07 giugno 2011

Sperimentazioni

Entro domani comincerò un paio di sperimentazioni: nella prima chiuderò il blog. Lo so, pare brutto. Ma in verità non sarà più disponibile per la lettura per chiunque.
Qualche tempo fa un mio amico mi annunciò che non avrebbe letto più il mio blog, non per cattiveria, ma perché almeno quando ci si vedeva (che ci si vede poco) avrebbe potuto chiedermi di raccontagli la mia vita senza che lui la sapesse già (e dovesse far finta di non saperla). Ovviamente lascerò il blog aperto a persone come Zion che non hanno altri modi per contattarmi o con cui comunque non riusciremmo a vederci né sentirci.
Questo da domani.
La seconda cosa è stare un po' lontana da facebook. Maledetto facebook. Farò così, utilizzando un servizio chiamato futureme.org mi manderò una mail postdatata con una password impossibile che non terrò in alcun modo sul mio pc. La mail è postdatata a un mese, quindi per un mese io non lo userò, disattiverò le notifiche push sull'iPhone e le notifiche e-mail.
Lo so lo so, che cosa complicata. Non potrei invece smettere di controllarlo per un po'? Eh sarebbe facile, ogni tanto mi capita di cincischiarci per cui per evitare...
Per quello che riguarda il blog ho maturato questa cosa perché mi spiace che con questa scusa nessuno si faccia più sentire. MinchiettaUno a parte, che sento spesso nonostante legga il blog. Quindi chi mi vuole sentire ha la mia e-mail, il mio contatto Skype, il mio contatto Gtalk e ragazzi se non vi va allora ditelo! :)

Lo scrivo perché so che le cose scritte, per il famoso principio di coerenza che mi tiene legata, rendono obbligatori i miei obiettivi.

Canzone del giorno: Preso Blu Subsonica


Ma quanta arroganza si spreca,
per quali mediocri orizzonti,
il senso di vaga impotenza,
di un giorno di pioggia,
al gusto di pioggia,
in giorni di pioggia.

Con quali blindate paure
confonde l' amaro tra i denti,
l'insipido blu polizia,
di un giorno di pioggia,
al gusto di pioggia,
in giorni di pioggia.

ma sai dirmi dove sei,
se ti chiedo dove sei,
ti nascondi dove sei.

Il vuoto delle tue certezze tra le tue pareti che ora
inchiodano il silenzio tra noi due disordine interiore
ma ordine nel paese prigioni tribunali cellulari o
forse chiese, paura della morte, paura della vita
paura che la vita sfuggendo tra le dita,
paura che diversa sarebbe anche possibile,
paura del diverso paura del possibile.

In quali silenzi riecheggia
la rabbia delle tue certezze,
perché non ci provi ad arrenderti
a un giorno di pioggia,
al gusto di pioggia,
in anni di pioggia

06 giugno 2011

La notte dei desideri (etciù)

Passare questi giorni un po' distanti ci ha fatto bene, mi è mancato tanto.
La cosa buffa è che sembra che io mi sia portata dietro il maltempo. Diluviava a Torino e faceva un freddo lassù... Diluvia ora a Bologna e fa un freddo. Per questo mi sono raffreddata. Ho passato miracolosamente l'inverno senza raffreddore e un viaggetto su a Torino mi ha piegata. Colpa di diverse cose: ad esempio sul treno all'andata ero a maniche corte, e c'era aria condizionata a palla. Sono stata costretta e infilare le mani all'interno della maglia, facendo passare le braccia dalle maniche della maglietta (per intenderci: pareva fossi senza braccia), questo per evitare di congelarmi le braccine ma in ogni caso un po' di freschino c'era sempre, soprattutto al collo, mio tallone d'Achille. Sabato mattina mi vedo con RagnoB, per fare due chiacchiere e due passi. Ma quando mi sveglio sento un fortissimo scroscio e c'era praticamente un muro d'acqua. Decido di uscire lo stesso ma le mie scarpettine Puma, in vellutino chicchettoso, si inzuppano nel tempo di arrivare alla fermata e passo tutto il giorno a piedini non bagnati, ma proprio inzuppatissimi. Che camminavo facendo ciaf ciaf.
Poi non avevo con me la propoli. Con la propoli, al minimo accenno di raffreddore, passa tutto. Ma non l'avevo e quindi oggi etcì a non finire, fazzoletti, naso tappato e così via discorrendo. Ho anche un po' di tosse che andrebbe via con la bava di lumaca (ma è a Torino!).
Stasera vedrò una cosa che non ho mai visto prima. Ma vorrei anche non vedere. Io non lo posso vedere Steve Jobs. Comunque fa quello che chiama un keynote. E' una roba in cui ti presenta le ultime novità marchiate Apple e sono circondata da gente che ama Apple o comunque è incuriosita dalla cosa. Dato che Iolao ci tiene a vederlo sarò sul divano anch'io ma sicuramente mi dedicherò alla lettura di questo nuovo libro di Michael Ende (l'autore de "La Storia Infinita") intitolato "La notte dei desideri". Lo leggo e mi dico che tra le righe c'è una poesia che non vien fuori da nemmeno un volume di Harry Potter (ma io il caro Harry lo detesto per ben altri motivi).
Per il resto basta paranoie. Sono stanca dei miei autosabotaggi. E vi lascio col video di questo meraviglioso Gufetto trasformista, anche facile da allevare volendo. Mi sta tornando la scimmia della falconeria? Forse. Ma ci penso e ripenso perché tenere bestie in gabbia (e non stiamo parlando di camaleonti che stanno sempre appollaiati su un ramo muovendosi pochissimo) soprattutto bestie volanti mi provoca un non so che di rigurgito. E finché non ci sarà qualcuno in grado di spiegarmi che così non deve essere preferisco lasciar stare. Il gufo in questione si chiama Ptilopsis leucotis. Con avversari poco più grandi di lui (e qui ci mostrano un barbagianni che è proprio piccino, quindi questo gufetto deve essere proprio minuscolo) si gonfia a sembrar più grosso. Con avversari molto più grandi di lui, si assottiglia per risultare magro e poco appetibile (o solo per risultare meno visibile?).
P.s. sabato metà centro di Torino era chiuso perché pare stessero girando un film (o un cortometraggio, chissà) storico. Per cui c'era un'auto militare d'epoca più tanti finti militari dall'odore di naftalina (chissà dove li han recuperati i costumi!).
Io e RagnoB siamo passate accanto ai loro banchini dove mangiavano e non li abbiamo invidiati per nulla. Era quasi un rancio davvero. Noi invece, noi sushi.
La natura è proprio meravigliosa. A tal punto vi rimando anche a questo link.

04 giugno 2011

Il mio blog

Mi scordo sempre che il mio è un blog pubblico. Mi scordo sempre che ci si arriva da Google. Mi scordo sempre.
Oggi mi chiama Ciava. Se cercate in questo blog l'ho nominato almeno un paio di volte. Era uno dei miei più cari amici quando pattinavo. Mi ha tenuto compagnia durante la notte di un lontano capodanno quando tutti festeggiavano ed io ero a fare la chemioterapia in ospedale. Insomma, è stato un vero amico.
Ciava qualche mese fa lo ribecco su facebook. Ci scambiamo i numeri con la promessa di rivederci. Oggi mi chiama, per chiedermi quando davvero ci rivedremo ma io sono a Bologna. Per cui, ci vedremo a metà luglio, quando torno a Torino per l'esame. A lui sta bene ma mi dice che ha letto "il mio foglio su Google". Rimango interdetta perché non so cosa voglia dire. Mi ripete che ha letto il mio foglio su Google dove parlo del Ruffini. Non capisco.
Poi faccio duepiùdue. Avrà trovato il mio blog, e c'era sicuramente un post dove parlo di lui. Dice che si è commosso a rileggere di quel periodo (che in effetti era un bel periodo spensierato, io avevo tipo 15 anni), che gli sono venuti i lacrimoni aggiungendo che scrivo davvero bene e dovrei scrivere un libro. Mi fa piacere ma non so se è il caso. Un conto è raccontare a sprazzi la propria vita, un conto è trovare una storia di fantasia che riesca minimamente a interessare la gente.
In ogni caso mi ha fatto piacere perché queste cose che scrivo non sono inutili, a volte mi fanno riflettere, ma a volte fanno anche sorridere e commuovere terze parti.

Sono contenta e ho pensato parecchio.
Ho pensato che ogni nuova casa va costruita su nuove fondamenta. Non si possono costruire case nuova su vecchie fondamenta perché possono avere falle o crepe. Devo buttare giù ogni cosa e pensare a questo momento. E smetterla di piangermi addosso. Sono solo una donna fortunata. Nessuno, e dico davvero, nessuno ha ciò che ho io.
E combatterò, schiena contro schiena, per la nostra felicità.

E stasera ho portato mia mamma a cena fuori. Il più delle volte mia mamma mi fa imbestialire, come tutte le mamme. Stasera mi ha fatto una gran tenerezza. Non va mai a cena fuori, o quasi mai, e si era messa tutta in tiro, col trucco e tutto il resto, persino una maglietta tutta scollatella. Queste cose mi fanno un bel po' tenerezza, il segno del tempo che non vuole passare e di un orgoglio femminile duro a morire. E' giusto. Bisogna sentirsi sempre belle. Bisogna diventare belle. Non c'è limite d'età per questo.

E ovviamente: andate a votare per il referendum. Siamo tutti indispensabili.

30 maggio 2011

La lumachina

Levatevi dalle balle - urlò la lumachina al resto degli animali.
Gli animali tesero le orecchie in religioso silenzio.
Un brusìo gli era parso di sentire, ma forse era stata solo un'illusione. E ben presto tornarono alle loro mansioni. Spostatevi ho detto - ripetè la lumachina.
Uno scoiattolo forse vide una piccola scia luminosa sul prato verde smeraldo, appena inumidito dalla rugiada mattutina: annusò l'aria tenendo la tre zampette una piccola ghianda, ma presto non ci badò più.
Vi prego - si disperò la lumachina.
Era tanto disperata e triste perché non voleva portarsi dietro la sua casa. Non voleva quel peso addosso. Eppure non aveva alcun modo per liberarsene. E la fatica, e il dolore, e lo sforzo le facevano credere che non c'era altro modo che quello. Per andare avanti.
E voleva solo passare. Ma povera lumachina nessuno riusciva a sentirla, nessuno poteva capire che desiderava solo passare. Forse perché lei non poteva dirlo alle stesse frequenze degli altri.
Quanto pesa, lumachina, la tua casa?
Right here? Right now?

Canzone del giorno: Right Here, Right Now Fatboy Slim

27 maggio 2011

Fry e Leela

Ci hanno appena trovato un nomignolo: Fry e Leela, ovvero:



in effetti ci somigliamo abbastanza, a parte il fatto che Leela ha un occhio solo:

A volte mi sento sola con i miei pensieri. Non voglio la loro compagnia. Vorrei dormire.
Se solo la smettessero con questo chiacchiericcio.
Ho deciso: mi tapperò le orecchie. Che tanto il brusio non serve a nulla. Non ci sono parole e frasi compiute, nulla ha senso.
Shht.
Le conosco, le ho lette, qualche volta praticate, ma ci casco sempre. Sempre.

Le regole della comunicazione persuasiva per Cialdini, che si rifà ad un approccio teorico di social cognition, sono riconducibili a sei "euristiche", o strategie cognitive fondamentali, che vengono implementate nella comunicazione interpersonale orientata ad una modifica dell'atteggiamento o dell'attitudine conativa della controparte.
1) Impegno e coerenza: L'impulso ad essere/sembrare coerenti (anche con le proprie asserzioni o posizioni precedentemente espresse) rappresenta un'arma potente di influenza sociale.
2) Reciprocità: In genere l’uomo sente il bisogno di contraccambiare favori veri, o presunti tali. Questo aspetto è stato descritto anche nell'ambito dell'antropologia culturale come un aspetto che caratterizza tutte le società umane. Questa regola ha per Cialdini le seguenti caratteristiche:
È "soverchiante": è molto potente nello stimolare l'acquiscenza altrui.
Impone "debiti" che nessuno ha sollecitato: in quanto può far sentire in debito per favori che non sono stati richiesti
Può mettere in atto scambi non equi.
3) Riprova sociale: Le persone, in media, tendono a ritenere maggiormente validi i comportamenti o e le scelte che vengono effettuati da un elevato numero di persone. È il fenomeno psicologico-sociale alla base della diffusione delle "mode".
4) Autorità: Le asserzioni sostenute da un riferimento ad una figura di rilievo, reale o presunto, o presentate come se fossero derivate da tale figura/istituzione, accrescono la loro valenza persuasoria.
5) Simpatia: Attraverso la costruzione di un legame di simpatia e "similitudine", reale o presunto, tra persuasore e persuaso, è più facile ottenere esiti di modifica degli atteggiamenti.
6) Scarsità: La naturale tendenza a ottimizzare la disponibilità di risorse di un dato bene, spinge ad una modifica di atteggiamento in direzione di comportamenti di acquisto se la disponibilità del bene viene presentata come limitata nel tempo o nella sua accessibilità.


(Da Wikipedia)

#Sucate

Meno male che è venerdì. La mia mente è fatta di nebbia in questo periodo e ho necessità di staccare da ogni cosa. Non sono in grado di concentrarmi e studiare. Sono nulla nel niente.
Domenica saremo a Milano al battesimo della figlia di mia cugina, Vittoria. Ovviamente faremo check-in a Sucate. Ma come? Non avete seguito il divertentissimo caso di Sucate e della Moratti?
Martedì sera partirò alla volta di Torino e ci rimarrò fino a domenica. Voglio portare a spasso Poldino e fare un giro in centro. E ora che fa caldo magari sedermi sulle panchine di piazza S. Carlo a leggere un libro. E magari ascoltarmi un po'.

Vi lascio con questa meravigliosa versione di una song famosa.
Questa è meglio però.

26 maggio 2011

Ma non ero io forse la donna stoica che non versava mai una lacrima? Che mi accade?

Sentiranno la mia mancanza?

E se vi dicessi che la sveglia non ha suonato?
Ieri, buffo, ho provato ad annullare il mio account su Facebook. In un momento così, in cui volevo annullarlo.
Mi è apparsa questa pagina:



Una tristezza.

Ma davvero mancherei, su facebook, a queste persone? Ma davvero davvero?
Con la Barbara non ci si sente da secoli, con Giorgio non ci si è mai sentiti su facebook, Alessandro è un monte che non lo sento e comunque abbiamo WhatsApp, Stefano lo sento via email e chat e con Iolmao convivo. Voglio dire.
L'unico motivo per cui non lo avevo fatto finora è che finalmente mia sorella ci si è iscritta e quindi sentirsi è più facile (abbiamo stretto rapporti che finora erano stati abbastanza lentini). Quindi l'ho convinta a usare twitter che (checché se ne dica) mi sembra un mezzo più intelligente per comunicare al resto del mondo.
Ora posso annullare in pace il mio account di facebook. Chissà. Ci penso.

Il mio compagno di corso mi propone di collaborare a un progetto in Java. Ci penserò.

Mioddio a quante cose devo pensare. #argh

Canzone del giorno: Numb Linking Park

25 maggio 2011

Sembra passare tutto e poi *bam* di nuovo eccole. Le paure. La confusione.
Non vedo l'ora di parlare con la psicologa. E non avrei mai pensato di scrivere queste parole!
Ma che balotas essere me.

I have a dream

Sogno il Madagascar. Ma se vado in Madagascar rischio di non avere più denaro per la sopravvivenza nei prossimi mesi. Ci sto seriamente pensando. Chi si aggrega?

No, dico sul serio, eh? 20 giorni via dal 7 settembre al 26 settembre.



Crozza sei sempre un mito.

24 maggio 2011

Petizione online

BASTA PREGIUDIZI CONTRO IL METAL

Se non ora, quando?

Oggi va meglio. Visioni pessimistiche si sono dissolte come neve al sole. Forse torneranno, non so. Per ora mi godo questo momento tranquillo, i momenti di vita quotidiana e ah, stasera alle 18 non mancate: su Geo&Geo parleranno di piante carnivore e ci saranno due persone che conosco a chiacchierarne. Uno, tralaltro, bolognese.
Altre novità: un mio amico milanese si è lasciato con la fidanzata con cui stava da 7 anni. Posso tranquillamente affermare di non aver mai visto tante separazioni come quelle avvenute tra la fine del 2010 e ora.
Sarebbe buffo sentire cosa ne pensano gli astrologi. Quali pianeti si sono congiunti per portare a tante separazioni?
Le conto sulle ditine della mano eh? Almeno 5! Ma se mi sforzo, secondo me, ne vengono fuori altre.
Comunque, coppie separate, non disperate. A volte stare da soli anche per breve tempo ci aiuta a recuperare noi stessi, ovvero ciò che di più importante abbiamo. E poi la separazione può non essere anche un distacco. Quando si vuole bene a una persona, anche se le cose non sono più le stesse, quando si ha condiviso tanto, non è che detto che non ci si debba più sentire. Non è detto che le coppie esistono solo in quanto coppie.
Certo, quando la rabbia è tanta questo passaggio è impossibile. Ma auguro a tutti che non sia così.
Detto questo, sabato siamo stati a Ravenna. Bello, bei mosaici, anche se non siamo riusciti a vedere tutto perché la simpaticissima signora della prima biglietteria ci ha venduto biglietti per tre strutture che non erano quelle che volevamo vedere. Fatti altri due passi abbiamo trovato una seconda biglietteria con le cose che ci interessavano. Che poi "Vi vedo giovani, ci sono sconti per ragazzi fino ai 25 anni". Se, grazie mille ma ne abbiamo trenta.
"Ah allora ci sono sconti per studenti". Ecco, ci prendi in giro?
"Va bhe, comunque la bimba piccola non paga"
Bimba piccola? Ci giriamo e i turisti tedeschi lì accanto avevano parcheggiato un passeggino accanto a noi.
"Ma non è nostra!"
Ah scusate.
In un attimo ci siamo sentiti ventiquattrenni studenti e padri. Magari per la prima, anche no per le ultime due. Ho scoperto che studiare non fa proprio per me.
E infatti il corso Java non è stata un'idea meravigliosa. Chissà che pensavo quando mi sono iscritta. Cioè lo sapevo, temevo di non trovare lavoro e volevo tenermi impegnata. Ma non esattamente l'impegno che fa per me. Forse era meglio usare la mia solita tattica. Trovare un lavoretto e nel frattempo cercare.
E ora mi tocca studiare anche per l'esame, se no è stato come buttare via un anno di lavoro. E il Madagascar? Spero per settembre. Vuol dire prosciugare gli ultimi risparmi; ma se non ora, quando?

23 maggio 2011

Venice

Problemi di comunicazione

Dal blog della cara Zion.

Riferimenti culturali
Milano centro, zona di negozi. Lui e Lei che passeggiano di fronte a me con passeggino.

Lei (fissando una vetrina): cosa ne pensi de La Perla?
Lui (più avanti, spingendo il passeggino): eh?
Lei: cosa ne pensi di La Perla?
Lui: ...
Lei: La-Per-la! Cosa ne pensi?
Lui: eh.
Lei: cosa ne pensi di... (avanti così in loop)

Certe volte credo che ai maschi manchino totalmente i riferimenti culturali per cogliere le sfumature nei discorsi delle donne. Una donna avrebbe risposto senza esitazioni: Bello, ma troppo caro. Senza NEMMENO guardare la vetrina.
Detto così, a un povero maschio che non ha mai studiato cataloghi interi di biancheria intima o moda mare da donna, la domanda suona senza alcun senso e totalmente decontestualizzata. Una specie di trappola dietro cui probabilmente si nasconde un litigio o perlomeno un battibecco, in cui lui perderà e non capirà nemmeno che cosa ha fatto per scatenare le ire funeste della compagna. L'esperienza media di un maschio adulto lo costringe a rispondere sul vago, sperando di scamparla. Lo compiango.

Certo che anche lei, ma che domanda è?

La tela di Penelope

Non so cosa mi porta continuamente ad autosabotare la mia vita, a cercare di tapparmi gli occhi per gli obiettivi della vita importanti e farli passare in secondo piano. Non so, davvero, cosa c'è che non va in me. Un ragno può rimanere impigliato nella sua stessa tela?

22 maggio 2011

Mhm.

20 maggio 2011

In bagno ci sono due porte. Una che da' accesso solo al lavandino, e l'altra, interna, per accedere a WC e bidet. Sovrappensiero ho chiuso a chiave anche la prima porta. Azzarola.

Massi

Mi sveglio con questo senso di pesantezza addosso. Sindrome premestruale, benvenuta.
Questo è uno di quei giorni in cui non vorrei essere me, vorrei non avere la testa per dover sempre pensare. Vorrei farmi scivolare addosso ogni cosa.
E non sentire più questo immenso masso sulla schiena.

Canzone del giorno: Senza Titoli Samuele Bersani

19 maggio 2011

Machete non manda messaggi

Sono riuscita a entrare alle 8.30 invece che alle 9. Questo per me significa guadagnare mezz'ora che è mica poca roba. Una mia collega si è offerta di accompagnarmi all'uscita fino a un punto "x" non troppo distante da casa, davvero gentile (questo mi fa guadagnare almeno 15 minuti).
E ieri sera siamo andati a vedere il film più bello e spocchioso della storia dei film: "Machete".
Frase clou: "Machete non manda messaggi", credo che me la tatuerò in fronte e comincerò a farmi chiamare Machete.
Ma prima dovrò pensare al mio vero tatuaggio. Direi che sarebbe bene, o benissimo, magari stasera scegliere il font. Perché il primo giugno potrebbe essere una bella data.

Canzone del giorno (ahimè): When you're gone Avril Lavigne

18 maggio 2011

15 maggio 2011

Lo so lo so, è un altro bel po' che non scrivo: così mi sono ritagliata un pezzettino di tempo dallo stage (che tanto devo fare una cosa che non ho idea di come fare), per scrivere.
Questa domenica io e Iolao siamo partiti alla volta di Firenze a festeggiare (di nuovo) il mio compleanno e quello di Gianni al ristorante "I Ricchi", in via della Docciola 14 a Sesto Fiorentino. Già dalla prenotazione non mi sono sembrati molto carini, e ad andarci non è stato meglio.
Innanzitutto ci hanno messo moltissima fretta, e poi il mix supremo di carne non era così supremo ma costava ben 60 euro. A ognuno di noi è toccato mezzo pezzetino di ogni pezzettino di carne e io alla fine ho mangiato poco. Le verdure miste e le patate pordinate per tutti, eravamo 14, non le ho nemmen toccate.
Abbiamo anche discusso col gestore.
In ogni caso non andateci. O meglio, si mangia molto bene eh? Ma se proprio volete assaggiarlo andateci al massimo in due: secondo me lì sì che ne vale la pena.
Altrimenti andate al buonissimo "La bottega di Morello", dove si spende di più ma si mangia decisamente tanto.
Per il resto tutto bene, purtroppo la pioggia ci ha impedito di fare la grigliata che tanto avremmo voluto fare, ma ci siamo divertiti molto lo stesso. A me ha fatto un sacco piacere vederli. Ho visto Roccio molto in forma, ma anche il Cinfa davvero smagliante.
Stephen e Francesca erano più coccoloni di come me li ricordavo.
Mi chiedono cosa mi manca di Firenze.
Mi mancano loro, mi manca Piazzale Michelangelo, mi manca l'accento toscano, l'olio novo, il vino novello, gli ulivi e le campagne. Ma tutto il mondo è paese e quello non era il mio posto. Esisterà il mio posto in qualche dove?
Grazie a tutti, è stata una gran bella festa.
Qui sotto alcune fotine e canzone del giorno: Sul Sole Subsonica


12 maggio 2011

Cose buffe a raffica

Qui allo stage va tutto bene, però il mio tutor è troppo impegnato per starmi dietro quindi succede che fino alla prossima settimana probabilmente non avrò nulla da fare. Ho chiesto ai miei colleghi se hanno bisogno che faccia qualsiasi cosa, per ora nulla. Il che significa che o cazzeggio totalmente, o provo a fare qualcosa in VBA giusto per studiarmelo, oppure mi annoio a morte. Penso che la seconda alternativa sia quella migliore.
L'altro ieri in pausa pranzo sono andata a prendere un caffè in un bar gestito da ragazzi cinesi ("vado dagli amici cinesi") e mi sono trovata a parlare di religione con un musulmano (c'erano una volta un'italiana, una cinese e un musulmano) il quale asseriva che chi non crede in Dio è proprio un ignorante. Così io gli ho detto che non credo e lui si è fatto piccino piccino e ora è diventato il mio migliore amico a quanto pare. Mi saluta sempre e a volte aggiunge anche un'ammicco ammicco di occhio.
Ma la mia domanda è: sta sempre al bar? L'ho incontrato anche pochi minuti fa andando a prendere un caffè.
La terza cosa buffa riguarda stamattina. Nello stesso piano dove faccio lo stage c'è una sorta di parrucchiere per ricchi (non lo so in realtà ma ho visto le foto su internet e sembra più un'estetista privato che un salone di parrucchieri). Così appena arrivo, accanto al portone, trovo una signora che mi viene incontro tutta sorridente e mi saluta. Io, per educazione, la saluto.
Alché mi dice "Sei dei parrucchieri?".
Teek, mi aveva scambiata per una parrucchella causa miei capelli viola.
Via, vado a studiare un po' di VBA, magari mi creo un database sminchiolo giusto per esercitarmi e provo a farmi delle maschere.

Canzone del giorno: I Am (I'm Me) Twisted Sister

10 maggio 2011

Right Meow

Dal lavoro a casa ci metto 45 minuti a piedi. Quasi quasi.
Comunque Bologna è comoda da girare con i mezzi, è piccola e i cambi di bus sono segnati bene cosicchè io, senza saper né leggere né scrivere sono riuscita a tornare a casa senza intoppi, ieri e oggi. Prendendo anche bus diversi.
La fregatura se così si può chiamare è che l'azienda dei trasporti bolognesi non prevede abbonamenti mensili se non per studenti. E i lavoratori? E la gente comune? Nulla, per la gente comune ci sono solo abbonamenti annuali e i lavoratori non hanno nessunissima agevolazione. Per quello ci si deve ancora lavorare eh, bolognesi?
Per il resto qui è tutto mitico, solo che non ero abituata a stare via 9 ore e tornare a casa un po' cottina (a parte che qui si cena tardissimo, tipo alle 21-21.30, mi verrebbe da addormentarmi nel piatto a volte). Sono già in pigiama che mi sono fatta la doccia.. e Maya dov'è?
Sul balcone.
Meow.

09 maggio 2011

Noi siamo alpin (e ci piace il vin!)

Questo weekend Iolao è venuto a Torino. Un evento e tanti eventi: 84° raduno nazionale degli alpini, giro d'italia in partenza proprio da Torino, per le due occasioni le frecce tricolori hanno sorvolato il centro città sfumacchiando il tricolore dal sedere.
Noi ce le siamo beccate tutte: gli alpini totalmente ubriachi che hanno invaso la città. Mi piacerebbe dire che hanno riempito di colore la città e che han fatto festa ma in realtà hanno sporcato, si sono resi molesti e fastidiosi. Il giro d'italia che partiva da Venaria Reale e passava per il centro, con la città già mezza bloccata dagli alpini, noi in piazza Castello a vedere le frecce tricolori nella bolgia di gente (le frecce sono passate sopra piazza Castello e volavano bassine eh?). Non si riusciva a camminare ma se non altro nella giornata di sabato siamo riusciti ad andare a prendere il vero bicerin di Torino, davanti al santuario della Consolata, santuario che poi abbiamo visitato. Ovunque c'erano canti di alpini, strombazzamenti, vino versato, gente dagli occhi in fiamme. Mi è spiaciuto che abbia visto la città ridotta a quello stato, davvero in un modo totalmente diverso da come sono abituata a vederla io.
E domenica, bhe domenica abbiamo giocato con la Diana+. Ho montato il fisheye e abbiamo fatto le foto all'asino che contento di vederci ci ha leccato meni e braccia (bava schiumosa ovunque).
E oggi bhe,...
domenica sera partiamo da Torino alla volta di Bologna. Comincia la nostra avventura di due mesi di convivenza e oggi, bhe oggi.
Primo giorno di stage.
Arrivo e non c'è nessuno.
Entro e non c'è nessuno.
Busso agli uffici e non c'è nessuno. Mi accomodo fuori.
Arriva una ragazza che almeno sa già di me. Mi da' un portatile, una postazione, un telefono e la cancelleria. Ma fino a mercoledì non ci sarà il mio tutor (che nel frattempo ha specificato di non essere dottore e di dargli del tu) e sto studiando il VBA per conto mio. Sola soletta. Meglio davvero non poteva andarmi.
Mia sorella, che ha trovato un lavoretto al call center è stata confermata (ed è contentissima), il padrone di casa di Sesto Fiorentino continua a chiamarmi nonostante Roccio gli abbia già detto di non chiamarmi più e la Vittoria Assicurazioni mi ha fatto incazzare. Gli chiedo informazioni sul rimborso che dovrei ottenere (io ho pagato fino a inizio maggio ma la macchina è stata rottamata a fine marzo) e mi dicono che per ottenere il rimborso dovrei andare in sede e portare il tagliando originale dell'assicurazione. Peccato che io non abiti più lì e che il tagliando gliel'abbia spedito con raccomandata (con ricevuta di ritorno). Capito l'ingrippo e scusati con me (almeno stavolta) mi dicono che mi rimborseranno 85 euro. Dai. Non male.
Ho sentito il mio medico per spostare le visite nella seconda metà di agosto, visto lo stage e l'impossibilità per ora di fare le visite richieste e non ci sono problemi.
Oggi sembra proprio una giornata qualunque eppure no. Sono qui, Bologna, città rossa non con un pugno ma con due, sicuramente il doppio di Firenze, certamente il quadruplo di Torino, qui per iniziare una nuova avventura e ora ci siamo appena fermati. Mangiato poco fa. Ora muoio a letto.
Stanotte io e Iolao abbiamo di nuovo fatto un sogno simile. Dico di nuovo perché non molto tempo fa abbiamo sognato entrambi di fare colazione. Con un toast.
E stanotte abbiamo sognato una conferenza. I contenuti erano diversi ma la conferenza c'era.
Buffo no?

Canzone del giorno: I'll Never Grow Up Twisted Sister

06 maggio 2011

Prima di partire

Meraviglioso venerdì!

Canzone del giorno: Prima di partire per un lungo viaggio Irene Grandi

05 maggio 2011

Passi di bimba

Ieri ultimo appuntamento con la psicocosa prima di scendere per il mio stage a Bologna. Oggi ultimo giorno di corso (uh quante cose ultime) e siamo andati a fare un miniaperitivo al centro commerciale lì davanti, per salutarci un attimino. E in effetti potevamo fare qualcosa, portare dei salatini, dei dolcini, mi sembra che ci siamo salutati molto in fretta e comunque mi mancheranno. Io non ero così prima, non legavo con nessuno, stavo sempre in disparte. Ora mi affeziono, e poi mi spiace. E poi vorrei mantenere i contatti. Ma spesso non mi è possibile.
Per dire, il 21 fanno una cena a casa del nostro compagno cubano ma non potrò esserci e mi spiace. Non potrò esserci perché ho programmato altre due date in cui salire e non posso proprio permettermi un altro viaggio aggiuntivo.
La cosa buffa è che in un'azienda hanno preso tre di noi a fare lo stage: un calabrese, un marocchino e un cubano. Non sembra una barzelletta? C'erano un marocchino, un cubano e un calabrese...
In ogni caso questo corso, questo periodo qui a Torino, ogni cosa mi è servita per arrivare ad oggi: e anche se sono un po' demoralizzata per l'esame finale e temo di non passarlo perché mi sono resa conto di avere un po' bighellonato in questo ultimo periodo, anche se non dovessi passare l'esame non credo che sia tempo perso. E' vero mi sono importa di studiare in questi due mesi di stage ma mi sono tranquillizzata. C'è la mia strada da qualche parte, là fuori.
Ora voglio solo pensare a domani.
Se volete capire come mi sento, provate a guardare "Tutte le manie di Bob", ecco, io ora so che devo affrontare la mia vita a passi di bimbo, e anche se gli altri corrono, 'fanculo, e se gli altri si aspettano che io corra, 'fanculo di nuovo. Sto camminando in montagna e devo mantenere il mio passo. Che è mio e solo mio.
Purtroppo per ora non riesco a fare progetti troppo in là nel tempo quindi devo affrontare davvero le cose a passi di bimbo. Ma ci sto lavorando.

03 maggio 2011

Ultima Cena (con Gesù Cristo annesso)

Ieri sera abbiamo fatto una cena di saluti con gli amici torinesi. Lo dico, non parto per la guerra e non vado a morire. E poi i primi di giugno sarò qui, il 12 per il referendum idem, a luglio ho l'esame ecc
Che poi la responsabile del corso mi ha detto che forse dovrei pensarci seriamente se dare l'esame o meno. Vuol dire che proprio non so una ceppa. Poco male. Mi rimetterò in piedi pian pianino, in questi due mesi di stage. Vediamo.

01 maggio 2011

Nonmistancheròmaidisognare

Maledetto cacavomito. Giovedì mattina mi piglia un male al pancio che non si spiega. In pausa pranzo vado all'Auchan a comprare dei fermenti lattici che sono l'unica cosa che in genere mi calma un attimino: appena li butto giù la salivazione mi va a mille. Torno al corso faccio lo zaino e vado a casa. Appena arrivata a casa non so bene dove girarmi. Vomito o popò? Comunque la roba è lampo perché il giorno dopo sembro stare bene, per cui decido di partire comunque. Peccato che stanotte ho avuto un male al pancio devastante tuttanotte e stamani di nuovo plof plof. Ora, nonostante le mie tre ore e mezza di sonno pesante sul treno non vorrei che rimettermi a letto e dormire di nuovo. Magari guardare un film. Magari dormire e basta.
Ma penso guarderò qualche megacacata di film, qualcosa da ridere.
Stamani Maya è venuta a farmi le coccole, con quel suo fr ffrrrr frrrrr di gatto fusante. Che dolcina.

Ma oh, ogni anno elenco i regali del compleanno e quest'anno nulla. Dunque: la mia famiglia ha pensato bene di farmi un regalone one one, il set della Diana, con flash e obiettivi intercambiabili, giusto per giocare un po' con le vecchie foto a rullino. Poi un vestitino di jeans, e due libri: Ameni Inganni del favoloso Culicchia (già finito peraltro) e Il grande disegno di Stephen Hawking e Leonard Mlodinow (in fase di lettura). RagnoB mi ha regalato un ciondolino a forma di colomba che si addice proprio al momento che sto vivendo. Ringrazio davvero tutti, e voglio ricordare che davvero non è importante il regalo. Ma il gesto, il messaggio, il pensiero.
Sembra banale ma non lo è: non mi interessa ricevere un pacchetto in più, preferisco davvero un abbraccio in più.

Canzone del giorno: L'amore pensato Max Gazzè

26 aprile 2011

Nuovi indovinelli

Se Okane ha un cane, di chi è il cane?
Da Bologna con furore.

25 aprile 2011

Quasi quasi gli rubo il pesce

Sto sognando. Costruisco piccoli sogni fatti di piccole cose. Costruisco per non distruggere.
Sto anche diventando più paranoica. Non so se è colpa della psicologa. E' come se spurgassi un male che ho dentro per poter poi essere libera.
Sta di fatto che sono diventata una rompicoglioni di prima categoria, traducendo.
E' come se stessi davvero cominciando a pensare alle mie esigenze però senza alcun filtro che mi permetta di esternarle in maniera positiva. E' come se avessi perso in parte il mio proverbiale tatto, la mia delicatezza e la mia gentilezza. E mi viene da pensare. Era dunque forzata?
Questo mi porta a chiedermi altro: tipo "ma io chi sono?".
Tolte queste domande esistenziali, e appurato che io sono io anche in questa fase paranoica, ho conosciuto la mamma di Tony Stark e ho forse preso la varicella. Dico forse perché non so in che modo potrei averla presa dato che penso di non essere stata a stretto contatto con la personcina che stava male, ma soprattutto perché mia mamma non ricorda se ho avuto o meno la varicella (ma più no che sì). E dato che il periodo di incubazione è di 15 gg, lo saprò solo nei miei primi giorni di stage.
Facciamo che non ci penso fino a tra 15 giorni eh? E' molto più plausibile che io non abbia preso nulla.

Detto questo domani è un gran giorno: compio 30 anni.
Quando ero piccina la mia visione del mondo era parecchio diversa. Credevo a 18 anni di andare via di casa, a 20 massimo di sposarmi, a 24 massimissimo avere il primo figlio. Poi pensando di fare l'università i tempi sono cambiati. 19 anni fuori di casa, 25-26 anni matrimonio, massimo 28 anni il primo figlio. Poi ho smesso di pensare al figlio, poi ho smesso di pensare al matrimonio, e ora il mio grande dilemma è: andrò mai via da casa? Quali traguardi ho raggiunto? Quali mi ero prefissata? E quali vorrò raggiungere?
La questione è che non posso cambiare ciò che è stato, e anche se potessi non vorrei. Sono qui, e sono così (e non mi dispiaccio così tanto come si potrebbe pensare) proprio per ciò che è stato. Per cui ora mi rimane da puntare a obiettivi futuri. E smetterla di pensare come se non avessi un domani. Ce l'ho.
Penso.

Canzone del giorno: Discoteca Labirinto Subsonica

Vi lascio con un giochino meraviglioso e un video mmmm:

19 aprile 2011

M Bun (mmm buono)

Stasera inaugurazione di M Bun, agrihambugheria piemontese, slow-fast food del nuovo millennio, finalmente in centro a Torino (l'unica altra sede è a Rivoli, un po' scomodina).
Hamburger fatti con carne piemontese selezionata e scelta e pane vero, tomini di formaggio nostrano, patatine fatte da loro, yogurt. L'inaugurazione è stata piuttosto generosa e abbiamo mangiato davvero di tutto. Hamburger, patatine, formaggi vari, polpettine, dolce + panna cotta + mela + yogurt + birra + vino.
Tutto aggratis.
Però tornando a casa col bus, una fiaccolata (per l'unità d'Italia?) ha bloccato il bus, meno male che ero quasi arrivata. Ecco le varie foto della serata partendo dalle ultime (non ricordo mai in che ordine me le infila).




17 aprile 2011

Sono stanca. E triste.

14 aprile 2011

Ieri sera altro appuntamento dalla psicocosa. Non è facile anche perché abbiamo parlato della mia famiglia che è un argomento un po' ostico. E poi ho capito, mentre le parlavo, che ho la tendenza ad addossarmi tutte le colpe e a giustificare sempre gli altri. Qualcosa come, sì io ho esagerato, un po' anche lui ma lo capisco perché (puntini puntini).
E poi un sacco di cose. Ma non le scrivo perché sono debolezze, spiragli, cose che non si dovrebbero sapere così facilmente. Cose che mi espongono e mi rendono fragile. E la famiglia appunto, che sembra avere un ruolo chiave, anche nei fallimenti dei miei rapporti. Ma non come si può pensare. Non che mi abbiano messo i bastoni tra le ruote: più che altro mi è mancato qualcosa, qualcosa che cerco disperatamente. Come dire? Dire senza dire, che difficoltà.
Va bhe.
Ieri mi hanno consegnato il risultato del test di SQL/Oracle e ho fatto tutti gli esercizi correttamente. Il prof ha esclamato "meriteresti l'abbraccio accademico". Ma non era il bacio?
Comunque imbarazzo totale.
Tra poco aperitivo con RagnoB e suo fratello. RagnoB non la vedo da un pezzo e sono contenta che stasera possiamo vederci.

Canzone del giorno: Serpente Subsonica

12 aprile 2011

Eden

Ieri sera, concerto dei Subsonica. Meraviglioso.
La scorsa volta li avevo visti in tribuna, ma dal parterre è tutt'altra cosa. Senti la gente, il sudore, il caldo, il collasso, la danza dentro, il mondo che gira e ti senti come un burattino nelle mani di un meraviglioso burattinaio che ti muove, ti fa ballare, divertirti, cantare.
Penso proprio che comprerò il loro nuovo album perché è davvero bello. E stando lì non si può smettere di ballare, in nessun modo. Grazie Subsonica perché siete davvero grandi.

Canzone del giorno: Istrice Subsonica
ed ecco un piccolissimo spezzone di ieri sera

e qualche foto (notare la mia mitica maglietta dei Misfits)





07 aprile 2011

Compiti per casa

Devo fare i compiti che la psicologa mi ha dato da fare per casa. Ma non ne ho voglia. Sono impegnativi.
Il primo esercizio consiste nel cercare quali sono stati i miei modelli nell'arco della mia vita. Il suo sospetto è che ce ne siano stati troppi. In effetti.

Il secondo compito è di rileggere ciò che ultimamente mi è stato scritto di brutto. Ogni volta che qualcuno mi vomita addosso qualcosa, io mi sento come disintegrata. E' la mia immagine non ben definita di me stessa che si disintegra. Devo provare a leggere queste cose e dirmi che "quella di cui parlano non sono io, perché io non sono quel mostro".
Devo leggere con distacco e sapere che quella è solo un'opinione.
Ma andiamo a vedere nel dettaglio. Senza dire il peccatore.

Mi è stato scritto, recentemente, di essere un po' opportunista, ipocrita e falsa. Ipocrita e falsa sono proprio termini utilizzati, mentre il primo è ciò che si deduce dall'intera mail (messaggio di facebook).
Appena ho letto questo messaggio, non dedicato a me ma a una mia amica, nella quale le si spiegavano i motivi per cui lei sarebbe stata esclusa dalle sue amicizie ("perché non voglio vedere quella Colombo nemmeno in foto") mi sono sentita mancare. E' una persona che io ho sempre difeso anche se non se lo sarebbe meritato, a quanto pare. Alla quale pensavo con tenerezza anche se non ho mai condiviso le sue idee. Nemmeno una, eh? Che a volte quando parlava mi si rizzavano i peli sulle braccia. Però ho sempre cercato di contestualizzare la situazione e anche se spesso mi faceva venire il nervoso, inghiottivo e basta.
L'altro messaggio, o meglio l'altra serie di messaggi, riguardano un caro amico. Che tipo un mesetto fa mi aveva detto che non ci saremmo mai più visti. Non ha più risposto al telefono, non ha più risposto ai messaggi.
Non capivo.
No, davvero non ci arrivavo. Così ho atteso paziente un mesetto prima di chiedere di nuovo. E ho ricevuto una bella batosta. Mi sono sentita dire che sono un tornado che entra nella vita delle altre persone senza chiedere il permesso e va via all'improvviso. Che sono tornata da mia mamma senza pensare a quanto questo l'avrebbe sconvolta. Che non agisco di cuore ma solo in base a ciò che in quel momento va bene per me.
Ovviamente questa è stata una mazzata ancora peggiore. So che in questo secondo caso non c'erano intenzioni cattive, ma a volte sentirsi dire certe cose, in certe modalità e con questi tempi lunghi, bhe non è facile.
Insomma devo ancora leggere questi messaggi e farmeli scivolare addosso. Per quanto mi riguarda, almeno ripensandoci non mi sento così agitata come prima.
La mia insicurezza è qualcosa di totalmente inumano.
Meno male che, finalmente, domani. Dopo due settimane.
Domani.

05 aprile 2011

Lezioni di vita

Roccio mi ha passato questo filmato che vorrei condividere con voi.

Una lezione di vita: non dovremmo mai scordarcene.

04 aprile 2011

Chi si ferma è perduto

Oggi i miei compagni di corso mi hanno nuovamente chiesto che cosa sono questi tagli che ho sul collo. "Ma si vedono tanto?" D: "No, dai...", Orso: "Sì che si vedono altrimenti non te lo avremmo chiesto".
Eh, allora gliel'ho detto. Ma non che sia un segreto. E' che non sono capace di dire certe cose, finisce che poi alla fine scoppio a ridere e non è il caso.
"No è che ho avuto un paio di tumori, ho anche una cicatrice sul seno perché due annetti fa ho avuto un piccolo tumore al seno".
Silenzio.
Imbarazzato? Direi di no.

Non ti viene mai da pensare al passato delle persone che ti circondano. Ma non che sia un'eroina eh? Semplicemente io, come tanti, ho affrontato delle cose. Ma non con coraggio, con pragmatismo di una persona che non ha molta scelta.
Così sì, a 13 anni il linfoma di Hodgkins, a 15 anni di nuovo una ricaduta. A 27 anni il tumore al seno causato dalle due radioterapie fatte in età evolutiva. E ora qui.
Ogni tanto ci penso: ma se mi ricapitasse di nuovo?
Riuscirei a ragionare con lo stesso pragmatismo o sarei soltanto stanca?
In effetti non lo so e non ci voglio pensare. Queste cose, come l'incidente avuto meno di un mese fa, mi ricordano sempre che la vita va fagocitata, che domani potremmo non esserci. Che non importa il come, l'importante è fare, andare, in una direzione che non si sa. Ma l'importante è andare.
Chi si ferma è davvero perduto.

Canzone del giorno: Il solito sesso Max Gazzè

02 aprile 2011

Giorno di pulizie

E mi sembra di non avere fatto nulla.
Ieri è stato illuminante uscire con una mia compagna delle elementari con cui tralalatro mi trovo molto bene. Cioè alle elementari non è che ci cagassimo molto. Perse di vista per cui, e ora grazie a facebook e all'idea geniale di un altro nostro compagno di una reunion ci siamo beccate. Lei è ganza, mi piace molto. Io ho l'impressione di piacerle molto. E quindi si sta bene insieme.
Detto questo, il sabato a Torino è un po' devastante...

01 aprile 2011

Il farmaco oink

Il mattino ha l'oro in bocca e ci regala perle immense, come questa del mio compagno Orso che è tanto gentile da accompagnarmi in macchina al corso: "Sto prendendo un farmaco onomatopeico", ovviamente voleva dire omeopatico ma ho riso davvero abbestia.
Per il resto, oggi c'è stato sciopero dei bus e mi sono saltata le ultime due ore di lezione se no tornavo a casa a piedi.
Domattina giro a Le Gru. Sono richiestissima a Torino per il compleanno di mio cognato, ma io vorrei tanto scendere a Bologna.
Purtroppo le distanze comportano anche queste cose.
Ora mi sto ascoltando questo album e non è male davvero. Vorrei scegliere una canzone a caso come canzone del giorno, ma la verità è che stamattina mi sono svegliata con questa canzone in testa.

Canzone del giorno: "Behind the blue eyes" The Who

31 marzo 2011

Lomo e dintorni

Ho una nuova scimmia. Che spero passerà presto. Ma forse anche no. Comunque ieri mi è venuto il trip per questo kit.
Vorrei regalarmelo per il compleanno ma ora ho problemi un po' più urgenti tipo sopravvivere con quello che ho finché non trovo un lavoro. E magari comprarmi il mio terzo paio di pantaloni, tipo.
Giusto per dire, le fotografie fatte con questa macchinetta sono davvero fichissime.




Ci penserò. Per ora mi accontento di alcuni filtri da piazzare sulle foto digitali.

Canzone del giorno: Susie Q Creedence Clearwater Revival

30 marzo 2011

Colloquio un po' così ma weekend decisamente cosà

Giovedì scorso al corso è stata una giornata pacco. Dopo le prime due ore abbiamo avuto tre ore di buco, così decidiamo di andare a fare un giro all'Auchan. In quel dell'Auchan mi chiama un'azienda per un colloquio. Io, che già so dove voglio fare lo stage, rispondo con uno spocchiosissimo "Non ho da scrivere, semmai la richiamo". Mi rispondono che mi avrebbero mandato una email. Colloquio fissato per il giorno successivo. Controllo e non hanno sedi a Bologna, sarà stata la responsabile del mio corso a mandare il curriculum. Ma a quanto pare nemmen lei. Ricontrolla e nulla, dice che a questa azienda ha mandato tutti i curricula tranne il mio. Va bhe, io vado, se non altro per la curiosità di sapere da chi hanno ricevuto il curriculum.
Mi presento, mi fanno attendere, mi spiegano di aver ricevuto il mio curriculum da R. Cavoli è vero, R. mi aveva detto che avrebbe mandato il mio curriculum alla sua azienda perché "E' bene fare colloqui per sapere cosa vuoi e cosa vogliono da te le aziende". Così facciamo questa chiacchierata tra donne, che non mi pare essere andata nemmen troppo male. Peccato che non molto tempo dopo avrei avuto il treno e cominciava a farsi tardi a sentire di cosa si occupa l'azienda, e trick e track, e il test di autovalutazione, e ognicosa.
Così appena terminato il test faccio una cosa che mai andrebbe fatta: dando per scontato che il mio colloquio fosse terminato mi alzo in piedi come per andarmene via. A loro non resta che stringermi la mano e salutarmi (grazie anche a voi per la bella chiacchierata). Tra le altre cose mi hanno chiesto come mai il mio curriculum non figurasse tra quelli spediti dalla responsabile del corso "non è che lei ha già trovato l'azienda per lo stage? eh?": ho spiegato (ehm cough cough) che in verità avevo fatto altri colloqui e la responsabile preferiva adesso "mandare avanti anche altre persone". Comunque colloquio terminato e corro a prendere il treno. Era la giornata del "regala un libro a uno sconosciuto", promossa dal sito leggereleggereleggere.it. Così vado alla Feltrinelli della stazione, compro un "L'ultima Lacrima" di Benni. Cerco in stazione un possibile destinatario (dopo aver scritto a matitina una dedichina semplice semplice) e trovo una ragazza col portatile simile al mio.
E' lei.
Allora mi avvicino e le dico "scusa, posso rubarti un minutino?"
mi guarda come si guardano i tossici della stazione che ti chiedono monete per comprare il biglietto per tornare a casa e te studi il suo viso per sapere se la tua monetina sarà quella che lo aiuterà a mangiare o a farsi di nuovo.
Le spiego che è la giornata in cui si regala un libro a uno sconosciuto e che avevo scelto lei per l'esperimento. Gelido sorriso e un "ok" un po' infastidito, seguito da un "grazie" totalmente tirato.
Mhm.
Ci rimango un po' male.
Comunque vado al MacDonald's che ho una fame bestiale e piglio le due cose più golose del mondo: una ciambella e un muffin al cioccolato. Mentre attendo sotto il tabellone degli orari di partenza dei treni e sbrano le mie due dolci merendine arriva la ragazza di cui sopra: "ciao sei tu quella di prima del libro?"
mhm, ma come? non passo certo inosservata con i miei capelli viola. Va bhe, ti perdono ma dimmi "Sì sono io"
Mi dice che prima l'avevo colta alla sprovvista e che voleva ringraziarmi tanto, è proprio una bella iniziativa, questa. Mi spiega che l'anno prossimo vorrebbe partecipare anche lei e mi fa mille sorrisoni.
Oh, così va molto meglio, penso.

Intanto prendo il treno per correre da Iolao, visti i casini con trenitaliamerda nell'acquisto dei biglietti, ho comprato i biglietti del treno precedente a quello che prendo di solito. Il programma del weekend è questo. Stiamo venerdì sera a Bologna (tralaltro siamo andati al cinema a vedere un film paccosissimo, però chissene) e sabato mattina, con molto sciallo, molto polleggiati, scendiamo a Firenze in macchina. Sabato sera suonano i Punition Babek, gruppo in cui suona Marco, e non voglio perderli.
Così venerdì sera stiamo insieme, andiamo al cinema, andiamo al pub. Vorrei parlare un sacco di Iolao, ci sarebbero tante cose (e tutte belle) da dire, ma ora non è tempo, non è luogo, così accontentatevi degli sprazzi che potete intuire qua e là.
Sabato ci svegliamo tardissimo, tipo alle 11.30 (avevo detto a E. che ci saremmo sentiti per 11.30!). Così facciamo colazione (fiesta e caffè, doccia e bidet.. ah non faceva così la canzone?) e ci lanciamo in autostrada. Devo dire che da passeggero ogni tanto ho avuto strizza, ma mi sono comportata piuttosto bene (le paure vanno affrontate del resto, no?). Arrivati a Firenze lasciamo la macchina a Rifredi (il viaggetto è durato poco più di un'oretta) e prendiamo il treno per Santa Maria Novella dove ci attende Gianni. E poi, mangiato panino veloce al Mac, andiamo davanti all'Edison dove aspettiamo E.
E. ci propone un caffè alle Oblate, mai stata ed effettivamente ne è valsa la pena. Da lì sentiamo a tratti Francesca che non ce la fa a raggiungerci, e Roccio che ci avrebbe raggiunto da lì a poco.
Alla fine ci ritroviamo tutti al MelBookStore dove io non ho trovato Roccio (ma Iolao sì). Tutto bene, nessuna rissa, per cui sono contenta. Abbiamo fatto un bel giro, chiacchierato, riso, preso un gelato al Vivoli (gelato minuscolo però chissene, è una gelateria storica), presa una schiacciatina (ottima tralaltro) e poi tornati via. Iolao mi ha accompagnato alla pizzeria e poi è andato via. Ha però conosciuto gli altri ragazzi, tranne Marco, che peccato, ci tenevo che si conoscessero. Ma Marco stava ancora provando e ci avrebbe raggiunti a breve. E così anche lì, breve interrogatorio su Iolao, ma come, ma perché, ma chi è, ma quiesuegiù, e Stephen "sembra proprio un bravo ragazzo", sì lo è.

Ci raggiunge Marco e mi fa il terzo grado, è un po' contrariato dal fatto che non ascolti metal ma l'ho rassicurato perché gli garba il rock anni '70 e così ha quasi approvato. Poi tutti insieme al Koriboroo, musica, foto e filmati di cui vi lascerò brevi spezzoni qui sotto.
Poi a nanna da Francesca e avevamo sì un gran sonno ma alla fine si è rimaste a chiacchierare fino alle 4 del mattino e il giorno dopo, bhe ci si è svegliate appena in tempo per cucinare perché ci avrebbero raggiunti Roccio e Stephen per la pappa. Roccio mi ha regalato l'ultimo libro di Saviano, che ho cominciato a leggere e devo dire, Saviano scrive molto bene.

Ieri psicocosa, appuntamento difficile, si sono trattati temi delicati e ho tremato come una foglia tutto il tempo e avevo gran lacrimoni che però, come al solito, non volevano uscire. Mentre la scorsa volta ero uscita svuotata, questa volta sono uscita parecchio giù, ma sono sicura che mi si stia smuovendo qualcosa e devo solo lasciare che le cose facciano il loro corso. Mi ha lasciato dei compiti per casa (sì, proprio così) e ora penserò a delle cose. Sono certa che uscirò da questa cosa ancora più forte e che, anche se non sembra, qualche chiacchierata con uno specialista farebbe bene a tutti. Solo per capire su cosa puntare, su noi stessi e quali mattoni lasciare cadere giù per proseguire più leggeri.

Oggi invece mi è successa una cosa bizzarra che comunque conferma che l'immagine che abbiamo di noi spesso si riflette all'esterno e ci rimbalza addosso come un boomerang. Dicevo a Iolao che oggi mi sentivo particolarmente carina: a volte mi capita.
Vado a comprare i biglietti del bus da un tabaccaio.
Mi dice "Oh: i jeans come la borsa"
"Scusi può ripetere?"
"Sì, dico, i jeans come la borsa"
In effetti ho una borsa di jeans.
Dico "Sìsì, è vero" prendo intanto i biglietti
Mi guarda e mi dice (era un ragazzotto, forse della mia età) "Viola"
Lo guardo un po' smarrita e dico "Ah i capelli"
"Sì, i capelli viola, non li avevo mai visti prima"
"Bhe sì non sono molto comuni"
"Non sono mai uscito con una ragazza con i capelli viola"
Silenzio imbarazzato, alché dico "Ah no?" ed evito il suo sguardo
"No, sai, dovremmo uscire insieme"
"Eheh" mia risata imbarazzatissima
"Il tuo ragazzo sarà felice"
Evvai, sta cercando di capire se sono impegnata, ho una via di fuga "Sì in effetti gli piacciono molto"
"E' l'unico al mondo ad avere una ragazza con i capelli viola"
"Bhe no, non sarò l'unica ragazza al mondo". Guardo i biglietti,guardo lui, e dico "Va bhe grazie comunque, buona giornata" ed esco.
Ora tolta l'intraprendenza del tizio, che comunque non sembrava essere troppo in sé, probabilmente è vero che l'immagine che abbiamo di noi è visibile all'esterno.
In ogni caso la canzone del giorno è: My Fallen Angel Midge Ure. Quando ero piccola mi ero comprata la cassetta di questo tizio perché avevo sentito in tv lo spot della Swatch e mi era piaciuta un sacco questa canzone.


ed ecco una foto e i video della serata con i Punition Babek, un altro genere. Ma le cose non si escludono. E faccio convivere Midge Ure e i Pantera nella stessa compilation.
Grazie.



Ed ecco i video.
Chiedo scusa se ho fatto errori ma ho scritto di corsa e nemmen tutto. Però vi abbraccio tutti. Momento commozione che sto ascoltando My Fallen Angel. Ora mi passa eh :)

23 marzo 2011

Il mio personaggio

Non so come dirlo, non sono brava con Java. Di tutt'altra opinione è la nostra insegnante nonché responsabile del corso. Che mi ha fatto diventare una sorta di capoprogetto/capogruppo per un minuscolo progettino. Che ovviamente non è stato terminato. A nulla sono valse le mie proteste ufficiali, non c'è stato verso.
Giornata di sole, tante cose da fare, nessuna voglia di farle. Sono qui, e sono un aquilone. Zero cervello e tanta voglia di volare.
Non capisco se l'impressione che do' è così positiva, se sono davvero così brava oppure se la gente mi sopravvaluta un casino.
In ogni caso il mio personaggio deve essere davvero mitico. Al corso mi vogliono tutti bene e pensano che io sia un mezzo genio.

Canzone del giorno: Bambina Impertinente Carmen Consoli

22 marzo 2011

Oggi dopo tutta questa tranquillità ho un po' di irrequietezza addosso.
Need Cocco.Le.

Weekend in paradiso e ritorno

Dopo il precedente weekend, andato bene ma con finale col botto, sono stata contenta di concedermi un po' di relax, da mercoledì sera in poi, a Bologna.
Sono stata molto bene, molto benissimo, moltissimo benissimo: siamo stati in giro per Bologna e abbiamo visitato la biblioteca (bella bella in modo assurdo) e una cosa che mi è piaciuta in modo particolare, ovvero l'anfiteatro di anatomia (o teatro anatomico) in cui al centro c'è un tavolino in marmo in cui i docenti aprivano a metà i cadaveri e attorno ci sono seggiolini dove studenti bramosi di conoscenza prendevano appunti. E' una roba del 1637 quindi occhio.
Bologna è gialla, rossa, calda e viva. Piena di studenti e di gente alternativa. Riesce a mescolare antico e moderno senza rendere pacchiana ogni cosa.
Sabato finalmente arrivano le mie cosacce che, dopo un mese e una settimana, han deciso di farsi vive. Della serie: meglio tardi che mai.
Siamo stati anche in un locale molto bellino, un vero locale da coccole, che si chiama "Il ristoro delle fate". Questo dopo una buonissima piadina e prima di una golosissima crepes alle barrette kinder (roba più golosa si può immaginare?), barrette sciolte che ovviamente mi sono versata addosso.

Quando sono salita sul treno per venir via, mi è venuta un po' di ansia. Come se mi stessi allontanando da un bell'angolo di paradiso per correre dietro ai piccoli problemi: il corso, le pratiche per la rottamazione e le robe per l'assicurazione auto, la casa da sistemare (ancora sottosopra dal trasloco). Ed è infatti così che mi sono sentita per tutta la giornata di ieri: nervosa, irritabile, cacapalle in modo impressionante. Per non parlare del fatto che lunedì sera avevo il mio primo appuntamento con la psicocosa. Lei, devo dire, è stata molto brava. Un'ora è volata e ho capito che non sono così malaccio, che devo sfruttare a mio vantaggio questo saltellare sulle cose senza mai poggiarmici sopra (perché in effetti potrebbe essere una risorsa). Ho capito quindi che cosa voglio da questo percorso: dare spazio alle mie esigenze. Provare a essere un po' egoista, accettare di non piacere a tutti. Costruirmi la mia vita. Insomma.

Leggevo con piacere il mio post che ho linkato poco sopra e tutte le riflessioni a venire che sono venute. Vedo che oggi, come ieri, ho sempre questa fame di ogni cosa, che non c'è verso di chetare. Ho voglia di gente, posti, odori, colori, sensazioni nuove e vecchie. Desidero obiettivi, certezze e paure comuni. Pianificare cose per me prima impensabili. Fare follie ma col cuore. Rivalutarmi con occhio critico. Non avere rimpianti. Ho voglia di vita come non ne ho mai avuta.
Desidero e avrò.

Canzone del giorno: I was made for loving you Kiss

15 marzo 2011

Don't touch my brain

Quasi dimenticavo: ecco i Sofisticator! :)
Scusate l'audio




Quella vocina che urla "Don't touch my brain" sono io. Le so tutte. Grandi ragazzi, a parte ogni tanto che andate per cacchi vostri siete grandi!

13/03/2011 - ore 17,00 circa

Abbiamo avuto un incidente. E' stato un incidente strano perché nessuno ci è venuto addosso, stavamo facendo una piccola curva a sinistra in autostrada, sotto la pioggia, nella zona tra sestri levante e lavagna e d'improvviso ci siamo trovate scaraventate sul muretto di destra, airbag esploso, suono stridente, guardrail di sinistra e sballottati all'interno della gallerie sul muretto di destra. Strisciata di lato finché la macchina, finalmente, non si è fermata. Fumo all'interno della macchina, polvere bianca e via, fuori dalla macchina, presto.
Chiedo a Maria se sta bene, mi conferma di sì, non so cosa fare. Mi dice di chiamare la polizia stradale, li chiamo ma mi chiedono dove sono. Non so dove sono, non lo so davvero. Dopo Sestri Levante? Dopo Chiavari? Chiedo di richiamarmi entro 5 minuti che guardo la posizione GPS intanto Maria sistema il triangolo che mezzo secondo dopo viene distrutto da una macchina che passa a tutta velocità. Intanto arriva la stradale, e mi squilla il telefono. Rispondo ed era la stradale. Gli dico che un loro collega è già lì, "Ma come è possibile?" non so, ma c'è. Si parlano tra loro e il collega appena arrivato mi dice che per fortuna non ho danneggiato l'autostrada, altrimenti avrei dovuto pagare una multa. Intanto mi fa l'elenco delle contravvenzioni e verbali che mi farà. Io in quel momento spengo il cervello.
Poco dopo l'arrivo della polizia stradale ecco anche il carro attrezzi che tira su la macchina e ci "porta in sicurezza" all'esterno della galleria. Prima mi avevano chiesto se volevamo un'ambulanza, io non so. Ho il braccio gonfio e livido e lì per lì penso di essermelo rotto ma di non sentire dolore per l'adrenalina che ho in corpo. Quindi dico che sì, voglio un'ambulanza. E chiedo cosa sarebbe successo. Il poliziotto mi dice che io sarei andata in ambulanza e la mia amica sarebbe rimasta lì: ma come? E come ci incontreremo? Fa spallucce e dice che lei in qualche modo mi raggiungerà. Ma come in qualche modo mi raggiungerà? Insomma ci portano in sicurezza e arriva l'ambulanza. Mi sdraiano sulla barella, sopra un coso di plastica arancione che chiamano la "spinale", Maria la fanno sedere lì di lato accanto a me. Ho preso dalla macchina la reflex e il portatile non me la sentivo di lasciarli in macchina. Decidono di portarci al pronto soccorso di Lavagna. Battiti: io 90, Maria 110. Dicono che la ragazza è "palesemente" agitata. Delicatezza pari a zero.
Ci scaricano in ospedale, al triage fanno entrare Maria per la registrazione, io vengo trasportata in barella in uno stanzone, sensazione già conosciuta e sorrisi di compassione della gente che incontro. Mi sono calmata, ok sono calma. Mia mamma non deve ancora sapere se no le piglia un infarto. Do' notizia a mia sorella ma ho una voce talmente tranquilla che non si preoccupa. Ci portano separatamente dall'ortopedico e poi a fare i raggi, niente di rotto ma Maria ha vinto una sublussazione alla spalla.
Poi chiamo Stark che volevo chiamare appena uscita dalla macchina dopo l'incidente ma giustamente Maria mi blocca "non fare prendere un infarto a quel povero ragazzo". D'accordo. Ma quando lo chiamo sono calma, anche lui sembra calmo. E infine mi vengono in mente le pastiglie, rimaste nello zaino. E chissà come mai poi, visto che avrei dovuto prenderle solo il mattino seguente. Così chiedo se gentilmente possono procurarmene una per tipo, del resto siamo in ospedale. La loro risposta è "non so proprio come aiutarla". Poi chiamano il carro attrezzi chiedendo di aspettarci che torniamo a prendere gli zaini. Ci dicono di andare in portineria per farci chiamare un taxi per portarci a Sestri Levante dov'è la macchina. Troviamo la portineria (intanto anche un bancomat per prelevare) e chiediamo se gentilmente può chiamarci un taxi. Ci da un fogliettino col numero. Io e Maria siamo indecise se desiderare che Lavagna venga rasa al suolo (oh senza offesa per chi ci abita) o riderci su. Comunque chiamiamo il taxi e io riferisco che siamo all'ingresso del pronto soccorso ma sbaglio, infatti il primo taxi che arriva gira in un angolo e sparisce dalla nostra visuale e la donnina della portineria ci dice che quello è l'ingresso dell'ospedale e non del pronto soccorso. Argh. Ci fa la cortesia di chiamare il pronto soccorso e farlo tornare indietro. Destinazione, Sestri Levante. ormai siamo oltre le 19.30, orario di chiusura ma ci hanno aspettate, quindi prendiamo lo zaino e intanto cerco un albergo sull'iPhone con connessione internet (e fanculo a chi mi prende in giro, ci è stato utilissimo) e trovo un albergo, la pensione Suisse, a uno sputo da lì. Il taxi ci porta e, finalmente, letto. L'albergo è scrausissimo ma ha un letto, un bagno con doccia (che comunque non useremo perché almeno per quanto mi riguarda non ho niente per docciarmi), il signore che ci ha accolto è gentilissimo e finalmente riposo dopo la disavventura. Cerchiamo di procacciarci il cibo e chiediamo consiglio, così ci consigliano una pizzeria ristorante "La Previna" che poi risulta essere squisita. A Sesti Levante le persone sembrano molto più gentili. Può darsi che siamo state sfortunate a Lavagna e fortunate a Sestri Levante ma qui è tutto un sorriso e una gentilezza. Ci coccoliamo con buon cibo (focaccia similRecco per me e pasta al verso pesto e pinoli per Maria) e io con una razione di dolce. Ironizziamo sul fatto che dovremmo sfruttare questa cosa dell'incidente per farci avere razioni doppie di ognicosa ma soprattutto di dolce. Finito di fare pappa e comprate anche due bottiglie di acqua per la notte torniamo in stanza. Io risento Stark (inutile chiedersi se nella pensione c'è una connessione wifi o similare) che era preoccupatino, così insomma ci calmiamo e tranquillizziamo e ci mettiamo a nanna. Anche perché il giorno successivo dobbiamo trovare una macchina a noleggio dato che nessuno può venirci a recuperare. Ma è un pensiero del giorno dopo, non voglio pensarci assolutamente fino al giorno seguente e, appena salutato Stark, crollo morta sul letto. La notte è parecchio freddina e mi sveglio un bel po' di volte per accoffolarmi meglio su me stessa e tenermi caldo.
Al mattino successivo, pronte e quasi reattive ci attiviamo per trovare qualcosa e l'unica cosa che trovo è l'avis di Chiavari. Dai, ormai ce le siamo girate tutte ste cittadine, facciamoci anche Chiavari. Maria chiama ma scopriamo che vogliono la carta di credito. Così dico alla signorina che abbiamo avuto un incidente e non sappiamo come fare per tornare a Torino: forse si intenerisce, non so, ma alla fine dice che ci farà depositare una cauzione di 250 euro. Va bene, caspita. Tra quello e non avere niente, direi meglio quello. Colazione e poi altro taxi, altro giro, altra corsa. Arriviamo all'Avis dove non ci fanno pagare la cauzione (dovrò mandare dei fiori alla signorina in questione) e ci danno una Punto Evo. Ok, ci rimettiamo alla guida alla volta di Sestri Levante ma il navigatore ci fa prendere l'autostrada e sbagliare strada così siamo costrette a farci un bel po' di km in più. Ma alla fine ce la facciamo e ora arriva il lavoro pesante. Pratiche per la rottamazione (solo per l'airbag esploso ci vorrebbero 2000 euro), svuotare la 600 (non l'ho detto che era quasi un trasloco? basso, aspirapolvere, varia roba, poi da levare autoradio cd e tutto il resto), pagare deposito + carro attrezzi + demolizione. 390 euro. Alla faccia. Andiamo a cercare un bancomat ma posso prelevare solo 250 euro, mi aiuta Maria. Caricata macchina, andiamo. Direzione Torino. Pian pianino anche perché la Evo è lentissima. Lenta dammorire.
In ogni caso ora che sto scrivendo questo post mi sono levata le bende. Il mio braccio pare andare in cancrena da quanto è nero. Solo la vista di sta schifezza mi ha convinta a tornare al pronto soccorso, ci andrò domani. Maria oggi ci è tornata e le han trovato colpo di frusta e bloccata per bene la spalla. All'ospedale di Lavagna purtroppo non sono stati altrettanto bravi.

Arrivate a Torino ultima avventura, riportare la macchina all'Avis che ci avevan detto essere in corso Turati 37. Andiamo, ma c'è la Hertz che ci spiega che sì una volta c'era l'avis, ma da due anni a questa parte non più. Tremo al pensiero di dover andare a Torino Caselle, sono quasi le 18.30 termine ultimo per la riconsegna della macchina. Ci dicono che c'è una filiale poco distante, infatti ci arriviamo in 5 minuti e molliamo la macchina. Una avventura. Che non si vorrebbe mai avere. Ma a volte c'è.
Ecco alcune foto della macchina un po' rotta. E del mio braccio livido.






Canzone del giorno: Manic Street Preachers featuring Nina Persson - Your Love Alone Is Not Enough

Non potevo avere migliore compagna di incidente in ogni caso. maria, siamo tostissime.

10 marzo 2011

Va bene, stasera ho capito un po' di cose. Ho capito che non vale la pena prendersela per persone che non meritano nemmeno la nostra rabbia. Ho capito meglio cose che avrei dovuto capire prima, ma soprattutto, non mi sento più in colpa per niente.
Non discutere mai con un idiota. La gente potrebbe non notare la differenza

Arthur Bloch,
Le leggi di Murphy

In partenza

Il blog e il diario languono. Ma ho poco tempo e devo prepararmi che domani si parte per Firenze. Suonano i Sofisticator. Come chi sono? Mha, dico io.

07 marzo 2011

Da non sottovalutare

Comincerò a raccontare questa giornata partendo dall'ultima cosa.
Numero uno: a volte sottovaluto le persone, tipo mia mamma.
M: "Com'è andato il colloquio?"
Io: "Bene, mi hanno presa!"
M: "TI HANNO PRESA?"
Io: "Sì ma è uno stage di due mesi"
M: "Cos'è uno stage?"
Io: "Mhm bhe, hai presente il corso che sto facendo? Bene, per due mesi mi mandano a fare formazione direttamente in un'azienda"
M: "Ah bello"
Io: "Ci sarebbe una sola cosa, lo stage non è a Torino"
M: "E dov'è?"
Io: "Bhe, a Bologna"
M: "Quindi per due mesi starai a Bologna"
Io: "Mah se tutto va bene l'intenzione è di rimanerci"
M: "Bhe, tanto a Bologna hai anche gli amici (eh..), va bhe se hai bisogno di aiuto per l'affitto dimmelo"
O_o"
Da mia mamma mi aspettavo come minimo un "Mha!" aspirato, tanto molisano quanto ansiogeno quanto secco. Il Mha di mia mamma significa "che cazzo" o indifferentemente "che bello", a seconda dei contesti. In alcuni casi può intepretarsi come "'ncul a sorreta" oppure "ho bruciato l'arrosto", ma da che ricordi mia mamma ha sempre commentato qualunque cosa con un secco e aspiratissimo "Mha!"
Nulla.
A parte che ha pronunciato la parola tabù, ovvero "aiutare". Io quando sento quella parola ho uno scoppio di eritemi sul volto e le mie corde vocali riescono a pronunciare solo questa stringa di caratteri "No, grazie faccio da sola".
Ma sono stata zitta per un po'.
Poi le mie corde vocali non hanno resistito e ho detto "Non ce n'è bisogno, per ora, grazie".
Indi poscia la mia più grossa fatica, che non era il colloquio come molti sospettavano, è stata superata.
In realtà è stata una giornata piuttosto angosciante per vari versi.
Innanzitutto in pausa pranzo ho avuto la brillante idea di parlare a Roccio di quanto mi sta sentimentalmente accadendo. Non avrei dovuto? Avrei dovuto? La comunicazione è stata rotta bruscamente dall'arrivo della responsabile del corso, potete immaginare come mi possa essere sentita io, che ho i sensi di colpa solo a tenere le scarpe slacciate. Non potendo chiarire nell'immediato la mia bella ansietta me la sono tenuta lì.
La responsabile ci annuncia che faremo un progetto a coppie. Sono stata associata con uno di cui a malapena conosco il suono della voce perché ci avrò parlato sì e no 5 volte in tutta la durata del corso. Difatti ci guardiamo con aria interrogativa. E lei conferma che siamo la coppia che le crea più dubbi. Sia mai, mettermi in difficoltà mai eh? Ansia numero due.
Peccato che alle 15 devo uscire, tornare a casa a cambiarmi, sono vestita in modo indecente e ho il colloquio con un uomo (sì un uomo, e sì lo so, mi sono abbassata a farmi carina per un colloquio, ma proprio stamani non avevamo "pari opportunità" come materia? Sese ma esistono le pari opportunità? Dovrebbero sì... E invece) e andare al centro Piero della Francesca, un colossale monumento al cemento armato pieno di aziende e senza possibilità alcuna di parcheggiare. Peccato che oggi avevo anche la psicologa. Mi tocca chiamare e spostare.
Arrivo lì e trovo parcheggio davanti al complesso. Io sgrano i miei bellissimi occhioni verdi che non mi pare il vero.
Intanto ero in ansia per tutto fuorché per il colloquio.
Chiamo la psicologa e mi sposta l'appuntamento per lunedì 21 marzo, e va bhe, è un po' in là ma che si deve fare?
Entro nel complesso e c'è anche un punto informazioni, mi spediscono al quinto piano. Ascensore minuscolo, apposta per i claustrofobici credo. Arrivo al quinto piano, corridoio lunghissimo stile albergo di Shining, cammino e guardo le porte sperando di trovare la stanza 237 e vivere finalmente il mio film horror. Ma nulla. Il corridoio è senza vita, non ci sono stanze con chiavette sanguinanti attaccate e cammina cammina trovo la mia azienda colloquiante.
Suono e mi annuncio. Mi fanno sedere. Attendo, attendo, attendo.
Sono scosciata un pochetto. E attendo. Mi sporgo un attimo per prendere una rivista sul tavolino e far finta di leggere ma mi accorgo che la poltroncina su cui sono seduta ha le rotelline e rischio di lanciarmi in avanti con la sedia facendo una meravigliosa figura epocale (sabato ne ho fatte già due, vogliamo parlarne?). Mi rimetto in sesto.
Aspetto.
Arriva un omino, gli sorrido pensando fosse per me. Non è per me ma ricambia il sorriso.
Grazie.
Arriva un altro omino di corsa. Mi lancia la mano al volo che riesco a malapena a stringere, in tutto questo lui ha solo lievemente rallentato ma non si è fermato. Mi precede in una saletta che forse è un ufficio, forse il suo ufficio, forse una sala riunioni, credo di non avere osservato nulla perché il tizio in questione non ha mai levato gli occhi dai miei occhi e non potevo abbassare lo sguardo (la guardia).
Prima domanda: "Ma come mai Bologna?"
Questa l'ho studiata, sono pronta: "Bologna è una città piccina, sarebbe mio interesse andarci a vivere e, nella speranza di una prospettiva di lavoro futura, intanto comincio uno stage lì".
Non abbassa mai gli occhi, è inquietante.
Mi spiega brevemente che lo stage sarà su VBA (penso a cosa sia ma non mi interessa), dico che mi va bene, che va bene anche alla mia responsabile, per quello non ci sono problemi.
"Sì noi saremmo interessati, per noi non ci sono assolutamente problemi, se vuole può fare anche uno stage in Php o Java ma il problema è che ora non abbiamo lavori di quel tipo, per cui starebbe davanti a un pc ma non farebbe nulla di professionalizzante, mentre con VBA abbiamo delle cose reali da farle fare"
A me sta bene, dico. A lui sta bene, a me sta bene, a noi sta bene. Colloquio terminato. Mi lascia il suo biglietto da visita e poco fa gli ho mandato una mail per confermargli l'indirizzo e-mail della mia responsabile. Che dire. E' fatta.
Torno a casa e chiacchiero con Roccio, mi spiace forse non dovevo dirglielo, ma mi rassicura di nuovo. E' che non volevo che lo sapesse da queste pagine, o da facebook, o da twitter, preferivo lo sentisse da me. Poi poteva anche mandarmi a stendere ma penso di aver fatto la cosa giusta.
E ora penso a maggio. Passi di bimbo per maggio.

Oggi nessuna canzone. Sono io musica.

Vi lascio con questa chicca che è uno dei miei film preferiti :D

06 marzo 2011

Al solito, treni

Questo weekend sono stata a Bologna. Ma non sono qui per raccontarvi il weekend, più che altro il viaggio.
Che è stato spettacolare.

Per andare a Bologna ho preso un frecciasminchiola. Ma non era giornata. Il treno è partito in ritardo e si è fermato poco dopo porta Susa. Pare che un omino si sia gettato da un ponte, schiantandosi sul treno. Sono indelicata, lo so.
Ma questo è quanto. Il treno ha atteso la polizia e siamo rimasti fermi per circa tre ore prima di ripartire. Arriviamo quindi a Milano Centrale dove ci annunciano che dovremo cambiare treno, peccato che il treno in questione era appena partito da Torino e sarebbe arrivato a Milano alle 00.15 (sarei dovuta essere a Bologna alle 20.20). Rabbia generale.
Ci mandano all'assistenza clienti che è chiusa e un povero capro espiatorio viene da noi a spiegarci la situazione. Ma c'è poco da spiegare, siamo lì al freddo ad attendere un treno che arriverà da lì a un'ora e mezza.
Uh guarda bravi, ci preparano un sacchettino per la cena. Apro e dentro c'era una bottiglietta d'acqua e una confezione di loacker. Come direbbe un nerd, fail abbestia.
Arriva un senzatetto che approfitta della confusione per portarsi via 4-5 sacchettini. Massimo rispetto ma chissà che non ne rimanga deluso anche lui.
Meno male il treno arriva alle 23.45 e alla fine all'opportunissima ora dell'una di notte arrivo a Bologna.
Ma vogliamo parlare del ritorno?
Al ritorno avevo un IC alle ore 14.46. In ritardo di un'ora. Decidiamo di fare un giro in centro a Bologna ma calcoliamo male i tempi e perdiamo il treno, perdiamo anche quello successivo e prendo il treno delle 16.40. Poco male.
Tempo in più.
Bella Bologna. Il fascino della città piccina senza l'orda di turismo che invade altre città.
La storia dei portici è piuttosto buffa: ecco qui una breve spiegazione.

Run

Come vorrei continuare a vivere senza ferire le persone. Come vorrei.
Ci sarebbero tante cose da raccontare di questo weekend: di un pranzo di compleanno all'Ikea di Bologna, di figure di cacca collezionate, di marce nuziali suonate nella testa, di trentenni che si sentono quindicenni.
Di vite. Vissute.

02 marzo 2011

Nessun Armageddon oggi

Condivido un attimino con voi questa giornata fantastica. Bhe innanzitutto ho ricevuto il *reale* risultato del test di Tecniche di Programmazione, ovvero 100/100 (avevo scritto qualche giorno fa 90/100, poco male, sbagliato di poco). Risultato complessivo della materia 23/25 (penalizzata solo dalle assenze, essendo entrata un mese dopo l'inizio del corso questa cosa pesa abbastanza). La sorpresa più grande è stata il Test di Programmazione a Oggetti che credevo di aver passato solo con la sufficienza tirata e invece si è rivelato essere un brillante 80/100 (valutazione complessiva della materia 25/25). Ragazzi, che dire.
Ma non è finita.
Ricevo risposta da un'azienda di Bologna per lo stage (tralaltro un'azienda con sedi a Torino, Milano e Bologna). Non hanno nulla per me in Java/Oracle ma, se sono interessata, possono propormi dei lavori in Php e VBA. Ne parlo con la responsabile del corso che mi dice che è ok. Sarà più difficile per me perché dovrò imparare il Php ma non mi vede in difficoltà, anzi. Sono un "elemento valido", dice (autostima +1000), e non avrebbe problemi a mandarmi in stage a partire da domani. Che nonostante fossi partita sapendo zero di programmazione, insomma, sono portata.
Ho appena risposto all'azienda e incrociamo le dita. Io sono sempre ottimista e sono sempre più convinta che quando sorridi alla vita, la vita stessa ti sorride. Ingenua? Forse un po'. Ma oggi sto bene così.
Stay hungry, stay foolish. Sempre.

Ora doccia che abbiamo il sushino con alcuni compagni di corso. Un hip hip hurrà per me e un abbraccio a tutto il mondo.

01 marzo 2011

Me and my cose

Ci risiamo. Altre due settimane e mezzo di ritardo e sclero che si sa, più sai che ti devono arrivare, più sei in pensiero. Ma non *il* pensiero, quel pensiero. In pensiero perché in borsa dovrai tenere sempre la Mooncup che comunque ingombra. E dato che usi la Mooncup magari tenerti stretta la speranza di trovare un bagno non dico pulito, ma almeno calpestabile.
Così ho un antichissimo rimedio per accelerare i tempi: il test di gravidanza. Comprare un test di gravidanza e farlo porta, nel 99,9% dei casi, alla risoluzione del problema entro il giorno successivo. Porto le mie belle chiappe all'Auchan dove sgambetto nel reparto farmacia, tra un lubrificante utilizzabile anche come olio per massaggi e mille confezioni di detergenti intimi (tutti con pH diversi eh?). Così trovo i diversi test di gravidanza e scopro che il costo minimo è di 9 euro. Ma siamo matti? Cioè io le scorse volte ho buttato via 9 euri così?
La confezione tralaltro è devastante: rosina con dei fiorellini. E sopra la scritta "Utilizzabile anche prima dell'atteso ciclo".
Ho deciso che non cederò a un altro ricatto delle mie mestruazioni, e che si fanculizzino anche loro. Arriveranno quando vorranno arrivare.
Ieri ho mandato dei curricula in giro per Bologna, cosa che avrei dovuto fare anche oggi ma come potete ben vedere sono qui a cazzeggiare amabilmente sul blog. In ogni caso ho ancora tempo. I curricula erano 23, oggi ricevo una risposta. Che non è una risposta, era un "Oh, noi abbiamo sede a Torino, a Milano, a Bologna e non abbiamo mica capito dove vuoi andare eh?". Ma a me sta bene, vuol dire che non hanno cestinato la mia mail, così ho risposto specificando che la mia richiesta è per la sede di Bologna. Poi ho pensato, ma come cacchio faccio a fare i colloqui? Della serie io penso a ogni minimo dettaglio.
Ci penserò. A me basta avere una risposta in tempi non troppo lunghi, così posso programmare il resto (l'eventuale ricerca di una stanza o di un ponte per esempio sotto cui stare), lo spostamento e tutto.
Problemi che mi sono venuti in mente: senza lavorare (ma lo stage varrà?), posso prendermi un medico per la prescrizione delle mie pastiglie (tipo a Firenze se non studi e non lavori sei un reietto della società e non hai diritto al medico di famiglia, puoi solo sperare che ti arrivi qualcosa di così grave da poter usufruire del pronto soccorso)? Le visite altrimenti come le prenoto? La macchina, la porto? La lascio a marcire qua? La residenza riuscirà ad arrivarmi prima di maggio? A maggio oltretutto ho anche visita dall'endocrinologo e pagamento assicurazione auto.
Possibili soluzioni: fare scorta di pastiglie prima dei due mesi di stage. Spostare la visita a luglio (in modo da poter prenotare ognicosa qui). Organizzarmi con l'assicurazione (che maremmina ve li raccomando, ho cambiato 3 indirizzi negli ultimi 3 anni e hanno sempre sbagliato il domicilio a cui mandare il tagliandino, va bhe).
Ma io sono ottimista. O come direi su twitter: #ottimista.

Canzone del giorno: Everybody Needs Somebody Blues Brothers