09 aprile 2024

Quinto e sesto giorno di digiuno: resoconto

 L'odore si è fatto intenso e mi nausea, il respiro sempre più corto. Alla fine a metà del sesto giorno ho interrotto mangiando tre sottilette. Continuerò con la chetogenica (ieri sera cenato con un po' di salmone al cartoccio e pochissima insalata e ho fatto fatica a finire) abbinandola al digiuno intermittente 16:8. Finestra di digiuno di 16 ore dall'ultimo pasto del giorno a quello del giorno precedente.

Esempio: se ceno alle 20, ricomincerò a mangiare alle 12 in una finestra di 8 ore in cui farò piccoli spuntini e un solo pasto principale, appunto, alla sera.

Ho perso qualche chilo e sono contenta, visto che è un anno che mi ammazzo di attività fisica senza ottenere risultati concreti, ora devo solo mantenerlo.

07 aprile 2024

Quarto giorno di digiuno: resoconto

 Ieri è stata una giornata faticosa. La perdita di peso si vede, la cellulite sparita. Sono andata a pattinare e sono riuscita ma pattinando mi mancava a volte il fiato. Questa situazione è avvenuta in altre occasioni, anche se in modo più grave. Una volta è successo a 14 anni, era periodo di chemio e stavo sempre pattinando. D'un tratto non riuscivo più a respirare, o meglio, respiravo ma sembrava che non entrasse aria nei polmoni. È stata una sensazione bruttissima. Mi sono dovuta fermare, gli amici con cui pattinavo hanno fatto alzare le vecchie dalla panchina della pensilina della fermata del bus per farmi sedere. Tempo qualche minuto e sono stata bene.

Il secondo evento è stato verso i 16 anni, penso. Poteva essere tra i 16 e i 19 anni, non ricordo. Mi sono svegliata nel cuore della notte con gli stessi sintomi e temevo di soffocare. Anche in quel caso è passata. I medici, non sapendo cosa fare, mi diedero dei farmaci per l'asma. Comunque non si sono mai più verificati episodi.

Ieri mentre pattinavo e chiacchieravo col mio amico a tratti facevo fatica a respirare. Andavamo molto piano, e riuscivo a gestirlo bene finché non gli ho chiesto di fermarci un attimo perché il respiro si era fatto più affannoso.

Tornando poi a casa mi sono accorta che avevo un odore molto cattivo, mi sono fatta una seconda doccia ma non è passato. Non so descriverlo, un odore dolciastro e acido.

Sono entrata ufficialmente in chetosi.

06 aprile 2024

Terzo giorno di digiuno: resoconto

 All'alba del quarto giorno posso dire che il terzo giorno sia andato bene. Ancora un po' di affaticamento mentale ma tutto sommato niente di preoccupante. Stranamente è stamani che non sto bene. Sono arrivati i crampi allo stomaco (stranissimo, di solito se salto un solo pasto mi vengono, questa volta al quarto giorno, mha), abbassamento di pressione e, penso, anche un po' di disidratazione. Ho fatto fatica a farmi la doccia. Riconosco i sintomi perché in passato sono stata fortemente disidratata e avevo il fiatone anche a vestirmi. Quindi oggi dovrò bere moltissimo. In teoria oggi dovrei anche andare a pattinare con un amico (essendo un'attività fisica blanda potrei farlo), ma dipende come sono messa perché se continua così non penso proprio sia il caso. 

Ho trovato un video interessante sul digiuno qui.

05 aprile 2024

Secondo giorno di digiuno: resoconto

 È la mattina del terzo giorno, mi sono pesata: ho perso un altro chilo. Ieri, secondo giorno, è stata un po' dura: ero in ufficio e per lo meno quando lavoro da casa in pausa pranzo posso fare un pisolino. Stare tutto il giorno fuori è stato faticoso. In pausa pranzo ho provato a leggere un libro da portare per un esame all'università ma facevo fatica a concentrarmi e rileggevo le stesse frasi più e più volte. Entro oggi o massimo domani dovrei entrare in chetosi e sarà tutto un pelo più semplice. Anche perché domani vado a pattinare, quindi se sto con 'sta debolezza posso anche accasciarmi e non fare nulla. Penso che finita questa settimana continuerò per un periodo con la chetogenica, ma non troppo. Anche perché ho (ovviamente) una voglia di pizza e spaghetti al pomodoro che non vi dico. 😆

Io alla fine del digiuno:


via GIPHY

04 aprile 2024

Primo giorno di digiuno: resoconto

 Oggi è la mattina del secondo giorno. La bilancia dice che ho perso un chilo. Vero, mi sento meno gonfia: gli esperti diranno che è acqua, potrebbe essere, infatti proseguiamo.

Ieri ho avuto mal di testa tutto il giorno, difficile capire se fosse la mancanza di cibo o che: soffro spesso di mal di testa. Ieri sera sono andata a letto prestissimo, sembravo affetta da narcolessia, non riuscivo a tenere gli occhi aperti e questa mattina ho faticato ad alzarmi. Mi sono sentita debole, confusa, affaticata. Fame: non pervenuta (stranamente, io adoro mangiare).

Un aspetto sicuramente positivo è il potersi svegliare dopo (senza colazione si risparmia un sacco di tempo) e avere più tempo dopo il lavoro (preparare da mangiare, lavare i piatti, tutte cose non pervenute). Ma anche fare una pennica in pausa pranzo quando lavoro da casa non è male.

Ieri sera a letto brevissima esperienza di nausea, niente di che.

Oggi mi tocca andare in ufficio, vediamo come la va.

03 aprile 2024

Introduzione al digiuno

 E' circa un anno che sto cercando di rimettermi in forma. Ho cominciato più o meno a maggio 2023 (con 10 kg in più addosso rispetto a quelli che avevo da molto molto magra) cercando di correre ma poi mi sono infortunata e son dovuta restare ferma. Poi seguendo il consiglio del medico del pronto soccorso del CTO, ho cercato di rinforzare le gambe per evitare altri infortuni con gli esercizi di Chloe e grazie a lei e a lunghissime camminate e a una dieta, qualcosa avevo perso. Il binomio lavoro e studio però mi hanno impedito di continuare a esercitarmi continuamente e ho ripreso peso. Da qualche mese, avendo anche comprato un tapis roulant, mi sono messa a correre seguendo un programma di corsa. Ho abbinato anche qui una dieta ma devo dirlo, di troppo non scendo. Queste ferie Pasquali mi han dato la mazzata finale e ho ripreso più o meno un chilo.

Insomma, il mio metabolismo è diventato quello di una ciabatta e ho ormai capito che sotto un tot non scendo. Mi rendo conto che si tratta di una fissazione, alla fine sono normopeso, ma è proprio la mia linea che non è armonica. Sopra il seno sono magra, mi si vedono le costole, le clavicole, le ossa delle spalle. Sotto ho la pancia, le cosce, i fianchi e i polpacci grossi.

Nel corso della vita, sono riuscita a perdere peso solo smettendo di mangiare, pratica che tutti mi han sempre sconsigliato. Eppure ora va di moda il digiuno intermittente che pare faccia miracoli. Nel mio caso, intorno al 2016-2017, posso dire di aver perso davvero molto peso facendo un solo micropasto al giorno, di sera, e camminando tantissimo, anche due ore al giorno. Inizialmente mangiavo anche la pizza di sera che pur portando un apporto calorico notevole, nel calcolo calorico giornaliero era davvero poco. Poi la fame è passata, e mi bastava mezza pizza, poi anche meno. Trasferitami a Torino ho poi ripreso a mangiare sia a pranzo che a cena. 

E, ripeto, tutti mi han sempre sconsigliato questa pratica perché deleteria: smettere di mangiare fa male, il corpo accumula di più perché ogni cosa che introduci viene immagazzinata, perdi anche massa muscolare, eccetera.

Finalmente hanno fatto uno studio sul digiuno: han recuperato 12 volontari e li han messi a pane e acqua, ma senza pane, per 7 giorni. Nel frattempo li han tenuti monitorati per capire cosa accadeva nel loro corpo e le analisi han rivelato che dopo i primi due giorni di digiuno, in cui il corpo cercava disperatamente di recuperare gli ultimi zuccheri presenti, alla fine andava in chetosi, usando il grasso come fonte energetica. Il terzo giorno è quello dello switch, ci si sente stanchi, spossati, ma una volta passato quello, torna l'energia (e anche la voglia di vivere a quanto pare). I volontari non solo han perso circa 5 kg, ma le proteine nel corpo hanno subito delle variazioni. I chili persi hanno riguardato sia la massa magra che la massa grassa ma al termine del digiuno la massa grassa è stata recuperata in fretta, mentre la massa magra no. Qui l'abstract dello studio.

Ovvio, bisognerebbe farlo sotto stretto controllo medico (come tante altre cose, anche l'attività fisica dovrebbe essere fatta a seguito di visite mediche) ma se io vado dal medico quello mi pesa, mi dice che sono normopeso e va bene così. Io ricordo che nel mio precedente periodo di digiuno se inizialmente mi sentivo fiacca, poi stavo bene e anzi, ero bella energica. Anche se quel digiuno, fatto senza criterio e con vari spuntini qua e là, è durato molto di più. Ricordo anche che ci sono voluti anni prima di prendere chili (e ammassarli dalla vita in giù). Quindi oggi, dopo una cena a casa di Madre, si principia.

Ovvio ci son tante cose di cui vorrei scrivere, il viaggio in Polonia con Cliff, i nostri sabati sera dedicati ai film brutti (li scegliamo con gran cura), lo studio, il lavoro. Per ora accontentatevi del digiuno ad acqua.

23 dicembre 2023

Di avventure polacche

 In partenza per la mia bellissima Varsavia con il mio stupendo Cliff. Tante sono le cose da scrivere, ma passo davvero i miei giorni solo a lavorare e studiare. Sto imparando tanto al lavoro, ero terrorizzata di non farcela, eppure piano piano a piccoli passi, sto andando avanti. Sto anche raggiungendo buoni traguardi con lo studio, pur avendo poco tempo. E sono al passo con gli esami, incredibilmente. 

Mi sto mettendo tanto alla prova su tutti i fronti e sono soddisfatta.

Questo è il nostro primo viaggio insieme, a parte tre giorni a Venezia un anno e mezzo fa. Purtroppo le ferie non coincidono mai e finalmente siamo riusciti a ritagliarci un po' di giorni per noi. Ho comprato un piccolo tapis roulant, non troppo costoso, non troppo economico. Mi dedico mezz'ora al giorno a camminate velocissime dato che sono praticamente quasi sempre a casa.

Seguiranno strabilianti racconti di vodka, birra, milky bar sperduti, avventure fredde ma bellissime. 

Stay tuned.

01 ottobre 2023

Giovine tra i giovini

Ho tante novità che giustificano questo mio piccolo silenzio:
per le mie due settimane di ferie, ad agosto, ho studiato per un test di ingresso universitario. L'ho passato e ora sono ufficialmente (e nuovamente) una matricola. Il test più complesso è stato però riuscire a districarsi nel sito di UNITO e nella burocrazia universitaria, tenere il passo coi 5000 messaggi delle varie chat whatsapp e telegram, superare l'annoso dilemma tra due facoltà che mi piacciono tanto, dover mollare, almeno per quest'anno, il violino.

Per farla breve, mi sono iscritta al primo anno di Scienze e tecniche psicologiche a Torino (avrei passato anche il test a Padova, e mi faceva tanta gola per le lezioni da remoto, oltre che per il fatto si tratti di una ottima università, ma dare gli esami ogni volta laggiù sarebbe stato un problema).

Sono successe anche altre cose e spero di avere tempo e modo di scriverle tutte.

13 luglio 2023

Piccoli aggiornamenti

di cui non frega un ca$$o a nessuno

  • Ho finito il mio workout di 28 giorni con la mia coreana assassina del cuore, Chloe Ting. Nessun risultato miracoloso, solo tanta fatica e sudore. Un chiletto perso, ma girovita sicuramente più fine.
    Ho un fisico del menga, comincio a ingrassare da gambe e chiappe e quando arrivo alla pancia, diversi kg più avanti, ormai è troppo tardi e per perderli devo faticare (in passato smettendo di mangiare ma stavolta non ha funzionato). A volte in passato mi hanno recriminato il fatto di essere pigra, nein, ho costanza ma per mostrare questa mia dote servono degli ingredienti fondamentali, come ad esempio la disperazione. La stessa che mi ha portato a diventare sviluppatrice Java perché di stare al telefono non ne potevo più. Dato che non sopporto chi si lamenta senza almeno provare a cambiare la propria condizione (mentre chi prova e non riesce ha tutte le giustificazioni del mondo per imprecare, IMHO) prima di lagnarmi le provo tutte. Anche andando a Benevento per una Academy su Java. Detto questo domani comincio un workout assassino di 14 giorni un pochino più pesantuccio.

  • Io e Cliff stiamo leggendo la saga di Blackwater. Siamo al terzo libro e finalmente accade qualcosa. Devo dire che i volumetti sono piccoli e scorrevoli, per ora li stiamo leggendo su ebook reader ma viste le edizioni davvero carucce vorremmo acquistarli cartacei. A volte finisce prima lui, a volte prima io. Questa volta sono rimasta indietro io perché attendevo che lui finisse il volume secondo e quando lo ha finito non mi ha avvertita di aver cominciato il terzo. PUSILLANIME! Ma in pochi giorni sto rimediando, peccato che...

  • mi sono fatta un regalone che mi è arrivato ieri. La tanto amata e desiderata Steam Deck. Così oggi ho finito Gris, dopo anni, e riprendo a giocare avendo una console che mi permette di usarla su letto o divano. Occhio però pesa. Se la usate a letto state seduti, se vi scivola in faccia potrebbe cambiarvi i connotati. La Steam Deck ha su una distro Linux quindi, miei cari e piccoli smanettoni, è una console ideale per tante varissime cose. Oltre a quello mi sono presa su Aliexpress, Miyoo, esteticamente sembra un vecchio gameboy, in verità puoi installarci degli emulatori per una miriade di giochi da quelli del gameboy classico e fino alla ps1. Inutile dire che per entrambe le cose, tutta colpa del mio adorato Cliff. Il Miyoo (mini plus) l'ho preso inizialmente per mia sorella (la quale ha smesso qualsiasi interazione col resto del mondo per giocare a SuperMario) ma quando l'ho provata mi sono accorta che è davvero una goduria e mentre la Steam Deck si può usare nelle lunghe pause o la sera se non si ha voglia di mettersi sulla scrivania e accendere il PC, Miyoo puoi accenderlo anche in bagno durante le sedute di gabinetto, in pausa pranzo, in attesa che arrivi il tram, sul tram, smadonnando mentre si cammina per km avendo perso la fermata del lavoro per l'ultimo combattimento di Tekken...

  • Mi è venuto in mente di riprendere l'università, e l'unica facoltà di Scienze Biologiche possibile da fare online è eCampus, ci andrò a parlare lunedì ma le recensioni li spacciano già per truffatori (bene ma non benissimo). Pensavo a Scienze Biologiche per capire se è possibile recuperare parte degli 11 esami dati 20 anni fa (secondo eCampus probabilmente sì) ma dato che costa davvero tantissimo, mi sono già mezzo informata, l'alternativa è la facoltà di psicologia o a Perugia o a Urbino. Propendo per la seconda dato che quando all'università di Perugia ho inviato una richiesta di informazioni via email, ben articolata, loro mi han risposto con un link che sì, va bhe, grazie al ca$$o, lo avevo già letto.

  • Purtroppo, nel fare tutte queste cose, non sto suonando il violino. Se mi leggesse il mio Sensei brontolerebbe assaje, ma noi saremo bravi e non glielo diremo. Ora devo dimagrire e leggere e giocare. Tra qualche giorno farò rientrare nella mia routine quotidiana anche quel meraviglioso strumento, che mi sopporta e sopporta ancora la mia incapacità di suonarlo decentemente.
    Scusami.

  • La Feltrinelli ha deciso di scontare alcuni saggi Cortina del 20%: chi aveva detto "No questo mese è l'ultima spesa che faccio" parlando della Steam Deck e ha affrontato con nonchalance il checkout del sito de La Feltrinelli? Non faccio nomi, perché sono tutte solo supposizioni.

Canzone del giorno: I Got You The White Buffalo (per il metallaro del mio cuore)









27 giugno 2023

La nostra maturità

 C'è una certa massima che spopola nell'ambito del self-help, ed è "Impara ad accettarti per quello che sei, solo così potrai essere felice". Almeno, più o meno la sintesi è questa.

Posso dirlo? Non sono d'accordo. La strada per l'autoaccettazione è un po' come quell'incubo delle scuole superiori. Non potrai andare bene in tutto. Il trucco sta lì, nel capire quale materia dovrai tenere sotto per dedicare le tue energie a cosa ti riesce meglio.

Se in inglese sei una pippa, perché sforzarti a ottenere un 5? Tieniti il 4 e dedicati a un'altra materia (sì lo so che i fedeli dell'impegno massimo in tutto stanno storcendo il naso, ma non si può patire sempre, impegnarsi sempre, sudare sempre. C'è anche il meritato riposo in questa merdosa società che corre).

L'autoaccettazione funziona alla stessa maniera. Ci saranno delle cose di te che adori, altre che potrai accettare e altre ancora che dovrai tenere sotto perché la fatica che fai per farti fare "meeeh" (sospiro di sopportazione) a quella cosa che di te proprio detesti, non vale la candela.

Proprio come per le altre persone: fan dell'amore incondizionato, vi rivelo un segreto: la cosa che detestate di quella persona non riuscirete ad accettarla. Sarà lì, oggi, domani, dopodomani, finché morte non vi separi a farvi dare le capocciate nel muro. Ma una volta trovato l'elemento disturbante (prendete con le pinze questa parola) potrete concentrarvi su ciò che vi piace davvero dell'altra persona. Tutto quello che vi farà dire "wow ma che figata!" (come la matita labbra "sfilata" che Neve Cosmetics mi ha regalato nell'ordine ricevuto oggi).

Quindi imparate ad amarvi, anche se non vi accettate totalmente. Lasciatela qualche materia sotto, e concentratevi sul resto.

E sarete comunque promossi.


P.S. facendo workout a casa mi sono fatta male alla gamba destra, ma questo è un altro post (pieno di inutili lamentele sul fallito matrimonio tra me e l'esercizio fisico). Ma ho perso 3 kg, quindi appena mi rimetto in forma, riprendo.

18 giugno 2023

Quel treno lungo 650 km che ci separa

"Hai lasciato il tuo odore sul letto?"

Ecco perché stanotte ero abbracciata al cuscino dove di solito sei tu. Ecco perché non tolgo mai il secondo cuscino, mi dà l'impressione di poter allungare la mano e trovarti. Posso anche sentire il tuo respiro se mi concentro, nonostante il caos che, ora che le finestre sono aperte, arriva da fuori, dalla strada.

Questa notte qualcuno ha accelerato di colpo facendo un rumore fortissimo e mi sono svegliata di colpo, spaventandomi. Ti ho pensato: tu non avresti fatto mezza mossa. E vedendoti così sereno, in quel sonno profondo senza sogni, mi sarei subito tranquillizzata. 

Sopporti la mia insana passione per gli horror, anche se ogni tanto esclami "Ma qui non esplode niente!", non hai mai da ridire sulle mie scelte ma mi appoggi, anche se sembrano scelte un po' bizzarre. Non litighiamo mai, e anche se qualche volta capita di chiuderci nei nostri mutismi, sei sempre pronto ad ascoltare. Non ho mai sentito una tua parola fuori posto, una minima mancanza di rispetto nei miei confronti, nessuna sfumatura negativa. Cammini pianissimo e mi devo ancora abituare, ma so che ogni tanto vai più veloce e che lo fai per me. Adoro starti vicino anche solo quando giochi ai videogames, mentre leggo uno dei 16 libri attualmente in lettura. Sopporti anche le mie lamentele su quanto sono ingrassata e mi fai comunque sentire sempre bella. 

Sogno mille momenti così, pieni di gioia e momenti che solo tu puoi creare.

Divergevano due strade in un bosco
ingiallito, e spiacente di non poterle fare
entrambe uno restando, a lungo mi fermai
una di esse finché potevo scrutando
là dove in mezzo agli arbusti svoltava.
Poi presi l’altra, così com’era,
che aveva forse i titoli migliori,
perché era erbosa e non portava segni;
benché, in fondo, il passar della gente
le avesse invero segnate più o meno lo stesso,
perché nessuna in quella mattina mostrava
sui fili d’erba l’impronta nera d’un passo.
Oh, quell’altra lasciavo a un altro giorno!
Pure, sapendo bene che strada porta a strada,
dubitavo se mai sarei tornato.
lo dovrò dire questo con un sospiro
in qualche posto fra molto molto tempo:
Divergevano due strade in un bosco, ed io…
io presi la meno battuta,
e di qui tutta la differenza è venuta.

(Robert Frost)










14 giugno 2023

La lottatrice di Sumo

Ho deciso di fare attività fisica in casa, almeno finché la visita fisiatrica (leggi "geriatrica") non mi dica che il ginocchio è a posto e posso tornare a correre, che ormai devo riprendere tutto l'allenamento da zero... Così mi sono scaricata un'app "Asana rebel" e inizialmente bhe, faceva il suo dovere. Dolore ai muscoletti e sudorini. Però mi pareva un po' poco, anche se meglio di niente. Così ho cercato delle recensioni online e confermavano i miei sospetti. 24 minuti di attività, compreso riscaldamento e defaticamento, son davvero pochini.

Sempre nello stesso commento consigliavano i video di questa ragazza, gratis e su youtube, Chloe Ting. Esistono una marea di video e foto di prima/dopo che fan spavento. Ci penso un attimo, avevo cominciato una challenge con Asana Rebel di 21 giorni, mi spiace sempre smettere e ricominciare. Poi tutta 'sta fatica di prima mattina ma chi me lo fa fare.

Indovinate?

Ho cominciato, ovviamente, oggi. Il programma è questo.

Ho fatto la classica foto d'inizio, con i miei (almeno) 5 kg in più e questo è lo stato dopo la prima sessione.

Se non mi rimetto in forma nemmeno con questo, mi do' al sumo. 

E' deciso. 

10 giugno 2023

Se non ti esplode il didietro, non è un vero cinese

 Ieri sera sono andata al ristorante cinese con un'amica (poesia del mattino: non è cinese se non ti esplode il culo e se non fai rutti al glutammato il mattino dopo) e mi parlava un po' della sua attuale vita, fatta anche di tanti viaggi. Un po' la invidio, io e Cliff non siamo ancora riusciti a organizzarci per le ferie, per andare in nessunissimo posto, perché fino ad ora i periodi in cui potevamo prendere non si incrociavano. Con la mia vecchia azienda mi facevano andare via solo ad agosto (che palle) e lui ad agosto lavoro, con questa azienda sono entrata a inizio aprile e forse a ottobre racimolo qualcosa di decente. Insomma per farla breve: andranno in Nepal (a fare anche un po' di trekking sull'Himalaya). Ok. Sembra che questo sia il periodo in cui non faccio che sentir parlare dell'Everest. Tra Google che ormai mi propone solo notizie dell'Himalaya e amici che decidono proprio ora di volare in quelle zone, coincidenze strane.

E come se non bastasse a ricordarmi i cari passati viaggi, ho preso l'imodium.

Diarrea del viaggiatore: nostalgia, nostalgia canaglia.

08 giugno 2023

Aria Sottile

Aria sottileAria sottile by Jon Krakauer
My rating: 5 of 5 stars

Mi piacciono le storie di montagna, come quelle di mare. Tant'è: io e la montagna non andiamo d'accordo. Ho provato ad affrontare camminate più o meno lunghe, ma quando si tratta di avere a che fare con la roccia, ecco che viene fuori il lato meno romantico di me.
Qualche anno fa mi capitò di vedere il film del 2015 "Everest" e poi mi trovai a riguardarlo ancora, e ancora una volta. Appena ho appreso che era tratto da un libro scritto da Jon Krakauer (che scrisse anche il libro da cui è stato tratto "Into the Wild" che ho amato molto), mi sono detta che non poteva mancare questa lettura all'appello.

La scrittura di Krakauer è visiva, scorrevole e appassionante, quasi ci si scorda di avere a che fare con una storia vera: narra della tragica scalata sull'Everest avvenuta nel 1996, in cui persero la vita ben 8 persone. Considerando che in questa stagione del 2023 (l'algoritmo di Google ormai mi ha intercettata e mi propone queste notizie) sono morte 17 persone cercando di arrivare alla vetta, capite bene che in un'unica spedizione la perdita di 8 persone è importante.

I problemi nell'affrontare un'impresa del genere sono tanti: freddo, fatica, compagni di scalata che non conosci (la fiducia è una questione importante in montagna), valanghe, crepacci da superare con diverse scale attaccate le une alle altre (e guardare di sotto è d'obbligo se volete essere certi di mettere bene i piedi), ma soprattutto la mancanza di ossigeno. Cercare anche solo di camminare in piano in ipossia è quasi impossibile, nonostante le bombole di ossigeno. Krakauer stesso scrive che in alcuni momenti riusciva a fare due passi per volta, per poi fermarsi, riposare e ricominciare. Quel 10 maggio volevano salire in vetta troppe persone, almeno 34, su diverse spedizioni, creando ingorghi che hanno ritardato l'arrivo in cima. Come se non bastasse, una tempesta ha bloccato la discesa di alcune persone, portandole lentamente al congelamento.

Questo libro mi è piaciuto così tanto che ne sto leggendo un altro suo, sempre agghiacciante: "Senza consenso".

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La fatina rubalibri (li mortacci sua)

 Lo ammetto, da Madre ho ancora tanti scatoloni del penultimo trasloco fatto, quello da Cömo a Torino (sono del 2017, potrei stabilire un record) pieni di borse, vestiti e libri.

Fatto sta che nella mia esistenza ho comprato talmente tanti libri, spesso in modo impulsivo e compulsivo che non ricordo nemmeno quali ho.

Così mi è capitato di finire per caso a leggere qualcosa online su un libro che Michael Ende scrisse per il padre, famoso pittore surrealista. Ah sì?

Ma quella copertina mi dice qualcosa... E un dubbio, proprio mentre stavo per cercarlo online, per acquistarlo, un po' mi viene. Così cerco nella mia libreria di Anobii ed eccolo lì: lo sapevo, quella copertina non mi era nuova.

Va bene, tanto sarei andata a breve da Madre per recuperare un po' di documentazione medica (per un'altra visita che mi fa paurissima ma ne parlerò dopo il 12 giugno).

Ho smontato ogni anfratto ma del libro nemmeno l'ombra. Inutile dire che sono andata in fissa: come mi capitò per "La nera signora: antropologia della morte e del lutto" che comprai da adolescente (saggio meraviglioso) e che avevo sempre sotto sguardo finché volendolo ritrovare, ovviamente è svanito nel nulla. E anche questo fuori catalogo.

Peccato che "La nera signora" ora, usato, ha il modico prezzo di 70 euro.

Cercando invece parecchio online il libro di Ende, alla fine sono riuscita a trovare l'edizione che avevo io, praticamente nuovo, a soli 5 euro su un portale che non conoscevo: accioboooks.

Quanto ci scommettiamo che a breve spunterà il mio, e ne avrò due?

Sicuro.

Del resto i libri si sa, si offendono tantissimo quando cerchi di sostituirli: tanto da uscire dal loro prezioso e introvabile nascondiglio, se si sentono minacciati.

28 maggio 2023

Perdere due chili in due giorni?
Ora puoi!

 Si chiama gastroenterite virale.

Il brutto è che anche se stai a casa non puoi fare altro che cercare di riprenderti, perché sei debolissimo (e nonostante sia stata male praticamente solo mercoledì sera e giovedì, ancora oggi mi gira la testa), e non puoi fare niente delle cose che avevi programmato di sistemare per il weekend. Insomma, un po' uno schifo.

Ieri pomeriggio però non ce la facevo più a stare a casa e anche se fare due passi mi faceva venire il fiatone sono andata da Camera a vedere la mostra di Eve Arnold. Le ho dato priorità perché termina il 4 giugno e mi sarebbe spiaciuto perdermela. Dopo un'assenza dalle mostre abbastanza lunga, ora che ho la tessera musei, non mi spiace ogni tanto guardare qualcosa. Ad esempio se non sapete che fare, alle sale Chiablese di Palazzo Reale c'è una bella mostra su Ruth Orkin.

Ma soprattutto spero il primo sabato possibile, dato che sarei dovuta andare questo ma stomaco e intestino han deciso per me, c'è la mostra su Robert Capa ad Aosta, al Centro Saint-Bénin.

Tutto compreso (anche Robert Capa) nella mia fantastica tessera musei.

Oggi invece, gratis alla Mole Antonelliana la mostra su Stefano Bessoni, La Mole delle meraviglie.

Ci sono andata perché V. ci era andata tempo fa e mi aveva detto "Vai, ti piace sicuro.". In effetti soprattutto un suo disegno


parla proprio di me.

Inoltre è un appassionato di coleotteri, e molti suoi disegni sono dedicati a insetti e a Darwin.

Carina e gratuita, quindi straconsigliata. Ma sono stata brava e non ho comprato né il catalogo della mostra né gli ennemila suoi libri illustrati nonostante fossi tentata.

Per quanto riguarda invece Eve, carico qualche foto fatta alla mostra. Ma come sempre per le foto (che vuoi i riflessi, le luci, le mie foto storte) van viste dal vivo.















Dato che non ho abbastanza libri in lettura, e che con Blackwater (vedi post precedenti), ho ormai oltrepassato la metà, comincio "Il volto del male" di Stefano Nazzi. Sono fan del suo podcast "Indagini" e ho, ovviamente, il libro autografato.


Oggi ho visto un vecchio amico: abbiamo condiviso insieme una chemio e parecchia sofferenza. È strano vederci grandi, adulti, ad affrontare il mondo. Abbiamo la corazza spessa, ma le persone riescono comunque a trovare l'unico punto in cui la corazza è scalfita e ad affondare la lancia, e a ferirci. 

24 maggio 2023

Nuovi (ma non troppo) arrivi

 


È una delle 5 Pseudoglomeris magnifica (blatte, ma molto molto belle) che ospito da Aprile. In effetti ci sono stati tanti arrivi oltre alle bestione che ho già.


Comincio oggi la saga di Blackwater, perché non avevo proprio nient'altro da leggere in questo periodo.

23 maggio 2023

Chi fermerà la musica?
Io, se continuo a stonare.

Il mio sensei ben predisposto alla lezione di domani

 




Sto guardando un horror talmente coinvolgente che ho pensato di scrivere sul blog.

Oggi riflettevo sulla mia fortunata realtà lavorativa in un periodo, questo, di crisi per tutti. L'azienda di Maleventum sta licenziando con scuse assurde, dopo tutta la fatica di stare lì, accettare eventuali trasferimenti, e via discorrendo. Sembra che a nessuno interessi la salute psicologica delle persone. 

Ho solo un problema coi miei attuali colleghi: loro si conoscono da una marea di anni e io non mi sto facendo conoscere; il mio terapeuta, David Gnomo, si è raccomandato di andare a pranzo con loro, di farmi conoscere, ma io nada. Me lo hanno chiesto qualche volta poi si sono (giustamente) chiusi in un silenzio tombale. 

Io passo la pausa pranzo in un bar accanto a una palestra dove fanno arrampicata. Dalle vetrate trasparenti vedo gente di ogni età che sale e cade, sale e cade, mentre mi bevo un (vero) caffè americano e leggo. 

A dire la verità sto leggendo enne miliardi di libri tutti insieme, il che mi porta a mollare delle cose e continuarne altre per poi tornare indietro. Il caos.

I due principali che stavo leggendo ora sono:

Ho anche sentito un audiolibro, era quello che durava meno tra quelli che avevo, circa 4 ore:
Nel mare ci sono i coccodrilli. Vi prego, leggetelo ma non fate come me, non ascoltate l'audiolibro in mezzo alla strada piangendo lacrime amare al pensiero di quello che è capitato.
Leggetelo a casa, sotto le coperte calde, al sicuro. Piangete tutto quello che avete da piangere (perché vi assicuro che lo farete) a casa.

Ma è subentrato un altro libro: La dama della chiatta e altri racconti. Quando si tratta di racconti un po' gotici e di Abeditore, cedo.

Così mi isolo, è quello che riesco a fare meglio. Ma soprattutto una cosa stranissima che non mi è mai capitata, i miei colleghi si fanno i cazzi loro. Ma in maniera estrema. Sapevano che ho male al ginocchio perché zoppico ma non chiedono nulla, sapevano del mio saggio di violino, ma niente. Ho rifatto tinta e mi sono tagliata i capelli, nulla.

Penso che se entrassi nuda in ufficio, farebbero un cenno del capo e, senza alcuna inflessione, pronuncerebbero il solito Buongiorno.

Non che mi dispiaccia, ma è strano, anche se lo vedo più vicino alla mia realtà. 

Mi rendo conto di non avere ancora scritto de La Scarzuola, ma mi ci va un po' perché è un luogo particolare. Più del luogo, il proprietario del luogo (che fa da guida) è la persona più assurda che abbia incontrato nella mia vita. Dico solo che dovrò tornarci perché non ho fotografato nulla per sentire le sue follie.



22 maggio 2023

Salone del libro?
No, casa dell'horror

 Ogni anno vado al salone del libro: più per tradizione che per altro. Quest'anno però i piani sono andati a farsi benedire, ma va benissimo così. Sabato ho passato la giornata al pronto soccorso e ieri, avendo attivato una 14 giorni di prova gratuita di un canale su prime che prevede solo horror, mi sono sparata 3 film.

E per consolarmi del mancato salone ho acquistato online due libri di Abeditore (che è sempre una garanzia).

I film sono stati:

  • The Night
  • The Lodge
  • Speak No Evil

Vi consiglio tantissimo il primo, una produzione mezza iraniana e mezza statunitense. Il tema è il doppio, si intuisce già all'inizio quando inquadrano un quadro stupendo che se potessi metterei in casa, surrealista, stile magrittiano, un po' inquietante. 

The Lodge è un film assurdo ma bello. Casa isolata, tanta neve e una persona uscita da una setta che senza le sue pastiglie da' un po' di matto. Con il contorno di due ragazzini che farebbero bene a smettere di fare scherzi assurdi, soprattutto se il destinatario di questi giochi è una persona fortemente e visibilmente disturbata.

Speak No Evil è un film olandese/danese. Leggendo una recensione online sono stata colpita da questa frase: Qual è la prima fondamentale regola che la cara mammina ci ha insegnato? Mai dar retta agli sconosciuti, giusto? E allora per quale stramaledettissimo motivo, una volta cresciuti, il rischio di ricadere nello stesso fatidico errore torna a farsi così alto?

Vero, da adulti dimentichiamo questa fondamentale regola. Ed è qui che comprendiamo l'importanza di dare retta al proprio istinto quando la famiglia che ci ospita, conosciuta per caso e per pochissimo tempo, comincia a dare segni di disagio e squilibrio.

Altri film visti successivamente: 

Baskin: carino sì, turco. Se vi stanno sulle palle i poliziotti è un film che fa per voi. Potrebbe essere considerato una sorta di Martyrs ma dove le vittime sono principalmente sbirri. Un po' allucinante ma per ora vince The Night.

Under the Shadow: bella cornice storica per questo horror, ambientato durante la guerra Iran/Iraq. Un Jinn è stato liberato e chi ha preso di mira? La figlioletta della protagonista. Riuscirà la nostra eroina a salvarla? E come?

Nessuno di questi fa obiettivamente paura, perché alla fine l'unica cosa che fa paura sono le persone che (non) ci circondano (più. Per fortuna).

P.S. Rileggendo i miei sogni di questi ultimi 3 anni è chiaro. Alla mia mente erano chiare tante cose che la mia coscienza non voleva ammettere e accettare. I sogni sono rivelatori, perché viaggiano su un'altra dimensione, perché sono liberi dai costrutti mentali.

20 maggio 2023

"No, maestro, ci ho pensato, quest'anno niente saggio di violino"

 Lo avrò ripetuto un miliardo di volte al sensei. Da quando stavo a Benevento e le lezioni a distanza erano difficoltose, a quando, rientrata in gianduiottolandia non mi sentivo in grado: avevo perso diversi mesi di lezioni in presenza e molte le avevo saltate. 

Il sensei avrebbe voluto farmi partecipare ai saggi di entrambe le sedi (rispetto all'anno scorso quest'anno ho scelto una sede più vicina e comoda, che l'anno scorso non era disponibile). Nel saggio della mia scuola avrei suonato il tema di Game of Thrones, mentre nella sede principale avrebbe voluto farmi fare la versione semplificata di Experience (Einaudi) ma non c'è semplificazione che tenga per quel brano: e alla fine ha tirato fuori dal nulla la Robin Hood Suite. 4 pezzi piccini da suonare tutti insieme (6 violini, di cui 3 al secondo anno, una al terzo, altri due che vengon dal conservatorio e si vede che ne sanno) accompagnati dal pianoforte. 

Quando finalmente mi ero decisa scopro che il saggio sarebbe stato in orario lavorativo. Non sarebbe stato possibile per me partecipare, tranne per il fatto che il saggio sarebbe stato venerdì (ieri, 19 maggio) e io il venerdì lavoro sempre da casa. Mi avrebbe fatta intrufolare in una delle aule per permettermi di lavorare lì e una volta terminato il mio orario, via al saggio. 

E dopo un po' di prove quasi tutti insieme (la maggior parte il solito gruppo di noi 4 ragazze) e una sola prova generale con piano e gli altri violini ganzi (quelli che avrebbero coperto le nostre ma soprattutto le mie stonature) arriva il venerdì. 

Alle 13, appena iniziata la pausa pranzo, parto da casa per andare alla scuola. Diluvia e il bus è pieno di ragazzini brufolosi appena usciti da scuola. Io ho il mio bambino (il violino ovviamente) e lo zaino con il pc del lavoro e la gonna lunga che mi metterò lì. Ho evitato di metterla da casa per non sporcarla con pioggia, fango ecc.

Il ginocchio mi fa ancora un sacco male, ed è faticoso fare il pezzo a piedi dalla fermata alla scuola, ma arrancando un po' ce la faccio. Avrei preso l'antinfiammatorio che mi sono autoprescritta, nel pomeriggio, in modo da avere un po' di autonomia tra lo stare in piedi e il resto. 

L'aula in cui mi ha detto di entrare il sensei è piena di percussioni ed è fighissima. A una certa decido che è ora di mettermi la gonna, sono ormai le 16.30 quasi. Me la infilo sopra i pantaloni che dalla finestra che da' sull'esterno sono abbastanza visibile e non voglio fare uno spogliarello involontario, mi tolgo gli scarponcini, mi sfilo da sotto la gonna i pantaloni (che sono larghi e comodi) e solo in quel preciso istante, con la collega in linea su teams e piegata in avanti per sistemarmi meglio, giro lo sguardo e il sensei è in aula in silenzio che attendeva mi accorgessi di lui. 

Va bhe, mi rimetto gli scarponcini, muto al microfono, lo saluto e si continua. Nemmeno alle 17 entra una ragazzotta che ha ricevuto istruzioni di arrivare in aula e succede che in men che non si dica sono sfrattata da lì: devono fare le prove. Mi metto in corridoio ma si sentono i rumori di tutti gli strumenti di tutte le sale e stare in call diventa un po' complicato. Quest'anno non ci sarà nessuno a filmare, poi però mia sorella, facendomi una sorpresa, decide di venire. 

Emozione, maledetta emozione.


Che poi ogni tanto si sente un mezzo fischio, sappiate che sono io, era andato tutto bene alle prove (tutto o quasi) ma ovviamente...

Il sensei è una persona di rara empatia, e adoro il mio cazzo di violino

Dopo il saggio il consueto e attesissimo rito del pub. Si potrebbe anche dire che faccio il saggio solo per andare a mangiare tutti insieme, ma mentirei non poco perché alla fine quel piccolo brivido adrenalinico tanto male non fa. Inoltre, visto che pago profumatamente un terapeuta per aiutarmi a gestire meglio la mia vita, ogni tanto mi capita anche di seguire i suoi suggerimenti, come quello di fare sempre i saggi, o eventuali concorsi che mi si presenteranno, perché anche avere uno scopo (studiare per arrivare a fare qualcosa) ha un suo perché. Inoltre ho scoperto che suonare con gli altri mi piace. Vorrei essere più brava? Certo! Vorrei saper già fare il vibrato? Ma OVVIAMENTE.

Ma mi accontento per questo presente di essere riuscita ad andare avanti, a continuare nonostante il periodo di Benevento, il nuovo lavoro, a volte la poca voglia, la frustrazione (spesso) di non riuscire. Il prossimo anno sarà l'anno dell'impegno (e del vibrato, of course), per ora sono felice così. E magari il prossimo anno riuscirò anche a suonare qualcosa con Cliff.

Invece, oggi ho deciso di passare la mia giornata al pronto soccorso. Il ginocchio non mi da' tregua, così ho passato allegrissime 5 ore (ma ho letto tanto, sapendo di dover aspettare tantissimo mi sono portata sia il libro cartaceo che l'ebook) insieme a persone che, come me, chi più ma anche chi meno, zoppicavano.

L'allegra dottoressa, quando le ho detto che mi ero fatta male correndo e probabilmente vedendo il mio fisico (che è quello di una che corre perché il paninaro "Mimmo" sta per chiudere e ha voglia di un panino con salsiccia e crauti) ha esclamato "Ma ha corso per prendere il bus?".

Il responso è che ho la rotula molto mobile, va dove cazzo je pare e femore e rotula han litigato. Antinfiammatorio e fisioterapia e passa la paura. Ovviamente tutore.

Purtroppo avendo aspettato 5 ore seduta non avevo nemmeno male, mi avessero visitata quando ero arrivata, dopo la camminata per la metro, il tragitto in piedi sul mezzo e la camminata dalla fermata della metro al pronto soccorso, allora sì che avrebbero capito.

Sul quando potrò riprendere a correre (e ricominciare tutto da capo dato che sono ferma da quasi due settimane) si stende un velo ignoto. Secondo la dottoressa dovrei prima rinforzare il quadricipite "magari con la bicicletta" - non ci so andare - "allora il nuoto" - e sticazzi pure.

Nel dubbio brindo con un calice di bianco. Farò esercizi di qualche tipo a casa e vediamo come va.