30 gennaio 2008

Fimo romano o romano fimo?

Dove sono le telecamere? Dai, spuntate fuori. Lo so che siete nascoste lì da qualche parte, non abbiate timore: io non me la prendo. Basta che mi diciate che si tratta di uno scherzo. Forza. Dai.

Allora ve lo devo proprio dire: ieri sera cercavo qualche mostra interessante in Italia. Per una gita fuori porta, perché no? A parte l'assoluta mancanza (per miei gusti personali) di contenuti interessanti, vogliamo parlare dei titoli delle mostre?
Parliamone.

Editoria tra Svizzera e Italia. Gli Agnelli nel Settecento a Lugano. Gli Hoepli dall’Ottocento a Milano eh?

Il senso della continuità. Rigenerazione della forma e della lingua: Jannis Kounellis. La storia e il presente in Calabria, poi?

Le ore e i giorni delle donne. Dalla quotidianità alla sacralità tra VIII e VII secolo a.C. questa vanno a vederla in due: l'organizzatore e il finanziatore.

Vorrei sapere perchè anch'io vorrei sapere perché, ma soprattutto cosa, dato che non ho capito di cosa tratta la mostra.

Il senso quotidiano dello sguardo bhe il senso quotidiano dello sguardo, soprattutto sul bus, da' un po' fastidio...

Moretti visto da Moretti Birra vista da Birra. Doppia Birra.

Il futuro del Futurismo. Dalla "rivoluzione italiana" all'arte contemporanea. Da Boccioni a Fontana a Damien Hirst il futuro del Futurismo è già passato.

Looking for the border. Una linea concettuale dell'arte italiana e belga tra l'iconico e l'ironico questi non sapevano proprio cosa scrivere, eh?

Progettoggetto. Prove di materializzazione e dove sta il trucco?

Fra Giovanni Angelico. Pittore miniatore o miniatore pittore? e lui vince. A Firenze, tralaltro.

Che paura.

Il 29 febbraio andiamo a Roma. Sono così contenta! Non ho mai visto Roma e non vedo l'ora di partire con Roccio. MinchiettaUno mi ha passato un'offerta fantastica. Il B&B Day, 1° marzo 2008, in molte strutture B&B sfogliabili sul sito, la notte del primo marzo è gratis: unica richiesta, prenotare per almeno due notti. Seconda cosa importante: trovare un B&B ancora libero. Stamattina ne ho chiamati 5 e nessuno era libero. Così ho approfittato di questo link. Non pensavo di ricevere risposta. E invece...
Mi hanno contattata una ventina di strutture: ed è stato difficile scegliere. Ho scartato quelli troppo lontani dalle metropolitane, quelli attorno alla stazione, quelli che non fornivano sul loro sito un indirizzo preciso, quelli il quale sito non funzionava. Alla fine ne erano rimasti 3. Di questi ho scelto quello che nella mail mi aveva messo un'emoticon. Mi stava simpatico.

Quindi (evviva evviva) weekend a Roma. Nella Città. Non vedo l'ora!

Ieri altro pupazzetto con fimo. Che si unisce ai due precedenti: sto migliorando! Pluto è stato preso da un tutorial, quindi non è farina del mio sacco.





Il coniglietto bianco è il primo, quello colorato il secondo e pluto è l'ultimo. Abbiamo ordinato il prosculpt per fare le fatine e un mattarello in plexiglass apposta per lavorare il fimo.

Per il basso: sto cercando di suonare La Bamba e sto già pensando al prossimo acquisto per lui!
L'amplificatore Ibanez sw20 da 20 watt.



Così almeno non suono sempre con le cuffie, che tanto il basso mica si sente così forte!

29 gennaio 2008

Dont uorri, bi eppi!

La radio canta Dont uorri bi eppi. Ora che il sito Italy.it (o Italia.it?) è chiuso decretandone il fallimento totale, vorrei chiedere a messer Rutelli di cantare Dont uorri bi eppi, esattamente con la stessa flemma con cui dichiarava Bat pliis in quel fantastico filmato che tutti conosciamo. E se qualcuno non lo ha ancora visto ecco la vera versione e la parodia.



25 gennaio 2008

E' cascato il governo!

E ora?

E quindi?

Anche se si tornasse a votare per chi si potrebbe votare? Lo psiconano non lo voglio. E gli altri? Si sputano, si insultano.
Ma come si fa a votare per loro?

24 gennaio 2008

Assioma

Lo so lo so. Manco da due giorni.
Però sono assente giustificata. Tra visite, lavoro, sonno, basso, fimo, ecc mi rimane poco tempo persino per fare la cacca (davvero!).
Ieri sono andata al fimo meeting a casa di Monica Resta, una guru delle paste sintetiche. Eravamo 7, grandi mangiate e lunghe chiacchierate. Sono stata bene, peccato per il sonno. Sono fuggita dopo le 23 per un attacco improvviso di calamento di palpebra.

Oggi invece visita in ospedale. Controllo oncodermatologico.. o dermo-oncologico.
Mi hanno trovato un neo brutto, da controllare (sospetto basalioma. ATTENZIONE: tutto ciò che finisce in -oma non è bella cosa) e il solito neo schiantato in piazza Pitti da levare.

Se siete timidi non fate mai un esame dei nei. Siete totalmente nudi (tranne le mutande che comunque vengono spostate a piacimento dai medici) con una o due persone che vi scrutano la pelle centimetro per centimetro. Persino tra le dita dei piedi. Ascelle, mani, sedere, collo, viso, tutto.
Il presunto basalioma da tenere sotto controllo è accanto al seno. Infatti credo poco al possibile basalioma dato che questo è per lo più causato dai raggi UV e quella zona non è mai esposta al sole. Però, però, c'è da dire che ho fatto due radioterapie tra i 13 e i 16 anni, in età evolutiva, e potrebbero non aver giovato tantissimo (guarire il cancro con una cosa che causa il cancro, è devastante).

Al solito, valuto tutto, nel bene o nel male. Potrebbe essere ma anche no. 50 e 50. Non si vince e non si perde.

Per quel che riguarda la prenotazione dell'intervento, la segretaria predisposta mi ha fatto venire un infarto. Vado per prenotare la visita e dopo avermi chiesto le generalità, mi dice Si accomodi in chirurgia che la chiamano subito per l'intervento.


Cosa?



Insomma, spiegato l'equivoco: era convinta che dovessero operarmi oggi e non che dovessi solo e semplicemente prenotare un intervento. Fissato per il 4 febbraio.

Per di più ho un'afta in gola che mi sta facendo morire. Non riesco a parlare nè a deglutire senza provare dolore. Ma dolorone.

Meno male che domani arriva Roccio. Questa settimana è stata terribile. A volte penso di avere anche dei colleghi terribili. A cui ho affibbiato nuovi nomi.
L'ultimo arrivato l'ho chiamato equindi. La sua risposta a quasi tutto è: E quindi?.
Esempio:
Mi voglio dedicare alle paste sintetiche.
E quindi?
Voglio suonare il basso.
E quindi?
E così via.

Ieri poi, durante la pausa pranzo, mentre io giustamente cazzeggiavo e loro (come sempre) lavoravano si è formato un capannello dietro al mio pc e mentre navigavo sul myspace di Cosimo e guardavo una sua foto hanno anche commentato. I fatti miei non sono più fatti miei.
Io la prendo a ridere. Che se no diventa un inferno.
E' anche per quello che ieri non ho scritto nulla, erano tutti lì. A non lasciarmi godere nemmeno la mia unica ora di cazzeggio sano e meritato.

Ma non tutti sono così. Oggi una mia collega mi ha anche fatto venire voglia di prendere lezioni di pattinaggio su ghiaccio. Ma quando?
Forse mentre suono e modello pasta sintetica.
Ma forse anche no.

Maledetto lavoro.

E nella serie di sfighe ci si mette anche questo palazzo in cui muoiono tutti. E' morto un mio vicino e, da quando sono qui, il Vietnam in quanto a perdite ci fa una pippa. A due mani.

22 gennaio 2008

Camioniste o principesse?

Mia sorella si sposa.



So che dovrei gioire un po' di più, ma non mi piace la modalità. Loro sono insieme da tanto tempo e questo matrimonio sembra più una forma di tutela verso mia sorella che non una promessa di amore eterno. Più contratto e meno poesia.
Del resto sono una famiglia da anni, hanno anche due bambini e se il governo avesse approvato i DICO non sarebbe necessario sposarsi, per loro. Per risparmiare hanno deciso di sposarsi durante il battesimo del loro figliolo, mia sorella non indosserà un vero vestito da sposa e quasi certamente andremo a mangiare nella trattoria più lontana da qualsiasi centro abitato che si possa conoscere (o anche non conoscere).

Sono scelte.
Però dopo tanti anni passa la poesia, ci si sposa perché non si sa cosa fare o per darsi una definizione (moglie - marito). Non penso che servino tantissimi anni di convivenza per capire se una coppia funziona. Però, di certo, sarò lì a fare foto, a mangiare come una disgraziata e a ubriacarmi all'inverosimile. Tanto, Roccio, poi guidi te, vero?

Ieri sera ho fatto il primo pupazzo in FIMO. E' venuto 'na schifezza, però sul forum e in mailing list hanno apprezzato. Se non altro è un inizio. Stasera invece voglio suonare e incrementare la crescita del callo sul dito indice (già non sento più la pressione sui tasti della tastiera). E poi domani sera incontro con le donnine appassionate di paste sintetiche. Chissà, sono sempre curiosa quando devo conoscere gente nuova.

21 gennaio 2008

Se ve lo stavate chiedendo ho un cuore perfetto. Un piccolo e comunissimo soffio, ma per il resto tutto bene. Venerdì sono andata a fare questa benedetta ecocardio. Sono arrivata in ritardo di mezz'ora: un po' perché avevo l'appuntamento alle 13.30 e sono riuscita a venir via da lavoro solo alle 13, e un po' perché questo dottore aveva due reparti: uno nel seminterrato dell'ospedale e uno al quarto piano. Sono riuscita a sbagliare anche lì fiondandomi nel seminterrato. Per poco non finisco nelle mense! Incontro lì una donnina che guarda la mia prenotazione e mi dice di andare al quarto piano aggiungendo, inquietante, un la stanno aspettando. E anche un Come mai è arrivata così tardi? Vado al quarto piano, mi registro in accettazione dove un tizio scazzatissimo mi chiede Come mai così tardi? (e due) e mi fa accomodare in sala d'attesa. Entro quasi subito, ma prima ovviamente l'infermiera mi chiede Ma come mai così tardi? La stavamo aspettando! Mi fanno l'elettrocardiogramma ed è tutto ok, poi una ragazza pressappoco della mia età (28 anni, in tirocinio) mi ecografa il cuore. E' lì da un mese, ancora non riesce bene a capire come funziona la macchina dell'eco. Ma mi dice che presto arriverà la dottoressa e in dieci minuti completerà tutto. Mentre mi levano gli elettrodi dell'elettrocardiogramma l'infermiera nota le mie cicatrici al collo.
E queste?.
Linfoma di Hodgkins, sono stata operata.
Quando la stanza si svuota e rimaniamo solo io e la giovanissima futura dottoressa mi confessa che anche lei ha appena passato questo male, circa due anni fa. Infatti è ancora sotto controllo, dice. Mi chiede come mai ho questo ipotiroidismo, come mai non mi hanno schermata durante la radioterapia. Forse 10 anni fa le cose erano differenti. E comunque a due radioterapie difficilmente un tessuto resiste.
E la mia tiroide ha ceduto. Comunque ci raccontiamo le nostre esperienze stile alcolisti anonimi. Lei prosegue il suo esame alla ricerca del mio cuore fino a quando non arriva la dottoressa, che sbotta Come mai è arrivata tanto tardi? La stavamo aspettando!. E daje.
Mi sente il cuore, mi fa l'eco e va a fare pipì in 5 microsecondi. Mi chiede se faccio attività fisica perché ho un battito lento. No, sono la persona più pigra del mondo.
Bene, si rivesta.
Sono ormai le 16, mi faccio fare il giustificativo del medico e vado via, a prendere il treno che miracolosamente è puntuale.
Il resto è bellezza.
Abbiamo girato molto per Firenze centro: abbiamo anche comprato del Fimo e ho provato subito a fare due cosette per vedere come funge. Devo dire che mi piace l'idea di poter creare con le mie zampette. Ora spero di riuscire a trovare il prosculpt in Italia, in qualche modo. Per non so quale ragione il mondo delle paste sintetiche torinese si è smosso e stiamo organizzando un incontro per conoscerci e scambiarci idee e consigli. Non male.
Io e Roccio abbiamo suonato insieme e ovviamente sono un po' frana. Ma più brava della media considerando che non avevo mai suonato un basso elettrico.
Vorrei fare un mucchio di cose e non ho il tempo. Terribile.
Però sto constatando quanto sia positivo questo periodo: tutto ciò che sto iniziando sta andando a meraviglia. Roccio sta iniziando a vedere delle casine e forse c'è già un'eventuale opportunità lavorativa a Firenze. Di più non posso proprio chiedere.

17 gennaio 2008

Alla fine oggi ho fatto solo due visite: l'eco alla tiroide e la visita spirometrica. Non ho fatto la visita dermatologica perché mentre ero in accettazione a ritirare tutta la modulistica cartacea (sembra di essere ancora indietro di 50 anni, e i computer sembrano non esistere), mi chiamano dallo stesso ospedale per dirmi che la dottoressa che doveva farmi la visita dermatologica è malata, quindi ciccia. Devo tornare il 24 per quella visita. Quindi mi appropinquo ad andare al reparto radiologia.
Premetto: le Molinette è un grosso ospedale, con mille ali e 20000 piume e penne. E le indicazioni sono fuorvianti. Ad esempio: io dovevo andare alla radiologia, metti, del dottor ciccio. Ma il dottor ciccio ha più radiologie nello stesso ospedale. Anche chiedere non funziona: l'unica è perdersi. Speravo di evitarlo dato che negli ultimi 3 mesi o fatto 3 ecografie e pensavo di avere imparato ormai. No, nulla. Mi perdo, ma poi trovo la strada e finalmente mi ecografizzo. E' andata bene la visita, il fantomatico nodulino sta lì e non cresce, non diminuisce, insomma non fa un cazzo. Vive come un parassita dentro di me ma non da' segni di vita.

La visita successiva è una visita spirometrica. Quando ero piccina l'avevo fatta all'ospedale infantile Regina Margherita ma avevano rinunciato perché non riuscivo. Pare strano ma quell'esame è per me di una difficoltà pazzesca.
Comunque vado al reparto di pneumologia del dottor cicciociccio ma anche inq uesto caso mi perdo perché nessuno sa dov'è. Pare che ci siano 3 posti dove posso essere diretta e alla cinquantesima richiesta finalmente mi spediscono nel reparto giusto. Vado in accettazione, parlo con la donnina preposta e lei cerca, sempre su un elenco cartaceo, il mio nome. Ma il mio nome non c'è. Ohiohi, dal COES non hanno prenotato quella visita. Chiama altri reparti di pneumologia per sapere se mi hanno prenotata lì, ma nulla. Io sono col dottor cicciociccio, non ci piove. Insomma dopo mezz'ora di bestemmie da parte sua e sbadigli da parte mia mi dice che cerca di infilarmi comunque. Mi pensano, mi misurano e mi infilano un tubo in bocca. Tipo boccaglio da sub. Mi chiudono il naso con una pinzetta e mi dicono respira, aria dentro veloce, aria fuori veloce, respira piano, trattieni il respiro, ecc. Qualcuno di questi è stato necessario rifarlo, pare non abbia i polmoni proprio in forma (già me lo sento l'endocrinologo, che vedrò il 31, mentre dice ma lei fuma? per la cinquantesima volta). Poi c'è un altro problema, il giustificativo del medico per il lavoro. Col piffero che io mi prendo permesso per una visita medica. Voglio il giustificativo.
La donnina di pneumologia però dice che non può farmelo per tutta la mattina, ma solo per il periodo che sono stata in quel reparto. Col piffero!
Dopo un po' insisto e lei chiama il COES e insomma, ce la fanno.
E ora sono qui al lavoro a sfrangiarmi le palle che non ho.
Ieri ho imparato la scala di DO maggiore sul basso e piano piano ci stiamo velocizzando. Oggi posso premere qualsiasi cosa sul popastrello dell'indice della mano sinistra e non sentirei nulla.

16 gennaio 2008

Polpa-strelli semiandati

Ho perso un po' di sensibilità alla punta dell'indice sinistro. A forza di fare Dum Dum, un po' stonato, un po' fuoritempo, sicuramente con un'impostazione sbagliata le mie dita si stanno abituando alle corde spesse e dure del basso. Dum Du-Dum Du-Dum Du-Dum.
Oggi, e solo un'oretta fa, mi hanno dato un manuale da tradurre in italiano. Per venerdì. Un manuale di 52 pagine. Senza contare che domani mattina ho tre visite mediche, dopodomani pomeriggio ne ho un'altra quindi sono sicuramente qui oggi, domani pomeriggio e dopodomani mattina. Un cazzo insomma.

Domattina abbiamo una bella ecografia della tiroide, una bellissima prova spirometrica che comunque non riuscirò a fare perché non mi riesce proprio fare le prove spirometriche e una visita dermatologica per controllare i nei. Un neo in particolare, a metà schiena, che mi si è sfracellato nell'estate 2006 in piazza Pitti mentre guardavamo le stelle sdraiati a terra e facevamo i coglioni felici. E dopodomani un ecocardiogramma. E' uno degli esami che preferisco. Stai sdraiata e se hai la fortuna di poter vedere il monitor vedi e senti il tuo cuore che batte. E ti senti davvero vivo.
Ieri sera sono riuscita a suonare poco poco, mi è spiaciuto. Anzi a dirla tutta mi stavo chiedendo se fosse possibile portare il basso qui, così in pausa pranzo.. No?
Ok. Scherzavo.

15 gennaio 2008

Maledetti

CRONACA


La giungla dei biglietti tra intercity, regionali ed eurostar
Il paradosso: si paga di più per viaggiare più scomodi...
Treni, viaggio nella Babele dei prezzi
99 tariffe diverse per Bologna-Milano
di MICHELE SMARGIASSI

Treni, viaggio nella Babele dei prezzi
99 tariffe diverse per Bologna-Milano

"FORSE potevate spendere meno": una trentina d'anni fa questo avviso accoglieva i passeggeri sui treni. Meno attente ai bilanci ma più paterne, le Ferrovie dello Stato si preoccupavano che il viaggiatore non avesse pagato per errore una tariffa eccessiva. E dire che trent'anni fa era quasi impossibile sbagliarsi: appena quattro categorie di treni (locale diretto espresso rapido), due sole tariffe (prima e seconda classe), un solo supplemento (per il rapido), pochissime riduzioni.

Quel premuroso cartello non c'è più: ma chi sale oggi su un treno Fs è quasi certo di aver speso più di quel che avrebbe potuto. Le ferrovie italiane sembrano in preda a una frenesia tariffaria. Non c'entra tanto lo stillicidio dei rincari ufficiali (l'ultimo, dallo scorso primo gennaio) alla rincorsa delle medie europee. Ad attirare il cliente nei tranelli di un prezziario impazzito sono gli aumenti "invisibili", che sotto le mentite spoglie dell'"offerta flessibile" ti precipitano in un labirinto fatale, dove centinaia di possibili combinazioni prezzo-treno creano una giungla in cui ogni trasparenza commerciale si perde.

Viaggiatori seduti uno accanto all'altro e diretti alla stessa stazione possono pagare tariffe differenti anche del 30 per cento, percorsi su treni locali possono costare più di viaggi identici su treni veloci. Un giovane viaggiatore che debba andare, che so, da Bologna a Milano, può scegliere tra 99 biglietti e 66 livelli diversi di prezzo che salgono dagli 8.90 euro ai 59.30 a scalini di poche decine di centesimi.

Attenzione però: la metastasi dell'offerta bigliettaia non è follia. E' razionale interesse aziendale. Con le mani legate dal lungo blocco governativo delle tariffe, i dirigenti di Trenitalia si sono sforzati negli ultimi anni di escogitare stratagemmi per aggirare il calmiere e aumentare in qualche modo gli introiti. Il risultato purtroppo è una moltiplicazione artificiosa di condizioni e prezzi a cui non corrisponde una reale diversificazione dei servizi offerti, ma solo un caos contabile in cui il viaggiatore è alla mercé dell'errore, sempre costoso, sempre tutto a suo carico.

La disinformazione colposa contribuisce a trasformare l'acquisto di un biglietto in un percorso pieno di assurdità e di trabocchetti, al termine del quale c'è spesso una multa saporita. I conti di Trenitalia vanno migliorando (perdite scese da 1121 a 279 milioni nel primo semestre 2007), merito senz'altro di una gestione più oculata; ma forse anche un po' del "tesoretto" accumulato grazie al disorientamento e agli errori involontari dei clienti. Proviamo a capire come.

Che biglietto compro? Sui binari d'Italia attualmente circolano una quindicina di treni dai nomi diversi, dal Regionale all'Alta Velocità, ciascuno con proprie regole d'ammissione e, in undici casi, prezziari differenti. Alcuni sono apparsi e scomparsi fulmineamente (come il TrenOk, vantato nel 2004 come il low-cost dei binari, abolito in sordina un anno fa perché "non economicamente sostenibile"); altri sono stati declassati per risparmiare personale (gli ex Interregionali, ora Regionali Veloci). Che possano esistere quindici qualità differenti di viaggio in treno è una palese assurdità. Scegliere quello giusto è un'impresa sovrumana.

Dove compro il biglietto? Rivolgersi allo sportello, come fanno ormai solo i passeggeri "deboli", occasionali, non abituati all'acquisto elettronico, non aiuta. Anzi, a volte è un'insidia. Trenitalia si è impegnata, con la Carta dei servizi, a "offrire sempre informazioni puntuali". Ma se chiedi solo "un biglietto per Milano" ti verrà quasi sempre consegnato senza altre domande il biglietto base, a tariffa regionale: salvo dover sborsare, a bordo, otto euro di sovrapprezzo, più la differenza, perché sei salito su un treno che va effettivamente a Milano, però è un Intercity.

Meglio Internet? Invece le macchinette o la vendita via telefono o Internet vogliono sapere, giustamente, quale treno prenderai. Ma se la fanno pagare bene, la loro precisione. Ordinare un ticketless per via telefonica costa: l'892021 è una linea a pagamento, 30 centesimi alla risposta più 54 al minuto; una prenotazione semplice rincara il biglietto di tre-quattro euro, una appena più laboriosa anche di sette-otto.

Spesso l'operatore del call center, sommariamente addestrato, non sa rispondere a richieste particolari (sconti, facilitazioni) e "deve chiedere", lasciando il cliente in attesa a sue spese: Trenitalia fa pagare ai viaggiatori i corsi di aggiornamento dei suoi operatori.

L'acquisto via Internet invece è gratuito, ma ingannevole. La prenotazione del posto (3 euro) è addebitata automaticamente anche quando non è obbligatoria (per non pagarla bisogna disattivarla da una finestra poco evidente). Le combinazioni proposte sono solamente le più veloci, ovvero le più costose. Chi ha tempo e vuole risparmiare potrebbe viaggiare su combinazioni di espressi e regionali, ma spesso non se le vede mostrare. Le trova invece sul formidabile sito Internet delle ferrovie tedesche, che conosce l'orario di quelle italiane meglio del sito di Trenitalia, visto che quasi sempre trova più proposte di viaggio.

Sono flessibile o rigido? In alternativa al biglietto standard, Trenitalia offre una tariffa più economica (Amica, meno 20%) e una più costosa (Flexi, più 20%). Ma l'Amica è poco amichevole (se perdi il treno niente rimborso), mentre la Flexi è poco più flessibile: di fatto, ti fa risparmiare gli 8 euro del cambio biglietto nell'eventualità che tu perda il treno; ma su un Milano-Roma in Eurostar la Flexi ti costa 11.20 euro in più: è l'unica assicurazione al mondo il cui massimale sia inferiore al costo della polizza.

E se tengo famiglia? Le nostre tariffe non sono sempre inferiori alla media europea. Se viaggi in famiglia, in Italia a volte spendi più che all'estero. In Germania, paese di grande civiltà ferroviaria, i ragazzi fino a 14 anni accompagnati dai genitori viaggiano gratis. In Italia invece hanno solo uno sconto, e solo fino a 12 anni. Così una famiglia di due genitori e due figli sui 13 anni sul treno più veloce da Berlino a Düsseldorf spende 194 euro, mentre sull'Eurostar Milano-Roma (distanza paragonabile) ne spende 224: trenta in più.

Con la tariffa Junior si può scendere al massimo a 202 euro: siamo ancora di qualche moneta più cari della Germania. Se hai figli più piccoli e un po' di fortuna (il numero di posti è limitato, ma non saprai quanto limitato finché non compri il biglietto) puoi chiedere le tariffa Familia 15% o quella più scontata Familia 25%. Quale differenza passi fra le due, un buon enigmista può scoprirlo, mentre il vostro cronista normodotato dopo un lungo confronto tra clausole s'è arreso.

Insomma quanto pago? Tre tariffe base (Standard, Amica, Flexi) e cinque riduzioni principali (due Junior, una Senior, due familiari), da moltiplicare per due classi e undici tipi di treno sono già un sistema spaventosamente barocco. Se poi l'itinerario richiede cambi di convoglio, il calcolo del prezzo diventa irrazionale: un viaggio scomodo (coincidenze a rischio, bagagli da scarrozzare) può costare quasi un terzo in più di uno comodo e diretto. Un esempio? Parma-Ancona, tutto su treni IC: senza cambio, 23 euro; con trasbordo a Bologna, 30 euro. Un altro? Brescia-Novara, su IC senza cambio euro 12.50, con trasbordo su treno locale (e 11 minuti in più), euro 13.10. Colpa di una norma del 2001 che, in caso di itinerario composto (dal 2006 anche fra treni di identica categoria), impone di comprare due biglietti diversi (e di pagare due prenotazioni).

Su che treno salgo? Prima di salire, risponderebbe Trenitalia ai multati inconsapevoli, avreste dovuto accertarvi che la categoria del treno corrispondesse al biglietto pagato. Ma dove s'accerta il viaggiatore medio? Le informazioni complete si trovano solo sui quadri gialli a stampa (accessibili a passeggeri con dodici diottrie), ma quando sei in stazione, se vuoi sapere su che binario e a che ora parte davvero il tuo treno, devi consultare i monitor o i tabelloni a palette ribaltabili. Peccato che questi, in molte stazioni, non possiedano simboli sufficienti a rincorrere la follia nomenclatoria di Trenitalia; cosicché il TBiz appare classificato come un normale Eurostar (ma guai a salirci con biglietto Eurostar), mentre IC e ICPlus sono identificati dalla stessa sigla, eppure sul secondo c'è la prenotazione obbligatoria (multa per chi non ce l'ha).

Non basta? Molti treni che sul fianco hanno scritto "ICPlus" in certi giorni viaggiano come Intercity comuni: non si paga il posto, ma chi lo sa? E se ti appare sul binario un treno sulla cui fiancata è scritto "Eurostar City", quale biglietto dovrai avere in tasca per salire, Eurostar o Intercity? (Aiutino: è la risposta meno probabile).

Posso cambiare treno? Sì, se paghi il doppio di un mese fa. E' la recentissima batosta del "bigliettino": per gli abbonati Intercity che vogliano prendere un Eurostar (su alcune tratte, come la Bologna-Firenze, è quasi obbligatorio) esiste il Ticket ammissione, che fino al 31 dicembre costava 1 euro a corsa; dal primo gennaio, 2 euro. Rincaro del 100%. L'inflazione è un treno ad altissima velocità sui binari Trenitalia.

Quando parte il mio treno? Tempo fa Trenitalia offrì, vantando la propria generosità, un utile servizio sul proprio disservizio: avvisi sui ritardi, a mezzo sms, gratuiti per tutti i pendolari. Ora sono a pagamento: 50 centesimi cadauno, più il costo dell'sms di richiesta. Insomma devi pagare un sovrapprezzo a Trenitalia per sapere quanto è scadente il servizio che ti sta facendo pagare per intero. C'è, è vero, il servizio gratuito online Viaggiatreno, molto efficiente: ma in viaggio è accessibile solo a chi possiede (e paga) connessioni Internet mobili.

Quando arrivo a destinazione? Pagare di più non significa per forza arrivare prima, o più comodi. L'impiegato di Novara che voglia prendere il sole a Sestri Levante può programmare un viaggio di 3 ore e 56 minuti pagando 10 euro; ma se non ha fretta e sceglie un viaggio da 4 ore e 25 minuti, pagherà 15.40 euro, cioè il 50% in più. Se invece smania di tuffarsi può farcela in 3 ore e 18, spendendo il triplo, 30.50 euro (oltre 20 euro in più per risparmiare solo 38 minuti), ma in compenso dovrà cambiare tre treni.

E se arrivo in ritardo? Trenitalia possiede orologi curiosi: considerano in orario qualsiasi corsa arrivi con 25 o 30 minuti di ritardo. Sopra quella quota, offre rimborsi parziali (50% sugli Eurostar, 30% sugli Intercity). In Spagna un ritardo di 5 minuti dà diritto al rimborso integrale in denaro del biglietto alta velocità. Trenitalia invece paga in buoni spendibili per un secondo viaggio. E se anche il secondo viaggio è in ritardo? Ciccia: i biglietti acquistati coi bonus non sono rimborsabili. Chi viene maltrattato due volte di seguito da Trenitalia perde ogni diritto (in quanto recidivo?).

Cumulare disservizi a Trenitalia conviene: si ha diritto a un bonus se il riscaldamento è rotto; ma se il treno gelido viaggia per giunta anche in grave ritardo, il bonus è sempre uno solo (quasi quasi, se il treno è in ritardo, è meglio spegnere il riscaldamento e risparmiare). Inoltre: Trenitalia, qualunque sia il ritardo, non rimborsa biglietti costati meno di 10 euro (equivalenti a viaggi Intercity di un'ora, tipo Rovigo-Bologna), ennesima assurdità: 40 minuti di ritardo su un viaggio di otto ore sono una seccatura (parzialmente rimborsata), su un viaggio di un'ora sono un sopruso (totalmente impunito).

I treni notturni infine possono ritardare fino a un'ora senza pagar pegno; dopo, rimborsano solo un quinto del prezzo delle sole cuccette (morale: chi dorme non piglia bonus). E se mi sbaglio io? Allora non c'è pietà. Paghi, e paghi caro. Trenitalia pratica generosi sconti sui propri errori, li trasforma addirittura in fonti di guadagno, ma non perdona quelli dei suoi clienti. Con un'operazione dal nome guevarista, Mai più senza biglietto, dal settembre 2007 la guerriglia ai portoghesi è diventata feroce: multe da 50 a 224 euro.

Il mancato rispetto del contratto di viaggio, a quanto pare, prevede sanzioni solo per uno dei due contraenti: quello più forte, quello che riesce perfino a far pagare le proprie inefficienze.

(fonte: La Repubblica)

14 gennaio 2008

Obiettivi

Il basso è arrivato: ed ecco la faccia giuliva della proprietaria mentre se lo spippola.




Pur non conoscendo nulla dei tasti del basso, ricordando poco o nulla della scala di basso e non sapendo assolutamente a che note corrispondono le corde sto riuscendo a suonare tre pezzi che devo riuscire a sapere perfettamente entro la fine del mese. Sono in ordine:
Joan Jett I love rock'n'roll
Pink Floyd Another Brick in The Wall
Rammstein Rosenrot

Tutti semplici e fattibili. Per quel che riguarda lo studio della teoria mi sto affidando a un questo sito che sembra essere fatto piuttosto bene. Già le prime regole non sono state seguite, infatti lui dice di cominciare con un basso a 4 corde e di non farsi trascinare dall'estetica dello strumento. Noi abbiamo preso un basso a 6 corde e l'unica mia scala valutativa è stata quella estetica (ovviamente, non capendoci nulla e avendo acquistato online senza quindi la possibilità di provare lo strumento). Nonostante il peso ce la posso fare, con Roccio siamo andati a prendere una cinghia (l'ha scelta lui, è tradizione che il musicista non possa scegliere la sua cinghia che quindi gli sarà regalata) e il sostegno. Nel pomeriggio di sabato abbiamo acquistato il famoso Behringer bass v-amp. Per quel che riguarda l'amplificatore ne ho uno di mio padre abbastanza grosso (alto un metro) che non dovrebbe andare bene per basso, ma attaccando questo al v-amp e il v-amp all'ampli non dovrebbero esserci problemi. Ora voglio solo andare a casa e suonare suonare suonare.
Anche se ho già male alle dita.
IL PENSIERO DEBOLE
11/1/2008
Il pensiero debole

LUCIANA LITTIZZETTO
E’ andata. Tutti pronti a ripartire coi cassetti gonfi di carta da regalo smangiata che è tanto un peccato buttare via as sa mai. Intasati di regali, belli neh, ma di cui non sai assolutamente cosa fartene. Avete notato? Ci sono oggetti che compaiono solo a Natale e poi per fortuna spariscono dal commercio. Improvvise epifanie di orrori difficili da smaltire. Che poi io non capisco ’sta mania del dono a tutti i costi. «E' solo un pensierino ». Eh sì. E' solo un pensierino ma brutto. Quando pensi a me, pensi così male? Allora guarda, fa una roba. Il prossimo anno non pensarmi. Pensa a qualcun altro. Fammi ’sto santo favore. Oppure pensami bene. Mi basta un ramo di bacche rosse e mi sento già pensata meglio. Risparmi tempo, soldi, benzina e logorio di nervi.

A Torino nei giorni di Natale c'era un traffico che ti sembrava di essere un pezzo di un puzzle incastrato di cofano, potevi posteggiare solo sui i muri come le lucertole e se poi entravi al supermercato andavi giù di testa. Non solo perchè si camminava appiccicati come le acciughe e c'era sempre qualcuno che diceva «Tolga ’sto panettone, signora» e non si accorgeva che invece era il tuo culo. Ma soprattutto per i cartellini coi prezzi degli ipermercati. Io non sopporto quando mettono i prezzi con la virgola, 99. Zampone in offertissima otto euro e 99. Torrone di Modena 5 euro e 99, Salmone affumicato norvegese 12,99. Ma come 12 euro e 99? Ma fai 13… Perché devi mettere il 99? Mi prendi per badola? Per un deficiente che non sa contare? Pensi che io non sappia che 12 e 99 è uguale a 13 meno uno? Vuoi mica farmi passare che mi fai lo sconto? Che sei di manica larga? No, io lo so cosa sei… Sei un infame. Un infamone che scrivendo belli grossi gli euro e piccolini i centesimi cerchi di farmi fesso. Io vorrei avere qui davanti l'inventore di questi prezzini e dirgli sorridendo: tientelo il tuo centesimo che manca alla cifra tonda, caro industrialotto del cacchio, fondilo in un crogiolo, dagli forma di un simpatico proiettile e sparatelo direttamente per il tunnel naturale che il cielo ti ha donato… E Buon Natale.

Ho come la sensazione che la bontà non mi abbia tanto contagiato. Ma come si fa a restituire il bene se intorno a te arrivano solo zaffate di gramissia? A partire da casa tua. Guarda quello che può capitare quando lasci due minuti la bici in cortile. Una bici, dico, non King Kong senza catene che mastica i muri e prende a pugni il garage. Una innocua, bella, timida bicicletta. Passano 120 secondi e arriva la telefonata: «E' sua quella bici?». Sì, è mia, le piace? Vuole farci un giro? «No! La deve levare via subito! Cosa ci fa una bici in cortile?». Cosa ci fa? Aspetta che uno ci salga sopra, pirla! Ti dà fastidio a cosa? Cosa deve essere un cortile, un buco nero pieno di niente? Un rettangolo di cemento arido che aspetta che tu faccia centro la volta che decidi di buttarti di sotto? Non parliamo poi se scende un bambino con la palla. «Questo non è un campo da calcio!». Lo vedo. E' di cemento e non ha le righe del centro campo! Infatti ci gioca un bambino, non Ibraimovich. Ma certo. Meglio la spazzatura. Di questi tempi, in effetti, è già un passo avanti.


(fonte: La Stampa)

11 gennaio 2008

E' arrivato Nano

Alle 11.41 mia mamma ha firmato: è arrivato un pacco gigantesco contenente il basso, che io e Roccio abbiamo deciso di chiamare Nano.
E in più stasera arriva Roccio quindi per me oggi è più che Natale.

Ieri Poldino è stato visitato: sta bene ma ha qualche disco calcificato e questo significa limitare al massimo il saliscendi dal divano o simili. Questo è un problema, non sono una grande addestratrice di animali ma soprattutto di mamme. Perché se in una settimana di fatica, quando mia mamma è in Molise ad esempio, riesco a insegnare ai cani a fare qualcosa, all'arrivo di mia mamma ogni sforzo viene vanificato. Così non potendo addestrare cani e/o mamme sono diventata un'abilissimqa aggiratrice di problemi. Io non trovo una soluzione, ma una strada alternativa.
In questo caso ho avuto la genialata di fare uno spazio divisorio dove mettere i cani, un luogo senza divani. In casa abbiamo la sala e la cucina unite, senza porte o muri che le separino. Voglio fare (e farò fare, perché non ho tempo) un piccolo recinto in cartongesso. Non una parete intera fino al soffitto, ma proprio un recinto, alto un metro, largo quanto la stanza, con una porticina nel mezzo perché si possa passare. I cani staranno in cucina, dentro una cuccia gigantesca che oggi andrò a prendere, in modo che non sentano nemmeno la nostalgia del grosso e comodo divano, e appena posso chiamerò qualcuno che faccia questo lavoro delle balle.

Domani invece io e Roccio andremo da Merula a comprare questo aggeggino:



So che un amplificatore (combo) sarebbe un po' più bellino e visibile, ma questo è molto più. Tralaltro sembra essere in offerta da Merula visto che sul sito della Behringer viene dato al prezzo di 131 Euro mentre ai magazzini musicali Merula viene venduto a 102 euro.
Mi sto anche appassionando a un materiale molto simpatico che si chiama Cernit con cui è possibile fare piccole cosine molto belline. Oggi vedrò di trovarne un pochetto e cercare di cominciare a fare qualcosa (è bello inventarsi degli hobbies).

Per vedere qualche creazione con il cernit.

E, più importante di ogni cosa, grazie papino per tutto ciò che fai.
Ti amo.

08 gennaio 2008

Alla fine di ogni weekend c'è solo una cosa da fare: attenderne un altro. E nell'attesa lavorare. Aiuta a far passare la settimana. Oggi e domani però sono in mutua essendo io diventata momentaneamente un involucro di muco e catarro.
Per ingannare il tempo faccio le solite cazzate: intanto mi sono tinta i capelli, poi leggo un libro (ho appena finito "La grammatica di Dio" di Stefano Benni, davvero bellino). Promosso, almeno per l'inizio, il libro "Un lavoro sporco" di Christopher Moore.
Finalmente dopo 10 anni di spaccaminchia a tutte le persone che conosco ho comprato un basso. O meglio abbiamo comprato io e Roccio. Il basso in questione è questo:





Ha 6 corde. 2 in più della norma, e quindi è bellissimo. Come tutte le cose che vanno oltre.

L'ammoniaca della tinta comincia a darmi alla testa.

Questo weekend io e Roccio siamo stati super-raffreddati: due capsule ripiene di muco che vagabondavano per la città. Abbiamo avuto qualche incontro bizzarro, come al solito. Tipo uno che si è abbassato i pantaloni in stazione inveendo contro di noi. Ma ce la siamo cavata facendo finta di nulla e uscendo senza sentire gli insulti (i vari troia e frocio si sprecavano).

Sabato invece siamo andati all'8 Gallery. Centro commerciale situato in zona Lingotto (anzi proprio al Lingotto, centro fiere, congressi, sede della fiera del Libro, ecc ecc). L'8 Gallery è l'unico centro commerciale dove si paga il parcheggio, ben 1,30 euro l'ora e le frazioni di ore successive. Non male, eh?

Ma Torino è una città avanti, difatti proprio davanti al centro commerciale c'è Eataly, che meriterebbe un premio per il nome. Entrando si ha la sensazione di essere in una specie di supermercato ristorante dove c'è tutto. Ma proprio tutto, anche il mercato all'interno. Nel piano interrato una cantina con tutti i tipi di vino (quelli più preziosi sotto chiave), tutti i tipi di birra. Al piano terra una serie di specialità in stile Slow Food, da coltivazione biologica, cari da morire. Noi ci andiamo solo ed esclusivamente a prendere un caffettino e una spremutina (ma il vero motivo è che c'è una macchinetta che sconta un ora di parcheggio). Poi corriamo all'interno dell'8 Gallery e giriamo per i due piani del Saturn (intervallati da una mia corsa al cesso, squaraus improvviso). Esco felice come se avessi appena toccato il paradiso e abbandonato due kg di me nel bagno lingottiano e ci appropinquiamo a continuare la nostra passeggiata. Andiamo a cenare al Mirò, una pizzeria dietro casa mia. Un po' perché ci andava, un po' per sfuggire all'intera famiglia che ogni sabato sera si riunisce da me (con i bimbi al seguito che urlano, piangono, scapricciano, ecc). Ma torniamo in tempo per salutarli. Ora mio cognato si farà tatuare il nome del loro secondo bambino sul braccio e ci stava raccontando del suo tatuatore, uno dei più famosi, più che altro per il fatto di avere tatuato il corpo del più tatuato d'italia, che appunto sta qui a Torino.
Intanto mi commuovo pensando che la nostra nipotina lo ha chiamato zio e gli ha chiesto di giocare alle tartarughe ninja (cartone preferito della piccina).
E aspetto venerdì. Ma aspetto quello che sarà sempre.
Il venerdì sempre.

03 gennaio 2008

Ci puoi contare!

Stamattina mi sono svegliata col mal di gola che preannuncia febbre non troppo lontana.
Ho chiesto alla palla magica se era influenza.
Mi ha risposto: Ci puoi contare!

Maledetta palla magica.

02 gennaio 2008

Meno male che la settimana è cominciata di mercoledì: la stesura di un manuale mi sta facendo venire l'allergia a qualsiasi manuale (difatti ho aperto una confezione di minipringlese senza nemmeno leggere dove si trovava l'apertura).
Torino è ancora in vacanza.
Stamattina sono uscita (e qui avrete pietà di me) alle 7.15. Non in ritardo, ma nemmeno in anticipo. Insomma, speravo di riuscire ad entrare alle 8 visto che ci metto un'ora anche in macchina (col traffico e tutto). Sono arrivata un quarto d'ora prima, era ancora notte e il parcheggio vuoto.
Nonostante tutto dopo ieri mi ritengo alquanto fortunata ad avere almeno un lavoro decente. Infatti ieri in stazione io e Roccio abbiamo incontrato una mia compagna delle medie. Non era una compagna qualsiasi, era la compagna. Compagne di banco, mi consolava quando il mio fidanzatino faceva la merda (quindi ogni minuto della giornata), la consolavo quando si sentiva brutta, ecc ecc. Era alla stazione con la divisa di Trenitalia.
Mi sono trovata con un certo imbarazzo a non guardarla. Non sapevo se mi avrebbe riconosciuto: sapete quella orribile sensazione di andare da una persone e dirle "Ti ricordi di me?". L'ho evitata come la peste. Pensando che poi Roccio entrava proprio dalla posta del treno davanti alla quale c'era lei e un'altra trenitalina la vicenza ha del comico. Lei è davanti a me e guardo il cielo. Lei sale sul treno e io guardo a terra. Lei si piazza di fianco e io mi giro di spalle.
E' passato un sacco di tempo.
Come un'altra volta: ho incontrato una mia amica che non vedevo più da molto tempo (da quando ero 15enne e stazionavo con lei davanti alle caserme militari, era un'appassionata dell'uomo in divisa) e l'ho beccata proprio durante il suo orario di lavoro. Faceva le multe.
E' quella che in gergo chiamano vigilina. Non è un vigile, può solo fare le multe se un'auto è parcheggiata nelle stresce blu e non ha pagato. Anche lì ho deviato.
Forse la verità è che mi imbarazzano i saluti. Dopo tanto tempo che ci si dice? Io bene e tu? Mha, si tira avanti. E come ti trovi qui? Bene. Ma che hai fatto in questi anni? Cazzeggiato. E così passo.

E manualeggio. Forse vado a fare la vigilina anch'io.

01 gennaio 2008

Natale con i tuoi..

A Natale ogni bistecca vale. E ogni pranzo, ogni cenone, rimangono sui fianchi a vita a farti ricordare quanto sono belle le feste.

Per Natale io e Roccio abbiamo preso ferie da lavoro. Ovviamente per me ci sono stati dei problemi.
Due settimane prima avevo chiesto ferie e il giorno prima della partenza mi dicono che forse non posso partire. Ma queste sono quisquilie. Volete saperla una cosa? Sarei partita lo stesso.
Ma anche questi sono dettagli: ognuno ha le sue priorità.

Il 21 mi fiondo a Firenze: passeggiate e ultime corse all'acquisto dei regali di Natale. Il problema è far combaciare le famiglie torinesi e fiorentine in modo da festeggiare con tutti.
Per cui: la sera del 24 siamo rimasti a Firenze. Il mattino seguente siamo venuti a Torino e la sera del 25 abbiamo fatto una replica di quello che doveva essere il pranzo di Natale. Quindi ci siamo rilassati. Niente corse, dormire abbastanza (non troppo, se no ci viene il mal di testa), rilassarci il più possibile.
Insomma: vacanza.

E per capodanno tutti da MinchiettaUno! La premiata ditta di chef Carla&Roccio ha presentato una bella lasagna verde (porri, spinaci, lattuga e ricotta) e un dolce segreto che ha riscosso un successo incredibile.
Bravi bravi.

E ora?

Stanotte ho sognato che testavo un nuovo dispositivo dal nome Seth5. Non so perché 5. Ma sicuramente ho pensato a Seth perché devo chiamare l'ospedale che guardacaso si chiama Anubi per prenotare una visita per Poldino.

E aspetto venerdì.
Meno male che domani è già mercoledì.

20 dicembre 2007

Credo

Quando dico che credo a tutto la gente non mi crede (io ci crederei subito!).
Eppure è davvero così: credo a tutto.
Credo nelle fate, negli elfi, negli ufo e negli alieni, credo che la fine del mondo sarà un evento davvero biblico e che durante i sogni si vivano esperienze fuori dal corpo e/o dimensioni parallele. Credo nella Wicca, nella Natura e nell'ordine naturale delle cose. Credo che la cattiveria sia un'imperfezione genetica e che Lombroso non ci abbia poi visto così tanto male nelle sue teorie. Credo nei fantasmi e credo che siano anime imprigionate nel nostro mondo per chissà quale ragione. Non credo nella reincarnazione, credo che questa sia l'unica vita che abbiamo a disposizione e che dopo la morte non ci sia nulla, ecco perché dobbiamo dare il massimo ogni secondo. Credo che la fortuna sia solo l'espressione di una positività interiore. Credo nella legge del 3 espressa nella Rede. Ho creduto a un tizio che un giorno mi ha detto di essere un elfo, ed ero contenta di aver conosciuto un elfo in carne e ossa (diceva di chiamarsi Aurin e parlava sempre di sè in terza persona Aurin oggi non sta molto bene, oppure Aurin ha un grosso problema da risolvere, ecc). Credo che Poldo mi capisca e mi parli, a modo suo e che riesca a sentire i terremoti, e che quando abbaia senza alcuna ragione apparente sta osservando cose che noi non riusciamo a vedere. Ma a volte credo solo nel suo udito più fino.

Penso che impazzirò a credere a ogni cosa letta o comunicata.
Ma è bello immaginare di non avere per forza confini.

19 dicembre 2007

Invito a cena con delitto

Nei sogni di ogni amante del giallo esiste questa chimera: la cena con delitto. Organizzata in castelli lontani e con prezzi inaccessibili ai comuni mortali, primo o poi questa caccia alle libagioni con morto finto desta in noi qualche curiosità: come sarà? Come non sarà?
Nessuno lo sa, nessuno può permetterselo o arrivarci.

Meno male che arriva in nostro aiuto MinchiettaUno. Lei, che abita da qualche parte tra le sperdute montagne, ha avvistato in un comune lontano (il comune di Chianocco) una "Merenda Sinoira con delitto" organizzata dalla proloco. Più che una merenda sinoira era però una cena a base di piatti freddi.

Alle 20.30 c'è poco da fare merenda.

Io, Roccio, MinchiettaUno e tre suoi amici ci incontriamo in un luogo già sperduto (Avigliana o Almese? Non ricordo mai, cominciano entrambe con la A) alle 18. Decidiamo di fare un aperitivo alla Mandragola, locale più vicino a Chianocco che ad Avigliana (o Almese?) e quindi lontanissimo. Arrivati al locale degustiamo un ottimo vino locale, l'Avanà (anche questo con la A, mi confondono!) con spuntini vari e poi andiamo a Chianocco. Le regole del gioco sono queste: degli attori inscenano un delitto e i partecipanti alla cena devono indovinare. Chi vince e indovina tutti e tre i quesiti (Assassino, Movente e Particolare) vince la cena. La cena in effetti è molto economica, solo 13 euro. Quindi accessibile.
Quando entriamo notiamo di essere i più giovani in sala, ma questo non fa differenza perché a fine serata (alle 3 circa) noi andiamo via e tutti gli altri rimangono a ballare, comprese le nonnine settantenni che dove la troveranno mai tutta questa energia?

Seduti a tavola noi cominciamo a mangiare, abbiamo una fame incredibile (nonostante gli spuntini alla Mandragola e l'antipasto eccellente offertoci prima della cena vera e propria). Avvistate delle acciughe al verde cerchiamo di appropriarcene e l'eroico Roccio si lancia verso la parte della tavolata fortunata posseditrice di questo alimento (ma come scrivo?). Ma viene mandato via: senza il Conte (uno degi attori) non si mangia. Io e gli altri, con la bocca piena di salumi e grissini ci guardiamo e cerchiamo di immobilizzare, invano, le mascelle.

Arriva il Conte e si mangia. Parte la scena, lui Conte e il socio, in bancarotta, discutono di affari. La Contessa seduta accanto al Conte è la seconda moglie del Conte. Il Conte vuole cedere una delle sue cantine (o la sua cantina) al socio per aiutarlo con i debiti. Entra in scena la figlia e sgrida il patrigno, se lascia la cantina al socio poi a lei cosa rimane? Intanto un Maggiordomo gira tra i tavoli parlando in bolognese. E' un altro attore.
Roccio lo incolpa subito: sei stato tu.
Ma nessuno è ancora morto.
E noi mangiamo.
Arriva la zia del socio del Conte (altra attrice). Parla con uno strano accento francese, è esuberante e non la smette mai di parlare. Si scopre che ha una tresca con il Maggiordomo.

Arriva il momento del brindisi, il Conte stappa la prima bottiglia della cantina, ma il vassoio su cui è poggiato il calice è sporco di vino e scriga il Maggiordomo. Dopo il primo sorso però crolla. E muore (nessuno potrebbe rendersi conto se fa finta, stiamo tutti mangiando).

Il nostro compito è scrivere su un foglio le tre risposte ai quesiti. Il primo che indovina e porta il foglio a chi di dovere vince la cena. Io, MinchiettaUno e K scopriamo subito chi è, ma poi scopriamo aver cannato decisamente il particolare e il movente. Roccio e il suo gruppo (di soli maschietti) si rende conto del nostro colpo d'occhio e decide di scrivere una cazzata: il Conte si è suicidato perché il vino delle cantine faceva schifo.
In verità era stata la figliastra, voleva le cantine per sè. E il particolare era un fazzoletto sporco di vino che ha sventagliato sulla Contessa quando è svenuta dopo la morte del Conte. La lettura di tutti i biglietti ha reso Roccio e il suo gruppo un mito. Ne avete di fantastia però.

Arrivano tizio e tizia che cantano dal vivo. Richiedo Gli ostacoli del cuore e vengo accontentata, mentre rubiamo il cappello all'attrice che impersona la zia e ci facciamo le foto in tutte le pose.

Cominciano le danze, io e Roccio ci muoviamo fuori tempo e cerchiamo anche di ballare un liscio (con una fatica immonda, nessuno dei due sa esattamente cosa sta facendo).

Dopo esserci scatenati in tutti i modi e verso le 3 del mattino andiamo via, lasciando mr Garibaldi (un tizio fortissimo con una barba bianchissima che era arrivato lì già ubriaco per guadagnare tempo e non riusciva nemmeno a parlare) & co. ancora a ballare e cantare. Roccio è stanco, quasi si addormenta in macchina. Sarebbe quasi bello addormentarsi lì, sotto quel cielo pieno di stelle. Quasi al buio assoluto.

Incantevoli come sempre.


14 dicembre 2007

Lo sciopero dei tir ha fatto più che danni. Innanzitutto per tutta questa settimana sono venuta al lavoro in bus (il che significa uscire di casa alle 7 e tornare alle 19-19.30) e poi non c'è stato verso di spostarmi. Domenica avevo un po' di benzina, ma poca poca, per intenderci a fare un viaggio andata-ritorno casa-lavoro non ce l'avrei fatta. Poi lunedì penso, massì vado col bus e martedì è successo il patatrac. O mercoledì? Non ricordo. Comunque progettavo di andare lunedì, martedì, mercoledì col bus e poi prendere l'auto. Non mi è stato possibile. Come non mi è stato possibile partecipare a una cenetta con colleghe e non corredata da scambi natalizi di doni in modalità random.
Una mia collega ha trovato questo diabolico (ma carino) sistema per farsi dei doni senza spendere cifre enormi. Ognuno fa un regalo a una sola persona, ma non la sceglie lei. Un sistema randomico manda una mail a tutte le iscritte con il nome della persona a cui dovrà fare il regalo e quindi è una doppia sorpresa.

Peccato non essere potuta andare: i benzinai da me erano ancora chiusi, il tram ci ha messo un sacco a portarmi a casa e ho anche dovuto litigare con una vecchina che non voleva che Poldo pisciasse su un cespuglio sotto la sua finestra.

Avevo un'idea di regalo davvero incredibile. Davvero.

11 dicembre 2007

Obiettivi eroici

Decido di riprendere il Bus dopo aver preso, per un mesetto, solo la macchina per venire al lavoro. La guida spericolata dei torinesi (me compresa) mi rende un bersaglio mobile per tutti i frettolosi patentati. La nebbia e il freddo contribuiscono a rendere ancora più rischioso questo tragitto di 33 km e, nonostante l'ora e mezza che mi ci vuole ad arrivare qui col bus+tram, ho optato per questa soluzione. Oggi ho due obiettivi (non suonare il basso, quello era di ieri): andare da Roccio, ma sempre, sempre sempre, e salvare il mondo giocando a resident evil.

Sono appena a metà gioco. Ma si può?

Notizie positive: io e Roccio avevamo comprato un auricolarino bluetooth della SBS qualche mese fa. Ho perso l'archetto che lo agganciava all'orecchio. Ieri mi sono decisa a scrivere all'SBS e mi hanno risposto che provvederanno a spedirmene uno a loro spese. Grazie grazie grazie.

Vi segnalo un nuovo trucco che nel forum di nsm (che ho scoperto voler dire Non Solo Moda, argh) che ha riscosso un successo portentoso ed è stato acclamato come uno dei più belli della storia del forum. Qui.

10 dicembre 2007

M

Nel calendario di ogni donna c'è almeno un appunto.
Le mestruazioni.
Non so voi ma io odio questa parola. Odio la parola mestruo e tutti i derivati: è cacofonico. Memore della mamma di un mio amico che segnava M sul calendario quando aveva il ciclo (anche ciclo è una parola che non riesco ad associare. Mi fa venire in mente una cosa circolare e penso a tutte le parole che la contengono, monociclo, ciclomotore, bicicletta, ciclope.. e così via) e che lui cambiava aggiungendo ario in modo che la parola finale risultasse Mario, anche io non scrivo nè mestruazioni, nè ciclo, nè lemiecose ma nemmeno M o Mario.
Non sapendo cosa meglio fare nella vita ho deciso di chiamarle Meremeo. Non chiedetemi il motivo. So solo che nel calendario del cellulare sono presenti, in un mese, almeno due eventi. Meremeo e Previsione meremeo. Perché quella bestia mitologica metà essere umano e metà ginecologo ogni volta ti chiede: Quando ha avuto il ciclo l'ultima volta?. E per me che non ricordo esattamente cosa ho fatto stamattina prima di uscire di casa può diventare un problema senza i Meremeo.

Questo weekend mi ha di nuovo raggiunta Roccio. Però è salito un giorno prima e io ho preso un giorno di ferie, così abbiamo avuto modo di riposarci (insieme) un giorno in più. Venerdì mattina siamo andati ai magazzini musicali Merula. Non gli ho detto la destinazione, volevo che fosse una sorpresina. E sorpresa è stata, abbiamo girato un pochetto dentro ma a malincuore non tutti gli strumenti erano prezzati e i commessi erano piuttosto scazzati.
Nei giorni successivi abbiamo invano cercato Guitar Hero 3 per Wii. Alla fine l'abbiamo trovata domenica da fnac.
Ovviamente l'abbiamo comprata. Solo che io ho una settimana di allenamento di vantaggio per batterlo nel prossimo weekend, dove salirà ancora lui: abbiamo una cena con delitto sabato sera, insieme a Minchietta Uno. Spero solo che l'omicidio avvenga dopo il dolce che il sangue finto mi fa tornare su tutto e mi rovina il pasto.

Obiettivo: imparare a suonare il basso.

Canzone del giorno: Ti sento Matia Bazar

05 dicembre 2007

Tranquilli: c'è la nonciclopedia!
In questi giorni ho passato ben poche pause pranzo ad aggiornare il blog. Con Poldino malato ci sono state una serie di sconquassamenti temporali e slittamenti di partenze e arrivi. E poco tempo per fare tutto il resto.
Lo scorso weekend è venuto Roccio qui, e anche il prossimo verrà lui. Poldo non può fare le scale e devo portarlo in braccio perché l'ascensore non funziona (da ormai un mese, credo). Ci sono poi visite di controllo, ad esempio lunedì ne ha avuta una e venerdì ne avrà un'altra. Già lo scorso weekend quindi non sono partita, Poldo è stato dimesso sabato e io sono l'unica nella mia famiglia che guida (mia sorella ha la patenta ma non ha mai guidato dopo averla presa) e che quindi poteva scarrozzare Poldo e famiglia dalla clinica veterinaria a casa. Questo ha fatto sì che io abbia avuto la forte necessità di cambiare i biglietti dei treni (a/r) con gli stessi biglietti ma in altre date.
Prima puntata: sfrutto la mia pausa pranzo per andare alla stazione di Torino Lingotto. Già il tragitto sembra un po' un videogioco dello stile "Non calpestare lo studentello che attraversa a cazzo di cane" (per rimanere in tema). Vado dal bigliettaio e gli chiedo di convertire i miei biglietti in bonus.
Funziona così: se gli chiedi un rimborso dei biglietti loro trattengono il 20% dal costo totale del biglietto. Il perché nessuno lo sa. Se gli chiedi un bonus, che in pratica è un biglietto simile a quello del treno dove è scritto il totale dei soldi che puoi usare per comprare altri biglietti, ti restituiscono il 100%. Anche se puoi usarlo solo con i treni.
Mi guarda e mi dice che non si fanno più i bonus. Comincio a bestemmiare in silenzio e torno indietro. E' giovedì, in teoria ho tempo fino a venerdì sera e non voglio che si trattengano il 20%. Decido di cambiare i biglietti, solo che non sapendo quando partire torno indietro per farlo su internet. Sorpresa delle sorprese, il camio dell'IC non è ammesso perché non ho il numero CP (cambio prenotazione) sul biglietto. Quindi torno il giorno dopo, sempre in pausa. Mi faccio cambiare il biglietto IC, solo che per l'ES non ho ancora deciso.
Sabato dimettono Poldo ed è una giornata un po' corri corri.
Idem domenica, vorrei solo dormire e infatti dormo, stretta a Roccio come fosse il mio scoglio e io la sua patella (in questo caso la metafora regge).
Domenica cambio il treno ES per il 13 Gennaio. Mi faccio arrivare l'sms? Massì, facciamo arrivare l'sms. Che non arriva. Che fare? Non arriva nemmeno la mail. Che fare?
Andiamo in stazione, si avvicinano le 17 e Roccio deve andare via. Cambiamo lo stesso identico biglietto alla macchinetta. Lo cambio per il 6 Gennaio perché per il 13 Gennaio mi dice che non è possible (maledetti). Domenica a mezzanotte mi arriva l'sms di conferma per il cambio del 13 Gennaio. E ora non so quandomi tocca partire. Chi me lo dirà? Mha.
L'altroieri sono andata in un negozio di animali in pausa per comprare un collare di Elisabetta perché il bau non si lecchi i punti. Peccato che riesce a levarselo.
Poldo intanto migliora per la gioia dei loro padroncini. Quando il veterinaio aveva detto ernia al disco ho pianto come una fontana. Ho pianto come solo Roccio sa.

02 dicembre 2007

Dal blog di Beppe Grillo.


Vaticano uber alles



In Italia la politica, di centro sinistra o di centro destra, ha sempre un comune denominatore: prende ordini dalle potenze straniere. La prima è il Vaticano, la seconda gli Stati Uniti. La prima detta le nostre leggi, la seconda insedia basi militari in Italia e ci arruola per le guerre, come i mercenari di una volta.
Tra le due la più pericolosa è, senza dubbio, il Vaticano. Ha più esperienza e vince (sempre) le sue battaglie facendole combattere ai devoti partiti italiani che stanno in Parlamento.
Telmo Pievani, che ha documentato tutto nel libro “Sante Ragioni”, mi ha scritto una lettera.

“Caro Beppe,
vorrei parlarti dei comportamenti recenti di una delle numerose “caste” che popolano il nostro paese. Sto parlando della casta ecclesiastica e dei suoi sempre più numerosi accoliti presenti nell’arco costituzionale e nei media.
Di mestiere, insegno filosofia della scienza. Insieme ad un’amica giornalista, Carla Castellacci, ho scritto un libro per discutere analiticamente le “Sante Ragioni” addotte dai vertici delle gerarchie vaticane per giustificare il condizionamento religioso sulle scelte fondamentali che riguardano la vita di ogni cittadino, dal nascere al morire, dalla famiglia alla scuola, dalla bioetica alla vita civile. Ci viene ripetuto che si tratta non di articoli di fede, non di convincimenti personali, ma di argomentazioni frutto del “retto ragionare” e del “diritto naturale”, e dunque valide per tutti. Noi le abbiamo prese sul serio e verificato che si tratta di una razionalità inesistente, ideologica, del tutto infondata. Abbiamo esaminato le conseguenze di queste contraddittorie “ragioni” - tradotte in leggi dello Stato da politici sempre più solerti, ben distribuiti in entrambi gli schieramenti - sulle scelte di vita di noi tutti.
Ci siamo accorti che il clima culturale in questo Paese sta rapidamente cambiando e che in materie importanti come la libertà della ricerca scientifica, la libertà di insegnamento, la libertà di scelta in campo biomedico, è in atto un’autentica, e documentabile, regressione. Si sta diffondendo, nelle scuole e sui media, una letteratura creazionista che pensavamo confinata ai fondamentalisti evangelici americani. Libri di violento discredito contro la teoria dell’evoluzione, ricolmi di falsità, di insulti e di strafalcioni scientifici, vengono recensiti dal Corriere della Sera e dai canali RAI. L’ultima “opera” di Rosa Alberoni, “Il Dio di Michelangelo e la barba di Darwin”, viene presentata a Roma, in sede prestigiosa, da ex Ministri come Rocco Buttiglione, da direttori di telegiornali RAI, da eminenze quali Monsignor Rino Fisichella.
Proviamo ad analizzare alcuni fatti recenti, i documenti, le decisioni parlamentari, i finanziamenti stanziati, le dichiarazioni pubbliche. Qualche esempio:
- le nuove linee guida ministeriali sulla Legge 40 tardano ad uscire, nonostante il profluvio di dati che mostrano gli effetti, controproducenti in termini di nuove nascite e discriminatori verso le donne, di quella sventurata legge
- riguardo alle proposte di legge sulle coppie di fatto (Pacs, Dico, Cus, ...), nel comitato ristretto del Senato che avrebbe dovuto preparare il progetto di legge nella sua versione definitiva sono stati presentati circa duemila emendamenti, abbastanza per bloccare l’attività del comitato per i prossimi mesi
- legge sul testamento biologico: dallo scorso giugno il tentativo di unificare in un unico progetto gli undici disegni di legge presentati non ha dato frutti
- la legge sulla libertà religiosa ha smesso di dare notizie di sé
- finanziamenti per le ricerche su cellule staminali esclusivamente adulte, un caso unico di indirizzo etico di Stato sulla ricerca: il Ministro Turco respinge duramente l’appello degli scienziati che lavorano su linee di staminali embrionali già ricavate e parla addirittura di una “guerra fra bande” rivali di ricercatori
- il Comitato Nazionale di Bioetica è ormai in uno stallo permanente a causa dei conflitti fra la minoranza laica e la (schiacciante) maggioranza confessionale. Elena Cattaneo e Cinzia Caporale, autorevoli studiose e scienziate laiche, sono state “dimissionate” dalla carica di vicepresidenti
Se queste notizie danno l’impressione che l’attività parlamentare e ministeriale vada a rilento... non è così, infatti:
- nell'ambito della discussione sulla legge finanziaria il Senato ha confermato, con il solo voto contrario di dodici senatori, l'esenzione dal pagamento dell'ICI degli immobili a uso commerciale di proprietà degli enti ecclesiastici
- il ministro Fioroni ha dato il via al pagamento della prima tranche dei contributi statali alle scuole paritarie (private), pari a circa 127 milioni di Euro. Il Ministero ha precisato che “questi importi da accreditare immediatamente alle singole istituzioni scolastiche, costituiscono solo la prima parte del finanziamento previsto”.
Questi fatti non sono quasi mai raccontati dai media italiani. Viene da chiedersi se non siamo diventati un Paese a laicità condizionata. Un caro saluto.” Telmo Pievani, Università degli studi di Milano Bicocca, telmo.pievani@unimib.it


Poldo si sta riprendendo pian piano. Ma ne parlerò una volta terminata la trafila di medicine, veterinari, esercizio limitato che sta (poverino) subendo. Voglio raccontare la sua avventura passo passo in modo da aiutare chi si trova nella stessa situazione e non sa che pesci pigliare, e su internet trova termini strani e parole terrificanti come paresi o paralisi.

28 novembre 2007

Quel sembra trascinare una delle due zampette posteriori è stato un fulmine a ciel sereno. Ieri sera Poldo è stato dal veterinario che dopo una lunga ed attenta visita mi ha consigliato un neurologo da cui farlo visitare per poi procedere all'intervento sulla colonna vertebrale. Sì, intervento.
Era davvero ernia del disco. Peggiora di minuto in minuto, oggi ad esempio se messo in piedi sulle quattro zampe non riusciva a reggersi su quelle posteriori e scivolava. Il neurologo è stato molto bravo, ci ha spiegato tutto sebbene io mi fossi informata talmente tanto su internet da porgli domande mediche molto specifiche. Poldo tremava e piangeva, ma è stato comunque buono quando ha fatto le radiografie e gli hanno prelevato il sangue. Ora è ricoverato, gli stanno facendo la mielografia (la dottoressa mi ha chiamata poco fa), ovvero una specie di radiografia con mezzo di contrasto iniettato direttamente nel midollo spinale. Dato che per fare questo esame lo anestetizzano totalmente, subito dopo, se lo ritengono necessario, effettueranno l'intervento. Il neurologo ci ha rassicurato dicendoci che è un'operazione di routine e che il cane ha quasi sempre una ripresa del 100%. Ovvio, dovrà fare fisioterapia e tutto il resto. Ma quello non importa.
Ieri sera ero molto spaventata, in realtà perché sono una persona ossessiva e cerco di tenere tutto sotto controllo. Il fatto che io non possa controllare questa cosa mi spiazza.
La mia reazione è stata la solita: pianto a dirotto, razionalizzazione, praticità. Nella prima fase penso al peggio e piango come una fontana. Nella seconda capisco che non ci sono alternative. Nella terza fase mi rendo conto che se non ci sono alternative non c'è ragione per cui io mi disperi o stia male.
Poldo è la bestia che più sento mia tra tutte quelle entrate in casa da quando sono nata. E non per mia scelta. Per sua scelta. Lui mi ha scelta come padrona e da quando è nato (già per miracolo) ha coltivato questo rapporto speciale.
Del resto le bestie sono capaci di una cosa che noi non sappiamo nemmeno cosa sia: l'amore incondizionato.
Solo una cosa mi torna strana. Noi abbiamo un po' di soldini da parte e riusciamo comunque a sostenere il costo dell'intervento (rinunciando, ad esempio, ai regali di Natale quest'anno). Ma chi ha proprio poco e solo un cane come amico come fa?

26 novembre 2007

Stasera sono un po' triste. Poldo sembra trascinare una delle due zampette posteriori. Questo in un cane in genere non è mai bene, ma soprattutto in un bassotto, razza soggetta a malattie delle ossa. Ovvio che una persona tragica come me pensa al peggio, ma solo per essere preparata e poter sperare davvero al meglio. Stasera fa fatica a fare tutte le cose che erano abituali per lui, come saltare sul divano, tirarsi in piedi su due zampe, scendere le scale o salirle. Domani lo porto dal veterinario che mi dirà: su internet ho trovato qualcosa e nulla di positivo.

Nella peggiore delle ipotesi è ernia del disco a cui può seguire un intervento che deciderà quanta mobilità potrà avere ancora Poldo nella sua vita.
Nella migliore ha solo male a una zampa.

25 novembre 2007

Eppure

Fine weekend.
Oggi io e Roccio, prima di andare in stazione abbiamo conosciuto un musicista alla Fnac. Era lì tutto intento a cercare cd di musica un po' particolare. E anche noi eravamo lì, così ci ha dato consigli su che cd prendere, e ci ha raccontato un po' di lui. Pare abbia uno studio di registrazione a Torino, ci ha lasciato anche il suo numero e il suo nome. In effetti il web ci ha dato conferma della sua esistenza nel panorama musicale italiano e internazionale.
Che cosa buffa: alcune conoscenze sembrano arrivare a caso, eppure.

23 novembre 2007

Senza idee

Speriamo ci sia bel tempo

22 novembre 2007

Quello che le donne non dicono (ma vorrebbero tanto)

Ci fanno compagnia certe lettere d'amore: parole che restano con noi... cantava la nostra Fiorellona.
Lei però svelava particolari ormai noti (come dicono gli informatici: è un problema noto. Che vorrà mai dire non so. Sai del problema e non hai voglia di risolverlo?). Quello che gli uomini non sanno è che:
anche noi facciamo la cacca, che puzza generalmente e non profuma di violetta;
questo ci porta a pensare che, ragionevolmente, anche l'intestino della vostra dolce metà sia interamente riempito da gas semitossico che può essere espulso, a volte anche con rumore;
sebbene qualcuno stenti a crederci la donna ha davvero le mestruazioni (e non è una scusa grazie alla quale alcune si sottraggono ai piaceri dell'amore fisico);
e, mettetevelo bene in testa, il sesso piace anche a noi e anche noi abbiamo desideri particolari.

Fatta questa premessa a cui pensavo ieri sera prima di andare a letto (non so perché ma riferita alla canzone in questione) l'altroieri sera mi sono incontrata con MinchiettaUno a Le Gru. Alle 18 non è proprio come al sabato pomeriggio: ho trovato infatti subito parcheggio. Ho svaligiato il negozio kiko e intanto continuo a sperimentare strani accostamenti di colore (che si possono vedere qui). E' stata un'idea geniale andare in un centro commerciale. Tanto alle 22 già sono in stato semicomatoso tantovale vedersi prima, mangiare tranquille, fare un giro e salutarci presto.
Alla Fnac, in cassa, c'era una ragazza dal volto familiare. Tant'è che ho comunicato telepaticamente con MinchiettaUno chiedendole Era una compagnia di Biologia? mentre la guardavo intensamente, ma lei non ha capito e mi ha restituito uno sguardo perplesso. Fino a che la ragazza ha sorriso e mi ha detto 892424?. Ecco dove l'avevo vista.
Dimentico sempre che 892424 è come una grande famiglia, prima o poi ci si rivede tutti. Forse perché la quasi totalità dei ragazzi torinese ha lavorato lì essendo l'unica speranza di un contratto a tempo determinato semi-onesto.
Ieri sera ho forzato il camaleonte a mangiare facendolo arrabbiare e lanciadogli le camole in bocca quando la spalancava per mordermi. Non sta molto bene e, anzi, non sono sicura sopravviverà a lungo. Posso provare a curarlo, ma quando i batteri tornano non è mai una buona cosa.
Confido comunque nelle medicine e nella nostra forza di volontà. Si riprende da capo: disinfettare il camaleontario, cambiare le piante, fare le punture al bestio, acqua e gatorade ogni tanto.
I miei colleghi si stanno interessando e mi chiedono sempre come sta, che dice il veterinario, mangia, non mangia, ecc.
Io ho imparato un'altra grande lezione: anche i rettili sono bestie tanto impegnative e questo non è il momento per me di impegnarmi con loro.

21 novembre 2007

Anubi

Oggi in pausa non ho scritto perché sono andata all'Anubi a prendere una ricetta che il veterinario mi aveva lasciato per il cama. Speriamo che stavolta guarisca in via definitiva.

20 novembre 2007

CartoNinne di Natale

Il camaleonte sta di nuovo male: ha entrambi gli occhi chiusi e sia io che il mio nuovo veterinario di fiducia per rettili (bravo anche se distratto) siamo concordi nel dire che si tratta di un fattore ambientale. Il batterio pseudomonas è difficile da debellare perché ama l'umidità. Il camaleontario è umido perché anche il camaleonte ama l'umidità. Quindi è un circolo vizioso senza fine e temo che, nonostante le nuove cure, tra pochi mesi sia tutto da capo.
Oggi mi han dato un compito infausto: progettare le cartolina di Natale. Nel mio caso si tratta solo di fare una scrittina che andrà dentro le cartoline, perché le cartoline vengono comprate a parte.
Se per molti può sembrare una cosa divertente per me in realtà non lo è in quanto si risolve in questo modo.
Faccio tre progetti, in genere uno molto bello e gli altri due inguardabili, con una scala che va da pessimo a nonsipuòguardare, quindi consegno fiera i miei bozzetti a chi si occupa di queste cose che intanto sceglierà per quello pessimo aggiungendo qualche componente trash, chessò, un babbo natale ciccione o un fiocco rosso. Quindi i miei tre bozzetti (di cui uno, il pessimo, già modificato) passeranno alla supervisione del capo che boccerà tutto ma avrà una certa predilezione per la bozza nonsipuòguardare e ancora deciderà di ingrandire i loghi dell'azienda fino a fargli prendere il 50% dello spazio disponibile e aggiungerà qualche particolare-chicca che promuoverà la bozza da nonsipuòguardare a oddiovomitostovomitando. Il tutto tornerà a me e quello che ne uscirà sarà una scritta illeggibile per via di un fondino schiarito che tutti amano (ma ditemi! Perché voi capi amate tanto l'immagine di sfondo?) ma a te fa cagare circondata da un'ombra cupa che sembra che sia stata fatta a mano da una persona affetta da parkinson con fiocchi rossi, fiocchi di neve, babbi natale & co, da farti rimpiangere i disegni natalizi che facevi a 8 anni, quando ancora non avevi le tette e tutto ciò che producevano le tue sante manine era superlativo.
Anche le palle di DAS.

19 novembre 2007

EmotiCarla

Oh finalmente siamo andati a casa del Primo Cavaliere e della sua Dama. La cena è stata ottima (buona la pasta, buone le bruschette, buona la salsa al tartufo, insomma proprio buono tutto). La casa è molto carina, la cucina sembra una stanzetta a sè perché, anche se collegata alla sala. è in un angolino tutto suo. Quindi la sala è abbastanza grande, c'è un bel divano e parecchio spazio per sedie e persone.
Dopodiché abbiamo giocato a Taboo: ci ho messo un bel po' per nascondere la mia naturale repulsione ai giochi di società essendo io un animale poco sociale.
Questa va raccontata però.
Dovevo descrivere la parola Raptus e c'era un testa a testa, io e un'altra persona a mia scelta che doveva indovinare la mia parola. Non ho trovato niente di meglio che usare la triste vicenda di Annamaria Franzoni.
E ho scelto la Fra.
Annamariafranzoni ha avuto..?
Un figlio!
Sì, e l'ha ucciso. Quindi ha avuto..?
Un altro figlio!

C'è stata una piccola scaramuccia tra me e Roccio, nulla di che considerato che non abbiamo ancora mai davvero litigato (e in un anno e mezzo lo considero un guinnes dei primati). Certo abbiamo dormito male tutti e due, ma ci siamo chiariti.
E poi chissà, ho sempre certe reazioni esagerate io. Sono troppo, troppo emotiva.

16 novembre 2007

Oggi è una giornata splendida: c'è il sole ed è venerdì. Cosa potrei volere di più dalla vita?
Giusto per fare qualche cazzata ho scritto sul forum al femminile, nella sezione make-up, postando la foto di un mio trucco e accogliendo un'approvazione quasi imbarazzante (difficile trovare tante donne che fanno complimenti ad altre donne, forse solo ad una festa gay). Però mi ha fatto gran piacere. Tant'è che oggi ho replicato il trucco biancoviolanero.
Roccio voleva vedermi completamente nera: comincio a sospettare che gli piaccia molto lo stile dark. Ama lo smalto nero, il trucco scuro, la pelle bianca, le donne magre. Oggi sarebbe stato audacissimo truccarmi di nero per venire qui. Ma domani... perché no?

Non so che fare qui al lavoro e googleggio, forte anche del fatto che il mio vicino di scrivania non è qui e non può vedere che combino.

Stamattina all'entrata della tangenziale ho visto una sfilata di mezzi militari corazzati bizzarrissimi. Erano almeno 7-8, credo avessero 6 ruote e sembravano carri armati ma senza cingoli e senza cannoncino. Omini completamente coperti (occhialoni, passamontagna) che spuntavano da ogni dove mi facevano cenno di sorpassarli.
Peccato che la digitale era dentro la borsa che si trova dentro lo zaino e in più stavo guidando a una certa velocità se no li avrei fotografati.
E' stato comunque un bello spettacolo... Chissà dove andavano?

Lunedì mi toccherà andare al centro anubi, l'ospedale per animali e lasciare lì il nostro amato Big Joe. Non sta bene, ha tutti e due gli occhi chiusi e ha bisogno di cure che, stando qui tutto il giorno, non riesco a dargli. Speriamo in bene..

15 novembre 2007

14 novembre 2007

Notizie di questo mondo

Due notizie incredibili
Da la Repubblica

ESTERI

Scandalo nella serie A elvetica: "Abusi ripetuti su minore"
Il presidente: "La squadra è costernata, attendiamo sviluppi"

di FRANCO ZANTONELLI

Svizzera, sesso con una 15enne
fermati 12 calciatori del Thun



GINEVRA - Una brutta storia di abusi sessuali su una ragazzina di 15 anni ha portato a 21 arresti, tra cui quelli di 12 calciatori professionisti, ieri in Svizzera. Si tratta di giocatori del Thun, la squadra celebrata 2 anni fa come la cenerentola della Champions League, ma che attualmente milita, con scarso profitto, nella Super League, la serie A elvetica. La notizia è piombata, nella mattinata di ieri, su Thun - a pochi chilometri da Berna - come una vera e propria doccia gelata. Siamo di fronte ad "abusi ripetuti", spiegano gli inquirenti, aggiungendo che i fatti "risalgono all'inizio dell'anno". Procura e polizia rivelano anche che la ragazzina era "consenziente" ma citano anche il codice penale svizzero che non concede scampo a chi ha relazioni sessuali con giovani sotto i 16 anni. "Sono reati perseguibili d'ufficio", ricordano, prima di opporre un fermo riserbo, davanti alle richieste di ulteriori precisazioni. In effetti, visto che l'inchiesta riguarda un minore, la legge impone l'assoluta riservatezza.

Il calcio svizzero è piombato nello sconcerto. "Le conseguenze sulla squadra del Thun e sul campionato non sono ancora chiare", dichiara Pierre Benoit, portavoce della federazione. Dal canto suo il presidente del Thun, Kurt Weder, dice che "la squadra è costernata" ma che preferisce "attendere ulteriori sviluppi", prima di decidere eventuali sanzioni nei confronti dei suo tesserati implicati negli abusi sessuali sulla ragazzina. Sicuramente, se il processo che seguirà confermerà le accuse, tutti gli arrestati, che nel frattempo sono stati rilasciati, rischiano pene severe.

Nell'agosto scorso un tribunale di La Chaux de Fonds usò la mano pesante nei confronti di 2 giocatori di hockey, riconosciuti colpevoli di stupro. Uno si beccò 30 mesi, l'altro 22. Entrambi, riconobbe la corte che li processò, sfruttarono la loro notorietà per ottenere prestazioni sessuali da giovanissime fans. Per Yves Debonnaire, allenatore della nazionale svizzera Under 17 non si deve, comunque, fare di ogni erba un fascio: "L'immagine del campione che approfitta delle ammiratrici- tiene a sottolineare - risponde più che altro a un cliché, in realtà gli abusi sessuali sono un problema della società, più che un problema specifico del mondo sportivo". "Non sono d'accordo", ci dice l'ex-allenatore dell'Avellino e del Lugano, Roberto Morinini, secondo cui "il mondo del calcio ha, in realtà, una grossa responsabilità, perché non aiuta i giovani a crescere".

Resta il fatto che il Thun, grazie a questa brutta storia, è passato in 2 anni dal paradiso all'inferno. Nel 2005, al suo debutto in Champions League, con un budget inferiore ai 2 milioni di euro, estromise dalla competizione prima la Dinamo di Kiev, poi gli svedesi del Malmö. Qualcuno, allora, accomunò la piccola squadra del Canton Berna al Chievo di Campedelli e Del Neri. Oggi, dopo le terribili accuse verso alcuni dei suoi giocatori, il sogno del Thun è diventato un incubo. Un brutto risveglio per lo sport svizzero, già provato dalla recente uscita di scena, per cocaina, della tennista Martina Hingis.

E poi ovviamente.. Mastella.

CRONACA
Il ministro della Giustizia contro il comico genovese per le sue affermazioni sul caso De Magistris
"Attacchi gratuiti ed inaccettabili". Il risarcimento sarà devoluto alle vittime delle mafie


Inchiesta Why Not
Mastella cita Grillo per danni


ROMA - Il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha dato mandato ai suoi legali di "intraprendere le vie giudiziarie necessarie a tutelare la sua onorabilità a fronte degli attacchi gratuiti ed inaccettabili mossi nei suoi confronti" dal comico Beppe Grillo, intervenuto ieri a Strasburgo con il pm di Catanzaro Luigi De Magistris, il magistrato che ha iscritto nel registro degli indagati lo stesso Mastella e il premier Romano Prodi nell'ambito dell'inchiesta 'Why not'. "Il risarcimento dei danni richiesto - si legge in una nota dell'ufficio stampa dell'Udeur - sarà devoluto alle vittime delle mafie".

L'attore genovese ieri aveva affermato, tra l'altro, che dare i fondi europei all'Italia è "come darli a Bokassa" e che i giudici italiani, quando intervengono, "vengono bloccati dal governo e dai partiti". Ma a mandare su tutte le furie Mastella è un'altra frase di Grillo, riportata da diversi quotidiani: "La magistratura è stata fermata dalla politica. Una volta, nel 1992, con Falcone e Borsellino si usava il tritolo. Oggi interviene direttamente il ministro della Giustizia".
Ogni tanto viene fuori un periodo di scimmie senza senso: questo è il periodo della scimmia del makeup. Ho tutti i sintomi.
La sera penso a come mi truccherò il giorno dopo, ho comprato accessori abbastanza costosi ma indispensabili per me questo periodo (pennelli di Sephora, anche se loro mi stanno sul cazzo perché ogni volta che entro in uno dei loro negozi mi guardano come se fossi una ladra e mi seguono come fossi una vip), ho fatto un ordine dal sito di Bottega Verde comprando tutto ciò che era in offerta (anche cose inutili, come l'incenso), sto imparando a fare dei perfetti smokey eyes e so distinguere una cipria da un fondotinta, da un illuminante, da un correttore. Quest'ultima in particolare è abbastanza grave. D'altro canto c'è Roccio che non distingue i colori ("Che colore è il lilla?") ma apprezza il fatto che mi curi. E anche se non sa cosa sia un ombretto cotto perlato e se kiko gli sembra il nome di una casa produttrice giapponese di videogiochi a volte mi da' anche apprezzabilissimi consigli.
Oggi il mio unico pensiero è terminare la settimana: il mio cervello ripete questo mantra continuo trapocoèvenerdìtrapocoèvenerdì ecc e io voglio solo tornare a casa e spegnere il cervello. Oggi un mio collega mi ha fatto notare quanto io sia compulsiva-ossessiva col cellulare. Ah: che dire. Forse se io convivessi col mio uomo e avessimo una casa tutta nostra ambirei a tornare a casa il più presto possibile invece di rimanere fino a sera tardi come fa lui, o scrivere continuamente al cellulare come faccio io. Ma non ho risposto: chissà perché non rispondo mai.
Ho borbottato che se anche lui avesse una donna a distanza lo farebbe. Ma no, secondo lui è la generazione. Davvero? Quando andavo all'università e non avevo mai una lira il mio unico mezzo di comunicazione col mondo tramite il cellulare era rappresentato dagli squilli. Il messaggio era solo per le emergenze.
Ma il cuore non è forse un'emergenza?

12 novembre 2007

Questo weekend ci siamo dedicati al pensiero dei regali di Natale. Se è vero che è il pensiero quello che conta, noi siamo già a posto. Difatti abbiamo pensato molto, ma ancora non abbiamo preso nulla. Per chi crede che sia presto voglio solo ricordare che siamo a metà novembre, manca un mese alla ressa micidiale natalizia e noi abbiamo solo il sabato (e la domenica, se i negozi sono aperti) per girare.
Vorrei essermi segnata almeno una delle mille volte in cui mia mamma dichiarava a gran voce Avrei proprio bisogno di..., e ora invece sono qui che non ho la minima idea. Anzi, ce l'avevamo, ma abbiamo scoperto che il digitale terrestre non è cosa che fa per lei, dato che le garberebbe di più il canale fox che è solo sul pacchetto Sky. E noi Sky non lo mettiamo perché lo avevamo ma ci litigavamo ogni 2-3 mesi.
Per mia sorella e il suo compagno abbiamo qualche idea che potrebbe essere interessante, così come per la sorella di Roccio. Rimangono grossi dubbi sui genitori di entrambi.
Io ho già rinunciato all'idea di farmi regalare qualche euro per comprarmi la reflex digitale, quella che mi piace costa davvero troppo. Ed è una di quelle cose non necessarie. Per rimpiazzare la futura assenza della reflex mi sono comprata un paio di ombretti della kiko, marca poco costosa e abbastanza buonina rispetto alle marche da supermercato. Ieri dopo aver accompagnato Roccio in stazione (lo odio il treno che mi lascia da sola sul binario e si avventura verso l'orizzonte: sogno un treno che parta vuoto e noi due sul binario che torniamo a casa insieme) sono uscita con RagnoB. Abbiamo chiacchierato un po' del suo nuovo lavoro, del mio, e della visione del mondo che hanno alcune persone che ci circondano.
A proposito di treni e partenze. Ogni tot ci capita di incontrare in stazione (a Firenze o a Torino) un amico di Roccio che sta con una donnina di Torino. Anche loro si sono conosciuti tramite il blog di lei.
Dio (se esiste, anche se sono quasi certa del contrario) benedica tutti i blog e non faccia cascare i server. Soprattutto questo.

09 novembre 2007

Che fatica la costanza: è una di quelle cose che mi è sempre mancata. Ripetere ogni giorno le stesse cose per dovere, impegno più che per desiderio di farle.

Lamentele e mal di pancia mestruoso a parte oggi è una magnifica giornata. C'è un vento pazzesco e nemmeno una nube. Dalla finestra vedo le montagne innevate e gli alberi del parcheggio che si agitano e perdono foglie autunnali.

E poi stasera arriva Roccio, con cui passerò un bel weekend rilassante (sono semidistrutta: ieri sera avevo sonno già alle 21.40 ma ho resistito fino alle 22 perché andare a dormire prima mi sembra troppo grave).

Scrivo poco perché sto leggendo il libro "Schiavi Moderni". Si può scaricare liberamente dal blog di Beppe Grillo e oggi più che mai desidero scappare all'estero. Nemmeno troppo lontano: Irlanda o Spagna. Insomma dove ancora si può vivere e non solo sopravvivere.

08 novembre 2007

Posso rifiutarmi di lavorare? Almeno oggi.
Zzzzzzzzzz

06 novembre 2007

Detto/fatto

Stasera è arrivato il compagno di mia sorella (con mia sorella al seguito, piegata in due dal dolore): sono andati in ospedale che presto nasce il pupo. Siamo zii!

P.s. sono riuscita a dire a mia mamma che mi trasferirò a Firenze.

Canzone del giorno: Ti scatterò una foto Tiziano Ferro

Diventerai zio

Ieri pensavo ai regali di Natale, a quelli che vorrò fare e a quelli che mi faranno. Mi piacciono i regali, farli e riceverli. Non raccontiamoci balle, aprire i pacchi è divertente. Poi il Natale ha qualcosa di particolare, è un rito. Tutti attorno all'albero, pieno di regali farlocchi e no, con aria allegra.
Mia mamma ogni anno ci prova a chiedermi cosa voglio: togliermi l'effetto sorpresa per qualcosa che può servirmi davvero e io ho sempre detto di no. A costo di ricevere un elettrodomestico per fare il cioccolato o un maglione semitrasparente e scollacciato che non avrò mai occasione di mettere.

Quest'anno ci sto pensando sul serio. Più che per mia mamma, per gli altri parenti. Negli ultimi anni ho ricevuto: candele di vari colori, dimensioni e forme, braccialetti e ciondoli di ogni tipo, indumenti improbabili.
Mia zia ha vinto il concorso regalandomi tutte queste cose e spendendoci anche un sacco di soldi: braccialetti, ciondoli e portachiavi swarovski, candele giapponesi giganti e persino un completo intimo (marca yamamay) verde di paillettes, per giunta non della mia taglia (zia, sono piatta come una tavola da surf, non puoi regalarmi una terza misura. Io ci navigo lì dentro). Così, anche se un po' mi spiace, opterò per i soldi: li potrò mettere da parte e comprarmi finalmente una reflex digitale. Magari non ci arrivo, ma almeno aiuta. Del resto mia mamma voleva comprarmi un televisorino, ma non guardo tv. Sarebbe uno spreco.

Tolta questa piccola parentesi ne apriamo una grande. Sta arrivando un nipotino nuovo di zecca. A giorni nascerà Leonardo, e anche Roccio subirà questa grande emozione di diventare zio. Il grosso miracolo non è tanto quello, ma è vedere che razza di buffo miracolo è la vita. Conoscere questo esserino tanto piccino quanto forte che con tutta la mano a malapena riesce a prenderti un dito ma lo tiene così forte che sembra non volersi più staccare.

Sono cose che segnano. Questo e la sala parto.
A volte mi sogno ancora le urla.

05 novembre 2007

Schemi (e schermi) mentali

Non pensate che sia facile dire alla propria mamma che si va via di casa. La mamma è sempre la mamma, soprattutto se non ha più un marito e la figlia maggiore è già fuori casa. Io le dico il meno possibile, più che altro per salvaguardarmi dai suoi consigli (l'altra sera mi ha raggiunta in bagno per dirmi "Ho spento la luce in sala. Se vai di là accendila!") e dalle sue domande (ha smesso di chiedermi "Chi era?" dopo una telefonata da quando ho cominciato a risponderle sempre "Nessuno"). Così mentre io mi scervello per trovare il modo migliore - scappare di casa, lasciarle un biglietto, mettere una bambola gonfiabile seduta davanti al pc, fare un annuncio alla radio o alla sua soap preferita (Tempesta d'amore), fare un annuncio ufficiale stile sono incinta con Roccio che mi tiene la mano mentre lacrimo a gogò e sbatacchio il coltello sul bicchiere per ottenere attenzione - mi ricordo del weekend da favola passato a Firenze.
Mercoledì sono arrivata alle 10.30, Roccio mi ha confessato che aveva casini al lavoro e gli sarebbe toccato tornare nel pomeriggio in ufficio (primo sgrunf). "Va bene, mi metterò un po' a giocare col pc" sentenzio.
Intanto andiamo a vedere qualche casupola. Ne troviamo due proprio carine, ma costosissime. Per sopravvivere a Firenze bisogna vendersi le chiappe a quanto pare. Oppure tutti, a parte noi, guadagnano più di 2000 euro al mese!
Dopo mangiato Roccio mi dice che forse forse mi avrebbe accompagnato da qualche parte, dove lo avrei aspettato tranquilla mentre stava in ufficio, perché non sapeva di che umore fosse il suo capo (secondo sgrunf). "Va bene, magari al centro commerciale così giro un po'". Dopo le 17 mi passa a prendere e andiamo da Dreoni, come da programma. Volevo controllare se avevano del cerone bianco da spetasciarci in faccia per la serata di Halloween, ma non c'è. Il nostro amico pazzo commesso dreonico ci dice che arrivando a quell'ora è ovvio che non troviamo nulla (terzo sgrunf). Dopo un po' la smetto di grugnire. Non è giustificato lo sgrunf se non ci si trova in fase premestruale.
Quindi resettiamo il cervello e dopo cena andiamo a spassarcela un po' al concerto di Claudio Simonetti. Mi piacerebbe spiegare chi è quest'omino ma vi rimando alla generosissima wikipedia perché la pausa pranzo termina lentamente e non avrò tempo di scrivere tutto.
In questi giorni ho avuto modo di rivalutare persone giudicate troppo frettolosamente da un istinto che non mi lascia tregua e ricredermi di molte cose. Alla fine chissà, anch'io avrò suscitato opinioni discordi e forse, per la prima volta sinceramente, non mi interessa affatto.
Gli schemi mentali sono strutture abbattibili, ora lo so.