C'è chi ha la stoffa del leader.
Ad esempio quelli che aprono lla pista a coloro che sono dietro, quando salgono sul bus. E' un continuo scendiscendi ma se questi riescono a fare un gradino per salire sul bus, gli altri dietro lo seguiranno e allora saranno quelli che scendono a dover aspettare.
E' anche il caso del capoclaque, sempre così in ombra. Eppure ho partecipato come pubblico a una trasmissione (di mediaset): Candid Angels, presentato dal trio De Grenet, Mertz, Lagerback. Se fare il pubblico a una trasmissione è una cosa noiosissima (soprattutto quando non è richiesta la tua attiva partecipazione) lo spasso vero è rappresentato da lui, il capoclaque. Perché si sappia nulla delle trasmissioni televisive registrate è reale. Prima di cominciare registrano gli applausi e fanno le inquadrature delle gente che applaude. 10 minuti e le mani quasi diventano viola a forza di applaudire. E poi le risate.
Ridere alla battute sgallinate delle conduttrici è impossibile. Non sanno recitare nemmeno le battute che altra gente scrive per loro. Così ci pensa il capoclaque. Dice Ridete. E se ridere non vi riesce dice qualche cazzata, prende per il culo le presentatrici e via così. La gente ride e loro riprendono e poi quando montano mettono un po' di applausi, un po' di risate, un po' di applausi, un po' di risate e via dicendo.
C'è un leader ancora più invisibile, il capoalzàta. Nella vita è un ansioso, teme i ritardi ed esce di casa sempre in anticipo e sempre prima. Si alza a orari improponibili perché vuole avere tempo di fare tutto con calma. Quando prende il bus e magari ha finalmente trovato un posto, si alza due fermate prima della sua per essere sicuro di riuscire a scendere.
Quello, signori, è il mio caso. Ansioso nella vita, leader sui mezzi.
Sui treni in particolare, si ha vergogna di alzarsi per primi. Aspettano tutti che qualcun altro lo faccia. Però se qualcuno si alza e fa il primo movimento per mettersi la giacca (quel tengo con le dita la manica della maglia e ruoto la spalla perché il braccio entri nella manica della giacca) si assiste a uno scenario incredibile. Quasi come nel nuoto sincronizzato anche gli altri si alzano e roteano la spalla, tirano giù borse, si arrotolano sciarpe al collo. Poi tutti in fila indiana si dirigono all'uscita e ogni tot qualcuno si aggiunge alla coda, da dietro, dal mezzo, un serpentone unico e tu non arrivi più all'uscita. E pensare che da brava ansiosa avevi cominciato a vestirti ben 20 minuti prima. Ma per la tua carrozza sei quasi un'eroina.
31 marzo 2008
28 marzo 2008
Occhio che
Ci sono dei giorni in cui il mio essere bambinaborderline si fa particolarmente sentire. E' che ho un lieve difetto, non riesco a tenermi dentro nulla. O meglio, la mia capacità di filtrare ciò che penso è inversamente proporzionale all'affetto che provo verso una persona. E' banale: più ci tengo a una persona e meno riesco a stare zitta.
Questo, va da sè, ha connotati anche abbastanza negativi. Ed è per quello che oggi sono un po' musona (ma il muso mi dona con questo rossetto ectra creamy marcato kiko).
Scherzi a parte, è quasi una settimana che ho un occhio gonfio, sembra che uno zanzarone gigante mi abbia punto sotto la palpebra inferiore dell'occhio, creandomi un gonfiore ma senza prurito. Per cui nessuno fa domande. Sembra che ho il muso perché ho sbattuto l'occhio contro lo spigolo della porta.
Questo, va da sè, ha connotati anche abbastanza negativi. Ed è per quello che oggi sono un po' musona (ma il muso mi dona con questo rossetto ectra creamy marcato kiko).
Scherzi a parte, è quasi una settimana che ho un occhio gonfio, sembra che uno zanzarone gigante mi abbia punto sotto la palpebra inferiore dell'occhio, creandomi un gonfiore ma senza prurito. Per cui nessuno fa domande. Sembra che ho il muso perché ho sbattuto l'occhio contro lo spigolo della porta.
27 marzo 2008
Ieri sera serata fimo, quanto ho mangiato.
Praticamente stanotte non riuscivo a dormire perché ero ancora in fase digestiva e quindi oggi sto dormendo in piedi. A chi mi chiede qualcosa rispondo sempre Uh?.
Oggi sono in fase scazzata più del solito: i miei colleghi hanno ricevuto la paga e io no, per fortuna domani io e Roccio dormiremo per la prima volta a casa nostra (davanti alla quale non possiamo parcheggiare ma almeno ci possiamo dormire dentro).
Mi ha chiamato un call center di Calenzano (FI). Full time su turni però pagano più di quanto prendo qui e in più mi danno i buoni pasto. Contratto di 6 mesi. Se impazzisco almeno ho il sederone parato. Poi mi cercherò altro.
Vorrei scrivere altro ma mi sto scompisciando ascoltando "Gli atroci": me li ha passati Roccio.
Canzone del giorno: Volevo un taglio semplice Gli Atroci
Praticamente stanotte non riuscivo a dormire perché ero ancora in fase digestiva e quindi oggi sto dormendo in piedi. A chi mi chiede qualcosa rispondo sempre Uh?.
Oggi sono in fase scazzata più del solito: i miei colleghi hanno ricevuto la paga e io no, per fortuna domani io e Roccio dormiremo per la prima volta a casa nostra (davanti alla quale non possiamo parcheggiare ma almeno ci possiamo dormire dentro).
Mi ha chiamato un call center di Calenzano (FI). Full time su turni però pagano più di quanto prendo qui e in più mi danno i buoni pasto. Contratto di 6 mesi. Se impazzisco almeno ho il sederone parato. Poi mi cercherò altro.
Vorrei scrivere altro ma mi sto scompisciando ascoltando "Gli atroci": me li ha passati Roccio.
Canzone del giorno: Volevo un taglio semplice Gli Atroci
26 marzo 2008
Questa è bella
Roccio stamattina ha avuto un po' di impegni. Il tecnico telecom doveva arrivare a casina nostra per allacciare la linea e l'appuntamento era alle 8.30. Peccato che alle 9.30 non era ancora arrivato nessuno. Così il nostro eroe decide di andare alla Firenze parcheggi. Per chi non abita in quelle zone sappiate che viverci è un dramma. I parcheggi sono a pagamento su quasi tutta Firenze e se vuoi parcheggiare senza pagare devi chiedere un permesso, ti danno un tagliandino e te puoi parcheggiare ma solo nella zona a te riservata. Che se una sera non trovi parcheggio e devi andare due isolati più in là paghi. O ti fanno la multa. E paghi comunque.
In ogni caso già la settimana scorsa entrambi abbiamo provato a chiamare per chiedere informazioni. Ma non c'è essere umano con cui comunicare: solo una voce registrata che prima di annunciarti il menù ti fa stare al telefono mezz'ora a spiegarti che se sei disabile devi fare così, se no devi fare colà, il numero per richiedere questo è quello, ecc ecc.
1 euro di telefonata e non se ne ricava nulla.
Quindi dicevo, alle 9.30 il nostro eroe va alla Firenze parcheggi (nel frattempo lo chiamano i tecnici telecom che "erano arrivati un po' in ritardo", peccato che si trovavano anche al numero civico sbagliato). Mentre con fatica parcheggia prestando attenzione al parcheggiatore abusivo perché non gli righi la macchina dato che non aveva pagato il pizzo, cerca con fatica l'entrata giusta. Come al solito gli uffici comunali (o delle società che lavorano per il comune) non hanno mai indicazioni chiare, giusto per creare ulteriori code solo nel cercare di capire dove si debba andare.
Quando finalmente trova lo sportello, prende il numero e tocca a lui, una commessa gli fa presente che se una persona è residente a Firenze ma in un altro posto, anche se ha domicilio presso la zona di cui sta richiedendo il tagliando, non è fattibile. Deve avere la residenza lì. Ma se una persona ha la residenza fuori dai comuni di Firenze o Prato va bene anche solo il domicilio. Così dico a Roccio "Vengo io a richiedere il permesso. Ho la residenza a Torino, più fuori di così!".
Peccato che ho scritto una mail e mi hanno risposto dicendo che posso richiedere questo benedetto tagliando solo se la macchina è intestata o a me o a un parente di primo grado. Altrimenti ciccia.
E dato che per legge noi poveri conviventi non siamo (e non saremo mai) neppure considerati famiglia, finchè Roccio non cambia residenza non possiamo parcheggiare davanti casa nostra.
Bello, no?
C'è almeno una bella notizia, oggi: il meeting delle piante carnivore si rifarà a Sesto Fiorentino, al liceo Agnoletti, dove Roccio ha studiato e (anche) grazie al quale ci siamo conosciuti.
Stasera riunione Fimo, vediamo che combiniamo!
In ogni caso già la settimana scorsa entrambi abbiamo provato a chiamare per chiedere informazioni. Ma non c'è essere umano con cui comunicare: solo una voce registrata che prima di annunciarti il menù ti fa stare al telefono mezz'ora a spiegarti che se sei disabile devi fare così, se no devi fare colà, il numero per richiedere questo è quello, ecc ecc.
1 euro di telefonata e non se ne ricava nulla.
Quindi dicevo, alle 9.30 il nostro eroe va alla Firenze parcheggi (nel frattempo lo chiamano i tecnici telecom che "erano arrivati un po' in ritardo", peccato che si trovavano anche al numero civico sbagliato). Mentre con fatica parcheggia prestando attenzione al parcheggiatore abusivo perché non gli righi la macchina dato che non aveva pagato il pizzo, cerca con fatica l'entrata giusta. Come al solito gli uffici comunali (o delle società che lavorano per il comune) non hanno mai indicazioni chiare, giusto per creare ulteriori code solo nel cercare di capire dove si debba andare.
Quando finalmente trova lo sportello, prende il numero e tocca a lui, una commessa gli fa presente che se una persona è residente a Firenze ma in un altro posto, anche se ha domicilio presso la zona di cui sta richiedendo il tagliando, non è fattibile. Deve avere la residenza lì. Ma se una persona ha la residenza fuori dai comuni di Firenze o Prato va bene anche solo il domicilio. Così dico a Roccio "Vengo io a richiedere il permesso. Ho la residenza a Torino, più fuori di così!".
Peccato che ho scritto una mail e mi hanno risposto dicendo che posso richiedere questo benedetto tagliando solo se la macchina è intestata o a me o a un parente di primo grado. Altrimenti ciccia.
E dato che per legge noi poveri conviventi non siamo (e non saremo mai) neppure considerati famiglia, finchè Roccio non cambia residenza non possiamo parcheggiare davanti casa nostra.
Bello, no?
C'è almeno una bella notizia, oggi: il meeting delle piante carnivore si rifarà a Sesto Fiorentino, al liceo Agnoletti, dove Roccio ha studiato e (anche) grazie al quale ci siamo conosciuti.
Stasera riunione Fimo, vediamo che combiniamo!
Sezione:
Argh,
disInformazione,
Firenze,
Piante Carnivore
25 marzo 2008
Comprare o non comprare?
E' una cosa da imparare
Sono preda dello shopping compulsivo di cosmetici. Cazzate, insomma.
Il problema è che sono partita con marche supereconomiche (l'anno scorso non avrei speso più di una decina d'euro per un articolo di makeup) fino ad arrivare a quelle un po' più importanti.
Sappiate che un ombretto (1,5 grammi di polvere colorata) MAC costa 15 euro. I pigmenti MAC costano 21 euro. Un blush NARS (pare che siano tanto bellini) costa 18,50 sterline.
Un buon rossetto marcato Benefit costa 13 sterline.
Ogni tanto però vado a comprare da kiko. Kiko è un'ottima marca italiana che costa molto poco. Un ombretto monocromo costa 2 euro. Un ombretto cotto 5,50 euro. Un mascara in offerta 3,50 euro. Idem un rossetto.
Ora sono in forse per un blush NARS e un illuminante. Sbavo dietro l'illuminante. Sbavo sbavo sbavo.
L'illuminante fa effetto vip americano. Avete presente quelle gotine tutte luminose con quell'effetto lucido ma non unto (come sarebbe invece per la pelle grassa)?
Esempio.




Quel luccichìo sulle guance, quell'effetto luminoso tanto cercato! Ma come ca**o si fa?
Eheh.
Il problema è che sono partita con marche supereconomiche (l'anno scorso non avrei speso più di una decina d'euro per un articolo di makeup) fino ad arrivare a quelle un po' più importanti.
Sappiate che un ombretto (1,5 grammi di polvere colorata) MAC costa 15 euro. I pigmenti MAC costano 21 euro. Un blush NARS (pare che siano tanto bellini) costa 18,50 sterline.
Un buon rossetto marcato Benefit costa 13 sterline.
Ogni tanto però vado a comprare da kiko. Kiko è un'ottima marca italiana che costa molto poco. Un ombretto monocromo costa 2 euro. Un ombretto cotto 5,50 euro. Un mascara in offerta 3,50 euro. Idem un rossetto.
Ora sono in forse per un blush NARS e un illuminante. Sbavo dietro l'illuminante. Sbavo sbavo sbavo.
L'illuminante fa effetto vip americano. Avete presente quelle gotine tutte luminose con quell'effetto lucido ma non unto (come sarebbe invece per la pelle grassa)?
Esempio.




Quel luccichìo sulle guance, quell'effetto luminoso tanto cercato! Ma come ca**o si fa?
Eheh.
Che notiziona!
Certe notizie dovrebbero darmele da seduta e sotto l'effetto di sedativi.
Insomma uno dei miei amici da sempre si sposa. La news è arrivata così: io e Roccio portavamo a spasso Poldino, quand'ecco che lui, G, mi invia un sms chiedendomi l'indirizzo di casa che mi deve spedire una cosa. Io e Roccio ci guardiamo e ci diciamo "Mettiamo l'indirizzo di Firenze così gli facciamo una sorpresa!". Che ne sapevo che doveva inviarmi un invito per le sue nozze?
Mi risponde "Mannaggia, ma sarete qui per il 10 maggio? Mi sposo!".
E noi che pensavamo di fargli una sopresa!
D'accordo, sono un po' sconvolta. E' che quando con le persone un po' ci cresci (ci siamo conosciuti quando io avevo 13-14 anni) non riesci mai a immaginare che diventeranno adulte e si sposeranno.
Reagisco sempre in maniera bizzarra quando qualcuno che conosco da tempo mi dice che sta facendo un passo importante. La verità è che nessuno dei miei amici di vecchia data finora aveva compiuto il grande passo.
I l'ultima volta che lo avevo sentito era ancora sul prendilascia con una ragazza. M ed S che stavano insieme da 10 anni si sono lasciati questa estate.
Sono felice per G e C, sono una coppia solida e stabile, già convivevano da un paio d'anni e ora fanno questo grande passo.
Io e Roccio ci siamo rilassati questa pasqua e pasquetta. Dovevamo organizzare qualcosa con MinchiettaUno ma alla fine non abbiamo organizzato nulla. Così domenica abbiamo passeggiato in centro e lunedì idem. Intanto sogniamo delle cosine che vogliamo mettere a casa, ikea e non, di quali cose portare giù ora e quali dopo.
Venerdì mi è preso un attimo di follia e ho deciso di andare da Jean Louis David. La scelta era tra questo e un parrucchiere che si chiama Il bello delle donne, entrambi in due centri commerciali. Ho scelto Jean Louis un po' perché ho chiesto consiglio a Roccio (che ormai pazientemente sta imparando un sacco di cose. Per esempio oggi ho scoperto che ha imparato cos'è un correttore..) e un po' perché l'ultima volta che sono andata a Il bello delle donne a una delle ragazze è cascato lo specchio rotondo gigante di 5 quintali che si è quasi frantumato sul mio labbro superiore. Temendo per la mia incolumità e a discapito del portafogli ancora mezzo vuoto (ancora niente soldi dal pianeta lavoro) vado da Jean Louis. Ma perché un parrucchiere? Semplice. L'ultima tinta in casa mi aveva lasciata a chiazze, così volevo proprio evitare una triste replica. E poi volevo tagliarmi la frangia a metà fronte. E i capelli li volevo di un bel neroblù.
E poi mi rilassa, e dato che non vado mai dall'estetista nemmeno a farmi la ceretta (lametta e silk epìl rulez) ne ho approfittato.
Ma come al solito mi sono dovuta ricredere.
Se vai da un parrucchello e chiedi una cosa impossibile lui te la fa quasi perfetta: ma a nessuno di loro ruiscirà fare una cosa semplicissima come la mia richiesta.
Così sono uscita da Jean Louis con 51 euro in meno (e c'è chi dice che ho speso poco.. mha, per tinta e taglio solo della frangia mi sembra eccessivo), i capelli neri e non neroblù, per giunta a chiazze (ironia della sorte era il motivo principale per cui non li avevo tinti a casa) e la frangia storta!
Voglio un Lucano, cazzo!
Insomma uno dei miei amici da sempre si sposa. La news è arrivata così: io e Roccio portavamo a spasso Poldino, quand'ecco che lui, G, mi invia un sms chiedendomi l'indirizzo di casa che mi deve spedire una cosa. Io e Roccio ci guardiamo e ci diciamo "Mettiamo l'indirizzo di Firenze così gli facciamo una sorpresa!". Che ne sapevo che doveva inviarmi un invito per le sue nozze?
Mi risponde "Mannaggia, ma sarete qui per il 10 maggio? Mi sposo!".
E noi che pensavamo di fargli una sopresa!
D'accordo, sono un po' sconvolta. E' che quando con le persone un po' ci cresci (ci siamo conosciuti quando io avevo 13-14 anni) non riesci mai a immaginare che diventeranno adulte e si sposeranno.
Reagisco sempre in maniera bizzarra quando qualcuno che conosco da tempo mi dice che sta facendo un passo importante. La verità è che nessuno dei miei amici di vecchia data finora aveva compiuto il grande passo.
I l'ultima volta che lo avevo sentito era ancora sul prendilascia con una ragazza. M ed S che stavano insieme da 10 anni si sono lasciati questa estate.
Sono felice per G e C, sono una coppia solida e stabile, già convivevano da un paio d'anni e ora fanno questo grande passo.
Io e Roccio ci siamo rilassati questa pasqua e pasquetta. Dovevamo organizzare qualcosa con MinchiettaUno ma alla fine non abbiamo organizzato nulla. Così domenica abbiamo passeggiato in centro e lunedì idem. Intanto sogniamo delle cosine che vogliamo mettere a casa, ikea e non, di quali cose portare giù ora e quali dopo.
Venerdì mi è preso un attimo di follia e ho deciso di andare da Jean Louis David. La scelta era tra questo e un parrucchiere che si chiama Il bello delle donne, entrambi in due centri commerciali. Ho scelto Jean Louis un po' perché ho chiesto consiglio a Roccio (che ormai pazientemente sta imparando un sacco di cose. Per esempio oggi ho scoperto che ha imparato cos'è un correttore..) e un po' perché l'ultima volta che sono andata a Il bello delle donne a una delle ragazze è cascato lo specchio rotondo gigante di 5 quintali che si è quasi frantumato sul mio labbro superiore. Temendo per la mia incolumità e a discapito del portafogli ancora mezzo vuoto (ancora niente soldi dal pianeta lavoro) vado da Jean Louis. Ma perché un parrucchiere? Semplice. L'ultima tinta in casa mi aveva lasciata a chiazze, così volevo proprio evitare una triste replica. E poi volevo tagliarmi la frangia a metà fronte. E i capelli li volevo di un bel neroblù.
E poi mi rilassa, e dato che non vado mai dall'estetista nemmeno a farmi la ceretta (lametta e silk epìl rulez) ne ho approfittato.
Ma come al solito mi sono dovuta ricredere.
Se vai da un parrucchello e chiedi una cosa impossibile lui te la fa quasi perfetta: ma a nessuno di loro ruiscirà fare una cosa semplicissima come la mia richiesta.
Così sono uscita da Jean Louis con 51 euro in meno (e c'è chi dice che ho speso poco.. mha, per tinta e taglio solo della frangia mi sembra eccessivo), i capelli neri e non neroblù, per giunta a chiazze (ironia della sorte era il motivo principale per cui non li avevo tinti a casa) e la frangia storta!
Voglio un Lucano, cazzo!
21 marzo 2008
SuperMeme!
1. HAI 5 € E VUOI COMPRARE DEGLI SNACKS AD UN AUTOGRILL. COSA COMPRI?
5 pacchetti di patatine! Ma mi basteranno?
2. SE POTESSI REINCARNARTI IN UNA CREATURA MARINA COSA SARESTI?
un polipone
3. CHI E' LA ROSSA CHE PREFERISCI?
Ero io (prima di tingermi i capelli di nuovo!)
4. COSA ORDINI AL FAST FOOD?
Doppio cheeseburger pieno di insalata, salse e spezie. Sbav..
5. L'ULTIMO LIBRO LETTO?
Sto leggendo Un lavoro sporco di un tale..
6. DESCRIVI LE TUE MUTANDE PREFERITE
Sono marrone cacca con il pizzo beige ai lati. Fanno davvero schifo ma che ci posso fare? Mi ci sono affezionata.
7. DESCRIVI L'ULTIMA VOLTA CHE TI SEI FERITO
Mi hanno levato un neo. Dato che sono stata io a chiederlo è come se mi fossi ferita io, no?
8. TRA TUTTI I TUOI AMICI CON CHI VORRESTI ESSERE GETTATO IN UN POZZO?
Devo proprio?
9. CONCERTO ROCK O SINFONIA?
Rock!
10. COS'HAI COME WALLPAPER SUL TUO CELLULARE?
Roccio avvolto da un peluche a forma di drago marchiato Ikea.
11. BEVANDA GASATA PREFERITA?
Non ne bevo. Ah ma anche alcoliche? Allora Birra.
12. CHE TIPO DI MAGLIA STAI INDOSSANDO?
Un maglioncino a righe orizzontali rosse e nere.
13. SE POTESSI USARE UN SOLO MEZZO DI TRASPORTO PER TUTTA LA VITA QUALE SAREBBE?
elicottero!
14. IL FILM PIU' RECENTE CHE HAI VISTO AL CINEMA?
La valle di Elah
15. GLI ATTORI/ATTRICI PER CUI HAI AVUTO UNA COTTA?
Nicole Kidman (è troppo bella, fosse uomo non sarebbe così bella!)
16. LA TUA TORTA PREFERITA?
la pastiera napoletana (in particolare quella che fanno alla pizzeria funiculì di sesto fiorentino è nu' babbà)
17. COSA HAI MANGIATO PER CENA IERI?
Penne alla puttanesca, patatine fritte fritte, salame e crackers.
18. COSA VEDI ALLA TUA SINISTRA?
Il mio collega che passeggia, una serie di scatole contenenti portatili, due monitor rivolti verso di me, una scrivania..
19. TI SLEGHI LE SCARPE PER TOGLIERLE?
No, Solo le scarpe alte
20. IL TUO GIOCATTOLO PREFERITO DA BAMBINO?
Macchinine, robot tranformers
21. TI COMPRI DA SOLO DA MANGIARE?
per ora ci pensa mammà, vivo con lei
22. PENSI CHE LA GENTE PARLI ALLE TUE SPALLE?
aivoja, cerco di immaginarmi ogni cosa che dicono. penso che tutti sparlino nel bene o nel male di tutti, lo faccio anch'io.
23. L'ULTIMA VOLTA CHE HAI INGHIOTTITO UN BOCCONE AMARO?
qualche anno fa. sono stata pesantemente offesa e ferita, umiliata dalla persona di cui più mi fidavo.
24. IL TUO FRUTTO PREFERITO?
Banana
25. HAI UNA TUA FOTO MENTRE FAI LA RUOTA?
Non ci ho mai nemmeno provato. Ricordo che le mie amichette lo facevano ma io sapevo solo fare capriole..
26. HAI UN RAGAZZO/A?
Ho un uomo!
27. HAI MAI MANGIATO LA NEVE?
Certo! E' una cosa che tutti i bambini dovrebbero fare
28. DI CHE COLORE SONO LE TUE LENZUOLA?
eheh rosa (che vergogna.. fanno parte del corredo che mi ha regalato la mia nonna!)
29. IL FIORE PREFERITO DI TUA MAMMA?
margherite
30. HAI MAI STUDIATO BALLETTO?
No, sono scoordinata da morire
31. ASCOLTI MUSICA CLASSICA?
Qualche volta, se mi capita. quasi mai di proposito
32. GUARDI SPONGEBOB?
No!
33. L'ULTIMA COSA CHE HAI MANGIATO?
latte e biscotti stamattina, ma era molto presto e poteva essere vov e patatine.
34. LA GENTE TI CONSIDERA INTELLIGENTE?
A volte penso che mi sopravvaluti un po'.
35. CHE ORE SONO?
12.20
36. HAI MESSENGER ACCESO?
Ho skype acceso e la chat di gmail da firefox
37. HAI MAI PROVATO AD INCOLLARTI LE DITA INSIEME?
Involontariamente aivoja..
38. CHE PAROLACCIA USI DI PIU'?
cazzo
39. A CHE ORA E' PUNTATA LA TUA SVEGLIA?
uff, a me piace dormire al mattino. però se dormo non so che sto dormendo. quindi mi alzo alle 6 ma metto la sveglia alle 5.30 così posso spegnerla e dire che bello, posso ancora dormire... lo so, sono da ricovero...
40. CHE CD HAI NEL LETTORE?
di tutto, dai rammstein agli 883
41. DI QUALE FILM CONOSCI LE BATTUTE A MEMORIA?
Tutte le manie di Bob. geniale!
42. LA TUA INSALATA PREFERITA?
con pomodorini, mais e tonno. ma anche solo pomodori e cipolla cruda.. mmm
43. USCIRESTI CON QUALCUNO COPERTO DI TATUAGGI?
e quindi?
44. QUANTI ANNI FARAI IL TUO PROSSIMO COMPLEANNO
27. Si avvicinano pericolosamente i 30 (e io mi allontano più velocemente che posso!)
45. L'ULTIMA VOLTA CHE HAI AVUTO FARFALLE NELLO STOMACO?
Stamattina.
46. IN QUALE MODO LA GENTE SPESSO STORPIA IL TUO NOME?
Clara, Chiara
47. SE DOVESSI DIVENTARE FAMOSO CAMBIERESTI IL TUO COGNOME?
Macchè!
5 pacchetti di patatine! Ma mi basteranno?
2. SE POTESSI REINCARNARTI IN UNA CREATURA MARINA COSA SARESTI?
un polipone
3. CHI E' LA ROSSA CHE PREFERISCI?
Ero io (prima di tingermi i capelli di nuovo!)
4. COSA ORDINI AL FAST FOOD?
Doppio cheeseburger pieno di insalata, salse e spezie. Sbav..
5. L'ULTIMO LIBRO LETTO?
Sto leggendo Un lavoro sporco di un tale..
6. DESCRIVI LE TUE MUTANDE PREFERITE
Sono marrone cacca con il pizzo beige ai lati. Fanno davvero schifo ma che ci posso fare? Mi ci sono affezionata.
7. DESCRIVI L'ULTIMA VOLTA CHE TI SEI FERITO
Mi hanno levato un neo. Dato che sono stata io a chiederlo è come se mi fossi ferita io, no?
8. TRA TUTTI I TUOI AMICI CON CHI VORRESTI ESSERE GETTATO IN UN POZZO?
Devo proprio?
9. CONCERTO ROCK O SINFONIA?
Rock!
10. COS'HAI COME WALLPAPER SUL TUO CELLULARE?
Roccio avvolto da un peluche a forma di drago marchiato Ikea.
11. BEVANDA GASATA PREFERITA?
Non ne bevo. Ah ma anche alcoliche? Allora Birra.
12. CHE TIPO DI MAGLIA STAI INDOSSANDO?
Un maglioncino a righe orizzontali rosse e nere.
13. SE POTESSI USARE UN SOLO MEZZO DI TRASPORTO PER TUTTA LA VITA QUALE SAREBBE?
elicottero!
14. IL FILM PIU' RECENTE CHE HAI VISTO AL CINEMA?
La valle di Elah
15. GLI ATTORI/ATTRICI PER CUI HAI AVUTO UNA COTTA?
Nicole Kidman (è troppo bella, fosse uomo non sarebbe così bella!)
16. LA TUA TORTA PREFERITA?
la pastiera napoletana (in particolare quella che fanno alla pizzeria funiculì di sesto fiorentino è nu' babbà)
17. COSA HAI MANGIATO PER CENA IERI?
Penne alla puttanesca, patatine fritte fritte, salame e crackers.
18. COSA VEDI ALLA TUA SINISTRA?
Il mio collega che passeggia, una serie di scatole contenenti portatili, due monitor rivolti verso di me, una scrivania..
19. TI SLEGHI LE SCARPE PER TOGLIERLE?
No, Solo le scarpe alte
20. IL TUO GIOCATTOLO PREFERITO DA BAMBINO?
Macchinine, robot tranformers
21. TI COMPRI DA SOLO DA MANGIARE?
per ora ci pensa mammà, vivo con lei
22. PENSI CHE LA GENTE PARLI ALLE TUE SPALLE?
aivoja, cerco di immaginarmi ogni cosa che dicono. penso che tutti sparlino nel bene o nel male di tutti, lo faccio anch'io.
23. L'ULTIMA VOLTA CHE HAI INGHIOTTITO UN BOCCONE AMARO?
qualche anno fa. sono stata pesantemente offesa e ferita, umiliata dalla persona di cui più mi fidavo.
24. IL TUO FRUTTO PREFERITO?
Banana
25. HAI UNA TUA FOTO MENTRE FAI LA RUOTA?
Non ci ho mai nemmeno provato. Ricordo che le mie amichette lo facevano ma io sapevo solo fare capriole..
26. HAI UN RAGAZZO/A?
Ho un uomo!
27. HAI MAI MANGIATO LA NEVE?
Certo! E' una cosa che tutti i bambini dovrebbero fare
28. DI CHE COLORE SONO LE TUE LENZUOLA?
eheh rosa (che vergogna.. fanno parte del corredo che mi ha regalato la mia nonna!)
29. IL FIORE PREFERITO DI TUA MAMMA?
margherite
30. HAI MAI STUDIATO BALLETTO?
No, sono scoordinata da morire
31. ASCOLTI MUSICA CLASSICA?
Qualche volta, se mi capita. quasi mai di proposito
32. GUARDI SPONGEBOB?
No!
33. L'ULTIMA COSA CHE HAI MANGIATO?
latte e biscotti stamattina, ma era molto presto e poteva essere vov e patatine.
34. LA GENTE TI CONSIDERA INTELLIGENTE?
A volte penso che mi sopravvaluti un po'.
35. CHE ORE SONO?
12.20
36. HAI MESSENGER ACCESO?
Ho skype acceso e la chat di gmail da firefox
37. HAI MAI PROVATO AD INCOLLARTI LE DITA INSIEME?
Involontariamente aivoja..
38. CHE PAROLACCIA USI DI PIU'?
cazzo
39. A CHE ORA E' PUNTATA LA TUA SVEGLIA?
uff, a me piace dormire al mattino. però se dormo non so che sto dormendo. quindi mi alzo alle 6 ma metto la sveglia alle 5.30 così posso spegnerla e dire che bello, posso ancora dormire... lo so, sono da ricovero...
40. CHE CD HAI NEL LETTORE?
di tutto, dai rammstein agli 883
41. DI QUALE FILM CONOSCI LE BATTUTE A MEMORIA?
Tutte le manie di Bob. geniale!
42. LA TUA INSALATA PREFERITA?
con pomodorini, mais e tonno. ma anche solo pomodori e cipolla cruda.. mmm
43. USCIRESTI CON QUALCUNO COPERTO DI TATUAGGI?
e quindi?
44. QUANTI ANNI FARAI IL TUO PROSSIMO COMPLEANNO
27. Si avvicinano pericolosamente i 30 (e io mi allontano più velocemente che posso!)
45. L'ULTIMA VOLTA CHE HAI AVUTO FARFALLE NELLO STOMACO?
Stamattina.
46. IN QUALE MODO LA GENTE SPESSO STORPIA IL TUO NOME?
Clara, Chiara
47. SE DOVESSI DIVENTARE FAMOSO CAMBIERESTI IL TUO COGNOME?
Macchè!
19 marzo 2008
Boicotta Majestic Audiola
Va bhe com'è ovvio abbiamo fatto pace io e mia mamma. Lei ha optato per prendere un altro portatile.
Ma questi sono altri discorsi.
Oggi sono truccata molto dark e non ho voglia di fare nulla nulla. Ma proprio nulla.
Stamattina ho installato un portatile, la rete non va. Mi chiede il mio capo di chiamare la ditta di Milano ma non l'ho ancora fatto. Arriva dopo un po' a chiedermi se ho avuto news e dico che non ho ancora chiamato.
Mi chiede se ho fatto i test su quel programma ma stavo facendo altro. Oggi faccio proprio fatica a muovermi, a pensare, anche a scrivere. Persino a leggere.
Oggi non vedo l'ora di scendere.
Novità: ho litigato con l'assistenza Majestic/Audiola. Vi prego boicottate queste marche.
Vi faccio un esempio di marca con un'assistenza favolosa. SBS.
Quando il gancetto in plastica dell'auricolare bluetooth mi si era rotto, loro me lo hanno rispedito senza problemi e gratis.
La settimana scorsa lo stesso auricolare è morto. Non si accende più.
Scrivo all'assistenza, corto circuito, mi dicono loro. Mi chiedono di andare con lo scontrino dal rivenditore e se ci sono problemi, di spedire a loro una copia dello scontrino e l'auricolare che ci pensano loro.
Cerco come una matta ma non trovo più lo scontrino, così avviso l'assistenza che la fava sottoscritta non ha più lo scontrino, eccomesifa?
Mi rispondono Sperando di farle cosa gradita ci invii lo stesso l'auricolare seguendo le modalità sotto indicate. Cosa puoi pensare di un'azienda del genere? Ma io compro tutto SBS.
Se cominciano a vendere anche mobili compro i loro!
Assistenza Majestic:
Vado all'Auchan munita di scontrino e apparecchio rotto (in questione, un lettore divx portatile con tanto di schermo che a metà film si blocca). L'Auchan mi dice che se c'è l'assistenza a Torino devo portarlo direttamente io in assistenza. Culo vuole che l'assistenza sia qui vicino.
Ieri porto il lettore e un commessillo mi dice che senza certificato di garanzia non si può fare. Comincio a incazzarmi. Certo che si può: a livello legale basta lo scontrino (mi ero informata apposta perché di questo apparecchio ho invece perso il tagliando di garanzia).
Mi dicono di chiamare l'indomani mattina (cioè oggi) il numero verde Majestic e chiedere a loro, se mi dicono sì (ma come?!?) di dire loro di richiamare il negozio di Torino per procedere con la riparazione. Chiamo, armata di bella incazzatura del giorno precedente. L'operatore quasi mi ride in faccia perché senza cedolino di garanzia non possiamo fare nulla. Ribadisco che legalmente, per la garanzia, vale solo lo scontrino. Lui ride (ride il bastardo) e dice che possono chiudere un occhio. Chiudere un occhio? Ma io ti denuncio (se solo fossi ricca, se solo avessi i soldi, se solo mi pagassero al lavoro!). Insomma alla fine dice che va bene, però con tutta quell'aria spocchiosa che me la immagino la sua faccia da fighetto ben pettinato che se mi passi davanti ti faccio crescere i capelli in dentro fino a occupare quello spazio vuoto nel cranio dove negli altri è presente un formoso cervello.
Gli dico di chiamare l'assistenza di Torino per dargli l'ok. Ride (ride ancora! Non dovrebbe farlo se ha intenzione di tenersi cari cari i suoi denti originali) e risponde che facendo così la procedura si allunga. Non mi interessa, dico io, ho già perso troppo tempo e questa è la procedura che mi hanno indicato in negozio.
Ma la legge, cazzo, che ci sta a fare se poi ognuno fa come minchia gli pare?
Canzone del giorno: quella che fa lallall lalallalalla lallalllala lallala carry me on lallalllalla sentita alla radio
Ma questi sono altri discorsi.
Oggi sono truccata molto dark e non ho voglia di fare nulla nulla. Ma proprio nulla.
Stamattina ho installato un portatile, la rete non va. Mi chiede il mio capo di chiamare la ditta di Milano ma non l'ho ancora fatto. Arriva dopo un po' a chiedermi se ho avuto news e dico che non ho ancora chiamato.
Mi chiede se ho fatto i test su quel programma ma stavo facendo altro. Oggi faccio proprio fatica a muovermi, a pensare, anche a scrivere. Persino a leggere.
Oggi non vedo l'ora di scendere.
Novità: ho litigato con l'assistenza Majestic/Audiola. Vi prego boicottate queste marche.
Vi faccio un esempio di marca con un'assistenza favolosa. SBS.
Quando il gancetto in plastica dell'auricolare bluetooth mi si era rotto, loro me lo hanno rispedito senza problemi e gratis.
La settimana scorsa lo stesso auricolare è morto. Non si accende più.
Scrivo all'assistenza, corto circuito, mi dicono loro. Mi chiedono di andare con lo scontrino dal rivenditore e se ci sono problemi, di spedire a loro una copia dello scontrino e l'auricolare che ci pensano loro.
Cerco come una matta ma non trovo più lo scontrino, così avviso l'assistenza che la fava sottoscritta non ha più lo scontrino, eccomesifa?
Mi rispondono Sperando di farle cosa gradita ci invii lo stesso l'auricolare seguendo le modalità sotto indicate. Cosa puoi pensare di un'azienda del genere? Ma io compro tutto SBS.
Se cominciano a vendere anche mobili compro i loro!
Assistenza Majestic:
Vado all'Auchan munita di scontrino e apparecchio rotto (in questione, un lettore divx portatile con tanto di schermo che a metà film si blocca). L'Auchan mi dice che se c'è l'assistenza a Torino devo portarlo direttamente io in assistenza. Culo vuole che l'assistenza sia qui vicino.
Ieri porto il lettore e un commessillo mi dice che senza certificato di garanzia non si può fare. Comincio a incazzarmi. Certo che si può: a livello legale basta lo scontrino (mi ero informata apposta perché di questo apparecchio ho invece perso il tagliando di garanzia).
Mi dicono di chiamare l'indomani mattina (cioè oggi) il numero verde Majestic e chiedere a loro, se mi dicono sì (ma come?!?) di dire loro di richiamare il negozio di Torino per procedere con la riparazione. Chiamo, armata di bella incazzatura del giorno precedente. L'operatore quasi mi ride in faccia perché senza cedolino di garanzia non possiamo fare nulla. Ribadisco che legalmente, per la garanzia, vale solo lo scontrino. Lui ride (ride il bastardo) e dice che possono chiudere un occhio. Chiudere un occhio? Ma io ti denuncio (se solo fossi ricca, se solo avessi i soldi, se solo mi pagassero al lavoro!). Insomma alla fine dice che va bene, però con tutta quell'aria spocchiosa che me la immagino la sua faccia da fighetto ben pettinato che se mi passi davanti ti faccio crescere i capelli in dentro fino a occupare quello spazio vuoto nel cranio dove negli altri è presente un formoso cervello.
Gli dico di chiamare l'assistenza di Torino per dargli l'ok. Ride (ride ancora! Non dovrebbe farlo se ha intenzione di tenersi cari cari i suoi denti originali) e risponde che facendo così la procedura si allunga. Non mi interessa, dico io, ho già perso troppo tempo e questa è la procedura che mi hanno indicato in negozio.
Ma la legge, cazzo, che ci sta a fare se poi ognuno fa come minchia gli pare?
Canzone del giorno: quella che fa lallall lalallalalla lallalllala lallala carry me on lallalllalla sentita alla radio
18 marzo 2008
Che palle che palle che palle.
Possibile che mia mamma non si renda conto? Vado a vivere a più di 400 km da casa e vorrei insegnarle a usare il pc per videochiamarci gratis.
Ma perché non si sforza nemmeno un attimino per imparare qualcosa di nuovo per sua figlia? Ecchecazzo. Non ci prova nemmeno: ha deciso che è no, ed è no.
No perché dovrei richiedere il portatile a mia sorella, portatile che le avevo dato qualche mese fa e nonostante io sia sicura che lei non usi, non si chiedono indietro i regali.
No perché tanto ci sono i telefonini per videochiamarsi (ma forse non sa che quelli costano)
No. Punto.
Possibile che mia mamma non si renda conto? Vado a vivere a più di 400 km da casa e vorrei insegnarle a usare il pc per videochiamarci gratis.
Ma perché non si sforza nemmeno un attimino per imparare qualcosa di nuovo per sua figlia? Ecchecazzo. Non ci prova nemmeno: ha deciso che è no, ed è no.
No perché dovrei richiedere il portatile a mia sorella, portatile che le avevo dato qualche mese fa e nonostante io sia sicura che lei non usi, non si chiedono indietro i regali.
No perché tanto ci sono i telefonini per videochiamarsi (ma forse non sa che quelli costano)
No. Punto.
Di liste da aggiornare
Finalmente ce la faccio a scrivere qualcosa.
In questi giorni ho avuto tanto da fare, anche in pausa. Sto cercando di risolvere ogni cosa prima di partire e lo voglio fare in meno tempo possibile. Ieri mi sono informata per l'asl, per le mie visite specialistiche che voglio continuare a fare qui. Ho spedito un auricolare bluetooth che non funziona più all'SBS (ho perso lo scontrino ma me lo riparano ugualmente, gentilissimi). Quindi sono andata in posta a fare mezz'ora di coda per spedire una bustina.
Poi dovevo inviare un fax per il subentro del contratto telecom, che ora sarà intestato alla mia mamma (per poi disdire e fare adsl+voce con tiscali, questo perché voglio che mia mamma impari a usare skype per videochiamarci e non voglio che paghi più il canone).
Altra cosa da fare, attivare l'internet banking sul suo conto. Se ha bisogno di qualche movimento particolare è possibile farla accedere da web (se con calma ci si mette a imparare).
Insomma un po' di roba.
Domenica sono uscita con RagnoB, era parecchio indietro sulle news. Non sapeva del basso, della rimozione del neo (2 grammi in meno, poco male, li ho ripresi tutti con gli interessi del 10000%). Poi mi ha chiesto della casa, è contenta per me anche se le spiace che vado via. Credo che alcuni rapporti possano rinforzarsi quando uno va via.
Noi ad esempio ci conosciamo dalla prima elementare. In quarta elementare, per motivi familiari, la sua famiglia si sposta in Sicilia. Quindi anche lei.
Da quella quarta elementare fino al 2000 circa ci siamo sentite solo per lettera. Ci si scriveva un sacco e a rileggerle adesso chissà che vita, che diari, che storie.
Poi pensando all'università ha deciso di tornare a Torino, città di cui era rimasta innamorata. Ma tornando ha capito che poi non era sto granché, che un po' le mancava Palermo, città dove ha studiato.
Eppure lei è una che si adatta ovunque e non si è fatta problemi. Ha riallacciato i contatti con me e un'altra compagna di classe con cui credo però non si senta più.
Piano piano e con mille cose che fa ha creato una rete fitta di conoscenze, e ora fa mille cose.
Ora chissà che succede, ritorneremo a scriverci molto probabilmente!
La cosa non mi dispiace, le lettere cartacee mi piacciono molto (ricevo ancora qualche lettera e devo dire che fa piacere selezionarle dallo spam quotidiano della mia buca delle lettere).
Oltre a cancellare voci da una lista rimasta troppo tempo in sospeso mando anche un sacco di email. Ogni giorno mi viene in mente qualcuno che vorrei avvisare della mia partenza. E scrivo.
Ho avvisato addirittura un mio professore delle superiori, abbiamo mantenuto un ottimo rapporto e ogni tanto ci sentiamo via mail. L'ho visto l'ultima volta poco prima di conoscere Roccio, ero andata a trovarlo nella struttura dove ora lavora.
Ha scritto una cosa molto bella e cioè che mi ha sempre stimato e continua a farlo.
Questo attaccamento infantile e quasi paterno verso il professore mi ha ricordato di quanto mi piacerebbe avere mio padre vivo oggi perché veda quanto sono felice. E per riappacificarmi un po' con lui.
Ma questa è un'altra storia.
Ieri Roccio è andato a casa nostra a incollare i nostri nomi sul campanello. Manca davvero poco.
P.s. abbiamo comprato l'ultimo libro di Remo Bassini. Forse nessuno se lo ricorda ma tempo fa mi aveva offerto un lavoro di grafica nella sua piccola testata giornalistica locale. Però sarei dovuta recarmi ogni giorno a Vercelli ed era davvero lunghissima, peccato. Era un lavoro che mi piaceva. Scopro così che sto comprando solo libri sulla morte. Sto leggendo un libro che si intitola Un lavoro sporco. Abbiamo comprato questo di Remo Bassini intitolato La donna che parlava con i morti e poi un libro intitolato Le intermittenze della morte. Vanno ad aggiungersi alla mia bellissima Antropologia della morte, testo infinito che ogni tanto apro senza mai davvero leggerlo.
Sapevo di essere un po' macabra ma così è troppo.
Canzone del giorno: Beautiful Stranger Madonna
In questi giorni ho avuto tanto da fare, anche in pausa. Sto cercando di risolvere ogni cosa prima di partire e lo voglio fare in meno tempo possibile. Ieri mi sono informata per l'asl, per le mie visite specialistiche che voglio continuare a fare qui. Ho spedito un auricolare bluetooth che non funziona più all'SBS (ho perso lo scontrino ma me lo riparano ugualmente, gentilissimi). Quindi sono andata in posta a fare mezz'ora di coda per spedire una bustina.
Poi dovevo inviare un fax per il subentro del contratto telecom, che ora sarà intestato alla mia mamma (per poi disdire e fare adsl+voce con tiscali, questo perché voglio che mia mamma impari a usare skype per videochiamarci e non voglio che paghi più il canone).
Altra cosa da fare, attivare l'internet banking sul suo conto. Se ha bisogno di qualche movimento particolare è possibile farla accedere da web (se con calma ci si mette a imparare).
Insomma un po' di roba.
Domenica sono uscita con RagnoB, era parecchio indietro sulle news. Non sapeva del basso, della rimozione del neo (2 grammi in meno, poco male, li ho ripresi tutti con gli interessi del 10000%). Poi mi ha chiesto della casa, è contenta per me anche se le spiace che vado via. Credo che alcuni rapporti possano rinforzarsi quando uno va via.
Noi ad esempio ci conosciamo dalla prima elementare. In quarta elementare, per motivi familiari, la sua famiglia si sposta in Sicilia. Quindi anche lei.
Da quella quarta elementare fino al 2000 circa ci siamo sentite solo per lettera. Ci si scriveva un sacco e a rileggerle adesso chissà che vita, che diari, che storie.
Poi pensando all'università ha deciso di tornare a Torino, città di cui era rimasta innamorata. Ma tornando ha capito che poi non era sto granché, che un po' le mancava Palermo, città dove ha studiato.
Eppure lei è una che si adatta ovunque e non si è fatta problemi. Ha riallacciato i contatti con me e un'altra compagna di classe con cui credo però non si senta più.
Piano piano e con mille cose che fa ha creato una rete fitta di conoscenze, e ora fa mille cose.
Ora chissà che succede, ritorneremo a scriverci molto probabilmente!
La cosa non mi dispiace, le lettere cartacee mi piacciono molto (ricevo ancora qualche lettera e devo dire che fa piacere selezionarle dallo spam quotidiano della mia buca delle lettere).
Oltre a cancellare voci da una lista rimasta troppo tempo in sospeso mando anche un sacco di email. Ogni giorno mi viene in mente qualcuno che vorrei avvisare della mia partenza. E scrivo.
Ho avvisato addirittura un mio professore delle superiori, abbiamo mantenuto un ottimo rapporto e ogni tanto ci sentiamo via mail. L'ho visto l'ultima volta poco prima di conoscere Roccio, ero andata a trovarlo nella struttura dove ora lavora.
Ha scritto una cosa molto bella e cioè che mi ha sempre stimato e continua a farlo.
Questo attaccamento infantile e quasi paterno verso il professore mi ha ricordato di quanto mi piacerebbe avere mio padre vivo oggi perché veda quanto sono felice. E per riappacificarmi un po' con lui.
Ma questa è un'altra storia.
Ieri Roccio è andato a casa nostra a incollare i nostri nomi sul campanello. Manca davvero poco.
P.s. abbiamo comprato l'ultimo libro di Remo Bassini. Forse nessuno se lo ricorda ma tempo fa mi aveva offerto un lavoro di grafica nella sua piccola testata giornalistica locale. Però sarei dovuta recarmi ogni giorno a Vercelli ed era davvero lunghissima, peccato. Era un lavoro che mi piaceva. Scopro così che sto comprando solo libri sulla morte. Sto leggendo un libro che si intitola Un lavoro sporco. Abbiamo comprato questo di Remo Bassini intitolato La donna che parlava con i morti e poi un libro intitolato Le intermittenze della morte. Vanno ad aggiungersi alla mia bellissima Antropologia della morte, testo infinito che ogni tanto apro senza mai davvero leggerlo.
Sapevo di essere un po' macabra ma così è troppo.
Canzone del giorno: Beautiful Stranger Madonna
12 marzo 2008
L'odissea delle nuove dimissioni
Ragazzi, forse non lo sapevate, ma adesso dimettersi è diventato più difficile che trovare lavoro.
Prima c'era la letterina. Ognuno la scriveva come gli pareva, magari ci faceva due cuori sopra. I più romantici la cospargevano di profumo, i più malinconici ci piangevano sopra, i feliciperchémenevado scrivevano insulti al datore di lavoro con inchiostro simpatico.
Ora non più, niente lettere corredate di fiorellini o insulti.
Ora ci pensano direttamente delle strutture che fanno da intermediario.
Comuni, centri per l'impiego e simili sono i fortunati vincitori dell'asta.
Ora esiste una procedura per le dimissioni volontarie. Incredibile come l'Italia riesca a mettere burocrazia dove non c'era, a rendere difficili cose prima semplicisissime, a complicare il Belpaese.
Per dare le dimissioni bisogna andare al centro per l'impiego (e prendere un permesso per farlo! Dato che hanno orari fortunatissimi, almeno per loro che ci lavorano), compilare il modulo informatico e farselo validare. Tornare al lavoro e dare il modulo, compilato e verificato al datore entro 15 giorni. Se no le dimissioni non sono valide.
Mi informo e scrivo al centro per l'impiego più vicino casa. La tizia, tra uno sbuffo e l'altro, mi dice che devo prendere appuntamento via mail.
Scrivo una mail e chiedo di poter prendere appuntamento. Mi rispondono di chiedere a un altro centro per l'impiego, che loro sono pieni fino al 20 marzo. Scrivo all'altro centro per l'impiego dove mi dicono che sono liberi e posso andare quando voglio (ovvero negli orari di apertura).
Dopo due giorni finalmente riesco a dimettermi infatti domani andrò al centro per l'impiego. Oggi parlo con i miei due capi (sono dipendente di un'azienda di Milano ma lavoro qui a Torino e oggi sono presenti entrambi i boss).
Il mio collega qui accanto mi riferisce che proprio quel centro per l'impiego è vicino casa sua però già quando ci passa lui è pieno di gente (lui passa di lì per le 8,15 credo) anche se aprono alle 9.
Sarà una mattinata devastante.
Roccio in queste sere va a pulire la casa e a togliere di mezzo un po' di cose della proprietaria. Sabato facciamo un salto da Ikea e controlliamo tende, mobili per il bagno, ecc ecc.
Io, presa dalla makeup mania, stasera mi sa che faccio un salto in centro a scovare prodotti ARTDECO e Make Up For Ever.
Prima c'era la letterina. Ognuno la scriveva come gli pareva, magari ci faceva due cuori sopra. I più romantici la cospargevano di profumo, i più malinconici ci piangevano sopra, i feliciperchémenevado scrivevano insulti al datore di lavoro con inchiostro simpatico.
Ora non più, niente lettere corredate di fiorellini o insulti.
Ora ci pensano direttamente delle strutture che fanno da intermediario.
Comuni, centri per l'impiego e simili sono i fortunati vincitori dell'asta.
Ora esiste una procedura per le dimissioni volontarie. Incredibile come l'Italia riesca a mettere burocrazia dove non c'era, a rendere difficili cose prima semplicisissime, a complicare il Belpaese.
Per dare le dimissioni bisogna andare al centro per l'impiego (e prendere un permesso per farlo! Dato che hanno orari fortunatissimi, almeno per loro che ci lavorano), compilare il modulo informatico e farselo validare. Tornare al lavoro e dare il modulo, compilato e verificato al datore entro 15 giorni. Se no le dimissioni non sono valide.
Mi informo e scrivo al centro per l'impiego più vicino casa. La tizia, tra uno sbuffo e l'altro, mi dice che devo prendere appuntamento via mail.
Scrivo una mail e chiedo di poter prendere appuntamento. Mi rispondono di chiedere a un altro centro per l'impiego, che loro sono pieni fino al 20 marzo. Scrivo all'altro centro per l'impiego dove mi dicono che sono liberi e posso andare quando voglio (ovvero negli orari di apertura).
Dopo due giorni finalmente riesco a dimettermi infatti domani andrò al centro per l'impiego. Oggi parlo con i miei due capi (sono dipendente di un'azienda di Milano ma lavoro qui a Torino e oggi sono presenti entrambi i boss).
Il mio collega qui accanto mi riferisce che proprio quel centro per l'impiego è vicino casa sua però già quando ci passa lui è pieno di gente (lui passa di lì per le 8,15 credo) anche se aprono alle 9.
Sarà una mattinata devastante.
Roccio in queste sere va a pulire la casa e a togliere di mezzo un po' di cose della proprietaria. Sabato facciamo un salto da Ikea e controlliamo tende, mobili per il bagno, ecc ecc.
Io, presa dalla makeup mania, stasera mi sa che faccio un salto in centro a scovare prodotti ARTDECO e Make Up For Ever.
11 marzo 2008
1%
Oh, finalmente! Abbiamo firmato il contratto di affitto. Questo ha scatenato in me reazioni a dir poco contrastanti. In parte dovute alla sindrome premestruale (depressione, incazzatura facile, senso di colpa, pentimento, e poi via da capo) e in parte dovute al pensiero di ciò che devo fare (dimissioni, documenti, domicilio, ma poi l'asl? le mie visite? l'iscrizione al centro per l'impiego?).
Tutto questo condito da entusiasmo per questa novità estrema e paura, un po' di paura, ma penso sia normale.
Così mi sono fatta prendere un po' dal nervosismo, ma nulla di che. Solite cose a cui gli uomini sono abituati.
La fortuna estrema è che io non insulto mai, cerco di non mancare mai di rispetto e se alzo un po' i toni chiedo subito scusa. Mi piace la discussione ma non quella inutilmente aggressiva.
Oggi non posso dare le dimissioni perché purtroppo dal 5 marzo le procedure per dare le dimissiono sono cambiate, bisogna andare al centro per l'impiego, compilare un modulo, farlo validare, portarlo al capo e solo allora si può fare il countdown. Geniale.
Ho sentito il veterinario intanto che mi ha detto molto chiaramente che per Fiocco non si può fare molto. Ora sta bene ma l'emangiosarcoma è il peggior tumore che può capitare a un cane. Si propaga tramite il sangue e la rottura splenica che ha avuto ha facilitato quasi certamente micropropagazioni. Idem l'intervento chirurgico.
Ci sono tre strade:
- si aspetta e si lascia che il cane viva e muoia normalmente senza stressarlo
- si programmano controlli serrati ogni mese che non potranno salvarlo però ci daranno idea di cosa sta succedendo dentro di lui
- si programmano controlli ogni 3 mesi, per non stressarlo troppo e per lasciare che la natura faccia il suo corso senza per questo non essere a conoscenza di ciò che sta avvenendo dentro il suo corpo.
La prima strada è quella per cui opterei. Non voglio che soffra e voglio che rimanga in pace (se mai dovesse peggiorare, c'è sempre quell'1% di probabilità che non gli accada più nulla). E' quello che farei per me e sarebbe ipocrita per lui fare un'altra scelta. Però mia mamma è di vecchio stampo. Lei lo farebbe anche rioperare per salvarlo (in realtà rischiando di più e allungandogli di molto poco la vita). Quindi penso opteremo per la terza strada. Controlli ogni 3 mesi, così non stressiamo troppo Fiocco che comunque ha una certa età, e abbiamo un'idea di quanto gli rimane.
Anche per poter prendere una decisione definitiva. Sono a favore dell'eutanasia e se potessi, in condizioni simili, la sceglierei anche per me. E dato che lui ha la possibilità di non soffrire fino all'ultimo secondo..
Ma c'è anche l'1%. Speriamo.
Odio le statistiche.
Tutto questo condito da entusiasmo per questa novità estrema e paura, un po' di paura, ma penso sia normale.
Così mi sono fatta prendere un po' dal nervosismo, ma nulla di che. Solite cose a cui gli uomini sono abituati.
La fortuna estrema è che io non insulto mai, cerco di non mancare mai di rispetto e se alzo un po' i toni chiedo subito scusa. Mi piace la discussione ma non quella inutilmente aggressiva.
Oggi non posso dare le dimissioni perché purtroppo dal 5 marzo le procedure per dare le dimissiono sono cambiate, bisogna andare al centro per l'impiego, compilare un modulo, farlo validare, portarlo al capo e solo allora si può fare il countdown. Geniale.
Ho sentito il veterinario intanto che mi ha detto molto chiaramente che per Fiocco non si può fare molto. Ora sta bene ma l'emangiosarcoma è il peggior tumore che può capitare a un cane. Si propaga tramite il sangue e la rottura splenica che ha avuto ha facilitato quasi certamente micropropagazioni. Idem l'intervento chirurgico.
Ci sono tre strade:
- si aspetta e si lascia che il cane viva e muoia normalmente senza stressarlo
- si programmano controlli serrati ogni mese che non potranno salvarlo però ci daranno idea di cosa sta succedendo dentro di lui
- si programmano controlli ogni 3 mesi, per non stressarlo troppo e per lasciare che la natura faccia il suo corso senza per questo non essere a conoscenza di ciò che sta avvenendo dentro il suo corpo.
La prima strada è quella per cui opterei. Non voglio che soffra e voglio che rimanga in pace (se mai dovesse peggiorare, c'è sempre quell'1% di probabilità che non gli accada più nulla). E' quello che farei per me e sarebbe ipocrita per lui fare un'altra scelta. Però mia mamma è di vecchio stampo. Lei lo farebbe anche rioperare per salvarlo (in realtà rischiando di più e allungandogli di molto poco la vita). Quindi penso opteremo per la terza strada. Controlli ogni 3 mesi, così non stressiamo troppo Fiocco che comunque ha una certa età, e abbiamo un'idea di quanto gli rimane.
Anche per poter prendere una decisione definitiva. Sono a favore dell'eutanasia e se potessi, in condizioni simili, la sceglierei anche per me. E dato che lui ha la possibilità di non soffrire fino all'ultimo secondo..
Ma c'è anche l'1%. Speriamo.
Odio le statistiche.
05 marzo 2008
Un addio al nubilato che..
Ieri c'è stato un bellissimo addio al nubilato per una collega che va a vivere a Ginevra. Un salto incredibile.
Consideriamo che è venezuelana e vive in Italia, si sposa con un ometto di Ginevra. Bhe ne ha fatta di strada.
Ieri l'abbiamo conciata per le feste. Apericena all'Obelix (Ne avevo parlato un'altra volta sul blog, ricordate?).
Una tavolata accanto alla nostra ha praticamente fetseggiato con noi, così mentre noi abbiamo sistemato il finto velo alla nostra amica, una giarrettiera rosa con su scritto sexy ben visibile sopra i jeans e una fascia attorno alle spalle da addio al nubilato, un ragazzo tra loro ha confessato di averla sempre amata.
Eccolo (i pazzi hanno il video su youtube):
Dopo le abbiamo detto di girare tutto il locale conciata così per farsi dire qualcosa di carino (ma nessuno è stato in grado di dirle qualcosa di veramente carino, terribile!) ma visti gli scarsi risultati è stato necessario uscire. Tutte abbiamo indossato una coroncina comprata dalla sorella della futura sposa che ho indossato oggi anche al lavoro, eccomi:

Purtroppo a Torino sono tutte mezze cozze, ma in piazza Castello abbiamo incontrato un altro gruppo che festeggiava: i goliardi di Torino. Una fraternita universitaria (ma chi sapeva della loro esistenza qui in Italia?), tutti vestiti con mantelli e cappello stile Harry Potter.
Eccovi una foto che ho trovato sul web:

Quando mi sono avvicinati a chiedere loro come mai fossero vestiti così uno mi ha detto E come mai tu hai una lapide in testa? (la mia bellissima coroncina l'hanno chiamata lapide!).
Insomma erano lì per un rito di iniziazione: non appena ci hanno viste (eravamo in piazza Castello) ci sono venuti incontro. I tre iniziati si sono inginocchiati e hanno improvvisato uno spogliarello (mostrandoci il pannolone che gli altri adepti avevano fatto indossare loro). Con quel freddo allucinante sono rimasti a petto nudo cercando di convincere la nostra amica a non sposarsi e poi il sommo ha lasciato che lei scrivesse con pennarello indelebile sulla loro schiena. Dopo vani tentativi di farci bere con loro il vino che avevano portato ci siamo salutati e tornando indietro abbiamo beccato un gruppo di uomini veneti che si sono accollati e anche loro hanno cercato in tutti i modi di farci andare a bere con loro! Ma noi ciccia.
Però ognuno di loro si è fatto una foto con la futura sposa corredato da semiserie proposte di matrimonio.
E poi, ridendo e scherzando, ognuno è tornato alla macchina. Con la promessa di arrivare oggi al lavoro con la coroncina in testa. E difatti.
Dato che il forum che frequento delle donnine è inaccessibile anche oggi, metto qua un trucco fatto oggi che mi garba tanto tanto.



Consideriamo che è venezuelana e vive in Italia, si sposa con un ometto di Ginevra. Bhe ne ha fatta di strada.
Ieri l'abbiamo conciata per le feste. Apericena all'Obelix (Ne avevo parlato un'altra volta sul blog, ricordate?).
Una tavolata accanto alla nostra ha praticamente fetseggiato con noi, così mentre noi abbiamo sistemato il finto velo alla nostra amica, una giarrettiera rosa con su scritto sexy ben visibile sopra i jeans e una fascia attorno alle spalle da addio al nubilato, un ragazzo tra loro ha confessato di averla sempre amata.
Eccolo (i pazzi hanno il video su youtube):
Dopo le abbiamo detto di girare tutto il locale conciata così per farsi dire qualcosa di carino (ma nessuno è stato in grado di dirle qualcosa di veramente carino, terribile!) ma visti gli scarsi risultati è stato necessario uscire. Tutte abbiamo indossato una coroncina comprata dalla sorella della futura sposa che ho indossato oggi anche al lavoro, eccomi:

Purtroppo a Torino sono tutte mezze cozze, ma in piazza Castello abbiamo incontrato un altro gruppo che festeggiava: i goliardi di Torino. Una fraternita universitaria (ma chi sapeva della loro esistenza qui in Italia?), tutti vestiti con mantelli e cappello stile Harry Potter.
Eccovi una foto che ho trovato sul web:

Quando mi sono avvicinati a chiedere loro come mai fossero vestiti così uno mi ha detto E come mai tu hai una lapide in testa? (la mia bellissima coroncina l'hanno chiamata lapide!).
Insomma erano lì per un rito di iniziazione: non appena ci hanno viste (eravamo in piazza Castello) ci sono venuti incontro. I tre iniziati si sono inginocchiati e hanno improvvisato uno spogliarello (mostrandoci il pannolone che gli altri adepti avevano fatto indossare loro). Con quel freddo allucinante sono rimasti a petto nudo cercando di convincere la nostra amica a non sposarsi e poi il sommo ha lasciato che lei scrivesse con pennarello indelebile sulla loro schiena. Dopo vani tentativi di farci bere con loro il vino che avevano portato ci siamo salutati e tornando indietro abbiamo beccato un gruppo di uomini veneti che si sono accollati e anche loro hanno cercato in tutti i modi di farci andare a bere con loro! Ma noi ciccia.
Però ognuno di loro si è fatto una foto con la futura sposa corredato da semiserie proposte di matrimonio.
E poi, ridendo e scherzando, ognuno è tornato alla macchina. Con la promessa di arrivare oggi al lavoro con la coroncina in testa. E difatti.
Dato che il forum che frequento delle donnine è inaccessibile anche oggi, metto qua un trucco fatto oggi che mi garba tanto tanto.



03 marzo 2008
Roma è...
In un'altra occasione avrei forse detto che la nostra gita a Roma è stata dettata dalla sfiga: venerdì e sabato ha fatto nuvoloso e ha piovigginato, domenica quando dovevamo partire era tornato il sole, ho avuto una lieve influenza intestinale ecc ecc. Non posso dirlo per varie ragioni.
In primis eravamo noi. Noi che abbiamo fatto la nostra prima vacanzina insieme, anche se solo per due giorni, anche se a Roma, dietro casa. Poi proprio venerdì ci hanno dato la notiziona: abbiamo casa (habemus casa, dato che siamo passati per San Pietro).
Ci hanno chiamati proprio mentre facevamo le foto di rito alla fontana di Trevi. Che dire! Felicità!
Roma è felicità alla fontana di Trevi quando l'agente immobiliare ti chiama per dire che finalmente avete tetto!
Roma è grandiosità ai fori imperiali e sotto il colosseo.
Roma è coatta e burina e buffa quando il finto centurione tutto tatuato dice Lèvate dar cazzo alla macchina di passaggio.
Roma è incredibilmente romantica perché siamo Noi.
Roma è terribilmente religiosa, davanti alle tombe dei papi.
Roma è antica e moderna.
Roma è bellissima.
Soprattutto perché a Roma c'è un monomarca MAC (e non Macintosh). Sappiate che ho fatto la pazzia di comprare due ombretti MAC che sono quasi una giornata di lavoro (e la tizia voleva ancora vendermi roba!).
Scriverò un post più lungo corredato da foto non appena riesco. Per ora beccatevi il ghigno malefico di chi finalmente inizia una vita di condivisione con la persona che ama. Tiè.
In primis eravamo noi. Noi che abbiamo fatto la nostra prima vacanzina insieme, anche se solo per due giorni, anche se a Roma, dietro casa. Poi proprio venerdì ci hanno dato la notiziona: abbiamo casa (habemus casa, dato che siamo passati per San Pietro).
Ci hanno chiamati proprio mentre facevamo le foto di rito alla fontana di Trevi. Che dire! Felicità!
Roma è felicità alla fontana di Trevi quando l'agente immobiliare ti chiama per dire che finalmente avete tetto!
Roma è grandiosità ai fori imperiali e sotto il colosseo.
Roma è coatta e burina e buffa quando il finto centurione tutto tatuato dice Lèvate dar cazzo alla macchina di passaggio.
Roma è incredibilmente romantica perché siamo Noi.
Roma è terribilmente religiosa, davanti alle tombe dei papi.
Roma è antica e moderna.
Roma è bellissima.
Soprattutto perché a Roma c'è un monomarca MAC (e non Macintosh). Sappiate che ho fatto la pazzia di comprare due ombretti MAC che sono quasi una giornata di lavoro (e la tizia voleva ancora vendermi roba!).
Scriverò un post più lungo corredato da foto non appena riesco. Per ora beccatevi il ghigno malefico di chi finalmente inizia una vita di condivisione con la persona che ama. Tiè.
28 febbraio 2008
ErreCì
Oggi ho una nuova scimmia. Gli aeromodelli radiocomandati. Lo so è una scimmia che mi perseguita da un po' e da cui mi sono sempre tenuta alla larga perché parecchio dispendiosa. Ma che dire e fare se i miei colleghi della produzione non solo hanno la scimmia ma anche tutto lo zoo al completo? Così oggi, dopo aver visto un meraviglioso apache di 2 metri e mezzo di lunghezza in costruzione da uno di loro, ho preso coraggio e mi sono fatta consigliare. Per cominciare, ovvio, un aereo. Gli elicotteri sono più belli ma molto più difficili. Con un aereo hai divertimento assicurato in meno tempo. Secondo il mio collega con 200 euro puoi avere un bel modello per cominciare. E 200 euro non sono un'enormità. Alla fine è più o meno la stessa cifra che ho speso per un impiantino di osmosi inversa. Che non diverte per nulla.
Insomma ci sto pensando.
Stasera parto per Firenze e domani.. Roma!
Le previsioni annunciano pioggia, che sfortuna. Ma non importa, sarà stupendo, farà caldo. E saremo noi.
Insomma ci sto pensando.
Stasera parto per Firenze e domani.. Roma!
Le previsioni annunciano pioggia, che sfortuna. Ma non importa, sarà stupendo, farà caldo. E saremo noi.
27 febbraio 2008
Ma i capelli color prugna fanno cacare?
La frase della giornata di oggi è: ho i capelli color prugna, infatti fanno cacare.
Presa dalla disperazione dei capelli rossi che ormai non sopportavo più, mi sono fatta i capelli di un colore chiamato "viola prestige". In verità è un prugna un po' più scuro, quasi nero-viola. Per non sbagliare ho preso due confezioni, comincio ad avere i capelli lunghini. Solo che ieri sera ero stanca e farmi la tinta diventa sempre più lungo. Quando il colore è scuro poi riesco a macchiare tutto, vasca da bagno, lavandino, a volte anche il pavimento e c'è da pulire. Insomma, usando due confezioni sono riuscita a lasciare qualche macchia arancione sui capelli, residuo del vecchio colore, e ora sono un po' leopardata.
La prossima volta andrò dal parrucchiere per quanto mi scocci.
Domani sera parto! Dopodomani andiamo a Roma e stasera avrò da fare mille cose. Quindi salto la mia visita dal dottore, dovevo andarci perché è una settimana che mi sveglio con un mal di testa atroce che va via a metà mattina e torna la sera (a tormentarmi). Poi ricomincia il ciclo, al mattimo mal di testa, a metà mattina va via, ecc ecc.
Ieri sera il mio Roccio (insieme al cinghialo Cosimino) è arrivato al terzo posto del torneo di calcio balilla tenuto alla casa del popolo dove pranza quando è al lavoro. Ha vinto una bottiglia di vino e un salamone che inaugureremo nella nostra casina se, toccando ferro, diventa nostra. Venerdì sapremo qualcosa: intanto Roccio è sommerso dalle questioni burocratiche dovute all'affitto.
Ho detto a mia mamma che abbiamo trovato casa: è stata zitta per 5 minuti. Pensavo peggio. Di solito non mi parla per giorni quando si offende.
Canzone del giorno: Du Hast Rammstein
Presa dalla disperazione dei capelli rossi che ormai non sopportavo più, mi sono fatta i capelli di un colore chiamato "viola prestige". In verità è un prugna un po' più scuro, quasi nero-viola. Per non sbagliare ho preso due confezioni, comincio ad avere i capelli lunghini. Solo che ieri sera ero stanca e farmi la tinta diventa sempre più lungo. Quando il colore è scuro poi riesco a macchiare tutto, vasca da bagno, lavandino, a volte anche il pavimento e c'è da pulire. Insomma, usando due confezioni sono riuscita a lasciare qualche macchia arancione sui capelli, residuo del vecchio colore, e ora sono un po' leopardata.
La prossima volta andrò dal parrucchiere per quanto mi scocci.
Domani sera parto! Dopodomani andiamo a Roma e stasera avrò da fare mille cose. Quindi salto la mia visita dal dottore, dovevo andarci perché è una settimana che mi sveglio con un mal di testa atroce che va via a metà mattina e torna la sera (a tormentarmi). Poi ricomincia il ciclo, al mattimo mal di testa, a metà mattina va via, ecc ecc.
Ieri sera il mio Roccio (insieme al cinghialo Cosimino) è arrivato al terzo posto del torneo di calcio balilla tenuto alla casa del popolo dove pranza quando è al lavoro. Ha vinto una bottiglia di vino e un salamone che inaugureremo nella nostra casina se, toccando ferro, diventa nostra. Venerdì sapremo qualcosa: intanto Roccio è sommerso dalle questioni burocratiche dovute all'affitto.
Ho detto a mia mamma che abbiamo trovato casa: è stata zitta per 5 minuti. Pensavo peggio. Di solito non mi parla per giorni quando si offende.
Canzone del giorno: Du Hast Rammstein
26 febbraio 2008
Colloquio (sei su scherzi a parte 2)
Con questa storia della casa parecchie cose sono cambiate. Non mi interessa cercare un altro lavoro qui a Torino. Peccato che.
Ieri mi chiama la tizia dell'agenzia interinale. Mi programma un secondo colloquio presso questa azienda di Chieri. Io sono in ufficio e non posso parlare: accetto ma subito dopo le mando una mail specificando che sto per trasferirmi. Mi chiama quasi immediatamente dicendomi che aveva già programmato un colloquio per la sera e che non poteva dire all'azienda del mio trasferimento. Mi chiede se per favore posso andare comunque e poi decidere lì cosa dirgli. Ok, meglio mantenere ottimi i rapporti con le agenzie interinali, hanno contatti anche a Firenze e potrebbero essermi d'aiuto.
Vado e mi perdo mille volte. Chieri cambia viabilità ogni giorno?
Vado, parcheggio e salgo.
Mi riceve subito.
Penso a tutte le cose che posso dire per non farmi prendere.
Ah, giusto! Racconto tutte le mie esperienze dimostrando che non sono una persona affidabile e lui penserà che non so cosa fare nella vita. Benissimo.
Attacco con la pippola e uso termini come Cioè, vediamo che posso dirle, mmmm, insomma, ecco, allora. Tutti intercalare che nessuno può sopportare.
Mi dice Le faccio ora una domanda cattiva e provocatoria: lei ha cambiato mille lavori e si lamenta dei posti in cui è stata. Ma non è che la colpa è sua? E poi, non ha paura di apparire come una persona che non sa cosa fare nella vita o che non sa fare nulla?.
Bene, penso, è fatta.
Gli rispondo che in verità è giusto cercare sempre per il meglio e anche decidesse per l'assunzione, se poi trovassi di meglio me ne andrei sicuramente.
Rimane in silenzio per due secondi e poi esclama: Bella la sua risposta! Mi piace. E' una persona corretta e sincera.
Decido allora di giocarmela diversamente. Quando mi parla dello stipendio (che è uguale a quello che prendo qui, però lì sono più vicina a casa e mi danno anche i ticket restaurant più premi aziendali ecc ecc) mi fingo disinteressata. Dico che sto valutando anche altre proposte.
Mi dice che lui è molto interessato, ma vuole una risposta quasi immediata. Anzi vorrebbe anche io andassi lì due giorni a vedere come si sta e cosa si fa.
Dico che ho problemi a prendere ferie (cerco di chiudere tutte le porte)
Mi dice allora di pensarci e di fargli sapere qualcosa entro mercoledì.
Io intanto faccio le cose più assurde che mai avrei fatto a un colloquio. Faccio per alzarmi numerose volte perché voglio tornare a casa e lui continua a parlare. Oggi l'agenzia interinale dice che devo aver fatto una bella impressione perché l'azienda si era rivolta a loro per conoscere il mio feedback.
Terribile: come si fa a non avere un posto di lavoro quando non lo si vuole?
Oggi scrivo una mail al referente aziendale. Dico che mi spiace ma ho accettato un'altra offerta più vicino a casa. Che ora non è così, ma un giorno lo sarà.
Intanto tornata a casa ho inviato 4 curricula a Firenze e oggi mi sono iscritta a manpower.
Ieri sera Roccio ha partecipato a un torneo di calcetto ma ha rovinosamente perso. Non importa, mi presenterò in stazione ricoperta da fiocchini rossi in maniera tale che non gli manchi nessun trofeo.
Ieri mi chiama la tizia dell'agenzia interinale. Mi programma un secondo colloquio presso questa azienda di Chieri. Io sono in ufficio e non posso parlare: accetto ma subito dopo le mando una mail specificando che sto per trasferirmi. Mi chiama quasi immediatamente dicendomi che aveva già programmato un colloquio per la sera e che non poteva dire all'azienda del mio trasferimento. Mi chiede se per favore posso andare comunque e poi decidere lì cosa dirgli. Ok, meglio mantenere ottimi i rapporti con le agenzie interinali, hanno contatti anche a Firenze e potrebbero essermi d'aiuto.
Vado e mi perdo mille volte. Chieri cambia viabilità ogni giorno?
Vado, parcheggio e salgo.
Mi riceve subito.
Penso a tutte le cose che posso dire per non farmi prendere.
Ah, giusto! Racconto tutte le mie esperienze dimostrando che non sono una persona affidabile e lui penserà che non so cosa fare nella vita. Benissimo.
Attacco con la pippola e uso termini come Cioè, vediamo che posso dirle, mmmm, insomma, ecco, allora. Tutti intercalare che nessuno può sopportare.
Mi dice Le faccio ora una domanda cattiva e provocatoria: lei ha cambiato mille lavori e si lamenta dei posti in cui è stata. Ma non è che la colpa è sua? E poi, non ha paura di apparire come una persona che non sa cosa fare nella vita o che non sa fare nulla?.
Bene, penso, è fatta.
Gli rispondo che in verità è giusto cercare sempre per il meglio e anche decidesse per l'assunzione, se poi trovassi di meglio me ne andrei sicuramente.
Rimane in silenzio per due secondi e poi esclama: Bella la sua risposta! Mi piace. E' una persona corretta e sincera.
Decido allora di giocarmela diversamente. Quando mi parla dello stipendio (che è uguale a quello che prendo qui, però lì sono più vicina a casa e mi danno anche i ticket restaurant più premi aziendali ecc ecc) mi fingo disinteressata. Dico che sto valutando anche altre proposte.
Mi dice che lui è molto interessato, ma vuole una risposta quasi immediata. Anzi vorrebbe anche io andassi lì due giorni a vedere come si sta e cosa si fa.
Dico che ho problemi a prendere ferie (cerco di chiudere tutte le porte)
Mi dice allora di pensarci e di fargli sapere qualcosa entro mercoledì.
Io intanto faccio le cose più assurde che mai avrei fatto a un colloquio. Faccio per alzarmi numerose volte perché voglio tornare a casa e lui continua a parlare. Oggi l'agenzia interinale dice che devo aver fatto una bella impressione perché l'azienda si era rivolta a loro per conoscere il mio feedback.
Terribile: come si fa a non avere un posto di lavoro quando non lo si vuole?
Oggi scrivo una mail al referente aziendale. Dico che mi spiace ma ho accettato un'altra offerta più vicino a casa. Che ora non è così, ma un giorno lo sarà.
Intanto tornata a casa ho inviato 4 curricula a Firenze e oggi mi sono iscritta a manpower.
Ieri sera Roccio ha partecipato a un torneo di calcetto ma ha rovinosamente perso. Non importa, mi presenterò in stazione ricoperta da fiocchini rossi in maniera tale che non gli manchi nessun trofeo.
25 febbraio 2008
Sweet Home
Non ci posso credere, abbiamo trovato una casa(in affitto). A un prezzo decente, per essere Firenze, ma soprattutto bellina. Con contratto annuale così possiamo anche cercarne una da comprare, se la troviamo! Chiamatela poi come volete: buco? nido? tetto?
Quel che è ci piace e vogliamo prenderla. La sorte di questo evento verrà decisa anche da un'altra coppia che corre per lo stesso titolo. Il titolo si chiama convivenza.
E' ovvio che un po' di cose sono cambiate. Il colloquio che dovevo fare non mi interessa più e ora, dopo il saltellamento iniziale (sembro un tamagotchi. A proposito, il nostro tamagotchi Adso ha figliato, ha fatto una bella tamagotcha che abbiamo chiamato Besta perché Bestia non ci stava e ora è qui grassa pallata che rotola perché non riesce a saltare), penso a tutte le cose burocratiche che vanno sbrigate. Lavoro, contratti, volture, ecc.
Pensare che in questo momento l'ultima cosa a cui riesco a pensare è il fatto che qui non paghino.
Stasera Roccio andrà a vedere se riusciamo a bloccarla. Piuttosto compiamo atti terroristici nei confronti dell'altra coppia che, vera o no, sta minando i nostri progetti da famiglia mulinobianco.
Sabato sera siamo andati alla Flog. Oltre al fatto che alla chitarra c'era il sosia di Rocco Siffredi, il cantante era un fighetto immobile che faceva musica.. musica.. Oddio musica. Faceva. Boh?
Comunque qualche pazzo sapeva i testi delle sue canzoni e cantava. Cantava.. Parlava. Insomma muoveva le labbra a temop e ritmo del cantante. Cantante.. bhe.. insomma avete capito.
Meno male che poi è arrivato DJ Ariel che ha messo su un po' di rock. Come mai poi lui si chiami come la sirenetta mi è ignoto. Abbiamo ballato e ci siamo scatenati, la Fra è stata docciata con la birra e io ho ripensato a tagliarmi i capelli. Rotearli a suon di metallo è divertente e con i capelli corti non potrei mai farlo!
Vorrei mettere un'immagine aerea della casina ma sono scaramantica e finché non sappiamo...
P.S. La foto fatta alla flog è diventata lo sfondo del Desktop del pc di lavoro. Così non sembro l'unica pazza al mondo.
Quel che è ci piace e vogliamo prenderla. La sorte di questo evento verrà decisa anche da un'altra coppia che corre per lo stesso titolo. Il titolo si chiama convivenza.
E' ovvio che un po' di cose sono cambiate. Il colloquio che dovevo fare non mi interessa più e ora, dopo il saltellamento iniziale (sembro un tamagotchi. A proposito, il nostro tamagotchi Adso ha figliato, ha fatto una bella tamagotcha che abbiamo chiamato Besta perché Bestia non ci stava e ora è qui grassa pallata che rotola perché non riesce a saltare), penso a tutte le cose burocratiche che vanno sbrigate. Lavoro, contratti, volture, ecc.
Pensare che in questo momento l'ultima cosa a cui riesco a pensare è il fatto che qui non paghino.
Stasera Roccio andrà a vedere se riusciamo a bloccarla. Piuttosto compiamo atti terroristici nei confronti dell'altra coppia che, vera o no, sta minando i nostri progetti da famiglia mulinobianco.
Sabato sera siamo andati alla Flog. Oltre al fatto che alla chitarra c'era il sosia di Rocco Siffredi, il cantante era un fighetto immobile che faceva musica.. musica.. Oddio musica. Faceva. Boh?
Comunque qualche pazzo sapeva i testi delle sue canzoni e cantava. Cantava.. Parlava. Insomma muoveva le labbra a temop e ritmo del cantante. Cantante.. bhe.. insomma avete capito.
Meno male che poi è arrivato DJ Ariel che ha messo su un po' di rock. Come mai poi lui si chiami come la sirenetta mi è ignoto. Abbiamo ballato e ci siamo scatenati, la Fra è stata docciata con la birra e io ho ripensato a tagliarmi i capelli. Rotearli a suon di metallo è divertente e con i capelli corti non potrei mai farlo!
Vorrei mettere un'immagine aerea della casina ma sono scaramantica e finché non sappiamo...
P.S. La foto fatta alla flog è diventata lo sfondo del Desktop del pc di lavoro. Così non sembro l'unica pazza al mondo.
22 febbraio 2008
Oggi mi sento davvero bellissima. Questa giornata è di quelle col sole, il tepore che preannuncia la primavera, un venerdì da passare insieme, un weekend da coccole. E' vero, sono due notti che non dormo. Le passo a tossire, mi sveglio col mal di testa forte ma sono sempre felice.
E il prossimo weekend finalmente Roma.
E il prossimo weekend finalmente Roma.
21 febbraio 2008
Colloquio (sei su scherzi a parte)
Sono fantastica nel perdermi e penso di averlo già detto mille volte. Però guadagno mille e più punti perché mi perdo anche col navigatore.
Ieri sono finita a Chieri al colloquio: prima di arrivare lì ho percorso una stradina piuttosto stretta in mezzo ai campi. Senza strade laterali e senza deviazioni. Il Tom Tom sul telefonino (Nokia N70) e un'antennuccia bluetooth. Il problema del Nokia N70 è che ogni tot si scollega dall'antenna bluetooth. Quindi va riconfigurato.
Farlo quando si è in viaggio è abbastanza pericoloso ma sono altrettanto stupida da farlo. In ogni caso anche l'antennina non prende più che bene e alla prima rotonda (dopo km di campagna e null'altro) prendo la strada sbagliata. Peccato che proprio inquel punto avevano appena cambiato la viabilità per cui ho fatto dei giri immensi per tornare alla rotonda.
Nonostante tutto in mezz'oretta ero lì, nel centro vivo (vivo?) di Chieri. Parcheggio proprio lì dietro, nell'area a pagamento (1 euro l'ora? A Chieri?) e cerco l'azienda che si trova in una vecchia palazzina (ancora con le vecchie scale in pietra, tipo, e i muri un po' scrostati). Il portoncino di sotto è aperto e salgo le scale. Peccato che al primo piano, dove si trova effettivamente l'azienda, non ci sono campanelli. Bussare mi sembra troppo informale e allora scendo di nuovo. Suono il campanello, mi fanno salire, mi aprono la porta e mi fanno accomodare in un salottino abbastanza disordinato. Lasciano la porta aperta (strano) in un punto di passaggio, dove tutti mi guardavano e non sapevano se salutarmi o meno, dove io guardavo tutti e non sapevo se salutarli o meno. Mi fanno aspettare il giusto e poi arrivano. Scherzosi come se fossimo a un provino televisivo. Poi capisco, sono commerciali. I commerciali sono tra i pochi lavoratori che non smettono mai di lavorare. E il colloquio ne è un esempio pratico. Entrata nella parte perfettamente, mi giostro (pur senza voce) tra le loro domande. Insomma mi sembra essere andato tutto bene, tant'è che vogliono rivedermi. Ora ovviamente dovrò, una volta conquistati, parlare di danaro. Vile danaro. Alla fine anche se qui siamo in crisi non voglio andarmene per prendere di meno. Semmai aspetto.
Oggi ho provato un makeup alla Jennifer Lopez. Dato che lei senza trucco è un cesso senza fine ho preso coraggio.


Però nulla, dimentico di avere gli occhi a palla. Quindi oggi più che sembrare Jennifer Lopez sembro una triglia.
Un salto di qualità devo dire.
Almeno non sembro una cozza.
Ieri sono finita a Chieri al colloquio: prima di arrivare lì ho percorso una stradina piuttosto stretta in mezzo ai campi. Senza strade laterali e senza deviazioni. Il Tom Tom sul telefonino (Nokia N70) e un'antennuccia bluetooth. Il problema del Nokia N70 è che ogni tot si scollega dall'antenna bluetooth. Quindi va riconfigurato.
Farlo quando si è in viaggio è abbastanza pericoloso ma sono altrettanto stupida da farlo. In ogni caso anche l'antennina non prende più che bene e alla prima rotonda (dopo km di campagna e null'altro) prendo la strada sbagliata. Peccato che proprio inquel punto avevano appena cambiato la viabilità per cui ho fatto dei giri immensi per tornare alla rotonda.
Nonostante tutto in mezz'oretta ero lì, nel centro vivo (vivo?) di Chieri. Parcheggio proprio lì dietro, nell'area a pagamento (1 euro l'ora? A Chieri?) e cerco l'azienda che si trova in una vecchia palazzina (ancora con le vecchie scale in pietra, tipo, e i muri un po' scrostati). Il portoncino di sotto è aperto e salgo le scale. Peccato che al primo piano, dove si trova effettivamente l'azienda, non ci sono campanelli. Bussare mi sembra troppo informale e allora scendo di nuovo. Suono il campanello, mi fanno salire, mi aprono la porta e mi fanno accomodare in un salottino abbastanza disordinato. Lasciano la porta aperta (strano) in un punto di passaggio, dove tutti mi guardavano e non sapevano se salutarmi o meno, dove io guardavo tutti e non sapevo se salutarli o meno. Mi fanno aspettare il giusto e poi arrivano. Scherzosi come se fossimo a un provino televisivo. Poi capisco, sono commerciali. I commerciali sono tra i pochi lavoratori che non smettono mai di lavorare. E il colloquio ne è un esempio pratico. Entrata nella parte perfettamente, mi giostro (pur senza voce) tra le loro domande. Insomma mi sembra essere andato tutto bene, tant'è che vogliono rivedermi. Ora ovviamente dovrò, una volta conquistati, parlare di danaro. Vile danaro. Alla fine anche se qui siamo in crisi non voglio andarmene per prendere di meno. Semmai aspetto.
Oggi ho provato un makeup alla Jennifer Lopez. Dato che lei senza trucco è un cesso senza fine ho preso coraggio.


Però nulla, dimentico di avere gli occhi a palla. Quindi oggi più che sembrare Jennifer Lopez sembro una triglia.
Un salto di qualità devo dire.
Almeno non sembro una cozza.
20 febbraio 2008
Sensus colparum bradipiensis
Ieri ero di nuovo in mutua. Sono talmente cagionevole di salute che mi basta prendere mezzo colpo d'aria e in 5 minuti sono pronti mal di gola e febbre.
Quindi ho fatto tutte quelle cose che si fanno in mutua: mi sono svegliata alle 11. Ho cazzeggiato. Sono andata dal dottore che mi ha detto in 5 minuti che ho le placche in gola e devo prendere un superantibiotico. Mi sono comprata un burrocacao per labbra in un'erboristeria, così evito di spalmarmici sempre quella schifezza del labello che non mi fa nulla, anzi, rende le mie labbra peggio del deserto del Gobi.
Ho suonato un po' il basso. Non ho parlato per nulla perché ieri non avevo proprio voce. Roccio diceva che ero il sogno di ogni uomo: una donna che non può parlare.
In quel senso mi hanno ricordato che qui, nel reparto produzione, hanno stampato questa immagine.

Oggi rientrata al lavoro e sparate due cazzate si comincia a fare discorsi seri. Io ho annunciato al mio capo che stasera ho un colloquio. Lui ha fatto la faccia mesta, ma è ovvio che io cominci a pensare a me dato che qui forse ci pagheranno ad aprile.
La voce è tornata ma posson dire ben poche minchiaggini per sollevare gli animi. La gente è a pezzi. Se non si arriva a fine mese come si può sperare di arrivare ad aprile? Gente che ha famiglia, mutuo, spese. Io sono l'unica fortunata perché non ho tutte queste spese ma dato che anch'io voglio pensare al futuro, intanto mando qualche curriculum. Poi chissà, magari l'azienda si rimette in piedi presto...
L'altra notte ho sognato che il mio babbo era in coma da più di 7 anni (in verità è morto più di 7 anni fa). Andavo in ospedale a trovarlo, gli toccavo una gamba, all'altezza delle caviglie, e lui si svegliava.
Ho i sensi di colpa rallentati, un po' come tutto il resto.
Quindi ho fatto tutte quelle cose che si fanno in mutua: mi sono svegliata alle 11. Ho cazzeggiato. Sono andata dal dottore che mi ha detto in 5 minuti che ho le placche in gola e devo prendere un superantibiotico. Mi sono comprata un burrocacao per labbra in un'erboristeria, così evito di spalmarmici sempre quella schifezza del labello che non mi fa nulla, anzi, rende le mie labbra peggio del deserto del Gobi.
Ho suonato un po' il basso. Non ho parlato per nulla perché ieri non avevo proprio voce. Roccio diceva che ero il sogno di ogni uomo: una donna che non può parlare.
In quel senso mi hanno ricordato che qui, nel reparto produzione, hanno stampato questa immagine.

Oggi rientrata al lavoro e sparate due cazzate si comincia a fare discorsi seri. Io ho annunciato al mio capo che stasera ho un colloquio. Lui ha fatto la faccia mesta, ma è ovvio che io cominci a pensare a me dato che qui forse ci pagheranno ad aprile.
La voce è tornata ma posson dire ben poche minchiaggini per sollevare gli animi. La gente è a pezzi. Se non si arriva a fine mese come si può sperare di arrivare ad aprile? Gente che ha famiglia, mutuo, spese. Io sono l'unica fortunata perché non ho tutte queste spese ma dato che anch'io voglio pensare al futuro, intanto mando qualche curriculum. Poi chissà, magari l'azienda si rimette in piedi presto...
L'altra notte ho sognato che il mio babbo era in coma da più di 7 anni (in verità è morto più di 7 anni fa). Andavo in ospedale a trovarlo, gli toccavo una gamba, all'altezza delle caviglie, e lui si svegliava.
Ho i sensi di colpa rallentati, un po' come tutto il resto.
18 febbraio 2008
Tamagotchi
Stamattina mi sono fatta levare i punti. 6 punti, dicono. Nemmeno qualcosa di cui vantarsi. La ferita, a giudicare dai commenti delle infermiere, era molto bella. Però ancora non posso lavarla: devo aspettare 4 o 5 giorni. Secondo l'istologico il neo era solo un banalissimo neo.
La mia azienda è in crisi, pare. Nessuno ha ricevuto lo stipendio questo mese. Forse a marzo ne riceveremo due. Qualcuno dice addirittura ad aprile-maggio. Nell'attesa qui cazzeggiamo e io ho inviato 9 curricula. Non voglio che la mia unica ragione di lavoro (i soldi) sia messa in secondo piano. Se sto qui devono pagarmi.
Dato che ho una cattiva influenza sulle bestie (grilli, camaleonti, insetti vari e - spero proprio di no - anche Fiocco, forse) abbiamo comprato un tamagotchi che abbiamo chiamato Adso (abbiamo visto Il nome della Rosa, venerdì sera). Se mi muore anche lui posso andare tranquillamente a Lourdes.
Questi giorni sono trascorsi abbastanza rapidi. Giovedì io e Roccio ci siamo incontrati a Milano. Un funerale a San Valentino. Lui mi ha portato Volkerball, un dvd di qualche live dei Rammstein. Ma soprattutto ha portato se stesso, grazie grazie grazie, perché c'è sempre.
Mia mamma infatti era felice di averci lì.
Poi siamo tornati tutti e tre a Torino, il giorno dopo Fiocco è stato dimesso (alla modica cifra di 1100 e passa euro da aggiungersi ai 1700 e passa euro spesi per poldo, che uno non sta a sindacare, però miseria... e se uno i soldi da parte non li ha?). Mentre si tornava a casa abbiamo trovato un cane grosso in mezzo a un incrocio. Le macchine gli passavano attorno incuranti e lui stava lì in mezzo immobile. Poi si è alzato e zoppicando se n'è andato. Ho provato a fermarmi ma non sono riuscita a fare manovra e scendere dalla macchina in quel punto sarebbe stato pericolosissimo. Così abbiamo optato per tornare a casa e chiamare la protezione animali.
Ho cercato i nomi esatti delle vie per dare indicazioni ben precise. Ho chiamato i vigili ma non rispondeva nessuno. Al canile nemmeno. I carabinieri non sapevano che pesci pigliare (il consiglio di una voce da molto del Sud è stato Lo porti a casa sua e poi domani lo riporti al canile senza contare che non potevo portarlo a casa per i miei 3 cani. Senza contare che una volta che trovi un cane e lo porti a casa è tuo, e non puoi portarlo al canile. Il canile non lo accetta più, a meno che non lo leghi lì fuori e lo abbandoni. Terribile vero? Chiamo l'ENPA, loro sono più gentili. Mi danno un altro numero del canile e lì finalmente mi dicono che avrebbero mandato la squadra di cattura a prendere il cane.
Ormai era passata più di mezz'ora, secondo me non lo hanno più trovato.
Ora sono qui al lavoro, aspetto il nostro venerdì. Intanto guardo gli annunci. Non si sa mai...
La mia azienda è in crisi, pare. Nessuno ha ricevuto lo stipendio questo mese. Forse a marzo ne riceveremo due. Qualcuno dice addirittura ad aprile-maggio. Nell'attesa qui cazzeggiamo e io ho inviato 9 curricula. Non voglio che la mia unica ragione di lavoro (i soldi) sia messa in secondo piano. Se sto qui devono pagarmi.
Dato che ho una cattiva influenza sulle bestie (grilli, camaleonti, insetti vari e - spero proprio di no - anche Fiocco, forse) abbiamo comprato un tamagotchi che abbiamo chiamato Adso (abbiamo visto Il nome della Rosa, venerdì sera). Se mi muore anche lui posso andare tranquillamente a Lourdes.
Questi giorni sono trascorsi abbastanza rapidi. Giovedì io e Roccio ci siamo incontrati a Milano. Un funerale a San Valentino. Lui mi ha portato Volkerball, un dvd di qualche live dei Rammstein. Ma soprattutto ha portato se stesso, grazie grazie grazie, perché c'è sempre.
Mia mamma infatti era felice di averci lì.
Poi siamo tornati tutti e tre a Torino, il giorno dopo Fiocco è stato dimesso (alla modica cifra di 1100 e passa euro da aggiungersi ai 1700 e passa euro spesi per poldo, che uno non sta a sindacare, però miseria... e se uno i soldi da parte non li ha?). Mentre si tornava a casa abbiamo trovato un cane grosso in mezzo a un incrocio. Le macchine gli passavano attorno incuranti e lui stava lì in mezzo immobile. Poi si è alzato e zoppicando se n'è andato. Ho provato a fermarmi ma non sono riuscita a fare manovra e scendere dalla macchina in quel punto sarebbe stato pericolosissimo. Così abbiamo optato per tornare a casa e chiamare la protezione animali.
Ho cercato i nomi esatti delle vie per dare indicazioni ben precise. Ho chiamato i vigili ma non rispondeva nessuno. Al canile nemmeno. I carabinieri non sapevano che pesci pigliare (il consiglio di una voce da molto del Sud è stato Lo porti a casa sua e poi domani lo riporti al canile senza contare che non potevo portarlo a casa per i miei 3 cani. Senza contare che una volta che trovi un cane e lo porti a casa è tuo, e non puoi portarlo al canile. Il canile non lo accetta più, a meno che non lo leghi lì fuori e lo abbandoni. Terribile vero? Chiamo l'ENPA, loro sono più gentili. Mi danno un altro numero del canile e lì finalmente mi dicono che avrebbero mandato la squadra di cattura a prendere il cane.
Ormai era passata più di mezz'ora, secondo me non lo hanno più trovato.
Ora sono qui al lavoro, aspetto il nostro venerdì. Intanto guardo gli annunci. Non si sa mai...
13 febbraio 2008
Lutto
Non ho un bel rapporto con la morte, eppure non mi mette tristezza. Sono consapevole del fatto che siamo esseri di passaggio in questa dimensione (ma ne esiste un'altra? Secondo me no. Tutto comincia e finisce qui, e quindi dobbiamo vivere al meglio ogni nostro giorno). Ciò che mi mette tristezza è la sofferenza.
La morte di mia nonna è stata improvvisa. Mio zio era rimasto con lei tutto il giorno, ma è andato un attimo in bagno e quando è tornato lei era già andata.
In un certo senso, e in maniera molto razionale, è stato meglio così. Le avevano già detto che era terminale e questa partenza improvvisa ci ha privati di quell'attesa terribile che solo chi ha avuto un parente in stato terminale conosce. Si contano i giorni in cui rimane vigile, poi i momenti in cui prova dolore e si comincia con la morfina. Poi la si vede sempre dormire e si spera che non soffra. Ma intanto le persone attorno a lei soffrono terribilmente.
Mio nonno ha avuto una fine simile. Mio nonno e mia nonna vivevano ormai in stanze separate. Mia nonna al piano di sopra e mio nonno al piano di sotto.
Lui ha avuto un malore, si è accasciato a terra perché temeva di cadere e farsi male e la donna delle pulizie lo ha trovato steso a terra. Mia nonna non aveva sentito nulla.
Quindi mi piace pensare che mia nonna volesse rimanere un attimo da sola per spirare in pace.
E' un momento intimo.
Non so se avete mai provato la fastidiosissima sensazione di essere trasportati in barella.
Tu guardi tutti dal basso e tutti, tutti, ti guardano dall'alto. Vorresti solo non vedere nessuno, rimanere solo.
E così mi immagino mia nonna, negli ultimi momenti. Con mio zio che la fissava preoccupato e lei che voleva solo un istante. Un istante solo per andare via tranquilla.
La cosa che mi rende triste è la sofferenza di mia mamma, in questo momento. Non credo di avere pianto nemmeno al funerale di mio padre. Non è cattiveria. Ma sapevo che stava male anche lui, che oramai non camminava più e respirava a fatica (e, nonostante tutto, fumava).
E mi chiedevo come ci si dovesse comportare in periodo di lutto, quanto questo dovesse durare. Me lo richiedo ora. Cosa devo fare e come devo comportarmi? Quanto triste devo essere? Come trasmettere la mia vicinanza a mia mamma e i miei parenti?
Il lutto per me è sempre stato un mistero.
La morte di mia nonna è stata improvvisa. Mio zio era rimasto con lei tutto il giorno, ma è andato un attimo in bagno e quando è tornato lei era già andata.
In un certo senso, e in maniera molto razionale, è stato meglio così. Le avevano già detto che era terminale e questa partenza improvvisa ci ha privati di quell'attesa terribile che solo chi ha avuto un parente in stato terminale conosce. Si contano i giorni in cui rimane vigile, poi i momenti in cui prova dolore e si comincia con la morfina. Poi la si vede sempre dormire e si spera che non soffra. Ma intanto le persone attorno a lei soffrono terribilmente.
Mio nonno ha avuto una fine simile. Mio nonno e mia nonna vivevano ormai in stanze separate. Mia nonna al piano di sopra e mio nonno al piano di sotto.
Lui ha avuto un malore, si è accasciato a terra perché temeva di cadere e farsi male e la donna delle pulizie lo ha trovato steso a terra. Mia nonna non aveva sentito nulla.
Quindi mi piace pensare che mia nonna volesse rimanere un attimo da sola per spirare in pace.
E' un momento intimo.
Non so se avete mai provato la fastidiosissima sensazione di essere trasportati in barella.
Tu guardi tutti dal basso e tutti, tutti, ti guardano dall'alto. Vorresti solo non vedere nessuno, rimanere solo.
E così mi immagino mia nonna, negli ultimi momenti. Con mio zio che la fissava preoccupato e lei che voleva solo un istante. Un istante solo per andare via tranquilla.
La cosa che mi rende triste è la sofferenza di mia mamma, in questo momento. Non credo di avere pianto nemmeno al funerale di mio padre. Non è cattiveria. Ma sapevo che stava male anche lui, che oramai non camminava più e respirava a fatica (e, nonostante tutto, fumava).
E mi chiedevo come ci si dovesse comportare in periodo di lutto, quanto questo dovesse durare. Me lo richiedo ora. Cosa devo fare e come devo comportarmi? Quanto triste devo essere? Come trasmettere la mia vicinanza a mia mamma e i miei parenti?
Il lutto per me è sempre stato un mistero.
12 febbraio 2008
Questo è quello che ho trovato sul tumore che forse ha Fiocco.
Mia nonna deve invece ancora fare la biopsia.
Da questo sito, sul forum veterinari.it.
Mia nonna deve invece ancora fare la biopsia.
Cara Signora, in seguito ad accordi presi in consulti e via messaggi privati, mi sto impegnando a informarLa riguardo all'emongiosarcoma splenico di cui è stato recentemente operato il Suo cane.
E incomincio fin dall'inizio a raccontarLe solo la verità, benchè per me che la scrivo e per Lei soprattutto che la leggerà non è una cosa facile da ingoiare. Ma lascio i fatti e le ultime ricerche a parlarLe che è meglio.
Due terzi dei cani con lesioni spleniche(della milza) ha verosimilmente un tumore e tra questi la maggioranza è rappresentata dall'emangiosarcoma splenico (HSA).
L'HSA è un tumore MOLTO AGGRESSIVO, che solitamente presenta MICROMETASTASI AL MOMENTO DELLA CHIRURGIA e che, spesso, porta rapidamente a morte il paziente.
Nel cane, l'HSA rappresenta il 5% di tutti i tumori maligni non cutanei. Sono soprattutto interessati i maschi e le femmine sterilizzate tra gli 8 e i 13 anni. Razze più colpite sono il pastore tedesco, golden retriever, labrador retriever e schnauzer. Tuttavia, tutte le razze possono andare incontro a questa neoplasia. Sembra che ci sia predisposizione familiare per l'HSA.
Il 25% dei cani con HSA splenico ha contemporaneamente coinvolgimento atriale (ossia cardiaco). Laddove siano interessati più organi (milza, fegato e atrio) la neoplasia si considera come disordine multicentrico (ed è del grado III).
I riscontri di laboratorio più tipici sono anemia, leucocitosi neutrofila e trombocitopenia. Pertanto, Le suggerisco vivamente di fare ogni mese un esame emocromocitometrico con profilo ematochimico completo per controllare il cane.
Al momento della SPLENECTOMIA (che è il trattamento di elezione), SOLTANTO il 12% dei cani presenta un tumore confinato alla milza. Pertanto, è molto importante, ai fini terapeutici e prognostici, controllare frequentemente il paziente e STADIARLO (vedere se ci sono metastasi, dove ci sono, di quali dimensioni ecc; queste cose le sa bene il Suo medico veterinario e con lui/lei deve, finchè il cane vive, collaborare strettamente).
La CHEMIOTERAPIA ha ruolo adiuvante, in combinazione con la chirurgia, nel prolungare la sopravvivenza dell'animale, E DEVE ESSERE INZIATA A FERITA OPERATORIA GUARITA. La doxorubicina sembra essere l'agente chemioterapico più efficace nel trattamento dell'HSA ed è usata da sola o in combinazione con altri farmaci (associati tutti a gli effetti collaterali tipici della chemioterapia; evito però di trattenermi su queste cose a meno che non me lo chieda esplicitamente). Ci sono diversi protocolli, ma non sto qui a elencarli. Se lei decide per la chemio, prima si consulti con il medico veterinario di Sua fiducia. Poi, se vuole, Le posso offrire un confronto, elencandoLe i diversi protocolli. I cani con HSA allo stadio I e II sono i migliori candidati per la chemio postoperatoria. Pertanto, deve chiedere al Suo medico di STADIARE il Suo cane. LA STADIAZIONE è INDISPENSABILE, ripeto, per ragioni terapeutici e prognostici.
Quando la chemio non è più in grado di controllare il tumore, il decorso è rapidissimo.
L'angiogenesi è un meccanismo cruciale durante la progressione del tumore, perchè garantisce alle cellule apporto nutrizionale, e durante la metastatizzazione, rappresenta la via principale attraverso cui le cellule tumorali entrano nel circolo sanguigno. Il fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF) rappresenta il più noto fattore angiogenetico. Nei cani con HSA sono state identificate elevate concentrazioni di VEGF (nel plasma, nel tumore stesso e nel versamento neoplastico). I livelli plasmatici di VEGF tendono a diminuire dopo rimozione chirurgica del tumore, mentre aumentano in caso di metastasi. Pertanto, il monitoraggio attento del VEGF nel cane potrebbe servire come marker.
Ora, l'evidenza di attività angiogenetica offre possibilità di intervenire terapeuticamente. I fattori antiangiogenetici possono prevenire l'insorgenza di metastasi, a condizione che il tumore primitivo sia stato rimosso o ridotto (come spero sia successo nel caso del Suo cane); questo perchè i fattori antiangiogenetici non sono efficaci su vasi già preesistenti. Questi fattori non hanno gli effetti collaterali della chemio e attualmente quelli in SPERIMENTAZIONE includono interferone, inibitori delle metalloproteinasi e talidome. Quest'ultima sembra inibire anche il rilascio del fattore di necrosi tumorale associato alla cachessia paraneoplastica. Tutte queste sostanze, però, sono ancora in uno stadio sperimentale.
La PROGNOSI per i pazienti con HSA splenico non è buona (il termine medico è "infausta"). Dal momento della diagnosi, i cani non trattati muoiono in genere nell'arco di un mese (e di solito sono di una certa età; purtroppo, la vecchiaia non impedisce al tumore di provocare i suoi disastri). DOPO SPLENECTOMIA, la sopravvivenza media è di 60-90 giorni ( con il 6-7% dei cani vivo ad un anno. Spero vivamente che il Suo cane superi tutti i pronostici), mentre la CHEMIOTERAPIA ADIUVANTE la PROLUNGA A 6 mesi circa.
Fattori prognostici negativi sono la presenza di aritmie ventricolari, di emoperitoneo o di rottura splenica (che non è il caso del Suo cane).
Le suggerisco di far fare al cane prima di tutto la STADIAZIONE e per farla occorrono i seguenti esami: emocromo con profilo ematochimico, radiografia del torace, radiografia dell'addome, ecocardiografia ed elettrocardiogramma, una TAC se si sospetta la presenza di metastasi encefaliche, l'esame istopatologico e colorazione immunoistochimica con vimentina e/o CD31 (che spero che siano stati fatti e se ce li ha in mano, per favore me li trascriva; così forse le posso dire qualcosa in più). Una volta raccolti tutti questi dati, è possibile la STADIAZIONE secondo il metodo TNM (ed è compito del Suo medico o di un medico veterinario oncologo). Insisto che la stadiazione debba essere fatta prima dell'inzio dell'eventuale trattamento chemioterapico per le ragioni sopra indicate.
Per controllare l'animale occorre periodicamente l'emocromo con profilo ematochimico, l'ecocardiografia, l'elettrocardiogramma e le radiografie del torace e dell'addome.
Lo so! Tanti soldi e tante preoccupazioni! Tuttavia, solo Lei può decidere che cosa vuole fare con il Suo amico. Io, da medico veterinario, non devo decidere per i proprietari, li devo solo informare e soccorrerli quando e come posso e loro me lo permettono.
Tuttavia, rimango a Sua disposizione per qualsiasi chiarimento e per qualsiasi altra cosa Lei crede che Le possa essere utile.
Da questo sito, sul forum veterinari.it.
11 febbraio 2008
10 febbraio 2008
Cane nero
Murphy, con la sua celebre frase Se qualcosa può andar storto lo farà aveva aperto la strada per la stesura di una Bibbia, non un libro. E siccome le disgrazie mai arrivano da sole, mia nonna è stata ricoverata. I linfonodi le si sono ingrossati, in gola, non riesce a mangiare e sono alcuni giorni che proprio non riesce a deglutire nulla. Come se non bastasse venerdì notte, alla vigilia della partenza di mia mamma per Milano, per andare da mia nonna, Fiocco, l'ultimo cane arrivato in famiglia, è svenuto. E' svenuto, si è fatto la pipì addosso e si muoveva in maniera convulsiva per rialzarsi. E piangeva, piangeva forte. Così appena arrivato Roccio in stazione siamo andati a prendere Fiocco e mia mamma e siamo andati all'ospedale per animali. Fiocco è risultato molto anemico: la radiografia non mostrava nulla di strano nella zona cuore/polmoni, ma la visibilità a livello dell'intestino era scarsa. Alla fine hanno optato per un ricovero. Nei prelievi sanguigni il valore dell'emoglobina era molto basso, quindi c'era un'emorragia ma non si capiva bene dove. Per di più mi hanno detto che un testicolo è molto più grosso dell'altro, il che potrebbe rivelare una massa tumorale a livello del testicolo. Domani faranno un'ecografia per vedere se nell'addome c'è una massa tumorale che può avere creato una piccola emorragia e controlleranno bene i testicoli.
Alle 2 di notte circa torniamo a casa.
Sabato mattina di corsa in stazione per accompagnare mia mamma. E poi spesa. E poi casa. E poi concerto a Cuneo.
Possiamo dire di non esserci mai fermati.
Il concerto era quello dei Subsonica.
Sì, direte, ma se fanno un tour sicuramente passano da Torino e Firenze. Infatti, dico io, però a Torino e Firenze ci passano in giorni infrasettimanali e quindi ci tocca prendere ferie o permessi. E Bom, come si dice qui a Torino (se non me l'avesse fatto notare Roccio io proprio non ci avrei fatto caso. Bom, per me è naturale dire bom). Insomma ci spariamo più di un'ora e mezza di macchina per arrivare. I subsonica sono stati davvero bravi. Hanno ideato un palcoscenico niente male, una specie di corridoio (in grata) dove i membri suonavano l'uno accanto all'altro. Questo solitamente non avviene, perché in un palco qualunque il cantante rimane davanti, dietro di lui il chitarrista e il bassista e, in fondo, tastierista e batteria. Il tutto corredato da effetti di luce.. uhm. Se riesco metto online qualche foto (cerco che riesco, se non lo faccio è solo per pigrizia).
E' impossibile non ballare con i Subsonica. C'è chi però ha cominciato ben prima a ballare (un omino spettacolare, quasi quasi da mettere su youtube).
Tornati a casa e stamattina anche non abbiamo dormito granché. Insomma un weekend un po' di corsa. Ma sempre insieme.
Stasera sono andata a trovare Fiocco e ho trovato un ex collega di 892424 (con la sua ragazza) mentre portavano il loro cane. Anche lui con l'ernia al disco. La ragazza era un po' disperata, così le ho parlato di Poldo e si è un po' tranquillizzata. C'è un'epidemia canina di malattie in questo periodo.
Come se non bastasse ieri mi sono anche arrivate. Mancava solo bucassimo con la 600, e avevamo risolto il sabato.
Ora Roccio è in viaggio, e io lo aspetto. Ogni domenica aspetto il venerdì. Ogni giorno aspetto il venerdì. Anche di venerdì!
Canzone del giorno: Canenero Subsonica
Alle 2 di notte circa torniamo a casa.
Sabato mattina di corsa in stazione per accompagnare mia mamma. E poi spesa. E poi casa. E poi concerto a Cuneo.
Possiamo dire di non esserci mai fermati.
Il concerto era quello dei Subsonica.
Sì, direte, ma se fanno un tour sicuramente passano da Torino e Firenze. Infatti, dico io, però a Torino e Firenze ci passano in giorni infrasettimanali e quindi ci tocca prendere ferie o permessi. E Bom, come si dice qui a Torino (se non me l'avesse fatto notare Roccio io proprio non ci avrei fatto caso. Bom, per me è naturale dire bom). Insomma ci spariamo più di un'ora e mezza di macchina per arrivare. I subsonica sono stati davvero bravi. Hanno ideato un palcoscenico niente male, una specie di corridoio (in grata) dove i membri suonavano l'uno accanto all'altro. Questo solitamente non avviene, perché in un palco qualunque il cantante rimane davanti, dietro di lui il chitarrista e il bassista e, in fondo, tastierista e batteria. Il tutto corredato da effetti di luce.. uhm. Se riesco metto online qualche foto (cerco che riesco, se non lo faccio è solo per pigrizia).
E' impossibile non ballare con i Subsonica. C'è chi però ha cominciato ben prima a ballare (un omino spettacolare, quasi quasi da mettere su youtube).
Tornati a casa e stamattina anche non abbiamo dormito granché. Insomma un weekend un po' di corsa. Ma sempre insieme.
Stasera sono andata a trovare Fiocco e ho trovato un ex collega di 892424 (con la sua ragazza) mentre portavano il loro cane. Anche lui con l'ernia al disco. La ragazza era un po' disperata, così le ho parlato di Poldo e si è un po' tranquillizzata. C'è un'epidemia canina di malattie in questo periodo.
Come se non bastasse ieri mi sono anche arrivate. Mancava solo bucassimo con la 600, e avevamo risolto il sabato.
Ora Roccio è in viaggio, e io lo aspetto. Ogni domenica aspetto il venerdì. Ogni giorno aspetto il venerdì. Anche di venerdì!
Canzone del giorno: Canenero Subsonica
08 febbraio 2008
Punti di vista
Finalmente venerdì è arrivato! I punti prudono sulla schiena e li vorrei strappare ma resisto. Ieri sera ennesima discussione con mia madre. Mia nonna non sta bene ed è ricoverata in ospedale. Diciamocelo, è anziana e ha passato due ictus. Non è una vecchiettina arzilla che cammina e va ancora a fare la spesa da sola. Ha bisogno di assistenza continua che i miei zii purtroppo non riescono a darle. Eppure si sentirebbero così in colpa a portarla in un ospizio da non fare nemmeno la cosa più giusta per lei.
Comunque domani va a Milano a trovarla e ci rimarrà due giorni. Poi mi dirà.
Il fondotinta comprato l'altro giorno è molto bello, molto coprente, molto chiaro.. Devo dire, davvero ottimo! Oggi sono un po' giù, tra la fase premestruale, la noia con i colleghi (questa storia del blog mi è spiaciuta davvero tanto, se fossero solo stati in grado di leggere e non commentare ogni parola o fare mille domande), la voglia di scappare, fuori c'è un sole incredibile, si vedono le alpi e noi? Chiusi qui. C'è una cosa però che mi rende più che felice. Roccio. Stasera sarà qui e io non vedo l'ora.
Di respirare aria pura.
Canzone del giorno:
Comunque domani va a Milano a trovarla e ci rimarrà due giorni. Poi mi dirà.
Il fondotinta comprato l'altro giorno è molto bello, molto coprente, molto chiaro.. Devo dire, davvero ottimo! Oggi sono un po' giù, tra la fase premestruale, la noia con i colleghi (questa storia del blog mi è spiaciuta davvero tanto, se fossero solo stati in grado di leggere e non commentare ogni parola o fare mille domande), la voglia di scappare, fuori c'è un sole incredibile, si vedono le alpi e noi? Chiusi qui. C'è una cosa però che mi rende più che felice. Roccio. Stasera sarà qui e io non vedo l'ora.
Di respirare aria pura.
Canzone del giorno:
Una storia disonesta (Stefano Rosso)
Si discuteva dei problemi dello stato
si andò a finire sull'hascish legalizzato
che casa mia pareva quasi il parlamento
erano in 15 ma mi parevan 100.
Io che dicevo "Beh ragazzi andiamo piano
il vizio non è stato mai un partito sano".
E il più ribelle mi rispose un po' stonato
e in canzonetta lui polemizzò così:
"Che bello
due amici una chitarra e lo spinello
e una ragazza giusta che ci sta
e tutto il resto che importanza ha?
che bello
se piove porteremo anche l'ombrello
in giro per le vie della città
per due boccate di felicità".
"Ma l'opinione - dissi io - non la contate?
e che reputazione, dite un pò, vi fate?
la gente giudica voi state un po' in campana
ma quello invece di ascoltarmi continuò:
"Che bello
col pakistano nero e con l'ombrello
e una ragazza giusta che ci sta
e tutto il resto che importanza ha?"
Così di casa li cacciai senza ritegno
senza badare a chi mi palesava sdegno
li accompagnai per strada e chiuso ogni sportello
tornai in cucina e tra i barattoli uno che....
"Che bello
col giradischi acceso e lo spinello
non sarà stato giusto si lo so
ma in 15 eravamo troppi o no?".
E questa
amici miei è una storia disonesta
e puoi cambiarci i personaggi ma
quanta politica ci puoi trovar
06 febbraio 2008
Sesto senso (genetico)
Scusate, ma a causa di un errore l'indirizzo del blog è finito in mano ai miei colleghi di ufficio, proprio quello che non volevo. Così ho dovuto chiuderlo. Ma non temete, non sarà per molto. Ben presto, quando tutti si saranno dimenticati, lo riaprirò. Tempo? Non so, una settimana, due, boh?
Oggi dopo lavoro sono stata in farmacia a prendere un fondotinta. Bello, un po' giallo, ma bello. Copre tutte le imperfezioni. Se siete interessate, oh donne, eccolo qui: La Roche-Posay Toleriane fondotinta compatto (il mio colore è l'11 per la mia pelle chiarissima però ci sono altre due tonalità).
Ecco la foto:

Comodissimo da portare in borsetta per ultimi ritocchi durante la giornata. Colore un po' giallognolo ma per me perfetto che sono chiarissimissima.
Stasera a casa mia mamma mi ha detto che la nostra nipotina ha paura e vede i mostri. Anche mia sorella da piccola vedeva i mostri: e non si tratta di paura del buio perché mia sorella li vedeva anche di giorno. Voleva sempre dormire con i miei genitori finché una sera mio padre sfavato ha chiuso la porta della camera da letto a chiave e ha detto basta. Ma chissà, mi chiedo io. Chissà se i mostri non li vedava davvero. Chissà la nipotina, piccola com'è, non li veda davvero. Chissà.
Mi pongo la domanda di sempre: c'è qualcos'altro là fuori?
Oggi dopo lavoro sono stata in farmacia a prendere un fondotinta. Bello, un po' giallo, ma bello. Copre tutte le imperfezioni. Se siete interessate, oh donne, eccolo qui: La Roche-Posay Toleriane fondotinta compatto (il mio colore è l'11 per la mia pelle chiarissima però ci sono altre due tonalità).
Ecco la foto:

Comodissimo da portare in borsetta per ultimi ritocchi durante la giornata. Colore un po' giallognolo ma per me perfetto che sono chiarissimissima.
Stasera a casa mia mamma mi ha detto che la nostra nipotina ha paura e vede i mostri. Anche mia sorella da piccola vedeva i mostri: e non si tratta di paura del buio perché mia sorella li vedeva anche di giorno. Voleva sempre dormire con i miei genitori finché una sera mio padre sfavato ha chiuso la porta della camera da letto a chiave e ha detto basta. Ma chissà, mi chiedo io. Chissà se i mostri non li vedava davvero. Chissà la nipotina, piccola com'è, non li veda davvero. Chissà.
Mi pongo la domanda di sempre: c'è qualcos'altro là fuori?
05 febbraio 2008
Oh. Oggi sono a casa. Come ieri.
Mi sono levata il neo sulla schiena e ora sto seduta tutta storta perché ho i punti. E non riesco a poggiare la schiena allo schienale della sedia.
Sabato sera, torniamo un po' indietro. Siamo andati a vedere Io sono leggenda incuriositi dalle opinioni contrastanti di chi già era andato a vederlo: bellissimo o schifoso. Siamo partiti senza pregiudizio alcuno, ci siamo seduti in seconda fila (ultimi posti centrali rimasti) e abbiamo aspettato.
Premessa: il film mi è piaciuto molto, anche se ho da appuntare mille e mille critiche.
Non c'entra nulla con il libro, ho letto un sunto della trama e davvero il titolo è stato inteso in due modi totalmente diversi. Nel libro Io sono leggenda ha un connotato decisamente negativo. Lui rimane unico sopravvissuto che da' la caccia ai vampiri. I vampiri lo ritengono mostro (e quindi leggenda) perché lui, Robert Neville, da' loro la caccia in maniera spietata. Non sono più i vampiri la leggenda perché tutta la società si è trasformata e solo Robert è rimasto normale, ma in un mondo anormale è lui il diverso, il mostro. Nel film no, ci sono altri sopravvissuti, i mostri non hanno cervello, urlano e succhiano sangue ma non fanno altro. Nel finale ci piazzano Dio, come al solito. E lui diventa leggenda perché trova la cura al virus: io sono leggenda assume quindi il significato di io sono eroe.
Attore incredibile il cane (che nemmeno Rex, davvero!) e Will Smith è davvero bravo ma troppo troppo tragica tutta la vicenda. Me lo avevano presentato come un film di paura e ho pianto dall'inizio alla fine senza saltare dalla sedia nemmeno un istante. I mostri sono fatti in grafica 3d e si vede troppo che sono finti, fintissimi. Luci e ombre non combaciano. E poi, nel film la ragazza salva Robert Neville cacciando i mostri con quella che sembra essere una lampada UV. Uh, e allora perché non usarla attorno alla casa? Perché non illuminarci la casa, i sotteranei? Perché non predisporre una stanza piena di provviste e lampade UV dove rintanarsi in caso di ermegenza? Perché ha ucciso il cane e non lo ha tenuto per provare a curarlo? Insomma, è vero che non bisogna farsi troppe domande con un film di fantascienza, ma certe cose vengono spontanee. E poi perché ci hanno infilato Dio? E chi ha doppiato la ragazza? E il bambino? C'è solo per fare un po' di pena?
Ripeto, mi è piaciuto ma poteva essere fatto meglio, ecco.
Ieri, come dicevo, asportazione del neo sulla schiena. Il mio neo distintivo, di famiglia, che abbiamo io, mia sorella e mia cugina. Tolto.
Non pensavo che tante persone si levassero nei: le sale di attesa erano piene e quando mi chiamano ho un sussulto. Dovete sapere che ho una fifa boia. Degli aghi, dei bisturi, di tutto. Eppure sono stata punzecchiata, tagliuzzata un sacco di volte.
Non è vero quello che si dice: che la paura passa. La paura rimane, ma si impara a razionalizzare. La mia regola d'oro è se si deve fare, si fa. Proprio per quello pensavo a chi si fa fare il lifting o rifare il seno. Scelte non necessarie.
Mi sono sdraiata sul lettino a pancia in giù con la testa verso il lato del chirurgo (una donna, e nemmeno troppo gentile). Sono andata da sola, per varie ragioni. Perché ho paura e non voglio ammorbare nessuno, perché ero in ritardo e con mia mamma sarei arrivata ancora più in ritardo, perché lei è in grado di mettermi più in ansia del dovuto.
Quindi le uniche persone a cui rompo le palle in questi casi sono Roccio e i medici.
L'anestesia locale ha bruciato parecchio ed è stata l'unica parte in cui ha recitato un po' di dolore.
Poi zac zac e cuci cuci.
E le mie domande State tagliando? State cucendo? E ora che fate? ecc ecc.
L'anestesia toglie solo il dolore ma non la sensazione del tatto. Si sente il bisturi che taglia, il filo che tira pelle e carne. La dottoressa mi fa vedere con le dita quanto sarà grossa la cicatrice. 5 cm scarsi. E addio neo.
Torno a casa in taxi ma mi distraggo due secondi e il tassista fa le strade più trafficate del centro per farmi pagare di più. Pazienza.
Tra due settimane tolgo i punti.
Mi sono levata il neo sulla schiena e ora sto seduta tutta storta perché ho i punti. E non riesco a poggiare la schiena allo schienale della sedia.
Sabato sera, torniamo un po' indietro. Siamo andati a vedere Io sono leggenda incuriositi dalle opinioni contrastanti di chi già era andato a vederlo: bellissimo o schifoso. Siamo partiti senza pregiudizio alcuno, ci siamo seduti in seconda fila (ultimi posti centrali rimasti) e abbiamo aspettato.
Premessa: il film mi è piaciuto molto, anche se ho da appuntare mille e mille critiche.
Non c'entra nulla con il libro, ho letto un sunto della trama e davvero il titolo è stato inteso in due modi totalmente diversi. Nel libro Io sono leggenda ha un connotato decisamente negativo. Lui rimane unico sopravvissuto che da' la caccia ai vampiri. I vampiri lo ritengono mostro (e quindi leggenda) perché lui, Robert Neville, da' loro la caccia in maniera spietata. Non sono più i vampiri la leggenda perché tutta la società si è trasformata e solo Robert è rimasto normale, ma in un mondo anormale è lui il diverso, il mostro. Nel film no, ci sono altri sopravvissuti, i mostri non hanno cervello, urlano e succhiano sangue ma non fanno altro. Nel finale ci piazzano Dio, come al solito. E lui diventa leggenda perché trova la cura al virus: io sono leggenda assume quindi il significato di io sono eroe.
Attore incredibile il cane (che nemmeno Rex, davvero!) e Will Smith è davvero bravo ma troppo troppo tragica tutta la vicenda. Me lo avevano presentato come un film di paura e ho pianto dall'inizio alla fine senza saltare dalla sedia nemmeno un istante. I mostri sono fatti in grafica 3d e si vede troppo che sono finti, fintissimi. Luci e ombre non combaciano. E poi, nel film la ragazza salva Robert Neville cacciando i mostri con quella che sembra essere una lampada UV. Uh, e allora perché non usarla attorno alla casa? Perché non illuminarci la casa, i sotteranei? Perché non predisporre una stanza piena di provviste e lampade UV dove rintanarsi in caso di ermegenza? Perché ha ucciso il cane e non lo ha tenuto per provare a curarlo? Insomma, è vero che non bisogna farsi troppe domande con un film di fantascienza, ma certe cose vengono spontanee. E poi perché ci hanno infilato Dio? E chi ha doppiato la ragazza? E il bambino? C'è solo per fare un po' di pena?
Ripeto, mi è piaciuto ma poteva essere fatto meglio, ecco.
Ieri, come dicevo, asportazione del neo sulla schiena. Il mio neo distintivo, di famiglia, che abbiamo io, mia sorella e mia cugina. Tolto.
Non pensavo che tante persone si levassero nei: le sale di attesa erano piene e quando mi chiamano ho un sussulto. Dovete sapere che ho una fifa boia. Degli aghi, dei bisturi, di tutto. Eppure sono stata punzecchiata, tagliuzzata un sacco di volte.
Non è vero quello che si dice: che la paura passa. La paura rimane, ma si impara a razionalizzare. La mia regola d'oro è se si deve fare, si fa. Proprio per quello pensavo a chi si fa fare il lifting o rifare il seno. Scelte non necessarie.
Mi sono sdraiata sul lettino a pancia in giù con la testa verso il lato del chirurgo (una donna, e nemmeno troppo gentile). Sono andata da sola, per varie ragioni. Perché ho paura e non voglio ammorbare nessuno, perché ero in ritardo e con mia mamma sarei arrivata ancora più in ritardo, perché lei è in grado di mettermi più in ansia del dovuto.
Quindi le uniche persone a cui rompo le palle in questi casi sono Roccio e i medici.
L'anestesia locale ha bruciato parecchio ed è stata l'unica parte in cui ha recitato un po' di dolore.
Poi zac zac e cuci cuci.
E le mie domande State tagliando? State cucendo? E ora che fate? ecc ecc.
L'anestesia toglie solo il dolore ma non la sensazione del tatto. Si sente il bisturi che taglia, il filo che tira pelle e carne. La dottoressa mi fa vedere con le dita quanto sarà grossa la cicatrice. 5 cm scarsi. E addio neo.
Torno a casa in taxi ma mi distraggo due secondi e il tassista fa le strade più trafficate del centro per farmi pagare di più. Pazienza.
Tra due settimane tolgo i punti.
31 gennaio 2008
Intervista di Metal Hammer
Traduzione di Jadax
PALLE AL MURO
La vita non è mai stata monotona per i Rammstein: dall’essere cresciuti nella Germania Est comunista, alle persone che pensano che siano nazisti, fino a passare piacevolmente un pomeriggio assolato a Parigi. La band parla a Ian Winwood di cosa vuol dire essere “strani”…
Ci sono due cose che bisogna sapere riguardo Till Lindemann. La prima è che non concede interviste, e la seconda è che non concede interviste. E’ quindi una sorpresa quando vengo presentato a Till Lindemann seduto ad aspettare d’essere intervistato.
“Sì – dice l’uomo della casa discografica che ha orchestrato l’incontro di oggi – Oggi è a disposizione della stampa”. L’uomo calvo della casa discografica mi si avvicina e mi presenta a Till Lindemann. Non c’è stata fino ad ora nessuna parola sul fatto che il più enigmatico cantante della più enigmatica delle band sia seduto davanti a me.
“Ehm… Hello”
“Hello”
“Mi spiace, ma non sapevo che avrei intervistato te oggi”
“Tutto ok. Siediti. Fa’ come se fossi a casa tua”. Queste parole comunque sono le sole in inglese che Till dirà nei prossimi tre quarti d’ora. Seduta a fianco a lui c’è una donna di nome Gabrielle. È la nostra traduttrice. La cosa funziona così: farò una domanda e Gabrielle ripeterà la domanda a Till in tedesco. Il cantante risponderà e Gabrielle scarabocchierà qualcosa in stenografia su un block notes. Poi risponderà alla domanda in inglese. Questo è strano per due ragioni. La prima è che le risposte in inglese sono sempre molto più corte che in tedesco, facendomi chiedere cosa è andato perso, letteralmente, durante la traduzione. La seconda è che è difficile sapere chi guardare mentre succede tutto questo: l’interprete o il soggetto.
Una parola veloce su Till Lindemann. Oggi è vestito interamente di nero, maglietta e jeans. Sta bevendo una piccola tazza di caffelatte di Starbucks. In questo primo incontro è difficile dire a chi assomigli di più, se Mickey Rourke o Herman Munster.
“Per il beneficio dei nostri lettori, saresti così gentile da descrivere l’ambientazione di oggi?”
”Certamente – dice Lindemann mentre si dà un’occhiata intorno – E’ una bellissima giornata e siamo nella splendida città di Parigi. Siamo seduti sul ponte superiore di una barca. Abbiamo soft drinks e una bellissima vista sul Tamigi”.
“Scusa?”
Till Lindemann abbozza un laconico ed ironico sorriso: “E’ solo un mio piccolo scherzo”. In realtà l’unica parte del “piccolo scherzo” di Till Lindemann ad essere veramente uno scherzo è che siamo sul Tamigi. Il resto è vero, ma siamo sul fiume Senna.
Bisogna concederglielo: quando i Rammstein fanno qualcosa, lo fanno con stile. La giornata inizia con un treno Eurostar da Waterloo per Parigi. Da lì un taxi attraverso il traffico caotico della città fino alla Bastiglia. Fuori l’Operà c’è – sì, davvero – un autobus londinese rosso a motore spento. Sul lato dell’autobus, come se fosse la pubblicità di un film o di un qualche prodotto per capelli, c’è la scritta “Rammstein”. Dentro il bus, un branco di giornalisti europei, tutti con addosso delle grosse cuffie e seduti davanti a lettori cd Philips. I walkman sono sigillati e contengono copie del nuovo lavoro del sestetto berlinese, “Rosenrot”. I giornalisti aggrottano le ciglia scrivendo qualcosa sui loro blocchetti. Infine il bus parte. La Torre Eiffel è alla nostra destra. Il nostro veicolo ha una grossa ammaccatura su una delle finestre del piano superiore, dove il giorno prima è andato a sbattere contro un ponte. Domani lo stesso autobus prenderà un’altra infornata di giornalisti per incontrare i Rammstein – sì, ancora – a bordo dell’Orient Express. Oggi però siamo sulla Senna, a pochi minuti dagli Champs Elysèes. È attraccata una barca. Sul ponte inferiore sta suonando “Rosenrot”. I membri del gruppo stanno gironzolando in quello di mezzo. Fuori nell’ultimo ponte attende Till Lindemann.
“Con ‘Reise, Reise’ (l’album dei Rammstein del 2004) ci erano rimaste un po’ di canzoni – dice il cantante – così siamo entrati in studio e ne abbiamo registrate altre. Si potrebbe dire che con il nostro ultimo album abbiamo avuto 11 fantastici giocatori in campo e 7-8 fantastici giocatori in panchina. Così stavolta abbiamo fatto giocare quelli in panchina – che erano ugualmente bravi – e abbiamo comprato 3 nuovi giocatori per unirli alla squadra, i quali sono tutti eccellenti giocatori. Quindi abbiamo un’eccellente nuova squadra per voi”.
“Allora siete felici del vostro lavoro?”
“Sì, assolutamente”.
In parole povere, ciò vuol dire che “Rosenrot” favorisce la corsa dei Rammstein come insolita, enigmatica, sovversiva ed intelligente rock band di oggi. Il primo gruppo tedesco ad evadere del tutto ed interpretare l’ombra gettata dallo strascico del fascismo, questa è una squadra in grado sia di entusiasmare che di confondere il suo pubblico. L’eccitazione viene dal sound, e da live shows che costano qualcosa come 30.000£ a notte di messa in scena. La confusione proviene dalle persone che sentendo l’hitleriana “rolling r” di Till Lindemann si chiedono se sia un set di Nazisti (la risposta comunque è no). Un concerto in Russia è stato recentemente cancellato a causa del timore che gli Skinheads potessero – sapete – farsi idee sbagliate.
“Ti piace fare le interviste?”
Till Lindemann ride: “No, assolutamente” dice.
“Perché no?”
“Bè, anch’io leggo le riviste perché voglio tenermi informato sui gruppi che mi piacciono. Ma non voglio essere la persona a cui vengono fatte tutte quelle domande, perché trovo che sia molto spossante essere così onesto. Così, per quanto riguarda le domande che mi stai facendo, io sto cercando di risponderti sinceramente. Ma se devo dir la verità, sono solo sincero a metà nelle risposte che ti do. Penso che sia molto importante mantenere un parte di me che appartenga solo a me stesso.”
Ecco ciò che sappiamo su Till Lindemann. Il cantante è nato nel 1963 a Leipzig, nell’allora DDR. È cresciuto nel piccolo villaggio di Schwerin. Come cittadino della Germania dell’Est comunista, fu “spaventato” quando cadde il muro di Berlino il 9 novembre 1989, sentendo come se “fosse la fine del mondo, la fine di tutto ciò che conoscevo.” Prima di allora era stato un nuotatore pronto a nuotare per il suo paese ai giochi Olimpici del 1980 a Mosca, se non fosse stato per un incidente. Voci dicono anche che sia stato espulso dalla squadra durante una visita in Italia, dopo essere sgattaiolato fuori dall’hotel. Lindemann spera di ritirarsi dalla scena nel 2013, all’età di 50 anni. Se volete sapere quanto diversi siano veramente i background dei membri dei Rammstein, allora è alla musica che dovete guardare. Ovunque nel Regno Unito se formi un gruppo musicale i tuoi primi grattacapi sono niente di più che fare un cd demo e cercare un posto come gruppo di supporto al Cadmen’s Dublin Castle o al Sheffield Leadmill. Per Till Lindemann e gli altri membri dei Rammstein questi processi sono stati differenti. Per suonare dal vivo nella DDR c’era bisogno di una licenza. Per ottenere la licenza dovevi tenere un’audizione di fronte ad un tavolo di serissimi ufficiali statali. Queste persone avevano il potere di decidere il vostro immediato futuro. Non sapevano nulla di musica, e gliene importava ancora meno.
“Loro sedevano lì…” e qui Till Lindemann indica un punto gesticolando verso un immaginario tavolo di ridicoli ma sinistri personaggi. Li ascoltavano suonare e poi avrebbero deciso se la band si meritava la licenza oppure no. Se non avevi la licenza, era la fine per il tuo gruppo, perché non ti era permesso suonare dal vivo.
“Ciò significava che le persone lavoravano sodo per ottenere la licenza. Ma voleva anche dire che erano molto più prudenti in ciò che scrivevano e dicevano, perché non volevano che la licenza gli venisse rifiutata. Ma per le band migliori, questo le costringeva ad essere più furbe. Non potevi metterti ad urlare di sovvertire lo Stato, perché loro semplicemente non ti facevano suonare. Per cui bisognava pensare a modi più ingegnosi di dire le cose più “delicate” , in modo da non fargli accorgere di ciò che stavi dicendo”.
I Rammstein sono una band avvolta dell’ambiguità, è a causa di queste esperienze che siete diventati così? Till Lindemann ci mette un secolo a pensarci su. È come se la cosa non gli fosse onestamente mai passata per la testa prima.
“Non lo so – dice – Potrebbe ben essere che le nostre strutture mentali provengano da lì, sì. Se non ti è permesso parlare a voce alta di ciò che pensi veramente, trovi altri modi per dire quello che vuoi dire”.
Si può anche metterla così: “’Fanculo, farò finta di fare quello che mi dici”.
Da qui salta fuori ogni cosa. Saltano fuori le tante sfumature che i Rammstein hanno a disposizione. Salta fuori il fatto che questa sia una band che può essere vista in innumerevoli modi: o come un pulsante, anche se inusuale, gruppo metal o altrimenti come un’intelligente e letterata aggiunta alla moderna cultura europea. I Rammstein fanno ciò che fanno con humour e stile. Possono utilizzare il footage di Leni Reinfensthal di “Triumph of the will” – un film di propaganda amato dai nazisti – nel video della loro cover dei Depeche Mode “Stripped”, non perché siano un gruppo Nazional Socialista, perché sono una band intelligente. Acuta. Perfino pungente. Sei ragazzi cresciuti dal lato sbagliato del muro, un muro che esisteva in primo luogo a causa di una guerra finita prima che essi nascessero. Usano stereotipi per far crescere la loro nazione. Usano fuochi d’artificio per segnare punti a proprio favore. Usano l’immaginario sessuale in modo così evidente che perfino Freud avrebbe avuto bisogno di ibuprofene e di distendersi prima di trovarci un senso. I Rammstein sono di sinistra, ma il loro cantante usa il tipo di intonazione preferita da Adolf Hitler. Non sorprende che la gente sia confusa.
“Quale paese ci fraintende di più?”
Sì.
“Dovrei dire che la Germania è il paese che più ci equivoca.” Chi parla, intanto, è l’inverosimilmente alto, inverosimilmente severo chitarrista (bassista) Oliver Riedel. “I Tedeschi sono molto repressi in molti modi. Hanno un senso di vergogna riguardo ciò che successe nella guerra. Questo significa che molte band e molte persone sono un po’ codarde in quello che fanno e in quello che dicono. Perciò se la prendono per il fatto che il nostro cantante “arrota” la r e dicono che stia imitando Hitler e che siamo Nazisti. Questo non ha senso, ma è il modo in cui la pensa un sacco di gente nel nostro paese. Ma noi pensiamo di non essere responsabili di ciò che hanno fatto i nostri padri e i nostri nonni: non è stata colpa nostra. Non c’è sangue sulle nostre mani. Noi non abbiamo nulla di cui vergognarci”.
Al contrario, i Rammstein hanno tutto di cui essere fieri. Hanno la loro musica, una spaventosa ed immediatamente identificabile scintilla di originalità che parla a molte persone, anche se in una lingua che la maggior parte di loro non capisce. Hanno il loro stile, un senso dell’umorismo in accordo coll’altisonante brivido del sound attorno a loro. Hanno la loro essenza, un lato profondamente serio, nascosto – che lo si voglia vedere o no – dietro un muro di fiamme. Hanno tutto, così sembrerebbe. La fila per il sound del mondo libero inizia alla porta.
RECENSIONE:
RED OR DEAD
Per bello che sia, il nuovo album dei Siystem of a Down “Hypnotize” è in realtà solo la metà di un album, una parte del corpo di lavoro che include anche il suo predecessore “Mesmerize”. Questo più o meno è quello che vi si aspettava da questo album dei Rammstein: una seconda metà “povera” con qualche rimasuglio di “Reise, Reise” che tenta di scavarsi un posto tra alcuni pezzi nuovi registrati in tutta fretta per gonfiare il tutto. Ma quanto ci siamo sbagliati! “Rosenrot”, in particolare la prima metà è certamente compagno dell’album dei Rammstein uscito nel 2004, “Reise, Reise”. Ma se lo si considera nel suo insieme, è un album completamente indipendente, una collezione di canzoni che si basta da sola. La track di apertura “Benzin” è la perfetta canzone “Rammsteiniana”: cattiva e sporca abbastanza da essere sexy (in senso sado-masochistico), ma anche tanto brutale e “polverizzante”(sempre in senso sado-maso) da incendiare le prime file nei concerti di tutto il mondo. Tipicamente, la musica dei Rammstein potrebbe ugualmente andar bene come colonna sonora di un film porno di serie B dell’Europa dell’est, oppure per una guerra psicologica: provate ad ascoltare uno dei pezzi più forti, Zerstoren, la risposta dei Rammstein alla situazione mondiale, pompare dagli altoparlanti del vostro carro armato mentre marciate attraverso Baghdad (o Washington DC). Le prime 4 canzoni (“Benzin”, “Mann gegen Mann”, “Rosenrot” e “Spring”) – rimangono rigidamente in questo paradigma. L’album si apre poi con la triste e dolente quasi-ballad “Wo Bist Du”, prima di consegnarci la più ovvia e commerciale hit che abbiano fatto, “Stirb nicht vor Mir\Don’t die bifore I do”, nella quale Till Lindemann duetta con Sharleen Spiteri della pop band scozzese anni ’80 dei Texas. Un’accoppiata inusuale in cui la voce graffiante e teutonica di Till si confronta contro la dolce e bianca voce di Sharleen in una canzone che parla di un amore ossessionante e destinato a finire tristemente. Come se i Rammstein non ne conoscessero di diversi. Potrebbe o no essere il duetto che una volta avevano pensato di fare con Madonna, ma visto quanto la stella di Mrs Ritchie sia in decadimento recentemente, Sharleen potrebbe essere stata una partner migliore per portarli nel mondo “vero” dei tabloid delle celebrità e della radio di oggi. Ci sono anche altre stranezze, tipo la mariachi “Te Quiero Puta” che si apre con dei campionamenti da spaghetti-western ed è liberamente condita con brutti cliché messicani e trombe sintetizzate. Veramente divertante. Chi diceva che i Tedeschi non hanno il senso dello humour? In passato, gli album dei Rammstein sono sempre stati un po’ insoddisfacenti, perché prodotti e programmati “poveramente”: la loro vera forza risiedeva negli spettacoli dal vivo. Con “Reise, Reise” e ora con “Rosenrot” hanno comunque consegnato al mondo un prodotto di classe senza compromettere né la loro musica “heavy-industrial”, né la lingua tedesca. Forse loro apriranno le porte per dare ad altri gruppi la fiducia di cantare nella propria lingua. I Rammstein non avrebbero davvero senso se cantassero in inglese: il fatto che siano diventati un successo internazionale senza fare alcuna concessione alla dominazione Anglo-Americana della cultura pop dice abbastanza sulla potenza della loro musica.
(da forla.net)
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