04 novembre 2021

Primo vero giorno di vacanza. Parte 4: l'importanza del dolce far niente. Copenaghen - 2 Settembre 2021

Mi sveglio a rilento, potrebbero pulirmi la stanza oggi (sarà questo il giorno?) e quindi devo lasciarla, ma con l'intento di smettere di macinare 15 km al giorno voglio prendermela con più calma. 

Sul fatto della pulizia della stanza non sono schizzinosa (ho dormito tra le blatte e i grilli in Madagascar) ma il problema è che avendoci fatto colazione dentro per risparmiare (caffè solubile e biscotti al cioccolato) qualche briciola c'è. Inoltre in bagno bhe, quello si allaga sempre quando mi faccio la doccia per ovvie ragioni (doccia e bagno coincidono in spazi). Così quando sono andata a chiedere, mi hanno detto che fanno le pulizie ogni 5 giorni.

Quindi stamani poteva essere il giorno buono. Con l'intento di assaporare il dolce far niente procedo verso la cattedrale (che ok la sirena famosa di Copenaghen non l'ho vista che m'importa una sega, ma almeno la cattedrale). Va bene ma mi tocca far colazione se no non mi sposto.

Trovo funder, un posto carino poco lontano dalla base, mi ci fiondo, prendo un caffè americano e mi guardo in giro. 

Copenaghen 2 Settembre 2021


Copenaghen 2 Settembre 2021

Mi reco quindi alla cattedrale ma gran delusione, in una città fatta praticamente solo di punte e appuntimenti, qui trovo del quadrato, tozzo e basso. E va bhe. Arrivo a un bagno pubblico temendo, più del covid, l'Escherichia coli, trovo un'altra via di uscita per il tazzone di caffè e cerco una panchina, mi siedo e leggo. 

Copenaghen 2 Settembre 2021

Questa sì che è vacanza ma potrei fare meglio.

Di solito in ogni città trovo un luogo a cui mi affeziono, che sia per il cibo, o per il panorama, o il mood. A Copenaghen fortuna vuole che il luogo racchiuda tutte e tre le cose. Torno da Reffen. ormai ho imparato: compro il biglietto con l'agile app DOT, prendo il 2A e in 20 minuti dovrei arrivare.

Intanto leggo. Leggo. Leggo.

Cazzo, non arrivo mai.

Controllo su Google Maps, sto andando nella direzione sbagliata.

Scendo, riprendo il bus dalla parte opposta e il progetto di pranzare presto per tenermi un po' di spazio nel buzzo (in pancia) per cena va a farsi benedire. Non importa, Reffen mi piace, posso scegliere il cibo che voglio senza pagare con i prossimi 20 stipendi.

Sono stata fortunata in questi giorni: ho trovato sempre sole, il cielo è di un bel blu, c'è vento ma fa caldo, sono a maniche corte (clima stupendo, all'ombra fa freschino) e opto per un pita gyros e una Bombay IPA.

Copenaghen 2 Settembre 2021


Copenaghen 2 Settembre 2021


Copenaghen 2 Settembre 2021 Copenaghen 2 Settembre 2021

E poi? Bhe sul molo ci sono le sdraio, mi ci fiondo e comincio a leggere: finisco un libro per cominciare un altro e penso che sì, dopo quest'anno difficile era proprio questo che volevo da questi viaggi. Svagarmi.

Copenaghen 2 Settembre 2021


Copenaghen 2 Settembre 2021


Copenaghen 2 Settembre 2021

Ben presto si fanno le 16, decido di tornare, ho la cena (ricordate? il pad thai avanzato della sera prima) in stanza, ma soprattutto devo decidere cosa fare domani. E poi mi devo riposare, far nulla stanca (come quando si era piccini e ci dicevano sempre "Il mare stanca"). Rientro alla base, inutile dire come sia comodo spostarsi con i mezzi. Certo con la bici sarebbe ancora meglio, ma non è detto che non impari per la prossima vacanza, eh? 

Mi rilasso, guardo un documentario sugli ebrei hasidici che sono scappati dalla comunità (eh ormai il mood di questi giorni è così - il mood ebraico che ogni tanto torna) e quasi mi addormento prima di controllare che è ora di cena e di fare il check in per il prossimo volo, ma soprattutto decidere o meno se andare a Malmö.

Penso alla serie Bron/Broen, a quanto mi sarebbe piaciuto passare su quel ponte e più che Copenaghen avrei voluto vedere Malmö e mi decido. Passiamola 'sta frontiera. Trovo il bus, la fermata (a soli 7 minuti dall'albergo) e prenoto andata dalle 7.30 alle 8.30 e rientro dalle 16.30 alle 17.30, che poi mi tocca ricomporre quel tangram di zaino per andare alle Faroe e non sarà una cosa né semplice né breve.

Ah, post scriptum: la stanza, ovviamente, non l'hanno pulita.


Sigla di Bron/Broen 

03 novembre 2021

Le considerazioni, parte 3: Bella Copenaghen ma non ci vivrei - Copenaghen, 1 settembre 2021

Oggi ho macinato di nuovo tanti chilometri. Stamani dopo aver fatto un salto alla biblioteca per altre foto, alla vecchia Borsa e al Christiansborg Slot, sono andata al Thorvaldsen Museum, oggi era gratuito. E via le bellissime solite statue. Fotografate così, colà, con questa luce e questo taglio. Fino a che non sono arrivata a fotografare una immensa statua dell'Ercole ed ero così attenta a un'inquadratura decente, che non fosse banale, con un buon taglio e una buona luce che alla fine mi sono detta, ma seriamente? Ma chi se ne frega.

E via, ho cominciato a fare meno foto, e soprattutto senza badarci. Non era questo il motivo che mi aveva spinta qui, volevo solo rilassarmi e sono di nuovo a camminare come una beota tra i turisti mentre volevo solo stare in un parco a leggere, respirare aria diversa, sentire un'altra lingua.

1 settembre 2021 Copenaghen


Copenaghen 1 settembre 2021


Copenaghen 1 settembre 2021 Copenaghen 1 settembre 2021

Possibile che non riesca a stare ferma?

Decido di continuare la visita in fretta e andare a mangiare al Burger King, ah mio amico Whopper, riempi lo stomaco e salvi il portafogli, inoltre ho trovato anche una presa elettrica e c'è il WiFi. Ottima idea per ricaricare il telefono e mettermi a scrivere. Tanto è vuoto. Qui i contanti non sanno nemmeno come sono fatti: il Burger King addirittura non ha più la cassa normale (cioè sicuramente ci sarà, ma non la usa nessuno). Ci sono le casse automatiche. Ordini, ti viene data una ricevuta con un numero e attendi. Nonostante io scelga sempre come prima opzione l'immagine con il vassoio (che indica il fatto che mangi lì e non prendi e porti via) mi mettono sempre tutto nel sacchetto. Chiedo un vassoio e il tipo dice qualcosa che non capisco. Ok, e mi vado a sedere (scopro che qui in Danimarca, come in Svezia e ovviamente nelle Faroe, la mascherina è obbligatoria solo in aereo e in aeroporto).

1 settembre 2021 Copenaghen

Amico, caro amico Whopper. E mentre scrivo dei giorni passati penso che Copenaghen è bella ma troppo perfetta. Sono tutti biondi e bellissimi, tutti in forma che corrono e vanno in bici. E la città è super pulita, il tenore di vita alto, la sicurezza anche. Hanno così tanto senso civico che il disagio si è autorintanato in Christiania, si è proclamato indipendente e così non possono nemmeno dirsi facenti parte del resto della città. Persino il senzatetto che l'altroieri mi ha fermata, quando gli ho fatto capire che non intendessi e mi ha chiesto da dove venissi, alla mia risposta non mi ha più chiesto soldi ("Poraccia, italiana") ma si è limitato a dirmi "ITALIEEEE, ROMEEEE SPAGHETIIII" alché io "Sì va bhe pizza e mandolino, ciao va" senza tener conto che poverino magari due spicci (che comunque non avevo) potevano fargli comodo. Brutta faccenda per i nordici che non usano contanti: i clochard si sono armati di POS?

Questa sera sono tornata in albergo dopo una Guinness al pub, nemmeno le 21, le strade vuote (tranne al vecchio porto cittadino che ancora pullulava di vita), tutto buio, ecco. Fossi stata in un'altra città sarei stata all'erta, ma qui niente, sicura, tranquilla. Anche con il telefono scarico avevo un punto fisso da seguire, le grida dei ragazzi al parco divertimenti di Tivoli, in centro, dietro l'albergo. Basta tendere l'orecchio per sentire le urla ritmate prodotte dai saliscendi dell'ottovolante. AAAAAH [silenzio] AAAAAAAH [silenzio], e via così. Ma in realtà quando arrivo dietro l'albergo il parco sembra deserto anche se illuminato e non ci sono grida. Forse le ho solo immaginate.

Copenaghen è bella ma non la sento mia quanto Berlino, con gli ubriachi che litigano con i cani dei musicisti di strada, l'odore di ferraglia, i palazzoni socialisti, il disagio hipster e il disagio vero, sempre in lotta a fare gara chi dei due è meglio.

Se dovessi tornarci probabilmente non lo farei, alla fine i palazzi, belli, bellissimi, si riducono a essere tutti uguali. Non appena scovi uno stile architettonico, ovunque tu vada, quello è, e dopo qualche ora manca lo stupore.

Forse anche per quello oggi pomeriggio sono andata a vedere altri musei. Il museo di storia naturale che ospita temporaneamente il mio grande amore, già conosciuto a Berlino, Otto Tristan, e l'orto botanico. Il biglietto vale per entrambi e mi godo anche la Butterfly House (mi godo un po' meno la bambina che urla BUTTERFLY BUTTERFLY per tutto il tempo) sfruttando finalmente la mia ottica macro.

Copenaghen 1 settembre 2021

1 settembre 2021 Copenaghen

Copenaghen

1 settembre 2021 Copenaghen

Copenaghen Butterfly House


Ormai cotta ma ancora con un po' di forza nelle gambe vado alla cittadella alla ricerca del vecchio mulino. Scopro quindi che la cittadella è davvero ancora una cittadella militare, con tanto di ronda di guardie.

Ditelo insieme a me. Bha.

Senza titolo

Copenaghen, la fortezza


Il mulino in compenso è bellissimo, anche i cannoni sparsi qua e là. Decido di trovare dove mangiare, le scorse sere praticamente non ho cenato, sto mangiando troppo a pranzo e non sono abituata (i miei jeans stretti me lo stanno dicendo in tutti i modi) e trovo un ristorante Thai che secondo varie guide non è molto caro. Alla fine è a metà strada tra dove sono e l'albergo. Su maps posso anche prenotare con the fork: ma sì, non si sa mai.

Arrivo.

Vuoto.

Ma proprio deserto dei tartari. Sono le 19 e so che il popolo del nord mangia presto.

Entro e dico che ho prenotato. 

Attorno a me, il deserto, non c'è nessuno.

La signora orientale, mi fa sedere in un tavolo qualsiasi davanti al bancone, probabilmente per tenermi d'occhio, ogni tanto infatti la sorprendo a guardarmi un po' male ma va bene. Prendo un Pad Thai o Pat Thai non ricordo, con manzo.

Costa ben 99 DKK, circa 13 euro.

Praticamente per la media qui è regalato (considerate che uno Smørrebrød, che altro non è una sorta di tartina con sopra varie cose, costa dai 70 ai 90 DKK) per cui immagino già arrivarmi una specie di assaggino, che va benissimo perché sono ancora piena dal Whopper e non ho molta fame.

Mi arriva un piatto enorme, quantificato in pasta potrebbero essere stati più di 200 grammi, con condimento abbondante. Lo guardo, mi guarda, la signora guarda entrambi, sorrido e ringrazio e dentro di me piango perché so che non potrò mai finirlo.

1 settembre 2021 Copenaghen

Alla decima forchettata depongo le armi, gna faccio. La guardo e le dico "Is very good but is too much for me". Le chiedo una schiscetta da portar via, sorride ma so che dentro di lei mi sta augurando di bruciare tra le fiamme dell'inferno.

Decido di andare a bere una birra nel pub appena prima del ristorante. Entro, locale vuoto, a parte un signore che beve da solo in un angolo, e la barista. Chiedo una Guinness e vado fuori a berla, dove invece i tavoli sono tutti (e 4) occupati. Pieno di Vichinghi stagionati, come li chiamo ridacchiando tra me e me, mi accomodo a un tavolo e sbevazzo cercando di capire tra i suoni gutturali qualche parola conosciuta.

E infine ritorno, con la batteria al 6%, pensando a un sacco di cose, a Otto e a quando l'ho conosciuto, a questo strano viaggio deciso quasi all'ultimo, alla decisione fortuita di non portarmi più gli acquerelli (sì, proprio quelli) al fatto che per l'anno nuovo vorrei imparare bene l'inglese (perché il bello di viaggiare da soli è dialogare con nuove persone) e imparare ad andare in bici (avrei visto più cose nella metà del tempo). Ci penserò.

Nel frattempo domani è un altro giorno, fino al 4 starò qui, domani posso rilassarmi un po', non ho visto molte cose (basta chiese, basta guglie, basta) ma ne ho viste tante altre. Mi piacerebbe fermarmi in un parco, o al molo e leggere un pochino o scrivere. Magari posso tornare dove fanno finger food e fermarmi lì per alcune ore. Non è mai troppo pieno durante la settimana, c'è il WiFi e non fanno storie. E posso mangiare senza spendere un capitale. 

Qui il resto delle foto (in totale disordine). Nota sugli acquerelli: prima di partire avevo acquistato un corso sugli acquerelli da viaggio. Volevo fare un viaggio lento, sedermi e dipingere. All'ultimo ho pensato che avrei potuto creare degli acquerelli partendo da belle foto ma non il contrario, e che se avessi trovato clima sfavorevole o cose non riproducibili avrei perso soltanto l'occasione di fare una bella foto. Così ho lasciato a casa gli acquerelli e portato la macchina fotografica. Di belle foto manco mezza, ma se mi fossi fermata a dipingere forse avrei perso la metà delle cose (e mi sarei innervosita molto di più).

28 ottobre 2021

Le coincidenze, parte 2: il 5c - Copenhagen, 29-30-31 Agosto 2021

Non so perché avessi tanta paura di prendere l'aereo da sola. Forse la paura di perderlo, di non riuscire a chiedere informazioni con il mio pessimo inglese, non so. So solo che alla fine è stato tutto relativamente semplice.

All'aeroporto di Varsavia, in partenza per Copenaghen, ho conosciuto una vecchina che abita a Göteborg, viaggiava da sola con uno zaino come il mio. Nonostante i problemi linguistici mi ha raccontato che vive davanti a un lago, che adora nuotare e che dopo la chiusura delle piscine a causa del Covid ha cominciato a nuotare nel lago. Che ama lo sport e ha fatto gare di diving a Bolzano. Che a 49 anni ha cominciato a studiare fisioterapia e che non è stato semplice perché in Svezia sono molto inquadrati e in genere le persone a 49 non si mettono a fare cose nuove. Le ho parlato della mostra che ho visto e mi ha fatto vedere le foto del concerto che è andata a vedere (con sui amici legali e attivisti per i diritti umani). Avrei voluto conoscere meglio l'inglese per raccontarle e chiederle meglio ma può essere un obiettivo del nuovo anno. Intanto lei ha preso l'aereo e a me che è presa fame, è toccato scoprire che alle 19.15 all'aeroporto di Varsavia è tutto chiuso.

Nel frattempo ci imbarcano. Non ho fatto foto ma l'aereo è piccino, all'esterno c'è scritto EI (ma non significa Esercito Italiano?) e dentro siamo tutti stipati, altro che distanziamento. Ma va bene, ho la mascherina e sono vaccinata (e presto butterò via la mascherina chirurgica per sostituirla con la ffp2).

Per spostarsi con i mezzi in Danimarca è possibile comprare i biglietti online con un'app che si chiama DOT. Basta che gli dici dove deve andare, lui calcola le zone e ti dice il costo esatto del biglietto. L'importante è pagare a partire dal l'effettivo utilizzo, in quanto non va timbrato ma il tempo di utilizzo parte dall'acquisto.

Il bus che devo prendere è il 5c e mi lascia proprio davanti all'albergo. Scoprirò presto che il 5c mi porta un po' ovunque e lo userò tanto sia in questo che nei prossimi giorni

L'albergo, piuttosto centrale ma economico (per gli standard danesi) è il Cabinn City, stanza piccola, bagno praticamente composto di water, lavandino e doccia che sovrasta ogni cosa (e per lavarvi vi farà smadonnare perché inonderete tutto) ma va bene. Già avere il bagno è una grossa conquista.


Il 5c davanti all'aeroporto di Copenaghen

Il Cabinn City in tutto il suo splendore

Dopo aver sistemato un paio di cose crollo a letto. La finestra della mia stanza è a piano terra e da' sulla strada. Non ci sono tapparelle ma delle tende abbastanza oscuranti, devo solo ricordarmi della loro esistenza per non dare spettacolo con uno streaptease improvvisato con il passante di turno che sta solo recuperando la macchina dal parcheggio.

Mi sveglio con la dovuta calma, decido di non fare colazione per non perdere tempo e mi avvio girando un po' a caso. Fotografo dalla sponda opposta la biblioteca (bella bella), giro a caso fino alla via dello shopping, lo Strøget, arrivo al porto vecchio, faccio foto orribili da turista ma quando mi prende fame sono costretta a trovare qualcosa di economico, e scoprirò presto che il Burger King diventerà il mio più prezioso alleato, nonché donatore ufficiale di trippa sulla pancia.


la biblioteca



distributore di mascherine

il porto vecchio


avventore a caso




C'è sole, e vento e non ho ancora bevuto nulla. Ordino alla cassa automatica un panino qualsiasi con aggiunta di salsa all'aglio, patatine e coca zero (così oltre alla bevanda ho anche un po' di zucchero) e quando lo ritiro e apro la salsa scopro che è salsa al curry e forse nemmeno il panino è il mio. Va bene lo stesso, mi godo il menù di chissà chi e intanto sento la mia emicrania che già era lieve dal mattino, aumentare. Decido di andare a riposare e mentre torno, al supermercato sotto l'albergo, compro tre bottigliette d'acqua e delle caramelle gommose da smangiucchiare, nonché biscotti per la colazione (in stanza ho bollitore e caffè solubile, no, non mi formalizzo: alle Faroe non avrò niente di economico da mangiare, stringo le chiappe ora che posso).


Burger King (sia lodato)


foto a caso


bleu


Nonostante cerchi di bere il mal di testa aumenta.

La mia emicrania mi costringe a stare attenta a tutto, il troppo sole che da' noia agli occhi, il vento che disidrata, la fame, la stanchezza, l'aria condizionata, il troppo caldo, il troppo freddo. Non so mai per cosa arriva quindi devo tenere sempre tutto sotto controllo, ma spesso non riesco. Di mio bevo poco, mi manca proprio lo stimolo della sete e a volte è complicato capire se devo idratarmi. Prendo una tachipirina (le ho dietro, per fortuna, perché le mie solite pastiglie per il mal di testa a effetto rapido sono poche e preferisco usarle quando sono in giro e non posso rientrare alla casa base) e mi metto a letto, da sdraiata va peggio ma sono stanca per stare seduta. Così, soffrendo un po' lascio che passi e crollo.

Tutto il pomeriggio del 30, il primo giorno, è stato mangiato dal mio mostro, dalla mia emicrania, dormo tanto, tantissimo.

Ma la mattina dopo almeno sono pronta a ripartire. Sento ancora un po' di mal di testa, mando giù un'altra tachipirina e faccio colazione. Decido di fare l'abbonamento del bus 24 ore (a "sole" 80 DKK, le corone danesi, qualcosa come 12 euro) per andare a vedere tutte le cose che difficilmente posso raggiungere a piedi.

Dimentico che Copenhagen non si sveglia prima delle 10, per cui andando a Christiania che sono forse appena le 9 trovo tutto chiuso, anche la famosa pusher street. Restiamo io e le scritte ovunque che invitano a non fare foto (leggo su internet anche che è vietato correre per non creare il panico). Per cui dovrò tornarci ma non so, è carina ma mi basta andare in Barriera di Milano a Torino per trovare le stesse cose anche se con meno verde. Mi trovo non troppo lontana dal cimitero di Assistens.

Non vedo errori


L'ingresso a Christiania

Il cimitero è bellissimo, enorme ed è un parco. È davvero un parco: dentro ci girano le bici, le mamme con i bimbi con i passeggini. Ogni tanto qua e là una vecchia lapide a ricordare che si tratta anche di un luogo di memoria. Sono qui per visitare sì il cimitero (li adoro) ma soprattutto per ringraziare Handersen per le sue belle fiabe ("Il brutto anatroccolo") e rendere omaggio a Soren Kierkegaard.




Lì accanto c'è anche l'antico cimitero ebraico ma con mia grande sorpresa è chiuso. Strano, da orario dovrebbe essere aperto, non è nemmeno una festività ebraica. Mesta mesta vado via decidendo di fare due passi al mare.

Proprio così, prendo bus e metro e vado ad Amager Stranpark. Da qui si vede anche il ponte che collega Copenaghen con Malmo, il ponte di Øresund. Faccio un giro per fotografare i mulini a vento, il ponte, una bici (bici, bici everywhere) ma non sono soddisfatta. Vado a Helgoland dove signore di ogni età sono in topless e decido che è finalmente arrivata l'ora di mangiare. 

Mulini a vento e SUP



il ponte




Helgoland


Bici ovunque



Riprendo la metro (quella di usare i mezzi non è una soluzione troppo comoda, spesso per arrivare ai mezzi c'è da camminare anche una ventina di minuti, ma comunque per arrivare a destinazione ci metterei più di un'ora per cui resta sempre la soluzione migliore) per andare da Reffen, un vero e proprio mercato di street food. C'è cibo per tutti i gusti a un prezzo ragionevole. Su Google si lamentavano delle porzioni ma il mio fish and chips non mi ha fatto sentire fame nemmeno per cena, e finalmente il tutto annaffiato da un po' di birra. L'atmosfera è davvero bella, di fronte c'è il molo, zona industriale, cibo, WiFi... Cerco di programmare il viaggio per le Faroe ma dopo qualche appunto penso sia meglio rientrare. Così mi dirigo a Frederiksberg Have, un bel parco, per fermarmi un attimo e leggere. Del resto non doveva essere il mio viaggio relax e non la solita corsa? A proposito di correre, al parco ci sono diversi corridori che vanno a velocità folli e rischiano di investirti. Mi impanchino ma poi decido comunque di andare in albergo per preparare le Faroe, riposare un attimo in vista della cena che poi non è arrivata. Complice anche il letto comodissimo, mi addormento abbastanza presto per prepararmi al meglio per un'altra giornata danese.


Reffen





il molo su Reffen