiore di campo,
possedere l'infinito sul palmo della mano
e l'eternità in un'ora.

20 maggio 2007

La Sua storia

Il 17 ho fatto la visita. Prelievo ed ecografia alla tiroide. Per il prelievo sono stati necessari 3 buchi prima di estrarre dalle mie venuzze qualche goccia di sangue. Il primo buco è stato così: ecco la vena ecco la vena ecco la vena (ago che entra) ops si è rotta. Ho visto l'immagine dell'infermiera con il cranio spappolato a terra e il mio piede che premeva contro. Lascia il campo all'altra infermiera che scandaglia tutte e due le braccia (legandomele entrambe con i lacci emostatici) ma niente. Mi guarda le mani ma le vieto di bucarmi lì. Decide molto saggiamente (sono ironica) di bucarmi poco sopra il secondo buco. Il secondo buco è stato così: mah, proviamo, insomma, non refluisce, ravano un po' con l'ago ma nulla. Toglie l'ago e decidono per il terzo. La seconda infermiera lascia di nuovo il campo alla prima che guarda una vena a tra l'incavo del gomito e il polso. So che lì fa male ma piuttosto di finire questa tortura, allo sguardo interrogativo dell'infermiera, faccio cenno di sì con la testa e procede. Storia del terzo buco: ah ecco finalmente il sangue, certo che però è strana anche questa vena, ha già smesso di refluire, speriamo che il sangue basti. La fulmino con lo sguardo, mi dice "Ma sì, ce lo facciamo bastare". Mi riempiono il braccio martoriato di qualcosa che somiglia al lasonil e mi fanno andare a fare l'ecografia. Purtroppo mi perdo e nessuno conosce il reparto radiologico di tal professore. Così, dopo aver seguito tutte le indicazioni che mi erano state date ed essermi persa quella trentina di volte, decido di fare a modo mio e trovo il reparto. Sono già in ritardo di mezz'ora e la sala d'attesa di radiologia/ecografia è l'anticamera dell'inferno. Pieno di gente che beve (ecografia all'addome inferiore) e si lamenta perché sono ore che aspetta. Tutti con la vescica strapiena e lamentosi: fantastico. Appoggio la testa al muro e dormo. Dormo, dormo. Finché due ore e mezza dopo, mi chiamano. Mi sdraio e la dottoressa o radiologa che sia, mi scandaglia la tiroide. Scandaglia scandaglia scandaglia. Persino una tontarella come me capisce i segnali che ti portano a pensare che ci sia qualcosa che non va. Lei esce e ritorna con un medico anziano con il camice verde, che comincia a scandagliare anche lui e dice "Sì, eccolo, ma è piccolissimo". Il mio neurone comincia a pensare "Ehi, sono qui, ditemi qualcosa". E lui continua, parlando con la giovane radiologa "Sì è piccolo ma dobbiamo segnalarlo anche se non riusciamo a misurarlo". Lei, con tono affermativo, dice "Sì, è nostro compito cercare eccetera eccetera". Odio quando parlano così: non sono idiota, sono qui. E parlo "Cosa succede?" "Nulla, c'è un piccolo nodulino, forse alla visita il medico ti farà poi fare controlli più frequenti".
E' difficile pensare positivo, diciamo che so bene che potrebbe non essere nulla. Ma sono reduce da terapie abbastanza brutali, tra cui due radioterapie di cui una a mantellina e una localizzata alla zona collo-spalla. Esattamente la zona dove hanno trovato il nodulino.
Ci sono diverse opzioni: può essere un nodulo benigno (e questo accade nel 90% dei casi, in cui però non ci sono state storie di tumore pregresso o radioterapia localizzata). Oppure un piccolo tumore. Per ora, non sono un dottore, immagino aspetteranno perché è piccolo. Forse mi faranno ecografie frequenti o una radiografia, speriamo non una tac. Se cresce mi faranno un agoaspirato, cercando qualche gruppo cellulare che possa indicargli la patologia. Per mia natura, per mia esperienza e forse per il mio passato, è quasi d'obbligo sperare al meglio ma prepararsi al peggio. E' proprio quello che sto facendo.
In bocca al lupo, a me.

16 maggio 2007

La Nostra Nuova Diggitale

Ho comprato una nuova digitale. Non che ne avessi la necessità: non ci posso fare nulla, quando parte la pippola è così. Tutto è cominciato ieri, sono uscita di casa presto perché mi sono vista con RagnoB. Lei sta partendo per Capo Verde e si è decisa ad acquistare una fotocamera digitale, giusto per non comprare quei 1200 rullini e per non buttare quelle 24000 foto venute male. Così ci avventuriamo per un posto sconosciuto dal nome PC City, a Collegno, appena fuori Torino. A parte l'aver scoperto un Burger King proprio accanto a questo negozione (terribile, e io e Roccio che stavamo andando a Milano ad assaggiare uno dei suoi mitici panini) mi è presa la scimmia della digitale. RagnoB aveva delle specifiche ben precise dettatele da suo fratello, ovvero: almeno 800 iso, scheda di memoria XD (non sapevo nemmeno che esistesse), almeno 7 megapixel, lo stabilizzatore ottico e la batteria al litio. Raccattando un paio di informazioni lì sul posto ci siamo dette che un po' dovevamo cedere. Via le schede XD perché le usano solo 2 fotocamere. Così ne rimanevano piuttosto poche. Pim. Parte la Pippola.
Vedo una Nikon che mi piace, 8 megapixel, zoom ottico 4x, scheda SD, iso 400, stabilizzatore d'immagine, e, udite udite, connessione wifi. Solo per questo l'avrei presa subito. E meno male che non c'era un bancomat nei paraggi altrimenti l'avrei comprata. Dopo mezza giornata di attente riflessioni (il mio cervello discuteva da solo a questa maniera "La compro? No, non la compro. Ma sì la compro. Ma no, non è necessario") e perlustrando diversi siti per comparare macchine digitali mi sono quasi decisa a prenderla. Solo perché è una Nikon sia chiaro. Oggi però, passando quasi casualmente da Unieuro, ho controllato il reparto fotocamere. Visto che le cose che mi interessavano erano poche ma ben chiare, ho dato un occhio solo a quelle che avevano uno zoom ottico abbastanza potente, da 4x in su. Così trovo 4 digitali (esclusa la Nikon già vista). Tornata a casa le confronto e una di queste batteva tutte le altre per quasi tutte le caratteristiche che mi interessavano. Una Canon, acerrima nemica della Nikon, dal costo simile a quest'ultima, con zoom ottico 6x, 7.1 megapixel, stabilizzatore ottico, iso 800. Ero combattuta: tradire la Nikon per semplice interesse? Certo che sì. Così dopo un breve consulto con il mio cervello "La compro? Massì dai, compriamola" e dopo un ancor più breve consulto con Roccio "Che dici? La compro?" "Massì comprala!" mi sono fiondata su Pixmania a ciaparla. Certo, esteticamente la Canon fa cacare, però è obiettivamente superiore. Farò poi qualche scatto di prova e ne scriverò, ovviamente.

Domani ho un prelievo, che paura!

15 maggio 2007

Il weekend è stato fantastico... Come sempre. Non abbiamo la macchina per sfortuite coincidenze che hanno portato un perfetto sconosciuto a sbatterci contro e farla rimbalzare su un cassonetto dell'immondizia. A distruggerla insomma. Il sopracitato estraneo, forse addormentato, forse ubriaco, ha deciso bene di giocare a bowling usando come palla la sua macchina e come birilli.. bhe.. la macchina di Roccio. Disastroso Strike. La macchina era parcheggiata e nessuno si è fatto male. A parte forse il giocatore di bowling che non si sa bene chi sia anche se ha lasciato tutti i dati attaccati alla macchina. Che bravo eh? Ma forse solo perché anche la sua macchina non si accendeva più.
La ka ora è una specie di Smart "rivisitata" che manca quasi del tutto del suo culo e con il muso che ha preso la forma del cassonetto.

11 maggio 2007

Segnalazione

Vi segnalo questo sito. Lo sto leggendo e sembra interessante. Almeno per avere un altro punto di vista.

L'animale più stupido?

Qual è secondo voi l'animale più stupido?

10 maggio 2007

MEME

Ringraziamo Zion e Rob per questo meme.

1.) TU E GESU' ANDATE FUORI A CENA. CHI PAGA?
ha moltiplicato i pani e i pesci, che gli costa moltiplicare gli euro?

2.) IMPROVVISAMENTE DEVI LASCIARE IL PAESE E TROVARE UN ALIAS. CHI VORRESTI DIVENTARE? Me stessa medesima tale: tutti penseranno che io abbia cambiato identità e nessuno mi verrebbe a cercare.

3.) UN POSTO DELL'ITALIA DI CUI TI SBARAZZERESTI. Napoli, con rispetto parlando (ho lasciato lo stesso commento di Zion)

4.) TI SVEGLI E SEI DEL SESSO OPPOSTO. QUAL E' LA PRIMA COSA CHE VORRESTI PROVARE? Disegnare con il getto di pipì!

5.) UN GIOCATTOLO CHE AVRESTI VOLUTO MA NON HAI MAI OTTENUTO DA BAMBINO? il grillo parlante

6.) TRE CELEBRITA' CON CUI VORRESTI FARTI UNA STORIA?
Bruce Willis, Robin Williams (non Robbie), Johnny Depp

7.) QUALE FILM TI HA DAVVERO SPAVENTATO? L'unico che mi ha davvero spaventato è stato "Profondo Rosso".

8.) LA COSA PIU' STUPIDA CHE HAI DETTO AD ALTA VOCE? Tante tante. Oggi ad esempio uno al lavoro mi ha chiesto "ma se voglio un altro numero devo richiamare?" e io "no, può chiedermi *quello che vuole*". Pausa. Risata.

9.) SEI STATO CONDANNATO A MORTE ED E' IL GIORNO DELLA TUA ESECUZIONE. QUAL E' IL TUO ULTIMO PASTO? Peperoni ripieni.

10.) UNA COSA CHE HAI FATTO E CHE LA MAGGIOR PARTE DELLA GENTE NON FAREBBE? mangiato i funghi sottaceto sopra il gelato.

11.) DOVE VUOI ANDARE PRIMA DI MORIRE? Non voglio morire.

12.) QUALCOSA CHE TI PIACE MOLTO MA CHE PROBABILMENTE NON RIUSCIRAI MAI A FARE? Guidare un elicottero.

13.) UN ANIMALE SELVAGGIO CHE VORRESTI POSSEDERE?
Io possiedo già animali selvaggi. Ad esempio il mio cane Poldo.

14.) UNA DROGA CHE NON PROVERAI MAI? Eroina.

15.) SE FOSSI UN ANIMALE QUALE SARESTI? Un bradipo.

16.) SE DOVESSI SPOSARE QUALCUNO CONOSCIUTO QUANDO AVEVI DODICI ANNI, CHI SAREBBE?
Vedeste che elementi frequentavo a 12 anni..

17.) UNA COSA CHE LA MAGGIOR PARTE DELLA GENTE NON SA DI TE?
Sono un po' pelosetta e quando ero piccina mi facevo i disegni sul braccio con la crema depilatoria.

18.) LA PRIMA COTTA PER UNA CELEBRITA'? Mai.

19.) UN'ARMA CHE RAPPRESENTA TE E LA TUA PERSONALITA'? Non mi piacciono le armi.

20.) IL TUO PANE PREFERITO PER LA COLAZIONE? Nulla, mangio biscotti.

21.) PARODIA DI UN FILM PREFERITA? Hot Shot, Frankenstein Junior (ma è una parodia?)

22.) IL PEGGIOR MODO DI MORIRE? Lentamente e consapevolmente

23.) LA PEGGIOR FERITA CHE TI SEI FATTO? Ho sbattuto la testa contro la ringhiera del balcone fatta di metallo (ora si spiegano un sacco di cose) e ho una visibile cicatrice vicino all'occhio destro.

24.) LA COSA MIGLIORE DELLA FESTA DEI SANTI? Che è una festa?

25.) LO SPORT CHE ODI DI PIU'? Il calcio. A farli, tutti.

26.) IN QUALE CITTA' ITALIANA VORRESTI VIVERE? Firenze

27.) ATTORE/ATTRICE CHE PREFERISCI? Nicole Kidman, Johnny Depp, Bruce Willis

28.) UNA FRASE CHE DETESTI? Tiriamo avanti..

29.) COSA RENDE BELLISSIMA UNA FESTA? La festa!
Non è un buon baratto denaro per soldi
Ieri straordinario fino alle 21.30. Non è male stare di sera in Seat. Le luci si spengono, le chiamate sono di meno, rimane solo un team leader e non c'è tutto il chiasso che c'è di giorno. In sala relax c'è addirittura silenzio. Ho avuto modo di leggere qualche pagina del libro che abbiamo comprato io e Roccio: è molto bello. E parla (per 500 pagine) di un numero. Incredibile.

Sono dovuta andare in macchina, io odio guidare. Soprattutto litigare con chi vuole lavarti i vetri a tutti i costi e riesce a sporcarteli ancora di più.

Ma quando arriva sabato?
Ho la mente annebbiata da pollo e patate e sonno post-pranzo (datemi un caffè, presto!).
Caffè caffè caffè. E poi mi sistemo per andare al lavoro. Che sonno incredibile. Devo preparare il regalo per la mia mamma. Sonno. Zzz.

09 maggio 2007

Mi chiama l'ospedale: devo fare la visita il 17 di questo mese. Ma dico io. E uffa! Il mio esame consisterà in un prelievo del sangue (ho già una paura bestiale) e un'ecografia alla tiroide. Dopo due settimane l'endocrinologo mi vedrà e mi dirà che andrà tutto bene.

Non sopporto i prelievi, fanno sempre stupide battute sulle mie inesistenti vene. Non sono mica drogata: ho solo subìto due chemioterapie. Ecchecazzo.

Colleziono casi umani

Buonasera signor ciccio, sono Carla di Prontissimo.
Buonasera, mi scusi io cerco a Modena un negozio che si chiama nevbaic.
Me lo può gentilmente ripetere lettera per lettera?
Sì, certo. Enne e doppiavu e poi staccato baic, vende biciclette.
Ahh, new bike, in inglese.
Sì ma io l'inglese non lo mastico tanto, non so come si dice.

07 maggio 2007

Di Falchi e oculisti

Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino questo non è stato un buongiorno. Innanzitutto c'è da dire che oggi ho avuto la visita oculistica. Sono mesi che mi sembra di avere sabbia dentro l'occhio sinistro. Forse ora ho addirittura un formicaio. Nonostante avessi un margine di tempo piuttosto ampio sono quasi riuscita ad uscire di casa in ritardo. Prima cosa: dovevo rispedire il contratto della polizza di assicurazione auto. Ovviamente mentre stavo imbucando la lettera il pullman ha deciso di passare alla fermata. Quindi senza nemmeno guardare ho attraversato la strada e mi sono fiondata sull'autobus. Seconda cosa: c'era da ritirare una trentina di euro per la visita, e dato che sono a corto di soldi (il mio conto in banca piange la misera presenza di soli 9 euro) ho ben pensato di chiedere a mia mamma se potevo pagare col suo bancomat (del resto come dice lei, la salute è la prima cosa). Appena salita sul pullman mi sono messa a ravanare nella borsa di Carla Poppins alla ricerca del bancomat. Nulla. Tasche, taschine, tasconi. Nulla. Panico. Nel mio portafogli c'erano 10 euro e nemmeno mettermi a elemosinare qualche spicciolo alla stazione di Torino Porta Nuova avrebbe potuto aiutarmi. Quindi mi sovviene che qualche mese fa io e Roccio avevamo fatto una specie di carta prepagata, per qualunque emergenza. Più emergenza di questa.
Così scrivo un sms a Roccio per chiedergli se si ricorda quanti soldi ci sono sulla schedina "Ci sono almeno una trentina di euro". Bene, penso.
Peccato che intanto ho perso la fermata. Scendo e me la faccio a piedi fino alla fermata del tram.
Arrivo in questo centro oculistico, privato ma anche convenzionato con l'asl. Lì accanto c'è un bancomat. Cerco di prelevare ma mi risputa la carta: dicono di rivolgersi alla banca. Ahi. Vado in un altro bancomat ma anche lì mi dice la stessa ciccia. Entro in panico: e ora? Casualmente ritrovo il bancomat di mia mamma in una centesima tasca che ancora non avevo controllato. Meno male.
Mi immagino questo centro come bellissimo e spaziosissimo: è in centro città, è anche privato, cosa posso volere di più dalla vita? Giungo alla conclusione che, come sempre, l'abito fa metà monaco. Ma l'altra metà... L'età media è di 90 anni, dalla segretaria ai pazienti. L'unico che può competere con me è proprio lui, l'oculista, che forse è ancora solo un assistente. Però è sgarbato e frettoloso e non mi lascia parlare. Insiste sul fatto che la mia è una congiuntivite allergica. Ma io non sono mai stata allergica. Però lui non vuole sentire ragioni, sono allergica.
Mi fa la visita oculistica, mi fa capire che sono una "portatrice cronica di lenti a contatto" e me lo dice con tatto: qualcosa come "lei è una portatrice cronica di lenti a contatto, vero?". Gli chiedo se può gentilmente farmi vedere come si mettono le lenti a contatto, perché da quando le porto nessuno mi ha mai davvero insegnato. Mi dice scazzato che è compito dell'ottico (e qui mi chiedo, ma come? l'ottico mi manda da lei e lei mi manda dall'ottico?). Alla fine mi da' un collirio al cortisone e un antistaminico di mantenimento. Vado in farmacia promettendo a me stessa di non mettere più piede in quello studio, ma lì non hanno i colliri che mi servono. Allora vado in un'altra farmacia che è piena di stranieri che cercano di comunicare con la farmacista. Aspetto la mia buona mezz'ora con calma e finalmente prendo i miei colliri (e li aggiungo all'omaggio dell'oculista: una soluzione di lacrime artificiali da infilarmi nell'occhio quando le lenti a contatto seccano un po'). Vado a prendermi il meritato cheeseburger ricordando quello preso il giorno prima con Roccio. Era buonissimo, ma oggi ha un altro sapore. Manca l'ingrediente fondamentale, è inutile cercare lo stesso cheese.
Vado al lavoro, prendo un caffè che ha su di me un effetto devastante. Mi sveglia a tal punto che sono persin contenta di mettermi al telefono.
Torno a casa, mangio insieme a *tutta* la mia famiglia e poi lascio una dimostrazione della Wii. Mio cognato commenta: "Io preferisco giocare seduto alla playstation".
Mi hanno risposto i falconieri: organizzeranno una giornata il 26 maggio e indovinate? Noi mica si mancherà.

06 maggio 2007

Quando le scimmie ti rincorrono

Sottotitolo: Post post-Masino.

Masino, ovvero la 3 giorni per il giardino, fiera che si tiene sempre il primo weekend di maggio vicino a Ivrea, è uno degli appuntamenti quasi irrinunciabili per me. Alla fine si tratta di tenere uno stand di piante carnivore e rispondere alle solite domande: ovvero no, no, no e ancora no. No che non mangiano dita, no che non bisogna imboccarle, no, non sono pericolose e via dicendo. Roccio ha imparato in poco tempo, tant'è che ha risposto anche ai curiosi visitatori che gli facevano qualche domanda. Due giornate trascorse tranquille se non fosse che è ripartita la scimmia della falconeria. Non ci stavo quasi più pensando, per quanto i rapaci mi siano sempre piaciuti, sempre sempre, quando io e Roccio, girando per la fiera, ci siamo imbattuti in alcuni falconieri che avrebbero tenuto, nel pomeriggio, una piccola dimostrazione. Ho cominciato a calpestarmi gli alluci per non fare domande ma, nonostante il dolore, non sono riuscita a trattenermi. "Esiste una scuola di falconeria nei paraggi?" "No, ma noi teniamo un brevissimo corso di una giornata, ecco il foglio, scrivici se vuoi così ti teniamo aggiornata".
Non siamo riusciti a vedere la dimostrazione, perché l'altro ragazzo che teneva lo stand insieme a noi era andato via nel primo pomeriggio, ma prima di uscire siamo ripassati allo stand dei falconieri. E lì è successo che la scimmia non solo mi ha rincorso ma mi ha anche raggiunto. Sul trespolo era posata una bellissima Poiana di Harris (Roccio si è letteralmente innamorato di questo rapace perché ha la faccia davvero buffa). Ho chiesto al tizio che specie fosse e lui mi ha detto "Tieni, prendila in mano", porgendomi il guantone. Ora, io che mi commuovo guardando un film-documentario sui pinguini, me la sono quasi fatta addosso. Così ho avuto i miei 5 minuti di gloria tenendo quella bestia fantastica (e il suo temutissimo becco a uncino) a 5 cm dagli occhi. Decisamente inquietante. Ma sicuramente bello. Si faceva accarezzare tranquillamente e intanto ci spiegava come si imprintano, che loro hanno un allevamento, che, specie i barbagianni che io adoro, non sono difficili da tenere. Ovviamente appena arrivata a casa gli ho scritto per avere informazioni su questo minicorso che dovrebbe tenersi i primi di giugno. Ora Roccio è sul treno che va verso casa. Questo weekend non è stato fortunato, per quel che riguarda la macchina. Aspetto che la guardi e mi dica. Aspetto qualche mese e arrivo.

Curiosità della giornata. Alla fiera c'è sempre una signora piemonteisa che non si fa i fattacci suoi. Così quando Rita chiede a Marco di fare le foto allo stand (io mi ero allontanata un attimo) questa piemonteisa dice loro "Ma fotografate lui (indicando Roccio) che è così pittoresco". Roccio un po' imbarazzato prende il cellulare ma lo prende dal verso sbagliato puntandosi la fotocamera del cellulare addosso. E sempre lei "Ma cosa fai, ti fotografi da solo?". E lui "Sì, io faccio un sacco di cose da solo". Il doppio o triplo senso non l'ha zittita ancora perché ha commentato "Eh bhe, mi dispiace che tu non abbia compagnia.."
"Ma sì che ho compagnia, c'è lei (indica me). Dicevo che faccio un sacco di cose da solo: cucino, faccio il letto, il caffè.."

p.s. abbiamo comprato altri due Arum cornutum. Detti lingue di suocera. Sono piante che puzzano di carne marcia e attirano le mosche della carne.
Le potete vedere qui.

04 maggio 2007

Buongiorno!

Sto aggiornando Ubuntu alla nuova release, la 7.04. Questo vuol dire che nel resto della mattina smadonnerò perché non funzionerà più nulla e io continuerò a chiedermi chi cazzo me l'ha fatto fare di modificare un sistema funzionante. Non si sa. Del resto Ubuntu è la distribuzione più incredibilmente aggiornata. Ogni giorno ci sono nuovi pacchetti da scaricare e installare.
Ieri al lavoro mi è stato propinato un corso di mezz'ora su una nuova cosetta che sarà disponibile dalla prossima settimana. Non so se posso effettivamente scriverlo perché sono robine che a noi costano mezz'ora di tempo, e che loro studiano da mesi e mesi. Io me li vedo riuniti a un tavolo, le menti più acute a discutere su cosa fare e cosa non fare, il saluto farlo così o farlo colà. In genere ogni loro decisione è una rottura di coglioni per noi, perché ci complicano la vita in maniera inverosimile. Voi immaginate di passare mesi e mesi a dire una frase in un certo ordine. Ad esempio "Buongiorno signor Cippolippo, sono Carla". Un giorno arriva un team leader e ti dice "Allora da oggi la frase sarà Signor Cippolippo, buongiorno, sono Carla di Prontissimo." E, giuro, caschi dal pero. E' come se un giorno ti dicessero che la poesia Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie in verità era stata scritta da un burlone perché quella vera è Si sta come le foglie d'autunno sugli alberi. Come se un giorno guardando la cartina ti accorgi che l'Irlanda è a sinistra della Gran Bretagna, e non a destra come sei sempre stata convinta (chissà poi perché).
In ogni caso se posso esprimere un parere a bassissima voce, è una gran cazzata.
Detto questo torno a toccare ferro per l'upgrade.

Canzone del giorno Latin Lover Gem Boy

03 maggio 2007

Stanotte ho fatto un bizzarro sogno. Prima devo spiegarvi chi è il personaggio che ho incontrato nel mio sogno. Era un mio compagno delle medie. Anzi, eravamo compagni anche alle elementari. Ha un cognome buffo ma non l'avevamo mai preso in giro per questo (stranamente). Sarà che era un modello per noi, il classico casinaro che andava male a scuola e quindi rispettato da tutti. Mi aveva difeso un paio di volte dalle pesanti prese in giro che andavano in quegli anni (il bullismo di cui parlano oggi, in verità c'è sempre sempre stato). E più di tutto era un caro amico. Io e un'altra ragazzina giocavamo sempre con lui al parchetto di zona Parella dal nome "Il Fungo" (chiamato così a causa dell'acquedotto situato in mezzo al giardinetto, che pareva proprio un fungo) e parecchie volte era stato a casa mia a giocare col Commodore 64. In terza media fu bocciato, ma seppi che ne "combinò" una grossa. Uscì anche sul giornale, un ragazzotto con le sue iniziali (non poteva che essere lui), in quella scuola media, aveva fatto il nome di un bidello che offriva spinelli ai ragazzini. Ne successe ovviamente un casino, il bidello fu licenziato, e a causa dello scalpore provocato il mio vecchio amico andò a stabilirsi in Germania con sua mamma. Lo incontrai qualche anno dopo qui a Torino, lavorava in una pasticceria e aveva messo su pancetta. E mi raccontò tutta la storia.

Stanotte ho sognato che M, questo mio vecchio amico, aveva aperto con la mamma una gelateria. In verità era una gelateria/sala giochi. La mamma organizzò un'inaugurazione piuttosto bizzarra. Prese un po' di persone e diede loro alcune istruzioni che sembravano essere tirate fuori da un libro di magia nera. Noi dovevamo entrare in bagno, ognuna di noi in un bagno, pronunciare strane parole, attaccare uno specchietto quadrato (le dimensioni sembravano 10x10 cm) sulla porta di fronte a noi. Aspettare 9 minuti esatti e poi aprire la porta premendo lo specchietto che avevamo attaccato poc'anzi. Ma la cosa mi puzzava e non volevo farla, così mentre tutti erano lì ad aspettare i loro 9 minuti, ognuno chiuso in un bagno, io ho aperto la porta e sono sgattaiolata via all'interno della gelateria. Strano pensare che nonostante fossi uscita prima degli altri (mi viene da dire "prima delle altre", saremo state tutte donne?) nessuno mi chiese nulla. Eppure i minuti erano 9 per tutti. La mamma di M chiese le mie impressioni e se avessi visto qualcosa. Ma non volevo "rilasciare dichiarazioni". "Strano" mi dice lei. E mi mostra una specie di Guestbook cartaceo in cui le persone descrivevano avvenimenti incredibili come volare attraverso le pareti e vedere spiriti. Ricordo poi solo di aver cominciato a giocare con un videogame in quella sala, ma nulla più.
C'è di positivo che non esiste più il rosso come colore ricorrente nei miei sogni.

Ieri primo giorno di lavoro, non ricordavo nulla. Saluto iniziale, saluto finale, ricerca, education, ma che è sta roba? I team leader sono venuti a fornirmi il loro saluto ufficiale (studiato a tavolino e ripetuto centinaia e centinaia di volte con tutti i rinnovati). Doveva essere qualcosa come "Benvenuta Carla, siamo contenti di riaverti con noi, per qualsiasi problema contattaci, chiamaci, blablabla".
Devo dire che 6 ore come primo giorno sono state devastanti. Tralaltro con il turno del pomeriggio non conosco nessuno, quindi sono stata in un angolo a sonnecchiare e contare quanto mancasse alla fine del turno. Il foglio che avevo ieri lo dimostra perfettamente: riporta scritte come "34 minuti alla fine, 33 minuti alla fine, 32 minuti alla fine..." e così via. Adesso mi faccio una breve lista della spesa che vado a comprare un paio di cosette per sopravvivere in questi due giorni. E dato che il 13 è la festa della mamma ho pensato bene di farle un regalino piccinino picciò ma fatto con le mie tenere zampine di figghia. Detto questo mi faccio anche una mezza partitella al tennis a WiiSport che devo battere Roccio questo weekend.

02 maggio 2007

Forza e coraggio: mancano 7 mesi alla fine di questo contratto. E se comincio così sarà lunga. Oggi ho fatto qualcosina per il sito di Minchietta Uno: non appena sarà online metterò il link su questo blog.
Se qualcuno vuole fare un salto da queste parti e ama la natura non può non andare dove sta lei. E' un posto inculato ma bello. Dalla finestra di casa sua di vede la Sacra, come la chiama lei. E' un problema comunicare con lei. Sacra, vuole dire due cose. Un locale fichissimo, ex-ritrovo di harleysti (la Sacra Birra, appunto) e un monastero su un cucuzzolo di un monte (la Sacra di San Michele). Quando lei dice "Andiamo alla Sacra", devi inquadrare un po' il discorso perché potresti trovarti all'una di notte, solo, su un cucuzzolo di una montagna, a brindare con dei monaci sconosciuti.
Comunque dalla finestra di casa sua si vede la Sacra di San Michele. Lo dico con certezza perché è un punto di riferimento quando vado da lei.
Poi ho scoperto che tiene la risoluzione del monitor a 800x600. Non c'è stato verso di farle cambiare risoluzione. Pare che il suo babbo non ci veda più molto bene, allora le grosse icone e le grosse scritte aiutano.
Comunque non sono rimasta per cena. C'era un tempaccio e sono tornata a casa a visibilità 0 sulla tangenziale/autostrada. Ora però devo scappare che tra poco devo uscire per il mio primo giorno.. che maroni.

01 maggio 2007

Domani comincio a lavorare e già ieri sera mi hanno chiamata per fare straordinari. Bene bene, un po' di soldini in più faranno comodo. Oggi Roccio non lavora però è solo a casa. Anche io sono sola a casa. Che buffa cosa.
Oggi pomeriggio vado da Minchietta Uno: dobbiamo fare il sito del suo B&B e guardiamo insieme un po' su internet se troviamo qualcosa a cui ispirarci.
Non ho mai fatto un sito internet: vediamo che ne viene fuori.
Qualche giorno fa mi sono arrivati i grilli per il camaleonte. Non so come ma ogni tanto ne trovo qualcuno gironzolare per casa. Eppure mi pareva di aver chiuso tutti i buchini da cui potevano uscire. Gli insetti e i ragni in genere non mi fanno molta impressione. Ma i grilli un po' sì. Forse perché ne ordino un migliaio a volta e vedere tutti questi cosi scuri che si muovono e saltano mi fa un po' senso. Forse perché non stanno mai fermi e se ti arrivano sulla pelle... ecco, è strano. Eppure ho tenuto sulle mani bestie di ogni tipo. Gli insetti stecco ad esempio. Il mio ex-Extatosoma tiaratum aveva uncini sulla punta delle zampe che si infilavano un po' sottopelle, pungendo leggermente. Eppure non mi faceva per niente senso, nonostante sia un insetto di certe dimensioni.

Non ci posso pensare che le "ferie" siano finite. E che domani sarò di nuovo al telefono. Non posso pensarci, ma so che sono gli ultimi 7 mesi, e con questo pensiero posso fare qualunque cosa.

Canzone del giorno: More Than a Feeling Boston

29 aprile 2007

We are Wii

Un quarto di secolo più uno.

Questi sono stati giorni fantastici. Il 26 è stato il mio compleanno (26 anni per l'appunto) e non credo di avere mai avuto festa più bella. Mia mamma è a Milano in questo periodo dell'anno così siamo stati parecchio tranquilli.
Il 26 mattina sono stata a firmare il contratto in Seat, così Roccio è andato a farsi un giro a Panorama. Quando sono andato a riprenderlo mi sembrava avesse il carrello molto più pieno del dovuto (ci servivano solo caffè, dentifricio, pane e qualche altra piccolezza) ma sono stata subito zittita da un "non guardare!". Tornati a casa e per la mezz'ora seguente si è chiuso in corridoio. Solo dopo è uscito con una scatola immensa piena di chissà cosa.
La apro e ci trovo un'infinità di pacchetti: mi dice lui l'ordine di apertura.
Primo pacchetto: dentifricio.
Eheh, sorrido, mi serviva proprio.
Secondo pacchetto: caffè. Sì anche questo effettivamente serviva.
Terzo pacchetto: mmm che forma strana. Oddio, sono i microfoni di Singstar. Oddio.
Singstar è un gioco per Playstation. Una sorta di karaoke che però ha bisogno di questi microfoni. Pazzo. Così sarai anche costretto a sentirmi cantare.
Quarto pacchetto: oddio quanto pesa. Ma che cos'è? Oddio, ma sei pazzo? E' la Wii!
Era da tempo che ci passavamo accanto. La guardavamo, ci dicevamo "che bellina che è". E poi "magari un giorno ce la prendiamo".
Wii è una console molto innovativa. I telecomandi che usa (i pad) sono sensibili al movimento che viene registrato da un'apposita barra posta sopra o sotto la tv. Che c'è di strano? Fin qui nulla. E' che le possibilità che ha sono infinite.
Così da bravi bambini quali siamo, in questi giorni abbiamo giocato, giocato, giocato. Per farvi capire quanto è "faticoso" giocare alla Wii, dico solo che entrambi abbiamo avuto parecchio male al braccio/spalla/avambraccio destro dopo aver giocato. Altra cosa carina: può collegarsi a internet tramite Wi-fi se avete un access point, e noi ce l'avevamo, quindi abbiamo provato. Fino a giugno è disponibile gratuitamente Opera per Wii, così l'abbiamo installata e provata. Incredibile. Per non parlare poi di Mii. I Mii sono personaggi che puoi creare (a tua immagine e somiglianza) e salvare. Non solo sulla console di gioco ma anche sul telecomando. Così, caso vuole che si conosca qualcuno con la Wii, si può andare a giocare da lui con i nostri telecomandi e il barbuto Roccio e la rossa Carla salvati lì.

Comunque è stato pazzo, parecchio. Il mio regalo di tutti i giorni è lui. Lo sa.
Per quello è stata parecchio dura accompagnarlo oggi a prendere il treno. Ma mi ha detto una cosa talmente bella che non riesco a scriverla e che mi ha fatto pensare che davvero le distanze fisiche non contano così tanto.

Vi lascio al video di Wii Sport e magari la prossima settimana quando ci rigiochiamo monto la telecamera sulla tv così poi riguardiamo quanto siamo scemi mentre con due telecomandi bianchi giochiamo a tennis.
Avrei voluto scrivere molte più cose, ma al momento non riesco a formulare frasi coerenti. Mi viene in mente che siamo andati da Minchietta Uno e da sua sorella che ci hanno preparato un'ottima pizza, e che poi siamo andati in un locale a bere cocktail fruttosi dai nomi inscrivibili e giocare a biliardo. Che avremmo anche vinto io e Roccio se lui non avesse mandato in buca due volte la pallina numero 8. Dai, scherzo. Ho il culo della principiante (e della principessa). Ricordo e scrivo che dall'anno scorso ho preso ben 7 kg e voglio riperderli tutti (ma dico: scherziamo?).
E poi voglio addormentarmi pensando a questi giorni come la vita che voglio vivere con te. Che anche se il blog è pubblico ogni tanto me ne scordo e scrivo cose che sanno solo di noi e solo noi possiamo assaporare. Che bello respirare.


25 aprile 2007

Che mAraviglia le vacanze. Siamo insieme, io e Roccio. Ora lui sta giocando a Guitar Hero e fa lo spocchioso mentre io leggiucchio notizie qua e là. Quest'anno, come quasi ogni anno, per il 26 di aprile mia mamma è a Milano e di solito rimango sola a casa con cani e camaleonte. Proprio per questo Roccio mi ha fatto una sorpresa prendendosi una bella settimana di ferie per poter stare insieme. Non so se ha idea di quanto piacere mi abbia fatto questa cosa.
Domani, appunto, compio 26 anni. Roccio mi chiede se mi va di andare a mangiare in qualche posto particolare. Ci penso un po', ma non sono patita di ristoranti (a parte il giapponese, che lui odia). Quindi dico "Perché non rimaniamo a casa e ci prepariamo una cenetta speciale?". Lui mi guarda con aria rocciosa (aggrotta un sopracciglio e storce il naso) e dice "Ok, ma la cena la preparo io".
Sono curiosa perché non so cosa comprerà dato che domani vado a firmare il contratto per l'892424 e vuole che lo accompagni in un centro commerciale e dopo lo vada a ripigliare.
Comunque è stato molto dolce.

Domenica abbiamo incrociato una sua ex. Avete presente quella cosa che finché non la vedete la immaginate come un rospo con 4 occhi, capelli da medusa sfatti, antipatica come una cacca, bassa e chiatta e piena di brufoli.. insomma avete capito o devo andare avanti?
Alla fine la conoscete e per vostra sfortuna non solo è carina, ma anche simpatica. Ecco cosa pensava il mio cervello.
Dialogo:
Lei: "Sai cos'è successo a tizio e tizia?"
Io: "Dio ti prego dille che lo sai"
Lui: "No, cosa è successo?"
Io: "Porcozio"
Lei: "Eh si sono sposati"

E così via dicendo, raccontando di persone aneddoti e fatti che non saprò mai.
E' così anche quando si incontrano due amici. Il dialogo non cambia molto. E il mio cervello è sempre lì.
Amico 1: "Oddio ciao! Da quanto non ci si vede. Ma l'università?"
Amico 2: "Ma come non hai saputo? Mi sono laureato!"
Io: "Ecco ora basta, andiamo avanti"
Amico 1: "Eh sì, ma ricordi quel prof che ce l'aveva tanto con te? E la gita che abbiamo fatto laggiù?"
Io: "Ecchecazzo"
Amico 2: "Sì, ahahah come ci divertivamo in quegli anni, eh?"

Che palle però. Se solo non fossi così insicura.

20 aprile 2007

Anche i camaleonti..

Mi devo vestire, tra poco vado a prendere il treno, entro in camera. Mi metto un reggiseno che sembra un costume perché gli altri sono tutti a lavare. Mentre mi chino per prendere i pantaloni sento un cigolio/pigolio strano. Qualcosa come un gnnnpffff. In cameretta ci siamo solo io e Big Joe il camaleonte. Mi avvicino a lui e gli dico, ad alta voce (giuro): "Sei stato tu?". Lui muove gli occhi indipendenti in ogni dove.
Non è possibile - penso - devo essere stata io con le ciabatte. E comincio a fare le prove rumore eseguendo le stesse movenze.
E poi il tonfo sordo tonf. Penso "Mioddio è cascato Big Joe".
Lo guardo.
Mi guarda con un occhio.

Ha fatto la cacca.
E ho capito che cos'era quel rumore a metà tra trombetta e fischio. Aveva petato.

19 aprile 2007

Annibloggario

Però rimembravo che in questa data, l'anno scorso, Roccio aveva scritto il suo primo commento al blog. Dio benedica chi li ha inventati, i blog. Se esiste (Dio).
Oggi sono andata dalla parrucchiera. Di solito vado una volta ogni mezzo secolo e mi faccio tagliare solo la frangia. Stamattina mi sono lanciata e mi sono fatta fare il colore, e anche scalare i capelli (più corti dietro e più lunghi davanti).
Per il colore è tutto ok, mi porta una bella tavolozza di ciocche finte colorate e io scelgo il rosso più vivo che vedo. Poi, dopo aver sciacquato i capelli, comincia il taglio. La ragazza mi fa prima sedere su una sedia, poi mi chiede di voltarmi, vuole farmi vedere allo specchio perché le indichi dove voglio che lei tagli, ma soprattutto come. Nel fare questo però le scivola di mano lo specchio tondo pesantissimo, del diametro di circa 25 cm e con il manico dietro in plastica. Le scivola e lo spigolo esterno va a scontrarsi contro il mio labbro superiore. E mentre lei si scusa e mi chiede se mi sono fatta male, per lei rispondono i miei occhi un po' lucidi e il gonfiore che piano piano aumenta. Ora ho un canotto sul labbro superiore. Ma si può?
Ma non mi sconta nemmeno 10 centesimi sul costo finale, quindi vado via col mio canotto e così oggi sono scontrosa. Sarà anche che tra qualche giorno mi devono arrivare le mie cosacce e ho degli strani ormoni in circolo che mi farebbero prendere a testate qualsiasi essere vivente o no che incrocio sul mio cammino. Sono andata a pattinare e ho ascoltato la musica a tutto volume. La canzone di oggi infatti è: Symphony Of Destruction - Megadeth

Tra poco porto Fiocco a fare la profilassi antifilaria. Maledette zanzare. Una notizia positiva c'è. Domani è venerdì.
Un'altra notizia positiva anche c'è: ho bagnato le piante e sono sopravvissute quelle a cui tengo di più.

18 aprile 2007

Il mio camaleonte Corrado è morto. Quando non trovi più un animale mimetico nel terrario non ci fai caso. Diverse volte ho avuto difficoltà a trovarli, quindi non ti metti nemmeno più a cercarli. Staranno lì, tra le foglioline, nascosti. Il loro meccanismo funziona talmente bene che mi ci vogliono diversi minuti per riconoscerli in mezzo alle piante. Ieri non ho trovato Corrado. Nemmeno oggi.
Oggi però mi impunto, quindi controllo con gli occhi in tutti gli anfratti. Cerco anche a terra, spesso camminano tra i vasi. Ogni tanto mangiano un po' di terra per racimolare sali minerali che magari gli mancano con l'alimentazione. E lo trovo lì, a terra, inerte, immobile. Vado a prendere i guanti, non so cosa gli è capitato e non voglio toccarlo con le mani, non so da quanto tempo è lì. Però è strano, mi fa impressione, io non ho mai avuto impressione di queste cose. Vederlo lì così mi ha fatto un certo effetto. Non che possa dire di essermici affezionata. Purtroppo i rettili non ti concedono questo lusso, sono belli, bellissimi ma assolutamente poco interrativi. Mi faccio un po' di coraggio, lo prendo. Ha gli occhi infossati, disidratazione. Potrebbe essere lì anche da ieri e nessuno se n'è accorto. Avrà sofferto? No? Non posso dirlo. Lo prendo con le mani per la terza volta in vita sua (la prima appena preso, due anni fa, la seconda quando era in difficoltà e non ha cercato di mordermi. La terza, ora) controllo che non sia ancora vivo. Cerco un cuore (dove sarà il suo cuore?) ma mi sembra proprio inutile. E' morto. Lo imbusto, non lo seppellisco nemmeno come facevo con i criceti quando ero piccina. Nel frattempo arriva mia mamma, lo guarda, le dispiace. Lei si affeziona anche ai rettili. Le chiedo dove potremmo buttarlo.
Mi dice "Nell'organico. Scendo io."

17 aprile 2007

I love Art

Perché non fare un giro alla fiera dell'artigianato? Un giro di circa 4-5 ore, per intenderci?
E così eccoCI alla fortezza.
Perché siamo venuti qui? Per farci due risate, ovvio. Più che la fiera dell'artigianato mi è stata presentata come la fiera del kitsch da Roccio. E chi meglio di noi può apprezzare i colori vivi degli oggetti inutili di questo mondo ormai tutto kitsch?
Così entriamo e veniamo proiettati in una dimensione parallela dove gli oggetti non hanno più alcune funzionalità ma sono progettati esclusivamente in base al gusto estetico. La domanda sorge spontanea. Ma l'estetica di chi? Un paio di significative foto in questo settore ci bastano. Roccio si fa immortalare in alcune foto mitiche (roccio grotta 2, roccio ohm, roccio acquirente, roccio pesi) e io mi diletto a fare la schermidrice con un vestito che guardando or ora noto che mi ingrassa.
Il seguente padiglione è diviso in tre piani. Cominciamo dal piano terra, con gli stand nazionali. Qui, oltre tutto ciò che abbiamo fotografato, c'è l'omino che modella la creta. Tutti attorno guardano ammirati un mestiere che ha ancora quel nonsoche di magico dell'uomo che plasma e crea. Il "fare" qualcosa con le proprie mani, che oggi si è un po' perduto. Anzi, si è perduto talmente tanto che un omino dietro di noi, alla vista di cotanta meraviglia, esclama "Si è sporcato anche le mani. Ma come fa a lavorare?". Io e Roccio ci guardiamo e per non scoppiare a ridere ci spostiamo. Già è faticoso non perdersi, quindi proseguiamo a mo' di serpentina attraverso tutti gli stand finché non incontriamo un amico di Roccio che ora (si fa per dire ora) si dedica alle api, all'apicoltura, alla cera d'api, insomma a tutto ciò che le api producono. Con la cera fa candele (insieme alla sua compagna), ma vendono anche il miele e diversi prodotti ricavati da quest'ultimo. Creme, balsamo per le labbra, ecc.
Dice che il suo stand si trova al piano di sopra, dove ci rechiamo poco tempo dopo e dove incontriamo anche Il Primo Cavaliere con la sua Donzella. Lei si annoia da morire, per di più hanno perso i loro amici tra gli stand. Provo a farle vedere qualche foto divertente ma prima di trovarle è già passato l'interesse generale. Intanto ci fermiamo dall'apicoltore che ci spiega ancora due cosette sulla cera d'api, su come fanno le candele, e ci invita ad andarli a trovare così ci può mostrare un po' di cose. Intanto io assaggio ogni tipo di miele che posso assaggiare.
Anche perché il piano di sopra è completo di ogni bontà casereccia. Salumi, formaggi, mozzarelle di bufala, dolci e quant'altro. E io spiluzzico di qui e di là, Roccio ottiene addirittura un assaggino di vino.
Il piano sottoterra è quello internazionale. Ormai il metodo serpentina non funziona più e giriamo a caso tra gli stand. Incontriamo un buffo stand di uno spagnolo che usa uno strano arnese per massaggiare la testa. Peccato che a me fa un solletico bestiale quindi scoppio a ridere e lui, divertito, mi blocca e continua con l'arnese. A ripensarci ora l'avrei preso quel coso, così quando qualcuno dice una freddura incredibilmente brutta, lo tiro fuori e attacco a massaggiarmici il cranio.
In questo stand Roccio mi regala una maglia fantastica (rossa e nera, a strisce con un cappuccio strano) e una gonnellina gialla e nera. Le nostre piante dei piedi invocano pietà e dopo quasi 4 ore di passeggiata artigiana andiamo a prendere il pullman.
E' stato divertente, anche solo guardare quanta gente ha comprato il biglietto per poi non acquistare nulla, dentro. E poi enorme. Nemmeno il famoso mercatino delle pulci di torino, il balon, contiene tutta questa serie di chincaglierie.

14 aprile 2007

Chuck Norris è ovunque

Sono ancora in fase R.E.M. Come possono organizzare un seminario di sabato mattina? E' cattiveria allo stato puro.

Ieri c'è stato sciopero dei treni, vi racconterò un paio di disavventure con Trenitalia. Cose a cui, purtroppo, mi sto abituando.
Buon uicchend a tutti.

P.S. Dal famoso blog (www.welovechucknorris.blogspot.com, adesso hanno fatto anche un libro, bravi bravi bravi) di Chuck ho trovato questo link. Come potete ben vedere Chuck Norris è ovunque.

Brr che paura..

13 aprile 2007

Ancora sul fucsia

Mi piace un sacco il maglione di Freddy Krueger. Quello verde a righe rosse.
Mesi fa Roccio mi disse che anche lui aveva un maglioncino così, verde e rosso, e un giorno me lo portò in dono.

"E' bellissimo! Però è verde a righe fucsia" (donna rompicoglioni)
"E' verde a righe che?" (uomo a 16 colori)

Mi è tornato in mente perché lo sto indossando ora.

Forum al femminile

Internet è una miniera favolosa. Si trovano forum e siti su qualsiasi cosa. Non sapete come far rinsavire un paio di jeans vecchi e rovinati? Et voilà: google risolve ogni cosa. Persino un aiuto più al femminile, sulle tinte, sui trucchi, sulle scarpe. Sono finita qui un po' per caso, cercando aiuto su una particolare tinta e ho scoperto un mondo allucinante. Soprattutto il forum dedicato al make-up. Qualcuno sa cos'è uno smokey? Sapreste indovinare il colore di un ombretto al volo (gli uomini ovviamente no, loro vedono a 16 colori. Ogni tanto cerco di spiegare a Roccio che colore è il fucsia, ma nada)?
Bhe queste donnine ci riescono, costruiscono tutorial, how-to sui trucchi delle grandi dive di Hollywood. Te gli mandi la foto di un'artista famosa con un trucco che magari ti piace e loro *pem*. In due secondi ti fanno un resoconto dettagliatissimo. Qualcosa come "Secondo me è un colore viola 175 della Mac, con una sfumatura con antracite 122 Deborah". Usano pennelli per darsi gli ombretti (io non saprei nemmeno quali comprare, nel caso. Ho sempre usato le spugnettine in dotazione). E sono maghe del chiaroscuro.
Fantastico.

Che male c'è

se son pazza di te?

12 aprile 2007

P.s. Mi richiama quella società strana che mi vuole come venditrice. Mi chiede se sono riuscita a fare un contratto. Gli rispondo che ovviamente no. Che mi hanno rinnovato il contratto in Seat, e sto valutando altre proposte, quindi no. Lunedì l'avrei ricontattata per riportarle i contratti da far firmare. Mi chiede se sono interessata a un lavoro di telemarketing direttamente da casa. Col cavolo, penso. Ma le dico che "le farò sapere" (che emozione poter dire finalmente io una frase del genere) eventualmente lunedì quando ci risentivamo per programmare la mia riconsegna dei contratti. Ovviamente dirò di no. C'è puzza di truffa qui sotto. Non c'è un minimo garantito, nemmeno un rimborso spese per le chiamate (o la benzina nel caso avrei fatto la venditrice porta a porta), quel poco che guadagnerei sarebbe solo per ripagare le chiamate che faccio dal telefono. E allora... ciccia.

Un boss mafioso in banca

Dividendo in due tranche la giornata di ieri.
Ieri mattina ho avuto un colloquio presso una banca: nella mail era "raccomandato" l'abito formale. Allora ho tirato fuori dall'armadio il mio tailleur gessato e l'ho provato. Perfetto, sembravo un boss mafioso. Pantaloni e giacca, ho annullato le poche curve che ho, ho preso la macchina e sono andata. Ovviamente cosa capita quando si ha fretta? Che tutto va storto. Sono andata al centro commerciale dietro casa per comprare il biglietto del treno per scendere venerdì, dato che c'è anche sciopero, e per fare le fototessere richieste alla banca. Vado all'agenzia viaggi, ho con me due bonus di rimborso per gli innumerevoli ritardi fatti da trenitalia ma non vanno bene. La somma dei due bonus supera il costo del biglietto e non è fattibile. Non fa nulla, ho una piccola carta prepagata che abbiamo fatto io e Roccio per quegli acquisti online, che non facciamo, ma non si sa mai. Può capitare.
Purtroppo quella carta passa come carta di credito e loro non sono abilitati, ma grazie a dio ho il bancomat di mia mamma. Chiedo se possono cambiarmi 10 euro in moneta per fare le foto alla macchinetta delle fototessere ma nulla. Purtroppo il macchinario cambiamonete accetta banconote fino ai 5 euro. Vado allora dal tabaccaio a comprare due biglietti del pullman, piglio il resto (tutto quanto sempre vestita da boss mafioso) e vado a farmi le foto. Sono in ritardo pazzesco.
Vado in macchina, richiamo Roccio ma lo saluto subito, devo correre al colloquio con le mie 4 fototessere stile Morticia Addams. Mi trovo nel traffico totale della Torino che non lavora (o lavora in strada). Ma quanta gente c'è che non lavora? Chiedo a Roccio di entrare nella mia casella gmail e di controllare se nella mail della richiesta colloquio della banca c'è un recapito telefonico ma nulla. Quindi mi cerca il numero di telefono su internet, li chiamo per dire che arriverò con un po' di ritardo. Dopo un paio di manovre da arresto trovo parcheggio praticamente lì davanti e alla fine non sono arrivata così tardi dai. Mi fanno attendere, come al solito, e poi arriva il tizio. Vestito da boss mafioso anche lui, ma da boss mafioso "inside". E attacca con la solita tiritera: parlaci di te, cosa hai fatto nella vita, come ti vedi a 36 anni, cosa cerchi in un lavoro, ecc. Mi preannuncia che stanno facendo colloqui a un migliaio circa di persone e ci sarà un seminario sabato che scremerà di molto questo numero. Sabato? Sabato, mi conferma. E' saltato tutto. Il biglietto del treno che avevo fatto, la mostra dell'artigianato a Firenze, ma soprattutto: e ora io e Roccio come ci organizziamo? Lui dice che non ci sono problemi, che sale lui. Però a me spiace tanto. Anche perché sono mesi che ci parliamo di questa fiera dell'artigianato e ci tenevo al fatto che la girassimo insieme. Allora decidiamo per lo sbattimento totale, però ci guadagnamo in fatto di giorni. Sì perché se viene lui il weekend, va via alle 17 di domenica, mentre se vado io posso andare via anche il lunedì mattina. Allora è deciso, venerdì sera viene lui, sabato ci sorbiamo questo seminario, e sabato a pranzo scendiamo. Così domenica andiamo alla fiera, dormiamo tranquilli e lunedì mattina riparto. Sbatti, sì, ma sono ore importanti e non le vogliamo perdere.

Quindi, il pomeriggio vado al secondo colloquio. Stavolta in pullman, e con i jeans. Questo colloquio è dovuto a una similraccomandazione. Il fratello di RagnoB ha fatto il mio nome a questa azienda che subito mi ha contattata. Loro sono molto propositivi, mi parlano un po' di ciò che fanno e mi propongono in quattro e quattr'otto un corso, full-time, di due mesi, su .NET. Io sono entusiasta e accetto subito, solo che, appena uscita da lì mi chiama Seat per riconfermarmi il contratto che ripartirà dal 2/5. Ho accettato, anche perché se faccio il corso .NET rimarrei senza lavoro fino a luglio. Abbastanza pesantina come cosa. Invece così ho l'opportunità di avere il sedere un po' coperto e magari fare qualche corso serale finanziato dal comune su un qualsiasi linguaggio di programmazione.

Poi vado a Porta Nuova, alla stazione, a richiedere il bonus del biglietto fatto la mattina stessa. E una volta tornata a casa... Pattini. Sono tornata a pattinare, sia ieri pomeriggio che stamattina e oggi ho le gambe a pezzettini. Ma perché limitarci alle gambe? Parliamo anche della schiena.

Ora aspetto solo che arrivi domani sera. Siamo sempre di corsa ma almeno sempre insieme, e conta solo questo.

05 aprile 2007

Furto in diretta

Oggi mi sono capitate due cose bizzarre. Ma andiamo con ordine.
La settimana scorsa ho fatto un colloquio come "procacciatrice d'affari". Leggi: "venditrice". L'altroieri mi richiamano per un secondo colloquio, e già la chiamata è stata già molto comica. Mi chiede quando possiamo incontrarci, le dico che il mio contratto scade venerdì e possiamo vederci tutti i pomeriggi tranne il venerdì pomeriggio perché parto. Lei mi dice "bene, allora ci vediamo giovedì o venerdì". L'avrei già uccisa.

Dato che il colloquio è alle 16.30, me la prendo comoda e mi faccio un giro in centro. Fa caldo, c'è il sole, tutto ispira una bella passeggiata sotto ai portici di via Roma e una vasca in via Garibaldi.
E proprio qui.
Io, con il lettore mp3 a tutto volume sento poco o niente ma noto che tutte le persone si fermano, si girano, spintonano un omino in bicicletta, che intanto va a sbattere contro il muro, proprio a 2-3 metri da me. Mi levo le cuffie e sento voci urlare "fermatelo! fermatelo!". Proprio mentre io mi spostavo per far passare il losco personaggio in bici (devo essere proprio io, scriciolo di 45 kg a sbarrargli la strada?) dei ragazzotti lo afferrano per il giubbino e lui molla la bicicletta a terra per correre a piedi. In un attimo lo scenario di via Garibaldi si ricompone e io stavo quasi per mettermi le cuffie quando un omino, di corsa, quasi mi viene addosso gridando "polizia, polizia, fatemi passare".
In quel preciso istante arriva una signora che valuta i danni sulla propria bici rubata dall'omino losco. E un istante più in là sposto il mio cellulare dalla tasca dei pantaloni alla borsa.

Via Garibaldi riprende a vivere come se nulla fosse successo.

Alle 16.28 suono il campanello di questa azienda dal nome esotico, mi presento per il colloquio e qui accade la seconda cosa buffa. Mi lascia tre contratti diversi, uno per tipo (sì, dovrei proporre contratti, non dico di cosa) e mi molla una copia del contratto lavorativo davanti agli occhi. Rimango interdetta un attimo e dico che pensavo che quello fosse solo un secondo colloquio. "Infatti è così, quello è solo da visionare adesso per controllare se va tutto bene". Intanto mi spiega come funziona. Dato che il corso di formazione dura un pomeriggio ma loro non hanno intenzione di spendere soldi per nulla, nel caso io non fossi poi interessata, mi dicono che funziona così: mi lascia quelle tre copie di contratto ma entro la settimana prossima devo portargliene uno già firmato. Così verificano le mie intenzioni "serie" e solo allora mi fanno fare il corso. "Sì, - dico io - ma non ho un vostro tesserino, non ho nulla. Posso presentarmi in un'azienda qualsiasi e proporre un contratto?"
"Eh, no - dice lei - non è professionale. Potrebbe ad esempio farlo lei a casa, o proporlo ad un amico che ha un'azienda, ecco."
Avrei voluto darle una testata e lasciarla lì sanguinante.
Chiedo 5 minuti per leggere bene il contratto. Le paghe fanno schifo, non c'è un minimo garantito. Mi pagano solo per i contratti che faccio firmare.
Fotografo ogni pagina del contratto per poter rileggere bene ma soprattutto per capire chi è il soggetto che poi dovrà pagarmi (una strana società in una via sperduta di Torino dove, per quanto ne so, esiste solo la Fiat). Mi dice che entro la settimana prossima devo portarle almeno un contratto. Le dico che sarò via questo weekend e tornerò martedì pomeriggio, che mercoledì non ci sarò (altro colloquio) quindi avrò poco tempo. "Sì - continua il genio del male - allora diciamo che ci prendiamo tutta la settimana prossima"
Ma è scema? Penso.

Ecco, un colloquio così barzellettiero non l'avevo mai fatto. Intanto ho già deciso di no. Seat, riprendetemi con voi!
Hanno aperto un nuovo sito, ScuolaZoo, che raccoglie tutti i filmati più irriverenti fatti a scuola. A parte le cagate e le cattiverie gratuite vi segnalo questo filmato di un alunno che va a scuola in pigiama e pantofole. Davvero mitico.

04 aprile 2007

This Love



Mi ricorda i miei 15 anni, va là che i Pantera sono proprio bravini..
Sono contenta. Tra le mille altre cose sono contenta anche perché mi sta scadendo il contratto, e se decidono di rinnovarmi avrò almeno tre settimane di ferie. A parte che domani ho una sottospecie di colloquio. Vogliono farmi fare la venditrice, ma dentro di me spero non mi prendano. Mercoledì prossimo ho un altro colloquio, una specie di raccomandazione fattami dal fratello di RagnoB. E non so nemmeno di che si tratta. Di questo passo mi troverò a fare la piccola fiammiferaia, senza neve e senza fiammiferi.
Oggi del resto dovrei uscire per andare al centro commerciale a comprare qualcosa ma non ricordo cosa. Potrei stare qui ore a pensare a cosa devo comprare e tirarne fuori il vuoto assoluto.

Forse ci sono: la soluzione unica per le lenti a contatto. E poi?
Un mio collega (che ha praticamente lo stesso nome di Roccio, basta levare una consonante e una vocale dal cognome e ci siamo) si sta appassionando alle piante carnivore e ogni tanto mi fa la cronistoria della sua piccola Dionaea.
Io ho deciso che se mi riconfermeranno farò qualcosa di bizzarro ai capelli, e ho anche già deciso come. Ieri ho pensato che forse oggi sarebbe stato bello pattinare. Bastava anche solo pensarlo per scatenare, oggi, il diluvio universale. Stasera dovrei andare a La Sacra Birra con Minchietta Uno, è un locale un po' fuori torino ma l'idea di fare 35 km quasi tutti in autostrada, con questo tempaccio e il freddo e tutto..
Calcolando che dovrei tornare abbastanza presto visto che la sveglia alle 6.30 comincia a rompere i coglioni..

Insomma sono partita bene ma ruzzolo male. Dal letto.

02 aprile 2007

Terapia intensiva

La mitica Ka di Roccio sta morendo. Colei che ha impazzato nei videogiochi della Bottomap ci sta abbandonando. Tant'è che Roccio, al mattino per andare al lavoro, è costretto a fermarsi di tanto in tanto perché non va più. Impunta le ruotine su strada e dice "Io non me movo" (ha l'accento un po' romano, chissà perché). Nel frattempo, parecchio a malincuore, giriamo per concessionari nella speranza che qualcuno, mosso da compassione o semplicemente irritato dalla nostra presenza ci sconti qualcosina. Ma nulla, impassibili. Il venditore di auto di oggi non contratta, quello è il prezzo e quello rimane.
Te vai lì, lui ti chiede due bazzeccole, apre il suo bel quaderno o clicca qua e là a caso col mouse del computer et voilà. Il gioco è fatto. E sparano una cifra che va dai 13 mila ai 15 mila euro. Allora noi, arrivederci e grazie, ci alziamo e ce ne andiamo. Poi i prezzi cambiano di giorno in giorno, ma non è come con i computer che se aspetti un pochetto ti ritrovi la stessa roba a metà del prezzo. No, i prezzi si alzano, si impennano. I venditori si giustificano dicendo che l'offerta è finita. Finita? Sarà durata 3 giorni. Allora anche lì, grazie e arrivederci. Poi controlli un po' i depliants che ti hanno dato. E scopri che le macchine sono piene di robe inutilissime, che le robe utili non le puoi installare, che l'autoradio di serie, da solo, costa 400 e passa euro e davvero ti passa la voglia. A quella cifra mi prendo l'autoradio, le casse, mi faccio installare tutto e mi avanzano ancora soldi. No grazie.

29 marzo 2007

Marta

Marta dondola sulla sedia con quel suo maglione blu a righe nere. Potrei ipnotizzarmi in quel maglione dimenticando chi sono. Potrei strapparle gli occhi perché la odio, come in fondo odio quel suo maglione, quei capelli perfetti, quella pelle di seta.
Odio Marta.
Lei incarna tutto ciò che non sono. Stabilità, bellezza, carisma.
Io, priva di tutto questo, non faccio altro che guardarla e invidiarla. Vorrei essere come lei, vorrei essere lei. E per questo la odio. Odio lei perché odio me. Odio lei perché ci vedo quello che non sono e vorrei essere, ma anche ciò che sono e non posso essere.
Marta, perfetta rappresentazione della mia metà mancante.
Marta che forse sono io, se non fosse per la mia assoluta convinzione e consapevolezza che non lo sono.

Dondolo sulla sedia con questo mio maglione blu a righe nere. Potrei ipnotizzarmi in questo maglione dimenticando chi sono.

27 marzo 2007

Ho deciso

Riflettendo tra me e me pensavo che forse è ora di darci un taglio: basta preoccuparsi degli altri. Dei sussurri e delle parole che non posso sentire. Basta cercare di piacere a tutti i costi alle persone. Sono così, non è un delitto. Sono così e mi piaccio così. A volte è la mia devastante insicurezza che mi porta a cercare consensi, o forse semplicemente mi affeziono molto alle persone nonostante la mia incredibile diffidenza. Cosa sia non so. A volte ci rimango un po' male, altre volte invece ci passo sopra. A saltelli.
Proseguo nella mia felicità senza che nessuno possa intralciarmi. Proteggo i miei tesori e le unicità che mi sono state donate. A volte è proprio dura essere coerenti.

Però sorridente e speranzosa procedo a piccoli passi verso il mio Venerdì. Ho ancora una settimana lavorativa, oltre questa, prima che mi scada il contratto. E oggi ho avuto un colloquio per fare la venditrice. Ma mi ci vedete? Io, che non so nemmeno consigliare una borsetta a un'amica? Sono andata lo stesso e non avevo una faccia molto convinta. Pazienza. Troverò altro, anche se devo darmi una mossa.

26 marzo 2007

Trenitalia: che (dis)servizio!

Vi ricordate, tornando indietro con le puntate, di due settimane fa? Torno a casa da Firenze e il treno fa ritardo di un'ora. Trenitalia non ha nessuna intenzione di pagarmi il taxi, e mi rimborsa solo il 50% del biglietto del treno.

Ora saltelliamo a ieri. A Firenze arrivano al mio orecchio un paio di frasi clou, segnatevele e ricordatevele:
Controllore: "Non ha bisogno di accompagnatore, vero?"
Omino: "No no, è tutto apposto"
C: "E' già salito?"
O: "Sì, tutto apposto".

Detto questo si allontana.

Bene. Partiamo in lieve ritardo da Firenze ma arriviamo in anticipo a Genova. Però ci fermiamo. Aspettiamo. Aspettiamo. Aspettiamo.
Insomma alla fine il capotreno ci parla e dice: "Trenitalia vi informa che siamo fermi alla stazione di Genova in attesa dell'assistenza clienti". Mi perdo la seconda parte della frase ma scopro chiedendo in giro che stanno aspettando il carrellino elevatore perché deve scendere un ragazzo disabile.
Ting. Suona un campanello d'allarme dentro di me. E collego la frase che ho sentito alla stazione di Rifredi: Non ha bisogno di accompagnatore, vero?
Le bestie sapevano già a Firenze che a Genova sarebbe sceso un ragazzo disabile. Incuranti di questo e insensibili anche verso di lui, bloccano un intero Eurostar giustificandosi all'interfono, e chiarendo anche che "deve scendere un ragazzo disabile". Passa veloce un controllore che dice in frettissima che se vogliamo prendere un interregionale ce n'è uno che parte al binario 14 (in ritardo anche lui perché aspetta che noi saliamo sopra). Ovviamente molti scendono e corrono a prenderlo, io aspetto. Ricordatevi bene questa scena, perché questo film è pieno di flashback. L'interregionale si riempie, intanto vedo, dal finestrino, un omino che tira a mano il carrellino elevatore sul binario.

Aspettiamo e aspettiamo e aspettiamo. E passano 45 minuti. Il treno interregionale è partito da un po' ma ora partiamo anche noi. Ripartiamo tra gli applausi e la rabbia della gente, finché sempre il capotreno ci delizia con questa chicca: "Stiamo effettuando una fermata straordinaria a Ronco Scrivia per far salire i passeggeri che erano saliti sull'interregionale".
Ebbene sì, ci siamo fermati nonostante l'enorme ritardo, l'interregionale si è fermato nonostante il suo enorme ritardo, e il risultato è stato far ritardare due treni invece che uno.
Che miracolo! La moltiplicazione dei ritardi di Trenitalia.

22 marzo 2007

Supposte di Vodafone

Da questo sito

Ecco come Vodafone "recupera" i costi di ricarica, dopo che il decreto Bersani li ha eliminati.
Dal 6 marzo 2007 Vodafone ha introdotto due nuove "funzionalità": ricezione SMS vocale e notifica ricezione vocale, una sorta di segreteria telefonica (al costo di 0,29 Euro a chiamata) attivato automaticamente a tutti coloro che non usano la segreteria telefonica (99% degli utenti).
- essere registrati al sito http://www.190.it
- effettuare l'accesso al proprio account
- cliccare su "190 fai da te", poi sul menu di sinistra la voce "Servizi e Promozioni"
- cercare nell'elenco dei servizi le voci "Ricezione SMS vocale" e "Notifica Ricezione Vocale" (solitamente è nella seconda pagina)
- cliccare sul pulsante "Disattiva" nel rettangolo ciascun servizio da disabilitare e si aprirà la pagina di conferma. Cliccate sulla voce minuscola in basso con scritto "Clicca qui per confermare l'operazione"
- eseguire lo stesso procedimento per entrambi i servizi.
Da questo momento chi vi chiamerà a cellulare spento non pagherà più i 29 centesimi per questo servizio che nessuno ha richiesto!!!
Se lo facciamo tutti riusciremo a non incappare in questo ennesimo tranello rivolto ai consumatori.
Mio appunto: ovviamente la disattivazione non funziona, e io di tutta risposta cambio compagnia.
Tiè.

Un altro piccolo appunto. Aggiungerei dicendo: e sono due. Qualche giorno fa ricevo una chiamata alle 9 del mattino, stavo entrando in Seat. Era la Vodafone. Dico alla signorina di turno che devo scappare al lavoro e chiedo se mi può richiamare alle 13. Mi dice che va bene, che mi arriverà però un sms in merito a ciò che doveva dirmi. Mi arriva il messaggio che dice che mi è stata attivata Vodafone Casa 0. Cosa? Quando torno a casa chiamo sfavatissima il 190 dove un operatore mi dice, tutto imbarazzato, che l'operatrice non aveva nessun diritto di attivarmi questa opzione senza il mio consenso. Ora, potete immaginare che scazzo che ho in corpo contro Vodafone. Con un'offerta attivatami senza il mio consenso, e con un altro servizio non richiesto attivato senza nemmeno avvertire via sms. Io li stronco.

21 marzo 2007

Non potevo resistere. Oggi una signora mi ha chiamato chiedendo il numero di un negozio di sanitari dal nome "Il tuo bagno". Il risultato è stato questo.

892424: buongiorno signora xxx, sono Carla, come posso aiutarla?
Sì salve, mi serve il numero, a milano, del tuo bagno..
... vuole il numero del mio bagno?

I camaleontari sono diventati foreste. Le piante che io e Roccio abbiamo preso sabato a viridea sono enormi. Sono più alte di 1.20 mt, che è l'altezza dei camaleontari, infatti le ultime foglie in alto sono tutte spiegazzate e schiacciate sul soffitto del coso, con i camaleonti anch'essi schiacciati e totalmente disorientati dato che fino a pochi giorni fa si trovavano con due rami secchi pieni di foglie morte. Le carnivore sopravivvono ma quest'anno ho deciso di tagliare tutti i fiori. Non è una pazzia, i fiori sono energeticamente sconvenienti per le carnivore. Anche dal punto di vista riproduttivo dato che da seme ci mettono un bel po' a crescere (anni) e bisogna impollinarle (qui non esistono gli insetti che le impollinano). Sto benissimo con la tuta gialla e nera e le alucce di pastica attaccate alla schiena ma non è quello il punto. Le coltivo da 6 anni e mi sembrano non crescere mai. Finora non ho tagliato nulla, però guardo le piante di A.A. che taglia tutti i fiori e ha delle bestie altissime e giganti, forse forse..

Giochino carnivoro

Da non credere: cliccare qui.

Salviamo Orsacchio

19 marzo 2007

Festa del papà

Mi chiama un futuro papà, la moglie è incinta e ha voglia di zeppole. Dove le troverò mai le zeppole.. a Parma?
Ho di nuovo il raffreddore. In 6 mesi di Seat ho avuto 6 volte il raffreddore. In media una volta al mese: non fa una piega. La sera mi faccio di vics medinait, un sonnifero travestito da farmaco, e al mattino, dopo colazione, mi sparo una bella aspirina e mezza giusto per svegliarmi un po'.
Mi rendo conto che i miei bellissimi hobby, le mie meravigliose passioni, sono nate quando ero single, senza lavoro, nel periodo in cui nemmeno avevo voglia di studiare. Camaleonti e animali in genere, e piante carnivore e piante in genere sono passioni che hanno bisogno di tempo. Tanto tempo. Considerato che per bagnare le piante mi ci vuole almeno un'ora. Essì, le piante carnivore hanno bisogno di acqua demineralizzata, e il mio impiantino casalingo ad osmosi inversa ci mette un po' a farmela. I camaleonti hanno bisogno di mangiare due volte a settimana, di essere vitaminizzati, di essere spruzzati almeno due volte al giorno. Oggi ho bagnato le piante, sto pulendo le schefflera da mettere nei camaleontari, intanto, mentre la mia bottiglia si riempie di acqua demineralizzata, scrivo.
Ho fatto un brutto sogno stanotte.
Faccio parte di una sezione speciale di polizia, tipo, che indaga sul paranormale. Siamo invitati ad andare a visitare una casa che pare essere infestata da uno spettro malvagio. Così ci rechiamo, diverse persone che fanno il mio stesso lavoro, sul posto. Ovviamente casa bianca e sinistra. Il custode della villa ci apre il cancello ma "per sentirmi più sicuro" dice "slego i cani". Così slega dei pastri tedeschi che attaccano ad abbaiare rabbiosi. In che modo possano proteggerlo non so. Entriamo e ci troviamo dentro un salone e si para lui davanti a noi. Una persona normalissima che porta un cilindro sul capo e degli occhiali da sole sul naso. Forse è vestito un po' d'altri tempi.
In ogni caso ci vuole far fuori. Solo che è abile, prende ognuno di noi dal verso giusto, si complimenta col ragazzo muscoloso e via così. Nella mia testa ho solo voglia di scappare ma sono paralizzata dal terrore. Lui mi guarda e mi dice "Non preoccuparti, non ho nessuna intenzione di mangiare te". Lo dice come se provasse ribrezzo e io resto un po' confusa. Intanto una ragazza prova a forzare la porta ma viene beccata e viene squartata, diciamo così.
Non so come ma sopravvive. Sopravvive bene, e io comincio ad avere paurai sono di lei, come se fosse stata posseduta da quello strano essere. Così ci mettiamo in macchina, chiedo un passaggio per un pezzo perché sono a piedi e questa ragazza sopravvissuta vuole sedersi accanto a me. Ma io ho paura e con una scusa qualunque riesco ad evitarlo. Poi però mi sono svegliata.
E mi sono riaddormentata sognando un'altra versione dello stesso sogno.

16 marzo 2007

Oggi è il giorno delle polemiche. Vorrei farlo ufficializzare. Il 16 marzo nessuno al lavoro. Tutti a casa, o in giro, a polemizzare. Sul pullman che non passa mai ed è sempre pieno e non se ne può più. Al lavoro perché vogliono che tu lavori (che pretesa! Ma dico io, uno va al lavoro per scaccolarsi in santa pace e per fare aeroplanini di carta che lancerà dalla finestra e guarderà con ammirata invidia). Sul blog perché ho risposto male a un tizio, ieri, avendo la presuntuosa convinzione di sapere chi fosse (anonimi di tutto il mondo, eliminate l'anonimia dai vostri cuori. Firmatevi, vi prego!). Persino il guestbook di bottomap non se la sta passando bene.
A volte mi sembra di portare un po' jella per queste cose. Tipo che va tutto bene, poi comincio a scrivere io e crollano imperi. Un po' fa parte del mio DNA: sono donna, la donna è nata per spaccare le balle all'uomo e per fare lavori domestici, ma col solo scopo di lamentarsi di continuo. Mica per altro. A noi mica ci frega di avere la casa a specchio: lo facciamo perché quando il nostro uomo arriva a casa noi possiamo vantarci di esserci fatte un culo, sia al lavoro che a casa, e la domenica gli faremo notare che invece lui la passa a giocare alla pleistescion in tuta grattandosi gli zebedei. E' così che funziona una coppia.
Al lavoro le cose non sono andate meglio, ma se le persone non mi permettono di aiutarle che senso ha? Io che ci sto a fare? In compenso c'è stata una fantastica riunione sindacale sul tfr, dove ho capito che se Dio vuole forse andremo in pensione e, molto più probabilmente, con una pensione che sarà di circa il 50% del nostro salario. Da spararsi subito senza pensarci due volte. Quasi quasi scappo all'estero.

15 marzo 2007

Mentre mi affaccendo sulla via della perdizione per trovare un nuovo lavoro (ricordiamoci che questo contratto scadrà il 6 aprile, quindi, forza gente) il mondo continua a girare. Un lavoro, un lavoro. Che due palle. Bisognerebbe inventarselo. Anche perché, a dirla tutta, non so fare molte cose. Anzi, nulla. Sono ufficialmente una grafica, ma non ho gusto estetico e soprattutto non so disegnare. Basta con la solita solfa, ogni volta che dico a qualcuno che sono grafica ribattono con un "Allora sei brava a disegnare!". No, non tutti i grafici sanno disegnare. Nella mia classe ce n'era uno, Babu, che sapeva disegnare bene. Disegnava solo manga. Disegnava solo manga porno. Ogni giorno arrivava a scuola con una creazione: noi osservavamo con cura tette al vento, sospiri, urli e piselli. E lui era soddisfatto.
Io no, sapevo disegnare forse da piccina e poi il mio livello di scolarizzazione artistica è finita lì. Le persone le disegno ancora come facevano gli antichi egizi, corpo di profilo e occhi di fronte. A differenza di mia sorella che ha fatto l'Accademia di belle arti ed è diplomata come fotografa. Ha una macchinetta fotografica vecchiottina e poco tecnologica, totalmente manuale e senza flash, e tira fuori delle cose indicibili. Ha disegnato il 99% dei tatuaggi che mio cognato ha in corpo e le ho fatto da modella per dei nudi artistici (nascosti in casa e mai appesi, ovviamente, con grande scazzo di mia sorella che afferma che mica sono tutti infantili gli uomini a guardar le chiappe. Vorrei dissentire. La percentuale di uomini infantili è pari a quella dei tatuaggi che lei ha disegnato al suo uomo). Io ho lavorato come grafica editoriale ma solo perché tutto ciò ha poco o nulla di artistico, è una questione di spazi. Se il titolone lo metti lì, l'immagine la metti là, se vuoi sembrare strafico e dinamico metti delle colonne di testo un po' sfasate e non allineate. Poi portavo tutto dal grafico-capo che mi dava l'ok oppure correggeva. Poi mi davano i testi in altre lingue della stessa pagina e io correggevo. Il cortissimo inglese che mi lasciava mezza pagina vuota, il prolisso tedesco con le sue lunghissime parole e i suoi stupidi a capo, e lo spagnolo che.. lo spagnolo che.. non ricordo che combinava lo spagnolo però era una rottura di balle anche lui.
E poi sono stata assunta come sistemista, ma effettivamente non ho mai fatto la sistemista. Secondo me erano curiosi di avere una donnina lontanamente interessata ai computer. Anche perché mi portavano in giro per aziende chiedendomi di mettermi in tiro, cosa che mai ho fatto. In sostanza non è che abbia acquisito esperienza in qualcosa. Quindi questo mi da' due essenziali scelte. Potrei fare qualsiasi cosa. O nulla.

Stephen dancing

12 marzo 2007

Il weekend è stato molto bello e intenso. Innanzitutto l'arrivo, il vento, la paura di perdere il treno per lo sciopero degli addetti trenitalia toscani. Che a quanto pare scioperano sempre dato che anche l'ultima volta è stato così.
Sabato mattina ci concediamo una passeggiata in centro. Andiamo da Dreoni a cercare un paio di modellini: il comanche per lui e l'apache per me. Non sono pratica ed è una cosa che mi riesce fare solo con Roccio (e che durante la nostra settimana di ferie abbiamo fatto. Ho quasi completato il Fokkerone e ho cominciato l'altro aereo di cui non ricordo assolutamente il nome). Mentre il pomeriggio siamo andati a Prato in treno (anche lì, ritardo immenso del treno) dove ci attendeva Mandingo, con il suo baffobuffo che mi ricorda tanto Ben Stiller nella famosa scena del film Stursky & Hutch, quando si traveste da ricco Texano e dice sempre "Fallo!". Il centro non è che sia cambiato molto dall'ultima volta che l'ho girato, mancava solo l'unico camaleonte al mondo che non cambia colore. Però cinghiali, animali strani, volatili ancora più strani e corvi imperiali che dicono "Oh" c'erano tutti. Tralaltro giornata stupenda per mettermi la gonna (al mattino) e passeggiare sotto i pini (al pomeriggio), dato il fortissimo vento che nel primo caso mostrava le mie grazie al mondo e nel secondo ci faceva cascare in testa di tutto. Il re della giornata è stato senza dubbio questo buffo animale, la tartaruga strafattona. Buffo davvero.
Il giorno dopo contemplo le cose più kitch del mondo, come questo simpatico campanello. Chi ha avuto la genialità di sceglierlo ma soprattutto il coraggio di installarlo deve assolutamente farmi un autografo con su scritto "Per Carla la mia ammiratrice. By l'uomo del campanello".






Senza contare che da oggi in poi, sui treni, appare una nuova minaccia. Ovvero questa.Il che non presagisce nulla di buono.
Il kitch ci accompagna nel pomeriggio di domenica, quando troviamo in una deliziosa bancarella del mercato de le cascine questo pupazzo.
Ora, lasciate un po' di dignità a questo personaggio. Già fargli indossare intimo da donna non è carino. Ma intimo fosforescente. Povero.

Ieri sera purtroppo il treno. E' sempre più dura allontanarsi e separarsi, non sono mai coraggiosa in questi casi. E poi ci si mette di mezzo trenitalia, che con un'ora di ritardo ha segnato il suo personalissimo record nei miei confronti.

Ieri mi sentivo di rompere le balle e quindi le ho rotte. Il treno sarebbe arrivato a mezzanotte e quaranta, troppo tardi per prendere un pullman, anche perché non ce ne sarebbero più stati. Il controllore dice che non possono pagarmi il taxi e io rompo perché nessuno può venire a prendermi in stazione (il che è vero). Ma lui, visibilmente dispiaciuto dice che "se voglio" può accompagnarmi lui.
Ci si fida? Ovviamente no, quindi si prende il taxi-f1 e si arriva in un lampo a casa.

E stamattina di nuovo al call center. Non va tanto bene, stanno organizzando dei nuovi corsi e io non sono stata inclusa. Dato che mi sta scadendo il contratto questo vorrebbe poter dire che hanno deciso di non rinnovarmelo. E quindi mi tocca cercarmi un altro lavoro.
Flavia vento è indagata per favoreggiamento (ma verrà lasciata in pace perché povera, che ne può sapere lei? A malapena parla).

E mia sorella è incinta.

RealBagatta

E' lungo ma merita

Ho passato un weekend fantastico con Roccio, ho finalmente conosciuto l'uomo virtuale dai buffi baffi (o baffi buffi, comunque si dica è buffo), si è fatto un bel giro al CSN di Galceti, conoscendo la tartaruga fattona di cui presto posterò le foto. Ah, e ieri sera il treno ha fatto un'ora esatta di ritardo costringendomi a tornare a casa in taxi. Il taxista era Schumacher, mi ha fatto completamente recuperare l'ora di ritardo, anche se non conosceva la via dove abito, anche se aveva il TomTom e non lo usava. Ora al solito devo scappare. Buon lavoro a me, anche se la voglia è scesa sotto lo 0.

09 marzo 2007

Carnicalendario

Scrivo velocemente un post su una cosa molto bellina. Avete bisogno di un calendario da scrivania ma non sapete dove sbattere la testa? Avete girato tutte le cartolerie e non avete trovato nulla di vostro gradimento?
I miei complimenti. Siete più pazzi di me per girare come trottole cercando un calendario da scrivania.
Non amo fare propaganda ma oggi sarà così. L'Associazione Italiana Piante Carnivore (AIPC) ha creato un bellissimo calendario, per il 2007, con foto spettacolari di piantine carnivore. Pensavate che esistesse una sola pianta carnivora? Quella con i dentini che, gnam gnam, mangia le mosche e si chiude a scatto? Ah! Ingenui!
Marcello un giorno disse (un italiano, ma sulla paternità della frase ci sono ancora oggi eterne discussioni) che " Esistono oltre 600 specie di piante carnivore. Tutte meravigliose".
Trappole a colla, ad ascidio, a tagliola, persino a risucchio. Ma non troverete il calendario nè in edicola con Max o GQ, nè nelle migliori cartolibrerie. Perché il calendario è in vendita solo sul sito.
Dove andranno questi soldini? Nel progetto conservazione. Aiutando quelle povere carnivore che gna fann cchiù.
In questa pagina, oltre a tutti i dettagli indispensabili per comprare il calendario (che alla fin del salmo costa solo 5 euro), verranno indicati anche i soldi guadagnati e a che associazione/progetto saranno devoluti.
Accattatevillo.

Canzone del giorno: Cassonetto differenziato per il frutto del peccato Elio e le Storie Tese

08 marzo 2007

Giuro non mi drogo

Non volendo intitolare questo post "festa della donna", gli ho dato un titolo assurdamente inutile. Sto scrivendo poco, ma mi sta capitando di tutto di più.
Stamattina non ho sentito la sveglia. Utili, stranamente, i miei apparentemente vani tentativi di rotolarmi per le scale del letto ikea e uscire di casa vestendomi in ascensore (o quasi). Sta di fatto che non sono riuscita a stirarmi i capelli e mi sento un cotton fioc rosso più rosso del rosso. Ieri mi sono fatta la tinta e ora ho un colore davvero esplosivo. Anche la pelle ha un colore esposivo dato che qualche macchia birbetta della tinta è finita qui e lì sulla pelle lasciandomi deliziose chiazze che, nel migliore dei casi, possono essere scambiate per lentiggini e nel peggiore lasciano presagio di malattie altamente contagiose. E' così che si ottiene facilmente il posto sul pullman, no?
La televisione ha deliziato la sala dell'892424 della sua allegra presenza. Per quale ragione? Verranno girati dei minispot. Non mi si vedrà ovviamente. Per l'occasione mi hanno sistemata in una postazione nascosta da una bella colonna a base rettangolare. Oggi pomeriggio riunione sul TFR. Mi pare di aver capito solo una cosa, che in un caso o nell'altro (ma anche nell'altro ancora) ce l'avremo nel baugigi (come direbbe Roccio).
Ah tralaltro io e Roccio abbiamo festeggiato i nostri primi 9 mesi. Non oggi, non ieri ma un po' di giorni fa. Eravamo in ferie e non poteva essere giorno più bello. E oggi è la festa della donna. Un cliente chiama facendomi gli auguri. Ora, essendo io davvero rincoglionita, sono rimasta in silenzio perché non avevo capito bene. Mi sembrava che avesse detto una località così stavo per dirgli la mia solita frase (pure sorda sono) "Mi può ripetere, per favore, la località lettera per lettera?", quando lui mi ha interrotto dicendo che oggi è la festa della donna, come facevo a scordarmene? Gli ho giustamente fatto notare che non sono festività a cui bado (tralaltro non è un giorno di riposo, cioè, si lavora. Ecchecazzo). Mi dice che sbaglio, che bisogna festeggiare. Allora sì. Festeggerò a modo mio. Domani scendo a Firenze dal mio Roccio. Che intanto ha due palle cubiche perché sta lavorando come uno schiavo di colore nelle piantagioni di cotone, ma che bella assonanza.
Mi chiama stamattina un mio ex. Non sono certa fosse lui perché non ho più il suo numero, però mi sembrava fosse suo. Mi chiama 3 volte ma io sono al lavoro e ovviamente non rispondo. Mi manda un sms per chiedermi se mi interessa un lavoro. Un lavoro? E mi raccomandi tu? No grazie. Queste sono cose che non farei nemmeno in singletudine. Qualcuno mi ha detto un giorno che nessuno da' niente per niente. Tristemente vero.
E questo favore quanto mi costa?
Sono felice così, ho tutto.

Canzone del giorno: Le Ragazze di Gauguin Grazie Di Michele

07 marzo 2007

La gente è buffa

Questo volantino si trova in giro nel mio quartiere. Decisamente geniale.

Un minuto

Ho un minuto di tempo per scrivere qualcosa di intelligente.

...

Devo andare!

06 marzo 2007

In questi giorni, siccome c'era anche il Festivàl (come molti lo pronunciano) ci siamo arrischiati a prendere una penna usb con la quale è possibile collegare l'antenna televisiva al computer. Guardare la tv al computer. Così adesso ho una specie di tv in camera e ieri sera mi sono vista un po' di programmi (saranno 6-7 anni che non guardo la tv di sera). Ho scoperto che Baudo si è offeso per qualcosa, che Bonolis si è offeso per qualcos'altro. Che a Venezia vogliono costruire una diga mobile che si chiama Mose, così mentre qui abbiamo i NoTav, lì ci sono i NoMose, che protestano sui battelli. Le solite polemiche sul Festivàl, nelle canzoni c'erano troppe parolacce (piscio è considerata una parolaccia), e ancora Pippo Baudo, e i cantanti che hanno una media d'età troppo alta. Poi finalmente il Grande Fratello ha goduto del mio voto: io non avevo mai votato ma c'era da salvare Orsacchio (appello dalla Gialappa), un ingegnere elettronico che non sa usare nulla di elettronico e che colleziona peluches. E che puzza, anche tanto, a quanto dicono lì dentro. Però almeno non parla sempre di sesso e non cerca di accoppiarsi con qualsiasi personaggio con l'aspetto vagamente femminile. Fors'anche perché si prenderebbe più di un ceffone. O forse perché non ci sono donnine con aspetto vagamente femminile. La più donna sembra un trans.
Per concludere: ma quante cose mi perdo non guardando la tv. E' un mondo a parte.

05 marzo 2007

Eclipse

Come è stato difficile addormentarmi ieri sera. Mannaggia, dormo benissimo con Roccio. E l'ho cercato ovunque ma nulla. Così mi sono rigirata nel letto fino a tardi, fino a quando mi sono addormentata. Sognando un cielo stellato, visibilissimo grazie all'eclissi di luna, stelle cadenti e io, sul balcone. Che pensavo "Faccio una foto di questo spettacolo e gliela mando".
Eclissi di luna e le stelle quasi si possono toccare. E poi ho sognato di essere la protagonista di Hostel. Non come vittima, ma come carnefice.
Tornare oggi al lavoro è stata dura, non ricordavo più nulla. Ma un blackout in Seat mi ha ricordato che i miracoli esistono. Così venerdì sarà più vicino.

04 marzo 2007

Sanremo e nuovi format: Malasanità

E anche quest'anno Sanremo è passato lasciandoci polemiche in gola, ancora inespresse. Io non vedo Sanremo da quando hanno partecipato Elio e le storie tese. Devo dire che non mi sono piaciute le scelte dei vincitori. Nella categoria giovani un ragazzino dal viso pulito e voce (ma cantava?) .. voce.. bhe, non è che avesse sta gran voce. Non è che la sua canzone fosse cantata. Ma sai, quest'anno sono andati per la canzone impegnata. "Pensa", la canzone del giovine. Io tifavo per la nuova Giorgia, una ragazza bionda con una gran bella voce, e Jasmine, pupilla del mio Renatone (Zero). Mentre per i Big tifavo per Silvestri, il Bocelli tedesco (che ha portato "Schiavo d'amore") e anche per il vincitore: Cristicchi. Anche se proprio non credevo vincesse il festival. Insomma, la canzone è bellina ma se guardiamo anche la tecnica, la voce.. Bhe, il Bocelli tedesco mi sembrava più adatto (tralaltro stroncato dalla giuria).
In questi giorni ho notato anche che sta uscendo un nuovo telefilm: Medicina Generale (il nome ha le iniziali evidenziate in rosso, quindi, in sigla, MG). Ma come? In america hanno ER, Emergency Room e noi Medicina Generale, MG? Guardando la pubblicità mi rendo conto davvero della differenza. In MG le porte dei reparti sono un po' crepate, e a vedere bene anche le pareti non sono granché messe bene. E poi: "Medicina Generale?". Ma almeno fosse stato "Sala Operatoria" oppure "Terapia Intensiva". Di questo passo mi aspetto il seguito "Azienda Sanitaria Locale 5: A.S.L. - Il Medico della Mutua".
Il passo successivo è il telefilm "Malasanità" dove è persino inutile andare dal medico, tanto ti lasciano in barella nei corridoi e poi si dimenticano di te. Il telespettatore allora scommetterà quanto tempo ci mette il paziente ad andarsene. E quanto ticket dovranno comunque pagare i familiari. Touchè.

01 marzo 2007

Non sto scrivendo in questi giorni. C'è una ragione: sono in vacanza. Siamo in vacanza, io e Roccio.
Questa settimana ferie, dal lavoro e dal mondo per poterci godere qualche giorno in più di tranquillità. Mica semplice. Il weekend dura mezzo lampo e di tutte le cose che vorremmo fare non riusciamo mai nemmeno a cominciare. Così, da venerdì sera fino a questa domenica cazzeggiamo facendo qualsiasi cosa. Con Sanremo di mezzo, che ieri sera ci ha regalato un bello svirgolone della mitica Pulsatilla (che ha fatto uno scivolone non da poco) al dopofestival o il bestemmione in diretta di un anonimo con microfono aperto dal Festival.
Devo dirlo, le canzoni mi fanno quasi tutte cacare. Tranne quella di Silvestri che vorrei già avere nel mio lettore mp3, da ballare sul pullman. Ho comprato il libro di Piero Angela, "Ti amerò per sempre". Cerca di spiegare cosa accade, dal punto di vista biologico, durante l'innamoramento. Nulla di tutto ciò può servire in nessun modo a capire cosa accade realmente ma è in ogni caso interessante. Ora Roccio gioca alla Playstation, con il mio cane sdraiato accanto. E io ora stacco, che vado a sdraiarmi accanto a lui. Buone vacanze a tutti.