23 maggio 2010

Un po' di foto - villa Demidoff, piante carnivore e animali

Un po' di fotine del meeting tenutosi a ville Demidoff in questo weekend, all'interno dell'esposizione Ruralia.
Piante carnivore e strane bestie (i detentori!)



Ed ecco altre foto, delle bestioline che tanto mi piacciono.



Canzone del giorno: nessuna.

18 maggio 2010

Vaffanzum trenitalia

Venerdì 28 ho la visita endocrinologica a Torino. Per andare ho preso due giorni di ferie, volevo essere su per il 27. Però purtroppo Roccio non può venire con me, il che significa che per la prima volta dopo 4 anni viaggeremo separati. Proprio perché non me la sento di farlo viaggiare 4-5 ore da solo andremo in treno. Un delirio.
I treni sono aumentati tantissimo da 4 anni a questa parte. Hanno eliminato tutti gli intercity, quei trenoni che sapevano di ferro e di vecchio ma costavano meno dei famigerati eurostar per sostituirli con i frecciarossa frecciargento, frecciamerda che costano un botto. Solo per un biglietto di andata ci partono 57 euro (e siamo riusciti a spillare il treno scontato del 15%, altrimenti il costo era di 67 euro!). Le prime volte che scendevo mi ricordo che in tutto, tra andata e ritorno, spendevo poco più di 60 euro.
Ladri.
Considerando che arriverà tardi e comunque il treno saprà di ferro e di vecchio e qualche cesso straborderà di piscio malefico perché qualche gentilissimo utente si preoccuperà di gettare la carta igienica nel water è un costo abnorme.
Il casino è che hanno levato tutti i treni comodi e ora quasi tutti i treni per Torino partono dalla stazione di Campo di Marte, il che significa che ci tocca anche fare un paio di cambi prima di riuscire a respirare. Fine dello sfogo.

Trenitalia vaffanc*lo.
Ok ora ho finito davvero.

Canzone del giorno: Fuck You Archive




17 maggio 2010

Tette, culi e mandolino

La mia mattinata è cominciata parecchio male: that's life, odio i lunedì.
Sono rimasta quasi senza pastiglie, non quelle per la tiroide, quell'altre. Che casino, quelle per la tiroide le chiamo, per l'appunto, quelle per la tiroide. Le altre non so come chiamarle e quindi le chiamo quell'altre! Per intenderci, in ogni caso, "le altre" sono le pastiglie che mi fanno sentire da schifo. Presa dal panico venerdì dico a Roccio che ci tocca andare dalla dottora a farci fare la ricetta.
Chiamo venerdì pomeriggio l'ambulatorio, perché c'è questa cosa, te chiami e prenoti l'appuntamento. E loro ti dicono: vieni alle 18, alle 18.30, ecc. Così chiamo e non mi risponde nessuno. Chiamo di nuovo e ancora nulla. Chiamo la terza volta e risponde un omino che mi dice che la mia dottora non fa più il venerdì pomeriggio. "E da quando?" chiedo io "Da inizio anno!" risponde garrulo il signore.
Entro nel panico perché ho pastiglie fino a mercoledì e "le altre pastiglie" vanno ordinate un giorno prima, perché non le ha nessuno lì per lì.
Così penso di andare lunedì mattina, quindi questa mattina, prima di andare al lavoro, sperando che l'orario sia quello giusto. Secondo il mio fogliolino, ormai obsoleto, la dottora c'è dalle 9 in poi. Quindi vado qualche minuto prima delle 9 e scopro che la dottora c'è dalle 9.30 in poi. Un omino che sta aspettando da prima di me, me lo dice. E io, furbescamente "Bhe, speriamo arrivi subito che devo solo fare delle ricette e poi devo correre al lavoro" e sottolineo correre. Lui alza lo sguardo dal libro e invece di dirmi, come speravo "bhe se deve fare solo ricette la faccio passare" mi dice "bhe se deve fare solo delle ricette poteva chiamare".
Azzo.
E sottolineo azzo.
Aspetto, mentre l'omino di cui sopra mi dice che tanto la dottora arriva sempre un po' prima. Si fanno le 9.15, le 9.20, le 9.30 (e i vecchini cominciano a bofonchiare, loro che hanno tutto il tempo del mondo e si sono prenotati da venerdì per passare in tempo! Ma in tempo per cosa?). Arrivano le 9.45, mi prende malissimo perché sto perdendo tempo e decido di tornare al lavoro, farò come dice l'omino, la chiamerò non appena sul bus.
5 minuti dopo sono sul bus e la chiamo, era appena arrivata in ambulatorio.
Come dire: che culo.
Comunque la situazione ricette è a posto, quindi ora sono un po' più tranquilla.
Ieri invece sono andata a trovare Roccio in sala prove e mi sono divertita parecchio in primis perché checchè se ne dica a me il Metal piace. Non tutto tutto, ma molto. E poi perché i metallari sono divertenti (e generosi, mi hanno offerto una birrozza senza nemmeno conoscermi).

Ho deciso di coniare un nuovo termine per le gnocche stratosferiche che fanno politica e non ne sanno nulla: le politichine. Culi, tette e mandolino. That's Italy.

Flashback: alle superiori il mio prof di grafica ci chiese di realizzare un logo per l'Italia come compito in classe (qualcosa come il logo creato per il sito italia.it, ma meno orribile). Un mio compagno non si decideva a fare nulla allora il prof gli suggerì di mettere in versione grafica che cosa l'Italia gli faceva venire in mente; lui si illuminò di improvviso gridando "Tette, culi e mandolino!". Il prof tirò su le spalle, e non perché faceva spallucce, ma perché era un suo tic e disse "Bhe prova a disegnarlo". Lui disegnò un mandolino con il corpo a forma di culo e la paletta del manico a forma di tette. Geniale.
Ho una nuova scimmia...

Canzone del giorno: 2 Minutes To Midnight Iron Maiden

10 maggio 2010

La casa è una piccola casa al maschile: ovvero un casino.
Sono disordinata, siamo disordinati e con il lavoro, il disordine, la pigrizia, le buste, bustine, bustone e borsoni del sabato passato a Torino stanno prendendo il sopravvento. Ben presto sul campanello non ci saranno più i nostri nomi ma la dicitura: "Qui è tutto un gran casino".
Il disordine mi da' l'idea di poter avere tutto a portata di mano. In verità in questo modo perdo un sacco di cose. Ma pazienza. Dove sarà mai finito il mio bellissimo testo universitario di genetica?
Sto leggendo "Io sono leggenda". Una nuova edizione mi ha spronata all'acquisto. peccato, però, per la copertina con Will Smith (non sopporto quando, dopo aver tirato fuori un film tratto da un libro, su quest'ultimo ci piazzano l'immagine presa dal film, lo detesto, lo detesto proprio). Nonostante le resistenze psicologiche ce l'ho fatta e ho scoperto che è davvero stupendo. Lo sto divorando.


Per passare da un argomento a un altro: questa è una penna siringa. Mi ha fatto talmente impressione quando l'ho vista che l'ho dovuta comprare. Per chi la volesse, costa solo 1,50 euro al cantiere interattivo in via Garibaldi a Torino.

Zzzzz sono un po' cotta. Buffo come le persone cambiano e cambiano abitudini cambiando. Per dirvela tutta: prima non uscivo mai di casa senza aver fatto colazione a senza trucco. Ora se posso mi alzo in frettissima per lavarmi i denti, mettermi mezza crema al viso (che tutta non ce fa faccio)e uscire di corsa e prendere al volo il bus. Così mi sono decisa di riprendere le vecchie sani abitudini. Colazione e trucco. Anche se mi tocca strisciare fino al tavolo della cucina perché ancora non mi reggo in piedi.
Sto cercando di far crollare tutte le mie credenze sulle pastiglie che sto prendendo. In teoria dovrei sentirmi stanca, ingrassare come una balenottera azzurra, dormire fino ad avere male a tutti i muscoli, avere le caldane, ecc.
Allora faccio così, più al mattino ho sonno più mi sforzo di alzarmi, più mi fa fatica truccarmi più guardo il mio mobiletto pieno zeppo di trucchini minerali e i pennelli che aspettano solo di essere usati. E a ogni attacco di caldane penso che sta arrivando il caldo (uh e come si sente il caldo).

Per dirla quanto mi piacciono i trucchini, ho ordinato due nuove marche: Sugarpill e Fyrinnae. Sugarpill con colori molto accesi similpunk, Fyrinnae con colori cangianti che variano a seconda dell'intensità e della direzione della luce.
Trucchino di oggi:
nulla ho fatto un po' di foto, ma è su da tutt'oggi quindi è un po' smontato con pelle lucida bleah bleah.
Insieme a riprendere le vecchie buone abitudini ci sarebbe da impararne di nuove: come ad esempio mettere ordine. Ma, bhe, non si può fare tutto in così poco tempo. Per ora mi accontento della colazione.
Così è.

09 maggio 2010

Papaveri

Amo un sacco i papaveri. Spuntano dal nulla e ovunque e per me sono sinonimo sicuro della primavera. E sono belli, maledettamente belli.

29 aprile 2010

My happy birthday

Solo stasera siamo seduti tranquilli a casa (dopo una mangiata di favoloso cous cous con verdure crude). Dal weekend, passato a Torino, non ci siamo più fermati.
Quest'anno ho festeggiato un sacco di compleanni: dai miei, con gli amici, con i genitori di Roccio, ma anche il 25 sera quando Roccio mi ha dato il suo regalone.
Cominciamo dal principio: era da tempo che desideravo cambiare look. Quale modo migliore per farlo se non cambiando totalmente? Desideravo un taglio alla Tony & Guy (così ho scoperto), vediamo se riesco a trovare su web qualche immagine.
Scusate ma cercando le immagini sono finita sul sito della casa editrice in cui lavoravo diversi anni fa, che si occupa appunto di moda capelli, c'era un concorso e... ho vinto un phon. Bha, il culo a volte.
Comunque non trovo le immagini, ma il senso era di tagliarli a caschetto e farmi le meches bionde su cui poi avrei ripassato da sola la tinta viola (la mitica stargazer). Così decido di andare dal parrucchiere sotto a casa ma scopro che ci vuole l'appuntamento e quindi ciccia. Così, dato che il giorno dopo, venerdì, saremmo partiti per Torino, decido di farmi i capelli su.ù
Sabato mattina cerco su web: "migliore parrucchiere a Torino", trovo forum di donnine che si consigliano e in tanti parlano di questo Franco Curletto, hair stylist, che sembra molto bravo ma molto caro. Decido di provare, in fondo sono 2-3 anni che non mi concedo una seduta dal parrucchiere. Così li chiamo e chiedo se è necessario prenotare. Sì, mi rispondono, però non c'è Isabel. Ora, non so chi sia Isabel, ma l'hanno detto come se fosse una cosa grave, così accetto comunque di andare alle 11 e farmi queste meches.
Per farla breve, scopro che hanno la tinta viola che mi piace e la ragazza che fa il colore non vede l'ora di mettere mano sulla mia criniera. Così dopo ben 4 ore esco soddisfatta e col portafogli molto più leggero, per cui donnine, se volete tagliarvi i capelli, andate da Franco Curletto in Corso Casale 26. Spenderete molto ma non ve ne pentirete.
Questo il risultato:




Non male eh?

Sabato sera quindi abbiamo festeggiato con i miei, doppia torta, regaloni (vestitini, casacca viola - non sapevano che mi tingevo i capelli - pantaloni neri, lucidalabbra pupa, maglietta a righe rosse e nere) e poi al cine a vedere "La città verrà distrutta all'alba".

Domenica sera a mezzanotte Roccio mi da' il suo regalo. Da quello vi scrivo, perché è un meraviglioso portatilone da 17". Un HP pavilion dv7-3150el. Una vera figata. L'ho già partizionato e installato ubuntu!
Ora devo smanettarci un pochino, ma sono pronta a tutto nottate passate sul piccì, ma voglio metterlo a nuovo! E' una cosa meravigliosa, non vedo l'ora di montarci i video.
Peccato che per la stanchezza non sono riuscita a giocarci più di tanto, all'una ero già cotta.

Lunedì sera grande festa: avevo pensato di lasciare agli altri l'organizzazione della festona così sarebbero stati tutti contenti, me compresa!
Quindi ero curiosa abbestia, ma abbestia abbestia.
Così nonostante qualcuno si sia fatto scappare qualche indizio è stata una vera sorpresona. Il ristorante cinese per cinesi. Dove non si parla italiano e nei tavoli ci sono dei buchi al centro con dei pentoloni a bollore dove ci fai cascare di tutto. Per esempio:



e, foto di gruppo:



foto col mio bimbo:



foto foto foto, ma quante foto? c'è anche una validissima ragione. Il regalone dei nostri amici è stata una fantastica Canon Powershot A3000 IS. E' leggerissima e rispetto al mio carro armato è proprio una piuma. Poi è minuscola sta in tasca e ha ben 10 Mp. L'unica cosa che mi manca è una custodia, che prenderemo sabato, spero, così la posso togliere dalla buccina di polistirolo di magazzino!

Insomma festa festa festa!
Dopo la cena (pieni come zampogne) siamo andati a un pub a prendere un birrino/amarino/whiskyno e abbiamo trovato degli scacchi giganti davanti al pub, così i nostri eroi hanno cercato di giocare, cinque contro uno. E hanno perso.
Non importa, Roccio mangia una regina e la tiene in ostaggio sotto il braccio. Rocc' save the queen.

Martedì sera fiera dell'artigianato e mercoledì sera dai genitori di Roccio che mi hanno regalato un fantastico libro di ricette toscane. Ora sì che mi posso dichiarare davvero fiorentina,un po' l'accento l'ho preso, la residenza c'è. Mi mancava solo la cucina!

Grazie, grazie, grazie a tutti.
E sono 29...

22 aprile 2010

Le mie piantine!

Stasera ho finalmente sistemato le piantine carnivore, come sono contenta! Anche loro stanno bene, e se stanno bene anche loro tutto bene, no?
Sono un po' stanchina. Ho cominciato questa settimana essendo convinta che fosse martedì, rimanendo quindi avanti di un giorno. E oggi sapete che giorno è? Solo giovedì. Il che mi scazza alquanto.
Arrivare a venerdì e sapere che è solo giovedì è una cosa terribile. Un po' come guardare l'orologio al lavoro e scoprire che non sono le 17.30 ma solo le 16.
Hai come l'idea che qualcuno ti metta indietro l'orologio. Spesso al lavoro fantastichiamo di essere in luoghi lontani mentre dalla finestra vediamo allontanarsi gli arei dal vicinissimo aereoporto (aria buona eh? cough cough). Ora vado a farmi una bella doccia che speravo di riuscire a farmi i capelli stasera, dal parrucchiere sotto casa. Entro e c'è una donnina che sistema i capelli a un'altra donnina. Chiedo se è necessario prendere un appuntamento. Mi dice "Sì, sono sola qui". Orcaloca. Io non vado spesso dal parrucchiere, ormai sono 2 anni e passa che non ne vedo uno nemmeno da lontano, però andavo in megasaloni con almeno 5 parrucchieri e un nsalone vuoto con una sola parrucchiera mi fa tristezza. Comunque faremo così: sabato pomeriggio io cerco un parrucchiere su a Torino mentre Roccio va in giro.

Curiosità!

19 aprile 2010

Prelievo, Misfits e quant'altro

E' stata una settimana intensa. Praticamente siamo stati a casa solo lunedì e venerdì, oltre al weekend. Venerdì sera siamo stati alla fiera di primavera a Sesto Fiorentino. Oltre ad avere incontrato Sergio Cecchi e avere fatto due piacevolissime chiacchiere come sempre con lui) sono riuscita a farmi vendere due guanti in microfibra per pulizia di specchi e vetri. Spero funzionino. Non li ho ancora provati ovviamente. Io sono terribile perché comprerei qualsiasi cosa per la casa senza poi doverla mai usare.
Siamo andati a nanna, ma io ero parecchio preoccupata perché l'indomani avrei fatto il mio primo prelievo qui a Firenze. Dietro consiglio di molti sono andata alla piastra dei servizi, dove fanno qualcosa come 400 prelievi al giorno. In effetti sono stati molto efficienti e anche se ero terrorizzata e mi hanno preso il sangue dal polso, almeno mi hanno fatto un buco solo. Quindi promossi, a differenza di quella macellaia che mi ha fatto il prelievo per l'intervento al seno che mi ha bucata due volte e non ha prelevato sangue sufficiente per tutte le analisi cosicchè alla visita successiva mi hanno dovuta ribucare.
Per cui nonostante il sonno ce l'abbiamo fatta e sono molto soddisfatta di non essermi troppo agitata.

Dopo il prelievo supercolazione al Supreme, ve lo consiglio per i pasticcini che al mio palato risultano i più buoni in assoluto. Anche i dolcini sono fantastici.
E infine passeggiata in centro.
Sono diverse volte che passo da mac per cercare questo ombretto della mac. Ci credete che finisce ogni volta? E' questo.
Me lo sono fatta mettere da parte nella speranza che torni e possa comprarlo (anche nel sito inglese è sold out).
Mangiamo al Mac e torniamo a casa perché comincia a piovere e faccio un bel pisolo che sono stanca morta. ZZzzzzz per due ore, che meraviglia!

Una volta sveglia comincio a preparare la cena. Antipasto con sedano e philadelphia, cous cous alla siciliana (mmm buono), pollo impanato con patatine (tipo amica chips) sbriciolate, e una sorta di pasticcio di patate uova e cipolla.
Dopo cena Melania scappa al suo spettacolo a teatro mentre noi andiamo (rullo di tamburi) a vedere il concerto dei Misfits. Leggende del punk (o meglio, horror punk) direttamente dagli anni 70, arrivati alla flog troviamo una coda così composta che se non fosse per i vari punk e metallari avrei giurato di aver sbagliato giorno. In verità i pregiudizi contro il mondo rock sono davvero solo pregiudizi. Il pogo al concerto era da non farsi male, quando qualcuno cascava si faceva capannello per tirarlo su e ributtarlo nel pogo (gentilmente). Ho pogato un po' persino io (che oggi indosso la maglia dei Misfits con orgoglio). Alla fine del concerto il cantante, Jerry Only (il nome ha una storia fichissima) ha firmato autografi a gogò, e nella folla ha tirato su un ragazzino, si è spalmato un dito sulla faccia truccata e l'ha strisciato sul viso del ragazzino (che penso non si laverà mai più).
Giorgio è riuscito a prendermi gli autografi del chitarrista e del cantante e all'uscita dalla flog chi ti becchiamo? Jerry Only che firma ancora autografi. L'ho agguantato per farmi una foto e lui da vera rock star ha sparato un rutto!
Comunque è stato ganzo, mi ha abbracciata e Roccio ha cercato di farmi una foto col cellulare, purtroppo è venuta totalmente buia a parte il mio viso blu. In queste occasioni mi penso abbestia di non avere una macchina fotografica: quando mai ribeccherò Jerry Only?



Ieri dopo pranzo andiamo ad aiutare il Grifo al vivaio. Dopo un rinvaso di altre cento piantine e il regalo di tre dioneine Big Mouth e da parte della Sonia di tre rizomini di Sarracenia rubra black tube (o almeno credo non so dovrei ricontrollare) eravamo belli pimpanti ma oggi ho male ovunque. Come se avessi trasportato abbestia dei pesi, cosa assolutamente non vera!
That's life. E comunque i Misfits potrebbero diventare il mio nuovo gruppo preferito.

Ma abbestia.


Canzone del giorno: American Psycho Misfits

11 aprile 2010

Ricordi

Ho ereditato un sacco di cose dai miei genitori, ma la cosa da cui fatico a liberarmi è proprio una cosa di mia mamma. Esattamente come lei non riesco a gettare via le cose vecchie, anche le cartacce, che tendo ad accumulare. Le infilo nei cassetti, nelle borse, nelle scatole e alla fine ne rimango sommersa. Portarmi dietro il passato vuol dire accettare il mio presente e dargli un significato. A volte però può essere tremendamente divertente il passato, come mi è successo questo weekend.
Mia mamma ha messo in ordine la cantina. Prima era una stanza in cui non riuscivi nemmeno a entrare fisicamente. Gli scatoloni erano ammassati gli uni sugli altri e l'unica cosa che si poteva fare era aprire, sospirare e richiudere. Non c'era modo di trovare qualcosa in cantina perché non la si poteva cercare.
Ora ci si può entrare, ci sono gli scaffali con gli scatoloni e ogni cosa è al suo posto. E ho ritrovato la mia cartellina gialla delle superiori.
In questa mitica cartellina gialla ci sono alcuni orribili lavori di grafica che ho fatto, una pergamena dove ho scritto il mio primo rituale magico e dei fogli di quaderno ad anelli scritti molto fitti.
Sono le note di classe del mio primo anno di superiori, che mi ero trascritta e che ho tenuto.
Devo dire, rileggendole, che il mio nome si legge abbastanza spesso. E che se non le avessi vissute queste cose, penserei a un mucchio di piccoli delinquenti. La realtà è ben diversa. Ecco perché non credo moltissimo agli episodi di bullismo riportati dai tg. A rileggere alcune cose sembrerebbe davvero di trovarsi in una giungla: in realtà, e almeno in questi casi, nessuno si è mai fatto male.
Col**** non ha lavorato per tutte le tre ore si Disegno Professionale. Eccomi!
Anche questa nota è fantastica: Tutti escono senza permesso. Tavola 7: esercizio grafico libero (a tanto siam giunti...).
Premetto: le note più belle erano scritte dal nostro professore di grafica che era architetto e figlio di un giornalista. Con la sua stilo verde ha riempito pagine e pagine del registro di classe con alcune chicche come questa:
Non c'è neppure lo spazio materiale per descrivere gli accadimenti di un paio di ore in 1a B. Riassumo un episodio: una volta tanto V** ha prodotto un elaborato grafico. Fi***, come al solito agitato e provocatorio, ha schizzato d'acqua il foglio di V**, il quale, visto perso il lavoro, con un gesto di stizza lo ha accartocciato. Considero comunque Fi*** responsabile del clima di nervosismo creato. Chiedo vengano presi gli opportuni provvedimenti.
Sempre dello stesso prof, ho trovato una valutazione a una mia (decisamente orribile) tavola di grafica: il voto 4/5 . A lato ha annotato una scritta Brrrr.
Altre note dove c'è il mio nome: Col**** scatta le foto in classe durante l'ora di lezione.
Un'altra: Rog**** e Col**** fanno i pagliacci (con l'aiuto determinato di Pigna****) "impacchettandosi" come mummie con il nastro adesivo. Inoltre, richiamati, si allontanano dall'aula senza autorizzazione.
E questa: Col**** Carla parla in continuazione durante la lezione. Ripresa più volte, continua ad avere un comportamento indisciplinato.
Segnalo da parte di Pren**** un atteggiamento che definire INCIVILE rende pallidamente l'idea. Non ho elementi nè conoscenze medico-scientifiche per diagnosticare uno stato di sovraeccitazione da psicofarmaci, ma il risultato sembra quello.
Questa me la ricordo benissimo: Fi***, chiamato per l'interrogazione di diritto, replica all'insegnante: "Che macchina ha?".
Praticamente la prof chiama il mio compagno e lui "Sì prof, ma lei che macchina ha?".
Lei si inviperisce e lo richiama per l'interrogazione "Sìsì ma lei mi dica che macchina ha".
Mi sono divertita un sacco alle superiori. Un sacco!

08 aprile 2010

Certaldo certaldino

A volte anche una giornata piovosa può trasformarsi in una giornata di sole. Finita la massima.
Che non è una massima. Lunedì davvero sembrava una giornata uggiosa piovosa... insomma, osa.
Siamo andati io, Roccio, Giorgio e Melania a Certaldo con l'idea di fare un delizioso pic-nic. Le abili mani della nostra cuoca Melania hanno preparato tramezzino, casatiello e pastiera. Però arrivati a Certaldo continua a piovere e tutti, Giorgio a parte, siamo un po' demoralizzati.
Troviamo nella piazza principale una giostra per bambini. Le giostrine sono coperte da un telo, ma sedendoci sulle panchine laterali ci troviamo almeno al coperto e dopo il nostro pranzo delizioso (mmm buona la pastiera) smette di piovere. Che dire? Non chiedevamo di meglio!
Prendiamo la funicolare per andare a visitare la parte vecchia, alta, medievale della città: un posto davvero grazioso e piccino. Ricorda Civita di Bagnoregio, in versione più grande ovviamente. Il giro termina presto e ci chiediamo che fare. Volterra! Perché no?
Di Volterra ho un solo ricordo, il museo delle torture. Non ricordo di averla girata o meglio, la confondo con tutte le altre cittadine storiche nei dintorni. Un sole, un caldo! Cosa chiedere di più?
Un Lu*ano prego.

Alcune fotine della giornata:







questa foto non c'entra nulla ma è troppo ganza:



Canzone del giorno: Zombie Cranberries

04 aprile 2010

Canzone del giorno: Dillo alla luna Vasco Rossi

02 aprile 2010

zzzzzz

Sto leggendo libri sulla PNL. Milton Erickson comincia a perseguitarmi.
Quando ho iniziato a leggere qualcosa sulla programmazione neurolinguistica non sapevo che avevano preso a modello Erickson per quanto concerne l'ipnosi.
Così, anche se avevo smesso di leggere un libro su Erickson perché mi provocava lievi stati d'ansia, continuo tutto sommato a ritrovarlo. Per di più l'autore di questo testo non mi piace molto. Anzi proprio per nulla.
Come Stallman, lo detesto, direi.
Dev'essere che non mi piacciono tutte le persone che si chiamano Richard (ho bisogno di leggere il testo di almeno un terzo Richard per poter rendere valida questa teoria).
Dev'essere che entrambi sono molto "oh yeah, quanto sono fico, faccio le cose meglio degli altri, anche se sono un matematico/programmatore so di ipnosi più di tutti gli psicoterapeuti". Oddio questo Stallman non lo dice.
Però dice "oh yeah, sono un programmatore fichissimo e tutto quello che dico è santissima verità".
Roba da far rizzare i capelli a un calvo.
Ciononostante ammetto che i suoi esercizi sono davvero curiosi.
Se fosse solo un minimo più modesto potrei anche ricredermi.
O forse no, i miei schemi mentali sono piuttosto rigidi e ancora non sono in grado di "riprogrammarli".
Sob.

01 aprile 2010

Tra A e B?

Mi sono scordata: martedì ho fatto la prima delle mie interminabili visite: quella dermatologica.
Nulla di rilevante a parte due nuovi nei da tenere sott'occhio, sulla coscia sinistra e sulla schiena. Il neo che mi avevano consigliato di guardare a vista invece sembra non sia nulla. Prossima visita a ottobre (invece che tra un anno come mi aveva detto all'inizio). Mi devo preoccupare?

Noto di giorno in giorno le raffinate strategie che utilizzano i gestori dei posti in cui andiamo a mangiare.
Ci destreggiamo solitamente tra due posticini, che chiameremo posticino A (più vicino) e posticino B (più lontano).
Saltelliamo da uno all'altro, generalmente andiamo in A quando c'è brutto tempo perché è più vicino (io in ogni caso lo preferisco perché fanno dolci spettacolari e perché hanno più pòiatti da scegliere). B è lontanuccio ma le altre ragazze lo preferiscono perché cucina meno pesante.
Io sono sempre indecisa.
Quando pranziamo più spesso da B e poi andiamo da A, A ci regala dei dolcetti per conquistarci (ecco perché lo preferisco). Oggi però B mi ha stupita perché tra la frutta non avevano la banana e dato che sanno che di solito la ordino me l'hanno portata lo stesso.
Banana o dolci?
Dolci.
Decisamente.
"A" forever.

31 marzo 2010

Ecco perché

Mi ero dimenticata perché tenevo vivo questo blog. Ci sono tante e tante ragioni. Una delle tante (e una delle principali) è che grazie a questa paginetta io e Roccio ci siamo conosciuti.
Ma sarei falsa se non dicessi anche questo: mi piace tanto scrivere di me e leggermi. Anche dopo tanto tempo.
L'ho riscoperto questo weekend. Da mia mamma ho trovato i miei vecchi diari. Per vecchi intendo diari dei miei 14-15-16 anni. Roba preistorica e bellissima: quanto ero piccola, quanto era piccolo il mio cervellino. Rileggermi è una splendida scoperta. Non avevo nient'altro da fare che piangermi addosso. Ogni due pagine trovo una splendida descrizione di quanto ero depressa e quanto la vita faceva schifo.
E' stupendo potersi ricredere, rileggere queste cose e sorriderne. Sorridere anche di cose più gravi: "2/4/1995 - domenica. Da lunedì a sabato sono stata in ospedale xché mi hanno trovato dei linfonodi che a lungo andare sarebbero potuti diventare linfomi che sono tumori maligni."
Bha, peccato che poi: "6/4/1995 - giovedì. Il dottore mi ha detto che ho dei linfomi e che devo fare la chemioterapia e la radioterapia e ogni due settimane mi dovrò fare la flebo! La chemioterapia mi farà cadere i capelli. [...] Domani andrò a scuola e martedì farò la TAC."
"Giovedì 4/1/1996. Stamattina ho fatto l'ultima chemioterapia [...] Ho vomitato: 2 o 3 volte ... boh?".
Ci sono un sacco di altri appunti simpatici, ad esempio: "26/01/1997 - Domenica. Ieri sera sono andata all'Albero Occupato [un centro sociale occupato, non credo esista più] con Luisa, poi ho dormito da lei."
"10/07/1997 - giovedì. Stase concerto dei NOFX. Sballo!"
Questo per dire che mi rileggerei di continuo. Mi piace scrivere ma, soprattutto, mi piace leggermi. Dannato narcisismo.

Ecco perché.

Ieri sera io, Roccio, Melania, Giorgio e Cosimo siamo andati a una serata di assaggio di Whisky (puri single malt) al Drunk Ladder Pub a Sesto Fiorentino. Noi pensavamo a una cosa molto molto più scialla e invece era una cosa serissima! Immaginate di entrare in un pub con l'intenzione di ubriacarvi quasi abbestia e trovare tovagliette di carta con i tondini numerati disegnati sopra e su ogni tondino piazzato un bicchiere con un whisky diverso, e tutti i bicchieri hanno la scritta rivolta da una parte. Ordinatissimi. Poi un proiettore e la bandiera della scozia su cui erano poggiate le bottiglie relative ai bicchieri **in ordine**!
Per dire: il bicchiere sul tondino numero 1 conteneva il whisky della prima bottiglia a sinistra. Incredibile.
Ammetto che la presentazione è stata parecchio bellina, soprattutto istruttiva. Se non altro ora so perché vengono distrutte le torbiere in cui crescono le mie amate piantine carnivore. Per bruciare la torba essiccata e tostare l'orzo che poi diventa malto, cosa che gli conferisce un sapore di affumicato (io dico che sa di speck, ma non troppo ad alta voce che gli intenditori mi prendono a bastonate!). Ubriacarsi di raffinato whisky o lasciare alla natura le piantine carnivore? Non mi pongo il problema, penso che farò entrambe le cose. E a dirla tutta non so nemmeno se in Scozia ci sono piante carnivore. Forse non ce ne sono più perché tutta la torba viene presa per affumicare il whisky.
Al secondo bicchiere già non mi ponevo più il problema. Sentire qualche odore e qualche retrogusto con tutto quell'alcol era davvero difficile. Cosimo si lasciava andare a interpretazioni ad alta voce "Sa di fragoline di bosco" oppure "Sa di nebbia!". E' stata una serata davvero bellina, corredata di whisky, risate e stuzzichini preparati dal pub. Davvero eccellenti. Come potremo mai mancare all'assagio dei rum?
Siamo già prenotati!

22 marzo 2010

Aria di primavera, aria di vacanza

Io e Roccio non siamo mai davvero andati via insieme da soli per una vacanza. Abbiamo girato dei weekend qua e là: un weekend a Roma, uno a Venezia. Ogni tanto abbiamo fatto una gita fuori porta di una giornata in qualche posto qui vicino. L'anno scorso siamo andati in vacanza con amici a Lisbona. Quindi sono contenta che andiamo via a giugno. Andremo a Londra!
Quindi quest'arrivo di primavera e di caldino mi fa già assaporare le vacanzine.

Prima di quello però le visite. Ne ho un sacco da fare, solo i prelievi occupano quattro impegnative. Poi c'è la visita dermatologica, l'ecografia del cuore, l'ecografia della tiroide, la prova delle funzionalità respiratorie (sembra che gli scorsi esami fossero un po' alterati) e infine la visita endocrinologica.

Domenica invece io Roccio ed Emiliano siamo andati a seguire una specie di minicorso introduttivo sulla PNL. Tutto è andato bene per la prima oretta, finché Roccio non ha perso l'anello. E ci siamo trovati entrambi a scostare giacche e a guardare sotto le sedie degli altri, fino a quando dopo due orette abbiamo fatto pausa. Allora ci siamo messi a controllare in tutta la sala conferenze ma nulla. Finché io scappo in bagno e risalendo le scale cosa vedo per terra tra la ringhiera e le scale? L'anello. Era scappato da sè, non ci sono dubbi.

In questi giorni sono talmente nervosa che anch'io mi starei lontana, se solo potessi.

09 marzo 2010

Un weekend tra piante (carnivore, ovvio)

Questo weekend è stato impegnativo, ma molto bellino. Sabato mattina arriva il pacchetto con la palette (o come la chiama la mia collega "la paletta") di Alice in Wonderland made by Urban Decay. Ovviamente la provo subito, i colori sono molto pigmentati, le matitine sono spettacolati e la confezione, bhe è il pezzo meglio. Dopo aver rotto tanto finalmente è arrivata.
Sabato pomeriggio facciamo due passi, anche perché al liceo dove ci sarebbe stato l'incontro di piante non c'è nessuno, quindi scopriamo in un bar lì vicino, una tavoletta di cioccolato spettacolare, marca Amedei.
Appena arriva l'ora x andiamo a casa, ci devono raggiungere amici per andare alla cena al buio.
Cos'è una cena al buio? E' una cena dove usi tutti gli altri sensi perché si mangia al buio totale. E' organizzata da un'associazione di non vedenti, e gli stessi non vedenti ci fanno da camerieri. Si entra in questo stanzone buio accompagnati dai camerieri, stile trenino, che ci portano al tavolo e ci fanno accomodare sulle sedie.
Mangiare al buio ti fa gustare tutti i più piccoli sapori, i rumori diventano preziosissimi, e ogni cosa si presenta in maniera differente. Non ci sono distrazioni visive e si è più concentrati su ciò che dice l'altra persona. Quando Massimiliano, uno dei camerieri, ci fa fare un giro per la stanza, scopriamo che per terra sono sistemati dei cavi che permettono loro di orientarsi, e che all'altezza di ogni tavolo, incollato al pavimento, è presente un cartone. Questo gli serve per capire dove fermarsi quando passano con i carrelli. Il caffè si prende alla luce, questo per evitare che qualcuno si scotti. I commenti successivi sono stati relativi a queste cose, soprattutto versarsi l'acqua è stato molto difficile. Per quanto ci sembrava di inclinare la bottiglia alla fine il bicchiere non si riempiva.
La cosa che più di tutte mi ha commosso è stato il tocco di Massimiliano che non è un tocco di una persona che ti sta prendendo per mano ma che, in qualche modo, ti vede.
Due ore certo non sono una vita. Ma sicuramente hanno un significato.

Domenica mattina mi sveglio presto per farmi la doccia, ci aspetta una giornata carnivora. E' tanto che non vado agli incontri, un po' perché non c'è più nessuno che conosco, un po' perché è cambiato lo spirito e questo mi spiace. Infatti la prima parte dell'incontro riguarda un progetto di conservazione delle piante carnivore in Italia (nello specifico di un particolare tipo di piante che sembra crescere solo in un particolare posto della Toscana). E' una cosa molto bella, ma... non lo so. In ogni caso ho imparato delle cose nuove e ne sono contenta. In più ho comprato una Sarracenia flava var. Cuprea ed ero felice come una bambina che ha un giochino nuovo. Il grandissimo Sergio Cecchi mi ha donato un po' del suo sfagno e una fogliolina di Cephalotus che spero riesca a fare la sua taleina.
E' stata una giornata carina ma confesso di essermi sentita un po' fuori posto. Non lo sento più come un mondo che mi appartiene, per cui continuerò a coltivare ma non so quanto potrò andare agli incontri, se non altro per "incontrare". Se ci andrò sarà per acquistare qualche pianta o per fare una passeggiata e quest'anno spero di non saltare Longarone, più per i rettili che per le piante.

Domenica sera una pizza tra amici è la scusa affinché i nostri ometti possano mettersi d'accordo per preparaci la cenetta per il giorno dopo, festa della donna. L'idea è stata di Melania che ha proposto "ma perché invece di andare a mangiare fuori non ci facciamo preparare una bella cenetta?". L'idea è fantastica e i nostri ometti, il giorno seguente, sono stati davvero eccezionali.
Hanno fatto la spesina e hanno preparato una cena eccezionale.
La tavola era carinissima e al centro tavola era pronto un menù scritto a mano: ogni piatto aveva il nome di una donna famosa. Antipasto in bicchierino di formaggio e aceto balsamico, e rotolini di strisce di zucchine cotte alla piastra ripiene di prosciutto cotto e formaggio frullati, mezze penne con 'nduja e gorgonzola, coscette di pollo impanate nei cornflakes, cotti al forno e contorno di zucchine, torta mimosa.
Decisamente la festa della donna più bella della storia. Qui le foto.
Bravissimi i nostri ometti, ora scusate c'è uno spogliarello che mi aspetta, devo mettere su la
Canzone del giorno: Hot Stuff Donna Summer

P.s. stanotte ho sognato il matrimonio di una mia cara amica. Lei aveva lo stesso vestito del suo vero matrimonio, però era bianco invece che verde. Camminavamo tutti dietro di lei e dello sposo come a una processione per un funerale, in una piazza di una città sconosciuta. C'era tantissimo vento e molto silenzio. Io la vedevo da dietro e i suoi capelli si muovevano in modo convulso. Si gira verso di me e mi dice "Vedi perché? Hanno tagliato tutti i pini. Questo è male".

02 marzo 2010

Ho così tanti libri da leggere che quando ne termino uno passo più tempo a scegliere quello successivo che a prenderne uno a caso e leggerlo fino alla fine. Argh.

01 marzo 2010

Una domenica a rinvasar

Cosa fare domenica quando non si sa cosa fare?
Bhe per esempio aiutare qualcuno a rinvasare un centinaio di dioneine. Quando quel qualcuno poi è Il Grifo le risate sono assicurate.
Innanzitutto un po' di pubblicità: se volete acquistare delle piantine carnivore ci metto una parola io, comprate dal grifo, questo è il suo sito. Sembra uno slogan.

Comunque l'idea era di andare al mattino a Pontito (vedere il mio post precedente) e mangiare un panino per strada e poi andare a Pescia dal Grifo per essere lì alle 14.30. Peccato che siamo usciti da casa poco prima delle 12 e Pontito è parecchio inculata, e scusate il francesismo. Poi però in mezzo alle stradine di montagna mi scappava la pipì e ci siamo fermati in un bar, poi ci siamo un po' persi e abbiamo rinunciato. Siamo tornati verso Pescia per mangiare un panino ma era tutto chiuso. Fame a gogò ed erano quasi le 14 (alle 14.30 dovevamo essere al vivaio). Roccio in un attacco di fame devastante imbocca l'autostrada per cercare un autogrill. Torniamo quindi un po' indietro di qualche km e mangiamo un bel paninozzo, intanto si fanno le 15. Per farla breve abbiamo ritardato di circa un'ora! Argh!
Però alla fine ce l'abbiamo fatta e 120 dionee sono pronte nei singoli vasettini!
E dopo il duro lavoro Il Grifo, oltre ad avermi regalato una Sarracenia leucophylla e una Dionea, ci invita a casa a mangiare una pizza fatta da lui. Uno spettacolo.
L'ospitalità di queste due persone, Il Grifo e moglie, che ci hanno invitati senza praticamente conoscerci ci lascia senza parole. Sono stati decisamente deliziosi e ci siamo scompisciati con i loro racconti.
Grandi, continuate così!

E comprate le piantine dal Grifo!!!

18 febbraio 2010

Dr. Feelgood

Ultimamente ho perso le mie abitudini. Quando vivevo a Torino mi alzavo presto così potevo fare colazione, truccarmi con calma e leggere il giornale online, magari aggiornare il blog, preferibilmente non tutto insieme, altrimenti rischiavo di puciare il pennello del trucco nel latte passarmi i biscotti sulle labbra e addentare un ombretto. Ora mi sveglio, a volte, alle 8.05, mi lavo la faccia, metto la cremina, mi lavo i denti, prendo le mie pastiglie e mi catapulto in macchina. Arrivo stravolta in ufficio dove mangio un tocchettino di cioccolata fondente e bevo un mocaccino delle macchinette automatiche e in coma così come sono cerco di cominciare la mia giornata lavorativa.
In questi giorni sto cercando di svegliarmi a un orario decente per poter fare un minimo di colazione e truccarmi. Senza trucco sembra che un tir molto pesante mi abbia passeggiato sulla faccia e abbia fatto retromarcia per assicurarsi di avermi presa bene.

Sto leggendo un meraviglioso libro di Oliver Sacks, si intitola "Un antropologo su Marte", parla di 7 persone, 7 casi clinici ma dall'occhio di Sacks solo casi umani, storie di persone che hanno perso qualche capacità o ne hanno acquistate di nuove.
Finora ho letto tre storie ma l'ultima è buffa perché parla di un pittore mnemonista di Pontito, vicino Pescia in provincia di Pistoia. Ora è quasi un paesino abbandonato, con i suoi 70 abitanti e nessun tipo di turismo. Franco Magnani, il pittore mnemonista, nacque lì per poi trasferirsi, dopo aver girato mezzo mondo facendo il cuoco sulle navi da crociera, a San Francisco. Dopo una non meglio precisata malattia incomincia ad avere visioni incredibili e tridimensionali della sua città natia, quasi allucinazioni che lo portano a dipingere con dovizia di particolari i luoghi della sua infanzia, tanto che le fotografie degli stessi scorci da lui dipinti si dimostrano identici ai dipinti stessi. Che posso dire se non che sono curiosa di vedere Pontito?

Oliver Sacks è un medico grandioso e uno scrittore fantastico, è il lato umano della medicina, quella faccia di cui spesso scordiamo l'esistenza.

Dopo aver fatto la chemioterapia e per un po' di tempo, ricevevo a casa il giornalino dei volontari dell'ospedale: mi aveva colpito il racconto di un ragazzo che ammalatosi da ragazzino di un tumore alle ossa, aveva dovuto anche sentire le dure parole del medico: non avrebbe mai più camminato senza le grucce. Il ragazzo si fece forza fece molta fisioterapia e nuoto e le grucce non le usa. Ha una compagna e un bambino.
Mi ritengo fortunata perché i miei medici, invece, sono stati incredibilmente umani, passavano sempre a trovarmi alla fine del turno anche se mi trovavo in reparti diversi da quello di oncologia, rispondevano alle mie email quando gli scrivevo una volta finita la terapia, avevano sempre due minuti per me quando andavo a trovarli (una volta guarita fu difficile troncare quel cordone ombelicale che mi univa all'ospedale, ben felice di essere guarita, sentivo tuttavia di aver perso una specie di famiglia), accettavano con pazienza le mie domande e se avevo qualche problema di qualsiasi genere avevano sempre un medico da consigliarmi.
Nonostante fossi una discola (non volevo mai mettermi la mascherina chirurgica nemmeno quando avevo i globuli bianchi bassissimi, andavo a concerti, centri sociali, a scuola) non mi rimproveravano mai quando tornavo in ospedale con febbre altissima e la possessione di qualche batterio. Capivano che dietro i miei occhi grandi e sotto il mio cappellino che copriva la pelata e il mio fare anarchico si nascondeva una ragazzina che voleva solo sembrare normale e che una mascherina verde avrebbe ucciso.
Passare al nuovo ospedale per adulti mi mise ansia, ma il mio nuovo medico è un essere mitologico più uomo che medico. Sa come prendermi, è molto dolce, molto paziente e soprattutto molto competente. Dopo il tumore al seno non volevo prendere le pastiglie di tamoxifene prescrittemi. Temevo tutti gli effetti collaterali e nessuno riusciva a convincermi del contrario. Eppure mi bastò una sua email di risposta per tranquillizzarmi e capire che quella era la scelta giusta.
Credo che parte del mio ottimismo sia dovuto a loro, credo e sono convinta che il mondo sia più bello di come lo vede la gente, e che le persone siano sostanzialmente buone.
Io ci credo nelle persone.

Canzone del giorno: Dr. Feelgood Mötley Crüe

17 febbraio 2010

Urban Decay Primer Potion Vs Artdeco eyeshadow base

Finalmente ieri abbiamo ritirato il pacchetto arrivato dalla Gran Bretagnia. Tutto a posto tranne un elemento che manca all'appello. Ho scritto subito al sito, anche perché questo pacco ha avuto esistenza travagliata. E' stato ordinato il 1° gennaio, il 5 me lo spediscono ma non arriva mai. Scrivo all'assistenza clienti, aspettiamo insieme allegramente 20 giorni lavorativi prima che si possa fare qualsiasi cosa e richiedo la nuova spedizione. Tutto ok, sono molto celeri ed efficienti ma quando apro il pacco vedo subito che mancano dei set di ombretti stila. Argh.
Scrivo subito anche perché credo che i soldi li abbiano pigliati.
Tra le cose ordinate c'è anche la famosissima Urban Decay Primer Potion, la base per ombretto di cui *tutti* parlano. Io ho sempre usato la base per ombretto Artdeco, che già di per sè è un miracolo anche se ha alcuni difetti. A forza di aprirla e infilarci il ditino e farle prendere aria si secca prima di finire. Quando comincia a seccarsi è difficile da stendere. Inoltre è leggermente perlata e falsa quindi soprattutto i colori opachi. Però ripeto, per me è sempre stata miracolosa fino a stamane, quando ho provato la Primer Potion. La Primer Potion è fatta come un lucidalabbra con pennellino, quindi non devi infilare il ditino santo per prenderne un po', la quantità giusta da mettere per ogni palpebra è già sul pennellino, ed è *opaca*. Inoltre la base Artdeco cementifica tutto. E' una sensazione difficile da spiegare, quando mi struccavo sentivo le palpebre ruvide. Niente a che vedere con la base della Urban Decay, molto morbida, praticamente invisibile.

Ora sto aspettando di potermi comprare la palette di Alice in Wonderland, sempre della Urban Decay. I colori sono molto pigmentati, e la palette, ma l'ho già detto, è fantastica.
Stamani sono stata bravissima, sono riuscita a svegliarmi, truccarmi, fare colazione (incredibile) prendere il bus.
E stasera ho fatto anche un po' di cyclette.

Canzone del giorno: Meno Male Simone Cristicchi

15 febbraio 2010

I miei lunedì

Finalmente domenica abbiamo lavato per terra. Se dovessi contare quante volte abbiamo lavato per terra da quando siamo qui, e cioè da luglio 2009, una mano basterebbe e avanzerebbe pure.
Stamattina riprendere a lavorare è stata parecchio dura. Il weekend passa fin troppo velocemente e il lunedì, bhe è lunedì. Perdere il bus e arrivare tardi, non riuscire a prendere il caffè causa clienti agguerriti che chiamano in continuazione, ricevere insulti rientra tutto nella norma, il lunedì.
Ma il cliente inglese che mi chiama, questa non mi era mai capitata.
Non è che non parlo inglese, non è che non lo capisco: è che sono terribilmente timida e mi sento ancora più imbranata di quanto non sia in realtà quando mi trovo di fronte a un'altra lingua. Inoltre sono sicura che se esistesse un'area del cervello dedicata alle lingue straniere, la mia sarebbe "colonizzata" da cellule che sanno fare altre cose (per lo più dire cazzate e fare cacate, ecco). La chiamata, tradotta, si è svolta più o meno così:
"xxxxx, buongiorno sono Carla, come posso aiutarla?"
"Buongiorno mi scusi, parla inglese?"
"Mmmmm (sudata fredda) no, mi dispiace"
"Mi può passare qualcuno con cui posso parlare in inglese?"
"Mmmmmmm (ascella pezzatissima) attenda in linea"
Pausa.
Mi guardo intorno disperata, colleghe tutte al telefono e nessuno che voglia prendersi questa patata bollente. Breve lezione di inglese per imparare a pronunciare meglio che posso, in inglese ovviamente "Può lasciarmi il suo numero di telefono? La richiameremo appena possibile".
Lo dico mentre una mia collega me lo scandisce per bene.
"Mi scusi non ho capito, può ripetere?"
Panico totale.
"Mmmmm..."
"Ma non c'è proprio *nessuno* che parli inglese lì?"
"In questo momento no... Aspetti ancora un attimo in linea"
Corro subito dal commerciale implorando aiuto.
Fatti dare il numero, mi dice, ma io ci ho provato, gli dico, non vuole darmelo, vuole parlare con qualcuno, bhe fatti dare la mail, mi dice, senti se provo a dire altre due parole in inglese mi attacca in faccia (giustamente), gli dico, va bene dai passamelo, così si ride.
Gli passo la chiamata e smetto di sudare (ma non di puzzare, il sudore mi ha marchiata indelebilmente). Incontro il commerciale uscendo dalla mensa per la pausa pranzo e gli chiedo com'è andata "Non ho capito nulla" mi dice "tralaltro mi sono fatto lasciare il numero di telefono, solo che non avevo capito il nome dell'azienda così l'ho chiamato per sentire se avevano una segreteria, ma... il numero è inesistente".
Ecco ogni tanto vorrei sudare per qualcosa di utile, come ad esempio dimagrire.
Che palle anche i vestiti che ho preso di due taglie più grandi tra poco non mi vanno più. Urge shopping compulsivo. Infatti ho comprato un bel po' di libri e ora vado a leggermi il mio Oliver Sacks. E a fare cyclette.

P.s. ho ricevuto il pacco dei trucchini dall'Inghilterra, sulla cartolina che mi hanno lasciato c'è scritto "Provenienza: Gran Bretagnia". Questo consola i miei neuroni.

Canzone del giorno: Time Warp The Rocky Horror Picture Show

04 febbraio 2010

La marcia dell'algoritmo (nel parcheggio)


Mi fa sempre ridere!
I genitori di Roccio ci hanno regalato la cyclette, e ora non esistono più scuse di freddo o altro, posso muovermi anche in casa senza rompere.

Anche se la marcia dell'algoritmo è già movimento, no?
Le scorse mattine ha fatto molto freddo: noi sotto casa abbiamo un parcheggione abbastanza grande perché il nostro palazzo è uno di quei palazzoni grigi e grossi di città, accanto ad altri palazzoni con giardino condominiale comune e parcheggio annesso. Infatti quando abbiamo visto la prima volta la casa, da fuori, quasi quasi non ci volevamo nemmeno entrare. Però abbiamo fatto bene perché la nostra casina dentro è così carina.
Comunque, sto divagando: dicevo c'è questo parcheggione. I miei princìpi semiecologisti sono andati a farsi fottere in questa settimana ma c'è una ragione specifica. La macchina quasi non mi si accendeva più: lunedì mattina ho dovuto provare più volte e la batteria sembrava proprio a terra. Insomma per non buttare via la macchina mi sono decisa a prenderla almeno questa settimana e lasciar perdere il bus comodissimo. In queste mattine appunto ha fatto molto freddo, e nel nostro parcheggione si poteva assistere a un bizzarro balletto, sincronizzato quasi quanto la marcia dell'algoritmo. Prima di tutto, le persone che cercavano di recarsi al lavoro aprivano le portiere, si sedevano dentro e accendevano (a fatica) la macchina (uon uon uon brrrummm), poi, chiusa la portiera, tiravano fuori quel misterioso aggeggio che io chiamo "grattino", quella roba che serve per grattare via il ghiaccio o in caso di difficoltà a grattarsi la schiena, e cominciano (sgrat sgrat sgrat sgrat) tutti insieme, da veri disperati.
Per me la misurazione del freddo la fanno i guanti. Se sopravvivo senza guanti, vuol dire che non fa ancora tanto freddo, se invece cominciano a spaccarsi le mani allora fa molto freddo e devo mettere i guanti.
Dato che questo inverno ancora non ho indossato i guanti posso dire che non fa molto freddo. Allora mi viene da sorridere quando i miei colleghi dicono che si bubbola, su a Torino c'è una minima di -10° C. Allora sorrido e penso a quando prendevo il bus al mattino a -6° e penso che no, non si sta tanto male, anzi.
E' un po' che volevo scrivere più che altro per inserire la canzone del giorno, anzi dei giorni: Anything anything Dramarama

28 gennaio 2010

Mi scompiscio

OOAK? Sì grazie.

Mi sento come un orso polare. Immagazzino grasso per superare il grande freddo.
Ho scoperto una nuova cosa con cui sporcarmi le mani, si chiama pasta di mais. E’ tipo fimo, ma non va cotta al forno, si indurisce all’aria, si può fare in casa e colorare con tempera. Si prepara con maizena, colla vinilica, olio di vaselina e succo di limone, si cuoce in un pentolino antiaderente a fuoco basso, mescolando con il cucchiaio di legno finché l’impasto non si stacca dalle pareti del pentolino (circa 4 minuti) e poi si procede a lavorarla. Per colorarla si può mettere una goccia di tempera direttamente nell’impasto. Il problema è che secca molto in fretta quindi va lavorata velocemente. Altro problema, è più pesante e più morbida del fimo quindi non tiene bene le forme. Ma con un po’ di accortezza secondo me si può utilizzare come il fimo senza problemi.
Se cercate online “pasta di mais” o “cold porcelain” trovate di tutto di più. C’è anche chi ci fa le bambole (è complesso da morire perché il fimo non secca e lo puoi risistemare quando ti pare, invece con la pasta di mais devi lavorare ogni pezzo e terminarlo, altrimenti è un bel casino).
Ho trovato poi un dvd in vendita su come fare le fate OOAK, fatte a mano. E’ una cosa affascinante ma complicata, tralaltro ho comprato l’anno scorso un bel panetto di prosculpt (è una specie di fimo, venduto in panetti abbastanza grandi, del colore di tutte le pelli) ma non ho avuto mai il coraggio di usarlo. Un po’ perché sono certa che il primo pupazzo verrebbe una schifezza, un po’ perché i tutorial che trovo in giro sono frammentari o troppo veloci. Per quello ero intenzionata a comprare il dvd (vendono anche il kit per le fate: mezzo panetto di prosculpt, lana mohair per i capelli, strumenti vari, occhi finti ecc ecc). Sono indecisa, ultimamente mi sto facendo troppi regali, creme trucchi e ora anche prosculpt e kit per le fate. Mmmm. Vedrò.

17 gennaio 2010

16 gennaio 2010

Piccola recensione dei prodotti Fitocose

Nel mondo bio esiste una piccola azienda che fabbrica creme a basso costo e con certificazione bioecologica. Leggendo gli ingredienti troverete 99% di prodotti naturali e/o derivati da agricoltura biologica.
Il sito è trasparente, inserisce gli ingredienti direttamente nelle schede dei prodotti affinché possiate controllare voi stessi. C'è qualche ingrediente a bollino giallo, ma sono per lo più conservanti. Comprare una crema senza conservanti significa buttarla in poche settimane.
Il mio ordine è stato questo:
  • Jalus Plus siero ristrutturante 30ml
  • Crema contorno occhi alla Rosa Rubiginosa 30ml
  • Crema opacizzante alla Viola tricolor 50ml
  • Crema Antiodorante ai Fiori d’Arancio 50ml
  • Shampoo al Germe di Grano ristrutturante 200ml
  • Crema fluida idratante al profumo di Muschio Bianco 200ml.
Per farvi notare la differenza: una crema corpo dell'Erbolario (che nella mia ignoranza ero convinta fosse un'azienda più naturale del naturale) si aggira sulla quindicina d'euro, mentre questa crema corpo al profumo di muschio di Fitocose costa 8,10 euro.
Promossi quindi su costo e ingredienti.
Non ho ancora avuto modo di provare tutti i prodotti, anche perché in questi giorni ho la febbre quindi non mi sono ancora lavata, ho quel classico aspetto da persona malata con capelli unti e occhiaie profonde (ah non dimentichiamo il naso rosso, che fa tanto influenza invernale). Calcolando che ha piovuto fino all'altroieri e io ho cominciato a stare male proprio l'altroieri, quando è spuntato un sole senza precedenti che mi gridava "esci esci" e quindi sono incazzata come una biscia montana.
Tralaltro Roccio giovedì ha preso un giorno di ferie per venerdì per stare un po' insieme e io mi sono ammalata senza pietà quindi gli è toccato anche fare il crocerossino, povero.
Comunque ho provato lo Jalus Plus siero ristrutturante. Il sito indica di metterlo sul contorno occhi e su tutto il viso. La consistenza è quella di un gel trasparente, che si assorbe subito e rende immediatamente il viso più disteso. Ha proprio un effetto lifting non indifferente per cui molte persone lo usano da solo senza piazzare altre creme sopra. In effetti d'estate potrebbe anche essere usato da solo ma ora che fa freschino è meglio spalmare la crema sopra. Non ha quota grassa quindi si assorbe senza lasciare il viso minimamente unto.
Sopra lo jalus plus ci metto, sul contorno occhi, la crema antirughe contorno occhi alla rosa rubiginosa, detta anche rosa mosqueta. Conosco bene l'olio di rosa mosqueta per gli effetti che ha sull'elasticità della pelle. Lo uso infatti sulla cicatrice del seno e sebbene non abbia la costanza di metterlo 3 volte al giorno come indicato, ma solo dopo ogni doccia quindi una volta ogni 2-3 giorni, gli effetti sono stati visibili fin dalla prima applicazione. La crema contorno occhi è molto corposa, infatti va applicata in piccole quantità, ma rende visibilmente la pelle del contorno occhi più luminosa e morbida. Non ho ancora imparato a dosarla quindi la prima volta mi sono solo unta il contorno occhi, la seconda un po' meno, ma secondo me alle dosi giuste è una crema incredibile. Ovviamente non farà miracoli, non credo esistano creme che possano spianare le rughe, grandi o piccole che siano, ma l'idratazione è importante e la rosa mosqueta sa il fatto suo.
Sul resto del viso spalmo la crema opacizzante alla viola tricolor, una crema verde dal profumo delicato, molto molto corposa. Anche questa va messa in piccole dosi altrimenti si ottiene l'effetto contrario e devo dire che anche questa crema fa il suo dovere. Tenete presente che ho la febbre che va dai 38 ai 39°, prendo la tachipirina e sudo un sacco e nonostante tutto non mi sento unta quindi promuovo fitocose a pieni voti.
Un consiglio non mio, che ho trovato sul web. Le creme fitocose durano circa quattro mesi dall'apertura. Io uso davvero pochissimo prodotto quindi in genere mi dura di più. Consigliano, per evitare che i batteri prolifichino dentro i barattoli andandoci a infilare sempre le dita, di disinfettare delle jar piccoline, disinfettare un cucchiaino e mettere un po' di crema dal barattolo grande alla jar piccina, così si evita di aprire sempre il barattolone e i batteri staranno un po' più alla larga. Comunque la differenza è notevole, le creme comprate ovunque sontengono siliconi che vi fanno sentire la pelle liscissima, queste creme devono lavorarci un po' ma tirano fuori il meglio dalla vostra pelle. Sarà quindi la vostra pelle a essere liscia e morbida e non l'effetto di siliconi e schifezze varie.

Canzone del giorno: Vaffanzum Amici miei Atto II

15 gennaio 2010

Ho l'influenza maiala

Cioè non lo so ma ho tosse forte e febbre. Ma una cosa arrivata da un giorno all'altro. Ieri mattina mi sono alzata con tosse forte e male al petto e la temperatura dell'arco della giornata ha raggiunto i 38° C. Ora sono sotto tachipirina e carbocisteina per la tosse. Che sculo, ma non poteva capitarmi quando riprendevo a lavorare?

Canzone del giorno Non c'è pecoro senza 38 Sovrappeso

13 gennaio 2010

Pigrettitudine

Ho una vera attitudine alla pigrizia. Una vera e propria pigrettitudine.
Stamani mi sono imposta di mettere un po' in ordine ma non è durata tanto, dopo pranzo sarei andata alla mostra "inganni ad arte" ma mi sono impigrita e ho fatto la doccia molto tardi. Poi sono parecchio imbufalita perché non mi è ancora arrivata la palette "urban decay" ordinata su un sito inglese già il primo gennaio (loro l'hanno spedita qualche giorno dopo, dove sarà? sigh).
Vabbuò, oggi è andata così, mi sono rilassata (e davvero tanto). Domani riprendo a giracchiare.

11 gennaio 2010

Non può piovere per sempre (ah no?)

Sono settimane che piove, che due maroni, proprio ora che sono a casa in pausa dal lavoro. Già, mi hanno rinnovato il contratto ma dovrò rimanere a casa 3 settimane. Casa casa e niente giri se continua a piovere. Ma non è solo quello: nella nostra bellissima e nuovissima casa comincia a pioverci dentro. No detta così è esagerata: ci sono macchie grandi come buchi neri e l'intonaco in due punti sta andando via.
Giro di chiamate: il proprietario non ha con sè il numero dell'amministratore e mi dice di chiamare sua moglie, sua moglie non ha il numero ma ha il nome, cerco sulle pagine bianche chiamo l'amministratore che darà il mio numero alla ditta che ha fatto i lavori per chiamarmi per programmare un sopralluogo.
Pant pant respiro.
Oggi proprio non mi va di andare a passeggio. Nei giorni passati ci ho provato ma con la pioggia è un disastro generale.
Vogliamo parlare delle persone che passeggiano con l'ombrello?
Parliamone.
Io detesto gli ombrelli, piuttosto torno a casa fradicia ma l'idea di portarmi quell'ombrellone impermeabile richiudibile fastidiosissimo mi fa venire l'orticaria.
La mia idea di passeggiata sotto la pioggia è "mi metto un cappellino e via". Però ovviamente per non marcire magari cerco di camminare rasente ai muri, e che fanno questi simapiconi con gli ombrelloni? Camminano anche loro rasente ai muri. Ma dico io, razza di decerebrato munito di ombrello, fammi passare che se no dopo mi puoi strizzare come la spugna che hai usato questa mattina per farti la doccia!
Oggi per protesta sto a casa, mi rilasso tantissimo e faccio qualcosina qui dentro. Ma ina ina ina. Qualcosa giusto per dire che non sono stata tutto il giorno in panciolle (che parola magnifica "panciolle").

In questo periodo è aumentato il trip per i prodotti naturali. Roccio ha sgranato gli occhi quando gli ho confessato che quell'enorme saponetta (fatta a cubo quindi già di difficile utilizzo) con il gradevolissimo odore di cantina ammuffita e dal color marrone stile cacca di cane con problemi intestinali è costata la bellezza di 7 euro. Puro sapone di Aleppo, peccato che secca la pelle come il sole del Sahara. Questo ovviamente non ho avuto il coraggio di dirglielo.
Dato che costa un mostro, uso quella saponetta solo per il viso, per le mani ho comprato una saponetta di marsiglia (quella vera, quindi scordatevi l'odore del sapone di marsiglia del supermercato) al modico costo di 3 euro, che paragonati col sapone di Aleppo è davvero nulla.
La mia cremina per il viso è finita, senza nemmeno un saluto se n'è andata così, un bel giorno infilo il ditino nel barattolo e non c'è più.
Già questa crema era stata comprata in un negozio equo e solidale ma aveva ingredienti che non mi convincevano troppo, così ho cercato online le creme più naturali del naturale e ho trovato questo sito. Le loro creme hanno un INCI verdissimo, quasi come le piante prima che mi si secchino tutte (ho il pollice viola, altro che verde!). Per compensare a tutta questa naturalità ho dovuto acquistare anche dei trucchi assolutamente chimici della urban decay, marca favolosa che purtroppo qui in italia non esiste. Aspetto a gloria l'uscita della palette "Alice in wonderland" dato che la fantastica "Book of Shadow 2" non c'è più. Insieme a questa chimicità ho preso sempre della urban decay, la loro primer potion per ombretto. Tra il naturale e il chimico ho creato un buon equilibrio.
P.s. Sabato l'iPhone mi si è piantato. Purtroppo non potendo togliere la batteria è rimasto così fino a quando non siamo andati in centro Vodafone a farci fare il "soft reset". Della serie: l'iPhone ha solo due tasti, non mi era venuto in mente di schiacciarli insieme. Sono un genio.
Ora la pianto di dire cazzate.
Vi lascio con questa meraviglia.
Canzone del giorno: Stairway to Heaven Led Zeppelin


21 dicembre 2009

Bianco natal...

La mia carriera di jogginista è finita presto. Ha nevicato, la temperatura è andata sotto lo zero, ha ghiacciato e se vado a correre rischio di rompermi un’anca cascando rovinosamente a terra.
Firenze è stupenda sotto la neve ma è poco attrezzata al freddo. Spargisale non se ne vedono in giro e i marciapiedi sono tutti diacciati (diaccio=ghiaccio). Al lavoro il riscaldamento non funziona e siamo tutti incappottati, nemmeno il server voleva partire stamane. E’ la giornata ideale per stare a casa al caldo sotto il piumone. Stasera voglio larveggiare al caldo, possibilmente con una bella tisanina preparata con le nuove tisanine che mi ha regalato Melania.
Ieri abbiamo fatto il pranzo di natale tra amici che era una sorta di pranzo/cena durata fino a tardo pomeriggio e dove ognuno ha preparato qualcosa. L’idea era di sorteggiare un nome di una persona a cui fare il regalo così ognuno sapeva a chi fare il regalo ma nemmeno sapeva da chi lo riceveva. Io ho pescato Roccio. E’ stato complicato non tanto scegliere il regalo ma proprio tenergli nascosto il mio “destinatario” di regalo. Per scambiarceli abbiamo adottato questo sistema. A tavola imbandita con i segnaposto ci siamo rintanati tutti in camera da letto. Uno per volta sistemavamo i regali sulla sedia del nostro “destinatario”, mettendo poi a posto la sedia sotto al tavolo col regalo ben coperto dalla tovaglia. Una volta finito il giro ognuno ha spacchettato il proprio regalo e sono venute fuori idee molto carine. Io a Roccio ho preso un gioco di ruolo, “Lupus in tabula”, me ne aveva parlato e quando l’ho visto ho pensato “è lui!”. Melania mi ha regalato un set di erbette per fare le tisane con il filtro in metallo (che non vedo l’ora di provare). Roccio ha regalato a Francesca dei bei portaminoni con mina gigante e colorata, mentre Francesca ha preso a Giorgio un set di bicchierini con scritte simpatiche. Giorgio a Stephen ha regalato il suo vino preferito e quest’ultimo ha preso a Melania un bel barattolone di cioccolata spalmabile di un posto dove fanno la cioccolata fatta in casa gnam gnam.
Il pranzo è stata una vera chicchina e tutti ci siamo impegnati con i nostri piatti. Francesca ha preparato un rotolo di zucca da leccarsi i baffi, Melania il suo meraviglioso ragù con i tortelli di patate. Per secondo noi abbiamo preparato una piccantissima pampanella (carne di maiale cotta in forno strapiccante) e Stephen un piatto francese a base di patate, formaggio e pancetta. Buonissimo ma non mi ricordo il nome. Per dolce: Strudel alla mela e biscottini con cornflakes. Yuhm.
A fine cena i giochi. Abbiamo giocato a uno, taboo, mercante in fiera e abbiamo provato anche lupus in tabula, che deve essere molto più simpatico quando si è in tanti. Insomma alla fine la giornata è volata e si sono fatte presto le 21. Per strada era tutto ghiacciato e prima di “scongelare” (letteralmente) la macchina ci è voluto un po’. Avevamo tutti lo stomachino sottosopra per via di un liquorino non troppo buono che abbiamo usato come penitenza per chi perdeva ai giochi. Il sapore era, bhe, metterei le foto delle facce che abbiamo fatto, ma prima è meglio che parli con i proprietari delle stesse!

15 dicembre 2009

Quando un lunedì è un vero lunedì.

Ieri non ci si poteva sbagliare, era davvero lunedì. Partendo dal vento gelido che si infilava in ogni pertugio del vestiario al bus che tarda ad arrivare.
L’autista era tralaltro molto giovane e correva in maniera sconsiderata con il sottile strato di ghiaccio che ricopriva l’asfalto bagnato dalla pulizia strade. Succede questo, il giovane autista vuole passare col semaforo giallo che diventa rosso non appena oltrepassa la linea di partenza. Frena di colpo e io, che sono seduta in prima fila sui sedili ribaltabili e ho le mani impegnate da libro, borsa ecc, mi trovo catapultata sul vetro che mi separa dall’autista. La scena è stata buffa perché quando frena mi sporgo naturalmente in avanti solo che poi non riesco a fermarmi e sono costretta ad alzarmi in piedi e a correre letteralmente verso il vetro. Quando mi giro e vedo tutti seduti tranquilli mi rendo conto della figura che ho fatto. La solita imbranata. Umpf umpf mi risiedo e faccio finta di nulla, mi rimetto a leggere Camilleri.
Al lavoro le cose non vanno meglio, il server è un po’ sotto modifiche e gli viene variato l’orario in continuazione. Dato che siamo tutti collegati a quell’orario (anche la macchinetta del badge) diventa difficoltoso capire a che ora si è entrati realmente. Ieri l’orologio andava avanti di 15 minuti.
Alle 9 il telefono comincia a squillare senza sosta. Credo che verrò sommersa dalle pratiche e che dovranno ingaggiare un sanbernardo per tirarmi fuori. Contando che il mio contratto scade il 31 dicembre è praticamente impossibile che io riesca a terminare qualsiasi delle mille cose che devo fare.
Vado in bagno a fare pipì, da quando mi sono convinta a bere almeno un litro d’acqua al giorno contro i 2 bicchieri scarsi che assumevo prima, non faccio altro che andare in bagno. Lo so, ho calcolato male gli spazi, può capitare, fatto sta che nel chinarmi per abbassarmi i pantaloni ho tirato una testata spaventosa contro il muro. Ho sentito un suono forte e secco e per le due ore successive mi sono sentita un po’ intontita. Ecco, pensavo, il mio lobo temporale è andato. Tra poco vedrò le luci e comincerò a parlare con la madonna, non la cantante anche se preferirei un bel colloquio con la gnocca ultracinquantenne.
Esco e vado alla fermata del bus. Il modo sembra fermo, c’è una coda di macchina di cui non si vede né l’inizio né la fine. Arrivo a casa piuttosto tardi, devo andare anche a correre. Bhe correre. Sentite questa.
Ho deciso che mi sono rotta che non mi vadano più i vestiti, che grassa non sono, lo so, ma ho preso qualche chilo (la bilancia lo conferma, ho preso il cuore a due mani e mi sono pesata) e quindi, colpa o no delle pastiglie, mi sono decisa a correre un po’. Peccato che ho la resistenza di un bradipo e il fiato di un’ottantenne così ho deciso di seguire un programma per imparare a correre della durata di 20 settimane (io morirò sfiancata molto prima, ma almeno ci provo).
La tabella, molto semplice, prevede tre corsette a settimana. Si comincia con nulla, ovvero corsa di un minuto e camminata di un minuto, da ripetere 5 volte. Poi si corre due minuti e si cammina un minuto, poi tre minuti di corsa e così via. Alla ventesima settimana si può correre per un’ora ma a me basta molto meno.
Scommetto, non per sfiducia ma perché mi conosco, che tra due settimane mi sono già rotta e mi riprenderà lo sconforto di non riuscire mai a concludere nulla. Se modificassi questo di me, però, non sarei più io. Meglio essere me o meglio non essere me?
Mi voglio così bene che affermo sicura: meglio essere me!

Canzone del giorno: Locomotive Breath Jethro Tull

12 novembre 2009

Ho scoperto (nulla ho scoperto, che dovevo scoprire mai?)

Ho scoperto, che cosa buffa, che gli Slayer mi fanno addormentare. Per intenderci gli Slayer sono un gruppo thrash metal tutto tuppatutta gnagnau turuttuttuppà ecc ecc.
Ecco, loro:

Questo ultimo album mi piace. Non sono il mio gruppo preferito nel genere, però questo ultimo album... promosso.
Mammamia dovrei lavarmi, o rischio di tenere tutti a distanza domani, ma ho zero voglia, mi viene freddo brr brr.
Si vede che non so cosa scrivere?
Potrei fare così.
Bi.
Ba.
Bu.
Cic.
Ciac.
Sullo sfondo di queste mie cazzate si sente Di Pietro che parla ad Annozero, io ho un grosso abiocco post cena.
Bz bz bz.
Quando non so cosa scrivere non c'è nulla da fare. Potreste pensare "E allora non scrivere" eeee la fate facile voi. Io entro nel mio blog e vedo la data dell'ultimo post e mi prende malissimo.
Ieri sera abbiamo visto Chocolat. La mia pastiglia ha ripreso con i suoi disturbi perché oltre alle caldane, stavo attaccando a piangere dalla prima scena del film.
Via, vado a lavarmi, se no davvero poi non vado più.

Canzone del giorno, appunto: Hate Worldwide Slayer

05 novembre 2009

Che meraviglia!

Alè alè



mi viene da ridere, ma ci sarebbe da piangere...

5° giorno

Al quinto giorno sono perfettamente ambientata con la mia mooncup.
Con questo aggeggio ci si deve sicuramente alzare 10 minuti prima ogni mattina perché bisogna aggeggiare un po’ per levarla, lavarla e rimetterla. Poi a partire da ieri ho notato una cosa fastidiosa: quando si rimette, nel momento in cui la coppetta all’interno si apre e aderisce alle pareti, fa un effetto ventosa e ci si sente risucchiare l’interno. Dura mezzo secondo ma fa un po’ sobbalzare: se non altro così si è sicuri di averla inserita per bene. Dei due modi per piegarla prima dell’inserimento (vedere libretto di istruzioni o sito internet dedicato o video su youtube) io preferisco il secondo. Mi sembra più “aerodinamico” (io avrei scritto aereodinamico ma il correttore automatico di Word me lo ha bocciato, mi devo fidare? Boh..) e scivola meglio.
Sto pensando a come tenerla tra un ciclo e l’altro e Zion mi ha proposto di chiedere in farmacia un contenitore sterile. Non male come idea. Lo sterilizzo dopo il ciclo, lo risterilizzo poco prima del ciclo successivo, lo asciugo bene e lo metto in un contenitore per le urine, sterile.
No?
Per ora, comunque, promossa.
Ieri sera siamo andati a vedere Parnassus, l’ho trovato molto carino. A me i film onirici piacciono molto. Lo vorrei anch’io uno specchio così!

03 novembre 2009

Il 2° giorno (o il 3°?)

Il secondo giorno di mooncup è più rilassato del primo. Ammetto che bisogna avere parecchia confidenza col proprio corpo, non è decisamente indicato per donne pudiche che hanno pausa di sporcarsi le mani. Però lo trovo piuttosto comodo. Una volta presa l’abitudine non lo senti proprio, se non si hanno perdite a valanga si può tenere anche 8 ore o più.
Pro e contro ci sono, ovvio, se la giocano parecchio.
I contro sono dovuti ai cambi. Se ci si trova in giro non sempre è possibile dargli una sciacquata, bisogna munirsi di salviette o bottiglina d’acqua. Poi i primi giorni c’è un po’ di paranoia e la voglia di andare in bagno a controllare ogni due minuti e se non c’è la possibilità si finisce per entrare in una dimensione parallela in cui si cerca di intuire i movimenti dei fluidi all’interno del nostro corpo. Una dimensione allucinatoria.
Devo dire che, se inserito bene, è come non averlo. Non è ruvido come l’assorbente interno che quando viene tolto asciuga tutto l’asciugabile. Stamattina ho trovato la mia posizione ideale per inserirlo ed è scivolato senza problemi. Blup.
Se qualcuno si schifa all’idea posso assicurare che non è così schifoso come ci si può immaginare.
I pro sono altri. Innanzitutto non si deve più girare con mille pacchettini quadrati violacei che lasciano poco spazio all’immaginazione (non so se capita anche a voi: io ho una borsa incasinatissima e ogni volta che tiro fuori qualcosa spunta un assorbente), non ci sono cattivi odori, si può girare nude per casa senza fili che penzolano (assorbente interno), non c’è spazzatura perché se tenuto bene dura 10 anni.
Altri contro: tra un ciclo e l’altro va sterilizzato. I metodi sono: bollitura per 10 minuti in un pentolino apposito, oppure lavaggio in acqua e amuchina. Io posso anche sterilizzarlo appena finito il ciclo, solo che una volta riposto nel suo sacchettino di cotone non è giù più sterile. Come funziona la cosa? Lo sciacquo e via? Boh? In ogni caso non si può fare altrimenti, perché non siamo sempre a casa quando arrivano. E quando arrivano, arrivano.
A tirare le somme la bilancia pende a favore. E’ molto scomodo all’inizio, perché non si è abituate all’idea di una cosa “riutilizzabile” da inserire all’interno, ma forse a lungo andare ci si fa l’abitudine. Del resto l’uomo è fatto per adattarsi.

Canzone del giorno: Il Volo Zucchero

01 novembre 2009

Samhain e mooncup

da wikipedia:
Benché nel Calendario di Coligny, l'unica fonte archeologica che fa riferimento al computo del tempo presso i celti, l'unica festa chiaramente indicata sia Trinuxtion Samoni (Samonios), tradizionalmente si ritiene che dividessero l'anno in due parti: inverno (il cui inizio era segnato dalla festa di Samhain) ed estate (di cui l'inizio era segnato da Beltane). I Celti erano influenzati principalmente dai cicli lunari e delle stelle che segnavano lo scorrere dell'anno agricolo che iniziava con Samhain (in novembre), alla fine dei raccolti, quando il terreno veniva preparato per l'inverno.

La vigilia di Samhain (in irlandese Oidhche Shamhna) era la festività principali del calendario celtico, probabilmente celebrata il 31 ottobre, rappresentava l'ultimo raccolto. Oggi in Irlanda Oíche Shamhna indica la notte di Halloween. I falò hanno sempre avuto un ruolo importante in questa festa. Anche in epoca cristiana i villici erano usi lanciare nel fuoco le ossa del bestiame macellato (il bestiame aveva un ruolo prominente nel mondo gaelico pre-cristiano). Una volta che i falò erano stati accesi, tutti gli altri fuochi venivano spenti ed ogni famiglia prendeva solennemente il nuovo fuoco dal falò.

Come molte feste celtiche, veniva celebrata a più livelli: dal punto di vista materiale era il tempo della raccolta e dell'immagazzinamento del cibo per i lunghi mesi invernali. Essere soli in questa occasione significava esporre sé stessi ed il proprio spirito ai pericoli dei rigori invernali. Naturalmente, questo aspetto della festa ha perso in epoca moderna gran parte del suo significato, visto che oggi le carestie fortunatamente non costituiscono più un problema come presso le antiche società rurali.

Spiritualmente parlando, la festa era un momento di contemplazione. Per i Celti morire con onore, vivere nella memoria della tribù ed essere ricordati nella grande festa che si sarebbe svolta la vigilia di Samhain era una cosa molto importante (in Irlanda questa sarebbe stata Fleadh nan Mairbh ("Festa dei Morti"). Questo era il periodo più magico dell'anno: il giorno che non esisteva. Durante la notte il grande scudo di Skathach veniva abbassato, eliminando le barriere fra i mondi e permettendo alle forze del caos di invadere i reami dell'ordine ed al mondo dei morti di entrare in contatto con quello dei vivi. I morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita, e celebrazioni gioiose erano tenute in loro onore. Da questo punto di vista le tribù erano un tutt'uno col loro passato ed il loro futuro. Questo aspetto della festa non fu mai eliminato pienamente, nemmeno con l'avvento del Cristianesimo.

Infine, dal punto di vista dell'ordine cosmico, il sorgere delle Pleiadi, le stelle dell'inverno, segna la supremazia della notte sul giorno. In alcune parti della Bretagna occidentale, si usa cucinare le kornigou, torte a forma di corna di cervo, a simboleggiare il Dio cornuto che perde le corna prima di ritornare nel suo regno nell'Aldilà.
La festa in Italia [modifica]

Quando i Romani entrarono in contatto coi Celti, identificarono Samhain con la loro festa dei morti (Lemuria) che era però celebrata nei giorni 9, 11 e 13 maggio. Con la cristianizzazione venne istituita la festa di Ognissanti (1 novembre), mentre il 2 novembre si celebra il Giorno dei morti. Attualmente nei paesi di cultura anglosassone si celebra invece la festa di Halloween.


Non ci era mai capitato, ieri sera dei bimbi hanno bussato alla nostra porta chiedendo "dolcetto o scherzetto?". Noi avevamo, non per l'occasione, un sacchetto con dei cioccolatini che hanno gradito molto.

Io volevo truccarmi da una sorta di geisha morta, ma alla fine il risultato è stato molto bambolesco, mi mancavano le gotine rosse e potevano mettermi in una vetrina di un negozio per bambini.
Foto:





Comunque è stato molto divertente, anche se ero l'unica truccata. Siamo andati a sentire i Sovrappeso, mitica rock komic band (quest'anno hanno cercato di sfondare andando a "x factor" e diciamo che si sono fatti grasse risate ma non li hanno presi) a Pontedera.

Oggi, con un ritardo di 9 giorni, si sono presentate le "mie cose". Ieri ho comprato la mooncup. Prime impressioni: funziona, questo sì. E' scomodissima da mettere e da levare, bisogna fare un gran maneggio e la prima volta che l'ho tolta ho faticato parecchio e già mi immaginavo i titoli dei giornali locali "ragazza al pronto soccorso per coppetta incastrata in vagina".
Altra scomodità: sarebbe necessario pulirla bene ogni volta con un po' di sapone neutro, ma voi vi immaginate se uno va a fare due passi e sta via una giornata come la pulisce? Mi sono attrezzata oggi comprando l'amuchina, mi farò una bottiglietta con acqua e amuchina da usare per disinfettare. Altra scomodità, da' un po' fastidio: non è come l'assorbente interno che davvero non senti più dopo due minuti. Questo ha una presenza che un po' si fa sentire: forse è colpa del gambo, magari mi tocca tagliarlo un altro po'.
Per altre info devo aspettare un po', usarlo per diversi cicli e vedere se è davvero un rompimento o si può instaurare una sorta di nuova abitudine, per cui alla fine diventerebbe scomodo girare con gli assorbenti. Vedremo.

Canzone del giorno: Ho pulito il bagno Sovrappeso