10 agosto 2025

Yerevan 9-10 agosto 2025 - L'Armenia mi da' il benvenuto

 Il viaggio è andato bene, stranamente la wizzair non ha fatto la cosa che l'ha resa famosa, ovvero lasciare gente a terra a causa dell'overbooking, e siamo partiti puntuali. Pochi italiani sull'aereo, la maggior parte era gente che rientrava a casa. I nuovo controlli di sicurezza di Malpensa sono velocissimi. Non serve più tirare fuori liquidi e dispositivi elettronici dallo zaino. Non mi hanno detto nulla per il drone.

La tizia in coda davanti a me ha due zaini giganti che fa rientrare come bagaglio a mano, ma solo io ho mille paranoie al riguardo?

Accanto a me un ragazzotto italiano giovane e alto, sta leggendo un libro, visto che prima aveva cominciato a chiacchierare spiegando perché avrebbe messo lo zaino nello cappelliera, gli chiedo cosa legge: "Viaggio in Armenia, volevo leggere qualcosa e alla Feltrinelli mi hanno suggerito questo".

Ma dai, gli dico, anche io ce l'ho e voglio leggerlo in questo viaggio.

Poi lui entra in coma, salvo svegliarsi per dirmi che il libro è carino, quindi arriva un suo amico armeno con cui intraprendere questo viaggio. Ci confrontiamo sul tour - ovviamente lui li porterà a vedere molte cose ma son soddisfatta del mio viaggio relax faidate.

Il volo è caotico, nessuno sta seduto, sembra il bus della gita delle medie. I bambini saltano sui sedili, nessuno bada all'avviso di tenere le cinture allacciate, a un certo punto durante l'atterraggio a un signore squilla il telefono (segno che la modalità aereo ciaone), molti han bevuto birra e sono riusciti a finire le scorte dell'aereo.

Una volta atterrati ci dividiamo ma io, un po' stanca e presa dai miei pensieri, non li saluto. Mi avvio diretta al controllo passaporti. Memore dell'avventura sovietica ho un po' una gocciolina di sudore che quasi cola, al pensiero di tutte quelle domande, lo svuotamento dello zaino, ecc. In verità è tutto molto veloce e tranquillo. Guardano il passaporto, mi fanno una foto digitale di confronto, immagino, e me lo timbrano. L'acquisto della sim turistica è altrettanto semplice. Pochi passi dopo i controlli ci sono due stand e per la modica cifra di 5,62 euro (2500 dram armeni) ho una sim con internet senza limiti per 15 giorni (Viva sim tourist). Mi interessava anche perché per acquistare i biglietti del treno online è necessario registrarsi al sito railway.am con una sim locale.

Ormai ho preso il via, vado a cambiare due spicci giusto per i primi giorni. E dopo vedo un'altra coda.

Un nuovo controllo bagagli!

Mi sono portata il drone anche se la comunità "Armenia" su reddit non era chiara al riguardo. Qualcuno dice che gli era stato sequestrato, per averlo di nuovo al ritorno, qualcuno dice che glielo avevano fatto passare... Io ero tranquilla perché a Malpensa non avevano fattoo un fiato, ma se qui rompono, la musica cambia. Mi accodo quando noto che è stata aperta una seconda uscita che bypassa i controlli di sicurezza. Lo noto perché qui nessuno rispetta la coda, come in Italia, e presto un mucchietto di gente ha cominciato a posizionarsi davanti alla polizia che decideva se potevi essere graziato dal controllo o no. Una bambina era passata davanti trascinando il trolley, la madre non è stata fatta passare. Qualcuno ha dovuto rincorrere la bimba per portarla indietro. Io attendo e poi chiedo, mi fanno passare.

Cerco di prendere un bus, ormai mi sento coraggiosa. Vedendomi indecisa un signore si avvicina chiedendo se ho bisogno di un taxi, dico di no, e mi allontano.

Proprio ieri dalla comunità su reddit, un tizio diceva di fare attenzione a queste persone che si avvicinano e chiedere sempre il taxi dall'applicazione yandex GO, infatti dopo aver concordato il prezzo ed essere stato portato a destinazione, ha scoperto che il prezzo era molto più alto e ha dovuto discutere finché stanco ha lasciato perdere e ha pagato.

Trovo la fermata del bus, ma purtroppo l'ultimo passaggio è delle 22 e sono quasi le 23. Torno alla postazione dei taxi, mi si avvicina di nuovo il signore, dico di nuovo di no, e che semmai prenoto un taxi con yandex GO. Mi dice che sono cari, gli mostro la tariffa e lui replica che è una tariffa a km. Gli dico ancora di no, si allontana.

Non contenti si avvicina un altro soggetto. Mi chiede se ho bisogno di un taxi. Gli chiedo se è di yandex GO, mi dice di sì, mi chiede dove devo andare. Sono un po' diffidente ma lo ascolto. Gli chiedo alla fine dove ha la macchina. "In the parking". 

Mhm quella dove sono è corsia riservata ai taxi di yandex, se ha la macchina nel parcheggio qualcosa non torna. Gli spiego che no, preferisco prenotare da app e aspettare.

Mi dice che se aspetto va a prendere la macchina e arriva subito.

Nel frattempo chiedo il taxi dall'app e rifiuto gentilmente l'offerta. L'omino di prima, vedendomi ancora lì senza tassista, decide di riprovarci ma quando gli dico che ho già preso tramite app bofonchia che è troppo caro e se ne va.

Il fake tassista diceva ovviamente il falso, la tariffa non è a chilometro, infatti ho pagato i miei 1800 dram come previsto. Il buon Henri mi porta in città, chiacchiera tanto, mi fa da Cicerone dalla macchina. Mi dice di chiamarlo per qualsiasi problema, mi consiglia ristoranti, posti da vedere, mi racconta la storia della città. Nell'arrivare verso l'albergo, accanto alla stazione, ci infiliamo in vicoli stretti, ci sono baracche di lamiera ondulata, auto bruciate. Nulla che non si veda anche a Barriera di Milano (baracche a parte), a Torino, ecco. Ma penso che poi il giorno dopo avrei dovuto rifare a piedi quel pezzo e non sono molto tranquilla. Nel frattempo Henri mi dice di fare attenzione alle persone troppo gentili che si offrono di aiutarmi, di pagare in contanti, mi spiega dove e cosa comprare. E in tutto questo, dell'albergo, nessuna traccia. Dua ragazzini, seduti in strada in uno dei vicoli, stanno giocando a qualcosa che potrebbe essere dama, facendosi luce con la torcia del telefono. Henri chiede indicazioni, e riparte. L'indirizzo (quello su booking) è sbagliato.

Arriviamo in un posto. Lo ringrazio e saluto. Mi chiede se preferisco che entri anche lui per darmi una mano a tradurre, gli dico che non importa ma grazie lo stesso. Faccio per aprire la porta ed è chiusa. Mi avvicino a una finestra da cui si vede un tavolo con degli uomini attorno e gli faccio cenno col dito verso la porta. Loro mi guardano straniti. Henri si avvicina. Praticamente non è quello l'albergo. Li ringrazio, ringrazio di nuovo Henri ed entro in macchina. Mi porta da un'altra parte. Il nome non è quello dell'albergo, ma lui entra, c'è un signore a cui chiede indicazioni.

L'albergo si trova sul retro. Mi accompagna a piedi e mi aiuta a portare lo zaino. Parlano un po' e ridacchiano. Henri mi dice che sono fortunata: si era dimenticato della mia prenotazione. Il ragazzo della "reception" non parla inglese, quindi Henri in questo momento è vitale ma lì ci salutiamo. È stato davvero indispensabile. Il ragazzo mi dice di vedere la stanza, se mi piace la pago, altrimenti troviamo un'altra soluzione (usiamo yandex translate, ma dopo la seguente traduzione alla mia richiesta di una bottiglietta d'acqua


scopro che Google translate anche qui lo fa meglio, e cambio sistema).

Sono abbastanza stanca, sveglia dal mattino presto. La stanza ha qualche incrostazione ma è grande, addirittura con 3 letti singoli. Decido che è ok e la pago (24 euro). quando torno in stanza mi rendo conto di non avere controllato il bagno. È completamente allagato e quando lo riferisco mi dicono che è per via della doccia senza tendina. In verità poco dopo scopro che perde una tubatura del lavandino ma non fa niente, sono così stanca che metto sotto carica il telefono e muoio di sonno.

Ehm, capolavoro di ingegneria








10 agosto 2025 

Mi sveglio abbastanza presto con la sveglia, ma continuo a rimandarla perché ho ancora sonno, tanto sonno. Devo trovare un posto dove fare colazione ma né Google Maps né Yandex maps mi aiutano. Prendo coraggio e mi avvio in strada. Traffico e clacson, mercatino tipo Balôn, macchinette del caffè (tipo quelle da ufficio) ovunque



ma a parte qualche caffetteria ambulante non trovo niente di che. Giro nell'unico posto che potevano indicarmi le due mappe consultate ma sembra chiuso. Resto in attesa però perché vedo che una ragazza è seduta fuori nel dehor e penso che mancano pochi minuti alle 10, magari apre. Ma tempo un minuto, si alza e se ne va. Un vecchino mi vede in difficoltà e mi raggiunge. A gesti mi fa capire che è chiuso e mi indica un altro posto (ci vado, ma chiuso anche quello. Il cartello dice che sono chiusi per motivi importanti e si scusano). Nel tornare in stanza mi arrendo e prendo un kebab in una di quelle baracchette per strada, da mangiare in stanza. In questo arco di tempo ho attraversato una zona che probabilmente è la China town di Yerevan, perché ci sono simil pagode cinesi e decorazioni da ristorante cinese ovunque e ci sono un sacco di negozi e posti dove pulire l'automobile.





In stanza comincio a scrivere ma presto arrivano le 12, e devo fare il checkout. Visto che arriverò a Gyumri alle 17.30, anche se ho appena fatto colazione col kebab, meglio mangiare qualcosa. Così vado al ristorante accanto alla stazione e qui comprendo quanto poco turistico sia questo posto. Nonostante mi accennino qualche parola in inglese, mi danno un menù in armeno. I signori del tavolo accanto mi guardano e commentano "russian" (ok questo per me era un complimento). Traduco il menù con Google translate e l'unico piatto che conosco è il katchapuri. Prendo quello che costa meno immaginando abbia meno ingredienti o sia più piccolo, questa cosa mi sembra abbastanza chiara anche da quello che mi chiede la cameriera "Uno o due?".




Poi mi arriva questo.



Sono riuscita a lasciare solo la codina e questo più un bicchiere d'acqua mi è costato 4,22 euro.

Vado in bagno temendo non ci siano bagni nei treni, infatti questo è quello che mi si presenta quando salgo.








Posso dire adorabile? Ma senza aria condizionata è una fornace. Però niente, mi sono già innamorata. Accendono i motori, tutto vibra, e via, verso Gyumri. Ah, siamo partiti puntuali.

E aggiungo anche le foto della bellissima stazione e della statua del loro Ercole, come lo ha definito Henri, l'eroe armeno









09 agosto 2025

Armenia

 Sono sempre un po' agitata prima della partenza, soprattutto quando il posto è sconosciuto. A volte penso di farlo apposta, mettermi alla prova, sfidarmi. Morire di ansia il giorno prima perché Oh mio dio avrò fatto tutto? Come farò a farmi capire? Riuscirò a prendere i mezzi quasi inesistenti per spostarmi tra le varie città? E se appena atterrata non riesco a comprare la sim?

Poi passa. Non sono da sola, per dire, sulla cima dell'Everest (chiedo scusa, è il periodo delle storie di montagna e sto leggendo il libro di Messner, di quando ha scalato l'Everest da solo e senza ossigeno). Cioè sono da sola, sì, ma potrò interagire. Anche se non parlano inglese ho la tecnologia dalla mia (del resto con Cliff, in Russia, è stato complesso uguale).

Nei due zaini ho la macchina fotografica, tre ottiche, il drone con le tre batterie e vestiario. E ovviamente il tablet da cui scrivo e l'immancabile ebook reader. In questo viaggio avevo previsto tante, troppe tappe. Alla fine le ho ridotte al minimo e ho aggiunto due visite guidate per vedere cosa non posso raggiungere con i mezzi.

Ma sono emozionata, vedrò un posto assolutamente sconosciuto per me, ho portato anche la pipa per provare i tabacchi che hanno lì. Nel frattempo attendo il gate e mi sento un po' più pronta di un istante fa...



03 giugno 2025

Medioformato (ma in APS-C)


Sono stata parecchio assente, a volte mi chiedo quanto senso abbia mantenere ancora vivo (se di vita si tratta) questo blog. Però c'è uno storico abbastanza lungo che mi spiacerebbe cancellare. Le case in cui sono stata, le storie passate, le città in cui ho vissuto, le passioni che ho fatto mie e che, anche se apparentemente abbandonate, restano sotto pelle rendendomi chi sono.

Però ogni tanto torno, e scrivo, e come sempre ci sono mille novità.

Innanzitutto ho scoperto che riesco a mantenere in piedi due, massimo tre cose per volta. Una di queste è fissa ed è il lavoro.

Poi proprio questo, che mi impegna tanto a livello mentale. Ogni giorno è una nuova sfida, una nuova cosa da capire e da imparare. A tratti è frustrante, poi penso a dove sono arrivata partendo da dove ero, e posso solo darmi confortanti pacche sulle spalle. Insomma, ce l'ho fatta e ne sono soddisfatta.

Se penso a quanto ho patito all'inizio in termini di ansia, notti insonni, fatica mentale... E a quanto devo ancora fare, tantissimo, forse sono all'1% della mia formazione.

Avrò da imparare cose nuove per tutta la carriera se decido di restare in questo ambito.

E le solite novità che preannunciavo. Belle o brutte, chissà, dipende dall'interpretazione che se ne dà.

Intanto il violino: ho dovuto nuovamente abbandonarlo. Erano più le volte in cui non andavo a lezione o non riuscivo a esercitarmi perché con l'università di mezzo e i periodi di esame finiva che attaccavo a studiare subito dopo il lavoro per fare una breve pausa per cena e poi riprendere dopo.

Risultati non altissimi, ma comunque ottimi per chi non fa solo quello, studiare, dico, nella vita.

Quindi a malincuore mi sono ritirata, il violino sta lì, nella custodia. Ogni tanto penso che potrei intanto studiare da sola ma come sempre ci si mettono in mezzo altre cose: sempre belle. Ma ho esaurito gli slot e alla fine, ebbene sì, mi sono lanciata anche nel mondo della fotografia. 

Non so a quando far risalire questa scelta, se a quando mi sono incontrata con un ex collega per decidere di mettere insieme qualcosa in ambito fotografico, o a quando ho aperto la partita IVA, o a quando, finalmente, questo weekend, sono riuscita a tirare su il sito e i social.

Forse quest'ultima cosa è quella che più mi ha fatto pensare di essere sul mercato e mi ha fatta sentire più professionista dell'altroieri.

Poi una cosa meno importante, o forse no: mi sono decisa ad affidarmi a un nutrizionista e personal trainer (concederò loro 3 mesi della mia vita prima di decidere se sta funzionando o meno) per ora mangio 5 volte al giorno, cosa impensabile rispetto a quando facevo la Keto e il digiuno intermittente e mi esercito 3 volte a settimana.

A forza di mangiare poco il mio metabolismo era morto, ora mangio praticamente sempre, ma in piccole quantità e solo le cose che mi dicono di mangiare. E' una rottura, ma va bene così. Se questi tre mesi renderanno, anche poco, ne scriverò di più.

In tutto questo, l'università è stata messa un pelo in disparte. Penso sia normale.

A giugno andrò a fare foto a un matrimonio, ne avrò un altro a settembre, poi stiamo girando un documentario che non ho ben capito quando vedrà la luce. A maggio siamo andati a fotografare una festa di laurea.

Cerco di intrufolarmi in tutti gli ambiti in cui posso: vado a vedere una conferenza? Contatto l'organizzatore/trice e chiedo se posso fare foto per i loro social (e da pubblicare sul mio sito e i social). Vado a una esposizione locale di fotografia (all'interno di uno studio fotografico)? Faccio foto e le mando, sperando che possano piacere, essere pubblicate e magari vedere i crediti. Non so bene ancora come muovermi quindi prendo esempio dalle formiche guerriere che partono dal formicaio e si dipanano allargandosi via via, arraffando tutto quello che trovano.

Non ricordo se l'avessi detto ma mi sono presa un dronino, uno di quelli minuscoli che può volare quasi ovunque.

Tranne che in tutta Torino che ovviamente è una unica intera area NOTAM (anzi, no-fly). Ma sto imparando e mi piace. Quando posso e scendo giù da Cliff me lo porto e cerchiamo di andare da qualche parte, lui a potare rami con il suo drone acrobatico, io in giro cercando di resistere al vento (uno degli ultimi atterraggi è stato di fortuna come potete vedere dalla foto).



Ho scoperto che fotografare mi diverte, che voglio farlo più spesso, e che non è così impossibile come credevo.

Ma anche qui avrò tanto e sempre da imparare. Per quanto scatti, per quanto mi alleni, per quanto cerchi di riprendere conoscenze che sembrano coperte dalla polvere di questi anni passati a fare tutt'altro, ogni tanto qualcosa emerge. 

E allora lì sì, mi diverto, e rendo sempre meglio.

Negli ultimi giorni mi sono separata dal mio ex collega con cui avevamo messo in piedi questa cosa della fotografia e ora volo libera perché la fotografia è la mia stanza tutta per me e in questo momento della mia vita voglio essere come il corvetto che questa autrice mi ha disegnato sul libro che le ho comprato al salone del libro:


Intanto se volete seguirmi: https://linktr.ee/medioformatofoto

13 aprile 2025

The infinity news

 Ieri pensavo che se un mio vicino di casa venisse assassinato col veleno, il mio bellissimo libro sulle piante velenose non deporrebbe a mio favore.

Sono quella persona silenziosa, che non esce mai, quella che salutava sempre, quella che lavora da casa e ha pochissimi contatti col mondo esterno. Faccio così fatica che a volte guardo il calendario e penso "Mio Dio, questa settimana mi tocca uscire per ben 4 volte di fila".

Oggi fanno due giorni senza il farmaco per l'ADHD. Ho cominciato la terapia, non ricordo esattamente quando. Forse 2 mesi fa? Tre mesi fa? Sta di fatto che alla prima assunzione ho sentito una calma, un silenzio mentale che mi ha rasserenata. E dico un'altra cosa. Dopo quel primo effetto WOW non ne ho avuti altri, anzi.

Ma alla fine tutto parla chiaro. Molta ansia lavorativa (che non mi faceva dormire la notte) è svanita, faccio meno fatica a leggere (perché mi distraggo meno) e di conseguenza a studiare. Solo che non me ne sono accorta finché non sono finite. Le pastiglie.

Mea culpa. Facendo parte di quei farmaci stupefacenti la cui ricetta deve essere ancora scritta a mano, mi tocca attraversare la città per andare dal mio medico di famiglia, e l'unico giorno in cui lo studio è aperto fino alle 19 è il mercoledì. L'aumento del dosaggio le ha esaurite in fretta e mi sono accorta che avrei dovuto chiederne altre solo quando ormai non mi sarebbero bastate. Così ho ridotto autonomamente il dosaggio a 2 pastigliette al giorno ma quando giovedì sono riuscita ad andare in farmacia mi hanno comunicato che forse non sarebbero arrivate in tempo nemmeno per sabato. Ed eccomi qui, modalità zombie, con mille pensieri che si accavallano e una paralisi costante nel fare le cose.

E mi rendo conto ora che sono così, che questa è sempre stata la mia modalità. Che in verità il farmaco funziona. 

Anche se al lavoro compio spesso errori di distrazione almeno LO PORTO A TERMINE, cosa prima quasi impossibile perché di fronte a una richiesta, a un problema, mi era impossibile spacchettarlo in pezzi più piccoli. E dopo i primi mesi di panico assoluto ora un po' mi piace.

Rispetto a Java il PL/SQL è più gestibile anche se spesso mi incarto ancora sulle cose più banali.

A fine dicembre io e il mio adorato Cliff siamo stati a San Pietroburgo. Me ne sono innamorata.

Il freddo, la neve, i russi che non parlano inglese, le zuppe, la vodka, l'Ermitage, il silenzio nelle metro e le stazioni così belle, il cuore caldo dei sanpietrobughesi, le strade ghiacciate, l'interno delle case bollenti (dormivamo con la finestra aperta perché il riscaldamento non si poteva spegnere), i rubli, le cose ordinate a caso per incomprensioni di lingua. L'amore.

Da poco ho cominciato a leggere "Delitto e Castigo", abbiamo camminato nelle stesse strade di Raskol'nikov e Sonja, abbiamo visitato la tomba di Fëdor Michajlovič Dostoevskij e ogni volta che si nomina un posto in cui siamo stati, non posso fare a meno di pensare a quanto sia stato bello essere lì.

Piccola ulteriore grande novità. Ho aperto la partita IVA come fotografa. Per ora sta lì, ci sarebbe anche un sito e tutt'cos. Ma il sito non è ancora online, sicuramente aggiornerò anche il blog quando lo sarà.

Stay tuned.


Felicità sul fiume Neva ghiacciato


04 novembre 2024

Il mio anno per il rotto della cuffia

 Ho scoperto oggi di aver passato, per il rotto della cuffia, un esonero di psicologia dello sviluppo avanzato. Non avrei dato 1000 delle vecchie e ricchissime lire per questo risultato. Ultimamente è il mio motto: mantenere in piedi tutte le cose che faccio, con l'impegno minimo sindacale per non impazzire.

L'università? Ok: l'esame è scritto? Lo diamo. Orale? Si darà quando e se mi passerà l'ansia di parlare in pubblico, probabilmente mai. Lo scritto? Leggiamo distrattamente qualche giorno prima dell'esame gli appunti presi qua e là da gentilissime compagne universitarie.

Vorrei avere, per gli esami orali, la stessa sicurezza nell'eloquio di quando cito la mia pseudopassione per la cultura ebraica (che nulla ha a che vedere con ciò che sta succedendo eh), snocciolando autori, presunti messia e folklore vario.

Lo studio si incrocia però con il nuovo lavoro, sfiancante mentalmente. Almeno per me. Anche qui il minimo indispensabile sperando che non mi licenzino, anche se continuo a fare colloqui.  Negli ultimi 3 anni avrò cambiato tre lavori, ma continuano a cercarmi. E da quando ho l'invalidità siamo ai livelli di stalking.

"Buongiorno, stiamo cercando una categoria protetta nello sviluppo in Java"

"La ringrazio ma ho appena cambiato impiego e valuterei un colloquio solo per un lavoro in ambito sistemistico"

"Va bene lo stesso, mi dica quando possiamo contattarla"

Disperati, più di me.

Nell'ultimo colloquio mi sono capitate cose che mai nella vita. La primissima domanda dopo le presentazioni e ormai il classico "DIAMOCIDELTÙ" è stata "Quanti anni hai?". Io spiazzata.

Poco più avanti però la situazione è peggiorata notevolmente con un "Posso chiederti perché sei invalida?" e quando, dopo essermi arrampicata sugli specchi perché il mio cervello desidera sempre dare una risposta ma non volevo specificare tutto perché, regà, è una domanda piuttosto illegalina, la signorina diamocideltù mi ha chiesto la RAL e ha specificato che forse era un po' alta per loro, e la fatidica domanda "Di quanto saresti disposta a scendere?" non ha tardato a fare capolino. Ovviamente la questione è stata corredata da una giustificazione del tipo "In effetti se questo è il lavoro dei tuoi sogni magari puoi scendere un po', tanto poi con l'esperienza ci arrivi di nuovo a quella RAL". Nini, non funziona così: se è alta mi fai un'offerta e io decido.

Ci mancava solo "Ma è fidanzata? Ha intenzione di restare incinta?".

Quando il recruiter che ci aveva messo in contatto mi ha chiesto un feedback è rimasto basito dal mio resoconto ma ha comunque più o meno cercato di porre rimedio. E qui, la fierezza di una persona che tende a non mettersi mai di traverso in queste situazioni: "Scusa se ti interrompo, ma non sono d'accordo".

Loro vorrebbero proseguire e io, dopo queste premesse, 'nsomma.

Già mi vedo a chiedere la mutua e la signorina diamocideltù che fa capolino chiedendomi "MA COME MAI STAI MALE?".

In tutto questo, per il rotto della cuffia ho ripreso violino. Ho fatto la prima lezione con una nuova insegnante a cui ho chiesto di riprendere da capo, dalle corde vuote perché per un anno intero non avevo fatto nulla. Poi ho saltato le successive due lezioni.

Esami, troppe cose da fare. Troppe cose da tenere in piedi per il rotto della cuffia.

Finalmente io e Cliff riusciremo a fare il nostro secondo viaggio insieme (non conto Venezia per il mio compleanno del 2022 perché è stata più una gitarella) e abbiamo optato per San Pietroburgo, perché ci piace complicarci la vita.

Abbiamo preso i voli per Tallinn da cui poi partiremo con il bus della speranza per attraversare la frontiera. Ah no, aspettate: la frontiera sta su un ponte che è chiuso per lavori fino, forse, al 2026, così il bus ci lascia prima della frontiera, la attraverseremo come dei piccoli fiammiferai a piedi, e poi prenderemo un altro bus per San Pietroburgo.

Amiamo complicarci la vita.

I circuiti Visa e Mastercard non funzionano e per non viaggiare con troppi contanti penso che apriremo una specie di conto russo che però non potrà essere ricaricato online quindi attendo risposta da un paio di banche a cui ho chiesto informazioni.

Un mio amico mi ha comunicato di avere segnati i posti descritti ne "Il Maestro e Margherita" e non posso lasciarmi sfuggire l'occasione di passarci. (edit: il libro è ambientato a Mosca, ma si sa mai nella vita, magari riusciamo ad andare anche lì).

Inoltre Cliff è un grande appassionato di letteratura russa (o "i grandi mattoni russi", come li chiamo, sembra non possa leggere cose meno lunghe di 700 pagine) e da tempo pensavamo di fare un salto lassù.

P.s. Sto attraversando un periodo curioso che chissà se è depressione o cosa, in cui faccio fatica a lavarmi, pranzo e ceno con le patatine, mi addormendo sempre più tardi, mi sveglio due minuti prima di accendere il pc. Ho anche fatto foto a un matrimonio nel vano tentativo di tenere in piedi una quarta cosa, partita con le migliori intenzioni ORAFACCIOSUBITOILSITOEMISPONSORIZZO.

Inutile dire che le foto sono rimaste in qualche cartella sperduta - la mia nuova Fujifilm x-t5 fa foto pesantissime -  e se sono riuscita a elaborarne qualcuna, indovinate? Ebbene sì, è solo per il rotto della cuffia.

Per fortuna c'è Cliff che in questo caos autogeneratosi da me stessa, medesima, tale, è un porto sicuro. Ma lui, e solo lui, non per il rotto della cuffia.

09 agosto 2024

E alla fine sono (davvero) una bambina borderline

 Il ritiro della relazione diagnostica ha portato con sé le conferme che attendevo e nuove domande. Oltre alla neurodivergenza sembra sia presente, ma penso in forma lieve, un disturbo di personalità borderline con tratti istrionici. Sono rimasta a guardare per un po' in silenzio il plico di fogli. Non mi sento affatto borderline, nonostante il blog (il cui nome nasce dopo aver visto, moltissimi anni fa, "Ragazze interrotte", dove la protagonista aveva il disturbo di personalità borderline).

Devo dire che questa giornata, dopo il crollo di ieri sera, la ripresa, prevista, prevista di stamane, è stata interessante.

Borderline, io?

Sono andata subito in libreria ad acquistare un libro per capire. Ma già dalle prime righe, non sono io. Quella non sono io.

Poi mi è tornata in mente una massima, forse utilizzata per lo più in ambito medico. Insomma: se indaghi, se scavi, sicuro qualcosa trovi. Penso alle persone narcisiste, antisociali, aggressive, cattive, che ho incontrato nella mia vita e che mai hanno indagato, mai si sono posti una domanda, la colpa era sempre degli altri. E mi sono calmata. Io, con questo plico in mano, ora ho qualche tassello di conoscenza in più di quella che sono. Posso lavorare in modo più efficiente sapendo chi sono.

E nulla cambia. Sono sempre quella di ieri: ma con un briciolo di consapevolezza in più.

Per consolarmi, e per farmi una bella dose di Dopamina, ho comprato il nuovo Kobo Libra Colour di cui non avevo bisogno, ma sì.

E questo regalo si va ad aggiungere allo Xiaomi 14 ultra preso il 2 agosto con lenti superfighe: che, ne avevamo bisogno? Ma sì, un po' sì, dai.

07 agosto 2024

La quiete prima della tempesta

A volte penso che l'insicurezza sia come una malattia invalidante. Non puoi gioire dei successi, che sono dovuti solo alla fortuna. Nel confronto con gli altri sei costantemente perdente. Ti rendi conto di non aver fatto molto nella vita: è un pensiero della sera. Fino a stamane non c'era, andava tutto bene. Poi quel granello che inceppa gli ingranaggi ed entri in loop sulle stesse cose.

Le stesse di sempre.

Non sono abbastanza. Sarò mai abbastanza?
Merito quello che ho? Ovvio che non lo merito.
Le persone che mi vogliono bene, mi vogliono bene davvero? O si stanno accontentando?

Sei lenta, sei un bruco. Divori costantemente la realtà che ti circonda. Ma non ti trasformerai mai in un lepidottero. Te lo dicono. Ti raccontano del brutto anatroccolo, ma cresci e sai che è una fiaba. Non diventi un magnifico cigno.

Strisci e mangi. Mangi e strisci.

Attendi un segnale, una svolta.

Leggi i messaggi incoraggianti di chi ti dice che sei speciale ma sembra un ritratto lontano, che non ti appartiene. Hai fatto mille cose, vissuto mille vite, ma continui a strisciare.

Continui a essere bruco.

Forse, di fatto, bisogna solo accettare questo.

Ma la sera, si sa, attira le ombre. Quello che di giorno è chiaro, la sera assume contorni poco nitidi, inquietanti. Si dubita persino del proprio nome: diventa strano il suono, quella C dura, mi appartiene davvero?

Sono io questa immagine, o è quella di stamane?

Anche oggi ha piovuto, forte. Torino, che ho imparato ad amare negli anni, diventa strana e liquida. 

Continuo a strisciare e trovo riparo sotto una foglia. 

La notte è arrivata, ma passerà anche questa volta.



06 agosto 2024

Impostora

 Mi scrive oggi lo psichiatra dicendomi che in segreteria è pronta la mia relazione (diagnostica). Provo strane emozioni contrastanti. Un misto di "allora è reale", e "ma no dai, devo averlo manipolato" e poi "non posso averlo manipolato, è un professionista". E così via. Pare che questa sorta di "sindrome dell'impostore (da diagnosi)" sia piuttosto comune.

Come succede sempre quando affronto qualcosa che mi colpisce, mi informo. Lo feci a 14 anni dopo la diagnosi di Linfoma di Hodgkins (e senza internet, andavo in biblioteca a leggere informazioni sui miei protocolli terapeutici), lo faccio ora sul web, passando in rassegna libri che mi han passato, forum su reddit (in cui, guardacaso, ho letto gli stessi dubbi di sopra), articoli scientifici. 

Non sono né triste, né preoccupata. Per me (e lo sottolineo, perché non è stato così per le persone che conosco) è stato per lo più come aver fatto per tutta la vita un puzzle al contrario non riuscendo a decifrare l'immagine e ora tutto acquista un senso. Più o meno.

Penso a tutte le volte che sono stata accusata di essere pigra, di non portare a termine le cose, di averci messo tanto a studiare alcune materie dovendo rileggere più e più volte gli stessi concetti, le stesse frasi. Penso alla mia camminata veloce, difficile starmi dietro, agli acquisti impulsivi, all'incapacità di ragionare a lungo termine. Al desiderio già sopraggiunto di mollare l'università. Alla difficoltà di mantenere l'attenzione, memorizzare, non ricordare nulla.

Nulla mi restituisce memoria, o interesse, o mi toglie la noia, ma ora ha un nome.

Se mi chiedete cosa ho fatto questo weekend faticherei a dirvelo. Dovevo riordinare ma forse ho guardato qualche puntata di una serie, difficile dirlo perché mi alzavo per fare altro ogni 10 minuti. Non so come siano passate le ore, so solo che guardando il casino in giro mi sono sentita in colpa di non aver sistemato. Ma so anche che, magicamente, tutto tornerà a posto il giorno prima dell'arrivo di Cliff, perché l'urgenza mi attiverà.

Sono curiosa di leggere la relazione, capire in che modo il mio cervello ha compensato e a tutto il resto penserò. Procrastinazione: ci penserò, forse, domani.

25 luglio 2024

Non solo borderline

 La mia diagnosi di neurodivergenza.

Potrei cominciare questo racconto da molto lontano, ma voglio essere sintetica, se possibile. Ho cominciato a sospettare di essere neurodivergente dopo aver letto il libro "La scienza del male", forse nel 2017, 2018, a quanto pare, nel test dell'empatia alla fine del libro ho fatto un risultato così basso che mi si suggeriva di indagare sull'appartenenza un possibile spettro autistico.

Io curiosa, ho effettuato alcuni test diagnostici reali (esempio il RAADS-R) e i risultati sono stati i seguenti:







La curiosità era tanta, ma ho lasciato correre. Tanti mi han detto che era impossibile, persino il mio terapeuta aveva forti dubbi.

Poi la svolta un anno e mezzo fa, l'ultimo giorno di lavoro del mio ex ex posto (ah perché non sapete che cambierò di nuovo lavoro, full remote e aumento di stipendio, potevo dire di no?). Una mia ex ex collega mi confessa di essere autistica diagnosticata e di aver sempre avuto sospetti di me.

Mi riparte la curiosità e decido, dopo essere tornata da Benevento dalla mia Academy di Java, di intraprendere il percorso di diagnosi al centro di salute mentale di Torino, dove, fortuna mia, esiste un centro pilota per l'autismo negli adulti.

Comincio le visite, i test, i colloqui.

Dopo poco tempo un mio carissimo amico riceve una diagnosi ADHD. Mi dice che tra neurodivergenti ci si riconosce e di essere convinto che anche io lo sia.

Al successivo colloquio parlo con la psicologa e chiedo di fare anche il percorso per ADHD. Per intenderci, da quando ho cominciato a maggio 2023, ho terminato esattamente oggi. Di visite non ne ho fatte molte, potrebbero essere state 4 o 5 tra test e colloqui. 
E oggi, la visita con il super professore esperto di neurodivergenze per adulti che dopo un interessante colloquio (davvero illuminante e lo dirò finché campo perché non le aveva idea) che ha detto che ho un'intelligenza molto al di sopra della norma, che non si spiega i miei insuccessi scolastici perché ho un QI da docente universitario (e qui partito un po' il piagnino perché mi sono sempre sentita lenta, e tutti mi hanno sempre rimproverato di non portare mai a termine le cose) e che la mia mente è davvero interessante, sono una persona affascinante e di continuare la mia vita che è ricca. Ma di lavorare sulla mia personalità, e sul trauma (il tumore ma anche la famiglia disfunzionale). A settembre partiranno delle attività specifiche per ADHD, per imparare a gestire il tempo e la disattenzione. E non vedo l'ora di avere la diagnosi in mano anche se già mi ha detto che sono presenti sia ADHD che autismo. L'autismo meno importante dell'ADHD ma comunque presente.

Come mi sento? Non più sbagliata. Solo con un cervello che funziona in modo diverso.

Ovviamente ho cominciato a informarmi, leggendo testi che già persone neurodivergenti accanto a me mi avevano passato. Sto passando diverse fasi, dal piagnino (come sarebbe potuto essere se non? - non solo a livello scolastico ma anche relazionale. I miei rapporti non avevano grossi motivi gravi per terminare - a parte l'ultimo - se non la noia data dalla quotidianità), dalla voglia di gestire, la curiosità di sapere, dalla sindrome dell'impostore ("no, non è possibile che lo sia, si sono sbagliati, in qualche modo ho manipolato i risultati" - "ma no, è un esperto, non posso averlo manipolato, i test poi sono strutturati apposta"). Tante cose coincidono:
  • difficoltà nello studio
  • cominciare e non portare a termine mille nuovi hobby (dalle parole di un conoscente "Carla è come la dea Kali con mille braccia, quello che tocca diventa passione") - lo scrissi anche in questo post
  • distrazioni nell'esecuzione dei compiti anche più semplici
  • noia e ricerca della novità
  • acquisti impulsivi (ho recentemente preso una Fuji X-T5 nuova di pacca che ha assorbito la mia intera 14esima e di cui non avevo assolutamente bisogno)
  • variazioni di lavoro, città, ecc.

Devo assolutamente imparare a gestire diverse cose, per evitare di rovinare le mie relazioni, mollare gli studi e cercare di conoscere come funziona il mio cervello.

Non stupirà affatto che molte persone nella mia cerchia stretta di conoscenze e amicizie sia ADHD. Alcuni diagnosticati, altri no ma palesemente neurodivergenti. Per quel che riguarda l'autismo, invece, penso che l'alto funzionamento lo renda un compagno di cui si sente poco la presenza, ma che comunque in concomitanza con l'ADHD ha reso i rapporti un po' più complicati, la relazione con rumori e suoni un po' particolari, il bisogno di isolamento a volte è un'esigenza fisica che non so spiegare, e il disinteresse verso la vita degli altri (ma che compenso a volte chiedendo aggiornamenti) strano.

Non sono triste, sono contenta, anzi, di sapere cosa ho per gestire al meglio alcune criticità, capire come studiare, come evitare azioni impulsive, o semplicemente farle ma con maggiore consapevolezza.

28 maggio 2024

Perdersi al forte

 C'è una mostra, al forte di Bard, che termina il 2 giugno: Wildlife Photographer Of The Year. Dato che nella mia azienda le ferie sono ben viste (un giorno qua e là, perché anche qui le ferie grosse sono da prendere obbligatoriamente ad agosto) ieri ho deciso di prendere questa giornata di ferie per andare al forte da sola e godermi la giornata.

Avevo due opzioni: prendere una enjoy e pagarla per tutto il giorno oppure affidarmi ai treni. Mi sono fatta due calcoli e ho optato per il treno: peccato che da Ivrea ad Aosta fino a giugno non c'è più il treno ma il bus sostitutivo, e se voglio arrivare a un orario decente mi tocca partire prestissimo, da Torino Porta Susa, col bus. 

Nessun problema ce la posso fare: cerco online dove possa trovarsi la fermata ma niente, viene indicato un genericissimo Piazzale FS esterno sottopasso metro. Non esiste piazzale FS, abbiamo da un lato corso Bolzano e dall'altro corso Inghilterra. 

Va bene, no problem, sono relativamente vicina alla stazione, ieri sera faccio un salto.

Giro ovunque senza trovare indicazioni della fermata di questo maledetto bus. Poi vado in biglietteria a chiedere e la solerte ragazzotta Non si preoccupi, è tra l'uscita B e l'uscita C della stazione. Poi lo vede, è un bus trenitalia, c'è proprio scritto.

Ok.

Mattino successivo, ore 7.35 circa sono in stazione. Mi apposto tra le due uscite notando che davanti a me c'è il parcheggio taxi e non potrebbe fermarsi, e poco più avanti ci sono le rastrelliere per le bici. Decisamente insolita come fermata.

Passa qualche minuto e vedo passare un bus con sopra una scritta gigante ARES SPORT e il disegno di un elmo spartano. Il bus mi supera e va a fermarsi parecchio più avanti. Manca ancora del tempo, sono certa non sia il mio bus, ma controllare non costa niente.

SPOILER: era lui. Non c'era nessuna scritta trenitalia, solo un foglietto di carta piazzato sul vetro anteriore del bus con il nome della linea.

Va bene: salgo e vado verso Verres dove poi dovrò attendere un'ora per il cambio ma nessun problema, devo comunque passare in farmacia a prendere l'imodium (sì perché c'è anche quello). A ogni fermata il bus entra nei vari paeselli e si ferma davanti alle stazioni. Tutto abbastanza semplice.

Arriva il secondo bus direzione Ivrea, dovrei fare solo 10 minuti di tratta, ma son tranquilla perché so bene che quando il bus entrerà nel paesello posso prepararmi per scendere.

SPOILER: il bus non entra nel paesello, a una certa si ferma e mette la freccia ma io penso sia per girare. Poi va dritto e mi rendo conto di AVER PERSO LA FERMATA. Guardo su Google Maps e ormai siamo quasi a Donnas. Quando scendo chiedo all'autista se avesse fatto la fermata di Hône-Bard e lui Sì io mi sono fermato poi non ho visto nessuno alzarsi e son ripartito.

Bestemmie. Questa gita parte male. Son quasi tentata di tornarmene a Torino, quando mi dico No ok sono qui, andiamo avanti.

Secondo Google maps il prossimo bus per tornare a Hône-Bard passa dopo un'ora. Ci metto meno a farla a piedi e mi metto in cammino. C'è una stradina pedonale che passa accanto alla statale e con questo sole e venticello leggero tutto sommato è piacevole.

Peccato che a una certa la strada pedonale si interrompe. Ci sono dei lavori ed è tutto chiuso. L'universo vuole che torni a casa? Perché quasi quasi...

Incontro una signora con un cane pastore enorme, che appena mi vede la strattona e ringhiando vorrebbe fare di me il suo nuovo pasto. Mi scusi per tornare a Bard?

Eh deve tornare indietro, scavalcare il muretto, camminare sulla statale e poi trova una deviazione per andare a Bard (il tutto mentre volteggiava trainata dalla bestia di Satana).

Ok.

Scavalco il muretto e ogni volta che passa un camion mi dico che se sopravvivo a questa, forse sono immortale.

(sono immortale).

Trovo poi un'altra strada pedonale e mi avvio. Presto però penso di entrare in varie zone in cui non dovrei, fare salite che le madonne partono e finalmente, Bard.

Parliamo della mostra: bella. Mi è piaciuto anche il fatto che fossero indicate le attrezzature usate anche se sono rimasta delusa dalla presenza massiccia di premiazioni di foto fatte con vari droni. C'era anche una bella foto di un'osmia che faceva il nido (bella ottica vintage dal modico costo di circa 700 euro che quasi quasi...) e mi è venuto in mente che non molte settimane fa un amico mi ha mandato dei vocali per chiedermi come cacciarne una che le stava facendo il nido sul balcone (e mannaggia avrei potuto fotografarla).

Poi ho pranzato al ristorante "La polveriera", dentro il forte. Ho preso una bistecca alla valdostana con contorno e non contenta anche un tagliere. Per dire che ho smangiucchiato per cena giusto per, ma ero ancora sazia.

Detto questo sto riprendendo piano piano con la fotografia. Ora che mi arriverà la 14esima prenderò una Fujifilm X-T5, un secondo corpo da affiancare alla mia vecchiettina X-T1. Ho già speso molti dei miei risparmi per un'ottica Fuji 16-55 2.8. È una lente versatile, ottima, le foto sono ricche di dettagli. 

Ora sto decidendo quali ottiche prendere, e anche pensando a come potrei farne un lavoro. E cambiare, di nuovo.

Avventurarsi a caso

La salita maledetta

E finalmente eccolo




Ovviamente la cameriera non riusciva a credere che avrei mangiato tutto: e invece...

Fame


L'università va avanti, a rilento ma va avanti. Non ho fretta. Per esempio per i prossimi esami avrei dovuto cominciare a studiare ieri, ma anche oggi mi sa che salto. Va bene così. Mi piace e non ho la fregola di finire in tre anni. Sono soddisfatta e a ottobre riprenderò anche violino (venerdì sono andata a vedere il saggio delle mie amiche di violino, e mi sono emozionata come penso accada ai genitori per i saggi dei figli).

26 maggio 2024

I biscotti della discordia

 Dopo il fantomatico digiuno ho deciso di proseguire con la dieta chetogenica, più comunemente chiamata keto. Questo mi ha permesso di mangiare e sentirmi sazia senza prendere un grammo. Sono entrata in vestitini e gonne che non mettevo da secoli. 

L'unica rottura è evitare i carboidrati: #sapevatelo, sono ovunque. Si nascondono in tantissimi piatti e quando si va a mangiare fuori navigano in vari composti incogniti dai nomi più variegati, come salsa dello Chef, sughetto ai mirinzetti spaiati, contorno di pura fantasia primaverile. Lo zucchero, nemico numero uno, è in quasi tutte le salse (senza le quali i piatti cotti della cucina fusion dei finti ristoranti giapponesi non avrebbero più sapore). 

NON SI DOVREBBE FARE UNA KETO FAIDATE, i vari gruppi di fissati impongono.

Esattamente quello che ho fatto, seguendo il mio diktat Sii ribelle - ma solo sulle cose inutili, of course.

Dopo il digiuno e cominciata la keto, il buon Cliff deve aver notato il cambiamento e, conoscendo la mia sensibilità sulla forma fisica, non lo ha esplicitato. Ma ha inziato anche lui la sua guerra silenziosa contro i carboidrati (perdendo svariati kg).

Questo lungo preambolo era necessario per raccontare l'assurda serata di ieri in cui ho lasciato Cliff ai fornelli per fargli preparare una luganica alla piastra con contorno di friarielli mentre io mi dedicavo alla preparazione dei biscotti per fare un tiramisù.

Ricordate la guerra ai carboidrati?

Non potevo usare i classici savoiardi, ma nella keto sono permesse farina di mandorle e farina di cocco, nonché dolcificanti (con parsimonia, il famoso eritritolo che Cliff chiama sempre tritolo). E mentre lui armeggia ai fornelli, io accendo il forno e comincio a mescolare gli ingredienti.

Se c'è una cosa che non faccio mai, è pulire il forno. È un compito che lascio volentieri ad altri (ma vivendo da sola non serve continuare per spiegarvi le sue condizioni). Purtroppo il mio forno contiene vari caduti in battaglia di mozzarelle sciolte e precipitate sul fondo da pizze precotte, formaggi colati, impasti spalmati e ormai carbonizzati in una sorta di crosta nera e dura che non saprei neanche come levare. Ed è per questo che quando lo accendo lui mi ricorda di pulirlo sbuffando un fumo grigio e denso che mi costringe ad aprire la finestra e chiudere la porta che dà verso la camera da letto.

Avendo una sola aria succede a volte che mi capiti di aprire l'unica finestra opposta a quella che dà sulla strada, che però è sulle scale. Tutto abbastanza bene, finché con la coda dell'occhio non vedo un lampeggiante blu dalla finestra della cucina, sulla strada.

Vivo in una zona molto trafficata e le ambulanze sono non all'ordine del giorno, ma all'ordine del minuto. Così confesso di non aver prestato attenzione alla sirena che si era fermata poco prima appena sotto casa. Pensavo che qualcuno si fosse sentito male nel palazzo, così mi sono affacciata e ho visto questo:


Un secondo per fare due più due.

Forno con residui e fumo, molto fumo. Finestra aperta sulle scale. Fumo per le scale. Pompieri che arrivano con sirena accesa.

Il tempo di comprendere questo e sento bussare fortissimo alla porta, come se qualcuno stesse colpendo con il palmo della mano e non con le nocche.

Vi lascio il tempo di immaginare la scena, il rumore di gente che parlotta sulle scale, io in ciabatte e minigonna che intanto avevo fatto in tempo a chiudere la finestra che affaccia sulle scale e che vado ad aprire con aria innocente mentre un vigile del fuoco mi incalza "SIGNORA TUTTO BENE A CASA?".

Con aria innocente replico "Probabilmente siete accorsi per colpa mia, stavo facendo dei biscotti ma il forno fa un po' di fumo perché ci sono dei residui".

Entrano in due, confermano il fatto. Cominciano a spalancare lo spalancabile (in tutto questo Cliff chiuso in bagno perché non stava bene). Spostano il portascarpe per aprire la seconda anta del portone, mi chiedono le chiavi per aprire il balconcino per le scale. Mi chiedono i documenti e compilano un verbale "Mi farete una multa?"

"Certo le arriva poi il conto a casa." risponde quello.

Il secondo pompiere mi fa cenno di no e sorride, io continuo a chiedere scusa imbarazzatissima e non sapendo che fare chiedo se vogliono un caffè. Sono realmente mortificata ma la situazione è così assurda che ho uno strano sorriso stampato sul volto.

Il secondo intanto fa "Non vogliamo usare il sistema di ventilazione elettronica per areare?"

"No, lasciamo tutto aperto. Signora lasci aperto per almeno un'ora, poi però pulisca il forno che qui la gente non sapendo cosa era successo si è preoccupata" - sorride - "Vede cosa succede a fare i biscotti?".

La gente intanto ammassata per le scale chiede "Ma cosa è successo?".

Il pompiere esce: "Tutto a posto, la signorina ha bruciato la cena"

Chiacchiericcio "Oh che peccato". Continuo a scusarmi, se già potevo non stare simpatica per la mia tendenza a non socializzare e il mio aspetto da punkabbestia integrata in società, ora è definitiva la mia esclusione anche dai saluti imbarazzati in ascensore.

I pompieri vanno via e mi lasciano sola a riflettere sull'accaduto e sento per le scale residui di vociare:

"Ma chi è? Son giovani?"

"Sì son giovani (grazie), quella con i capelli viola, no blu, ha i capelli blu"

"Eh succede".

Fine della cena: io e Cliff (finalmente uscito dal bagno) che non riusciamo a smettere di ridere, con finestra e porta d'ingresso spalancate.

Oggi però mi sono sentita un po' una cacca pensando a quanto gli altri inquilini possano essersi preoccupati, così ho finalmente deciso di pulire il forno (nei prossimi giorni) acquistando un prodotto apposito:


Sempre che, prossimamente, abbia ancora una casa.

09 aprile 2024

Quinto e sesto giorno di digiuno: resoconto

 L'odore si è fatto intenso e mi nausea, il respiro sempre più corto. Alla fine a metà del sesto giorno ho interrotto mangiando tre sottilette. Continuerò con la chetogenica (ieri sera cenato con un po' di salmone al cartoccio e pochissima insalata e ho fatto fatica a finire) abbinandola al digiuno intermittente 16:8. Finestra di digiuno di 16 ore dall'ultimo pasto del giorno a quello del giorno precedente.

Esempio: se ceno alle 20, ricomincerò a mangiare alle 12 in una finestra di 8 ore in cui farò piccoli spuntini e un solo pasto principale, appunto, alla sera.

Ho perso qualche chilo e sono contenta, visto che è un anno che mi ammazzo di attività fisica senza ottenere risultati concreti, ora devo solo mantenerlo.

07 aprile 2024

Quarto giorno di digiuno: resoconto

 Ieri è stata una giornata faticosa. La perdita di peso si vede, la cellulite sparita. Sono andata a pattinare e sono riuscita ma pattinando mi mancava a volte il fiato. Questa situazione è avvenuta in altre occasioni, anche se in modo più grave. Una volta è successo a 14 anni, era periodo di chemio e stavo sempre pattinando. D'un tratto non riuscivo più a respirare, o meglio, respiravo ma sembrava che non entrasse aria nei polmoni. È stata una sensazione bruttissima. Mi sono dovuta fermare, gli amici con cui pattinavo hanno fatto alzare le vecchie dalla panchina della pensilina della fermata del bus per farmi sedere. Tempo qualche minuto e sono stata bene.

Il secondo evento è stato verso i 16 anni, penso. Poteva essere tra i 16 e i 19 anni, non ricordo. Mi sono svegliata nel cuore della notte con gli stessi sintomi e temevo di soffocare. Anche in quel caso è passata. I medici, non sapendo cosa fare, mi diedero dei farmaci per l'asma. Comunque non si sono mai più verificati episodi.

Ieri mentre pattinavo e chiacchieravo col mio amico a tratti facevo fatica a respirare. Andavamo molto piano, e riuscivo a gestirlo bene finché non gli ho chiesto di fermarci un attimo perché il respiro si era fatto più affannoso.

Tornando poi a casa mi sono accorta che avevo un odore molto cattivo, mi sono fatta una seconda doccia ma non è passato. Non so descriverlo, un odore dolciastro e acido.

Sono entrata ufficialmente in chetosi.

06 aprile 2024

Terzo giorno di digiuno: resoconto

 All'alba del quarto giorno posso dire che il terzo giorno sia andato bene. Ancora un po' di affaticamento mentale ma tutto sommato niente di preoccupante. Stranamente è stamani che non sto bene. Sono arrivati i crampi allo stomaco (stranissimo, di solito se salto un solo pasto mi vengono, questa volta al quarto giorno, mha), abbassamento di pressione e, penso, anche un po' di disidratazione. Ho fatto fatica a farmi la doccia. Riconosco i sintomi perché in passato sono stata fortemente disidratata e avevo il fiatone anche a vestirmi. Quindi oggi dovrò bere moltissimo. In teoria oggi dovrei anche andare a pattinare con un amico (essendo un'attività fisica blanda potrei farlo), ma dipende come sono messa perché se continua così non penso proprio sia il caso. 

Ho trovato un video interessante sul digiuno qui.

05 aprile 2024

Secondo giorno di digiuno: resoconto

 È la mattina del terzo giorno, mi sono pesata: ho perso un altro chilo. Ieri, secondo giorno, è stata un po' dura: ero in ufficio e per lo meno quando lavoro da casa in pausa pranzo posso fare un pisolino. Stare tutto il giorno fuori è stato faticoso. In pausa pranzo ho provato a leggere un libro da portare per un esame all'università ma facevo fatica a concentrarmi e rileggevo le stesse frasi più e più volte. Entro oggi o massimo domani dovrei entrare in chetosi e sarà tutto un pelo più semplice. Anche perché domani vado a pattinare, quindi se sto con 'sta debolezza posso anche accasciarmi e non fare nulla. Penso che finita questa settimana continuerò per un periodo con la chetogenica, ma non troppo. Anche perché ho (ovviamente) una voglia di pizza e spaghetti al pomodoro che non vi dico. 😆

Io alla fine del digiuno:


via GIPHY

04 aprile 2024

Primo giorno di digiuno: resoconto

 Oggi è la mattina del secondo giorno. La bilancia dice che ho perso un chilo. Vero, mi sento meno gonfia: gli esperti diranno che è acqua, potrebbe essere, infatti proseguiamo.

Ieri ho avuto mal di testa tutto il giorno, difficile capire se fosse la mancanza di cibo o che: soffro spesso di mal di testa. Ieri sera sono andata a letto prestissimo, sembravo affetta da narcolessia, non riuscivo a tenere gli occhi aperti e questa mattina ho faticato ad alzarmi. Mi sono sentita debole, confusa, affaticata. Fame: non pervenuta (stranamente, io adoro mangiare).

Un aspetto sicuramente positivo è il potersi svegliare dopo (senza colazione si risparmia un sacco di tempo) e avere più tempo dopo il lavoro (preparare da mangiare, lavare i piatti, tutte cose non pervenute). Ma anche fare una pennica in pausa pranzo quando lavoro da casa non è male.

Ieri sera a letto brevissima esperienza di nausea, niente di che.

Oggi mi tocca andare in ufficio, vediamo come la va.

03 aprile 2024

Introduzione al digiuno

 E' circa un anno che sto cercando di rimettermi in forma. Ho cominciato più o meno a maggio 2023 (con 10 kg in più addosso rispetto a quelli che avevo da molto molto magra) cercando di correre ma poi mi sono infortunata e son dovuta restare ferma. Poi seguendo il consiglio del medico del pronto soccorso del CTO, ho cercato di rinforzare le gambe per evitare altri infortuni con gli esercizi di Chloe e grazie a lei e a lunghissime camminate e a una dieta, qualcosa avevo perso. Il binomio lavoro e studio però mi hanno impedito di continuare a esercitarmi continuamente e ho ripreso peso. Da qualche mese, avendo anche comprato un tapis roulant, mi sono messa a correre seguendo un programma di corsa. Ho abbinato anche qui una dieta ma devo dirlo, di troppo non scendo. Queste ferie Pasquali mi han dato la mazzata finale e ho ripreso più o meno un chilo.

Insomma, il mio metabolismo è diventato quello di una ciabatta e ho ormai capito che sotto un tot non scendo. Mi rendo conto che si tratta di una fissazione, alla fine sono normopeso, ma è proprio la mia linea che non è armonica. Sopra il seno sono magra, mi si vedono le costole, le clavicole, le ossa delle spalle. Sotto ho la pancia, le cosce, i fianchi e i polpacci grossi.

Nel corso della vita, sono riuscita a perdere peso solo smettendo di mangiare, pratica che tutti mi han sempre sconsigliato. Eppure ora va di moda il digiuno intermittente che pare faccia miracoli. Nel mio caso, intorno al 2016-2017, posso dire di aver perso davvero molto peso facendo un solo micropasto al giorno, di sera, e camminando tantissimo, anche due ore al giorno. Inizialmente mangiavo anche la pizza di sera che pur portando un apporto calorico notevole, nel calcolo calorico giornaliero era davvero poco. Poi la fame è passata, e mi bastava mezza pizza, poi anche meno. Trasferitami a Torino ho poi ripreso a mangiare sia a pranzo che a cena. 

E, ripeto, tutti mi han sempre sconsigliato questa pratica perché deleteria: smettere di mangiare fa male, il corpo accumula di più perché ogni cosa che introduci viene immagazzinata, perdi anche massa muscolare, eccetera.

Finalmente hanno fatto uno studio sul digiuno: han recuperato 12 volontari e li han messi a pane e acqua, ma senza pane, per 7 giorni. Nel frattempo li han tenuti monitorati per capire cosa accadeva nel loro corpo e le analisi han rivelato che dopo i primi due giorni di digiuno, in cui il corpo cercava disperatamente di recuperare gli ultimi zuccheri presenti, alla fine andava in chetosi, usando il grasso come fonte energetica. Il terzo giorno è quello dello switch, ci si sente stanchi, spossati, ma una volta passato quello, torna l'energia (e anche la voglia di vivere a quanto pare). I volontari non solo han perso circa 5 kg, ma le proteine nel corpo hanno subito delle variazioni. I chili persi hanno riguardato sia la massa magra che la massa grassa ma al termine del digiuno la massa grassa è stata recuperata in fretta, mentre la massa magra no. Qui l'abstract dello studio.

Ovvio, bisognerebbe farlo sotto stretto controllo medico (come tante altre cose, anche l'attività fisica dovrebbe essere fatta a seguito di visite mediche) ma se io vado dal medico quello mi pesa, mi dice che sono normopeso e va bene così. Io ricordo che nel mio precedente periodo di digiuno se inizialmente mi sentivo fiacca, poi stavo bene e anzi, ero bella energica. Anche se quel digiuno, fatto senza criterio e con vari spuntini qua e là, è durato molto di più. Ricordo anche che ci sono voluti anni prima di prendere chili (e ammassarli dalla vita in giù). Quindi oggi, dopo una cena a casa di Madre, si principia.

Ovvio ci son tante cose di cui vorrei scrivere, il viaggio in Polonia con Cliff, i nostri sabati sera dedicati ai film brutti (li scegliamo con gran cura), lo studio, il lavoro. Per ora accontentatevi del digiuno ad acqua.